Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.
Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.Abbiamo già aiutato brand come Sky, Henkel, BNL Gruppo BNP Paribas, Mondelēz, Barilla, Lavazza, adidas e BIC.

Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 3655 1868.

Mercoledì Social #230

di Giulia Parisi

Mercoledì Social #230. Facciamo l’en plein: si parla di Youtube, di Twitter, di Facebook e Whatsapp. E della relazione tra benessere e social, con uno studio e l’app “Somebody” che gli risponde a tono. #230, ovvero il prefisso internazionale delle Mauritius. Buona lettura, sempre che non abbiate chiamate urgenti per l’Oceano indiano.

Videomakers: preparate il barattolo delle offerte per il vostro canale Youtube

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Individuata una nuova funzione di Youtube, per il momento in beta in US, Australia, Giappone e Messico. Si tratta di fan funding, una sorta di barattolo delle offerte pensato per i gestori di canali Youtube che non intendono disturbare il loro pubblico con overlay e preroll.

Gli account su cui la funzione è già attiva mostrano una piccola icona con un cuoricino nell’angolo del video, e sarà possibile donare cliccando sia su questa icona oppure cliccando sul bottone “Support” nel riquadro delle informazioni dell’autore. Youtube conferma la release e specifica il dettaglio delle fee.

 

E alla fine arriva lui, Twitter Analytics. 

overview twitter analytics

Twitter Analytics per tutti! Per chi vuole andare al sodo, iniziamo da: come si fa? Scorrendo fino a “statistiche” dopo aver cliccato sulla rotellina in alto a destra (oppure cliccando qui se siete già loggati). E comunque no, non è possibile guardare le statistiche di un altro account. 

La dashboard era già disponibile per gli advertisers da luglio, ma solo da settimana scorsa è  attiva su tutti gli account. La struttura rimane la stessa però, e mostra informazioni sull’account a tutto tondo.

Sarà possibile ricavare dettagli sui followers (info socio-demografiche ma anche i followers generati da un tweet), fino ai dettagli relativi ai alle twitter card e ai tweet, come le visualizzazioni ottenute da un tweet, il numero di clic su “Espandi” o il numero di clic al profilo originati da uno specifico tweet. A questo si aggiungono le statistiche in tempo reale: 24 ore su 24, un buffet di reply, follows, click su hashtag e “stelline”.

Twitter Analytics dashboard

 

Checkup completo per l’acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook

La Commissione europea vuole andare a fondo dopo le prime analisi di luglio 2014, quando aveva inviato ai diretti competitor europei di Facebook (Telegram, Line, WeChat, Snapchat) un primo documento d’indagine, più breve. Invia adesso un nuovo questionario, anomalo nel suo genere per lunghezza e dettaglio, facendo un primo passo verso un’investigazione formale. 

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70 pagine di domande, rivolte non solo a competitor di Facebook ma anche a consumatori di un certo livello del social network (operatori di telcom, creatori di app e  fornitori di servizi internet). Infatti la notizia arriva dal Wall Street Journal che ha ricevuto ieri il documento, mentre per il momento nessuno tra Facebook, Commissione Europea e Whatsapp ha commentato ufficialmente.

Competizione, Privacy, Dati personali. L’intento dichiarato è comprendere del panorama competitivo e approfondire cosa distingue un social network da una app di messaggistica istantanea. Ovviamente tra le righe, ma neanche troppo, si tratta di tutelare privacy e dati personali. Ma si indaga anche su come una fusione tra i due giganti possa influenzare l’efficacia degli strumenti adv su mobile e desktop. 

Alcune domande riportate dal Journal e da Register:

  • Do you consider traditional electronic communications services, such as voice calls, SMS, MMS, emails, etc., to be substitutable with the consumer communications services functionalities offered by your app(s)?
  • Which is the difference “between services primarily designed to enable users to keep in touch with their existing friends / relatives as opposed to services primarily designed to enable users to enter into contact with new people”
  • In your view, what would be the likely impact on WhatsApp and its user base, if post-transaction WhatsAp were to start collecting increased amount of data about its users (e.g. user location, age, gender, message content, etc.)?
  • Which of the following websites/apps in your view can be described as a provider of social networking services? Please tick as many boxes as you consider appropriat,” elencando poi piattaforme e servizi come Flickr, Foursquare, Google+, LinkedIn, Myspace, Meetup, Tumblr, Twitter, Skyrock, Pinterest, Ask.FM.

 

Benessere e social, ma non solo digital per carità!

Parliamo della ricerca “Online networks and subjective well-being” in collaborazione tra Università la Sapienza di Roma e Statec Lussemburgo. 

Condotta su un campione di 50.000 italiani appartenenti ad una banca dati Istat, la ricerca intreccia il benessere individuale con dati come la  frequenza con cui le persone si incontrano e la fiducia verso il prossimo in relazione all’uso di Facebook e Twitter. Domanda: l’uso di reti online riduce il benessere soggettivo? e in che modo?

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Come gli autori spiegano direttamente alla rivista del MIT risulta che “il networking online gioca un ruolo positivo nel benessere individuale quando è associato a interazioni fisiche”. Quando la relazione resta solo online, la fiducia verso il prossimo ne risente negativamente.

E se la distanza non è accorciabile? Se non vogliamo per forza abbassare il livello di fiducia, i detentori di iPhone possono sempre usare Somebody App.

 

Everybody need Somebody (app)

Giusto giovedì scorso Miranda July presentava la sua app che permette di consegnare fisicamente messaggi istantanei, attraverso la persona più vicina al destinatario.

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Come funziona? Primo, individuare a quale amico inviare un messaggio (è stata anche prevista  la possibilità per il destinatario di confermare se è un buon momento o meno per ricevere il messaggio). A questo punto scegliere il messaggero, il vostro avatar, in base a reviews e rating. Next step: mandare una foto del destinatario e i dettagli del messaggio, incluse le “actions” da compiere: abbracci e sbadigli, canzoni o strepiti.

Se l’app rientra sotto l’ombrello della Public Art e se è vero che non è nemmeno il massimo della comodità, bisogna ammettere che abbatte la barriera impersonale della chat.

Forse non sarà più solo lei, la chat impassibile, ad assistere a tutti i nostri picchi emotivi.

 

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Festa della rete e #MIA14: here we are again!

di Francesca Fedrizzi in News

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Foto credits: Gianluca Neri

Cambia nome e diventa la Festa Della Rete ma per molti rimarrà sempre “la BlogFest”, il 12-13-14 Settembre torna la festa dedicata a chi vive attivamente e con passione il social web, per il secondo anno di fila nella bella (e speriamo soleggiata) Rimini. Tecnologia, innovazione, food, genitori e figli e l’ultima novità di quest’anno, il fashion, sono alcuni dei temi che verranno discussi nella 3 giorni di eventi.

Molti di noi saranno presenti per supportare le attività di alcuni clienti durante la Festa, non sarà difficile riconoscerci: guardate al bancone dei bar. :)

La Festa Della Rete è anche l’occasione per assegnare gli ambiti MIA (Macchianera Internet Awards), un premio votato unicamente dalle persone, nessuna giuria di “esperti”, nessun criterio specifico: decide la rete!

Come miglior brand online è candidato il nostro cliente Lavazza con cui abbiamo realizzato diverse campagne e progetti nell’ultimo anno ed in particolare  #Ineedcoffee per supportare Qualità Rossa.

Per il terzo anno di fila We Are Social è nominata come miglior agenzia digital e ne siamo molti fieri. L’ultimo anno è stato intenso da queste parti, il nostro team ha raggiunto quota 80, abbiamo cambiato uffici e lavorato ad alcuni progetti dei quali siamo molto orgogliosi e che hanno visto coinvolti anche alcuni di voi. Per questo se anche secondo voi abbiamo fatto bene nel 2013/14: supportate la nostra candidatura.

Ci sentiamo di suggerire una sola altra categoria dove esprimere una preferenza chiara: “miglior pagina social”: Gianni Morandi.

Ci vediamo il 12 Settembre a Rimini.

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Thank God We Are Social #169

di Pierpaolo Rizzo

Ultimo week end di agosto, è tempo di grandi rientri. Se siete in coda al casello, oppure in attesa del vostro volo o sul treno di ritorno dalle vostre vacanze non perdetevi il TGWAS numero 169.

Oggi parleremo di Festival del Cinema di Venezia, Simpsons, calcio, Hyperlapse e Twitter. Buona lettura!

Google protagonista al Festival dei Cinema di Venezia
La fine di agosto coincide con due grandi appuntamenti per gli italiani: l’inizio del campionato di calcio e l’arrivo dei grandi del cinema mondiale al Lido di Venezia per Il Festival del Cinema più antico al mondo.
Giunto alla 71ma edizione, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia si apre alla tecnologia, grazie a Google, sponsor della manifestazione.
Su Google Play Film sarà possibile rivedere ad un prezzo speciale tutti i titoli vincitori delle scorse edizioni e i film più famosi delle star presenti al Lido.

Siete pronti a sfidarvi con i vostri amici a chi conosce tutte le pellicole che hanno vinto il Festival?

La Maratona dei Simpsons, altro che Il Signore degli Anelli
Parliamo di maratone, ma dimenticatevi scarpe e sudore! In America, il canale televisivo FXX ha deciso di trasmettere la più lunga maratona della storia, proponendo tutte le 25 stagioni dei Simpsons. Fino al 1 settembre sull’emittente verranno riproposti, uno dopo l’altro, tutti gli episodi, per 254 ore ininterrotte di trasmissione.

Gli appassionati hanno subito festeggiato. Nella giornata di inizio della maratona ci sono stati circa 1 milione di telespettatori. Ma la festa è stata anche sui social network!

Il canale ha lanciato per l’occasione un profilo Twitter in cui viene annunciata la programmazione degli episodi e un hashtag apposito, #EverySimpsonsEver, che nelle scorse settimane è stato preso d’assalto dai fan! Ecco alcuni esempi:

Chi di voi ricorda quando è stato trasmesso il primo episodio dei Simpson?

#PirloIsNotImpressed?
Dicevamo che la fine di agosto coincide con l’inizio del campionato di calcio. Sapreste dire chi è il giocatore più imperturbabile del panorama calcistico internazionale?

Molti di voi hanno pensato ad Andrea Pirlo, vero? Il giocatore della Juventus è difatti il protagonista di una nuova campagna social, #PirloIsNotImpressed, che prende spunto dalle molteplici conversazioni dedicate al celebre campione della nazionale nate su Twitter nel periodo del mondiale.

La campagna è stata lanciata con un video girato a Sidney, in cui Andrea Pirlo rimane imperturbabile davanti alle prodezze di artisti di strada e irresistibili surfiste:

Gli utenti dovranno riuscire a impressionare il “Maestro” Andrea Pirlo, in tutti i modi possibili. La sfida è stata accettata e grazie all’hashtag #PirloIsNotImpressed i tifosi da tutto il mondo si stanno mettendo alla prova:

 

 

 

Chi riuscirà ad impressionare Andrea Pirlo? Ad oggi l’unica risposta che è stata data ai canditati è la seguente:

Bv-lHOOCUAAoOGp

 

I brand si scatenano con Hyperlapse
Nel Mercoledì Social di questa settimana vi abbiamo parlato di Hyperlapse, la nuova applicazione lanciata da Instagram.
Chi di voi non ha già provato a girare un video? Anche i brand non si sono fatti scappare questa nuova feature. Ecco una carrellata dei video più interessanti:

 

 

Twitter: Analytics per tutti
Nei mesi scorsi Twitter aveva iniziato a rendere disponibile gli Analytics dei propri profili. Simili ai Google Anaylitcs, questi dati permettono di individuare le performance dei nostri tweet: quanti utenti hanno visto i tweet, quanti hanno cliccato, etc.
Inizialmente solo gli account che avevano un profilo con adv e quelli verificati potevano controllare questi dati.

Da oggi tutti gli utenti potranno avere accesso a tali informazioni e controllare quelli che sono i contenuti più visualizzati, così da migliorare sempre di più le performance del proprio account.

Mercoledì Social #229

di Manuela Rossi

Buon pomeriggio e bentrovati con un nuovo Mercoledì Social!

Questa settimana vi parliamo di Hyperlapse, digital video viewing, #IceBucketChallenge e un nuovo record di Whatsapp. Cominciamo!

Instagram lancia Hyperlapse

È di ieri l’annuncio di una nuova app targata Instagram: si tratta di Hyperlapse, applicazione che permette di creare video con l’effetto time lapse. Niente filtri, niente editing. Basta registrare un video e scegliere la velocità del replay. Con velocità x1 l’effetto è simile quello di una steadycam, ideale per carrellate e piano sequenze. Consigliate velocità più elevate per veri e propri time lapse di paesaggi.

Creare ecosistemi di applicazioni molto verticali è una tendenza sempre più diffusa d’altronde: l’ultimo esempio è stato il lancio di Swarm da parte di Foursquare (ma anche di Facebook che, per usare la sua chat nativa, spinge gli utenti a scaricare l’app Messenger dedicata). Molti i vantaggi, come la sperimentazione per i brand su nuovi modelli di business, oltre ovviamente all’offerta di un’esperienza utente studiata ad hoc (qui il punto di vista, molto interessante, di Fabio Lalli).

Per il momento Hyperlapse è disponibile unicamente per dispositivi iOS, nonostante tra le feature di iOS 8 sia prevista proprio una funzione time lapse…

I brand si scatenano con l’#IceBucketChallenge

Se ne sono viste (e dette) di ogni. Ma i fatti parlano chiaro. L’iniziativa dell’Ice Bucket Challenge ha funzionato, con la raccolta di 300 mila euro in Italia e quasi 90 milioni di dollari negli States a favore della ricerca per la SLA. Vi hanno partecipato davvero tutti, dalle celebrity a vostra nonna, e i brand non sono certo stati a guardare.

C’è chi ha partecipato “mettendoci la faccia” come Bill Gates e Mark Zukerberg, sfruttando la propria popolarità per creare conversazioni e attenzione attorno al fenomeno. Eccovi una carrellata di video tra i più creativi a supporto della causa – e della propria visibilità.


Siamo un popolo di digital video viewers…

.. Ma nessuno batte i Sudcoreani! In un approfondimento di TNS dello scorso giugno, è stato analizzato il consumo di contenuti video digitali nel mondo, dai formati più lunghi di film e serie tv alle clip più brevi, comprese quelle realizzate da brand con finalità di adv. La Corea del Sud si piazza al primo posto con il 95.9% di penetrazione di digital video viewing. Ciò significa che virtualmente chiunque vada online almeno una volta alla settimana, fruisca anche di contenuti video.

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Ma prendiamo questi numeri con le pinze. Sembra alquanto strano, infatti, che Paesi come il Messico e l’Argentina registrino numeri di penetrazione di digital video viewing più elevati di UK e USA. Il fatto è che l’analisi è stata effettuata su una base di fruizione web settimanale. È ovvio che la penetrazione totale dei Paesi economicamente e tecnologicamente più avanzati sia decisamente maggiore rispetto a quella degli altri. Basti prendere in esame i numeri relativi agli USA:

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È comunque interessante notare che l’Italia sia al terzo posto, e che pian piano i brand stiano virando sempre più spesso ad esperienze di digital video viewing per le proprie campagne nel nostro mercato. È significativo sottolineare, infatti, che siamo effettivamente uno dei Paesi con la più alta penetrazione a livello di smartphone.

WhatsApp è la app di mobile messaging più popolare

Il suo CEO e co-fondatore Jan Koum lo ha confermato con un tweet: WhatsApp è la app di mobile messaging più popolare al mondo, dopo aver sfondato il tetto dei 600 milioni di utenti mensili.

 

Segue in quanto a diffusione WeChat, con quasi 450 milioni di utenti attivi (la maggiorparte dei quali si trova in Cina) mentre Tango e Viber seguono con un range che va dai 70 ai 100 milioni di utenti.

Ci si chiede se WhatsApp, ora proprietà di Facebook, introdurrà prima o poi giochi o adv, o se abbandonerà il business model finora adottato per cambiare l’esperienza offerta agli utenti.

Staremo a vedere!

Facebook modifica il suo algoritmo: addio a link come “OMG, incredibile gesto di questa ragazza che…”

di Luca Della Dora in News

L’algoritmo che seleziona il modo in cui i contenuti vengono distribuiti nei News Feed degli utenti è in costante evoluzione: l’obiettivo di Facebook è di trovare un equilibrio tra una migliore esperienza d’utilizzo per gli utenti, e uno spazio attraverso cui i brand possano condividere contenuti, premiando la qualità di quelli maggiormente interessanti per le persone.

L’ultimo aggiornamento riguarda proprio la qualità dei contenuti che ogni giorno le pagine condividono con gli utenti e intende combattere una pratica ormai decisamente diffusa: il “click-baiting”.

Il “click-baiting” consiste nel pubblicare post, seguiti da un link, che incoraggino le persone a cliccare il link stesso per accedere alla notizia, ma senza che vengano fornite le indicazioni necessarie per comprendere il tipo di contenuto. Questo genere di post garantisce un elevato numero di click, ma – molto spesso – un basso valore per le persone che lo cliccano: questo è un grosso problema per Facebook, poiché l’algoritmo premia le interazioni sul contenuto e di conseguenza gli attribuisce un gran peso nel News Feed degli utenti.

 

L’80% delle persone dichiara di essere molto più interessato a post che esplicitino fin da subito il tipo di contenuto a cui accederanno cliccando il link: Facebook preferisce quindi garantire maggior qualità – e quindi una miglior esperienza alle persone - a costo di incentivare click che portino gli utenti al di fuori della piattaforma.

Facebook determinerà il valore dei contenuti tenendo conto di due parametri:

  • il tempo di ogni singola visita sul contenuto a cui punta il link (un utente che accede a un contenuto e lo trova interessante, molto probabilmente vi trascorrerà il tempo necessario per fruirne);
  • il numero di interazioni sul post che contiene il link (se molte persone cliccano il link, ma le interazioni sul post che lo contiene sono molto basse in termini di commenti, condivisioni e Mi Piace, è probabile che il link stesso risulti poco interessante – o poco affine a quello che le persone si aspettavano di trovare).

Sarà interessante capire in che modo Facebook sarà in grado di valutare effettivamente la qualità dei contenuti facendo leva su questi parametri, perché esistono molti casi in cui i publisher producono contenuti volutamente molto brevi a cui far puntare i post che condividono e sarebbe controproducente per Facebook stesso penalizzare questo genere di post (ad esempio quelli pensati per una fruizione via mobile, spesso molto più brevi e che richiedono – quindi – un tempo di permanenza minore sulla pagina).

Facebook

L’altra novità riguarda il modo in cui le pagine condividono i link: lo scorso Settembre Facebook ha introdotto un nuovo formato relativo alla condivisione dei link, dando maggior spazio all’immagine di anteprima, al titolo del link stesso e al suo abstract.

L’impatto dei contenuti visuali è sempre più alto e - soprattutto da mobile - contribuisce a generare un maggior numero di interazioni (intese come commenti, Mi piace e condivisioni) e di click: l’update dell’algoritmo di Facebook premierà i link condivisi utilizzando il formato nativo.

Questo:

 

Questo invece il formato che l’algoritmo non premierà:

 

Uno studio di EdgeRank Checker sottolinea come, rispetto al “vecchio” formato, questi link garantiscono il 69% di click in più:

EdgeRankChecker

Questi cambiamenti avranno certamente un impatto sul modo in cui i brand dovranno decidere come condividere i contenuti, ma - come per ogni aggiornamento dell’algoritmonon possono essere valutati in senso assoluto: esistono, ad esempio, casi in cui la componente visuale garantita da immagini accompagnate da link e testo continueranno a offrire un tasso di interazioni maggiore, proprio grazie al loro impatto nei News Feed delle persone.

[Molti studi sottolineano come siano infatti le immagini a garantire il maggior numero di interazioni: la discrepanza con quanto riportato da Facebook è dovuta al fatto che questi studi fanno riferimento al numero complessivo di interazioni sui post, mentre Facebook allude soltanto ai click sul link]

L’esperienza degli utenti è fondamentale per Facebook, perché migliore questa si rivelerà, maggiori saranno le possibilità che le persone trascorrano più tempo sulla piattaforma: sarà quindi ancora più importante per i brand creare contenuti davvero interessanti per la propria audience in modo da estendere il reach organico dei propri contenuti (al netto della promozione degli stessi).

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