Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.
Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.Abbiamo già aiutato brand come Sky, Henkel, BNL Gruppo BNP Paribas, Mondelēz, Barilla, Lavazza, adidas e BIC.

Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 3655 1868.

Thank God We Are Social #195

di Simone Ballo

When Saturday comes, Tg Was comes! Come ogni sabato tornano le notizie e le curiosità sul mondo social, l’edizione numero 195 si concentra sul fenomeno #TheDress, sull’imminente uscita del nuovo Samsung Galaxy e sulla possibilità di un abbinamento Facebook/Whatsapp ancora più coeso.

I social network ci hanno abituato a creare tendenze che possono raggiungere livelli mondiali. Mancava all’appello quella del “vestito” ma d’ora in poi possiamo ritenere spuntato anche questo argomento. Una ragazza su Tumblr ha chiesto ai propri followers di quale colore fosse il vestito postato in una sua foto. In teoria l’abito dovrebbe essere a righe orizzontali bianche e oro, ma numerosi hanno affermato con certezza che i colori del vestito fossero invece il nero e il blu. O il contrario. Chi lo sa?
È nato così un polverone di parole su quale fosse il reale aspetto cromatico del vestito e su tutti i social si sono scatenate le discussioni. #TheDress ha raggiunto in poche ore le prime posizioni di TT su Twitter: anche star affermate di livello mondiale come Taylor Swift e Kim Kardashian si sono espresse sulla questione.

La realtà dei fatti sarebbe che, a seconda dell’ora del giorno in cui ci troviamo, la percezione cambia in quanto avviene una distorsione cromatica dell’asse di luce. Per questo motivo il colore del vestito non è facilmente identificabile. Nelle ore notturne dovrebbe risaltare il blu e nero, mentre per le persone che lo vedono in giornata è più facile che l’impressione cromatica sia bianco e oro.

Ovviamente in molti hanno colto la palla al balzo per ironizzare sulla questione di #TheDress, come ad esempio PlayStation Australia e Samsung. E altri brand più… particolari.

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Proprio Samsung sta caricando l’attesa per la presentazione del nuovo Galaxy s6. Su Twitter è ormai partita la campagna ‪#TheNextGalaxy per promuovere il nuovo prodotto della casa coreana e numerosi sono i post che mettono pepe all’attesa.
Il competitor numero 1 dell’iPhone sarà in vendita dal 10 aprile ma i clienti potranno effettuare le preordinazioni del prodotto già a partire dal 15 marzo. Il conto alla rovescia è cominciato e Samsung ha stimolato il countdown con un video teaser che suggerisce che il metallo liquido sarà l’elemento chiave del nuovo smartphone.

Facebook e Whatsapp potrebbero presto avere una login comune. Sembra infatti siano in corso i primi test per effettuare il login a Whatsapp anche con Facebook bypassando la procedura di attivazione via SMS.

Se i rumors trovassero conferma si creerebbe il più grande raccoglitore di dati di informazioni mai esistito (1 miliardo e trecento milioni di utenti attivi di Facebook e i 700 milioni di WhatsApp). Inoltre il web marketing avrebbe la possibilità di migliorare sempre di più lo studio dell’utente e di ampliare la promozione di prodotti e servizi.

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Non resta che rinnovare l’appuntamento al prossimo sabato, augurando a tutti un buon weekend: bianco-oro o nero-blu che sia!

Mercoledì Social #255

di Luca Della Dora in News

Come non iniziare questo Mercoledì Social parlando della notte degli Oscar? Semplice, parlando di Instagram, ad esempio.
A parte gli scherzi, ben ritrovati con il nostro appuntamento settimanale dedicato alle notizie più interessanti legate al marketing, alla comunicazione e ai social media. Iniziamo subito (e sì, parleremo anche di Oscar).

Instagram: tutti i numeri che vi servono (e alcuni consigli utili)

300 milioni di utenti attivi ogni mese, +70 milioni di contenuti (tra foto e video) pubblicati e +2.5 miliardi di Like ogni giorno, per un totale di +30 miliardi di foto condivise dal 2010 a oggi: sono solo alcuni dei numeri condivisi da SalesForce attraverso quest’infografica, che racconta lo stato attuale di Instagram, evidenziando anche come i brand possono sfruttare al meglio la piattaforma.

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Emerge, ad esempio, che i Millennials – in Canada – tendono a ricordare di più i contenuti condivisi dall’account Instagram di un brand, piuttosto che uno spot TV, o che il 28.2% degli utenti Instagram (sempre canadesi) ha acquistato un prodotto dopo averlo visto sulla piattaforma, durante gli ultimi 6 mesi.

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Qui l’infografica completa, dal blog di SalesForce.

Scegli la stanza su Instagram, e prenotala (da Instagram)

E dopo aver osservato alcuni dati relativi al suo utilizzo, ecco un caso interessante di come un brand ha saputo sfruttare l’elemento ispirazionaletipico di Instagram - e renderlo efficace per fini di business: Conrad Hotels & Resortsdi Hilton WorldWide – offre alle persone la possibilità di prenotare la propria stanza (scegliendo tra i 24 hotel a disposizione).

Il funzionamento è molto semplice: dal link presente nel profilo Instagram di Conrad Hotels & Resorts si accede a una schermata in cui sono presenti le stanze suggerite, ma anche tutte quelle per cui è stata espressa la propria preferenza attraverso un Like su Instagram (la tecnologia sfruttata, in questo caso, è Like2Buy di Curalate).

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Qui la dashboard che permette di prenotare partendo da Instagram.

#LFW: Burberry porta i suoi follower in passerella


Per il lancio della collezione Autunno/Inverno 2015 Burberry ha offerto alle persone la possibilità di vivere più da vicino la sfilata: lunedì 23 Febbraio era infatti sufficiente menzionare @Burberry, includendo nel tweet l’hashtag #Tweetcam, per far sì che l’account rispondesse con un’immagine personalizzata che mostrasse un’anteprima della collezione stessa.

Ed ecco un esempio di tweet di risposta:

Burberry ha anche creato uno live streaming dell’evento, grazie a una partnership stipulata con Line, nell’ottica di avvicinare sempre più le persone al suo mondo, permettendo loro di godere di un punto di vista speciale su un evento esclusivo come quello della #LFW.

13 milioni di persone hanno seguito gli Oscar su Twitter (in USA)


La settimana che si chiude è quella che ha visto Birdman trionfare all’87esima edizione degli Oscar: sappiamo molto bene che eventi di questo tipo sono un’occasione di conversazione che i brand difficilmente si lasciano sfuggire, anche per l’enorme volume di interazioni che si sviluppano.

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Nielsen ha dichiarato che quest’anno sono stati circa 13 milioni le persone che hanno seguito la Notte degli Oscar via Twitter: si tratta di un decremento del 6.5% rispetto all’anno scorso. Si potrebbe pensare che Twitter stia perdendo appeal da questo punto di vista, o che le persone stiano smettendo di commentare gli show televisivi in questo modo. È esattamente il contrario: il volume di tweet è sì diminuito del 6.5%, ma il numero di spettatori in TV è stato del 16% per inferiore rispetto al 2014.

Questo dato ci dice qualcosa di molto chiaro: le persone che usano Twitter sono molto più propense a seguire show (come gli Oscar) rispetto al resto degli americani (i dati rilevati sono infatti relativi agli USA).

C’è anche da considerare quello che potremmo chiamare “Ellen Selfie Effect”: il famoso selfie dell’anno scorso ha contribuito alle +3.3 miliardi di impression dell’edizione, e quest’anno non c’è stato un momento paragonabile, e – di conseguenza - i numeri rilevati non sono stati influenzati da questo punto di vista.

E con alcuni dei momenti più divertenti e interessanti condivisi su Twitter e Vine vi diamo appuntamento alla prossima settimana con il prossimo Mercoledì Social.

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Thank God We Are Social #194

di Luca Orioli

Buona settimana di Carnevale a tutti! Se vi trovate qui probabilmente siete già a conoscenza del fatto che il sabato è sinonimo di TGWAS, se ancora non lo sapevate…beh, sappiate che crea dipendenza.

In attesa di avviare i preparativi per travestimenti improbabili e party in costume, mettetevi comodi per leggere questo appuntamento tutto dedicato all’evento che da domani – o forse è meglio dire da oggi – invaderà i media e i social globali: gli Oscar.

Subito una domanda a bruciapelo per testare la memoria (trovate le risposte in fondo al post):

Qual è stato il film che si è aggiudicato la statuetta per il miglior film lo scorso anno?

- The Wolf of Wall Street, regia di Martin Scorsese

- 12 anni schiavo (12 Years a Slave), regia di Steve McQueen

- Gravity, regia di Alfonso Cuarón

Miglior attore protagonista della scorsa edizione:

- Christian Bale – American Hustle – L’apparenza inganna

- Leonardo DiCaprio – The Wolf of Wall Street

- Matthew McConaughey – Dallas Buyers Club

Miglior film straniero della scorsa edizione:

- La grande bellezza, regia di Paolo Sorrentino

- Il sospetto (Jagten), regia di Thomas Vinterberg

- Omar, regia di Hany Abu-Assad

Credo che molti dovranno fare appello a Google, ma di sicuro non avete dimenticato lo scatto più celebre di Twitter risalente proprio all’edizione degli Oscar 2014:

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Ebbene sì, è già trascorso un anno dal tweet dei record postato sul canale Twitter di Ellen DeGeneres che raccoglieva in un solo selfie di gruppo la crème de la crème di Hollywood tra cui Bradley Cooper, Meryl Streep, Kevin Spacey, Julia Roberts, Brad Pitt e Jennifer Lawrence; dal 3 marzo 2014 è stato ritwittato oltre 3.3 milioni di volte.

Academy Awards – 87° edizione

Ma veniamo a noi: il 22 febbraio è il grande giorno, l’87° edizione degli Academy Awards prenderà il via. Per tutti gli appassionati di cinema, moda e lifestyle la buona notizia è che la cerimonia sarà visibile in chiaro anche in Italia, quindi tutti pronti con lo smartphone in mano per commentare in diretta la sfilata di VIP sul Red Carpet fino alle premiazioni finali. Negli Stati Uniti verrà invece trasmessa dalla ABC:

Pronostici sugli Oscar

Per gli amanti dei pronostici, il sito ufficiale degli Oscar mette a disposizione una pagina dedicata per esprimere le proprie previsioni. Ogni utente può selezionare la propria preferenza per ogni categoria e condividere la personalissima classifica dei vincitori della serata su Facebook e sfidare i propri contatti.

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La classifica dalle conversazioni su Twitter

Per rimanere in tema di previsioni, cosa accadrebbe se dovessimo consegnare le celebri statuette non sulla base dei voti della giuria bensì sulle preferenze delle persone su Twitter? Angels Fancy Dress ha creato The People’s Oscars dove poter visualizzare le statistiche riguardo l’andamento delle preferenze degli utenti su Twitter riguardanti le categorie degli Academy Awards negli ultimi 30 giorni; non vogliamo svelarvi i risultati, li potete trovare qui.

La campagna di Dove e Twitter

Il brand Dove, in partnership con Twitter, in occasione della notte degli Oscar lancerà un’iniziativa contro gli effetti dei tweet negativi all’insegna dell’autostima. La campagna chiamata #SpeakBeautiful vuole contrastare la tendenza a commentare in modo negativo l’immagine del corpo e della bellezza; si conta che l’anno scorso sono stati 5 milioni i tweet scritti da donne legati a questo tema.

Dove individuerà attraverso parole chiave i tweet negativi postati e risponderà con tweet non automatici con consigli per incoraggiare l’utilizzo di linguaggi e abitudini positivi online.

Cosa si dice su Twitter

Su Twitter si percepisce il fermento in vista del 22 febbraio e la produzione di contenuti comincia ad essere sostenuta tra i profili privati, tra quelli dei brand e quelli dei media; vediamo questi ultimi, in particolare quelli italiani, come si stanno preparando al grande evento:

Tra previsioni, presentazione delle nomination e quello che è avvenuto nelle scorse edizioni, siamo piuttosto certi che sentiremo parlare parecchio dei prossimi sviluppi intorno agli Oscar.

Risultati del quiz sull’edizione 2014 degli Oscar:

- Miglior Film: 12 anni schiavo (12 Years a Slave), regia di Steve McQueen

- Miglior attore protagonista: Matthew McConaughey – Dallas Buyers Club

- Miglior film straniero della scorsa edizione: La grande bellezza, regia di Paolo Sorrentino

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Mercoledì Social #254

di Eleonora Pinat

È mercoledì, il sole splende e la primavera sembra avvicinarsi: perché non festeggiare con un bel carico di novità dal mondo dei social? Partiamo!

Gli influencer su Facebook valgono di più

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.” (G.Orwell) Ebbene sì, non siamo tutti uguali: per Facebook (e anche per i brand, ammettiamolo) gli influencer valgono di più.

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Facebook, infatti ha appena registrato un brevetto che gli permetterà di capire chi sono i trend setter. Come? Studiando se e come un utente è in grado di alzare il tasso di shareability di un contenuto. Se Chiara Ferragni condivide un contenuto branded, è probabile che molte persone interessate al tema del fashion lo posteranno a loro volta sui propri canali.

Individuare gli influencer può essere quindi molto redditizio sia per il brand, sia per Facebook che potrebbe create, a seconda del tema, un target molto specifico, molto efficiente (e molto più caro!).

 

Su Facebook sbarcano le product ads

Altra novità in casa Facebook: sono state annunciate le product ads. Per ottimizzare l’efficacia delle sue ads, Facebook infatti non si sta concentrando solo sul target, ma anche sul tipo di contenuto da mostrare a ogni utente.

Ottime notizie per tutti i brand che hanno in portafoglio più di un prodotto: da adesso potranno caricare il loro intero catalogo e creare campagne per target specifici.

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Ancora meglio, i brand possono lasciare che sia Facebook a scegliere cosa mostrare a un utente, sulla base della sua attività online. Queste funzionalità sono in fase di roll-out, ma alcuni brand come Shutterfly e Target, hanno già iniziato ad utilizzarli con ottimi risultati.

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SNKRS by Nike, la app per gli amanti delle sneakers

Probabilmente Nike si era già posta il problema di come mostrare tutti i suoi prodotti in modo social e questa app ne è la prova.

SNKRS si pone come il perfetto mix tra e-commerce e magazine, fornendo un luogo dove condividere e nutrire la propria passione per le sneakers, marcate Nike, of course!

I contenuti parlano del dietro le quinte della produzione, della cura maniacale e dei dettagli di design per i veri lovers, ma la app permette anche di seguire e lasciarsi ispirare da un particolare stile o linea, di cercare le scarpe dei nostri sogni e prenotare il paio in uscita.

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Che Nike stia tentando di creare un social network dedicato alle scarpe?

Twitter e Niche

Parlando di contenuti ed influencer, l’ultima novità di questo mercoledì è un’acquisizione in casa Twitter che ha siglato un accordo con Niche, una social marketing startup.

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Niche aggrega i creatori di contenuto e i contenuti, fornisce analytics cross-piattaforma e mette in contatto i creativi con i potenziali partner (i brand). Niche ha già collaborato da vicino con Twitter e Vine creando la campagna #BendtheRules con HP  utilizzando solo mini-video da 6 secondi.

 

Sembra solo l’inizio. Quali altre novità ci riserveranno?

Le foto su Facebook sono morte. Lunga vita alle foto su Facebook.

di Luca Della Dora in News

Come vengono consumati i contenuti dalle persone?
In che modo, e con che obiettivi, si deve esprimere il nostro brand?
Come vengono distribuiti i contenuti dalle piattaforme su cui vengono pubblicati?

Se spesso le prime due domande sono risolvibili attraverso lo studio dei comportamenti delle persone e alla comprensione dell’universo del brand, la terza questione è figlia di scelte delle piattaforme su cui i contenuti vengono pubblicati per essere poi distribuiti.

Sappiamo com’è cambiato l’algoritmo di Facebook in questi mesi, e qual è l’importanza di un sostegno media che aiuti i contenuti a raggiungere persone a cui il messaggio possa interessare veramente, ma anche che è sempre più determinante scegliere il formato più adatto per farlo.

Secondo uno studio di Socialbakers (di Aprile 2014) il 75% dei contenuti condivisi dai brand è costituito da foto: le immagini – in quel momento – garantivano il maggior coinvolgimento delle persone (l’87% del totale delle interazioni era relativo a contenuti di questo tipo).

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Facebook ha iniziato, nel frattempo, a investire sempre di più su contenuti video: pochi mesi fa – per la prima volta – il numero di visualizzazioni di video nativi su Facebook ha superato quello delle views su Youtube (l’autoplay dei video su Facebook ha, ovviamente, influito sul dato, che è comunque significativo del tipo di contenuti che le persone sono sempre più abituate a fruire e condividere).

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Zuckerberg ha dichiarato che i video su Facebook contano, ogni giorno, più di 3 miliardi di visualizzazioni.

Questo dato va letto osservando anche il tipo di contenuti video condivisi sulla piattaforma (in totale, e dalle pagine):

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Il numero di visualizzazioni è incrementato in modo così evidente perché le persone hanno iniziato a caricare sempre più spesso i propri video direttamente sulla piattaforma: da mobile è un’operazione semplice quanto caricare una foto, e l’autoplay garantisce la visibilità del contenuto, motivo per cui molti brand hanno iniziato a sfruttare la visibilità offerta dai video, e – di conseguenza – un maggior volume di interazioni.

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Un nuovo studio di Socialbakers riporta che il reach organico dei contenuti video è di 8.71%: un valore decisamente alto, se paragonato a quello di update di solo testo (5.77%), di link (5.29%) e – soprattutto – delle foto (3.37%).

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Il risultato è ancora più basso osservando pagine con più di 100.000 Like:

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Il dato non sorprende principalmente per due motivi:

Facebook sta lavorando sempre di più per favorire le views di video, testimonia una dichiarazione di Zuckerberg – di Novembre 2014 – in cui anticipava che entro 5 anni la maggior parte dei contenuti su Facebook sarebbero stati video.

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Lo studio di Socialbakers analizza il reach organico di più di 670.000 contenuti. Organico, appunto. Ma se nel 2013 era soltanto il 9% dei contenuti ad essere promosso, a fine 2014 questo valore è quasi raddoppiato (superando il 17%). E anche quando osserviamo come vengono “sponsorizzati” i contenuti, ci rendiamo conto che i video vengono favoriti: il 27% sono sostenuti da un supporto media (17% quando parliamo di foto).

Che lezione trarre da questo studio? Dobbiamo prevedere un futuro in cui i nostri newsfeed saranno popolati da video e in cui le immagini scompariranno?

Assolutamente no: sarà, piuttosto, sempre più importante individuare contenuti che sappiano rispondere alle esigenze delle persone con cui si desidera interagire, dando loro la possibilità di contribuire alla storia della marca e di pensare a un mix di contenuti che lavorino bene insieme.

Video e foto non vanno pensati come universi opposti, ma come modalità espressive differenti.

Richiedono un tipo di fruizione diversa e che sono in grado di trasmettere emozioni in modo unico: è attraverso un mix di questi due formati che si può costruire una storia completa, in grado di raggiungere l’audience in momenti specifici (ad esempio, l’esperienza video è completa se accompagnata dal suono, mentre le immagini possono essere fruite in qualsiasi momento, con meno “sforzo” da parte dell’utente).

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