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Mercoledì Social #235

di Giovanni Balsamo in News

Tra tutti i passatempi che esistono al mondo la lettura è il più economico, il meno pericoloso e quasi sicuramente il più istruttivo. Pertanto, prendetevi 5 minuti del vostro tempo e leggete questo Mercoledì Social #235. Oggi, l’argomento principe sarà Facebook e la sua strategia per contrastare sul terreno dell’advertising lo strapotere di Google.

I social-commerce registra un tasso di crescita tre volte superiore rispetto al 2013

Se foste degli online shopper abitudinari, sareste ben lieti di scoprire che sempre più persone scelgono i social network come canale preferenziale per l’acquisto di un prodotto o servizio.

Il successo del social-commerce, rispetto ai canali di vendita più tradizionali, si lega all’esperienza d’acquisto che offre estremamente semplice e accessibile. La strada da seguire da parte dei brand, vista la sua crescita costante, è quella che porta ad un percorso d’acquisto breve, facile e soprattutto condivisibile sui canali social.

Detto questo, bisogna dire che se da un lato solo una piccola percentuale delle vendite online di un rivenditore è generata direttamente dal social-commerce; dall’altro – stando ai dati dell’ultimo report di BI intelligence - il volume delle vendite ottenuto attraverso i canali social sta aumentando con un tasso di crescita tre volte superiore rispetto al 2013.

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Facebook Atlas, arriva un nuovo strumento di social tracking

Restando in tema, parliamo del lancio di Atlas, la nuova piattaforma pubblicitaria di Facebook ricostruita da zero dopo essere stata acquistata da Microsoft. Da Febbraio 2013 ad oggi, Zuckerberg & co. hanno lavorato sodo per sviluppare questa piattaforma e competere con Google sul terreno della pubblicità.

Facebook Atlas

Il terreno di battaglia, infatti, sarà la profilazione degli utenti e Facebook dispone del più grande database di utenti profilati al mondo. Grazie ad Atlas sarà possibile interrogare questo database e capire quali sono le pubblicità migliori da offrirci sulla base dei nostri interessi.

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Non che Google non abbia un database simile, ma è diverso lo strumento di tracciatura dei profili. Zuckerberg è pronto a scommettere che il suo sistema di profilazione sia migliore e più accurato, perché non basato sui cookies.

Il segreto di Atlas risiede in una tracciatura di profilo più precisa nell’individuazione del percorso d’acquisto, anche quando esso si sviluppa su piattaforme diverse (il limite dei cookies è che non funzionano sul mobile). Un utente, infatti, potrebbe iniziare ad acquistare un prodotto sullo smartphone per poi concludere l’acquisto su desk.

Nelle intenzioni dell’headquarter di Facebook Atlas deve essere per gli inserzionisti uno strumento estremamente efficace per raggiungere le persone secondo il principio del people-based marketing e per misurare con precisione l’impatto avuto dalle campagne adv digitali sulle vendite offlineAtlas rappresenta quindi un nuovo capitolo, non certo quello finale, della saga di Menlo Park che ha come protagonista assoluto il social tracking.

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Facebook, dopo Atlas lancia anche Audience Network

Dopo aver parlato del lancio di Atlas, il nuovo sistema di advertising con cui Facebook intende andare in concorrenza con Google AdWords, è il turno di un altro annuncio importante: la nascita di Audience Network.

Audience Network è un nuovo sistema di advertising creato per consentire agli sviluppatori di includere la pubblicità di Facebook direttamente nelle proprie App e agli inserzionisti per disporre di un bacino potenzialmente illimitato di App dove pianificare il proprio investimento pubblicitario.

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La vera novità, però, è che Audience Network continuerà a lavorare in piena sinergia con il meccanismo di pubblicazione delle inserzioni su Facebook utilizzato fino a questo momento. Non ci sarà, pertanto, un’interfaccia autonoma per acquistare la pubblicità.

In altre parole, Facebook ha trovato un altro modo per allargare il proprio bacino pubblicitario e diminuire l’eccessiva presenza di inserzioni all’interno del news feed degli utenti. Per ora i formati disponibili all’interno delle App saranno tre: banner, interstitial, native. Quale sarà il formato più performante lo scopriremo in uno dei futuri mercoledì social.

Audience Network

La Commissione Europea dà il via libera all’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook

Dopo i dati sulla crescita del social-commerce, il lancio di Atlas e di Audience Network, voltiamo pagina ma non del tutto perché c’è sempre di mezzo Facebook. È arrivato due giorni fa, infatti, l’annuncio ufficiale dell’acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook.

Le due società hanno finalmente ottenuto il via libera della Commissione Europea per formalizzare la cessione. Al momento dell’accordo la cifra pattuita era di 19 miliardi di dollari, ma l’affare ammonterà a 21,8 miliardi a causa dell’aumento del valore delle azioni di Facebook.

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Jan Koum, fondatore di WhatsApp entra così a far parte dei vertici aziendali Facebook e proprio come l’attuale CEO Mark Zuckerberg guadagnerà soltanto 1 dollaro all’anno. Detto ciò, c’è da scommettere che non ci saranno sostanziali cambiamenti nel breve termine. Un possibile miglioramento potrebbe riguardare l’aggiunta delle chiamate vocali, attesa da tempo tra l’altr0, ma all’orizzonte non c’è nulla di ufficiale.

Facebook Messenger è l’app di messaggistica istantanea più usata negli Stati Uniti

Avendo parlato di WhatsApp, non possiamo non parlare di Facebook Messenger anche perché secondo l’ultimo report pubblicato da Parks Associates risulta essere la prima app di messaggistica istantanea negli Stati Uniti (53% degli utenti intervistati dichiara di utilizzarla). Subito dopo Facebook Messenger troviamo Skype ferma al 45%, mentre WhatsApp si piazza addirittura settima.

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Facebook Messenger attualmente ha più di 200 milioni di utenti attivi al mese (+5 milioni solo in Italia), che mandano più di 12 miliardi di messaggi ogni giorno. Stiamo parlando di un quinto della base di utenti totale di Facebook che, rendendo obbligatorio l’uso di Facebook Messenger per l’invio e la ricezione dei messaggi privati da mobile, ha intenzione di ridurre il suo divario da WhatsApp su scala mondiale. Divario, per chi non lo sapesse, che ammonta a circa 300 milioni di utenti attivi in più ogni mese (WhatsApp, infatti, ha attualmente più di 500 milioni di utenti attivi mensilmente).

Come i social network stanno rivoluzionando e modificando la fruizione delle news

L’esplosione dei social network ha accompagnato la lenta implosione della fruizione delle notizie tramite carta stampata. Dati alla mano, i ricavi pubblicitari di quest’ultima sono diminuiti del 65% in un solo decennio e il 2013 ha visto il minimo mai registrato.

I lettori della carta stampata stanno diminuendo in maniera progressiva, perché preferiscono sempre di più alle testate tradizionali le loro alternative digitali. Il declino della carta stampata fa sì che le aziende spostino in massa i loro investimenti pubblicitari dagli inserti di carta a quegli strumenti in grado di assicurare un accesso più diretto al pubblico, i social network.

Da un’indagine recente della Online News Association Conference emerge che tra le diverse piattaforme social, Facebook è quella più utilizzata per la ricerca di news (il 30% degli adulti americani lo utilizza). In seconda posizione si piazza YouTube (10%), mentre in terza Twitter (8%).

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Una volta trovata la notizia su (e grazie) ai social network, cosa fanno le persone? A quanto pare, più del 50% degli intervistati tende semplicemente a condividere le storie, le immagini o i video di loro interesse e meno a commentarli. Questo significa che la fruizione dei contenuti mediatici risulta essere – stranamente – ancora piuttosto passiva.

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I dati appena presentati, però, dimostrano una cosa: i social network con il passare del tempo sono diventati le piattaforme privilegiate per cercare e trovare notizie, raggiungere lettori interessati e attirare investimenti pubblicitari. Qualora voleste approfondire la tematica sulla fruizione delle news attraverso i social media, ecco dove consultare tutti i dati della ricerca di Pew Research Center. A questo punto, dopo una lunga carrellata di news tratte dal social web, non ci resta che augurarvi un buon Mercoledì!

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Instagram continua a crescere: +25% secondo Global Web Index

di Luca Della Dora in News

Global Web Index ha rilasciato il report quadrimestrale che racconta gli ultimi trend legati allo scenario dei social media: emergono insight molto interessanti, utili a comprendere come sta evolvendo il panorama in cui sempre più persone ogni giorno sviluppano relazioni e conversano tra di loro e con le aziende.

Instagram è il canale cresciuto maggiormente rispetto all’ultima analisi: +25% di utenti attivi negli ultimi 6 mesi. Un dato molto interessante soprattutto se si tiene conto che è il social network che garantisce il maggior tasso di interazione da parte degli utenti e che il reach dei suoi contenuti non è limitato ad Instagram stesso, ma si inserisce all’interno di tutto l’ecosistema di Facebook (che rimane, di gran lunga, il canale più popolato: l’82% degli utenti internet tra 16 e 64 anni ha un account).

Instagram +25%

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Instagram Engagement

Google+ è cresciuto del 10% negli ultimi 6 mesi, posizionandosi così come secondo social network a livello di utenti registrati; mentre Youtube e Twitter sono secondi per numero di persone che li utilizzano attivamente.

Facebook growth

Uno dei trend degli ultimi mesi è sicuramente legato alle applicazioni di messaging: tutte le applicazioni social sono cresciute durante gli ultimi 6 mesi (Facebook +9%, Twitter +14%, Google+14%), ma il tasso di crescita maggiore è quello di Snapchat, che ha visto aumentare la sua user base del 67%. Percentuale che raggiunge il +95% se si fa riferimento alla fascia più giovane della popolazione, a sottolineare l’impatto che un canale come questo può avere per determinate aziende, interessate a conversare con persone molto giovani.

Messaging apps

Tumblr e Instagram sono i canali con la user base di età più giovane: questo non significa che i ragazzi stiano fuggendo da Facebook, che rimane anzi il canale maggiormente utilizzato dalle persone tra i 16 e i 19 anni. È sicuramente cambiato molto il loro modo di utilizzarlo, come di accedere a internet in generale, e questo è fortemente legato all’accesso al web da dispositivi mobile e dalla tendenza a usare applicazioni dedicate (come abbiamo sottolineato in questo post).

Teens

Facebook continua a crescere per numero di utenti registrati e di visite, ma il suo utilizzo attivo è in lieve flessione (-6% rispetto a 6 mesi fa), proprio per questo motivo.

Va considerato un aspetto molto importante: Facebook non è più soltanto Facebook, ma un ecosistema capace di offrire differenti modalità di espressione per persone e brand. Questo lo pone in una posizione molto diversa rispetto a qualche anno fa, imponendo anche di ripensare il modo in cui viene approcciato, e di come vengono approcciati gli altri servizi ad esso legati.

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Mercoledì Social #211

di Luca Della Dora in News

Buon mercoledì, e ben ritrovati con la rassegna settimanale delle notizie più interessanti legate al marketing, alla comunicazione e ai social media.

Linkedin supera i 300 milioni di iscritti
E raggiunge in questo modo il 9% del suo obiettivo: creare opportunità lavorative e di networking per i 3.3 miliardi di persone che lavorano in tutto il mondo.

Il 41% del traffico diretto a Linkedin proviene da mobile, per un totale di 15 miliardi di profili visitati, 1.45 miliardi di posizioni di lavoro osservate e 44 mila job application inviate, da più di 200 paesi: questi alcuni dei numeri resi pubblici e riferiti a Q3 2013.

Linkedin 300 Million Users
Click per vedere l’infografica completa

Durante questi anni è cambiato molto il pubblico legato alla piattaforma e – inevitabilmente – sono cambiate le sue abitudini: 5 anni fa più del 60% degli utenti era composto da uomini, oggi la percentuale vede le donne costituire il 44%; e se nel 2009 non esisteva neppure un’applicazione per accedere da mobile, oggi – come visto sopra – il 41% del traffico proviene da mobile, percentuale che supera il 50% se si prendono in considerazione le altre applicazioni di proprietà di Linkedin (Contacts, Pulse, Recruiter Mobile e Slideshare, oltre a Linkedin stesso).

Anche la distribuzione degli utenti è cambiata, divenendo un network sempre più globale, come confermano i più di 200 milioni di persone che lo usano al di fuori dei USA, rendendo la piattaforma un’opportunità estesa a persone di tutti i continenti per trovare lavoro e fare network con altri professionisti.

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World Cup 2014, Facebook e più di 3 miliardi di persone
Per la prima volta Facebook ha costruito infatti un segmento di audience legato in modo così specifico a un evento: come riporta AdAge, Facebook offrirà la possibilità di creare contenuti da destinare a utenti che hanno espresso il loro interesse verso la Coppa del Mondo di Calcio 2014, anche se questi non sono grandi fan di calcio. Sarà sufficiente che questi abbiano espresso il loro interesse per l’evento, per essere inseriti all’interno dell’audience che Facebook vuole fornire ai brand.

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Quest’operazione è chiaramente volta a entrare nel territorio che è – ad oggi – di Twitter: quello della social TV e del commento degli eventi in real-time. È fondamentale per Facebook dimostrare come la social TV non sia un’esclusiva di Twitter, e che possieda gli strumenti per presidiare questo territorio, sapendo coinvolgere le persone anche durante eventi di questo tipo.

L’operazione acquisisce senso se pensiamo che l’attuale segmento di chi dichiara espressamente di essere interessato al calcio, o alla Coppa del Mondo, è costituito da poco più di 45 milioni di persone. Un numero molto piccolo se pensiamo che la Coppa del Mondo 2010 è stata vista da 3.2 miliardi di persone (e gli utenti mensili di Facebook sono 1.23 miliardi).

“The targeting segment is constructed of team fans, people engaging with content about the event such as trending topics and public content, status updates about the event and more.”

L’audience costruita da Facebook per i brand sarà disponibile a Maggio, prima dell’inizio della manifestazione.

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Nike smette di produrre FuelBand
O almeno, questo è quello che riporta CNET: in questi giorni il reparto dedicato allo sviluppo dell’hardware del braccialetto Nike sarà chiuso. A quanto pare gli sforzi di Nike si concentreranno sulla produzione di software legato alle tecnologie di body tracking, tagliando il 70% dei dipendenti che si occupano di hardware.

Nike Fuel Band SE
Photo Credits: Nike.com

Era atteso per l’autunno di quest’anno il lancio di un nuovo FuelBand, in grado di competere con gli altri dispositivi wearable presenti sul mercato, ma sembra che dopo il FuelBand SE non vedremo un nuovo prodotto.

“The Nike+ FuelBand SE remains an important part of our business. We will continue to improve the Nike+ FuelBand App, launch new METALUXE colors, and we will sell and support the Nike+ FuelBand SE for the foreseeable future,”

Le ragioni dietro questa decisione sono molte, e le indiscrezioni uscite in questi giorni vanno in molte direzioni: dalla necessità di adattarsi a un mercato sempre più veloce, che necessitò di prese di posizione molto nette e a porre il focus su determinate aree, a quella legata alla negligenza di chi lavorava al progetto, che ha portato a spendere enormi cifre – come riportato da questo post condiviso qualche giorno fa su Secret.ly.

La verità è molto più probabilmente legata alla sempre maggior competizione in questo mercato: per Nike ha meno senso partecipare alla sfida (anche visti gli investimenti necessari per proporre un prodotto competitivo), piuttosto che concentrarsi su partnership, come quella nata nel 2006 con Apple. Il fatto che non sia mai stata disponibile la versione per Android dell’applicazione, fanno capire anche quale fosse l’interesse per dispositivi diversi da iOS a Portland.

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Google+ introduce i +Post
Il 16 Aprile è una data importante per Google, perché il lancio di un prodotto come i +Post è un tassello molto grande per la crescita dell’ecosistema composto da tutti i prodotti che compongono l’esperienza che con Google+, a Mountain View desiderano offrire alle aziende. Tutte le +Page con più di 1000 follower potranno provare il nuovo prodotto.

+Post

Di cosa si tratta? Sostanzialmente, della possibilità per i brand di promuovere i contenuti che creano, sfruttando il programma AdSense: ogni post che viene pubblicato sulla propria pagina può quindi essere spinto e raggiungere un pubblico molto più esteso in altri luoghi del web. Questo significa che tutto ciò che viene condiviso su Google+ ora avrà – potenzialmente – vita anche al suo esterno, consentendo alle persone di interagirvi però esattamente come se si trovassero nello stream (commentando, potendo cliccare +1, condividendo il contenuto, o iniziando a seguire la +Page).

Si tratta di un “acceleratore” per la visibilità dei contenuti, ma soprattutto un modo per i brand di raggiungere audience completamente diverse, portandole ad interagire e a conversare anche all’esterno della piattaforma.

Questo rende Google+ ancora più vero il dogma di Google secondo cui non è importante – soltanto – chi fruisce dei contenuti all’interno dello stream, ma soprattutto chi compie azioni, semplicemente essendo loggato in Google )magari vedendo un video su Youtube, e commentandolo o condividendolo).

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Facebook lancia Nearby Friends
Durante le prossime settimane verrà infatti introdotta questa funzionalità per iOS e Android (il rollout è già iniziato negli US). Si tratta della possibilità per gli utenti Facebook di condividere la propria posizione con i propri amici e di vedere chi di loro si trova nelle vicinanze (e quanto lontani si trovano).

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Nearby Friends non è in realtà un prodotto nuovo, perché è figlio dell’acquisizione del 2012 di Glancee. Andrea Vaccari – Product Manager del prodotto – spiega che l’idea è di rendere Facebook un modo per connettersi con le persone con cui si desidera non soltanto “virtualmente”, ma anche di persona, rendendo così – di fatto – la piattaforma un acceleratore di relazioni con le persone a cui si tiene.

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Nearby segnalerà le persone che si trovano fisicamente a distanze predefinite dall’utente (<0.5miglia, <0.7 miglia, 1.8 miglia) e notificherà chi avrà attivato il servizio (che sarà OPT-IN) della vicinanza di un proprio amico: sarà possibile inviare la propria posizione al contatto che si desidera, e un breve messaggio relativo a cosa si sta facendo, alla posizione precisa o altre informazioni.

Facebook ha dichiarato che – per ora – non esistono implicazioni legate all’adv, ma è evidente di quanto potrà essere potenzialmente interessante per le aziende poter ottenere dati di questo tipo, sia relativo alla posizione delle persone, sia al loro modo di interagire offline.

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Thank God We Are Social #149

di Giulio Bordonaro in News

Buon sabato a tutti gli appassionati del TGWAS, anche questa settimana siamo pronti per raccontarvi le notizie più curiose dal mondo dei social media.

This must be the place: Google Street View musicale

Iniziamo questo weekend come si deve, con un po’ di musica: alcuni dei nostri album preferiti sono stati inseriti nelle schermate di Google Street View per mostrarci il mondo da una prospettiva diversa. Dalla Londra degli Oasis alla New York di Bob Dylan, ovviamente non poteva mancare Abbey Road. Potete vederle tutte sul sito del Guardian. Vi vengono in mente copertine italiane per proseguire la serie?

Classic album covers in Google Street View

 

Emoji-nation, arte e social media

L’artista Ucraina Nastya Nudnik ha cercato di reinterpretare opere d’arte classiche inserendo i simboli della cultura di Internet come emoticon, aggiornamenti e notifiche dai social media, in una serie chiamata Emoji-Nation. Un progetto che ci fa riflettere su quanto alcune icone informatiche siano per noi cariche di significato.

Emoji-nation di Nastya Nudnik

 

Emoji e Twitter

Che le emoticon permettano di connotare meglio una frase, aggiungendo sentimenti, sfumature e colori senza dilungarsi, lo ha capito anche Twitter: da pochi giorni infatti anche da desktop è possibile includere e visualizzare smile, animaletti e cuoricini nei tweet. E sul sito Emoji Tracker potete seguire l’aggiornamento in tempo reale delle icone più utilizzate: mentre scriviamo l’emoji più utilizzata è png-1, invece la meno utilizzata è . Chissà come mai.

emoji su twitter

 

Condividi per una buona causa

Ecco una bella campagna contro il bullismo: nel video “Share it to end it” sentiamo il lamento di un bambino che si sente solo e insicuro. L’invito è di condividere il video, diffondere il messaggio al posto di chi ha troppa paura di farlo: con ogni condivisione su Facebook il video si accorcerà di un millisecondo e, quando il messaggio sarà diffuso in modo massiccio, il video finirà. Al momento è già stato postato da oltre 20.000 utenti.

Share it to end it

 

Selfie mirror: un futuro possibile

Immaginate uno specchio che scatta automaticamente il vostro autoritratto e lo condivide sul social network che preferite: ecco la nuova frontiera delle selfie, un’invenzione che cambierà per sempre il mondo della fotografia autoinflitta. Non fatevi prendere dall’entusiasmo però: al momento si tratta solo di un esperimento di iStrategy Labs, un’agenzia digital già già famosa per la rivoluzionaria tecnologia BeardSwipe.

 

L’instagrammer della settimana

E a proposito di selfie, anche questa settimana vi suggeriamo un account Instagram da seguire: quello di Peter Griffin! La Fox, in vista del lancio del gioco mobile “Family Guy” ha aperto l’account del protagonista della serie, dove i fan potranno trovare anticipazioni sul gioco, sugli episodi futuri e altre foto di famiglia imbarazzanti.

Peter Griffin su Instagram

 

Escape from XP

Concludiamo il nostro TGWAS con una punta di tristezza, facendo un saluto speciale a un amico che, dopo anni di onorata carriera, ci ha lasciato in questi giorni. Stiamo parlando di Windows XP: dall’8 aprile Microsoft ha infatti cessato il supporto tecnico e gli aggiornamenti per il sistema operativo lanciato nel 2001, invitando gli utenti a migrare verso sistemi più aggiornati.
Per un’ultima avventura insieme, Microsoft ha creato un  videogame, “Escape from XP”, in cui vestirete i panni dell’ultimo eroe rimasto a difendere Windows XP e Internet Explorer 6. Un’epica battaglia per la sopravvivenza è alle porte…

Escape from XP

Volete sapere se sul vostro computer è ancora installato Windows XP? Potete visitare l’utilissimo sito ufficiale amirunningxp.com. Se invece volete sapere se oggi è il giorno di Natale visitate isitchristmas.com. In caso di risposta positiva tanti auguri, altrimenti un semplice buon weekend!

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Mercoledì Social #207

di Desirée Ferrari in News

Iniziamo questo mercoledì con il nostro appuntamento settimanale.

Oggi vi parliamo di giovani e Facebook, dell’importanza delle foto su Twitter, della censura di Twitter in Turchia, di come sono evoluti i social media negli ultimi 10 anni e della fresca partnership tra Luxottica e Google.

 

Thank God teens are not leaving Facebook!

Iniziamo subito con una notizia rassicurante: i giovani non stanno abbandonando Facebook.

Gli studi condotti fino ad ora si sono sempre basati su considerazioni come “Mia nipote dice che Facebook non è cool. Loro usano Snapchat, Instagram, Tumblr”, quindi più orientate a come gli adolescenti sono soliti vedere Facebook e non dati reali.

Ma basta considerare un punto essenziale per capire che queste affermazioni non sono del tutto corrette.

Secondo Webster l’80% dei giovani tra i 12 e i 24 usa Facebook per condividere foto dai loro smartphone.

 

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Se consideriamo che nella maggior parte delle piattaforme elencate nella ricerca di Edison per eseguire l’accesso si utilizza Facebook Login, questa percentuale è presto fatta.

Ma se questo non vi basta, a dirla tutta i teens sono addirittura il segmento più attivo su Facebook.

 

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I giovani tra i 18 e i 24 controllano il loro profilo di media 8 volte al giorno e sicuramente l’ascesa degli smartphone e l’utilizzo da mobile hanno incrementato la frequenza di pari passo a una diminuzione del tempo trascorso su Facebook.

Inoltre, i teens sono coloro ad avere di media il più elevato numero di amici su Facebook.

 

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Questo dato ci fa pensare a quanto sia difficile in effetti, pensare di lasciare un social network dove si hanno così tanti contatti, quando  sarebbe di lunga più complicato raggiungere lo stesso numero su altre piattaforme.

 

L’impatto delle immagini nei tweet di news

Twitter ha recentemente analizzato milioni di tweet di utenti americani per comprendere che cosa funzioni meglio tra link, foto, video, hashtag e tweet di numeri, tra coloro che seguono account di news.

 

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Quello che ne è emerso è che le foto sono il formato di tweet più coinvolgente in assoluto seguite dai link. In altre parole se un giornalista riceve di media 100 retweet con un tweet + foto ne otterrebbe 127.

Questo ci aiuta a comprendere come i contenuti di news che produciamo su Twitter debbano andare gradualmente in una direzione che privilegi le immagini, ad esempio, utilizzando una foto per lanciare una call to action ai propri follower.

Lo stesso Vine si presta bene a dimostrare come in questo caso un video della possa essere una fonte innovativa per presentare un report di dati della CNN #datavine

 

 

Come hanno risposto gli utenti al Twitter ban in Turchia

Non è passata inosservata la notizia di pochi giorni fa relativa a ciò che è successo in Turchia. Il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ha infatti bloccato l’accesso a Twitter per mettere a tacere le controversie legate alla sua figura, in previsione delle imminenti elezioni del 30 marzo. Nonostante il divieto gli utenti non hanno smesso di twittare per fare sentire la loro voce. Secondo un’analisi di We are social, Brandwatch e Hootsuite c’è stato un aumento di tweet pari addirittura al 138%. Gli utenti che ancora possono usare il social network da sms e strumenti come Hootsuite hanno risposto al divieto con una serie di meme.

Eccone alcuni:

 

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Google e Luxottica, una partnership…da tenere d’occhio.

Annunciata ieri fa la partnership tra Google e Luxottica che collaboreranno insieme per ridefinire l’aspetto dei futuristici Glass. Quello che è certo è che se i Google Glass dovessero prendere le sembianze di un paio di Ray-Ban vintage sarebbero sicuramente adottati da una più ampia fetta di mercato. Così ha commento Luxottica sulla nascita di un team di high-tech developers, fashion designers e eyewear professionals:

We live in a world where technological innovation has dramatically changed the way in which we communicate and interact in everything that we do. More importantly, we have come to a point where we now have both a technology push and a consumer pull for wearable technology products and applications. Seeing such a future, over the last years, Luxottica invested heavily in building-out our technology platforms and digital solutions to combine with our products excellence. We believe that a strategic partnership with a leading player like Google is the ideal platform for developing a new way forward in our industry and answering the evolving needs of consumers on a global scale.

 

 

 

 

I social media in 10 anni

Concludiamo questo mercoledì social con un’infografica realizzata da Engadget in cui si ripercorre la storia dei social media negli ultimi 10 anni a partire dal lancio di Facebook nel 2004.

Uno sguardo ai maggiori cambiamenti, attori e successi della decade che ha rivoluzionato le nostre esistenze.

 

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