Sviluppiamo idee creative insieme a brand che come noi guardano al futuro, in Italia e nel mondo. Crediamo nelle persone, prima che nella tecnologia, e nella comprensione del loro comportamento come primo passo per generare valore di business. Questo è quello che chiamiamo social thinking.
Abbiamo 10 uffici in 5 continenti e aiutiamo brand come come Sky, Campari, BMW, Pirelli, Lavazza, Nestlé, adidas e Coca Cola.
Se vuoi conoscerci meglio e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 8970 8500.

Thank God We Are Social #221

di Alessandra Tiritiello

Le vacanze sono ormai un lontano ricordo ed è ora di tornare in ufficio… o sui banchi di scuola! Ricominciare è dura, lo sappiamo, e per questo abbiamo pensato a un TGWAS tutto dedicato al mondo dell’istruzione.

Snapchat conquista le scuole

Shapchat, app molto popolare che conta circa 100 milioni di utenti al giorno e che permette di scambiarsi foto o brevi video che dopo la loro visualizzazione si autodistruggono, regala un canale tutto dedicato agli studenti per favorire la condivisione dei momenti del rientro in aula. Questa novità ha fatto subito gola a molti brand che hanno come obiettivo il raggiungimento del target (per lo più ragazzi al di sotto dei 25 anni) assicurando così una targettizzazione più mirata e certa. Al momento Coca-Cola sta già sponsorizzando parte della sezione dedicata agli studenti.

 

Scuola nuova, vita nuova

Scuola nuova, compagni nuovi e anche un po’ di timore e timidezza. Niente paura, c’è l’app Knock Knock, sviluppata dalla società Humin (che si pone come ambiziosa mission quella di rendere più umane le interazioni social) e permette con un tocco “knock knock” di identificare e connettersi con persone che si trovano nelle vicinanze incentivando così le nuove conoscenze. L’app si rivolge al target universitario e il gesto di “bussare”, che può essere fatto anche a schermo spento o quando l’app non è attiva, avvia una chat tramite connessione bluetooth istantanea connettendo il dispositivo con quello degli utenti nelle vicinanze.

 

#GoogleEdu rinnova e migliora Google Classroom

E ora passiamo al meglio della tecnologia Google al servizio dell’istruzione: il colosso della Silicon Valley ha annunciato di aver apportato delle migliorie alla sezione Apps for Educational aggiungendo nuove funzionalità allo strumento Google Classroom. Classroom permette agli insegnanti di creare, organizzare i compiti e fornire feedback agli studenti in modo più veloce ed efficiente. Inoltre consente di comunicare con le classi in modo semplice con la possibilità di avviare discussioni di gruppo istantanee. Sono previsti anche vantaggi per gli studenti, come il monitoraggio delle scadenze dei compiti organizzati in cartelle Google Drive.

Google Edu

 

Apple e il Back to School

Anche quest’anno, dopo un preoccupante silenzio iniziale, torna la promo Back to School targata Apple che consente agli studenti di usufruire di vantaggiosi sconti per acquistare i prodotti della mela morsicata (quest’anno inoltre è previsto anche un regalo!). Intanto Tim Cook proprio in questi giorni sta sviluppando insieme ad alunni e insegnanti il programma ConnectED in accordo con la Casa Bianca al fine di garantire accesso alle tecnologie a quanti più studenti possibili.

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Intanto Apple deve preoccuparsi anche di rispondere alle critiche mosse da alcuni insegnanti che accusano il nuovo Apple Watch di favorire lo scambio di compiti e appunti incentivando gli studenti a barare più facilmente in sede di esame. Angela Ahrendts, responsabile dei negozi al dettaglio e online del brand, ha risposto che, al contrario, Apple sta puntando molto sul dispositivo associato al campo educational. Già alcune scuole americane hanno vietato l’uso dell’orologio intelligente, mentre altri istituti stanno cercando di capire come il dispositivo possa al contrario rendersi utile.

Sono lontani i tempi in cui era proibito persino l’uso della calcolatrice…

YouTube Gaming

Nel caso in cui le lezioni dovessero diventare particolarmente noiose ecco qui l’alternativa: YouTube Gaming, piattaforma parallela dedicata esclusivamente al mondo dell’intrattenimento digitale che permette di trasmettere in live streaming le proprie prodezze videoludiche. Oltre che sul web YT Gaming sarà disponibile anche sottoforma di app (per ora disponibile solo per USA e UK) e, rispetto alla già conosciuta Twitch (che ricorderete sicuramente per la partita multiplayer di Pokemon Rosso giocata contemporaneamente da decine di migliaia di videogamer di tutto il mondo), avrà qualche funzionalità in più come per esempio mettere in pausa una diretta streaming e riprendere più tardi.

Vi lasciamo ora con qualche gadget che non potete farvi sfuggire per fare bella figura con i nuovi colleghi di classe: in fondo chi non desidera una sushi-gomma o un astuccio a forma di tacos?

 

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Rob FitzGerald nominato nuovo Presidente di We Are Social USA

di Rob Fitzgerald in News

Come è stato recentemente annunciato su MediaPost, Campaign e AgencySpy, Rob FitzGerald è stato nominato Presidente di We Are Social negli Stati Uniti. Precedentemente Presidente di Big Fuel Communications, Rob ha avuto una vasta esperienza in agenzie come GlobalHue, Initiative e Omnicom Media Group, muovendosi tra Giappone, Cina, Hong Kong, Europa e USA. 

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Rob FitzGerald (al centro) con i co-founder di We Are Social Robin Grant (a sinistra) e Nathan McDonald (a destra)

Qui spiega perché ha scelto di entrare nella squadra di We Are Social:

“Il mio primo passo nel mondo social è avvenuto grazie a Kanye. Lui si è avvicinato alla mia precedente agenzia cercando di monetizzare il suo notevole seguito in rete producendo un documentario giornaliero visibile sottoscrivendo un abbonamento. Come COO, mi è stato chiesto di gestire l’operazione e ho visto il progetto come un’opportunità per muoversi nella social content creation. Come si può immaginare, è stato un battesimo del fuoco, ma è stata un’esperienza che si è rivelata utile per tutto ciò che ne è seguito.

Con un background di media e strategic planning e più recentemente, digital e social, sembra trascorsa una vita dalla mia esperienza con Yeezy. Il panorama del marketing è cambiato radicalmente negli ultimi dieci anni e ho scelto di entrare a far parte di We Are Social perché, con la sua missione di posizionare il social thinking al centro del marketing, sarà una delle poche agenzie in grado di aiutare i più grandi brand a livello globale a emergere nella “social age”.

Per me il concetto di social thinking rappresenta perfettamente l’evoluzione del settore, dalla sola esecuzione quotidiana legata alla creazione di contenuti e la gestione delle community alla realizzazione di esperienze social e digital complesse. Questo approccio è in linea con l’evoluzione in atto nelle aziende negli Stati Uniti: i clienti sono sempre più interessati a mettere in discussione e a evolvere il modo in cui l’elemento “social” si sviluppa nei loro business, con il supporto di agenzie che agiscano da veri e propri partner. Questo supporto è qualcosa che non tutte le agenzie saranno in grado di offrire, ma We Are Social è stata strutturata per comprendere i comportamenti sociali, sviluppare social insight e offrire ai clienti idee con un baricentro “social”, non solo l’esecuzione sui social media.

La squadra qui negli Stati Uniti sta già facendo un lavoro fantastico, con un portfolio clienti con nomi come Heineken, Banana Republic, Hyatt e National Geographic. Grazie alla guida di Leila Thabet negli ultimi 3 anni, abbiamo un team talentuoso e appassionato con una forte cultura della condivisione e desideroso di avere un grande impatto in questo mercato.

La creatività e l’innovazione “social” sono oggi parte del focus di CMO e SVP Brand Director ed è un ottimo momento per portare We Are Social verso la fase successiva del suo percorso negli Stati Uniti. Con un’attenzione sempre più ampia su campagne creative, potremo unire la velocità e l’agilità di esecuzione con quelle che sono sempre state considerate le caratteristiche di client leadership delle agenzie tradizionali, per poter realizzare sempre più lavori di alto livello con un focus “social”.

Nell’immediato, il mio obiettivo principale sarà quello di attrarre i migliori talenti per completare il team, rafforzandoci ulteriormente in ambito creativo e strategico e facendo crescere l’agenzia, sia come organico che con nuovi clienti. We Are Social ha la giusta combinazione di elementi – il talento, la cultura, il sostegno e l’ambizione – per diventare la più importante agenzia del settore negli Stati Uniti”.

Un benvenuto a Rob da We Are Social Italia!

Mercoledì Social #281

di Daniele Ciacci

Alcuni di voi saranno ancora in vacanza (yay!), altri invece saranno tornati dietro la scrivania (sob).
In ogni caso, è Mercoledì, e sappiamo cosa significa.
Enjoy it!

Il sogno si avvera

Ora Facebook ha consentito ad alcune pagine selezionate di usare le gif!
I risultati verranno monitorati perché, come ben sa Mark Zuckerberg, il rischio è quello di trovarsi con una stream di Facebook con banner pubblicitari raccapriccianti e sparaflashosi.
Ma intanto Kuat (una bevanda brasiliana di Coca-Cola) ci regala questa chicca:

Facebook 1 – Google 0

A detta di Parse.ly – che raccoglie e analizza dati per più di 400 firme, tra cui Conde Nast, Reuters e Mashable – il traffico su siti editoriali è veicolato più da Facebook che da Google stessa. In pratica, la SEO si sta lentamente ridimensionando, mentre hanno spessore sempre maggiore le strategie di SMO (Social Media Optimization).
Vedere per credere.

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Donate! Ora!

Facebook for Business ha annunciato che sarà aggiunto il tasto “Donate Now” come call-to-action per le pagine Brand di organizzazioni non-profit. Dopo i bottoni “Book Now”, “Shop Now” e “Contact Us”, “Donate Now” farà da referral a un sito esterno cui procedere alla donazione.
Intanto. il bottone compare già nella pagina di The ALS Association, se volete darci un’occhiata.

Twitter Audience Platform: più contenuti per tutti!

Giovedì scorso — per la prima volta – il valore delle azioni di Twitter è sceso a 26 dollari, ovvero il valore stabilito nel novembre 2013 per entrare in borsa. All’interno della società si è molto discusso sulle ragioni di questo calo, definendo un primo obiettivo per la crescita: aumentare il numero degli utenti e limare la difficoltà d’utilizzo della piattaforma (ancora troppo “di nicchia”).

È anche per questa ragione se adesso Twitter consentirà una nuova fruizione dei contenuti adv su mobile. Grazie alla Twitter Audience Platform, sarà possibile caricare Promoted Tweets o Promoted Video anche su app esterne a Twitter come Slack Radio, Words with Friends 2, The Voice, Kim Kardashian Hollywood e Weather Plus.
Se da una parte aumenterà la reach dei contenuti sponsorizzati, dall’altra Twitter stessa si farà un po’ di pubblicità. Vincono tutti, insomma.

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LinkedIn Lookup

LinkedIn ha lanciato la nuova app LinkedIn Lookup, che permette di intrattenere rapporti professionali diretti con i propri colleghi.
L’idea nasce da un semplice insight: circa il 30% di chi cerca figure professionali su LinkedIn guarda i profili dei propri colleghi e collaboratori. Inoltre, solo il 38% di alcuni professionisti intervistati in Nord America dichiara che gli intranet delle proprie compagnie siano utili a conoscere i collaboratori.
Se volete, potete scaricarla da qui.

Serie TV e social network

Quelli di Nielsen si sono fatti qualche domanda su chi sono gli autori principali che commentano le serie TV su Twitter. Non volendo prendere un campione mondiale, si sono limitati agli Stati Uniti (che comunque non è poca cosa, eh), analizzando su Twitter le conversazioni su 113 programmi (dalla prima all’ultima puntata) dal settembre 2014 al marzo 2015. E hanno scovato tre insight molto interessanti:

• I nuovi commentatori di serie TV sui social commentano regolarmente l’andamento della stagione. Gli autori che commentano tutto lo svolgersi della serie TV sono dieci volte di più di quelli che ne commentano solo un episodio.

• Gli autori fedeli sono anche fan sfegatati che commentano con maggiore frequenza il programma e hanno una follower base autorevole in merito. In pratica, sono advocates di ottimo livello, e mantenere una buona relazione con loro diventa necessario.

• Nei momenti clou della stagione, aumentano gli account che discutono della serie (25% in più nella prima puntata e il 16% in più nel finale).

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Kik e Tencent: un matrimonio da 50 milioni di dollari

Mentre LINE annuncia LINE HERE, un servizio di localizzazione real time dei propri contatti, Tencent (il colosso asiatico di WeChat) acquista l’app di messaggistica Kik per 50 milioni di dollari sonanti.
Il progetto è chiaro: ampliare il raggio d’azione anche in Occidente. Kik infatti, secondo GlobalWebIndex, è la quarta applicazione di messaggistica negli Stati Uniti per il target giovane (16-24 anni).

Personalisation is the way

L’ultima ricerca di Experian ha dichiarato che il 51,7% dei brand si avvicinerà a un customer service più personalizzato e meno anonimo, sull’onda di quanto già avvenuto in Inghilterra (ora circa al 61%).
Questo perché un servizio di supporto più personale e meno informale migliora il rapporto con il cliente stesso.

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L’infografica potete vederla qui.

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Un contenuto, infiniti canali

di Stefano Maggi in News

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Il modo in cui ogni giorno scopriamo informazioni, notizie, conversazioni e, più in generale, contenuti sta cambiando.

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Si modificano le tecnologie (hardware e software) che utilizziamo ogni giorno e siamo portati a a scegliere gli strumenti più efficaci e meglio integrati con il nostro modo di vivere per trovare ciò che può interessarci.

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Sono più di cinque i device utilizzati mediamente ogni giorno dalle persone sotto i 25 anni ed è facile intuire come questo trend si stia espandendo anche ad altre fasce demografiche: smartphone, tablet, laptop, TV e – recentemente – smartwatch sono sempre più spesso parte della nostra vita.

Cambia anche il concetto di “contenitore” dal punto di vista digitale. I contenuti vengono visti, utilizzati e condivisi anche al di fuori della loro piattaforma “nativa”. Molte applicazioni utilizzano le notifiche come principale punto di contatto con gli utenti, mostrando i contenuti direttamente nel “sistema operativo”, quindi al di fuori dell’applicazione per cui sono nati.

Non solo: sempre più spesso i sistemi operativi consentono di interagire con queste notifiche, senza necessariamente dover accedere all’applicazione a cui si riferiscono. È molto interessante il punto di vista di Paul Adams su questo tema.

Contenuti integrati nel sistema operativo, fuori dalle app. Visualizzazione di Paul Adams

Contenuti integrati nel sistema operativo, fuori dalle app. Visualizzazione di Paul Adams

Con la moltiplicazione dei device che utilizziamo e con la crescita di importanza delle notifiche cambia radicalmente il modo in cui i contenuti si adattano all’esperienza delle persone.

Il “contenitore”, l’applicazione di riferimento, diventa così meno importante, mettendo in primo piano, invece, il contenuto.

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Contenuti integrati nel sistema operativo, fuori dalle app. Visualizzazione di Paul Adams

Questo tipo di approccio è importantissimo, specialmente se pensiamo a come i canali social che utilizziamo tutti i giorni siano fondamentali per la scoperta di notizie e informazioni. Il modo in cui fruiamo i contenuti provenienti da questi canali influenza l’idea che abbiamo delle persone con cui interagiamo, della nostra community e della società più in generale.

Questa situazione rappresenta un’opportunità per chi produce contenuti: brand in particolare e publisher, più in generale. I contenuti sono più “liquidi”: devono essere pensati per adattarsi al meglio al “contenitore”, al contesto in cui verranno fruiti. È importante tenere conto di questo cambiamento su livelli diversi.

Yo - un esempio di interazione social studiata per smart watch

Yo – un esempio di interazione social studiata per smart watch

Prima di tutto, il formato: da un punto di vista di design il contenuto non può essere pensato in modo indipendente da tutte le possibili declinazioni. La soluzione scelta dovrà essere il più possibile adattabile al contesto, in particolare, in linea coi tempi e col luogo in cui le persone verranno a contatto con il contenuto e le possibilità che potremo proporre per condividerlo con le proprie community. È importante approfondire le abitudini delle persone a cui si rivolge il contenuto per prevederne potenziali azioni e facilitarne la condivisione. Un terzo elemento importante è la tecnologia utilizzata: un impatto fortissimo sulla condivisione del contenuto deriva dalla semplicità con cui le persone possono interagire. Per i brand è differenziante scegliere una strategia di canale che privilegi soluzioni tecnologiche vicine alle abitudini di condivisione delle nicchie a cui si rivolgono.

Per questi motivi è indispensabile un team di specializzato, per produrre contenuto rilevante tenendo in considerazione formato, contesto e tecnologia. Professionisti che possano studiare le persone e generare insight sul modo in cui utilizzano i canali e i device e su come un contenuto possa essere utile o interessante per i suoi destinatari. Chi produce contenuto ha un fortissimo focus dal punto di vista strategico e creativo,per poter definire le strade narrative e le azioni concrete con cui realizzarlo, scegliendo i canali e le modalità più efficaci, in linea con le abitudini di chi ne fruirà. Ma non basta: la competenza nel design e dal punto di vista tecnologico diventa ancora più centrale oggi. Conoscere gli strumenti e le declinazioni che ne derivano consente di scegliere soluzioni creative che facciano leva sul tipo di utilizzo del canale.

Formato, studio del contesto e tecnologia sono tre elementi fondamentali, che, con l’aumento dei canali, degli schermi e dei device, diventano ancora più importanti per chiunque desideri creare contenuto rilevante per una community. Le combinazioni tra questi fattori sono quasi infinite e non possono essere ignorate: sono tra i fattori principali che influenzano la visibilità e la condivisione.

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Thank God We Are Social #220

di Alessandra Tiritiello

Appena rientrati dalle vacanze? Tranquilli, ci pensiamo noi con questo nuovo appuntamento del TGWAS a darvi qualche spunto social per riprendere alla grande le vostre attività di routine. Oggi parliamo di app e community social che si dedicano al benessere del corpo e della mente.

Pact: un patto con te stesso

Partiamo subito con l’app Pact che potrebbe rivoluzionarvi la vita e farvi ottenere premi in denaro se si stringe un patto con se stessi e con la sua community: allenarsi e stare a dieta. C’è un ma, se si salta un giorno tocca pagare! La vera rivoluzione è la sua community che ha la funzione di “controllare” le fotografie dei cibi postate a dimostrazione della dieta seguita e per valutarne la salubrità.

Im2Calories vi fa i conti nel piatto

Siccome siamo quasi sicuri che siete tra quelli che condividono foto artistiche di cibi su Instagram, vi segnaliamo che è in arrivo Im2Calories, nuova app di Google sviluppata da DeepMind. Al momento non è ancora disponibile e risulta in fase di miglioramento, ma pare che questa sarà in grado di calcolare accuratamente le calorie del piatto che stiamo per divorare attraverso la fotografia postata sul social. Inoltre si dice anche che l’app avrà la funzionalità di comunicare all’utente quanta attività fisica si necessita per smaltire le calorie, non si esclude che questi dati potranno poi essere implementati come valore aggiunto in app salutistiche già presenti sui nostri smartphone incrociandoli con quelli delle nostre sessioni di fitness.

L’app Sleep Better che vi aiuta a smaltire il jet lag

Per chi durante queste vacanze non si è risparmiato e ha affrontato viaggi impegnativi segnaliamo l’app Sleep Better di Runtastic che monitora la qualità e le fasi del sonno. Inoltre, impostando la smart alarm lo smartphone è in grado di svegliare l’utente al momento più opportuno analizzato il ciclo del riposo. Per i più romantici c’è anche l’opzione “diario dei sogni” con la statistica dei sogni più ricorrenti. Ovviamente c’è anche un risvolto social, infatti è possibile condividere queste informazioni su Facebook e Twitter o nella privacy di WhatsApp.

#Yogachallenge o Yoga in ufficio

Se invece vi siete riposati e siete pronti a nuove sfide #Yogachallenge fa per voi! Ogni mese la community dello Yoga su Instagram (composta da insegnanti di professione e semplici allievi, per gli amici “yogini”) propone sfide a colpi di Asana, ovvero le posizioni della disciplina Hata Yoga. Non si vince nulla, se non i like della community sempre più numerosa. Si stima infatti che nell’ultimo anno sono state postate circa 1.130.000 fotografie su Instagram e circa 23.000 tweet con hashtag #Yogachallenge.

Yoga Challenge

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo sappiamo, il tempo è poco e il lavoro è tanto, ma prendersi cura di sé è importante. C’è chi non rinuncia nemmeno in ufficio, infatti stando a un nostro monitoraggio si rileva nell’ultimo anno un aumento del ben 121% di tweet in cui si cita il binomio “Yoga” e “office”. Insomma, è necessario disconnettersi per riconnettersi.

Sia che vogliate allenarvi per lo #Yogachallenge, sia che non vediate l’ora di tornare alla scrivania per cimentarvi nello “Yoga in ufficio” vi lasciamo con due link di vere professioniste della disciplina: Rachel Brathen (alias @yoga_girl) e Laura Sykora (@laurasykora) famose per la loro estrema flessibilità e per le loro posizioni Asana fotografate praticamente ovunque.

Non vi rimane che procurarvi un tappetino!

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