Here are all of the posts tagged ‘social web’.

Mercoledì Social #92

di Matteo Brignoli in News

Benvenuti al secondo Mercoledì Social dell’anno: si sa d’altronde che l’Epifania tutte le feste porta via e che il Mercoledì porta con sé un’interessante carrellata di news sul nostro amato social web. Quest’oggi, per bruciare i grassi in eccesso e riprendere uno stile di vita sano, parleremo di Google, Pinterest, Tumblr e Instagram.

Google: Search, plus your world
Nei prossimi giorni Google introdurrà tre nuove feature che vi consentiranno di migliorare e raffinare le vostre ricerche: Personal Results offrirà una selezione di contenuti foto e post aggregati da Google+ relativi al tema su cui state cercando informazioni, Profiles in Search permetterà di trovare velocemente il profilo Google+ di persone che potreste essere interessati a seguire, mentre People and Pages vi aiuterà a trovare più facilmente profili e pagine Google+ legate ad uno specifico contenuto o area d’interesse. Questa novità aggiunge un livello di personalizzazione esclusiva ad ogni ricerca, incentivando l’integrazione dei singoli utenti con la community di Google+.

La straordinaria crescita di Pinterest
L’ormai popolare social network di cui vi abbiamo parlato anche pochi giorni fa ha registrato nella seconda metà del 2011 una crescita notevole, ed è stato recentemente inserito nella Top 50 websites of 2011 del Time Magazine. La chiave di questa crescita è senza dubbio la centralità e l’attenzione data da Pinterest agli interessi delle persone: un dato che sottolinea la necessità di una seria riflessione da parte dei brand su come meglio gestire la propria presenza sugli “interest network”.

Total visits Pinterest year 2011

Tumblr introduce la Fan Mail
Tumblr ha di recente annunciato l’introduzione di un nuovo messaging service tra i propri iscritti, che consentirà di inviare messaggi privati sia dalla home del blog che si sta visualizzando sia dalla propria Inbox: si tratta di una nuova modalità d’interazione, alternativa ai like ed alle note che fino ad oggi sono state la principale forma di comunicazione tra gli iscritti. Resta da vedere in che modo la novità verrà recepita dagli utenti, e quali saranno gli sviluppi più proficui di questo contatto diretto e personale su una piattaforma che fa della creatività e della condivisione di contenuti visivi il proprio punto di forza.

Tumblr Fan Mail

Barack Obama è su Instagram
Le possibili integrazioni tra social media e politica sono un tema di cui abbiamo già scritto più volte, e anche il buon Barack Obama sembra trovarlo un argomento interessante: il Presidente ha da poco annunciato di essersi iscritto a Instagram per “dare alle persone una testimonianza visiva di quello che succede tutti nella vita quotidiana del Presidente degli Stati Uniti d’America”. La presenza congiunta su Facebook, Twitter, Google+, Tumblr e Instagram rende senza dubbio Obama uno degli uomini politici “più social” del mondo, ed offre l’ennesimo spunto per un’analisi del ruolo che i social media potrebbero avere sulla campagna per le elezioni presidenziali americane. Volete sapere se l’iniziativa di Obama su Instagram si rivolgerà solo agli utenti Instagram? Potete scoprirlo, insieme a molte altre cose, leggendo questo post di Stefano Maggi.

Bene, anche per questa settimana è tutto: se avete trovato interessante ed ipocalorico questo post potete comunicarci il vostro parere attraverso la sezione destinata ai commenti. Per quanto mi riguarda, oltre che incoraggiarvi a praticare uno stile di vita sano all’insegna del social web e dell’attività sportiva, auguro a tutti voi un felice 2012. Alla prossima!

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Mercoledì Social #88

di Matteo Brignoli in News

Se state leggendo questo post, significa che è Mercoledì (ma non datelo mai per scontato…) e come ogni Mercoledì potete leggere il nostro appuntamento settimanale dedicato alle news più interessanti dal mondo del social web. Sono convinto che, da persone ben informate quali siete, sappiate già tutto delle importanti novità introdotte da Twitter negli ultimi giorni… e poi, chi sono io per raccontarvele quando c’è già un nostro post di qualche giorno fa che ne parla in maniera approfondita?
L’avete letto? Sì? Bene, allora possiamo entrare nel vivo del nostro Mercoledì Social #88. ;)

Facebook e i Messaggi Privati per le pagine
Questa novità, per ora limitata all’Asia, potrebbe determinare un importante cambiamento nelle dinamiche comunicative tra il brand “titolare” della pagina e i consumatori, andando a costituire un prezioso strumento per coltivare il rapporto con i fan. Da notare come gli utenti non dovranno necessariamente essere fan della pagina per “scrivere al brand”; al contrario invece, chi amministra la pagina dovrà limitarsi a rispondere ai messaggi ricevuti, senza la possibilità di contattare in privato i membri della community.

Private Message for Pages

Arrivano i nuovi City Badge di Foursquare
Il popolare social network di geolocalizzazione, forte dei suoi 15 milioni di utenti, ha di recente lanciato una serie di nuovi City Badge basati sui pareri e i consigli della propria community, con una particolare attenzione alle scelte dei Superusers. I badge contribuiranno ad arricchire l’esperienza di chi visita le città coinvolte con una serie di tips e segnalazioni sui check-in da non perdere: un ottimo esempio di come il social web possa integrarsi perfettamente con esperienze offline, rinnovando i canoni del turismo tradizionale con una serie di possibilità nuove.

FourSquare City Badges

Creare un forum su Facebook
Tutti ci ricordiamo della sezione Discussioni di cui erano dotate le pagine fino a qualche mese fa, ma pochi sanno che Facebook ha di recente lanciato una nuova applicazione, Forum for pages, che, come avrete capito dal nome, consente di aggiungere un forum direttamente alla propria pagina. Si tratta di una soluzione molto interessante soprattutto per i brand che hanno necessità di instaurare una conversazione con una community particolarmente ampia: in particolare, potrebbe rappresentare una nuova grande opportunità per il customer service su Facebook. Potete vedere l’app già in azione su pagine come quella di Sony Ericsson: che ne pensate del design e delle funzionalità di questi forum?

Forum for Pages - Sony Ericsson

 

Lo stato del Social Marketing nel 2011
Avete mai cercato informazioni e consigli sul social web prima di fare un acquisto? Bene, se l’avete fatto allora siete anche voi dei social consumers, e questa interessante ricerca fatta da Pivot vi riguarda. Vi siete mai chiesti, infatti, cosa si aspettano da voi i vostri brand preferiti? Secondo le marche, questi sono i benefici che potete ottenere grazie all’engagement sui loro canali social:

Social Benefits

Ecco invece un grafico che ci mostra dove si trovano i social consumers dei brand intervistati: come vedete è Facebook a farla da padrone con il 95%, seguito da Twitter e Linkedin (rispettivamente con l’89% e il 75.9%). Interessante notare la crescita di Google+, che raggiunge ben il 42%; si tratta di un dato notevole, tenendo conto che la ricerca è stata effettuata quando il canale era appena nato e che le Google+ Brand Pages sono una recente novità.

Social Networks - Where are consumers?

Siete arrivati a leggere fino a qui? Questa è la fine del mio Mercoledì Social, l’unico Mercoledì che una volta ha provato l’ebbrezza di essere un Martedì: ma questa è un’altra storia e io non posso fare altro che invitarvi a dire la vostra sulle notizie che vi abbiamo dato oggi con un commento o via email. Se volete essere sempre aggiornati su tutte le principali news del social web, abbonatevi al nostro feed RSS, non ve ne pentirete. Alla prossima!

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Thank God We Are Social #27

di Ottavio Nava in News

Se tutto ciò fosse realtà il marketing sarebbe un’arte tenera. Se tutto ciò fosse realtà la nostra missione  sarebbe:

We Are Social, siamo una CATversation agency, aiutiamo i brand ad ascoltare, comprendere ed attivare gattini attraverso i social media

Signore e Signori, a voi il video che ha cambiato per sempre il nostro modo di vedere l’advertising. Benvenuto Catvertising.

Dopo aver letto questo post non credo potrete sottrarvi ad un’azione che provoca dipendenza, iscriversi al feed RSS di We Are Social. Oppure potreste optare per il vintage e iscrivervi al nostro blog via email. RSS o Emai? RSS o Email? Sono scelte importanti…

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Twitter, nuovi profili, nuove funzionalità, nuove brand page. Nuovo Twitter?

di Ottavio Nava in News

Da poche ore Twitter ha lanciato alcune novità molto importanti, novità che modificano l’esperienza utente, la fruizione delle conversazioni e dei contenuti e offrono ai brand maggiori opportunità per entrare in contatto in modo rilevante con i propri follower.

Abbiamo semplificato il design per rendere più facile che mai seguire ciò che vi interessa, connettervi con altre persone e scoprire qualcosa di nuovo. Potrete vedere questo nuovo design sia su Twitter.com sia sulle versioni mobile, così da poter avere un’esperienza familiare in ogni momenti, ovunque. Abbiamo anche aggiornato TweetDeck per mantenerci coerenti con questa nuova versione

Se volete dare un’occhiata velocemente alle nuove funzionalità pensate per gli utenti godetevi questo video:

 

Dopo qualche ora di utilizzo ci siamo fatti un’idea dell’impatto che il nuovo design e le nuove funzionalità avranno sull’utilizzo quotidiano di Twitter:

  • La Home offre finalmente un’esperienza più completa, molto più ricca di contenuti e di possibilità di interazione rispetto al passato. Impossibile non fare un primo paragone con uno strumento che conosciamo molto bene e che offre un’esperienza simile: il Newsfeed di Facebook. La differenza principale a nostro parere? La possibilità di andare oltre la semplice fruizione e reazioni ai conteuti dei nostri follower, grazie alla profonda integrazione delle ricerche e la visualizzazione d’insieme su tutto ciò che avvenuto in reazione ad un tweet.
  • Connect non è nulla di rivoluzionario in realtà, permette di vedere rapidamente le proprie mention e retweet e digitando il nome di una persona risponde velocemente con tutte le informazioni disponibili. Twitter su questo punto promette nuove implementazioni.
  • Discover è indubbiamente uno dei cambiamenti più interessanti, non è più un semplice luogo dove ricercare hashtag e trending topic ma un vero e proprio strumento di ricerca per storie, luoghi, interessi e persone. A questo proposito seguite in diretta cosa si dice del nuovo Twitter: #NewTwitter
  • Profilo personale, anche in questo caso nessuno stravolgimento ma una migliore organizzazione e fruizione delle informazioni personali e soprattutto una maggior rilevanza dei contenuti multimediali, da sempre uno dei punti di debolezza di Twitter (in mancanza di link-away).

Tra i pareri più significativi su #NewTwitter riportiamo quello di Justin Bieber:

Ma non finisce qui, infatti Twitter ha lanciato anche le nuove Brand Page.

Come parte di questo rilascio, abbiamo introdotto le nuove pagine profilo per i brand, per offrire loro l’opportunità di creare una destinazione sempre più coinvolgente per i propri follower.

Ora le pagine profilo offrono molti più strumenti per comunicare grazie ad una header più larga dove mostrare un’immagine e il proprio logo, la possibilità di introdurre una tagline e qualsiasi altro visual.

È inoltre possibile scegliere il primo messaggio che le persone vedono accedendo alla pagina di un brand, grazie ad una funzionalità che permette di promuovere un tweet in cima alla timeline della pagina stessa. Questo tweet permette ai brand di promuovere un contenuto importante e potersi connettere più facilmente alla propria audience. Il tweet di apertura viene visualizzato direttamente in forma “aperta” per permettere ai visitatori di fruire immediatamente della foto o del video che il brand ha scelto come introduzione.

Sia le nuove pagine profilo sia il “promoted tweet” di apertura sono gratuiti ed accessibili a tutti. La pagina profilo è la vostra, con i vostri colori, il vostro logo e i vostri messaggi.

Le nuove pagine profilo per i brand saranno disponibili per tutti tra qualche tempo, per ora hanno avuto accesso ad una sperimentazione iniziale alcune aziende, partner di Twitter advertising, tra le quali:

@AmericanExpress, @BestBuy, @bing, @chevrolet, @CocaCola, @Dell, @DisneyPixar, @generalelectric, @Heineken, @HP, @intel, @JetBlue, @Kia, @McDonalds, @nikebasketball, @NYSE_Euronext, Paramount Pictures’ Mission: Impossible – @GhostProtocol, @pepsi, @Staples, @subwayfreshbuzz, e @VerizonWireless

Solo se avete già avuto accesso ai nuovi profili personali potrete visualizzare le brand page, quindi, se non doveste essere tra i fortunati, qui trovate alcuni screenshot e potrete dare un’occhiata al look and feel delle nuove pagina profilo per i brand:

Il collega di We Are Social Singapore,  Simon Kemp, approfondisce in questo post le analogie tra il nuovo Twitter e un social network moto famoso in oriente, Weibo. Ironicamente definisce #NewTwitter… Tweibo

Vi terremo aggiornati come sempre su eventuali nuovi annunci da parte di Twitter e nel frattempo vi invitiamo a provare i nuovi profili e farci sapere cosa ne pensate. I vostro commenti sono benvenuti.

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Ecco le città più “social” d’Italia [dati]

di Stefano Maggi in News

Come in molti altri paesi del mondo, anche in Italia Facebook è il social network più diffuso. Questo significa che, anche se ci sono altri canali social media molto rilevanti, Facebook è abbastanza presente da evidenziare di una tendenza del nostro paese a partecipare alla conversazione sul social web.

Ci siamo chiesti quali siano le città più “social” e abbiamo analizzato i dati messi a disposizione da Facebook incrociandoli con i numeri di Wikipedia.

Ecco cosa abbiamo scoperto.

Le città con più utenti Facebook

Tra tutti i capoluoghi di provincia italiani, le città con più utenti Facebook sono Roma, Milano e Napoli. Interessante, nella top ten, la presenza di Cagliari e Catanzaro, considerata anche la popolazione delle due città.

Le città con più utenti Facebook per abitante

Facebook permette a tutti di dichiararsi abitanti di una città. Per questo motivo, anche chi non vive in un capoluogo, può indicare la città come propria.

La top ten dei capoluoghi su Facebook che hanno più utenti per abitante è quindi dominata da città che hanno più di un utente Facebook per abitante. In questo caso le sorprese sono ancora più interessanti: con il dominio assoluto di Catanzaro (con più di due utenti Facebook per abitante), seguita da Cagliari e da Ancona. A quanto pare, anche chi non vive in questi capoluoghi ama dichiararli come propria città su Facebook.

Cosa pensate di questi dati? Sorprendenti o attesi? Raccontatecelo nei commenti.

Update: Qual è l’elemento più interessante che si ricava da questi dati? Visto che ne ho parlato in diversi casi su Twitter e nei commenti di questo post, aggiungo alcune considerazioni utili lato brand:

L’insight principale della classifica è che esiste una differenza (anche consistente) nell’utilizzo di Facebook tra le città italiane. Questo insight può essere un’indicatore parziale anche dell’utilizzo dei social media in generale (se consideriamo la penetrazione di Facebook nel nostro paese).

Nel ricavare i “top 10″ abbiamo potuto definire un database filtrabile per provincia, o per regione o per area geografica. Anche se l’obiettivo di questo post è trasferire l’importanza di un approccio personalizzato anche a livello geografico interno all’Italia, in quanto cambiano molto i comportamenti tra le varie aree.

L’iscrizione a un social network è uno dei numerosissimi indicatori che devono essere considerati nello studio di un target, ma è comunque indicativa di un comportamento. Forrester stessa definisce persone che hanno un profilo sui social network come “Joiner”, comunque persone non completamente inattive a livello social. E – con una approssimazione realistica – possiamo ritenere valido questo approccio, considerati i numeri che abbiamo rilevato.

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Come faranno a trovarvi?

di Stefano Maggi in News

L’evoluzione delle idee e dei trend grazie al social web

“Come faranno a trovarvi?”. Me lo ha chiesto qualche giorno fa un giornalista, con cui stavo parlando di un’attività di conversazione per un nostro cliente. A lui avevo raccontato il progetto, i contenuti, i canali di riferimento ma il grande dubbio riguardava l’inizio della relazione: la “scintilla” che permette di attivare un rapporto tra la marca e le persone.

La domanda è intelligente, soprattutto se consideriamo il “modello” con ha funzionato per anni la comunicazione digitale: le marche pubblicavano un website e per farlo conoscere raggiungevano il target in modalità pull, con strumenti come direct e-mailing, banner o altre soluzioni più invasive. Questa era – fino a qualche tempo fa – l’unica soluzione; non esistevano i social media, quindi i brand per farsi conoscere si comportavano proprio come in TV: interrompevano un’esperienza con il proprio messaggio.

Oggi lo scenario è cambiato radicalmente: le marche che sanno comunicare in modo efficace con il proprio “target” lo fanno in modalità “pull”. Grazie ai social media è infatti possibile “farsi conoscere” prendendo parte a una conversazione, portando degli spunti rilevanti, attivando una relazione e diventando – in poche parole – “utili e interessanti”.

Come faranno a trovarvi?

I social media offrono numerose possibilità. Ecco alcuni esempi che ho condiviso, si tratta solo di alcuni spunti che devono essere raffinati sui singoli progetti e integrati con azioni ad hoc, ma rendono l’idea della differenza di approccio:

  • Individuare – in tutto il social web – conversazioni mirate in cui sono attive le persone che vogliamo coinvolgere e attivare una conversazione aggiungendo valore e non proponendo solamente messaggi commerciali. Come disse Conn Fishburn a Chris Brogan “Bring wine to the picnic”;
  • Creare microcontenuti che abbiano un nucleo rilevante anche solo per una piccola parte del target e che siano facili da condividere;
  • Scoprire quali sono le persone più significative per il target e coinvolgerle in un’attività per cui la marca ha un ruolo significativo: il brand diventa così un “facilitatore” per una relazione;
  • Aiutare a raccontare storie: le marche possono dare il potere alle persone di raccontare una storia (la propria o collettiva), di creare narrazioni che siano interessanti per le persone di riferimento. Alcune persone vogliono condividere la propria esperienza: dando loro visibilità le i brand possono creare valore per tutta la community;
  • Pensare sempre per nicchie: sui social media è completamente inutile “sparare nel mucchio”. È importante, invece, individuare molti “micro-target”, focalizzati fortemente su un tema e coinvolgerli tutti con un approccio mirato, personalizzato e umano;

Tutto questo si lega alle altre discipline del marketing: una buona attività di conversazione deve essere completamente integrata con gli altri canali attivati, che possono essere molto validi in alcune fasi del percorso di acquisto e che – grazie ai social media – possono evolvere. Da un messaggio a un rapporto.

Ecco come faranno a trovarci. E voi? Come vi “fate trovare” sul social web? Raccontatecelo nei commenti.

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Le microinterazioni e l’importanza dei link nei tweet

di Stefano Maggi in News

Per assicurarsi che una conversazione tra marca e persone sia interessante e continuativa, è molto importante prevedere un coinvolgimento con diversi livelli di profondità e che parta da azioni brevi, dirette e basate su contenuti “light”: microinterazioni che si possono integrare efficacemente in un dialogo continuo.

Un’attività fondamentale è individuare per ogni canale social attivato la modalità migliore di proporre una “microinterazione”: cioè uno scambio, un dialogo, un microcontenuto che attivi altre interazioni tra brand e persone. Su Twitter, ad esempio, una formula che funziona molto bene per l’engagement è quella del tweet + link che permette l’approfondimento. Lo ha scoperto recentemente Dan Zarella (che si definisce “The Social Media Scientist”) analizzando la correlazione tra “follower” e numero di link proposti nei tweet. In questo grafico esplicita la sua intuizione.

In generale, è utile che il link proposto risponda ad alcuni requisiti:

  • Contenuto: il link dovrebbe essere profondamente correlato con il tema del tweet;
  • Contesto: è importante che il link proposto sia sincronizzato con le tematiche e il piano editoriale in fase di sviluppo sull’account Twitter preso in considerazione: in pratica, se si trattano 6 macro temi, rimanere aderenti al loro ambito aiuta a stabilire una conversazione;
  • Brevità e tracciamento: scegliere uno URL shortener che consenta brevità dei link e tracciamento delle azioni vi aiuta a sfruttare bene i pochi caratteri messi a disposizione dal tweet e a capire quali hanno funzionato meglio. Tra i migliori possiamo suggerire Bit.ly (e la variante più corta J.mp), Goo.gl di Google e Hootsuite (con il proprio ow.ly);
  • Branding: avere un URL shortener “branded” può aiutare a essere identificabili e affidabili (immaginate il vostro brand name abbreviato al posto di “j.mp”);
  • Call to action: assicuratevi che il link nei vostri tweet, se collegato a un vostro contenuto, abbia una call to action chiara a continuare la conversazione, in modo da non perdere un’occasione di scambio con chi interagisce;

Quali sono le vostre abitudini riguardo i microcontenuti? Preferite gli account che fanno spesso tweet con link? Quale forma di microinterazione preferite? Raccontatecelo nei commenti, insieme a qualche esempio di account Twitter che, secondo voi, funziona molto bene a livello di conversazione perché stimola all’interazione.

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Lo stato del (social) web [Infographic interattivo]

di Stefano Maggi in News

Ogni giorno sentiamo parlare della crescita di internet e dello sviluppo di soluzioni di comunicazione che uniscono paesi, persone, imprese. Online Schools ha realizzato questo Infographic interattivo che evidenzia cosa succede ogni giorno online e cosa accade in questo preciso momento.

È molto interessante notare quasi tutte le attività rappresentate siano “social”: sono l’interazione tra persone, la componente “umana” e la conversazione il vero motore di internet, oggi. Un nuovo modo di creare una relazione anche dal punto di vista del marketing: l’opportunità per le marche è partecipare a questo scambio quotidiano.

State of the Internet 2011

Creato da: Online Schools

Questa soluzione interessante di infographic interattivo risponde al suggerimento di Jeremiah Owyang, riguardo l’esigenza di un nuovo tipo di rappresentazione, che consenta più livelli di lettura, rispetto all’infographic standard.

Cosa pensate di questi dati e degli impressionanti aspetti “social”? Raccontatecelo nei commenti e – se vi è piaciuto questo post – considerate la possibilità di iscrivervi al blog di We Are Social.

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Real-Life Sharing? Ecco a voi Google +

di Ottavio Nava in News

Alcuni diranno che Google ci ha già provato con Buzz e non è certo stato un successo. Altri diranno che non si tratta di un vero social network e non si può parlare di Anti-Facebook. Altri ancora sono convinti (e lo rimarranno) che Google dovrebbe giocare la sua partita sul social web esclusivamente migliorandone la fruizione attraverso la ricerca.

Insomma qualsiasi cosa direte oggi, la direte su Google +, il nuovo progetto dei ragazzi di Mountain View.

L’obiettivo è chiaro:

“Oggi le relazioni tra le persone avvengono sempre più spesso sul Web. Tuttavia, le sfumature e la sostanza delle interazioni della vita reale si perdono nella rigidità degli strumenti online.
Da questo punto di vista, squisitamente umano, la condivisione online è inefficace. Inadeguata, perfino. Il nostro obiettivo è risolvere questo problema”

Google + si propone come una piattaforma in grando di organizzare relazioni, contenuti ed interessi. La parola d’ordine è “scelta”, si perchè secondo Google oggi, troppo spesso, online non possiamo scegliere liberamente se condividere un’informazione o un messaggio e soprattutto non possiamo scegliere facilmente “con chi” condividerlo.

Cosa ci offre Google +? Ecco una breve descrizione e alcuni video:

+ Circles (+ Cerchie)

Un modo semplice e veloce per organizzare i propri contatti in “cerchie” e poter scegliere cosa condividere e con chi.
 

+ Sparks (+ Spunti)

Questa funzionalità ci permetterà di indicare i nostri gusti, i nostri temi di interesse, insomma, tutto ciò che ci piace ed avere sempre qualcosa da leggere e da vedere e natutalmente la possibilità di condividerlo… con la “cerchia” giusta.

+ Hangouts (+ Videoritrovi)

Unite la videochiamata di gruppo alla possibilità di scegliere la “cerchia” con la quale volete entrare in contatto ed avrete Hangouts… (ok stiamo tutti pensando a Skype :D )

+ Mobile

Foto, contenuti ed informazioni sempre pronte per la condivisione grazie ad una sorta di “personal cloud”

+ Huddle

Avete presente i gruppi di Facebook? Ecco a voi i gruppi di Google… Parola d’ordine? “cerchia” :)

È ancora molto presto per parlare di Google + da un punto di visto pratico e prevederne il successo o meno e forse non è nemmeno questo che ci interessa, ora. Certo Big G parte da una base solida di utenti che ogni giorno utilizzano i suoi servizi, dalla ricerca, all’email, alla condivisione di documenti e contenuti e il suo mobile OS Android, quindi è difficile pensare che questa nuova piattaforma venga ignorata come successo allo sfortunato fratellino Buzz. Facebook non tarderà nell’adeguamento della sua piattaforma per una migliore gestione dei gruppi e dei permessi ma dobbiamo riconoscere che, se non altro a livello di marketing, Google ha trovato un’ottima chiave di lettura per lanciare il suo nuovo servizio: la libertà di condividere la nostra vita in real-time con… la “cerchia” giusta!

Se è presto per dare giudizi sulle funzionalità della piattaforma, figuriamoci per parlare dell’eventuale ruolo previsto per le marche in Google +. Voglio comunque provare ad azzardare alcune ipotesti che, dal mio punto di vista, potrebbero concretizzarsi.

+ Sparks promosse da…

L’orientamento per interessi alla base di Sparks è terreno fertile per il concetto di “Promoted Media”,  attraverso il quale le marche potrebbero offrire uno spazio di condivisione e aggregazione di contenuti e conversazioni su un certo tema e aggiungere il proprio punto di vista. Pensate ad esempio ad Adidas che si fa promotrice di un interesse come  il basket, il calcio o il running grazie ad uno Spark dedicato…

+ Circle Brand

Cos’è una cerchia se non un sinonimo (dal sentore vagamente massonico :) ) di Community? Ecco che le marche potrebbero avere l’opportunità di sviluppare la propria cerchia, premiandola con contenuti, informazioni e promozioni dedicate e sviluppando attraverso una relazione molto “intima” veri e propri advocate.

Ecco a voi alcuni link ad altri post che parlano dell’argomento:

Google+ leverages Google’s strength as a communications platform di Charlene Li

Google+ Project: It’s Social, It’s Bold, It’s Fun, And It Looks Good — Now For The Hard Part di TechCrunch

Google Launches Google+ To Battle Facebook [PICS] di Mashable

Come sempre mi interessa molto il vostro punto di vista e per questo sotto con i commenti.

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Stiamo sempre meno sul (non-social) web

di Luca Della Dora in News

Facebook continua a crescere – nonostante la flessione registrata recentemente tra gli utenti US – ed il tempo speso sulla piattaforma ne sottrae, ovviamente, al resto delle attività che si svolgono sul web: il risultato è che, se si esclude Facebook, la fruizione di contenuti sul web in termini di tempo è diminuita del 9% tra Marzo 2010 e Marzo 2011.
Facebook vs Web
Il +45% in fruizione di contenuti video, o il +28% di utilizzo di mobile-device o ancora il fatto che più de 90% degli utenti internet US navighi per più di 4 ore su social network, non aggiunge quindi volume di traffico, ma lo sostituisce con modalità di fruizione differenti: il web “statico” – in cui le relazioni sono tra pagine/contenuti -, sta lasciando il posto a un web dinamico, basato sulle relazioni tra gli individui. Il web connette ora tra loro le persone in luoghi che fino a poco tempo fa non esistevano e che ora sono un’opportunità imperdibile per le aziende – non solo per i più di 2.2 miliardi di dollari in display advertising che andranno investiti in un luogo fino a pochi mesi fa quasi sconosciuto, ma anche – e soprattutto – per le modalità di interazione offerte.

Il social web è quindi un luogo vivo, in continuo movimento ed espansione, un luogo che conosce la nostra identità (perché dichiararla contribuisce a creare valore per noi, che possiamo così sviluppare una rete di conoscenza ed entrare in contatto con contenuti che ci interessano), che ci segue ovunque siamo (perché i dispositivi mobile permettono una fruizione 24/7, a prescindere dal luogo e dal momento), e che ci permette di immergerci in vere e proprie esperienze (perché le aziende hanno capito che la relazione con l’audience ha e crea valore solo se si tramuta in interazione bidirezionale).

È importante comprendere questo cambio di paradigma non tanto per giustificare una sempre più massiccia presenza dei brand su Facebook – e altri canali social – ma per rendersi conto di quando siano sempre più importanti i contenuti offerti alle persone, il modo in cui questi vengono proposti e come ne viene favorita la condivisione: il social web è un luogo così dinamico perché regala un’esperienza diversa, in grado di fornire contenuti rilevanti e più piacevoli, proprio perché in grado di comprendere l’affinità con le persone a cui vengono proposti.

Per i brand è una grande opportunità, perché in fondo è come tenere un discorso ad una conferenza: è meglio parlare a chi è venuto per ascoltare i temi di cui stiamo trattando piuttosto che coinvolgere una platea composta da persone con interessi di ogni tipo – magari anche a qualcuno di loro interesserà quello che ho da dire, ma difficilmente tutti saranno coinvolti. E sta poi allo speaker – o all’azienda, in questo caso – presentarsi in maniera intelligente, in modo da creare una relazione che vada oltre lo scambio unidirezionale.
Cambio-di-prospettiva
Insomma, il web ruota sempre più attorno alle relazioni, come lo studio di comScore riportato poco sopra testimonia, e Facebook si pone sempre più come hub centrale delle conversazioni, occupando gran parte del tempo delle persone che si connettono: cosa ne pensate? Vi aspettavate uno sbilanciamento così forte e un cambiamento così rapido dal “Search Web” al “Social Web”? Quali pensate possano essere i prossimi trend che valga la pena tenere d’occhio?

Pensateci: quanto è cambiato il vostro modo di navigare, di cercare informazioni e di entrare in contatto con le persone, da quando non solo Facebook, ma anche Twitter, LinkedIn o Foursquare, sono una parte concreta e consistente delle vostre vite?

Fateci sapere il vostro punto di vista: lo spazio qui sotto, quello dedicato ai commenti, è a vostra disposizione per questo. E non scordate di abbonarvi al nostro feed RSS per restare sempre aggiornati su ciò che accade sul social web.

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