Here are all of the posts in the ‘News’ category.

Thank God We Are Social #47

di Arianna Dellera in News

Buongiorno a tutti, ecco a voi il nuovo Thank God We Are Social!
E meno male aggiungerei io.

Social media Zoo

Molte volte ci siamo lasciati prendere la mano e abbiamo parlato di animali e animaletti, spesso con video divertenti, altre volte con applicazioni, ma questa volta voglio mostrarvi degli animali veramente utili!
Qual è il vostro preferito?

Sotto questo sole è bello pedalare!

Da animali infografici ad animali grafici! Guardate che bello questo progetto realizzato per Nav-u a Tokyo, utilizzando i Tweet degli utenti.

Pedalare non è mai stato così divertente!

A proposito di bici vi consiglio questa piccola infografica, cliccate qua per gustarla.

Facebook o FailBook?

Parliamo adesso di Facebook, capita anche a voi di avere la home invasa da foto scattate in posti esotici, check-in fatti nei luoghi più esclusivi e citazioni colte e divertenti? Tutti sembrano condurre una vita meravigliosa! Per non parlare delle profile pictures, tutte belle, sgargianti e a volte anche un po’ vintage…
A questo proposito guardate questo Rap Facebook dedicato proprio alle profile pictures!

Chiudo il discorso profile pictures con un augurio!

Smart vs Volkswagen vs Quechua

Rimaniamo su Facebook. Qualche mercoledì social fa abbiamo parlato dell’operazione di Smart su Twitter, adesso Volkswagen risponde proponendo una versione “Facebookiana”.
Cliccate qui per iniziare a guidare la vostra Volks nel deserto!

Fatto? Questa versione su Facebook sfrutta bene e in modo originale il mezzo anche se sinceramente io preferisco quella realizzata da Smart su Twitter, voi quale preferite?

Un altro esperimento di questo tipo è stato fatto da Quechua sfruttando la Timeline. Risulta un po’ macchinoso a causa del layout di Facebook, ma come pensiero è ammirevole: scrollando la Timeline velocemente si assiste ad un film attraverso i post che rappresentano i frame del film stesso.

Per provarlo, cliccate qua e scrollate, scrollate, scrollate!

Who’s drawing something?

Ormai è un po’ di tempo che parliamo di Draw Something, di quanti utenti ha raggiunto, di quanto sono belli i disegni… sembrava che non ci fosse più nulla da dire e invece arriva questo video divertente sulle tipologie di giocatori che si possono incontrare su questa app!

Voi ci avete già giocato? In quale vi riconoscete? Io un paio di nomi potrei già farli!

Buon sabato e, soprattutto, buon ponte!

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La fiducia, il social web e i piccoli gruppi

di Stefano Maggi in News

Due giorni fa ho iniziato una presentazione sull’evoluzione della conversazione sui social media con questa citazione, conosciuta dai più tecnici come “Condescending Wonka”. A parte la normale soddisfazione che provoca cominciare qualsiasi incontro con un meme, ho utilizzato questa immagine perché rappresenta un esempio di oggetto sociale che si è diffuso con una crescita fortissima, come dimostra l’analisi Google Trends.

L’aspetto interessante della diffusione di questo oggetto sociale, comune a moltissimi altri casi simili, è il modo in cui è diventato “mainstream”: non perché lo ha condiviso un “VIP”, o perché lo ha pubblicato su twitter un “Mass Influencer”, o magari perché lo ha inserito un giornalista sul proprio Tumblr e nemmeno perché è legato a un evento particolare.

Il motivo della diffusione di questo meme è che esistono centinaia, forse migliaia di variazioni, tutte personalizzate. Esistono anche piattaforme (come “Meme Generator“) che consentono di crearne la propria versione. In questo modo chiunque può costruire la propria declinazione, interessante per una specifica cerchia di amici o scegliere quello che funziona meglio per le proprie “connessioni” sui social media.

La personalizzazione è la chiave di tutto il processo di crescita: rendere unica una conversazione scegliendo una sfumatura dell’oggetto sociale utile e/o interessante per la propria community.

Questo processo non si applica solo ai meme, ma a ogni interazione umana (soprattutto sui social media). Le conversazioni, infatti, si diffondono solo in parte rimanendo invariate: la maggior parte della diffusione avviene tramite migliaia di microvariazioni e attraverso centinaia di gruppi omogenei al loro interno ma diversi tra loro, come ha notato anche il ricercatore di Facebook Paul Adams.

Per le marche che vogliono sviluppare una conversazione efficace con le persone, questa regola è importantissima. L’analisi “State of Trust 2012” ha evidenziato un cambiamento nella fiducia delle persone. Diventa sempre più forte la fiducia nell’individuo: nei confronti di “persone come te” e di “dipendenti” di un’azienda. Le aziende e i loro brand, quindi, devono imparare a mettere in luce il proprio lato “umano”, su tre livelli:

  • Coinvolgendo i propri stakeholder nella conversazione (dipendenti, agenzie, partner);
  • Sviluppando un contatto personale e umano con le persone da raggiungere;
  • Individuando e coinvolgendo le persone più appassionate della marca e potenzialmente interessanti per la community;
Per questo motivo è sempre più importante studiare le persone da coinvolgere attraverso un’attività research & insight sui canali social, che permette di approfondirne il profilo sociografico: quali sono gli influencer principali e quali sono le dinamiche di “social influence” che caratterizzano la community?

Sociographics

Il coinvolgimento della community potrà quindi avvenire sulla base degli interessi e delle connessioni che i singoli individui vivono ogni giorno.

interest graph - sviluppare connessioni basate sugli interessi e le passioni

Ecco perché è fondamentale conoscere entrambi gli aspetti e considerare che la social influence non si concretizza solo attraverso “mass influencer”, ma anche attraverso piccoli gruppi, nicchie e subculture.

Se volete sapere quali sono quelle più rilevanti per la vostra marca o discutere del futuro del vostro brand in questo panorama di conversazione, scriveteci, saremo felici di aiutarvi a scoprirlo.

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Mercoledì Social #107

di Stefano Voltan in News

Era davvero da tanto che non scrivevo sul nostro blog, sono arrivate tante nuove persone e insieme a loro tanti nuovi progetti, ma la “buona abitudine” del Mercoledì Social non passa mai di moda. Una buona occasione per aggiornati di settimana in settimana sulle ultime novità del social web.

Primavera: tempo di bilanci
…soprattutto per Facebook. Le notizie dell’ultima settimana sullo stato di salute del gigante azzurro appaiono orientate a influenzarne le strategie sul lungo termine. Una su tutte l’acquisizione di 650 brevetti ex-AOL per 550 milioni di dollari (pagati a Microsoft che, come ricorderete, ne aveva acquistati un pacchetto più ampio solo qualche settimana fa da AOL). Questa è una mossa che, come spiega Ted Ullyot (general Counsel di Fb) rafforza la costruzione di un portfolio di proprietà intellettuali alla base dell’attività del social network.
Oltre agli investimenti, una voce importante sono i ricavi: nel primo trimestre Facebook ha incassato oltre 1 miliardo di dollari, il 15% di questi generati dagli investimenti di Zynga. Un dato importante, ma in calo rispetto al 2011. Un trend che, naturalmente, Facebook tiene sotto controllo.
Una previsione molto più rosea è quella prospettata in questo articolo. Dopo aver sfondato i 900 milioni di utenti attivi, quando si arriverà a un di miliardo di persone su Facebook? Il bookmaker Paddy Power ha indicato agosto come periodo fatidico: come si dice in questi casi… si accettano scommesse!

Privacy: statistiche e strumenti
La privacy degli utenti è un tema a cui tutti gli utenti sono sensibili ma un numero molto minore sa come affrontare il problema del controllo della propria privacy. È questa l’estrema sintesi dell’infographic che potete leggere su SocialTimes e che mette sotto la lente di ingrandimento le tematiche che nel corso dell’ultimo decennio hanno interessato Google.

da backgroundcheck.org

Un tool che invece interessa le applicazioni su Facebook è Privacy Score: lo sviluppatore PrivacyChoice, al fine di sensibilizzare i consumatori su questo tema, ha definito nove parametri legati alla gestione e protezione dei dati personali che permettono di classificare le applicazioni più famose ed utilizzate sul social network. I risultati sembrano interessanti, trovate un approfondimento in questo articolo di AllFacebook e l’applicazione su Facebook.
L’integrazione dell’esperienza online con risultati personalizzati è un argomento che interessa sia gli utenti che le aziende. Gli obiettivi sono differenti ma complementari, da un lato vendere di più, dall’altro vivere un’esperienza più ricca, con contenuti rilevanti e prodotti vicini alle proprie aspettative: sarà possibile trovare un punto d’incontro? La strada intrapresa da Google con Search, plus your world può avvicinare le diverse esigenze?

#Emptychairsproject
Il Tumblr blog di Instagram è un ottimo esempio di come rendere interessante il proprio blog aziendale: facendovi partecipare consumatori e power users, esaltandone i contenuti e i progetti più interessanti. Naturalmente stiamo parlando del servizio di photo sharing più famoso al Mondo (con una crescita esponenziale ben evidenziata in questo articolo da TechCrunch), ma le proposte portate avanti ogni settimana risultano davvero interessanti, come ad esempio l’ultimo, #emptychairsproject.
Pensato da Raphaël Liais (@raphaelliais), l’hashtag ha fatto il giro del Mondo e ora raccoglie migliaia di foto, eccone qualcuna:

da gramfeed.com e instagr.am

Londra 2012: le prime Social Olimpiadi
A meno di 100 giorni dalla partenza delle Olimpiadi a Londra organizzatori, atleti e tifosi sono pronti a fare la loro parte in quelle che, scorrendo l’infographic di The Wall Blog, saranno le prime Olimpiadi dove i social media avranno raggiunto una diffusione globale. Quello che ci aspetta è un grande numero di iniziative digitali che coinvolgeranno le persone e i propri amici.
Le marche hanno l’opportunità di unirsi a questo mondo in fibrillazione, ma saranno in grado di differenziarsi con attività creative e pensate “ad hoc” per i nuovi canali, esaltandone il valore di relazione tra le persone e i propri interessi (o idoli sportivi)?

 da thewallblog.co.uk

Per concludere…
Quella del 25 aprile è una ricorrenza importante per il nostro Paese, che unisce le persone e com’è naturale viene criticata da altre. Quello che è sicuro, è che non vuole essere dimenticata: ne è una testimonianza la quantità di conversazioni che è possibile trovare sui social network. Basta un semplice ricerca per trovare migliaia di risultati. Dove? Su Twitter, Tumblr, Instagram, Pinterest
Non ci resta altro che partecipare a questa festa, esprimendo la nostra opinione. Buona Festa della Liberazione!

da fb.com/LaPennaBIC – cliente di We Are Social

Thank God We Are Social #46

di Cristina Forlani

Anche questo sabato, come ogni sabato, sul nostro blog è tempo di parlare delle curiosità del mondo social. Visto il recente #4sqDay, dedichiamo questo post alle ultime novità legate a Foursquare. Pronti?

Tribeca Film Festival: il badge

Come ogni anno è tornato il festival degli amanti del cinema, il Tribeca, con una bella novità: un badge dedicato. Fino al 29 aprile, per sbloccarlo – nell’area di New York – è necessario seguire l’account Foursquare di Tribeca e fare check-in in una delle venue. Il badge dà diritto a premi speciali: una bella iniziativa in partnership con il brand Bombay Sapphire.

Screenfeeder: il meglio dei social in un’app da divano.

Diciamocelo: la TV spesso propone palinsesti ai limiti dello #yawn. Se volete guardare qualcosa di veramente interessante, scaricate Screenfeeder, l’app per iPhone, iPad o TV (tramite AirPlay della Apple TV) che visualizza i feed dei vostri account Foursquare, Twitter, Instagram e altro direttamente sul vostro LCD (ma anche su smartphone o tablet).

Check-in dipendenti? Swiftsquare fa per voi.

Appena entrate in un locale volete essere i primi fra i vostri amici a fare check-in, ma spesso Foursquare impiega troppi secondi per farlo? Forse ancora non conoscete Swiftsquare, l’app gratuita per iPhone e Android che permette di selezionare una lista di 10 venue preferite, in modo da garantire check-in immediati, in un solo “tap”. Credete che anche Foursquare dovrebbe semplificare la user experience e tornare a uno stile più “light”? Fatecelo sapere nei commenti!

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Advertising o promozione delle conversazioni?

di Stefano Maggi in News

Succede ogni volta che un social network presenta una nuova soluzione: molti canali di comunicazione tradizionali comunicano la novità come “nuovi formati di advertising” utilizzando il proprio linguaggio, il modo in cui sono abituati a ragionare. Questo comporta ovviamente una perplessità da parte degli utenti, che – ovviamente – non vogliono “advertising” in senso tradizionale in un contesto dove avviene una conversazione. È già successo con le email e il fenomeno che tutti chiamiamo “spam”, nessuno vuole che si ripeta sul canale dove spendiamo la maggior parte del nostro tempo online.

Il modello di business dei canali tradizionali – però – è molto diverso da quello dei social network: le soluzioni che i “media” classificano sotto la grande categoria “advertising” spesso non lo sono. È importante introdurre un nuovo concetto, di “promozione della conversazione”, che presenta una analogia con l’advertising (è a pagamento), ma è molto diverso.

  • L’advertising si basa su una logica di “interruzione“: sospendere un’esperienza che una persona sta vivendo (come ad esempio vedere uno spettacolo o leggere un giornale) e proporre il proprio messaggio (che può essere più o meno in linea con l’esperienza). Il messaggio e il contenuti mostrati sono creati da una marca (in alcuni casi, traendo ispirazione dalle conversazioni delle persone);
  • La promozione della conversazione si basa sulla logica di “integrazione“: estende il reach di una conversazione. Ciò che normalmente raggiungerebbe un segmento di persone definito, viene portato a contatto con persone interessate, ma che normalmente non l’avrebbero visto. L’oggetto di cui viene esteso il “reach” in questo caso non è il messaggio di una marca, ma una conversazione: tra persone o tra marca e persone;




La logica è radicalmente diversa. Ricadono nella categoria advertising, ad esempio: buona parte degli spot in TV o al Cinema, le inserzioni sui giornali, parte delle newsletter o le affissioni. Sono ancora pochi gli esperimenti di promozione della conversazione, ma esistono e sono molto interessanti. Ad esempio i Promoted Trends di Twitter, che mostrano un trending topic a un pubblico più ampio, o i Promoted Tweets, che hanno la stessa logica applicata ai Tweet o i nuovi prodotti Facebook presentati al fMC, che mostrano a un’audience più ampia una conversazione che avviene su un luogo legato a un brand.

Resonance e relevance

Ovviamente è indispensabile che l’utilizzo di questi prodotti sia regolamentato per garantirne l’efficacia: è limitato lo spazio di attenzione (e all’interno dei “news feed” degli utenti) che può essere dedicato a queste soluzioni. Se non fosse così, l’affollamento di conversazione promossa andrebbe a sovrastare quello della conversazione organica, creando un ambiente governato solo dagli investimenti. I social network che hanno adottato queste soluzioni hanno dimostrato di comprendere molto bene questo aspetto, gestendo i pesi in modo da mantenere un bilanciamento molto efficace tra le componenti della conversazione.

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Mercoledì Social #106

di Silvia Raimondi in News

Bentrovati al nostro mercoledì social numero 106! Qui nel nostro ufficio di Milano la primavera sembra ritornata e ne approfittiamo per guardarci un po’ intorno: apriamo la finestra e buttiamoci sulle novità del mondo dei new media!

Facebook Offers
La prima news di cui parliamo oggi riguarda Facebook: dopo il passaggio a Timeline delle brand pages, per le aziende è arrivato il momento di riprendere in considerazione le offerte e gli sconti che passano attraverso il social network. Quasi un anno fa Facebook aveva deciso la chiusura dei Deal, ma ora sembra aver deciso di riprendere l’argomento con le Offer.
Questo cambiamento di rotta può essere determinato dalla volontà di monetizzare in modo più proficuo la presenza dei brand sul social network e soprattutto di dare nuove possibilità di promozione a quelle aziende che stanno prendendo le misure con le nuove features.
In un video di qualche giorno fa, Facebook spiega in modo semplice, anche se non del tutto esaustivo, il funzionamento delle Offer. I fan delle brand pages visualizzeranno all’interno del news feed le offerte postate dai brand e potranno riceverle via e-mail. Sarà sufficiente mostrare il proprio smartphone o la e-mail stampata al punto vendita per redimere l’offerta.

Il servizio per ora è ancora in versione beta e disponibile per un numero molto ristretto di aziende in alcuni Paesi: attendiamo il lancio sul mercato statunitense ed europeo per testare le caratteristiche e le funzionalità per le brand pages.

Google Drive
Un’altra novità in arrivo è Google Drive. Si tratta di un servizio di storage di documenti online: i documenti saranno accessibili e modificabili dagli utenti dalla versione desktop, da mobile e direttamente dal sito del servizio.
Sembra quindi che Google abbia deciso di fare una concorrenza decisa a Dropbox, finora il servizio analogo più diffuso. Quello che apparentemente farà la differenza, ovviamente a favore del gigante di Mountain View, saranno i 5Gb a disposizione di tutti gli utenti contro i 2 di Dropbox.
I particolari chiacchierati ma non confermati sono tanti (li trovate tutti con l’hashtag #googledrive): uno interessante riguarda l’integrazione con Windows e iOS che dovrebbe avvenire molto semplicemente con la navigazione per cartelle.

A proposito della data di lancio tanti scommettono per martedì o mercoledì prossimo e l’URL più quotato per l’apertura (ma ancora inattivo) è http://drive.google.com: stay tuned e presto scoprirete tutte le feature del nuovo servizio!

Twitter acquisisce Hotspots.io
Le novità dal mondo social continuano, questa volta con un’acquisizione che fa ben sperare chi deve districarsi fra statistiche e numeri di follower e tweet. Lunedì è uscito l’annuncio ufficiale che Twitter ha acquisito la neonata Hotspots.io. Le feature di questo servizio ancora in versione beta sono tutte da scoprire, ma il payoff ci dà qualche indicazione: Social media intelligence you’ll actually use.
Come dire: avete presente tutto il tempo speso a fare report da dati incompleti e complicati? Ora non ne perderete più. Si tratta senz’altro di una promessa interessante: un primo assaggio di come potrebbero essere i dati offerti da hotspots.io ci è stato offerto in occasione del Superbowl.
L’unione con il social network dei cinguettii sembra essere foriera di buoni risultati, soprattutto considerando quanto al momento sia complesso reperire dati completi e significativi sulla piattaforma. Sembra che in un primo momento l’intenzione di Twitter sia quella di integrare al proprio interno il team di Hotspots, ma in futuro ci potrebbero essere interessanti sviluppi nell’ambito della media intelligence.

Are Memes Art?
Per chiudere in bellezza il nostro mercoledì social, vi proponiamo un riflessione profonda sulla evoluzione dell’arte nell’epoca moderna. La semplicità dei mezzi di espressione consente a chiunque di proporsi come artista? Le produzioni digitali che si rifanno a modelli già noti si possono etichettare come arte? Godetevi il video e diteci la vostra nei commenti!

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[Infographic] Social media e Fortune 500: statistiche

di Ottavio Nava in News

Go-Gulf.com ha realizzato un infographic che raccoglie alcune statistiche interessanti rispetto all’utilizzo dei social media da parte delle aziende della Fortune 500. Il 62% delle aziende considerate ha una presenza “corporate” su Twitter e il 58% su Facebook. Tra le community più numerose spiccano in entrambi i casi (Twitter e Facebook) Coca-Cola, Mc-Donald’s e Starbucks.

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[Infographic] Le migliori Facebook page in Italia, primo trimestre 2012

di Ottavio Nava in News

SocialBakers ha rilasciato un nuovo infographic sulle migliori pagine Facebook in Italia nel primo trimestre del 2012. La classifica tiene conto di diverse metriche, tra le quali la numerosità della community (espressa ovviamente in numero di Like), la velocità di risposta e l’engagement rate.

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Thank God We Are Social #45

di Pierluca in News

Benvenuti al consueto appuntamento del sabato con il lato più “leggero” dei social media.

Push to add Drama
Per promuovere il lancio del nuovo canale di TNT in Belgio, è stato aggiunto in una ordinaria piazza di una cittadina ordinaria il bottone “Push to Add Drama”, a quel punto è stato solo necessario attendere che qualcuno lo premesse…

Efficace, no?

Che utenti internet siete?
Passiamo ora alla suddivisione degli utenti di internet, vi sentite più un “politico” o un “lurker”? Una macchina da meme? O siete parte del temibile gruppo dei troll? se lo volete scoprire non vi resta che guardare la bella infografica su flowtown:

Nuovi tools per utenti e brand di Tumblr

Tumblr, la piattaforma di blogging con ritmi di crescita esplosivi, è ancora alla ricerca del suo modello di business: come ha dichiarato più volte il fondatore David Karp, la piattaforma è interessata a innovare anche in questo senso.

Uno dei primi esempi di questa nuova ricerca sono i post in evidenza: pagando 1$ gli utenti possono mettere in evidenza un proprio post sul network. Il fondatore in questa intervista a Ad Age sottolinea come questo sia solo il primo passo di una serie di innovazioni incentrate sull’utente. Questo è interessante anche per i brand, in particolare un esempio sottolineato da Karp per questa feature è quello fatto da Reuters che pone in evidenza le breaking news.

Secondo voi che altre sorprese ci riserva la piattaforma di New York?

Applicazioni utili
Cosa fareste se domani ci fosse un’invasione di zombie, pronti a mangiare i vostri cervelli? Scommetto che in una situazione del genere sareste colti impreparati, ma grazie a – Map of the dead – una nuova applicazione web potrete sapere dove andare per trovare armi, cibo, medicinali e protezione da parte dell’esercito.

Come vedete, il nostro ufficio è stato scelto in una posizione altamente strategica per essere pronti anche a questa eventualità.

Buon week end.

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[Infographic] Le associazioni nonprofit e i social media

di Matteo Brignoli in News

Come si struttura la presenza delle associazioni nonprofit sui social media? Colgo l’occasione offertami da questa interessante infografica di Visual.ly per tornare su un tema che abbiamo già in parte affrontato in questo post sull’impegno social.

Secondo il 2012 Nonprofit Social Networking Benchmark Report, le associazioni  che hanno scelto di integrare la propria attività con l’apertura di embassy social hanno raggiunto nel corso degli ultimi due anni ottimi risultati in termini di crescita della community online. Il 98% delle nonprofit è dotata di una presenza consistente su Facebook, mentre il 72% si dedica al microblogging su Twitter; da notare inoltre come il 44% di queste associazioni sia attiva anche su LinkedIn: un dato non secondario per iniziative che hanno costantemente necessità di recruitment, partnership e, soprattutto, fund-raising.

A proposito di fund-raising, nonostante la continua crescita in termini di fan/follower, la raccolta di fondi e donazioni tramite i social media continua ad avere proporzioni modeste. Altrettanto modesto sembra essere l’effort speso da queste associazioni, che per la natura stessa della loro attività non hanno la possibilità di destinare grandi risorse alla comunicazione sui social media: nel 79% dei casi, la gestione dei canali social è un task affidato ad una sola figura professionale.
Come si spiegano allora gli ottimi risultati raggiunti? Il punto chiave è, come spesso accade, la forza delle storie vere che le associazioni nonprofit affrontano e raccontano ogni giorno a partire dalla propria esperienza diretta. La capacità di storytelling affiancata ad un’attività offline che cambia concretamente in meglio la vita delle persone rappresenta il più forte fattore di crescita per community composte da utenti solidali con le cause affrontate e propensi allo sharing dei contenuti rilevanti.

Secondo voi quali sono le nonprofit che gestiscono meglio la loro presenza sui social media? Fate parte di qualcuna di queste community? Scrivetecelo in un commento!

The Social Harvest Infographic

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