Social Time Machine

di Stefano Maggi in News

DeLorean

La macchina del tempo
Vi interessa essere aggiornati su quello che succede in questo preciso momento? Volete sapere quali sono stati gli argomenti più interessanti per un gruppo di persone il mese scorso? O magari volete scoprire quale sarà il film più visto il prossimo weekend?
Come alcuni di voi avranno sospettato dal titolo, il social web offre queste possibilità e, anche se non è – in senso molto stretto – una vera macchina del tempo, può offrire parecchie soddisfazioni.
Sfruttare queste potenzialità è una grande opportunità per le marche, che consente di entrare a stretto contatto con il proprio target, individuandone e seguendone le tendenze.
Modalità 1: presente
Twitter (lo avrete notato) sta diventando sempre più il “polso del pianeta”, il social network che – per eccellenza – descrive meglio lo Zeitgeist, lo spirito del tempo. E non è il solo: gli strumenti di microblogging come Posterous, Tumbler, ma anche social network più estesi e ricchi di funzionalità come Facebook permettono ai brand che ascoltano la conversazione del proprio target di tracciare i trend attuali e aggregare i temi più rilevanti in tempo reale.
Modalità 2: passato
Il flusso di aggiornamenti sul “presente” ha poco senso se non si fa un piccolo passo indietro per cogliere lo schema generale. Questo permette di individuare – in un periodo definito – i temi a cui gli utenti hanno dedicato maggiore attenzione e che sono stati rilevanti per un periodo di tempo definito.
Modalità 3: futuro
Jeremiah Owyang lo definisce “Intention Web”(http://www.web-strategist.com/blog/2009/12/04/when-real-time-is-not-fast-enough-the-intent-based-web/): si tratta di un’evoluzione estrema del concetto di real time, secondo cui gli utenti non solo condividono ciò che stanno vivendo, ma anche le esperienze che vivranno e, in ultima analisi, quello che accadrà. Oggi questo trend si verifica su social network tradizionali, in cui gli utenti inseriscono previsioni sul proprio futuro, ma anche su social network dedicati. Per menzionare i principali: Plancast (che permette di condividere i propri piani futuri), Tripit (che permette di far conoscere i propri viaggi, anche futuri), Meetup e Upcoming (che consentono di condividere i prossimi incontri). È evidente che questa modalità è la meno concreta perché più suscettibile della volontà individuale di condividere, ma in alcuni casi funziona bene: c’è chi ha provato che (Sitaram Asur and Bernardo Huberman http://arxiv.org/abs/1003.5699) i dati social possono prevedere in modo efficace i risultati dei film al botteghino, ad esempio.
Siete pronti per la “macchina del tempo”? L’avete sperimentata già o avete intenzione di utilizzarla? Oppure forse l’avete (consapevolmente o inconsapevolmente) “alimentata”, come utenti, con le vostre previsioni o considerazioni?

Vi interessa essere aggiornati su quello che succede in questo preciso momento? Volete sapere quali sono stati gli argomenti più interessanti per un gruppo di persone il mese scorso? O magari volete scoprire quale sarà il film più visto il prossimo weekend?

Come alcuni di voi avranno sospettato dal titolo, il social web offre queste possibilità e, anche se non è – in senso molto stretto – una vera macchina del tempo, può offrire parecchie soddisfazioni.

Sfruttare queste potenzialità è una grande opportunità per le marche, che consente di entrare a stretto contatto con il proprio target, individuandone e seguendone le tendenze.

Modalità 1: presente

Twitter (lo avrete notato) sta diventando sempre più il “polso del pianeta“, il social network che – per eccellenza – descrive meglio lo Zeitgeist, lo spirito del tempo. E non è il solo: gli strumenti di microblogging come Posterous, Tumbler, ma anche social network più estesi e ricchi di funzionalità come Facebook permettono ai brand che ascoltano la conversazione del proprio target di tracciare i trend attuali e aggregare i temi più rilevanti in tempo reale.

Modalità 2: passato

Il flusso di aggiornamenti sul “presente” ha poco senso se non si fa un piccolo passo indietro per cogliere lo schema generale. Questo permette di individuare – in un periodo definito – i temi a cui gli utenti hanno dedicato maggiore attenzione e che sono stati rilevanti per un periodo di tempo definito.

Un esempio di questa modalità è la nuova funzionalità di “Updates” annunciata recentemente da Google, che permette di vedere in un momento preciso quale fosse la conversazione sui social network (in particolare Twitter) .

Modalità 3: futuro

Jeremiah Owyang lo definisce “Intention Web“: si tratta di un’evoluzione estrema del concetto di real time, secondo cui gli utenti non solo condividono ciò che stanno vivendo, ma anche le esperienze che vivranno e, in ultima analisi, quello che accadrà. Oggi questo trend si verifica su social network tradizionali, in cui gli utenti inseriscono previsioni sul proprio futuro, ma anche su social network dedicati. Per menzionare i principali: Plancast (che permette di condividere i propri piani futuri), Tripit (che permette di far conoscere i propri viaggi, anche futuri), Meetup e Upcoming (che consentono di condividere i prossimi incontri). È evidente che questa modalità è la meno concreta perché più suscettibile della volontà individuale di condividere, ma in alcuni casi funziona bene: c’è chi ha provato (Sitaram Asur and Bernardo Huberman) che i dati social possono prevedere in modo efficace i risultati dei film al botteghino, ad esempio.

Siete pronti per la “macchina del tempo”? L’avete sperimentata già o avete intenzione di utilizzarla? Oppure forse l’avete (consapevolmente o inconsapevolmente) “alimentata”, come utenti, con le vostre previsioni o considerazioni?

Photo credit: Fluzo

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  • http://www.customerking.it Andrea Incalza

    Articolo molto interessante. In qualche modo si ripropongono, al giorno d'oggi, le basi per una nuova teoria (social-)economica delle aspettative razionali; e questo proprio grazie allo scambio e alla visibilità delle informazioni all'interno di una rete di social media che sono sempre più interconnessi e integrati tra loro. E il bello è che tutto questo si sta strutturando in maniera da far (quasi) saltare le motivazioni “antagoniste” di Stiglitz sulle asimmetrie informative.

  • http://blog.digitalingredients.co.uk/ Stefano Maggi

    Ottimo spunto, Andrea.
    In effetti, l'incremento della condivisione e della collaborazione sta aumentando il territorio della conversazione “pubblica”. Credo che questa tendenza possa raggiungere una sorta di “limite non valicabile”: quello che delinea gli asset privati e personali dei singoli utenti e delle aziende. Solo una parte di questi infatti può essere resa pubblica e condivisa, l'altra, invece, è importante che sia condivisa in maniera limitata, se non fosse così verrebbe a mancare la logica di scarsità che è alla base di qualsiasi tipo di mercato.

  • http://www.customerking.it Andrea Incalza

    Sono d'accordo con te Stefano. Ma penso anche che per le aziende sia estremamente proficuo conoscere gli interessi e le abitudini del pubblico discussi su un piano come quello dei Social Media in quanto da questo patrimonio informativo sicuramente si scorgeranno i possibili futuri trend in termini di preferenze, comportamenti d'uso e non solo, bisogni e desideri. Ed è proprio quando la discussione diventa libera (ancorchè limitata dai confini da te citati) all'interno di network sociali sempre più estesi che si riescono ad intercettare questi segnali.

  • http://wearesocial.it/ ottavio nava

    Sono ovviamente contrariato per il non aver utilizzato la NOSTRA deLorean nel post… Credo che il punto più interessante sia proprio la possibilità di elaborare previsioni grazie al social web. Se lo pensi in senso davvero esteso, già oggi, rappresenta il più grande osservatorio mondiale riguardo ad opinioni e intenzioni future. Basta buttare un'occhiata al proprio stream FB, la maggior parte dei messaggi parlano di “cosa ho fatto ieri” e “cosa farò questa sera”. No??

  • danielaferrando

    sul futuro, anche sul piccolo irrilevante futuro individuale, ci sono sempre delle barriere psicologiche. Secondo me l'educazione (è la mia parola-mantra della settimana, evidentem) all'utilizzo dei SN farà sì che impariamo a meglio gestirle, per ricavare opportunità e produttive combinazioni

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