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Buon Sabato a tutti! Com’è andata la vostra settimana? In ogni caso non preoccupatevi: è giunto il momento di rilassarsi!
Super Mario… Box!
“Ai miei tempi ci si divertiva con poco”… Nonostante l’avanzata sempre più netta nel settore dei videogame di nuove tecnologie, blu ray, 3d, led, proiezioni olografiche e varie tecnologie alla Star Trek, c’è ancora chi ci delizia con delle vere e proprie chicche, genuine, con il sapore di una volta
! Basta poco: una scatola e un pizzico di genialità… e Super Mario ritorna nella sua “box edition”! Gustatevi questa trovata a dir poco… geniale!
Grande Giove!
I nostri aggiornamenti continuano con una notizia su un classico mai intramontabile: “Ritorno al futuro”! Non ditemi che non avete mai sognato di salire a bordo della mitica DeLorean! Purtroppo salire sulla macchina del tempo non è “ancora” possibile, tuttavia un sogno di molti fan può diventare realtà: Nike ha prodotto le mitiche Marti McFly shoes, ve le ricordate? La tiratura è limitata e lo scopo è benefico: finanziare la Michael J.Fox Foundation. Ecco il simpatico video dove possiamo ritrovare il mitico Doc:
Cambio di look
Con questa notizia continuiamo a dedicarci allo stile ma cambiando decisamente “capo di abbigliamento”! Cambia la settimana, cambia la stagione, perché non cambiare sfondo al vostro smartphone
? Foursquare ha reso disponibili diversi sfondi scaricabili: ecco un esempio! Voi quale preferite?
Infine, chiudiamo questa settimana con una notizia eco friendly: l’idea di Grow the Planet! Questo nuovo social network si pone come guida per i coltivatori non professionisti, per chiunque voglia autonomamente coltivare i propri ortaggi. Suggerimenti, spunti ma non solo: Grow the Planet offre la possibilità di creare un vero e proprio network di scambio. E’ possibile, infatti, vedere cosa gli altri utenti stanno coltivando e dove, in modo da incentivare forme di scambio e di relazioni. Non possiamo che augurare un in bocca al lupo, o meglio, al contadino, a questa nuovo spazio comunicativo! Che ne pensate? Avrà fortuna o no?

Bene! Anche per questo Sabato è tutto. Vi ricordiamo la possibilità di iscrivervi agli aggiornato del nostro blog per rimanere sempre aggiornati sulle novità social del web. Stay tuned!
Facebook è da sempre alla ricerca di soluzioni per rendere più rilevanti le interazioni tra gli utenti. Per questo motivo, una delle caratteristiche comunicate in modo più insistente dal social network è la possibilità di creare liste, che permettano di raggruppare i propri amici e contatti, categorizzandoli, in modo da poter scegliere il tipo di interlocutori e di contenuto più adatti per ogni contesto.
Una limitazione delle liste in Facebook è sicuramente l’attivazione e la selezione dei partecipanti: non semplicissima per l’utente.
Per risolvere questo problema, Facebook da pochissime ore sta gradualmente introducendo un nuovo tipo di liste: le “Smart List”, create in automatico dal social network e a disposizione degli utenti. Le Smart List individuano automaticamente:
- I colleghi
- I compagni di scuola
- Le persone che vivono nelle vicinanze
Un’altra tipologia di liste introdotta è quella delle Friend List, in cui il social network invita gli utenti nella (non facile) missione di suddividere i contatti tra “Friends” (persone che vogliamo vedere nel nostro feed), “Conoscenze” (persone che vogliamo vedere poco spesso nel nostro feed) e “Restricted” (amici con cui non si vuole condividere nulla). In realtà si tratta di un invito più chiaro a utilizzare le liste.
Le liste (Smart e Friend) servono ora per due scopi:
- Aiutare a scegliere cosa vedere nel proprio feed (rendendolo più rilevante);
- Dare la possibilità di scegliere meglio con chi condividere i propri contenuti;
Questa novità è molto vicina alla soluzione introdotta da Google+: le “cerchie”.
È interessante vedere l’importanza che Facebook continua a attribuire alla ricerca di soluzioni per rendere ogni interazione con il social network più rilevante. Per le marche è sempre più importante avere un approccio di conversazione: proporre contenuti utili, interessanti e con target molto preciso. Solo in questo modo le persone saranno invogliate a includerle nelle proprie esperienze, avendo sempre meno tempo, sempre più scelta e sempre più filtri a disposizione.
Le marche, in altre parole, devono ridurre al minimo tutto ciò che può essere percepito come “rumore” e focalizzarsi su ciò che è di valore per la propria community, con un approccio non a un “pubblico” mainstram ma dedicato a molte nicchie.
Cosa ne pensate? Utilizzerete le Smart List e le Friend List? Credete che questi filtri aggiuntivi siano utili o dovrebbero essere meno visibili all’utente? Raccontatecelo nei commenti.
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Screenshot source: Nick Starr
Eccoci al consueto appuntamento con le novità che arrivano dal social web, questa volta un po’ particolare perché pur essendo mercoledì è come se fosse venerdì!
Facebook raggiunge 700 milioni di utenti
Il mese di Maggio ha portato, secondo le analisi di socialbakers il social network di Mark Zuckerberg a tagliare un nuovo, impressionante, traguardo: sarebbero infatti 700 milioni gli utenti registrati! È interessante notare che a guidare la crescita sono stati paesi in via di sviluppo, molto popolosi, tra essi spicca il Brasile (+11,37% e quasi 2 milioni di nuovi iscritti), la particolarità del paese sudamericano è quella di essere uno degli ultimi luoghi dove Facebook non è il social network più diffuso: se Facebook dovesse “sfondare” anche in questi paesi, la sua crescita diventerebbe ancora più inarrestabile: osservando i dati degli ultimi sei mesi non ci resta che aspettare.
Thinglink: un social network di oggetti?
Ci sono stati molteplici tentativi per collegare gli oggetti con la loro rappresentazione virtuale nel web, ma i loro risultati sono stati spesso altalenanti; Thinglink, con il suo ultimo aggiornamento forse riuscirà a dare il dovuto valore a queste idee. Il funzionamento è molto semplice, data un’immagine è possibile aggiungere dei tag su di essa, contenenti informazioni e link, ad esempio possiamo segnalare le informazioni su un prodotto e aggiungere un link al negozio dove è possibile acquistarlo, il sistema è flessibile al punto da permettere il collegamento di elementi multimediali.

Le immagini taggate possono poi essere condivise sui vari canali social di cui ciascun utente dispone (Facebook, Twitter e i plug-in per le più diffuse piattaforme di blogging), la novità è che da venerdì queste condivisioni possono essere tracciate, per cui gli utenti possono vedere come le loro immagini si diffondono nel mondo.
Google offers
Google ha attivato questa settimana un nuovo servizio di offerte che si pone come forte alternativa a Groupon.
Vediamo come funziona:
La parte più interessante è l’integrazione con i sistemi di pagamento di Google – ovvero Google Checkout e quando arriverà con il Google Wallet. In particolare questa seconda opzione di integrazione con gli smartphone Android è ricca di opportunità perché, ad esempio, trovandoci all’interno di un centro commerciale ci verrebbero presentate le dei negozi del centro stesso.
La musica tra le nuvole
È chiaro già da tempo che il prossimo campo di battaglia per le imprese più innovative del social web sarà la musica on-line, da qualche tempo si rumoreggia di un possibile accordo tra Spotify e Facebook, Google Music è stato lanciato recentemente alla I/O Conference del colosso di Mountain View; Apple, l’azienda che con l’iPod ha cambiato il nostro modo di ascoltare la musica nell’ultimo decennio, sta – da parte sua – preparando sorprese che, probabilmente, scopriremo tra il 6 e il 10 Giugno prossimi alla WWDC di San Francisco.
Amazon, ha però battuto tutti sul tempo i competitor, lanciando per prima il suo servizio di streaming e ora per mantenere questo vantaggio sta scegliendo tenere dei prezzi molto bassi in maniera tale da aumentare la sua quota di mercato prima che gli altri player riescano ad entrare in campo.
Il vostro museo personale
Questa settimana vogliamo segnalarvi anche un’applicazione di Intel che ci è piaciuta moltissimo: si chiama museum of me, e una volta connessi fa esattamente quello che promette il suo nome: dopo essersi connesso a facebook crea un museo virtuale con voi come soggetto principale, qui vi proponiamo un generico video dell’esperienza, ma vi consigliamo fortemente di provarla.
Twitter follow button
L’ultima notizia per questa settimana è l’introduzione da parte di Twitter del pulsante “segui”, questa notizia ci è piaciuta talmente tanto che le abbiamo dedicato un post.
Se leggendo questo articolo vi è venuta in mente una domanda, un’idea, un commento… non esistate a lasciare un scriverlo qui sotto! E se non volete perdervi neanche un articolo del nostro blog, avete a disposizione il nostro feed RSS!
A mercoledì prossimo!
Sui social media, il peso attribuito al tempo reale è diventato così importante che iniziano a concretizzarsi sempre di più soluzioni che sfruttano la condivisione, la conversazione e il networking per conoscere e avere un impatto rilevante e immediato sul futuro.
Qualche tempo fa, ho scritto della “social time machine”, evidenziando come, il social web, ci permetta di:
- “scavare” efficacemente nel passato (nostro o collettivo);
- conoscere il presente in tempo reale;
- condividere il futuro;
In quel post, parlando del “futuro”, citavo “Plancast (che permette di condividere i propri piani futuri), Tripit (che permette di far conoscere i propri viaggi, anche futuri), Meetup e Upcoming (che consentono di condividere i prossimi incontri)”.
A questa lista di possibilità si aggiungono oggi alcune soluzioni che permettono di individuare le scelte future migliori: primo fra tutti il “nuovo” Foursquare, che con la sua versione recentemente rilasciata permette di “esplorare” i dintorni per trovare cose interessanti (e nuove) da fare. Non si tratta più di cosa “ho fatto” ma di cosa “farò”. È interessante come la raccomandazione derivi dalle esperienze mie e dei miei amici, dai miei gusti personali e dalle abitudini: la raccomandazione sul futuro è unica e assolutamente diretta alla singola persona, non si tratta di un approccio standard.
Inutile sottolineare le implicazioni per le marche in questo scenario: aiutare le persone a scegliere ciò che può essere interessante per loro e che può aggiungere valore alle loro esperienze è un modo di creare una relazione solida e di diventare indispensabili per il proprio “target”.
Alcuni social network lo hanno capito e stanno cercando di capitalizzare questo “insight”: oltre al già conosciuto Plancast, che permette di condividere cosa si pianifica di fare nel futuro e vedere cosa faranno i nostri amici, stanno nascendo nuovi mezzi di condivisione dei piani futuri basati su geolocalizzazione, come Ditto.
Ditto ha molte caratteristiche simili a Foursquare, come la possibilità di gestire il proprio profilo e di fare degli “shout” legati a luoghi precisi, solo che si riferisce al futuro. Chiede agli utenti cosa hanno in mente di fare e permette di condividere i propri spunti basati su location specifiche. Ditto è solo uno degli esempi di questo trend emergente. Anche imup4 – per citarne un altro – consente un simile approccio.
Non è facile per i nuovi social network raggiungere una massa critica rilevante: è difficile trovare uno spazio nell’agenda fitta degli utenti. Può darsi che molti di questi tool non sopravvivano o che vengano acquisiti, ma quello che diventa sempre più rilevante è la volontà delle persone di condividere preventivamente i propri piani per il futuro, contestualizzandoli e legandoli a location e situazioni specifiche.
Lo spazio per le marche che vogliono contribuire a rendere migliori le esperienze future è enorme e accessibile solo attraverso la conversazione. Onesta e trasparente.
Cosa pensate di queste nuove opportunità? Condividete già i vostri piani futuri, magari su social network più “tradizionali”, come Facebook? I commenti sono a vostra disposizione per raccontarcelo. Come di consueto, se vi è piaciuto questo post, vi invitiamo a iscrivervi al blog We Are Social o, per restare in tema, di inserirlo tra i vostri piani futuri.
Photo credit: Popculturegeek
C’è sempre più rumore sul social web.
Ogni giorno milioni di utenti in Italia scelgono di comunicare con i propri amici, colleghi e conoscenti attraverso i canali di comunicazione social. Ad esempio, su Facebook – che rappresenta solo una parte del social web – in questo momento in Italia ci sono 17 milioni di persone e – stando alle ultime dichiarazioni di Zuckerberg – è facile ipotizzare che la metà di queste si colleghi ogni giorno.
In questo contesto vanno considerate poi le marche: sempre più rappresentate e attive con diverse tipologie di approcci e risultati. Le marche che hanno più successo sono quelle che sfruttano il social web come mezzo per creare una conversazione, senza considerarlo semplicemente come un nuovo canale attraverso cui “trasmettere” i propri messaggi. La presenza delle marche risponde alle aspettative dei consumatori, che si fidano dei brand e li ricercano anche sui canali più orientati alla conversazione.
Questo scenario genera per tutti una quantità di scambi molto intensi e frequenti, potenzialmente molto difficili da gestire: oltre alla ormai storica e-mail, i punti di contatto oggi comprendono vari canali digitali, tra cui: social network come Facebook, reti professionali, blog, forum, canali di microblogging come Twitter. Ciascuno di questi canali ha una moltitudine di sfaccettature e modalità di attivazione e contatto, una propria grammatica e proprie convenzioni utili all’interazione: i tempi di risposta, la frequenza, il linguaggio usato su Twitter è completamente diverso da come si comunica via e-mail o su un blog.
Per questo motivo i social media si stanno gradualmente evolvendo, divenendo sempre più uno strumento per “filtrare” le numerose conversazioni che possono interessare gli utenti. È prevedibile che questa tendenza a isolare i “segnali” rilevanti dal rumore diventi cruciale nei prossimi mesi e per i brand sarà sempre più importante e utile sfruttare o fornire soluzioni per ottimizzare la vita social delle persone con cui si relazionano. Si tratta di soluzioni di diverso tipo, ma che possono attivarsi in modo coordinato:
- Content curation: individuare, analizzare, filtrare, categorizzare e classificare il contenuto per l’utente finale, in modo da offrire un riferimento pratico e immediato rispetto a un tema. L’intervento umano a livello editoriale può aggiungere valore dando una prospettiva trasversale sulle conversazioni;
- Tool di ottimizzazione delle conversazioni: come il nuovo centro messaggi di Facebook, annunciato pochi giorni fa, che consente di gestire da un solo luogo tutti gli scambi di comunicazione diretti;
- Tool di aggregazione e fruizione del contenuto dal proprio social graph: presentano all’utente le informazioni e le conversazioni sulla base di criteri di rilevanza in modo automatico, preimpostato dall’utente o con un ibrido tra queste due modalità. Si tratta di soluzioni come Flipboard o come le Friendship Pages. Si applica sul network dell’utente;
Ci sono insomma molti segnali di evoluzione verso soluzioni che filtrino il rumore presente sul social web. Per le marche sarà sempre più importante costruire una conversazione rilevante, che possa andare oltre i filtri perché scelta in modo consapevole dal consumatore. Come cambieranno secondo voi i canali e i software che utilizziamo per fornire agli utenti sempre più informazioni “desiderabili”? Si svilupperanno nuovi tool o si evolveranno quelli già attivi? I commenti sono a vostra disposizione.
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Eccoci all’appuntamento con il Mercoledì Social, al termine di una settimana che ha messo Facebook al centro della conversazione sui temi social.
Arrivano i nuovi messaggi: sarà una rivoluzione?
A detta di Mark Zuckerberg anche l’email dovrà presto abdicare a favore di Facebook: le caratteristiche introdotte dai nuovi messaggi permetteranno ad ogni utente di controllare la propria vita nel social network senza doversi preoccupare della tipologia di messaggio utilizzata.
I numeri sono dalla parte di Zuckerberg: gli utenti che utilizzano Facebook quotidianamente sono oltre 250 milioni e il volume di conversazioni gestite dal social network supera i 4 miliardi di interazioni.
Facebook mette sempre più al centro della propria attività l’ottimizzazione della gestione delle relazioni degli utenti, e mentre da un lato consente di controllare ed aumentare l’esperienza social, dall’altro rende ogni utente sempre meno indipendente dal social network per gestire le relazioni nello spazio digitale: forse, più che una rivoluzione, quella dei messaggi è una naturale evoluzione di quell’istinto che ci spinge a semplificarci la vita?
Facebook compromette le relazioni faccia-a-faccia? È proprio il contrario
Se siete tra quelli che pensano che i social network – e Facebook in particolare – possano essere un problema per la socializzazione nel mondo reale, beh, sappiate che vi state sbagliando. A dircelo è una ricerca australiana – condotta da Australian Psychological Society (APS) su 1834 adulti – che ha analizzato le modalità d’utilizzo dei social network e le relative conseguenze.
Ecco – in breve – alcuni punti interessanti:
- il 71% degli intervistati accede al proprio profilo ogni giorno, mentre a farlo più volte al giorno è il 51%;
- il 20% tra gli intervistati compresi tra i 31 e i 50 anni ammette di aver sviluppato una relazione “intima” con le persone con cui interagisce online;
- l’81% degli utilizzatori intervistati tra i 31 e i 50 anni, e il 64% di quelli sopra i 50 anni utilizza i social media per fare networking;
- gli utenti Facebook sotto i 30 anni hanno mediamente 263 amici, mentre quelli tra i 31 e i 50 ne hanno 206.
La maggior parte degli intervistati ha poi risposto che Facebook gli consente un contatto più regolare e frequente con i propri amici e la propria famiglia, e il 25% afferma che interagire con qualcuno online lo spinge a incontrare poi di persona l’interlocutore: il social web alimenta la socialità, potremmo dire.
Anche i cinguettii hanno il loro analytics
Proprio così, è di poche ore fa la notizia che circolava già da tempo: Twitter ha iniziato a distribuire – ad account selezionati – il nuovo tool di monitoraggio dei tweet (per gli altri utenti si parla di fine 2010). Ma cosa darà agli utenti – e soprattutto ai brand – questo strumento nella pratica? Beh, sarà – ad esempio sarà possibile capire quali tweet sono stati più apprezzati (e retweettati), o dopo quali tweet abbiamo subito un unfollow, o ancora, potremo scoprire chi sono le persone più influenti ad averci citato. Insomma, veramente una grande novità che consentirà ai brand di tenere traccia della loro attività e di calibrare la loro strategia – anche di contenuto – in base a ciò che gli utenti ritengono più rilevante.
Non dobbiamo scordare infatti che questa è la direzione che il social web sta imponendo alle marche: proporre contenuti – e esperienze – interessanti è l’unico modo per intrattenere conversazioni con i consumatori – soprattutto nel lungo periodo.
E anche per questo Mercoledì Social è tutto. Se ti è piaciuto valuta la possibilità di iscriverti al nostro feed RSS per rimanere sempre aggiornati sul mondo dei social media e delle conversazioni online. Alla prossima settimana!
Come ogni settimana si rinnova l’appuntamento con il Mercoledì Social. Oggi parleremo delle novità introdotte da Starbucks per i suoi clienti, del grande successo di Foursquare, dei vantaggi di una realtà socialmente aumentata e di tanto, tanto altro. Buona lettura!
Starbucks accetta anche i pagamenti mobile…
Dopo il grande successo negli store selezionati di San Francisco e Seattle, il pagamento via dispositivo mobile arriva anche a New York e Long Island. Starbucks Card Mobile per iPhone e BlackBerry consente agli utenti di pagare il loro caffè passando nello scanner alla cassa il codice QR relativo alla loro Starbucks Card e presente sullo schermo del loro smartphone. L’operazione ha avuto grande successo, prova che gli smartphone, e in generale i dispositivi mobili, possono diventare dei veri e propri portafogli mobili in grado di far risparmiare tempo al cliente e costi all’azienda.
… e introduce il suo digital network
I pagamenti mobile di Starbucks sono nati sulla scia di un’altra nuova innovazione della società: l’introduzione di Starbucks Digital Network, pensato per chi vuole connettersi mentre sta prendendo un caffè. Si tratta di un servizio innovativo che parte dal creare prima una rete di contenuti e successivamente una rete di persone, e da cui possono trarre insegnamento molti brand. Oltre a veicolare contenuti divisi per argomenti, il network arricchisce l’esperienza del cliente nello store e crea una comunità virtuale (già ben fidelizzata) che lo renderà sostenibile e capace di anticipare le tendenze future. Una previsione che si è già avverata è l’utilizzo di soluzioni per dispositivi mobili.
Foursquare: quattro milioni di utenti sulla terra e uno nello spazio
Solo cinquanta giorni dopo il raggiungimento di tre milioni di users, Foursquare è già pronto a tagliare un nuovo traguardo entro la prossima settimana. Secondo quanto appreso da Mashable, il mobile game basato sulla geolocalizzazione, aggiunge 20.000 utenti al giorno. Un ritmo di crescita straordinario dovuto al recente rilascio della versione 2.0 per iPhone, Android e Symbian, senza dimenticare che il suo maggior competitor, Facebook Places, si trova sul social network più famoso. Il perché di questo boom? Foursquare piace perché è la sintesi di più cose che interessano a chi usa smartphone: unisce social e mobile, ed è la contaminazione tra il reale e il virtuale. Il geo-tagging inoltre apre nuove opportunità di business: il locale taggato o uno sponsor può inviare offerte e pubblicità mirate all’utente interessato.
Nel frattempo, c’è già chi ha fatto il primo check-in in orbita. Si tratta di Doug Wheelock (Astro_Wheels), comandante della International Space Station. Lo stesso ha anche inaugurato il nuovo badge di Foursquare NASA Explorer, che per gli utenti sarà possibile guadagnare quando Wheelock tornerà sulla Terra a fine novembre. Le posizioni sbloccabili con questo badge sono tutte legate alla storia del volo spaziale come lo US Space and Rocket Center in Alabama o il Kennedy Space Center.
TagWhat e la realtà socialmente aumentata
Rimenedo nel campo del geo-tagging, TagWhat si autodefinisce il primo “Social Augmented Reality Network” e permette di taggare un luogo nel momento in cui lo si vive e contemporaneamente di fruire dei contributi degli altri. Il funzionamento è semplice: attraverso la webcam del nostro smartphone, TagWhat ci mostra i tag, le opinioni, le informazioni degli altri utenti sullo stesso luogo. Il principio di una realtà socialmente aumentata consente di poter avere un livello di esperienza nuovo e più personalizzato del luogo. Un sistema decentralizzato come questo permette alla “realtà aumentata” di fare un ulteriore passo verso la diffusione capillare e di riuscire a ritagliarsi un’effettiva utilità come mezzo di informazione locale.
Twitter vede il futuro del mercato azionario
Tempo fa alcuni studi avevano già trovato il legame tra i Twitter e il cinema: i tweet potevano predire il successo o il fallimento al botteghino. Ma oggi, una ricerca presso l’Indiana University ha trovato anche il legame tra Wall Street e il social network. Analizzando i messaggi su Twitter dei mesi precedenti (oltre 9,8 milioni di tweet) e misurando il “mood collettivo”, sarebbe stato possibile predire l’ascesa e caduta del Dow Jones Industral Average, Una scoperta che non sorprende più di tanto chi lavora nel campo del marketing e dei social media: è l’ennesima prova che il social web è un luogo in cui quotidianamente vengono scambiati opinioni, pareri, preferenze. Le vere sfide sono l’analisi e l’ascolto di queste discussioni (solo per Twitter si tratta di 90 milioni di post al giorno) e l’individuazione delle esigenze degli utenti, dei metodi più efficaci di comunicazione, delle strategie di marketing più mirate e dell’eventuale scesa in campo di altri competitor.
La business guide di Facebook
Facebook è al momento il social network più importante e “popolato”, con altre 500 milioni di utenti. I brand, indipendentemente dalla loro awareness e dalla loro strategia (a volte infatti lo scopo è solo quello di creare comunità), stanno convergendo su Facebook, dove sembra più facile rimanere in contatto con i clienti, guadagnando un nuovo dominio e ampliando la globalità del brand. Brian Solis fornisce una guida per le marche che vogliono entrare nel mondo del social web, partendo da una top ten dei brands con più likers su Facebook. Il primo è Starbucks (16 milioni di “like”), seguito da CocaCola, Oreo, Skittles e Red Bull. Il trend degli ultimi anni e che continua tutt’oggi, segna la fine del commercio come lo si era sempre pensato, e l’inizio del “social commerce“. Si tratta di un processo di fidelizzazione del cliente con la creazione di una comunità sostanziosa in cui si sviluppano aree di conversazione e collaborazione.
Per questa settimana è tutto. Vi invitiamo a dire la vostra e ad iscrivervi al nostro feed RSS in modo da non perdere gli ultimi aggiornamenti social.
Eccoci anche questa settimana all’appuntamento con il Mercoledì Social. Oggi parleremo della creazione di valore nei social media, delle nuove prospettive di Internet, dei dispositivi mobili e di molto altro. Buona lettura!
Twitter crea più valore di altri social network?
Una ricerca della Forrester Research, pubblicata da Forbes, evidenzia come sia impossibile stabilire quale social network crei più valore per i brand che li popolano. Tuttavia sembra che i follower di Twitter (37%) siano più propensi all’acquisto e al passaparola rispetto ai likers di Facebook (21%). Infatti, mentre sul social network più popolato gli utenti vengono “raggiunti” dalle marche, soprattutto attraverso la condivisione di contenuto di qualche amico, in Twitter è la persona che decide quale brand seguire, mostrando necessariamente un maggiore interesse, creando discussioni autonome e partecipando attivamente a quello che il marchio propone. Su questo argomento si veda l’interessante articolo di Luca Della Dora.
Internet: più di due miliardi di utenti entro la fine del 2010
Internet supererà i due miliardi di utenti. Questo è quanto affermato dalla International Communication Union (ITU). Ciò significa che il 30% della popolazione modale è on-line. Un incremento dovuto soprattutto all’aumento di utenza nei paesi in via di sviluppo, dal momento che nelle aree sviluppate il mercato è in via di saturazione e la crescita conta più aspetti qualitativi che quantitativi. L’evento chiave è dovuto all’aumento dell’uso della banda larga e di reti di nuova generazione, dotate di molte potenzialità ancora da esprimere, che si spera porteranno al superamento del digital divide in molte aree del pianeta.
Con Skype anche Facebook parla
Grazie all’accordo tra Facebook e Skype da pochi giorni è possibile integrare con il profilo del primo nell’interfaccia del secondo. Nella nuova versione 5.0 di Skype (ora disponibile solo per Windows) diventa più immediato più immediato telefonare ed inviare SMS ai contatti di Facebook , unendo a queste funzioni anche i commenti e i “Mi piace”. Sicuramente poter comunicare chiamando e inviando SMS agli amici del social network di Zuckerberg potrebbe rivelarsi la vera entrata di Facebook nell’universo delle telecomunicazioni, anni luce lontana della chat usata fino ad oggi.
Per Apple è l’anno dei prodotti mobile
All’inizio della settimana Steve Jobs ha presentato l’Apple 4th Quarter Results, mostrando dei dati particolarmente interessanti legati all’andamento della vendite degli ultimi anni. Oltre ad una notevole crescita, il dato rilevante è contenuto nel fatto che quasi il 60% delle vendite è costituito da prodotti mobile, che oltretutto, non esistevano fino a tre anni fa. Questa è la testimonianza che ormai gli utenti navigano ovunque, e strumenti come iPhone o iPad affiancano, integrandolo, il classico PC. La presenza di maggiori dispositivi mobili sul mercato ha cambiato, e cambierà ancora, il contesto e la tipologia di esperienza legata alla conversazione e alla condivisione di contenuti. Un esempio significativo è la geolocalizzazione, ma anche l’evoluzione dei tipi di comunicazione web: la conversazione sia nelle applicazioni (elementi su cui punta molto proprio la Apple di Jobs) che via browser, e quella nei social network con particolari linguaggi di interazione di cui Twitter ne è l’esempio più noto.
Mobile marketing sui social network
Continuando sullo stesso argomento, secondo un report di The Forrester Blog For Interactive Marketing Professionals, gli utenti dei dispositivi mobili hanno interessi sociali specifici, focalizzati che differiscono da quelli degli utenti desktop. Immediatezza e divertimento sono le qualità più ricercate nelle applicazioni mobili, unite alla possibilità di conoscere se e quali luoghi preferiti e amici sono i più vicini. Tenendo a mente gli interessi specifici di questi consumatori estremamente e socialmente attivi, è possibile ottimizzare le campagne sociali già esistenti per renderle ancora più efficaci e accessibili agli utenti mobili.
Anche la polizia è social: un Twitter per ogni richiesta di intervento
Da pochi giorni la Great Police of Manchester ha deciso di condividere su Twitter le chiamate che riceve. L’iniziativa è partita con l’apertura di tre account (@gmp24_1, @gmp24_2 e @gmp24_3,) con lo scopo di far capire la mole di lavoro che si trova ogni giorno ad affrontare la polizia e per protestare contro i recenti tagli al budget del personale e dei mezzi. Ma oltre ad questa motivazione politica, più importante sembra quella sociale. Molti infatti sono i problemi che affronta la polizia e che hanno una rilevanza collettiva: la scomparsa di bambini, quella di persone con problemi psicologici e le vittime di abusi domestici. Chissà se l’interesse crescente per il mondo dei social network potrebbe portare alla risoluzione qualche caso…
Edge Shave Gel propone l’anti-irritation zone
Una pagina Twitter in cui i followers possono provare a rendere meno cupo il loro umore. Si tratta della nuova campagna americana della Edge Shave Gel: gli utenti inviano tweets, lamentandosi dei più svariati problemi, alla pagina del brand, che vede quali può risolvere. Ad oggi sono stati regalati biglietti per eventi sportivi, Starbucks card e DVD.
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Come fate a scoprire nuove canzoni e nuovi album? Le raccomandazioni e i gusti dei vostri amici sono la fonte di ispirazione principale. I vostri amici hanno generalmente un background culturale, storico e affettivo simile al vostro e che – comunque – voi trovate interessante. In fondo, sono vostri amici, no?
Apple è partita da questa idea e ha progettato Ping: il social network dedicato alla musica, con lo scopo principale di scoprire nuova musica. Non parliamo di un nuovo MySpace: questo social network vive in iTunes (anche su iPod e iPhone, oltre che sul Mac o sul PC) ha delle caratteristiche differenti e uniche.
Annunciato pochi minuti fa nel YBCA Theater di San Francisco da Apple, Ping ha delle caratteristiche tipiche dei social network e delle particolarità differenzianti.
Con una base di utenti iTunes di 160 milioni di persone in 23 paesi, Apple Ping ha le carte in regola per essere rivoluzionario e divenire un canale di comunicazione di successo, oltre che un interessante veicolo sia per gli artisti che per i brand per stabilire relazioni rilevanti con il proprio target.
Cosa permette di fare, in breve, Ping?
- Seguire ed essere seguiti, con la dinamica tipica del “follow”. Vale sia per gli artisti che per le persone, più o meno come avviene per Twitter;
- Condividere le proprie esperienze legate alla musica (status update, video, foto) con la cerchia di amici selezionata, gestendo la privacy delle informazioni scambiate;
- Pubblicare opinioni e pensieri, con una modalità simile al wall;
- Effettuare lo “sharing” di indicazioni riguardo canzoni e album;
Quali sono i punti di forza e gli elementi che possiamo aspettarci in futuro da questo canale?
È difficile dirlo da subito, dal momento che Ping è ancora in una fase infantile, però si intravedono già delle opportunità e dei possibili punti deboli. I punti di forza di Ping sono sicuramente: la base utenti di partenza, l’integrazione con l’attività di tutti i giorni di ascolto e condivisione di musica da parte degli utenti e la possibilità di gestire degli aspetti “social” che finora erano relegati all’esterno di uno dei principali software per la fruizione musicale, la possibilità per aziende e brand – in futuro – di partecipare a questo marketplace, unendosi alla conversazione. Un punto di debolezza – al momento – è la velocità di navigazione: limitata sia perché l’interfaccia non consente numerosi controlli di navigazione (comunque meno di Facebook), sia – probabilmente – perché il servizio è nato poche ore fa e ha bisogno ancora di qualche aggiustamento.
I commenti sono a vostra disposizione: qual è la vostra prima impressione riguardo Apple Ping? Secondo voi potrà essere un successo? Ping è stato rilasciato oggi con il nuovo iTunes 10. Seguite insieme a noi l’evoluzione di questo social network e le opportunità che nasceranno per i consumatori e marche che vi prenderanno parte.
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Pochi giorni fa, durante l’annuncio del nuovo iPhone OS 4, Apple ha presentato “Apple Game Center”: un vero e proprio social gaming network. Novità per il brand di Cupertino, sempre al centro della conversazione sul social web, ma poco affine a tattiche dirette, in cui la marca “parla” direttamente con i propri consumatori di social media o attraverso i social media. Apple Game Center, stando a quanto dichiarato finora, è una soluzione che consente di:
- Invitare amici a giocare
- Iniziare una partita multigiocatore via network
- Tenere traccia dei propri avanzamenti nel gioco
- Confrontare i punteggi
Anche se i dettagli su questo servizio sono ancora (in stile Apple) limitati e poco definiti, possiamo già dire perché Apple Game Center è un importante sviluppo a livello social:
- Contesto: permetterà di vivere a distanza un’esperienza di gioco condiviso che potrà essere totalmente personalizzata sull’utente, includendo anche dettagli fondamentali sul “qui e ora”. Attraverso la geolocalizzazione, ad esempio, i giocatori potranno arricchire la propria esperienza in base al luogo in cui stanno giocando e in base a dove stanno giocando gli avversari;
- Diffusione: ci sono molte caratteristiche in comune con Network di Social Gaming già esistenti, come Xbox Live, Sony PlayStation Network e Nintendo WFC, ma Apple Game Center non è dedicato ai possessori di una console. Si rivolge a chiunque abbia un iPhone, a un pubblico mainstream, di giocatori occasionali, ancora più occasionali di quei “casual gamers” che possiedono una Wii, una Xbox o una PlayStation;
- Integrazione social: a sottolineare la tendenza per cui i sistemi operativi stanno diventando “social” dalle fondamenta, Apple Game Network è una funzione nativa che rende l’interazione social uno dei pilastri all’interno del sistema operativo mobile più famoso al mondo;
- Per tutti: rimane da dire che Apple Game Network sarà per tutti. Non solo per tutti i consumatori, ma anche per tutti gli sviluppatori. Grandi e piccoli produttori di App potranno implementarlo, proponendo una vera soluzione di social gaming senza investimenti da software house multinazionale;
L’elemento più interessante introdotto da Apple Game Network è sicuramente il modo naturale in cui l’esperienza dell’utente integra in una soluzione continua (senza interruzioni):
- Mobile
- Gaming
- Social networking
È importante per le marche seguire con attenzione questa evoluzione, non solo riguardo Apple, ma soprattutto prendendo in considerazione il modo in cui l’esperienza social stia diventando pervasiva e senza soluzione di continuità per il consumatore.
Cosa pensate di Apple Game Network? Avete in mente altri casi in cui la “componente” social è diventato un elemento fondamentale dell’esperienza? (Hint: sistemi operativi? Altro?)














Fraespana
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