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La guida alle novità della Facebook Timeline per le marche [Slide]

di Stefano Maggi in News

A poche ore dalla presentazione delle nuove possibilità introdotte dalla Timeline Facebook per le marche, vi proponiamo una breve guida alle pratica ai cambiamenti. Si tratta di un primo strumento per scoprire come affrontare al meglio le novità, facilitando la conversazione tra brand e persone.

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Il post perfetto su Facebook

di Stefano Maggi in News

Ogni giorno 483 milioni di persone accedono a Facebook, più della metà delle 845 iscritte: con una popolazione così numerosa è fondamentale che chi è presente sul social network possa “filtrare” facilmente le conversazioni, per poter dedicare la propria attenzione solo ai contenuti veramente interessanti. Questa necessità appare ancora più evidente se consideriamo la presenza delle marche su Facebook: è impossibile che gli utenti di Facebook leggano tutti i contenuti prodotti e le conversazioni attivate dal proprio network (amici e marche).

I filtri non sono attivi solo in entrata, ma anche in uscita, rispetto a ciò che viene pubblicato: quasi sei persone su dieci rendono il profilo visibile solo ai propri amici. E in molti si prendono cura del proprio profilo: il 44% ha eliminato commenti, il 37% ha rimosso delle tag, il 63% ha eliminato alcuni amici.

Facebook ha un’attenzione molto forte rispetto al criterio con cui i contenuti vengono mostrati agli utenti: attraverso il proprio algoritmo “EdgeRank” seleziona, tra tutte le conversazioni disponibili per l’utente, le più rilevanti. Solo i contenuti che vengono individuati come più prioritari vengono mostrati nel “news feed”: la “home page” di Facebook. Il filtro “umano”, manuale, è affiancato da quello tecnologico.

I risultati di questa attenzione a presentare ai propri utenti solo i contenuti più rilevanti sono evidenti: con l’aumentare dei contenuti, diminuisce in media il numero di “impression” (visualizzazioni) dei singoli post. Questo significa che per le marche è sempre più utile abbinare un approccio creativo e un approccio scientifico al community management.

Analizzare in modo approfondito l’andamento, le reazioni e le tendenze rispetto alle proprie conversazioni è un modo eccellente per capire come creare nuovi contenuti rilevanti per le persone nella propria community.

Per avere più probabilità che le proprie conversazioni raggiungano il maggior numero di persone, le marche devono prestare attenzione a alcuni dettagli, tra cui:

  • Contenuto del messaggio: le parole utilizzate sono importantissime per posizionare il messaggio in modo efficace rispetto al feed degli utenti;
  • Call to action: i messaggi che contengono un invito all’azione legato alle funzionalità di Facebook hanno un peso differente per l’algoritmo di Facebook;
  • Tipologia di contenuto: testo, immagini, link e video hanno pesi diversi per EdgeRank;
  • Frequenza del post: il tempo di vita medio di un post è 3 ore e 7 minuti. È importante calcolare il tempo di vita medio dei post della propria pagina, per capire con quale frequenza è utile pubblicare e stimolare conversazioni;
  • Geolocalizzazione del post: rivolgere il post solo a un gruppo di utenti su base geografica è un ottima soluzione per proporre conversazioni rilevanti, generando più reazioni e interazioni;
In altre parole: il post perfetto non esiste ma, utilizzando un approccio analitico alla pubblicazione coordinato con la creatività proposta, è molto più facile per le marche essere rilevanti, quindi visibili, per la propria community.

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Facebook e contenuti esterni: l’integrazione

di Stefano Maggi in News

Pochi mesi fa, Facebook ha introdotto alcune funzionalità che permettono di legare le interazioni che avvengono nei website di contenuto con le conversazioni all’interno della Timeline.

Un esempio di queste funzionalità sono le “Social News App”, che permettono di condividere facilmente con i propri amici gli articoli e i post letti in tutto il (social) web. Oggi Facebook ha annunciato i primi risultati di questa integrazione, e sono molto interessanti: un significativo aumento del traffico e del coinvolgimento sui website di contenuto e un’estensione significativa del pubblico che legge le notizie e fruisce, in generale, i contenuti.

Due esempi su tutti: Yahoo! conferma che in tre mesi, più di 25 milioni di persone hanno utilizzato queste funzionalità e 2 milioni le utilizzano ogni giorno, soprattutto tra i 18 e i 34 anni. The Guardian annuncia 5 milioni di utenti che hanno interagito con le nuove funzionalità, di cui la metà sotto i 25 anni. Un risultato molto interessante, soprattutto per una testata tradizionale.

Le marche hanno l’opportunità di creare contenuti e diffonderli sempre più facilmente grazie a queste funzionalità, creando conversazioni interessanti per le persone. La sperimentazione delle funzionalità di condivisione collegate alla timeline continua e da oggi si estende a nuovi player, tra cui: GetGlue, MSNBC.com e Huffington Post.

Le possibilità sono molto interessanti non solo per le funzionalità ancora in fase di sperimentazione, ma anche per le numerose opportunità di integrazione tra website esterni e Facebook nate negli ultimi mesi. Continuate a seguirci se volete essere sempre aggiornati sui nuovi sviluppi dei canali social, ma soprattutto su come sia possibile adottarli, con un approccio scientifico e misurabile per sviluppare strategie di marketing e attivare conversazioni in modo creativo.

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Quando i social media sono il prodotto

di Stefano Maggi in News

I social media sono un ottimo strumento per costruire un dialogo tra le marche e le persone: sono ideali da un punto di vista di marketing e di comunicazione per sviluppare una relazione. I canali social, però, hanno un’altra caratteristica che li rende unici: il marketing e la comunicazione sviluppati su questi canali vanno spesso oltre i propri confini abituali.

Capita sempre più di frequente di imbattersi in iniziative sui social media che hanno un impatto importantissimo sul prodotto o sul servizio a cui si riferiscono. Il valore generato dai canali social spesso è così forte che viene percepito come parte integrante di ciò che le persone acquistano.

Le marche che interpretano meglio questo ruolo dei canali social creano esperienze di marketing e di comunicazione che vanno oltre la promozione e lo stimolo alla vendita. Nella maggior parte dei casi questo scenario si sviluppa in un “adaptive marketing“: “un approccio flessibile in cui i marketer rispondono velocemente al proprio ambiente per allineare gli obiettivi del brand e delle persone, massimizzando il ritorno sul valore marca“. In altre parole, grazie alle tecnologie social e alla conversazione, l’offerta e la comunicazione di prodotto varia e si adatta alle esigenze delle persone.

Gli esempi sono sempre più comuni, eccone alcuni:

  • In Italia, nei settori più focalizzati sul servizio (come quello telefonico e bancario) è sempre più diffuso il concetto di caring attraverso i canali social. Sempre più utenti, infatti, ricorrono a canali non tradizionali per ricevere supporto rispetto alle proprie esigenze: con molti clienti stiamo sviluppando direttamente programmi di questo tipo su Facebook, Twitter e sull’intero social web;
  • KLM ha creato un’iniziativa chiamata “Meet & Seat“, che permette – attraverso LinkedIn e Facebook – di scoprire e incontrare persone interessanti a bordo del proprio volo;
  • Kleenex consente, su Facebook, di scegliere il design e condividere una confezione di fazzolettini personalizzata con i propri amici;
Insomma, sui social media, il marketing è sempre più “nel” prodotto e sempre meno un accessorio per promuoverlo.

 

 

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Thank God We Are Social #36

di Silvia Raimondi in News

Buon weekend ai nostri lettori che si stanno godendo il meritato riposo settimanale. Sappiamo che in questi giorni vi state preparando alla festività più attesa, temuta, irritantemente romantica e squisitamente commerciale dell’anno: San Valentino. Se come me cominciate a non poterne più di rose rosse, inviti a cena e lamentele di single esasperati, ecco un paio di interesting facts sull’amore 2.0.

Online Dating Data
Il 2012 ha registrato un aumento del 20% degli iscritti ai siti web di incontri online: si tratta di un giro d’affari decisamente cospicuo, che vale 4 miliardi di dollari in tutto il mondo. Uno degli aspetti più interessanti dell’online dating è la mole di dati relativi agli utenti che i siti di incontri maneggiano ogni giorno: centinaia di Gb di profili vengono analizzati e manipolati , sia con algoritmi che attraverso selezioni manuali e visioni di filmati.  Ad oggi, le statistiche più interessanti provengono dagli Stati Uniti: godiamoci una piccola panoramica di questo inizio 2012.

The 2012 Guide to Dating
Wot Went Wrong
Tuttavia, nonostante le meravigliose promesse dell’online dating nel 2012, può sempre capitare che qualcosa vada storto. E dato che siamo nell’era dei risultati misurabili, delle valutazioni d’errore, dei feedback a tutti i costi, perché non applicare questi utili principi anche alla vita sentimentale?

Wot Went Wrong è infatti un sito che ci consente di chiedere al nostro partner mancato cosa è andato storto dopo il primo appuntamento.

WotWentWrong Explanatory Video from WotWentWrong on Vimeo.

La promessa del teaser di rendere “socially acceptable” questo comportamento sembra un po’ azzardata: non sarà invece ancora più imbarazzante!?

#Sanvalentino per veri Geek
Infine per noi innamorati della tecnologia, ecco alcune card di S. Valentino tutte speciali, dedicate a chi vuole far breccia nel cuore di un geek.
The 2012 Guide to Dating
Cliccate qui se volete vederle tutte.

La serenata social
Heineken rimane fedele alla propria missione di unire i propri consumatori sia online che offline (per dirlo con le parole di Cyril Charzat, Senior Director Global Heineken Brand). Per San Valentino propone una Facebook App che permette di preparare una serenata da dedicare alla propria persona speciale, personalizzandola e costruendola in base ai propri gusti. Un artista di cui potete vedere una preview qui sotto si occuperà di cantarla per voi. Sempre attraverso Facebook, è poi possibile condividerla facilmente e invitare altri amici a creare la propria.

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[Infographic] Tutta la storia del marketing, dalla stampa del ’400 ai social media nel 2012

di Ottavio Nava in News

È venerdì, sta iniziando il weekend e cosa potremmo offrirvi di meglio se non un contenuto che vi faccia riflettere ma allo stesso tempo non impegni troppo la vostra mente?
Ecco a voi uno stupendo infographic di Hubspot sulla storia del Marketing. Dalla stampa nel 1450 ai social media nel 2012.
Un vero e proprio viaggio attraverso diverse epoche, da quando la tecnologia era uno strumento nelle mani di pochi all’avvento della tecnologia per tutti, fenomeno che ha dato alle persone un modo per esprimersi e conversare cambiando il marketing profondamente.

Fonte: HubSpot Marketing Software

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L’Italia è sempre più social [ricerca]

di Stefano Maggi in News

I nostri amici di GlobalWebIndex hanno appena rilasciato uno studio che approfondisce il modo in cui le persone interagiscono con i canali social. La ricerca contiene un focus interessante sull’Italia, da cui emerge come il nostro paese sia tra i più attivi nell’utilizzo dei social media.

Emergono anche alcuni trend significativi, raccontati nel documento di report:

  • La componente locale dei social media è sempre più importante per le persone;
  • L’utilizzo di device mobile sta avvicinandosi quantitativamente all’interazione via desktop;
  • Tutto sta diventando “digital”, quindi non esiste più una distinzione netta tra ciò che lo è e ciò che non lo è, anche nei piani media;
  • Google, con il suo approccio sempre più social, mantiene il suo ruolo importante di driver per la ricerca di informazioni. È importante che sappia mantenere il peso attribuito recentemente alle ricerche personalizzate sulla base del social graph delle persone;
  • Facebook è sempre più integrato nella vita delle persone ed è importante che sia accessibile sempre più anche fuori dal contesto “Facebook.com”: negli applicativi mobile e nei website esterni;
  • Le persone cercano sempre più interazioni significative con le marche: è importante per i brand essere presenti e sviluppare una conversazione con il proprio target;
I risultati dell’analisi sono molto interessanti e potete leggerli in modo approfondito nel report “GWI – 6 trends” di GlobalWebIndex.

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Le aziende italiane e l’utilizzo dei social media [dati]

di Stefano Maggi in News

Tre aziende su quattro utilizzano i canali social, quasi tutte per motivi di marketing e di comunicazione. Secondo uno studio di eCircle pubblicato oggi, l’utilizzo dei social media è molto diffuso per le aziende italiane e si avvicina al 100% per le imprese che hanno una componente di vendita online.

Secondo la ricerca, i social media sono molto importanti perché

  • Aumentano l’interazione con le persone;
  • Permettono di raccogliere feedback;
  • Migliorano la awareness e la reputazione;
  • Consentono attività di marketing efficaci;
  • Agevolano la fidelizzazione;
Dall’analisi emerge che le aziende meno affini ai canali digitali hanno più margine di miglioramento nel coltivare i propri risultati, mentre quelle che hanno una componente di conversazione attraverso i canali digitali nel proprio DNA, come le aziende di eCommerce, percepiscono maggiormente il valore dei canali social.

I canali più utilizzati sono i social network (94%), seguiti da blog e da canali video e foto.

I motivi principali del contatto sono legati alla conversazione: la metà delle persone interagiscono per scambiarsi opinioni.

Per le aziende italiane, insomma, emerge un fortissimo interesse nei confronti dei canali social.

Si tratta di un riflesso delle abitudini delle persone a cui le imprese si rivolgono nel nostro paese, ormai molto focalizzate sui canali social. Un altro aspetto molto evidente è l’esigenza di una strategia per approcciare il social web, che renda coerenti le numerose attività tattiche sviluppate dalle marche.

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Da chi lo hai saputo? Come circolano le informazioni sui social network

di Stefano Maggi in News

Quando cerchiamo lavoro, è molto più facile che accettiamo una posizione se l’abbiamo scoperta grazie a una persona con cui non abbiamo spesso a che fare. È molto più infrequente che scegliamo un posto di cui ci hanno parlato i nostri amici più stretti. Lo ha dimostrato Mark Granovetter, un sociologo, ormai quarant’anni fa: i “legami deboli”, le persone che conosciamo ma con cui non interagiamo spesso, sono importantissime per farci conoscere informazioni nuove e fresche.

Questa logica è ancora più rilevante oggi, vista la moltiplicazione dei legami deboli che si verifica grazie ai canali social: tutti interagiamo con alcuni contatti più frequentemente, mentre la maggior parte degli altri è collegata a noi da “legami deboli”. Questo tipo di correlazione, però, è importantissimo anche su Facebook per fare circolare le informazioni. Uno studio pubblicato su Facebook da Eytan Bakshy pochi giorni fa ha dimostrato come si diffondono le informazioni sul social network più grande del mondo, con alcuni spunti molto interessanti:

  • I canali social permettono ai nuovi messaggi, alle nuove idee e alle nuove informazioni di diffondersi facilmente;
  • Non è vero che i social network ci spingono a leggere sempre le stesse informazioni solo dagli stessi amici;
  • La maggior parte delle informazioni proviene da contatti con cui non interagiamo spesso;
  • Sono i “legami deboli” i principali responsabili della diffusione delle informazioni;

Questa dinamica apparentemente controintuitiva è molto importante per le marche. I brand infatti, alla luce di questa situazione, se vogliono diffondere efficacemente un messaggio e costruire una conversazione devono:

  • Creare conversazioni sempre nuove: è la novità a diffondersi meglio sui canali social;
  • Pensare per “interessi” e non per “connessioni”: il messaggio deve essere rilevante non solo per chi lo riceve per primo, ma anche per gli utenti che lo visualizzano da una condivisione;
  • Lavorare su tipi diversi di influencer: non solo quelli con un alto “reach”, ma anche quelli con un’affinità forte con le persone da coinvolgere;
  • Considerare i contatti più lontani elementi fondamentali per diffondere un’informazione efficacemente;

interest graph - sviluppare connessioni basate sugli interessi e le passioni

In pratica, interagiamo spesso con una cerchia di amici selezionati, ma sono quelli più “lontani” a diffondere le idee velocemente nei canali social. Chi impara a sfruttare questa dinamica raggiunge più persone, in meno tempo e in modo più efficace.

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La killer application del 2012

di Stefano Maggi in News

Non è un’applicazione. È la capacità di individuare le conversazioni e i contenuti rilevanti tra i milioni di messaggi a cui ognuno di noi è esposto ogni ora. Lo sviluppo sempre più forte dei canali social ha portato le nostre capacità di comunicare al livello più alto di sempre nella storia dell’umanità, ma moltiplicato le nostre possibilità ma ha reso difficile individuare le conversazioni che sono più importanti e ignorare quelle non rilevanti.

Ecco perché nel 2012 avrà successo chi saprà comunicare in modo mirato e chi saprà aiutare le persone a “filtrare” le proprie conversazioni. I social network si stanno muovendo in questa direzione, ecco alcuni esempi:

  • Google+, con le cerchie, permette di individuare gruppi di persone e assegnare priorità ai contenuti che producono;

  • Facebook, con le proprie liste e le novità del newsfeed (come ad esempio le app integrate), consente di visualizzare con più frequenza i contenuti simili a quelli che in passato le persone hanno definito interessanti;

  • Pinterest, organizzando per macro temi le informazioni, consente di filtrare i contenuti che non hanno un grande impatto (e che non ottengono “re-pin”);
  • Foursquare, tramite la funzione “Radar”, fa emergere le location più rilevanti rispetto ai gusti della persona e del luogo in cui si trova;
Le marche possono imparare molto da questa tendenza, sviluppando alcune strategie molto importanti:
  • Attivare conversazioni mirate: pubblicando i propri messaggi riferendosi a nicchie di interesse e non sempre all’intera community;
  • Promuovere il contenuto (ad esempio attraverso Social Ads) evitando sempre comunicazioni generali, indirizzate a tutti;
  • Misurare sempre i risultati delle comunicazioni e delle conversazioni precedenti utilizzando strumenti di insight, per avere la certezza di comunicare nei momenti della vita delle persone più utili;
Una soluzione interessante è l’approccio “contro-competitivo”: individuare i momenti del giorno e i giorni della settimana meno “affollati” di comunicazioni e conversazioni per proporre il proprio messaggio. Questo approccio viene confermato anche dall’analisi del “social media scientist” Dan Zarrella: i momenti apparentemente meno appetibili, sono spesso i più utili, perché meno affollati.

La killer application del 2012 consiste nel favorire l’attenzione verso ciò che è importante. I social network lo hanno capito e si muovono in questa direzione. Alcune marche hanno già iniziato a prendere in considerazione questo approccio: è il momento per renderlo il più possibile concreto.

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