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Mercoledì Social #94

di Sara De Mattia in News

Rieccoci qui per un nuovo appuntamento con il mercoledì social. La rubrica settimanale che vi aggiorna sulle novità e gli spunti più interessanti del social web. Ben trovati :) !
Questa settimana parleremo di Tumblr, Google e Google Plus, Facebook App, Twitter e McDonald’s.

I numeri di Tumblr
Partiamo da Tumblr. Non è la prima volta che parliamo della crescita impressionante registrata dalla piattaforma soprattutto negli ultimi mesi ma val la pena partire ancora una volta dai numeri per riflettere insieme sulle potenzialità dello strumento per i brand e per le iniziative attivate.
Superati i 15 (e anche i 16) milioni di post e raggiunti i 120 milioni di visitatori mensili.
Cifre che non solo ci raccontano del successo del mezzo e della sua diffusione sempre più capillare anche al di fuori dei confini americani ma che soprattutto ci danno evidenza di come le microinterazioni stiano sempre di più prendendo piede rispetto ai contenuti più strutturati.
Più del 40 % dei contenuti condivisi sul Tumblr sono immagini. Foto e video la fanno da padrone rispetto ai testi e gli stessi sono brevi e quasi sempre a corredo o a commento delle immagini condivise o rebloggate. Perché? Perché le immagini sono il mezzo più immediato e diretto per esprimere se stessi, i propri interessi e per ‘documentare’ quanto accade a noi e intorno a noi. La forza di Tumblr sta anche in questo e i brand che, sempre più numerosi, decidono di approcciarsi a questa piattaforma non possono trascurare questo aspetto.
Può venire spontaneo usare Tumblr come un qualsiasi blog o come un sito web proponendo contenuti e approfondimenti molto curati, articolati e apparentemente di maggior valore ma il segreto di Tumblr sta proprio nell’immediatezza. Il primo driver, come per ogni mezzo, è la qualità di quanto veicoliamo ma il secondo è la facilità.
Facilità di fruizione, di comprensione e di condivisione.

Su Tumblr, ad oggi, non esistono contenuti o profili promossi a pagamento dai brand, come ad esempio per Facebook e oramai per Twitter.
Farsi conoscere e far conoscere il proprio Tumblr, sviluppare e alimentare relazioni con gli utenti significa, in primo luogo, trovare la chiave nel come e nel quanto pubblichiamo, per spingere chi trova, cerca o segue i nostri contenuti non solo a leggerci e guardarci ma soprattutto a farli propri rebloggandoli e apprezzandoli e quindi condividendoli a propria volta con i propri follower.

Google e Google Plus

Numerose le novità che riguardano il mondo Google in questi ultimi giorni. Ripercorriamo insieme le principali.
Cambiano i termini di utilizzo dei servizi Google e viene unificata la normativa soprattutto in termini di privacy. Lo scopo è quello di rendere più breve e immediata la comprensione delle norme di riferimento per “creare un’esperienza d’uso che sia meravigliosamente semplice e intuitiva per tutti i serivizi Google”.

Viene introdotta la possibilità di utilizzare pseudonimi su Google Plus, in controtendenza con la posizione iniziale che faceva della garanzia dell’identità personale uno dei punti di forza del social network. Rimangono comunque alcuni “vincoli” alla possibilità di usare un nome fittizio soprattutto legate all’obbligo di dimostrare che quel soprannome appartenga effettivamente all’utilizzatore e che lo stesso sia solito utilizzarlo su altri canali e per la pubblicazione di altri contenuti.
La decisione si deve probabilmente alla numerosità (più del 60% degli utenti) di coloro che commentano utilizzano uno pseudonimo o semplicemente rientra nel ventaglio di cambiamenti messi in atto per l’ottimizzazione e per stimolare la diffusione del social network a marchio Google.

“Ask on Google+”. Proseguono gli sforzi verso l’integrazione delle funzioni di Search con quelle tipiche dei social network.

Al momento dell’inserimento di una qualsiasi query su Google verrà data la possibilità di reindirizzare quella richiesta su Google+ e chiedere quindi un “aiuto” e la risposta alla propria domanda agli amici di Google+. La funzionalità non è ancora disponibile per tutti i Paesi e per tutti gli utenti ed è pacifico che possa essere utilizzata solo quando si è loggati in Google. L’integrazione di queste caratteristiche è frutto dell’evidenza che i pareri, i consigli e le opinioni dei proprio amici, parenti e delle proprie cerchie di conoscenze hanno sempre più peso anche rispetto a quanto reperibile sulle fonti tradizionali e presso quelli che tradizionalmente vengono considerati “esperti” per un determinato argomento, prodotto etc. Diventa, quindi, sempre più importante la capacità dei brand di influenzare queste dinamiche creando advocacy presso gli utilizzatori finali e stimolando il passa parola (positivo) riguardo le esperienze d’acquisto, di prodotto e di interazione delle persone con i brand.

Il nuovo algoritmo di Google penalizza i contenuti che contengono troppo advertising

Modificato e già attivo il nuovo algoritmo per il motore di ricerca che assegna priorità ai vari contenuti nella visualizzazione dei risultati e penalizza quei contenuti che cotengono troppi contenuti pubblicitari nella parte superiore delle pagine web, ossia quella che si visualizza senza la necessità di effettuare lo scroll. L’affollamento di messaggi e di banner rende infatti il contenuto meno frubile e meno reperibile.
L’idea è quella di dare meno priorità a quelle pagine che scelgono di dare più spazio alla pubblicità a pagamento che ai veri contenuti e anche se sembra che solo l’1% delle ricerche globali verrà influenzato da questo provvedimento, non deve sfuggire il messaggio che, nonostante l’introduzione, l’utilizzo e l’abuso di banner a pagamento sui proprio spazi web sia una necessità, una tentazione o anche solo un modo di comunicare messaggi pubblicitari pertinenti rispetto ai contenuti proposti, l’eccessivo affollamento non solo rende sgradevole l’esperienza utente e penalizza la valutazione di qualità e l’attenzione sui contenuti ma, motivo in più, è sconveniente anche in termini di SEO.

Un’App di Aviary darà la possibilità di customizzare le immagini su Facebook

Mentre Instagram ha introdotto da poco la completa e diretta condivisione delle immagini nella propria timeline di Facebook, Aviary ha appena lanciato una nuova applicazione Facebook che darà la possibilità di modificare le foto già caricate su Facebook introducendo filtri, effetti e stili simili a quelli di Instagram, “privilegi” riservati agli utenti iPhone o comunque all’utilizzo di app mobile e alle foto caricate da smartphone.
L’applicazione Facebook è disponibile anche in versione mobile per iPhone e dispositivi Android e per le sue caratteristiche, vedi in primis la possibilità di utilizzarla su tutte le foto, caricata da qualsiasi tipo di device ha un grosso potenziale di diffusione. La condivisione delle foto è una delle interazioni più importanti e frequenti nell’utilizzo dei social media e un’azione su cui i brand stimolano molto gli utenti quando si vuole puntare sui contenuti UGC. Questa app, semplicissima nell’utilizzo dà uno stimolo in più per tutti coloro che sempre di più amano imrpovvisarsi fotografi in erba ;) .
Ecco, ad esempio, il mitico draghetto Yoshi, di Super Mario, prima…

…E dopo la cura Aviary ;) .

Il caso McDonald’s e l’utilizzo degli hashtag sponsorizzati

L’hashtag, da parola in codice riservata ai nerd, è diventato un fenomeno nazional popolare anche grazie all’utilizzo che ne hanno fatto programmi televisivi come quello di Fiorello, la community sui fatti di cronaca e di costume o i brand in iniziative dedicate.
Come ci racconta Luca Della Dora sul suo blog, Il cosiddetto ‘hashtag marketing’ è sempre più utilizzato ed ha grandi potenzialità. Come ogni “strumento” però, va utilizzato in maniera adeguata e opportuna e come ogni fenomeno a grande potenziale può diventare un boomerang come nel caso della campagna Twitter di McDonals: #McDStories. La call to action invitava gli utenti a raccontate le proprie storie a lieto fine a tema ‘happy meal’ ma si è trasformata nella raccolta di storie d’orrore culinario e quotidiano promosse e amplificate dai detrattori del brand: #McDHorrorStories.

Come sempre non è importante lo strumento o il canale utilizzato ma come se ne sfrutta il potenziale e sicuramente l’hashtagging ne ha da vendere. Ad esempio, per i brand che vogliono attivare delle iniziative, dei contest e delle campagne di comunicazione su canali come Twitter e con strumenti come Instagram e Fourqaure che tra le proprie funzionalità di riferimento hanno proprio quello di indicizzazione, ricerca e categorizzazione dei contenuti tramite hastag.

Per questa settimana è tutto.
Vi invitiamo, ancora una volta, a dirci la vostra in un commento.
Buon proseguimento di settimana a tutti ;) .

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Mercoledì Social #92

di Matteo Brignoli in News

Benvenuti al secondo Mercoledì Social dell’anno: si sa d’altronde che l’Epifania tutte le feste porta via e che il Mercoledì porta con sé un’interessante carrellata di news sul nostro amato social web. Quest’oggi, per bruciare i grassi in eccesso e riprendere uno stile di vita sano, parleremo di Google, Pinterest, Tumblr e Instagram.

Google: Search, plus your world
Nei prossimi giorni Google introdurrà tre nuove feature che vi consentiranno di migliorare e raffinare le vostre ricerche: Personal Results offrirà una selezione di contenuti foto e post aggregati da Google+ relativi al tema su cui state cercando informazioni, Profiles in Search permetterà di trovare velocemente il profilo Google+ di persone che potreste essere interessati a seguire, mentre People and Pages vi aiuterà a trovare più facilmente profili e pagine Google+ legate ad uno specifico contenuto o area d’interesse. Questa novità aggiunge un livello di personalizzazione esclusiva ad ogni ricerca, incentivando l’integrazione dei singoli utenti con la community di Google+.

La straordinaria crescita di Pinterest
L’ormai popolare social network di cui vi abbiamo parlato anche pochi giorni fa ha registrato nella seconda metà del 2011 una crescita notevole, ed è stato recentemente inserito nella Top 50 websites of 2011 del Time Magazine. La chiave di questa crescita è senza dubbio la centralità e l’attenzione data da Pinterest agli interessi delle persone: un dato che sottolinea la necessità di una seria riflessione da parte dei brand su come meglio gestire la propria presenza sugli “interest network”.

Total visits Pinterest year 2011

Tumblr introduce la Fan Mail
Tumblr ha di recente annunciato l’introduzione di un nuovo messaging service tra i propri iscritti, che consentirà di inviare messaggi privati sia dalla home del blog che si sta visualizzando sia dalla propria Inbox: si tratta di una nuova modalità d’interazione, alternativa ai like ed alle note che fino ad oggi sono state la principale forma di comunicazione tra gli iscritti. Resta da vedere in che modo la novità verrà recepita dagli utenti, e quali saranno gli sviluppi più proficui di questo contatto diretto e personale su una piattaforma che fa della creatività e della condivisione di contenuti visivi il proprio punto di forza.

Tumblr Fan Mail

Barack Obama è su Instagram
Le possibili integrazioni tra social media e politica sono un tema di cui abbiamo già scritto più volte, e anche il buon Barack Obama sembra trovarlo un argomento interessante: il Presidente ha da poco annunciato di essersi iscritto a Instagram per “dare alle persone una testimonianza visiva di quello che succede tutti nella vita quotidiana del Presidente degli Stati Uniti d’America”. La presenza congiunta su Facebook, Twitter, Google+, Tumblr e Instagram rende senza dubbio Obama uno degli uomini politici “più social” del mondo, ed offre l’ennesimo spunto per un’analisi del ruolo che i social media potrebbero avere sulla campagna per le elezioni presidenziali americane. Volete sapere se l’iniziativa di Obama su Instagram si rivolgerà solo agli utenti Instagram? Potete scoprirlo, insieme a molte altre cose, leggendo questo post di Stefano Maggi.

Bene, anche per questa settimana è tutto: se avete trovato interessante ed ipocalorico questo post potete comunicarci il vostro parere attraverso la sezione destinata ai commenti. Per quanto mi riguarda, oltre che incoraggiarvi a praticare uno stile di vita sano all’insegna del social web e dell’attività sportiva, auguro a tutti voi un felice 2012. Alla prossima!

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Mercoledì Social #89

di Arianna Dellera in News

Bentornati al nostro consueto appuntamento del Mercoledì dedicato alle notizie più interessanti che riguardano il social web, il tutto nella fremente attesa di cominciare le vacanze di Natale! Qui in We Are Social in realtà lo abbiamo già festeggiato (come potete vedere qui), ma questa è una storia che vi racconteremo – forse – un’altra volta…

Timeline disponibile per tutti
Ed ecco che poco prima dell’arrivo del Natale, Mark Zuckerberg ci regala una delle ultime novità di Facebook: la tanto discussa e largamente anticipata Timeline, o Diario per gli utenti italiani, è finalmente disponibile per tutti. A Settembre Luca ci aveva già mostrato come ottenere la Timeline in anteprima seguendo vari passi ma adesso è tutto molto più semplice. Vedrete il vostro profilo trasformarsi in una sorta di biografia pubblica e accessibile, in continua evoluzione. Vi consiglio prima di tutto di prepararvi a vedere riaffiorare foto imbarazzanti in cui eravate stati taggati tempo fa… Ma a parte questi piccoli “effetti indesiderati” la Timeline rappresenta un redesign radicale delle pagine profilo degli utenti e punta a cambiare profondamente l’esperienza delle persone sul social network più utilizzato al mondo. Voi cosa ne pensate?

Per le pagine dei brand la Timeline non esiste ancora ma circolano voci che sembrano confermare l’intenzione di Facebook a renderla disponibile anche per le marche. Alcuni brand non sono però rimasti con le mani in mano e hanno già cominciato a muoversi per capitalizzare l’introduzione della Timeline per gli utenti. Vogliamo segnalare in modo particolare Mountain Dew. Settimana scorsa il brand ha infatti reso disponibile per i propri fan il download di varie immagini delle dimensioni del nuovo formato Timeline. Gli utenti possono scaricare delle fotografie gratuite e personalizzabili da riutilizzare come immagini copertina del proprio profilo.

Diffusione di Facebook nel mondo
Tre mesi fa scrivevo il mio primo Mercoledì Social e riportavo i dati relativi alla diffusione di Facebook nel mondo. Come sono cambiate le cose in questi mesi? Vediamo che Brasile ed India rimangono in testa alla classifica dei Paesi in più forte crescita ed è addirittura aumentato il tasso di diffusione di Facebook (in Brasile si contano oltre 4.5 milioni di nuovi iscritti al mese). New entry in questa classifica, rispetto a quella di tre mesi fa, sono alcuni paesi asiatici come Giappone, Sud Corea e Vietnam che registrano altissimi tassi di crescita (intorno al 20%).

Teenager e Mobile
Un recente studio di Nielsen sul traffico dati mobile ha sottolineato l’impressionante crescita del 256%, rispetto ad un anno fa, da parte dei teenager americani, con una media di 320mb ad utente. Pur crescendo esponenzialmente la media rimane nettamente inferiore rispetto alla fascia dai 25 ai 34 anni, per cui probabilmente l’uso intensivo della navigazione mobile si affianca all’utilizzo professionale. Per quanto riguarda i messaggi, sono invece i teenager a farla da padroni con un impressionante media di 3417 sms scambiati al mese, mentre le comunicazioni “voce” sono decisamente in calo. Questi fenomeni ci rivelano i trend dei consumatori, sempre più avvezzi all’utilizzo di strumenti per la comunicazione attraverso la rete, con una presenza costante sul web.

Facebook: se mi offendi, ti cancello
Cosa spinge un utente ad accettare una richiesta di amicizia su Facebook, a inviarne una o a rimuovere dai propri amici un contatto già esistente? Un nuovo studio condotto da NM Incite rivela le motivazioni principali che spingono gli utenti a cliccare su “Add Friend” o su “Unfriend”. Scopriamo così che per l’82% degli intervistati la conoscenza di una persona nella vita reale rappresenta il fattore principale che spinge ad accettare o a richiedere l’amicizia su Facebook. Ciò che spinge, invece, a rimuovere un contatto è, per il 55% del campione, aver ricevuto dall’amico virtuale commenti offensivi.

Da questa indagine emerge anche che l’utente medio ha 130 amici su Facebook e che vi sono nette differenze rispetto all’uso del social network da parte di uomini e donne. Gli utenti maschili lo utilizzano soprattutto come strumento di business mentre le donne si collegano principalmente per rimanere aggiornate su tendenze e novità, ricevere coupon e promozioni e per dare feedback positivi.

Svezia: il paese “Social” per eccellenza
La Svezia dimostra ancora una volta di essere “avanti”. Dopo The Pirate Bay e Spotify ecco una nuova innovazione importante che arriva dal paese scandinavo. L’operazione si chiama Curators of Sweden e parte da un assunto molto semplice: “Noi pensiamo che nessuno più dei cittadini sia il proprietario del marchio Svezia” spiega Thomas Bruhl di VisitSweden, l’agenzia di turismo svedese. Ogni settimana l’account @sweden viene affidato ad una persona diversa, senza discriminazione di genere, età, professione, origine o orientamento sessuale. Questo rappresenta un grandissimo – e coraggioso – esperimento di democrazia e “marketing territoriale partecipato”. Ovviamente c’è sempre il rischio che questa iniziativa non funzioni ma credo che comunque vada rappresenta un importante passo verso l’adeguamento delle nuove dinamiche social del Web. In Italia sicuramente siamo ancora lontani anni luce da progetti del genere, ma credete che potrebbe funzionare nel nostro paese?

Finisce così questo Mercoledì Social, usate lo spazio dedicato ai commenti per farci sapere cosa pensate della Timeline e delle altre notizie che abbiamo riportato oggi. E se invece desiderate rimanere sempre aggiornati su tutto ciò di cui parliamo, potete abbonarvi al nostro feed RSS. Alla prossima!

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Mercoledì Social #88

di Matteo Brignoli in News

Se state leggendo questo post, significa che è Mercoledì (ma non datelo mai per scontato…) e come ogni Mercoledì potete leggere il nostro appuntamento settimanale dedicato alle news più interessanti dal mondo del social web. Sono convinto che, da persone ben informate quali siete, sappiate già tutto delle importanti novità introdotte da Twitter negli ultimi giorni… e poi, chi sono io per raccontarvele quando c’è già un nostro post di qualche giorno fa che ne parla in maniera approfondita?
L’avete letto? Sì? Bene, allora possiamo entrare nel vivo del nostro Mercoledì Social #88. ;)

Facebook e i Messaggi Privati per le pagine
Questa novità, per ora limitata all’Asia, potrebbe determinare un importante cambiamento nelle dinamiche comunicative tra il brand “titolare” della pagina e i consumatori, andando a costituire un prezioso strumento per coltivare il rapporto con i fan. Da notare come gli utenti non dovranno necessariamente essere fan della pagina per “scrivere al brand”; al contrario invece, chi amministra la pagina dovrà limitarsi a rispondere ai messaggi ricevuti, senza la possibilità di contattare in privato i membri della community.

Private Message for Pages

Arrivano i nuovi City Badge di Foursquare
Il popolare social network di geolocalizzazione, forte dei suoi 15 milioni di utenti, ha di recente lanciato una serie di nuovi City Badge basati sui pareri e i consigli della propria community, con una particolare attenzione alle scelte dei Superusers. I badge contribuiranno ad arricchire l’esperienza di chi visita le città coinvolte con una serie di tips e segnalazioni sui check-in da non perdere: un ottimo esempio di come il social web possa integrarsi perfettamente con esperienze offline, rinnovando i canoni del turismo tradizionale con una serie di possibilità nuove.

FourSquare City Badges

Creare un forum su Facebook
Tutti ci ricordiamo della sezione Discussioni di cui erano dotate le pagine fino a qualche mese fa, ma pochi sanno che Facebook ha di recente lanciato una nuova applicazione, Forum for pages, che, come avrete capito dal nome, consente di aggiungere un forum direttamente alla propria pagina. Si tratta di una soluzione molto interessante soprattutto per i brand che hanno necessità di instaurare una conversazione con una community particolarmente ampia: in particolare, potrebbe rappresentare una nuova grande opportunità per il customer service su Facebook. Potete vedere l’app già in azione su pagine come quella di Sony Ericsson: che ne pensate del design e delle funzionalità di questi forum?

Forum for Pages - Sony Ericsson

 

Lo stato del Social Marketing nel 2011
Avete mai cercato informazioni e consigli sul social web prima di fare un acquisto? Bene, se l’avete fatto allora siete anche voi dei social consumers, e questa interessante ricerca fatta da Pivot vi riguarda. Vi siete mai chiesti, infatti, cosa si aspettano da voi i vostri brand preferiti? Secondo le marche, questi sono i benefici che potete ottenere grazie all’engagement sui loro canali social:

Social Benefits

Ecco invece un grafico che ci mostra dove si trovano i social consumers dei brand intervistati: come vedete è Facebook a farla da padrone con il 95%, seguito da Twitter e Linkedin (rispettivamente con l’89% e il 75.9%). Interessante notare la crescita di Google+, che raggiunge ben il 42%; si tratta di un dato notevole, tenendo conto che la ricerca è stata effettuata quando il canale era appena nato e che le Google+ Brand Pages sono una recente novità.

Social Networks - Where are consumers?

Siete arrivati a leggere fino a qui? Questa è la fine del mio Mercoledì Social, l’unico Mercoledì che una volta ha provato l’ebbrezza di essere un Martedì: ma questa è un’altra storia e io non posso fare altro che invitarvi a dire la vostra sulle notizie che vi abbiamo dato oggi con un commento o via email. Se volete essere sempre aggiornati su tutte le principali news del social web, abbonatevi al nostro feed RSS, non ve ne pentirete. Alla prossima!

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Twitter, nuovi profili, nuove funzionalità, nuove brand page. Nuovo Twitter?

di Ottavio Nava in News

Da poche ore Twitter ha lanciato alcune novità molto importanti, novità che modificano l’esperienza utente, la fruizione delle conversazioni e dei contenuti e offrono ai brand maggiori opportunità per entrare in contatto in modo rilevante con i propri follower.

Abbiamo semplificato il design per rendere più facile che mai seguire ciò che vi interessa, connettervi con altre persone e scoprire qualcosa di nuovo. Potrete vedere questo nuovo design sia su Twitter.com sia sulle versioni mobile, così da poter avere un’esperienza familiare in ogni momenti, ovunque. Abbiamo anche aggiornato TweetDeck per mantenerci coerenti con questa nuova versione

Se volete dare un’occhiata velocemente alle nuove funzionalità pensate per gli utenti godetevi questo video:

 

Dopo qualche ora di utilizzo ci siamo fatti un’idea dell’impatto che il nuovo design e le nuove funzionalità avranno sull’utilizzo quotidiano di Twitter:

  • La Home offre finalmente un’esperienza più completa, molto più ricca di contenuti e di possibilità di interazione rispetto al passato. Impossibile non fare un primo paragone con uno strumento che conosciamo molto bene e che offre un’esperienza simile: il Newsfeed di Facebook. La differenza principale a nostro parere? La possibilità di andare oltre la semplice fruizione e reazioni ai conteuti dei nostri follower, grazie alla profonda integrazione delle ricerche e la visualizzazione d’insieme su tutto ciò che avvenuto in reazione ad un tweet.
  • Connect non è nulla di rivoluzionario in realtà, permette di vedere rapidamente le proprie mention e retweet e digitando il nome di una persona risponde velocemente con tutte le informazioni disponibili. Twitter su questo punto promette nuove implementazioni.
  • Discover è indubbiamente uno dei cambiamenti più interessanti, non è più un semplice luogo dove ricercare hashtag e trending topic ma un vero e proprio strumento di ricerca per storie, luoghi, interessi e persone. A questo proposito seguite in diretta cosa si dice del nuovo Twitter: #NewTwitter
  • Profilo personale, anche in questo caso nessuno stravolgimento ma una migliore organizzazione e fruizione delle informazioni personali e soprattutto una maggior rilevanza dei contenuti multimediali, da sempre uno dei punti di debolezza di Twitter (in mancanza di link-away).

Tra i pareri più significativi su #NewTwitter riportiamo quello di Justin Bieber:

Ma non finisce qui, infatti Twitter ha lanciato anche le nuove Brand Page.

Come parte di questo rilascio, abbiamo introdotto le nuove pagine profilo per i brand, per offrire loro l’opportunità di creare una destinazione sempre più coinvolgente per i propri follower.

Ora le pagine profilo offrono molti più strumenti per comunicare grazie ad una header più larga dove mostrare un’immagine e il proprio logo, la possibilità di introdurre una tagline e qualsiasi altro visual.

È inoltre possibile scegliere il primo messaggio che le persone vedono accedendo alla pagina di un brand, grazie ad una funzionalità che permette di promuovere un tweet in cima alla timeline della pagina stessa. Questo tweet permette ai brand di promuovere un contenuto importante e potersi connettere più facilmente alla propria audience. Il tweet di apertura viene visualizzato direttamente in forma “aperta” per permettere ai visitatori di fruire immediatamente della foto o del video che il brand ha scelto come introduzione.

Sia le nuove pagine profilo sia il “promoted tweet” di apertura sono gratuiti ed accessibili a tutti. La pagina profilo è la vostra, con i vostri colori, il vostro logo e i vostri messaggi.

Le nuove pagine profilo per i brand saranno disponibili per tutti tra qualche tempo, per ora hanno avuto accesso ad una sperimentazione iniziale alcune aziende, partner di Twitter advertising, tra le quali:

@AmericanExpress, @BestBuy, @bing, @chevrolet, @CocaCola, @Dell, @DisneyPixar, @generalelectric, @Heineken, @HP, @intel, @JetBlue, @Kia, @McDonalds, @nikebasketball, @NYSE_Euronext, Paramount Pictures’ Mission: Impossible – @GhostProtocol, @pepsi, @Staples, @subwayfreshbuzz, e @VerizonWireless

Solo se avete già avuto accesso ai nuovi profili personali potrete visualizzare le brand page, quindi, se non doveste essere tra i fortunati, qui trovate alcuni screenshot e potrete dare un’occhiata al look and feel delle nuove pagina profilo per i brand:

Il collega di We Are Social Singapore,  Simon Kemp, approfondisce in questo post le analogie tra il nuovo Twitter e un social network moto famoso in oriente, Weibo. Ironicamente definisce #NewTwitter… Tweibo

Vi terremo aggiornati come sempre su eventuali nuovi annunci da parte di Twitter e nel frattempo vi invitiamo a provare i nuovi profili e farci sapere cosa ne pensate. I vostro commenti sono benvenuti.

Se volete ricevere i nostri post dritti dritti nel vostro lettore di feed RSS, iscrivetevi al blog di We Are Social. Potete anche ricevere tutti nostri post via email.  

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Mercoledì Social #87

di Luca Della Dora in News

Mercoledì di festa questo per chi vive, ma soprattutto per chi lavora, a Milano: thank God is Sant’Ambrogio quindi. Un mercoledì di vacanza che qualcuno passerà in città, qualcun altro sulle piste da sci… a raccogliere margherite viste le temperature estive che regnano nelle località di montagna. Ma veniamo a noi, e soprattutto alle più importanti notizie che sono state condivise questa settimana sul social web.
 
 
Facebook compra Gowalla. Anzi no
Già, perché nonostante rimbalzino via Twitter continue notizie sull’acquisizione di Gowalla da parte di Facebook, la verità è che sarà il suo dev team a trasferirsi a Palo Alto, per lavorare sull’ottimizzazione della navigazione via mobile della Timeline di Facebook (che è appena stata finalmente lanciata in modo ufficiale – i primi a poterla utilizzare saranno gli utenti che abitano esattamente dall’altra parte del mondo rispetto a noi: i neozelandesi). Niente badge legati ai check-in su Facebook quindi, e neppure tonnellate di dati spostati da un social newtork all’altro: lo assicura Josh Williams stesso – CEO di Gowalla – che tranquillizza gli utenti su qualsiasi possibile cessione di dati personali. D’altra parte anche per Facebook non è esattamente il momento di rischiare altri problemi legali…

E, tanto per confermare che la geolocalizzazione è ormai molto più di un trend destinato alle nicchie, Foursquare ha oggi ufficialmente superato i 15 milioni di utenti registrati: auguri!

 
 
#2011
E per restare in tema di trend, ecco i trending topic più caldi del 2011, suddivisi per area tematica. È incredibile come semplicemente osservando alcuni di questi temi possano spiegare cos’è successo di rilevante nel corso dell’anno: i tragici eventi giapponesi, insieme alle rivolte egiziane ed agli avvenimenti bellici della Libia, spiccano tra i TT legati a luoghi geografici.


Ma non solo, perché attraverso yearinreview possiamo sapere che – ad esempio – ad Aprile si è iscritto a Twitter Nelson Mandela, o che a Luglio ha iniziato a tweettare Rafa Nadal. Cliccate qui per vedere chi altro potreste decidere di seguire in questi giorni.

Ma se proprio non vi accontentate di ciò che suggerisce Twitter, ecco un infographic pubblicato da What the Trend che mette in fila tutti i maggiori trending topic del 2011:

 
 
La psicologia degli acquisti online
I comportamenti d’acquisto sono – ovviamente – condizionati dalla nostra mente, dalle nostre abitudini e dal modo in cui interagiamo con le persone: il social web offre, in questo senso, un’ottima opportunità per le marche di capire in che modo rispondere ai bisogni delle persone. TabJuice ha pubblicato un interessante infographic che evidenzia alcuni fattori chiave nel social commerce. Cliccate sull’immagine qui sotto per scoprire che il 77% delle persone si serve di review per prendere decisioni legate agli acquisti online, e molto altro.

 
 
Il 93% degli europei online naviga sul social web
… ed il 68.4% di loro lo fa su Facebook. È questo il dato che emerge da uno studio condotto e pubblicato da ComScore, che evidenzia la sempre maggior rilevanza di Facebook anche nel Vecchio Continente. E gli italiani? Beh, l’Italia dimostra – ancora una volta – di essere uno dei paesi con il tasso di penetrazione più alto sia per la navigazione su Facebook (con il 79.8%) che su piattaforme di social networking in generale (dove la percentuale supera il 93%).

 
 
E anche per questa settimana speriamo di avervi regalato informazioni interessanti, che vi possano essere utili per capire sempre meglio come muovervi sul social web. Se volete approfondire qualche tema particolare, o capire come ottimizzare la presenza del vostro business in termini di conversazioni ed interazioni, non dovete far altro che scriverci; se invece desiderate rimanere sempre aggiornati su tutto ciò di cui parliamo, potete abbonarvi al nostro feed RSS o seguirci su Twitter.

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Mercoledì Social #86

di Antonio Severino in News

Come ogni mercoledì, eccoci con il nostro consueto appuntamento settimanale dedicato alle notizie più interessanti che riguardano il social web!

Facebook, uno dei canali preferiti dalle piccole imprese per parlare con le persone.
Chi dice che Facebook sia utile solo ai grandi brand e alle interazioni che sono capaci di generare anche a fronte dei loro maggiori investimenti? Emarketer ha pubblicato qualche giorno fa un articolo sugli strumenti utilizzati dalle piccole imprese per “connettersi one-to-one” con le persone. Lo studio, realizzato da Constant Contact e basato sulle aziende americane, offre molti spunti interessanti. Facebook è utilizzato dal 70% delle piccole aziende, secondo fra gli strumenti digitali, alle spalle della posta elettronica.

E fra gli strumenti social, quali sono quelli ritenuti più utili per le piccole imprese? La risposta, delle piccole imprese stesse, è molto chiara: per l’83% Facebook rappresenta lo strumento più efficace, che stacca decisamente Twitter e il suo 46%. Stupisce invece il ruolo marginale che hanno i siti di recensioni e, soprattutto, il fenomeno legato ai deals.


Quali sono le piccole imprese o le attività commerciali locali che “seguite” sui canali social?

Twitter: quali sono le lingue più diffuse?
Una recente indagine di Semiocast, condotta su 5.5 miliardi di tweet pubblici postati nell’ultimo anno, conferma che è l’inglese la lingua più “parlata” su Twitter (circa il 39% dei tweet). Ma se questa informazione non sembra svelare nulla di nuovo. Molto più interessante è, invece, sfogliare la classifica alla scoperta delle altre lingue, che svelano quali sono le persone più attive in formato 140 caratteri. Medaglia d’argento al giapponese, con il 14% dei tweet (il giapponese è parlato da 130 milioni di persone) mentre il terzo posto in classifica è occupato dal portoghese (con il 12% dei tweet).

Se il quarto classificato non stupisce più di tanto – spagnolo, 8% dei tweet – veniamo alle sorprese: Il 6% dei tweet dell’ultimo è stato scritto in malese (lingua parlata da “solo” 150 milioni di persone) e – udite udite, olandese (3% dei tweet, lingua “di nicchia” parlata da circa 28 milioni). Molti di voi si staranno chiedendo: “E il cinese?”. Solo lo 0,5%, questo perché Twitter è praticamente inaccessibile ai cinesi (Ban e presenza del locale Weibo). Assenti dai primi posti della classifica l’italiano (lingua parlata da circa 80 milioni di persone) e il francese (parlato da più di 300 milioni di persone). Premio “percentuale di crescita più alta” va all’arabo, +2.146% nell’ultimo anno e 1% dei tweet totali.

Quanto vale un commento? Quattro “like”!
Vi abbiamo già parlato delle nuove metriche di Facebook per misurare l’interazione fra persone e pagine: con l’introduzione del “talking about this” e del numero di “share” fatti su un contenuto, oltre che ai nuovi insights, è ormai chiaro quando utilizzare il solo “like” come KPI per valutare il successo di una campagna, o di un’attività social, sia ormai insufficiente. Già in tempi non sospetti il nostro Luca aveva affrontato l’argomento parlandoci del valore del “like”. Ma quanto vale uno share? E quando un commento? Un articolo di SocialFresh analizza in maniera molto interessante la questione “Share”: i contenuti devono essere in grado di generare non solo “interazione” ma anche “condivisione”. Lo share porta principalmente due benefici: allunga la vita al contenuto stesso (che prosegue la propria avventura su un profilo personale, una volta condiviso dalla Facebook page, generando un effetto passaparola) ma soprattutto ne migliora le performance. Un contenuto condiviso aumenta di 4.5 volte il numero di click ricevuti rispetto a uno con zero share.

E i commenti? E i like? Analizzando la fonte dell’articolo stesso, una ricerca di EdgeRank, scopriamo che un commento è in grado di generare ben 14 mila click, mentre un like “solo” 3 mila. E non solo: il giorno “in cui si condivide di più” è il mercoledì! Consigli per il futuro? Creare contenuti di qualità, che stimolino sì l’interazione e la conversazione, ma soprattutto la condivisione.

Per oggi è tutto, non dimenticate di restare in contatto con noi abbonandovi al nostro feed RSS per non perdere neppure un aggiornamento del nostro blog! Potete utilizzare lo spazio qui sotto, quello dedicato ai commenti, per dirci la vostra, mentre se desiderate ricevere supporto – o anche fare soltanto una chiacchierata – per capire come gestire al meglio le conversazioni tra il vostro brand e le persone non dovete far altro che scriverci. Alla prossima!

 

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Mercoledì Social #85

di Luca Della Dora in News

E come ogni mercoledì… oggi è mercoledì, e tutti coloro che ci seguono sanno che è un giorno importante perché come accade da ormai da 85 settimane, regala un overview delle novità più importanti legate al social web ed alle opportunità che le marche possono cogliere sfruttando lo spazio di interazione che offre a loro, oltre che alle persone.

Scordatevi i 6 gradi di separazione: da oggi sono 4
… ce lo dice una ricerca svolta da Facebook e dall’Università degli Studi di Milano. Che i social media riducano le distanze e aumentino incredibilmente le occasioni di contatto tra le persone è evidente, ma sapere che il 99.6% delle persone sono oggi divise da soli 5 gradi di separazione, mentre per il 92% i gradi sono soltanto 4, è davvero incredibile. Non sapete cosa sono i “6 gradi di separazione”? Beh, Wikipedia vi può dare una mano.

 

Gradi di separazione

Un altro interessante studio condotto da Facebook è invece riferito al numero medio di connessioni che ognuno dei 721 milioni di utenti ha (e se pensiamo che si tratta del 10% della popolazione mondiale, è evidente la sua rilevanza): il 10% degli utenti ha meno di 10 amici, il 20% meno di 25, mentre il 50% ne ha più di 100. Il numero che però è interessante sottolineare sono 190 amici che mediamente ognuno degli utenti ha: se pensiamo che fino a pochi mesi fa il numero era di 130, ci rendiamo facilmente conto sia di come le abitudini stiano cambiando (per quanto riguarda la percezione della sfera personale, ma anche nel numero di interazioni intrattenute), sia del costante incremento della base di utenti di Facebook.

Numero medio di amici

Ci sono tanti altri fatti interessanti che potete approfondire leggendo lo studio completo qui.

 

Da dove tweettano i tuoi follower?
Non sarà certamente una domanda che vi toglie il sonno, ma è sicuramente un aspetto importante, soprattutto per i brand che si servono di Twitter per interagire con le persone. È importante infatti sapere a chi ci si sta rivolgendo per offrire contenuti di valore. Twitter però non fornisce quest’informazione – a meno che non si decida di spulciare, una per una, tutte le bio degli utenti, o controllare da dove hanno tweettato manualmente. Ecco quindi TweepsMap, un tool gratuito che ci permette di sapere da dove scrivono le persone con cui stiamo interagendo.


Qui sopra la mappa di chi segue @wearesocialit (e se non ci sei, cos’aspetti ad entrare anche tu nella mappa, seguendoci?)

 

Foursquare ci racconta come viaggiamo
E lo fa attraverso l’infographic creata da Matt Healey, che prende in considerazione tutti i check-in avvenuti tra Halloween e Capodanno del 2011 in luoghi come aeroporti, stazioni e autostrade. Ancora una volta il social web ci è d’aiuto nell’osservare le abitudini delle persone: l’infographic evidenzia le città con maggior “traffico” e quali sono quelle più connesse tra loro in un periodo dell’anno particolarmente “vivo” per gli spostamenti delle persone.


Clicca l’infographic per la versione hi-res

Sempre a proposito di Foursquare, nei giorni scorsi è stata introdotta un’importante novità che consente di capire il grado di expertise – e quindi l’autorevolezza – degli utenti, in modo da dare un peso ai tips che vengono lasciati nelle venue che frequentiamo. Sembra quindi che la strada intrapresa da Crowley e il suo team sia sempre più verso uno strumento utile a scoprire nuovi luoghi, grazie ad informazioni di valore lasciati dalle altre persone.

 

Il 2011 del Marketing in infographic
Chiudiamo il nostro appuntamento settimanale con una bella raccolta di infographic legate al marketing condivisa da Hubspot: insomma, anche se manca ancora un mese al Natale, vogliamo fare un regalo a tutti gli amanti del genere (molte le avrete sicuramente già viste, anche sul nostro blog, ma questa raccolta vi permette di fare un bel ripasso). Enjoy.

 

E con questo è tutto per oggi, ma non dimenticate di restare in contatto con noi abbonandovi al nostro feed RSS per non perdere neppure una notizia che condividiamo attraverso il nostro blog. Se poi volete approfondire qualche tema specifico potete utilizzare lo spazio qui sotto, quello dedicato ai commenti, per dirci la vostra, mentre se desiderate ricevere supporto – o anche fare soltanto una chiacchierata – per capire come gestire al meglio le conversazioni tra il vostro brand e le persone non dovete far altro che scriverci.

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Mercoledì Social #84

di nicolodus

“Fioi” nello slang trevigiano identifica quelle persone dotate di una personalità fuori dal comune o semplicemente il giro di amici che saluti al sabato sera quando ci si trova per una birra. Io lo uso spesso e ve lo dico perchè vorrei iniziare il mio primo ed entusiasmante Mercoledì Social con un amichevole ciao Fioi!
La speranza, anche per quest’oggi, è quella di darvi qualche utile news dal carattere social. Non indugio oltre e vi auguro un’intensa e proficua lettura!

Google+ lancia la gestione integrata delle Pages
Lo sappiamo: Google+ ha aperto i battenti ai brand con le sue Pages; ce lo ha spiegato molto bene Ottavio in questo post e Cristina, la scorsa settimana ha illustrato come creare la Page del proprio brand in pochi semplici click.
Oggi arriva un importante upgrade per la gestione delle Pages: Google ha annunciato la possibilità di utilizzare tool di terze parti per gestire la propria pagina. I nomi dei provider scelti per questo servizio sono 6 e sono altisonanti: Buddy Media, Context Optional, Hearsay Social, HootSuite, Involver e Vitrue.

Questa fase di sperimentazione servirà al colosso di Mountain View per raccogliere feedback importanti e migliorare ulteriormente l’esperienza dell’utente, ma già si può dire che in un social scenario in cui brand e imprese sono attive su diverse piattaforme social, la scelta di Google+ agevola molto la gestione coordinata e sicuramente faciliterà l’integrazione di questo canale da parte dei brand e delle aziende.

 

Il successo delle social app
Produttori e distributori di contenuti editoriali hanno oramai intuito l’importanza dei social media nel veicolare le loro informazioni che sono sempre più condivisibili.
Il next step lo abbiamo visto quando Facebook ha annunciato le sue partnership con media brands come Netflix e Spotify per lo sviluppo delle social app, ovvero applicazioni che permettono all’utente di fruire di contenuti all’interno di Facebook e condividere cosa stanno guardando, ascoltando o leggendo.
Ad un mese di distanza i feedback sono ottimi e le social app stanno volando, vediamo qualche esempio:

L’app di The Guardian, che permette all’utente di fruire e condividere le news direttamente  all’interno di Facebook, ha visto salire il numero di installazioni a 2,6 milioni.
Yahoo! News, che invece ha scelto di integrare nel suo dominio una social feature che mostra cosa stiano leggendo gli amici di un utente, ha riportato circa 2 milioni di installazioni in circa due settimane. Anche il provider di musica on-demand MOG ha visto quadruplicare il suo traffico da quando ha lanciato la sua app.

Dal successo di queste esperienze Facebook è alla ricerca di nuove partnership e ha deciso che dedicherà una visibilità maggiore alle social app una volta lanciata la sua agognata Timeline.

 

La CardMunch di LinkedIn
Se anche voi come me fate un lavoro in cui incontrate spesso persone nuove, sapete bene come dopo un po’ sia difficile gestire l’enorme collezione di biglietti da visita che ammonta nel portafoglio o in un cassetto o addirittura sparsi sulla scrivania.
LinkedIn con la sua app CardMunch ha dato sicuramente una svolta alla gestione dei contatti, almeno per i possessori di iPhone. Per chi non la conoscesse, questa applicazione gratuita permette di fotografare un biglietto da visita e di mandare in automatico la scansione ad un centro di elaborazione dove i dati vengono “digitalizzati”, diventando così utilizzabili e condivisibili tramite qualsiasi tipo di device. Questo video colmerà le mie lacune esplicative.
La novità di questa settimana è il grande restyling che LinkedIn ha operato su questa applicazione che adesso consente di “linkare” (ma va?) il biglietto da visita di un persona con il suo profilo LinkedIn.

 

Search Bot e info on-demand
Ancora informazioni, ma su Twitter. La piattaforma di microblogging è uno strumento utilissimo per essere sempre aggiornati sui topic per noi più rilevanti e per seguire personaggi e persone che ci interessano.
Il potere informativo di questo social media però non finisce qui. Diversi brand stanno infatti sviluppando dei bot che permettono la ricerca di contenuti tramite Twitter. Lo confermano le novità introdotte da Virgin Atlantic e da The Guardian (ancora lui!).

Virgin Atlantic ha da pochissimo lanciato il suo bot che consente di controllare lo stato del tuo volo tramite il servizio di microblogging. Basta un tweet @VAAInfo con il numero di volo e la data di partenza e si ricevono subito tutti i dettagli.
The Guardian invece con il suo Search Bot permette agli utenti di cercare un contenuto all’interno del proprio sito semplicemente twittando una domanda o una keyword a @GuardianTagBot. Il bot invia immediatamente un tweet contenente un link ad una pagnina di guardian.co.uk in cui c’è una lista di risultati della ricerca.
In un momento storico in cui l’overload di informazioni continua a crescere è importante trovare nuovi strumenti che aumentino le possibilità per gli utenti di selezionare e reperire informazioni utili e rilevanti. Sarà il microblogging ad allargare le frontiere della conoscenza on-demand?

Sapete bene che siamo sempre desiderosi di sapere che ne pensate, quindi utilizzate lo spazio qui sotto – dedicato ai commenti – per dire la vostra e non scordate di iscrivervi al nostro feed RSS se volete rimanere sempre aggiornati sulle ultime notizie provenienti dal social web.

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Mercoledì Social #81

di Matteo Brignoli in News

Ciao a tutti e ben ritrovati al nostro appuntamento del mercoledì, dedicato alle notizie più interessanti sul mondo del social web. Questa settimana parleremo di: social media e politica, Foursquare, entertainment online, social moms.

Facebook e Twitter aiutano a vincere le elezioni?
I social network possono davvero aiutare un candidato a vincere le elezioni? Secondo uno studio presentato dal dr. Ciaràn McMahon alla conferenza annuale della Political Studies Association of Ireland, l’impiego dei social media è destinato a dare un contributo rilevante alle campagne elettorali dei prossimi anni. Lo studioso, basandosi anche sul numero di fans, friends e followers di ogni candidato, ha dimostrato una consistente differenza del numero di voti ricevuti tra i politici che impiegano abitualmente Facebook e Twitter per comunicare con gli elettori, e quelli invece completamente estranei al mondo dei social network. A conferma di questa interessante tesi, vi segnaliamo la scelta di Barack Obama di aprire un Tumblr in occasione delle elezioni presidenziali del 2012, mentre su Foursquare potete trovare una lista di tips sui luoghi in cui si trova il presidente francese Nicolas Sarkozy nel corso dei suoi impegni ufficiali, curata direttamente dal palazzo dell’Eliseo!

Il ruolo di Foursquare nella vita universitaria
La Western Kentucky University ha recentemente lanciato un “Foursquare plan” in occasione della settimana di orientamento per la futura classe accademica del 2015: l’iniziativa ha permesso ai futuri studenti di interagire tra loro, conoscersi e partecipare a eventi speciali nel campus. Questo tipo di esperienza personalizzata, forte anche della creazione di t-shirt dell’evento e dell’allestimento di una check-in station dove creare il proprio profilo Foursquare, ha contribuito ad aumentare l’interesse e il senso di appartenenza dei quasi 800 ragazzi coinvolti verso la WKU. La vita nei campus americani è molto diversa da quella a cui siamo abituati nelle università italiane, ma chissà che progetti come questo non trovino spazio anche nei nostri atenei un giorno?

La necessità di sviluppare contenuti interessanti
Secondo questo report di Hitwise sul comportamento online degli utenti del Regno Unito, il numero di visite ai siti di intrattenimento è cresciuto del 14% nel corso dell’ultimo anno, con un aumento del 36% nel caso di siti come YouTube, dedicati alla condivisione di video. Lo stesso report tuttavia indica come, prendendo in esame un’ora “standard” trascorsa su internet, siano ancora i social media a conquistare la maggiore attenzione di chi naviga. Questo conferma la necessità per i brand di produrre e condividere contenuti interessanti coinvolgendo tutti i diversi network se vogliono attrarre l’attenzione dei consumatori: incoraggiare chi vede per la prima volta un video su YouTube a partecipare anche alla community fa parte della strategia utile a creare un engagement fondato sui “socialised content”.

Arrivano le “mamme social”
La crescente influenza delle donne nelle decisioni d’acquisto è nota a tutti, ma qual è il loro rapporto con i social media? Una ricerca di NM Incite e Nielsen introduce il concetto di “social moms”, cioè quelle donne con almeno un figlio e che partecipano attivamente al social networking. La larga maggioranza sembra essere più propensa a scaricare coupon per lo shopping e comprare cosmetici online rispetto al resto della popolazione femminile, e la loro influenza cresce anche nell’interazione attiva: le “mamme social” condividono volentieri pareri e consigli sui prodotti di bellezza, e il 6% pubblica review dei vari prodotti acquistati. Ancora una volta, l’uso dei social media riesce a modificare il rapporto degli individui con le marche, delineando nuove possibili aree d’interesse per chi si occupa di marketing.

Per questo mercoledì è tutto: se vi è piaciuto questo post inviateci i vostri commenti, e non dimenticate di iscrivervi al nostro feed RSS per ricevere tutte le news e gli aggiornamenti da We Are Social Italia.

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