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Mercoledì Social #109
Ciao a tutti amici del mercoledì social, in questo consueto appuntamento con tutte le novità che riguardano il mondo dei social media e non solo, vi proponiamo alcune iniziative e info interessanti che offrono ai brand un valido spunto su cui riflettere.
Buona lettura
Fashion Like
Fusioni di mondi in Brasile. Un famosa catena d’abbigliamento “C&A” ha deciso di rendere più “social” le grucce di uno dei suoi store in un centro commerciale brasiliano. L’iniziativa consiste nell’applicazione di un display luminoso sulle grucce che segna in tempo reale il numero di like che il capo d’abbigliamento ha totalizzato sulla pagina facebook dedicata al brand, “Legal”!

Fashion Like da la possibilità alle persone di scegliere il capo più popolare e ai brand l’opportunità di fondere il mondo online con quello offline. Intanto l’effettivo impatto che la campagna avrà sulle vendite e la connessione tra like e numero di acquisti è tutta da scoprire
E voi vi fareste influenzare dai like comprando il capo più popolare per essere trendy o il meno cliccato per sentirvi esclusivi?
Mein Burger
Forse non lo sapevate ma McDonald’s compie 40 anni, ebbene gli anni passano per tutti. Per l’occasione, in Germania, la catena di fast food tra le più famose al mondo ha realizzato un campagna basata sul crowdsourcing: “Mein Burger“ (questo il nome dell’iniziativa) dando la possibilità agli utenti di definire, votare e condividere online il proprio panino ideale.

Il crowdsourcing sembra funzionare molto bene quando applicato a un oggetto di condivisione come il panino. Vi abbiamo raccontato qualche qualche tempo fa l’iniziativa che abbiamo sviluppato con il nostro cliente Kraft in Italia: “The Social Sandwich” di Philadelphia, in cui diverse squadre composte da esperti di comunicazione, design e, ovviamente, cucina, lavorando insieme alle proprie community, hanno ideato il primo “panino social” della storia coinvolgendo direttamente la community attraverso i social media preferiti.
Quando usiamo smartphone e tablet?
Per finire un’infografica di Carlos Monteiro che ci mostra la differenza nell’uso che i consumatori fanno di tablet e smartphone dando uno spunto ai Brand su come comportarsi per le campagne di adv.
A quanto pare, gli smartphone, usati maggiormente quando si viaggia o si è in giro per negozi, vengono usati di più per attività veloci come connettersi online, inviare email, scrivere piccoli messaggi di testo, fare un veloce giro sui propri profili social o cercare mappe e direzioni, tale utilizzo suggerisce la proposizione di adv di breve durata.
I tablet invece, usati di più in casa, ad esempio in camera da letto o nel salotto, vengono preferiti per attività durature con una fruizione più lunga dei media definendo un contesto in cui i consumatori sono maggiormente predisposti verso adv più lunghi.
Queste indicazioni possono dare ai brand lo spunto da cui partire per comunicare al meglio con i propri consumatori.
Come si struttura la presenza delle associazioni nonprofit sui social media? Colgo l’occasione offertami da questa interessante infografica di Visual.ly per tornare su un tema che abbiamo già in parte affrontato in questo post sull’impegno social.
Secondo il 2012 Nonprofit Social Networking Benchmark Report, le associazioni che hanno scelto di integrare la propria attività con l’apertura di embassy social hanno raggiunto nel corso degli ultimi due anni ottimi risultati in termini di crescita della community online. Il 98% delle nonprofit è dotata di una presenza consistente su Facebook, mentre il 72% si dedica al microblogging su Twitter; da notare inoltre come il 44% di queste associazioni sia attiva anche su LinkedIn: un dato non secondario per iniziative che hanno costantemente necessità di recruitment, partnership e, soprattutto, fund-raising.
A proposito di fund-raising, nonostante la continua crescita in termini di fan/follower, la raccolta di fondi e donazioni tramite i social media continua ad avere proporzioni modeste. Altrettanto modesto sembra essere l’effort speso da queste associazioni, che per la natura stessa della loro attività non hanno la possibilità di destinare grandi risorse alla comunicazione sui social media: nel 79% dei casi, la gestione dei canali social è un task affidato ad una sola figura professionale.
Come si spiegano allora gli ottimi risultati raggiunti? Il punto chiave è, come spesso accade, la forza delle storie vere che le associazioni nonprofit affrontano e raccontano ogni giorno a partire dalla propria esperienza diretta. La capacità di storytelling affiancata ad un’attività offline che cambia concretamente in meglio la vita delle persone rappresenta il più forte fattore di crescita per community composte da utenti solidali con le cause affrontate e propensi allo sharing dei contenuti rilevanti.
Secondo voi quali sono le nonprofit che gestiscono meglio la loro presenza sui social media? Fate parte di qualcuna di queste community? Scrivetecelo in un commento!

Thank God We Are Social #43
Oggi è sabato “e domani non si va a scuola” diceva una nota canzone, beh io a scuola non ci vado da un bel po’ ma c’è una cosa che fortunatamente continua a ripetersi, il “Thank God We Are Social” puntuale ogni fine settimana!
L’uccellino crea dipendenza!
Il primo argomento che trattiamo oggi è quello della dipendenza: ognuno di noi ha i suoi vizi, piccoli e grandi ma pur sempre cose che, nei limiti, rendono la vita più briosa. Ebbene, sembra che la triade Bacco tabacco e Venere abbia ormai fatto il suo tempo, per lasciare posto ai social network, in particolare Twitter!
Questa splendida infografica realizzata da visual.ly ci dà delle valide indicazioni per capire se abbiamo una dipendenza da Twitter, ecco qualche domanda a cui rispondere senza barare:
1) Oltre a sapere cosa significa la balena sospesa dagli uccellini, hai anche delle magliette a tema?
2) Hai riservato un Twitter handle per tuo figlio che ancora non è nato, e forse non è stato nemmeno concepito?
3) Puoi resistere più facilmente a sesso e sigarette (e qui scusatemi ma avrei da ridire) che ad un tweet?
Se hai risposto “sì” ad almeno una di queste domande puoi iniziare a preoccuparti! Sei un drogato di Twitter, quindi smetti di leggere quest’articolo e torna a seguire i tweet sulla gravidanza di Beyonce o sul Super Bowl!
Se mal comune è mezzo gaudio allora gioite pure, perché gli utenti attivi su Twitter sono 100 milioni e più del 50% di questi si connette giornalmente al social network! Poi si sa, con la primavera tornano gli uccelli (beh le rondini ma tanto è uguale) e allora twittate e retwittate volatili digitali, la vostra stagione è arrivata!
Foldable.me
Purtroppo non hanno ancora inventato la macchina per il teletrasporto ma qualcuno si sta attrezzando per ovviare al problema.
È il caso di Mint Digital che ha trovato un simpatico escamotage per poter essere ovunque si voglia con un click. Un momento, non parlo di figure in carne ed ossa ma di un semplice pupazzetto di carta da customizzare con i propri tratti caratteristici grazie al sito Foldable.Me, e da inviare ai propri amici!
Magra consolazione per chi voleva viaggiare in pochi secondi da un capo all’altro del mondo ma pur sempre una bella idea per essere, in qualche modo, più vicini alle persone lontane. Qualcuno vuole un mini-me della sottoscritta?
Fashion geek
Per gli amanti della moda che però non sanno rinunciare ai ricordi della propria giovinezza, ecco una raccolta di 10 accessori creati con oggetti di riciclo legati al tech! Dal papillon fatto con i Lego al portamonete creato con le vecchie audiocassette, una raccolta curata da Mashable che sa decisamente di vintage. Voi a quali di questi oggetti della vostra infanzia/adolescenza siete più affezionati? Scrivetecelo in un commento e… buon weekend a tutti!
Ciao a tutti e buon mercoledì. Anche questa settimana sono pronta a condividere con voi tutte le news più interessanti provenienti dal social web. Non perdiamo tempo, ed iniziamo subito!
I fashion brand sfilano sui social network
Tempo di moda, anzi di fashion week che inizia proprio oggi qui a Milano. Mi sembra quindi un’ottima occasione per analizzare il modo in cui i brand di moda stanno evolvendo il loro stile comunicativo sviluppando una presenza sempre più concreta sui social media.
Grandi marchi come Burberry, Louis Vuitton e Urban Outfitters stanno diventando sempre più “umani” e accessibili al pubblico attraverso i principali social network instaurando, in alcuni casi, una conversazione con i loro clienti che si trasformano così in fan e brand ambassadors.
Devo per forza iniziare con Burberry, vero e proprio pioniere del digital branding. Per Christoper Bailey, direttore creativo della maison, “l’innovazione digitale fa parte integrante della cultura d’azienda”. E non sono solo parole, il brand ha investito il 60% del loro marketing budget nel digitale (come ci racconta il Financial Times).
L’anno scorso Burberry strinse una partnership con Twitter per creare la prima sfilata “Tweetwalk” dal vivo: ogni look, ancora prima di andare in passerella, veniva condiviso dal backstage con gli utenti di Twitter e Instagram. Il risultato? “#Burberry” e “Christopher Bailey” diventarono presto trending topic in tutto il mondo. Quest’anno hanno fatto di più: le immagini che verranno condivise su Twitter saranno gif animate come quella che vedete qui:
E non finisce qui perché, durante la settimana della moda londinese Burberry, posterà immagini delle nuove collezioni sul suo profilo Pinterest e su Polyvore – community leader per lo stile online – e renderà le musiche delle sfilate disponibili su iTunes. Inoltre, a poche ore dalla fine dell’evento, attiverà un canale di vendita attraverso cui sarà possibile acquistare in anteprima le nuove collezioni, dimostrando un forte segnale di rottura rispetto alla tradizionale strategia di distribuzione del settore.
Senza dubbio Burberry è il brand che ha dimostrato, più degli altri, di saper sfruttare in modo creativo e coraggioso i social media, ma ci sono anche altri marchi che si stanno dando da fare. Basta guardare ad esempio la Facebook Tab “Follow us” di Dolce e Gabbana per notare come la maison italiana abbia ormai sviluppato una presenza capillare su tutti i principali social network.
Con l’obiettivo di aumentare l’awareness sul mercato inglese Bourjois, beauty brand francese, segue il trend della “gamification” e crea un gioco interattivo sulla propria Facebook Page. Si chiama Spot the Belle e si rifà al meccanismo della caccia al tesoro. La missione degli utenti (è disponibile solo per i fan inglesi della pagina) sarà quella di trovare la “Bourjois Belle” per le strade di Londra attraverso un’applicazione mobile dotata di tecnologia di geolocalizzazione. Una volta trovata potranno entrare in uno store Bourjois a ritirare alcuni prodotti omaggio.
Queste sono solo alcune delle iniziative che mi hanno colpito di più nel mondo della moda, se volete potete segnalarmene altre utilizzando lo spazio per i commenti in fondo a questo post. Credete davvero che il futuro del marketing dei fashion brand sia sul digitale? O pensate che avvicinandosi troppo alle persone potrebbero rischiare di intaccare la loro brand reputation?
L’umore degli utenti di Twitter
Cambiando argomento, lo sapevate che alcuni ricercatori sono riusciti a scoprire il mood degli utenti di Twitter? Attraverso un’analisi del sentiment, effettuata su milioni di tweet, sono stati in grado di disegnare una mappa dell’umore delle persone negli USA durante l’arco di un’intera giornata. Si scopre così che le persone sono più contente al mattino presto e alla sera quando rientrano dal lavoro (strano vero?
). Se state organizzando un viaggio negli States sappiate anche che la Florida e la California sono gli stati più felici. Vi consiglio di dare un’occhiata al video qui sotto creato in time lapse:
Timeline di Facebook
Sulla base di anticipazioni diramate da AdAge, sembra che per fine mese avverrà il tanto atteso aggiornamento delle brand page con la nuova interfaccia grafica introdotta da Timeline. Ecco quali saranno i principali cambiamenti:
- Open Graph consentirà maggiore libertà di azione grazie alla possibilità di sviluppare app in grado di registrare i dati degli utenti in modo funzionale poi alla creazione di annunci maggiormente targetizzati.
- Aumentano le possibilità di personalizzazione della propria brand page sia a livello visuale (ad esempio caricando una foto di copertina) che a livello di contenuto, permettendo agli utenti di viaggiare nel tempo e ripercorrere la storia dell’azienda.
- Le varie tab potrebbero diventare dei box integrati, proprio come accade ora per alcune applicazioni come Spotify
- I brand potranno creare i propri verbi personalizzati – diversi dal classico Like – per rendere più virali le azioni compiute dai fan, sulla scia di quanto avviene già su Pinterest dove si fa “pin” anziché “link”.
Ecco un esempio di come potrebbe essere la Timeline per le Brand Page (sì, lo ammetto, sono una grande fan di Burberry
):
Risulta evidente che con la Timeline “esserci” non basterà più. Un’eventuale scarsa attività o una mancanza di strategia e coerenza a livello di comunicazione rimarrà segnata nel tempo facendo passare un messaggio potenzialmente negativo.
I dubbi e i timori dei brand sicuramente non mancano, e anche io per esempio mi chiedo: che fine faranno le Welcome Tab e le applicazioni? Si perderanno o verrà introdotta una nuova modalità di visualizzazione? Per saperne di più non ci resta che seguire il prossimo fMC, che si terrà a New York il 29 febbraio.
Per oggi è tutto. Come sempre vi invitiamo a dirci la vostra! Buona giornata a tutti
Le probabilità che abbiate sentito nominare Pinterest ultimamente sono piuttosto alte e ci sono buone possibilità che vi sia capitato più di una volta: è uno dei social network più discussi in questo momento. Ma di cosa si tratta realmente? Pinterest è un social network che permette di scoprire contenuto visivo rilevante, attraverso una dinamica di sharing e commento (il “Pin”): gli utenti individuano immagini o video interessanti e li segnalano attraverso un’azione semplice come attaccare un ritaglio a una bacheca.
Anche se non siete ancora iscritti, la probabilità che questo social network sia entrato “nei vostri radar” è molto alta: l’integrazione di Pinterest con Facebook è forte e le interazioni degli utenti vengono spesso riprese e pubblicate nelle timeline, grazie all’uso di Open Graph. Questo approccio focalizzato sull’estensione delle interazioni al di fuori del social network fa in modo che la community di utenti si estenda più facilmente.
Questi ingredienti hanno reso Pinterest uno dei social network con la crescita più interessante: si stimano più di 13 milioni di utenti e, soprattutto, sembra che le interazioni generate da questo social network siano perfette nello stimolare traffico verso altri website.
Diverse marche internazionali (tra cui Time Magazine, Gap, Unicef) hanno iniziato ad utilizzare questo canale e – da poco – anche Telecom Italia.
Ma perché le marche decidono di attivare una conversazione attraverso Pinterest, al di là dell’attenzione che questo canale sta attirando per la sua novità? Già oggi, dopo pochi mesi di vita di questo canale, si possono intuire alcune attività interessanti:
- Costruzione di una leadership di pensiero attraverso la scelta e condivisione di contenuti visivi: il brand – con un’attività di “content curation” – scopre e segnala alla propria community le immagini e i video più in linea con i propri valori e progetti;
- Showcase di prodotti: con una logica non aggressiva, ma integrata nella conversazione, le marche possono dare visibilità ai propri prodotti, lasciando poi che sia la community a diffondere i contenuti più rilevanti, attraverso la logica del “repin” (che permette di segnalare un contenuto ai propri follower: l’analogo del retweet);
- Individuazione di trend: attraverso un’attività di ascolto su Pinterest è possibile scoprire trend visivi che possono essere utili alle marche sia da un punto di vista di comunicazione che di sviluppo del prodotto;
- Interazione con la community: è possibile costruire modelli di contatto e dialogo ad hoc con la community. Threadless, in occasione di San Valentino, ha invitato la community a creare delle “Board” (gruppi di Pin) dedicate alla festa, che includessero dieci immagini, di cui almeno 5 prodotti del brand. Una giuria ha poi assegnato un premio alla board migliore;
- Individuazione di persone e contenuti: attraverso un’attività di analisi della community e dei suoi contenuti, le marche possono scoprire le persone più rilevanti in termini di produzione e segnalazione contenuti, per poterle coinvolgere in interazioni dedicate;
Thank God We Are Social #34
Settimana lunga? Faticosa? Non per noi, che da giovedì siamo a La Plagne per il meeting internazionale di We Are Social. Seguite l’hashtag #weareskiing se volete vedere le facce di tutti i nostri colleghi europei.
Questa non è però una scusa per rinunciare alle nostre più radicate tradizioni, quindi eccoci qui ad aggiornarci sulle news della settimana.
Il primo badge di Audi
Per i malati di Foursquare come Stefano, Luca e me, il meeting sulla neve è stato anche l’occasione per sbloccare un nuovo badge. Audi ha infatti messo a disposizione dei suoi follower il suo primo badge, Audi Winter Ride: si sblocca facendo check-in in qualsiasi Ski Area (anche in Italia) e dà diritto al 20% di sconto sui prodotti Audi Collection.

MINI is burning
Per restare in tema di auto, la situazione per MINI in Belgio è decisamente infuocata. Al Motorshow di Bruxelles, ogni like alla pagina Facebook del brand può valere una Mini Countryman: attraverso una tab che rimanda al sito dedicato, infatti, è possibile vedere live se è proprio il tuo like a generare la fiammata che incendierà la corda che tiene ferma la macchina. Un’iniziativa originale per legare i like alla pagina Facebook alla possibilità di vincere un premio di tutto rispetto.

BMW: new, interactive, innovative.
Spostandoci più al caldo, interessante il gioco interattivo fatto da BMW per il lancio del suo ultimo modello di Serie 1 in Sud Africa. Ai giocatori è stato chiesto di collegare il proprio account Facebook attraverso un tablet che è diventato il volante virtuale per una divertente corsa di auto. In palio tanti premi per i migliori piazzamenti.
Per questo sabato è tutto, vi lascio al vostro weekend e torno a godermi questo:

Google ha finalmente deciso quale spazio avranno su Google + i brand, le organizzazioni ed in generale tutti coloro che non sono persone: le nuove pagine.
A prima vista l’impostazione è molto simile a quella delle pagine Facebook, con un peso importante ai post e quindi alla conversazione ed ai contenuti multimediali, foto (anche gif animate ndr) e video. I brand possono essere inseriti in una cerchia oppure suggeriti grazie al +1.
Ecco a voi il primo video di presentazione, postato oggi pomeriggio da Google sul suo blog e ripreso su Google+ da Larry Page in un annuncio ufficiale.
Direct Connect
La novità più interessante al momento è decisamente Direct Connect, una funzionalità grazie alla quale sarà possibile connettersi direttamente con un brand, partendo da una ricerca organica sul motore di ricerca, semplicemente aggiungendo il suffisso “+” al nome del brand. In pratica sarà possibile connettersi a We Are Social digitando “+ We Are Social” su Google, a questo punto verremo automaticamente portati alla pagina del brand e un messaggio molto chiaro ci chiederà se vogliamo aggiungere We Are Social ad una cerchia. Inutile dire che la risposta giusta, in questo caso sarà si
Scherzi a parte, Direct Connect potrebbe rivelarsi una “killer feature” sia per i brand sia per le persone. I brand avranno la possibilità di sfruttare le ricerche organiche su Google e il social graph degli utenti grazie alla social search per connettersi più velocemente con le persone e soprattutto per capitalizzare l’attenzione in un luogo perfetto per stimolare la relazione ed attivare un conversazione. Allo stesso tempo le persone potrebbero trovare molto utile potersi mettere in contatto direttamente con un brand in un luogo dove questo è attivo e pronto a rispondere e dialogare.
In questo video Google ci racconta il potenziale di Direct Connect:
Le iscrizioni alle pagine Google+ non sono ancora aperte a tutti ma potete iniziare a visitare questo link in attesa del lancio definivo (inutile fare refresh ogni 2 minuti, dovrete aspettare qualche tempo).
Se nel frattempo volete farvi un’idea di cosa stiano facendo i primi brand presenti, eccone una selezione:
È decisamente presto per dire se le pagine di Google+ saranno o meno un successo, se e come saranno diverse da quelle di Facebook e soprattutto se piaceranno agli utenti ma una cosa è certa, il loro successo dipenderà dall’ampliamento della base di persone che utilizzano il social network e quindi dall’effetto rete che Google+ sarà in grado di attivare.
In attesa di potervi connettere a noi direttamente digitando + We Are Social su Google, potete iscrivervi al nostro feed RSS.
Ciao a tutti e ben ritrovati al nostro appuntamento del mercoledì, dedicato alle notizie più interessanti sul mondo del social web. Questa settimana parleremo di: social media e politica, Foursquare, entertainment online, social moms.
Facebook e Twitter aiutano a vincere le elezioni?
I social network possono davvero aiutare un candidato a vincere le elezioni? Secondo uno studio presentato dal dr. Ciaràn McMahon alla conferenza annuale della Political Studies Association of Ireland, l’impiego dei social media è destinato a dare un contributo rilevante alle campagne elettorali dei prossimi anni. Lo studioso, basandosi anche sul numero di fans, friends e followers di ogni candidato, ha dimostrato una consistente differenza del numero di voti ricevuti tra i politici che impiegano abitualmente Facebook e Twitter per comunicare con gli elettori, e quelli invece completamente estranei al mondo dei social network. A conferma di questa interessante tesi, vi segnaliamo la scelta di Barack Obama di aprire un Tumblr in occasione delle elezioni presidenziali del 2012, mentre su Foursquare potete trovare una lista di tips sui luoghi in cui si trova il presidente francese Nicolas Sarkozy nel corso dei suoi impegni ufficiali, curata direttamente dal palazzo dell’Eliseo!

Il ruolo di Foursquare nella vita universitaria
La Western Kentucky University ha recentemente lanciato un “Foursquare plan” in occasione della settimana di orientamento per la futura classe accademica del 2015: l’iniziativa ha permesso ai futuri studenti di interagire tra loro, conoscersi e partecipare a eventi speciali nel campus. Questo tipo di esperienza personalizzata, forte anche della creazione di t-shirt dell’evento e dell’allestimento di una check-in station dove creare il proprio profilo Foursquare, ha contribuito ad aumentare l’interesse e il senso di appartenenza dei quasi 800 ragazzi coinvolti verso la WKU. La vita nei campus americani è molto diversa da quella a cui siamo abituati nelle università italiane, ma chissà che progetti come questo non trovino spazio anche nei nostri atenei un giorno?

La necessità di sviluppare contenuti interessanti
Secondo questo report di Hitwise sul comportamento online degli utenti del Regno Unito, il numero di visite ai siti di intrattenimento è cresciuto del 14% nel corso dell’ultimo anno, con un aumento del 36% nel caso di siti come YouTube, dedicati alla condivisione di video. Lo stesso report tuttavia indica come, prendendo in esame un’ora “standard” trascorsa su internet, siano ancora i social media a conquistare la maggiore attenzione di chi naviga. Questo conferma la necessità per i brand di produrre e condividere contenuti interessanti coinvolgendo tutti i diversi network se vogliono attrarre l’attenzione dei consumatori: incoraggiare chi vede per la prima volta un video su YouTube a partecipare anche alla community fa parte della strategia utile a creare un engagement fondato sui “socialised content”.

Arrivano le “mamme social”
La crescente influenza delle donne nelle decisioni d’acquisto è nota a tutti, ma qual è il loro rapporto con i social media? Una ricerca di NM Incite e Nielsen introduce il concetto di “social moms”, cioè quelle donne con almeno un figlio e che partecipano attivamente al social networking. La larga maggioranza sembra essere più propensa a scaricare coupon per lo shopping e comprare cosmetici online rispetto al resto della popolazione femminile, e la loro influenza cresce anche nell’interazione attiva: le “mamme social” condividono volentieri pareri e consigli sui prodotti di bellezza, e il 6% pubblica review dei vari prodotti acquistati. Ancora una volta, l’uso dei social media riesce a modificare il rapporto degli individui con le marche, delineando nuove possibili aree d’interesse per chi si occupa di marketing.

Per questo mercoledì è tutto: se vi è piaciuto questo post inviateci i vostri commenti, e non dimenticate di iscrivervi al nostro feed RSS per ricevere tutte le news e gli aggiornamenti da We Are Social Italia.
Buon Mercoledì Social a tutti – e anche a me, che scrivo per la prima volta qui, e da ieri faccio parte del team We Are Social, giusto in tempo per la rassegna settimanale. Anche oggi quindi ci tufferemo nel mondo social alla scoperta di nuove ed interessanti notizie riguardanti Facebook, Twitter e Android… ma andiamo con ordine.
La diffusione di Facebook nel mondo
La rivoluzione di Facebook non accenna a fermarsi con grandi novità introdotte in occasione dell’f8, ma di questo abbiamo già parlato nei post precedenti. Oggi cercheremo invece di dare uno sguardo approfondito a quali sono i dai demografici di Facebook per cercare di capire quali Paesi contano di più per il gigante dei social network.
Facebook continua a diffondersi sempre più a macchia d’olio in tutto il mondo, reclutando nuovi aderenti nei paesi emergenti come Brasile e India. La tabella riportata di seguito mostra infatti come il Brasile sia in testa alla classifica dei paesi con il più alto tasso di crescita con 3 milioni di nuovi utenti attivi al mese.
È interessante notare anche come i paesi del Sud America siano i mercati più penetrati da Facebook con cinque paesi dell’America Latina nella classifica dei dieci mercati con la più alta percentuale di utenti raggiunti. In Cile, Facebook ha raggiunto il 90,9% di tutti gli utenti online mentre Argentina, Colombia e Peru raggiungono l’89%.
Ma mentre i paesi emergenti presentano mostruosi tassi di crescita, molte altre nazioni si trovano di fronte ad una decisa decelerazione rispetto al passato. Questo perché molti mercati si stanno ormai avvicinando alla saturazione e sorge quindi spontaneo porsi il seguente dilemma: cosa accadrà a Facebook quando avrà saturato il pianeta?
Intanto pare che Mark Zuckerberg abbia deciso di concentrarsi sul mantenere i propri utenti aumentando il loro livello di engagement e sembra proprio che ci stia riuscendo! Facebook sta già stroncando la competizione in merito alla “stickiness” degli utenti, ossia il tempo trascorso sul sito.
Twitter… chi ha i followers più curiosi?
Come saprà bene chi usa questo social network, Twitter è il sito preferito per chi vuole seguire un personaggio noto. Cantanti, band, politici, attori… sono loro ad avere il maggior numero di followers. Questo infographic ci mostra quali sono le 100 persone che ricevono più domande, insomma quali utenti possono vantare di avere i follower più curiosi?
Uomo vs. Donna
Diamo ora un’occhiata alle app Android più diffuse e alle differenze che esistono tra uomini e donne. Mentre le app più popolari, come Pandora e Angry Birds, vengono scaricate in uguale misura da uomini e donne ci sono invece notevoli differenze per quanto riguarda le social apps. Per esempio, la Facebook mobile app raggiunge fino all’81% di donne contro al 69% degli utenti maschili di Android. Potete vedere nell’immagine qui sotto la classifica generale delle app Android e quella specifica per gli uomini e le donne.
Anche sui social network donne e uomini appartengono a due pianeti diversi e si evidenziano importanti differenze nei modi di comunicare, nell’importanza attribuita alla conversazione e nel tempo dedicato a queste conversazioni. Una ricerca condotta dalla Rebtel mostra come le donne facciano un maggior uso dei social network (60% contro il 42% degli uomini) soprattutto per comunicare con amici e parenti. Gli uomini preferiscono invece ricorrere alla propria voce per telefonare sia sul lavoro che nella vita privata. I dati più interessanti sono riportati nel seguente grafico.
La ricerca riporta dati sul mercato USA, chissà se anche in Italia le donne sono più social degli uomini. Andreas Bernstrom, CEO di Rebtel, ha dichiarato: “I risultati mostrano come gli uomini tendono a rimanere indietro rispetto alle donne nella comunicazione attraverso gli altri in un contesto sociale…”
Bene, anche per questo mercoledì è tutto, quindi non vi resta che dirci la vostra: potete farlo, come al solito, usando lo spazio qui sotto – quello dedicato ai commenti. E non dimenticate di iscrivervi al nostro feed RSS se volete rimanere sempre aggiornati su ciò che accade sul social web.
È stata una settimana frenetica, ricca di aspettative, e che alla fine ha rispettato le attese mostrando al mondo “il nuovo Facebook”: oggi non torneremo sull’argomento, ma per chi si è perso qualcosa in settimana, ne abbiamo parlato qui e qui.
Yelp! apre all’Italia
Una news di pochi giorni fa che, oltre ad essere molto importante per le marche, lo è anche per chi cerca i “posti giusti” per lo shopping, la cena romantica, la serata con gli amici… Yelp.it è online da pochi giorni e, dopo l’annuncio sul blog ufficiale, sono già molti gli utenti che si cimentano nelle recensioni dei propri locali preferiti. Ci sarà anche il vostro? Basta fare una ricerca su Yelp.it per scoprirlo!

Draw a Stickman
Come per tutte le cose migliori, anche in questa simpatica applicazione online l’idea è semplice: disegna uno stickman e fagli fare delle cose. E allora? Scopritelo cliccando sull’immagine, saranno 5 minuti di divertimento con una “morale” che nella frenesia quotidiana spesso si dimentica.
Google Doodle of the day
Si celebra il 75 compleanno di Jim Henson, il papà dei Muppets, e per l’occasione Google ha collaborato con la Jim Henson Company per realizzare questo Doodle: un grande lavoro di design in team per queste marionette digitali che viene spiegato in questo video.
Due infographic per il weekend
Ecco due infographic semplici e belle da vedere: la prima, che arriva da The Wall Blog, ci offre una visione del traffico su Twitter:
click qui per leggere su The Wall
La seconda, che potete trovare anche su Mashable, ci racconta in maniera molto sintetica quali sono i social netwrok più diffusi. Ogni Paese presenta caratteristiche paticolari nella diffusione dei diversi social network: come per le persone, bisogna conoscerli al meglio per riuscire a creare campagne di successo.

Click qui per leggere su Mashable
Due trend di questa settimana
Ecco due video che si sono fatti notare in rete questa settimana.
Questo provino arriva dal concorso Queen Extravaganza: questo ragazzo, bisogna ammetterlo, è veramente molto bravo. Volete giocarvi il posto con lui per entrare nel gruppo di triburto ai Queen?
Ci lasciamo con questo secondo contributo da Youtube: perchè quando arriva il weekend, è cosa buona e giusta farsi una risata per lasciarsi la settimana alle spalle.
Se questo articolo vi è piaciuto condividetelo con tutti i vostri amici, lasciateci un commento e non perdetevi i prossimi blog post abbonandovi al nostro feed RSS!
















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