Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.
Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.Abbiamo già aiutato brand come Sky, Henkel, BNL Gruppo BNP Paribas, Mondelēz, Barilla, Lavazza, adidas e BIC.

Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 3655 1868.

Mercoledì Social #237

di Andrea Savarino in News

Benvenuti al nostro consueto Mercoledì Social, quale giorno migliore se non il 22 ottobre per parlare di comunicazione e di ascolto delle conversazioni? Dovete infatti sapere che proprio il 22 ottobre 1924, in California, nasceva Toastmasters International, l’organizzazione operante attraverso migliaia di club nel mondo, che offre programmi di progetti educativi di comunicazione e di leadership, con lo scopo di aiutare uomini e donne ad imparare l’arte del parlare e dell’ascoltare.

Tanti più fan, quanti più clienti

E’ un dilemma che ormai attanaglia qualunque brand presente su Facebook, nonché tutti gli attori che come noi ruotano attorno alla presenza social dei brand: avere più fan, significa davvero avere più clienti/consumatori? Come avrete intuito si tratta della famosa questione del calcolo del ROI per quanto riguarda le attività intraprese da un brand sui social.

ROI

Proviamo a fare un po’ di chiarezza e a lanciare qualche stimolo, parlando di un interessante studio fatto da Collective Bias e YetiData per conto di un’importante catena di supermercati. In breve sono stati analizzati per un anno i comportamenti di acquisto dei possessori di loyalty card della catena, mettendo però a confronto coloro che sono fan del brand rispetto a coloro che invece non lo sono. L’idea di fondo era quindi quella di capire se effettivamente i clienti con un legame “social” al brand, evidenziassero comportamenti di acquisto migliori rispetto agli altri clienti.

Volete sapere cosa è emerso? Riportiamo solo qualche dato e vi rimandiamo alla notizia per saperne di più:

- I Fan più attivi del brand hanno speso il 95% in più rispetto ai clienti “not engaged” sui profili social della catena

- I Fan del brand hanno acquistato in media il 35% di articoli in più

- I Fan del brand hanno visitato i punti vendita il 30% di volte in più

La conclusione in questo caso è palese: esiste sicuramente un ROI legato al social media engagement, ovvero (per tornare al dilemma citato all’inizio) i fan di un brand possono rappresentare un bacino di clienti di maggiore valore per il brand, rispetto ai non fan.

Come spesso ricordiamo, perché questo avvenga non è tuttavia sufficiente che un brand sia presente sui social e abbia quindi una propria community: la partita si gioca nella relazione che il brand saprà instaurare coi propri fan, per farli sentire partecipi, per intuire i loro bisogni, per entrare in contatto con loro usando i mezzi, i modi e i tempi più adatti.

Proviamo ad approfondire ulteriormente il tema del ROI, parlando anche di uno studio di eMarketer. Lo studio evidenzia come, nel mercato US, circa 9 brand su 10 utilizzano i social media per alimentare il proprio business; emerge anche l’intenzione di incrementare per i prossimi anni il budget allocato sul social media marketing…tuttavia il 52% dei brand afferma di avere difficoltà nel misurare il ROI delle attività intraprese.

eMarketer

Come uscire quindi dall’impasse e approcciare i social media con maggiore consapevolezza anziché fare un atto di fede sulla loro efficacia ai fini di business? La soluzione risiede nell’identificare dei metri di misura interni (alla singola azienda) anziché esterni, ovvero dei criteri di misurazione che siano specifici per il mercato del brand e per gli obiettivi specifici che il brand vuole perseguire in quel mercato. Come sappiamo, le statistiche e i dati forniti dai social media sono plurimi ma il più delle volte sono utilizzati in modo autoreferenziale: aiutano principalmente a gestire meglio la presenza social stessa e non ci dicono quindi se e quanto la presenza social stia contribuendo al business. Ad esempio, ci sono ormai modelli di analisi complessi che misurano il valore (anche economico) di ogni singola paid impression…ma quanto vale invece l’earned media? E quanto vale un “like” rispetto a un commento sui post del brand? La stessa identica cosa vale anche per le azioni che un utente (cliente o prospect che sia) può fare al di fuori dei canali social del brand: ad esempio per un brand di automotive, quanto vale un test drive fatto da un potenziale cliente? E il fatto che ad esempio un potenziale cliente riesca a reperire sul sito del brand il numero di una concessionaria?

Concordiamo con Joe McCaffrey, di Huge, sul fatto che siamo ormai in un mercato abbastanza maturo perché i modelli di misurazione più tradizionali vengano ampliati e raffinati, affinché possano includere le nuove metriche offerte dai social, nonché adattarsi meglio alle finalità di business dei singoli brand e mercati.

Quando il tweet è suggerito

Risale ormai a quest’estate il fenomeno dei tweet suggeriti da Twitter: se non ci avete fatto ancora caso, agli utenti sta capitando sempre più spesso di vedere nella propria timeline dei contenuti che non sono relativi alle persone seguite. In altre parole vengono proposti all’utente dei contenuti prodotti da “estranei”, con la motivazione (fino a poco fa solo presunta) che una persona seguita da quell’utente ha “preferito” il contenuto di quell’estraneo, oppure, più semplicemente, lo segue. Inizialmente le reazioni degli utenti non sono state troppo positive perché l’istinto è stato quello di chiedersi subito il perché della presenza di contenuti “estranei” all’interno della propria timeline.

Finalmente, la scorsa settimana, Twitter ha fatto ulteriore chiarezza su questo nuovo algoritmo, che corrisponde ovviamente a una nuova strategia del network. L’idea infatti è quella di cercare di stimolare e incuriosire gli utenti, proponendo nuovi contenuti e account che vanno aldilà della propria cerchia più ristretta di contatti. Una logica che, se vogliamo, contrasta con l’approccio iniziale di Twitter, che prevedeva appunto la connection tra due utenti perché questi potessero mandarsi messaggi privati e ovviamente vedere l’uno i contenuti dell’altro. All’interno di questa nuova strategia c’è invece, ad esempio, il fatto che quando un utente non ha nulla di nuovo da visualizzare nella propria timeline (relativamente alle persone che segue) Twitter propone automaticamente una serie di tweet suggeriti.

Twitter

Dal punto di vista dell’utente, queste novità possono rendere l’uso di Twitter più stimolante e dinamico, dal punto di vista dei brand invece riconferma quanto sia cruciale riuscire a proporre contenuti interessanti e mirati sul canale: gli algoritmi di Twitter, infatti, non suggeriscono i tweet basandosi sul semplice criterio dell’amicizia tra utenti, bensì sulla capacità dei tweet di generare interazioni e di diventare quindi potenzialmente rilevanti per l’utente.  Sono questi gli obiettivi che, ancora più di prima, deve perseguire un brand se vuole incrementare le proprie possibilità di essere visto da più utenti, ovvero di essere “suggerito” da Twitter.

L’inarrestabile ascesa del digital advertising

Vogliamo condividere con voi l’ultimo report rilasciato da Adobe sul digital ADV, aggiornato al terzo trimestre 2014. Se non li avete ancora visti, i report di Adobe sono molto utili poiché raccolgono milioni di consumer data sui branded site e li confrontano con l’anno precedente, così da individuare i trend più interessanti e azzardare anche dei forecast. Vi riportiamo qui solo alcuni dati interessanti mentre vi rimandiamo al report per approfondire l’analisi di Adobe.

- Rispetto allo scorso anno, la spesa per il Search AD ha avuto un andamento differente a seconda dei mercati: per l’automotive ad esempio è cresciuta del 30%, mentre per il finance è scesa del 9%

SearchAD

- Il Click Through Rate sta aumentando, trasversalmente ai paesi e ai motori di ricerca: nell’insieme è aumentato del 18%. Le campagne dei brand risultano infatti più performanti grazie alla maggiore efficacia dei SEM ads in termini di targeting

CTR

- Lato social è interessante notare il netto incremento di post su Facebook e delle interazioni generate. In particolare, per il settore media ed entertainment, il posting sul canale è aumentato del 100%, mentre è il mercato retail ad avere generato l’incremento maggiore di interazioni (+13%)

FBpost

Le ragioni di questi trend sono diverse ma probabilmente accomunate da una cosa sola: il calo del reach organico sul canale. E’ a fronte di questo calo infatti, che i brand hanno da una parte incrementato la frequenza di posting, dall’altra hanno intensificato il paid media (proponendo quindi i propri contenuti ad un pubblico sempre più allargato) e si stima infatti un incremento del 10%-20% nel prossimo trimestre; infine Facebook stesso ha privilegiato una selezione più accurata dei contenuti da mostrare gli utenti, che se da una parte ha comportato appunto il calo del reach organico, dall’altra ha impattato positivamente sulle interazioni con gli stessi.

Dal reale al virtuale e viceversa

Nell’arco dell’anno abbiamo più volte trattato il tema dei teenager e del loro rapporto coi social network; in particolare abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza (qui e qui) sul loro presunto abbandono graduale di Facebook. Ciò che emerge, in realtà, è che i giovani rappresentano ancora una parte fondamentale dell’audience di Facebook, nonché degli utenti più attivi sul canale…parallelamente però è anche vero che si stanno allargando anche ad altri territori, quali ad esempio la fruizione internet da Mobile, l’uso di Instagram e soprattutto dell’instant messaging.

Ma cosa si cela dietro a questo fenomeno? Alcuni suggerimenti ci vengono dati da un sondaggio online realizzato in UK,  su circa 1000 teenagers, da Comres.

Tra i dati più interessanti ritroviamo infatti che:

- Il 25% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi più felice online che nella vita reale

- Il 25% si definisce “social media addicted”

- Il 10% ritiene di essere compreso (e conosciuto) di più dagli amici online piuttosto che da quelli reali

Teenager

Eppure emergono anche queste altre evidenze:

- il 66% ha dichiarato di ritenere più importanti gli amici reali

- il 33% ha incontrato di persona almeno una volta qualcuno conosciuto inizialmente tramite i social network

Non è facile ovviamente avere un quadro completo (e corretto) di un fenomeno così complesso quale quello delle relazioni tra teenagers; quello che si evince da questi pochi dati è che c’è sicuramente un conflitto di interessi e di aspettative tra le amicizie reali e quelle virtuali: da una parte i teenager tentano probabilmente di mettersi in gioco nelle relazioni reali, tuttavia a fronte o a seguito di difficoltà e delusioni approdano al mondo virtuale, dove però si ritrovano nuovamente a desiderare una relazione vera, correndo di conseguenza il rischio di incontrare un estraneo.

L’uso crescente di Instagram (dove, grazie alle immagini, i teenager raccontano di sé e della propria vita in modo diretto e immediato) e dell’instant messaging (dove, nuovamente, i teenager hanno trovato una modalità di comunicazione immediata e diretta ma stando nel contempo al riparo da un confronto diretto con l’interlocutore) costituiscono in sostanza lo scenario di questo conflitto di interessi e di aspettative.

La sfida per i brand che vogliono parlare a questo target è quindi quella di riuscire ad inserirsi in un rapporto “personale” col teenager e tra i teenager, consentendo loro di esprimersi e di interagire (sia tra di loro sia col brand) offrendo dei contenuti che possano essere ritenuti rilevanti.

Per questo mercoledì social è tutto, ci vediamo alla prossima!

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Durante il 2013 il numero di follower dei brand è aumentato del 43%: ecco come

di Luca Della Dora in News

279 milioni di utenti attivi. 8 su 10 accedono da dispositivi mobile. Il 94% cerca informazioni su prodotti da acquistare dal proprio smartphone o tablet, e il 56% è influenzato – nel proprio processo d’acquisto – dai contenuti che trova sulla piattaforma tutti i giorni.

Twitter Users

Sono solo alcuni dei dati che chiariscono come in 8 anni Twitter sia stato in grado di cambiare il significato della parola tweet, e – soprattutto – del modo in cui le persone hanno accesso a informazioni che contribuiscono a incrementare la loro consapevolezza su ciò che accade nel mondo che le circonda.

Ma Twitter ha anche modificato profondamente i comportamenti delle persone quando si devono relazionare con le marche: il 66% degli utenti lo utilizza infatti mentre guarda la TV, e il 25% cerca informazioni relative a ciò che sta vedendo, mentre il 40%in quel momento – esegue ricerche legate a prodotti che desidera acquistare, influenzando – come detto – il processo d’acquisto di altre persone (il 31% degli utenti dichiara infatti di twittare a proposito dei propri acquisti recenti).

Twitter TV

Tutto questo contribuisce alla condivisione di 4 miliardi di tweet a settimana (mediamente): SalsesForce ne ha analizzati più di 3 milioni e ha creato il Social Engagement Benchmark Report, che ci aiuta a capire come questo enorme volume di contenuti viene creato e che tipo di conversazioni genera (e in che momenti).

Il primo dato che emerge è relativo alle differenze in termini di engagement rate e di volume di tweet prodotti in riferimento a industry diverse (SalesForce ha suddiviso l’analisi in 7 settori merceologici): i tweet legati a tematiche di Media e Intrattenimento generano un tasso di interazioni più che doppio (in alcuni casi triplo) rispetto a tutti gli altri settori; se osserviamo invece il volume di tweet prodotti, sono Retail ed E-Commerce a guidare la graduatoria, spinti – probabilmente – dal grande volume di contenuti atti a promuovere e a portare le persone direttamente in luoghi dove convertire il contatto immediatamente.

Twitter Engagement Rates per Tweet by Industry

Ci sono momenti in cui le persone sono più propense a interagire, e altri in cui è importante stimolare invece le conversazioni: Ottobre e Novembre sono - mediamente - i mesi in cui si twitta di più, ma il mese in cui il tasso di risposta ai tweet è più alto è Maggio (o almeno lo è stato nel 2013). A Dicembre si registra invece il tasso più elevato di RT, probabilmente anche grazie ai contenuti “celebrativi” che si prestano molto alla ri-condivisione, se contenenti messaggi apprezzati dalle persone.

Twitter Engagement Rates per Tweet by Month: All Industries

L’analisi che riguarda invece un arco temporale più circoscritto (la settimana) ci dice invece che martedì e venerdì sono le giornate in cui viene prodotto il maggior numero di tweet, mentre è la domenica il giorno in cui c’è il maggior tasso di risposte ai singoli tweet (così come il maggior tasso di RT).

Twitter Engagement Rates per Tweet by Day of Week: All Industries

Lo studio di SalesForce evidenzia in modo molto chiaro come esistano enormi differenze tra mercati diversi, e come sia impossibile implementare una strategia di presenza del proprio brand su Twitter che esuli da una profonda analisi del mercato e del comportamento dell’audience che si desidera coinvolgere: le persone interessate in Media e Intrattenimento -ad esempio - dimostrano una forte propensione all’interazione durante tutti i mesi dell’anno, mentre per i brand legati al mondo del Retail e dell’E-Commerce è cruciale il periodo di avvicinamento alle festività (il numero di reply registrate a Dicembre è più che doppio rispetto a quello registrato in altri mesi dell’anno).

Twitter Engagement Rates per Tweet by Month: Media and Entertainment

Twitter Engagement Rates per Tweet by Month: Retail and E-Commerce

Qui potete scaricare il report completo per approfondire verticalmente le informazioni relative a tutti e 7 i mercati analizzati.

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Thank God We Are Social #176

di Pietro Zambetti

Buongiorno e buon sabato mattina a tutti! Quale modo migliore di leggere il TGWAS #176 per cominciare questo sabato mattina di metà ottobre? Via, si parte!

Nuovi opzioni nei commenti di Facebook: sono arrivati i Facebook stickers

La settimana che sta per concludersi si è aperta con una fresca novità per Facebook, che ha integrato i suoi stickers ai commenti alla Timeline, ai Gruppi e agli eventi.  Gli stickers, grandi icone in stile emoji, fino allo scorso lunedì erano utilizzabili solamente utilizzando la Messenger App, ma nella nuova versione manterranno la stessa struttura, rimanendo divisi in pacchetti  a tema, e aggiornandosi di frequente in base ad eventi sportivi, film, e videogame di successo.

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Bob Baldwin, sviluppatore di Facebook, in un post ufficiale ha dichiarato che “gli stickers permetteranno alle persone di rispondere ai post in una maniera più divertente e coinvolgente delle singole parole. Da oggi potrete mostrare la vostra felicità per un post che comunica buone notizie, o rallegrare un amico giù di morale ed esprimere una grande varietà di reazioni emotive”.

 

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L’introduzione degli stickers in Timeline completa un processo iniziato la scorsa estate e mette a disposizione un nuovo strumento gratuito agli utenti. È però facile prevedere il passaggio successivo per Facebook: monetizzare gli stickers permettendo ai brand di creare i loro pacchetti esclusivi.

Chupa Chups lancia un gioco Instagram a tema Halloween.

“Get Lolli”, è il nome del gioco su Instagram che il notissimo brand di caramelle ha lanciato per Halloween. La bella caramella Chupa Chups è stata rapita e portata in una casa infestata dagli spiriti: i giocatori dovranno muoversi proprio all’interno della casa per cercare di ritrovarla. La campagna verrà lanciata attorno ad Halloween e verrà sostenuta da messaggi mirati su Facebook e su YouTube.

Dean Simonis, digital marketing manager di Perfetti Van Melle ha dichiarato: “Questo Halloween vogliamo regalare un momento divertente a nostri consumatori cresciuti con un dispositivo mobile tra le mani. La campagna darà loro l’opportunità di provare un gioco che vive su una piattaforma per loro già completamente familiare”.

Facebook: ecco i Safety Check

Tutti sappiamo come oggi, davanti a situazioni drammatiche e disastrose, Facebook sia sempre più una fonte di aggiornamento e diffusione dei messaggi. Ecco perché il social media di Menlo Park si appresta a lanciare Safety Ckeck. Qualora un utente dovesse essere geolocalizzato nelle vicinanze di un evento calamitoso, Facebook invierà dei messaggi istantanei all’utente stesso per capirne lo stato di pericolo o meno. Così facendo, tutte le persone che sono collegate a noi tramite social media potranno sapere che siamo al sicuro e non in pericolo. Non solo, se Facebook dovesse ritenerci in una potenziale situazione di rischio e uno dei nostri amici dovesse essere informato sul nostro stato di salute, a quest’ultimo sarà permesso di pubblicare un aggiornamento per segnalare che siamo al sicuro.

Per ora sappiamo che questa funzionalità sarà presto disponibile per iOS e Android, mentre per ora non ci sono notizie dei Windows phone.

Swarm introduce il Super Fast Check – In

Un widget nuovo nuovo permetterà agli utenti con sistema operativo iOS 8 di completare il loro check-in molto più velocemente di prima. Ai possessori di iPhone basterà un rapido “Swipe” (il movimento del dito dall’alto verso il basso)  nella sezione “Today” delle notifiche per effettuare check-in senza nemmeno dover sbloccare il telefono.tumblr_inline_nd6z521Xse1qzxhga

Per tutti gli appassionati dell’applicazione che volessero aggiungere il widget, ecco la procedura: una volta sbloccato lo schermo del vostro iPhone, vi basterà accedere alla sezione “Oggi”, cliccare sul tasto “Modifica” e abilitare la funzionalità.

Per oggi è tutto, continuate a godervi il weekend. Prossimo appuntamento Mercoledì prossimo con il nuovo Mercoledì Social :) Stay tuned!

 

 

Mercoledì Social #236

di Daniele Piazza

Pronti a partire con un nuovo Mercoledì Social: parleremo di mobile advertising, money transfer, social login, dello stato dell’industria tecnologica e dell’ormai ufficiale conquista del mondo da parte dei dispositivi mobili.



Cresce l’advertising mobile e Snapchat è pronto ad approfittarne

Cresce molto velocemente l’investimento dei brand sull’advertising ottimizzato per mobile tanto che secondo le previsioni di BI Intellingence nel 2018 duplicherà quello degli altri formati digitali.

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È pronto ad approfittare di questa tendenza Snapchat che lo scorso giovedì dal Vanity Fair New Establishment Summit ha annunciato, tramite il suo CEO Evan Spiegel, l’ingresso nel mercato dell’advertising.

Spiegel racconta che gli ads saranno integrati a Stories, la feature che permette di pubblicare e vedere contenuti creati live presso uno stesso evento (la Coppa del Mondo piuttosto che l’Oktoberfest), e gli utenti potranno decidere se vederli o meno.

I brand avranno quindi la possibilità di partecipare alla conversazione in tempo reale inserendo i propri contenuti all’interno delle storie più adatte a promuovere il proprio prodotto e messaggio di comunicazione.

Spiegel aggiunge che gli ads non saranno targettizati sugli utenti sui quali l’app raccoglie meno informazioni rispetto ad altri social network come Facebook o Twitter.



Money transfer & Social Media

Groupe BPCE, una delle più grandi banche francesi, ha rivelato ufficialmente ieri che permetterà, in collaborazione con Twitter, di trasferire denaro via tweet.

Ai cittadini francesi basterà un account Twitter e una credit/debit card per scambiarsi denaro con un semplice tweet indipendentemente da quale sia la loro banca, senza bisogno di indicare i dettagli bancari del beneficiario e senza pagare alcuna fee per il servizio.

Twitter batte sul tempo Facebook che, secondo gli screenshot rivelati dallo studente di Stanford Andrew Aude, avrebbe pronto un sistema di pagamento che utilizza il suo Messenger, l’app di di messaggistica istantanea più usata negli Stati Uniti.

La notizia era nell’aria fin dallo scorso giugno quando Facebook annunciò l’assunzione di David Marcus, ex presidente di Paypal, come VP responsabile del reparto di messaggistica.

Mancherebbe quindi solo un “via libera” perché sia possibile scambiare denaro tra amici come avviene per una foto.



Facebook guida la gara al social login

Secondo la misurazione di Janrain Facebook continua a crescere e si conferma meccanismo preferito per il social login nel Q3 2014.

Con il 46% Zuckerberg stacca il colosso di Mountain View di ben 12 punti mentre Twitter si attesta come terza preferenza con il 7%.

Social Login Preferences



Il mondo invaso dai dispositivi mobili

Noi italiani probabilmente lo sospettavamo ma da qualche giorno abbiamo dati concreti che suggeriscono che al mondo ci siano più device mobili che persone.

Nel momento in cui scrivo GSMA Intelligence conta 7.239.338.872 connessioni mobile contro i 7.197 milioni di persone rappresentanti la popolazione mondiale secondo il United States Census.

GSMA

Lo scorso maggio il nostro Luca Della Dora ci raccontava del costante aumento del traffico internet proveniente da mobile e il numero impressionante misurato da GSMA ribadisce ulteriormente l’importanza di produrre contenuti ottimizzati per una fruizione mobile.



Network 4G e fruizione video

Sempre a proposito di connessioni mobile, secondo Citrix il 52% del traffico mobile è costituito da visioni video.

Il consumo via 4G già oggi supera quello da 3G e con l’espansione del network prevista da 451 Research diventa evidente l’importanza sempre maggiore che avrà in futuro il formato video.

4g connection



The View from the Valley

The Atlantic ha raccolto le opinioni di 50 executives, innovators e pensatori della Silicon Valley sullo stato dell’industria tecnologica.

La più eccitante start-up è Uber, Twitter è la tech company con il valore di mercato più ingiustificato, la maggiore barriera all’innovazione negli Stati Uniti è rappresentata dal Governo e l’azienda in cui preferirebbero lavorare è Google.

The Atlantic - The View from th Valley

Trovate tutti i risultati sul sito dell’Atlantic a questo link.



Facebook Vs. Twitter

Chiudiamo con un’infografica realizzata da Forbes con Statista che ci racconta quanti sono gli utenti attivi, i profili più seguiti e altri dati interessanti sui nostri social network preferiti.

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Source:http://www.forbes.com/sites/niallmccarthy/2014/10/14/facebook-versus-twitter-infographic/



Per questo mercoledì è tutto, a settimana prossima.

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Thank God We Are Social #175

di Cristian Schirru

Buongiorno a tutti e benvenuti al consueto appuntamento settimanale del TGWAS, siamo arrivati a quota #175!
Le giornate si accorciano sempre più per cui sarò veloce e conciso, senza troppi giri di parole… torniamo al 1492!

Cristoforo Colombo e i cavi sottomarini

Cavi Sottomarini Fibra Ottica

Esattamente 522 anni fa Cristoforo Colombo avvistava per la prima volta la costa americana, con sé aveva anche un lunghissimo cavo di fibra ottica che posò sul fondale oceanico per portare internet nel Nuovo Mondo. Già che c’era chiamò la linea Columbus III. Di strada ne abbiamo fatta dal 1500 ad oggi: tutti i continenti, ad eccezione dell’Antartide, sono collegati da una fitta rete di cavi sottomarini che, nell’era dei social network, ci permettono di interagire con persone dall’altra parte del mondo. Quindi pensate bene dove gettare l’àncora la prossima volta che andate a pescare in barca o rischiate di rimanere tagliati fuori dal mondo! Qui trovate una mappa dell’intera rete attuale.

Gif 2.0
Del 1492 è anche la prima gif animata! Non proprio, ma si tratta comunque di un formato che è presente da ben 27 anni e che ultimamente sta vedendo una sorta di rinascita. Proprio per questo motivo Imgur ha lanciato il progetto GIFV (GIF Video) che prevede l’utilizzo di un nuovo formato di immagini animate: le vecchie gif vengono convertite in video mp4, che risultano più leggeri in termini di dimensioni e quindi più veloci e performanti.
Tutto ciò per dire che sarà molto più semplice condividere gif sul vostro sabato sera come questa:

o questa (più realistica):

Hashtag Netiquette
Breve pausa con una piccola infografica sul giusto utilizzo degli hashtag. Giusto per ricordare un po’ di regole (e perchè a spiegarcele è Gizmo!). Click su Gizmo, ora!

02.gizmo

BigStagram
Da pochi giorni Instagram ha annunciato un update per gli embed dei post accontentando le richieste degli utenti e introducendo una serie di nuove caratteristiche:
- Fully resizable: i post emebeddati saranno responsive e prevederanno l’utilizzo di immagini più grandi.
- Follow button: sarà possibile seguire un account instagram direttamente dal post emebeddato grazie all’introduzione del bottone follow.
- Caption: Oltre all’immagine più grande sarà disponibile anche la descrizione rendendo più completo il post.

Qui potete leggere l’intero annuncio mentre qui sotto i nostri amati @beaverbrothers nel loro ultimo update e nel nuovo formato embed!

Caricamento

BEEP…BEEP…BEEP!!! Fire test is starting! "Il pompiere paura non ne ha" (in italy means: Fire man has no fear)

Vedi su Instagram

Pioneer Carplay
Di pochi giorni fa anche il primo video che mostra l’integrazione del nuovo Carplay di Apple con il sistema di bordo di Pioneer, primo tra tutti a supportare il sistema in-car ideato da Apple. Qui potete vedere una serie di video caricati da tale Josh Carr in cui mostra una panoramica generale delle funzioni, ma io preferisco postarvi il video di promozione in cui una tizia cerca uno Starbucks che si trova praticamente dietro l’isolato: #blondiealert!

Penso sia tutto, per cui vi saluto e vi do appuntam… oh no! dimenticavo, da buon developer non posso non fare gli auguri a un mio caro amico che ieri ha compiuto 20 anni! Happy Birthday CSS, ci hai regalato perle di siti come questo!

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