Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.
Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.Abbiamo già aiutato brand come Sky, Henkel, BNL Gruppo BNP Paribas, Mondelēz, Barilla, Lavazza, adidas e BIC.

Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 3655 1868.

Gli italiani su Facebook: ecco chi sono

di Luca Della Dora in News

Chi è l’utente medio di Facebook in Italia? Difficile – e forse poco sensato – rispondere a questa domanda. Molto più interessante è invece capire chi sono effettivamente gli italiani ad usare Facebook, ed è esattamente quello che abbiamo voluto fare raccogliendo alcuni dati estratti da Global Web Index e dalla piattaforma di advertising di Facebook stesso.

Emerge un quadro molto interessante, che vede un equilibrio tra uomini e donne, e una distribuzione demografica che sottolinea - ancora una volta - come Facebook sia ormai un canale utilizzato da tutte le fasce della popolazione (dove quelle con maggior tasso di crescita sono le meno giovani – vista anche la saturazione delle stesse).

Anche osservando il tipo di occupazione dichiarata dagli italiani, si osserva una distribuzione in tutti i settori, che riflette la numerosità delle persone effettivamente impegnate in ognuna delle aree analizzate.

 

We Are Social / Facebook in Italia

 

Quest’infografica ha la sola finalità di fornire, in un veloce colpo d’occhio, una visione d’insieme di quale sia la composizione della base utenti di Facebook, mentre per qualsiasi attività è importante definire l’audience con cui desideriamo interagire – o che vogliamo conoscere – per poi approfondire non soltanto le caratteristiche demografiche dello stesso, ma – soprattutto - i suoi comportamenti e interessi.

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Mercoledì Social #224

di Elena Trombin

3, 2, 1… Benvenuti e che abbia inizio il mercoledì social #224 – ovvero, il mio *primo* mercoledì social!

Facebook introduce Save e fa contenti tutti

La novità più chiacchierata degli ultimi giorni riguarda Facebook, che introduce finalmente la possibilità per gli utenti di salvare i contenuti più interessanti e leggerli in un secondo momento. Quante volte ci è capitato di imbatterci in un contenuto interessante sul nostro News Feed ma non avere il tempo o, da mobile, la batteria sufficiente per esplorarlo a dovere? Presto non rischieremo più di perderci quel link interessante, quel ristorante che sembrava-fatto-apposta-per-me , la nuova canzone del mio gruppo preferito e molto altro. Basterà, infatti, ricorrere alla nuova funzione “Salva” per fruire del contenuto nel momento desiderato. I contenuti salvati saranno organizzati per categoria e potranno essere condivisi o archiviati. Non solo, Facebook vi aiuterà a ricordare gli “oggetti” che avete salvato e che vi siete scordati di tornare a vedere grazie ad una notifica periodica.

Sempre più in movimento, a tempo di App

Se è vero che non stacchiamo gli occhi dal nostro smartphone, è vero anche che non li stacchiamo dalle nostre App. Cresce sempre più il tempo speso dagli utenti sulle applicazioni, come rivelano i dati recentemente rilasciati da Nielsen. In particolare, Nielsen mette in evidenza come gli utenti possessori di smartphone compresi nella fascia d’età 25-44 utilizzino mensilmente il maggior numero di applicazioni (29, in media) mentre siano gli utenti nella fascia 18-24 a spendervi il maggior tempo (37 ore e 6 minuti). Sebbene il tempo speso sembri decrescere con l’aumento dell’età, è evidente come le applicazioni stiano giocando un ruolo sempre più cruciale per tutti coloro che utilizzano uno smartphone. Un altro dato estremamente interessante riguarda la fascia dei 55+: questi ultimi trascorrono più di 21 ore al mese su una media di 22 differenti applicazioni. L’avreste mai detto?!

Occupa poco spazio ma fa grandi numeri

Stiamo parlando di Bitly, uno de più noti servizi di URL shortening, che oltre a darci un notevole aiuto nel risparmio di caratteri, ci fornisce utili statistiche relative agli URL creati con esso. Ma oggi vogliamo parlarvi di un altro tipo di numeri. Ovvero, quelli che caratterizzano una giornata a base di Bitly e che sono raccolti in quest’infografica qui, della quale vi diamo un piccolo assaggio. Enjoy!

Infografica bitly

 

Facebook lancia Mentions e fa contenti (questa volta) solo alcuni 

Facebook Mentions è l’applicazione dedicata esclusivamente a celebrità, atleti, politici e altre figure pubbliche che hanno una pagina verificata. Al momento l’app è disponibile solamente negli Stati Uniti e unicamente per iOS ma Facebook prevede nei prossimi mesi il rilascio negli altri Paesi. Il product manager Allison Swope ha esplicitato le motivazioni alla base di questo lancio, sottolineando da un lato la necessità di facilitare l’interazione delle celebrità con i numerosissimi fan, grazie anche a un filtro nelle notifiche delle attività degli utenti, e dall’altro quella di garantire una maggiore sicurezza in termini di accesso alla gestione del profilo (l’app richiede, infatti, ben due step di autenticazione). Mariah Carey, Whoopi Goldberg e Arianna Huffington sono solo alcune delle celebrità che hanno già provato Mentions.

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Per rimanere in tema di celebrità e augurarvi una buona prosecuzione di settimana, vi lasciamo con un tweet che ha fatto impazzire i fan(atici) di Twin Peaks, 25 anni dopo. Alla prossima!

 

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Omg, meh, wow! Come leggiamo, capiamo e condividiamo

di Stefano Maggi in News

“Non leggerai questo articolo, ma probabilmente lo condividerai comunque”: questo il titolo di un articolo pubblicato da The Verge alcuni mesi fa. Utilizzando dati dalla società di analytics Chartbeat, l’articolo voleva dimostrare che le persone non leggono in modo approfondito molto di ciò che condividono sui canali social, come confermato anche da Time.

In altre parole, il tempo dedicato mediamente a un contenuto non è direttamente proporzionale con il numero di condivisioni.

unknownCosa significa? Questi dati ci dicono forse che tendiamo a ignorare qualsiasi tipo di profondità e a privilegiare contenuti immediati? Non esattamente, anzi: la situazione è opposta se consideriamo i dati in modo più accurato.

Questo grafico pubblicato prima da The Verge (fonte Chartbeat) e annotato nel post dall’utente “Jruhlman09″ mostra uno scenario molto diverso. I punti rappresentano migliaia di visualizzazioni e il grafico rappresenta il rapporto tra i minuti di attenzione dedicati al contenuto e il numero di persone che hanno condiviso.

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È vero: esiste un gruppo rappresentato da persone che condividono in modo massiccio, ma che dedicano poco tempo alla fruizione. Probabilmente catturati dalla headline del post o da elementi più immediati (ad esempio supporti visivi).

C’è poi il gruppo di coloro che approfondiscono e si accorgono circa a metà del contenuto che non è poi così interessante, scegliendo di condividere meno.

Chi invece procede nella fruizione (completandola o  addirittura ripetendola), tende a condividere molto (anche più del gruppo degli entusiasti con un approccio più superficiale).

Chi produce contenuto, soprattutto con un’ottica social e con finalità di marketing e comunicazione, ha un enorme vantaggio nell’analizzare il proprio target e nel monitorare le reazioni alle diverse possibili tipologie di contenuto. Considerare la profondità della fruizione e il livello di condivisione può essere molto utile per i brand: da un lato può consentire di creare contenuti più approfonditi o più superficiali a seconda delle reazioni ricercate, dall’altro consente – per gli stessi contenuti – di raggiungere tre potenziali livelli di fruizione, corrispondenti verosimilmente a profili di persone diverse.

Una componente importantissima della strategia editoriale è la forma del contenuto proposto che, oltre a doversi adattare al canale social di fruizione, deve tenere conto della modalità e della profondità di lettura (di visione, di comprensione) di quanto fa parte della conversazione. Per questo motivo è indispensabile monitorare in modo approfondito le reazioni della community a diverse tipologie di contenuti, anche sperimentando soluzioni nuove in modo da poter influenzare positivamente l’impatto nella creazione del contenuto.

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Thank God We Are Social #163

di Matteo Starri

Scusate, i mondiali sono finiti. Non è colpa nostra, davvero.

Mai più senza filtro.
No, non parliamo di un buon proposito di capodanno di non vedere mai più quel capolavoro* che è il film con J-Ax, bensì la nuovissima funzione di Snapchat, che consente di aggiungere dei filtri pazzi alle vostre foto e ai vostri video, basati sulla location in cui vengono snappati. Naturalmente è necessario attivare la localizzazione del device, ma da Snapchat dicono che la location non sarà loggata sui loro server.

(*: potremmo non pensarla proprio tutti tutti così in We Are Social)

La prima foto su Instagram (spoiler: non è un gattino)
Non sorprende naturalmente che la foto “più antica” su Instagram sia di Kevin Systrom, co-founder della piattaforma. Quello che sorprende è che non si tratti di gattini, risaputi paladini dell’internet. La foto, invece, ritrae il suo cane (/sadtrombone). La curiosità che vi vogliamo segnalare sta nell’URL: la foto è infatti /p/C/, dove /p/ rappresenta i contenuti (spiace, ma se volevate iscrivervi a Instagram e chiamarvi semplicemente “p” potreste avere brutte notizie…), e /C/ è l’identificativo della foto in questione. La particolarità è che la foto è seguita da /D/ (un bar di tacos) ed /E/, dolce compagnia, e così via.

Le nostre menti da CSI quindi ci portano a chiederci cosa ci fosse nelle foto /B/ e soprattutto /A/, che immaginiamo essere le prime due foto pubblicate sulla piattaforma, ma poi cancellate. Forse gattini?

It’s complicated
Come combinare 7 settimane all’Analog Research Lab di Facebook e un incarico di creare artwork per i pavimenti del campus? Con dei passi di danza, naturalmente. Stefanie Posavec ha creato quattro visualizzazioni che rappresentano un mese di interazioni di altrettante coppie su Facebook, tra post, commenti e tag. Caschè finale?
Facebook

$o£di!
Sempre restando nel mondo dataviz, Evermerchant ha creato una grafica dinamica raffigurante, in real time, la spesa mondiale sui siti di eCommerce. Nella loro speciale classifica, l’Italia si piazza al decimo posto, mentre non è una sorpresa vedere Facebook, Pinterest e Twitter nella top 3 delle piattaforme social.


Click on the above preview to view the full interactive graphic, or go to Ever Merchant).

Ehm… Mondiali
Ok ok ok, un ultimo post sui mondiali concedetecelo dai. Vorremmo infatti segnalarvi un altro esperimento di dataviz, direttamente da Twitter, sull’utilizzo delle hashflags dei Paesi in gara. Vediamo ad esempio che l’Italia è stata menzionata molto da utenti in Inghilterra e Uruguay, ma anche Svizzera, Australia e Spagna (quasi tutta gente che al Mondiale ha fatto benissimo…). Al contrario, di chi abbiamo parlato in Italia? Non sorprende vedere Germania, Argentina e Brasile tra i primi 5. Ma, sorpresa, al primo posto gli Stati Uniti.

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I vincitori del Mondiale Social

di Matteo Starri

Nel caso vi fosse sfuggito, domenica sera la Germania ha vinto il suo quarto titolo mondiale, primo della storia della Germania unita, battendo l’Argentina al Maracanã. In parallelo, però, si è disputato un mondiale completamente diverso, il mondiale social.

Abbiamo parlato con i nostri osservatori, condotto le analisi post-partita e catturato l’opinione del pubblico nelle ultime 5 settimane, per cercare di capire chi ha avuto la meglio nel migliorare il proprio profilo prima della finestra di mercato estiva, che sarà sicuramente molto viva come sempre dopo un torneo di questo livello.

Social superstar

Diversi giocatori hanno visto le loro community crescere di oltre 1 milione di fan: Neymar è l’unico sopra i 2 milioni (2,1), seguito da David Luiz (1,6), Cristiano Ronaldo (1,5), Mesut Ozil (1,3) e James Rodriguez (1,3).

Si tratta di numeri impressionanti, aiutati da prestazioni ai massimi livelli sul piano del calcio giocato. Ma se ci spingiamo oltre il valore assoluto e andiamo ad analizzare la crescita percentuale, scopriamo esiti del tutto diversi.

Paul Pogba – indicato come uno degli astri nascenti del calcio che conta, e alla prima grande manifestazione su scala mondiale – ha visto la sua community crescere del 584%, fermandosi a poche migliaia di nuovi follower dal milione.

 

Se consideriamo che la Francia ospiterà i Campionati Europei tra 2 anni, è la nostra prima scelta per il titolo di Social Superstar per questi mondiali e per il futuro.

Naturalmente c’è stata un’altra, forse leggermente meno umana, protagonista indiscussa di questo Mondiale: @brazuca ha visto la sua community crescere di quasi 3 milioni di follower, un incremento del 1.044%. Non male, per un oggetto inanimato…

 

Instagratification

Tornando al mondo dei viventi, le nostre ricerche evidenziano come le crescite più significative a livello di piattaforme non si siano viste su Twitter. Il profilo Instagram di Neymar è cresciuto di 3,8 milioni di follower, quasi il doppio rispetto alla sua – peraltro già impressionante – crescita su Twitter.

James Rodriguez ha visto 2,3 milioni di nuovi follower (più che su Twitter) e anche l’uomo partita della finale, Mario Gotze, rientra in questo club esclusivo. Al contrario, Cristiano Ronaldo e Robin Van Persie hanno visto una crescita su Instagram più ridotta rispetto a Twitter: un indice che queste giovani star sono più “sul pezzo” in quanto a piattaforma più in voga?

Anche dal punto di vista contenutistico, è chiaro come i giocatori più giovani siano pienamente a proprio agio con il divertimento, la genuinità e la naturalezza tipiche di Instagram.

Selfie, selfie, selfie

La facilità d’utilizzo e immediatezza delle piattaforme di condivisione di immagini ha voluto dire soltanto una cosa: siamo stati inondati di selfie. Giocatori, commentatori, giornalisti, VIP: da Angela Merkel all’intera nazionale messicana.

Difficile comunque trovarne una più bella della parata dei vincitori:

Fan fiction

Ma non è stato solo un mondiale di community in crescita e selfie. Per gli amanti di meme, reaction-GIFs e montaggi, è stato un mondiale stupendo. Tra i nostri preferiti, @CheapPanini, l’imbarazzante incrocio di braccia, e il Sabella pendente di Pisa.

Per tutti questi motivi, sarà un mondiale difficile da dimenticare. Almeno fino all’inizio di quella cosa meravigliosa che è il calcio d’agosto.

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