Benvenuti in we are social. Siamo una conversation agency, con uffici a Milano, New York, Londra, Parigi, Monaco di Baviera, Singapore, Sydney e San Paolo. Aiutiamo le marche ad ascoltare e comprendere le conversazioni che hanno luogo sui social media, per potervi prendere parte in modo attivo e rilevante.

Siamo un nuovo tipo di agenzia, ma la conversazione tra persone non è certo una novità: la nostra missione è quella di introdurre i nostri clienti all’interno di questo processo naturale.

Abbiamo già aiutato brand come BNL Gruppo BNP Paribas, Sky, Henkel, Kraft Foods, Barilla, BIC, Motivi, Cisco e Hyundai. Se vuoi conoscerci meglio, e scoprire come possiamo aiutare anche te, inviaci una e-mail o chiamaci al numero +39 02 3655 1868.

Il microtargeting e i nuovi tag di Instagram

di Stefano Maggi in News

Poche ore fa, Instagram ha proposto un aggiornamento della propria applicazione con la nuova funzione di “tagging” all’interno delle foto. È simile al meccanismo di Facebook per segnalare quali amici sono presenti in un’immagine: permette di selezionare un volto e indicare a quale utente Instagram corrisponde.

La mossa di Instagram rappresenta più che una semplice aggiunta di funzionalità: è tra le soluzioni più efficaci per diffondere un contenuto, perché:

  • attiva una notifica;
  • stimola facilmente una reazione da parte di chi è “taggato”;
  • permette di costruire connessioni tra persone e immagini che durano nel tempo (e non si limitano al periodo per cui la foto è visibile nella timeline)

In questo contesto, non va dimenticata la fortissima integrazione di Instagram con Facebook, che permette di ampliare ancora di più il reach, coinvolgendo anche le persone che non accedono direttamente al social network basato su immagini, ma che sono presenti sul social network più grande del mondo.

instagram-tagging-photos

Per i brand
La novità è molto interessante anche per le marche: la funzionalità “Photos of you” permette alle persone di scoprire tutte le foto in cui un brand è stato taggato. Le persone infatti potranno aggiungere tag anche relativi alle marche: dalle sneaker indossate, al ristorante preferito, alla caramella che stanno gustando. Si tratta in pratica di un modo di raccontare un brand attraverso gli scatti delle persone.

Per questo motivo, è fondamentale che le marche mantengano monitorate le “mention” e i “tag” su tutti i canali social, incluso Instagram. Ora su questo social network, le foto che riguardano una marca non saranno più visibili solamente tramite ricerca, ma verranno anche aggregate nel profilo della marca stessa, dando evidenza di come i brand vengono percepiti dalle proprie community.

L’ascolto è il primo passo, ma questa nuova funzionalità permette anche di stimolare la partecipazione della community, attraverso inviti a raccontare il brand, taggandolo all’interno delle immagini.

Microtargeting
Questa scelta da parte di Instagram è importante al di là del puro aspetto tecnologico e funzionale: permette di costruire community di persone con connessioni e interessi in comune (il “tagging” va a indicare un brand o una persona con cui abbiamo un livello di vicinanza). Anche per questo motivo è sempre più importante favorire lo sviluppo di community con un alto livello di affinità, piuttosto che cercare di “piacere a tutti” in modo indistinto.

Microtargeting

Avere una community ampia funziona bene quando è possibile parlare con le persone che ne fanno parte in modo diretto e personale, attraverso un “microtargeting” focalizzato sugli interessi di chi partecipa. Questo permette di avere un livello di engagement più alto e una diffusione più efficace delle conversazioni. Non solo: fa si che la community sia molto più coinvolta e che il contributo delle persone (ad esempio attraverso il tagging delle foto della marca) sia positivo e in linea con la conversazione che si sta sviluppando.

Una nota importante riguardo il nuovo canale: in questo momento i controlli della privacy relativi al tagging per Instagram hanno un grandissimo margine di miglioramento e saranno oggetto di dibattito tra i primi sperimentatori: come prevenire tagging non desiderati e come gestire la propria immagine sul social network? Come insegna Facebook, sarà importante per Instagram investire per migliorare questa caratteristica nei prossimi giorni.

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Mercoledì social #160

di Domenico Armatore in News

Oggi è un giorno speciale per due motivi: in primis perché è la festa dei lavoratori e poi perché quello che state leggendo è il 160esimo “Mercoledì social”, un bel traguardo per noi. Non possiamo non ringraziare tutti voi che continuate a seguirci mostrando il vostro interesse per le nostre rassegne settimanali.

Ma partiamo subito con le news di questi ultimi giorni che riguardano Facebook, Pinterest, Foursquare e Instagram. 

Niente più visualizzazione “Post degli amici” sulle pagine Facebook
Il perché di questa scelta non è facile da interpretare, ma molto probabilmente – come suggerisce AllFacebook – questo cambiamento presuppone l’arrivo di nuove feature che consentiranno agli utenti di scoprire cosa i loro amici pensano di una determinata pagina o persona. Ora sulle brand page è dunque possibile visualizzare gli “highlights”, i “post della pagina” e i “post degli altri”.

Il lancio del “Graph search” di qualche mese fa lascia intravedere delle ottime opportunità per conoscere ciò che i propri contatti amano fare, i posti nei quali sono stati o le pagine alle quali hanno fatto Like, sempre ovviamente nel rispetto della loro privacy (a proposito di privacy su Facebook, vi consigliamo la lettura di questa interessante infografica riportata da Mashable).

Abbiamo già raccontato in un post di quale che settimana fa le potenzialità di questa feature per i brand, mostrando come Facebook strizzi l’occhio soprattutto ai business locali che possono farsi trovare proprio nel momento in cui le persone effettuano una determinata ricerca.

facebook_news

Qual è la vostra opinione su questo tema? Ditecelo pure nei commenti.

I social media nel 2013
Qualche giorno fa, GlobalWebIndex ha rilasciato un report sullo stato dell’arte del social web relativo al primo trimestre 2013. Lo studio evidenza come alcuni trend di crescita annunciati in passato vengono anche questa volta confermati. In particolare, l’inarrestabile incremento del numero di utenti attivi su Facebook (+35% rispetto al 2012) e l’aumento degli accessi ai social da mobile (+60,3% rispetto al 2011).

Come leggere questi dati? È chiaro che si tratta di due tendenze che camminano di pari passo e che nessun brand può più ignorare. Adottare un approccio “mobile first” significa pensare in un’ottica completamente diversa rispetto al passato, quando era il desktop il principale punto d’accesso alla rete. Oggi smartphone, tablet e game consolle la fanno da padrone, in linea con le abitudini di consumo delle informazioni e delle esperienze online.

SOCIAL2013

Ma vediamo nel dettaglio quali sono i trend più interessanti riportati dallo studio GWI:

  • cresce l’engagement su tutte le piattaforme. Ciò significa che le persone sono sempre più attive sui social network partecipando alle conversazioni con altri utenti e con i brand;
  • i social network locali continuano il loro declino, tranne i casi particolari di Giappone e Russia. Il forte nazionalismo in questi casi si riverbera anche in rete, anche se ad impedire l’esplosione di social come Facebook o Twitter sono anche le diversità linguistiche e la censura;
  • Google+ si conferma il secondo social network al mondo con 259 milioni di utenti attivi ogni mese. Al di là del generale scetticismo, il social di Big G non ha mai smesso di crescere. Questo per ovvi motivi legati alle sue peculiarità (gli hangout in primo luogo) e alla Search Engine Optimization (SEO).

Secondo voi qual è il motivo principale della costante crescita di Google+?

Foursquare e l’advertising
In una recente intervista, Dennis Crowley – CEO di Foursquare – ha bollato come false le affermazioni riguardo l’incapacità di monetizzazione della sua piattaforma. Interessante inoltre è un’indiscrezione secondo la quale Foursquare stia per lanciare due formati di social ads che avrebbero come scopo proprio quello di iniziare a generare revenue e di offrire anche alle piccole attività la possibilità di raggiunere in modo mirato nuovi clienti. Ecco le due presunte tipologie di ads:

  • Check-in retargeting:  consentirà di targettizzare gli utenti online in base ai loro check-in fatti nella vita reale, quindi anche al di fuori dell’app di Foursquare (da capire in termini di privacy in che modo Foursquare riuscirà ad affrontare le critiche, che certamente non mancheranno);
  • Post check-in ads: consentirà di proporre un messaggio dopo che le persone hanno fatto check-in in un determinato posto, rendendo così l’ads molto rilevante e pertinente.

Nuove modifiche al look di Pinterest
Dopo l’annuncio di qualche settimana fa relativo al suo restyling, Pinterest negli ultimi giorni ha annunciato – attraverso il suo blogun nuovo miglioramento del layout. Al di là dei cambiamenti che andremo ad elencare tra un secondo, è interessante vedere come il team di Silbermann ascolti la propria community e ne tragga degli ottimi spunti per apportare le modifiche alla piattaforma sulla base delle esigenze degli utenti.
Ecco le principali novità:

  • dopo aver pinnnato un contenuto è adesso possibile scoprire altri contenuti affini;
  • è possibile risalire alla prima persona che ha pinnato un’immagine;
  • è possibile menzionare una persona in un pin attraverso la @.

Con il lancio di queste nuove funzionalità, Pinterest sembra da un lato prestare maggiore attenzione alle interazioni sia tra gli utenti che tra questi ultimi e i brand, dall’altro invece conferma la sua volontà di detenere la leadership tra le piattaforme mirate alla scoperta di nuovi contenuti. Il miglioramento del suo motore di ricerca – altra feature introdotta insieme ad un migliore sistema di notifiche – conferma questa interpretazione.

Il valore degli hashtag su Instagram
Che gli hashtag siano fondamentali per l’aggregazione di contenuti, esperienze e conversazioni su un determinato topic, lo dimostra la recente scelta da parte di Facebook di utilizzarli sulla sua piattaforma. Ora una ricerca di Dan Zarrella evidenza come su Instagram gli hashtag favoriscano una maggiore interazione in termini di like:

instagram

 

Si tratta di un dato molto incoraggiante per quei brand che vogliono coinvolgere le persone su Instagram e possono appunto farlo apportando valore nelle conversazioni attraverso l’uso degli hashtag.

Gli spunti sono interessanti e non vediamo l’ora di sapere cosa ne pensate: ditecelo nei commenti!

Ed è tutto per questo mercoledì :) Buon primo maggio a tutti e alla prossima!

 

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Il presunto declino di Facebook? L’importanza di interpretare i dati

di Ottavio Nava in News

Zuckcomic

Forse vi sarà capitato di leggere questo articolo di Corriere.it la cui tesi è molto semplice: Facebook starebbe perdendo utenti in modo significativo a favore di altre piattaforme di social networking, su tutte Path, fondato da David Morin, ex Facebook e basato sulla condivisione di “messaggi privati e momenti della propria vita con amici e parenti” attraverso un’applicazione mobile.

Stiamo parlando di 6 milioni di utenti in meno negli USA e 1,5 milioni in UK il tutto negli ultimi 28 giorni. Secondo l’articolo in questione la motivazione sarebbe il “fattore noia”, citando direttamente la fonte della notizia, il Guardian che proprio oggi ha pubblicato la parziale smentita ad opera dei suoi stessi lettori.

Ma da dove vengono questi dati e queste considerazioni?

Facciamo un passo indietro, a gennaio 2013, il Guardian ha pubblicato un articolo che basandosi su una classifica prodotta dal software di social media analytics Socialbakers metteva in luce un calo degli utenti in Gran Bretagna (600 mila in 28 giorni) e iniziava a sostenere la tesi secondo la quale questo fenomeno fosse un sentore di perdita di interesse degli utenti rispetto alla piattaforma o comunque un effetto della saturazione che Facebook avrebbe raggiunto nei mercati “maturi”.

Prontamente il CEO di Socialbakers (Jan Rezab) ha fornito la sua versione dei fatti e spiegato alcuni dettagli interessanti:

Quasi il 50% della popolazione inglese è su Facebook

Il 15% della popolazione inglese ha meno di 13 anni e quindi in modo ufficiale non può essere presente su Facebook

Il 16,5% della popolazione ha più di 65 anni e tipicamente non è molto presente su Facebook (solo il 4% dei 33 milioni di persone sopra i 65 anni è su Facebook in UK)

Ma il dato forse più significativo è questo: Facebook rilascia costantemente i numeri della propria piattaforma basandosi su una delle metriche più oneste in ambito web, gli active monthly users (utenti attivi negli ultimi 28 giorni). Questo significa che se una parte di utenti (magari quelli sopra i 60 anni) non hanno utilizzato il proprio profilo negli ultimi 28 giorni non risultano tra gli utenti attivi e da qui “il calo” che ha dato spazio alla notizia sensazionale. Per non parlare del fatto che data la giovane età delle piattaforme di social networking non esiste alcuno studio sulla stagionalità legata all’utilizzo delle piattaforme stesse.

Queste considerazioni sono molto importanti per leggere in maniera corretta il fanomeno e soprattutto ci impongono una riflessione: Facebook ha raggiunto numeri tali per cui è necessaria molta cautela prima di formulare qualsiasi tesi e giungere a conlusioni affrettate. Simply Zesty ci racconta in questo post perché “non c’è alcuna storia” legata a questo fenomeno e come questi rumor si siano susseguiti nel tempo senza arrivare mai ad alcuna evidenza significativa.

L’articolo di Corriere.it prosegue poi con la seconda considerazione, individuando nella rapida crescita di Path una delle principali cause del “declino di Facebook”. Si tratta di un parere personale più che di un’evidenza dal momento che la piattaforma di Morin si basa su un’esperienza completamente diversa per l’utente rispetto a Facebook, incentrata sulla condivisione di “frammenti” della propria vita con un network di massimo 150 amici, pensata per il mobile e per “la mobilità”. È innegabile che il proliferare di piattaforme di social networking verticali, basati su un’esperienza specifica (Path, Vine, Pheed, Fancy, etc.) non facciano altro che testimoniare il crescente interesse delle persone in nuove modalità di condivisione, collaborazione e conversazione che nella maggior parte dei casi si integrano con piattaforme come Facebook o Twitter.

È altrettanto innegabile che Facebook stia concentrando molti dei suoi sforzi nel studiare, comprendere ed eventualmente acquisire alcune di queste realtà (come successo con Instagram), pensate per una user experience mobile e molto snelle nel rilasciare nuove funzionalità e nella sperimentazione di nuove dinamiche proprio grazie al numero relativamente basso di utenti attivi. Facebook deve accontentare 979.592.400 utenti e gestire 500TB di dati ogni giorno… not an easy mission…

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[INFOGRAPHIC] Quanto (e come) sono presenti le aziende sui social media?

di Luca Della Dora in News

I social media giocano un ruolo sempre più importante nelle strategie di marketing delle marche: se fino a qualche anno fa venivano visto come un terreno da esplorare, attraverso cui entrare in contatto con segmenti di consumatori specifici, oggi rappresentano il luogo grazie è possibile prendere parte alle conversazioni delle persone e influenzarne comportamenti ed abitudini.

L’utilizzo dei social network impone ai business di considerare determinante una presenza strutturata.
Internet users spend 22.5% of their time social networking while online
La consapevolezza da parte dei brand è crescente, così come la capacità di parlare un linguaggio vicino a quello delle proprie community. Invesp ha condiviso un’infografica che raccoglie dati provenienti da diversi studi che analizzano in che modo i business sono presenti sul social web, quali sono le opportunità già colte, e quali invece sono le aree in cui è possibile migliorare.

Tra le TOP100 Fortune Companies, sono 87 quelle ad essere presenti su almeno un social network, con Facebook e – soprattutto – Twitter a farla da padrona. Sono invece 1 su 2 ad essere presenti su Youtube e Linkedin, e 1 su 3 su Pinterest e Google+.

Il dato è ovviamente molto legato all’utilizzo dei canali da parte delle persone: è naturale che le marche prediligano attivare una presenza in quei luoghi che le persone vivono quotidianamente rispetto agli altri, che in molti casi vengono attivati per obiettivi specifici o attività tattiche.
 
87% of Fortune 100 companies have a presence on at least one social media website, with Twitter being the most popular

Una crescente consapevolezza dicevo, una consapevolezza che nel 62% dei casi ha portato i responsabili di marketing a dichiarare che i social media sono diventati un elemento vitale delle proprie attività durante gli ultimi 6 mesi.
La presa di coscienza dell’importanza del social web non è però sufficiente ad affermare che i brand stiano gestendo al meglio la propria presenza, come dimostra il fatto che solo il 25% degli Small Business presenti afferma di aver implementato una strategia utile al raggiungimento dei propri obiettivi di comunicazione, marketing o di business.
62% of marketers say social media has become more vital to their marketing campaigns within the last six months

Ma non si tratta soltanto della definizione di una strategia e di obiettivi che vadano oltre al brevissimo periodo, perché anche la gestione operativa dei canali nel day-by-day rappresenta ancora un territorio molto delicato per i brand: in media solo il 30% delle interazioni delle persone trova una risposta, e soltanto il 44% delle domande poste dai consumatori trova una risposta entro 24 ore, per arrivare ai tweet rivolti alle aziende, che vengono completamente ignorati nel 56% dei casi.
 
56% of customer tweets to companies are ignored; only 44% of customer question tweets are answered within 24 hours
 
In we are social siamo convinti dell’importanza di definire a priori una strategia che consenta di ottimizzare la presenza dei clienti con cui lavoriamo quotidianamente, e che permetta di raggiungere e misurare obiettivi utili a migliorare il rapporto con le persone che le marche desiderano coinvolgere.

Per questo è molto interessante osservare non soltanto i dati relativi alla presenza delle marche, ma anche le opportunità non colte, evidenziate dall’infografica che potete trovare qui.

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Thank God We Are Social #99

di Gabriele Caeti in News

Ed oggi è sabato proprio come tutti i sabati e come tutti i sabati cosa c’è? Bravi, l’avete capito.

Iniziamo la nostra simpatica rassegna ricollegandoci ad un argomento molto attuale: il ponte.
C’è chi l’ha fatto e chi non è riuscito, ma di sicuro qualcuno è partito (non io evidentemente).
E quando si parte cosa si fa? No, non si ride in faccia ai capi e neanche si umiliano i colleghi che sono rimasti in città. Si manda una bella cartolina, aspettate, come dite? Non siamo negli anni 90?
Non si mandano più cartoline?
Controlliamo subito.

È stato chiesto ad un gruppo di 1200 viaggiatori cosa utilizzassero per rendere partecipi i loro amici lontani, queste sono le risposte:

26% Facebook
24% Sms
14% Telefono
14% Non contatto nessuno
9% Skype
6% Cartolina
2% Twitter
(5% altro, Instagram e Pinterest)

Quindi le simpatiche cartoline sono scese al 6%, mentre i social media sono diventati il modo più popolare di comunicare le proprie vacanze.

Vi lasciamo con un’infografica, che male non fa:

scoial-media

Parlando sempre di vacanze, volete sapere chi si prenderà una vacanza eterna? La Fail Whale di Twitter, già, perché quando tutto va per il meglio è sempre una buona idea eliminare tutto ciò che possa ricordare un passato negativo.
In pratica la Fail Whale di Twitter spuntava quando il server era in overload, ma ormai Twitter ha ottimizzato al 100% il processo, di conseguenza addio Fail Whale, benvenuto Success Loch Ness, il nuovo simbolo positivo del social network dell’uccellino.

Fail_Whale2

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Dopo queste notizie più serie, è ora di ridere un po’ o per lo meno di prepararsi a ridere, perché su Youtube dal 19 al 25 maggio inizierà la comic week, una settimana in cui la star comiche più famose di Youtube daranno vita ad un serie di eventi live, quindi aspettatevi puntate esclusive di Epic Meal Time , College Humor e tanti altri.

epic-meal-time

Dopo questa scorpacciata di immagini, direi che è il momento per andare a fare una bella scorpacciata di carne alla griglia, e se piove, come è giusto che sia nei weekend liberi, non demoralizzatevi, mangiate lo stesso!
Alla prossima.

Scoprire contenuti e conversazioni in movimento

di Stefano Maggi in News

twitter-music

Le conversazioni sui social media sono un elemento importantissimo nelle nostre attività di tutti i giorni, basti pensare che gli italiani che utilizzano i social network, vi passano in media 1,9 ore al giorno (fonte: GlobalWebIndex – 10.12 / 03.13). Questa fortissima integrazione con ciò che facciamo abitualmente è resa possibile dalla mobilità che le piattaforme social consentono e incoraggiano: in Italia, il 67% degli utenti accede ai social network da mobile (fonte: GlobalWebIndex  - 10.12 / 03.13).

Le strategie dei social network si muovono di conseguenza, sviluppando un approccio “mobile first”: secondo cui le esperienze devono essere pensate prima per un utilizzo in mobilità e poi adattate al desktop, al contrario di quanto storicamente avveniva nella definizione di user experience. Per dare un’idea di questa ossessione all’approccio mobile: Josh Williams, ex CEO di Gowalla e ora product manager in Facebook, racconta che l’accesso alla versione website desktop del social network è stata disattivata a lui e al suo team per costringerli a focalizzarsi sull’esperienza in mobilità.

L’interazione sempre più frequente e l’utilizzo sempre più mobile generano una moltitudine di input con cui veniamo a contatto ogni giorno.Diventa così sempre più difficile e importante classificare e filtrare le conversazioni che per noi sono più interessanti, evitando di essere distratti dal “rumore” di tutte le informazioni a cui abbiamo accesso ma che non sono rilevanti. Questo è ancora più evidente in mobilità, quando le parentesi che possiamo dedicare allo smartphone, al tablet e ai social media sono anche molto frequenti, ma di durata più breve rispetto a quando ci troviamo alla scrivania.

Per venire incontro a questa esigenza sono nate diverse soluzioni che aiutano a “scoprire” conversazioni e contenuti interessanti. Il principio alla base di queste applicazioni è, sulla carta, molto semplice: analizzare le conversazioni che si svolgono nel “social graph” dell’utente per proporre gli elementi più rilevanti, che hanno generato più attenzione e che – sulla base dei comportamenti passati dell’utente – potrebbero essere più importanti.

Applicazioni come Zite si basano su questo principio: selezionano i post potenzialmente più rilevanti analizzando il social graph dell’utente.

zite-facebook

Facebook, forte del proprio approccio “mobile first”, nella sua rivisitazione dell’app mobile (ma anche nella versione desktop) propone il news feed: strumento che permette di “scoprire” contenuto che viene selezionato dal social network sulla base del profilo dell’utente e di ciò che avviene nel suo social graph. Recentemente il news feed è diventato “multiplo”: l’utente potrà scegliere quale tipologia di scoperta è interessante per lui in un momento specifico e visualizzare solo quella selezione. Ad esempio “solo conversazioni da amici”.

Anche Twitter partecipa a questo trend, in modo molto interessante: ha introdotto la funzione “Discovery” che permette, all’interno del social network di capire cosa è più rilevante per le proprie community. Pochi giorni fa, Twitter ha anche lanciato #music: uno strumento desktop e mobile per scoprire la musica più interessante sulla base del proprio social graph (l’applicazione mobile per ora è disponibile per il download da alcuni app store non italiani, tra cui quello statunitense). Attraverso l’analisi di ciò che i propri amici (followed / followers) segnalano, twitter propone varie classifiche aggiornate in tempo reale: gli artisti “top”, quelli “emergenti”, quelli “suggeriti” in modo specifico all’utente e quelli ascoltati in questo momento dalle persone connesse con l’utente.

interest graph - sviluppare connessioni basate sugli interessi e le passioni

Per i brand che vogliono rimanere rilevanti e partecipare alle conversazioni delle persone aggiungendo valore anche in mobilità è importante seguire alcuni spunti:

  • Sviluppare contenuti coinvolgenti da un punto di vista social: questi generano reazioni da parte delle persone, quindi un livello più alto di engagement e vengono selezionati maggiormente dagli algoritmi che filtrano le conversazioni;
  • Ascoltare le conversazioni pubbliche per individuare le tematiche più interessanti per la propria community;
  • Proporre formati di contenuti utili agli utenti e sviluppare conversazioni al momento giusto (il fattore tempo indispensabile);
  • Mantenere una riconoscibilità e una coerenza evidenti non solo a livello visivo, ma in ogni singola interazione;
  • Analizzare i modelli di interazione delle persone per capire quando e come desiderano sviluppare un contatto con la marca;
  • Considerare che il “social graph” delle persone che si vogliono coinvolgere è fondamentale perché attraverso gli amici viene filtrata la maggior parte dei contenuti;

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Mercoledì Social #159

di Luca Della Dora in News

Buon mercoledì a tutti, per la 159esima volta siamo felici di condividere con voi la rassegna settimanale delle notizie più interessanti legate ai social media, al marketing ed alla comunicazione. Questo mercoledì è – per molti – particolarmente atteso, perché precede un periodo di vacanza che una volta tanto il calendario concede. Ah, mancano 250 giorni alla fine dell’anno (ndr).
 
Un tweet fa tremare la Casa Bianca, e i mercati
@AP
È bastato questo tweet a far tremare Dow Jones. Si è trattato, ovviamente, di un hack subito dall’account Twitter di Associated Press, che si è affrettata a smentire la notizia ed a comunicare l’attacco subito, ma i mercati hanno reagito immediatamente: 2 minuti sono stati sufficienti a bruciare più di 136 miliardi di dollari (sì, avete letto bene, miliardi).
Dow Jones
Qui potete leggere i dettagli di ciò che è successo, ma la considerazione che ci impone quanto accaduto è legata, ancor prima che alla sempre maggior importanza dei social media oggi, al ruolo sempre più centrale che deve svolgere un supporto umano a ciò che viene monitorato da tool di ascolto della rete. In questo caso è stato sufficiente che l’algoritmo identificasse il tweet di Associated Press come critico, per provocare un terremoto tra i trader. Lo stesso discorso, in scala ovviamente ridotta, potrebbe essere portato su qualsiasi brand e sulla sua reputazione: è per questo motivo che riteniamo la componente umana fondamentale nel nostro lavoro di ricerca, monitoraggio e analisi delle conversazioni, e siamo certi che sarà sempre più questo il valore aggiunto, che può supportare l’attività svolta dagli strumenti scelti.
 
 
 
Facebook lancia un nuovo layout per le Facebook Page, da mobile
Più di 680 milioni di persone accedono ogni mese a Facebook utilizzando smartphone e tablet, e, come Zuckerberg ha ribadito diverse volte, la direzione di Facebook è sempre più quella di offrire un’esperienza che permetta di vivere in modo continuo la fruizione, a prescindere dal dispositivo utilizzato. Il lancio di Facebook Home, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, va proprio in questa direzione, così come l’annuncio di ieri: le Facebook Page, fruite da mobile, avranno un nuovo design.
 
Facebook Page New Layout Mobile
 
Le maggiori novità riguardano la disposizione delle informazioni della pagina ed il modo in cui vengono presentate le call to action alle persone. Sarà anche più semplice la gestione delle pagine da parte degli amministratori, utilizzando dispositivi mobile, ma per leggere nel dettaglio tutti i cambiamenti introdotti potete leggere l’annuncio direttamente da qui.
 
 
 
Fruizione di contenuti: Digital vs Traditional
Uno studio di GlobalWebIndex racconta quali sono le differenze, in termini di tempo speso, tra accesso ai media tradizionali rispetto a quelli digitali. Emergono alcuni trend molto interessanti, che chiunque lavori in ambiti vicini al marketing ed alla comunicazione non può ignorare, e che devono per forza di cose essere osservati con occhi sempre più attenti anche dai brand.
 
New Infographic: Daily Media Consumption – Traditional vs. Digital
 
Lo scenario italiano è allineato con la media globale quando si tratta di media tradizionali, mentre dimostra una minor esposizione ai contenuti digitali (poco più di 5 ore, contro le quasi 6 della media globale). Qui trovate lo studio completo.
 
 
 
Mobile ads per Tumblr
Tumblr sta crescendo molto rapidamente, e con più di 104 milioni di blog attivi e 30 milioni di visitatori al mese(Marzo 2013) è una piattaforma sempre più interessante anche per i brand, come dimostra anche la presenza di GE, Warner Bros, ABC o di Adidas (per cui abbiamo lavorato al lancio di adidasfootball.tumblr.com e myformula.tumblr.com).
 
Tumblr
È di poche ore fa la notizia che Tumblr ha iniziato il rollout di un nuovo sistema di ads, integrato nello stream di chi fruirà della piattaforma da iOS o Android. È la prima volta dal 2007 che l’advertising viene portato nello stream degli utenti (fino ad oggi era possibile spingere i propri contenuti attraverso Radar, che li inseriva in una sezione dedicata).
Tumblr Ads
Secondo quanto riporta AdAge, gli utenti visualizzeranno un massimo di 4 ads al giorno, e li potranno riconoscere da un’icona rappresentante un dollaro in alto a destra del contenuto.
 
 
 
Più di un terzo dei link condivisi via Twitter sono immagini
Che le immagini siano i contenuti che aiutano maggiormente a coinvolgere le persone è cosa risaputa e testimoniata da molti studi, ma l’infografica pubblicata da LTU Technologies ci dice qualcosa di più, evidenziando il tipo di link maggiormente condivisi attraverso Twitter. Sapete, vero, qual è il tweet più popolare di sempre?

Tra i link più condivisi le immagini coprono il 36% del totale, seguite molto da lontano da tutti gli altri tipi di contenuti.

Twitter

E quali sono i brand e le categorie di prodotto più condivise?

Twitter
Qui trovate l’infografica completa, che racconta altri fatti interessanti sulle tipologie di contenuti condivisi.
 
 
 
Il 26% dei consumatori pubblicano recensioni e commentano prodotti via mobile
Come riporta infatti eConsultancy – citando uno studio di Reevoo (effettuato sui website di Currys e PcWorld), a Settembre 2011, questa percentuale non toccava il 10% (precisamente l’8%), mentre oggi sono più di 1 su 4 le recensioni pubblicate utilizzando un dispositivo mobile.
The rise of social commerce engagement on mobile devices
Quello che emerge da questo studio è che non soltanto la diffusione di smartphone e tablet ha cambiato le abitudini di utilizzo del web per le persone, ma ne ha completamente influenzato anche il modo di interagire con i brand e con altre persone con cui desiderano scambiare opinioni e ricevere consigli.

È importante per i brand dimenticare l’assunto “mobile first”, e pensare ad un’esperienza continua tra mobile e non-mobile, proprio come quella che le persone stanno già vivendo: un approccio che imponga una strategia mobile prima di quella “tradizionale” sottintende che ci si stia riferendo a due diversi paradigmi, e non dev’essere così se si desidera offrire un’esperienza rilevante alle persone che interagiscono con il proprio brand.
 
 
 
Le esperienze di customer service influenzano altre persone nell’88% dei casi
È soltanto uno dei dati che emerge da uno studio condotto da dimensionalresearch.com e che ZenDesk ha pubblicato in forma di infografica. Interessante è anche il dato riguardante la differenza tra propoensione a condividere con la propria cerchia di contatti – o pubblicamente – esperienze di customer service negative rispetto a quelle positive.
 
ZenDesk
 
I social media giocano, ovviamente, un ruolo primario nella condivisione di questo tipo di contenuti, ed è quindi sempre più importante per i brand tenerlo in considerazione: il 58% degli intervistati ha infatti dichiarato di essere molto più propenso a raccontare e condividere la propria esperienza rispetto a 5 anni fa.
 
ZenDesk
 
È evidente come questa sia da una parte una potenziale criticità per le marche, dall’altra una grande opportunità di entrare in contatto e valorizzare il rapporto con i propri consumatori più entusiasti e soddisfatti.

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Thank God We Are Social #98

di Stefano Porta

E con questo sono 98! Un altro Sabato Social è arrivato e noi non possiamo che essere social di rimando. Fra poco conoscerete notizie dal mondo dei social network, dei nerd e di strade in movimento. Curiosi?

Ultrà o Fantasma?

Alla fine della giornata, vi siete mai fermati un attimo a pensare quanto tempo avete passato sui vostri social network preferiti? PR Daily l’ha fatto, e ha stilato una lista di 12 “social media personalities” basate sul tempo e sui modi di fruizione dei profili personali. Si va da chi controlla compulsivamente notifiche e feed dozzine di volte al giorno a chi invece crea profili anonimi per paura che qualcuno si impossessi dei suoi dati personali.
Qui  l’infografica che vi spiega meglio come calcolare la vostra personalità: vi riconoscete in qualcuna di esse?

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Pac-Man a 50 piani

Il Brasile non è solo la patria del fùtbol e della saudade, ma anche di incredibili nerd che se ne inventano di tutti i colori.
A San Paolo un gruppo di digital artists ha trasformato la facciata di un grattacielo (3000 mq) in un enorme schermo per videogiochi arcade anni ’70 e ’80. I passanti hanno potuto giocare a Pac-Man e a Space Invaders grazie ad un i-Pad collegato con la piattaforma. Ve l’immaginate giocare a Tetris con forme rettangolari lunghe 10 piani?

Un’app che paga

Le app di solito sono gratuite o a poco prezzo, ma ce n’è una che ti permette anche di guadagnare qualcosa. Si chiama BeMyEye e, attraverso una cartina, indica all’utente dov’è presente un mini-lavoro da sbrigare in pochi minuti. Un esempio pratico: una casa che produce navigatori ha bisogno di capire se una strada è ancora a senso unico oppure no. BeMyEye indica all’utente dell’app qual è la strada: una foto ai cartelli, un invio veloce e una piccola somma vi verrà riconosciuta.

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Strade in movimento

Non avete mai percorso una strada in Sud Africa guardando il tramonto? Nessun problema: con Google Street View Hyperlapse potrete percorrere le strade che volete con il punto di vista rivolto verso una particolare direzione. Andate sulla cartina e create un punto di partenza ed uno di arrivo e la direzione verso cui volgere lo sguardo: un video vi farà vivere un’esperienza unica.

Per oggi è tutto, vi lascio al vostro meritato riposo. Alla prossima!

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