Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.
Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.
Abbiamo già aiutato brand come Indesit, Cisco, Philadelphia, Milka, BNL BNP Paribas, Casio, BIC, Coin e Hotels.com. Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 3655 1868
Stamattina abbiamo letto su Corriere.it un’intervista a Marco Camisani Calzolari in cui vengono denunciate delle metodologie poco ortodosse di raccolta fan e follower su Facebook, Twitter a altri social network. Ovviamente non potevamo esimerci dal commentare una presa di posizione che, pur facendo riferimento a “servizi” reali e ben conosciuti da diverso tempo, ci ha lasciati un po’ perplessi.
Andiamo dritti al punto: affermare che “l’80% dei fan e dei follower delle aziende italiane è finto” e che “molte web agency agiscono in questo modo e tutti comprano i fan” ci sembra un atteggiamento piuttosto generalista, privo di sostanza (da dove arrivano questi dati?) e, soprattutto, svilente nei confronti di un mercato in cui diverse agenzie come la nostra lavorano secondo principi etici ben precisi (nel nostro caso elencati nel codice etico Womma).
Servizi come Letusfollow.com o Growfollowers.com esistono da diversi anni (per cui, francamente, ci sorprende un po’ il clamore di queste dichiarazioni), ma soprattutto non hanno nulla a che vedere con il ruolo delle agenzie. E non è solo una questione di etica: raccogliere fan o follower “fake” o tramite meccanismi automatici di affiliazione semplicemente non funziona. Il numero dei fan non è e non può essere l’unica metrica, ed è evidente che una community estremamente numerosa composta da profili finti o da persone completamente disinteressate non porta nessun beneificio nè ai brand, nè alle persone stesse. Il livello di engagement rappresenta un dato importante almeno quanto il numero dei fan: il social web ha rappresentato (e continua a rappresentare) una rivoluzione nel mondo della comunicazione, mettendo in evidenza il valore della conversazione, dell’interazione e dello scambio paritario tra marche e consumatori. Che tipo di interazione potremo avere con 5 milioni di fan “fantasma”?
Noi di We Are Social e, ne siamo certi, molte altre agenzie, lavoriamo sulla conversazione per far sì che marche e consumatori abbiano un dialogo reciproco interessante per entrambi, facendo leva su contenuti e operazioni capaci di portare valore all’interno di questo scambio. E vi assicuriamo che non è facile come spendere 30 dollari su un portale cinese.
Quindi capiamo la preoccupazione di Marco, ma onestamente crediamo che generalizzare un fenomeno che non riguarda affatto realtà come noi e i nostri clienti, citando dati sensazionalistici senza alcuna fonte sia quantomeno fuorviante. No?
Si tratta di uno store, simile all’Apple Store o a Google Play, dove si potranno scaricare giochi e applicazioni, sia gratuiti che a pagamento. Come dice il comunicato stampa diramato da Facebook, l’App Center diventerà per tutti gli utenti del social network il nuovo luogo in cui trovare fantastiche applicazioni come Draw, Pinterest, Spotify, Battle Pirates e Viddy. Le applicazioni ben progettate e che divertiranno gli utenti saranno esposte in evidenza, quindi gli sviluppatori dovranno rimboccarsi le maniche e sfornare app sempre più interessanti.
Ci sarà anche una versione mobile, un nuovo sistema per valutare i feedback degli utenti e tante altre novità.
Pare che il lancio vero e proprio sia imminente, noi siamo molto curiosi di provarlo!
AD professionals VS normal people
Lo stile di vita social di chi lavora nel mondo dell’AD/Marketing è lo stesso di chi fa un lavoro diverso?
Questa infografica ce lo dice chiaramente: la percentuale degli ADV professionals che un account su Instagram, Twitter, Pinterest e Spotify è molto più alta delle persone normali. Solo il 33% delle persone normali segue i brand preferiti su Twitter, contro il 92% dei marketing professionals. Voi da che parte state?
Social media is like air. It should flow through anything and everything and completely.
Non si tratta dell’espressione del leader spirituale di qualche nuovo credo che si è appassionato a Facebook. A dire che i social media sono come l’aria e dovrebbero scorrere attraverso ogni cosa è stato Shiv Singh, global head of digital for PepsiCo Beverages, durante un’intervista. Shiv ha una storia interessante, legata al marketing: prima dal punto di vista dell’agenzia, poi come autore per arrivare alla guida del team digitale di uno dei più grandi brand al mondo.
A gestire quel mondo sconfinato che PepsiCo ha scelto di etichettare “digital”, Shiv è arrivato dopo il lancio dei primi esperimenti del Pepsi Refresh Project: cioè quando Pepsi aveva mosso solo i primi passi in ambito “social media”, ma aveva già iniziato a sviluppare un approccio che va al di là della semplice promozione di un prodotto. Il progetto Pepsi Refresh, che poi è arrivato anche in Italia, si basava su un concetto molto semplice: raccogliere dalla community spunti aree di intervento per Pepsi, dove era possibile “rinfrescare” il mondo, realizzando la mission di marca in modo concreto.
Da quel momento in poi, un elemento che ha guidato le iniziative di questa marca è stata l’estensione delle proprie attività oltre la promozione del prodotto.
È forse questo il vero vantaggio dei social media: la conversazione funziona molto meglio quando è finalizzata a costruire qualcosa. Secondo questa chiave di lettura si possono interpretare molte delle azioni intraprese dalle marche sul social web (molto spesso da marche con cui abbiamo il piacere di lavorare).
Costruire qualcosa non significa necessariamente sviluppare iniziative di “responsabilità sociale”, ma semplicemente sviluppare progetti che hanno un elemento fondamentale di marketing e comunicazione, e che diventano spesso “parte del prodotto”.
Tre esempi:
La possibilità di interagire con la propria banca da un canale di comunicazione aggiuntivo e in cui passiamo buona parte del nostro tempo online, come Facebook, è un valore aggiunto del servizio offerto: un elemento che può influenzare la scelta di un brand rispetto a un’altro.
Poter suggerire a un brand come migliorare il prodotto offerto è sicuramente una caratteristica che può stimolare chi sta decidendo un acquisto, privilegiando le marche più aperte rispetto a quelle meno inclini alla conversazione. Sapere di essere ascoltati e di poter ricevere supporto con la semplicità con cui si può interagire con i propri amici è un altro aspetto che influenza positivamente una scelta.
Oltre a queste motivazioni funzionali per cui le marche che partecipano alla conversazione sono avvantaggiate, ne esiste uno emozionale: è più efficace raccontare una storia, costruire una relazione e coinvolgere dal punto di vista personale quando ci si apre a uno scambio. L’elemento emozionale della conversazione è ciò che rende i social media uno strumento di marketing e comunicazione eccellente.
In altre parole, per motivi funzionali ed emozionali, i social media sono sempre più parte del prodotto e del servizio che i brand offrono alle persone, non uno “strato” aggiuntivo, ma un approccio radicato nel modo di essere di marche e aziende: ecco perché dovranno essere ovunque, “come l’aria”.
#WeAreTwo! Già, sono due anni di WAS Italia e per questo abbiamo deciso di festeggiare come tutte le persone normali: con un hangover mattutino.
Ovviamente la situazione imbarazzante in cui mi trovo è dettata dalla fantastica festa che si è tenuta al Rocket ieri sera, dove i 3 managing partner (2 e un pezzettino in realtà), si sono esibiti live destreggiandosi tra melodie punk e non.
Potrei scrivere per ore, narrarvi gesta straordinarie ispirate dall’amico Bacco, ma come dice il saggio, un’immagine, anzi tante immagini valgono più di mille parole.
Ecco a voi il report fotografico di #wearetwo:
La serata inizia alla grande, neanche il tempo di bere e partono le prime sciocchezze.
Il vero uomo si sente a proprio agio anche quando sembra un viados e in WAS è pieno di veri uomini, voi chi preferite? La bimba rumena, La chubby pazza o l’esotica?
Qualche foto a caso della performance canora! Notate nulla sullo sfondo?
La folla è in delirio! È anche il fotografo vista la qualità dell’immagine
Sono in possesso anche di un video che potrebbe essere imbarazzante, quindi lascio stare, ma chiudo questo sabato pazzeriello con un video dedica lacrimoso a tutti, perché we are not two, we are one!
Per avere altre info sulla serata o vedere in che condizioni eravamo ridotti seguite e cercate #wearetwo su Twitter!
Ciao a tutti amici del mercoledì social, in questo consueto appuntamento con tutte le novità che riguardano il mondo dei social media e non solo, vi proponiamo alcune iniziative e info interessanti che offrono ai brand un valido spunto su cui riflettere.
Buona lettura
Fashion Like
Fusioni di mondi in Brasile. Un famosa catena d’abbigliamento “C&A” ha deciso di rendere più “social” le grucce di uno dei suoi store in un centro commerciale brasiliano. L’iniziativa consiste nell’applicazione di un display luminoso sulle grucce che segna in tempo reale il numero di like che il capo d’abbigliamento ha totalizzato sulla pagina facebook dedicata al brand, “Legal”!
Fashion Like da la possibilità alle persone di scegliere il capo più popolare e ai brand l’opportunità di fondere il mondo online con quello offline. Intanto l’effettivo impatto che la campagna avrà sulle vendite e la connessione tra like e numero di acquisti è tutta da scoprire
E voi vi fareste influenzare dai like comprando il capo più popolare per essere trendy o il meno cliccato per sentirvi esclusivi?
Mein Burger
Forse non lo sapevate ma McDonald’s compie 40 anni, ebbene gli anni passano per tutti. Per l’occasione, in Germania, la catena di fast food tra le più famose al mondo ha realizzato un campagna basata sul crowdsourcing: “Mein Burger“ (questo il nome dell’iniziativa) dando la possibilità agli utenti di definire, votare e condividere online il proprio panino ideale.
Il crowdsourcing sembra funzionare molto bene quando applicato a un oggetto di condivisione come il panino. Vi abbiamo raccontato qualche qualche tempo fa l’iniziativa che abbiamo sviluppato con il nostro cliente Kraft in Italia: “The Social Sandwich” di Philadelphia, in cui diverse squadre composte da esperti di comunicazione, design e, ovviamente, cucina, lavorando insieme alle proprie community, hanno ideato il primo “panino social” della storia coinvolgendo direttamente la community attraverso i social media preferiti.
Quando usiamo smartphone e tablet?
Per finire un’infografica di Carlos Monteiro che ci mostra la differenza nell’uso che i consumatori fanno di tablet e smartphone dando uno spunto ai Brand su come comportarsi per le campagne di adv.
A quanto pare, gli smartphone, usati maggiormente quando si viaggia o si è in giro per negozi, vengono usati di più per attività veloci come connettersi online, inviare email, scrivere piccoli messaggi di testo, fare un veloce giro sui propri profili social o cercare mappe e direzioni, tale utilizzo suggerisce la proposizione di adv di breve durata.
I tablet invece, usati di più in casa, ad esempio in camera da letto o nel salotto, vengono preferiti per attività durature con una fruizione più lunga dei media definendo un contesto in cui i consumatori sono maggiormente predisposti verso adv più lunghi.
Queste indicazioni possono dare ai brand lo spunto da cui partire per comunicare al meglio con i propri consumatori.
Come ogni mese vi proponiamo le statistiche aggiornate di SocialBakers riguardo l’andamento delle principali Facebook page in Italia. A partire dallo scorso report (migliori pagine del primo trimestre 2012) è stata introdotta una nuova metrica, l’engagement rate giornaliero, come vedrete dominato (numericamente) ad aprile dal mercato automotive.
Qualche settimana l’acquisizione di Instagram da parte di Facebook è stato il tema più discusso tra chi si interessa di social media. La notizia è stata sorprendente per molti, soprattutto alla luce della cifra investita, ma in realtà rappresenta solo uno degli ultimi sviluppi in ambito “visivo” del social web.
Instagram è tra i principali social network “mobile” per la condivisione di immagini e i numeri (sintetizzati in questo interessante infographic) lo confermano. Ma l’evoluzione “visiva” dei social media e della conversazione non è solo nella diffusione di Instagram: ci sono tre tendenze molto importanti da considerare per le marche.
I canali social si stanno evolvendo dando più peso alle immagini:
Facebook ha lanciato il formato “Timeline” sostituendo le vecchie immagini profilo e la visualizzazione delle Facebook Page analoga, con un nuovo modello di interazione che mette in primo piano l’aspetto visivo della conversazione. In particolare le immagini legate agli amici e ai propri gruppi di conoscenze e amicizie più strette stimolano maggiormente l’attenzione di chi partecipa alla conversazione sulle Facebook Page, come è possibile vedere da un esperimento di “Eye Tracking” condotto Mashable. Una gran parte dei cambiamenti (anche contenuti, ma continui) di Facebook è legato all’impatto visivo;
Twitter ha introdotto da qualche mese un nuovo design che incorpora direttamente nei tweet i video e le immagini, privilegiando la condivisione degli elementi visivi
Gli utenti ricercano in modo sempre più consistente forme di interazione basate su immagini: sono sempre più rilevanti i canali social che consentono la condivisione di immagini (non solo la creazione), tra cui Pinterest (molto rilevante, anche dopo la fase di boost iniziale, in cui si è verificata una crescita molto più forte). L’importanza delle immagini è uno degli ingredienti alla base del recente consolidamento del successo di Tumblr;
I brand stanno integrando nella conversazione elementi di interazione visiva. Nuovi esperimenti, come quello recente di Rovio, che permette di giocare a Angry Birds direttamente nella Timeline dimostrano le enormi possibilità in fase di sviluppo. Numerose marche (alcune insieme a noi) stanno sviluppando modalità di interazione con le persone basate su immagini e video. I brand che hanno più successo in questo senso sono quelli che integrano l’aspetto visivo in una conversazione, in uno scambio, anziché limitarlo a un’interazione fine a sé stessa;
Seguire l’evoluzione dell’aspetto visivo del social web è sempre più rilevante per le marche: è molto importante però contestualizzarlo sempre all’interno di una conversazione tra persone e brand, come elemento che facilita lo scambio e lo rafforza.
Ciao a tutti, ecco l’appuntamento settimanale con il nostro Thank God We Are Social! Per voi una carrellata di novità social accuratamente scovate nel web di cui non potete fare a meno.
Partiamo dalla prima: se vi diciamo Dream:On cosa vi viene in mente? Qualcuno penserà agli Aerosmith, a qualcun altro sovverrà il noto successo dei Depeche Mode. Ebbene, dimenticate entrambi i gruppi appena citati perché questo è un blog che parla di iniziative social e, di musica, ahimé, discuteremo un’altra volta. Il Dream:On in questione è un’App per iPhone, iPod e iPad che vi permette di scegliere la melodia perfetta per accompagnare i vostri sogni. Funziona in questo modo: voi indicate il tipo di sogno che vorreste fare e l’orario in cui vorreste essere svegliati, appoggiate il vostro fantastico device Apple sul letto (ricordate che dev’essere quello su cui dormite) e l’App creerà il ”soundscape” ideale per favorire il sogno pre-selezionato. Dream:On modulerà l’altezza del volume sull’intensità dei vostri movimenti per evitare di svegliarvi e al mattino, semmai doveste ricordare chi vi è venuto a trovare in fase REM, vi invita a taggare amici e parenti su Facebook per raccontargli quanto belli eravate nel giardino dell’Eden. Noi pensiamo che sia da provare… attenti solo al sogno da designare se il giorno dopo avete intenzione di condividerlo con la community
Seconda novità imperdibile: Gnammo, the Social Eating Network. Immaginate di essere in una città a voi ignota e di aver voglia di dividere la tavola con qualcuno, meglio se sconosciuto per scambiare due chiacchiere interessanti, piuttosto che buttarvi in una trattoria qualsiasi su tristi tovagliette di carta. Questa innovativa start-up, presentata anche durante l’ultimo Salone del Mobile di Milano, vi connette in modo divertente con cuochi e mangiatori del luogo in cui vi trovate! Il primo step è iscriversi sul sito www.gnammo.com e diventare uno Gnammer. In questo modo si riceve l’invito a partecipare agli eventi di lancio della propria città e si potranno poi cercare tutti gli avvenimenti (cene, pranzi, brunch) dei posti in cui vi imbattete. L’altrà possibilità è quella di proporsi come Cuoco, ovvero come utente che mette a disposizione i propri fornelli per condividere la propria passione e le proprie abilità con degli sconosciuti mangioni. Entrambi ricevono un feedback dalle persone con cui si sono relazionati: i mangioni dando un voto alla cucina del Cuoco e lo chef alla cordialità dei suoi commensali, creando in questo modo una classifica di persone affidabili e piacevoli con cui cenare in futuro. Non occorre essere dei professionisti in nessuno dei due casi, ma vi rammentiamo comunque un po’ di pietà nel caso in cui non siate esattamente dei maestri di nouvelle cuisine!
Infine, ecco una carrellata di gif da urlo raccolte da Mashable che fanno il verso nientepopodimenoche al presidente degli Stati Uniti! Obama che entra al Summit sulla Sicurezza Nucleare in Corea del Sud su uno skateboard, Obama che balla con Ellen Degeneres durante il suo show (magari hanno ballato davvero insieme), ma soprattutto Obama protagonista di un rifacimento della sigla del telefilm più bello di tutti i tempi, Willy il principe di Bel-Air, rappando a tempo con la faccia fuori dal taxi. Quando si dice Love at first sight!
Vi aspettiamo mercoledì su questi schermi per il nostro amato Mercoledì Social. Buon weekend readers!
È stata appena presentata una ricerca di Demoskopea e comScore sui trend emergenti dell’universo digitale in Italia. All’interno di questo studio vi sono ovviamente parecchi risvolti “social” e non potevamo certo esimerci dal sottoporvi le nostre osservazioni in merito, come sempre “fresche di giornata”.
Giusto per darvi una panoramica su quanto sta succedendo in Italia: i canali social hanno raggiunto ormai 27 milioni di utenti, pari al 94% della popolazione online.
Ma chi sono i protagonisti della scena? E per quali ragioni?
Facebook è sicuramente il leader in termini di penetrazione sulla popolazione online:
Vi si passa 1/3 del tempo totale speso online
Per il 50% degli utenti è il sito visitato per primo durante la propria sessione di navigazione
Il dato più interessante però è relativo all’audience di Facebook: rispetto al passato, questo canale social sta abbracciando sempre di più anche la popolazione più adulta; 1/3 dei visitatori del canale ha infatti più di 45 anni, mentre gli over 55 sono aumentati del 15%. Questi trend sono ancora più evidenti se si guardano gli accessi a Facebook mediante Smarthpone: aumentano del 144% gli accessi dei 45-54 enni, +130% per quelli degli over 55.
Facebook si conferma pertanto come canale social fortemente strategico e che andrebbe presidiato anche dai brand che hanno un target meno giovane.
Aldilà di Facebook, che spicca sempre grazie alla sua forte penetrazione, è in realtà Twitter a mostrare il potenziale maggiore, nell’ultimo anno il numero di visitatori unici al canale è infatti triplicato e un utente su 10 frequenta il canale.
E’ interessante notare inoltre che la visita media di un utente su Twitter dura circa 3 minuti e questo vale sia per gli utenti più giovani che per gli adulti.
Da questi dati si evince che Twitter è certamente diventato un canale sul quale i brand dovrebbero focalizzare la loro attenzione, ma per poterlo presidiare non basta che il brand “ci sia”, occorre invece che il brand sappia farsi sentire mediante un’attività costante e pianificata, in modo da riuscire a catturare l’attenzione degli utenti, anche nel nel breve periodo di tempo che viene dedicato alla consultazione del canale.
Un altro grande protagonista del mondo digitale è senza dubbio lo Smartphone, il quale ha ovviamente un forte impatto sulla frequenza e la modalità di fruizione dei canali social:
Circa il 50% degli italiani muniti di cellulare possiede uno Smartphone e il consumo di Mobile Media è cresciuto del 26% rispetto all’anno scorso
Facebook si riconferma il leader poichè è il social network al quale si accede di più mediante Smartphone (67%)
Altro dato interessante è il trend positivo mostrato dal target femminile (si registra +43% di donne che usano Smartphone)
Grazie agli Smartphone aumentano ulteriormente per i brand le possibilità di comunicare in modo diretto ed efficace col proprio target: più del 60% di coloro che accedono ai social network da Smartphone, leggono infatti i post dei brand e cliccano sui link che portano ai siti dei brand stessi (almeno una volta alla settimana). Si riconferma comunque cruciale il ruolo di amici e conoscenti nella diffusione delle informazioni: i post delle persone conosciute personalmente vengono infatti letti tutti i giorni dal 50% degli utilizzatori di Smartphone. Ogni azienda/brand dovrebbe quindi cercare di porsi sui social media come “essere umano”, sviluppando contatti personali con gli utenti, avvalendosi di attività di Research & Insight per individuare e coinvolgere le persone in target e in grado di incrementare il reach delle comunicazioni e delle attività proposte.
Ultimi, ma non meno importanti: anche i video online possono ormai essere definiti come dei veri e propri generatori di traffico “social”: 1 spettatore su 3 infatti commenta i video online, 1 su 2 è solito condividere video, mentre 2 utenti su 5 sono soliti caricare video sulla rete.
Come ogni mercoledì continua il nostro consueto rendez-vous con le ultime news dal mondo dei social media.
In una settimana carica di attesa per l’ormai prossimo Facebook IPO, vi parleremo delle novità sui Facebook real-time Insights, del lancio di Google Video Adwords, degli ultimi studi sul rapporto numero di fan/engagement, della non confermata premium version di Twitter e concluderemo con il boom del mobile gaming in europa.
Ma procediamo con ordine:
Facebook real-time Insights:
Annunciati il 29 febbraio alla Facebook Marketing Conference, i Facebook real-time insights per molte brand page sono ormai diventati realtà. In verità gli aggiornamenti non sono ancora disponibili in tempo reale, ma occorrono appena 15 minuti per scoprire i primi dati relativi alle vostre brand page.
Vediamo i più interessanti (e utili al community management) nel dettaglio:
Stories/Storytellers
Page storytellers: Numero di utenti che condividono storie che riguardano la vostra pagina.
Post stories: Numero di storie generate dal post pubblicato dalla vostra pagina.
Post storytellers: Numero di utenti che condividono contenuti che riguardano un post pubblicato sulla vostra pagina.
Impressions
Post impressions: Numero di visualizzazioni totali del post
Post impressions unique: Numero di persone che hanno visualizzato il post.
Post impressions paid: Numero di visualizzazioni totali del post in un ad od all’interno di una sponsored story
Post impressions paid unique: Numero di persone che hanno visualizzato il post in un ad od all’interno di una sponsored story
Post impressions organic: Numero di visualizzazioni “naturali” del post (all’interno del news feed o sulla bacheca)
Post impressions viral: Numero di visualizzazioni totali del post generate da un’interazione di un amico.
Post impressions by story type: Numero di visualizzazioni raggiunte grazie ad una storia pubblicata da un amico della persona che ha interagito con il post (like, commento, condivisione)
Post consumptions: Numero di click degli utenti raccolti dal post senza generare una storia.
Post consumptions unique: Numero di persone che hanno cliccato sul post senza generare una storia.
Post engaged users: Numero di persone che hanno cliccato in qualunque punto all’interno del post
Negative Feedback
Post negative feedback: Numero di azioni negative generate dal post.
Post negative feedback by type: Numero di azioni negative generate dal post, suddivise per tipologia (nascondi, nascondi tutto, non mi piace più, segnala spam)
Google AdWords for Video
BigG ha finalmente messo a disposizione a tutti il programma Adwords for Video, dopo circa sette mesi di test con un numero ristretto di aziende selezionate.
Un’opportunità davvero interessante per tutte le piccole-medie imprese in cerca di visibilità che ora potranno utilizzare questa piattaforma di video adv duttile ed efficace.
Come con gli Adwords per la ricerca sul web, su Youtube sarà quindi possibile far visualizzare video sponsorizzati prima dei risultati naturali della ricerca video, scegliendo specificatamente il target della campagna e pagando esclusivamente per ogni video visionato.
Le potenzialità da sfruttare sono davvero interessanti, soprattutto dal punto di vista della segmentazione del target: difatti Google ha riunito i profili Youtube a quelli di Google Plus e Gmail, creando un database ricco, completo e dettagliato a disposizione dell’inserzionista.
Un universo di 800 milioni di spettatori mensili ai quali far visualizzare i propri contenuti, selezionati in base ai dati demografici ed agli interessi, ottimizzando l’investimento, pagando a visualizzazione completata e monitorando in tempo reale l’andamento della campagna.
Sarà finalmente la svolta decisiva per la tanto ricercata monetizzazione del più celebre e diffuso hub video della storia del web?
Tutti gli indizi ci fan pensare di si.
Engagement e numero di fan
Un recente studio di SocialBakers ha analizzato il rapporto tra il numero di fan di una Facebook Brand Page ed il grado di engagement della community, facendo emergere spunti davvero interessanti su come e quanto gli utenti interagiscono con i top brand, suddivisi per industry.
Questa speciale chart delinea un rapporto spesso discordante tra il numero di fan ed il livello di interazioni sulla pagina; ad esempio i brand FMCG nutrono grande seguito su Facebook, raccogliendo un grande numero numero di fan, grazie a brand come Coca-Cola, Red Bull, Oreo Pringles e Skittles, ma se ordiniamo questa speciale classifica per livello di interazioni, vediamo che i brand FMCG scivolano all’ultimo posto, scavalcati da tutte le altre categorie in esame.
I brand con il livello più alto di engagement appartengono alla categoria Automotive, con Renault ZE (15k fan) al primo posto. Una community piccola ma davvero attiva, che condivide, commenta e mette “mi piace” a contenuti che toccano tematiche riguardanti i prodotti ma non solo, come eventi, sondaggi e contenuti user generated. Una spinta dal basso al messaggio veicolato dal Brand che aiuta la comunicazione con un alto livello di credibilità ed efficacia.
L’importanza del livello di engagement sui social media è rimarcata anche da un altro studio sul world of mouth, attivato da Nielsen.
Nel processo decisionale che porta all’acquisto di un bene, l’influenza della rete personale sviluppata sui social network svolge un ruolo sempre più decisivo.
L’efficacia delle opinioni e dei consigli postati online è oggi come non mai di gran lunga maggiore rispetto ad altre fonti d’informazione, come TV, giornali, adv (anche digital); una buona strategia sulla conversazione online diventa quindi fondamentale per arrivare al target ed ottimizzare gli investimenti.
Twitter Premium Account
Twitter non conferma ma non smentisce.
Dalle ultime dichiarazioni di Dick Costolo, CEO di Twitter, ma non si esclude la possibilità di creare in futuro account premium a pagamento per gli utenti pro.
La piattaforma di microblogging nata nel 2006 a San Francisco, che ormai conta più di 300 milioni di iscritti, sembra intenzionata a mettere a disposizione delle aziende e di potenziali clienti business una versione più sviluppata, con opzioni di geolocalizzazione e strumenti di analytics. Interpellato sull’argomento, Dick Costolo risponde che una versione a pagamento sarebbe una “ragionevole aspettativa”per usufruire di tali benefits; dal suo account allo stesso tempo prende le distanze ma lascia aperta questa possibilità.
e voi, quale funzione vorreste trovare in una versione premium di twitter?
Mobile Gamers
Un’ulteriore crescita esponenziale negli ultimi mesi sta coinvolgendo in Europa un’area da sempre dinamica ed in evoluzione, il mobile gaming.
Nei 3 mesi che hanno preceduto febbraio 2012 difatti, in UK, Germania, Francia, Italia e Spagna, il numero di utenti che abitualmente gioca via mobile è cresciuto di quasi il 55% arrivando a coinvolgere quasi 46,4 milioni di possessori di smartphone (circa il 42% del totale). Il più grande mercato in ascesa sembra essere UK, con oltre 14,2 milioni di mobile gamers e una percentuale sul totale del 52%.
Un trend in forte crescita che suggerisce nuove e stimolanti opportunità per i brand di rivolgersi ad un target che, come Angry Birds insegna, è sempre più mainstream.