Twitter, il Keyword Targeting e le intenzioni d’acquisto sempre più al centro

di Luca Della Dora in News

Le persone entrano in contatto ogni giorno con un volume sempre maggiore di informazioni, e lo spazio di interazione per i brand è sempre più difficile da conquistare: tempo e attenzione sono risorse limitate, ed è quindi fondamentale individuare contenuti che creino valore.

Come fare? Da una parte ascoltando ciò che le persone dicono, e prendendo parte alle loro conversazionianziché interromperle, come accadeva sui media tradizionali – dall’altra offrendo contenuti rilevanti che saranno gli utenti stessi a ricercare in modo spontaneo.

Target

Il social advertising funziona secondo questo paradigma e consente alle marche di individuare le persone più adatte ad entrare in contatto con un determinato messaggio, potenzialmente interessante per loro.

Quello che Twitter ha annunciato Mercoledì rappresenta un’enorme opportunità in questo senso, perché permette a qualsiasi brand di sfruttare al massimo l’interest graph in modo da proporre contenuti perfettamente personalizzati alle persone, facendo leva sui temi di cui quelle stesse persone stanno già parlando.

Intenzione d'acquisto

L’esempio riportato sul blog di Twitter può chiarire molto bene di cosa stiamo parlando.

Immaginiamo che un utente abbia twittato di aver appena ascoltato l’ultimo album della sua band preferita. La band è in tour proprio in quel momento, e a giorni suonerà a pochi km dalla città in cui vive l’utente. Il locale che organizza il concerto (o il distributore dei biglietti) potrà lanciare una campagna geotargetizzata utilizzando keyword legate a quella band, magari contenente il link diretto all’acquisto dei biglietti. In questo modo l’utente che ha twittato, troverà nella sua timeline un Promoted Tweet che gli segnalerà il passaggio del tour per la sua città, consentendogli di acquistare direttamente i biglietti.

È evidente che questo sia uno strumento con enormi potenzialità, come dimostrano anche i test che sono stati già effettuati da alcuni brand.

Twitter Keyword Targeting, Kevin Weil

Questo approccio è molto simile a quello di Google, che propone alle persone annunci – potenzialmente – rilevanti per persone che effettuano determinate ricerche, facendo leva su termini correlati.

I punti di forza del Keyword Targeting di Twitter sono molto legati alla possibilità di individuare utenti interessati ai contenuti della marca in tempo reale, partendo dalle conversazioni spontanee delle persone, che dialogano con i propri contatti o condividono notizie che interessano loro.

La dashboard che permette di pianificare una campagna di questo tipo è molto semplice: consente di inserire le parole chiave su cui si desidera targettizzare e specificare la posizione geografica, il dispositivo (computer, dispositivi mobile – scegliendo tra iOS e Android, o scegliendo di proporre il messaggio in modo trasversale).

Twitter Keyword Targeting, Dashboard

In we are social siamo assolutamente convinti che la sempre maggior personalizzazione del messaggio sia un’opportunità unica per i brand che hanno la volontà di entrare in contatto con le persone in modo davvero rilevante.

Lo scenario attuale – e non soltanto del social web – impone alle marche di creare contenuti sempre più personalizzati e quindi interessanti per le persone, per guadagnare la loro attenzione, ma devono anche essere in grado di proporlo agli utenti giusti, nel miglior momento e sul canale più corretto.

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  • Indishoe

    Grazie per il post molto interessante. Avendo una pmi però mi è impossibile accedere a questo servizio visto il prezzo dei promoted tweets. Un brand invece a mio modo di vedere ha già canali preferenziali per targetizzare (vedi email mktg), a meno che non voglia solamente essere sul pezzo, mostrando di essere attento alle nuove forme pubblicitarie. È solo una mia opinione, gradirei ascoltare la vostra in merito.

  • http://lucadelladora.com Luca Della Dora

    Ciao, grazie a te per il commento. :) La cosa interessante di questo nuovo prodotto offerto da Twitter è la possibilità di partecipare a conversazioni che le persone stanno intrattenendo spontaneamente, facendo leva – appunto – sui temi di cui stanno trattando.

    Attraverso l’email marketing è possibile indirizzare delle comunicazioni, ma il processo è monodirezionale, nel senso che la persona dopo aver letto il contenuto non può fare altro: qui invece, dopo aver “incontrato” il tweet, può interagire con la marca in questione, attivando una vera e propria conversazione, che tra l’altro sarà visibile a tutti i contatti del brand stesso e della persona coinvolta.

    Non dobbiamo poi dimenticare che questi strumenti non necessitano della costruzione di un database di contatti a cui indirizzare le comunicazioni, ma fanno leva sugli interessi dichiarati spontaneamente e su altre caratteristiche demo/socio/psicografiche.

    :)