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Mercoledì Social #126

di Luca Della Dora in News

Come ogni mercoledì, eccoci a ripercorrere le novità più rilevanti legate al social web. E vi assicuro che questa settimana ce ne sono di veramente significative, soprattutto per quei brand che hanno compreso a fondo l’importanza di intrattenere conversazioni con le persone.

Brands who are truly engaging use social media like a telephone, not a megaphone
Radian6 Blog

Questa definizione spiega perfettamente l’unico approccio che siamo convinti crei valore sia per le persone, sia per i brand con cui quotidianamente abbiamo il piacere di lavorare.

Veniamo ora alle notizie di questa settimana, procedendo in ordine di dimensioni della piattaforma cui sono riferite. :)

 

Google+ al centro del business
E questa volta non per modo di dire, non solamente per una sempre maggior attenzione ai brand che decidono di aprire la propria +Page per offrire contenuti e servizi innovativi ai propri follower, ma nel verso senso della parola: il 29 Agosto Google hai infatti lanciato una serie di features studiate per tutte quelle aziende che vogliano sfruttare l’ecosistema delle App messa a disposizione dal gigante di Mountain View.

Google+ Post Restriction

Di cosa si tratta? Semplice, di una serie di funzionalità studiate per migliorare la collaborazione internamente/esternamente alle aziende, a prescindere dalle loro dimensioni. Potranno, ad esempio, essere creati post su Google+ non condivisibili in alcun modo al di fuori della propria azienda (i Restricted Post appunto), o invitare i propri collaboratori ad un Hangout direttamente da Calendar, per poi condividere Google Docs.

Google+ Collaboration

Il controllo di tutte queste nuove feature, e le relative restrizioni che le riguardano, possono essere gestite grazie agli Administrative Controls dedicati. Come spiega Clay Bavor, in questo post che vi invito a leggere per approfondire tutte le novità, questo è soltanto l’inizio…

 

Twitter certifica il suo ecosistema social
Proprio così. Dopo le polemiche nate nel momento in cui Twitter ha deciso di privare – ad esempio – LinkedIn delle proprie API, e di cambiare politica nei confronti degli sviluppatori, ecco che le cose iniziano ad apparire più chiare.

Twitter Certified Product

Twitter ha deciso di certificare 12 partner, suddividendoli in 3 categorie, a seconda del loro ruolo:

  • Engagement Tools per aiutare i brand a pubblicare contenuti nel modo corretto (SocialFlow, Sprinklr, Mass Relevance, Attensity, Exact Target, Hootsuite, Radian6);
  • Analytics Tools per i brand che desiderino misurare le proprie attività su Twitter e ricavare insight utili dalla propria presenza (Attensity, Exact Target, Hootsuite, Radian6, Crismon Hexagon, Dataminr);
  • Data Resellers Tools, utili per diffondere i propri contenuti in maniera massiva (TOPSY, Gnip, Data Sift).

È sicuramente una scelta che darà adito a discussioni e lascerà perplessi molti sviluppatori che fino ad oggi hanno lavorato con le sue API, ma è anche un modo per fornire ai business un servizio più strutturato che può standardizzare l’uso dei dati provenienti da Twitter, delle metriche legati alle analisi che lo riguardano e – senza dubbio - agevola per le aziende il processo di scelta del tool giusto per raggiungere l’obiettivo desiderato.

 

Foursquare e advertising: al via il 10 Settembre
Dopo un periodo di test durato qualche mese, dedicato ad un gruppo selezionato di brand, dal 10 Settembre sarà possibile per tutte le marche utilizzare i Promoted Updates su Foursquare (come riporta Engauge). Fino ad ora è stato possibile comunicare le proprie promozioni e gli specials con i Local Updates, che non consentono però di attirare nuovi consumatori globalmente, ma soltanto interagire a livello locale. Per vedere un Local Update infatti un utente doveva eseguire un check-in o cliccare Like su una determinate venue.

Foursquare Promoted Updates

I Promoted Update consentiranno di essere trovati nella sezione Explore di Foursquare e saranno mostrati agli utenti sulla base della loro posizione, dei precedenti check-in dell’utente, dei check-in dei propri amici, dell’orario in cui il check-in viene eseguito e delle performance delle campagne passate.

Questa è da considerarsi probabilmente la più grande novità lanciata da Foursquare, in ottica business, dalla sua nascita, sia perché consente finalmente a Crowley di monetizzare attraverso la presenza dei brand (e questo vale sia per le grandi marche, sia per i piccoli/medi business che vorranno far percepire la propria presenza sulla piattaforma), sia perché i brand stessi avranno l’opportunità di entrare in contatto con persone interessate a ciò che sapranno proporre, potendo contare su una targetizzazione molto precisa (che prevede, ad esempio, età, sesso, social reach, frequenza di utilizzo di Foursquare, frequenza di check-in in determinate venue, etc.).

 

Ne approfitto anche per segnalarvi la candidatura del progetto che abbiamo condotto insieme al nostro cliente BNL (BNL People: costruire valore attraverso le conversazioni) ai Forrester Groundswell Awards: potete, se vorrete, esprimere la vostra preferenza da qui (e il mio consiglio è di fare un giro anche tra gli altri lavori in gara).
BNL People: building value through conversation

Come promesso le novità di questa settimana sono veramente interessanti soprattutto dal punto dei vista dei brand, per le opportunità di dialogo tra persone e marche. Aspettiamo il vostro punto di vista, che potrete condividere utilizzando lo spazio qui sotto, quello dedicato ai commenti.

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Mercoledì Social #123

di Cristina Forlani in News

Incredibile. Ferragosto è arrivato, il classico giro di boa estivo, quello che ci fa pensare che una nuova stagione sta per iniziare. Per non arrivare impreparati, ecco per voi le notizie social più fresche (o calde? Boh).

 

Facebook Sponsored Stories per fan e non fan

Come riporta Inside Facebook, per il momento è solo un test, ma ci sono buone probabilità di vedere presto implementata questa nuova feature. Si tratta della possibilità per i brand di far apparire i propri post sponsorizzati nel news feed di chi non è fan della loro pagina. Saranno visibili sia da desktop, sia da mobile: in tutto e per tutto simili ai tradizionali post del news feed, con la possibilità di interagire con il contenuto, ma etichettati come sponsorizzati e dotati di una visibile call to action per fare direttamente Like alla pagina. Che ve ne pare? Secondo voi il test ha buone possibilità di successo? Se sì, come cambierà lo scenario delle inserzioni su Facebook?

 

Facebook Sponsored Stories: dove?

Non solo quando, quanto, a chi, ecc: una nuova metrica aiuterà a misurare al meglio e ottimizzare le performance delle Sponsored Stories su Facebook. Si tratta della posizione media occupata dall’inserzione all’interno del newsfeed dell’utente. Grazie a questo nuovo dato sarà possibile analizzare nel dettaglio ogni singola inserzione, aggiungendo una nuova importante variabile alla valutazione delle performance dell’investimento media.

 

 Google+: arrivano le vanity URL per brand e utenti

Avevate perso le speranze? E invece no, Google ci sorprende con l’arrivo delle URL personalizzate per pagine brand e profili personali su G+. Niente più stringhe infinite di caratteri alfanumerici, ma link essenziali e facili da condividere e promuovere: ad annunciarlo, anche questa volta, è stato un dipendente, specificando che il rilascio sarà graduale (non c’è ancora una data). Per ora ne stanno beneficiando alcuni grandi brand e personaggi famosi, come google.com/+toyota, google.com/+hugoboss,  google.com/+britneyspears e l’immancabile google.com/+davidbeckham. Secondo voi, questa novità arriva fuori tempo massimo o è l’inizio di una nuova ondata di interesse da parte dei brand?

 

Pinterest apre le iscrizioni e cresce nei referral

Dopo un lungo periodo di registrazioni solo su invito, Pinterest ha finalmente aperto le sue porte alle iscrizioni. Insieme a questa notizia, grazie a Shareaholic emerge che, dopo alcuni alti e bassi, i referral provenienti da Pinterest si sono attestati su un ritmo di crescita costante e pare che la piattaforma sarà presto la quarta fonte di traffico più grande del mondo, pronta a superare Yahoo già nel mese di agosto.

Instagram for Business: il blog

L’amato Instagram annuncia la nascita di un blog dedicato alle aziende. Si tratta di uno spazio in cui vengono raccolte tutte le best practice, news e consigli per rendere sempre più efficace la propria presenza su Instagram, mettendo in campo attività che siano sempre più coinvolgenti per la community, raccontando la propria storia per immagini e stimolando una conversazione con contenuti rilevanti.

Social media: i benefici secondo le aziende

Un’interessante infografica di Demandforce dà evidenza di quanto sia importante per i brand su Facebook stimolare la propria community con la conversazione, rispondere alle richieste di assistenza e raccogliere i loro feedback. Purtroppo non tutte le aziende se ne sono accorte: in media, rispondono solo al 5% delle domande che vengono poste dalla community, e addirittura 1 su 4 non permette agli utenti di postare e condividere contenuti. Ma c’è anche chi sfrutta al massimo le potenzialità relazionali offerte dai social network, come KLM che su Facebook, con 1,8 milioni di utenti, ha un Response rate del 94% e dei tempi di risposta davvero rapidi, circa 27 minuti. Secondo un’indagine di PulsePoint Group, ecco quali sono i benefici principalmente riconosciuti dalle aziende come risultato di un’efficace attività sui social media:

 

Quanto c’è di social nella musica online?

Molto, secondo un’indagine di Lab42. Il comportamento online degli amanti della musica prevede una quota davvero massiccia di download, sia a pagamento (70%), sia gratuiti (60%); solo il 13% dichiara di non scaricare brani online. Ben il 73% degli intervistati è parte di una community interamente votata alla musica: al primo posto si piazza Pandora, seguito da Spotify, con Last.fm al terzo posto (che ha recentemente presentato il suo nuovo design). Nell’86% dei casi, gli utenti che ne fanno parte sono disposti a pagare per accedere all’upgrade del proprio profilo entro o allo scadere dei 6 mesi di free trial; addirittura, il 41% di questi opta per l’upgrade entro un mese dall’attivazione dell’account. Le dinamiche tipiche dei social network dominano anche qui: il 94% degli utenti ha dichiarato di ascoltare un brano dopo aver visto un amico ascoltare lo stesso pezzo. Qual è secondo voi la naturale evoluzione del mercato della musica? Alla luce di questi dati, ritenete debbano essere applicati cambiamenti strategici? Ditecelo nei commenti!

 

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Superbrand e superfan: come crescono le migliori community? [Studio]

di Stefano Maggi in News

Pochi giorni fa, Google ha acquisito la società di marketing software Wildfire. Viviamo in una “connected era”, non più in una “tradigital era”: non esistono più separazioni nette tra i canali di comunicazione. Ecco quindi perché Wildfire, pur essendo di proprietà del colosso di Mountain View che ha creato il proprio social network Google Plus, ha rilasciato uno studio molto interessante sulle strategie più efficaci per costruire una community, basandosi sull’osservazione di… Facebook.

La strategia digitale delle marche: dalla “tradigital era” alla “connected era”

Lo studio ha considerato 10.000 campagne Facebook (che includono applicazioni Facebook informative, di intrattenimento e anche ludiche) e ha preso in considerazione tre tipi di utente:

  • Joiner: colui che partecipa alla campagna come fruitore;
  • Sharer: colui che partecipa alla campagna come fruitore e condivide con i propri amici;
  • Advocate: colui che partecipa alla campagna come fruitore, condivide con i propri amici e ha abbastanza rilevanza nella propria community per stimolare nuovi utenti a interagire;
Ecco come sono distribuiti queste tipologie di utenti in generale e per le app con performance migliori (il 10% “top performing”).
Dallo studio emerge che le campagne che hanno performance migliori sono quelle basate su applicazioni che stimolano gli advocate e favoriscono la dinamica di sharing. In altre parole: l’esperienza utente è fondamentale, ma senza una buona base di condivisione e di coinvolgimento della community è molto più difficile che un qualsiasi applicativo abbia successo sui canali social.
Ecco alcuni spunti molto utili per chi vuole costruire una community attiva, anche grazie a campagne Facebook, ispirati dai risultati dello studio:
  • La strategia è fondamentale anche in questo caso: è importantissimo mantenere attivo il livello di coinvolgimento con numerose azioni mirate a nicchie ma coordinate tra loro. La logia “one shot” sui canali social funziona molto meno di un rapporto continuativo;
  • Il contesto è importantissimo: gli elementi le “stories”, le interazioni e i contenuti devono essere il più possibile vicino alla realtà di chi interagisce con il brand. Status update generici o con un approccio che ricorda quello di un banner non funzionano su Facebook. In particolare quando servono a dare visibilità a una applicazione;
  • Le immagini si condividono molto facilmente: anche se non possono monopolizzare un news feed di marca e si devono integrare bene con altre tipologie di post, le immagini sono il tipo di post più efficace su Facebook, come dimostra anche l’analisi di Edgerank Checker relativa a giugno 2012;
  • Non limitarsi in base alle piattaforme è d’obbligo: siamo nella “connected era”, l’esperienza degli utenti con una marca non può chiudersi all’interno di un solo canale. Dove possibile, è molto utile estendere l’esperienza a altri canali utilizzati dalle persone. Studiare il comportamento del “target” serve anche a questo: capire “dove” e “come” interagisce. Ecco quindi che un’applicazione può vivere (molto bene) su Facebook e contemporaneamente essere un’interazione efficace su Twitter e Google+;
Progettare esperienze per i social media diventa una pratica sempre più “sociale”, in cui le condivisioni e le dinamiche di advocacy indicano il successo o il fallimento di un’iniziativa. Studiare in modo approfondito le persone e elaborare una strategia sulla base di obiettivi di marketing, comunicazione  e business è la chiave per il successo per i brand che partecipano alla conversazione.

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Mercoledì social #120

di Cristina Forlani in News

Bentornati con il nuovo Mercoledì Social. Siete pronti a scoprire le principali novità del social web? Eccole!

I numeri dei social media

Sembra proprio che i social media acquisiscano sempre più valore per le aziende: uno studio di Gartner riporta dei numeri interessanti sull’anno in corso. Per il 2012 si prevede che l’investimento su questi canali supererà del 43% quello dello scorso anno, arrivando a 16,9 miliardi di dollari. La social advertising continuerà ad essere il contributo più significativo con un totale previsto di 8,8 miliardi dollari. Anche il social gaming continua a segnare una forte crescita e dovrebbe raggiungere i 6,2 miliardi  di dollari quest’anno. Dati incoraggianti dunque, che evidenziano un trend di crescita significativo e che rendono sempre più evidente, per le aziende che non l’hanno ancora fatto, l’importanza di affacciarsi sui social media per (per dirlo con le parole di Robin Grant), parlare con le persone, non alle persone”.

I promoted updates di Foursquare

Da buona Foursquare addicted, non potevo che iniziare raccontandovi che è da poco stato annunciato il lancio pilota dei “promoted updates”, che permettono alle aziende di comunicare offerte o prodotti disponibili agli utenti. Questi saranno di due tipi: Promoted updates, con comunicazioni puntuali sulle novità, e Promoted specials, riguardanti le offerte del momento. Per ora sono disponibili per 20 fortunate aziende partner, come Gap, Hilton, BestBuy, che hanno attivato questi promoted update con modalità “cost per action”.
Una nuova opportunità per i local business e un passo avanti per Foursquare. Voi cosa pensate di questa nuova feature? Quale evoluzione concreta porterà questa novità?

Mobile Ads VS Desktop Ads: quale più efficace?

Da un report di AdParlor sullo stato dell’advertising mobile su Facebook emerge che, rispetto a un utente che clicca sui desktop ads, i mobile user commentano il 22% in più e fanno il 63% dei like in più sul post sponsorizzato. Le cose cambiano però quando si tratta di azioni più “complesse”- come scrivere wall post, aprire link, guardare video, visualizzare foto: in questo caso si inverte la tendenza e i desktop ads si rivelano da 6 a 8 volte più efficaci. A cosa è dovuta, secondo voi, questa differenza? Ritenete che questi risultati cambierebbero se l’applicazione mobile fosse più user friendly? Qui potete vedere la versione completa del report.

E-commerce in Italia
Qual è il rapporto fra italiani e acquisti online? Secondo uno studio di eMarketer, spendiamo molto ma l’abitudine non è ancora troppo diffusa fra la popolazione. Il ritmo di crescita è sostenuto: nel 2011 c’è stato un incremento del 32%, ben il 38% delle persone online ha effettuato acquisti per un totale di quasi 13 miliardi. Per il 2012 si prevede una crescita del 25%, che porterà al 41% la percentuale di utenti web che avranno fatto almeno un acquisto per un totale di oltre 16 miliardi. Le previsioni parlano di oltre 31 miliardi spesi in e-commerce dagli italiani nel 2016. I siti preferiti? Amazon, LeGuide.com e Apple.

Smartphone VS Tablet nel Regno Unito
Deloitte ha condotto un’interessante ricerca sull’uso del mobile nel Regno Unito: dall’infografica emerge che il 52% della popolazione possiede uno smartphone, mentre solo 16% possiede un tablet. Pare però che le persone preferiscano il tablet quando si tratta di acquistare applicazioni dedicate: la spesa media in questo caso è di £2.50 al mese, contro i £0.80 spesi per arricchire il proprio smartphone.
Per quanto riguarda l’impiego dei due device, smartphone batte tablet (seppur di poco) quando si tratta di usare le e-mail, fare ricerca su internet, accedere ai social network e utilizzare le mappe; viceversa, si preferisce il tablet per usare i servizi di online banking, guardare video o ascoltare musica, fare acquisti online e giocare.
Ritenete che le abitudini degli italiani possano essere paragonate a quelle degli inglesi? Alla luce di queste considerazioni, in che modo le aziende dovrebbero ottimizzare la loro presenza nel mobile?

+1 batte Like nel search ranking
La non-sorpresa della settimana arriva da Econsultancy: pare che nel posizionamento fra i risultati di ricerca di Google, ogni +1 abbia più peso di un Like. Lo studio, basato su più di 7000 pagine web, ha dimostrato che avere almeno 63 +1 garantisce un posto fra il primo 20% dei risultati; per raggiungere lo stesso obiettivo ci vogliono circa 160 Like.

Youtube incoraggia l’uso del proprio nome completo

Cattiverie gratuite? Violenza e  maleducazione? Mai più, secondo Youtube: la piattaforma di video sharing invita i propri utenti ad utilizzare il proprio nome e cognome, e non un nickname, per identificarsi nell’upload dei propri video o nei commenti. Se l’utente decide di mantenere comunque il nickname, è tenuto a specificarne la motivazione (ad esempio, posta per conto di un brand o altro). Questo rappresenta un ulteriore passo nell’ottica dell’integrazione con Google+ e della sempre maggiore tutela degli utenti e dei contenuti postati.

Social support: cosa si aspettano gli utenti?
Secondo uno studio di Arnold Worldwide, in media il 59% degli utenti, quando contattano i loro brand preferiti sui social media per ricevere assistenza, si aspettano una risposta esaustiva. Crescono dunque le aspettative degli utenti nei confronti delle marche presenti sui social media. I cinesi sembrano essere i più esigenti ma anche i più attivi: il 74% ha dichiarato di aver espresso pubblicamente un’opinione a proposito di un servizio ricevuto.  Seguono i brasiliani, con il 68%, che superano del 20% circa gli americani e gli inglesi.

Con queste succose news vi lascio e vi invito come sempre a dire la vostra opinione sugli argomenti trattati nei commenti, qui sotto.

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[Infographic] Google+ per le aziende, una buona scommessa?

di Ottavio Nava in News

C’è chi sostiene che Google+ sia un fallimento e chi pensa che sia uno strumento con un forte potenziale,  ancora inespresso. Una recente ricerca condotta da Fast Company sull’attività di  40.000 utenti rivela un livello di engagement davvero basso spingendoci a sostenere la prima ipotesi: “Google abbiamo un problema”. Dall’altra parte, alcuni dati oggettivi (90 milioni di utenti attivi, l’impatto sulla ricerca e strumenti di collaborazione interessanti come gli Hangout) devono spingerci a considerare Google+ come una delle piattaforme social da osservare con attenzione in ambito business.

Questo infographic realizzato da Blue Glass e Chris Brogan si sofferma proprio su questo punto, “Perchè Google Plus potrebbe essere una buona scommessa per un’azienda”.

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Mercoledì Social #94

di Sara De Mattia in News

Rieccoci qui per un nuovo appuntamento con il mercoledì social. La rubrica settimanale che vi aggiorna sulle novità e gli spunti più interessanti del social web. Ben trovati :) !
Questa settimana parleremo di Tumblr, Google e Google Plus, Facebook App, Twitter e McDonald’s.

I numeri di Tumblr
Partiamo da Tumblr. Non è la prima volta che parliamo della crescita impressionante registrata dalla piattaforma soprattutto negli ultimi mesi ma val la pena partire ancora una volta dai numeri per riflettere insieme sulle potenzialità dello strumento per i brand e per le iniziative attivate.
Superati i 15 (e anche i 16) milioni di post e raggiunti i 120 milioni di visitatori mensili.
Cifre che non solo ci raccontano del successo del mezzo e della sua diffusione sempre più capillare anche al di fuori dei confini americani ma che soprattutto ci danno evidenza di come le microinterazioni stiano sempre di più prendendo piede rispetto ai contenuti più strutturati.
Più del 40 % dei contenuti condivisi sul Tumblr sono immagini. Foto e video la fanno da padrone rispetto ai testi e gli stessi sono brevi e quasi sempre a corredo o a commento delle immagini condivise o rebloggate. Perché? Perché le immagini sono il mezzo più immediato e diretto per esprimere se stessi, i propri interessi e per ‘documentare’ quanto accade a noi e intorno a noi. La forza di Tumblr sta anche in questo e i brand che, sempre più numerosi, decidono di approcciarsi a questa piattaforma non possono trascurare questo aspetto.
Può venire spontaneo usare Tumblr come un qualsiasi blog o come un sito web proponendo contenuti e approfondimenti molto curati, articolati e apparentemente di maggior valore ma il segreto di Tumblr sta proprio nell’immediatezza. Il primo driver, come per ogni mezzo, è la qualità di quanto veicoliamo ma il secondo è la facilità.
Facilità di fruizione, di comprensione e di condivisione.

Su Tumblr, ad oggi, non esistono contenuti o profili promossi a pagamento dai brand, come ad esempio per Facebook e oramai per Twitter.
Farsi conoscere e far conoscere il proprio Tumblr, sviluppare e alimentare relazioni con gli utenti significa, in primo luogo, trovare la chiave nel come e nel quanto pubblichiamo, per spingere chi trova, cerca o segue i nostri contenuti non solo a leggerci e guardarci ma soprattutto a farli propri rebloggandoli e apprezzandoli e quindi condividendoli a propria volta con i propri follower.

Google e Google Plus

Numerose le novità che riguardano il mondo Google in questi ultimi giorni. Ripercorriamo insieme le principali.
Cambiano i termini di utilizzo dei servizi Google e viene unificata la normativa soprattutto in termini di privacy. Lo scopo è quello di rendere più breve e immediata la comprensione delle norme di riferimento per “creare un’esperienza d’uso che sia meravigliosamente semplice e intuitiva per tutti i serivizi Google”.

Viene introdotta la possibilità di utilizzare pseudonimi su Google Plus, in controtendenza con la posizione iniziale che faceva della garanzia dell’identità personale uno dei punti di forza del social network. Rimangono comunque alcuni “vincoli” alla possibilità di usare un nome fittizio soprattutto legate all’obbligo di dimostrare che quel soprannome appartenga effettivamente all’utilizzatore e che lo stesso sia solito utilizzarlo su altri canali e per la pubblicazione di altri contenuti.
La decisione si deve probabilmente alla numerosità (più del 60% degli utenti) di coloro che commentano utilizzano uno pseudonimo o semplicemente rientra nel ventaglio di cambiamenti messi in atto per l’ottimizzazione e per stimolare la diffusione del social network a marchio Google.

“Ask on Google+”. Proseguono gli sforzi verso l’integrazione delle funzioni di Search con quelle tipiche dei social network.

Al momento dell’inserimento di una qualsiasi query su Google verrà data la possibilità di reindirizzare quella richiesta su Google+ e chiedere quindi un “aiuto” e la risposta alla propria domanda agli amici di Google+. La funzionalità non è ancora disponibile per tutti i Paesi e per tutti gli utenti ed è pacifico che possa essere utilizzata solo quando si è loggati in Google. L’integrazione di queste caratteristiche è frutto dell’evidenza che i pareri, i consigli e le opinioni dei proprio amici, parenti e delle proprie cerchie di conoscenze hanno sempre più peso anche rispetto a quanto reperibile sulle fonti tradizionali e presso quelli che tradizionalmente vengono considerati “esperti” per un determinato argomento, prodotto etc. Diventa, quindi, sempre più importante la capacità dei brand di influenzare queste dinamiche creando advocacy presso gli utilizzatori finali e stimolando il passa parola (positivo) riguardo le esperienze d’acquisto, di prodotto e di interazione delle persone con i brand.

Il nuovo algoritmo di Google penalizza i contenuti che contengono troppo advertising

Modificato e già attivo il nuovo algoritmo per il motore di ricerca che assegna priorità ai vari contenuti nella visualizzazione dei risultati e penalizza quei contenuti che cotengono troppi contenuti pubblicitari nella parte superiore delle pagine web, ossia quella che si visualizza senza la necessità di effettuare lo scroll. L’affollamento di messaggi e di banner rende infatti il contenuto meno frubile e meno reperibile.
L’idea è quella di dare meno priorità a quelle pagine che scelgono di dare più spazio alla pubblicità a pagamento che ai veri contenuti e anche se sembra che solo l’1% delle ricerche globali verrà influenzato da questo provvedimento, non deve sfuggire il messaggio che, nonostante l’introduzione, l’utilizzo e l’abuso di banner a pagamento sui proprio spazi web sia una necessità, una tentazione o anche solo un modo di comunicare messaggi pubblicitari pertinenti rispetto ai contenuti proposti, l’eccessivo affollamento non solo rende sgradevole l’esperienza utente e penalizza la valutazione di qualità e l’attenzione sui contenuti ma, motivo in più, è sconveniente anche in termini di SEO.

Un’App di Aviary darà la possibilità di customizzare le immagini su Facebook

Mentre Instagram ha introdotto da poco la completa e diretta condivisione delle immagini nella propria timeline di Facebook, Aviary ha appena lanciato una nuova applicazione Facebook che darà la possibilità di modificare le foto già caricate su Facebook introducendo filtri, effetti e stili simili a quelli di Instagram, “privilegi” riservati agli utenti iPhone o comunque all’utilizzo di app mobile e alle foto caricate da smartphone.
L’applicazione Facebook è disponibile anche in versione mobile per iPhone e dispositivi Android e per le sue caratteristiche, vedi in primis la possibilità di utilizzarla su tutte le foto, caricata da qualsiasi tipo di device ha un grosso potenziale di diffusione. La condivisione delle foto è una delle interazioni più importanti e frequenti nell’utilizzo dei social media e un’azione su cui i brand stimolano molto gli utenti quando si vuole puntare sui contenuti UGC. Questa app, semplicissima nell’utilizzo dà uno stimolo in più per tutti coloro che sempre di più amano imrpovvisarsi fotografi in erba ;) .
Ecco, ad esempio, il mitico draghetto Yoshi, di Super Mario, prima…

…E dopo la cura Aviary ;) .

Il caso McDonald’s e l’utilizzo degli hashtag sponsorizzati

L’hashtag, da parola in codice riservata ai nerd, è diventato un fenomeno nazional popolare anche grazie all’utilizzo che ne hanno fatto programmi televisivi come quello di Fiorello, la community sui fatti di cronaca e di costume o i brand in iniziative dedicate.
Come ci racconta Luca Della Dora sul suo blog, Il cosiddetto ‘hashtag marketing’ è sempre più utilizzato ed ha grandi potenzialità. Come ogni “strumento” però, va utilizzato in maniera adeguata e opportuna e come ogni fenomeno a grande potenziale può diventare un boomerang come nel caso della campagna Twitter di McDonals: #McDStories. La call to action invitava gli utenti a raccontate le proprie storie a lieto fine a tema ‘happy meal’ ma si è trasformata nella raccolta di storie d’orrore culinario e quotidiano promosse e amplificate dai detrattori del brand: #McDHorrorStories.

Come sempre non è importante lo strumento o il canale utilizzato ma come se ne sfrutta il potenziale e sicuramente l’hashtagging ne ha da vendere. Ad esempio, per i brand che vogliono attivare delle iniziative, dei contest e delle campagne di comunicazione su canali come Twitter e con strumenti come Instagram e Fourqaure che tra le proprie funzionalità di riferimento hanno proprio quello di indicizzazione, ricerca e categorizzazione dei contenuti tramite hastag.

Per questa settimana è tutto.
Vi invitiamo, ancora una volta, a dirci la vostra in un commento.
Buon proseguimento di settimana a tutti ;) .

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Mercoledì Social #92

di Matteo Brignoli in News

Benvenuti al secondo Mercoledì Social dell’anno: si sa d’altronde che l’Epifania tutte le feste porta via e che il Mercoledì porta con sé un’interessante carrellata di news sul nostro amato social web. Quest’oggi, per bruciare i grassi in eccesso e riprendere uno stile di vita sano, parleremo di Google, Pinterest, Tumblr e Instagram.

Google: Search, plus your world
Nei prossimi giorni Google introdurrà tre nuove feature che vi consentiranno di migliorare e raffinare le vostre ricerche: Personal Results offrirà una selezione di contenuti foto e post aggregati da Google+ relativi al tema su cui state cercando informazioni, Profiles in Search permetterà di trovare velocemente il profilo Google+ di persone che potreste essere interessati a seguire, mentre People and Pages vi aiuterà a trovare più facilmente profili e pagine Google+ legate ad uno specifico contenuto o area d’interesse. Questa novità aggiunge un livello di personalizzazione esclusiva ad ogni ricerca, incentivando l’integrazione dei singoli utenti con la community di Google+.

La straordinaria crescita di Pinterest
L’ormai popolare social network di cui vi abbiamo parlato anche pochi giorni fa ha registrato nella seconda metà del 2011 una crescita notevole, ed è stato recentemente inserito nella Top 50 websites of 2011 del Time Magazine. La chiave di questa crescita è senza dubbio la centralità e l’attenzione data da Pinterest agli interessi delle persone: un dato che sottolinea la necessità di una seria riflessione da parte dei brand su come meglio gestire la propria presenza sugli “interest network”.

Total visits Pinterest year 2011

Tumblr introduce la Fan Mail
Tumblr ha di recente annunciato l’introduzione di un nuovo messaging service tra i propri iscritti, che consentirà di inviare messaggi privati sia dalla home del blog che si sta visualizzando sia dalla propria Inbox: si tratta di una nuova modalità d’interazione, alternativa ai like ed alle note che fino ad oggi sono state la principale forma di comunicazione tra gli iscritti. Resta da vedere in che modo la novità verrà recepita dagli utenti, e quali saranno gli sviluppi più proficui di questo contatto diretto e personale su una piattaforma che fa della creatività e della condivisione di contenuti visivi il proprio punto di forza.

Tumblr Fan Mail

Barack Obama è su Instagram
Le possibili integrazioni tra social media e politica sono un tema di cui abbiamo già scritto più volte, e anche il buon Barack Obama sembra trovarlo un argomento interessante: il Presidente ha da poco annunciato di essersi iscritto a Instagram per “dare alle persone una testimonianza visiva di quello che succede tutti nella vita quotidiana del Presidente degli Stati Uniti d’America”. La presenza congiunta su Facebook, Twitter, Google+, Tumblr e Instagram rende senza dubbio Obama uno degli uomini politici “più social” del mondo, ed offre l’ennesimo spunto per un’analisi del ruolo che i social media potrebbero avere sulla campagna per le elezioni presidenziali americane. Volete sapere se l’iniziativa di Obama su Instagram si rivolgerà solo agli utenti Instagram? Potete scoprirlo, insieme a molte altre cose, leggendo questo post di Stefano Maggi.

Bene, anche per questa settimana è tutto: se avete trovato interessante ed ipocalorico questo post potete comunicarci il vostro parere attraverso la sezione destinata ai commenti. Per quanto mi riguarda, oltre che incoraggiarvi a praticare uno stile di vita sano all’insegna del social web e dell’attività sportiva, auguro a tutti voi un felice 2012. Alla prossima!

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Google +, ecco a voi le nuove pagine

di Ottavio Nava in News

Google ha finalmente deciso quale spazio avranno su Google + i brand, le organizzazioni ed in generale tutti coloro che non sono persone: le nuove pagine.

A prima vista l’impostazione è molto simile a quella delle pagine Facebook, con un peso importante ai post e quindi alla conversazione ed ai contenuti multimediali, foto (anche gif animate ndr) e video. I brand possono essere inseriti in una cerchia oppure suggeriti grazie al +1.

Ecco a voi il primo video di presentazione, postato oggi pomeriggio da Google sul suo blog e ripreso su Google+ da Larry Page in un annuncio ufficiale.

Direct Connect

La novità più interessante al momento è decisamente Direct Connect, una funzionalità grazie alla quale sarà possibile connettersi direttamente con un brand, partendo da una ricerca organica sul motore di ricerca, semplicemente aggiungendo il suffisso “+” al nome del brand. In pratica sarà possibile connettersi a We Are Social digitando “+ We Are Social” su Google, a questo punto verremo automaticamente portati alla pagina del brand e un messaggio molto chiaro ci chiederà se vogliamo aggiungere We Are Social ad una cerchia. Inutile dire che la risposta giusta, in questo caso sarà si :)

Scherzi a parte, Direct Connect potrebbe rivelarsi una “killer feature” sia per i brand sia per le persone. I brand avranno la possibilità di sfruttare le ricerche organiche su Google e il social graph degli utenti grazie alla social search per connettersi più velocemente con le persone e soprattutto per capitalizzare l’attenzione in un luogo perfetto per stimolare la relazione ed attivare un conversazione. Allo stesso tempo le persone potrebbero trovare molto utile potersi mettere in contatto direttamente con un brand in un luogo dove questo è attivo e pronto a rispondere e dialogare.

In questo video Google ci racconta il potenziale di Direct Connect:

Le iscrizioni alle pagine Google+  non sono ancora aperte a tutti ma potete iniziare a visitare questo link in attesa del lancio definivo (inutile fare refresh ogni 2 minuti, dovrete aspettare qualche tempo).

Se nel frattempo volete farvi un’idea di cosa stiano facendo i primi brand presenti, eccone una selezione:

È decisamente presto per dire se le pagine di Google+ saranno o meno un successo, se e come saranno diverse da quelle di Facebook e soprattutto se piaceranno agli utenti ma una cosa è certa, il loro successo dipenderà dall’ampliamento della base di persone che utilizzano il social network e quindi dall’effetto rete che Google+ sarà in grado di attivare.

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