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Twitter cresce. E cambia un po’.

by Stefano Maggi in News il 1 aprile 2010 alle 13:11

Due giorni fa, Twitter ha annunciato il test per una nuova home page.  Questa novità è importante: ci aiuta a capire come il social network si vuole posizionare, presentandosi a chi ancora non è iscritto.

Twitter è cambiato molto negli ultimi due anni. E ha cambiato 3 home page (se consideriamo anche questo test). Per ogni home page possiamo definire un focus principale, una caratteristica in evidenza e il posizionamento che il social network vuole comunicare.

Prima versione

Prima home page Twitter

  • Focus: presentare il servizio come uno scambio di aggiornamenti di stato. Risposte alla domanda “cosa stai facendo?”;
  • Caratteristica in evidenza: La semplicità. La volontà di evidenziarne la semplicità, complica paradossalmente la presentazione: video, numerose descrizioni e diversi esempi;
  • Posizionamento: Servizio per rimanere connessi ai propri amici rispondendo alla domanda “cosa stai facendo?”;

Seconda versione

Seconda home page Twitter

  • Focus: La condivisione a livello mondiale e l’aggiornamento sulle tendenze del momento;
  • Caratteristica in evidenza: La ricerca in tempo reale di discussioni rilevanti;
  • Posizionamento: Twitter è il polso del mondo;

Terza versione

Terza home page Twitter

  • Focus: Le persone. Twitter pone in primo piano le persone più in vista, evidenziando la propria natura “mainstream”. Twitter è usato da molti e vuole farlo sapere a tutti;
  • Caratteristica in evidenza: I personaggi più rilevanti, le persone;
  • Posizionamento: Twitter è il luogo dove rimanere connessi con i propri amici e con un mondo fatto di amici, brand, autorità e “VIP”;

L’evoluzione delle home page quindi sottolinea come Twitter sia cambiato: da un servizio di scambio di status update, al “polso del mondo”, a un social network mondiale immediato, umano e personale.

C’è chi ritiene che Twitter si stia orientando invece sempre di più al broadcasting rispetto alla conversazione. Mack Collier ne parla in un post molto interessante.

Non credo che stia cambiando il comportamento di chi usa Twitter, ma piuttosto che la crescita del social network sia dovuta a numerose iscrizioni, anche da parte di un pubblico più “mainstream” e quindi più ricco di “spectators” (fruitori di contenuto) che di “critics” o “creators” (commentatori o creatori di contenuto).

Voi cosa ne pensate? Sta cambiando il comportamento degli attuali utenti Twitter o si iscrivono nuovi utenti che hanno abitudini diverse?

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  • Usando TweetDeck di solito scelgo se fare un retweet modificandolo oppure se mantenere il testo originale. Certo, nel secondo caso faccio più da broadcaster che altro ma secondo me non è un male, dipende come sempre dall'uso che se ne fa: a volte un retweet al volo è ciò che serve per spargere al voce su un'informazione che si ritiene importante o interessante, a volte aggiungerci del contenuto consente di avere del reale valore aggiunto.

    Io, personalmente, uso poco twitter per discutere direttamente con i contatti, ma è un approccio del tutto personale e di preferenza, per le discussioni, di altri canali comunicativi. Forse anche perchè non uso twitter dagli esordi, quando dire "sto facendo questo" probabilmente era un input più deciso verso l'instaurarsi di una discussione. Sempre che quello che si stava facendo interessasse a qualcuno, ovvio :-)

    Uso twitter per lo più per condividere, ci tengo a sottolinearlo, informazioni e contenuti. Se dalla condivisione nasce un discorso sarà ottimo, se resterà sul piano della semplice segnalazione sarà altrettanto buono. L'importante, a mio parere, è condividere qualcosa che potenzialmente possa interessare agli altri. Troppe volte vedo invece un uso autoreferenziale o di input casuale, tanto per mantenere costante il flusso di dati che però, alla fine dei conti, rischia di interessare poco a tutti.

    La costanza del flusso è e resta un valore fintanto che - per realizzarla - non sono costretto a mandare in circolo notizie e concetti inutili. A quel punto meglio un flusso più lento, con meno contenuti, ma di qualità. La mole di informazioni online ormai è abbondante, per non dire sovrabbondante, forse adesso è interessante per ognuno di noi riuscire a filtrare i dati in modo efficiente per analizzare solo ciò che interessa veramente.
  • Uno degli aspetti più belli di Twitter secondo me è che non c'è un modo giusto di utilizzarlo. Sono perfettamente d'accordo con te: ha un valore enorme condividere anche nei casi in cui non dai vita a una conversazione.

    Il ReTweet tradizionale non è migliore di quello nuovo, offre delle possibilità diverse, hai ragione.

    Per quanto riguarda il livello di conversazione, molto spesso è indispensabile usare dei filtri. Con tweetdeck / hootsuite del caso raramente riesco a seguire lo "stream" di tutti, ma utilizzo delle colonne con liste o ricerche che mi aiutano a non perdermi quelle informazioni a cui generalmente sono più interessato.

    Quindi cambia il modo di usarlo non solo nella fase di creazione di contenuto, ma anche in quella di ascolto.

    Quindi ricapitolando, i fattori sono:
    . attitudine dei singoli a creare, condividere o solo leggere contenuti social
    . "crescita" e cambiamento di comportamento fisiologica del singolo utente
    . "contaminazione" da parte dei nuovi utenti che lo usano in maniera diversa
    . ingresso di un audience più mainstream e quindi aumento del livello ci spectators (contro i creators)

    Twitter continua a essere un ottimo strumento per me, tu ti trovi meglio o peggio rispetto a com'era qualche mese fa oppure credi che non sia cambiato moltissimo?
  • D'accordo in pieno sulla tua "scaletta" riassuntiva :-)
    Ecco, proprio il riassunto/la sintesi è il motivo per cui io mi trovo bene sia ora che prima con twitter. Io l'ho sempre visto come uno strumento agile, al di là dell'uso (broadcats o discussione) che se ne facesse tempo fa o se ne faccia oggi. A volte, è vero, un po' di spazio in più non guasterebbe, ma ci sono anche altri mezzi. Anzi, allenarsi nella sintesi non può che fare bene!

    Usandolo tramite app esterne forse mi sono perso un po' degli input che, con i vari step anche della sua homepage, twitter ha voluto comunicare e che, come dicevi tu, sono passati dal semplice "cosa stai facendo?" a un posizonamento più complesso o quantomeno diverso.

    La mia visione e il mio uso sono sempre stati gli stessi, forse perchè sin dall'inizio non ho mai usato twitter solo per dire "sto facendo questo", sarebbe stato un po' riduttivo. Se noti chi lo usa solo ed esclusivamente così, alla lunga - almeno a mio parere - può risultare quantomeno poco interessante per gli altri. O mi sbaglio?
  • Si l'utilizzo "broadcast" di twitter funziona solo (ma raramente) con le celebrities hollywoodiane, ma anche in quei casi non credo sia il modo di ottenere il meglio da questo strumento.
  • Masatomo
    Interessante articolo, Ste.

    Credo che i nuovi utenti (tra cui io, ad esempio, che ho iniziato a usarlo pochi mesi fa - e ne sono pure già stufo) abbiano abitudini diverse e di conseguenza il vecchio popolo si riadatta, in particolar modo perché Twitter stesso apporta piccole modifiche che vanno verso una situazione più spectators che creators: il retweet ne è un chiarissimo esempio.
  • Hai ragione, Masa: anche l'influenza che i nuovi arrivati hanno sui vecchi utenti non è da sottovalutare. Se mi trovo con la maggior parte di friends / followers che non porta avanti una conversazione, sono meno incoraggiato a interagire.
    Sono d'accordo anche sul retweet. Soprattutto il nuovo retweet, che ripropone il messaggio ai follower senza aggiungere nulla. Il vecchio RT invece funziona meglio in questo senso: consente di aggiungere contenuto e valore.

    PS: hai usato le virgole :)
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