Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.
Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.Abbiamo già aiutato brand come Sky, Henkel, BNL Gruppo BNP Paribas, Mondelēz, Barilla, Lavazza, adidas e BIC.

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Le foto su Facebook sono morte. Lunga vita alle foto su Facebook.

di Luca Della Dora in News

Come vengono consumati i contenuti dalle persone?
In che modo, e con che obiettivi, si deve esprimere il nostro brand?
Come vengono distribuiti i contenuti dalle piattaforme su cui vengono pubblicati?

Se spesso le prime due domande sono risolvibili attraverso lo studio dei comportamenti delle persone e alla comprensione dell’universo del brand, la terza questione è figlia di scelte delle piattaforme su cui i contenuti vengono pubblicati per essere poi distribuiti.

Sappiamo com’è cambiato l’algoritmo di Facebook in questi mesi, e qual è l’importanza di un sostegno media che aiuti i contenuti a raggiungere persone a cui il messaggio possa interessare veramente, ma anche che è sempre più determinante scegliere il formato più adatto per farlo.

Secondo uno studio di Socialbakers (di Aprile 2014) il 75% dei contenuti condivisi dai brand è costituito da foto: le immagini – in quel momento – garantivano il maggior coinvolgimento delle persone (l’87% del totale delle interazioni era relativo a contenuti di questo tipo).

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Facebook ha iniziato, nel frattempo, a investire sempre di più su contenuti video: pochi mesi fa – per la prima volta – il numero di visualizzazioni di video nativi su Facebook ha superato quello delle views su Youtube (l’autoplay dei video su Facebook ha, ovviamente, influito sul dato, che è comunque significativo del tipo di contenuti che le persone sono sempre più abituate a fruire e condividere).

Facebook Video Is Driving YouTube Off Facebook

Zuckerberg ha dichiarato che i video su Facebook contano, ogni giorno, più di 3 miliardi di visualizzazioni.

Questo dato va letto osservando anche il tipo di contenuti video condivisi sulla piattaforma (in totale, e dalle pagine):

Facebook Video Is Driving YouTube Off Facebook

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Il numero di visualizzazioni è incrementato in modo così evidente perché le persone hanno iniziato a caricare sempre più spesso i propri video direttamente sulla piattaforma: da mobile è un’operazione semplice quanto caricare una foto, e l’autoplay garantisce la visibilità del contenuto, motivo per cui molti brand hanno iniziato a sfruttare la visibilità offerta dai video, e – di conseguenza – un maggior volume di interazioni.

Facebook Video Is Driving YouTube Off Facebook

Un nuovo studio di Socialbakers riporta che il reach organico dei contenuti video è di 8.71%: un valore decisamente alto, se paragonato a quello di update di solo testo (5.77%), di link (5.29%) e – soprattutto – delle foto (3.37%).

Posting a photo is the worst way to get people to see your Facebook posts

Il risultato è ancora più basso osservando pagine con più di 100.000 Like:

Posting a photo is the worst way to get people to see your Facebook posts

Il dato non sorprende principalmente per due motivi:

Facebook sta lavorando sempre di più per favorire le views di video, testimonia una dichiarazione di Zuckerberg – di Novembre 2014 – in cui anticipava che entro 5 anni la maggior parte dei contenuti su Facebook sarebbero stati video.

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Lo studio di Socialbakers analizza il reach organico di più di 670.000 contenuti. Organico, appunto. Ma se nel 2013 era soltanto il 9% dei contenuti ad essere promosso, a fine 2014 questo valore è quasi raddoppiato (superando il 17%). E anche quando osserviamo come vengono “sponsorizzati” i contenuti, ci rendiamo conto che i video vengono favoriti: il 27% sono sostenuti da un supporto media (17% quando parliamo di foto).

Che lezione trarre da questo studio? Dobbiamo prevedere un futuro in cui i nostri newsfeed saranno popolati da video e in cui le immagini scompariranno?

Assolutamente no: sarà, piuttosto, sempre più importante individuare contenuti che sappiano rispondere alle esigenze delle persone con cui si desidera interagire, dando loro la possibilità di contribuire alla storia della marca e di pensare a un mix di contenuti che lavorino bene insieme.

Video e foto non vanno pensati come universi opposti, ma come modalità espressive differenti.

Richiedono un tipo di fruizione diversa e che sono in grado di trasmettere emozioni in modo unico: è attraverso un mix di questi due formati che si può costruire una storia completa, in grado di raggiungere l’audience in momenti specifici (ad esempio, l’esperienza video è completa se accompagnata dal suono, mentre le immagini possono essere fruite in qualsiasi momento, con meno “sforzo” da parte dell’utente).

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Thank God We Are Social #193

di camilla vanzulli

Sabato è in assoluto il giorno più dolce della settimana. Infatti, a differenza della domenica – che è già-quasi-lunedì – sabato è weekend (e Leopardi questo lo sapeva bene). Sabato è quel dolce far nulla per cui anche la creazione ha dovuto aspettare. È zuccheri, perché la dieta non si inizia mai di sabato.

Ma, a dirla tutta, oggi non è un sabato qualunque. Oggi è il giorno a più alto contenuto di zuccheri di tutto l’anno: San Valentino. Ora, se cominciate a temere per il vostro tasso di glicemia, non fatelo: in questo TGWAS non c’è niente di melenso. Perché l’amore non muove solo il sole e le altre stelle. L’amore muove anche il business. Per questo molti brand hanno sfruttato proprio le frecce di Cupido per conquistare i consumatori, iniziando a sedurli a fuoco lento già da Natale. Ecco alcuni esempi.

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Oreo

Partiamo da un grande classico: da sempre, oltre ai fiori, i dolci sono tra i regali più gettonati a San Valentino. E diciamolo, una confezione di Oreo Red Velvet in edizione limitata è molto più originale della solita scatola di cioccolatini. Disponibili dal 2 Febbraio, gli Oreo Red Velvet rappresentano la prima variazione successiva al lancio degli Oreo Golden. Per creare aspettativa attorno al nuovo release, il brand ha aperto un contest regalando ad alcuni fortunati la possibilità di assaggiarli in anteprima. Gli effetti promessi naturalmente sono di natura afrodisiaca, come raccontano gli short-video pubblicati sulla pagina Twitter.

Tiffany

Ma si sa, sono i gioielli i migliori amici delle donne (anche di quelle che ai diamanti non ci arrivano). Per questo Tiffany corre in aiuto di tutti gli aspiranti principi azzurri (o verde Tiffany) con The Concierge of Love: un vero e proprio consulente a cui affidarsi per sorprendere la propria metà con il regalo e l’atteggiamento giusto. Sulla pagina Twitter di Tiffany il Concierge non solo introduce gli uomini al galateo dell’amore, ma sostiene anche tutte le donne che non ne possono più dell’ennesima candela profumata, aiutandole a convincere il proprio partner a scegliere Tiffany. #VDAYTIPS l’hashtag S.O.S.di tutta la campagna.

Durex

C’è anche chi punta sul dopocena. Durex (e chi se no?) in controtendenza prende posizione contro 50 Sfumature di Grigio, sfidando le coppie a ripensare ai loro programmi per la serata di San Valentino: non andare al cinema per l’anteprima del film e stare a casa, perché la realtà è decisamente meglio della finzione. All’interno del mini-website #50GamesToPlay, il brand propone 50 giochi suddivisi per aree: mind, body e play.

Nissan

Per qualcuno (o meglio per molti, a quanto pare) San Valentino è anche il momento in cui dire addio al proprio partner. Triste, ma vero. Secondo Twitter e Facebook, infatti, le parole “break up” e l’hashtag #single comparirebbero negli status update attorno al 14 febbraio più che in qualsiasi altro periodo dell’anno. Per questo Nissan coglie l’occasione al balzo, mandando un messaggio a tutti coloro che stanno per voltare pagina: se lasciarsi il giorno di San Valentino è difficile, mettere un punto alla secolare storia con la benzina non lo è. La call to action della campagna, Break up with petrol, invita dunque tutti gli abitudinari a rimpiazzare le auto diesel (con cui si rimane per inerzia) con la nuova, super sexy ed elettrica Nissan LEAF. Oltre a una serie di e-card e GIF, il brand lancia un video che ripercorre brevemente i mille modi per lasciarsi.

E ora che si è fatta una certa, purtroppo devo proprio scappare.

Scusate non siete voi, sono io. Giuro.

 

Mercoledì Social #253

di Michele Morici Google+

La parola mercoledì deriva dal latino Mercurĭi dies, giorno dedicato a Mercurio dio della loquacità, del commercio e dei bugiardi. Un ottimo giorno per parlare di comunicazione dei brand su Tumblr, il nuovo acquisto di Google Toyota che torna dallo spazio con un robot.

Tumblr & Marketing: un connubio vincente

Procediamo con ordine e cominciamo questo Mercoledì Social parlando di Tumblr e dell’interesse per molti brand a conquistare questo social network in continua crescita.

Secondo i dati di QuickSprout, nell’ultimo anno il traffico su Tumblr è cresciuto del 74% con 300 milioni di visitatori unici. Inoltre, come riportato dai Social Intelligence Report, il social si piazza al primo posto tra i social con sentiment positivo nei confronti dei brand.

Ok, fin qui tutto bello, ma perché aprire una pagina brand su Tumblr? Primo perché è un terreno ancora fertile e libero dov’è possibile arrivare prima dei competitors. Secondo è un social rivolto alle nicchie, che parla alle nicchie e amatissimo dalle nicchie: il social ideale per parlare ad un target specifico. Terzo la possibilità di creare delle campagne adv.

Queste potenzialità hanno già attirato l’attenzione di diversi brand che hanno deciso di puntare anche su questo social. Ecco alcuni esempi:

Apple
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Vans
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Google compra l’app Odysee

La voglia di shopping colpisce ancora e Google acquista Odysee, l’app che permette di archiviare, condividere e gestire le foto e i video su tutti i vostri dispositivi.

Il 23 febbraio sarà l’ultimo giorno di vita dell’app che, molto probabilmente, si fonderà con Google+ implementando il social network di interessanti e pratiche funzionalità. Una tra tante? La funzione che determina automaticamente la qualità con cui il media viene salvato in base allo spazio disponibile sul device.

Quindi assisteremo ad una evoluzione di Google+? Chi può dirlo! Certo, le probabilità sono molto alte ma possiamo aspettarci tutto da Google che, molto spesso, intraprende percorsi paralleli e imprevedibili.

 

Il robot astronauta di Toyota torna sulla Terra

Dopo diciotto mesi nell’International Space Station, Kirobo torna a casa. No, non stiamo parlando della versione 2.0 di Lessie ma di un robottino alto circa 33 centimetri che, proprio oggi, torna dal suo viaggio spaziale.

Nato da un progetto tra Dentsu e Toyota, Kirobo è un simpatico robottino antropomorfo che è stato spedito nello spazio. Perché? Semplice, per fare una chiacchierata con l’astronauta giapponese Koichi Wakata!

Ok, i giapponesi sono stravaganti ma non è così folle come sembra. L’obiettivo dell’esperimento era vedere come i robot umanoidi parlanti potessero intrattenere e allietare le persone che vivono in solitudine. Questa ricerca ha trovato terreno fertile nello spazio dove gli astronauti sono costretti a vivere per lungo tempo isolati e lontani da tutti.

Kirobo si è lanciato oggi all’interno di un CRS-5 Dragon atterrando nell’Oceano Pacifico. Tranquilli, prima di partire Kirobo ha salutato il suo compagno di viaggio con la promessa di rivedersi a maggio quando anche lui tornerà sulla Terra.

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Reverse engineering per la strategia di canale

di Stefano Maggi in News

Ogni giorno veniamo a contatto con un numero di canali di comunicazione sempre in crescita, attraverso device talmente diversi tra loro che possono seguirci in qualsiasi situazione. Per questo motivo è fondamentale che i brand definiscano una strategia di canale, individuando i punti di contatto (fisici o digitali) in cui sia possibile dialogare con le persone.

Sui canali social questi punti di contatto sono connessi, contaminati tra loro, al punto che i contenuti creati e pubblicati per un canale, oggi, possono essere fruiti all’interno di canali completamente differenti, cambiandone radicalmente il contesto. I cambiamenti degli ultimi mesi nell’ambito dell’integrazione tra le piattaforme danno valore a questo approccio.

Un esempio emblematico è la partnership annunciata tra Google e Twitter, che consentirà di visualizzare i tweet rilevanti tra i risultati delle ricerche Google. Così, ad esempio, chi desidera informarsi su un evento, potrà trovare informazioni e tweet in tempo reale nello stesso luogo. Al tempo stesso, i contenuti pubblicati su Twitter, non vivranno solo sul social network, ma estenderanno la propria visibilità all’esterno.

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Un altro esempio sono i contenuti che derivano da una “content curation” e vengono inclusi in canali diversi da quelli nativi. Twitter può essere un valido esempio anche in questo caso, con il lancio del proprio tool “Curator“, che permette di creare vere e proprie rassegne tematiche in tempo reale, a partire da tweet.

Come cambia quindi l’approccio alla strategia di canale?

Il primo passo fondamentale per definire una strategia di canale è studiare le persone a cui il brand vuole rivolgersi, ricavando insight sui loro comportamenti, sulle esigenze e sulle motivazioni che le caratterizzano.

Il cambiamento avviene al secondo step. Quando le contaminazioni tra canali non erano così forti come oggi, un contenuto pubblicato su un canale (ad esempio Facebook), verosimilmente sarebbe stato visto nello stesso contesto (ad esempio news feed Facebook). La scelta del canale, quindi influenzava la tipologia di contenuti prodotti e la modalità in cui il contenuto poteva raggiungere il target.

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Oggi, grazie a questa contaminazione, è importante tenere in considerazione le numerose modalità diverse in cui un contenuto può entrare a contatto con le persone per cui è pensato. Un contenuto Facebook, ad esempio, può essere fruito attraverso news feed, ma oggi,  tramite Graph Search potrebbe essere individuato tramite una ricerca oppure potrebbe comparire come contenuto contestuale a un luogo specifico dove si trova l’utente.

Introducing Place Tips in News Feed from Facebook on Vimeo.

È utile quindi che il secondo step sia dedicato al contenuto, perché – in modo sempre più forte - è la strategia di contenuto a influenzare la strategia di canale. Soprattutto se consideriamo come oggi sia possibile diffondere il contenuto anche all’esterno del canale per cui nasce.

La modalità di distribuzione, dunque, deriva dal target e dal contenuto e – anche grazie alle strategie di paid media – può raggiungere le persone e attivare una conversazione in modo sempre più granulare, che sia attraverso search, in un feed temporale (come quello di Twitter) o in un feed gestito da un algoritmo (come quello di Facebook).

A questo aspetto si legano le funzioni di “scoperta” (discover) del contenuto. Sia Twitter che Snapchat stanno sperimentando in questa direzione. Nel primo caso attraverso una selezione di contenuti potenzialmente rilevanti proposti agli utenti, nel secondo attraverso un’operazione di contenuto che seleziona prodotti video particolarmente rilevanti per il target.

Tutti questi motivi concorrono a cambiare il modo in cui i brand concepiscono la propria strategia di canale, con un approccio che può partire oggi da dove gli utenti possono venire a contatto con il contenuto, identificando solo come conseguenza i possibili canali da coinvolgere.

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Thank God We Are Social #192

di Andrea Lombardi in News

Un buon weekend, inizia con un buon TGWAS.

Le curiosità della settimana sono diverse: dalle tendenze creative dell’anno, a dei Monopoli realizzati con soldi veri. Buona lettura!

Ecco le tendenze creative dell’anno svelate da Shutterstock

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Si, proprio così. Siamo quello che creiamo.
Shutterstock, sulla base delle informazioni del suo database composto da più di 47 milioni di immagini, ha creato un’infografica sulle tendenze creative dell’anno.

Dagli animali selvatici…

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Alle riprese aeree.


Il nuovo singolo di Madonna in anteprima su Snapchat

Living for Love, il nuovo singolo di Madonna, ha subito diversi sabotaggi prima della sua uscita ufficiale ed è stato pubblicato in rete durante gli scorsi mesi in versione non definitiva.

E allora perché non creare un’operazione senza precedenti e renderlo disponibile in anteprima su Snapchat (app che conta già più di 200 milioni di utenti)?

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Blade Runner e la realtà

Effettivamente era da tempo che lo sospettavo ma non ne avevo le prove. Viviamo all’interno di Blade Runner.

Ma grazie all’account Instagram Bladerunnerreality ora è possibile ammirare una serie di scatti (reali) che riproducono alcune ambientazioni del celebre film del 1982 di Ridley Scott.

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Cercare musica attraverso i colori (dell’album)

Siete alla ricerca di musica? Da oggi è possibile arrivare ad ascoltare il proprio titolo preferito attraverso una ricerca basata sui colori Pantone delle copertine degli album.

Predominant.ly, sito creato da Open Work, ha come principale obiettivo quello di ampliare la nostra base musicale, facendoci guidare nella scelta dalla copertina di un album e dalla sua grafica, come spesso accade nei negozi di dischi.

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Monopoli e banconote vere

Se anche voi, quando acquistate Parco della Vittoria al Monopoli vi sentite onnipotenti, è giusto che sappiate che Hasbro, per celebrare l’80esimo anniversario dell’uscita del celebre gioco da tavolo in Francia, ha deciso di mettere in vendita 80 scatole speciali contenenti soldi veri (invece delle normali banconote da gioco). Ma solo in una delle confezioni sarà presente la cifra completa, 20.580 euro.

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Comunicare con i gatti

Ne sentivamo la mancanza, ed effettivamente è arrivato. Si chiama Meowlingual, è in vendita in Giappone per 169 dollari, e promette di fare da traduttore tra i gatti e i loro compagni umani.

A quanto pare permette di capire le espressioni del gatto e di tradurle in umori. Offre la possibilità di interpretare 21 tipi d’emozione attraverso i gesti e i comportamenti del micio, e tradurre anche 200 parole in miagolii comprensibili ai gatti.

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