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Tutti noi siamo consapevoli di come l’avvento dei social media abbia rivoluzionato il modo in cui le persone comunicano, introducendo nuove interessanti possibilità di acquisire informazioni utili, ma anche e soprattutto di esprimere la propria opinione conversando con gli altri, che si tratti di amici, persone sconosciute, brand o istituzioni.
Di recente mi ha molto colpito questa infografica di Column Five Media sull’impegno sociale negli Stati Uniti: nel 2011, il 73% dei ragazzi tra i 20 e i 28 anni ha sostenuto attivamente una causa in cui credeva. E guarda caso, una larga parte delle azione intraprese riguarda anche la comunicazione online: iscrizione e partecipazione a gruppi e community, iniziative di fundraising, dialogo con i rappresentanti delle istituzioni, supporto o boicottaggio di vari brand sulla base della loro posizione riguardo ad alcune cause specifiche.

Nel 2012 il legame tra impegno nel sociale e social media è sempre più forte, e può rappresentare per i brand un’occasione fondamentale per supportare attivamente cause che stanno a cuore della collettività, gettando al tempo stesso le basi per un solido legame con la propria community e generando word of mouth positiva attorno alla marca.
Associazioni umanitarie e social media: l’app di Bollocks to Poverty
Bollocks to Poverty è una “giovane” associazione inglese che fa parte del circuito umanitario di ActionAid, e in occasione dell’8 Marzo di quest’anno ha lanciato un’app in grado di simulare come sarebbe il vostro profilo Facebook e la vostra vita se fossimo negli anni ’50. Lo scopo? Mostrare come alcune ineguaglianze, in particolare quelle tra uomo e donna nella vita lavorativa e domestica, a distanza di 60 anni siano tutt’altro che superate.
La componente di impegno sociale dell’app unita a un’idea interessante e per certi versi molto accattivante (in grado di intercettare, diciamolo pure, la moda “vintage” che imperversa da un po’ di tempo a questa parte) ha generato in breve tempo un fortissimo passaparola sull’iniziativa, tant’è che la community Facebook di Bollocks to Povery ha registrato una crescita notevole sia in termini di numero di Like sia in termini di engagement nel corso del mese, arrivando a sfiorare gli 11.000 fan: alla fine di Marzo, la fanbase continua a crescere di circa 300 utenti al giorno grazie alla forza dell’ “impegno social”.

L’attivismo sociale nell’identità dei brand: TOMS shoes e One for One Movement
Se foste entrati qualche pomeriggio fa nella nostra sede di via De Amicis avreste trovato me e Gabriele intenti a parlare di un paio di scarpe di tela appena acquistate: dato che siamo entrambi distanti un milione di anni luce da Imelda Marcos o Enzo Miccio, che cosa attirava la nostra attenzione? Si trattava di un paio di scarpe comprate online da TOMS shoes, un brand che dal 2010 produce calzature nella propria attività for-profit, ma che attraverso il movimento umanitario One for One dona, ad ogni paio venduto, un paio di scarpe ad un bambino di un paese in via di sviluppo. In questo caso, la forza di un’idea originale e la vendita di prodotti unici ad un prezzo contenuto sono sostenuti da un uso strategico dei canali social: accanto all’e-commerce del sito ufficiale, TOMS shoes è attivo su Facebook, Twitter e YouTube. Una prova di valore? Periodicamente la community Facebook (1 milione e mezzo di utenti) viene informata sui progressi nell’attività umanitaria del brand attraverso un “giving report” come questo.

Due iniziative che siamo orgogliosi di supportare: Join the Stream e BNL in Action [clienti]
Un’altra iniziativa a cui offriamo sostegno da tempo è quella del nostro cliente BNL, che da più di 20 anni supporta Telethon nella ricerca per le malattie genetiche: attraverso la piattaforma BNL in Action, che integra anche i canali Facebook e Twitter dedicati all’iniziativa, ogni utente può inviare il proprio contributo alla ricerca. Attenzione, non stiamo parlando di una donazione diretta(che potete comunque inviare), ma della condivisione “social” di un pensiero: ad ogni buona azione, sarà la stessa BNL a donare un euro a Telethon. L’obiettivo è arrivare a 40.000 euro: dateci una mano anche voi, e se volete aiutarci su Twitter, non dimenticatevi di aggiungere l’hashtag #bnlinaction
Se conoscete altre iniziative simili a queste, segnalatecelo in un commento, e soprattutto non dimenticatevi che nel nostro piccolo tutti noi possiamo contribuire a cambiare le cose che non vanno, anche grazie ai social media!
Dall’annuncio al lancio delle nuove Timeline per le marche, si è sviluppata una discussione sul livello di engagement che il nuovo formato consente: aumenta il coinvolgimento delle persone? Aumentano i fan? Oppure, al contrario, diminuisce l’interazione tra marche e persone?
EdgeRank Checker ha analizzato 3500 pagine per dare la risposta. Dal momento che buona parte dell’engagement si svolge nei “news feed” delle persone, il cambio di layout della pagina non ha influito in modo significativo sulla quantità delle conversazioni con le marche, come mostrano i dati raccolti.
Il lavoro sulle nuove Timeline Facebook consente invece un cambiamento qualitativo, offrendo più possibilità di personalizzazione della conversazione (anche a livello visivo), consentendo così di sviluppare una relazione più diretta e continua tra brand e persone. Se volete scoprire tutti i segreti del nuovo formato, vi suggeriamo Facebook rilascia la timeline per le brand page e L’evoluzione di Facebook: fMC, tutte le novità da New York City.
Mercoledì social #103
Buongiorno a tutti oggi è mercoledì, ed oltre ad essere il famoso giorno in cui si fa il giro di boa della settimana è anche il giorno in cui esce il mercoledì social, quindi ecco a voi alcuni riflessioni sul social web per farvi arrivare fino al weekend momento del TGWAS!
Misurare i risultati sugli investimenti nel Social Web
Sono molte le aziende che sono già attive nel social web, ma sono moltissime anche quelle che non lo sono e si continuano a chiedere se abbia senso pianificare la presenza e gli investimenti. Ebbene si, esiste la possibilità di creare una strategia complessa che permetta di pianificare obiettivi a lungo termine anche sui social media e soprattutto misurare gli investimenti, esiste infatti la possibilità di calcolare il tanto amato ROI (Return On Investment). Come? Vi proponiamo qualche esempio concreto.
Possiamo misurare il Brand Reach che nel tempo ci permette di capire se stiamo aumentando i nostri contatti, se le nostre attività sono ben comunicate e ad un target corretto. Infatti, oltre a calcolare il numero di follower e contatti su Facebook e Twitter possiamo anche estrarre gli insight sulla nostra community per verificare in breve se i nostri investimenti generano contatti utili o meno al brand.
In parallelo è fondamentale tenere monitorato il Content Reach che mira a misurare quanto i contenuti creati siano stati condivisi e cerca di capire l’ampiezza del bacino di persone raggiunte. Il Content Reach è ampio quanto più è alto il Content Engagement che è semplicemente il rapporto tra Click e Content Reach, ovviamente la creazione di contenuti ha un costo molto elevato e riuscire a capire se siano efficaci è importante per restituire un valore all’investimento.
Quindi come in ogni strategia bisogna considerare gli obiettivi ma anche monitorare l’andamento giorno per giorno tenendo a mente che la brand awareness, misurabile attraverso il Brand Reach, è importante ma che il Content Engagement è fondamentale per arrivare a creare un lead. Aprire una pagina Facebook o un account su Twitter significa creare un rapporto diretto con i consumatori stimolando una conversazione. Va da se che questo significa che una volta che la conversazione è iniziata non è possibile fermarla o decidere di ascoltare solo in certi momenti ma è fondamentale essere aperti al dialogo sempre e con i giusti strumenti. Questo se fatto con attenzione permetterà in futuro di acquisire nuovi follower e successivamente generare vendite e addirittura advocacy.
LinkedIn, lead generation e conversazione
E’ da molto tempo che LinkedIn viene utilizzato come luogo ufficiale dove fare personal branding. Le persone hanno capito di dover essere presenti per poter essere meglio intercettati dalle aziende o semplicemente contattati da un possibile vicino di viaggio su una tratta KLM con il meet and seat, che secondo lo studio condiviso negli ultimi giorni potrebbe anche essere stato colui che gli ha consigliato quella linea aerea, vedi recente infografica. Questo ha portato diversi cambiamenti negli anni tra cui la possibilità di avere un’offerta sempre più ampia di profili premium, i plugin in continua evoluzione come l’ultimo recente Follow Botton e ora una grande attenzione all’ottimizzazione di ogni tipo di relazione e conversazione tra persone e brand. E’ di ieri la notizia della nuova tipologia di gestione delle “People you may know“ nonchè persone che potrebbero essere conosciute ma non all’interno della cerchia di contatti di primo livello. Attraverso una chiave di lettura più immediata è infatti ora possibile selezionare con pochi click le aree di appartenenza, scuola, lavoro o aziende affini applicando filtri immediati per raggiungere possibili nuovi contatti.

LinkedIn è il miglior social network dal punto di vista della lead generation con un conversion rate del 2,74% contro lo 0,69% di Twitter e lo 0,77% di Facebook. Dopo aver superato i 100 milioni di iscritti in 50 nazioni e aver aperto la piattaforma agli sviluppatori nell’aprile 2011, il fondadore di LinkedIn, Reid Hoffman, non si ferma e punta sempre di più alla capitalizzazione dei risultati raggiunti cercando di dare molto più spazio alle aziende aggiungendo servizi e strumenti nuovi. Follow Botton, e tab (tab overview, tab prodotti e servizi, tab careers, tab insights) diventanto quindi strumento fondamentale per creare una vera e propria piattaforma di conversazione in cui veicolare contenuti relativi al brand ed i suoi prodotti.
Potrà quindi LinkedIn entrare a far parte della rosa dei social network fondamentali per le aziende? La direzione è sicuramente quella corretta e le ultimissime informazioni che lo danno social network con un “high perceived value” ne sono la prova.
Timeline e l’analisi sui primi brand
E’ da poco più di tre settimana che la timeline è stata annunciata e all’alba della conversione obbligata per tutti del 30 marzo esistono già i primi risultati su come sia cambiato il traffico sulla pagine dei brand pionieri. Il nuovo layout da spazio ai contenuti video e alle immagini che ora hanno un ruolo fondamentale e permettono ai brand di parlare con chiavi di lettura molto facili e di forte impatto. Si rileva 14% di incremento di Brand Reach o Fan engagement, il 46% per quanto riguarda il Content Engagement e il 65% in più di interazione su contenuti quali foto e video.
Olimpiadi di Londra e il silenzio “social”
Annunciato ieri dal CONI la limitazione relativa alle diffusione di informazioni private riguardo tutto quello che è l’emisfero olimpiadi e competizioni da parte degli atleti italiani coinvolti nelle olimpiadi di Londra.
Nel dettaglio sul Quotidiano.net si dice che “[...] L’uso dei social network come Facebook e Twitter, di gran moda fra gli atleti, non sara’ vietato ma limitato. Durante tutto il periodo delle Olimpiadi eventuali ‘post’ degli atleti su social media, siti web e twitter “non devono riportare notizie sulle competizioni o commenti sulle attivita’ di altri partecipanti o persone accreditate, o pubblicare qualunque informazione di tipo confidenziale o privato relativa a qualsiasi altra persona o organizzazione”. I post dovranno essere “sempre e comunque conformi allo spirito olimpico” oltre che “dignitosi e di buon gusto, mai contenendo volgarita’ o parole o immagini oscene [...]“.
Facebook, Twitter e Pinterest sono utilizzati più dalle donne che dagli uomini, LinkedIn invece ha tra i suoi utenti un perfetto equilibrio, mentre Google+ è popolato soprattutto da uomini. Ma queste sono cose che probabilmente sapevate già – o comunque immaginavate. onlineMBA – attraverso l’infographic che trovate qui sotto – va però nel dettaglio, e ci racconta demographic e abitudini delle persone che vivono il social web.
È così che scopriamo che la presenza femminile su Pinterest è schiacciante (82%), o che gli utenti di Twitter sono ben distribuiti in tutte le fasce d’età (con una leggera prevalenza per gli over 45 – il 33%), mentre a popolare Google+ sono soprattutto uomini single (ben il 71% sono infatti maschi, ed il 44% dichiarano di non avere una relazione stabile). Questo studio riporta molti dati utili a capire chi utilizza ognuno di questi canali e come lo fa: questo permette di capire qual è la miglior strategia per entrare in contatto con le persone, in modo da sviluppare modalità d’interazione ad hoc a seconda del canale utilizzato e dell’audience che si vuole coinvolgere.

Clicca l’immagine per vedere l’infographic in hi-res
Qual è il dato che vi stupisce di più? Se pensiamo che è ormai il 66% della popolazione online ad essere connessa sul social web, è evidente l’importanza di conoscere il pubblico con cui il proprio brand vuole interagire.
Mercoledì Social #101
Dopo l’importante traguardo segnato dall’ultimo post del mercoledì (100° Mercoledì Social e apertura di We Are Social NYC), rieccoci qui a parlare delle ultime novità dal social web.
Arriva il Social CaseHistory Forum
Mentre in Texas si continua a parlare di novità al SXSW, in Italia ci si prepara al prossimo evento legato a tutto ciò che è social: il 29 marzo a Milano si terrà infatti il primo Social CaseHistory Forum. Per definizione degli stessi organizzatori, si tratta di “un racconto collettivo che prende vita in spazi di interazione attraverso le parole di chi l’ha vissuto in prima persona”. La filosofia dell’evento? Niente fuffa (e questa ci sembra una grande premessa). L’agenda è già piuttosto fitta: molte le aziende che hanno voglia di condividere le loro storie di successo e diffondere la loro visione legata ai social media. L’ingresso per i visitatori? Gratuito. L’hashtag? #schf12.
Yahoo! VS Facebook: si va in tribunale
Ora è ufficiale: dopo i rumors delle scorse settimane, Yahoo! ha deciso di giocarsi il tutto per tutto facendo causa a Facebook per la presunta violazione di ben 10 brevetti riguardanti advertising, privacy, personalizzazione, messaggistica e addirittura lo stesso modello di social networking.
Una mossa simile era già stata realizzata dalla stessa compagnia nel 2004, ai tempi della ingresso sul mercato azionario di Google: riuscirà Yahoo! a scalfire l’immagine del colosso di Zuckerberg, e soprattutto la sua quotazione in borsa? Noi seguiremo la questione da vicino e vi aggiorneremo sui nuovi sviluppi del caso che animerà l’arena social per i mesi a venire.
Se non puoi farlo, compralo.
Il valzer delle acquisizioni continua ad animare il mondo dei social network. Tre mesi fa ha fatto molto discutere l’acquisto di Gowalla (che ora ha definitivamente chiuso i battenti) da parte di Facebook. Ora tocca a Twitter, che ha da poco annunciato l’acquisto di Posterous, il servizio di micro-blogging nato nel 2008. Pare però che non debba preoccuparsi chi ha un account su Posterous: gli spazi non verranno chiusi e la piattaforma resterà pienamente operativa (anche se fra le FAQ compaiono già vari consigli per fare il backup dei propri post).
Quali saranno le intenzioni di Twitter? Che stia affilando gli artigli per una sferzata innovativa da far restare a bocca aperta i competitor? Fateci sapere cosa ne pensate dicendo la vostra nei commenti, qui sotto.
Il social game torna alle origini
Dopo Fruit Ninja e Angry Birds, le App legate al gaming si rifanno ai giochi della nostra infanzia. Dopo il ritorno di Monopoly e Scarabeo, arriva ora l’App freemium simil-Pictionary: il suo nome è Draw Something e in 5 settimane ha toccato la soglia impressionante dei 20 milioni di download. Con 12 milioni di utenti attivi, pare stia coinvolgendo anche molte star USA, da Miley Cyrus al cast di The Jersey Shore.
La tendenza del gaming sembra dunque premiare le App multiplayer, in cui si possono scegliere gli avversari dal proprio network o sfidare utenti random, proprio come Angry Words (in cui, modestamente, mi difendo alla grande). L’importanza della relazione fra gli utenti si estende dunque anche al social game, portando al centro dell’interazione social la rete di contatti.
Crea la tua infographic in pochi click
Gli amanti delle infographic saranno felici di sapere che Visual.ly offre un servizio free per creare, personalizzare e condividere la propria infographic sulla base dei dati di Facebook e Twitter. Un esempio? Eccolo: @Luca2D VS @crifor. Chi vince? Lui, of course.
Buon sabato a tutti e ben ritrovati con il nostro (ormai tradizionale) articolo che chiude la settimana e vi fa cominciare il week end con il sorriso. O almeno ci proviamo. Ma basta frasi melense e arriviamo al sodo: le belle giornate stanno arrivando per cui leggete il nostro Thank God We Are Social e poi uscite a divertirvi!
Da cosa cominciare? Dall’argomento del momento, le Facebook Timeline per le brand page di Facebook. Tra i casi più interessanti vi segnaliamo una revisione molto particolare prodotta dai nostri colleghi di We Are Social UK per Bulmers e che ripercorre la storia dell’azienda dal suo anno di fondazione ad oggi.
A quanto pare le idee nate intorno agli strumenti di geolocalizzazione non conoscono limiti. Se ormai per molti è diventato comune creare una venue Foursquare della macchietta del caffè in ufficio o diventare mayor dell’albero preferito dal vostro cane, nessuno aveva ancora applicato il concetto di check in al “safe sex“.
Planned Parenthood ha distribuito negli Stati Uniti 60 mila preservativi con un QR code collegato a “Where Did You Wear It?“, la piattaforma, dalla quale ha preso il nome anche l’iniziativa, che vi permette di fare check-in lasciando le informazioni su dove e come avete utilizzato il vostro condom. Tutto questo per sensibilizzare ragazzi e adulti a praticare sesso sicuro e senza sorprese.
Ma è il momento di lasciare per un attimo da parte il sesso e rivestirsi. Sì, ma in un camerino virtuale. Tesco (cliente We Are Social), attraverso il suo brand Florence&Fred, ha infatti lanciato una stanza virtuale per coloro che sono troppo pigri per spogliarsi e provare o che non vogliono rischiare di rimanere incastrati a metà strada nel provarsi un paio di jeans ultra skinny.
La procedura è semplice: un volta effettuato l’accesso dalla pagina Facebook del marchio, basterà caricare una foto del proprio viso e inserire le misure chiave per ottenere una versione virtuale di se stessi. E se avete dubbi sull’acquisto, l’applicazione vi permette di condividere l’outfit con i vostri amici. Giusto per avere la conferma di sembrare veramente delle salsicce strizzate in quei jeans!
Sempre per rimanere in tema di app Facebook, proprio ieri Kit Kat ha lanciato il “Break Time Friday” che, grazie alle prodigiose manine di diversi illustratori, permette a tutti gli utenti che partecipano di avere la propria caricatura. Inviate la vostra foto, aspettate il tempo utile affinché l’artista si liberi e vedrete la creazione del vostro ritratto in diretta. Per averlo però dovrete aspettare il prossimo venerdì.
Nel caso in cui un giorno vi dovesse passare per la testa di mangiarvi un’iguana, ecco, non postatelo su Facebook perché potreste passare guai seri. Ce lo dice questa infografica di Criminal Justice Degree Guide sui crimini commessi (e risolti) via Facebook. Chissà se Mark Musarella dopo aver caricato l’album di una scena del crimine ha anche taggato la vittima…
Clicca sull’immagine per vedere l’infografica completa.
Se invece la carriera criminale non vi interessa ma siete appassionati di cinema, Foursquare ha un’applicazione dedicata a voi. Come ci spiega il nostro Luca Della Dora nel suo post su Foursquare Italia, Scene Near Me sfrutta le API di Foursquare per avvisarci nel momento in cui ci troviamo nelle vicinanze di un luogo in cui sono state girate importanti scene cinematografiche. Pretty cool, uh?
Anche questo Thank God We Are Social è concluso. O forse no. Non trovate che manchi qualcosa? Sì, gattini! Questa settimana non abbiamo saputo resistere a questo tecno-cat che, a quanto pare, vuole celare la sua vera identità…
Eccoci dunque alla vera fine del post. Buon week end e alla prossima settimana!
A poche ore dalla presentazione delle nuove possibilità introdotte dalla Timeline Facebook per le marche, vi proponiamo una breve guida alle pratica ai cambiamenti. Si tratta di un primo strumento per scoprire come affrontare al meglio le novità, facilitando la conversazione tra brand e persone.
Il 29 febbraio era sul nostro calendario da un po’ (non solo perchè giorno che si presenta solo ogni 4 anni): la Facebook Marketing Conference era attesa da tempo, specialmente per i rumors relativi al lancio della tanto attesa Timeline per le brand page. L’attesa è stata ripagata addirittura in anticipo, con il roll-out delle nuove page già nel pomeriggio, qualche ora prima della conferenza. Potete leggere tutte le novità sulle nuove page leggendo il nostro post sull’argomento.
Ma all’fMC non si è parlato solo di timeline: Sheryl Sandberg, Christopher Cox, Mike Hoefflinger e David Fischer hanno introdotto le ultime evoluzioni del social network più famoso del mondo, partendo da un a visione che anche all’interno di Facebook va costantemente prendendo piede: il marketing sta cambiando, allontanandosi sempre più da una logica di “broadcast” in favore della conversazione tra persone e brand.
La timeline, ovviamente, è stata presentata, ma non si è parlato troppo delle singole caratteristiche (peraltro descritte in modo esaustivo qui), quanto dell’evoluzione generale volta, appunto, a favorire la conversazione.
In particolare i punti che ci sembrano più interessanti sono:
Organizzazione dell’interfaccia
Il passaggio alla timeline porta le brand page ad un livello sempre più accumunabile a quello degli utenti, sia per visualizzazione, sia per modalità di interazione. La possibilità di ricostruire e raccontare la propria storia, l’introduzione di un box dedicato alle interazioni dei propri amici all’interno delle brand page e la “centralizzazione” delle interazioni in un unico flusso vanno chiaramente verso un avvicinamento tra brand e persone.
Più peso ai contenuti visivi
L’immagine di copertina è il segno più evidente dell’importanza che le immagini avranno nelle nuove brand page. Inoltre, la possibilità di visualizzare foto, video e intere gallery in modalità “estesa” all’interno delle page offrirà un’ulteriore opportunità di organizzazione dei contenuti dando peso diverso a diverse tipologie di update.
Messaggi diretti
Quante volte abbiamo sentito la domanda: ma un brand non può inviare a un proprio fan un messaggio privato? La risposta continua a essere “no”, ma le nuove page hanno introdotto un’importante novità, permettendo il contrario. Mi spiego: da oggi gli utenti di una page potranno inviare un messaggio alla page stessa, che potrà rispondere, sempre in via privata. Qusto rappresenta senza alcun dubbio un’opportunità importante di gestione di richieste specifiche e, in generale, di avviare un contatto privato con utenti che ne effettueranno richiesta. Pensate all’impatto che questa nuova feature può avere sul customer care…
Le altre grandi novità annunciate stasera riguardano principalmente quello che fino ad oggi abbiamo chiamato “advertising“.
Mike Hoefflinger (Director of Global Business Marketing) ha presentato diversi nuovi prodotti che saranno inclusi nell’offerta commerciale di Facebook a partire dal mese di aprile: le Offers, i Reach Generator e i Premium on Facebook.
Prima di andare nel dettaglio dei singoli prodotti, vi anticipo, anche in questo caso, una tendenza generale: si passa da un advertising “display” alla sponsorizzazione di contenuti, attraverso la distribuzione di quelle che Facebook definisce “storie“. I nuovi formati permetteranno ai brand di condividere i propri update, le proprie foto e i propri video attraverso le posizioni caratteristiche delle interfacce di Facebook, dallo spazio oggi adibito agli ads fino al newsfeed (anche su dispositivi mobile!) L’interazione con gli utenti avrà quindi sempre più peso, anche quando parliamo di investimento media “paid”.
Nuovi dettagli continuano a emergere in queste ore (e non è ancora chiaro se i formati si aggiungeranno all’offerta di Facebook o andranno a sosituire quelli attualmente disponibili), ma proviamo a riassumerne le caratteristiche.
Le Offers permetteranno agli utenti di accedere a offerte commerciali dei brand a cui sono legati su Facebook attraverso delle proposte pubblicate all’interno del loro feed (sia su desktop, sia su dispositivi mobile).
I Reach Generator e i Premium on Facebook sembrano invece essere un’evoluzione dei premium ads, che permetteranno ai brand di raggiungere circa il 75% dei propri fan (su base mensile) attraverso la sponsorizzazione degli update che pubblicheranno sulla timeline, ottimizzandone la visibilità e valorizzandone le strategie di conversazione. Maggior attenzione quindi alle interazioni, anche nei confronti della fan base già acquisita.
Segnaliamo anche l’introduzione dei Log-out ads, che, come svela l’autoesplicativo naming del prodotto, compaiono quando un utente effettua il log-out dalla piattaforma Facebook.
Insomma, il 29 febbraio rimarrà una data da ricordare nella storia di Facebook. E’ stata una giornata piena di novità e sorprese, e speriamo di avervi aiutato a farvi un’idea di come tutto questo cambierà il modo di relazionarci con i brand su Facebook. A domani per ulteriori aggiornamenti…buona notte a tutti!
Come già annunciato da Facebook nelle ultime settimane, per i brand presenti sul social network è arrivato il momento di cambiare: è appena stata rilasciata la timeline per le brand page!
Facciamo un breve excursus delle principali novità a disposizione dei brand seguendo il tour proposto da Facebook:
Immagine di copertina
La novità più appariscente è l’introduzione della cover per i brand. Si tratta di uno spazio molto importante, sia per le dimensioni che per la posizione nella pagina, che offre la possibilità alle aziende di esprimere con creatività i propri valori principali. L’immagine di copertina potrà essere uno strumento fondamentale per stimolare e sviluppare la conversazione con la community.
Immagine di profilo
Dal punto di vista grafico, un altro elemento di cambiamento è rappresentato dall’immagine di profilo che acquisterà nuova importanza grazie alle dimensioni e al formato. Le nuove immagini presenteranno un formato quadrato, maggiormente allineato all’icona con cui il brand interagisce all’interno della pagina.
Foto, applicazioni e “mi piace”
Le tab della pagina, strumento fino a oggi utilizzato in modo molto diffuso, trovano una nuova sistemazione che permette ai brand di focalizzare l’attenzione dell’utente sui contenuti più importanti. In una logica di highlight saranno disponibili un massimo di 12 “applicazioni” (di cui solo quattro visibili immediatamente nell’header) che permettono ai brand di mettere in evidenza iniziative, apps e informazioni rilevanti all’interno della brand page.
Page timeline
La novità principale di questo aggiornamento è però l’introduzione della Timeline e la conseguente organizzazione dei contenuti che dà più spazio agli elementi visivi e più peso alla personalizzazione degli amministratori. Sarà infatti possibile ordinare liberamente i post della pagina (si apre quindi la possibilità di mostrare ai visitatori la storia del proprio brand) e stabilirne l’importanza scegliendo di aumentare il formato di alcuni post oppure di mantenerli nella parte superiore della pagina.
Nuovo pannello di amministrazione
Un’altra novità per chi gestisce le brand page sarà il nuovo pannello di amministrazione che proporrà le notifiche della pagina, gli insights e un nuovo pannello messaggi in una modalità di visualizzazione completamente rinnovata.
Messaggi privati con i fan
Questa feature sarà in particolare oggetto di molta attenzione: gli utenti potranno inviare messaggi privati alle pagine (e ricevere risposte). Questo consentirà ai brand di attivare conversazioni con i singoli fan in modalità reattiva gestendo in modo più efficace richieste specifiche o eventuali informazioni confidenziali. Non sarà invece possibile (a nostro parere correttamente) effettuare comunicazioni push nei confronti degli utenti da parte delle pagine.
Le interazioni previste per i visitatori di una brand page comprendono il like come nella vecchia versione (ora collocato al di sotto della cover) ma anche l’inserimento della pagina in una Interest List. Questo meccanismo consente di visualizzare uno stream di post dedicato alle pagine che decidiamo di seguire, che sarà separato, ad esempio, dai post degli amici.
Un’altra novità per gli utenti è la possibilità di visualizzare in un box dedicato gli amici già fan della pagina e le loro eventuali interazioni con questa.
Per farvi un’idea delle novità e della loro portata vi consigliamo di seguirci in un piccolo tour di pagine che sono già passate alla nuova visualizzazione (tra le quali quella di un nostro cliente e, ovviamente, la nostra):
https://www.facebook.com/indesitfootball
https://www.facebook.com/redbull
https://www.facebook.com/burberry
https://www.facebook.com/cocacola
https://www.facebook.com/wearesocial
Il prossimo appuntamento per i Facebook user più affamati di novità è per stasera: alle 19,00 ci sarà la live conference sulle ultime novità tra cui l’introduzione delle nuove brand page. Seguiteci su Twitter per il liveblogging con gli hashtag #fMC e #FBTimeline!
E per concludere un commento a caldo da parte di Mugatu:
Mercoledì Social #99
Ciao #fioi (per il significato di questa parola vi rimando al mio ultimo intervento). Il comune denominatore di questo post è la crescita sui social media, intesa come incremento numerico e come evoluzione comportamentale.
Chi vuole essere miliardario?
Citando la celebre frase di un fortunato format televisivo vi annuncio che Facebook continua la sua scalata verso il miliardo! Si stima che il social media per eccellenza raggiungerà quota 1.000.000.000 di utenti entro la fine del 2012 e per la precisione ad ottobre. A spingere la crescita degli ultimi 3 mesi aiutano sicuramente i +7,4 milioni del Brasile, +5,4 milioni dell’India e +2 milioni di Messico e Indonesia. Questo significa che circa un settimo delle persone nel mondo avrà un account su Facebook. Sicuramente un dato fondamentale che rafforzerà la volontà dei brand di adottare i canali social come principale media di conversazione con i consumatori.
Tweet everywhere
Al ritmo di quasi 900 mila nuovi account al giorno, Twitter ha dato il benvenuto al suo 500 milionesimo utente la settimana scorsa. Consapevoli che la maggior parte dei tweet worldwide provengano da Paesi anglofoni quali Stati Uniti, UK e Canada, stiamo assistendo ad una crescita esponenziale degli utenti internazionali. Conferma questo trend uno studio curato da Sysomos. Anche Twitter vede il Brasile in testa alla crescita con i suoi 8,8% di utenti unici, in Indonesia raggiungono il 2,4% della popolazione e in Germania toccano il 2,5%. Un dato in controtendenza arriva dagli USA che vede una contrazione di utenti, passando dal 62% al 50,8%. In Italia i tweet rimangono timidi: 0,65% di utenti. C’è da dire che la versione di Twitter in lingua italiana è stata lanciata solo a dicembre 2011. Credete che grazie ad agenti importanti quali testate giornalistiche e mass influencer che adottano questa piattaforma, sia solo questione di tempo prima che Twitter diventi indispensabile per comunicare e rimanere aggiornati in tempo reale anche fra gli italiani? Noi pensiamo di sì.
Quantità VS qualità
Aumentare il bacino dei propri utenti è sicuramente un obiettivo primario per qualunque social network. I numeri però non sono tutto. Più volte abbiamo identificato come sia importante capire quante persone siano effettivamente attive sui canali social. L’infografica qui sotto ci illustra l’attività della popolazione UK sui diversi social media. Vi aggiorneremo appena avremo uno studio significativo anche per l’Italia. Per ora lanciamo il nostro personale sondaggio: quanto siete attivi sui social media? Quale vi dà più soddisfazione e utilizzate più frequentemente? Dite la vostra nella sezione commenti qui sotto!
L’immagine è tutto… anche su Google
Cresce la voglia di immagini sul web e Google sembra averlo capito. A Mountain View hanno di recente implementato l’imprescindibile sezione di ricerca dedicata alle immagini.
Vi sarete accorti ormai da tempo che nella schermata dei risultati compare in alto alla pagina un elenco di ricerche correlate alla query che avete inserito. D’ora in poi sarà possibile fruire anche di un’anteprima visiva delle “related searches”. Nell’esempio che vedete qui sotto ho cercato “Treviso” (la mia città natale). Come vedete in cima alla pagina ci sono diverse ricerche correlate. Passando il mouse sopra una delle voci appare un’anteprima delle immagini ad essa legate. Nel caso specifico vediamo 3 foto della romantica zona in riva al fiume Sile chiamata “Buranelli”. In questo modo l’utente non è obbligato a lasciare la sua ricerca per approfondire potenziali argomenti interessanti e le sue scoperte sono veicolate dagli interessi di partenza.
Facebook: più privacy per filtrare i contenuti rilevanti
Vi ricordate la rincorsa al tag? Cercare foto (a volte imbarazzanti) che ci immortalavano negli album degli amici per provvedere a metterci il nostro nome sopra? Oppure quante volte, il giorno dopo una festa, ci è apparsa la notifica: “Nicolò ha stretto amicizia con mille
persone”. Tutti coloro che hanno iniziato presto ad utilizzare i social media hanno attraversato la fase in cui, per bisogno di socializzare e per un pizzico di egocentrismo, perseguivano l’aumento del numero di “amici” online. Ma i media maturano e con loro matura il nostro comportamento. Secondo un report pubblicato da Pew emerge che molti utenti stanno diventando più accorti nella selezione degli amici e che addirittura sentono il bisogno di “potare” alcuni rami secchi rimuovendo amici, eliminando commenti e togliendo tag dalle foto in cui sono presenti.

Questo deriva dall’esigenza di tutelare la propria privacy e gestire in modo più efficiente i propri canali. Il sempre puntuale Stefano Maggi nel suo ultimo intervento ha descritto la fondamentale importanza di poter “filtrare” facilmente le conversazioni, per poter dedicare la propria attenzione solo ai contenuti veramente interessanti.Parliamo di una vera e propria evoluzione comportamentale dovuta al cambiamento incessante degli ecosistemi, in cui, anche per i brand, il comportamento online ha un riverbero sempre più forte e duraturo sull’offline. Dobbiamo aspettarci un utilizzo più discreto dei social media da parte degli utenti? È ipotizzabile uno scenario in cui i social media saranno sempre più funzionali a selezionare per noi i contenuti rilevanti dal rumore di fondo.




























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