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Mercoledì Social #106

di Silvia Raimondi in News

Bentrovati al nostro mercoledì social numero 106! Qui nel nostro ufficio di Milano la primavera sembra ritornata e ne approfittiamo per guardarci un po’ intorno: apriamo la finestra e buttiamoci sulle novità del mondo dei new media!

Facebook Offers
La prima news di cui parliamo oggi riguarda Facebook: dopo il passaggio a Timeline delle brand pages, per le aziende è arrivato il momento di riprendere in considerazione le offerte e gli sconti che passano attraverso il social network. Quasi un anno fa Facebook aveva deciso la chiusura dei Deal, ma ora sembra aver deciso di riprendere l’argomento con le Offer.
Questo cambiamento di rotta può essere determinato dalla volontà di monetizzare in modo più proficuo la presenza dei brand sul social network e soprattutto di dare nuove possibilità di promozione a quelle aziende che stanno prendendo le misure con le nuove features.
In un video di qualche giorno fa, Facebook spiega in modo semplice, anche se non del tutto esaustivo, il funzionamento delle Offer. I fan delle brand pages visualizzeranno all’interno del news feed le offerte postate dai brand e potranno riceverle via e-mail. Sarà sufficiente mostrare il proprio smartphone o la e-mail stampata al punto vendita per redimere l’offerta.

Il servizio per ora è ancora in versione beta e disponibile per un numero molto ristretto di aziende in alcuni Paesi: attendiamo il lancio sul mercato statunitense ed europeo per testare le caratteristiche e le funzionalità per le brand pages.

Google Drive
Un’altra novità in arrivo è Google Drive. Si tratta di un servizio di storage di documenti online: i documenti saranno accessibili e modificabili dagli utenti dalla versione desktop, da mobile e direttamente dal sito del servizio.
Sembra quindi che Google abbia deciso di fare una concorrenza decisa a Dropbox, finora il servizio analogo più diffuso. Quello che apparentemente farà la differenza, ovviamente a favore del gigante di Mountain View, saranno i 5Gb a disposizione di tutti gli utenti contro i 2 di Dropbox.
I particolari chiacchierati ma non confermati sono tanti (li trovate tutti con l’hashtag #googledrive): uno interessante riguarda l’integrazione con Windows e iOS che dovrebbe avvenire molto semplicemente con la navigazione per cartelle.

A proposito della data di lancio tanti scommettono per martedì o mercoledì prossimo e l’URL più quotato per l’apertura (ma ancora inattivo) è http://drive.google.com: stay tuned e presto scoprirete tutte le feature del nuovo servizio!

Twitter acquisisce Hotspots.io
Le novità dal mondo social continuano, questa volta con un’acquisizione che fa ben sperare chi deve districarsi fra statistiche e numeri di follower e tweet. Lunedì è uscito l’annuncio ufficiale che Twitter ha acquisito la neonata Hotspots.io. Le feature di questo servizio ancora in versione beta sono tutte da scoprire, ma il payoff ci dà qualche indicazione: Social media intelligence you’ll actually use.
Come dire: avete presente tutto il tempo speso a fare report da dati incompleti e complicati? Ora non ne perderete più. Si tratta senz’altro di una promessa interessante: un primo assaggio di come potrebbero essere i dati offerti da hotspots.io ci è stato offerto in occasione del Superbowl.
L’unione con il social network dei cinguettii sembra essere foriera di buoni risultati, soprattutto considerando quanto al momento sia complesso reperire dati completi e significativi sulla piattaforma. Sembra che in un primo momento l’intenzione di Twitter sia quella di integrare al proprio interno il team di Hotspots, ma in futuro ci potrebbero essere interessanti sviluppi nell’ambito della media intelligence.

Are Memes Art?
Per chiudere in bellezza il nostro mercoledì social, vi proponiamo un riflessione profonda sulla evoluzione dell’arte nell’epoca moderna. La semplicità dei mezzi di espressione consente a chiunque di proporsi come artista? Le produzioni digitali che si rifanno a modelli già noti si possono etichettare come arte? Godetevi il video e diteci la vostra nei commenti!

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Social Media: demographics e abitudini [INFOGRAPHIC]

di Luca Della Dora in News

Facebook, Twitter e Pinterest sono utilizzati più dalle donne che dagli uomini, LinkedIn invece ha tra i suoi utenti un perfetto equilibrio, mentre Google+ è popolato soprattutto da uomini. Ma queste sono cose che probabilmente sapevate già – o comunque immaginavate. onlineMBA – attraverso l’infographic che trovate qui sotto – va però nel dettaglio, e ci racconta demographic e abitudini delle persone che vivono il social web.

È così che scopriamo che la presenza femminile su Pinterest è schiacciante (82%), o che gli utenti di Twitter sono ben distribuiti in tutte le fasce d’età (con una leggera prevalenza per gli over 45 – il 33%), mentre a popolare Google+ sono soprattutto uomini single (ben il 71% sono infatti maschi, ed il 44% dichiarano di non avere una relazione stabile). Questo studio riporta molti dati utili a capire chi utilizza ognuno di questi canali e come lo fa: questo permette di capire qual è la miglior strategia per entrare in contatto con le persone, in modo da sviluppare modalità d’interazione ad hoc a seconda del canale utilizzato e dell’audience che si vuole coinvolgere.

Social-Media-Demographics
Clicca l’immagine per vedere l’infographic in hi-res

Qual è il dato che vi stupisce di più? Se pensiamo che è ormai il 66% della popolazione online ad essere connessa sul social web, è evidente l’importanza di conoscere il pubblico con cui il proprio brand vuole interagire.

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Mercoledì Social #101

di Cristina Forlani

Dopo l’importante traguardo segnato dall’ultimo post del mercoledì (100° Mercoledì Social e apertura di We Are Social NYC), rieccoci qui a parlare delle ultime novità dal social web.

Arriva il Social CaseHistory Forum

Mentre in Texas si continua a parlare di novità al SXSW, in Italia ci si prepara al prossimo evento legato a tutto ciò che è social: il 29 marzo a Milano si terrà infatti il primo Social CaseHistory Forum. Per definizione degli stessi organizzatori, si tratta di “un racconto collettivo che prende vita in spazi di interazione attraverso le parole di chi l’ha vissuto in prima persona”. La filosofia dell’evento? Niente fuffa (e questa ci sembra una grande premessa). L’agenda è già piuttosto fitta: molte le aziende che hanno voglia di condividere le loro storie di successo e diffondere la loro visione legata ai social media. L’ingresso per i visitatori? Gratuito. L’hashtag? #schf12.

 

Yahoo! VS Facebook: si va in tribunale

Ora è ufficiale: dopo i rumors delle scorse settimane, Yahoo! ha deciso di giocarsi il tutto per tutto facendo causa a Facebook per la presunta violazione di ben 10 brevetti riguardanti advertising, privacy, personalizzazione, messaggistica e addirittura lo stesso modello di social networking.
Una mossa simile era già stata realizzata dalla stessa compagnia nel 2004, ai tempi della ingresso sul mercato azionario di Google: riuscirà Yahoo! a scalfire l’immagine del colosso di Zuckerberg, e soprattutto la sua quotazione in borsa? Noi seguiremo la questione da vicino e vi aggiorneremo sui nuovi sviluppi del caso che animerà l’arena social per i mesi a venire.

 

Se non puoi farlo, compralo.

Il valzer delle acquisizioni continua ad animare il mondo dei social network. Tre mesi fa ha fatto molto discutere l’acquisto di Gowalla (che ora ha definitivamente chiuso i battenti) da parte di Facebook. Ora tocca a Twitter, che ha da poco annunciato l’acquisto di Posterous, il servizio di micro-blogging nato nel 2008. Pare però che non debba preoccuparsi chi ha un account su Posterous: gli spazi non verranno chiusi e la piattaforma resterà pienamente operativa (anche se fra le FAQ compaiono già vari consigli per fare il backup dei propri post).
Quali saranno le intenzioni di Twitter? Che stia affilando gli artigli per una sferzata innovativa da far restare a bocca aperta i competitor? Fateci sapere cosa ne pensate dicendo la vostra nei commenti, qui sotto.

 

Il social game torna alle origini

Dopo Fruit Ninja e Angry Birds, le App legate al gaming si rifanno ai giochi della nostra infanzia. Dopo il ritorno di Monopoly e Scarabeo, arriva ora l’App freemium simil-Pictionary: il suo nome è Draw Something e in 5 settimane ha toccato la soglia impressionante dei 20 milioni di download. Con 12 milioni di utenti attivi, pare stia coinvolgendo anche molte star USA, da Miley Cyrus al cast di The Jersey Shore.
La tendenza del gaming sembra dunque premiare le App multiplayer, in cui si possono scegliere gli avversari dal proprio network o sfidare utenti random, proprio come Angry Words (in cui, modestamente, mi difendo alla grande). L’importanza della relazione fra gli utenti si estende dunque anche al social game, portando al centro dell’interazione social la rete di contatti.

 

Crea la tua infographic in pochi click

Gli amanti delle infographic saranno felici di sapere che Visual.ly offre un servizio free per creare, personalizzare e condividere la propria infographic sulla base dei dati di Facebook e Twitter. Un esempio? Eccolo: @Luca2D VS @crifor. Chi vince? Lui, of course.

 

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Mercoledì Social #99

di Nicolò Dus

Ciao #fioi (per il significato di questa parola vi rimando al mio ultimo intervento). Il comune denominatore di questo post è la crescita sui social media, intesa come incremento numerico e come evoluzione comportamentale.

Chi vuole essere miliardario?
Citando la celebre frase di un fortunato format televisivo vi annuncio che Facebook continua la sua scalata verso il miliardo! Si stima che il social media per eccellenza raggiungerà quota 1.000.000.000 di utenti entro la fine del 2012 e per la precisione ad ottobre. A spingere la crescita degli ultimi 3 mesi aiutano sicuramente i +7,4 milioni del Brasile, +5,4 milioni dell’India e +2 milioni di Messico e Indonesia. Questo significa che circa un settimo delle persone nel mondo avrà un account su Facebook. Sicuramente un dato fondamentale che rafforzerà la volontà dei brand di adottare i canali social come principale media di conversazione con i consumatori.

Tweet everywhere
Al ritmo di quasi 900 mila nuovi account al giorno, Twitter ha dato il benvenuto al suo 500 milionesimo utente la settimana scorsa. Consapevoli che la maggior parte dei tweet worldwide provengano da Paesi anglofoni quali Stati Uniti, UK e Canada, stiamo assistendo ad una crescita esponenziale degli utenti internazionali. Conferma questo trend uno studio curato da Sysomos. Anche Twitter vede il Brasile in testa alla crescita con i suoi 8,8% di utenti unici, in Indonesia raggiungono il 2,4% della popolazione e in Germania toccano il 2,5%. Un dato in controtendenza arriva dagli USA che vede una contrazione di utenti, passando dal 62% al 50,8%. In Italia i tweet rimangono timidi: 0,65% di utenti. C’è da dire che la versione di Twitter in lingua italiana è stata lanciata solo a dicembre 2011. Credete che grazie ad agenti importanti quali testate giornalistiche e mass influencer che adottano questa piattaforma, sia solo questione di tempo prima che Twitter diventi indispensabile per comunicare e rimanere aggiornati in tempo reale anche fra gli italiani? Noi pensiamo di sì.

Quantità VS qualità
Aumentare il bacino dei propri utenti è sicuramente un obiettivo primario per qualunque social network. I numeri però non sono tutto. Più volte abbiamo identificato come sia importante capire quante persone siano effettivamente attive sui canali social. L’infografica qui sotto ci illustra l’attività della popolazione UK sui diversi social media. Vi aggiorneremo appena avremo uno studio significativo anche per l’Italia. Per ora lanciamo il nostro personale sondaggio: quanto siete attivi sui social media? Quale vi dà più soddisfazione e utilizzate più frequentemente? Dite la vostra nella sezione commenti qui sotto!

L’immagine è tutto… anche su Google
Cresce la voglia di immagini sul web e Google sembra averlo capito. A Mountain View hanno di recente implementato l’imprescindibile sezione di ricerca dedicata alle immagini.
Vi sarete accorti ormai da tempo che nella schermata dei risultati compare in alto alla pagina un elenco di ricerche correlate alla query che avete inserito. D’ora in poi sarà possibile fruire anche di un’anteprima visiva delle “related searches”. Nell’esempio che vedete qui sotto ho cercato “Treviso” (la mia città natale). Come vedete in cima alla pagina ci sono diverse ricerche correlate. Passando il mouse sopra una delle voci appare un’anteprima delle immagini ad essa legate. Nel caso specifico vediamo 3 foto della romantica zona in riva al fiume Sile chiamata “Buranelli”. In questo modo l’utente non è obbligato a lasciare la sua ricerca per approfondire potenziali argomenti interessanti e le sue scoperte sono veicolate dagli interessi di partenza.

Facebook: più privacy per filtrare i contenuti rilevanti
Vi ricordate la rincorsa al tag? Cercare foto (a volte imbarazzanti) che ci immortalavano negli album degli amici per provvedere a metterci il nostro nome sopra? Oppure quante volte, il giorno dopo una festa, ci è apparsa la notifica: “Nicolò ha stretto amicizia con mille :) persone”. Tutti coloro che hanno iniziato presto ad utilizzare i social media hanno attraversato la fase in cui, per bisogno di socializzare e per un pizzico di egocentrismo, perseguivano l’aumento del numero di “amici” online. Ma i media maturano e con loro matura il nostro comportamento. Secondo un report pubblicato da Pew emerge che molti utenti stanno diventando più accorti nella selezione degli amici e che addirittura sentono il bisogno di “potare” alcuni rami secchi rimuovendo amici, eliminando commenti e togliendo tag dalle foto in cui sono presenti.

Questo deriva dall’esigenza di tutelare la propria privacy e gestire in modo più efficiente i propri canali. Il sempre puntuale Stefano Maggi nel suo ultimo intervento ha descritto la fondamentale importanza di poter “filtrare” facilmente le conversazioni, per poter dedicare la propria attenzione solo ai contenuti veramente interessanti.Parliamo di una vera e propria evoluzione comportamentale dovuta al cambiamento incessante degli ecosistemi, in cui, anche per i brand, il comportamento online ha un riverbero sempre più forte e duraturo sull’offline. Dobbiamo aspettarci un utilizzo più discreto dei social media da parte degli utenti? È ipotizzabile uno scenario in cui i social media saranno sempre più funzionali a selezionare per noi i contenuti rilevanti dal rumore di fondo.

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Mercoledì Social #96

di Luca Della Dora in News

Ben ritrovati con l’appuntamento che da ormai 96 settimane vi tiene compagnia il Mercoledì, e vi tiene aggiornati su tutte le notizie più curiose e interessanti che provengono dal social web. Questa però è una settimana particolare, quella che negli USA è attesa per tutto l’anno, quella che mette a sedere un’intera nazione davanti alla TV: è la settimana del SuperBowl, molto di più di una semplice partita di football americano. Chiunque si interessi di marketing, di comunicazione e di pubblicità non può ignorare quello che è unanimemente definito l’evento mediatico dell’anno.

E ovviamente questo discorso vale anche per noi, quindi iniziamo proprio parlando di tutto ciò che è stato il contorno della sfida tra Giants e Patriots (ah, per dovere di cronaca, i Giants hanno portato a casa il SuperBowl XLVI per 21-17).
 
 
SuperBowl: Super Advertising?
Questo lo lascio dire a voi. Quello che vi posso dire è che vale la pena dedicare qualche minuto del vostro tempo per dare un’occhiata ai commercials che sono stati trasmessi durante la partita di Domenica 5 Febbraio, considerando che per la maggior parte di questi brand, il SuperBowl rappresenta la vetrina più importante sia a livello di investimento media, sia in termini di bacino d’utenza raggiungibile. Ads of the World ha raccolto tutti gli spot trasmessi, mentre io mi limito a condividerne un paio che mi sono piaciuti, ecco come Toyota, Doritos e Sketchers hanno impiegato i loro 30″ di gloria.


 
 
Cosa (e dove) hanno cercato le persone durante il SuperBowl?
Il SuperBowl è stata l’ennesima dimostrazione di come la fruizione televisiva stia diventando sempre più legata a ciò che accade sul social web. Perché? Semplice, perché tutti coloro che hanno seguito il match dal loro divano, avevano in tasca uno smartphone o un tablet, e il 41% di queste persone ha effettuato ricerche legate agli Ads del SuperBowl via mobile (come riporta Google attraverso il suo blog). Ecco un infographic che ci riporta alcuni dati interessanti di come si è “giocata” la partita online:

È poi interessante notare come tra i 5 argomenti più ricercati non compaia nessuno dei brand che hanno investito per proporre il proprio spot. Ecco invece cos’hanno cercato maggiormente le persone:

1. Madonna
2. Halftime show
3. Patriots
4. Tom Brady
5. Giants

Qui invece Youtube ci racconta cosa è stato maggiormente cercato per quanto riguarda i commercials di cui ho scritto poco sopra.
 
 
Il Mobile cresce ancora: Facebook sta a guardare?
Ovviamente no. D’altra parte con 845 milioni di utenti, è evidente che ci sia un enorme pubblico di cui tener conto, un pubblico che continua a crescere mese dopo mese, che – come riporta StatCounter – è raddoppiato anno dopo anno dal 2009: per rendersi conto di come l’impatto delle connessioni via mobile sia sempre più rilevante basti pensare che sono oggi l’8.5% contro il 4.3% di soli 12 mesi fa (e questo dato tiene conto soltanto degli smartphone, senza considerare gli accessi a internet via tablet).

Come riporta il Financial Times, Facebook sta per lanciare anche sulla piattaforma mobile i suoi prodotti legati all’advertising: l’obiettivo è quello di trovare un equilibrio tra la soddisfazione (e la pazienza) dei propri utenti, e la necessità di monetizzare ulteriormente prima di diventare “pubblico”. Saranno le prossime settimane a dirci se Zuckerberg sarà in grado di mettere tra le mani degli utenti mobile un’altra forma di advertising senza risultare invasivo nei confronti delle persone che ogni giorno accedono a Facebook.


 
 
Camparis all around the world, on Foursquare
Ebbene sì, anche Milano, da qualche giorno, ha il suo City Badge. Dopo Berlino, Madrid, Istanbul e tantissime città americane, anche in Italia è stato lanciato il primo badge dedicato a una specifica città ed ai luoghi più interessanti che le persone possono visitare per scoprirla. Come sbloccarlo? Semplicissimo: basta seguire la Lista dedicata e fare almeno 5 check-in nei luoghi indicati.

La scelta cromatica lascia un po’ a desiderare (sì, ok, sono di parte, ma i colori che dello scudo meneghino sono comunque il bianco ed il rosso ;D), ma è decisamente positivo il fatto che anche l’Italia sia entrata a far parte di quei paesi su cui Foursquare ha deciso di focalizzare la sua attenzione, proseguendo con la volontà di avvicinare sempre più le persone alla scoperta dei luoghi più interessanti delle città di tutto il mondo.

Anche per questa settimana è tutto: ora non vi resta che farci sapere qual è lo spot trasmesso durante il SuperBowl che avete apprezzato di più, e – se non l’avete già fatto – di andare in Duomo, passando per Corso Como e via Tortona, magari sorseggiando un Negroni al Bar Basso, per sbloccare il Milano da bere badge su Foursquare!

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Mercoledì Social #94

di Sara De Mattia in News

Rieccoci qui per un nuovo appuntamento con il mercoledì social. La rubrica settimanale che vi aggiorna sulle novità e gli spunti più interessanti del social web. Ben trovati :) !
Questa settimana parleremo di Tumblr, Google e Google Plus, Facebook App, Twitter e McDonald’s.

I numeri di Tumblr
Partiamo da Tumblr. Non è la prima volta che parliamo della crescita impressionante registrata dalla piattaforma soprattutto negli ultimi mesi ma val la pena partire ancora una volta dai numeri per riflettere insieme sulle potenzialità dello strumento per i brand e per le iniziative attivate.
Superati i 15 (e anche i 16) milioni di post e raggiunti i 120 milioni di visitatori mensili.
Cifre che non solo ci raccontano del successo del mezzo e della sua diffusione sempre più capillare anche al di fuori dei confini americani ma che soprattutto ci danno evidenza di come le microinterazioni stiano sempre di più prendendo piede rispetto ai contenuti più strutturati.
Più del 40 % dei contenuti condivisi sul Tumblr sono immagini. Foto e video la fanno da padrone rispetto ai testi e gli stessi sono brevi e quasi sempre a corredo o a commento delle immagini condivise o rebloggate. Perché? Perché le immagini sono il mezzo più immediato e diretto per esprimere se stessi, i propri interessi e per ‘documentare’ quanto accade a noi e intorno a noi. La forza di Tumblr sta anche in questo e i brand che, sempre più numerosi, decidono di approcciarsi a questa piattaforma non possono trascurare questo aspetto.
Può venire spontaneo usare Tumblr come un qualsiasi blog o come un sito web proponendo contenuti e approfondimenti molto curati, articolati e apparentemente di maggior valore ma il segreto di Tumblr sta proprio nell’immediatezza. Il primo driver, come per ogni mezzo, è la qualità di quanto veicoliamo ma il secondo è la facilità.
Facilità di fruizione, di comprensione e di condivisione.

Su Tumblr, ad oggi, non esistono contenuti o profili promossi a pagamento dai brand, come ad esempio per Facebook e oramai per Twitter.
Farsi conoscere e far conoscere il proprio Tumblr, sviluppare e alimentare relazioni con gli utenti significa, in primo luogo, trovare la chiave nel come e nel quanto pubblichiamo, per spingere chi trova, cerca o segue i nostri contenuti non solo a leggerci e guardarci ma soprattutto a farli propri rebloggandoli e apprezzandoli e quindi condividendoli a propria volta con i propri follower.

Google e Google Plus

Numerose le novità che riguardano il mondo Google in questi ultimi giorni. Ripercorriamo insieme le principali.
Cambiano i termini di utilizzo dei servizi Google e viene unificata la normativa soprattutto in termini di privacy. Lo scopo è quello di rendere più breve e immediata la comprensione delle norme di riferimento per “creare un’esperienza d’uso che sia meravigliosamente semplice e intuitiva per tutti i serivizi Google”.

Viene introdotta la possibilità di utilizzare pseudonimi su Google Plus, in controtendenza con la posizione iniziale che faceva della garanzia dell’identità personale uno dei punti di forza del social network. Rimangono comunque alcuni “vincoli” alla possibilità di usare un nome fittizio soprattutto legate all’obbligo di dimostrare che quel soprannome appartenga effettivamente all’utilizzatore e che lo stesso sia solito utilizzarlo su altri canali e per la pubblicazione di altri contenuti.
La decisione si deve probabilmente alla numerosità (più del 60% degli utenti) di coloro che commentano utilizzano uno pseudonimo o semplicemente rientra nel ventaglio di cambiamenti messi in atto per l’ottimizzazione e per stimolare la diffusione del social network a marchio Google.

“Ask on Google+”. Proseguono gli sforzi verso l’integrazione delle funzioni di Search con quelle tipiche dei social network.

Al momento dell’inserimento di una qualsiasi query su Google verrà data la possibilità di reindirizzare quella richiesta su Google+ e chiedere quindi un “aiuto” e la risposta alla propria domanda agli amici di Google+. La funzionalità non è ancora disponibile per tutti i Paesi e per tutti gli utenti ed è pacifico che possa essere utilizzata solo quando si è loggati in Google. L’integrazione di queste caratteristiche è frutto dell’evidenza che i pareri, i consigli e le opinioni dei proprio amici, parenti e delle proprie cerchie di conoscenze hanno sempre più peso anche rispetto a quanto reperibile sulle fonti tradizionali e presso quelli che tradizionalmente vengono considerati “esperti” per un determinato argomento, prodotto etc. Diventa, quindi, sempre più importante la capacità dei brand di influenzare queste dinamiche creando advocacy presso gli utilizzatori finali e stimolando il passa parola (positivo) riguardo le esperienze d’acquisto, di prodotto e di interazione delle persone con i brand.

Il nuovo algoritmo di Google penalizza i contenuti che contengono troppo advertising

Modificato e già attivo il nuovo algoritmo per il motore di ricerca che assegna priorità ai vari contenuti nella visualizzazione dei risultati e penalizza quei contenuti che cotengono troppi contenuti pubblicitari nella parte superiore delle pagine web, ossia quella che si visualizza senza la necessità di effettuare lo scroll. L’affollamento di messaggi e di banner rende infatti il contenuto meno frubile e meno reperibile.
L’idea è quella di dare meno priorità a quelle pagine che scelgono di dare più spazio alla pubblicità a pagamento che ai veri contenuti e anche se sembra che solo l’1% delle ricerche globali verrà influenzato da questo provvedimento, non deve sfuggire il messaggio che, nonostante l’introduzione, l’utilizzo e l’abuso di banner a pagamento sui proprio spazi web sia una necessità, una tentazione o anche solo un modo di comunicare messaggi pubblicitari pertinenti rispetto ai contenuti proposti, l’eccessivo affollamento non solo rende sgradevole l’esperienza utente e penalizza la valutazione di qualità e l’attenzione sui contenuti ma, motivo in più, è sconveniente anche in termini di SEO.

Un’App di Aviary darà la possibilità di customizzare le immagini su Facebook

Mentre Instagram ha introdotto da poco la completa e diretta condivisione delle immagini nella propria timeline di Facebook, Aviary ha appena lanciato una nuova applicazione Facebook che darà la possibilità di modificare le foto già caricate su Facebook introducendo filtri, effetti e stili simili a quelli di Instagram, “privilegi” riservati agli utenti iPhone o comunque all’utilizzo di app mobile e alle foto caricate da smartphone.
L’applicazione Facebook è disponibile anche in versione mobile per iPhone e dispositivi Android e per le sue caratteristiche, vedi in primis la possibilità di utilizzarla su tutte le foto, caricata da qualsiasi tipo di device ha un grosso potenziale di diffusione. La condivisione delle foto è una delle interazioni più importanti e frequenti nell’utilizzo dei social media e un’azione su cui i brand stimolano molto gli utenti quando si vuole puntare sui contenuti UGC. Questa app, semplicissima nell’utilizzo dà uno stimolo in più per tutti coloro che sempre di più amano imrpovvisarsi fotografi in erba ;) .
Ecco, ad esempio, il mitico draghetto Yoshi, di Super Mario, prima…

…E dopo la cura Aviary ;) .

Il caso McDonald’s e l’utilizzo degli hashtag sponsorizzati

L’hashtag, da parola in codice riservata ai nerd, è diventato un fenomeno nazional popolare anche grazie all’utilizzo che ne hanno fatto programmi televisivi come quello di Fiorello, la community sui fatti di cronaca e di costume o i brand in iniziative dedicate.
Come ci racconta Luca Della Dora sul suo blog, Il cosiddetto ‘hashtag marketing’ è sempre più utilizzato ed ha grandi potenzialità. Come ogni “strumento” però, va utilizzato in maniera adeguata e opportuna e come ogni fenomeno a grande potenziale può diventare un boomerang come nel caso della campagna Twitter di McDonals: #McDStories. La call to action invitava gli utenti a raccontate le proprie storie a lieto fine a tema ‘happy meal’ ma si è trasformata nella raccolta di storie d’orrore culinario e quotidiano promosse e amplificate dai detrattori del brand: #McDHorrorStories.

Come sempre non è importante lo strumento o il canale utilizzato ma come se ne sfrutta il potenziale e sicuramente l’hashtagging ne ha da vendere. Ad esempio, per i brand che vogliono attivare delle iniziative, dei contest e delle campagne di comunicazione su canali come Twitter e con strumenti come Instagram e Fourqaure che tra le proprie funzionalità di riferimento hanno proprio quello di indicizzazione, ricerca e categorizzazione dei contenuti tramite hastag.

Per questa settimana è tutto.
Vi invitiamo, ancora una volta, a dirci la vostra in un commento.
Buon proseguimento di settimana a tutti ;) .

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Mercoledì Social #92

di Matteo Brignoli in News

Benvenuti al secondo Mercoledì Social dell’anno: si sa d’altronde che l’Epifania tutte le feste porta via e che il Mercoledì porta con sé un’interessante carrellata di news sul nostro amato social web. Quest’oggi, per bruciare i grassi in eccesso e riprendere uno stile di vita sano, parleremo di Google, Pinterest, Tumblr e Instagram.

Google: Search, plus your world
Nei prossimi giorni Google introdurrà tre nuove feature che vi consentiranno di migliorare e raffinare le vostre ricerche: Personal Results offrirà una selezione di contenuti foto e post aggregati da Google+ relativi al tema su cui state cercando informazioni, Profiles in Search permetterà di trovare velocemente il profilo Google+ di persone che potreste essere interessati a seguire, mentre People and Pages vi aiuterà a trovare più facilmente profili e pagine Google+ legate ad uno specifico contenuto o area d’interesse. Questa novità aggiunge un livello di personalizzazione esclusiva ad ogni ricerca, incentivando l’integrazione dei singoli utenti con la community di Google+.

La straordinaria crescita di Pinterest
L’ormai popolare social network di cui vi abbiamo parlato anche pochi giorni fa ha registrato nella seconda metà del 2011 una crescita notevole, ed è stato recentemente inserito nella Top 50 websites of 2011 del Time Magazine. La chiave di questa crescita è senza dubbio la centralità e l’attenzione data da Pinterest agli interessi delle persone: un dato che sottolinea la necessità di una seria riflessione da parte dei brand su come meglio gestire la propria presenza sugli “interest network”.

Total visits Pinterest year 2011

Tumblr introduce la Fan Mail
Tumblr ha di recente annunciato l’introduzione di un nuovo messaging service tra i propri iscritti, che consentirà di inviare messaggi privati sia dalla home del blog che si sta visualizzando sia dalla propria Inbox: si tratta di una nuova modalità d’interazione, alternativa ai like ed alle note che fino ad oggi sono state la principale forma di comunicazione tra gli iscritti. Resta da vedere in che modo la novità verrà recepita dagli utenti, e quali saranno gli sviluppi più proficui di questo contatto diretto e personale su una piattaforma che fa della creatività e della condivisione di contenuti visivi il proprio punto di forza.

Tumblr Fan Mail

Barack Obama è su Instagram
Le possibili integrazioni tra social media e politica sono un tema di cui abbiamo già scritto più volte, e anche il buon Barack Obama sembra trovarlo un argomento interessante: il Presidente ha da poco annunciato di essersi iscritto a Instagram per “dare alle persone una testimonianza visiva di quello che succede tutti nella vita quotidiana del Presidente degli Stati Uniti d’America”. La presenza congiunta su Facebook, Twitter, Google+, Tumblr e Instagram rende senza dubbio Obama uno degli uomini politici “più social” del mondo, ed offre l’ennesimo spunto per un’analisi del ruolo che i social media potrebbero avere sulla campagna per le elezioni presidenziali americane. Volete sapere se l’iniziativa di Obama su Instagram si rivolgerà solo agli utenti Instagram? Potete scoprirlo, insieme a molte altre cose, leggendo questo post di Stefano Maggi.

Bene, anche per questa settimana è tutto: se avete trovato interessante ed ipocalorico questo post potete comunicarci il vostro parere attraverso la sezione destinata ai commenti. Per quanto mi riguarda, oltre che incoraggiarvi a praticare uno stile di vita sano all’insegna del social web e dell’attività sportiva, auguro a tutti voi un felice 2012. Alla prossima!

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Mercoledì Social #91

di Antonio Severino in News

Ben ritrovati nel nostro appuntamento del mercoledì con le notizie più interessanti del social web: questo è il primo mercoledì del nuovo anno, quindi, per prima cosa… buon 2012!

Il gradimento dei candidati alla Casa Bianca per il 2012 è sui Social Media
Sembra preistoria, eppure sono passati solo 4 anni dalle elezioni americane del 2008. Oltre al trionfo di Barack Obama, si è discusso molto del ruolo che hanno avuto i Social Media all’interno della campagna americana, sia perché è stato uno dei primi “grandi” casi, sia perché sono stati indicati come lo strumento che – attraverso un uso sapiente e strutturato – hanno consentito al candidato considerato outsider di vincere le elezioni.
Cosa succede quattro anni dopo? La campagna per le elezioni americane del 2012 è ancora all’inizio, ma già è possibile vedere alcune attività molto interessanti che riguardano i Social Media. Il primo esempio è questa dashboard creata da Google “Politics & Elections” che aggrega e analizza sostanzialmente tre elementi: le ricerche dei nomi dei candidati fatte su Google dalle persone, le news e i video presenti su YouTube. È possibile esplorare i contenuti non solo per candidato, ma anche per “tema” (economia, salute, politica estera…).

Ma non è tutto. Come potrete immaginare gran parte dell’attenzione è rivolta a Facebook, che ha già realizzato una pagina “U.S. Politics” dedicata alle elezioni (con best practices, risorse ecc.): la corsa alle fan page da parte dei candidati è iniziata, e i nuovi insights (ne avevamo parlato qui) forniscono metriche molto interessanti. Quali sono i candidati che generano più conversazione? Quali sono gli status update (e quindi i contenuti) più rilevanti per le persone? SocialBakers risponde a queste e a molte altre domande attraverso lo speciale “The Presidential race on Facebook“.

Ancora una volta, dunque, l’ascolto rappresenta un elemento chiave all’interno della strategia social (più in generale, sull’importanza di misurare i Social Media ne aveva parlato il nostro Stefano Maggi in questo post). Lo scenario attuale è molto più complesso di quello del 2008: quale sarà il ruolo dei Social Media nella campagna politica americana di quest’anno? Quale sarà lo strumento più usato? Verrà creato anche questa volta un benchmark sull’utilizzo dei canali social per aziende e politici del resto del mondo?

Disattivare la Timeline? Impossibile. Occhio allo scam!
La Timeline di Facebook, ora disponibile per tutti (ne aveva parlato Arianna in questo post), oltre a molti consensi ha raccolto anche – inevitabilmente, alcune critiche: diversi utenti hanno manifestato scarso apprezzamento per la novità introdotta da Facebook, tanto da volere utilizzare nuovamente il vecchio profilo. Questo però non è possibile, quindi, come denunciato da InsideFacebook in un post dedicato attenzione alle pagine Facebook e ai siti internet che vi promettono di poter “restituirvi” il layout del “vecchio” profilo Facebook, si tratta di pagine fake: vedere i video linkati, invitare 5 amici, iscriversi alla newsletter o, peggio ancora, usare le app che vi propongono è del tutto inutile.
Insomma, dopo averci illuso che potevamo vedere chi dei nostri amici visitava il nostro profilo Facebook, ora è il turno della Timeline: non credeteci! ;-) A proposito di Timeline: il vostro profilo ce l’ha? Cosa ne pensate?

Anche per questa settimana è tutto. Vi auguriamo un buon rientro dalle vacanze e un fantastico 2012! Lo spazio dedicato ai commenti è a vostra disposizione: fateci sapere cosa pensate delle notizie che abbiamo riportato oggi.

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Mercoledì Social #84

di Nicolò Dus

“Fioi” nello slang trevigiano identifica quelle persone dotate di una personalità fuori dal comune o semplicemente il giro di amici che saluti al sabato sera quando ci si trova per una birra. Io lo uso spesso e ve lo dico perchè vorrei iniziare il mio primo ed entusiasmante Mercoledì Social con un amichevole ciao Fioi!
La speranza, anche per quest’oggi, è quella di darvi qualche utile news dal carattere social. Non indugio oltre e vi auguro un’intensa e proficua lettura!

Google+ lancia la gestione integrata delle Pages
Lo sappiamo: Google+ ha aperto i battenti ai brand con le sue Pages; ce lo ha spiegato molto bene Ottavio in questo post e Cristina, la scorsa settimana ha illustrato come creare la Page del proprio brand in pochi semplici click.
Oggi arriva un importante upgrade per la gestione delle Pages: Google ha annunciato la possibilità di utilizzare tool di terze parti per gestire la propria pagina. I nomi dei provider scelti per questo servizio sono 6 e sono altisonanti: Buddy Media, Context Optional, Hearsay Social, HootSuite, Involver e Vitrue.

Questa fase di sperimentazione servirà al colosso di Mountain View per raccogliere feedback importanti e migliorare ulteriormente l’esperienza dell’utente, ma già si può dire che in un social scenario in cui brand e imprese sono attive su diverse piattaforme social, la scelta di Google+ agevola molto la gestione coordinata e sicuramente faciliterà l’integrazione di questo canale da parte dei brand e delle aziende.

 

Il successo delle social app
Produttori e distributori di contenuti editoriali hanno oramai intuito l’importanza dei social media nel veicolare le loro informazioni che sono sempre più condivisibili.
Il next step lo abbiamo visto quando Facebook ha annunciato le sue partnership con media brands come Netflix e Spotify per lo sviluppo delle social app, ovvero applicazioni che permettono all’utente di fruire di contenuti all’interno di Facebook e condividere cosa stanno guardando, ascoltando o leggendo.
Ad un mese di distanza i feedback sono ottimi e le social app stanno volando, vediamo qualche esempio:

L’app di The Guardian, che permette all’utente di fruire e condividere le news direttamente  all’interno di Facebook, ha visto salire il numero di installazioni a 2,6 milioni.
Yahoo! News, che invece ha scelto di integrare nel suo dominio una social feature che mostra cosa stiano leggendo gli amici di un utente, ha riportato circa 2 milioni di installazioni in circa due settimane. Anche il provider di musica on-demand MOG ha visto quadruplicare il suo traffico da quando ha lanciato la sua app.

Dal successo di queste esperienze Facebook è alla ricerca di nuove partnership e ha deciso che dedicherà una visibilità maggiore alle social app una volta lanciata la sua agognata Timeline.

 

La CardMunch di LinkedIn
Se anche voi come me fate un lavoro in cui incontrate spesso persone nuove, sapete bene come dopo un po’ sia difficile gestire l’enorme collezione di biglietti da visita che ammonta nel portafoglio o in un cassetto o addirittura sparsi sulla scrivania.
LinkedIn con la sua app CardMunch ha dato sicuramente una svolta alla gestione dei contatti, almeno per i possessori di iPhone. Per chi non la conoscesse, questa applicazione gratuita permette di fotografare un biglietto da visita e di mandare in automatico la scansione ad un centro di elaborazione dove i dati vengono “digitalizzati”, diventando così utilizzabili e condivisibili tramite qualsiasi tipo di device. Questo video colmerà le mie lacune esplicative.
La novità di questa settimana è il grande restyling che LinkedIn ha operato su questa applicazione che adesso consente di “linkare” (ma va?) il biglietto da visita di un persona con il suo profilo LinkedIn.

 

Search Bot e info on-demand
Ancora informazioni, ma su Twitter. La piattaforma di microblogging è uno strumento utilissimo per essere sempre aggiornati sui topic per noi più rilevanti e per seguire personaggi e persone che ci interessano.
Il potere informativo di questo social media però non finisce qui. Diversi brand stanno infatti sviluppando dei bot che permettono la ricerca di contenuti tramite Twitter. Lo confermano le novità introdotte da Virgin Atlantic e da The Guardian (ancora lui!).

Virgin Atlantic ha da pochissimo lanciato il suo bot che consente di controllare lo stato del tuo volo tramite il servizio di microblogging. Basta un tweet @VAAInfo con il numero di volo e la data di partenza e si ricevono subito tutti i dettagli.
The Guardian invece con il suo Search Bot permette agli utenti di cercare un contenuto all’interno del proprio sito semplicemente twittando una domanda o una keyword a @GuardianTagBot. Il bot invia immediatamente un tweet contenente un link ad una pagnina di guardian.co.uk in cui c’è una lista di risultati della ricerca.
In un momento storico in cui l’overload di informazioni continua a crescere è importante trovare nuovi strumenti che aumentino le possibilità per gli utenti di selezionare e reperire informazioni utili e rilevanti. Sarà il microblogging ad allargare le frontiere della conoscenza on-demand?

Sapete bene che siamo sempre desiderosi di sapere che ne pensate, quindi utilizzate lo spazio qui sotto – dedicato ai commenti – per dire la vostra e non scordate di iscrivervi al nostro feed RSS se volete rimanere sempre aggiornati sulle ultime notizie provenienti dal social web.

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Google +, ecco a voi le nuove pagine

di Ottavio Nava in News

Google ha finalmente deciso quale spazio avranno su Google + i brand, le organizzazioni ed in generale tutti coloro che non sono persone: le nuove pagine.

A prima vista l’impostazione è molto simile a quella delle pagine Facebook, con un peso importante ai post e quindi alla conversazione ed ai contenuti multimediali, foto (anche gif animate ndr) e video. I brand possono essere inseriti in una cerchia oppure suggeriti grazie al +1.

Ecco a voi il primo video di presentazione, postato oggi pomeriggio da Google sul suo blog e ripreso su Google+ da Larry Page in un annuncio ufficiale.

Direct Connect

La novità più interessante al momento è decisamente Direct Connect, una funzionalità grazie alla quale sarà possibile connettersi direttamente con un brand, partendo da una ricerca organica sul motore di ricerca, semplicemente aggiungendo il suffisso “+” al nome del brand. In pratica sarà possibile connettersi a We Are Social digitando “+ We Are Social” su Google, a questo punto verremo automaticamente portati alla pagina del brand e un messaggio molto chiaro ci chiederà se vogliamo aggiungere We Are Social ad una cerchia. Inutile dire che la risposta giusta, in questo caso sarà si :)

Scherzi a parte, Direct Connect potrebbe rivelarsi una “killer feature” sia per i brand sia per le persone. I brand avranno la possibilità di sfruttare le ricerche organiche su Google e il social graph degli utenti grazie alla social search per connettersi più velocemente con le persone e soprattutto per capitalizzare l’attenzione in un luogo perfetto per stimolare la relazione ed attivare un conversazione. Allo stesso tempo le persone potrebbero trovare molto utile potersi mettere in contatto direttamente con un brand in un luogo dove questo è attivo e pronto a rispondere e dialogare.

In questo video Google ci racconta il potenziale di Direct Connect:

Le iscrizioni alle pagine Google+  non sono ancora aperte a tutti ma potete iniziare a visitare questo link in attesa del lancio definivo (inutile fare refresh ogni 2 minuti, dovrete aspettare qualche tempo).

Se nel frattempo volete farvi un’idea di cosa stiano facendo i primi brand presenti, eccone una selezione:

È decisamente presto per dire se le pagine di Google+ saranno o meno un successo, se e come saranno diverse da quelle di Facebook e soprattutto se piaceranno agli utenti ma una cosa è certa, il loro successo dipenderà dall’ampliamento della base di persone che utilizzano il social network e quindi dall’effetto rete che Google+ sarà in grado di attivare.

In attesa di potervi connettere a noi direttamente digitando + We Are Social su Google, potete iscrivervi al nostro feed RSS.

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