Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.
Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.Abbiamo già aiutato brand come Sky, Henkel, BNL Gruppo BNP Paribas, Mondelēz, Barilla, Lavazza, adidas e BIC.

Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 3655 1868.

Mercoledì Social #243

di Beatrice Bonetti

Ladies and Gentlemen, Boys and Girls… Benvenuti nel 243° mercoledì social!

Oggi parleremo di Twitter, Facebook, account LINE e WeChat del Wall Street Journal Asia.

“Twitter offers” per il Black Friday

A distanza di pochi mesi dall’introduzione del “Buy button”, in vista del Black Friday Twitter ha testato negli States il tool “Twitter Offers“ per fornire un servizio cash-back. 

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Gli accordi commerciali pattuiti tra siti che offrono servizi cash-back e siti e-commerce prevedono una commissione per ogni acquisto effettuato con intermediazione da parte dei fornitori del servizio. La somma ottenuta viene spartita con l’utente che ha effettuato la spesa e al quale viene rimborsata una percentuale prestabilita, variabile a seconda del tipo di convenzione. La formula consente all’e-commerce di vendere i proprio prodotti e l’utente finale è gratificato con la restituzione di una parte della spesa sostenuta. Il sito di cash-back rinuncia a una porzione delle proprie provvigioni, ma ha la possibilità di aumentare sensibilmente le registrazioni al proprio portale e il numero di transazioni a buon fine.

Nathan Hubbard, head of e-commerce di Twitter, ha dichiarato al New York Times che lo strumento ha come obiettivo l’incremento del numero di utenti attivi. Tarun Jain, product manager del Gruppo ha specificato “Stiamo sperimentando questa nuova modalità di connessione tra inserzionisti e consumatori per puntare alla fidelizzazione di clienti online e offline.”

(Fonte: International Business Times, BuzzFeed)

 Twitter ha fame di dati.

Twitter comincerà proprio oggi a monitorare quali applicazioni sono state installate su sistemi operativi iOS e Android. L’analisi di questi dati è giustificata dall’obiettivo di ottimizzare la creazione di contenuti su misura per i propri utenti. Si tratterà di un elenco delle applicazioni installate e non sono previste indagini relative all’attività degli utenti all’interno delle loro app.

Quindi Twitter saprà se disponete dell’app Tinder ma, tranquilli, pare non saprà dei vostri incontri segreti.

La raccolta dati si avvia in automatico e gli utenti saranno informati, inoltre sarà possibile disattivarla dalle impostazioni dell’ app mobile. I dati quindi potranno essere rimossi dai server. L’efficacia di questo elenco di app presenti sullo smartphone di ogni utente è da valutare: potrei scaricare un’applicazione al giorno e non utilizzarle mai. Ma questo Twitter non può saperlo… per ora.

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(Fonte: PCWorld)

Facebook: dal caso Lee Rigby all’update focalizzato su privacy e controllo delle informazioni. 

Maggio 2013: il giovane soldato inglese Lee Rigby viene ucciso a colpi di machete a Londra.

Sembra che la maggior parte delle conversazioni con oggetto Lee Rigby sia avvenuta su Facebook: la società cade sotto accusa per non aver segnalato in tempo utile all’intelligence britannica le parole utilizzate dai due presunti terroristi nelle loro conversazioni. Secondo la BBC, Michael Adebowale avrebbe comunicato espressamente su Facebook l’intenzione di uccidere Rigby. Dal 1 gennaio 2015 entreranno in vigore gli aggiornamenti per quanto riguarda i termini di servizio e le condizioni d’uso con un focus particolare sulla privacy e la gestione del controllo di dati e informazioni da parte della società.

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Facebook dichiara che la protezione delle informazioni e il controllo e tutela della privacy sono prioritari. L’update include la presenza di una nuova pagina “Privacy Basics”; vi saranno maggiori spiegazioni per comprendere come la piattaforma possa utilizzare i dati raccolti dagli utenti. Le modifiche ci consentiranno su tutti i devices un maggiore controllo rispetto ai contenuti pubblicitari a cui siamo sottoposti. Nuove specifiche sull’utilizzo da parte di Facebook di dati quali geolocalizzazione, batteria e potenza del segnale (per app mobile). I dati di posizione sono utili per la pubblicazione di annunci rilevanti per gli utenti e le informazioni relative a batteria e segnale sono utilizzate per a monitorare lo stato di funzionamento dell’applicazione.

(Fonte: The Independent UK)

The Wall Street Journal Asia sbarca su LINE e WeChat

Il Wall Street Journal Asia apre un account LINE e un account WeChat per essere quotidianamente in contatto con gli utenti.

Gli utenti LINE potranno aggiungere l’account The Wall Street Journal’s in lingua inglese o giapponese per ricevere un messaggio contenente l’overview delle news del giorno. Per quanto riguarda WeChat, l’account The Journal’s è stato lanciato con il supporto da parte dell’agenzia digital Curiosity China e il messaggio quotidiano inviato agli utenti conterrà una selezione delle “top stories”.

Il digital editor Adam Najberg riconosce la potenziale crescita del canale definendola esponenziale e confermando la popolarità della piattaforma, in grande crescita negli ultimi anni in Giappone, anche a livello internazionale. “Avvengono moltissime conversazioni al di fuori dei nostri siti web e delle nostre applicazioni mobile. Se vogliamo essere rilevanti e competitivi dobbiamo necessariamente prenderne parte attivamente” dichiara Najberg.

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(Fonte: Marketing Interactive)

Thank God We Are Social #182

di Giorgio Marziani in News

Buongiorno e buon sabato!
Voglio iniziare questo trecentotrentatreesimo giorno dell’anno a circa 25,000 metri sopra le vostre teste.

Nel mese del #CometLanding, l’incredibile missione europea Rosetta/Philae, e di Samantha Cristoforetti, prima donna italiana nello spazio; i nostri colleghi inglesi hanno finalmente recuperato il footage del celeberrimo Lamb Chop del Tayyabs che hanno spedito nella stratosfera ormai 5 mesi fa.

L’operazione, nata per promuovere il libro “Meatspace”, è ovunque: da Vice a Mashable, da Huffington Post a The Telegraph.

“A Note to Re/code Readers”
Con un post titolato così, Walt Mossberg e Kara Swisher motivano la decisione di chiusura dei commenti agli articoli di Re/code: “la maggior parte delle discussioni delle nostre storie avviene sui social media, rendendo i commenti onsite sempre meno utili e meno utilizzati”.
Nonostante questa scelta, l’utilizzo dei commenti rimane un luogo interessante per le conversazioni: Fred Wilson ha pubblicato un’analisi a riguardo molto interessante.

Web IQ Quiz
PewResearch ha pubblicato i risultati di “Web IQ”, un test condotto da 1066 utenti di internet americani.
Le domande, diverse tra loro, spaziano da “Quanti caratteri ci sono in un Tweet?” a “Che cosa mette in relazione la legge di Moore?”.
Il risultato del test è soprendente, ma prima di guardare i risultati, mettetevi alla prova.

“They unlock much more than our accounts”
Prima del teaser finale, volevo segnalarvi un articolo racconto meraviglioso, a volte poetico, che, attraverso una storia, ci spiega come le password che utilizziamo condizionano la nostra vita, i nostri pensieri, le nostre scelte. E non solo: dicono molto più di noi di quanto non si creda.

“Le password sono universalmente disprezzate, ma il fatto che noi le costruiamo e noi (e solo noi) le ricorderemo, assumono vite segrete.
Molte di loro, infatti, hanno sfumature di pathos, malizia e, a volte, anche di poesia. Spesso nascondono storie incredibili: un mantra motivazionale, un amore perduto, una cicatrice emotiva.
Il 4662 che mia moglie utilizza nelle sue password non è solo l’indirizzo della casa dove è nato suo padre: è un ricordo di un padre, che, da bambino, doveva dire il suo indirizzo tutto d’un fiato per non essere cacciato dalla squadra di football”
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The Force Awakens
Se quest’ultima notizia vi ha fatto commuovere, non fermate le lacrime e godetevi il teaser di Star Wars Episode VII: The Force Awakens.

Mercoledì Social #242

di Francesca Crescentini

Eccoci! In questo nuovo appuntamento con il Mercoledì Social parleremo di Facebook, adv su Snapchat e spunti per trovare il regalo di Natale perfetto.

Structured Status arriva anche per le pagine 

Come si sentiranno oggi i vostri brand preferiti? Già dall’inizio del 2013, gli utenti di Facebook hanno gradualmente avuto la possibilità di arricchire i propri post grazie alle emoji della funzionalità Structured Status, estesa in questi giorni anche alle pagine. Dalla felicità alla rabbia, passando per le attività principali della giornata, ora anche i brand potranno far sapere ai fan della loro pagina come si sentono e che cosa stanno facendo.

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Un nuovo formato pubblicitario per Snapchat

Di adv, live TV e Snapchat vi avevamo già parlato un paio di settimane fa… ma non erano ancora arrivati gli American Music Awards! Proprio in occasione degli AMAs, infatti, Snapchat ha inaugurato un nuovo formato pubblicitario, “ospitando” per la prima volta nelle sue Stories – la sezione che consente di visualizzare i contenuti live associati a un determinato evento/luogo/community – uno stream sponsorizzato da Samsung.

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Tesco e Argos: Natale si avvicina… e i regali diventano social!

Tra parenti dai gusti difficili e amici imperscrutabili, i regali di Natale possono metterci a dura prova. Tesco e Argos hanno deciso di dare una mano ai propri clienti con due iniziative social che dovrebbero riuscire ad accontentare anche i personaggi più esigenti.

Tesco ha lanciato il suo Secret Scan-ta, un’app – sviluppata da We Are Social UK – che permette di analizzare i profili Twitter in base alle conversazioni e agli utenti seguiti, offrendo suggerimenti mirati e personalizzati per l’acquisto dei regali.

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Il Gift-Finder di Argos, invece, punta su un approccio più vicino a Tinder. Dopo aver inserito le informazioni principali della persona a cui vogliamo fare un regalo, l’app selezionerà una serie di suggerimenti, da accettare o scartare con un semplice swipe. L’app imparerà dalle nostre scelte e affinerà la ricerca, fino ad arrivare – auspicabilmente – alla scelta del regalo perfetto.

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L’interruzione dell’interruzione pubblicitaria

di Stefano Maggi in News

Delle evoluzioni più grandi che sta affrontando il marketing negli ultimi anni, una spicca su tutte, perché ha un impatto diretto sulla vita delle persone. Si tratta dell’abbandono dell’interruzione.

Il mutamento è evidente: i canali social stanno diventando il luogo in cui le persone trascorrono più tempo in assoluto, il mezzo per eccellenza per fruire contenuto, il punto di ingresso per scoprire nuovo contenuto, anche più importante degli stessi motori di ricerca. Anche i budget dei brand stanno seguendo questa tendenza, anche in Italia.

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In passato, i brand investivano in pubblicità principalmente per interrompere un’esperienza con un proprio messaggio. Questo, ripetuto frequentemente andava a stimolare l’attenzione e la considerazione da parte del target interessato. Chi non era interessato, però, era costretto a subire passivamente questo meccanismo invasivo, ripetitivo e – spesso – poco rispettoso del tempo e dell’attenzione delle persone.

Il modo in cui si sta evolvendo il marketing sta portando a un miglioramento fino a pochi anni fa incredibile della relazione tra marche e persone. Il marketing basato sulla conversazione, sull’attenzione agli interessi delle community e su uno scambio di valore non ha le caratteristiche negative del comportamento invasivo del passato, ma soprattutto consente di costruire qualcosa di interessante per e con le persone.

Sì, perché oggi, fortunatamente, sta diventando sempre più facile per le persone evitare i messaggi pubblicitari che interrompono. Parallelamente, sta diventando sempre più semplice portare avanti una relazione di valore con le marche che sanno interessare le proprie community.

Anche le piattaforme social stanno enfatizzando questa tendenza, rendendo ancora più forte, imprescindibile, l’importanza del contenuto. Facendo sì che strategia editoriale e creatività siano strumenti irrinunciabili per i brand che vogliono attivare una relazione con le persone. Senza questi elementi, si ha solo un messaggio isolato da una conversazione, che sarà facile ignorare, ogni giorno di più.

Ecco tre cambiamenti emblematici, che possono servire a raccontare questa tendenza.

Facebook, pochi giorni fa, ha annunciato che penalizzerà i contenuti delle marche con focus esclusivamente e apertamente promozionali. Contenuti cioè che interrompono l’esperienza di conversazione per proporre con forza un messaggio esclusivamente di promozione. Gli esempi e i dettagli proposti da Facebook hanno reso chiara questa scelta: si vuole evitare la logica “banner” all’interno del canale social, favorendo invece post più votati alla conversazione. Via libera quindi ai post che parlano di prodotto o di offerte in modo coerente con la conversazione, ma non a quei contenuti che lo fanno in modo aggressivo e interrompendo la conversazione. Ecco perché la strategia editoriale può consentire una migliore efficacia della relazione tra brand e persone, semplicemente permettendo di produrre contenuti più creativi e interessanti. Contenuti che le persone vogliano vedere e condividere con i propri contatti, non banner o spot che siano obbligati a vedere per poter avere qualcosa in cambio.

Ecco un esempio di post che verrà penalizzato secondo questa logica.

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Anche YouTube sta sperimentando un cambiamento potenzialmente molto importante: YouTube Music Key (attualmente in test) permette alle persone di non vedere pubblicità che interrompono l’esperienza, ma solo i contenuti che gli utenti scelgono di vedere, a fronte di un abbonamento. In questo caso è evidente come le persone potranno scegliere di vedere solo ciò che vogliono e solo i brand che riescono a essere abbastanza interessanti potranno raggiungere il proprio target, ma dovranno farsi scegliere.

L’ambito musicale è lontano dalle strategie di marketing di molti brand e quindi questa sperimentazione non avrà un impatto diretto sul comportamento delle march in un breve periodo.

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Diversa è la situazione che si presenta per un’altra sperimentazione, sempre in casa Google: Contributor. Si tratta di una soluzione che permette alle persone di evitare interruzioni pubblicitarie online pagando da $1 a $3 al mese. In questo modo, le persone potranno vedere solo i contenuti a cui sono realmente interessati, evitando display advertising o interruzioni di qualsiasi tipo alla propria esperienza.

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Questi tre esempi evidenziano una tendenza chiara: le persone hanno sempre più saldamente a portata di mano la possibilità di scegliere quali contenuti vedere. I brand che vogliono raggiungere queste persone e creare un impatto con la loro connessione, potranno farlo in futuro solo grazie a una strategia di contenuto impeccabile. Solo da questo approccio potrà derivare una pianificazione editoriale che le persone potranno scegliere di vedere e che non vivranno come “interruzione pubblicitaria”, ma come un contenuto, parte di una conversazione che desiderano avere e condividere.

Anche con un brand.

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Thank God We Are Social #181

di Giorgia Losi in News

Buon sabato a tutti!

Eccoci con le social news della settimana raccolte per voi nell’edizione #181 del TGWAS.

Oggi parliamo di super partnership tra colossi tech, spunti social in vista del Natale, un apple store volutamente minuscolo, la nuova campagna di Pizza Hut che parla italiano e una chiusura finale sul fenomeno “trash” del momento (non sveliamo di più): buona lettura!

 

Megapartnership

In questi giorni sono state annunciate due partnership veramente fortissime: Uber si allea con Spotify mentre, ma resta ancora da confermare, Netflix potrebbe finalmente sbarcare anche in Italia grazie a un accordo con Telecom. Approfondiamo.

Uber & Spotify = music for your ride. È partita ieri la collaborazione tra il colosso della musica in streaming Spotify e Uber, il servizio di prenotazione di vetture con conducente. In diverse città del mondo (Londra, Los Angeles, Città del Messico, Nashville, New York, San Francisco, Singapore, Stoccolma, Sydney e Toronto per il momento) sarà ora possibile ascoltare a bordo della Uber car la propria musica preferita.

UberSpotify

Per farlo, agli utenti sarà sufficiente collegare il proprio account (premium) di Spotify a quello di Uber in fase di prenotazione della corsa. Una volta saliti in macchina sarà poi possibile ascoltare direttamente la playlist desiderata, con possibilità di gestire la musica dal proprio smartphone. Oltre a testare sull’autista le proprie skills da DJ, si potrà anche conoscere nuova musica attraverso le playlist curate da Uber in tema con la città.

Passiamo alla partnership 2. In Italia ci sono state parecchie barriere allo sbarco di uno dei servizi più celebri e comodi, già attivi da ere geologiche negli States, in Sud America e in buona parte d’Europa.

Netflix, la piattaforma di streaming video on demand con circa 50 milioni di abbonati in 40 paesi del mondo, potrebbe arrivare anche in Italia nel 2015 grazie a un accordo con Telecom i cui dettagli non sono ancora disponibili. Al momento, non è quindi detto che questo accordo possa essere così vantaggioso come lo è all’estero: capiremo presto se con un corrispettivo di circa 9 dollari sarà possibile anche per noi accedere a un bacino di più di 8.000 titoli tra film e serie tv in costante rinnovamento.

 

Christmas is coming

Secondo recenti ricerche incrociate, questo Natale saremo ampiamente influenzati dai social media per i nostri acquisti, almeno a giudicare dalle proiezioni dei trend degli ultimi 12 mesi.

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Il dato che spicca maggiormente, è che il 30% dei consumatori ha dichiarato di aver effettuato almeno un acquisto guidato dal social engagement nell’ultimo anno. Secondo lo studio, inoltre:

  • il 59% dei consumatori sarebbe ben predisposto a usare gli sconti e i coupon che i brand offrono in esclusiva ai membri della community Facebook;

  • il 58% aderirebbe volentieri a raccolte punti e programmi di loyalty;

  • il 56% è attratto dai “deal” del giorno che vengono proposti attraverso i social media, mentre il 52% da prodotti offerti in vendite “esclusive”.

Qui l’infografica riassuntiva completa.

App e apple store

In ogni TGWAS firmato dalla sottoscritta non manca mai una digressione sul cibo, anche se in futuro mi piacerebbe concentrarmi di più sulle ultime news dal mondo dei gatti.

Oggi abbiamo trovato per voi un’app dal design raffinato che potrà essere la vostra preziosa alleata durante le feste. Calorific permette di riconoscere a quanto corrispondono 200 calorie di molti alimenti attraverso fotografie meravigliose. Un’idea semplice per rivisitare il tema della dieta in maniera inusuale. Carina vero? Qui il sito da dove effettuare il download (iOS).

Calorific

Restiamo in zona app ma capovolgiamo il tutto. A Londra ha aperto un apple store che sembra un vero Apple Store per come lo conosciamo noi ma – sorpresa – è davvero un apple store di vere mele!

Scusate il gioco di parole, le foto fugheranno ogni dubbio.

Photo Credits: DesignTaxi

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Chiudiamo il capitolo food con una recente campagna di Pizza Hut che riguarda gli italiani da molto vicino: The Flavor Of Now.

Nel più ampio processo di “svecchiamento” e re-branding a cui fa seguito una nuova offerta in termini di prodotto, Pizza Hut ha intervistato degli abitanti della provincia di Sorrento per girare alcuni spot divertentissimi. Il brand, con l’obiettivo di dimostrare ai giovani americani che gli anziani italiani sono riluttanti all’idea di modificare le ricette delle pizze tradizionali, si è voluto così dimostrare innovatore e all’avanguardia. Infatti, il semplice fatto che agli attempati italiani (provenienti dall’Old World) il loro nuovo prodotto non piaccia, dovrebbe bastare come prova di una sua effettiva bontà agli occhi dei giovincelli dall’altra parte del mondo. Un gioco di contrapposizioni tra target davvero sopraffino!

Ecco alcuni dei contenuti della campagna che è stata veicolata anche con l’hashtag #PizzaHasChanged. Trovate i video sul canale Youtube di Pizza Hut; vi consigliamo di tenerlo sotto controllo perché usciranno nuovi mini video a breve.

 

 

LOL time – The Lady Mania

[Spazio alle risate] Per colmare l’attesa dell’arrivo di Netflix, non possiamo fare a meno di segnalarvi il nuovo film di Lory del Santo, capolavoro imperdibile di natura dichiaratamente trash.

Concepito, scritto, sceneggiato, diretto e montato interamente dalla poliedrica Lory, il film sta conquistando – episodio dopo episodio –  un pubblico sempre crescente e una diffusione dirompente a colpi di tweet e condivisioni. Pensate che solo la prima puntata ha circa 260mila visualizzioni su Youtube, la seconda 100mila, a cascata le altre. Per ora sono state rilasciate 7 puntate, ma potete tenere sotto controllo la pagina Facebook  per non perdervi anteprime e chicche.

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Ma di cosa parla The Lady? Definito dalla stessa regista un film su “passione, frenesia, bellezza e tanto altro ancora, tutto in dieci episodi da seguire”, la storia narra delle vicende di Lona, una donna forte, intraprendente e molto impegnata in un lavoro (non precisato) che la porta a viaggiare spesso e a telefonare a tantissimo. Fidanzata con Costantino Vitagliano, Lona è circondata da un pot-pourri di uomini, inservienti e chi più ne ha più ne metta. Non vi raccontiamo altro per non togliervi il gusto della scoperta. Guardatelo comodamente su Youtube in questa playlist. Enjoy!

Con viva e vibrante soddisfazione, il TGWAS si conclude qui :D

Buon weekend a tutti!

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