Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.

Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.

Abbiamo già aiutato brand come Indesit, Cisco, Libero.it, BNL BNP Paribas, Casio, BIC, Coin e Hotels.com. Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 3655 1868

Thank God We Are Social #34

di Cristina Forlani

Settimana lunga? Faticosa? Non per noi, che da giovedì siamo a La Plagne per il meeting internazionale di We Are Social. Seguite l’hashtag #weareskiing se volete vedere le facce di tutti i nostri colleghi europei.

Questa non è però una scusa per rinunciare alle nostre più radicate tradizioni, quindi eccoci qui ad aggiornarci sulle news della settimana.

 

Il primo badge di Audi
Per i malati di Foursquare come Stefano, Luca e me, il meeting sulla neve è stato anche l’occasione per sbloccare un nuovo badge. Audi ha infatti messo a disposizione dei suoi follower il suo primo badge, Audi Winter Ride: si sblocca facendo check-in in qualsiasi Ski Area (anche in Italia) e dà diritto al 20% di sconto sui prodotti Audi Collection.
 

 

MINI is burning
Per restare in tema di auto, la situazione per MINI in Belgio è decisamente infuocata. Al Motorshow di Bruxelles, ogni like alla pagina Facebook del brand può valere una Mini Countryman: attraverso una tab che rimanda al sito dedicato, infatti, è possibile vedere live se è proprio il tuo like a generare la fiammata che incendierà la corda che tiene ferma la macchina. Un’iniziativa originale per legare i like alla pagina Facebook alla possibilità di vincere un premio di tutto rispetto.


 

BMW: new, interactive, innovative.
Spostandoci più al caldo, interessante il gioco interattivo fatto da BMW per il lancio del suo ultimo modello di Serie 1 in Sud Africa. Ai giocatori è stato chiesto di collegare il proprio account Facebook attraverso un tablet che è diventato il volante virtuale per una divertente corsa di auto. In palio tanti premi per i migliori piazzamenti.

 

Per questo sabato è tutto, vi lascio al vostro weekend e torno a godermi questo:


 

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Mercoledì Social #94

di Sara De Mattia in News

Rieccoci qui per un nuovo appuntamento con il mercoledì social. La rubrica settimanale che vi aggiorna sulle novità e gli spunti più interessanti del social web. Ben trovati :) !
Questa settimana parleremo di Tumblr, Google e Google Plus, Facebook App, Twitter e McDonald’s.

I numeri di Tumblr
Partiamo da Tumblr. Non è la prima volta che parliamo della crescita impressionante registrata dalla piattaforma soprattutto negli ultimi mesi ma val la pena partire ancora una volta dai numeri per riflettere insieme sulle potenzialità dello strumento per i brand e per le iniziative attivate.
Superati i 15 (e anche i 16) milioni di post e raggiunti i 120 milioni di visitatori mensili.
Cifre che non solo ci raccontano del successo del mezzo e della sua diffusione sempre più capillare anche al di fuori dei confini americani ma che soprattutto ci danno evidenza di come le microinterazioni stiano sempre di più prendendo piede rispetto ai contenuti più strutturati.
Più del 40 % dei contenuti condivisi sul Tumblr sono immagini. Foto e video la fanno da padrone rispetto ai testi e gli stessi sono brevi e quasi sempre a corredo o a commento delle immagini condivise o rebloggate. Perché? Perché le immagini sono il mezzo più immediato e diretto per esprimere se stessi, i propri interessi e per ‘documentare’ quanto accade a noi e intorno a noi. La forza di Tumblr sta anche in questo e i brand che, sempre più numerosi, decidono di approcciarsi a questa piattaforma non possono trascurare questo aspetto.
Può venire spontaneo usare Tumblr come un qualsiasi blog o come un sito web proponendo contenuti e approfondimenti molto curati, articolati e apparentemente di maggior valore ma il segreto di Tumblr sta proprio nell’immediatezza. Il primo driver, come per ogni mezzo, è la qualità di quanto veicoliamo ma il secondo è la facilità.
Facilità di fruizione, di comprensione e di condivisione.

Su Tumblr, ad oggi, non esistono contenuti o profili promossi a pagamento dai brand, come ad esempio per Facebook e oramai per Twitter.
Farsi conoscere e far conoscere il proprio Tumblr, sviluppare e alimentare relazioni con gli utenti significa, in primo luogo, trovare la chiave nel come e nel quanto pubblichiamo, per spingere chi trova, cerca o segue i nostri contenuti non solo a leggerci e guardarci ma soprattutto a farli propri rebloggandoli e apprezzandoli e quindi condividendoli a propria volta con i propri follower.

Google e Google Plus

Numerose le novità che riguardano il mondo Google in questi ultimi giorni. Ripercorriamo insieme le principali.
Cambiano i termini di utilizzo dei servizi Google e viene unificata la normativa soprattutto in termini di privacy. Lo scopo è quello di rendere più breve e immediata la comprensione delle norme di riferimento per “creare un’esperienza d’uso che sia meravigliosamente semplice e intuitiva per tutti i serivizi Google”.

Viene introdotta la possibilità di utilizzare pseudonimi su Google Plus, in controtendenza con la posizione iniziale che faceva della garanzia dell’identità personale uno dei punti di forza del social network. Rimangono comunque alcuni “vincoli” alla possibilità di usare un nome fittizio soprattutto legate all’obbligo di dimostrare che quel soprannome appartenga effettivamente all’utilizzatore e che lo stesso sia solito utilizzarlo su altri canali e per la pubblicazione di altri contenuti.
La decisione si deve probabilmente alla numerosità (più del 60% degli utenti) di coloro che commentano utilizzano uno pseudonimo o semplicemente rientra nel ventaglio di cambiamenti messi in atto per l’ottimizzazione e per stimolare la diffusione del social network a marchio Google.

“Ask on Google+”. Proseguono gli sforzi verso l’integrazione delle funzioni di Search con quelle tipiche dei social network.

Al momento dell’inserimento di una qualsiasi query su Google verrà data la possibilità di reindirizzare quella richiesta su Google+ e chiedere quindi un “aiuto” e la risposta alla propria domanda agli amici di Google+. La funzionalità non è ancora disponibile per tutti i Paesi e per tutti gli utenti ed è pacifico che possa essere utilizzata solo quando si è loggati in Google. L’integrazione di queste caratteristiche è frutto dell’evidenza che i pareri, i consigli e le opinioni dei proprio amici, parenti e delle proprie cerchie di conoscenze hanno sempre più peso anche rispetto a quanto reperibile sulle fonti tradizionali e presso quelli che tradizionalmente vengono considerati “esperti” per un determinato argomento, prodotto etc. Diventa, quindi, sempre più importante la capacità dei brand di influenzare queste dinamiche creando advocacy presso gli utilizzatori finali e stimolando il passa parola (positivo) riguardo le esperienze d’acquisto, di prodotto e di interazione delle persone con i brand.

Il nuovo algoritmo di Google penalizza i contenuti che contengono troppo advertising

Modificato e già attivo il nuovo algoritmo per il motore di ricerca che assegna priorità ai vari contenuti nella visualizzazione dei risultati e penalizza quei contenuti che cotengono troppi contenuti pubblicitari nella parte superiore delle pagine web, ossia quella che si visualizza senza la necessità di effettuare lo scroll. L’affollamento di messaggi e di banner rende infatti il contenuto meno frubile e meno reperibile.
L’idea è quella di dare meno priorità a quelle pagine che scelgono di dare più spazio alla pubblicità a pagamento che ai veri contenuti e anche se sembra che solo l’1% delle ricerche globali verrà influenzato da questo provvedimento, non deve sfuggire il messaggio che, nonostante l’introduzione, l’utilizzo e l’abuso di banner a pagamento sui proprio spazi web sia una necessità, una tentazione o anche solo un modo di comunicare messaggi pubblicitari pertinenti rispetto ai contenuti proposti, l’eccessivo affollamento non solo rende sgradevole l’esperienza utente e penalizza la valutazione di qualità e l’attenzione sui contenuti ma, motivo in più, è sconveniente anche in termini di SEO.

Un’App di Aviary darà la possibilità di customizzare le immagini su Facebook

Mentre Instagram ha introdotto da poco la completa e diretta condivisione delle immagini nella propria timeline di Facebook, Aviary ha appena lanciato una nuova applicazione Facebook che darà la possibilità di modificare le foto già caricate su Facebook introducendo filtri, effetti e stili simili a quelli di Instagram, “privilegi” riservati agli utenti iPhone o comunque all’utilizzo di app mobile e alle foto caricate da smartphone.
L’applicazione Facebook è disponibile anche in versione mobile per iPhone e dispositivi Android e per le sue caratteristiche, vedi in primis la possibilità di utilizzarla su tutte le foto, caricata da qualsiasi tipo di device ha un grosso potenziale di diffusione. La condivisione delle foto è una delle interazioni più importanti e frequenti nell’utilizzo dei social media e un’azione su cui i brand stimolano molto gli utenti quando si vuole puntare sui contenuti UGC. Questa app, semplicissima nell’utilizzo dà uno stimolo in più per tutti coloro che sempre di più amano imrpovvisarsi fotografi in erba ;) .
Ecco, ad esempio, il mitico draghetto Yoshi, di Super Mario, prima…

…E dopo la cura Aviary ;) .

Il caso McDonald’s e l’utilizzo degli hashtag sponsorizzati

L’hashtag, da parola in codice riservata ai nerd, è diventato un fenomeno nazional popolare anche grazie all’utilizzo che ne hanno fatto programmi televisivi come quello di Fiorello, la community sui fatti di cronaca e di costume o i brand in iniziative dedicate.
Come ci racconta Luca Della Dora sul suo blog, Il cosiddetto ‘hashtag marketing’ è sempre più utilizzato ed ha grandi potenzialità. Come ogni “strumento” però, va utilizzato in maniera adeguata e opportuna e come ogni fenomeno a grande potenziale può diventare un boomerang come nel caso della campagna Twitter di McDonals: #McDStories. La call to action invitava gli utenti a raccontate le proprie storie a lieto fine a tema ‘happy meal’ ma si è trasformata nella raccolta di storie d’orrore culinario e quotidiano promosse e amplificate dai detrattori del brand: #McDHorrorStories.

Come sempre non è importante lo strumento o il canale utilizzato ma come se ne sfrutta il potenziale e sicuramente l’hashtagging ne ha da vendere. Ad esempio, per i brand che vogliono attivare delle iniziative, dei contest e delle campagne di comunicazione su canali come Twitter e con strumenti come Instagram e Fourqaure che tra le proprie funzionalità di riferimento hanno proprio quello di indicizzazione, ricerca e categorizzazione dei contenuti tramite hastag.

Per questa settimana è tutto.
Vi invitiamo, ancora una volta, a dirci la vostra in un commento.
Buon proseguimento di settimana a tutti ;) .

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La killer application del 2012

di Stefano Maggi in News

Non è un’applicazione. È la capacità di individuare le conversazioni e i contenuti rilevanti tra i milioni di messaggi a cui ognuno di noi è esposto ogni ora. Lo sviluppo sempre più forte dei canali social ha portato le nostre capacità di comunicare al livello più alto di sempre nella storia dell’umanità, ma moltiplicato le nostre possibilità ma ha reso difficile individuare le conversazioni che sono più importanti e ignorare quelle non rilevanti.

Ecco perché nel 2012 avrà successo chi saprà comunicare in modo mirato e chi saprà aiutare le persone a “filtrare” le proprie conversazioni. I social network si stanno muovendo in questa direzione, ecco alcuni esempi:

  • Google+, con le cerchie, permette di individuare gruppi di persone e assegnare priorità ai contenuti che producono;

  • Facebook, con le proprie liste e le novità del newsfeed (come ad esempio le app integrate), consente di visualizzare con più frequenza i contenuti simili a quelli che in passato le persone hanno definito interessanti;

  • Pinterest, organizzando per macro temi le informazioni, consente di filtrare i contenuti che non hanno un grande impatto (e che non ottengono “re-pin”);
  • Foursquare, tramite la funzione “Radar”, fa emergere le location più rilevanti rispetto ai gusti della persona e del luogo in cui si trova;
Le marche possono imparare molto da questa tendenza, sviluppando alcune strategie molto importanti:
  • Attivare conversazioni mirate: pubblicando i propri messaggi riferendosi a nicchie di interesse e non sempre all’intera community;
  • Promuovere il contenuto (ad esempio attraverso Social Ads) evitando sempre comunicazioni generali, indirizzate a tutti;
  • Misurare sempre i risultati delle comunicazioni e delle conversazioni precedenti utilizzando strumenti di insight, per avere la certezza di comunicare nei momenti della vita delle persone più utili;
Una soluzione interessante è l’approccio “contro-competitivo”: individuare i momenti del giorno e i giorni della settimana meno “affollati” di comunicazioni e conversazioni per proporre il proprio messaggio. Questo approccio viene confermato anche dall’analisi del “social media scientist” Dan Zarrella: i momenti apparentemente meno appetibili, sono spesso i più utili, perché meno affollati.

La killer application del 2012 consiste nel favorire l’attenzione verso ciò che è importante. I social network lo hanno capito e si muovono in questa direzione. Alcune marche hanno già iniziato a prendere in considerazione questo approccio: è il momento per renderlo il più possibile concreto.

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Thank God We Are Social #33

di Luca Della Dora in News

Buon weekend a tutti, rieccoci qui con il consueto appuntamento settimanale – il trentatreesimo – dedicato alle notizie più “leggere” legate al social web: insomma, un buon modo per trascorrere qualche minuto di relax dopo una settimana impegnativa.

Ma veniamo subito a noi, senza perdere altro prezioso tempo che potete impiegare magari per… riposare.

UGK – User generated knowledge
Lo sapevate che oggi, nel 1950, moriva George Orwell, il padre del Grande Fratello (non di quello attuale…), e chiamato spesso in ballo quando si parla di Facebook, Foursquare, Twitter. O ricordavate che Luigi XVI nel 1793 veniva ghigliottinato proprio il 21 Gennaio? Beh, no, onestamente nemmeno io. Non saranno le notizie più importanti che avete mai letto sul web, ma fanno parte di quello che offre Wikipedia, che ci ricorda ogni giorno quanto sia importante la conoscenza collettiva, quella costruita dalle persone per le persone: in questi giorni avrete sentito parlare di SOPA e PIPA, e saprete che il 23 Gennaio sarà il giorno del blackout del web, quello che vi posso consigliare di fare intanto è andare ad approfondire di cosa si tratta. Ovviamente su Wikipedia.

“Fotografare è scrivere con la luce”
Lo dice la parola stessa, ma quello che ha fatto Eric Fischer, va un po’ oltre: questo fotografo infatti, servendosi dei metatag utilizzati per localizzare le foto condivise via Flickr e Twitter ha creato delle mappe in cui il mondo è illuminato dalle immagini caricate dagli utenti.
E mai come in questo caso è vero che “un’immagine vale più di mille parole”, quindi, godetevi il suo lavoro cliccando qui.

Youtube lancia l’Online Film Festival
Proprio così, per tutti i film maker questa è davvero una grande notizia. Infatti Youtube consentirà – dal 2 Febbraio – a chiunque desideri partecipare di caricare il suo lavoro sul canale Your Film Festival, e farsi votare per accedere alla shortlist dei 10 migliori lavori che verranno premiati al Festival del Cinema di Venezia. Niente male eh? Siete pronti a portare a casa il vostro premio di $500.000?

E anche per questa settimana è tutto. Ora non vi resta che godervi questo freddo sabato invernale, magari a casa sotto al piumone leggendo i post di We Are Social che vi siete persi perché non avete avuto tempo di leggere in questi giorni. Buon weekend!

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Facebook lancia le App nella Timeline

di Stefano Maggi in News

Siete appassionati di Foodspotting e volete che tutti vedano i vostri scatti culinari? Andate pazzi per Pinterest e non vedete l’ora di condividere i vostri nuovi “pin”? O forse siete pazzi per il running e volete che chiunque lo sappia?

Facebook si sta muovendo per voi. Da oggi le applicazioni potranno integrarsi con la timeline, mostrando le interazioni più significative. Poche ore fa, il social network più grande del mondo ha introdotto una funzionalità che permette di dare rilevanza nel proprio profilo alle Facebook App e alle interazioni che ci riguardano.

Per le marche questo risvolto è importantissimo: sviluppare una Facebook App rilevante consente di incoraggiare l’interazione e il coinvolgimento. In più, ora permetterà agli utenti di mostrare a tutti i propri amici il risultato di questa interazione, l’appartenenza a un gruppo, a una community, a una tribù di marca.

Non vedete l’ora di saperne di più? Potete già sperimentare le nuove funzionalità con molte Facebook App, tra cui: RunKeeper, Foodspotting e TripAdvisor.

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Mercoledì Social #93

di Silvia Raimondi in News

Siamo ormai entrati a pieno regime nel 2012: benvenuti all’appuntamento con il mercoledì social, anzi, con il mio primo mercoledì social! :)

Oggi ci occuperemo non solo di social in senso stretto, ma anche di argomenti un po’ collaterali, che però potrebbero assumere un’importanza strategica nell’immediato futuro dell’universo dei social media.

The post social media era
Cominciamo con un titolo lievemente allarmante: stiamo già superando l’epoca dei social? Considerando che il mondo business sta cominciando solo ora a riconoscere in modo unanime l’importanza del canale social, mentre moltissime piccole imprese ancora non sono entrate in quest’ottica, la notizia può suonare giustamente poco rassicurante. Eppure c’è chi, come Nick Decrock, già sta codificando nuovi modi in cui i brand interagiranno con i social media.

La presentazione che vi voglio presentare è stata esposta lunedì al Click Asia Summit, un evento di grande importanza nel panorama del digital in Asia che si è svolto proprio in questi giorni a Mumbai con il contributo di moltissimi esperti.
Nel suo studio, Decrock ci propone una visione aggiornata del rapporto che i brand creano con i propri consumatori-utenti: non più semplicemente basato sulle logiche del web 2.0, ma consapevole che il mondo social sta cambiando anche le aspettative nei confronti delle marche. Cinque sono i punti strategici:

  1. Contestualità: è essenziale creare collegamenti di valore tra i contenuti della marca e i contenuti di interesse per l’utente, così come unire la socialità virtuale alle esperienze della vita reale.
  2. Everything is for free: come i servizi di maggiore successo e utilità sono gratuiti (vedi Google), a maggior ragione i contenuti delle marche devono essere messi a disposizione dei propri clienti.
  3. Il controllo agli users: i consumatori vogliono essere non solo attivi e partecipativi, ma avere potere sul mondo della marca, costruirlo ed influenzarlo.
  4. Il brand è dei consumatori: se si vuole farli sentire davvero protagonisti è essenziale coinvolgerli nei processi di co-creation, dando loro strumenti e credito.
  5. Sharevertising: il social si basa sulla condivisione. Ma bisogna che gli utenti abbiano qualcosa da condividere e vogliano farlo di loro spontanea volontà. Un’esperienza positiva del prodotto è la chiave irrinunciabile per stimolarli.

Novità da Open Graph
Sono attese proprio per oggi alcune importanti novità per gli sviluppatori che si occupano di applicazioni per Facebook: in un evento a San Francisco, sarà presentato il passaggio dalle applicazioni che siamo abituati ad utilizzare a quelle che si basano sulla piattaforma di sviluppo Open Graph.

L’adozione del nuovo protocollo è avvenuta in concomitanza con la release di Timeline, ma ora sarà alla base anche di nuove importanti features. A quanto pare, infatti, gli utenti Facebook richiederebbero metodi di condivisione diversi dal famoso Like Button. Il Mi Piace è spesso ritenuto un’azione con cui ci si espone, che dà un giudizio o esprime un’opinione forte rispetto alla semplice condivisione, che invece può essere utilizzata anche per segnalare un contenuto che non ci trova concordi.

Ecco allora nascere le Gestures. Insieme al Like saranno possibili altre azioni, come Read o Watch, con meno implicazioni di giudizio, ma che dovrebbero alimentare la linfa vitale del social network: la condivisione.

Le gestures vivranno nella piattaforma Open Graph e, non appena Timeline sarà adottata da tutti gli utenti, gli sviluppatori potranno creare molte altre azioni per gli utenti.

Lo sviluppo di applicazioni sarà però soggetto a nuove regole e restrizioni per l’approvazione: niente di sconvolgente, ma il management di Facebook ha ritenuto fondamentale regolamentare le applicazioni, soprattutto in seguito a casi in cui vengono eseguite azioni non specificamente autorizzate dall’utente o che lo ingannano con informazioni carenti.

Per le ultime news sulla piattaforma Open Graph, stay tuned @FBOpenGraph!

Nasce Ubuntu TV
La seconda notizia che questa settimana ci ha colpiti arriva dal mondo open source: la grande famiglia Linux è pronta per mostrarci l’ultima nata, la Ubuntu TV. Per il momento le informazioni ufficiali sono poche e si limitano alla parte software, mentre per l’hardware ci toccherà attendere altre comunicazioni. Quello che per il momento ci è dato sapere è che l’interfaccia del mediacenter open source sarà semplice ed elegante, ci darà la possibilità di “consumare” format televisivi dei canali gratuiti e a pagamento, la visione di film che possiamo acquistare online e una libreria personalizzata. Tutto questo con un unico device dal controllo intuitivo e rapido. L’integrazione con altri sistemi sembra essere il punto focale del nuovo prodotto: Android, iOS e il mondo Windows saranno perfettamente compatibili, sia da mobile che dalle versioni desktop. Promesse, ma non ancora specificate, sono le integrazioni con Youtube e gli altri servizi di sharing musicale e video online.

Godiamoci il video di presentazione.

Stop Online Piracy Act
Chiudiamo infine con un aggiornamento sui famigerati SOPA e PIPA, che in questi giorni infiammano il dibattito politico statunitense. Mentre Wikipedia, Google, Yahoo! e altri “big” dell’online si sono accordati per sospendere i propri servizi in segno di protesta (proprio nella giornata di oggi), il grande pubblico rischia di perdere i dettagli più controversi della proposta di legge. Possiamo leggere su Wikipedia una descrizione formale dei contenuti, mentre vale la pena di soffermarsi sulla sintesi, opinabile ma ragionata, che ci offre Il Post.

Il punto focale delle proposte di legge, attualmente al vaglio del parlamento che ha presentato parecchi emendamenti, è la possibilità di bloccare i siti web che mettono a disposizione degli utenti materiale soggetto a copyright e diritto d’autore. L’oscuramento dei siti web potrebbe avvenire anche prima dell’effettivo accertamento della violazione, mentre i gestori degli spazi rischiano condanne pesanti, fino a cinque anni di carcere.

Le implicazioni non si fermerebbero qui: anche i siti che non ospitano direttamente i contenuti incriminati, ma che ne consentono la sola condivisione (leggi i social media per loro natura), sarebbero soggetti a sanzioni e dovrebbero quindi esercitare un controllo preventivo sui contenuti che gli utenti vogliono condividere. Anche se il PIPA è stato depotenziato, togliendo dalla proposta di legge il sistema di filtro dei DNS, con il quale si sarebbero potute praticare opere di azione diretta sui siti colti in violazione, è chiaro che colossi come Youtube e Twitter vedrebbero minate le fondamenta della propria leadership nel campo delle comunicazioni e sono quindi intenzionati a dare battaglia contro i difensori dei diritti di case cinematografiche e produttori di software.

Per un aggiornamento sugli ultimi sviluppi e le opinioni della rete vi rimando all’hashtag su Twitter #SOPA e #PIPA o all’articolo dell’Huffington Post.

Ed eccoci giunti alla fine del nostro post di aggiornamento settimanale: vi ha un po’ risollevati dopo il Blue Monday o ha accresciuto le vostre preoccupazioni? Fateci sapere se il vostro sentiment è positivo o negativo nei commenti!

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SoLoMo, le persone vogliono marche sempre più Social, Local e Mobile

di Stefano Maggi in News

L’attenzione verso la geolocalizzazione è una tendenza in crescita da tampo: negli ultimi mesi abbiamo visto aumentare in modo esponenziale l’impegno dei social network in questo ambito. Facebook ha integrato sempre più i “luoghi” nella propria esperienza e ha acquisito un importante social network come Gowalla, Twitter ha integrato la geolocalizzazione nella fase di creazione di contenuto, ma anche nella fase di lettura e individuazione dei Tweet. Foursquare sperimenta continuamente nuove soluzioni per essere il social network di riferimento quando si tratta di localizzazione: l’ultima caratteristica importante è la funzionalità “radar”, che permette di individuare i luoghi più interessanti in base ai gusti dell’utente, in modalità push.

In questo contesto è sempre più importante, per le marche, individuare modalità di interazione basate sul luogo in cui vengono utilizzati i canali social. “SoLoMo” è un’abbreviazione per social, mobile e local: un’espressione che indica quanto questi tre elementi siano legati tra loro nella definizione di un’esperienza.

Retail and the social web: success opportunities

Le persone sono sempre più interessate a interagire con le marche su base locale: non è importante solo far parte della community “allargata” e della conversazione sviluppata dal brand, ma diventa sempre più rilevante fare parte della community locale, come evidenzia questo infographic di NM Incite, che abbiamo condiviso qualche settimana fa anche sul nostro blog UK.


Si possono già individuare alcuni esperimenti promettenti di unione tra aspetto social, local e mobile: è interessante, ad esempio, l’attività di Walmart in USA. La marca leader nella grande distribuzione incoraggia a “seguire” i propri store locali oltre al brand, facendo like non solo sulla Facebook Page Walmart, ma anche sul “Luogo” Facebook dello store preferito. Questo consente non solo di fruire di vantaggi dedicati e di promozioni locali, ma anche di partecipare alla conversazione del singolo negozio.

Anche in Italia questo approccio è sempre più rilevante e molti brand stanno lavorando per individuare e implementare la soluzione migliore, alcuni stanno già esplorando da tempo questo ambito con il nostro supporto. Cosa pensate del risvolto “locale” dei social media e del supporto che la tecnologia “mobile” mette a disposizione? Vi accorgete di quanto le marche siano più “vicine” anche fisicamente? Quali sono gli esempi italiani che vi hanno colpito di più? Raccontatecelo con un tweet, un update o un commento.

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Thank God We Are Social #32

di Stefano Maggi in News

Buon weekend a voi che amate i social media, il sabato e gli appuntamenti, ma soprattutto benvenuti all’appuntamento social media più atteso del sabato.

Come ogni fine settimana, il “Thank God We Are Social” vi racconta il lato leggero dei social media: esiste un modo migliore di iniziare, se non raccontandovi il primo trend globale dei social media nel 2012? Vi presentiamo “S*** ___ Say”.

Tutto è iniziato a metà dicembre del 2011, con la pubblicazione del primo episodio di “S*** Girls Say”, che avuto un successo inaspettato, raccogliendo fino a oggi più di dieci milioni di visualizzazioni. Il contenuto? Una selezione delle “frasi che dicono le donne”.

Questo video, che in un mese è stato visto da un numero di persone pari all’intera popolazione della Grecia, si è anche rivelato una fonte di ispirazione: YouTube stima esistano già almeno 500 remake, versioni e parodie. Il video è diventato un vero e proprio format, con mille variazioni. La nostra preferita in assoluto è “Sh*t Nobody Says”, che è stato visualizzato due milioni di volte in tre giorni.

Alla ricerca di un simile successo di visualizzazioni, Google punta sulle “celebrity” per dare visibilità al proprio social network: Google+. Poche ore fa, David Beckham ha annunciato il primo suo primo Google Hangout: una chat video con coinvolgimento e interazione diretta della community. Dopo Will.I.Am e il Dalai Lama, un nuovo caso di utilizzo di una delle funzionalità più distintive di Google+ per stimolare l’attenzione di un pubblico molto ampio. Non è la prima volta che l’ex della nazionale inglese prova a visualizzazioni sulle piattaforme Google: è già successo qualche mese fa con un video in cui, su una spiaggia californiana, sorseggiando una Pepsi, colpiva tre cestini con tre palloni. Ve lo ricordate?

Questo Thank God We Are Social si è concentrato sui video più interessanti del social web: non possiamo quindi che raccontarvi la storia di Kien Lam, autore di uno dei video più belli e visualizzati di questo momento.

Kien ha lasciato il suo lavoro a San Francisco un anno fa, è partito per Londra e, da lì, ha iniziato un viaggio per tutto il mondo, attraversando 17 paesi. Ha impiegato 343 giorni e ha scattato 6237 fotografie. Al suo ritorno, per condividere l’avventura con tutti, ha prodotto questo video incerdibile, con la musica scritta da suo fratello William. In poco meno di cinque minuti riassume un viaggio che in tanti hanno sognato di fare. Forse anche per questo, in poco più di una settimana, questo video è stato visualizzato più di un milione di volte.

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Facebook e la condivisione della musica: la conversazione incontra il contenuto

di Stefano Maggi in News

Vi è mai capitato di guardare uno spettacolo in TV e commentare un particolare con i vostri amici su Facebook? O di leggere un aggiornamento, pubblicato da un vostro contatto su Twitter, riguardo un nuovo film e di volerlo vedere insieme? O di scoprire una nuova serie TV attraverso i commenti pubblicati dai vostri amici sui canali social? Non siete soli.

La condivisione delle esperienze legate al contenuto è un trend importante e in forte crescita, come dimostra lo sviluppo di network dedicati. Facebook, ispirata da questa esigenza, ha lanciato poche ore fa una nuova funzionalità: la condivisione dell’ascolto. Grazie a questa nuova caratteristica, sarà possibile ascoltare la propria musica in tempo reale con i propri amici. La stessa canzone, nello stesso momento. Facebook racconta che “quando arriva la vostra parte preferita, potrete anche cantare insieme”.

Il servizio sarà reso disponibile con progressivamente nei paesi in cui i servizi musicali sono attivi. Questo significa che per gli utenti italiani non sarà accessibile da subito. L’aspetto più interessante, però, rimane la volontà di Facebook di favorire la condivisione della fruizione di contenuto: oggi si riferisce alla musica, ma domani potrà avere un impatto forte sulla TV e sul cinema.

Per le marche l’occasione è molto utile: permetterà di sperimentare come le persone commentano e reagiscono in diretta a un contenuto proposto, stimolando la conversazione e, in futuro, influenzandone lo svolgimento. La condivisione dell’esperienza è una tendenza sempre più interessante per le persone e per i brand. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati su come si svilupperà e per raccontarci le vostre esperienze.

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Mercoledì Social #92

di Matteo Brignoli in News

Benvenuti al secondo Mercoledì Social dell’anno: si sa d’altronde che l’Epifania tutte le feste porta via e che il Mercoledì porta con sé un’interessante carrellata di news sul nostro amato social web. Quest’oggi, per bruciare i grassi in eccesso e riprendere uno stile di vita sano, parleremo di Google, Pinterest, Tumblr e Instagram.

Google: Search, plus your world
Nei prossimi giorni Google introdurrà tre nuove feature che vi consentiranno di migliorare e raffinare le vostre ricerche: Personal Results offrirà una selezione di contenuti foto e post aggregati da Google+ relativi al tema su cui state cercando informazioni, Profiles in Search permetterà di trovare velocemente il profilo Google+ di persone che potreste essere interessati a seguire, mentre People and Pages vi aiuterà a trovare più facilmente profili e pagine Google+ legate ad uno specifico contenuto o area d’interesse. Questa novità aggiunge un livello di personalizzazione esclusiva ad ogni ricerca, incentivando l’integrazione dei singoli utenti con la community di Google+.

La straordinaria crescita di Pinterest
L’ormai popolare social network di cui vi abbiamo parlato anche pochi giorni fa ha registrato nella seconda metà del 2011 una crescita notevole, ed è stato recentemente inserito nella Top 50 websites of 2011 del Time Magazine. La chiave di questa crescita è senza dubbio la centralità e l’attenzione data da Pinterest agli interessi delle persone: un dato che sottolinea la necessità di una seria riflessione da parte dei brand su come meglio gestire la propria presenza sugli “interest network”.

Total visits Pinterest year 2011

Tumblr introduce la Fan Mail
Tumblr ha di recente annunciato l’introduzione di un nuovo messaging service tra i propri iscritti, che consentirà di inviare messaggi privati sia dalla home del blog che si sta visualizzando sia dalla propria Inbox: si tratta di una nuova modalità d’interazione, alternativa ai like ed alle note che fino ad oggi sono state la principale forma di comunicazione tra gli iscritti. Resta da vedere in che modo la novità verrà recepita dagli utenti, e quali saranno gli sviluppi più proficui di questo contatto diretto e personale su una piattaforma che fa della creatività e della condivisione di contenuti visivi il proprio punto di forza.

Tumblr Fan Mail

Barack Obama è su Instagram
Le possibili integrazioni tra social media e politica sono un tema di cui abbiamo già scritto più volte, e anche il buon Barack Obama sembra trovarlo un argomento interessante: il Presidente ha da poco annunciato di essersi iscritto a Instagram per “dare alle persone una testimonianza visiva di quello che succede tutti nella vita quotidiana del Presidente degli Stati Uniti d’America”. La presenza congiunta su Facebook, Twitter, Google+, Tumblr e Instagram rende senza dubbio Obama uno degli uomini politici “più social” del mondo, ed offre l’ennesimo spunto per un’analisi del ruolo che i social media potrebbero avere sulla campagna per le elezioni presidenziali americane. Volete sapere se l’iniziativa di Obama su Instagram si rivolgerà solo agli utenti Instagram? Potete scoprirlo, insieme a molte altre cose, leggendo questo post di Stefano Maggi.

Bene, anche per questa settimana è tutto: se avete trovato interessante ed ipocalorico questo post potete comunicarci il vostro parere attraverso la sezione destinata ai commenti. Per quanto mi riguarda, oltre che incoraggiarvi a praticare uno stile di vita sano all’insegna del social web e dell’attività sportiva, auguro a tutti voi un felice 2012. Alla prossima!

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