Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.
Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.Abbiamo già aiutato brand come Sky, Henkel, BNL Gruppo BNP Paribas, Mondelēz, Barilla, Lavazza, adidas e BIC.

Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 3655 1868.

Thank God We Are Social #166

di Alessandra Maffei

Il Thank God We Are Social numero 166 vi dà il buongiorno con le ultime news dal social web: le più curiose e leggere, perfette per un sabato di agosto.
Vi parleremo di bizzarre offerte di lavoro, di Star Trek, di macachi che scattano selfie (generando polemiche), di remix artistici e di come rendere facile il pagamento delle bollette. 

“GIF Content Specialist”: apply now.

La vostra giornata si divide tra una visita a Tumblr, a 9GAG e a imgur? Usate le GIF come modo per comunicare al mondo? Qui in We Are Social Italia, so che la risposta di almeno l’87% del miei colleghi sarebbe .
Questo rende noi (e voi che ci leggete) candidati perfetti per l’offerta di lavoro di Betaworks, in cerca di un “GIF content specialist”.

Questo nuovo job title non ci stupisce: in un mondo dove l’overload di contenuti incontra soglie di attenzione sempre più basse, è fondamentale saper individuare contenuti pop, rilevanti e brevi, che le persone sappiano riconoscere e apprezzare all’istante.

(Purtroppo l’offerta di Betaworks è scaduta. Tenete gli occhi aperti per la prossima!)

Buongiorno Nasa, qui il Capitano Kirk

Amiamo Twitter per un’infinità di ragioni. Una è che ci permette di assistere a incontri prima impensabili, quasi epici, tra brand, istituzioni e persone, reali e fittizie.
L’incontro di cui parliamo oggi ha un che di ultraterreno. Cosa succede quando William Shatner, attore canadese reso leggendario dal ruolo di Kirk in Star Trek, si rivolge per un saluto all’account ufficiale della NASA?

Adorabili macachi, selfie e copyright

Animali simpatici e i loro autoscatti: non sono una novità (abbiamo scelto un esempio su tutti), ma a noi piacciono sempre come fosse la prima volta.
Recentemente un adorabile selfie peloso si è trasformato in un caso di copyright: la storia inizia in Indonesia, con un macaco nero – o cinopiteco – che si impossessa dell’equipaggiamento del fotografo David Slater, scattandosi foto che dire meravigliose è poco (qui potete vederle tutte).

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Un contributor di Wikipedia ha caricato alcune di queste immagini sul sito: secondo le leggi USA il macaco, che ha scattato la foto, non può infatti reclamarne il copyright. La richiesta di cancellazione da parte del fotografo è stata rifiutata dalla Wikimedia Foundation.
Meno fama e royalties per Slater, più macachi sorridenti per noi.

La moda si intrufola nell’arte (su Instagram)

Nel 2014 neanche i quadri più famosi della storia sono al riparo da remix e ritocchi originali, più o meno riusciti. Se il nostrano Se i quadri potessero parlare è ormai da mesi un appuntamento irrinunciabile, l’account Instagram da seguire della settimana è l’americano @copylab: loghi, icone, trend e dettagli di moda si intrufolano nelle opere d’arte.


Se avete gradito “La ragazza con l’orecchino di Chanel”, ci sentiamo di consigliarvi anche Frida Kahlo con gli occhiali specchiati.

Haus, l’app che ti aiuta a pagare e condividere le bollette

Tre delle peggiori maledizioni della vita adulta: le bollette, i coinquilini che non pagano le bollette, i coinquilini che non sanno fare i conti per le bollette.
Forse una soluzione c’è, almeno a New York: è aperto a tutti il beta di Haus, che si promuove come “hub unico” per la gestione di tutte le bollette di casa. Ricordare le scadenze, coordinare i coinquilini, inviare i pagamenti: tutto in una sola mobile app.

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Chiudiamo questa settimana di agosto con un augurio: che il vostro weekend sia assurdo, adorabile e divertente come una foca che fa surf. Alla prossima!

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Non c’è più l’engagement di una volta

di Stefano Maggi in News

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Quasi ogni giorno un social network sperimenta una nuova funzionalità e, a piccoli passi, nell’arco di pochi mesi, ci troviamo a interagire con strumenti cambiati in maniera sostanziale. A aggiornarsi non sono solo i canali attraverso cui comunichiamo: è il nostro modo di interagire che cambia, mentre collettivamente acquisiamo nuove abitudini o condividiamo nuovi comportamenti.

I brand, per sviluppare una conversazione rilevante con le persone, devono misurare il modo in cui le persone reagiscono e interagiscono agli stimoli proposti. Per questo motivo, anche le metriche a cui fanno riferimento devono aggiornarsi quando cambia il modo che le persone scelgono per relazionarsi con un canale.

Ci sono due tipi di cambiamento che ci stanno portando a rivedere l’approccio all’engagement rate come metrica di riferimento nell’ambito di una conversazione tra brand e persone: il primo è di natura comportamentale, il secondo è tecnologico.

Il mutamento comportamentale si verifica su tutti quei canali in cui il modo di interagire delle persone si modifica gradualmente e continuamente fino a diventare radicalmente differente. Un esempio in questo caso è dato da Instagram, in cui l’interazione con le immagini è sempre più frequente per gli utenti, come dimostrano questi dati, relativi al secondo trimestre 2014, riferiti agli USA.

  • Facebook ha raccolto 2,5 milioni di brand post, crescendo del 22% anno su anno;
  • Su Instagram sono stati pubblicati 493.000 brand post, con una crescita del 49% anno su anno;
  • Facebook ha raccolto 6 miliardi di azioni (like, comment, share);
  • Instagram ha contato 3,4 milioni di azioni (like, comment);
  • Facebook ha avuto 2.396 azioni per post;
  • Su Instagram le persone hanno fatto 6.932 azioni per post;

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È chiaro come per entrambi i social network l’interazione sia consistente, ma come il livello di engagement tra Facebook e Instagram sia completamente differente. Misurarlo con la stessa metrica significherebbe non considerare le differenze che caratterizzano i due canali.

Il secondo tipo di cambiamento, il mutamento tecnologico, è alla base di come sta cambiando il livello di engagement per i brand su Facebook. Sappiamo bene che il social network ha diminuito il reach organico, cioè il numero di persone raggiunte da un post non promosso. Questo ha aumentato l’importanza del reach a pagamento, tanto che è poco indicativo continuare a misurare l’engagement esclusivamente sulle reazioni della community ai post cui le persone sono esposte in modo organico.

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È molto più rilevante misurare tutte le interazioni che le persone hanno avuto con i contenuti, anche quando sono state esposte ai post grazie a una logica “promossa”, o a pagamento. Ecco l’impatto di questo mutamento tecnologico, se visto da un punto di vista più ampio (e non dal solo punto di vista del reach organico): le interazioni su Facebook sono aumentate sostanzialmente per le pagine con un forte focus sul contenuto, sono aumentate generalmente per le pagine di brand e la media mensile di interazioni totali è sempre in crescita.

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Esistono anche situazioni “ibride”, risultato di questi due tipi di mutamento: è il caso di Twitter che, grazie al recente redesign, ha influito positivamente su come le persone interagiscono con i post (anche quelli di brand). Ad influire sull’impatto positivo, sicuramente il numero di persone che non avevano dimestichezza con il Twitter e hanno avuto accesso più facile grazie a nuove caratteristiche dell’esperienza utente, più semplice e immediata.

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Dati raccolti da Socialbakers su 11.000 account Twitter accounts relativi al periodo giugno 2013 – giugno 2014

 

In sintesi, è sempre meno utile avere un approccio standardizzato a tutti i progetti, a tutti i brand e a tutti i canali. È importante capire, per ogni situazione, cosa significhi “engagement”, prima di poter individuare delle metriche utili a capirne la variazione e a intervenire per migliorare la conversazione.

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Mercoledì Social #226

di Luca Malgara

Ed eccoci arrivati al mercoledì social #226. Prime delle vacanze ecco le ultime news su Facebook, Twitter e una nuova app per organizzare le vostre uscite con gli amici.


Facebook, il “dark social” e il traffico da mobile

Come tutti saprete, venerdì scorso Facebook ha avuto un periodo di interruzione durato circa 30 minuti. Il traffico complessivo sui siti di news è sceso del 3% e migliaia hanno espresso il proprio disappunto su Twitter. L’evento è stato un momento interessante di analisi, effettuata da Chartbeat, per guardare come il traffico web appare senza Facebook.

Due sono gli spunti emersi dalla ricerca:

il primo è relativo a quello che viene definito “traffico oscuro dai social“, ossia tutto quel traffico che proviene da articoli che non hanno un chiaro “referral” perché proveniente da connessioni HTTPS o apps. Essendo Facebook uno dei principali referral di quasi tutti i siti, si è sempre pensato che la maggior parte di questo ” traffico oscuro” fosse proveniente proprio da Facebook sotto mentite spoglie.

Il grafico qui sotto sembra però dirci qualcosa di diverso:

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Dall’analisi effettuata da Josh Swartz, quindi, sembra che la diminuzione del traffico sui siti proveniente da “traffico oscuro” sia inferiore rispetto al calo di Facebook.  Il dato ci dice, così, che il legame tra Facebook e il “traffico oscuro” sia decisamente inferiore rispetto a quello che si potesse immaginare.

Meno notizie consumate sui telefoni, un po’ più homepage visitate da desktop. Questo è il secondo spunto emerso dall’analisi: l’accesso da dispositivi mobili è risultato in calo del 8,5% con invece un effetto opposto sul traffico da desktop, dove si è registrato un aumento complessivo 3,5%. Anche se non certi che l’interruzione sia stata la causa di quel piccolo aumento nel traffico da desktop, la tempistica è certamente interessante.

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Per maggiori informazioni, potrete trovare l’analisi completa qui.

 

Twitter e la possibilità di incorporare i tweet in altri tweet

Già nel mese di giugno, Twitter ha permesso agli utenti di incorporare un tweet all’interno di un altro tweet quando si utilizzava iOS o Android. Ora la stessa funzione è stata implementata anche su Twitter.com.

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Il perché del rilascio di questa opzione prima su sistemi operativi mobili piuttosto che nella versione desktop non ha una spiegazione ufficiale, ma è verosimile credere che il motivo sia da ricondurre alla fruizione che fanno gli utenti  del social network, come riportato anche in un articolo sul blog di Twitter lo scorso anno in cui si diceva che ”con la maggior parte dei nostri utenti che accedono a Twitter da un dispositivo mobile, è importante per noi essere in grado di testare sul cellulare ogni nuova funzione“.

Prima del cambiamento, i tweet incorporati potevano apparire come link alla fine di un post di Twitter se visti su uno schermo di un computer. Ora gli utenti vedranno una versione ridotta a icona del tweet incorporato all’interno il tweet esterno.

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La funzione non è abbastanza intuitiva e ha i suoi limiti. Si ottiene solo la miniatura incorporata a Twitter quando viene pubblicato alla fine di un nuovo tweet, piuttosto che nel mezzo o all’inizio:

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E voi, cosa ne pensate di questa nuova funzione?

 

bethere, l’applicazione per organizzare le serate con i vostri amici

Se siete fuori la notte con gli amici, sapere dove tutti siano o dove stiano andando potrebbe risultare difficile. Ecco dove bethere, app attualmente disponibile solo per iPhone, entra in gioco.

bethere è stato pensato come un ’check-in per il futuro‘ e consente di condividere dove si sta andando e vedere quello che faranno o dove andranno i tuoi amici, così da rimanere in contatto con loro per tutta la serata.

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All’app si accede con Facebook, accedendo direttamente nella propria rete di amici subito e una volta che sei in giro per la città, l’applicazione ti permette di condividere una foto di quello che stai facendo in quel momento, così i vostri amici potranno incuriosirsi sulle vostre serate e magari cambiare i loro programmi per unirsi a voi.

 

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Adv su Instagram, ecco perché (e come)

di Luca Della Dora in News

I contenuti sponsorizzati su Instagram non sono ancora disponibili per tutti i brand, e non è ancora del tutto chiaro quando lo saranno e in che forma. Quello che è molto chiaro è, invece, l’impatto che potranno avere per i brand e per Facebook stesso.

Shareablee ha condiviso uno studio che evidenzia il valore che la piattaforma è già in grado di fornire a livello di coinvolgimento delle persone.L’analisi (dedicata ai publisher) tiene conto delle diverse audience presenti su Facebook, Twitter e Instagram e le metriche considerate sono:

  • Unique engaged audience (il numero di persone che interagisce con un singolo contenuto nel corso di un mese)
  • Quality of engagement (la tipologia di “azioni” – like, condivisioni, favorites, RT e commenti – su ogni singola piattaforma)
  • Actions per post (il numero medio di azioni che ogni post ha ricevuto in un dato periodo, da considerarsi come indicatore chiave per ogni singolo contenuto)

Tania Yuki, CEO di Shareablee dichiara che “i dati condivisi testimoniano come i sociali media offrano ai publisher un’enorme opportunità: nel corso degli ultimi 12 mesi l’audience media è cresciuta per loro di +500%. Su Facebook i publisher contribuiscono alla creazione di un terzo di tutti i commenti, e più di un terzo delle condivisioni.”

Shareablee Ranks Publishers’ Social Media Footprint

Alcuni numeri condivisi da Sareablee fanno capire molto bene quanto siano interessanti le opportunità offerte da Instagram, e come stia crescendo costantemente il volume di interazioni su questa piattaforma (durante Q2 2014):

  • Su Facebook sono stati condivisi +2.5 milioni di contenuti di brand, con una crescita del 22% anno su anno.
  • Su Instagram ne sono stati creati 493 mila, con un incremento annuale del 49%.
  • Su Facebook ci sono stati 6 miliardi di interazioni (tra Like, commenti e condivisioni)
  • Su Instagram 3.4 miliardi (tra Like e commenti).
  • La media di azioni su Facebook è di 2.396 per post.
  • Su Instagram 6.392 azioni per post.

Questi numeri testimoniano come l’attività dei brand stia crescendo molto rapidamente su Instagram, con risultati decisamente interessanti (l’engagement è circa 3 volte superiore a quello garantito da Facebook): anche in Italia, con +4 milioni di utenti, Instagram sta giocando un ruolo molto importante per i brand, come abbiamo visto diverse volte in questi mesi.

Instagram Ads
Qui alcuni dettagli forniti da Instagram sugli sponsored products

Sarà interessante capire in che modo verrà aperta la possibilità a tutti i brand di pianificare attività di paid adv su Instagram e che tipo di opzioni saranno offerte: sarà un momento fondamentale per Facebook, sempre più interessato a capitalizzare l’investimento di 1 miliardo di dollari di 2 anni fa, anche alla luce del sempre maggior impatto degli investimenti effettuati dai brand su piattaforme mobile (è di pochi giorni fa la notizia che il 62% delle revenue di Facebook provengono da investimenti su mobile).

Come testimoniano le prime reazioni delle persone che hanno interagito con contenuti sponsored, sarà fondamentale per i brand offrire contenuti che sappiano prendere parte allo stream che ognuno di noi crea quando decide di seguire determinati account, proprio perché – per come paiono pensati gli sponsored products oggi – pare che raggiungeranno persone non ancora in contatto con i brand stessi.

Stando a quanto riportato da AdAge, le persone avranno la possibilità di dare immediatamente i loro feedback sui contenuti che vengono proposti loro, in modo da incontrare così sempre più qualcosa di rilevante per loro, eliminando il “rumore” provocato da ciò che viene condiviso da brand poco affini con i loro interessi.

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Thank God We Are Social #164

di Riccardo Caputo in News

Buongiorno e buon sabato mattina a tutti: siete reduci anche voi da un venerdì sera da grandi protagonisti?

Bene,  adesso visto il clima autunnale rilassiamoci insieme e cominciamo questa giornata con un bel brunch a base di news, curiosità e facts sullo strabiliante mondo dei social media. 

Più Internet per tutti
Nonostante ormai oltre l’85% della popolazione mondiale viva in aree in cui è possibile connettersi online, solo il 30% è in possesso degli strumenti per poter accedere ad Internet: le motivazioni sono economiche e culturali, che hanno creato  nel tempo una barriera all’entrata molto forte.

Facebook vuole contribuire a ridurre questo digital divide e per questo ha lanciato con quest video Internet.org, un’applicazione  che permette di navigare all’interno di una serie di servizi basic, senza scambiare dati.

Con Internet.org, anche le persone che non sono in possesso di un abbonamento dati avranno la possibilità di scoprire informazioni utili sulla salute, sul lavoro, sull’istruzione e sui servizi locali.

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Il primo paese a testare l’applicazione sarà lo Zambia, grazie ad una collaborazione con il gestore telefonico AirTel. Per maggiori informazioni sul progetto vi invito a visitare www.internet.org.

#OnlyForMark
Qual è il miglior modo per promuovere una scuola creativa? Con una grande idea creativa. Risposta banale ma efficace, alla base di Only for Mark, l’iniziativa con cui la Underground Creative School di Buenos Aires si è messa in luce su scala mondiale, grazie all’idea nata da un gruppo di 25 studenti di digital creativity.

Una volta terminato il loro percorso formativo, gli studenti si sono ritrovati in uno scenario molto competitivo ed avevano un problema: trovare il modo di emergere e far notare la qualità della loro ispirazione ed il loro valore aggiunto. Per questo hanno deciso di impressionare  il miglior creativo dei nostri tempi, colui che nel bene e nel male ha cambiato le regole del gioco costruendo un impero: Mr.Mark Zuckerberg.

Il ragionamento è molto semplice: se riusciamo ad ingaggiare lui ed ottenere il suo interesse, significa che siamo capaci di farlo con chiunque. Vediamo in questo video come ci sono riusciti:

 

Translated Hashtags
Quante volte ci samo ritrovati davanti ad hashtag poco comprensibili, che non siamo riusciti a decifrare al primo colpo? Twitter sta testando una nuova feature proprio per aiutare le persone a riconoscerli ed entrare nella conversazione. Gli hashtag potranno contenere un testo molto breve – stiamo parlando sempre di Twitter – d’accompagnamento per spiegarlo e renderlo più chiaro.

Nell’esempio che vediamo in seguito, scovato dal The Wall Street Journal, vediamo come un’hashtag criptico come #oitnb – per chi non è fan della celebre serie TV – può essere esploso per aumentare la sua riconoscibilità.

Hashtag Exp

Beats è ufficialmente parte di Apple
La Beats Electronics è da oggi ufficialmente entrata a far parte della famiglia Apple, concludendo così una delle acquisizioni più costose ed interessanti degli ultimi anni. La musica è sempre stata un asset fondamentale per l’azienda di Cupertino che, con prodotti come iPod ed idee come iTunes, hanno oggettivamente rivoluzionato il mercato discografico dal 1999 in poi.


Beats

Il CEO  Tim Cook ha salutato così su Twitter l’ingresso di Beats nella galassia Apple:

Un annuncio dato in parallelo dall’account ufficiale del brand che dal tono e dalle scelte lessicali sembra essere stato scritto direttamente da Dre in persona.

Xiaomi: One more thing
Sempre a proposito di Apple, vi segnalo un nuovo episodio della fantastica storia di  Lei Jun, CEO di Xiaomi, la giovanissima azienda di prodotti hi-tech, già leader in Cina ed in fortissima espansione in oriente.

Lei Jobs

Dopo essersi ispirato ad Apple per la realizzazione della nuova ultra-tecnologica gamma di prodotti, Lei Jun ha deciso di passare al livello successivo ed ha preso spunto dalla storia e dall’iconografia dell’azienda di Cupertino per la nuova immagine di marca di Xiaomi.

L’influenza, se così possiamo chiamarla, dello stile Apple ha ormai contagiato ogni aspetto: dal packaging alle foto dei prodotti, dal claim “one more thing” fino ad arrivare al look del CEO stesso, ormai una versione asiatica stereotipata del celebre Steve Jobs. Quale sarà la prossima mossa? Aspettiamo con ansia il momento stay hungry, stay foolish, anche se probabilmente lo vedremo in questa versione: 保持飢餓, 若谷.

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I-Moji
Passiamo adesso all’originalità: cosa ne pensate delle emoticon? Io non sono un grande fan delle faccine gialle sorridenti e delle figure predefinite stilizzate, ma credo che per rendere ad un interlocutore il senso dell’ironia e del sarcasmo spesso siano fondamentali. Da oggi è possibile dare un tocco di personalità alle vostre conversazioni grazie ad Imojiapp, un’interessante applicazione in grado di trasformare le vostre foto in Emoji, disponibile gratuitamente ad oggi solo per dispositivi iOS.

Emoji

Il funzionamento è molto semplice: basta selezionare tra immagini web, foto già presenti sul vostro smartphone o effettuare uno scatto sul momento per creare uno sticker personalizzato, originale ed in qualche modo genuino, così da sostituire definitivamente le classiche faccine gialle.

Raffica finale
Passiamo adesso in rassegna velocemente alcuni facts che questa settimana ci hanno particolarmente interessato e che vale la pena segnalare:

Facebook ha cambiato l’icona delle notifiche, sostituendo quella standard con un globo che si adatta al luogo da cui l’utente è connesso. Questo per sottolineare che il servizio, nato ed esploso negli Stati Uniti, è sempre più un fenomeno globale.

Versione precedente (US-oriented)

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 Nuova versione (WW-oriented)

Faceboook Icon

 

Twitter da pochi giorni embedda in automatico i Tweet che contengono altri Tweet: basta aggiungere la url del contenuto all’interno del testo. In seguito  vediamo un esempio di possibile inception.

inception

Twitter ha anche rimosso la feature degli Hashflags, ora che il mondiale in Brasile è già un lontano ricordo (per noi italiani.. perché per i nostri amici brasiliani il numero 7 avrà sempre un posto speciale nella memoria). Pertanto il tweet con cui la bellissima Shakira ne annunciò il lancio adesso ci appare così:

Hashflags Gone

Sempre su Twitter è possibile scoprire il lato nerd dei nostri vip preferiti grazie ai numerosi contenuti pubblicati in occasione del ComiCon 2014. Anche le celebrities a quanto pare non resistono al fascino Geek e si sono scatenate nei tanti momenti d’incontro con i fan durante il festival.

Nerdy
Una gallery completa la potete trovare cliccando qui. 

Non possiamo non citare anche il soldato russo selfie addicted che, secondo quanto riportato dal New York Post, ha pubblicato su Instagram foto scattate nei territori sotto controllo dei ribelli filo-russi, nella zona di Krasnaya Talovka, dimostrando la presenza delle forze inviate da Mosca in territorio Ucraino (ovvero proprio dove hanno sempre negato di essere).
Premio Genio della settimana vinto a mani basse.

Russia

Bene, siamo alla conclusione. Vi lascio con alcune immagini del nostro party estivo #weareBBQ con cui ci siamo salutati nel nostro garden prima delle vacanze, augurandovi uno splendido weekend e, per chi è in partenza, delle fantastiche esperienze. Alla prossima!

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