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Sabato 16/04, anche in Italia (a Bologna e a Milano), si è festeggiato il Foursquare Day. Che cos’è? È il giorno in cui le community di Foursquare di tutto il mondo si riuniscono per celebrare il LBS made in New York: già l’anno scorso era stato ufficializzato con un badge dedicato, ma quest’anno – vista anche la crescita degli ultimi mesi – è stato un vero evento globale.

Bologna – già protagonista della Foursquare Conference di Luglio, a cui ha partecipato Crowley in videoconferenza – è stata teatro di un’intera giornata dedicata all’esplorazione della città attraverso l’utilizzo di Foursquare: in fondo Explore your city è il principio che muove il LBS, e che i suoi fondatori non smettono mai di ricordare agli utenti.
Non ci sono dati ufficiali sul numero di utenti attivi in Italia – globalmente sono invece stati superati gli 8.5 milioni – ma a giudicare dalle conversazioni nei giorni precedenti e in quelli successivi all’evento, la community italiana sembra veramente forte: pensate che nella sola giornata di sabato 16/04 ci sono stati più di 700 tweet riferiti all’evento (per non parlare dei post di resoconto che già da ieri stanno a testimoniare l’entusiasmo attorno a Foursquare)!
Il numero di check-in per i vicoli di Bologna è stato davvero enorme, quindi per avere dati precisi ci vorrà qualche tempo, ma basti pensare che oltre ai più di 130 che sono riusciti ad ottenere il biglietto per l’evento c’erano anche “infiltrati” (nel senso buono del termine ovviamente) e curiosi che si sono uniti all’ultimo momento: moltiplicate questo numero per le 24 venue – suddivise in tre percorsi tematici – e otterrete, a spanne, il numero di interazioni tra gli utenti e Foursquare.
Sabato 16 Aprile è stato anche il giorno in cui Foursquare ha registrato il maggior numero di check-in dalla sua nascita ad oggi (superando i 3 milioni di check-in) e che Bloomberg – il Sindaco di New York (quello vero) – ha dichiarato il 16 Aprile, ufficialmente il Foursquare Day. Ma a parte queste note di colore, che significato hanno tutte le conversazioni che hanno preso vita in questi giorni su tutti i luoghi del social web?

Quello più evidente, e più interessante, è che la convergenza tra mondo online e offline rende le conversazioni più coinvolgenti, facendo sì che le persone siano incentivate a utilizzare e partecipare ad iniziative di questo tipo: Facebook e Twitter sono luoghi davvero interessanti, che offrono enormi opportunità ai brand e che crescono giorno dopo giorno a ritmi incredibili, ma non coinvolgono gli utenti come Foursquare. E la dimostrazione è la freddezza con cui è stato accolto prima Places e poi Deals – troppo incentrati sulle promozioni e poco su dinamiche di esplorazione o di rapporto tra gli utenti – senza dimenticare la completa assenza della componente ludica.
Foursquare avrebbe poi poco senso se preso come prodotto scollegato dal resto del social web, così come ha poco senso se lo si utilizza senza interazione con i propri amici: vi divertireste a giocare a tennis da soli? Ci sono decine di post che spiegano le opportunità di business, le diverse modalità di utilizzo che si possono prevedere sia per piccoli esercizi commerciali, che per grandi brand, e – almeno per questi giorni, a ridosso del Foursquare Day – è quindi molto più interessante osservare come anche in Italia questo sia un fenomeno assolutamente vivo e in crescita.
Anche We Are Social ha voluto partecipare a questa giornata, sponsorizzando l’evento, promosso dall’Osservatorio italiano su Foursquare e Mimulus – a cui vanno i ringraziamenti per quella che – a leggere commenti, tweet e post – è stata una bella giornata per tutti i partecipanti, anche grazie ai contest promossi da Coin e Kodak.

Il sito dedicato – 4sqday.it – raccoglie tutte le foto, i post e lo stream dei tweet dell’evento: ovviamente tutto in continuo aggiornamento.
Per tutti coloro che vogliano condividere con noi i loro feedback su questa giornata, lo spazio per i commenti – qui sotto – è a vostra disposizione, e non dimenticate di iscrivervi al nostro feed RSS se volete rimanere sempre aggiornati su ciò che succede sul social web!
Quattro anelli di influenza
Le aziende non possono più permettersi di limitare la propria strategia alle sole comunicazioni istituzionali: il social web espone brand e prodotti a una quantità troppo elevata di commenti (positivi e negativi). Jeremiah Owyang propone una classificazione dei diversi livelli di interazione istituzionale sui social media, suddividendola in quattro aree in base alla “vicinanza” al brand: l’azienda stessa, i dipendenti, i clienti, i possibili clienti. Ogni area richiede un approccio diverso, ma tutte hanno molto da offrire.
Be pragmatic, and develop a roadmap: start with smallest ring and move out.
Google Buzz: si riparte. ancora.
Dopo le numerose polemiche sul rispetto della privacy degli utenti, in questi giorni Google chiede esplicitamente a chi è già utente Buzz di verificare le proprie impostazioni tramite un messaggio visualizzato all’accesso del servizio. Altre modifiche sono previste a breve, per consentire agli utenti di avere un controllo maggiore sul comportamento del servizio.
Cerco Facebook
Molti utenti attualmente cercano il termine ‘Facebook’ tramite un motore di ricerca invece di digitare direttamente ‘www.facebook.com’ nella barra degli indirizzi. È quanto risulta da una recente analisi sulle abitudini di ricerca negli Stati Uniti: Facebook è il brand più ricercato, seguito da Google e Yahoo. Da una parte questo evidenzia un costante aumento dei visitatori, dall’altra indica un accesso al servizio da parte di utenti meno “evoluti”.
We Want You for VideoVolunteers
L’ex vicepresidente americano Al Gore ci ricorda, sul canale YouTube di VideoVolunteers, che c’è tempo fino al 19 aprile per inviare il proprio video a favore di un’organizzazione impegnata nell’ambito dei cambiamenti climatici. I tre video più votati guadagneranno l’homepage di YouTube nell’Earth Day, il prossimo 22 aprile.
Di nuovo sul palco grazie ai fan
Come nella migliore tradizione rock tutto è cominciato quasi per caso, con un gruppo su Facebook dal titolo “Bring Back God Street Wine“, senza che il creatore si aspettasse di veder crescere gli iscritti fino a quasi 1.500. Evidentemente erano in molti a voler di nuovo assistere dal vivo a un concerto della band newyorkese, sciolta dal 1999. Ora il loro desiderio diventa realtà, con quattro serate organizzate a New York.
Per concludere in bellezza quella che sembra davvero una favola moderna, il ricavato dei quattro concerti sarà devoluto alla National Multiple Sclerosis Society, quindi se passate da New York a luglio fateci un pensierino, i biglietti già scarseggiano!
lukeslab
Fraespana
Andrea_Savarino
MassiPu7


















