Here are all of the posts tagged ‘google’.
Il 2011 è un anno di cambiamento e di crescita per i social media, sia in termini numerici, con l’aumento della partecipazione anche da parte delle fasce d’età più elevate, sia per le abitudini di chi li utilizza.
Tra i fenomeni più interessanti che si sono sviluppati c’è sicuramente la diffusione della “content curation”: l’attività di selezione, aggregazione e proposta di contenuti rilevanti per le persone di una community.
Questo approccio al contenuto nasce con il social networking, ma recentemente diventa sempre più rilevante grazie soprattutto alle nuove caratteristiche proposte dai principali social network. Definire un approccio di content curation può essere molto utile per le marche che desiderano diventare un punto di riferimento, acquisire una “leadership di pensiero” e sviluppare un rapporto continuativo con la propria community.
Ecco alcuni episodi recenti indicativi dell’acquisita importanza per la content curation:
- Tumblr ha acquisito sempre più importanza, con le proprie funzioni native di reblog, aggregazione di contenuto e di contestualizzazione in una conversazione;
- LinkedIn ha lanciato LinkedIn Today, il proprio “giornale social personalizzato”, sulla base delle raccomandazioni rilevanti dei propri network;
- Google ha introdotto “Sparks”, con l’obiettivo di approfondire argomenti specifici attraverso il contenuto e le interazioni delle persone;
- Delicious ha rinnovato il proprio look e ha presentato “Stacks”, una sorta di “playlist” per i propri contenuti e per quelli della community;
- Facebook attribuisce sempre più attenzione alla content curation, offrendo agli utenti sempre più possibilità di: visualizzare aggregazioni di contenuto da parte della community (con le Community Pages), condividere contenuti più facilmente (con le funzionalità di condivisione della nuova Timeline), definire le proprie preferenze di content curation in modo granulare (con i nuovi aggiornamenti del news feed);
È stata una settimana frenetica, ricca di aspettative, e che alla fine ha rispettato le attese mostrando al mondo “il nuovo Facebook”: oggi non torneremo sull’argomento, ma per chi si è perso qualcosa in settimana, ne abbiamo parlato qui e qui.
Yelp! apre all’Italia
Una news di pochi giorni fa che, oltre ad essere molto importante per le marche, lo è anche per chi cerca i “posti giusti” per lo shopping, la cena romantica, la serata con gli amici… Yelp.it è online da pochi giorni e, dopo l’annuncio sul blog ufficiale, sono già molti gli utenti che si cimentano nelle recensioni dei propri locali preferiti. Ci sarà anche il vostro? Basta fare una ricerca su Yelp.it per scoprirlo!

Draw a Stickman
Come per tutte le cose migliori, anche in questa simpatica applicazione online l’idea è semplice: disegna uno stickman e fagli fare delle cose. E allora? Scopritelo cliccando sull’immagine, saranno 5 minuti di divertimento con una “morale” che nella frenesia quotidiana spesso si dimentica.
Google Doodle of the day
Si celebra il 75 compleanno di Jim Henson, il papà dei Muppets, e per l’occasione Google ha collaborato con la Jim Henson Company per realizzare questo Doodle: un grande lavoro di design in team per queste marionette digitali che viene spiegato in questo video.
Due infographic per il weekend
Ecco due infographic semplici e belle da vedere: la prima, che arriva da The Wall Blog, ci offre una visione del traffico su Twitter:
click qui per leggere su The Wall
La seconda, che potete trovare anche su Mashable, ci racconta in maniera molto sintetica quali sono i social netwrok più diffusi. Ogni Paese presenta caratteristiche paticolari nella diffusione dei diversi social network: come per le persone, bisogna conoscerli al meglio per riuscire a creare campagne di successo.

Click qui per leggere su Mashable
Due trend di questa settimana
Ecco due video che si sono fatti notare in rete questa settimana.
Questo provino arriva dal concorso Queen Extravaganza: questo ragazzo, bisogna ammetterlo, è veramente molto bravo. Volete giocarvi il posto con lui per entrare nel gruppo di triburto ai Queen?
Ci lasciamo con questo secondo contributo da Youtube: perchè quando arriva il weekend, è cosa buona e giusta farsi una risata per lasciarsi la settimana alle spalle.
Se questo articolo vi è piaciuto condividetelo con tutti i vostri amici, lasciateci un commento e non perdetevi i prossimi blog post abbonandovi al nostro feed RSS!
Ben ritrovati all’appuntamento del sabato: con la Serie A ormai ripartita sarà un buon modo per distrarsi dalle delusioni o per distrarsi prima dell’inizio delle partite. A proposito, avete già detto qual è il vostro soprannome preferito dei calciatori della Serie A (ma non solo…)? Dove? Su Genuine Football Fan, blog dedicato ai tifosi di calcio lanciato dal nostro cliente Indesit poche settimane fa. Ma abbandoniamo il mondo del pallone e torniamo a parlare di social web.
Il web, 15 anni dopo
Già, è proprio questo il tema che tratta quest’infografica di onlineuniversity.net, che percorre tutte le tappe e i cambiamenti che hanno portato il web a essere quello che conosciamo oggi, partendo dal 1996. È interessante, ad esempio, osservare quali siano i siti più utilizzati oggi, rispetto a quelli che navigavamo 15 anni fa e che – per gran parte – sono sconosciuti ai più giovani.

Clicca qui per vederla intera
L’infografica, di te stesso
E a proposito di infografiche, ecco un servizio davvero interessante che ci consente di visualizzare in pochi click il nostro CV e di condividerla sui canali che desideriamo. Si chiama visualize.me: provatelo!
Google+, c’è chi lo ama e chi non lo considera
… e poi c’è anche chi decide di farci una canzone. Già, proprio così, una canzone dedicata al social network lanciato qualche mese fa da Google, che – in modo scherzoso – ne ripercorre alcune funzionalità. E voi che ne pensate? Lo state utilizzando o siete tra quelli che l’hanno provato e accantonato?
Ridi che ti passa
Dev’essere questo quello che hanno pensato gli autori di questo video che contiene risate di persone di ogni sesso, età e continente: e fatevela anche voi una risata, che domani è domenica!
LAUGHS! from Everynone on Vimeo.
E dopo questa breve carrellata, non posso far altro che augurarvi un buon weekend, e di consigliarvi di iscrivervi al nostro feed RSS, per restare sempre aggiornati su ciò che accade sul social web (tranquilli, durante la settimana siamo molto più seri).
Buongiorno e buonmercoledì a tutti da parte di Gabriele Caeti, cioè me, cioè il nuovo social media creative di We Are Social, ma non preoccupatevi questo mercoledì social non sarà rovinato da pazzie creative, ma avrà i soliti spunti utili e approfondimenti che lo hanno caratterizzato sinora
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Oggi parleremo di: Facebook, Google, Linkedin e Blog.
Facebook e la ribalta dei non giovani
Iniziamo senza indugi regalandovi un po’ di dati riguardo la Facebook community.
Secondo i dati estrapolati da SocialBakers, possiamo trovare un paio di curiosità sull’età dei facebookiani nel mondo e sul loro genere.
Da questi dati ci accorgiamo che il 51% dei bimbi che usano internet è su facebook e che le donne sono le più attive in assoluto con un 52% in UK, 55% in USA e 72% in India.
Per quanto riguarda gli uomini abbiamo dei dati leggermente differenti, Indonesia 61% e Turchia 63%.
In ogni caso se diamo un’occhiata a queste chart, possiamo vedere che i gruppi che vanno dai 45 ai 64 sono sempre più attivi e stanno raggiungendo i leader di questa statistica (35-44). Dati raccolti da Socialbakers country statistics.
DATI DI CRESCITA UK
DATI DI CRESCITA USA
E Google è sempre più su
Rimaniamo sempre in ambito numerico perché Nielsen a Luglio 2011 ha lanciato un nuovo metodo di raccolta dati chiamato hybrid audience measurement, che è in grado di fornire una visione olistica dell’attività dell’audience online. Ovviamente Google è stato il sito più visitato in America con 172 Milioni di visitatori unici durante Luglio. 7 dei primi 10 brand ha mantenuto la propria posizione rispetto ai mesi precedenti con Wikipedia e Apple che si sono scambiati i posti.
Grazie a questo tipo di misurazione “ibrida” Nielsen è in grado quindi di fornire un dato oggettivo su i visitatori unici del web, dato che vengono presi in conto non soltanto i computer di casa e lavoro ma anche tutti i device come gli smartphone e i tablet.
In countries for Linkedin
Dopo essere passati per freddi grafici e dure tabelle, andiamo di gran volata verso le nostre amate infographic, questa in particolare si riferisce all’utilizzo di Linkedin nei vari mercati, vediamo subito che quello americano è il mercato di punta del social network dei lavoratori.
I dati sono stati pubblicati dal mensile di business francese “Capital”.
Godetevi l’inforgraphic
Blog i love you
Adesso una notizia interessante per i bloggers, secondo voi qual è il posto migliore per aprire un blog?
*Rullo di tamburi*
L’Asia! E in particolare il Giappone, chi lo avrebbe mai detto?
Recenti studi dimostrano che il visitatore medio giapponese spende su un blog all’incirca 62,6 minuti in un mese, la Corea del Sud è arrivata seconda con “solo” 49 minuti e la Polonia terza con 47,7.
Invece Taiwan è arrivato primo per quanto riguarda la percentuale di visite rispetto ai navigatori internet della nazione con un 85,5 %, il Brasile è secondo con un 82,5% e la Corea del Sud terza con 84,9%
Date un’occhiata alla tabella (dati raccolti da comscoredatamine) per capire un po’ meglio la situazione:
E con questo ultimo BlogDato, ahimè, noi di We Are Social vi abbandoniamo e ci vediamo alla prossima, aspettiamo i vostri commenti e non dimenticatevi di iscrivervi al nostro Feed RSS.
Ben ritrovati per il nostro consueto appuntamento settimanale con le principali novità in arrivo dal social web.
Avete già ripreso a pieno ritmo con il tran tran quotidiano e le ferie sono già un ricordo lontano? Per noi sì, quindi veniamo subito al dunque.
Questa settimana parliamo di: Tumblr, Google+, Daily Deals, Ticketmaster, Facebook e le ultime novità.
Tumblr: aggiornamenti e novità per una piattaforma sempre più di successo
La piattaforma di microblogging registra una crescita sempre più consistente. Secondo i dati riportati da comScore , Tumblr, nel solo mese di luglio di quest’anno, ha registrato ben 13.4 milioni di visitatori unici a fronte dei 4.2 registrati nello stesso periodo lo scorso anno, con una crescita strabiliante pari al 218%. Questo incremento sempre più ripido viene attribuito al cosiddetto “effetto network” che vede l’instaurarsi di un circolo virtuoso al crescere degli utenti che utilizzano un determinato network, tale per cui più sono gli utilizzatori più la piattaforma viene sviluppata, ottimizzata e resa attrattiva con conseguente spinta alla crescita degli stessi utenti. Sappiamo che il target di maggiore riferimento è ancora nella fascia demografica under 25 ma, da affezionati utilizzatori e fruitori quali siamo, crediamo che questi dati siano indice del fatto che la sua fama e il suo utilizzo si stiano diffondendo sempre di più anche al di fuori del target trainante degli early adopter.
A testimonianza del continuo sforzo di ottimizzazione che traina il successo di Tumblr vi segnaliamo che è online l’aggiornamento 2.0 dell’applicazione per Android e io, Android user, l’ho appena scaricata e la prima impressione è davvero positiva. Le novità sono tante sia in termini di interfaccia sia di funzionalità. Inoltre, alle 6 lingue già disponibili per la piattaforma, si è aggiunta da ieri, lo spagnolo.
Groupon perde terreno, Facebook stoppa i Deals, LivingSocial resiste. Quale sarà il futuro dei daily deal?
Registrate un pizzico di velato fastidio tra i vostri conoscenti dovuto all’affollamento delle caselle mail con le imperdibili offerte del giorno? Siete invece tra coloro che ne fanno grande uso e trovano irresistibile la fish pedicure a meno 79% ?
Gli ultimi dati, sembrano evidenziare da un lato una sensibile perdita di visite da parte di Groupon, pari al 50% nel mese di luglio, come riporta la tabella qui sotto, mentre dall’altra la nascita di numerosi competitor che hanno fatto della vincente idea di business motivo di esistere e che forse rappresentano la causa principale dell’apparente impantanamento del leader di mercato. Lo stesso Facebook, dopo circa 4 mesi di test, ha deciso di eliminare i Deals nati con lo scopo di sfruttare la gigantesca mole di utenti per veicolare anche offerte commerciali con spot temporale limitato.
In controtendenza, il principale competitor di Groupon, LivingSocial attesta invece una crescita negli ultimi mesi.
Voi cosa ne pensate? Ritenete in declino l’era dei daily deal? Credete sia tempo di rivoluzionare un po’ la dinamica come già sta facendo Groupon attraverso, ad esempio, l‘introduzione della formula Groupon Now basata sull’efficace dinamica di geolocalizzazione? Le principali obiezioni sollevate dagli utenti sono le seguenti: sovrannumero e sovraccarico giornaliero di proposte e mail inviate, offerte proposte poco appetibili, rischio di essere trattati dai “promotori” e negozianti come clienti “di serie B”. Qual è stata la vostra esperienza? Quale credete possa essere lo sviluppo di questo tipo di business e quali le implicazioni per i brand coinvolti?
Ticketmaster ti permette di prenotare un posto vicino ai tuoi amici e per i tuoi amici
Vogliamo segnalarvi la possibilità offerta da Ticketmaster, portale di prenotazione online per concerti, spettacoli, eventi sportivi e non (attivo soprattutto negli USA e in buona parte dell’Europa ma purtroppo non in Italia) che permette di prenotare il proprio posto accanto (o viceversa quanto più lontano possibile) ai propri amici “social” anche grazie a un’efficace visualizzazione grafica e a degli appositi filtri. Ci consente anche di prenotare i posti per i nostri contatti e una serie di funzionalità ti tagging e sharing che potete scoprire nel video che riportiamo qui di seguito.
Google+: pseudonimi? no grazie.
L’intento di Google è chiaro. Anche se rimane la possibilità di ricercare e farsi ricercare anche per pseudonimo o nickname che dir si voglia, non era, non è e non sarà possibile registrarsi a Google + con un’identità diversa da quella della vita reale, pena la cancellazione del proprio profilo ed una perdita, quantomeno temporanea di ulteriori funzionalità, anche di posta, legati a quell’account “fake”.
A confermarlo e ribadirlo è anche lo stesso Eric Schmidt, executive chairman di Google, che intervistato nell’ambito dell’ Edinburgh International TV Festival ha dichiarato che l’identità personale è uno degli elementi chiave di tutto il sistema ed è perciò sconsigliato l’uso stesso della piattaforma a coloro che per motivi personali, di sicurezza o di privacy non intendano o non possano fare uso della propria reale identità per interagire.
Quello che viene riportato da tanti sul web e che lo stesso Schmidt lascia sottointendere, è che la particolare attenzione per questo aspetto, risieda nell’intenzione di coinvolgimento di terze parti (in primis i brand) e di utilizzo “commerciale” delle info personali degli utenti che assumerebbero un maggior volore sia economico che meramente qualitativo in termini di bontà e autenticità dell’informazione a disposizione di Google e quindi estremamente appetibili per i partner coinvolti, più di quanto non accada ad esempio con Facebook.
Questa politica dura sull’identità degli utenti sembra già aver fruttato qualche punto (4) percentuale in meno in termini di utenti iscritti. Pensate che nel lungo termine questa rigidità verrà smussata o che una parte del successo di Google+ risieda anche nella possibilità o viceversa nell’impossibilità di usare identità esclusivamente virtuali nella navigazione e nell’interazione?
Ultime da Facebook
In ultimo, non può mancare un doveroso aggiornamento su Facebook. Sono tante le novità degli ultimi tempi, soprattutto in tema privacy come segnalato anche da Stefano nel suo post di alcuni giorni fa. Mano a mano che saranno rese note e attive ne parleremo e così facciamo anche in questo Mercoledì Social. Cambiano le possibilità e le modalità di condivisione. Come potete vedere nello screenshot qui sotto, i “places” vengono integrati negli status e non fanno più funzionalità a sè. Scompare la voce condividi un “link” e la voce “video” è integrata in quella “foto” (la possibilità di condividere un video si scopre solo cliccando su foto).
Nella funzionalità di condivisione degli update, poi, al di là delle tradizionali possibilità di tagging, vi è ora la possibilità di aggiungere, in basso a sinistra, i propri amici o una pagina e di rendere visibile tale update ad esempio, anche agli amici della persona taggata o solo a una cerchia estremamente customizzabile (one by one) dei propri contatti.
L’altro aggiornamento che vogliamo darvi riguarda le foto. Cambia il lightbox delle foto che da nero diventa bianco e la dimensione e la qualità delle stesse che viene ottimizzata.
L’altra novità, più interessante a nostro parere, è quella riportata The New York Times Bits Blog relativa all’introduzione di filtri simili a quelli di Instagram per le foto condivise attraverso le applicazioni di Facebook Mobile. Dopo la tentata acquisizione si ripiegherebbe quindi su una soluzione “homemade” che renda più appealing questa utilizzatissima, ma in effetti allo stato attuale, un po’ scarna, funzionalità. Staremo a vedere se il risultato sarà all’altezza delle tantissime e bellissime foto realizzate dagli utenti come Luca Della Dora grazie all’applicazione foto mobile per eccellenza, Instagram, appunto.
Con questa simpatica foto scattata da Luca e taggata We Are Social vi salutiamo, aspettiamo i vostri commenti e come di consueto vi invitiamo ad iscrivervi al nostro feed RSS.
L’appuntamento con le ferie è ormai questione di poche settimane per molti: il conto alla rovescia è iniziato e già a buon punto per molti. L’appuntamento con il Mercoledì Social invece è sempre lì, puntuale e ricco di spunti interessanti, perché – vacanza o non vacanza – le novità che il social web ci regala ogni settimana non si fermano, così come non si ferma la ricerca di persone motivate e alla ricerca di nuove sfide da parte di We Are Social: quindi, cosa state aspettando? Convinceteci che siete proprio voi quelli che stiamo cercando, ma prima date un’occhiata alle notizie che ho scelto per voi questa settimana.
Foursquare e i Daily Deals
Ieri è stato il giorno che in molti attendevano da tempo: quello in cui Foursquare – attraverso il suo blog – ha comunicato di aver raggiunto un accordo con 5 partner (Living Social, Gilt City, zozi, BuyWithMe, AT&T Interactive) che forniscono offerte speciali per ristoranti, eventi, spettacoli e altri servizi.

I nuovi Deals non si basano soltanto sulla propria posizione, ma tengono anche conto dell’affinità dei nostri amici con la promozione stessa (se due o più amici ne hanno fruito ci viene segnalata come interessante per noi); sarà inoltre possibile acquistare i Deals direttamente dall’App (o via web) fruendone poi in un secondo momento: in questo modo Foursquare non sarà utile soltanto per trovare offerte interessanti legate a venue che frequentiamo, ma saranno i Deals stessi a guidarci nei locali che le promuovono.
È sicuramente una grande evoluzione per Foursquare, che dimostra di avere tutte le carte in regola per rispondere colpo su colpo alle mosse degli altri attori della “geolocation war” (termine utilizzato ai tempi del dualismo con Gowalla, ma quanto mai attuale ora che anche Google+ è – secondo alcuni – un’insidia per la startup newyorkese).
Google+: 2 milioni di utenti ogni 30 ore
…è questo l’impressionante dato riportato da Paul Allen nel suo studio pubblicato ieri, indovinate un po’ dove.
La metodologia implementata da Allen per stimare il numero di utenti che stanno iniziando a prendere confidenza con Circles, Sparks e Hangout è basata sull’analisi della popolarità dei cognomi statunitensi, confrontata poi con la diffusione degli stessi cognomi all’interno di Google+ (qui potete leggere il documento nel dettaglio).

Nessun social network – fino ad oggi – aveva ottenuto una crescita tanto rapida: il 4 Luglio erano circa 1.7 milioni, il 10 Luglio i 7 milioni erano già stati abbondantemente superati. E se pensiamo che nella prima fase erano stati bloccati gli inviti, capiamo che ad oggi potrebbero essere ben di più dei 10 milioni stimati da Allen.
Insomma, se è vero che queste stime servono soprattutto a farsi un’idea di massima del fenomeno G+, è invece importante ricordare che gran parte dell’utenza attiva è per ora composta da persone molto affini al social web: questo rende i numeri ancora più importanti, perché se 10 milioni di utenti “normali” sono un ottimo bacino, è evidente che la stessa cifra – riferita a persone “specializzate” – offre enormi opportunità, sia per entrare in contatto con influencer interssanti, sia per trovare contenuti di valore.

Se volete conoscere i Top 100 Users potete utilizzare socialstatistics.com e inserire nei vostri Circles chi ritenete più interessante.
Facebook ha 38 anni, LinkedIn 44
È questo uno dei – tanti – dati che emerge dall’infographic diffuso qualche giorno fa da Community102, che analizza i comportamenti sul social web da parte di persone di differenti fasce d’età. È uno studio molto interessante perché mette in luce, ancora una volta, la grande partecipazione al social web da parte di persone di ogni età, ognuna con abitudni differenti.
Alle donne interessano i fatti
È questo quel che emerge da una ricerca pubblicata da comScore che mette a confronto le reazioni a stimoli provocati da messaggi pubblicitari di vario tipo: proprio così, perché le donne sembrano essere più ricettive quando il messaggio riporta statistiche e dati a supporto della comunicazione; per gli uomini è invece importante ricevere rassicurazioni sulla superiorità del prodotto/servizio. Come a dire che il gentil sesso è meno superficiale, ma anche più ricettivo nei confronti degli stimoli cui ogni giorno migliaia di messaggi ci sottopongono.

Cosa ne pensate delle novità lanciate da Foursquare (oltre ai nuovi Deals c’è anche un nuovo sistema di notifiche che rende più facili le interazioni con i propri contatti)? E con Google+, avete iniziato a prendere confidenza e ad organizzare i vostri Circles? A proposito, fateci sapere come state procedendo per mantenerli organizzate nel migliore dei modi… io ho trovato uno schema che sembra funzionare, ma mi piacerebbe sapere come li state gestendo anche voi: lo spazio qui sotto, quello dedicato ai commenti, è a vostra completa disposizione.
E non scordate di abbonarvi al nostro feed RSS per essere sempre aggiornati su tutte le novità del social web.. anche quando sarete sotto l’ombrellone.
A quasi due settimane dal lancio, molti hanno provato a utilizzare Google+, il nuovo social network di casa Google. Al di là dei commenti, frequentemente positivi soprattutto da parte di alcuni punti di riferimento social (come, ad esempio, Valeria Maltoni o Chris Brogan), c’è una domande tra più frequenti dopo il primo utilizzo: “qual è la differenza con Facebook?“. Dopo un utilizzo un po’ più approfondito emergono molte differenze, ma visto che, a colpo d’occhio, ci sono delle sovrapposizioni in alcune aree, è importante evidenziare le differenze principali.
Ci sono due differenze da un punto di vista di esperienza molto importanti:
- Google+ è uno “human feed” multiplo. David Armano ha definito il concetto di human feed nel 2008, come un modo di filtrare il segnale dal rumore grazie all’apporto della propria rete di conoscenze e amici, attraverso i social media. Questo concetto funziona molto bene se applicato – ad esempio – a Twitter: le informazioni con cui vengo a contatto sono quelle che i miei amici ritengono rilevanti per me. Google porta questo concetto a un altro livello: così come si può fare con le liste di Twitter, attraverso le “Circles” di Google, è possibile visualizzare il feed di gruppi di amici. Per Google+ questa è una delle caratteristiche principali: si mantiene il concetto di “human feed”, ma si personalizza in base al contesto d’utilizzo. Ad esempio professionale, personale o verticale su una tematica. Facebook invece, tende a privilegiare finora un’esperienza unica: un news feed che proviene dai propri amici mediato tecnologicamente dal social network che seleziona i contenuti più rilevanti secondo algoritmi predefiniti;
- Google+ è uno “strato” social, non “un’applicazione”, per dirla alla Chris Anderson: Google vuole che “plus” sia un elemento di condivisione e di interazione on top a tutte le esperienze che possiamo fare online, non un luogo chiuso a cui accedo per le attività social. Questa differenza sarà molto importante per gli sviluppi di Facebook e Google+ nei prossimi mesi;
A Google+ manca ancora un’esperienza definita per i brand: un analogo delle Facebook Page. Ma pare che bastino un paio di settimane di attesa per vedere sbarcare una soluzione ad hoc per le marche anche sul social network di casa Google.
Ci sono altre differenze – soprattutto tecnologiche – riassunte in modo preciso da Technobombs – in questo infographic.
Cosa ne pensate? Avete già provato Google+? Quali sono le vostre impressioni e quali sono le differenze rispetto a Facebook che vi colpiscono di più?
I commenti sono a vostra disposizione. Come al solito, vi suggeriamo di iscrivervi gratuitamente al blog di We Are Social, per rimanere sempre aggiornati sulle novità del social web.
La scorsa settimana, poco dopo il lancio di Google+ da parte di Google, Facebook ha annunciato un evento, in cui avrebbe presentato qualcosa di grandioso (“something awesome”). Pochi minuti fa il mistero è stato svelato: la grande novità Facebook è la video chat one-to-one, realizzata in partnership con Skype.
È importante sottolineare che, all’interno di Google+, esiste da settimana scorsa un servizio chiamato “Hangouts” che permette una video conversazione fino a 10 utenti contemporaneamente.
Ecco il video con cui Facebook ha presentato la nuova funzionalità video chat:
Questo, invece, è il video che racconta Hangouts, il prodotto lanciato la scorsa settimana con Google+.
È interessante notare come due tra i protagonisti internazionali a livello di social networking puntino su applicazioni costruite su una solida base di relazioni tra utenti (quella di Facebook e quella di Google, appunto). In particolare, la scelta di dare molto peso all’utilizzo del video è un trend da seguire attentamente: è molto probabile che l’aspetto “social” del video divenga uno degli elementi che più caratterizzerà le nostre interazioni nel prossimo futuro. Ricordiamoci che – come ha rilevato Cisco [cliente] – nel 2015 la maggior parte del traffico internet sarà video.
È fondamentale sottolineare per le marche l’opportunità enorme di comunicare con le persone attraverso i social media utilizzando il video, non in modalità broadcast, ma come mezzo relazionale, “umano”, per unire le persone che partecipano alla conversazione. Nei i prossimi mesi, per i brand sarà utile in molti casi considerare la possibilità di implementare tattiche che prevedano anche l’utilizzo di video “social”, come estensione delle proprie strategie.
Facebook oggi ha anche annunciato un design rinnovato e la nuova chat (non video) di gruppo. La mossa di Facebook lascia aperto lo spazio a molte considerazioni: c’è già chi ritiene che “non sia abbastanza” per tenere il passo con la novità Google. In ogni caso, l’annuncio rappresenta un segnale positivo, risultato dalla competizione tra i due player del social web.
Per accedere alla funzionalità di video call Facebook è sufficiente selezionare un contatto e fare click sull’icona della video call in alto a destra.
Cosa pensate della nuova funzionalità e dell’avvicinamento del mondo “social” al video? Raccontatecelo nei commenti. Se vi è piaciuto questo post, considerate la possibilità di iscrivervi al blog We Are Social, per rimanere sempre aggiornati.
Il cambiamento è nell’aria. Google, lo strumento più utilizzato a livello italiano e mondiale per accedere a informazioni, marche, esperienze si sta evolvendo radicalmente. Il colosso di Mountain View ci ha abituati ormai al rilascio di decine di novità ogni settimana per i propri prodotti, ma ora il cambiamento è strategico, non tecnologico.
La missione di Google è ancora organizzare l’informazione del mondo e renderla accessibile e utile, ma il modo in cui l’informazione viene organizzata, resa accessibile e utile è sempre più “umano”.
Il recente lancio di Google+, tentativo di Google divenire “social” a tutti gli effetti, è solo un segnale di questa tendenza. Per capire come stia cambiando il web e il social web, diamo uno sguardo alle ultime mosse del motore di ricerca più popolare del mondo.
Dal lancio di tool attraverso cui gli utenti possono gestire la propria reputation online, all’annuncio di funzionalità che analizzano le interazioni social sui website, fino alla scelta di dare – nei risultati di ricerca - visibilità a chi crea un contenuto online (e non più solo al contenuto). In questo panorama Google+ è l’ultimo elemento in ordine di tempo, ma uno dei più rilevanti.
Eric Schmidt, Executive Chairman di Google, è stato molto chiaro in una sua recente dichiarazione a Cannes: “Our social strategy is to take our current products, get users to give us social information and make our current products better”. Le persone, quindi, diventano la base per Google: l’elemento fondamentale. Non più solo contenuti, ma tutto l’universo “umano” che si riferisce ad essi e che li rende utili e interessanti.
Per le marche, è sempre più evidente che “ottimizzare i contenuti per i motori di ricerca” non sarà più sufficiente: è importante coinvolgere le persone, creare una relazione e offrire valore attraverso una conversazione. Scrivere contenuti (o “pagine web”) con alcuni “accorgimenti tecnici” continuerà a essere importante, ma non più sufficiente, visto il graduale (e necessario) sbilanciamento dei tool di ricerca verso l’analisi non solo del contenuto ma anche della conversazione e del contesto in cui le informazioni nascono.
Le scelte di Google, inoltre, sembrano avere effetti interessanti sulla qualità dei tool social a disposizione di brand e persone: maggiore possibilità di scelta (ad esempio tra Facebook e Google) può creare valore in modo efficace per l’utente. C’è chi – come Chris Brogan – intravede nel nuovo Google+ un’attenzione maggiore alla conversazione “di valore”: ci attendono forse interazioni “social” più rilevanti e meno dispersive? Lo scopriremo presto.
Come percepite questo cambiamento di Google? Sta già iniziando a creare valore nella vostra vita di tutti i giorni o pensate sia ancora troppo presto perché generi un impatto? Intanto, per essere sempre aggiornati sulle evoluzioni “social” della comunicazione e del marketing, vi suggeriamo di iscrivervi al blog di We Are Social.
Grazie al cielo è di nuovo tempo di week end, com’è stata la vostra settimana? Impegnativa? Accaldata?
Per conciliare il doveroso relax dedichiamoci, come di consueto, ormai, a qualche spunto “leggero” e divertente in arrivo dal social web.
A proposito di leggerezza, non ci dilunghiamo in preamboli impegnativi e andiamo dritti al sodo. Ecco cosa abbiamo scelto per voi questa volta.
Google + : “How to” importare i propri contatti Facebook
La novità più chiacchierata, cliccata, desiderata degli ultimo giorni è sicuramente Google +. Se per caso vi fosse sfuggito e volete sapere qualcosa in più sulla nuova piattaforma di condivisione e sulle sue caratteristiche, date un’occhiata qui.
Se, invece, siete già tra coloro che non possono farne a meno, qui di seguito trovate un mini tutorial in 10 punti riportato da alcune testate a stelle e strisce, per bypassare l’attuale impossibilità di importazione dei contatti Facebook.
1. Collegati a address.yahoo.com
2. Effettua il log-in o crea un nuovo account
3. Click su Strumenti > Importa …
4. Click su Facebook
5. Acconsenti all’importazione dei contatti Facebook
6. Accedi a plus.google.com
7. Click su Circles (Cerchie)
8. Click su Find and Invite (Trova e invita)
9. Click su Find friends: Yahoo!
10. I tuoi contatti sono ora importati, vedrai la dicitura Yahoo! (Connected)
Facile, no?
Twitter ai piani alti: anche il papa “cinguetta”
Ebbene sì, Twitter approda anche nelle alte sfere vaticane grazie alla nuova pitattaforma pensata come aggregatore ufficiale dei contenuti informativi diffusi dalla Santa Sede e lanciata qualche giorno fa sotto il nome di News.va (@news_va_it se volete followarlo).
Per inaugurare il canale, papa Benedetto XVI ha twittato, personalmente, il seguente messaggio: “Cari Amici, Ho appena dato l’avvio a http://j.mp/kuVmov Sia lodato Gesù Cristo! Con le mie preghiere e la mia benedizione, Benedictus XVI”. La cosa ha richiesto, come potete immaginare, l’intervento di un’equipe dedicata a vegliare sulla buona riuscita dell’operazione. Ecco a voi, un video che documenta lo “storico” click effettuato, per dovere di cronaca, con un iPad.
Libertà d’informazione e d’espressione: France 24 – The Birds
Vi segnaliamo questo video che il famoso canale di news France24 e la sua agenzia Marcel hanno messo a punto per evidenziare l’importanza della libertà d’espressione e di informazione, in particolare su internet e il ruolo giocato dalla stessa nella dinamica di diffusione dei moti rivoluzionari in Tunisia, Egitto e Libia.
Anche per questa settimana di “Thank God We Are Social” è tutto. Aspettiamo i vostri commenti e soprattutto le vostre segnalazioni di video e notizie divertenti e non!
Se volete rimanere sempre aggiornati su queste e tante altre notizie dal web, ricordatevi di iscrivervi al nostro feed RSS. Buon fine settimane e buon relax!





















Fraespana
Andrea_Savarino
MassiPu7
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