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Mercoledì Social #31

di Valentina Zaini in News

Menù ricco per il Mercoledì Social. Questa settimana sono molte le news interessanti, e Facebook è il protagonista assoluto.

Facebook: l’Indonesia sorpassa il Regno Unito
La scorsa settimana si è registrato il sorpasso: l’Indonesia è il secondo paese con più utenti su Facebook dopo gli Stati Uniti. Solo nell’ultimo anno, la nazione asiatica, ha triplicato il numero di utenti sul social network. Ma questa crescita non si registra solo in Indonesia: a gennaio il numero di utenti attivi su Facebook era pari a 73.5 milioni, con un tasso di crescita dell’8,5%, che non si è smentito nemmeno negli ultimi mesi.

Contando che buona parte dei paesi del continente asiatico non ha acceso ad internet per motivi politici o di semplice mancanza di strutture, questa notizia fa riflettere su come l’Indonesia e i paesi asiatici, possano rappresentare un’enorme opportunità per i social media e per i brand che li usano.

Facebook attribuisce valore ai “Like”
Chi sono i likers di Facebook? La domanda ha trovato una risposta grazie alla collaborazione tra lo stesso team del social network, Hacks/Hackers e la Online Publishers Association. Dalla ricerca è emerso che i likers, rispetto agli altri utenti Facebook, sono persone più attive e impegnate nel social web, hanno più del doppio degli amici e cliccano 5,4 volte in più su link esterni. Di conseguenza è utile, per tutti i brand che vogliono aumentare la loro awareness sul Faebook, adottare metodi per attrarre e mantenere il proprio target. Alcuni esempi: l’uso di social plugins, di attività feed e di recommendations; il posizionamento strategico del “Like” button; la pubblicazione continua di contenuti; l’uso del live streaming per coinvolgere gli utenti in grandi e piccoli eventi. Il bisogno di avere maggiori informazioni riguardo gli utenti che cliccano sul “Like” button è quindi sempre più forte, soprattutto per aiutare editori e brand a capire il profilo, le potenzialità e la esigenze del proprio target.

Uno studio per capire quando gli utenti di Facebook sono più attivi
Non è una novità che gli utenti del web passano più tempo sui social media che in altri luoghi virtuali. Da poco la social media management company Vitrue, ha pubblicato uno studio che identifica i giorni e le ore in cui gli utenti del network di Zuckerberg sono più attivi. A quanto pare sono tre gli orari che, in un giorno lavorativo, segnano un picco delle conversations: le 11, le 15 (il picco maggiore) e le 20. Di conseguenza, i post pubblicati durante la mattinata, hanno un efficacia maggiore (circa il 40%) di quelli pubblicati nel pomeriggio o in serata. La ricerca evidenzia inoltre come gli utenti siano maggiormente attivi il mercoledì, e meno attivi nel week-end.

Qual’è l’importanza di questa analisi? Sicuramente aiuta chi lavora con i social media a pianificare strategie efficaci, intervenendo negli orari e nei tempi in cui gli utenti amano stare online, ed evitando quelli in cui non hanno tempo e strumenti per creare momenti di contatto e conversazione.

I nuovi gruppi di Facebook: alcuni consigli utili per le imprese
Durante l’ultimo mese, Facebook ha revisionato lo strumento dei Gruppi, facendoci comprendere meglio le potenzialità di questo strumento per le PMI. Prima di tutto è necessario affermare che i gruppi, al contrario delle pagine, non sono strumenti per la promozione di un brand. In pratica i gruppi sono un trasferimento sul social web delle relazioni tra persone reali, non solo legate al business, ma anche per interessi comuni, rapporti di amicizia o parentela. Tuttavia possono essere molto utili per avvicinarsi meglio ai consumatori (inserendosi nelle discussioni più approfondite riguardo il brand), e per fare comunicazione interna all’azienda (la bacheca diventa il luogo dove condividere idee, progress, aggiornamenti e link utili a tutti i dipendenti). Ma il risultato finale che si ottiene da questa riflessione sono le grandi opportunità che questi gruppi possono fornire ad un’azienda: essi possono diventare dei focus group di consumatori, delle live chat e dei luoghi di scambio di documenti da legare direttamente a piattaforme per l’upload di dati.

Social media e midterm elections
I social media hanno raggiunto anche la politica, a partire dalle ultime elezioni di midterm negli Stati Uniti, svoltesi pochi giorni fa. Primo fra tutti Twitter, che ha mostrato sensazioni, attese e speranze durante la lunga maratona elettorale: il tag #ivote è stato scelto per le persone che avevano appena espresso il loro voto alle urne, mentre il tag #votereport per riunire le opinioni e le esperienze sul voto. Interessante l’infografica creata dal New York Times sui tweet dei candidati, che mostra come ormai la campagna elettorale si è in buona parte trasferita sul social web. Facebook non è stato a guardare a ha stretto un accordo con l’emittente ABC, i cui utenti potevano commentare gli eventi e partecipare ai sondaggi in tempo reale, come era già accaduto per le elezioni di due anni fa, ma con una quantità di utenti più che raddoppiata (per maggiori informazioni sui dati raccolti dal Facebook Data Team si veda l’articolo di Anthony Calabrese). Prima volta in politica per Foursquare: sono stati più di 50 mila le persone che hanno fatto check in ai seggi.
E in Italia? Si potrebbe avere lo stesso riscontro e la stessa partecipazione da parte di candidati ed elettori nelle prossime elezioni?

Anche per questo Mercoledì Social è tutto. Non dimenticatevi di iscrivervi al nostro feed RSS per rimanere sempre aggiornati sul mondo dei social media. Alla prossima settimana!

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Shopping e social media: evoluzione e opportunità

di Stefano Maggi in News

Incoraggiare la visita al punto vendita è uno degli obiettivi di marketing più diffusi e rilevanti, soprattutto per quelle categorie di prodotto per cui l’esperienza fisica di acquisto è fondamentale. Molto spesso però è difficile stimolare i visitatori a ripetere l’esperienza o addirittura a trasformarla in un rapporto continuativo.

Nelle ultime settimane, però. abbiamo assistito a numerosi cambiamenti in ambito social media che possono rendere molto più efficace la visita al punto vendita e aiutare le marche a creare una relazione con le persone potenzialmente interessate: si tratta in particolare di soluzioni basate su servizi di geolocalizzazione e sulla condivisione dell’esperienza con la propria rete di amici.

  • Le call-to-action dallo store al digitale sono molto più semplici – grazie a tecnologie che rendono più immediata la condivisione con i propri amici e l’approfondimento di esperienze legate al prodotto. Un esempio è l’iniziativa del fashion designer Rachel Roy per Macy’s che ha utilizzato Microsoft Tags per arricchire l’esperienza di prodotto attraverso il contenuto, permettendo – sia sul punto vendita che a casa – di rafforzare il rapporto con la marca (stimolando anche acquisto e riacquisto);

  • I “deal” diventano per tutti – come sottolinea Luca in questo post, grazie al nuovo Facebook Places, sarà possibile proporre offerte speciali a chi frequenta il punto vendita andando oltre il concetto di premiare la semplice visita. Per le marche è ora possibile attivare offerte non solo per chi accede allo store, ma anche per chi passa frequentemente per il punto vendita, per chi lo visita in compagnia e per chi vuole sostenere iniziative benefiche. La novità però è soprattutto questa: il concetto di “deal”, grazie a Facebook Places, è ora accessibile a più di 500 milioni di utenti in tutto il mondo (17 milioni in Italia), mentre prima era molto più di nicchia (Foursquare, ad esempio, ha 4 milioni di utenti worldwide).

  • Non solo check-in – nascono nuove possibilità per coinvolgere efficacemente chi visita gli store. La geolocalizzazione non è più solo un modo di “premiare” chi visita il punto vendita, ma diviene sempre più un mezzo per coinvolgere, attraverso attività dedicate. Come quelle che SCVNGR ha introdotto a New York: ad esempio call to action a proporre nuovi piatti per i menù, a fotografare dettagli dei locali, a giocare con i propri amici;

Le possibilità per coinvolgere chi visita il punto vendita, soprattutto grazie ai social media e in particolare ai social network basati su geolocalizzazione, aumentano ogni giorno: dall’ascolto e partecipazione alla conversazione, alla localizzazione, all’estensione di prodotti e servizi, al coinvolgimento delle reti di amici.

Retail and the social web: success opportunities

I commenti sono a vostra disposizione per condividere le vostre esperienze “social” legate ai punti vendita. Se vi è piaciuto questo post, considerate la possibilità di iscrivervi al blog di We Are Social.

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Facebook lancia Deals: Foursquare sta a guardare?

di Luca Della Dora in News

200 milioni di utenti mobile: partiamo da questo dato per capire qual è l’effettivo peso di Facebook Deals. 200 milioni sono infatti le persone che utilizzano Facebook Mobile e che potranno quindi fruire del nuovo servizio annunciato da Zuckerberg il 3 Novembre.

Un peso notevole – verrebbe da dire – soprattutto se confrontato con i poco più di 4 milioni di wannabe-mayor che hanno reso, in questi mesi, Foursquare il LBS (Location Based Service) più appealing e chiacchierato. Ma vediamo un po’ cosa c’è dietro a questi numeri.

Partiamo dal funzionamento di Facebook Deals.

È sufficiente accedere a Facebook Places per registrarsi in un luogo, e potremo scoprire le offerte speciali presenti vicino a noi semplicemente cercando l’icona gialla di fianco al nome dell’esercizio commerciale che la propone.

Facebook ha tratto insegnamento dall’esperienza degli altri LBS già attivi e ha capito che proporre offerte speciali legate esclusivamente al numero o alla frequenza dei check-in sarebbe stato un errore: il livello di coinvolgimento e l’esperienza d’utilizzo ne avrebbero sofferto, rendendo il servizio poco interessante tanto per gli utenti quanto per i business.

Sono state create quindi quattro categorie di offerte speciali:

  • Friend Deal – È la logica dell’acquisto di gruppo: “fai check-in con 5 amici e offrigli un giro di birra, gratis naturlamente!”
  • Loyalty Deal – La naturale evoluzione delle carte fedeltà: si ottiene un riconoscimento in base al numero di check-in in un determinato luogo. È probabilmente la tipologia di offerte più interessante, perché permette di pensare a strategie e azioni specifiche anche di medio/lungo periodo.

Facebook Deals sembra quindi un’opportunità per tutti gli attori coinvolti: le persone usufruiscono di offerte speciali dedicate ai loro gusti e alle loro abitudini; i brand hanno uno strumento completamente gratuito attraverso cui creare awareness e attirare consumatori in-store (non dimentichiamo due aspetti: creare offerte speciali con Facebook Deals è completamente gratuito ed immediato – qui trovate un breve how to; ogni check-in viene condiviso attraverso Facebook con tutti i contatti dell’utente); e Facebook? Facebook per ora incrementa l’engagement della sua base utenti, ma nel lungo periodo potrà replicare quanto accaduto con Google AdWords, e sfruttare la volontà di differenziarsi dei brand, che non si accontenteranno più della offerte speciali standard, ma vorranno qualcosa di specifico e personalizzato.

Vedremo quindi sventolare una bandiera bianca al 36 di Cooper Square – sede di Foursquare – o dobbiamo aspettarci una risposta da parte di Crowley? Stando ha quanto ha dichiarato durante l’ad:tech – a cui era presente anche Nathan McDonald di We Are Social Londra – si prospetta un 2011 ricco di novità anche per la start-up newyorkese, che non ha certo intenzione di lasciar a Zuckerberg campo libero nella geolocation-war.

Sono quattro gli aspetti su cui Crowley intende puntare, forte anche dell’esperienza maturata in questi anni (prima con Dodgeball e ora con Foursquare):

  • È necessario dare agli utenti qualcosa di utile: il check-in così com’è non giustifica – per tutti – l’utilizzo di un LBS. L’idea è quindi di fornire delle raccomandazioni personalizzate partendo dalla storia dell’utente – e dei suoi check-in naturalmente.

“Ehi, a te che piacciono i pub irlandesi, guarda che ce ne sono 3 che non hai mai visitato, eppure sono proprio qui vicini.”

oppure

“È la prima volta che visiti Milano? Cosa ne dici di questa lista di cose da vedere durante la tua permanenza? Visto che ti piace il sushi dovresti provare questi ristoranti giapponesi.”

  • Rendere il check-in un’azione più immediata, automatica, è da tempo tema di discussione, ma Crowley spiega che oltre a un problema tecnico – legato alla precisione dei dispositivi GPS – esiste una questione legata all’invasività di un approccio del genere: in quanti vorremmo che tutto avvenisse in modo automatico? E non si perderebbe poi anche il coinvolgimento e la componente ludica? La soluzione potrebbe essere di semi-automatizzare solo i check-in in luoghi che si frequentano spesso: “Anche oggi qui per un caffé? Vuoi dirlo ai tuoi amici con un check-in?”
  • L’interazione brand-utenti è una delle criticità su cui Foursquare dovrà lavorare: oggi non è così semplice scoprire i brand attivi, seguire il modello delle Suggestions di Twitter potrebbe quindi essere un modo per rendere quest’incontro più immediato – e sarebbe un vantaggio sia per gli utenti che per i business, che godrebbero di maggior visibilità.
  • Il quarto punto riguarda un luogo comune: la maggior parte delle persone pensano che le offerte speciali su Foursquare siano dedicate quasi esclusivamente ai Mayor. Nulla di più sbagliato, sottolinea Crowley, visto che più dell’80% delle offerte sono dedicate a chi effettua semplicemente 1, 5 o 10 check-in nel luogo specifico: la naturale evoluzione delle carte fedeltà appunto. L’idea è di pensare a nuovi specials, magari basati proprio sul principio base che ha dato vita a Foursquare: spingere le persone a scoprire nuovi luoghi nella propria città.

Cosa ne pensate quindi dell’approccio di Facebook con Deals? Pensate che il suo lancio sancisca il tramonto di tutti gli altri LBS, e in primis di Foursquare, o che le dichiarazioni di Crowley lascino presagire un 2011 di botta e risposta non solo sulla carta? In fondo quando c’è concorrenza a guadagnarne dovrebbero essere gli utenti – ma in questo caso anche i business – no?

Fateci sapere qual è il vostro punto di vista sull’evoluzione dei LBS e non scordate di iscrivervi al nostro feed RSS per ricevere gli aggiornamenti di We Are Social!

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Mercoledì social #29

di Valentina Zaini in News

Come ogni settimana si rinnova l’appuntamento con il Mercoledì Social. Oggi parleremo delle novità introdotte da Starbucks per i suoi clienti, del grande successo di Foursquare, dei vantaggi di una realtà socialmente aumentata e di tanto, tanto altro. Buona lettura!

Starbucks accetta anche i pagamenti mobile…
Dopo il grande successo negli store selezionati di San Francisco e Seattle, il pagamento via dispositivo mobile arriva anche a New York e Long Island. Starbucks Card Mobile per iPhone e BlackBerry consente agli utenti di pagare il loro caffè passando nello scanner alla cassa il codice QR relativo alla loro Starbucks Card e presente sullo schermo del loro smartphone. L’operazione ha avuto grande successo, prova che gli smartphone, e in generale i dispositivi mobili, possono diventare dei veri e propri portafogli mobili in grado di far risparmiare tempo al cliente e costi all’azienda.

… e introduce il suo digital network
I pagamenti mobile di Starbucks sono nati sulla scia di un’altra nuova innovazione della società: l’introduzione di Starbucks Digital Network, pensato per chi vuole connettersi mentre sta prendendo un caffè. Si tratta di un servizio innovativo che parte dal creare prima una rete di contenuti e successivamente una rete di persone, e da cui possono trarre insegnamento molti brand. Oltre a veicolare contenuti divisi per argomenti, il network arricchisce l’esperienza del cliente nello store e crea una comunità virtuale (già ben fidelizzata) che lo renderà sostenibile e capace di anticipare le tendenze future. Una previsione che si è già avverata è l’utilizzo di soluzioni per dispositivi mobili.

Foursquare: quattro milioni di utenti sulla terra e uno nello spazio
Solo cinquanta giorni dopo il raggiungimento di tre milioni di users, Foursquare è già pronto a tagliare un nuovo traguardo entro la prossima settimana. Secondo quanto appreso da Mashable, il mobile game basato sulla geolocalizzazione, aggiunge 20.000 utenti al giorno. Un ritmo di crescita straordinario dovuto al recente rilascio della versione 2.0 per iPhone, Android e Symbian, senza dimenticare che il suo maggior competitor, Facebook Places, si trova sul social network più famoso. Il perché di questo boom? Foursquare piace perché è la sintesi di più cose che interessano a chi usa smartphone: unisce social e mobile, ed è la contaminazione tra il reale e il virtuale. Il geo-tagging inoltre apre nuove opportunità di business: il locale taggato o uno sponsor può inviare offerte e pubblicità mirate all’utente interessato.

Nel frattempo, c’è già chi ha fatto il primo check-in in orbita. Si tratta di Doug Wheelock (Astro_Wheels), comandante della International Space Station. Lo stesso ha anche inaugurato il nuovo badge di Foursquare NASA Explorer, che per gli utenti sarà possibile guadagnare quando Wheelock tornerà sulla Terra a fine novembre. Le posizioni sbloccabili con questo badge sono tutte legate alla storia del volo spaziale come lo US Space and Rocket Center in Alabama o il Kennedy Space Center.

TagWhat e la realtà socialmente aumentata
Rimenedo nel campo del geo-tagging, TagWhat si autodefinisce il primo “Social Augmented Reality Network” e permette di taggare un luogo nel momento in cui lo si vive e contemporaneamente di fruire dei contributi degli altri. Il funzionamento è semplice: attraverso la webcam del nostro smartphone, TagWhat ci mostra i tag, le opinioni, le informazioni degli altri utenti sullo stesso luogo. Il principio di una realtà socialmente aumentata consente di poter avere un livello di esperienza nuovo e più personalizzato del luogo. Un sistema decentralizzato come questo permette alla “realtà aumentata” di fare un ulteriore passo verso la diffusione capillare e di riuscire a ritagliarsi un’effettiva utilità come mezzo di informazione locale.

Twitter vede il futuro del mercato azionario
Tempo fa alcuni studi avevano già trovato il legame tra i Twitter e il cinema: i tweet potevano predire il successo o il fallimento al botteghino. Ma oggi, una ricerca presso l’Indiana University ha trovato anche il legame tra Wall Street e il social network. Analizzando i messaggi su Twitter dei mesi precedenti (oltre 9,8 milioni di tweet) e misurando il “mood collettivo”, sarebbe stato possibile predire l’ascesa e caduta del Dow Jones Industral Average, Una scoperta che non sorprende più di tanto chi lavora nel campo del marketing e dei social media: è l’ennesima prova che il social web è un luogo in cui quotidianamente vengono scambiati opinioni, pareri, preferenze. Le vere sfide sono l’analisi e l’ascolto di queste discussioni (solo per Twitter si tratta di 90 milioni di post al giorno) e l’individuazione delle esigenze degli utenti, dei metodi più efficaci di comunicazione, delle strategie di marketing più mirate e dell’eventuale scesa in campo di altri competitor.

La business guide di Facebook
Facebook è al momento il social network più importante e “popolato”, con altre 500 milioni di utenti. I brand, indipendentemente dalla loro awareness e dalla loro strategia (a volte infatti lo scopo è solo quello di creare comunità), stanno convergendo su Facebook, dove sembra più facile rimanere in contatto con i clienti, guadagnando un nuovo dominio e ampliando la globalità del brand. Brian Solis fornisce una guida per le marche che vogliono entrare nel mondo del social web, partendo da una top ten dei brands con più likers su Facebook. Il primo è Starbucks (16 milioni di “like”), seguito da CocaCola, Oreo, Skittles e Red Bull. Il trend degli ultimi anni e che continua tutt’oggi, segna la fine del commercio come lo si era sempre pensato, e l’inizio del “social commerce“. Si tratta di un processo di fidelizzazione del cliente con la creazione di una comunità sostanziosa in cui si sviluppano aree di conversazione e collaborazione.

Per questa settimana è tutto. Vi invitiamo a dire la vostra e ad iscrivervi al nostro feed RSS in modo da non perdere gli ultimi aggiornamenti social.

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Facebook Luoghi: da oggi “Places” anche in Italia

di Stefano Maggi in News

Facebook a poco più di un mese dal lancio di “Places”, ha esteso il servizio anche agli utenti italiani. La nuova funzione permette di effettuare check-in e condividere esperienze legate ai luoghi fisici che gli utenti visitano. Da oggi “Luoghi” è divenuto gradualmente disponibile per molti utenti italiani, che possono utilizzarlo accedendo all’applicazione mobile e selezionando dal menu “Luoghi”.

L’interazione avviene principalmente su mobile, ma non solo: il risultato dei check-in e delle condivisioni sono visualizzati anche nella versione “Desktop” di Facebook, accessibile da Facebook.com.

Cosa ne pensate? Avete già iniziato a provare Facebook Luoghi? Come dovrebbe evolversi secondo voi?

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Il nuovo Foursquare – più esperienze e più condivisione

di Stefano Maggi in News

Foursquare è uno dei social network basati su geolocalizzazione che sta mostrando la volontà più forte di innovarsi e di offrire un’esperienza unica e differenziata ai propri utenti: forse l’unico modo per resistere efficacemente alla “minaccia” Facebook Places.

Il fondatore di Foursquare, Dennis Crowley, lo ha capito da tempo e ha svelato la propria strategia per differenziarsi dalla concorrenzaFoursquare sarà molto più di una serie di punti e mappe, sarà fatto di esperienze e luoghi“. Non si può dire che questa strada sia unica e distintiva per Foursquare (altri servizi stanno cercando di percorrerla (ad esempio Gowalla o SCVNGR), ma la società di Crowley sembra evolversi velocemente, come base utenti e come tipo di esperienza.

Proprio oggi esce la nuova versione (la 2.0) dell’applicazione iPhone di Foursquare. L’applicazione mobile è vitale per qualunque social network basato su geolocalizzazione: perché consente di effettuare check-in e contestualizzare l’esperienza nel luogo in cui si trova l’utente. Il passo del team di Crowley è quindi importante. Quali sono le novità?

I “Tips“, i consigli riguardo le singole location, hanno oggi più importanza e saranno classificati in base al livello di popolarità e al grado di “vicinanza” alla propria rete di amici. Un consiglio su un locale, se lasciato da un amico, ha – in effetti – più importanza.

Foursquare ha rilasciato anche un pulsante “Add to My To-Do List“, che permette – fuori dall’applicazione mobile – di inserire nei propri “places” i luoghi più interessanti scoperti sul web. Chi scopre sul web qualcosa di interessante da fare, può fare click e salvarlo tra i “To do” di Foursquare. Pensate al valore di questa possibilità per i brand che desiderano stimolare la visita al punto vendita.

Un esempio? McDonald’s mi propone via web un’offerta interessante, io la aggiungo premendo “Add to My To-Do List” nella pagina di questa offerta. La prima volta che passo vicino a un punto vendita McDonald’s verrò avvisato da Foursquare che mi ricorderà del “To do” che ho salvato. Non male, eh? Il trionfo dell’approccio “opt-in” applicato al marketing e alla geolocalizzazione.

Insomma, pare proprio che il futuro geolocalizzazione sia fatto di esperienze e luoghi, non punti e mappe.

Avete già scaricato la nuova versione di Foursquare per iPhone? Potete farlo a questo link. Le versioni Android e Blackberry sembra saranno rilasciate poco più avanti.
I commenti sono a vostra disposizione per raccontarci cosa ne pensate e come vi trovate.

Se volete essere sempre aggiornati sulle novità del social web e vi è piaciuto questo post, considerate la possibilità di iscrivervi al blog We Are Social.

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Twitter lancia la geolocalizzazione

di Stefano Maggi in News

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Poche ore fa Twitter ha lanciato una nuova funzionalità, che aggiunge contesto ai brevi tweets: da questa settimana, chi scrive un tweet potrà scegliere di associarlo al luogo specifico in cui lo ha pubblicato. La funzionalità di geolocalizzazione dei tweet consente di aggiungere dei “tag” che indicano il luogo da cui proviene il tweet. Il tagging avverrà in modo integrato con Foursquare e Gowalla: ad esempio, dopo aver scritto “Sono al concerto dei Muse, e voi?” potrete effettivamente selezionare da una lista “Stadio di S. Siro” per dimostrare che effettivamente siete lì.
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La funzionalità che aggiunge il tag di geolocalizzazione ai tweet è “opt-in”: cioè si attiva su richiesta dell’utente. L’aspetto interessante è che tutti – anche coloro che non vogliono pubblicare la propria posizione – possono utilizzare la funzione per effettuare ricerche e scoprire i tweet su base locale. Sarà possibile quindi leggere tutti i post relativi a un luogo preciso: ad esempio a un locale, a un centro commerciale o a un panorama.

Perché è interessante per gli utenti e per i brand?

  • Eventi: grazie alla geolocalizzazione sarà possibile aggregare i tweet degli ospiti di un evento e interagire con loro in modo diretto oppure estendere la loro conversazione anche on-line, coinvolgendo chi non è presente in una conversazione unica con i partecipanti;
  • Punto vendita: gli esercizi commerciali, ma anche i brand presenti negli esercizi commerciali potranno scegliere di interagire con i consumatori e proporre iniziative mirate proprio nel momento della decisione di acquisto;
  • Offerte contestuali: aggiungere contesto ai tweet permette, alle marche che desiderano proporre offerte specifiche, di farlo con una precisione contestuale altissima, in modo da fornire al consumatore lo spunto utile e interessante in base al luogo in cui si trova;
  • Rafforzare la propria community: sia a livello personale che a livello di brand, i servizi di geolocalizzazione permettono di sfruttare la presenza di più persone nello stesso luogo. La presenza non deve essere necessariamente contemporanea, quindi nel tempo sarà possibile creare community trasversali tra persone che frequentano gli stessi contesti;
  • Sociographics: attraverso la geolocalizzazione è possibile portare il targeting a un livello ancora superiore, potendo conoscere l’aspetto “locale” delle persone con cui la marca si relazione e approfondendone così ancora di più il I social media e l’analisi del target dal punto di vista sociografico;
  • Estensione di iniziative multicanale: l’integrazione con Foursquare e Gowalla permetterà alle marche di attivare iniziative basate sulla geolocalizzazione e sul rewarding, senza doverle limitare a un canale singolo, ma rendendole fruibili attraverso più piattaforme e in particolare attraverso quelle più affini al target;

Vedete altre opportunità nella geolocalizzazione? Pensate che sia un servizio utile e la userete da subito?

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Mercoledì Social #1

di Matteo Tettamanzi in News

Inauguriamo oggi la rassegna settimanale italiana sul mondo dei social media che si affianca a quelle dei colleghi di LondraParigi. Ogni mercoledì spunti utili per restare aggiornati sui temi caldi del social web.

Troppi check-in!
Visto il moltiplicarsi dei social network location-aware (Foursquare e Gowalla per citare i due più diffusi), fare check-in multipli sta diventando una scocciatura anche per gli utenti più motivati. Ecco perciò spuntare i primi servizi che, integrando network multipli, rendono più semplice l’interazione: Chechin Mania permette di visualizzare sulla stessa mappa (powered by Google, c’è bisogno di sottolinearlo?) le venues di entrambi i network più diffusi. A breve l’integrazione con brightkite e, sempre da brightkite, il servizio check.in: ”one checkin to rule them all” ne spiega bene le intenzioni.

Nuova homepage per Twitter
Ieri http://twitter.com/ ha accolto i visitatori con una homepage diversa dalla classica alla quale eravamo abituati. Nel blog ufficiale un post spiega che sono in corso esperimenti per rendere più accessibili le informazioni anche agli utenti non registrati.

With that version, we brought the power of search.twitter.com to the homepage and let people explore the value of Twitter without an account.

Questa versione, che di sicuro vuole essere più dinamica della precedente, offre uno sguardo d’insieme su trend, discussioni in corso e suggerimenti per scoprire contenuti interessanti. Sarà gradita agli utenti?
Nel post sono annunciate altre novità per Twitter, perciò di tanto in tanto sarà meglio controllare l’homepage pubblica del servizio.

Facebook: mi piace
Sembra che Facebook adori confondere gli utenti: ci sono indizi che rivelano la volontà di trasformare l’etichetta “Diventa Fan” attualmente utilizzata per l’iscrizione alle pagine in “Mi piace”, la stessa in uso per i commenti ai post di altri utenti. Nonostante le eventuali differenze grafiche e di contesto, è probabile che l’utente medio si trovi spiazzato nel ricevere info e aggiornamenti da qualcosa che “Gli piace”, quando fino a ieri quello era solo il modo per esprimere un’opinione personale.

Earth Hour – un’ora al buio per aiutare il nostro pianeta
La notte del 27 marzo ha visto l’illuminazione dei più importanti monumenti di tutto il mondo spegnersi per un’ora (in Italia dalle 20.30 alle 21.30). L’iniziativa mondiale organizzata dal WWF vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dei cambiamenti climatici e del risparmio energetico.

È colpa di Internet
Sempre a proposito dei cambiamenti climatici, Greenpeace ha pubblicato in questi giorni un dossier nel quale evidenzia come l’utilizzo delle moderne infrastrutture tecnologiche sia causa di consumi energetici molto rilevanti. Alcuni dei datacenter che stanno alle spalle di molti servizi che utilizziamo ogni giorno in Rete vanno letteralmente a carbonella.

Il Telegraph, invece, riporta i risultati di una ricerca condotta dallo staff del Professor Peter Kelly, direttore della sanità pubblica del Teesside che metterebbe in correlazione diretta la diffusione dei social network (Facebook tra tutti) e l’aumento dei casi di malattie sessualmente trasmissibili.

Social networking sites are making it easier for people to meet up for casual sex.

Quindi l’interazione online spesso si traduce in interazione “fisica”. Ottima notizia per quanto riguarda le iniziative di engagement dei consumatori! :)

Ricapitolando: Internet inquina, e Facebook causa la sifilide.

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