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Come si struttura la presenza delle associazioni nonprofit sui social media? Colgo l’occasione offertami da questa interessante infografica di Visual.ly per tornare su un tema che abbiamo già in parte affrontato in questo post sull’impegno social.
Secondo il 2012 Nonprofit Social Networking Benchmark Report, le associazioni che hanno scelto di integrare la propria attività con l’apertura di embassy social hanno raggiunto nel corso degli ultimi due anni ottimi risultati in termini di crescita della community online. Il 98% delle nonprofit è dotata di una presenza consistente su Facebook, mentre il 72% si dedica al microblogging su Twitter; da notare inoltre come il 44% di queste associazioni sia attiva anche su LinkedIn: un dato non secondario per iniziative che hanno costantemente necessità di recruitment, partnership e, soprattutto, fund-raising.
A proposito di fund-raising, nonostante la continua crescita in termini di fan/follower, la raccolta di fondi e donazioni tramite i social media continua ad avere proporzioni modeste. Altrettanto modesto sembra essere l’effort speso da queste associazioni, che per la natura stessa della loro attività non hanno la possibilità di destinare grandi risorse alla comunicazione sui social media: nel 79% dei casi, la gestione dei canali social è un task affidato ad una sola figura professionale.
Come si spiegano allora gli ottimi risultati raggiunti? Il punto chiave è, come spesso accade, la forza delle storie vere che le associazioni nonprofit affrontano e raccontano ogni giorno a partire dalla propria esperienza diretta. La capacità di storytelling affiancata ad un’attività offline che cambia concretamente in meglio la vita delle persone rappresenta il più forte fattore di crescita per community composte da utenti solidali con le cause affrontate e propensi allo sharing dei contenuti rilevanti.
Secondo voi quali sono le nonprofit che gestiscono meglio la loro presenza sui social media? Fate parte di qualcuna di queste community? Scrivetecelo in un commento!

Ed eccoci arrivati al nostro consueto appuntamento del Mercoledì, dedicato alle news sul social web: la più grande novità di questi giorni sembra essere il definitivo passaggio al formato timeline di moltissime brand pages. Quali sono secondo voi le pagine con una cover più creativa e originale? E quelle che fanno il migliore uso strategico delle nuove feature come milestone, starred e pinned post?
Facebook e il “timeline look” anche per i gruppi
I gruppi di Facebook mi ricordano un po’ le musicassette: tutti le abbiamo usate e molti di noi ne avevano parecchie, ma sono ormai cadute quasi completamente nel dimenticatoio. Lo stesso sembra essere successo con i gruppi del popolare social network, che però ha di recente svecchiato il loro look avvicinandolo a quello della nuova timeline. Già un paio di mesi fa era stata introdotta una top image per comunicare anche da un punto di vista visivo l’identità del gruppo, mentre è di questi giorni l’aggiunta delle tab About, Events, Photos e Docs, per fare spazio alle quali è stata molto ridimensionata la classica search box “Search this group”. Riusciranno questi cambiamenti a restituire un po’ di appeal a tanti vecchi gruppi ormai caduti in disuso? E soprattutto, un giorno stamperanno magliette da hipster con la top image dei gruppi Facebook come si fa oggi per le musicassette C-90?

Tumblr si integra con Facebook grazie ad Open Graph
Sicuramente sapete già tutto su Open graph (se non fosse così, potete approfondire leggendo questo post), e nel caso siate dei fanatici di Tumblr come me e parecchi altri miei colleghi di We Are Social, potrebbe interessarvi la nuova opzione introdotta tra i vostri blog settings: flaggando “Share posts on Facebook”, potrete facilmente mettere in evidenza su Facebook i vostri post, condividendo anche Like e Replies sulla timeline. Tumblr ha di recente annunciato di aver raddoppiato il proprio volume rispetto ai sei mesi precedenti, e la scelta di optare per una sempre maggiore integrazione con Facebook dovrebbe auspicabilmente portare ad un ulteriore crescita in termini di traffico e visibilità. Voi che ne dite? Avete già attivato l’opzione per connettere Tumblr alla timeline?

LinkedIn e le nuove “Persone che potresti conoscere”
A proposito di novità e aggiornamenti, il social network per professionisti più famoso al mondo ha annunciato l’introduzione di alcuni miglioramenti alla feature che consente di entrare in contatto con persone potenzialmente interessanti per la nostra vita lavorativa. Il principale di questi cambiamenti comporta quella che LinkedIn sul suo blog ufficiale ha definito “streamlined user experience”, che consentirà di individuare più facilmente i collegamenti attraverso uno stream di profili preselezionati dal social network sulla base di fattori come l’occupazione attuale e precedente, la sede di lavoro, gli studi fatti. A questo si aggiunge la possibilità di filtrare i profili limitandosi a cliccare sul logo dell’azienda o della scuola/università frequentata. Volete provare in prima persona la nuova feature? Ecco il link per scoprire tutte le persone che potreste conoscere!
I nuovi Ads di Twitter per gli small business
Chiudiamo con una nota più leggera ma – spero – non meno interessante per chi segue il social web “per lavoro”: grazie ad una partnership con American Express, Twitter ha consentito ad alcuni small business di testare i nuovi ads, e ha scelto di spiegarne il funzionamento con un video molto semplice ed immediato, oltre che piacevole da vedere. Molto interessante la possibilità di targettizzare il contenuto promosso sulla base degli interessi degli utenti, aspetto che senza dubbio eviterà di imbattersi in promoted tweets estremamente invasivi nelle timeline di tutti noi. Personalmente sono sempre affascinato dall’uso che potrebbero fare dei social media le piccole imprese locali, soprattutto in un paese come il nostro dove è ancora una strada in fondo poco battuta: siete d’accordo con me? Avete qualche caso interessante da segnalarci?
Come dico sempre, il Mercoledì è il giorno del “giro di boa”: da domani inizia il weekend! (ci piacerebbe, eh?) Da via De Amicis 28 è tutto, alla prossima!
Mercoledì social #103
Buongiorno a tutti oggi è mercoledì, ed oltre ad essere il famoso giorno in cui si fa il giro di boa della settimana è anche il giorno in cui esce il mercoledì social, quindi ecco a voi alcuni riflessioni sul social web per farvi arrivare fino al weekend momento del TGWAS!
Misurare i risultati sugli investimenti nel Social Web
Sono molte le aziende che sono già attive nel social web, ma sono moltissime anche quelle che non lo sono e si continuano a chiedere se abbia senso pianificare la presenza e gli investimenti. Ebbene si, esiste la possibilità di creare una strategia complessa che permetta di pianificare obiettivi a lungo termine anche sui social media e soprattutto misurare gli investimenti, esiste infatti la possibilità di calcolare il tanto amato ROI (Return On Investment). Come? Vi proponiamo qualche esempio concreto.
Possiamo misurare il Brand Reach che nel tempo ci permette di capire se stiamo aumentando i nostri contatti, se le nostre attività sono ben comunicate e ad un target corretto. Infatti, oltre a calcolare il numero di follower e contatti su Facebook e Twitter possiamo anche estrarre gli insight sulla nostra community per verificare in breve se i nostri investimenti generano contatti utili o meno al brand.
In parallelo è fondamentale tenere monitorato il Content Reach che mira a misurare quanto i contenuti creati siano stati condivisi e cerca di capire l’ampiezza del bacino di persone raggiunte. Il Content Reach è ampio quanto più è alto il Content Engagement che è semplicemente il rapporto tra Click e Content Reach, ovviamente la creazione di contenuti ha un costo molto elevato e riuscire a capire se siano efficaci è importante per restituire un valore all’investimento.
Quindi come in ogni strategia bisogna considerare gli obiettivi ma anche monitorare l’andamento giorno per giorno tenendo a mente che la brand awareness, misurabile attraverso il Brand Reach, è importante ma che il Content Engagement è fondamentale per arrivare a creare un lead. Aprire una pagina Facebook o un account su Twitter significa creare un rapporto diretto con i consumatori stimolando una conversazione. Va da se che questo significa che una volta che la conversazione è iniziata non è possibile fermarla o decidere di ascoltare solo in certi momenti ma è fondamentale essere aperti al dialogo sempre e con i giusti strumenti. Questo se fatto con attenzione permetterà in futuro di acquisire nuovi follower e successivamente generare vendite e addirittura advocacy.
LinkedIn, lead generation e conversazione
E’ da molto tempo che LinkedIn viene utilizzato come luogo ufficiale dove fare personal branding. Le persone hanno capito di dover essere presenti per poter essere meglio intercettati dalle aziende o semplicemente contattati da un possibile vicino di viaggio su una tratta KLM con il meet and seat, che secondo lo studio condiviso negli ultimi giorni potrebbe anche essere stato colui che gli ha consigliato quella linea aerea, vedi recente infografica. Questo ha portato diversi cambiamenti negli anni tra cui la possibilità di avere un’offerta sempre più ampia di profili premium, i plugin in continua evoluzione come l’ultimo recente Follow Botton e ora una grande attenzione all’ottimizzazione di ogni tipo di relazione e conversazione tra persone e brand. E’ di ieri la notizia della nuova tipologia di gestione delle “People you may know“ nonchè persone che potrebbero essere conosciute ma non all’interno della cerchia di contatti di primo livello. Attraverso una chiave di lettura più immediata è infatti ora possibile selezionare con pochi click le aree di appartenenza, scuola, lavoro o aziende affini applicando filtri immediati per raggiungere possibili nuovi contatti.

LinkedIn è il miglior social network dal punto di vista della lead generation con un conversion rate del 2,74% contro lo 0,69% di Twitter e lo 0,77% di Facebook. Dopo aver superato i 100 milioni di iscritti in 50 nazioni e aver aperto la piattaforma agli sviluppatori nell’aprile 2011, il fondadore di LinkedIn, Reid Hoffman, non si ferma e punta sempre di più alla capitalizzazione dei risultati raggiunti cercando di dare molto più spazio alle aziende aggiungendo servizi e strumenti nuovi. Follow Botton, e tab (tab overview, tab prodotti e servizi, tab careers, tab insights) diventanto quindi strumento fondamentale per creare una vera e propria piattaforma di conversazione in cui veicolare contenuti relativi al brand ed i suoi prodotti.
Potrà quindi LinkedIn entrare a far parte della rosa dei social network fondamentali per le aziende? La direzione è sicuramente quella corretta e le ultimissime informazioni che lo danno social network con un “high perceived value” ne sono la prova.
Timeline e l’analisi sui primi brand
E’ da poco più di tre settimana che la timeline è stata annunciata e all’alba della conversione obbligata per tutti del 30 marzo esistono già i primi risultati su come sia cambiato il traffico sulla pagine dei brand pionieri. Il nuovo layout da spazio ai contenuti video e alle immagini che ora hanno un ruolo fondamentale e permettono ai brand di parlare con chiavi di lettura molto facili e di forte impatto. Si rileva 14% di incremento di Brand Reach o Fan engagement, il 46% per quanto riguarda il Content Engagement e il 65% in più di interazione su contenuti quali foto e video.
Olimpiadi di Londra e il silenzio “social”
Annunciato ieri dal CONI la limitazione relativa alle diffusione di informazioni private riguardo tutto quello che è l’emisfero olimpiadi e competizioni da parte degli atleti italiani coinvolti nelle olimpiadi di Londra.
Nel dettaglio sul Quotidiano.net si dice che “[...] L’uso dei social network come Facebook e Twitter, di gran moda fra gli atleti, non sara’ vietato ma limitato. Durante tutto il periodo delle Olimpiadi eventuali ‘post’ degli atleti su social media, siti web e twitter “non devono riportare notizie sulle competizioni o commenti sulle attivita’ di altri partecipanti o persone accreditate, o pubblicare qualunque informazione di tipo confidenziale o privato relativa a qualsiasi altra persona o organizzazione”. I post dovranno essere “sempre e comunque conformi allo spirito olimpico” oltre che “dignitosi e di buon gusto, mai contenendo volgarita’ o parole o immagini oscene [...]“.
Facebook, Twitter e Pinterest sono utilizzati più dalle donne che dagli uomini, LinkedIn invece ha tra i suoi utenti un perfetto equilibrio, mentre Google+ è popolato soprattutto da uomini. Ma queste sono cose che probabilmente sapevate già – o comunque immaginavate. onlineMBA – attraverso l’infographic che trovate qui sotto – va però nel dettaglio, e ci racconta demographic e abitudini delle persone che vivono il social web.
È così che scopriamo che la presenza femminile su Pinterest è schiacciante (82%), o che gli utenti di Twitter sono ben distribuiti in tutte le fasce d’età (con una leggera prevalenza per gli over 45 – il 33%), mentre a popolare Google+ sono soprattutto uomini single (ben il 71% sono infatti maschi, ed il 44% dichiarano di non avere una relazione stabile). Questo studio riporta molti dati utili a capire chi utilizza ognuno di questi canali e come lo fa: questo permette di capire qual è la miglior strategia per entrare in contatto con le persone, in modo da sviluppare modalità d’interazione ad hoc a seconda del canale utilizzato e dell’audience che si vuole coinvolgere.

Clicca l’immagine per vedere l’infographic in hi-res
Qual è il dato che vi stupisce di più? Se pensiamo che è ormai il 66% della popolazione online ad essere connessa sul social web, è evidente l’importanza di conoscere il pubblico con cui il proprio brand vuole interagire.
Mercoledì Social #84
“Fioi” nello slang trevigiano identifica quelle persone dotate di una personalità fuori dal comune o semplicemente il giro di amici che saluti al sabato sera quando ci si trova per una birra. Io lo uso spesso e ve lo dico perchè vorrei iniziare il mio primo ed entusiasmante Mercoledì Social con un amichevole ciao Fioi!
La speranza, anche per quest’oggi, è quella di darvi qualche utile news dal carattere social. Non indugio oltre e vi auguro un’intensa e proficua lettura!
Google+ lancia la gestione integrata delle Pages
Lo sappiamo: Google+ ha aperto i battenti ai brand con le sue Pages; ce lo ha spiegato molto bene Ottavio in questo post e Cristina, la scorsa settimana ha illustrato come creare la Page del proprio brand in pochi semplici click.
Oggi arriva un importante upgrade per la gestione delle Pages: Google ha annunciato la possibilità di utilizzare tool di terze parti per gestire la propria pagina. I nomi dei provider scelti per questo servizio sono 6 e sono altisonanti: Buddy Media, Context Optional, Hearsay Social, HootSuite, Involver e Vitrue.

Questa fase di sperimentazione servirà al colosso di Mountain View per raccogliere feedback importanti e migliorare ulteriormente l’esperienza dell’utente, ma già si può dire che in un social scenario in cui brand e imprese sono attive su diverse piattaforme social, la scelta di Google+ agevola molto la gestione coordinata e sicuramente faciliterà l’integrazione di questo canale da parte dei brand e delle aziende.
Il successo delle social app
Produttori e distributori di contenuti editoriali hanno oramai intuito l’importanza dei social media nel veicolare le loro informazioni che sono sempre più condivisibili.
Il next step lo abbiamo visto quando Facebook ha annunciato le sue partnership con media brands come Netflix e Spotify per lo sviluppo delle social app, ovvero applicazioni che permettono all’utente di fruire di contenuti all’interno di Facebook e condividere cosa stanno guardando, ascoltando o leggendo.
Ad un mese di distanza i feedback sono ottimi e le social app stanno volando, vediamo qualche esempio:
L’app di The Guardian, che permette all’utente di fruire e condividere le news direttamente all’interno di Facebook, ha visto salire il numero di installazioni a 2,6 milioni.
Yahoo! News, che invece ha scelto di integrare nel suo dominio una social feature che mostra cosa stiano leggendo gli amici di un utente, ha riportato circa 2 milioni di installazioni in circa due settimane. Anche il provider di musica on-demand MOG ha visto quadruplicare il suo traffico da quando ha lanciato la sua app.

Dal successo di queste esperienze Facebook è alla ricerca di nuove partnership e ha deciso che dedicherà una visibilità maggiore alle social app una volta lanciata la sua agognata Timeline.
La CardMunch di LinkedIn
Se anche voi come me fate un lavoro in cui incontrate spesso persone nuove, sapete bene come dopo un po’ sia difficile gestire l’enorme collezione di biglietti da visita che ammonta nel portafoglio o in un cassetto o addirittura sparsi sulla scrivania.
LinkedIn con la sua app CardMunch ha dato sicuramente una svolta alla gestione dei contatti, almeno per i possessori di iPhone. Per chi non la conoscesse, questa applicazione gratuita permette di fotografare un biglietto da visita e di mandare in automatico la scansione ad un centro di elaborazione dove i dati vengono “digitalizzati”, diventando così utilizzabili e condivisibili tramite qualsiasi tipo di device. Questo video colmerà le mie lacune esplicative.
La novità di questa settimana è il grande restyling che LinkedIn ha operato su questa applicazione che adesso consente di “linkare” (ma va?) il biglietto da visita di un persona con il suo profilo LinkedIn.
Search Bot e info on-demand
Ancora informazioni, ma su Twitter. La piattaforma di microblogging è uno strumento utilissimo per essere sempre aggiornati sui topic per noi più rilevanti e per seguire personaggi e persone che ci interessano.
Il potere informativo di questo social media però non finisce qui. Diversi brand stanno infatti sviluppando dei bot che permettono la ricerca di contenuti tramite Twitter. Lo confermano le novità introdotte da Virgin Atlantic e da The Guardian (ancora lui!).

Virgin Atlantic ha da pochissimo lanciato il suo bot che consente di controllare lo stato del tuo volo tramite il servizio di microblogging. Basta un tweet @VAAInfo con il numero di volo e la data di partenza e si ricevono subito tutti i dettagli.
The Guardian invece con il suo Search Bot permette agli utenti di cercare un contenuto all’interno del proprio sito semplicemente twittando una domanda o una keyword a @GuardianTagBot. Il bot invia immediatamente un tweet contenente un link ad una pagnina di guardian.co.uk in cui c’è una lista di risultati della ricerca.
In un momento storico in cui l’overload di informazioni continua a crescere è importante trovare nuovi strumenti che aumentino le possibilità per gli utenti di selezionare e reperire informazioni utili e rilevanti. Sarà il microblogging ad allargare le frontiere della conoscenza on-demand?
Sapete bene che siamo sempre desiderosi di sapere che ne pensate, quindi utilizzate lo spazio qui sotto – dedicato ai commenti – per dire la vostra e non scordate di iscrivervi al nostro feed RSS se volete rimanere sempre aggiornati sulle ultime notizie provenienti dal social web.
Ben ritrovati, come ogni mercoledì, all’appuntamento con le notizie più interessanti legate al social web e alle conversazioni. È stata una settimana ricca di novità, anche per merito del lancio di iOS5 – il sistema operativo mobile per dispositivi Apple – che offre nuove opportunità dal punto di vista tecnologico, che in molti – come ad esempio Foursquare – hanno iniziato a cogliere.
“Radar non divorerà la vostra batteria”
… è questo il sunto del post che il team di Foursquare ha pubblicato sul proprio blog a seguito delle tantissime domande di utenti preoccupati dall’introduzione della nuova feature, utile a ricevere suggerimenti e consigli dall’App a seconda di dove ci si trovi e di quali sono le liste che stiamo seguendo.
Come spiegato nel post, Radar utilizza alcune delle nuove feature di iOS5, assolutamente battery-friendly, e che non impattano – se non in minima parte – sulla durata della batteria stessa. Leggete il post per saperne di più… e se non vi fidate, spegnete la funzionalità e proseguite ad usare Foursquare come avete sempre fatto.
LinkedIn permette di tenere monitorati i migliori talenti
Con Talent Pipeline sarà infatti possibile per i recruiter tenere d’occhio le persone che interessano di più e rispondono al meglio al profilo che stiamo cercando. Già, perché con 120 milioni di utenti attivi è sempre più difficile monitorare tutte le persone che sono potenzialmente interessanti per i recruiter ed entrare quindi in contatto con loro nel momento migliore.

Photo Credits: Telegraph.co.uk
Come dice il CEO di LinkedIn – Jeff Weiner – “I recruiter cercano costantemente i migliori talenti utilizzando diversi strumenti e attingendo da molte fonti. Con Talent Pipeline, LinkedIn vuole offrire ai recruiter uno strumento da utilizzare in maniera continuativa, rendendo così più semplice e focalizzato il loro lavoro, e – allo stesso tempo – consente ai migliori talenti di essere individuati per le offerte di lavoro/collaborazione più interessanti”. Una sorta di database aggiornabile che potrà tornare utile in molte occasioni, non pensate?
Il 41% delle persone condivide informazioni per ottenere sconti
… e il 58% lo fanno per “proteggere” gli altri da eventuali cattive esperienze con i prodotti di un brand. Emerge questo e molto altro da un recente studio condotto da Nielsen e NM Incite sull’impatto dei social media nel brand marketing, e – in particolare – su quali sono le fonti preferite dalle persone per reperire informazioni sui prodotti, e quali sono le ragioni che spingono gli utenti a condividere opinioni.

Il fatto che i pareri e le recensioni degli altri siano le fonti preferite, testimonia – ancora una volta – l’importanza delle conversazioni, che – se gestite bene – possono fungere da incentivo per gli utenti a parlare in modo positivo della nostra marca, influenzando così anche i loro contatti. Insomma, la relazione – come sempre – è fondamentale, e sul social web lo è ancor di più: serendipity, vi dice qualcosa?
Le compagnie aeree rispondono 1 volta su 4
È circa questo il tasso di risposta riferito alle Facebook Page delle compagnie aeree, a domande poste dagli utenti sui wall delle pagine stesse. Il dato in sé è confortante, ma c’è un problema: sono quasi le uniche ad interagire con questa frequenza – insieme alle TelCo. Sommando tutte le Facebook Page di brand la situazione è infatti piuttosto desolante: il 95% delle domande restano senza risposta, come testimonia questo studio svolto da SocialBakers.

E anche per questo mercoledì è tutto: vi diamo appuntamento alla prossima settimana per il nostro mash-up settimanale, ma seguiteci sempre, perché di notizie, novità e considerazioni continuiamo a parlare tutti i giorni: per essere certi di non perdere nemmeno un post potete abbonarvi al nostro feed RSS. E non scordate di dirci la vostra utilizzando lo spazio qui sotto, quello dedicato ai commenti.
Il 2011 è un anno di cambiamento e di crescita per i social media, sia in termini numerici, con l’aumento della partecipazione anche da parte delle fasce d’età più elevate, sia per le abitudini di chi li utilizza.
Tra i fenomeni più interessanti che si sono sviluppati c’è sicuramente la diffusione della “content curation”: l’attività di selezione, aggregazione e proposta di contenuti rilevanti per le persone di una community.
Questo approccio al contenuto nasce con il social networking, ma recentemente diventa sempre più rilevante grazie soprattutto alle nuove caratteristiche proposte dai principali social network. Definire un approccio di content curation può essere molto utile per le marche che desiderano diventare un punto di riferimento, acquisire una “leadership di pensiero” e sviluppare un rapporto continuativo con la propria community.
Ecco alcuni episodi recenti indicativi dell’acquisita importanza per la content curation:
- Tumblr ha acquisito sempre più importanza, con le proprie funzioni native di reblog, aggregazione di contenuto e di contestualizzazione in una conversazione;
- LinkedIn ha lanciato LinkedIn Today, il proprio “giornale social personalizzato”, sulla base delle raccomandazioni rilevanti dei propri network;
- Google ha introdotto “Sparks”, con l’obiettivo di approfondire argomenti specifici attraverso il contenuto e le interazioni delle persone;
- Delicious ha rinnovato il proprio look e ha presentato “Stacks”, una sorta di “playlist” per i propri contenuti e per quelli della community;
- Facebook attribuisce sempre più attenzione alla content curation, offrendo agli utenti sempre più possibilità di: visualizzare aggregazioni di contenuto da parte della community (con le Community Pages), condividere contenuti più facilmente (con le funzionalità di condivisione della nuova Timeline), definire le proprie preferenze di content curation in modo granulare (con i nuovi aggiornamenti del news feed);
Buongiorno e buonmercoledì a tutti da parte di Gabriele Caeti, cioè me, cioè il nuovo social media creative di We Are Social, ma non preoccupatevi questo mercoledì social non sarà rovinato da pazzie creative, ma avrà i soliti spunti utili e approfondimenti che lo hanno caratterizzato sinora
.
Oggi parleremo di: Facebook, Google, Linkedin e Blog.
Facebook e la ribalta dei non giovani
Iniziamo senza indugi regalandovi un po’ di dati riguardo la Facebook community.
Secondo i dati estrapolati da SocialBakers, possiamo trovare un paio di curiosità sull’età dei facebookiani nel mondo e sul loro genere.
Da questi dati ci accorgiamo che il 51% dei bimbi che usano internet è su facebook e che le donne sono le più attive in assoluto con un 52% in UK, 55% in USA e 72% in India.
Per quanto riguarda gli uomini abbiamo dei dati leggermente differenti, Indonesia 61% e Turchia 63%.
In ogni caso se diamo un’occhiata a queste chart, possiamo vedere che i gruppi che vanno dai 45 ai 64 sono sempre più attivi e stanno raggiungendo i leader di questa statistica (35-44). Dati raccolti da Socialbakers country statistics.
DATI DI CRESCITA UK
DATI DI CRESCITA USA
E Google è sempre più su
Rimaniamo sempre in ambito numerico perché Nielsen a Luglio 2011 ha lanciato un nuovo metodo di raccolta dati chiamato hybrid audience measurement, che è in grado di fornire una visione olistica dell’attività dell’audience online. Ovviamente Google è stato il sito più visitato in America con 172 Milioni di visitatori unici durante Luglio. 7 dei primi 10 brand ha mantenuto la propria posizione rispetto ai mesi precedenti con Wikipedia e Apple che si sono scambiati i posti.
Grazie a questo tipo di misurazione “ibrida” Nielsen è in grado quindi di fornire un dato oggettivo su i visitatori unici del web, dato che vengono presi in conto non soltanto i computer di casa e lavoro ma anche tutti i device come gli smartphone e i tablet.
In countries for Linkedin
Dopo essere passati per freddi grafici e dure tabelle, andiamo di gran volata verso le nostre amate infographic, questa in particolare si riferisce all’utilizzo di Linkedin nei vari mercati, vediamo subito che quello americano è il mercato di punta del social network dei lavoratori.
I dati sono stati pubblicati dal mensile di business francese “Capital”.
Godetevi l’inforgraphic
Blog i love you
Adesso una notizia interessante per i bloggers, secondo voi qual è il posto migliore per aprire un blog?
*Rullo di tamburi*
L’Asia! E in particolare il Giappone, chi lo avrebbe mai detto?
Recenti studi dimostrano che il visitatore medio giapponese spende su un blog all’incirca 62,6 minuti in un mese, la Corea del Sud è arrivata seconda con “solo” 49 minuti e la Polonia terza con 47,7.
Invece Taiwan è arrivato primo per quanto riguarda la percentuale di visite rispetto ai navigatori internet della nazione con un 85,5 %, il Brasile è secondo con un 82,5% e la Corea del Sud terza con 84,9%
Date un’occhiata alla tabella (dati raccolti da comscoredatamine) per capire un po’ meglio la situazione:
E con questo ultimo BlogDato, ahimè, noi di We Are Social vi abbandoniamo e ci vediamo alla prossima, aspettiamo i vostri commenti e non dimenticatevi di iscrivervi al nostro Feed RSS.
Gli ultimi sette giorni sono stati densi di novità e, come tutti i mercoledì, ecco gli eventi dal social web più interessanti della settimana.
Social gaming: Empire Avenue sotto la lente d’ingrandimento
Empire Avenue è un social network che si basa su una logica di gaming “borsistica”: gli utenti possono comprare e vendere “azioni” dei propri amici. Il valore di queste azioni sale o scende in base a quanto vengono acquistate o vendute ed è influenzato dal comportamento degli utenti a cui si riferiscono sui social media. Negli ultimi giorni è stato oggetto delle attenzioni dei principali commentatori internazionali in ambito social media. Vi suggeriamo alcuni post interessanti Empire Avenue Provides Social Gaming Opportunities –and Challenges– for Brands di Jeremiah Owyang, un’intervista video di Robert Scoble al fondatore e “Is a Social Currency System The Next Big Thing?” di David Armano. È interessante vedere come alcuni brand stiano iniziando a partecipare: Ford, Oreo, Sears, Audi e Rackspace. E voi lo avete già provato? Cosa ne pensate?
Il mio LinkedIn è più grande del tuo
È interessante notare come American Express e Volkswagen abbiano iniziato a utilizzare le funzionalità di LinkedIn per creare engagement. AMEX ha creato un’applicazione che consente di nominare le persone all’interno del proprio network per l’Administrative Professionals Day, premiando i migliori. Volkswagen in Olanda ha proposto l’applicazione LinkedOut, che mette a confronto il livello di networking degli utenti con quello dei loro amici. LinkedIn offre numerose opportunità di coinvolgimento, che vengono sfruttate ancora poco dalle marche: c’è molto spazio per proporre agli utenti nuove modalità efficaci e in linea con le loro esigenze.
Il disastro giapponese e la conversazione sui social media
L’Italia è rimasta molto colpita dalla tragedia giapponese e ha utilizzato i social media come canale di riferimento per parlarne e per affrontare la tematica del nucleare, anche in vista delle decisioni da prendere a livello locale riguardo le politiche energetiche.
Quando è meglio postare?
Notizie interessanti per le marche: una recente ricerca di Visibili ha dimostrato che esiste una relazione tra il numero di like ottenuti e la frequenza dei post. Secondo lo studio il 50% dei like avvengono nei primi 80 minuti. La ricerca è interessante anche per altri insight, come quello sulle Facebook Page con maggiore engagement, in cui – tra i brand – spicca Audi, seguita da American Airlines.
Novità per Facebook: Deals, Send e Gruppi
Al rientro dal weekend, Facebook ha proposto alcune novità interessanti:
- Il lancio effettivo dei deals negli USA;
- Una variazione nei gruppi Facebook che consente maggiore controllo da parte degli amministratori, la possibilità di usare Facebook Questions, la possibilità di condividere album di foto, la possibilità di ricercare contenuti all’interno del gruppo;
- L’introduzione del pulsante “Send”, per “inviare a un amico”, con l’obiettivo di renderlo onnipresente, come il Like button;
Per questo mercoledì è tutto. Se notate altre novità interessanti legate al mondo dei social media o se volete discutere queste, i commenti sono a vostra disposizione.
Se vi è piaciuto questo post vi invitiamo a considerare la possibilità di iscrivervi al blog We Are Social.
Ebbene sì, è ancora una volta mercoledì e non passa mercoledì senza il nostro consueto appuntamento settimanale con quanto di più interessante sia emerso negli ultimi 7 giorni su social web e social media.
Quest’oggi non ci facciamo mancare niente: parliamo di Foursquare, di Facebook, di iniziative speciali su Twitter, di Linkedin.
Cominciamo senza ulteriori indugi.
Voci di nuovo financing round per Foursquare
Sono passate poche settimane dalla release della versione 3.0 che già circolano voci insistenti di un terzo round di finanziamenti per la lanciatissima piattaforma di geolocalizzazione.
Si mormora di un finanziamento che oscillerebbe tra i 50 e i 200 milioni di dollari e che potrebbe avere lo scopo non solo di continuare ad alimentare gli aspetti tecnici, di efficienza e di sviluppo software ma anche quello di creare un struttura fisica commerciale a partire dall’impianto di uno o più uffici londinesi, come preannunciato da Crowley al The Telegraph. Che il finanziamento abbia proprio questo scopo? E soprattutto ci sarà o no questo nuovo finanziamento? Staremo a vedere.
Nel frattempo non dimenticate, ci vediamo sabato 16 a Bologna per il Foursquare Day!
L’iniziativa “Secret Cities” lanciata da KLM su Twitter
KLM, compagnia aerea olandese, ha dato inizio ieri ad un’iniziativa davvero interessante.
Si tratta di un contest sulla pagina Twitter aperto fino al 24 aprile, che offre l’opportunità di vincere 2 biglietti per una destinazione segreta.
I requisiti per partecipare? Pochi e semplici: bisogna, chiaramente, essere tra i follower del profilo Twitter della compagnia, seguire i tweets giornalieri e indovinare quale sia la città raffigurata nella foto e da quale location esatta sia stata scattata, segnalare con un “segnaposto” su Google Maps questa location e pubblicare la propria risposta.
Il giorno dopo alle 16 (fuso inglese) viene rivelata la città segreta sul sito web del contest.
Si gioca dal lunedì al venerdì e ogni lunedì vengono annunciati i vincitori. Più si gioca, più alto è il punteggio che si realizza più è facile vincere.
Il contest appena descritto ci dà un esempio lampante di come i social media possano essere usati in maniera efficace per fidelizzare i clienti esistenti e per conquistarne di nuovi.
Chi non vorrebbe partire (gratis) per una destinazione segreta in giro per il mondo?
Facebook e le nuove impostazioni per il tagging delle foto
Se siete stanchi di essere taggati in foto indesiderate dai vostri amici su Facebook apprezzerete questo aggiornamento.
Da pochi giorni è già disponibile per gran parte degli utenti, questa modifica, da apportarsi nelle impostazioni di privacy, grazie alla quale si possono personalizzare alla voce “Suggest photos of me to Friends” i suggerimenti per il tagging. Disabilitando questa opzione il proprio avatar non comparirà più tra i suggerimenti creati in automatico per somiglianza ad altre foto in cui si è stati taggati.
Se il funzionamento non vi è chiaro, cliccando su “Learn more” in basso alle impostazioni si accede all’area assistenza.
Linkedin lancia la nuova piattaforma di sviluppo
Linkedin ha annunciato il lancio della nuova piattaforma di sviluppo che segue il rilascio della versione originale nel 2009.
La nuova piattaforma include applicazioni Javascript potenziate e relativo supporto , plugin personalizzabili a disposizione di tutti gli sviluppatori.
La piattaforma presenta numerose novità oltre a quelle già citate compresa un’evidente semplificazione nell’approccio e nella comprensione delle applicazioni Linkedin e dei plugin.
Altro da aggiungere? Scrivetecelo in un commento.
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