Real-Life Sharing? Ecco a voi Google +

di Ottavio Nava in News

Alcuni diranno che Google ci ha già provato con Buzz e non è certo stato un successo. Altri diranno che non si tratta di un vero social network e non si può parlare di Anti-Facebook. Altri ancora sono convinti (e lo rimarranno) che Google dovrebbe giocare la sua partita sul social web esclusivamente migliorandone la fruizione attraverso la ricerca.

Insomma qualsiasi cosa direte oggi, la direte su Google +, il nuovo progetto dei ragazzi di Mountain View.

L’obiettivo è chiaro:

“Oggi le relazioni tra le persone avvengono sempre più spesso sul Web. Tuttavia, le sfumature e la sostanza delle interazioni della vita reale si perdono nella rigidità degli strumenti online.
Da questo punto di vista, squisitamente umano, la condivisione online è inefficace. Inadeguata, perfino. Il nostro obiettivo è risolvere questo problema”

Google + si propone come una piattaforma in grando di organizzare relazioni, contenuti ed interessi. La parola d’ordine è “scelta”, si perchè secondo Google oggi, troppo spesso, online non possiamo scegliere liberamente se condividere un’informazione o un messaggio e soprattutto non possiamo scegliere facilmente “con chi” condividerlo.

Cosa ci offre Google +? Ecco una breve descrizione e alcuni video:

+ Circles (+ Cerchie)

Un modo semplice e veloce per organizzare i propri contatti in “cerchie” e poter scegliere cosa condividere e con chi.
 

+ Sparks (+ Spunti)

Questa funzionalità ci permetterà di indicare i nostri gusti, i nostri temi di interesse, insomma, tutto ciò che ci piace ed avere sempre qualcosa da leggere e da vedere e natutalmente la possibilità di condividerlo… con la “cerchia” giusta.

+ Hangouts (+ Videoritrovi)

Unite la videochiamata di gruppo alla possibilità di scegliere la “cerchia” con la quale volete entrare in contatto ed avrete Hangouts… (ok stiamo tutti pensando a Skype :D )

+ Mobile

Foto, contenuti ed informazioni sempre pronte per la condivisione grazie ad una sorta di “personal cloud”

+ Huddle

Avete presente i gruppi di Facebook? Ecco a voi i gruppi di Google… Parola d’ordine? “cerchia” :)

È ancora molto presto per parlare di Google + da un punto di visto pratico e prevederne il successo o meno e forse non è nemmeno questo che ci interessa, ora. Certo Big G parte da una base solida di utenti che ogni giorno utilizzano i suoi servizi, dalla ricerca, all’email, alla condivisione di documenti e contenuti e il suo mobile OS Android, quindi è difficile pensare che questa nuova piattaforma venga ignorata come successo allo sfortunato fratellino Buzz. Facebook non tarderà nell’adeguamento della sua piattaforma per una migliore gestione dei gruppi e dei permessi ma dobbiamo riconoscere che, se non altro a livello di marketing, Google ha trovato un’ottima chiave di lettura per lanciare il suo nuovo servizio: la libertà di condividere la nostra vita in real-time con… la “cerchia” giusta!

Se è presto per dare giudizi sulle funzionalità della piattaforma, figuriamoci per parlare dell’eventuale ruolo previsto per le marche in Google +. Voglio comunque provare ad azzardare alcune ipotesti che, dal mio punto di vista, potrebbero concretizzarsi.

+ Sparks promosse da…

L’orientamento per interessi alla base di Sparks è terreno fertile per il concetto di “Promoted Media”,  attraverso il quale le marche potrebbero offrire uno spazio di condivisione e aggregazione di contenuti e conversazioni su un certo tema e aggiungere il proprio punto di vista. Pensate ad esempio ad Adidas che si fa promotrice di un interesse come  il basket, il calcio o il running grazie ad uno Spark dedicato…

+ Circle Brand

Cos’è una cerchia se non un sinonimo (dal sentore vagamente massonico :) ) di Community? Ecco che le marche potrebbero avere l’opportunità di sviluppare la propria cerchia, premiandola con contenuti, informazioni e promozioni dedicate e sviluppando attraverso una relazione molto “intima” veri e propri advocate.

Ecco a voi alcuni link ad altri post che parlano dell’argomento:

Google+ leverages Google’s strength as a communications platform di Charlene Li

Google+ Project: It’s Social, It’s Bold, It’s Fun, And It Looks Good — Now For The Hard Part di TechCrunch

Google Launches Google+ To Battle Facebook [PICS] di Mashable

Come sempre mi interessa molto il vostro punto di vista e per questo sotto con i commenti.

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  • B Nolli

    Scelta…un ottimo inizio!:) tra gli scenari vedo i circles più idonei alla creazione di network di progetto che meramente utili a dividere lavoro cin vita privata, in ottica” social” infatti una cerchia di persone che collaborano ad un progetto da vita anche a degli advocate niente male…staremo a vedre, amo le alternative, sempre.

  • Fra Astolfi

    La traduzione di Google Circles in “Cerchie” è davvero pessima. A parte il lato estetico-lessicale, non mi pare male anche la gestione delle foto, che potranno essere modificate, ritagliate e trasformate. Una specie di Instagram ma più evoluto. Lo dico perchè su FB le foto sono l’applicazione cuore del SN. Huddle mi pare molto simile a Beluga (Facebook) o l’iPhone app what’s app. Sparks può essere interessante, come anche hangout. Mi pare però che siano state introdotte molte funzionalitá assieme ma senza un comune denominatore.

  • http://wearesocial.it/ ottavio nava

    E poi credo che una valida alternativa sia uno stimolo per Facebook per migliorare la propria esperienza e tenere ancora più in considerazione le priorità delle persone (privacy, bisogni etc.)

  • http://wearesocial.it/ ottavio nava

    Perchè “videoritrovi”? :) comunque si anche a me convince la possibilità di avere tutti i miei contenuti mobile a portata di click per la condivisione. Real-Life sharing in Real-Time. Non credi? io credo il comune denominatore sia proprio la condivisione della propria vita, in ogni suo momento, da una foto ad una video chat con il proprio “circle”. Posso dirti invece che a parte le “cerchie” non vedo una vera innovazione ma credo che sarà l’esperienza nella sua totalità ad essere innvativa o meno e non il software… 

  • http://profiles.google.com/delfrate.daniele Daniele Del Frate

    Mi ha sempre scocciato di Facebook che quando si condivide qualcosa la si condivide indistintamente con tutti i contatti. Speriamo che questa concorrenza inciti anche loro a modificare le modalità di condivisione. Per il resto, considerami tra quelli che ritengano farà la fine di Buzz :P

  • Katyuscia Carta

    …Facebook, quando nacque, poteva già contare su uno specifico, consistente e prestigioso gruppo di utilizzatori. Era il prodotto destinato a soddisfare le loro esigenze. Proprio grazie a quel gruppo è riuscito a diffondersi come the coolest social web. Qui, invece, mi sembra che si sia creato un prodotto, secondo un’altissima filosofia aziendale, con la speranza che gli utenti la sposino e lo usino. Non lo vedo bene. 

  • http://www.italiaseo.net Gianluca Fiorelli

    “Cerchie”? Forse “Circoli”… mi sembra più vicino al significato reale di quella caratteristica :D

  • http://twitter.com/marcomodonesi Marco Modonesi

    Io penso che il concetto di cerchia sia molto intelligente anche se Facebook potrebbe copiarlo in un attimo, anche se una cosa che piace (e può piacere veramente molto) è Spunti, già ci vedo mia sorella teenager che aggiunge tutti i suoi cantanti preferiti su spunti e che condivide a non finire video ecc…

  • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

    Il problema, su Facebook, è che veramente in pochi usano le Liste (Zuckerberg, se non sbaglio, parla di una percentuale inferiore all’1%), che consentono appunto di selezionare gruppi di persone con cui condividere determinati contenuti. 

    Sulla fine di G+ non saprei: istintivamente sono d’accordo con te, anche se – rispetto a Wave e Buzz – Plus ha molte più potenzialità, oltre ad essere fatto veramente bene sotto molti aspetti. 

    Io tendo a vederlo più come un pericolo per Skype che per Facebook in questa fase.

  • Pingback: Il social web e il video: dopo Google, anche Facebook lancia la propria video chat | we are social