Tutti i social network in un unico luogo? (Ovvero: Content Curation e Social Inbox Aggregator)

di Stefano Maggi in News

92251614

Uno scambio di link su Twitter, alcune fotografie taggate su Facebook, un video commento su YouTube, una risposta a un messaggio di FriendFeed. È solo un esempio dei canali social che possono essere coinvolti in un singolo scambio comunicativo. Ogni giorno chi partecipa al social web (e in Italia parliamo del 64% della popolazione secondo Forrester: European Technographics® Benchmark Survey, Q2 2009, 25,932) è a contatto con numerosi luoghi digitali: possiamo ipotizzare – Google AdPlanner alla mano – tra le tre e le dieci destinazioni web in media.

Questa situazione crea le condizioni ideali per aggiungere valore all’esperienza di chiunque sia presente sul social web: creare un luogo di riferimento che permetta di ridurre il numero di website visitati ogni giorno per comunicare con il proprio network e contemporaneamente proporre contenuti interessanti dal social web che potrebbero sfuggire all’attenzione dell’utente.

Qualche giorno fa Jeremiah Owyang ha scritto un post molto interessante in proposito, evidenziando la diffusione di “Social Inbox Aggregator”, che permettono di integrare diverse esperienze social in un unico canale.

Per i brand la l’aggregazione di contenuti rilevanti (content curation) per l’utente è una tendenza da tenere in considerazione: non solo come raccolta di tutto ciò che può essere interessante, ma anche come aggiornamenti in un solo luogo da parte del proprio network personale. Oggi l’aggregazione di contenuto sta esplorando frontiere interessanti sia a livello strutturale (creando luoghi digitali di riferimento) che a livello tattico (a supporto di campagne di comunicazione).

I brand possono decidere di fornire all’utente un luogo unico che semplifichi e migliori la sua esperienza, a diversi livelli

  • Aggregando contenuti dei social network personali dell’utente in tempo reale
  • Aggregando contenuti rilevanti riguardo a un tema specifico e riproponendoli all’utente in un solo luogo
  • Sviluppando entrambe le strategie: integrando contenuti personali e contenuti specifici dal social web

Content Curation: how does it build value?

Questo tipo di soluzione svilupperebbe – per le marche che scelgono di adottarla – awareness, goodwill da parte del consumatore e posizionamento del brand. In ultima analisi un luogo unico costruito dalla marca può sviluppare anche una relazione che stimoli la proposta del proprio prodotto in modo naturale e attraverso la conversazione.

Un esempio interessante di “Social Inbox Aggregator” è lo storico FriendFeed, che consente di fruire – in un unico stream – di tutti gli update dal proprio network, ma anche Hootsuite o Google Buzz.

Voi utilizzate già “Social Inbox Aggregator”? Come potrebbero i brand migliorare l’esperienza degli utenti aggregando contenuto dal social web?

Se questo post ti è piaciuto, puoi ricevere i prossimi post di We Are Social via o .


  • http://www.socialmediamarketing.it Jose Gragnanielo

    Veramente difficile come questione. Lato utente direi che l'esperienza è ben poca per poter gestire più presenze. Facebook ha introdotto al web una grande fetta di popolazione a digiuno di Internet, quindi non mi farei stonare dai numeri.
    Per i brand il discorso è diverso perché si ha il bisogno di monitorare ed agire in modo veloce e, volendo, diversificato.
    Ogni social ha il suo linguaggio quindi è sempre bene non postare gli stessi interventi alla stessa ora e con lo stesso linguaggio.
    Per quanto mi riguarda utilizzo Hootsuite anche se ha delle pecche, tra queste i link postati su facebook che diventano status e quindi non condivisibili creano grande danno. La funzione di monitoraggio è buona perché nello stream di Hootsuite appaiono cose che non appaiono in quello di Facebook (cosa che dà una grande opportunità per migliorare l'interazione).
    I brand migliorano l'esperienza degli utenti nel momento in cui sono sempre presenti e forniscono risposte utili. A questo gli aggregatori possono servire molto.
    Non dimentichiamo mai di dire che i brand devono far tesoro di ciò che gli utenti dicono in rete per migliorare in azienda ed essere meglio inseriti nel tessuto sociale.

  • http://blog.digitalingredients.co.uk/ Stefano Maggi

    Il tema che hai introdotto è molto interessante: aggregare in un unico luogo significa anche “parlare” da un solo luogo? In questo caso si possono generare “disallineamenti” come quelli di cui mi parli (Link su Facebook da hootsuite.com).

    Sia lato utente che lato brand credo ci siano molte possibilità, ovunque aggregare non significa “duplicare”, ma “contestualizzare” aggiungendo valore all'esperienza del consumatore.

  • http://www.gianluigizarantonello.it Gianluigi

    Io sto utilizzando FriendFeed per Coin, come aggregatore di nostri social (Twitter, Flickr, diversi canali di feed, YouTube), oltre alla pagina http://friendfeed.com/coindepartmentstore è diventata l'rss multimediale dell'area blog del sito.
    In questo modo si semplifica e si riunisce la fruizione di tanti contenuti diversi in un unico luogo, evitando la dispersione.
    Per l'Italia sono ancora strumenti nuovi ma credo che in prospettiva la diffusione sarà crescente.

  • http://blog.digitalingredients.co.uk/ Stefano Maggi

    FriendFeed funziona molto bene come aggregatore ed è incredibile come possa essere utile grazie anche a semplici “widget” che permettono di includerne lo stream ovunque.
    Mi sembra un ottimo spunto il tuo, soprattutto se consideri che anche chi non utilizza FriendFeed può leggerne gli stream e – come dici – fruire di “tanti contenuti diversi in un unico luogo”.

  • http://tuttamilano.blogspot.com Lorena Di Stasi

    L'aggregazione credo sia ormai imprescindibile dall'experience di navigazione in rete; ottime, nonchè autorevoli, soluzioni (http://alltop.com/) ci propongono contenuti “addensati”. Resta affascinante, ed ancora tutto da esplorare, lo sviluppo di soluzioni di content curation da parte dei brand; personalmente sto contrubuendo a sviluppare due delle tre ipotesi indicate: aggregazione di contenuti dai social network (http://www.aperolspritz.it/socialmixer/) e aggregazione di contenuti su un tema (online a breve). E' ancora presto per valutarne i ritorni anche solo in termini di awarness che una soluzione di questo tipo può portare, anche perchè integrata in un progetto molto più ampio…staremo a vedere, comunque sicuramente affasciante dal mio punto di vista.

  • http://blog.digitalingredients.co.uk/ Stefano Maggi

    Hai ragione: l'attività di “content curation” è un ottimo modo di creare valore. Altimeter Group, in una scala che va da un basso a un alto livello di engagement, la inserisce al gradino più elevato: al di sopra del commento e della creazione di contenuto.
    Oltre a segnalare contenuto interessante, questa a attività crea network di interesse e connessioni. Anche per questo può essere fondamentale in alcune strategie.

  • Pingback: Il giornale professionale social: alla scoperta di LinkedIn Today | we are social