Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo, San Francisco e Shanghai. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.
Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.Abbiamo già aiutato brand come Sky, Henkel, Gruppo BNP Paribas, Mondelēz, Barilla, Lavazza, adidas e BIC.

Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 8970 8500.

Thank God We Are Social #205

di Stefano Perazzo

Con le fatiche della settimana ormai alle spalle e il lunedì abbastanza lontano possiamo rilassarci e leggere l’edizione #205 del TGWAS.

Oggi dedichiamo la nostra attenzione alla nuova arrivata della famiglia reale inglese. Buona lettura!

Benvenuta Principessa!

Fiocco rosa per il Duca e la Duchessa di Cambridge. Alle ore 8.34 dello scorso 2 maggio è nata all’ospedale St. Mary’s di Londra ‘Her Royal Highness’ Charlotte Elizabeth Diana.

Da tutto il mondo sono arrivati messaggi di congratulazioni per William e Kate con l’hashtag #RoyalBaby. Questa mappa dimostra come si sia sviluppata la conversazione subito dopo l’annuncio ufficiale. In poco più di 12 ore oltre 1,1 milione di tweet hanno testimoniato l’enorme interesse degli utenti per la principessa. Una curiosità: il flusso più intenso è stato registrato alle 10.32, con un picco di 3.600 tweet al minuto. (qui l’andamento puntuale).

#RoyalBaby  

Due anni dopo, numeri da capogiro 

Il fratello maggiore di Charlotte, George, aveva riscosso meno successo. Nessuna provocazione, ovviamente! Negli ultimi 24 mesi le piattaforme e il numero di utenti attivi sono profondamente cambiati, ma resta interessante confrontare i dati tra i due rampolli d’Inghilterra: #RoyalBaby ad esempio era stato utilizzato “solo” 900.000 volte per la venuta al mondo del principino. Emblematico poi il confronto dei singoli annunci: Charlotte ha raccolto più del triplo in termini di Retweet e un bottino di ‘Preferiti’ 8 volte superiore. Qui il tweet pubblicato per George:

Ironia e tenerezza, la reazione dei brand

La notizia ha ovviamente scatenato la creatività di moltissimi brand che hanno cercato di inserirsi nella conversazione con i propri contenuti. Ecco alcuni dei post più interessanti: British Airways ad esempio ha annunciato l’arrivo a Londra della principessa in modo davvero particolare.

Disney invece ha realizzato un video con protagonisti i propri ‘Royal Babies': quanti ricordi!

Pioggia di lacrime e tenerezza invece per Pampers. Un messaggio chiaro e semplice: ogni nascita segna l’arrivo di un principe o di una principessa.

The Sun infine ha fatto le sue congratulazioni alla “House of Windsor”.

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Ritorno al futuro della comunicazione

di Stefano Maggi in News

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Ogni giorno nascono nuovi modi di scoprire contenuti, di condividere ciò che per noi è importante, utile o interessante, di stabilire una relazione con marche e aziende, di acquistare, di condividere le nostre esperienze.

Questi graduali ma continui cambiamenti hanno lentamente portato a evolvere il modo in cui le aziende pensano al marketing e alla comunicazione. Ma cosa è cambiato realmente?

Prima di tutto, il modo in cui scopriamo contenuti interessanti. Utilizziamo sempre più spesso canali online per individuare contenuti interessanti. Questo vale per le generazioni più giovani, ma non solo, come evidenzia questo studio di Millward Brown Digital.


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Un’altra novità è nella modalità di fruizione di questi contenuti, che avviene sempre più spesso attraverso device mobile e computer, come vediamo dal recente studio Nielsen “Screen Wars”.

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I device mobile e desktop superano con un grande distacco la televisione quando si tratta di fruire di video in forma breve, modalità di fruizione sempre più integrata nell’utilizzo dei canali social. Basti pensare che ogni giorno, su Facebook, vengono visualizzati 4 miliardi di video di cui il 75% da mobile. Va anche sottolineato che il 53% di queste visualizzazioni deriva da condivisioni: contenuti quindi che le persone non solo vogliono vedere ma vogliono mostrare ai propri amici.

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In passato, prima di questi cambiamenti, e della fruizione sempre più “social” del video, le dinamiche di comunicazione dei brand si muovevano secondo un meccanismo molto semplice. Chi produceva contenuto per i canali televisivi e per i principali media, come stampa e radio, cercava di attrarre l’attenzione del maggior numero di persone verso il proprio contenuto. I brand acquistavano uno spazio, interrompendo la fruizione del contenuto da parte del target e proponendo il proprio messaggio.

Ma questo meccanismo non è sempre stato quello di riferimento: agli albori della radio e del broadcast televisivo, le agenzie di advertising producevano veri e propri show per i brand. Alcuni esempi sono Pabst Blue Ribbon Bouts, Camel News Caravan, ma anche – più avanti in Italia – Carosello. È stato solo successivamente, tra il 1949 e il 1952, quando i costi di produzione di show sono aumentati vertiginosamente (anche del 500%), che i brand hanno iniziato a investire in “spot” di pochi secondi, anziché produzioni di un’ora. Questa logica ha gradualmente rimpiazzato la produzione di “contenuti”, favorendo invece la produzione di elementi di interruzione del contenuto.

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Da allora la logica basata sull’interruzione ha dominato l’approccio dei brand a media come la televisione, perché il canale di comunicazione si prestava a questo tipo di strategia.

Fino a pochi anni fa.

Oggi altri canali stanno affiancando alla televisione, alla radio e alla stampa in modo significativo, superandoli in alcuni casi per utilizzo, influenza e penetrazione. Non solo: per le generazioni sotto i 34 anni, questi nuovi canali sono più rilevanti dei canali tradizionali e le persone dedicano loro più tempo e attenzione.

Questi “altri canali” social hanno la caratteristica di poter proporre contenuto senza interrompere un’esperienza, ma sviluppando un messaggio, una conversazione che le persone vogliono vedere e approfondire, di cui vogliono sentirsi parte e che vogliono condividere.

Per questo motivo i brand, insieme alle loro agenzie, stanno diventando sempre di più “produttori di contenuto”, tornando a un modello che aveva caratterizzato la comunicazione nel passato, quando ancora la logica di interruzione non era ancora nata, quando contenuto e pubblicità erano concetti non separati.

Due esempi pratici in questa direzione. Con il nostro cliente Buitoni, partendo dall’analisi delle esigenze delle persone, abbiamo sviluppato un progetto di contenuto che si basa sulla creazione di brevi contributi rilevanti per la community, in cui il brand è parte della narrazione e abilitatore per il raggiungimento di uno scopo ben preciso: aiutare le persone a cambiare in cucina.

Un altro esempio: col nostro cliente Aprilia, abbiamo individuato un modo nuovo di raccontare la passione per le corse, che integra (non sostituisce) la fruizione tradizionale dell’evento sportivo, aggiungendo un livello emozionale pensato e sviluppato grazie agli insight della community di fan del brand.

A beginning is just the starting point for improvement. We’ll follow our path, with passion and commitment. #aprilia #bearacer

Posted by Aprilia Official on Thursday, April 9, 2015

 

Informazione, intrattenimento, condivisione: sono molte le aree in cui i brand possono agire da “facilitatori”, offrendo un contenuto da loro prodotto per le persone. Un ritorno al futuro della comunicazione, insomma: un futuro in cui la creazione di contenuto sta lentamente affiancando, (e in alcuni casi sostituendo), la creazione di messaggi che interrompono il contenuto. Come avveniva quando ancora non esisteva il concetto di “spot”, ma attraverso canali e formati oggi molto integrati con il modo di vivere delle persone.

 

Photo credits Luke Hayfield

Mercoledì Social #265

di Giulia Bardon

Buon pomeriggio e buon Mercoledì Social #265!

Pensavate che ci fossimo dimenticati del nostro appuntamento infrasettimanale? E invece no. Ecco una carrellata delle ultime novità del mondo della comunicazione, del marketing e dei social media

Arrivano le Google+ Collections

Come annunciato da Dmitry Shapiro, Group Product Manager di Google, Big G ha introdotto le Collections, del tutto simili alle board di Pinterest. L’obiettivo è quello di permettere agli utenti di connettersi tra di loro grazie alle passioni che hanno in comune: infatti, le Collections saranno divise per argomento e potranno essere seguite da altri utenti. Uno dei primi publisher a usare le Collections è BuzzFeed.

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Instant Articles

Niente più link di notizie che rimandano al sito d’origine: stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, da questo mese Facebook permetterà di distribuire contenuti direttamente dal social network. Gli utenti quindi non dovranno più cliccare sul link della notizia ed attendere che si apra in un’altra pagina (secondo le stime, quest’operazione dura in media otto secondi), ma potranno leggere direttamente il contenuto sulla propria timeline.

Evviva il social customer care

Secondo una ricerca di SocialBakers, i brand sono sempre più attenti al customer care sui social network – più del doppio rispetto al 2012 (per dare un’idea della presa di coscienza degli ultimi mesi). Dai risultati infatti si evince che nel 2015 la percentuale di risposte date dai brand è del 74% – un dato sensazionale se paragonato al 2012 (30% di risposte) e al 2011, quando la percentuale di risposte si aggirava intorno al 5%: ancor più interessante se proviamo solo a pensare a quanto sia cresciuto anche il volume di richieste da parte delle persone, e il conseguente effort da parte delle aziende in questo senso.

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Un filtro per i Periscope

Si chiama Dextro ed è una startup che potrebbe migliorare l’uso di Periscope (l’App che permette di trasmettere su Twitter un live streaming direttamente dal proprio smartphone). Dextro ha appena lanciato uno strumento chiamato Stream (per ora solo un sito web ottimizzato per dispositivi mobile), che funge da filtro per i Periscope. Grazie a un algoritmo molto complesso, Stream è in grado di riconoscere migliaia di scene e oggetti in movimento e associarli a una determinata categoria di contenuto.

Meerkat vs. Periscope: la lotta continua

Rimanendo in tema, vi avevamo già parlato della “lotta” tra Meerkat e Periscope, le due app di live streaming da smartphone che si contendono il mercato globale del settore: di recente Meerkat ha segnato un gol importante. Infatti, per smarcarsi dal forte legame con Twitter (che negli scorsi mesi ha acquistato Periscope), di recente Meerkat ha lanciato la possibilità di guardare i live stream anche da Facebook: non è più necessario avere un account Twitter per guardare i video.

Dropbox e Office

Chi non ha mai usato Dropbox, la famosa piattaforma che permette di salvare i documenti su cloud? Già a partire dallo scorso autunno, grazie a una partnership con Microsoft, è possibile aprire un file Office in Dropbox direttamente da Office Online. Di recente però è stata aggiunta un’altra funzionalità per l’app iOS: ora possiamo direttamente creare documenti Office dentro a Dropbox sul nostro smartphone, senza dover fare un ulteriore passaggio in un’altra app.

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I Brand in aiuto del Nepal

Nel Mercoledì Social #264 vi abbiamo parlato di come Facebook abbia invitato gli utenti a fare una donazione a favore di International Medical Corps per aiutare i sopravvissuti al terremoto in Nepal. Allo stesso modo, anche Google ha attivato una feature chiamata “Person Finder”, che permette di trovare informazioni relative agli amici presenti nelle zone colpire dal disastro. I giganti delle telecomunicazioni non potevano essere da meno: la Vodafone Foundation, ha lanciato Instant Network Mini, un network telefonico contenuto in uno zaino. Pesando solo 11 chili, lo zaino può essere trasportato ovunque a piedi e permette di connettere cinque utenti alla rete globale.

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Microsoft Ignite Conference

Chiudiamo il nostro mercoledì da leoni parlando delle principali novità per le aziende presentate da Microsoft alla Ignite Conference di Chicago. In particolare, quest’anno verrà lanciata una nuova funzionalità all’interno dell’app Office Delve, che permetterà di visualizzare i grafici dei dati relativi alle email e alle conversazioni Skype e Yammer dei diversi team. Tra le novità più importanti che sono state presentate vi è anche Office 2016, il cui lancio verrà completato il prossimo autunno e che per ora è disponibile solo in versione pre-lancio.

We Are Social sbarca in Cina

di Pete Lin in News

Pete Lin è Managing Director del nuovo ufficio di We Are Social a Shanghai. Lin ha 17 anni di esperienza nel digital marketing, prima negli USA dove ha supportato la costruzione delle digital practice di Grey a San Francisco, successivamente in Cina dove ha lavorato come Business Director per Grey Shanghai, Client Services Director per Publicis e Head of Digital per JWT.

We Are Social - Shanghai management Ying Chang e Pete Lin

We Are Social è stata lanciata dai due fondatori Robin Grant e Nathan McDonald nel 2008 e da allora è cresciuta rapidamente; oggi conta un team di 550 persone attraverso un network internazionale presente in 5 continenti. Dopo aver costruito una realtà così solida, il prossimo mercato dove l’agenzia doveva stabilirsi era chiaramente quello cinese.

Oggi sono contento e onorato di annunciare il lancio del nostro primo ufficio in Cina. Come avrete potuto leggere , la nostra sede di Shanghai è ufficialmente attiva e siamo qui con la missione di creare un nuovo punto di riferimento per il marketing in Cina.

La Cina ha una cultura unica e forse, ancora più importante, un ecosistema digitale unico. Il panorama social in Cina è maturo, le piattaforme stanno diventando più sofisticate e i brand stanno vedendo i reali benefici di una presenza social. Mentre ci sono evidenti differenze tra i social media in Cina e i mercati occidentali, l’approccio di We Are Social che si concentra sugli insight e la creatività, non sulle piattaforme, può essere una forza trasformatrice in questo mercato.

Abbiamo sviluppato pratiche e tecnologie che sono su misura per il mercato cinese. Abbiamo portato la modalità di collaborazione unica di We Are Social in Cina e attraverso questa attrarremo il tipo di persone che sono state la forza trainante dietro il successo dell’agenzia a livello globale.

Per guidare la nostra offerta creativa abbiamo portato a bordo la Direttrice Creativa Ying Changvincitrice di un Leone a Cannes – , come parte del nostro team di 15 persone; inoltre possiamo contare sulle risorse e l’esperienza in Cina del gruppo BlueFocus. Crediamo che la nostra offerta per aiutare i brand a realizzare strategie di marketing “socially-driven” sia completa.

Come dice il proverbio cinese, “le parole da sole non sono una prova (口说无凭)”, così sono molto soddisfatto nel dire che diversi brand locali e globali stanno già lavorando con noi in Cina inclusi Liebherr e GMAC (proprietario del GMAT exam). E il nostro nuovo team è destinato a crescere rapidamente grazie alla forte domanda internazionale; attualmente abbiamo 5 posizioni aperte: 如果你是个数码广告狂人,快来加入刚登入上海,全球最大的social热店.

Questo è un momento emozionante per We Are Social, un segno importante nella nostra espansione globale, e un altro grande passo verso la nostra missione di portare il social thinking al centro del marketing per tutti i nostri clienti, in tutto il mondo.

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Thank God We Are Social #204

di Francesca Luglio

“Ogni mattina un anziano col cappello si sveglia e sa che dovrà prendere la sua Panda verdina per andare a creare le code in tangenziale.” Fortuna che oggi è sabato e siamo tutti più pazienti o ancora a letto 😉

Oggi parliamo di Expo 2015, di nuovi profili di Twitter e Instagram e di una discriminazione tra le emoji.

EXPO 2015.

Iniziamo questo TGWAS con l’evento dell’anno: EXPO 2015. Inaugurato ieri, sono stati raccontati i momenti salienti dell’apertura via Twitter ed è stata data la possibilità di seguire l’evento in live streaming.

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Qualche giorno fa è stato aperto il canale Twitter @AskExpo, un social info point che risponde a tutte le domande riguardanti questo evento mondiale.

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Ieri sera invece è stato lanciato l’hashtag #expogram con il fine di creare una guida social su cosa fare e vedere nei prossimi sei mesi. Una volta a settimana verrà pubblicato un pdf aggiornato con i suggerimenti degli utenti sulle attività e i luoghi imperdibili, divisi in tre sezioni: Expo, Milano e tutta Italia.

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Twitter, Instagram e le pagine tematiche.

Due campi diversi, stessa idea: Twitter e Instagram hanno creato due profili tematici. Il primo, che al contrario di Instagram ne aveva già aperti altri in passato, ne ha lanciato uno dedicato al Food dove trovare tutti i migliori contenuti e le migliori ricette degli utenti sul cibo.

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Il secondo invece ha creato un profilo interamente incentrato sul mondo della musica, ma non semplicemente sui migliori contenuti; ogni settimana, Instagram rilancerà nuovi progetti musicali, artisti consolidati ed emergenti, progetti grafici o fotografici, e qualsiasi altro contenuto abbia come tema centrale la musica, compresi quelli user generated.

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La melanzana discriminata.

Vi lascio con una notizia “cit”. Come già saprete, su Instagram ora si possono taggare anche le emoji, tutte tranne la melanzana. Il motivo è che la melanzana viene spesso utilizzata in modo “improprio” e quindi Instagram ha preferito bloccarne la ricerca; una scelta che ha scatenato il popolo di Instagram generando un movimento con l’hashtag #freetheeggplant.

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