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Facebook lancia Deals: Foursquare sta a guardare?

di Luca Della Dora in News

200 milioni di utenti mobile: partiamo da questo dato per capire qual è l’effettivo peso di Facebook Deals. 200 milioni sono infatti le persone che utilizzano Facebook Mobile e che potranno quindi fruire del nuovo servizio annunciato da Zuckerberg il 3 Novembre.

Un peso notevole – verrebbe da dire – soprattutto se confrontato con i poco più di 4 milioni di wannabe-mayor che hanno reso, in questi mesi, Foursquare il LBS (Location Based Service) più appealing e chiacchierato. Ma vediamo un po’ cosa c’è dietro a questi numeri.

Partiamo dal funzionamento di Facebook Deals.

È sufficiente accedere a Facebook Places per registrarsi in un luogo, e potremo scoprire le offerte speciali presenti vicino a noi semplicemente cercando l’icona gialla di fianco al nome dell’esercizio commerciale che la propone.

Facebook ha tratto insegnamento dall’esperienza degli altri LBS già attivi e ha capito che proporre offerte speciali legate esclusivamente al numero o alla frequenza dei check-in sarebbe stato un errore: il livello di coinvolgimento e l’esperienza d’utilizzo ne avrebbero sofferto, rendendo il servizio poco interessante tanto per gli utenti quanto per i business.

Sono state create quindi quattro categorie di offerte speciali:

  • Friend Deal – È la logica dell’acquisto di gruppo: “fai check-in con 5 amici e offrigli un giro di birra, gratis naturlamente!”
  • Loyalty Deal – La naturale evoluzione delle carte fedeltà: si ottiene un riconoscimento in base al numero di check-in in un determinato luogo. È probabilmente la tipologia di offerte più interessante, perché permette di pensare a strategie e azioni specifiche anche di medio/lungo periodo.

Facebook Deals sembra quindi un’opportunità per tutti gli attori coinvolti: le persone usufruiscono di offerte speciali dedicate ai loro gusti e alle loro abitudini; i brand hanno uno strumento completamente gratuito attraverso cui creare awareness e attirare consumatori in-store (non dimentichiamo due aspetti: creare offerte speciali con Facebook Deals è completamente gratuito ed immediato – qui trovate un breve how to; ogni check-in viene condiviso attraverso Facebook con tutti i contatti dell’utente); e Facebook? Facebook per ora incrementa l’engagement della sua base utenti, ma nel lungo periodo potrà replicare quanto accaduto con Google AdWords, e sfruttare la volontà di differenziarsi dei brand, che non si accontenteranno più della offerte speciali standard, ma vorranno qualcosa di specifico e personalizzato.

Vedremo quindi sventolare una bandiera bianca al 36 di Cooper Square – sede di Foursquare – o dobbiamo aspettarci una risposta da parte di Crowley? Stando ha quanto ha dichiarato durante l’ad:tech – a cui era presente anche Nathan McDonald di We Are Social Londra – si prospetta un 2011 ricco di novità anche per la start-up newyorkese, che non ha certo intenzione di lasciar a Zuckerberg campo libero nella geolocation-war.

Sono quattro gli aspetti su cui Crowley intende puntare, forte anche dell’esperienza maturata in questi anni (prima con Dodgeball e ora con Foursquare):

  • È necessario dare agli utenti qualcosa di utile: il check-in così com’è non giustifica – per tutti – l’utilizzo di un LBS. L’idea è quindi di fornire delle raccomandazioni personalizzate partendo dalla storia dell’utente – e dei suoi check-in naturalmente.

“Ehi, a te che piacciono i pub irlandesi, guarda che ce ne sono 3 che non hai mai visitato, eppure sono proprio qui vicini.”

oppure

“È la prima volta che visiti Milano? Cosa ne dici di questa lista di cose da vedere durante la tua permanenza? Visto che ti piace il sushi dovresti provare questi ristoranti giapponesi.”

  • Rendere il check-in un’azione più immediata, automatica, è da tempo tema di discussione, ma Crowley spiega che oltre a un problema tecnico – legato alla precisione dei dispositivi GPS – esiste una questione legata all’invasività di un approccio del genere: in quanti vorremmo che tutto avvenisse in modo automatico? E non si perderebbe poi anche il coinvolgimento e la componente ludica? La soluzione potrebbe essere di semi-automatizzare solo i check-in in luoghi che si frequentano spesso: “Anche oggi qui per un caffé? Vuoi dirlo ai tuoi amici con un check-in?”
  • L’interazione brand-utenti è una delle criticità su cui Foursquare dovrà lavorare: oggi non è così semplice scoprire i brand attivi, seguire il modello delle Suggestions di Twitter potrebbe quindi essere un modo per rendere quest’incontro più immediato – e sarebbe un vantaggio sia per gli utenti che per i business, che godrebbero di maggior visibilità.
  • Il quarto punto riguarda un luogo comune: la maggior parte delle persone pensano che le offerte speciali su Foursquare siano dedicate quasi esclusivamente ai Mayor. Nulla di più sbagliato, sottolinea Crowley, visto che più dell’80% delle offerte sono dedicate a chi effettua semplicemente 1, 5 o 10 check-in nel luogo specifico: la naturale evoluzione delle carte fedeltà appunto. L’idea è di pensare a nuovi specials, magari basati proprio sul principio base che ha dato vita a Foursquare: spingere le persone a scoprire nuovi luoghi nella propria città.

Cosa ne pensate quindi dell’approccio di Facebook con Deals? Pensate che il suo lancio sancisca il tramonto di tutti gli altri LBS, e in primis di Foursquare, o che le dichiarazioni di Crowley lascino presagire un 2011 di botta e risposta non solo sulla carta? In fondo quando c’è concorrenza a guadagnarne dovrebbero essere gli utenti – ma in questo caso anche i business – no?

Fateci sapere qual è il vostro punto di vista sull’evoluzione dei LBS e non scordate di iscrivervi al nostro feed RSS per ricevere gli aggiornamenti di We Are Social!

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Dare supporto ai supporter: “Fan It” e l’advocacy sui social media

di Stefano Maggi in News

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È molto importante riconoscere i propri consumatori più fedeli, motivarli e coinvolgerli. Questo è uno dei principi alla base del concetto di “loyalty”: riconosco il tuo valore per invogliarti a ripetere un acquisto. Ma la fedeltà del consumatore può andare oltre il “riacquisto”: il cliente coinvolto e convinto (chiamiamolo “advocate”) può divenire un elemento decisivo di marketing per acquisire nuovi clienti.

Questo è vero soprattutto per chi offre prodotti o servizi in cui l’elemento soggettivo, di “esperienza” è fondamentale. NBC l’ha capito e ha lanciato “Fan it“: un programma di “social advocacy” che premia chi parla dei propri show preferiti.

L’adesione è semplicissima. Chi partecipa può:

  1. registrare il proprio profilo sulla community NBC;
  2. collegare i propri social network al profilo registrato;
  3. accumulare punti attraverso azioni che stimolano il coinvolgimento verso NBC sui propri social network;

I riconoscimenti sono in linea con la scelta di stimolare il coinvolgimento: si tratta di premi esperienziali che non spingono ad aggredire i propri amici con fiumi di messaggi solo per accumulare punti, ma che premiano il vero advocate.

Fan It è ancora un esperimento, ma è già un ottimo spunto di riflessione: qual è il modo migliore di attirare l’attenzione, la simpatia e stimolare il coinvolgimento rispetto a un prodotto, una marca o un servizio basato sull’esperienza? Riconoscere l’importanza e il valore dei fan più fedeli è sicuramente un ottima strategia.

È molto importante gestire bene questo tipo di attività per evitare che si trasformino in azioni di “spam” di alcuni utenti su altri. Calibrare bene la tipologia di attività necessarie a guadagnare punti e riconoscimenti è essenziale. Ad esempio, Fan It per ora premia chi si iscrive, chi diventa Fan o Follower. In futuro premierà altri tipi di azione, come i retweet. Questo rischia di essere troppo invadente per il consumatore finale perché potrebbe ritrovarsi sommerso dai messaggi degli amici che vogliono accumulare punti.

Se viene legato ad un’attività efficace di conversazione non aggressiva, trasparente e corretta, il riconoscimento gli advocate è un’azione potenzialmente molto positiva per tutti: brand, advocate e target finale.

Cosa ne pensate? Si tratta di un modo potenzialmente efficace per stimolare la fedeltà e l’advocacy o credete che “Fan It” possa essere un modo troppo aggressivo per creare coinvolgimento?

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