Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.

Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.

Abbiamo già aiutato brand come BNL Gruppo BNP Paribas, Sky, Henkel, Kraft Foods, Barilla, BIC, Motivi, Cisco e Hyundai. Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 3655 1868.

Thank God We Are Social #102

di Alice De Ferrari in News

È iniziato il weekend, ma le previsioni del tempo vi hanno messo di cattivo umore? Non preoccupatevi, a portare il sole nel vostro fine settimana ci pensa il Thank God We Are Social #102.

La battaglia tra i sessi su Facebook 

Gli stereotipi a volte hanno un fondo di verità: alle ragazze piacciono gli smalti e ai ragazzi i motori, o almeno così dicono le nostre preferenze su Facebook. In questa infografica di CompassLabs vediamo come le donne seguano soprattutto brand di moda, pagine dedicate al food o al ballo, mentre gli uomini fanno like ad argomenti più virili, come la caccia e la pesca, la tecnologia e la mountain bike.

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Atari Breakdown
Stando all’infografica qui sopra quindi, questa dovrebbe essere una notizia per maschietti, ma credo che appassionerà anche le geek girls: provate a digitare “Atari Breakout” nella sezione Google Immagini e vedrete trasformarsi il famoso motore di ricerca in un gioco vintage (datato 1976) a tutti molto familiare. Un’altra delle sorprese di Google, che spesso nasconde tra i suoi meandri giochi e trabocchetti: inserite nella barra di ricerca Do a Barrel Roll e tenetevi forte!

 

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Indovinelli su Google Maps 
Se vi siete stufati di giocare con Atari Breakdown, vi proponiamo un indovinello: riuscite a capire dove si trova il posto nella fotografia?

 

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Mettetevi alla prova con GeoGuessr. Il gioco, firmato Google, vi propone un’immagine del mondo, senza alcuna indicazione geografica. Sta a voi localizzarla sulla mappa e vedere quanto ci siete andati vicini. Buona fortuna! [ɐɔıɹɟɐ pns ןǝp ɐıbbɐıds ɐun ɐʇuǝsǝɹddɐɹ oʇoɟ ɐן]
Facebook: stufi dei cambiamenti? 
Quand’è l’ultima volta che avete sbuffato per l’ennesima modifica all’interfaccia di Facebook, dicendo che non se ne sentiva proprio l’esigenza? Quante volte avete dovuto reimpostare la privacy, che era stata automaticamente cambiata da Facebook? In questo video vediamo come ci sentiremmo se queste trasformazioni avvenissero nella nostra vita reale

 

Il quiz di We Love Cinema 
Questa settimana per la prima volta in Italia è stata celebrata la Festa del Cinema, durante la quale il biglietto per il cinema costa 3 €. Grazie a BNL [cliente], la Festa si può prolungare fino a domenica sera: basterà giocare al quiz  per appassionati di cinema sulla pagina We Love Cinema, e si riceverà automaticamente un codice per avere il biglietto scontato. Viste le previsioni del tempo, perché non andare a vedere i film in gara a Cannes?

 

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E con questo non ci resta che augurarvi: Good night and good luck!

 

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Il 67% dei maggiori brand utilizza Instagram, e 7 milioni di persone li seguono

di Luca Della Dora in News

Il social web sta cambiando molto rapidamente il ruolo delle marche, rendendole sempre più media company. Basti pensare a Red Bull ed all’impatto mediatico che ha avuto l’impresa di Felix Baumgartner, ma anche a Heineken, capace di appropriarsi del territorio della musica attraverso eventi che vivono in maniera integrata sul social web e offline, o a Starbucks, sempre più distributore di contenuti oltre che di caffè.

RedBull

Questa premessa è importante per rendersi conto di quale sia l’importanza che oggi ricopre la creazione e la condivisione di contenuti di qualità, capaci di mettere al centro le persone, offrendo loro un’esperienza completa. Prendiamo in considerazione per un attimo soltanto Facebook: in poco più di un anno la % di foto presenti nei newsfeed delle persone è cresciuta dal 20% al 50% (un incremento del +150%), come testimonia una recente ricerca di PostRocket.

Images on Facebook

Quando qualche mese fa Facebook ha acquisito Instagram, quest’ultimo contava poco più di 20 milioni di utenti (ed era disponibile solo per iOS): oggi sono più di 100 milioni le persone che utilizzano il servizio, ed il 67% dei TOP100 Brand intervistati da Interbrand ha colto l’opportunità di offrire a queste persone contenuti con cui interagire (era il 59% a Febbraio). Pensate che MTV ha assunto un fotografo dedicato esclusivamente ad Instagram per condividere con la community le immagini provenienti dagli MTV Movie Awards di qualche settimana fa.

SimplyMeasured

La forza di Instagram è la semplicità di utilizzo e di fruizione dei contenuti. Questo è il motivo per cui anche rispetto a canali più utilizzati, o dove i brand sono più presenti, mantiene un grado di interazione più elevato: Pinterest, ad esempio, è utilizzato dal 76% dei TOP100 brand di Interbrand, ma l’aggregato dei follower di queste marche non raggiunge le 500.000 persone, contro i più di 7 milioni di Instagram.

Oltre alla frequenza di utilizzo, ed alla maggior “mobilità” di Instagram, il motivo è da ricercarsi nel modo in cui le marche mantengono la propria presenza su Pinterest: è vero che il 76% di quei brand hanno un account, ma solo il 55% lo utilizza attivamente per condividere contenuti. Instagram è utilizzato in maniera molto più frequente dalle marche, e questo ovviamente contribuisce a coinvolgere maggiormente le persone (il 27% dei brand presenti ha più di 20.000 follower, ed il 16% addirittura più di 100.000).

SimplyMeasured

Quello che sarà interessante capire è se in futuro ci sarà un’ulteriore integrazione con Facebook, non soltanto a livello di condivisione delle immagini (oggi il 98% delle immagini pubblicate sono condivise anche su Facebook), ma anche a livello di funzionalità. Il ruolo dei brand è – e dovrà sempre più essere – quello di offrire alle persone un’esperienza continua a prescindere dai canali, dai momenti e dai dispositivi con cui entreranno in contatto con i contenuti.

Per un approfondimento sullo studio relativo all’utilizzo di Instagram da parte delle marche potete consultare lo studio pubblicato da Simply Measured, mentre potete usare lo spazio dedicato ai commenti per segnalarci brand che seguite e che secondo voi stanno sfruttando nel modo migliore le potenzialità del canale.

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Mercoledì Social #162

di Luca Della Dora in News

Il 14 Maggio 1984 nasceva Mark Zuckerberg, che 22 anni dopo avrebbe dato vita a Facebook, ma la vera notizia è che il 14 Maggio 1981 fa nascevo io :D , che 32 anni dopo vi avrei augurato un buon mercoledì. Un mercoledì che non può considerarsi tale se non dopo aver letto il nostro mash-up settimanale legato alle notizie del mondo del social web, del marketing e della comunicazione.
 
 
Il 51% degli utenti internet utilizza Facebook
La penetrazione dei social network tra gli utenti che accedono ad internet è in continuo aumento: Facebook guida questa classifica con il il 51% (ci si aspetta che raggiunga il 60% entro la fine dell’anno), seguito da Google+ (26%), Youtube (25%) e Twitter (22%). Altri canali come Sina Weibo, QZone e Tencent hanno numeri decisamente alti se si considera che sono frequentati da persone di precise aree geografiche.

Social Network penetration

Un altro dato molto interessante – pubblicato anch’esso da GlobalWebIndex – ci fornisce lo split per paese degli utenti attivi su Google+ e la relativa penetrazione rispetto agli utenti internet.

Google+ usage

In Italia sono quasi 4 milioni gli utenti attivi mensili, con una penetrazione del 14%.
 
 
L’approccio personale è sempre più importante
Lo è nella vita reale, in cui una persona si sente molto più gratificata e invogliata ad interagire se capisce di essere trattata in modo unico, sulla base dei propri interessi e a quelle che sono le proprie abitudini, ma lo è ancora di più sul social web, dove conquistare l’attenzione delle persone è molto difficile, vista la quantità di stimoli cui tutti sono sottoposti continuamente.

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La personalizzazione dei contenuti proposti dai brand è uno dei maggiori trend che chi si occupa di marketing ha individuato come cruciale (il 94% degli intervistati da eMarketer su questo tema).

Personalization

Pardot ha condiviso un’infografica che spiega in modo molto semplice quali sono i benefici portati dalla personalizzazione e quali sono le opportunità legate al modo in cui è approcciata oggi.

Qui potete trovare l’infografica completa.
 
 
Meglio star su Youtube che innamorati
Lo dichiara il 22% degli intervistati (tra 14 e 30 anni) di uno studio condotto da Pulse Survey. L’infografica si riferisce ad una domanda molto semplice posta a 750 ragazzi con due opzioni di risposta: “cosa preferiresti ti succedesse quest’estate?”

Youtube vs Love

Oltre alla percentuale decisamente alta di chi preferirebbe essere famoso su Youtube piuttosto che innamorarsi, è curioso come 1 persona su 10 dichiari di preferire superare i 10.000 follower su Twitter piuttosto che vincere un’automobile nuova. Questo dimostra come sia sempre più viva nelle persone la volontà di avere una presenza rilevante sul social web, ed una relativa influenza sulla propria cerchia di contatti. Lo studio è interessante perché riferito ad una fascia di popolazione con un’età bassa, che consente di capire in che modo stanno cambiando le abitudini, sempre meno distinte tra social web e “vita reale”.
 
 
Cosa si nasconde dietro a un commento? E dietro ad 1 miliardo di commenti?
Ce lo racconta un’infografica creata da JESS3 e condivisa da Disqus per celebrare il miliardo di commenti pubblicati sulla piattaforma. Una delle prime evidenze riguarda la lunghezza dei commenti, ed è interessante notare come il 57% di questi sia twittabile (non supera cioè i 140 caratteri), ed aumentino così la diffusione non soltanto del commento, ma anche del contenuto cui è legato.

Disqus

Potete approfondire il resto dello studio direttamente sul blog di Disqus.
 
 
Foursquare è morto. Lunga vita a Foursquare.
Fin dalla sua nascita Crowley si è trovato a dover cercare investitori e un business model sostenibile con una mano, e smentire i detrattori sull’imminente chiusura del social network con l’altra. Qualche settimana fa, per l’ennesima volta, ha spiegato come non sia assolutamente nell’aria una smobilitazione del servizio, e che sia anzi ben chiara la direzione che la piattaforma sta seguendo: sempre meno location based game, sempre più luogo attraverso cui scoprire i locali più adatti alle proprie esigenze ed ai propri gusti (nel frattempo aboutfoursquare sottolinea come – in USA – il 75% dei ristoranti e delle catene di retail abbiano una presenza attiva sul canale).

Foursquare Explore

Come detto poco sopra, la personalizzazione è uno degli aspetti chiave per le persone che si trovano ad interagire con i brand e la nuova menu bar presente su foursquare.com/expolore lo testimonia: è ora possibile filtrare la ricerca per range di prezzo, per special disponibili in determinati locali, ma anche per negozi aperti in quel determinato momento, per luoghi non ancora visitati o per locali in cui i propri amici vorrebbero andare.
 
 
E anche per questa settimana è tutto. Vi diamo appuntamento anche su Twitter e Facebook, dove potete seguirci e dirci la vostra sui temi che quotidianamente trattiamo e condividiamo con voi.

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Un contenuto è per sempre. O per pochi minuti.

di Stefano Maggi in News

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Quando un post viene pubblicato su una pagina o su una timeline, l’algoritmo di Facebook (conosciuto come EdgeRank) definisce chi lo visualizzerà nel proprio news feed. Ci sono molte variabili che concorrono in questo processo, ma soprattutto:

  • Quanto la community sta reagendo al post: i contenuti social con più like, share, commenti vengono amplificati dall’algoritmo e diffusi maggiormente;
  • Quanta “concorrenza” esiste al momento della pubblicazione: se un post compete con contenuti più rilevanti per la community verrà visualizzato meno;

Una recente analisi di SocialBakers evidenzia che il 50% del reach di un post Facebook si verifica nei primi 30 minuti. Per questo motivo, prima di pubblicare è importantissimo considerare due aspetti.

  • Quando pubblicare, su quale canale e con che tipologia di contenuto (testo, link, video, foto, question…): attraverso un’analisi quantitativa è possibile ricavare indicazioni utilissime a questo scopo;
  • Quale contenuto pubblicare: l’approccio creativo a livello concettuale e a livello di produzione è uno degli strumenti migliori per fare sì che i post vengano notati e generino reazioni;

Essere reattivi e focalizzati sul “tempo reale” è importantissimo per i brand che vogliono raggiungere una community ampia ma con un alto livello di affinità alla conversazione sviluppata.

Contenuti con una vita breve, quindi? Non solo: ci sono contenuti social che hanno un respiro di lungo termine e che guadagnano visibilità grazie alla fiducia accordata dalla community. Questo tipo di contenuto è presente ormai da anni nel panorama social: pensate a Yahoo! Answers e Quora. Si tratta di social network che fanno emergere contenuti in base alla rilevanza rispetto a una tematica, tenendo in considerazione l’autorevolezza di chi ha preparato il contenuto.

Ieri abbiamo assistito a un nuovo passo in questa direzione, con l’introduzione di Klout Experts, un servizio che permette agli esperti su temi specifici di offrire le proprie risposte a domande poste dagli utenti. Questo servizio è ancora più interessante se si considera l’integrazione con i motori di ricerca (anche se per ora solo Bing).


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L’elemento di fiducia personale è ciò che caratterizza questo tipo di contenuti: coinvolgere le persone legate alla marca nello sviluppo di un rapporto di fiducia con la community offre visibilità alla marca stessa. In questo caso non è il brand direttamente a parlare, ma chi ne fa parte.

Contenuti social a lungo termine a breve termine sono complementari: definire una strategia per svilupparli entrambi partendo dagli obiettivi di marca e dall’analisi delle abitudini del target può fare la differenza per tutte le marche che vogliono attivare una conversazione con la propria community.

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Thank God We Are Social #101

di Cristina Forlani in News

Il sabato è arrivato e ha portato con sé il sole (almeno a Milano): vi consigliamo di sedervi sull’erba con i vostri smartphone o tablet e godervi qualche news prima del tramonto. Pronti? Via!

Cibo, foto e social network

La volontà di condividere diversi aspetti della propria personalità attraverso attività svolte ogni giorno è sempre più diffusa: la creazione di contenuto è infatti una delle principali abitudini di alcune fasce di target online, e gli hashtag sul tema sono infiniti. (Devo ammettere di essere una perfetta rappresentante di questo tipo di persona, come dimostra il mio account Instagram).

Ma perché fotografare solo i propri piatti, quando tutt’intorno a noi c’è un altro gran numero di sconosciuti che ha davanti piatti diversi? Un’ottima occasione per continuare a scattare e condividere, migliorando le proprie skills fotografiche!

 

Cheers… friends!

Certo, fotografare i piatti di sconosciuti potrebbe essere un ottimo sistema per fare nuove amicizie. Niente di più semplice se nel frattempo avete davanti a voi una birra da bere nella nuova Buddy Cup di Budweiser. Basterà un brindisi per entrare immediatamente in contatto su Facebook, creando nuove occasioni di interazione con le persone. Importante: non lasciare il proprio bicchiere incustodito per non ritrovarsi con “amici indesiderati”…

No spoiler, please!

Gli appassionati di serie TV si dividono fra chi ama e chi odia gli spoiler. C’è chi non vede l’ora di conoscere i futuri sviluppi per immaginarsi l’evoluzione del plot, chi invece preferisce l’attesa impaziente della prossima puntata per scoprire cosa ci sarà dopo. La 17enne Jennie Lamere, evidentemente appartenente alla seconda categoria, ha avuto un’idea che le ha fatto vincere il TVnext Hack: Twivo, un’estensione per Google Chrome capace di bloccare in modo selettivo i tweet relativi ad attori, show o altri topic, e di sbloccarli in seguito per andare a leggere cosa hanno detto le altre persone e prendere quindi parte alla conversazione. Semplice ed efficace, questa dinamica può essere declinata secondo diverse modalità per scegliere come e quando fruire di specifici contenuti.

Censura sì, censura no
Sulla più nota carta stampata si torna a parlare di Twitter in relazione al tema della censura. L’ha fatto qualche giorno fa Mentana, e ora lo fa anche Saviano in un articolo su La Repubblica, in cui si parla di “diritto ai social network”, chiedendosi se non sia più efficace censurare, chiudere i rubinetti, impedire alle persone di comunicare attraverso piattaforme e modalità che ormai fanno parte della vita quotidiana di tutti noi.

Lasciamo a voi la lettura delle argomentazioni, ma quello che ci chiediamo è: non sarebbe, piuttosto, più utile comprenderne in modo approfondito le dinamiche sociali, promuovere uno scambio leale di opinioni per una conversazione pacata e trasparente?

#mothersday
Per chiudere in dolcezza, non dimenticate che domani si festeggia la festa della mamma. Avete già pensato a qualcosa di speciale? Un pranzo fuori, un piccolo viaggio insieme? Tutte ottime idee… E se la vostra mamma non è vicino a voi? Che fare? In questo caso, Twitter ha già fornito il migliore dei consigli in modo molto efficace. Siete d’accordo?

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Le migliori pagine Facebook in Italia a Aprile 2013

di Stefano Maggi in News

Ecco la consueta classifica delle principali pagine Facebook, selezionate in base a ampiezza della community, livello di coinvolgimento e prestazioni nella risposta. I dati si riferiscono al mese di aprile 2013 e sono stati rilevati da Socialbakers.

Come si evolve lo scenario? Rispetto a marzo cresce l’engagement rate medio, passando da 0,161% a 0,178%, mostrando quindi una partecipazione maggiore alla conversazione da parte delle community. Aumenta globalmente il tasso di risposta, da 62,32% a 63,07%, nonostante il peggioramento di alcuni brand presi singolarmente.

Le novità introdotte nelle ultime settimane nel news feed si stanno inserendo come abitudini nell’esperienza degli utenti. Anche in questo contesto è interessante vedere come i brand che lavorano molto bene a livello di creatività nello sviluppo di social content sono premiati da una partecipazione interessante da parte della community.

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Mercoledì social #161

di Pierpaolo

Buongiorno a tutti e bentornati al consueto appuntamento con il mercoledì di We Are Social.

Partiamo subito con le notizie di questa settimana che riguardano Facebook, LinkedIn, Youtube, Instagram, mentre finiremo con alcuni numeri che riguardano internet.

Spieghiamo l’algoritmo EdgeRank di Facebook
Partiamo con un’interessante infografica in cui viene identificata l’anatomia dei fan su Facebook secondo l’algoritmo EdgeRank. Come si comportano gli utenti nel momento in cui entrano in contatto con le nostre pagine?

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Esistono tre modi diversi per interagire con loro e creare engagement:

  • Un metodo leggero: grazie a Facebook Connect i fan possono fare like ad un contenuto o alla pagina direttamente su un sito web. A questo punto il like diventa un contenuto condiviso sulla bacheca del fan e quindi verrà visto nel newsfeed dei suoi amici;
  • Un metodo intermedio: si fa like direttamente sulla pagina del brand su Facebook. In questo modo i contenuti del brand saranno visibili sul newsfeed del fan, con una portata in potenza molto alta ogni volta che il fan stesso interagisce con l’update;
  • Un metodo più pesante: è il caso delle Facebook Apps. L’utente può ormai sempre più spesso registrarsi su siti terzi grazie a Facebook Connect. Questo permette al brand di interagire con il proprio fan in maniera più diretta, con una campagna di comunicazione più mirata e meno dispersiva.

L’infografica prosegue con una suddivisione dei diversi tipi di fan che interagiscono con le pagine.

In quest’altra infografica ci si sofferma sul funzionamento di EdgeRank e le modalità per sfruttare al meglio tale algoritmo.

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LinkedIn: una storia lunga 10 anni
Sapevate che LinkedIn ha compiuto 10 anni? Per ricordarci questo importante traguardo, il social network più famoso per il business ha creato una Timeline sottoforma di infografica in cui ripercorre il suo decennio e i successi che lo hanno portato a contare più di 200 milioni di iscritti nel mondo.

All’interno dei festeggiamenti si inserisce anche questo video celebrativo.

Chi di voi si ricorda l’anno di iscrizione a LinkedIn?

Youtube: ad aprile un miliardo di utenti unici
Veniamo alla classifica mensile sulle pagine YouTube fatta da Socialbakers. Partiamo dai numeri complessivi. Il social network ha totalizzato un miliardo di utenti unici e più di sei miliardi di visite nel mese di aprile (i dati si riferiscono al periodo 2 aprile – 2 maggio 2013). Quali sono stati i brand con le performance più alte?

Prendendo in esame il numero di contenuti visti c’è de registrare l’exploit di Evian che ha superato 50 milioni di visite con il nuovo spot. È interessante notare la scelta dell’azienda di veicolare il contenuto prima su YouTube e poi sui canali televisivi standard, senza che questo abbia comportato una diminuzione della portata dello spot stesso.

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Per quanto riguarda il numero di iscritti, la performance maggiore è registrata dal canale ufficiale di SMTOWN, con più di 2.5 milioni di utenti, seguito da Red Bull.

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Sempre sul fronte YouTube, riportiamo la notizia che Google ha lanciato una mappa interattiva, per ora circoscritta agli Stati Uniti, in cui vengono mostrati i video più popolari del Paese. La mappa, c’è da scommettere, può diventare un utilissimo strumento per captare i video più visualizzati in relazione ad un determinato periodo di tempo e capire i flussi dei diversi mercati.

Instagram: è arrivato il nuovo logo
Come spiegato in questo post di qualche giorno fa, continuano a piccoli passi i cambiamenti dell’applicazione di photo-sharing più famosa al mondo.

Instagram nei giorni scorsi ha silenziosamente modificato il carattere del proprio logo, rendendolo più elegante. Il progetto è stato curato da Mackey Saturday, un brand strategist e designer di Denver, Colorado. Nel suo post spiega come è arrivato al nuovo logo e il percorso che sta dietro alla scelta di un font diverso.

Infatti non molti sanno che Instagram usava il font Billabong. Con questo nuovo corso, si è  deciso di usare un carattere più fluido, più commerciale. E voi quale logo preferite? Raccontatecelo nei commenti.

Instagram

Un giorno nella vita di Internet
Concludiamo il mercoledì social di oggi con una simpatica e nello stesso tempo interessante infografica sui numeri di Internet.

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Sono cifre impressionanti, che rendono l’idea del fenomeno. Eccone alcune:

  • America del Nord, Australia e Europa sono i continenti con la maggiore percentuale di utenti internet, superiore al 50%;
  • Gli utenti usano internet per fare ricerche, per le operazioni bancarie e per lo shopping;
  • Il tempo speso in media sui social network è di 3.2 ore: Facebook la fa da padrona, mentre seguono YouTube e Twitter;
  • Google rappresenta il motore di ricerca più popolare, con un 88% di quota di mercato e più di 3 miliardi di ricerche giornaliere.

Per avere un quadro completo sugli altri numeri potete visualizzare l’infografica completa qui.

Per questo mercoledì è tutto, stay tuned!

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Thank God We Are Social #100

di Luca Della Dora in News

Sembra ieri quando abbiamo deciso di creare un appuntamento settimanale dedicato alle notizie legate alla comunicazione ed al social web da poter condividere con voi durante il week end. Sembra ieri, e invece succedeva 100 settimane fa, 100 settimane in cui sono successe un sacco di cose, in cui we are social è cresciuta (all’epoca eravamo forse in 10, ora siamo quasi 50 qui in Italia), e in cui il mondo è cambiato molto.

Ma non perdiamoci a contemplare il passato, perché – si sa – il futurismo è passato, il passatismo è futuro (#cit), quindi ecco le notizie di oggi.
 
Ordina la tua pizza, e guarda mentre la preparano
Domino’s Pizza è stata spesso al centro di polemiche e di attacchi da parte di detrattori, molte volte in modo esagerato, alcune a ragion veduta (ricorderete la volta in cui due dipendenti hanno ben pensato di filmarsi mentre non trattavano il cibo in modo esattamente civile e igienico): quasi sempre ne è uscita molto bene, anche grazie al social web, mettendoci la faccia ed aprendosi alla conversazione con le persone.

La trasparenza ha sempre premiato insomma. Ed è proprio da qui che è partita l’idea che sta alla base dell’attività di Domino’s di Salt Lake City: tu ordini la pizza, accedi alla sezione del sito Domino’s Live e scegli da quale webcam in cucina seguire la preparazione della tua pizza. Ovviamente la diretta non è attiva tutto il giorno, ma solo durante l’orario lavorativo (11AM – 11PM locali), quindi se volete seguire le fasi della preparazione, date un’occhiata al fusorario e sintonizzatevi su Domino’s Live.

 
Cambia Facebook, cambia la Privacy
Già, perché se per le marche è sempre più importante mostrarsi ed aprirsi ai propri consumatori, per le persone è spesso un grosso problema quello di veder la propria privacy violata. Nella stragrande maggioranza dei casi questo non accade per mano di hacker o utenti che desiderano invadere gli spazi altrui in modo fraudolento, ma succede per negligenza di chi gestisce la propria presenza online: sono pochissimi gli utenti che gestiscono con cura i settaggi legati alla privacy dei social network che utilizzano regolarmente, e nonostante gli sforzi da parte di Facebook di rendere sempre più gestibile da parte delle persone quest’aspetto, è ancora un nodo cruciale nella percezione di molti.

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Da qui potete accedere all’infografica completa che ci racconta in che modo la privacy influisce (o ha influito) nella vita delle persone intervistate.

 
IBM e il film più piccolo del mondo
Data storage, microchip e atomi non sono esattamente quegli argomenti che emozionano le persone e le fanno amare un brand. IBM lo sa bene, ed ha cercato una soluzione per raccontare le implicazioni che la sua attività di ricerca in questi ambiti sta avendo (e avrà) nella produzione di tecnologie sempre più avanzate. E qual è il modo migliore di far conoscere alle persone qualcosa che non conoscono a fondo? Raccontandogliela come se fosse una storia, magari per immagini, magari con un breve video. Detto fatto:

Il video è composto di circa 250 frame in stop-motion e racconta la storia di un ragazzino di nome Atom che gioca e balla con il suo compagno di giochi, un atomo. Un atomo veramente, non una riproduzione. Già, perché come dice Andreas Heinrich – IBM Research – “In IBM i ricercatori non leggono soltanto libri e documenti riguardo la scienza, ma la fanno davvero. E questo breve film è un modo divertente per condividere con il mondo le sfide che ogni giorno affrontiamo. Missione compiuta. La cosa interessante è anche seguire tutto il dietro le quinte della realizzazione del video: date un’occhiata, ne vale la pena.

 
Star Wars, come non l’avete mai visto
E a proposito di dietro le quinte, a più di 35 anni dal primo Star Wars, ecco che vengono diffuse un bel po’ di immagini relative al suo backstage.
Da appassionato della saga non posso che lasciarvi con un paio di scatti e di consigliarvi di andare a gustarvi il resto qui.

SW1
SW2
SW3
SW4

Vi lascio con un messaggio di Yoda, e vi raccomando di bere responsabilmente questa sera.

SOCIAL WE ARE

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