Kevin Bacon e l’idea social oltre ai social media

di Stefano Maggi in News

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Da pochi giorni è terminata l’edizione 2014 del SXSW Interactive di Austin: 5 giorni di approfondimento su tematiche legate all’innovazione e a come si può applicare alla vita di tutti i giorni, inclusa la comunicazione e il marketing.

Gabriele, Ottavio e io abbiamo partecipato insieme a 30 persone dei nostri team dagli uffici We Are Social di tutto il mondo. È sempre molto interessante il nostro incontro pre-SXSW in cui possiamo discutere – tra gli altri temi – l’evoluzione del marketing social e capire insieme quali sono le tendenze e le modalità di lavoro più interessanti, per noi e per i nostri clienti.

Uno dei temi emersi può essere sintetizzato con una domanda: può esistere un’idea social al di là dei social media? Un’idea che nasce dagli insight sulle esigenze e il comportamento delle persone, che si sviluppa in una conversazione, di cui le persone desiderano essere parte e a cui amano dichiarare la propria appartenenza. Un idea di questo tipo è “social” solo sui social media?

La risposta è arrivata qualche ora dopo, da parte di Kevin Bacon. Non un omonimo sociologo o antropologo, ma l’attore. Il protagonista della serie The Following ha partecipato un panel in dal titolo “6 degrees of Kevin Bacon: a social phenomenon turns 20”, raccontando la propria relazione con questo fenomeno nato spontaneamente. Un passo indietro: cos’è “6 degrees of Kevin Bacon”? Nel 1994, tre studenti di Philadelphia hanno creato il concetto: per dimostrare che i gradi di separazione tra persone sono al massimo 6, hanno inventato il “Bacon number” che individua a quanti gradi di distanza da Kevin Bacon si trovi un qualsiasi attore.

 

Nasce come un gioco e inizia a diffondersi quando i creatori dimostrano la propria bravura nell’individuare il Bacon number di un qualsiasi attore, ricollegandolo a Kevin. Il concetto si evolve poi, diventando un libro, un gioco da tavolo, un’applicazione (The Oracle of Kevin Bacon), una charity (SixDegrees.org).

L’idea è rimasta viva per 20 anni (il panel celebrava questo anniversario), ma soprattutto è nata e si è diffusa prima che esistessero i social media (accelerando la propria diffusione e diventando più forte grazie ai social media). Un’idea facile da capire, con una realizzazione tattica (calcolo dei gradi di separazione da Kevin Bacon) e un aspetto concettuale più strategico, “alto” (siamo tutti connessi in modo sempre più stretto). Un’idea di cui le persone parlano e di cui possono essere parte.

Nel panel che si è tenuto al SXSW, Bacon Kevin e Brian Turtle (l’ideatore del concetto) hanno dimostrato come grazie ai social media l’idea sia diventata la base della charity di cui Bacon è il principale sostenitore (SixDegrees.org), evolvendosi ancora una volta in qualcosa con un impatto maggiore sulle community coinvolte.

Le idee social – come dimostra anche Kevin Bacon – esistono anche fuori dai social media e assumono forza e velocità grazie alla conversazione sulle piattaforme social. È importantissimo tenere in considerazione questo aspetto quando si definisce una strategia: il concetto alla base è qualcosa di cui le persone vogliono parlare e sentirsi parte? Nasce da insight sul comportamento e la conversazione delle persone? Può essere modificato, adattato e migliorato dalle persone?

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