Le marche su Pinterest

di Stefano Maggi in News

Le probabilità che abbiate sentito nominare Pinterest ultimamente sono piuttosto alte e ci sono buone possibilità che vi sia capitato più di una volta: è uno dei social network più discussi in questo momento. Ma di cosa si tratta realmente? Pinterest è un social network che permette di scoprire contenuto visivo rilevante, attraverso una dinamica di sharing e commento (il “Pin”): gli utenti individuano immagini o video interessanti e li segnalano attraverso un’azione semplice come attaccare un ritaglio a una bacheca.

Anche se non siete ancora iscritti, la probabilità che questo social network sia entrato “nei vostri radar” è molto alta: l’integrazione di Pinterest con Facebook è forte e le interazioni degli utenti vengono spesso riprese e pubblicate nelle timeline, grazie all’uso di Open Graph. Questo approccio focalizzato sull’estensione delle interazioni al di fuori del social network fa in modo che la community di utenti si estenda più facilmente.

Questi ingredienti hanno reso Pinterest uno dei social network con la crescita più interessante: si stimano più di 13 milioni di utenti e, soprattutto, sembra che le interazioni generate da questo social network siano perfette nello stimolare traffico verso altri website.

Diverse marche internazionali (tra cui Time Magazine, Gap, Unicef) hanno iniziato ad utilizzare questo canale e – da poco – anche Telecom Italia.

Ma perché le marche decidono di attivare una conversazione attraverso Pinterest, al di là dell’attenzione che questo canale sta attirando per la sua novità? Già oggi, dopo pochi mesi di vita di questo canale, si possono intuire alcune attività interessanti:

  • Costruzione di una leadership di pensiero attraverso la scelta e condivisione di contenuti visivi: il brand – con un’attività di “content curation” – scopre e segnala alla propria community le immagini e i video più in linea con i propri valori e progetti;
  • Showcase di prodotti: con una logica non aggressiva, ma integrata nella conversazione, le marche possono dare visibilità ai propri prodotti, lasciando poi che sia la community a diffondere i contenuti più rilevanti, attraverso la logica del “repin” (che permette di segnalare un contenuto ai propri follower: l’analogo del retweet);
  • Individuazione di trend: attraverso un’attività di ascolto su Pinterest è possibile scoprire trend visivi che possono essere utili alle marche sia da un punto di vista di comunicazione che di sviluppo del prodotto;
  • Interazione con la community: è possibile costruire modelli di contatto e dialogo ad hoc con la community. Threadless, in occasione di San Valentino, ha invitato la community a creare delle “Board” (gruppi di Pin) dedicate alla festa, che includessero dieci immagini, di cui almeno 5 prodotti del brand. Una giuria ha poi assegnato un premio alla board migliore;
  • Individuazione di persone e contenuti: attraverso un’attività di analisi della community e dei suoi contenuti, le marche possono scoprire le persone più rilevanti in termini di produzione e segnalazione contenuti, per poterle coinvolgere in interazioni dedicate;
Pinterest, insomma, è molto giovane ma mostra già delle potenzialità davvero interessanti per le marche. È per le marche monitorare il livello di utilizzo del canale da parte del proprio target per poter decidere correttamente, quando e come possa essere utile attivare una conversazione su questo social network.

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  • http://internetmanagerblog.com Gianluigi Zarantonello

    Ciao, condivido, vi segnalo come caso italiano anche http://www.pinterest.com/coinstore.

    Ciao

  • http://twitter.com/MariannMarcucci Marianna Marcucci

    Complimenti per l’articolo. Vi segnalo anche l’Hotel Universo di Lucca! 

    http://pinterest.com/hoteluniverso

    Marianna 

  • http://blog.digitalingredients.co.uk/ Stefano Maggi

    Grazie!