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Mercoledì Social #102

di Valentina Zaini in News

Superata la soglia dei 100 Mercoledì Social, non ci fermiamo e questa settimana ci sono io a parlarvi delle ultime novità dal social web. Un post ricco di spunti (Twitter compie 6 anni… vi sentite un po’ vecchi, eh?) e case history particolarmente interessanti, come i primi utilizzi creativi di Pinterest per i brand. Partiamo subito!

Happy Birthday Twitter!
Sono passati 6 anni da quando Jack Dorsey inviò il suo primo tweet, il 21 Marzo 2006. Inizialmente, il Twitter che tutti noi conosciamo, era stato pensato come servizio di messaggistica via SMS, ai quali deve il nome e i 140 caratteri che sono stati il suo successo. Giusto per soddisfare la vostra sete di curiosità, il naming Twitter fu pensato fin dall’inizio (“cinguettare” rispecchiava chiaramente il carattere del network) ma fu poi scelta la declinazione senza vocali twttr, che si riferiva alla corrispondenza in caratteri del codice numerico scelto per scambiarsi messaggi: 89887.
Nell’estate del 2006 Twitter diventava un servizio pubblico, ma sarebbe salito alla ribalta mondiale solo l’anno successivo. Lo scorso Ottobre, Twitter ha dichiarato che vengono inviati circa 250 milioni di tweet al giorno. Impressionante se si pensa che tutto è partito da un “ just setting up my twttr”…

Promoted Tweets su mobile
Rimaniamo sull’argomento Twitter: proprio ieri è stato annunciato sull’advertising blog di Twitter che i test dei promoted tweets su mobile, annunciati qualche settimana fa, stanno continuando e mostrano risultati positivi, soprattutto ora che i brand possono raggiungere il proprio target anche sul 55% di utenti che ogni giorno si collega attraverso le applicazioni dal proprio dispositivo IOS o Android. Questa scelta verrà portata avanti senza problemi oppure il rischio è di perdere molti utenti “scocciati” dall’advertising sulle loro applicazioni? Noi crediamo che, se trattata come si deve, sarà un’ottima opportunità per i brand presenti sul social network.

I momenti migliori per il social posting
Contenuti come questi non mancano mai, e sono una pietra miliare per chi opera nel campo del social marketing: sapere quando è il momento migliore per comunicare i propri contenuti. KISSmetrics ne ha fatto una serie di infografiche.
Le 5 del pomeriggio su Twitter sono l’orario migliore se si punta ad essere retwittati da molti utenti. E, a quanto pare, il sabato le persone sono più propense a condividere contenuti su Facebook, meglio se a mezzogiorno. Se invece avete un blog, il consiglio è di postare prima delle 11 del mattino: le persone sono più propense a leggere gli articoli al momento della colazione. Cliccate sull’immagine qui sotto per vedere le infografiche complete.

La social pizza di Domino’s Australia
È cominciata lunedì la campagna di Domino’s Pizza che, per sette giorni permetterà ai propri 488.000 fan di creare la “social pizza”. Potranno scegliere che tipo di pasta utilizzare, quali salse e ingredienti aggiungere e anche sceglierne il nome. La pizza verrà poi proposta all’interno dei menu Domino’s.

Anche noi di We Are Social Italia, poco tempo fa, abbiamo lanciato per il nostro cliente Philadelphia una simile inziativa: The Social Sandwich. Tre team con esperti di cucina, comunicazione e design hanno lavorato insieme alle proprie community per ideare il primo “panino social” della storia, lanciando domande e raccogliendo input attraverso i propri canali social.

Puzzle-interest: Peugeot lancia la competizione
Arriva da Peugeot uno degli ultimi utilizzi creativi di Pinterest . Un social puzzle in cui le immagini delle vetture vengono fatte letteralmente “a pezzettini” per ricostruire i diversi modelli sulle board dei propri follower. I primi 5 utenti che riescono a riprodurre tutte le vetture all’interno delle loro board attraverso la dinamica di “repin”, vincono i premi in palio.

Insights Facebook: ora anche per mobile
Facebook si sta adeguando alla rilevante fetta di mercato rappresentata dai dispositivi mobili. Da poco ha infatti reso disponibili gli insights del traffico mobile per quanto riguarda le applicazioni, quindi visibili ai soli sviluppatori. Che questo sia un inizio per l’introduzione di questi insights anche per le brand page?

Anche per questa settimana è tutto. Alla prossima!

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Fidarsi di un tweet [ricerca]

di Stefano Maggi in News

Ogni giorno riceviamo cinque volte più input rispetto a 26 anni fa e produciamo una quantità di informazione paragonabile a quello di sei giornali. In questo scenario, la risorsa più scarsa e importante è la fiducia perché ci permette di selezionare ciò che è degno della nostra attenzione. Individuare gli indicatori che segnalano quando una fonte è affidabile diventa fondamentale per le persone che interagiscono ogni giorno sul social web e ovviamente che le marche che vogliono attivare una relazione con le persone lo comprendano in profondità.

Microsoft, insieme alla Canergie Mellon University, ha rilasciato uno studio che indaga le dinamiche di fiducia su Twitter: quali persone e quali tweet sono più affidabili generalmente? Quali regole influenzano la percezione di ciò che viene twittato? Ecco i risultati.

I tweet scoperti grazie alle persone seguite sono i più affidabili: un’altra conferma dell’importanza di costruire un rapporto fatto di piccole azioni continue e non basato solo su un’azione aggressiva e “one shot”.
Il livello di credibilità cambia molto rispetto al contenuto del tweet: se la vostra marca vuole parlare di argomenti molto rilevanti è importante aver già costruito un rapporto di fiducia. Diverso è se si tratta di temi leggeri:i tweet di questo tipo sono ritenuti molto più affidabili.

 

 

Il tipo di profilo (focalizzato su un tema, uomo, donna, generico o di default) influisce sull’affidabilità percepita: se il profilo fornisce informazioni rilevanti e fa percepire l’elemento “umano” di chi sta effettuando il tweet, la fiducia cresce. I nomi che esprimono il focus dell’account (ad esempio rispetto a un argomento specifico, o a un brand) funzionano molto bene nell’aiutare a identificare chi sta effettuando il tweet, attribuendogli fiducia.

In conclusione su Twitter, anche nel rapporto tra marche e persone, valgono alcune regole fondamentali della conversazione:

  • Le interazioni che funzionano meglio mettono in primo piano la componente umana;
  • Gli account più credibili sono quelli più aperti, chiari riguardo la propria mission e espliciti nella relazione;
  • Il focus su alcuni temi permette di acquisire credibilità attraverso una leadership di pensiero;

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Social Media: demographics e abitudini [INFOGRAPHIC]

di Luca Della Dora in News

Facebook, Twitter e Pinterest sono utilizzati più dalle donne che dagli uomini, LinkedIn invece ha tra i suoi utenti un perfetto equilibrio, mentre Google+ è popolato soprattutto da uomini. Ma queste sono cose che probabilmente sapevate già – o comunque immaginavate. onlineMBA – attraverso l’infographic che trovate qui sotto – va però nel dettaglio, e ci racconta demographic e abitudini delle persone che vivono il social web.

È così che scopriamo che la presenza femminile su Pinterest è schiacciante (82%), o che gli utenti di Twitter sono ben distribuiti in tutte le fasce d’età (con una leggera prevalenza per gli over 45 – il 33%), mentre a popolare Google+ sono soprattutto uomini single (ben il 71% sono infatti maschi, ed il 44% dichiarano di non avere una relazione stabile). Questo studio riporta molti dati utili a capire chi utilizza ognuno di questi canali e come lo fa: questo permette di capire qual è la miglior strategia per entrare in contatto con le persone, in modo da sviluppare modalità d’interazione ad hoc a seconda del canale utilizzato e dell’audience che si vuole coinvolgere.

Social-Media-Demographics
Clicca l’immagine per vedere l’infographic in hi-res

Qual è il dato che vi stupisce di più? Se pensiamo che è ormai il 66% della popolazione online ad essere connessa sul social web, è evidente l’importanza di conoscere il pubblico con cui il proprio brand vuole interagire.

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Mercoledì Social #101

di Cristina Forlani

Dopo l’importante traguardo segnato dall’ultimo post del mercoledì (100° Mercoledì Social e apertura di We Are Social NYC), rieccoci qui a parlare delle ultime novità dal social web.

Arriva il Social CaseHistory Forum

Mentre in Texas si continua a parlare di novità al SXSW, in Italia ci si prepara al prossimo evento legato a tutto ciò che è social: il 29 marzo a Milano si terrà infatti il primo Social CaseHistory Forum. Per definizione degli stessi organizzatori, si tratta di “un racconto collettivo che prende vita in spazi di interazione attraverso le parole di chi l’ha vissuto in prima persona”. La filosofia dell’evento? Niente fuffa (e questa ci sembra una grande premessa). L’agenda è già piuttosto fitta: molte le aziende che hanno voglia di condividere le loro storie di successo e diffondere la loro visione legata ai social media. L’ingresso per i visitatori? Gratuito. L’hashtag? #schf12.

 

Yahoo! VS Facebook: si va in tribunale

Ora è ufficiale: dopo i rumors delle scorse settimane, Yahoo! ha deciso di giocarsi il tutto per tutto facendo causa a Facebook per la presunta violazione di ben 10 brevetti riguardanti advertising, privacy, personalizzazione, messaggistica e addirittura lo stesso modello di social networking.
Una mossa simile era già stata realizzata dalla stessa compagnia nel 2004, ai tempi della ingresso sul mercato azionario di Google: riuscirà Yahoo! a scalfire l’immagine del colosso di Zuckerberg, e soprattutto la sua quotazione in borsa? Noi seguiremo la questione da vicino e vi aggiorneremo sui nuovi sviluppi del caso che animerà l’arena social per i mesi a venire.

 

Se non puoi farlo, compralo.

Il valzer delle acquisizioni continua ad animare il mondo dei social network. Tre mesi fa ha fatto molto discutere l’acquisto di Gowalla (che ora ha definitivamente chiuso i battenti) da parte di Facebook. Ora tocca a Twitter, che ha da poco annunciato l’acquisto di Posterous, il servizio di micro-blogging nato nel 2008. Pare però che non debba preoccuparsi chi ha un account su Posterous: gli spazi non verranno chiusi e la piattaforma resterà pienamente operativa (anche se fra le FAQ compaiono già vari consigli per fare il backup dei propri post).
Quali saranno le intenzioni di Twitter? Che stia affilando gli artigli per una sferzata innovativa da far restare a bocca aperta i competitor? Fateci sapere cosa ne pensate dicendo la vostra nei commenti, qui sotto.

 

Il social game torna alle origini

Dopo Fruit Ninja e Angry Birds, le App legate al gaming si rifanno ai giochi della nostra infanzia. Dopo il ritorno di Monopoly e Scarabeo, arriva ora l’App freemium simil-Pictionary: il suo nome è Draw Something e in 5 settimane ha toccato la soglia impressionante dei 20 milioni di download. Con 12 milioni di utenti attivi, pare stia coinvolgendo anche molte star USA, da Miley Cyrus al cast di The Jersey Shore.
La tendenza del gaming sembra dunque premiare le App multiplayer, in cui si possono scegliere gli avversari dal proprio network o sfidare utenti random, proprio come Angry Words (in cui, modestamente, mi difendo alla grande). L’importanza della relazione fra gli utenti si estende dunque anche al social game, portando al centro dell’interazione social la rete di contatti.

 

Crea la tua infographic in pochi click

Gli amanti delle infographic saranno felici di sapere che Visual.ly offre un servizio free per creare, personalizzare e condividere la propria infographic sulla base dei dati di Facebook e Twitter. Un esempio? Eccolo: @Luca2D VS @crifor. Chi vince? Lui, of course.

 

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Thank God We Are Social #40

di Pierluca in News

Come tutti i sabati è tempo di relax, quest’oggi è un’occasione speciale infatti è l’ultimo sabato nei 20s per chi scrive: non lasciamo però spazio ai sentimentalismi e tuffiamoci subito nelle notizie che ci hanno colpito di più questa settimana.

Taco Bell Doritos Locos
Per festeggiare l’arrivo del nuovi Tacos “Doritos Locos” il brand Taco Bell ha attivato una interessante promozione: sulle scatole e sui bicchieri è presente una funzione di realtà aumentata, che permette di visualizzare i tweet collegati al nuovo prodotto. Inoltre scaricando l’applicazione del brand è possibile partecipare direttamente con il proprio account di Twitter o Facebook.

Oltre a questo sulle scatole è presente un QR code che rimanda a un certificato di ringraziamento e a un video speciale.

Il nuovo Angry Birds
Qual è l’argomento più discusso in questo blog dopo i social media e i gattini? Come avrete capito cliccando su almeno uno degli ultimi 7 link sono gli Angry Birds.
Il gioco di Rovio nella sua nuova versione ci porterà nello spazio:

Non ci resta che aspettare il 22 Marzo per scoprire se “Angry Birds Space” sarà un successo come i suoi predecessori.

SXSW

Come sapete, i Managing Partner di We Are Social Italia – assieme ai loro omologhi di Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Singapore, Australia e Brasile – sono questa settimana alla conferenza SXSW a Austin,

…pare che in Texas si incontrino personaggi particolari…

…ma che si trovi anche un po’ di spazio per il divertimento:

Se volete saperne di più non potete far altro che seguire su twitter l’hashtag #weareSXSW.

Buon week end!

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Mercoledì Social #99

di Nicolò Dus

Ciao #fioi (per il significato di questa parola vi rimando al mio ultimo intervento). Il comune denominatore di questo post è la crescita sui social media, intesa come incremento numerico e come evoluzione comportamentale.

Chi vuole essere miliardario?
Citando la celebre frase di un fortunato format televisivo vi annuncio che Facebook continua la sua scalata verso il miliardo! Si stima che il social media per eccellenza raggiungerà quota 1.000.000.000 di utenti entro la fine del 2012 e per la precisione ad ottobre. A spingere la crescita degli ultimi 3 mesi aiutano sicuramente i +7,4 milioni del Brasile, +5,4 milioni dell’India e +2 milioni di Messico e Indonesia. Questo significa che circa un settimo delle persone nel mondo avrà un account su Facebook. Sicuramente un dato fondamentale che rafforzerà la volontà dei brand di adottare i canali social come principale media di conversazione con i consumatori.

Tweet everywhere
Al ritmo di quasi 900 mila nuovi account al giorno, Twitter ha dato il benvenuto al suo 500 milionesimo utente la settimana scorsa. Consapevoli che la maggior parte dei tweet worldwide provengano da Paesi anglofoni quali Stati Uniti, UK e Canada, stiamo assistendo ad una crescita esponenziale degli utenti internazionali. Conferma questo trend uno studio curato da Sysomos. Anche Twitter vede il Brasile in testa alla crescita con i suoi 8,8% di utenti unici, in Indonesia raggiungono il 2,4% della popolazione e in Germania toccano il 2,5%. Un dato in controtendenza arriva dagli USA che vede una contrazione di utenti, passando dal 62% al 50,8%. In Italia i tweet rimangono timidi: 0,65% di utenti. C’è da dire che la versione di Twitter in lingua italiana è stata lanciata solo a dicembre 2011. Credete che grazie ad agenti importanti quali testate giornalistiche e mass influencer che adottano questa piattaforma, sia solo questione di tempo prima che Twitter diventi indispensabile per comunicare e rimanere aggiornati in tempo reale anche fra gli italiani? Noi pensiamo di sì.

Quantità VS qualità
Aumentare il bacino dei propri utenti è sicuramente un obiettivo primario per qualunque social network. I numeri però non sono tutto. Più volte abbiamo identificato come sia importante capire quante persone siano effettivamente attive sui canali social. L’infografica qui sotto ci illustra l’attività della popolazione UK sui diversi social media. Vi aggiorneremo appena avremo uno studio significativo anche per l’Italia. Per ora lanciamo il nostro personale sondaggio: quanto siete attivi sui social media? Quale vi dà più soddisfazione e utilizzate più frequentemente? Dite la vostra nella sezione commenti qui sotto!

L’immagine è tutto… anche su Google
Cresce la voglia di immagini sul web e Google sembra averlo capito. A Mountain View hanno di recente implementato l’imprescindibile sezione di ricerca dedicata alle immagini.
Vi sarete accorti ormai da tempo che nella schermata dei risultati compare in alto alla pagina un elenco di ricerche correlate alla query che avete inserito. D’ora in poi sarà possibile fruire anche di un’anteprima visiva delle “related searches”. Nell’esempio che vedete qui sotto ho cercato “Treviso” (la mia città natale). Come vedete in cima alla pagina ci sono diverse ricerche correlate. Passando il mouse sopra una delle voci appare un’anteprima delle immagini ad essa legate. Nel caso specifico vediamo 3 foto della romantica zona in riva al fiume Sile chiamata “Buranelli”. In questo modo l’utente non è obbligato a lasciare la sua ricerca per approfondire potenziali argomenti interessanti e le sue scoperte sono veicolate dagli interessi di partenza.

Facebook: più privacy per filtrare i contenuti rilevanti
Vi ricordate la rincorsa al tag? Cercare foto (a volte imbarazzanti) che ci immortalavano negli album degli amici per provvedere a metterci il nostro nome sopra? Oppure quante volte, il giorno dopo una festa, ci è apparsa la notifica: “Nicolò ha stretto amicizia con mille :) persone”. Tutti coloro che hanno iniziato presto ad utilizzare i social media hanno attraversato la fase in cui, per bisogno di socializzare e per un pizzico di egocentrismo, perseguivano l’aumento del numero di “amici” online. Ma i media maturano e con loro matura il nostro comportamento. Secondo un report pubblicato da Pew emerge che molti utenti stanno diventando più accorti nella selezione degli amici e che addirittura sentono il bisogno di “potare” alcuni rami secchi rimuovendo amici, eliminando commenti e togliendo tag dalle foto in cui sono presenti.

Questo deriva dall’esigenza di tutelare la propria privacy e gestire in modo più efficiente i propri canali. Il sempre puntuale Stefano Maggi nel suo ultimo intervento ha descritto la fondamentale importanza di poter “filtrare” facilmente le conversazioni, per poter dedicare la propria attenzione solo ai contenuti veramente interessanti.Parliamo di una vera e propria evoluzione comportamentale dovuta al cambiamento incessante degli ecosistemi, in cui, anche per i brand, il comportamento online ha un riverbero sempre più forte e duraturo sull’offline. Dobbiamo aspettarci un utilizzo più discreto dei social media da parte degli utenti? È ipotizzabile uno scenario in cui i social media saranno sempre più funzionali a selezionare per noi i contenuti rilevanti dal rumore di fondo.

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Mercoledì Social #98

di Arianna Dellera in News

Ciao a tutti e buon mercoledì. Anche questa settimana sono pronta a condividere con voi tutte le news più interessanti provenienti dal social web. Non perdiamo tempo, ed iniziamo subito!

I fashion brand sfilano sui social network
Tempo di moda, anzi di fashion week che inizia proprio oggi qui a Milano. Mi sembra quindi un’ottima occasione per analizzare il modo in cui i brand di moda stanno evolvendo il loro stile comunicativo sviluppando una presenza sempre più concreta sui social media.

Grandi marchi come Burberry, Louis Vuitton e Urban Outfitters stanno diventando sempre più “umani” e accessibili al pubblico attraverso i principali social network instaurando, in alcuni casi, una conversazione con i loro clienti che si trasformano così in fan e brand ambassadors.

Devo per forza iniziare con Burberry, vero e proprio pioniere del digital branding. Per Christoper Bailey, direttore creativo della maison, “l’innovazione digitale fa parte integrante della cultura d’azienda”. E non sono solo parole, il brand ha investito il 60% del loro marketing budget nel digitale (come ci racconta il Financial Times).

L’anno scorso Burberry strinse una partnership con Twitter per creare la prima sfilata “Tweetwalk” dal vivo: ogni look, ancora prima di andare in passerella, veniva condiviso dal backstage con gli utenti di Twitter e Instagram. Il risultato? “#Burberry” e “Christopher Bailey” diventarono presto trending topic in tutto il mondo. Quest’anno hanno fatto di più: le immagini che verranno condivise su Twitter saranno gif animate come quella che vedete qui:

E non finisce qui perché, durante la settimana della moda londinese Burberry, posterà immagini delle nuove collezioni sul suo profilo Pinterest e su Polyvore – community leader per lo stile online – e renderà le musiche delle sfilate disponibili su iTunes. Inoltre, a poche ore dalla fine dell’evento, attiverà un canale di vendita attraverso cui sarà possibile acquistare in anteprima le nuove collezioni, dimostrando un forte segnale di rottura rispetto alla tradizionale strategia di distribuzione del settore.

Senza dubbio Burberry è il brand che ha dimostrato, più degli altri, di saper sfruttare in modo creativo e coraggioso i social media, ma ci sono anche altri marchi che si stanno dando da fare. Basta guardare ad esempio la Facebook Tab “Follow us” di Dolce e Gabbana per notare come la maison italiana abbia ormai sviluppato una presenza capillare su tutti i principali social network.

Con l’obiettivo di aumentare l’awareness sul mercato inglese Bourjois, beauty brand francese, segue il trend della “gamification” e crea un gioco interattivo sulla propria Facebook Page. Si chiama Spot the Belle e si rifà al meccanismo della caccia al tesoro. La missione degli utenti (è disponibile solo per i fan inglesi della pagina) sarà quella di trovare la “Bourjois Belle” per le strade di Londra attraverso un’applicazione mobile dotata di tecnologia di geolocalizzazione. Una volta trovata potranno entrare in uno store Bourjois a ritirare alcuni prodotti omaggio.

Queste sono solo alcune delle iniziative che mi hanno colpito di più nel mondo della moda, se volete potete segnalarmene altre utilizzando lo spazio per i commenti in fondo a questo post. Credete davvero che il futuro del marketing dei fashion brand sia sul digitale? O pensate che avvicinandosi troppo alle persone potrebbero rischiare di intaccare la loro brand reputation?

L’umore degli utenti di Twitter
Cambiando argomento, lo sapevate che alcuni ricercatori sono riusciti a scoprire il mood degli utenti di Twitter? Attraverso un’analisi del sentiment, effettuata su milioni di tweet, sono stati in grado di disegnare una mappa dell’umore delle persone negli USA durante l’arco di un’intera giornata. Si scopre così che le persone sono più contente al mattino presto e alla sera quando rientrano dal lavoro (strano vero? :) ). Se state organizzando un viaggio negli States sappiate anche che la Florida e la California sono gli stati più felici. Vi consiglio di dare un’occhiata al video qui sotto creato in time lapse:

Timeline di Facebook
Sulla base di anticipazioni diramate da AdAge, sembra che per fine mese avverrà il tanto atteso aggiornamento delle brand page con la nuova interfaccia grafica introdotta da Timeline. Ecco quali saranno i principali cambiamenti:

- Open Graph consentirà maggiore libertà di azione grazie alla possibilità di sviluppare app in grado di registrare i dati degli utenti in modo funzionale poi alla creazione di annunci maggiormente targetizzati.
- Aumentano le possibilità di personalizzazione della propria brand page sia a livello visuale (ad esempio caricando una foto di copertina) che a livello di contenuto, permettendo agli utenti di viaggiare nel tempo e ripercorrere la storia dell’azienda.
- Le varie tab potrebbero diventare dei box integrati, proprio come accade ora per alcune applicazioni come Spotify
- I brand potranno creare i propri verbi personalizzati – diversi dal classico Like – per rendere più virali le azioni compiute dai fan, sulla scia di quanto avviene già su Pinterest dove si fa “pin” anziché “link”.

Ecco un esempio di come potrebbe essere la Timeline per le Brand Page (sì, lo ammetto, sono una grande fan di Burberry :) ):

Risulta evidente che con la Timeline “esserci” non basterà più. Un’eventuale scarsa attività o una mancanza di strategia e coerenza a livello di comunicazione rimarrà segnata nel tempo facendo passare un messaggio potenzialmente negativo.

I dubbi e i timori dei brand sicuramente non mancano, e anche io per esempio mi chiedo: che fine faranno le Welcome Tab e le applicazioni? Si perderanno o verrà introdotta una nuova modalità di visualizzazione? Per saperne di più non ci resta che seguire il prossimo fMC, che si terrà a New York il 29 febbraio.

Per oggi è tutto. Come sempre vi invitiamo a dirci la vostra! Buona giornata a tutti :)

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Mercoledì Social #94

di Sara De Mattia in News

Rieccoci qui per un nuovo appuntamento con il mercoledì social. La rubrica settimanale che vi aggiorna sulle novità e gli spunti più interessanti del social web. Ben trovati :) !
Questa settimana parleremo di Tumblr, Google e Google Plus, Facebook App, Twitter e McDonald’s.

I numeri di Tumblr
Partiamo da Tumblr. Non è la prima volta che parliamo della crescita impressionante registrata dalla piattaforma soprattutto negli ultimi mesi ma val la pena partire ancora una volta dai numeri per riflettere insieme sulle potenzialità dello strumento per i brand e per le iniziative attivate.
Superati i 15 (e anche i 16) milioni di post e raggiunti i 120 milioni di visitatori mensili.
Cifre che non solo ci raccontano del successo del mezzo e della sua diffusione sempre più capillare anche al di fuori dei confini americani ma che soprattutto ci danno evidenza di come le microinterazioni stiano sempre di più prendendo piede rispetto ai contenuti più strutturati.
Più del 40 % dei contenuti condivisi sul Tumblr sono immagini. Foto e video la fanno da padrone rispetto ai testi e gli stessi sono brevi e quasi sempre a corredo o a commento delle immagini condivise o rebloggate. Perché? Perché le immagini sono il mezzo più immediato e diretto per esprimere se stessi, i propri interessi e per ‘documentare’ quanto accade a noi e intorno a noi. La forza di Tumblr sta anche in questo e i brand che, sempre più numerosi, decidono di approcciarsi a questa piattaforma non possono trascurare questo aspetto.
Può venire spontaneo usare Tumblr come un qualsiasi blog o come un sito web proponendo contenuti e approfondimenti molto curati, articolati e apparentemente di maggior valore ma il segreto di Tumblr sta proprio nell’immediatezza. Il primo driver, come per ogni mezzo, è la qualità di quanto veicoliamo ma il secondo è la facilità.
Facilità di fruizione, di comprensione e di condivisione.

Su Tumblr, ad oggi, non esistono contenuti o profili promossi a pagamento dai brand, come ad esempio per Facebook e oramai per Twitter.
Farsi conoscere e far conoscere il proprio Tumblr, sviluppare e alimentare relazioni con gli utenti significa, in primo luogo, trovare la chiave nel come e nel quanto pubblichiamo, per spingere chi trova, cerca o segue i nostri contenuti non solo a leggerci e guardarci ma soprattutto a farli propri rebloggandoli e apprezzandoli e quindi condividendoli a propria volta con i propri follower.

Google e Google Plus

Numerose le novità che riguardano il mondo Google in questi ultimi giorni. Ripercorriamo insieme le principali.
Cambiano i termini di utilizzo dei servizi Google e viene unificata la normativa soprattutto in termini di privacy. Lo scopo è quello di rendere più breve e immediata la comprensione delle norme di riferimento per “creare un’esperienza d’uso che sia meravigliosamente semplice e intuitiva per tutti i serivizi Google”.

Viene introdotta la possibilità di utilizzare pseudonimi su Google Plus, in controtendenza con la posizione iniziale che faceva della garanzia dell’identità personale uno dei punti di forza del social network. Rimangono comunque alcuni “vincoli” alla possibilità di usare un nome fittizio soprattutto legate all’obbligo di dimostrare che quel soprannome appartenga effettivamente all’utilizzatore e che lo stesso sia solito utilizzarlo su altri canali e per la pubblicazione di altri contenuti.
La decisione si deve probabilmente alla numerosità (più del 60% degli utenti) di coloro che commentano utilizzano uno pseudonimo o semplicemente rientra nel ventaglio di cambiamenti messi in atto per l’ottimizzazione e per stimolare la diffusione del social network a marchio Google.

“Ask on Google+”. Proseguono gli sforzi verso l’integrazione delle funzioni di Search con quelle tipiche dei social network.

Al momento dell’inserimento di una qualsiasi query su Google verrà data la possibilità di reindirizzare quella richiesta su Google+ e chiedere quindi un “aiuto” e la risposta alla propria domanda agli amici di Google+. La funzionalità non è ancora disponibile per tutti i Paesi e per tutti gli utenti ed è pacifico che possa essere utilizzata solo quando si è loggati in Google. L’integrazione di queste caratteristiche è frutto dell’evidenza che i pareri, i consigli e le opinioni dei proprio amici, parenti e delle proprie cerchie di conoscenze hanno sempre più peso anche rispetto a quanto reperibile sulle fonti tradizionali e presso quelli che tradizionalmente vengono considerati “esperti” per un determinato argomento, prodotto etc. Diventa, quindi, sempre più importante la capacità dei brand di influenzare queste dinamiche creando advocacy presso gli utilizzatori finali e stimolando il passa parola (positivo) riguardo le esperienze d’acquisto, di prodotto e di interazione delle persone con i brand.

Il nuovo algoritmo di Google penalizza i contenuti che contengono troppo advertising

Modificato e già attivo il nuovo algoritmo per il motore di ricerca che assegna priorità ai vari contenuti nella visualizzazione dei risultati e penalizza quei contenuti che cotengono troppi contenuti pubblicitari nella parte superiore delle pagine web, ossia quella che si visualizza senza la necessità di effettuare lo scroll. L’affollamento di messaggi e di banner rende infatti il contenuto meno frubile e meno reperibile.
L’idea è quella di dare meno priorità a quelle pagine che scelgono di dare più spazio alla pubblicità a pagamento che ai veri contenuti e anche se sembra che solo l’1% delle ricerche globali verrà influenzato da questo provvedimento, non deve sfuggire il messaggio che, nonostante l’introduzione, l’utilizzo e l’abuso di banner a pagamento sui proprio spazi web sia una necessità, una tentazione o anche solo un modo di comunicare messaggi pubblicitari pertinenti rispetto ai contenuti proposti, l’eccessivo affollamento non solo rende sgradevole l’esperienza utente e penalizza la valutazione di qualità e l’attenzione sui contenuti ma, motivo in più, è sconveniente anche in termini di SEO.

Un’App di Aviary darà la possibilità di customizzare le immagini su Facebook

Mentre Instagram ha introdotto da poco la completa e diretta condivisione delle immagini nella propria timeline di Facebook, Aviary ha appena lanciato una nuova applicazione Facebook che darà la possibilità di modificare le foto già caricate su Facebook introducendo filtri, effetti e stili simili a quelli di Instagram, “privilegi” riservati agli utenti iPhone o comunque all’utilizzo di app mobile e alle foto caricate da smartphone.
L’applicazione Facebook è disponibile anche in versione mobile per iPhone e dispositivi Android e per le sue caratteristiche, vedi in primis la possibilità di utilizzarla su tutte le foto, caricata da qualsiasi tipo di device ha un grosso potenziale di diffusione. La condivisione delle foto è una delle interazioni più importanti e frequenti nell’utilizzo dei social media e un’azione su cui i brand stimolano molto gli utenti quando si vuole puntare sui contenuti UGC. Questa app, semplicissima nell’utilizzo dà uno stimolo in più per tutti coloro che sempre di più amano imrpovvisarsi fotografi in erba ;) .
Ecco, ad esempio, il mitico draghetto Yoshi, di Super Mario, prima…

…E dopo la cura Aviary ;) .

Il caso McDonald’s e l’utilizzo degli hashtag sponsorizzati

L’hashtag, da parola in codice riservata ai nerd, è diventato un fenomeno nazional popolare anche grazie all’utilizzo che ne hanno fatto programmi televisivi come quello di Fiorello, la community sui fatti di cronaca e di costume o i brand in iniziative dedicate.
Come ci racconta Luca Della Dora sul suo blog, Il cosiddetto ‘hashtag marketing’ è sempre più utilizzato ed ha grandi potenzialità. Come ogni “strumento” però, va utilizzato in maniera adeguata e opportuna e come ogni fenomeno a grande potenziale può diventare un boomerang come nel caso della campagna Twitter di McDonals: #McDStories. La call to action invitava gli utenti a raccontate le proprie storie a lieto fine a tema ‘happy meal’ ma si è trasformata nella raccolta di storie d’orrore culinario e quotidiano promosse e amplificate dai detrattori del brand: #McDHorrorStories.

Come sempre non è importante lo strumento o il canale utilizzato ma come se ne sfrutta il potenziale e sicuramente l’hashtagging ne ha da vendere. Ad esempio, per i brand che vogliono attivare delle iniziative, dei contest e delle campagne di comunicazione su canali come Twitter e con strumenti come Instagram e Fourqaure che tra le proprie funzionalità di riferimento hanno proprio quello di indicizzazione, ricerca e categorizzazione dei contenuti tramite hastag.

Per questa settimana è tutto.
Vi invitiamo, ancora una volta, a dirci la vostra in un commento.
Buon proseguimento di settimana a tutti ;) .

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Mercoledì Social #92

di Matteo Brignoli in News

Benvenuti al secondo Mercoledì Social dell’anno: si sa d’altronde che l’Epifania tutte le feste porta via e che il Mercoledì porta con sé un’interessante carrellata di news sul nostro amato social web. Quest’oggi, per bruciare i grassi in eccesso e riprendere uno stile di vita sano, parleremo di Google, Pinterest, Tumblr e Instagram.

Google: Search, plus your world
Nei prossimi giorni Google introdurrà tre nuove feature che vi consentiranno di migliorare e raffinare le vostre ricerche: Personal Results offrirà una selezione di contenuti foto e post aggregati da Google+ relativi al tema su cui state cercando informazioni, Profiles in Search permetterà di trovare velocemente il profilo Google+ di persone che potreste essere interessati a seguire, mentre People and Pages vi aiuterà a trovare più facilmente profili e pagine Google+ legate ad uno specifico contenuto o area d’interesse. Questa novità aggiunge un livello di personalizzazione esclusiva ad ogni ricerca, incentivando l’integrazione dei singoli utenti con la community di Google+.

La straordinaria crescita di Pinterest
L’ormai popolare social network di cui vi abbiamo parlato anche pochi giorni fa ha registrato nella seconda metà del 2011 una crescita notevole, ed è stato recentemente inserito nella Top 50 websites of 2011 del Time Magazine. La chiave di questa crescita è senza dubbio la centralità e l’attenzione data da Pinterest agli interessi delle persone: un dato che sottolinea la necessità di una seria riflessione da parte dei brand su come meglio gestire la propria presenza sugli “interest network”.

Total visits Pinterest year 2011

Tumblr introduce la Fan Mail
Tumblr ha di recente annunciato l’introduzione di un nuovo messaging service tra i propri iscritti, che consentirà di inviare messaggi privati sia dalla home del blog che si sta visualizzando sia dalla propria Inbox: si tratta di una nuova modalità d’interazione, alternativa ai like ed alle note che fino ad oggi sono state la principale forma di comunicazione tra gli iscritti. Resta da vedere in che modo la novità verrà recepita dagli utenti, e quali saranno gli sviluppi più proficui di questo contatto diretto e personale su una piattaforma che fa della creatività e della condivisione di contenuti visivi il proprio punto di forza.

Tumblr Fan Mail

Barack Obama è su Instagram
Le possibili integrazioni tra social media e politica sono un tema di cui abbiamo già scritto più volte, e anche il buon Barack Obama sembra trovarlo un argomento interessante: il Presidente ha da poco annunciato di essersi iscritto a Instagram per “dare alle persone una testimonianza visiva di quello che succede tutti nella vita quotidiana del Presidente degli Stati Uniti d’America”. La presenza congiunta su Facebook, Twitter, Google+, Tumblr e Instagram rende senza dubbio Obama uno degli uomini politici “più social” del mondo, ed offre l’ennesimo spunto per un’analisi del ruolo che i social media potrebbero avere sulla campagna per le elezioni presidenziali americane. Volete sapere se l’iniziativa di Obama su Instagram si rivolgerà solo agli utenti Instagram? Potete scoprirlo, insieme a molte altre cose, leggendo questo post di Stefano Maggi.

Bene, anche per questa settimana è tutto: se avete trovato interessante ed ipocalorico questo post potete comunicarci il vostro parere attraverso la sezione destinata ai commenti. Per quanto mi riguarda, oltre che incoraggiarvi a praticare uno stile di vita sano all’insegna del social web e dell’attività sportiva, auguro a tutti voi un felice 2012. Alla prossima!

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Mercoledì Social #89

di Arianna Dellera in News

Bentornati al nostro consueto appuntamento del Mercoledì dedicato alle notizie più interessanti che riguardano il social web, il tutto nella fremente attesa di cominciare le vacanze di Natale! Qui in We Are Social in realtà lo abbiamo già festeggiato (come potete vedere qui), ma questa è una storia che vi racconteremo – forse – un’altra volta…

Timeline disponibile per tutti
Ed ecco che poco prima dell’arrivo del Natale, Mark Zuckerberg ci regala una delle ultime novità di Facebook: la tanto discussa e largamente anticipata Timeline, o Diario per gli utenti italiani, è finalmente disponibile per tutti. A Settembre Luca ci aveva già mostrato come ottenere la Timeline in anteprima seguendo vari passi ma adesso è tutto molto più semplice. Vedrete il vostro profilo trasformarsi in una sorta di biografia pubblica e accessibile, in continua evoluzione. Vi consiglio prima di tutto di prepararvi a vedere riaffiorare foto imbarazzanti in cui eravate stati taggati tempo fa… Ma a parte questi piccoli “effetti indesiderati” la Timeline rappresenta un redesign radicale delle pagine profilo degli utenti e punta a cambiare profondamente l’esperienza delle persone sul social network più utilizzato al mondo. Voi cosa ne pensate?

Per le pagine dei brand la Timeline non esiste ancora ma circolano voci che sembrano confermare l’intenzione di Facebook a renderla disponibile anche per le marche. Alcuni brand non sono però rimasti con le mani in mano e hanno già cominciato a muoversi per capitalizzare l’introduzione della Timeline per gli utenti. Vogliamo segnalare in modo particolare Mountain Dew. Settimana scorsa il brand ha infatti reso disponibile per i propri fan il download di varie immagini delle dimensioni del nuovo formato Timeline. Gli utenti possono scaricare delle fotografie gratuite e personalizzabili da riutilizzare come immagini copertina del proprio profilo.

Diffusione di Facebook nel mondo
Tre mesi fa scrivevo il mio primo Mercoledì Social e riportavo i dati relativi alla diffusione di Facebook nel mondo. Come sono cambiate le cose in questi mesi? Vediamo che Brasile ed India rimangono in testa alla classifica dei Paesi in più forte crescita ed è addirittura aumentato il tasso di diffusione di Facebook (in Brasile si contano oltre 4.5 milioni di nuovi iscritti al mese). New entry in questa classifica, rispetto a quella di tre mesi fa, sono alcuni paesi asiatici come Giappone, Sud Corea e Vietnam che registrano altissimi tassi di crescita (intorno al 20%).

Teenager e Mobile
Un recente studio di Nielsen sul traffico dati mobile ha sottolineato l’impressionante crescita del 256%, rispetto ad un anno fa, da parte dei teenager americani, con una media di 320mb ad utente. Pur crescendo esponenzialmente la media rimane nettamente inferiore rispetto alla fascia dai 25 ai 34 anni, per cui probabilmente l’uso intensivo della navigazione mobile si affianca all’utilizzo professionale. Per quanto riguarda i messaggi, sono invece i teenager a farla da padroni con un impressionante media di 3417 sms scambiati al mese, mentre le comunicazioni “voce” sono decisamente in calo. Questi fenomeni ci rivelano i trend dei consumatori, sempre più avvezzi all’utilizzo di strumenti per la comunicazione attraverso la rete, con una presenza costante sul web.

Facebook: se mi offendi, ti cancello
Cosa spinge un utente ad accettare una richiesta di amicizia su Facebook, a inviarne una o a rimuovere dai propri amici un contatto già esistente? Un nuovo studio condotto da NM Incite rivela le motivazioni principali che spingono gli utenti a cliccare su “Add Friend” o su “Unfriend”. Scopriamo così che per l’82% degli intervistati la conoscenza di una persona nella vita reale rappresenta il fattore principale che spinge ad accettare o a richiedere l’amicizia su Facebook. Ciò che spinge, invece, a rimuovere un contatto è, per il 55% del campione, aver ricevuto dall’amico virtuale commenti offensivi.

Da questa indagine emerge anche che l’utente medio ha 130 amici su Facebook e che vi sono nette differenze rispetto all’uso del social network da parte di uomini e donne. Gli utenti maschili lo utilizzano soprattutto come strumento di business mentre le donne si collegano principalmente per rimanere aggiornate su tendenze e novità, ricevere coupon e promozioni e per dare feedback positivi.

Svezia: il paese “Social” per eccellenza
La Svezia dimostra ancora una volta di essere “avanti”. Dopo The Pirate Bay e Spotify ecco una nuova innovazione importante che arriva dal paese scandinavo. L’operazione si chiama Curators of Sweden e parte da un assunto molto semplice: “Noi pensiamo che nessuno più dei cittadini sia il proprietario del marchio Svezia” spiega Thomas Bruhl di VisitSweden, l’agenzia di turismo svedese. Ogni settimana l’account @sweden viene affidato ad una persona diversa, senza discriminazione di genere, età, professione, origine o orientamento sessuale. Questo rappresenta un grandissimo – e coraggioso – esperimento di democrazia e “marketing territoriale partecipato”. Ovviamente c’è sempre il rischio che questa iniziativa non funzioni ma credo che comunque vada rappresenta un importante passo verso l’adeguamento delle nuove dinamiche social del Web. In Italia sicuramente siamo ancora lontani anni luce da progetti del genere, ma credete che potrebbe funzionare nel nostro paese?

Finisce così questo Mercoledì Social, usate lo spazio dedicato ai commenti per farci sapere cosa pensate della Timeline e delle altre notizie che abbiamo riportato oggi. E se invece desiderate rimanere sempre aggiornati su tutto ciò di cui parliamo, potete abbonarvi al nostro feed RSS. Alla prossima!

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