La fruizione professionale e quella personale del social web: è sempre questione di emozioni

di Luca Della Dora in News

Il social web offre ai brand un’opportunità unica: comunicare con le persone, ascoltandole e osservando i loro comportamenti, consentendo un approccio completamente diverso rispetto al passato. Partecipare alle conversazioni e prendere parte alle discussioni significa attivare delle relazioni reali con gli utenti, proprio per lo scambio bi-direzionale tipico delle dinamiche del social web.

The Mindset Divide

Le persone si differenziano per interessi, per abitudini, ma non solo, perché i comportamenti sono sempre frutto di emozioni, che definiscono gli atteggiamenti e i rapporti reciproci che si sviluppano.

Una delle sfide più affascinanti che ci troviamo ad affrontare ogni giorno in we are social è proprio questa: trovare la miglior soluzione per i clienti con cui abbiamo il piacere di lavorare, partendo dalla comprensione degli atteggiamenti delle persone nei loro confronti.

LinkedIn ha pubblicato un interessante studio, svolto insieme a TNS, che tratta proprio queste tematiche e lo fa analizzando le differenze di atteggiamento mentale tra quando i social media sono utilizzati in ambiente professionale e quando invece sono fruiti a livello personale.

L’assunto di partenza è che ciò che accade sul social web riflette fedelmente quello che si verifica nella vita offline: le persone tendono a voler mantenere separate le proprie attività legate alla professione che svolgono da quello che riguarda la propria sfera personale, non solo a livello di tipologia di relazioni, ma soprattutto di motivazioni ed emozioni:

Mindset Divide - Motivazioni

Le persone desiderano restare in contatto con chi amano, ma anche passare del tempo divertendosi e condividendo contenuti coinvolgenti: è per questo che i brand che vogliano sviluppare con loro un rapporto devono essere in grado di intrattenerle.

È interessante osservare come lo studio differenzi in “tempo speso” e “tempo investito” l’attitudine alla frequentazione del social web degli intervistati individuando in volontà di comunicare la propria identità professionale, costruire un network di contatti utili al proprio lavoro e cercare offerte lavorative interessanti, come i maggiori driver per l’utilizzo dei social network con fini professional.

Il primo pensiero per ogni brand che decida di comunicare servendosi delle opportunità offerte dal social web dovrebbe essere quello di rispondere a ciò che le persone vogliono, ed è quindi interessante osservare la differenza di atteggiamento legata al tipo di supporto che le persone desiderano:

The Mindset Divide - Cosa cercano le persone dai brand

Potete avere accesso alla ricerca “The Mindset Divide” compilando questo form, mentre cliccando l’immagine qui sotto potete avere un’idea d’insieme di tutti gli aspetti più interessanti emersi dallo studio, grazie all’infographic condivisa da LinkedIn, che si chiude con alcuni tips su come ottimizzare le relazioni tra brand e persone legando questi due momenti di fruizione:

The Mindset Divide - Infographic Clicca per l’infographic completa

È un’analisi che offre spunti decisamente interessanti legati all’utilizzo e all’attitudine che ognuno di noi ha quando vive il social web per motivi personali o professionali. È impossibile separare in maniera netta questi due momenti, così come lo è nella vita offline: esistono molti casi di successo che testimoniano come i brand interessati ad entrare in contatto con le persone dal punto di vista professionale, siano stati in grado di attivare e mantenere una presenza su canali considerati più adatti alla sfera personale (come ad esempio Facebook), offrendo così un touchpoint per proseguire poi la conversazione su altri canali più affini ad una fruizione professionale (come LinkedIn, o piattaforme di proprietà del brand).

Se siete interessati ad approfondire questo tema per il brand che rappresentate, o volete conoscere più da vicino il nostro approccio, potete scriverci a parlaconnoi@wearesocial.it: saremo felici di analizzare insieme a voi in che modo prendere parte alle conversazioni interessanti per la vostra attività, entrando in contatto con le persone, senza interrompere le loro interazioni, ma arricchendole.

Questa ricerca ci offre, ancora una volta, la possibilità di sottolineare come la comunicazione sul social web non possa prescindere dalle emozioni e debba quindi far leva su queste per rendere la presenza delle marche interessante e non invasiva: è una regola che dovrebbe interessare tutti gli ambiti della comunicazione, ma che con i media tradizionali è stata spesso dimenticata.

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  • Enricorivasi86

    Salve Luca. Articolo molto interessante. Ne approfitto per porre una domanda che riprende l’argomento topic: sfera privata e sfera pubblica. Prendo come esempio Facebook. Se una persona decide di promuoversi (personal branding) su Facebook, é giusto dividere la sfera privata e pubblica creando due pagine distinte (pagina profilo e fan page)?! O é più indicato utilizzare una pagina unica limitando da una parte i contenuti in entrata ovvero bloccando i commenti sulla propria bacheca, l’essere taggati, limitando la visibilità. E come contenuti in uscita trovare il giusto equilibrio tra sfera personale e professionale. Prendo come esempio Facebook in quanto a mio avviso è la piattaforma più complicata dove dividere sfera privata e pubblica. Grazie. 

  • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

    Ciao @ac356b2942d2bc619fb668af57001472:disqus , grazie per il tuo commento. :) Dipende molto dal tipo di attività che svolge la persona in questione, ma in linea generale sono dell’idea che quando si decide di condividere qualcosa legato alla sfera non prettamente privata sia sempre più corretto creare una FB Page dedicata, anche per la tipologia di contenuti che saranno condivisi.

    Molto dipende appunto da cosa si desidera condividere e dall’approccio che si desidera tenere, senza dimenticare che è FB stesso a prevedere pagine dedicate a persone che vogliono promuovere la propria attività (ad es. FB Page dedicate ad artisti), e alle limitazioni a cui sono invece sottoposti i profili personali, anche in termini di promozione.