Here are all of the posts tagged ‘target’.
Più post positivi, meno post neutri. Si può riassumere così uno dei risultati principali dello studio che Sysomos ha appena pubblicato, sui cambiamenti nell’utilizzo dei social media.
Analizzando milioni di blog, forum, aggregatori di news e tweets, l’azienda canadese ha scoperto che, in tutto il mondo, rispetto allo scorso biennio, si è verificato un incremento della percentuale di post con un “sentiment” positivo: conversazioni più felici dunque. Il dato più interessante, però, è la diminuzione dei post con “sentiment” neutro: quei contenuti, conversazioni, scambi che non sono caratterizzati da un’opinione.
Da questi dati si possono ricavare due ipotesi molto importanti:
- Le persone stanno imparando a raffinare il proprio network partecipando a community con cui spesso hanno un’alta affinità;
- L’aspetto “personale” e “umano” è sempre più una caratteristica cruciale del modo in cui utilizziamo i social media;

Sì, ti vedo.
Considerando il blog che stai leggendo in questo momento, la lingua in cui scrivo e le statistiche di questo sito posso dire “statisticamente” che c’è una buona possibilità che tu – oltre a un fruitore di contenuti “social” sia attivo sui social network, molto probabilmente Facebook è nella lista dei social network che utilizzi. C’è una possibilità che ti piaccia commentare contenuto creato da utenti come me, mentre sei leggermente più restio a creare contenuto da zero o a salvarlo in servizi di bookmarking. Con strumenti di media planning posso immaginare che la tua provenienza sia Google e che tu abbia visitato ultimamente LinkedIn, Facebook e un portale di news. Posso sbagliarmi anche su tutti questi punti, ma statisticamente, i dati che posso verificare confermano che il profilo di chi interagisce qui è questo. È possibile conoscere le persone a cui ci rivolgiamo a livello demografico e psicografico.
Ma “io ti vedo”, piuttosto, nel senso di “Sawu bona”. Sawu bona è un saluto Zulu che significa, appunto, “ti vedo“, “ti capisco“, cerco di afferrare quali siano le tue esigenze. Se non siete tra le otto persone che in Italia non hanno visto Avatar, sapete che anche il saluto dei Na’vi “io ti vedo” ha questo significato. È un segno di rispetto e di riconoscimento. Tornando al mondo digitale, è fantastico poter capire “chi c’è dall’altra parte”, studiarne le azioni a livello “sociografico” e non solo dal punto di vista “statistico”, demografico e psicografico. È così utile indagare quali sono i temi interessanti per chi interagisce e quali esigenze e passioni li caratterizzino. Si tratta di uno degli elementi principali che differenziano l’approccio di una conversation agency da chiunque si occupi di “media planning”.
E voi? Vi è già capitato di relazionarvi con delle marche che avrebbero potuto dirvi “Sawu bona” / Io ti vedo nel senso più alto e rispettoso del termine? O ne avete sentito parlare, magari anche all’estero? Marche che – semplicemente cogliendo i vostri segnali – hanno anticipato le vostre esigenze, che vi hanno aiutato a risolvere un problema o – semplicemente – che si sono ricordate di voi per offrirvi un’opportunità di conversazione personalizzata?
Sawu bona.
L’elemento “umano” è il punto di riferimento di tutte le attività sui social media. Nell’elaborazione di una strategia, infatti, il primo elemento da prendere in considerazione è l’insieme di persone a cui ci vogliamo rivolgere (e che vogliamo coinvolgere). Un modo molto efficace di studiare il target è l’approccio “sociografico“, che mira a comprendere il target da diversi punti di vista, non limitandosi agli aspetti di età, sesso, geografia (tipici dell’approccio demografico) o di comportamento generico (tipici dell’approccio psicografico).
L’approccio sociografico individua anche le singole micro tendenze e le persone di riferimento – influencer – per il target finale.
L’approccio sociografico si basa su sei domande fondamentali
- A partire dal target di riferimento, quali sono i cluster principali (o le “nicchie”) in cui possiamo scomporlo?
- Quali sono i luoghi digitali in cui i cluster sono attivi?
- Il target ha già qualche tipo di relazione con il settore di riferimento o con i brand dei competitor?
- Come si comporta il target sul social web e quali sono gli influencer di riferimento per i vari cluster?
- Quale legame hanno i cluster con la marca e con il prodotto?
- Quali sono gli elementi “social” che possono offrire valore aggiunto al prodotto o al servizio offerto?
Quali aspetti specifici possono essere analizzati più facilmente grazie al social web? Quali vorreste approfondire di più? Ma soprattutto, quali non possono essere individuati tramite un’analisi solo quantitativa e richiedono l’approccio “umano” tipico del social web?




DarioRauccio
francescoGRZ
CarlaRochira
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