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Thank God We Are Social #103

di Andrea Savarino in News

Eccoci giunti al tanto atteso week-end e come ben sapete, non è week-end se non c’è il nostro Thank God We Are Social! Partiamo dunque con la prima chicca di questo appuntamento.

 

Google Chrome, lui sì che ti sa capire

E’ stato appena rilasciato un aggiornamento per Google Chrome che prevede una nuova ed importante funzione: la ricerca vocale anche per la lingua italiana, che vi consente di potere a tutti gli effetti dialogare col motore di ricerca. Aldilà della comodità del non dover scrivere, questa funzione rappresenta in realtà un grosso passo in avanti nella tecnologia di Chrome: il motore di ricerca infatti non vi risponderà elencando, come di consueto, una sfilza di risultati; bensì sarà in grado di capire il senso delle vostre domande restituendovi di conseguenza delle risposte mirate e precise.

Chrome

Questo sviluppo conferma quindi quanto sia di fondamentale importanza consentire alle “macchine” di migliorare continuamente la propria capacità di comprendere il linguaggio naturale degli utenti; soltanto così sarà infatti possibile ottimizzare e velocizzare i servizi, dando del valore aggiunto all’esperienza di navigazione.
Sappiamo bene quanto la nostra lingua sia affascinante e al tempo stesso complessa, chi di voi vuole sfidare per primo la nuova “mente” di Google Chrome?

 

Caccia alla bici!

Se nel prossimo futuro vi capiterà di vedere un gruppo di persone munite di smartphone o tablet inseguire disperatamente una bicicletta…non stupitevi, di sicuro di tratta di una Bike WiFi Placejam.
Bici
Ok il nome suona complicato ma l’idea invece è semplice e per questo potrebbe riscuotere un discreto successo: la Bike WiFi infatti non è altro che una bici in grado di distribuire banda larga ovunque sia possibile, poiché munita di batterie che alimentano un Hot spot WiFi. L’idea è stata sviluppata dalla Trampoline srl e sarà presto presentata al mercato. Dove risiede il potenziale di questo progetto? Semplice, portare la connessione gratis e ultraveloce nelle piazze, nei parchi, agli eventi e ai concerti significa dare modo alle persone di far sentire la propria voce online in qualunque momento, consentendo una maggiore visibilità ai brand coinvolti.

 

Interazioni da supereroi

Vi sarà sicuramente capitato di vedere qualche post su Facebook che vi è piaciuto così tanto da spingervi a commentarlo, condividerlo e ovviamente a spuntare un bel “like”…ma se tutto questo non fosse sufficiente ad esprimere la vostra incontenibile approvazione? Jamie Calderon ha creato i Super Likes, ovvero i “like” da supereroe; ce n’è per tutti i gusti, lasciamo a voi la scelta del “like” più eroico!

Super Likes

 

Ne siete proprio sicuri?

Passiamo ora a un’infografica semi-seria, offerta da Photoworld; partendo dal fatto che ogni giorno su Facebook vengono caricate niente di meno che 300 milioni di foto, la domanda di fondo che ciascuno di noi dovrebbe porsi prima di postare un’immagine è: “Faccio bene a postarla?”. Nell’infografica troverete supporto nel rispondere a questa fatidica domanda ma nel frattempo potreste anche provare a chiedervi: “Faccio bene a pormela?”. Qui per l’infografica.

Domanda

 

Un mondo di Tweets

Chiudiamo questo sabato social con un’immagine suggestiva, proposta dal leader del microblogging Twitter.

Tweets

 

Vi sembra una normale cartina geografica? Invece no, è l’insieme di tutti i tweet geo-localizzati che sono stati fatti a partire dal 2009…ben 4 anni di tweet, ovvero milioni e milioni di messaggi. A giudicare dalla colorazione piuttosto scura e diffusa, possiamo dire che l’Italia se la stia cavando piuttosto bene rispetto agli altri paesi europei. Che dire? Continuiamo così e facciamoli neri!

E’ tutto per oggi, buon week-end a tutti e come sempre stay tuned!

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TV + Twitter: dallo spot a una storia condivisa

di Stefano Maggi in News

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Lo spot è stato un ottimo strumento per i brand che volevano costruire awareness, coinvolgimento e rafforzare il proprio posizionamento. Come fa notare Twitter, però, finito lo spot, finiva anche la storia.

Grazie ai social media, lo spot è diventato una parte di qualcosa di più ampio: è un elemento di una conversazione condivisa, tra brand e persone. E se Twitter fosse lo strumento ideale per proseguire le storie, estendendole oltre lo spot?

Il social network basato su microinterazioni si è posto davvero questa domanda e la risposta è stato il nuovo targeting televisivo proposto da Twitter.

Questo nuovo strumento analizza i programmi televisivi e le conversazioni, individua i tweet legati agli show e, di conseguenza, deduce quali spot le persone hanno visto. I brand che vogliono continuare la storia raccontata attraverso uno spot ora possono raggiungere le persone che sono venute a contatto con il loro contenuto televisivo e coinvolgerle tramite Twitter: in una conversazione o – addirittura – in un’azione.

Secondo Twitter, grazie a questa soluzione, le storie raccontate in uno spot non dovranno più terminare in televisione, ma potranno vivere, in una conversazione.

La soluzione è ancora sperimentale ma ha tutte le carte in regola per essere un passo importantissimo di avvicinamento ulteriore tra la fruizione televisiva e la conversazione sui social media. Per le marche è fondamentale considerare gli spot televisivi come parte di un “ecosistema” di canali, in cui possono diffondersi, declinarsi, contaminarsi e diventare parte di una conversazione.

 

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Conversazione, social content e azione

di Stefano Maggi in News

L’ultimo social network a aumentare i tipi di “azioni” possibili nel proprio social content è stato Twitter, presentando un nuovo formato di card, poche ore fa. In questo caso “ultimo” solo in senso temporale, vista che la crescita di questo canale lo pone sempre tra i primi in termini di utilizzo.

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Le “card” sono contenuti che Twitter permette di aggiungere ai tweet, per fornire più informazioni come l’abstract di un link, aggiungere immagini o video. Si tratta di approfondimenti che le persone possono decidere di vedere, se interessate, espandendo il singolo tweet. Questo ha permesso a Twitter di andare oltre i 140 caratteri, ma solo quando è interessante per gli utenti.

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Ieri Twitter ha proposto un nuovo formato di card promoted: una soluzione che permette alle persone di espandere il tweet e svolgere un’azione precisa, attraverso un pulsante personalizzato abbinato al contenuto. Questo pulsante, a chi lo desidera, di trasferire informazioni dall’utente al brand che ha effettuato il tweet: Nome, @username e email, consentendo così, ad esempio, di entrare a far parte di un programma di loyalty, di redimere offerte, di aderire a un gruppo, di rimanere informato su un tema. Le possibilità d’uso sono moltissime e varie, dalla più commerciale (simile al meccanismo delle Facebook Offers) alla più “branded” e informativa.

Le azioni diventano sempre più parte integrante delle conversazioni, attraverso contenuti social.

Questo avviene per Twitter, ma non solo: Pinterest ha proposto pochi giorni fa i “rich pins” che aggiungono informazioni arricchite rispetto a ricette, film e prodotti oggetto dei “pin”.

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E Facebook è tra i leader in questo tipo di sperimentazione. Ricorderete forse le azioni “Want” e “Collect” che si aggiungono alle Facebook Offers ormai molto diffuse.

fb-collectingInsomma, anche per i social network che propongono le interazioni più semplici (come Twitter), vengono proposte nuove possibilità di approfondimento e soprattutto di azione. Le marche che scelgono di offrire questa possibilità hanno un enorme vantaggio: consentire a chi è interessato (e soprattutto in modo non invasivo) di concretizzare una propria esigenza. Di evolvere la conversazione in un’azione.

 

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Mercoledì Social #163

di Claudio Mattiello

Ciao Socials! Vi eravamo mancati vero? Eccoci qui con il nostro appuntamento settimanale del mercoledì in cui si parla di restyling e nuove funzionalità sviluppate da diversi social network e non.

Google+ si rinnova con le immagini

Iniziamo con il grande “tuttologo” del web, ovvero Google.
A Mountain View il lavoro per vincere la sfida sui social network non ha mai fine e così, nel giro di una settimana, Google presenta delle novità sia desktop sia mobile per il suo Google Plus.

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Punto fermo di questo restyling è l’importanza data alle immagini (come avevamo già visto in precedenza sul nostro blog) riprendendo, in sostanza, quanto fatto da Facebook e da Pinterest.
Partiamo dal layout della pagina che nella versione desktop non sarà più basato su una sola colonna ma su tre colonne enfatizzando le immagini che troveranno visibilità nella colonna centrale.

Su G+, ora, i post saranno visualizzati nel flusso delle news come delle vere e proprie card facilitandone così la lettura, la condivisione e l’apprezzamento con un bel +1.
Un’interessante novità, lato comunicazione, riguarda l’introduzione di una sorta hashtag in stile Twitter, abbinato alle immagini, che consente una miglior fruizione dei contenuti di interesse grazie ad una categorizzazione efficace. Cliccando sull’hashtag, infatti, l’utente viene reindirizzato ad una search web in grado di mostrare tutti i contenuti a cui è stato associato lo stesso hashtag.
Ma la possibilità di feed non si limita a questo, Google infatti introduce anche un highlight per i migliori contenuti visivi che verranno postati con l’intento di mostrare per primi i contenuti che dovrebbero essere di maggior interesse per l’utente finale.

Le novità, però, non finiscono qui! L’importanza data alle immagini vale anche per le foto personali dei singoli utenti.
Grazie alle funzione Auto Enhance Google potrà agire automaticamente sulla qualità degli scatti postati migliorandone contrasto, brillantezza, saturazione e, inoltre, immagini simili potranno diventare una gif animata.

Insomma, Google per guadagnare visibilità nell’ampio panorama dei social network prende spunto dai competitor e punta deciso sulla comunicazione visiva sempre più mirata sul singolo utente. Un tipo di comunicazione molto efficace perchè in linea con lo spirito dei social network, ovvero catturare l’attenzione nel tempo di un semplice scroll.

Flickr cambia immagine

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Parlando di immagini non si può trascurare Flickr.
In questo caso le immagini sono sempre state il core del servizio grazie alle otto milioni di foto caricate dal 2005 a oggi.
La logica più evidente nel rinnovamento del servizio è l’abbattimento dei limiti attuato tenendo conto di due parametri.

Il primo è l’ampliamento delle spazio messo a disposizione per l’upload che passa a un terabyte senza più distinzione tra account pro e account free.
Il secondo riguarda la qualità delle immagini stesse. Non vi saranno più limiti di pixel per caricare una foto, professionisti del settore o semplici amatori potranno caricare immagini in alta definizione senza più preoccuparsi dei limiti di storage della piattaforma grazie all’innalzamento gratuito a un terabyte.

Non solo foto, anche per i video vi è un innalzamento dei limiti. Ora sarà possibile caricare tutti i video che si ritiene necessario tenendo conto che il limite per filmati in HD è stato fissato a tre minuti.

Bene, ma qui si sta parlando solo di tecnicismi! Dove sono le novità social che ci interessano?
Detto fatto, con la nuova versione Flickr ha introdotto un nuovo feed delle attività che sarà in grado di mostrare in homepage, grazie ad una barra laterale, gli ultimi upload dei contatti personali nonché le attività che gli amici fanno sulle foto personali dell’utente.
Il tutto viene concentrato in una nuova veste grafica dell’homepage che pone al centro, e ancora più grandi, le immagini.

Anche in questo caso, quindi, appare evidente come anche Flickr si stia evolvendo verso una modalità di interazione che privilegi sempre di più le immagini e soprattutto la proposizione di contenuti che siano rilevanti per gli utenti.
Cambia anche la pagina personale dei singoli richiamando le principali caratteristiche che contraddistinguono gli spazi dei singoli sui social network. Ora è possibile caricare un’immagine di copertina e una foto profilo ad alta risoluzione.
Aspetto social presente anche grazie alle applicazioni mobile rivisitate secondo la nuova grafica con l’intento sia di dare maggior spazio a uno dei principali canali di upload delle foto, sia cercando di facilitare e agevolare la natura stessa del mezzo ovvero la condivisione delle foto.

Basta con la solita TV!

Parlare di social non significa solamente trattare di Facebook, Google Plus e Twitter, solo per citarne alcuni.
Lo sviluppo del mobile ha aperto infinite possibilità di marketing e comunicazione grazie soprattutto alle applicazioni che consentono a ciascun brand di sviluppare contenuti speciali in modo da poter differenziare sempre più l’offerta rispetto ai competitor oltre a creare e implementare la propria brand identity o possibilità di engagement dei prospect.

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Tali applicazioni consentono anche di cambiare radicalmente il modo di fruizione dei media in primis della televisione, regina incontrastata del panorama media tradizionale, sfruttando la logica della personalizzazione ed elaborazione dei contenuti messa a disposizione dal web e dai social network.

Non solo Social Tv quindi!
Un esempio interessante di utilizzo di applicazioni mobile rapportate alla cara e vecchia televisione ci viene fornito da Sky.
Lo spunto per questo articolo ci viene offerto dall’ultima novità nata in casa BSkyB (British Sky Broadcasting).
Ma andiamo con ordine.
La costola inglese del noto gruppo multimediale cerca di attrarre nuovi clienti grazie a Sky Sports TV, applicazione per iPhone che consente ai non abbonati Sky di vedere lo sport sul proprio smartphone in modo gratuito per un mese.
Per i già clienti troviamo l’ormai nota Sky Go che consente un accesso cross-platform ai servizi previsti dal singolo abbonamento.

Ok, ma come fare per chi vuole un consumo personalizzato? Ecco Now TV che consente di visualizzare, pagando, solo i contenuti che interessano all’utente.
Bene, in questo modo abbiamo visto come l’offerta possa arricchirsi e differenziarsi per andare incontro alle esigenze dei singoli.
Si ma…la personalizzazione da social network dove la trovo!?
Per rispondere a questa domanda troviamo Sky Sports for iPad.
Grazie a questa applicazione lo spettatore può guardare una partita di calcio visualizzando guide e moduli, profilo dei giocatori, statistiche del match in tempo reale, dividere lo schermo come meglio crede seguendo le sue esigenze.
Ultima novità interessante che verrà introdotta con la prossima finale di Champions League sarà la possibilità di personalizzare la visualizzazione della partita scegliendo l’inquadratura che più ci piace tra venti disponibili fornendo, inoltre, la possibilità di rivedere contrasti, goal, azioni salienti a nostro piacimento.

Grazie alle applicazioni, quindi, la marca non solo riesce a coprire al meglio la domanda dei clienti o potenziali tali ma consente anche agli stessi di salire in cabina di regia personalizzando, a piacimento, il modo di fruizione della “non più così immobile” televisione.

Lunga vita a Facebook

Facebook è spesso protagonista dei nostri post nei quali vi spieghiamo quanto sia diventato uno dei social network più usati, ma avete davvero idea di quanti utenti riesca davvero a raggiungere? A darci una stima delle percentuali ci aiuta uno studio condotto da Pew Internet & American Life Project che, insieme a Harvard’s Berkman Center, ha condotto un’indagine su di un campione di teeneger negli USA.
Secondo questo studio, infatti, ben il 95% dei teenager americani utilizza internet e l’81% di questi usa Facebook come sito di social networking preferito.

Attenzione! Questo non significa che Facebook sia l’unico social network su cui puntare gli occhi, soprattutto per quei brand che voglio comunicare con efficacia agli utenti. Infatti Twitter e Instagram stanno conquistando sempre più terreno aumentando considerevolmente la loro schiera di fedelissimi, soprattutto a partire dallo scorso anno. Sempre secondo lo studio di Pew, se nel 2011 erano il 12% gli adolescenti che usavano Twitter, nel 2012 sono il 26%. Ancora più sensibili i dati relativi a Instagram che nel 2011 non poteva essere classificato mentre nel 2012 raggiunge l’11% del totale del campione utilizzato.

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Facebook dalla sua ha però il vantaggio di proporre frequenti e interessanti novità di cui noi vi parliamo frequentemente per tenervi sempre aggiornati come in questo post ed in questo solo per fare degli esempi.
Ma torniamo allo studio condotto da Pew. Un altro dato interessante emerso dalla ricerca è il cambiamento dell’atteggiamento degli adolescenti nei confronti dei social network. Questi, intatti, tendono a condividere molte più informazioni di quanto non fossero disposti a fare nel 2006 anche se sono sempre pochi quelli che hanno contenuti totalmente pubblici caricati sui propri profili.

Arrivano le pins “arricchite”

Pinterest ha appena sfornato una novità di grande interesse per i brand e per le loro strategie di marketing sul canale, sono nate infatti le “rich pins”, ovvero delle pins alle quali i brand possono allegare numerose informazioni. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e che cosa implica questa novità. Al momento ci sono tre possibili ambiti in cui i brand possono usare le rich pins: prodotti, ricette e film.

Nel primo caso i brand (ad esempio) di abbigliamento potranno pubblicare la foto di una t-shirt e specificarne il prezzo o la disponibilità per l’acquisto. Nel caso delle ricette, tutte le marche che operano nel food potranno rendere più appealing le proprie pins integrandole con ricette, suggerimenti e (ovviamente) rimandi al proprio sito.

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Per i movies, infine, sarà possibile specificare informazioni sui cast, nonché inserire recensioni e giudizi.

Che implicazioni ha tutto questo per i brand? Le “rich pins” consentiranno un maggiore livello di engagement e di interattività da parte degli utenti sulle immagini postate; gli utenti infatti non saranno più semplici fruitori e “divulgatori” di pins, bensì saranno parte di un sistema che spazia da Pinterest agli altri social network e ai branded sites e che mette al centro l’esperienza e le necessità dell’utente stesso.

E’ chiaro quindi come questo tipo di approccio possa impattare positivamente sull’acquisto finale dei prodotti e in questo senso si possono già fare delle ipotesi sui prossimi sviluppi delle rich pins, ad esempio la possibilità di acquistare i biglietti per il cinema semplicemente facendo click sulla pin.

Per oggi abbiamo finito, ci rivediamo al prossimo post!

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Thank God We Are Social #102

di Alice De Ferrari in News

È iniziato il weekend, ma le previsioni del tempo vi hanno messo di cattivo umore? Non preoccupatevi, a portare il sole nel vostro fine settimana ci pensa il Thank God We Are Social #102.

La battaglia tra i sessi su Facebook 

Gli stereotipi a volte hanno un fondo di verità: alle ragazze piacciono gli smalti e ai ragazzi i motori, o almeno così dicono le nostre preferenze su Facebook. In questa infografica di CompassLabs vediamo come le donne seguano soprattutto brand di moda, pagine dedicate al food o al ballo, mentre gli uomini fanno like ad argomenti più virili, come la caccia e la pesca, la tecnologia e la mountain bike.

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Atari Breakdown
Stando all’infografica qui sopra quindi, questa dovrebbe essere una notizia per maschietti, ma credo che appassionerà anche le geek girls: provate a digitare “Atari Breakout” nella sezione Google Immagini e vedrete trasformarsi il famoso motore di ricerca in un gioco vintage (datato 1976) a tutti molto familiare. Un’altra delle sorprese di Google, che spesso nasconde tra i suoi meandri giochi e trabocchetti: inserite nella barra di ricerca Do a Barrel Roll e tenetevi forte!

 

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Indovinelli su Google Maps 
Se vi siete stufati di giocare con Atari Breakdown, vi proponiamo un indovinello: riuscite a capire dove si trova il posto nella fotografia?

 

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Mettetevi alla prova con GeoGuessr. Il gioco, firmato Google, vi propone un’immagine del mondo, senza alcuna indicazione geografica. Sta a voi localizzarla sulla mappa e vedere quanto ci siete andati vicini. Buona fortuna! [ɐɔıɹɟɐ pns ןǝp ɐıbbɐıds ɐun ɐʇuǝsǝɹddɐɹ oʇoɟ ɐן]
Facebook: stufi dei cambiamenti? 
Quand’è l’ultima volta che avete sbuffato per l’ennesima modifica all’interfaccia di Facebook, dicendo che non se ne sentiva proprio l’esigenza? Quante volte avete dovuto reimpostare la privacy, che era stata automaticamente cambiata da Facebook? In questo video vediamo come ci sentiremmo se queste trasformazioni avvenissero nella nostra vita reale

 

Il quiz di We Love Cinema 
Questa settimana per la prima volta in Italia è stata celebrata la Festa del Cinema, durante la quale il biglietto per il cinema costa 3 €. Grazie a BNL [cliente], la Festa si può prolungare fino a domenica sera: basterà giocare al quiz  per appassionati di cinema sulla pagina We Love Cinema, e si riceverà automaticamente un codice per avere il biglietto scontato. Viste le previsioni del tempo, perché non andare a vedere i film in gara a Cannes?

 

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E con questo non ci resta che augurarvi: Good night and good luck!

 

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Il 67% dei maggiori brand utilizza Instagram, e 7 milioni di persone li seguono

di Luca Della Dora in News

Il social web sta cambiando molto rapidamente il ruolo delle marche, rendendole sempre più media company. Basti pensare a Red Bull ed all’impatto mediatico che ha avuto l’impresa di Felix Baumgartner, ma anche a Heineken, capace di appropriarsi del territorio della musica attraverso eventi che vivono in maniera integrata sul social web e offline, o a Starbucks, sempre più distributore di contenuti oltre che di caffè.

RedBull

Questa premessa è importante per rendersi conto di quale sia l’importanza che oggi ricopre la creazione e la condivisione di contenuti di qualità, capaci di mettere al centro le persone, offrendo loro un’esperienza completa. Prendiamo in considerazione per un attimo soltanto Facebook: in poco più di un anno la % di foto presenti nei newsfeed delle persone è cresciuta dal 20% al 50% (un incremento del +150%), come testimonia una recente ricerca di PostRocket.

Images on Facebook

Quando qualche mese fa Facebook ha acquisito Instagram, quest’ultimo contava poco più di 20 milioni di utenti (ed era disponibile solo per iOS): oggi sono più di 100 milioni le persone che utilizzano il servizio, ed il 67% dei TOP100 Brand intervistati da Interbrand ha colto l’opportunità di offrire a queste persone contenuti con cui interagire (era il 59% a Febbraio). Pensate che MTV ha assunto un fotografo dedicato esclusivamente ad Instagram per condividere con la community le immagini provenienti dagli MTV Movie Awards di qualche settimana fa.

SimplyMeasured

La forza di Instagram è la semplicità di utilizzo e di fruizione dei contenuti. Questo è il motivo per cui anche rispetto a canali più utilizzati, o dove i brand sono più presenti, mantiene un grado di interazione più elevato: Pinterest, ad esempio, è utilizzato dal 76% dei TOP100 brand di Interbrand, ma l’aggregato dei follower di queste marche non raggiunge le 500.000 persone, contro i più di 7 milioni di Instagram.

Oltre alla frequenza di utilizzo, ed alla maggior “mobilità” di Instagram, il motivo è da ricercarsi nel modo in cui le marche mantengono la propria presenza su Pinterest: è vero che il 76% di quei brand hanno un account, ma solo il 55% lo utilizza attivamente per condividere contenuti. Instagram è utilizzato in maniera molto più frequente dalle marche, e questo ovviamente contribuisce a coinvolgere maggiormente le persone (il 27% dei brand presenti ha più di 20.000 follower, ed il 16% addirittura più di 100.000).

SimplyMeasured

Quello che sarà interessante capire è se in futuro ci sarà un’ulteriore integrazione con Facebook, non soltanto a livello di condivisione delle immagini (oggi il 98% delle immagini pubblicate sono condivise anche su Facebook), ma anche a livello di funzionalità. Il ruolo dei brand è – e dovrà sempre più essere – quello di offrire alle persone un’esperienza continua a prescindere dai canali, dai momenti e dai dispositivi con cui entreranno in contatto con i contenuti.

Per un approfondimento sullo studio relativo all’utilizzo di Instagram da parte delle marche potete consultare lo studio pubblicato da Simply Measured, mentre potete usare lo spazio dedicato ai commenti per segnalarci brand che seguite e che secondo voi stanno sfruttando nel modo migliore le potenzialità del canale.

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Mercoledì Social #162

di Luca Della Dora in News

Il 14 Maggio 1984 nasceva Mark Zuckerberg, che 22 anni dopo avrebbe dato vita a Facebook, ma la vera notizia è che il 14 Maggio 1981 fa nascevo io :D , che 32 anni dopo vi avrei augurato un buon mercoledì. Un mercoledì che non può considerarsi tale se non dopo aver letto il nostro mash-up settimanale legato alle notizie del mondo del social web, del marketing e della comunicazione.
 
 
Il 51% degli utenti internet utilizza Facebook
La penetrazione dei social network tra gli utenti che accedono ad internet è in continuo aumento: Facebook guida questa classifica con il il 51% (ci si aspetta che raggiunga il 60% entro la fine dell’anno), seguito da Google+ (26%), Youtube (25%) e Twitter (22%). Altri canali come Sina Weibo, QZone e Tencent hanno numeri decisamente alti se si considera che sono frequentati da persone di precise aree geografiche.

Social Network penetration

Un altro dato molto interessante – pubblicato anch’esso da GlobalWebIndex – ci fornisce lo split per paese degli utenti attivi su Google+ e la relativa penetrazione rispetto agli utenti internet.

Google+ usage

In Italia sono quasi 4 milioni gli utenti attivi mensili, con una penetrazione del 14%.
 
 
L’approccio personale è sempre più importante
Lo è nella vita reale, in cui una persona si sente molto più gratificata e invogliata ad interagire se capisce di essere trattata in modo unico, sulla base dei propri interessi e a quelle che sono le proprie abitudini, ma lo è ancora di più sul social web, dove conquistare l’attenzione delle persone è molto difficile, vista la quantità di stimoli cui tutti sono sottoposti continuamente.

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La personalizzazione dei contenuti proposti dai brand è uno dei maggiori trend che chi si occupa di marketing ha individuato come cruciale (il 94% degli intervistati da eMarketer su questo tema).

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Pardot ha condiviso un’infografica che spiega in modo molto semplice quali sono i benefici portati dalla personalizzazione e quali sono le opportunità legate al modo in cui è approcciata oggi.

Qui potete trovare l’infografica completa.
 
 
Meglio star su Youtube che innamorati
Lo dichiara il 22% degli intervistati (tra 14 e 30 anni) di uno studio condotto da Pulse Survey. L’infografica si riferisce ad una domanda molto semplice posta a 750 ragazzi con due opzioni di risposta: “cosa preferiresti ti succedesse quest’estate?”

Youtube vs Love

Oltre alla percentuale decisamente alta di chi preferirebbe essere famoso su Youtube piuttosto che innamorarsi, è curioso come 1 persona su 10 dichiari di preferire superare i 10.000 follower su Twitter piuttosto che vincere un’automobile nuova. Questo dimostra come sia sempre più viva nelle persone la volontà di avere una presenza rilevante sul social web, ed una relativa influenza sulla propria cerchia di contatti. Lo studio è interessante perché riferito ad una fascia di popolazione con un’età bassa, che consente di capire in che modo stanno cambiando le abitudini, sempre meno distinte tra social web e “vita reale”.
 
 
Cosa si nasconde dietro a un commento? E dietro ad 1 miliardo di commenti?
Ce lo racconta un’infografica creata da JESS3 e condivisa da Disqus per celebrare il miliardo di commenti pubblicati sulla piattaforma. Una delle prime evidenze riguarda la lunghezza dei commenti, ed è interessante notare come il 57% di questi sia twittabile (non supera cioè i 140 caratteri), ed aumentino così la diffusione non soltanto del commento, ma anche del contenuto cui è legato.

Disqus

Potete approfondire il resto dello studio direttamente sul blog di Disqus.
 
 
Foursquare è morto. Lunga vita a Foursquare.
Fin dalla sua nascita Crowley si è trovato a dover cercare investitori e un business model sostenibile con una mano, e smentire i detrattori sull’imminente chiusura del social network con l’altra. Qualche settimana fa, per l’ennesima volta, ha spiegato come non sia assolutamente nell’aria una smobilitazione del servizio, e che sia anzi ben chiara la direzione che la piattaforma sta seguendo: sempre meno location based game, sempre più luogo attraverso cui scoprire i locali più adatti alle proprie esigenze ed ai propri gusti (nel frattempo aboutfoursquare sottolinea come – in USA – il 75% dei ristoranti e delle catene di retail abbiano una presenza attiva sul canale).

Foursquare Explore

Come detto poco sopra, la personalizzazione è uno degli aspetti chiave per le persone che si trovano ad interagire con i brand e la nuova menu bar presente su foursquare.com/expolore lo testimonia: è ora possibile filtrare la ricerca per range di prezzo, per special disponibili in determinati locali, ma anche per negozi aperti in quel determinato momento, per luoghi non ancora visitati o per locali in cui i propri amici vorrebbero andare.
 
 
E anche per questa settimana è tutto. Vi diamo appuntamento anche su Twitter e Facebook, dove potete seguirci e dirci la vostra sui temi che quotidianamente trattiamo e condividiamo con voi.

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Un contenuto è per sempre. O per pochi minuti.

di Stefano Maggi in News

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Quando un post viene pubblicato su una pagina o su una timeline, l’algoritmo di Facebook (conosciuto come EdgeRank) definisce chi lo visualizzerà nel proprio news feed. Ci sono molte variabili che concorrono in questo processo, ma soprattutto:

  • Quanto la community sta reagendo al post: i contenuti social con più like, share, commenti vengono amplificati dall’algoritmo e diffusi maggiormente;
  • Quanta “concorrenza” esiste al momento della pubblicazione: se un post compete con contenuti più rilevanti per la community verrà visualizzato meno;

Una recente analisi di SocialBakers evidenzia che il 50% del reach di un post Facebook si verifica nei primi 30 minuti. Per questo motivo, prima di pubblicare è importantissimo considerare due aspetti.

  • Quando pubblicare, su quale canale e con che tipologia di contenuto (testo, link, video, foto, question…): attraverso un’analisi quantitativa è possibile ricavare indicazioni utilissime a questo scopo;
  • Quale contenuto pubblicare: l’approccio creativo a livello concettuale e a livello di produzione è uno degli strumenti migliori per fare sì che i post vengano notati e generino reazioni;

Essere reattivi e focalizzati sul “tempo reale” è importantissimo per i brand che vogliono raggiungere una community ampia ma con un alto livello di affinità alla conversazione sviluppata.

Contenuti con una vita breve, quindi? Non solo: ci sono contenuti social che hanno un respiro di lungo termine e che guadagnano visibilità grazie alla fiducia accordata dalla community. Questo tipo di contenuto è presente ormai da anni nel panorama social: pensate a Yahoo! Answers e Quora. Si tratta di social network che fanno emergere contenuti in base alla rilevanza rispetto a una tematica, tenendo in considerazione l’autorevolezza di chi ha preparato il contenuto.

Ieri abbiamo assistito a un nuovo passo in questa direzione, con l’introduzione di Klout Experts, un servizio che permette agli esperti su temi specifici di offrire le proprie risposte a domande poste dagli utenti. Questo servizio è ancora più interessante se si considera l’integrazione con i motori di ricerca (anche se per ora solo Bing).


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L’elemento di fiducia personale è ciò che caratterizza questo tipo di contenuti: coinvolgere le persone legate alla marca nello sviluppo di un rapporto di fiducia con la community offre visibilità alla marca stessa. In questo caso non è il brand direttamente a parlare, ma chi ne fa parte.

Contenuti social a lungo termine a breve termine sono complementari: definire una strategia per svilupparli entrambi partendo dagli obiettivi di marca e dall’analisi delle abitudini del target può fare la differenza per tutte le marche che vogliono attivare una conversazione con la propria community.

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