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In questi giorni, ne siamo sicuri, sentirete parlare di Facebook soprattutto in relazione alla recente ufficializzazione della sua IPO (offerta pubblica iniziale) per una somma pari a 5 miliardi di dollari. Se non volete farvi scappare la possibilità di comprare i titoli dell’azienda (e abitate negli Stati Uniti) potrete chiederli alla vostra banca con una sigla piuttosto scontata: FB.
(Questa foto, presa direttamente dal profilo di Mark Zukerberg ci racconta come si preparano all’attesa i ragazzi di Facebook)
Un altro dei motivi per cui sentirete parlare di Facebook in questo periodo è indubbiamente il rilascio delle prime applicazioni che sfruttano pienamente il “nuovo Open Graph”. Che cos’è esattamente Open Graph? Come è cambiato?
Open Graph è un protocollo (introdotto nel 2010) che permette di estende l’efficacia del Social Graph a tutto il social web esterno a Facebook, attraverso la condivisione di contenuti, website e applicazioni di terze parti con il proprio network di amici. Recentemente Facebook ha deciso di evolvere Open Graph offrendo la possibilità ad applicazioni e contenuti di terze parti di integrarsi profondamente con l’esperienza di fruizione della piattaforma e personalizzare le azioni che possono essere compiute da chi le utilizza. Non più solo Mi Piace quindi ma Ho letto, Ho mangiato, Ho corso, Ho visto, Ho cucinato, Ho comprato e così via.
Citando testualmente:
Dopo che gli utenti avranno aggiunto la vostra applicazione alle loro Timeline, le azioni specifiche che possono essere svolte grazie all’applicazione potranno essere condivise attraverso Open Graph. Dal momento che le vostre App diventeranno una parte importante del modo in cui gli utenti si esprimono, queste azioni avranno sempre maggiore visibilità nelle Timeline, nel Ticker e nei News Feed. Questo permetterà alle vostre applicazioni di diventare una parte fondamentale dell’esperienza Facebook degli utenti e dei loro amici.
L’interazione delle persone con le vostre applicazioni avverrà quindi seguendo questa logica: Azione (Ho cucinato) e Oggetto (Ricetta).
Cosa significa questo cambiamento da un punto di vista di marketing?
Pensare a lungo termine (oltre alla singola campagna)
Poiché le Timeline App condivideranno in modo automatico una grande quantità di azioni e informazioni, le persone presteranno sempre più attenzione alla condivisione di questi dati e opteranno per applicazioni in grado di offrire un’esperienza rilevante. La nuova dinamica di interazione tra Applicazioni, Timeline, Ticker e News Feed consentirà ai brand di aumentare (quantitativamente) l’esposizione attraverso la conversazione su Facebook. Ma dal momento che le Timeline App sono molto utili nel raccogliere ed interpretare dati se utilizzate in modo continuativo, non saranno lo strumento ideale per progetti tattici di breve periodo e imporranno una progettazione di esperienze in grado di soddisfare esigenze e interessi reali delle persone.
Più attenzione alla privacy
Facebook ha recentemente modificato le regole alla base della richiesta di permessi da parte delle applicazioni, consentendo agli utenti di sapere esattamente il motivo della richiesta di ogni singolo permesso e lasciandoli liberi di decidere con chi condividere le informazioni prodotte. È stato inoltre reso opzionale il permesso di creare eventi per conto dell’utente e postare mentre l’utente è offline, non sarà quindi più possibile vincolare la partecipazione ad un’attività a questi due permessi. Questo cambiamento renderà lo scopo di ogni singola richiesta molto più chiaro ed è plausibile aspettarsi che le persone premieranno con una maggiore propensione alla condivisione le applicazioni più rilevanti, penalizzando molto quelle volte a “carpire informazioni” a puro scopo promozionale.
Progettare esperienze “portatili”
È ragionevole pensare che molte delle migliori Open Graph App verranno sviluppate come integrazioni web o applicazioni mobile, per diverse ragioni. In parte perché le applicazioni che si sviluppano nelle tab sono meno adatte ad un utilizzo ripetuto (ad esempio non sono accessibili da mobile) e le Open Graph App hanno bisogno di questa caratteristica per dare il massimo (Pensate ad un’applicazione per condividere cosa si sta ascoltando o una in grado di misurare le vostre performance di corsa). Aggiungiamoci che tra gli oltre 60 partner che hanno sviluppato applicazioni in anteprima, alcuni hanno utilizzato delle Canvas App ma quasi tutti hanno preferito applicazioni cross piattaforma, accessibili dunque sia da mobile sia da desktop. Diventa quindi fondamentale ragionare in modo agnostico rispetto alla tecnologia e semplicemente offrire la migliore esperienza e renderla fruibile in modo “portatile”.
Considerare le partnership
Potrebbe rivelarsi utile non ragionare solo in termini di creazione di applicazioni in grado di suscitare l’interesse del pubblico ma considerare partnership strategiche, sfruttando applicazioni già esistenti, per generare word of mouth per il proprio brand. Immaginate di essere un noto fastfood e voler premiare i vostri clienti con un contenuto esclusivo (un film gratis?) per ogni menù acquistato, generando passaparola grazie al frictionless sharing, ecco che una partnership con Hulu potrebbe rivelarsi molto interessante. Si dovrà fare quindi sempre più attenzione alla conversazione grazie alla quale aumentare la percezione del brand come facilitatore di un’esperienza.
Cosa aspettarsi dal futuro
Leggendo di queste novità, qualcuno potrebbe pensare ad tentativo di Facebook di dominare l’intera esperienza sociale delle persone online a discapito della nascita di nuove iniziative e invece siamo convinti che accadrà proprio il contrario; se assumiamo infatti che Facebook voglia diventare sempre di più un ecosistema non è difficile immaginare che nasceranno centinaia di nuove piattaforme in grado di sviluppare un’esperienza verticale in modo consistente, facendo leva sul Social Graph di Facebook. Un’esempio: Pinterest.
Nei prossimi giorni torneremo a parlare di questo argomento, nel frattempo fateci sapere se avete già sperimentato il nuovo Open Graph e cosa ne pensate.
Siete appassionati di Foodspotting e volete che tutti vedano i vostri scatti culinari? Andate pazzi per Pinterest e non vedete l’ora di condividere i vostri nuovi “pin”? O forse siete pazzi per il running e volete che chiunque lo sappia?
Facebook si sta muovendo per voi. Da oggi le applicazioni potranno integrarsi con la timeline, mostrando le interazioni più significative. Poche ore fa, il social network più grande del mondo ha introdotto una funzionalità che permette di dare rilevanza nel proprio profilo alle Facebook App e alle interazioni che ci riguardano.
Per le marche questo risvolto è importantissimo: sviluppare una Facebook App rilevante consente di incoraggiare l’interazione e il coinvolgimento. In più, ora permetterà agli utenti di mostrare a tutti i propri amici il risultato di questa interazione, l’appartenenza a un gruppo, a una community, a una tribù di marca.
Non vedete l’ora di saperne di più? Potete già sperimentare le nuove funzionalità con molte Facebook App, tra cui: RunKeeper, Foodspotting e TripAdvisor.
Siamo ormai entrati a pieno regime nel 2012: benvenuti all’appuntamento con il mercoledì social, anzi, con il mio primo mercoledì social!
Oggi ci occuperemo non solo di social in senso stretto, ma anche di argomenti un po’ collaterali, che però potrebbero assumere un’importanza strategica nell’immediato futuro dell’universo dei social media.
The post social media era
Cominciamo con un titolo lievemente allarmante: stiamo già superando l’epoca dei social? Considerando che il mondo business sta cominciando solo ora a riconoscere in modo unanime l’importanza del canale social, mentre moltissime piccole imprese ancora non sono entrate in quest’ottica, la notizia può suonare giustamente poco rassicurante. Eppure c’è chi, come Nick Decrock, già sta codificando nuovi modi in cui i brand interagiranno con i social media.
La presentazione che vi voglio presentare è stata esposta lunedì al Click Asia Summit, un evento di grande importanza nel panorama del digital in Asia che si è svolto proprio in questi giorni a Mumbai con il contributo di moltissimi esperti.
Nel suo studio, Decrock ci propone una visione aggiornata del rapporto che i brand creano con i propri consumatori-utenti: non più semplicemente basato sulle logiche del web 2.0, ma consapevole che il mondo social sta cambiando anche le aspettative nei confronti delle marche. Cinque sono i punti strategici:
- Contestualità: è essenziale creare collegamenti di valore tra i contenuti della marca e i contenuti di interesse per l’utente, così come unire la socialità virtuale alle esperienze della vita reale.
- Everything is for free: come i servizi di maggiore successo e utilità sono gratuiti (vedi Google), a maggior ragione i contenuti delle marche devono essere messi a disposizione dei propri clienti.
- Il controllo agli users: i consumatori vogliono essere non solo attivi e partecipativi, ma avere potere sul mondo della marca, costruirlo ed influenzarlo.
- Il brand è dei consumatori: se si vuole farli sentire davvero protagonisti è essenziale coinvolgerli nei processi di co-creation, dando loro strumenti e credito.
- Sharevertising: il social si basa sulla condivisione. Ma bisogna che gli utenti abbiano qualcosa da condividere e vogliano farlo di loro spontanea volontà. Un’esperienza positiva del prodotto è la chiave irrinunciabile per stimolarli.
Novità da Open Graph
Sono attese proprio per oggi alcune importanti novità per gli sviluppatori che si occupano di applicazioni per Facebook: in un evento a San Francisco, sarà presentato il passaggio dalle applicazioni che siamo abituati ad utilizzare a quelle che si basano sulla piattaforma di sviluppo Open Graph.
L’adozione del nuovo protocollo è avvenuta in concomitanza con la release di Timeline, ma ora sarà alla base anche di nuove importanti features. A quanto pare, infatti, gli utenti Facebook richiederebbero metodi di condivisione diversi dal famoso Like Button. Il Mi Piace è spesso ritenuto un’azione con cui ci si espone, che dà un giudizio o esprime un’opinione forte rispetto alla semplice condivisione, che invece può essere utilizzata anche per segnalare un contenuto che non ci trova concordi.
Ecco allora nascere le Gestures. Insieme al Like saranno possibili altre azioni, come Read o Watch, con meno implicazioni di giudizio, ma che dovrebbero alimentare la linfa vitale del social network: la condivisione.
Le gestures vivranno nella piattaforma Open Graph e, non appena Timeline sarà adottata da tutti gli utenti, gli sviluppatori potranno creare molte altre azioni per gli utenti.
Lo sviluppo di applicazioni sarà però soggetto a nuove regole e restrizioni per l’approvazione: niente di sconvolgente, ma il management di Facebook ha ritenuto fondamentale regolamentare le applicazioni, soprattutto in seguito a casi in cui vengono eseguite azioni non specificamente autorizzate dall’utente o che lo ingannano con informazioni carenti.
Per le ultime news sulla piattaforma Open Graph, stay tuned @FBOpenGraph!
Nasce Ubuntu TV
La seconda notizia che questa settimana ci ha colpiti arriva dal mondo open source: la grande famiglia Linux è pronta per mostrarci l’ultima nata, la Ubuntu TV. Per il momento le informazioni ufficiali sono poche e si limitano alla parte software, mentre per l’hardware ci toccherà attendere altre comunicazioni. Quello che per il momento ci è dato sapere è che l’interfaccia del mediacenter open source sarà semplice ed elegante, ci darà la possibilità di “consumare” format televisivi dei canali gratuiti e a pagamento, la visione di film che possiamo acquistare online e una libreria personalizzata. Tutto questo con un unico device dal controllo intuitivo e rapido. L’integrazione con altri sistemi sembra essere il punto focale del nuovo prodotto: Android, iOS e il mondo Windows saranno perfettamente compatibili, sia da mobile che dalle versioni desktop. Promesse, ma non ancora specificate, sono le integrazioni con Youtube e gli altri servizi di sharing musicale e video online.
Godiamoci il video di presentazione.
Stop Online Piracy Act
Chiudiamo infine con un aggiornamento sui famigerati SOPA e PIPA, che in questi giorni infiammano il dibattito politico statunitense. Mentre Wikipedia, Google, Yahoo! e altri “big” dell’online si sono accordati per sospendere i propri servizi in segno di protesta (proprio nella giornata di oggi), il grande pubblico rischia di perdere i dettagli più controversi della proposta di legge. Possiamo leggere su Wikipedia una descrizione formale dei contenuti, mentre vale la pena di soffermarsi sulla sintesi, opinabile ma ragionata, che ci offre Il Post.
Il punto focale delle proposte di legge, attualmente al vaglio del parlamento che ha presentato parecchi emendamenti, è la possibilità di bloccare i siti web che mettono a disposizione degli utenti materiale soggetto a copyright e diritto d’autore. L’oscuramento dei siti web potrebbe avvenire anche prima dell’effettivo accertamento della violazione, mentre i gestori degli spazi rischiano condanne pesanti, fino a cinque anni di carcere.
Le implicazioni non si fermerebbero qui: anche i siti che non ospitano direttamente i contenuti incriminati, ma che ne consentono la sola condivisione (leggi i social media per loro natura), sarebbero soggetti a sanzioni e dovrebbero quindi esercitare un controllo preventivo sui contenuti che gli utenti vogliono condividere. Anche se il PIPA è stato depotenziato, togliendo dalla proposta di legge il sistema di filtro dei DNS, con il quale si sarebbero potute praticare opere di azione diretta sui siti colti in violazione, è chiaro che colossi come Youtube e Twitter vedrebbero minate le fondamenta della propria leadership nel campo delle comunicazioni e sono quindi intenzionati a dare battaglia contro i difensori dei diritti di case cinematografiche e produttori di software.
Per un aggiornamento sugli ultimi sviluppi e le opinioni della rete vi rimando all’hashtag su Twitter #SOPA e #PIPA o all’articolo dell’Huffington Post.
Ed eccoci giunti alla fine del nostro post di aggiornamento settimanale: vi ha un po’ risollevati dopo il Blue Monday o ha accresciuto le vostre preoccupazioni? Fateci sapere se il vostro sentiment è positivo o negativo nei commenti!
Vi è mai capitato di guardare uno spettacolo in TV e commentare un particolare con i vostri amici su Facebook? O di leggere un aggiornamento, pubblicato da un vostro contatto su Twitter, riguardo un nuovo film e di volerlo vedere insieme? O di scoprire una nuova serie TV attraverso i commenti pubblicati dai vostri amici sui canali social? Non siete soli.
La condivisione delle esperienze legate al contenuto è un trend importante e in forte crescita, come dimostra lo sviluppo di network dedicati. Facebook, ispirata da questa esigenza, ha lanciato poche ore fa una nuova funzionalità: la condivisione dell’ascolto. Grazie a questa nuova caratteristica, sarà possibile ascoltare la propria musica in tempo reale con i propri amici. La stessa canzone, nello stesso momento. Facebook racconta che “quando arriva la vostra parte preferita, potrete anche cantare insieme”.
Il servizio sarà reso disponibile con progressivamente nei paesi in cui i servizi musicali sono attivi. Questo significa che per gli utenti italiani non sarà accessibile da subito. L’aspetto più interessante, però, rimane la volontà di Facebook di favorire la condivisione della fruizione di contenuto: oggi si riferisce alla musica, ma domani potrà avere un impatto forte sulla TV e sul cinema.
Per le marche l’occasione è molto utile: permetterà di sperimentare come le persone commentano e reagiscono in diretta a un contenuto proposto, stimolando la conversazione e, in futuro, influenzandone lo svolgimento. La condivisione dell’esperienza è una tendenza sempre più interessante per le persone e per i brand. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati su come si svilupperà e per raccontarci le vostre esperienze.
Benvenuti al secondo Mercoledì Social dell’anno: si sa d’altronde che l’Epifania tutte le feste porta via e che il Mercoledì porta con sé un’interessante carrellata di news sul nostro amato social web. Quest’oggi, per bruciare i grassi in eccesso e riprendere uno stile di vita sano, parleremo di Google, Pinterest, Tumblr e Instagram.
Google: Search, plus your world
Nei prossimi giorni Google introdurrà tre nuove feature che vi consentiranno di migliorare e raffinare le vostre ricerche: Personal Results offrirà una selezione di contenuti foto e post aggregati da Google+ relativi al tema su cui state cercando informazioni, Profiles in Search permetterà di trovare velocemente il profilo Google+ di persone che potreste essere interessati a seguire, mentre People and Pages vi aiuterà a trovare più facilmente profili e pagine Google+ legate ad uno specifico contenuto o area d’interesse. Questa novità aggiunge un livello di personalizzazione esclusiva ad ogni ricerca, incentivando l’integrazione dei singoli utenti con la community di Google+.
La straordinaria crescita di Pinterest
L’ormai popolare social network di cui vi abbiamo parlato anche pochi giorni fa ha registrato nella seconda metà del 2011 una crescita notevole, ed è stato recentemente inserito nella Top 50 websites of 2011 del Time Magazine. La chiave di questa crescita è senza dubbio la centralità e l’attenzione data da Pinterest agli interessi delle persone: un dato che sottolinea la necessità di una seria riflessione da parte dei brand su come meglio gestire la propria presenza sugli “interest network”.

Tumblr introduce la Fan Mail
Tumblr ha di recente annunciato l’introduzione di un nuovo messaging service tra i propri iscritti, che consentirà di inviare messaggi privati sia dalla home del blog che si sta visualizzando sia dalla propria Inbox: si tratta di una nuova modalità d’interazione, alternativa ai like ed alle note che fino ad oggi sono state la principale forma di comunicazione tra gli iscritti. Resta da vedere in che modo la novità verrà recepita dagli utenti, e quali saranno gli sviluppi più proficui di questo contatto diretto e personale su una piattaforma che fa della creatività e della condivisione di contenuti visivi il proprio punto di forza.

Barack Obama è su Instagram
Le possibili integrazioni tra social media e politica sono un tema di cui abbiamo già scritto più volte, e anche il buon Barack Obama sembra trovarlo un argomento interessante: il Presidente ha da poco annunciato di essersi iscritto a Instagram per “dare alle persone una testimonianza visiva di quello che succede tutti nella vita quotidiana del Presidente degli Stati Uniti d’America”. La presenza congiunta su Facebook, Twitter, Google+, Tumblr e Instagram rende senza dubbio Obama uno degli uomini politici “più social” del mondo, ed offre l’ennesimo spunto per un’analisi del ruolo che i social media potrebbero avere sulla campagna per le elezioni presidenziali americane. Volete sapere se l’iniziativa di Obama su Instagram si rivolgerà solo agli utenti Instagram? Potete scoprirlo, insieme a molte altre cose, leggendo questo post di Stefano Maggi.

Bene, anche per questa settimana è tutto: se avete trovato interessante ed ipocalorico questo post potete comunicarci il vostro parere attraverso la sezione destinata ai commenti. Per quanto mi riguarda, oltre che incoraggiarvi a praticare uno stile di vita sano all’insegna del social web e dell’attività sportiva, auguro a tutti voi un felice 2012. Alla prossima!
Ben ritrovati nel nostro appuntamento del mercoledì con le notizie più interessanti del social web: questo è il primo mercoledì del nuovo anno, quindi, per prima cosa… buon 2012!
Il gradimento dei candidati alla Casa Bianca per il 2012 è sui Social Media
Sembra preistoria, eppure sono passati solo 4 anni dalle elezioni americane del 2008. Oltre al trionfo di Barack Obama, si è discusso molto del ruolo che hanno avuto i Social Media all’interno della campagna americana, sia perché è stato uno dei primi “grandi” casi, sia perché sono stati indicati come lo strumento che – attraverso un uso sapiente e strutturato – hanno consentito al candidato considerato outsider di vincere le elezioni.
Cosa succede quattro anni dopo? La campagna per le elezioni americane del 2012 è ancora all’inizio, ma già è possibile vedere alcune attività molto interessanti che riguardano i Social Media. Il primo esempio è questa dashboard creata da Google “Politics & Elections” che aggrega e analizza sostanzialmente tre elementi: le ricerche dei nomi dei candidati fatte su Google dalle persone, le news e i video presenti su YouTube. È possibile esplorare i contenuti non solo per candidato, ma anche per “tema” (economia, salute, politica estera…).

Ma non è tutto. Come potrete immaginare gran parte dell’attenzione è rivolta a Facebook, che ha già realizzato una pagina “U.S. Politics” dedicata alle elezioni (con best practices, risorse ecc.): la corsa alle fan page da parte dei candidati è iniziata, e i nuovi insights (ne avevamo parlato qui) forniscono metriche molto interessanti. Quali sono i candidati che generano più conversazione? Quali sono gli status update (e quindi i contenuti) più rilevanti per le persone? SocialBakers risponde a queste e a molte altre domande attraverso lo speciale “The Presidential race on Facebook“.

Ancora una volta, dunque, l’ascolto rappresenta un elemento chiave all’interno della strategia social (più in generale, sull’importanza di misurare i Social Media ne aveva parlato il nostro Stefano Maggi in questo post). Lo scenario attuale è molto più complesso di quello del 2008: quale sarà il ruolo dei Social Media nella campagna politica americana di quest’anno? Quale sarà lo strumento più usato? Verrà creato anche questa volta un benchmark sull’utilizzo dei canali social per aziende e politici del resto del mondo?
Disattivare la Timeline? Impossibile. Occhio allo scam!
La Timeline di Facebook, ora disponibile per tutti (ne aveva parlato Arianna in questo post), oltre a molti consensi ha raccolto anche – inevitabilmente, alcune critiche: diversi utenti hanno manifestato scarso apprezzamento per la novità introdotta da Facebook, tanto da volere utilizzare nuovamente il vecchio profilo. Questo però non è possibile, quindi, come denunciato da InsideFacebook in un post dedicato attenzione alle pagine Facebook e ai siti internet che vi promettono di poter “restituirvi” il layout del “vecchio” profilo Facebook, si tratta di pagine fake: vedere i video linkati, invitare 5 amici, iscriversi alla newsletter o, peggio ancora, usare le app che vi propongono è del tutto inutile.
Insomma, dopo averci illuso che potevamo vedere chi dei nostri amici visitava il nostro profilo Facebook, ora è il turno della Timeline: non credeteci!
A proposito di Timeline: il vostro profilo ce l’ha? Cosa ne pensate?
Anche per questa settimana è tutto. Vi auguriamo un buon rientro dalle vacanze e un fantastico 2012! Lo spazio dedicato ai commenti è a vostra disposizione: fateci sapere cosa pensate delle notizie che abbiamo riportato oggi.
Bentornati al nostro consueto appuntamento del Mercoledì dedicato alle notizie più interessanti che riguardano il social web, il tutto nella fremente attesa di cominciare le vacanze di Natale! Qui in We Are Social in realtà lo abbiamo già festeggiato (come potete vedere qui), ma questa è una storia che vi racconteremo – forse – un’altra volta…
Timeline disponibile per tutti
Ed ecco che poco prima dell’arrivo del Natale, Mark Zuckerberg ci regala una delle ultime novità di Facebook: la tanto discussa e largamente anticipata Timeline, o Diario per gli utenti italiani, è finalmente disponibile per tutti. A Settembre Luca ci aveva già mostrato come ottenere la Timeline in anteprima seguendo vari passi ma adesso è tutto molto più semplice. Vedrete il vostro profilo trasformarsi in una sorta di biografia pubblica e accessibile, in continua evoluzione. Vi consiglio prima di tutto di prepararvi a vedere riaffiorare foto imbarazzanti in cui eravate stati taggati tempo fa… Ma a parte questi piccoli “effetti indesiderati” la Timeline rappresenta un redesign radicale delle pagine profilo degli utenti e punta a cambiare profondamente l’esperienza delle persone sul social network più utilizzato al mondo. Voi cosa ne pensate?
Per le pagine dei brand la Timeline non esiste ancora ma circolano voci che sembrano confermare l’intenzione di Facebook a renderla disponibile anche per le marche. Alcuni brand non sono però rimasti con le mani in mano e hanno già cominciato a muoversi per capitalizzare l’introduzione della Timeline per gli utenti. Vogliamo segnalare in modo particolare Mountain Dew. Settimana scorsa il brand ha infatti reso disponibile per i propri fan il download di varie immagini delle dimensioni del nuovo formato Timeline. Gli utenti possono scaricare delle fotografie gratuite e personalizzabili da riutilizzare come immagini copertina del proprio profilo.
Diffusione di Facebook nel mondo
Tre mesi fa scrivevo il mio primo Mercoledì Social e riportavo i dati relativi alla diffusione di Facebook nel mondo. Come sono cambiate le cose in questi mesi? Vediamo che Brasile ed India rimangono in testa alla classifica dei Paesi in più forte crescita ed è addirittura aumentato il tasso di diffusione di Facebook (in Brasile si contano oltre 4.5 milioni di nuovi iscritti al mese). New entry in questa classifica, rispetto a quella di tre mesi fa, sono alcuni paesi asiatici come Giappone, Sud Corea e Vietnam che registrano altissimi tassi di crescita (intorno al 20%).
Teenager e Mobile
Un recente studio di Nielsen sul traffico dati mobile ha sottolineato l’impressionante crescita del 256%, rispetto ad un anno fa, da parte dei teenager americani, con una media di 320mb ad utente. Pur crescendo esponenzialmente la media rimane nettamente inferiore rispetto alla fascia dai 25 ai 34 anni, per cui probabilmente l’uso intensivo della navigazione mobile si affianca all’utilizzo professionale. Per quanto riguarda i messaggi, sono invece i teenager a farla da padroni con un impressionante media di 3417 sms scambiati al mese, mentre le comunicazioni “voce” sono decisamente in calo. Questi fenomeni ci rivelano i trend dei consumatori, sempre più avvezzi all’utilizzo di strumenti per la comunicazione attraverso la rete, con una presenza costante sul web.
Facebook: se mi offendi, ti cancello
Cosa spinge un utente ad accettare una richiesta di amicizia su Facebook, a inviarne una o a rimuovere dai propri amici un contatto già esistente? Un nuovo studio condotto da NM Incite rivela le motivazioni principali che spingono gli utenti a cliccare su “Add Friend” o su “Unfriend”. Scopriamo così che per l’82% degli intervistati la conoscenza di una persona nella vita reale rappresenta il fattore principale che spinge ad accettare o a richiedere l’amicizia su Facebook. Ciò che spinge, invece, a rimuovere un contatto è, per il 55% del campione, aver ricevuto dall’amico virtuale commenti offensivi.
Da questa indagine emerge anche che l’utente medio ha 130 amici su Facebook e che vi sono nette differenze rispetto all’uso del social network da parte di uomini e donne. Gli utenti maschili lo utilizzano soprattutto come strumento di business mentre le donne si collegano principalmente per rimanere aggiornate su tendenze e novità, ricevere coupon e promozioni e per dare feedback positivi.
Svezia: il paese “Social” per eccellenza
La Svezia dimostra ancora una volta di essere “avanti”. Dopo The Pirate Bay e Spotify ecco una nuova innovazione importante che arriva dal paese scandinavo. L’operazione si chiama Curators of Sweden e parte da un assunto molto semplice: “Noi pensiamo che nessuno più dei cittadini sia il proprietario del marchio Svezia” spiega Thomas Bruhl di VisitSweden, l’agenzia di turismo svedese. Ogni settimana l’account @sweden viene affidato ad una persona diversa, senza discriminazione di genere, età, professione, origine o orientamento sessuale. Questo rappresenta un grandissimo – e coraggioso – esperimento di democrazia e “marketing territoriale partecipato”. Ovviamente c’è sempre il rischio che questa iniziativa non funzioni ma credo che comunque vada rappresenta un importante passo verso l’adeguamento delle nuove dinamiche social del Web. In Italia sicuramente siamo ancora lontani anni luce da progetti del genere, ma credete che potrebbe funzionare nel nostro paese?
Finisce così questo Mercoledì Social, usate lo spazio dedicato ai commenti per farci sapere cosa pensate della Timeline e delle altre notizie che abbiamo riportato oggi. E se invece desiderate rimanere sempre aggiornati su tutto ciò di cui parliamo, potete abbonarvi al nostro feed RSS. Alla prossima!
Se state leggendo questo post, significa che è Mercoledì (ma non datelo mai per scontato…) e come ogni Mercoledì potete leggere il nostro appuntamento settimanale dedicato alle news più interessanti dal mondo del social web. Sono convinto che, da persone ben informate quali siete, sappiate già tutto delle importanti novità introdotte da Twitter negli ultimi giorni… e poi, chi sono io per raccontarvele quando c’è già un nostro post di qualche giorno fa che ne parla in maniera approfondita?
L’avete letto? Sì? Bene, allora possiamo entrare nel vivo del nostro Mercoledì Social #88.
Facebook e i Messaggi Privati per le pagine
Questa novità, per ora limitata all’Asia, potrebbe determinare un importante cambiamento nelle dinamiche comunicative tra il brand “titolare” della pagina e i consumatori, andando a costituire un prezioso strumento per coltivare il rapporto con i fan. Da notare come gli utenti non dovranno necessariamente essere fan della pagina per “scrivere al brand”; al contrario invece, chi amministra la pagina dovrà limitarsi a rispondere ai messaggi ricevuti, senza la possibilità di contattare in privato i membri della community.

Arrivano i nuovi City Badge di Foursquare
Il popolare social network di geolocalizzazione, forte dei suoi 15 milioni di utenti, ha di recente lanciato una serie di nuovi City Badge basati sui pareri e i consigli della propria community, con una particolare attenzione alle scelte dei Superusers. I badge contribuiranno ad arricchire l’esperienza di chi visita le città coinvolte con una serie di tips e segnalazioni sui check-in da non perdere: un ottimo esempio di come il social web possa integrarsi perfettamente con esperienze offline, rinnovando i canoni del turismo tradizionale con una serie di possibilità nuove.

Creare un forum su Facebook
Tutti ci ricordiamo della sezione Discussioni di cui erano dotate le pagine fino a qualche mese fa, ma pochi sanno che Facebook ha di recente lanciato una nuova applicazione, Forum for pages, che, come avrete capito dal nome, consente di aggiungere un forum direttamente alla propria pagina. Si tratta di una soluzione molto interessante soprattutto per i brand che hanno necessità di instaurare una conversazione con una community particolarmente ampia: in particolare, potrebbe rappresentare una nuova grande opportunità per il customer service su Facebook. Potete vedere l’app già in azione su pagine come quella di Sony Ericsson: che ne pensate del design e delle funzionalità di questi forum?

Lo stato del Social Marketing nel 2011
Avete mai cercato informazioni e consigli sul social web prima di fare un acquisto? Bene, se l’avete fatto allora siete anche voi dei social consumers, e questa interessante ricerca fatta da Pivot vi riguarda. Vi siete mai chiesti, infatti, cosa si aspettano da voi i vostri brand preferiti? Secondo le marche, questi sono i benefici che potete ottenere grazie all’engagement sui loro canali social:

Ecco invece un grafico che ci mostra dove si trovano i social consumers dei brand intervistati: come vedete è Facebook a farla da padrone con il 95%, seguito da Twitter e Linkedin (rispettivamente con l’89% e il 75.9%). Interessante notare la crescita di Google+, che raggiunge ben il 42%; si tratta di un dato notevole, tenendo conto che la ricerca è stata effettuata quando il canale era appena nato e che le Google+ Brand Pages sono una recente novità.

Siete arrivati a leggere fino a qui? Questa è la fine del mio Mercoledì Social, l’unico Mercoledì che una volta ha provato l’ebbrezza di essere un Martedì: ma questa è un’altra storia e io non posso fare altro che invitarvi a dire la vostra sulle notizie che vi abbiamo dato oggi con un commento o via email. Se volete essere sempre aggiornati su tutte le principali news del social web, abbonatevi al nostro feed RSS, non ve ne pentirete. Alla prossima!
Mercoledì di festa questo per chi vive, ma soprattutto per chi lavora, a Milano: thank God is Sant’Ambrogio quindi. Un mercoledì di vacanza che qualcuno passerà in città, qualcun altro sulle piste da sci… a raccogliere margherite viste le temperature estive che regnano nelle località di montagna. Ma veniamo a noi, e soprattutto alle più importanti notizie che sono state condivise questa settimana sul social web.
Facebook compra Gowalla. Anzi no
Già, perché nonostante rimbalzino via Twitter continue notizie sull’acquisizione di Gowalla da parte di Facebook, la verità è che sarà il suo dev team a trasferirsi a Palo Alto, per lavorare sull’ottimizzazione della navigazione via mobile della Timeline di Facebook (che è appena stata finalmente lanciata in modo ufficiale – i primi a poterla utilizzare saranno gli utenti che abitano esattamente dall’altra parte del mondo rispetto a noi: i neozelandesi). Niente badge legati ai check-in su Facebook quindi, e neppure tonnellate di dati spostati da un social newtork all’altro: lo assicura Josh Williams stesso – CEO di Gowalla – che tranquillizza gli utenti su qualsiasi possibile cessione di dati personali. D’altra parte anche per Facebook non è esattamente il momento di rischiare altri problemi legali…

E, tanto per confermare che la geolocalizzazione è ormai molto più di un trend destinato alle nicchie, Foursquare ha oggi ufficialmente superato i 15 milioni di utenti registrati: auguri!
#2011
E per restare in tema di trend, ecco i trending topic più caldi del 2011, suddivisi per area tematica. È incredibile come semplicemente osservando alcuni di questi temi possano spiegare cos’è successo di rilevante nel corso dell’anno: i tragici eventi giapponesi, insieme alle rivolte egiziane ed agli avvenimenti bellici della Libia, spiccano tra i TT legati a luoghi geografici.

Ma non solo, perché attraverso yearinreview possiamo sapere che – ad esempio – ad Aprile si è iscritto a Twitter Nelson Mandela, o che a Luglio ha iniziato a tweettare Rafa Nadal. Cliccate qui per vedere chi altro potreste decidere di seguire in questi giorni.
Ma se proprio non vi accontentate di ciò che suggerisce Twitter, ecco un infographic pubblicato da What the Trend che mette in fila tutti i maggiori trending topic del 2011:

La psicologia degli acquisti online
I comportamenti d’acquisto sono – ovviamente – condizionati dalla nostra mente, dalle nostre abitudini e dal modo in cui interagiamo con le persone: il social web offre, in questo senso, un’ottima opportunità per le marche di capire in che modo rispondere ai bisogni delle persone. TabJuice ha pubblicato un interessante infographic che evidenzia alcuni fattori chiave nel social commerce. Cliccate sull’immagine qui sotto per scoprire che il 77% delle persone si serve di review per prendere decisioni legate agli acquisti online, e molto altro.

Il 93% degli europei online naviga sul social web
… ed il 68.4% di loro lo fa su Facebook. È questo il dato che emerge da uno studio condotto e pubblicato da ComScore, che evidenzia la sempre maggior rilevanza di Facebook anche nel Vecchio Continente. E gli italiani? Beh, l’Italia dimostra – ancora una volta – di essere uno dei paesi con il tasso di penetrazione più alto sia per la navigazione su Facebook (con il 79.8%) che su piattaforme di social networking in generale (dove la percentuale supera il 93%).

E anche per questa settimana speriamo di avervi regalato informazioni interessanti, che vi possano essere utili per capire sempre meglio come muovervi sul social web. Se volete approfondire qualche tema particolare, o capire come ottimizzare la presenza del vostro business in termini di conversazioni ed interazioni, non dovete far altro che scriverci; se invece desiderate rimanere sempre aggiornati su tutto ciò di cui parliamo, potete abbonarvi al nostro feed RSS o seguirci su Twitter.
Come ogni mercoledì, eccoci con il nostro consueto appuntamento settimanale dedicato alle notizie più interessanti che riguardano il social web!
Facebook, uno dei canali preferiti dalle piccole imprese per parlare con le persone.
Chi dice che Facebook sia utile solo ai grandi brand e alle interazioni che sono capaci di generare anche a fronte dei loro maggiori investimenti? Emarketer ha pubblicato qualche giorno fa un articolo sugli strumenti utilizzati dalle piccole imprese per “connettersi one-to-one” con le persone. Lo studio, realizzato da Constant Contact e basato sulle aziende americane, offre molti spunti interessanti. Facebook è utilizzato dal 70% delle piccole aziende, secondo fra gli strumenti digitali, alle spalle della posta elettronica.

E fra gli strumenti social, quali sono quelli ritenuti più utili per le piccole imprese? La risposta, delle piccole imprese stesse, è molto chiara: per l’83% Facebook rappresenta lo strumento più efficace, che stacca decisamente Twitter e il suo 46%. Stupisce invece il ruolo marginale che hanno i siti di recensioni e, soprattutto, il fenomeno legato ai deals.

Quali sono le piccole imprese o le attività commerciali locali che “seguite” sui canali social?
Twitter: quali sono le lingue più diffuse?
Una recente indagine di Semiocast, condotta su 5.5 miliardi di tweet pubblici postati nell’ultimo anno, conferma che è l’inglese la lingua più “parlata” su Twitter (circa il 39% dei tweet). Ma se questa informazione non sembra svelare nulla di nuovo. Molto più interessante è, invece, sfogliare la classifica alla scoperta delle altre lingue, che svelano quali sono le persone più attive in formato 140 caratteri. Medaglia d’argento al giapponese, con il 14% dei tweet (il giapponese è parlato da 130 milioni di persone) mentre il terzo posto in classifica è occupato dal portoghese (con il 12% dei tweet).

Se il quarto classificato non stupisce più di tanto – spagnolo, 8% dei tweet – veniamo alle sorprese: Il 6% dei tweet dell’ultimo è stato scritto in malese (lingua parlata da “solo” 150 milioni di persone) e – udite udite, olandese (3% dei tweet, lingua “di nicchia” parlata da circa 28 milioni). Molti di voi si staranno chiedendo: “E il cinese?”. Solo lo 0,5%, questo perché Twitter è praticamente inaccessibile ai cinesi (Ban e presenza del locale Weibo). Assenti dai primi posti della classifica l’italiano (lingua parlata da circa 80 milioni di persone) e il francese (parlato da più di 300 milioni di persone). Premio “percentuale di crescita più alta” va all’arabo, +2.146% nell’ultimo anno e 1% dei tweet totali.

Quanto vale un commento? Quattro “like”!
Vi abbiamo già parlato delle nuove metriche di Facebook per misurare l’interazione fra persone e pagine: con l’introduzione del “talking about this” e del numero di “share” fatti su un contenuto, oltre che ai nuovi insights, è ormai chiaro quando utilizzare il solo “like” come KPI per valutare il successo di una campagna, o di un’attività social, sia ormai insufficiente. Già in tempi non sospetti il nostro Luca aveva affrontato l’argomento parlandoci del valore del “like”. Ma quanto vale uno share? E quando un commento? Un articolo di SocialFresh analizza in maniera molto interessante la questione “Share”: i contenuti devono essere in grado di generare non solo “interazione” ma anche “condivisione”. Lo share porta principalmente due benefici: allunga la vita al contenuto stesso (che prosegue la propria avventura su un profilo personale, una volta condiviso dalla Facebook page, generando un effetto passaparola) ma soprattutto ne migliora le performance. Un contenuto condiviso aumenta di 4.5 volte il numero di click ricevuti rispetto a uno con zero share.

E i commenti? E i like? Analizzando la fonte dell’articolo stesso, una ricerca di EdgeRank, scopriamo che un commento è in grado di generare ben 14 mila click, mentre un like “solo” 3 mila. E non solo: il giorno “in cui si condivide di più” è il mercoledì! Consigli per il futuro? Creare contenuti di qualità, che stimolino sì l’interazione e la conversazione, ma soprattutto la condivisione.

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DarioRauccio
francescoGRZ
CarlaRochira
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