Here are all of the posts tagged ‘social web’.

La fiducia, il social web e i piccoli gruppi

di Stefano Maggi in News

Due giorni fa ho iniziato una presentazione sull’evoluzione della conversazione sui social media con questa citazione, conosciuta dai più tecnici come “Condescending Wonka”. A parte la normale soddisfazione che provoca cominciare qualsiasi incontro con un meme, ho utilizzato questa immagine perché rappresenta un esempio di oggetto sociale che si è diffuso con una crescita fortissima, come dimostra l’analisi Google Trends.

L’aspetto interessante della diffusione di questo oggetto sociale, comune a moltissimi altri casi simili, è il modo in cui è diventato “mainstream”: non perché lo ha condiviso un “VIP”, o perché lo ha pubblicato su twitter un “Mass Influencer”, o magari perché lo ha inserito un giornalista sul proprio Tumblr e nemmeno perché è legato a un evento particolare.

Il motivo della diffusione di questo meme è che esistono centinaia, forse migliaia di variazioni, tutte personalizzate. Esistono anche piattaforme (come “Meme Generator“) che consentono di crearne la propria versione. In questo modo chiunque può costruire la propria declinazione, interessante per una specifica cerchia di amici o scegliere quello che funziona meglio per le proprie “connessioni” sui social media.

La personalizzazione è la chiave di tutto il processo di crescita: rendere unica una conversazione scegliendo una sfumatura dell’oggetto sociale utile e/o interessante per la propria community.

Questo processo non si applica solo ai meme, ma a ogni interazione umana (soprattutto sui social media). Le conversazioni, infatti, si diffondono solo in parte rimanendo invariate: la maggior parte della diffusione avviene tramite migliaia di microvariazioni e attraverso centinaia di gruppi omogenei al loro interno ma diversi tra loro, come ha notato anche il ricercatore di Facebook Paul Adams.

Per le marche che vogliono sviluppare una conversazione efficace con le persone, questa regola è importantissima. L’analisi “State of Trust 2012” ha evidenziato un cambiamento nella fiducia delle persone. Diventa sempre più forte la fiducia nell’individuo: nei confronti di “persone come te” e di “dipendenti” di un’azienda. Le aziende e i loro brand, quindi, devono imparare a mettere in luce il proprio lato “umano”, su tre livelli:

  • Coinvolgendo i propri stakeholder nella conversazione (dipendenti, agenzie, partner);
  • Sviluppando un contatto personale e umano con le persone da raggiungere;
  • Individuando e coinvolgendo le persone più appassionate della marca e potenzialmente interessanti per la community;
Per questo motivo è sempre più importante studiare le persone da coinvolgere attraverso un’attività research & insight sui canali social, che permette di approfondirne il profilo sociografico: quali sono gli influencer principali e quali sono le dinamiche di “social influence” che caratterizzano la community?

Sociographics

Il coinvolgimento della community potrà quindi avvenire sulla base degli interessi e delle connessioni che i singoli individui vivono ogni giorno.

interest graph - sviluppare connessioni basate sugli interessi e le passioni

Ecco perché è fondamentale conoscere entrambi gli aspetti e considerare che la social influence non si concretizza solo attraverso “mass influencer”, ma anche attraverso piccoli gruppi, nicchie e subculture.

Se volete sapere quali sono quelle più rilevanti per la vostra marca o discutere del futuro del vostro brand in questo panorama di conversazione, scriveteci, saremo felici di aiutarvi a scoprirlo.

tags: , , , , , , ,

Mercoledì Social #104

di Matteo Brignoli in News

Ed eccoci arrivati al nostro consueto appuntamento del Mercoledì, dedicato alle news sul social web: la più grande novità di questi giorni sembra essere il definitivo passaggio al formato timeline di moltissime brand pages. Quali sono secondo voi le pagine con una cover più creativa e originale? E quelle che fanno il migliore uso strategico delle nuove feature come milestone, starred e pinned post?

Facebook e il “timeline look” anche per i gruppi
I gruppi di Facebook mi ricordano un po’ le musicassette: tutti le abbiamo usate e molti di noi ne avevano parecchie, ma sono ormai cadute quasi completamente nel dimenticatoio. Lo stesso sembra essere successo con i gruppi del popolare social network, che però ha di recente svecchiato il loro look avvicinandolo a quello della nuova timeline. Già un paio di mesi fa era stata introdotta una top image per comunicare anche da un punto di vista visivo l’identità del gruppo, mentre è di questi giorni l’aggiunta delle tab About, Events, Photos e Docs, per fare spazio alle quali è stata molto ridimensionata la classica search box “Search this group”. Riusciranno questi cambiamenti a restituire un po’ di appeal a tanti vecchi gruppi ormai caduti in disuso? E soprattutto, un giorno stamperanno magliette da hipster con la top image dei gruppi Facebook come si fa oggi per le musicassette C-90?

Fb groups new look and tabs

Tumblr si integra con Facebook grazie ad Open Graph
Sicuramente sapete già tutto su Open graph (se non fosse così, potete approfondire leggendo questo post), e nel caso siate dei fanatici di Tumblr come me e parecchi altri miei colleghi di We Are Social, potrebbe interessarvi la nuova opzione introdotta tra i vostri blog settings: flaggando “Share posts on Facebook”, potrete facilmente mettere in evidenza su Facebook i vostri post, condividendo anche Like e Replies sulla timeline. Tumblr ha di recente annunciato di aver raddoppiato il proprio volume rispetto ai sei mesi precedenti, e la scelta di optare per una sempre maggiore integrazione con Facebook dovrebbe auspicabilmente portare ad un ulteriore crescita in termini di traffico e visibilità. Voi che ne dite? Avete già attivato l’opzione per connettere Tumblr alla timeline?

Tumblr - Facebook open graph

LinkedIn e le nuove “Persone che potresti conoscere”
A proposito di novità e aggiornamenti, il social network per professionisti più famoso al mondo ha annunciato l’introduzione di alcuni miglioramenti alla feature che consente di entrare in contatto con persone potenzialmente interessanti per la nostra vita lavorativa. Il principale di questi cambiamenti comporta quella che LinkedIn sul suo blog ufficiale ha definito “streamlined user experience”, che consentirà di individuare più facilmente i collegamenti attraverso uno stream di profili preselezionati dal social network sulla base di fattori come l’occupazione attuale e precedente, la sede di lavoro, gli studi fatti. A questo si aggiunge la possibilità di filtrare i profili limitandosi a cliccare sul logo dell’azienda o della scuola/università frequentata. Volete provare in prima persona la nuova feature? Ecco il link per scoprire tutte le persone che potreste conoscere!

I nuovi Ads di Twitter per gli small business
Chiudiamo con una nota più leggera ma – spero – non meno interessante per chi segue il social web “per lavoro”: grazie ad una partnership con American Express, Twitter ha consentito ad alcuni small business di testare i nuovi ads, e ha scelto di spiegarne il funzionamento con un video molto semplice ed immediato, oltre che piacevole da vedere. Molto interessante la possibilità di targettizzare il contenuto promosso sulla base degli interessi degli utenti, aspetto che senza dubbio eviterà di imbattersi in promoted tweets estremamente invasivi nelle timeline di tutti noi. Personalmente sono sempre affascinato dall’uso che potrebbero fare dei social media le piccole imprese locali, soprattutto in un paese come il nostro dove è ancora una strada in fondo poco battuta: siete d’accordo con me? Avete qualche caso interessante da segnalarci?

Come dico sempre, il Mercoledì è il giorno del “giro di boa”: da domani inizia il weekend! (ci piacerebbe, eh?) Da via De Amicis 28 è tutto, alla prossima!

tags: , , , , , , , , , ,

La social influence, il vicino di casa e Malcom Gladwell

di Stefano Maggi in News

Le nostre decisioni sono influenzate da una stretta cerchia di persone con cui condividiamo interessi e passioni. È invece molto meno realistico che tutte le nostre scelte vengano stimolate da una persona che ha sviluppato una rete di contatti molto estesa, ma che non conosciamo.

Malcom Gladwell, autore di “The Tipping Point“, dieci anni fa ha cercato di spiegare le dinamiche di social influence evidenziando come sia utile veicolare il proprio messaggio attraverso una persona con un alto reach per diffonderlo.

Grazie ai social media oggi possiamo misurare accuratamente come si diffondono le idee, i messaggi e le azioni di marketing tra le persone. Una serie di interessanti studi ha permesso di scoprire che, in realtà, il social web non è così “polarizzato”. Ognuno di noi fa parte di diversi gruppi (in ogni aspetto della nostra vita e sui social media): sono queste “cerchie” a determinare le informazioni con cui veniamo a contatto e a influenzare maggiormente i nostri comportamenti.

Social Influence: reach vs affinity

La presenza di molti piccoli gruppi costituiti da persone con legami forti e gruppi più allargati caratterizzati da legami deboli evidenzia che il concetto di “influencer” esiste, ma è un po’ più ampio rispetto a quanto raccontato da Gladwell.

È importante, infatti, non considerare solo i “Social Broadcaster” (coloro che fanno leva quasi esclusivamente sul proprio “reach” per diffondere un messaggio), ma anche i “Mass Influencer” (che grazie ad affinità e reach possono influenzare le scelte dei propri gruppi anche attraverso “legami deboli”). È poi fondamentale prendere in considerazione, soprattutto in un contesto di marketing, i “Potential Influencer“: il “vicino di casa”, l’amico, la persona con collegata da un legame forte che può avere un impatto importante sulle decisioni di chi è nel suo gruppo ristretto. Forrester ha classificato accuratamente i tre livelli di influencer.

Per questo motivo è sempre più importante considerare diverse tipologie e livelli di influencer quando si pianifica un’attività di marketing. Coinvolgere non solo i “VIP” in senso tradizionale o le persone con molti “Follower”, “Fan” o “Amici”, ma anche chi ha una community significativa (anche se più contenuta) è una soluzione molto utile per attivare numerose nicchie, anziché rivolgersi a un target “mainstream”. Il network con cui comunichiamo di più e più frequentemente, secondo Paul Adams di Facebook, è costituito da persone vicine a noi, con cui abbiamo un’alta affinità. Si tratta più del vicino di casa che di Chris Brogan.

Gli studi lo confermano: come suggerisce Paul Adams (citando Keller Fey) le persone hanno comunicazioni rilevanti con un numero di persone tra 7 e 15, ma la maggior parte delle conversazioni avviene con i nostri legami deboli. Rispetto alle nostre conversazioni, il 27% sono con il nostro partner, il 25% con un componente della famiglia, il 10% con il migliore amico. Solo il 2% delle conversazioni avviene con sconosciuti e il 5% con connessioni remote. Il 31% avviene con il resto delle persone nella nostra rete.

Il modo migliore per attivare i Potential Influencer e i Mass Influencer? Sviluppare attività di marketing e di comunicazione che non si limitino a essere interessanti, ma che abbiano un elemento di utilità che stimoli la condivisione.

tags: , , , , , , , , ,

Mercoledì Social #92

di Matteo Brignoli in News

Benvenuti al secondo Mercoledì Social dell’anno: si sa d’altronde che l’Epifania tutte le feste porta via e che il Mercoledì porta con sé un’interessante carrellata di news sul nostro amato social web. Quest’oggi, per bruciare i grassi in eccesso e riprendere uno stile di vita sano, parleremo di Google, Pinterest, Tumblr e Instagram.

Google: Search, plus your world
Nei prossimi giorni Google introdurrà tre nuove feature che vi consentiranno di migliorare e raffinare le vostre ricerche: Personal Results offrirà una selezione di contenuti foto e post aggregati da Google+ relativi al tema su cui state cercando informazioni, Profiles in Search permetterà di trovare velocemente il profilo Google+ di persone che potreste essere interessati a seguire, mentre People and Pages vi aiuterà a trovare più facilmente profili e pagine Google+ legate ad uno specifico contenuto o area d’interesse. Questa novità aggiunge un livello di personalizzazione esclusiva ad ogni ricerca, incentivando l’integrazione dei singoli utenti con la community di Google+.

La straordinaria crescita di Pinterest
L’ormai popolare social network di cui vi abbiamo parlato anche pochi giorni fa ha registrato nella seconda metà del 2011 una crescita notevole, ed è stato recentemente inserito nella Top 50 websites of 2011 del Time Magazine. La chiave di questa crescita è senza dubbio la centralità e l’attenzione data da Pinterest agli interessi delle persone: un dato che sottolinea la necessità di una seria riflessione da parte dei brand su come meglio gestire la propria presenza sugli “interest network”.

Total visits Pinterest year 2011

Tumblr introduce la Fan Mail
Tumblr ha di recente annunciato l’introduzione di un nuovo messaging service tra i propri iscritti, che consentirà di inviare messaggi privati sia dalla home del blog che si sta visualizzando sia dalla propria Inbox: si tratta di una nuova modalità d’interazione, alternativa ai like ed alle note che fino ad oggi sono state la principale forma di comunicazione tra gli iscritti. Resta da vedere in che modo la novità verrà recepita dagli utenti, e quali saranno gli sviluppi più proficui di questo contatto diretto e personale su una piattaforma che fa della creatività e della condivisione di contenuti visivi il proprio punto di forza.

Tumblr Fan Mail

Barack Obama è su Instagram
Le possibili integrazioni tra social media e politica sono un tema di cui abbiamo già scritto più volte, e anche il buon Barack Obama sembra trovarlo un argomento interessante: il Presidente ha da poco annunciato di essersi iscritto a Instagram per “dare alle persone una testimonianza visiva di quello che succede tutti nella vita quotidiana del Presidente degli Stati Uniti d’America”. La presenza congiunta su Facebook, Twitter, Google+, Tumblr e Instagram rende senza dubbio Obama uno degli uomini politici “più social” del mondo, ed offre l’ennesimo spunto per un’analisi del ruolo che i social media potrebbero avere sulla campagna per le elezioni presidenziali americane. Volete sapere se l’iniziativa di Obama su Instagram si rivolgerà solo agli utenti Instagram? Potete scoprirlo, insieme a molte altre cose, leggendo questo post di Stefano Maggi.

Bene, anche per questa settimana è tutto: se avete trovato interessante ed ipocalorico questo post potete comunicarci il vostro parere attraverso la sezione destinata ai commenti. Per quanto mi riguarda, oltre che incoraggiarvi a praticare uno stile di vita sano all’insegna del social web e dell’attività sportiva, auguro a tutti voi un felice 2012. Alla prossima!

tags: , , , , , , , , ,

Mercoledì Social #88

di Matteo Brignoli in News

Se state leggendo questo post, significa che è Mercoledì (ma non datelo mai per scontato…) e come ogni Mercoledì potete leggere il nostro appuntamento settimanale dedicato alle news più interessanti dal mondo del social web. Sono convinto che, da persone ben informate quali siete, sappiate già tutto delle importanti novità introdotte da Twitter negli ultimi giorni… e poi, chi sono io per raccontarvele quando c’è già un nostro post di qualche giorno fa che ne parla in maniera approfondita?
L’avete letto? Sì? Bene, allora possiamo entrare nel vivo del nostro Mercoledì Social #88. ;)

Facebook e i Messaggi Privati per le pagine
Questa novità, per ora limitata all’Asia, potrebbe determinare un importante cambiamento nelle dinamiche comunicative tra il brand “titolare” della pagina e i consumatori, andando a costituire un prezioso strumento per coltivare il rapporto con i fan. Da notare come gli utenti non dovranno necessariamente essere fan della pagina per “scrivere al brand”; al contrario invece, chi amministra la pagina dovrà limitarsi a rispondere ai messaggi ricevuti, senza la possibilità di contattare in privato i membri della community.

Private Message for Pages

Arrivano i nuovi City Badge di Foursquare
Il popolare social network di geolocalizzazione, forte dei suoi 15 milioni di utenti, ha di recente lanciato una serie di nuovi City Badge basati sui pareri e i consigli della propria community, con una particolare attenzione alle scelte dei Superusers. I badge contribuiranno ad arricchire l’esperienza di chi visita le città coinvolte con una serie di tips e segnalazioni sui check-in da non perdere: un ottimo esempio di come il social web possa integrarsi perfettamente con esperienze offline, rinnovando i canoni del turismo tradizionale con una serie di possibilità nuove.

FourSquare City Badges

Creare un forum su Facebook
Tutti ci ricordiamo della sezione Discussioni di cui erano dotate le pagine fino a qualche mese fa, ma pochi sanno che Facebook ha di recente lanciato una nuova applicazione, Forum for pages, che, come avrete capito dal nome, consente di aggiungere un forum direttamente alla propria pagina. Si tratta di una soluzione molto interessante soprattutto per i brand che hanno necessità di instaurare una conversazione con una community particolarmente ampia: in particolare, potrebbe rappresentare una nuova grande opportunità per il customer service su Facebook. Potete vedere l’app già in azione su pagine come quella di Sony Ericsson: che ne pensate del design e delle funzionalità di questi forum?

Forum for Pages - Sony Ericsson

 

Lo stato del Social Marketing nel 2011
Avete mai cercato informazioni e consigli sul social web prima di fare un acquisto? Bene, se l’avete fatto allora siete anche voi dei social consumers, e questa interessante ricerca fatta da Pivot vi riguarda. Vi siete mai chiesti, infatti, cosa si aspettano da voi i vostri brand preferiti? Secondo le marche, questi sono i benefici che potete ottenere grazie all’engagement sui loro canali social:

Social Benefits

Ecco invece un grafico che ci mostra dove si trovano i social consumers dei brand intervistati: come vedete è Facebook a farla da padrone con il 95%, seguito da Twitter e Linkedin (rispettivamente con l’89% e il 75.9%). Interessante notare la crescita di Google+, che raggiunge ben il 42%; si tratta di un dato notevole, tenendo conto che la ricerca è stata effettuata quando il canale era appena nato e che le Google+ Brand Pages sono una recente novità.

Social Networks - Where are consumers?

Siete arrivati a leggere fino a qui? Questa è la fine del mio Mercoledì Social, l’unico Mercoledì che una volta ha provato l’ebbrezza di essere un Martedì: ma questa è un’altra storia e io non posso fare altro che invitarvi a dire la vostra sulle notizie che vi abbiamo dato oggi con un commento o via email. Se volete essere sempre aggiornati su tutte le principali news del social web, abbonatevi al nostro feed RSS, non ve ne pentirete. Alla prossima!

tags: , , , ,

Thank God We Are Social #27

di Ottavio Nava in News

Se tutto ciò fosse realtà il marketing sarebbe un’arte tenera. Se tutto ciò fosse realtà la nostra missione  sarebbe:

We Are Social, siamo una CATversation agency, aiutiamo i brand ad ascoltare, comprendere ed attivare gattini attraverso i social media

Signore e Signori, a voi il video che ha cambiato per sempre il nostro modo di vedere l’advertising. Benvenuto Catvertising.

Dopo aver letto questo post non credo potrete sottrarvi ad un’azione che provoca dipendenza, iscriversi al feed RSS di We Are Social. Oppure potreste optare per il vintage e iscrivervi al nostro blog via email. RSS o Emai? RSS o Email? Sono scelte importanti…

tags: , , , , ,

Twitter, nuovi profili, nuove funzionalità, nuove brand page. Nuovo Twitter?

di Ottavio Nava in News

Da poche ore Twitter ha lanciato alcune novità molto importanti, novità che modificano l’esperienza utente, la fruizione delle conversazioni e dei contenuti e offrono ai brand maggiori opportunità per entrare in contatto in modo rilevante con i propri follower.

Abbiamo semplificato il design per rendere più facile che mai seguire ciò che vi interessa, connettervi con altre persone e scoprire qualcosa di nuovo. Potrete vedere questo nuovo design sia su Twitter.com sia sulle versioni mobile, così da poter avere un’esperienza familiare in ogni momenti, ovunque. Abbiamo anche aggiornato TweetDeck per mantenerci coerenti con questa nuova versione

Se volete dare un’occhiata velocemente alle nuove funzionalità pensate per gli utenti godetevi questo video:

 

Dopo qualche ora di utilizzo ci siamo fatti un’idea dell’impatto che il nuovo design e le nuove funzionalità avranno sull’utilizzo quotidiano di Twitter:

  • La Home offre finalmente un’esperienza più completa, molto più ricca di contenuti e di possibilità di interazione rispetto al passato. Impossibile non fare un primo paragone con uno strumento che conosciamo molto bene e che offre un’esperienza simile: il Newsfeed di Facebook. La differenza principale a nostro parere? La possibilità di andare oltre la semplice fruizione e reazioni ai conteuti dei nostri follower, grazie alla profonda integrazione delle ricerche e la visualizzazione d’insieme su tutto ciò che avvenuto in reazione ad un tweet.
  • Connect non è nulla di rivoluzionario in realtà, permette di vedere rapidamente le proprie mention e retweet e digitando il nome di una persona risponde velocemente con tutte le informazioni disponibili. Twitter su questo punto promette nuove implementazioni.
  • Discover è indubbiamente uno dei cambiamenti più interessanti, non è più un semplice luogo dove ricercare hashtag e trending topic ma un vero e proprio strumento di ricerca per storie, luoghi, interessi e persone. A questo proposito seguite in diretta cosa si dice del nuovo Twitter: #NewTwitter
  • Profilo personale, anche in questo caso nessuno stravolgimento ma una migliore organizzazione e fruizione delle informazioni personali e soprattutto una maggior rilevanza dei contenuti multimediali, da sempre uno dei punti di debolezza di Twitter (in mancanza di link-away).

Tra i pareri più significativi su #NewTwitter riportiamo quello di Justin Bieber:

Ma non finisce qui, infatti Twitter ha lanciato anche le nuove Brand Page.

Come parte di questo rilascio, abbiamo introdotto le nuove pagine profilo per i brand, per offrire loro l’opportunità di creare una destinazione sempre più coinvolgente per i propri follower.

Ora le pagine profilo offrono molti più strumenti per comunicare grazie ad una header più larga dove mostrare un’immagine e il proprio logo, la possibilità di introdurre una tagline e qualsiasi altro visual.

È inoltre possibile scegliere il primo messaggio che le persone vedono accedendo alla pagina di un brand, grazie ad una funzionalità che permette di promuovere un tweet in cima alla timeline della pagina stessa. Questo tweet permette ai brand di promuovere un contenuto importante e potersi connettere più facilmente alla propria audience. Il tweet di apertura viene visualizzato direttamente in forma “aperta” per permettere ai visitatori di fruire immediatamente della foto o del video che il brand ha scelto come introduzione.

Sia le nuove pagine profilo sia il “promoted tweet” di apertura sono gratuiti ed accessibili a tutti. La pagina profilo è la vostra, con i vostri colori, il vostro logo e i vostri messaggi.

Le nuove pagine profilo per i brand saranno disponibili per tutti tra qualche tempo, per ora hanno avuto accesso ad una sperimentazione iniziale alcune aziende, partner di Twitter advertising, tra le quali:

@AmericanExpress, @BestBuy, @bing, @chevrolet, @CocaCola, @Dell, @DisneyPixar, @generalelectric, @Heineken, @HP, @intel, @JetBlue, @Kia, @McDonalds, @nikebasketball, @NYSE_Euronext, Paramount Pictures’ Mission: Impossible – @GhostProtocol, @pepsi, @Staples, @subwayfreshbuzz, e @VerizonWireless

Solo se avete già avuto accesso ai nuovi profili personali potrete visualizzare le brand page, quindi, se non doveste essere tra i fortunati, qui trovate alcuni screenshot e potrete dare un’occhiata al look and feel delle nuove pagina profilo per i brand:

Il collega di We Are Social Singapore,  Simon Kemp, approfondisce in questo post le analogie tra il nuovo Twitter e un social network moto famoso in oriente, Weibo. Ironicamente definisce #NewTwitter… Tweibo

Vi terremo aggiornati come sempre su eventuali nuovi annunci da parte di Twitter e nel frattempo vi invitiamo a provare i nuovi profili e farci sapere cosa ne pensate. I vostro commenti sono benvenuti.

Se volete ricevere i nostri post dritti dritti nel vostro lettore di feed RSS, iscrivetevi al blog di We Are Social. Potete anche ricevere tutti nostri post via email.  

tags: , , , , , , ,

Ecco le città più “social” d’Italia [dati]

di Stefano Maggi in News

Come in molti altri paesi del mondo, anche in Italia Facebook è il social network più diffuso. Questo significa che, anche se ci sono altri canali social media molto rilevanti, Facebook è abbastanza presente da evidenziare di una tendenza del nostro paese a partecipare alla conversazione sul social web.

Ci siamo chiesti quali siano le città più “social” e abbiamo analizzato i dati messi a disposizione da Facebook incrociandoli con i numeri di Wikipedia.

Ecco cosa abbiamo scoperto.

Le città con più utenti Facebook

Tra tutti i capoluoghi di provincia italiani, le città con più utenti Facebook sono Roma, Milano e Napoli. Interessante, nella top ten, la presenza di Cagliari e Catanzaro, considerata anche la popolazione delle due città.

Le città con più utenti Facebook per abitante

Facebook permette a tutti di dichiararsi abitanti di una città. Per questo motivo, anche chi non vive in un capoluogo, può indicare la città come propria.

La top ten dei capoluoghi su Facebook che hanno più utenti per abitante è quindi dominata da città che hanno più di un utente Facebook per abitante. In questo caso le sorprese sono ancora più interessanti: con il dominio assoluto di Catanzaro (con più di due utenti Facebook per abitante), seguita da Cagliari e da Ancona. A quanto pare, anche chi non vive in questi capoluoghi ama dichiararli come propria città su Facebook.

Cosa pensate di questi dati? Sorprendenti o attesi? Raccontatecelo nei commenti.

Update: Qual è l’elemento più interessante che si ricava da questi dati? Visto che ne ho parlato in diversi casi su Twitter e nei commenti di questo post, aggiungo alcune considerazioni utili lato brand:

L’insight principale della classifica è che esiste una differenza (anche consistente) nell’utilizzo di Facebook tra le città italiane. Questo insight può essere un’indicatore parziale anche dell’utilizzo dei social media in generale (se consideriamo la penetrazione di Facebook nel nostro paese).

Nel ricavare i “top 10″ abbiamo potuto definire un database filtrabile per provincia, o per regione o per area geografica. Anche se l’obiettivo di questo post è trasferire l’importanza di un approccio personalizzato anche a livello geografico interno all’Italia, in quanto cambiano molto i comportamenti tra le varie aree.

L’iscrizione a un social network è uno dei numerosissimi indicatori che devono essere considerati nello studio di un target, ma è comunque indicativa di un comportamento. Forrester stessa definisce persone che hanno un profilo sui social network come “Joiner”, comunque persone non completamente inattive a livello social. E – con una approssimazione realistica – possiamo ritenere valido questo approccio, considerati i numeri che abbiamo rilevato.

Se vi è piaciuto questo post, considerate la possibilità di iscrivervi al blog We Are Social, per rimanere sempre aggiornati su social web, marketing e conversazione.

tags: , , , , ,

Come faranno a trovarvi?

di Stefano Maggi in News

L’evoluzione delle idee e dei trend grazie al social web

“Come faranno a trovarvi?”. Me lo ha chiesto qualche giorno fa un giornalista, con cui stavo parlando di un’attività di conversazione per un nostro cliente. A lui avevo raccontato il progetto, i contenuti, i canali di riferimento ma il grande dubbio riguardava l’inizio della relazione: la “scintilla” che permette di attivare un rapporto tra la marca e le persone.

La domanda è intelligente, soprattutto se consideriamo il “modello” con ha funzionato per anni la comunicazione digitale: le marche pubblicavano un website e per farlo conoscere raggiungevano il target in modalità pull, con strumenti come direct e-mailing, banner o altre soluzioni più invasive. Questa era – fino a qualche tempo fa – l’unica soluzione; non esistevano i social media, quindi i brand per farsi conoscere si comportavano proprio come in TV: interrompevano un’esperienza con il proprio messaggio.

Oggi lo scenario è cambiato radicalmente: le marche che sanno comunicare in modo efficace con il proprio “target” lo fanno in modalità “pull”. Grazie ai social media è infatti possibile “farsi conoscere” prendendo parte a una conversazione, portando degli spunti rilevanti, attivando una relazione e diventando – in poche parole – “utili e interessanti”.

Come faranno a trovarvi?

I social media offrono numerose possibilità. Ecco alcuni esempi che ho condiviso, si tratta solo di alcuni spunti che devono essere raffinati sui singoli progetti e integrati con azioni ad hoc, ma rendono l’idea della differenza di approccio:

  • Individuare – in tutto il social web – conversazioni mirate in cui sono attive le persone che vogliamo coinvolgere e attivare una conversazione aggiungendo valore e non proponendo solamente messaggi commerciali. Come disse Conn Fishburn a Chris Brogan “Bring wine to the picnic”;
  • Creare microcontenuti che abbiano un nucleo rilevante anche solo per una piccola parte del target e che siano facili da condividere;
  • Scoprire quali sono le persone più significative per il target e coinvolgerle in un’attività per cui la marca ha un ruolo significativo: il brand diventa così un “facilitatore” per una relazione;
  • Aiutare a raccontare storie: le marche possono dare il potere alle persone di raccontare una storia (la propria o collettiva), di creare narrazioni che siano interessanti per le persone di riferimento. Alcune persone vogliono condividere la propria esperienza: dando loro visibilità le i brand possono creare valore per tutta la community;
  • Pensare sempre per nicchie: sui social media è completamente inutile “sparare nel mucchio”. È importante, invece, individuare molti “micro-target”, focalizzati fortemente su un tema e coinvolgerli tutti con un approccio mirato, personalizzato e umano;

Tutto questo si lega alle altre discipline del marketing: una buona attività di conversazione deve essere completamente integrata con gli altri canali attivati, che possono essere molto validi in alcune fasi del percorso di acquisto e che – grazie ai social media – possono evolvere. Da un messaggio a un rapporto.

Ecco come faranno a trovarci. E voi? Come vi “fate trovare” sul social web? Raccontatecelo nei commenti.

Se vi è piaciuto questo post, considerate la possibilità di iscrivervi al blog di We Are Social per essere sempre aggiornati.

tags: , , ,

Le microinterazioni e l’importanza dei link nei tweet

di Stefano Maggi in News

Per assicurarsi che una conversazione tra marca e persone sia interessante e continuativa, è molto importante prevedere un coinvolgimento con diversi livelli di profondità e che parta da azioni brevi, dirette e basate su contenuti “light”: microinterazioni che si possono integrare efficacemente in un dialogo continuo.

Un’attività fondamentale è individuare per ogni canale social attivato la modalità migliore di proporre una “microinterazione”: cioè uno scambio, un dialogo, un microcontenuto che attivi altre interazioni tra brand e persone. Su Twitter, ad esempio, una formula che funziona molto bene per l’engagement è quella del tweet + link che permette l’approfondimento. Lo ha scoperto recentemente Dan Zarella (che si definisce “The Social Media Scientist”) analizzando la correlazione tra “follower” e numero di link proposti nei tweet. In questo grafico esplicita la sua intuizione.

In generale, è utile che il link proposto risponda ad alcuni requisiti:

  • Contenuto: il link dovrebbe essere profondamente correlato con il tema del tweet;
  • Contesto: è importante che il link proposto sia sincronizzato con le tematiche e il piano editoriale in fase di sviluppo sull’account Twitter preso in considerazione: in pratica, se si trattano 6 macro temi, rimanere aderenti al loro ambito aiuta a stabilire una conversazione;
  • Brevità e tracciamento: scegliere uno URL shortener che consenta brevità dei link e tracciamento delle azioni vi aiuta a sfruttare bene i pochi caratteri messi a disposizione dal tweet e a capire quali hanno funzionato meglio. Tra i migliori possiamo suggerire Bit.ly (e la variante più corta J.mp), Goo.gl di Google e Hootsuite (con il proprio ow.ly);
  • Branding: avere un URL shortener “branded” può aiutare a essere identificabili e affidabili (immaginate il vostro brand name abbreviato al posto di “j.mp”);
  • Call to action: assicuratevi che il link nei vostri tweet, se collegato a un vostro contenuto, abbia una call to action chiara a continuare la conversazione, in modo da non perdere un’occasione di scambio con chi interagisce;

Quali sono le vostre abitudini riguardo i microcontenuti? Preferite gli account che fanno spesso tweet con link? Quale forma di microinterazione preferite? Raccontatecelo nei commenti, insieme a qualche esempio di account Twitter che, secondo voi, funziona molto bene a livello di conversazione perché stimola all’interazione.

Se vi è piaciuto questo post considerate la possibilità di iscrivervi al blog di We Are Social.

tags: , , , , , , , , ,