Here are all of the posts tagged ‘google’.

Mercoledì Social #273

di Pierluca Lino in News

Anche questa settimana si rinnova l’appuntamento con le notizie dal mondo dei social network.

Instagram 7.0: Search (and Explore)

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Instagram ha pubblicato l’aggiornamento alla versione 7.0, all’interno del quale le novità principali sono una nuova interfaccia per la ricerca e, al momento per i soli utenti negli Stati Uniti, una pagina “Explore” che mostra i tag e le località di tendenza.

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Secondo The Next Web Instagram sta ottimizzando la funzionalità di Explore prima di renderla disponibile negli altri mercati.

Le differenze in Facebook

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Le differenze in Facebook sono importanti e valorizzate, questo sforzo è stato reso pubblico e valorizzato sin dallo scorso anno, con il progetto Facebook diversity, quest’anno è arrivato il primo report con anche dettagli sulle policy interne all’azienda per favorire la diversità che:

Diversity is central to Facebook’s mission of creating a more open and connected world: it’s good for our products and for our business. […] It’s vital for us to have a broad range of perspectives, including people of different genders, races, ages, sexual orientations, characteristics and points of view. Having a diverse workforce is not only the right thing to do – it’s the smart thing to do for our business.

Aggiornamento di Google Trends

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Il tool che permette di analizzare le ricerche su Google ha ricevuto un aggiornamento, gli highlights sono la ricerca in tempo reale, la nuova homepage, la disponibilità di insiemi di dati curati: più in generale l’update va visto nell’ottica di dare un sempre maggiore supporto al racconto di storie basate sui dati

Facebook e le azioni sui video

Ricorderete come nel corso di giugno Twitter abbia introdotto l’autoplay per i video e le gif, Facebook ovviamente non sta a guardare, viene preso in considerazione anche il tempo speso sui contenuti, video inclusi e questa settimana ha annunciato che utilizzerà ulteriori metriche per i video migliorando la selezione degli elementi da presentare agli utenti: è intuitivo notare che portare a tutto schermo o attivare l’audio di un video dimostrano interesse nello stesso, anche se poi non si concretizza con un like o un commento.

Come lo show di FOX “Empire” ha sfruttato la conversazione su Twitter

Uno studio dello scorso anno di Twitter e FOX ha dimostrato come i tweet siano un ottimo veicolo per stimolare azioni sulla piattaforma e fuori da essa, il 90% degli utenti “earned” ha intrapreso azioni di ulteriore engagement verso gli show (guardandoli, cercando informazioni o condividendo contenuti).

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Quest’anno FOX e Twitter hanno rinnovato la loro partnership per capire come motivare ulteriormente gli utenti a partecipare attraverso il re-targeting con media a pagamento e messaggi di tune in.

Come i brand possono usare Periscope

Se siete assidui lettori del blog conoscete già Periscope, l’applicazione mobile per il live streaming.

Twitter questa settimana ha condiviso sei consigli per valorizzare al massimo questo canale: il primo è di scegliere i contenuti giusti per ottenere il massimo risultato, scoprite i dettagli e gli altri consigli leggendo il post sul blog di Twitter.

Facebook tra dieci anni

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Ieri sera il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha tenuto una sessione di domande e risposte sulla sua pagina. Rispondendo a una domanda sull’evoluzione di Facebook tra 10 anni ha messo in evidenza:

  • gli sforzi che vengono fatti per la diffusione di internet (attraverso internet.org);
  • gli sforzi sull’intelligenza artificiale come mezzo per rendere più semplice la vita delle persone;
  • dopo i telefono cellulari, secondo lui, che la realtà virtuale sarà la nuova frontiera dell’innovazione,.
Aggiornamento per Gmail

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Google ha annunciato ieri un update per il suo popolare servizio di email: sono infatti disponibili nuovi temi e (finalmente) vengono supportate in maniera nativa le emoji.

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Thank God We Are Social #212

di Matteo Vassallo

Con questo tweet, il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, ha annunciato al mondo la decisione della Corte Suprema di rendere legale in tutti e 50 gli stati americani il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Una sentenza rivoluzionaria che, negli anni a venire, influenzerà le politiche di tutto il mondo in materia di diritti civili.

Se in queste ore aprite internet vi sembrerà di guardare a una puntata di “Vola Mio Mini Pony“. Tutto merito della bandiera arcobaleno, da sempre simbolo della comunità LGBTQ, in queste ore rivisitata e reinterpretata da tutte le piattaforme social e dai più grandi brand americani (e non solo).

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👬Facebook, Twitter, Google, YouTube, Apple 👭

Iniziamo con Facebook, che proprio ieri ha rilasciato  CelebratePride, un’applicazione che in pochi istanti permette di dare un tocco rainbow alla propria foto profilo. Che aspettate a personalizzare anche la vostra? Potete farlo cliccando qui. 😉

Twitter invece ha voluto creare due emoji personalizzate. Scrivete un tweet con gli hashtag #LoveWins o #Pride, come per magia appariranno un cuoricino o una bandiera – neanche a dirlo – arcobaleno.

Google ci aveva già sorpresi nel mese di giugno con un easter egg e con la toccante campagna dedicata al mondo transgender di Google My Business. La notizia di ieri però non poteva non essere – giustamente – celebrata con una creatività ad hoc. 🎉

Assicuratevi di avere un pacchetto di fazzoletti a portata di mano perché, con la campagna di YouTube #ProudToLove, siamo sicuri vi commuoverete. 😢

Dulcis in fundo, il tweet di gioia del CEO di Apple Tim Cook.

🌈 Matrimonio gay e brand 🌈

I brand che hanno accolto la notizia con gaio entusiasmo sono trilioni, qui sotto ne abbiamo raccolti solo alcuni:  

Coca – Cola ha scelto di tingere le proprie iconiche bottigliette.

 Un tributo ispirato al Gay Pride per Motorola.

  Praticamente una mini lezione di storia il minivideo di Ben & Jerry’s. 

Le patatine Doritos hanno assunto gusti improbabili.

Il colonnello Sanders di KFC ha deciso invece di dare un tocco fashion al suo look. 


Il profilo ufficiale della serie tv più amata di tutti i tempi, Game of Thrones, ha salutato la notizia con nientepopodimeno che Renly Baratheon (gli estimatori della serie capiranno il come mai di questa scelta 😀).

Se questi esempi esempi non fossero abbastanza, qui ne trovate tanti altri.

Il 26 giugno nel 2015 è una data che verrà scritta nei libri di scuola. Sperando che presto il vento del cambiamento soffi anche da queste parti vi auguriamo un felice – e  soprattutto orgoglioso – weekend!

Prima di lasciarvi una piccola chicca, qui sotto trovate il trailer di LoveDom, il documentario che la nostra collega Manuela Rossi sta realizzando su alcune coppie gay sposate all’estero che purtroppo non vedono i loro diritti riconosciuti in Italia. Enjoy! 

L’amore vince, anche sui social. 🌈 🌈 🌈

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Thank God We Are Social #209

di Michele Morici in News Google+

Per questo TGWAS ho deciso di rompervi le scatole. No, non vi renderò il weekend insopportabile, parleremo invece di packaging, scatole e imballaggi di ogni tipo e dell’uso creativo da parte di alcuni brand.
Non semplici “scatole” quindi, ma qualcosa di più, strumenti di comunicazione tanto semplici quanto efficaci che continuano a sorprendere.

UN PROIETTORE AI QUATTRO FORMAGGI

Partiamo proprio dalla “scatola” più usata: quella della pizza. Un packaging tanto utile quanto di breve durata: dopo aver mangiato finisce direttamente nella pattumiera. Almeno fino ad oggi.

Pizza Hut dice no allo sperpero dei pizza box e inventa la Blockbuster Box! Un’idea tanto geniale quanto pratica e semplice da realizzare: ordini, mangi, e in poche mosse trasformi la scatola della pizza in un proiettore per smartphone davvero cool. E non solo, grazie ad un QRcode puoi scegliere uno dei film proposti e guardarlo mentre mangi la tua pizza sul divano.

In questo caso il packaging si trasforma passando da rifiuto a oggetto funzionale. Una campagna vincente quella di Pizza Hut che, partendo da un connubio ancestrale come Pizza&Film, è riuscita a realizzare un’operazione di forte impatto trasformando il cartone della pizza in oggetto da collezione.

 

CI FACCIAMO UNA TAZZA DI CARTA?

Quando entro in libreria non posso mai fare a meno di sfogliare qualche libro Pop-Up che, nonostante l’età, riesce sempre ad affascinarmi. Per questo sono stato letteralmente stregato dalla campagna Pop-Up Cafè di Nescafè.

Fresca di vittoria nella categoria Print Power dell’ultimo International GrandPrix Advertising Strategies, la campagna di Nescafè ha il semplice obiettivo di portare una tazza di caffè in ogni angolo del mondo. Come? Ma con delle tazze Pop-Up, ovvio!

Nescafè, con una campagna stampa sui principali quotidiani free press, regala ai lettori due mug pop-up con una chiara call to action: condividi un caffè insieme a qualcuno. In questo caso il packaging è sinonimo di divertimento e condivisione ricordandoci che c’è sempre tempo per un caffè con gli amici.

 

GOOGLE HA VENDUTO UN MILIONE DI SCATOLE

Non c’è niente di più gratificante che costruirsi le cose da solo. A meno che tu non abbia 5 anni, poca pazienza e una costruzione Lego di Indiana Jones da montare… ma questa è un’altra storia che potete leggere nella mia biografia.

Torniamo a Google e all’idea geniale dei Cardboard: un visore per la realtà aumentata fatto interamente di cartone. I vantaggi? Costa pochissimo (dai 15$ in su), puoi costruirlo tu (anche se sei imbranato come il sottoscritto), si usa con il tuo smartphone Android ed è totalmente personalizzabile.

Talmente geniale come idea che le vendite dei modelli Cardboard hanno superato quota un milione. In questo caso ci troviamo difronte ad un rovescio della medaglia: il packaging è diventato prodotto!

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TESORO, CI HANNO IMPACCHETTATO CASA

Probabilmente è questa la frase pronunciata da un abitante della palazzina “impacchettata” a Stoccolma. O forse no. Fatto sta che l’artista Erik Johansson ha deciso di superare i limiti del packaging realizzando un’opera d’arte davvero singolare.

In occasione del restauro di una palazzina, il comune di Stoccolma ha deciso di chiedere l’intervento dell’artista per “decorare” la copertura esterna dell’impalcatura. Il risultato? Un incredibile effetto 3D iper realistico dove la palazzina sembra avvolta da una gigantesca scatola di cartone.

Con un sapiente mix di scatti, chroma key e foto ritocco, Erik Johansson è riuscito a trasformare il packaging in opera d’arte!

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Thank God We Are Social #206

di Giulia Romano

Ben svegliati a tutti.

In un sabato mattina qualsiasi, di quelli in cui si è assonnati e ancora non si riesce a trovare la forza di alzarsi, la terra sotto i piedi di 8 milioni di persone ha tremato inaspettatamente.

Sto parlando di sabato 25 Aprile, quando il Nepal è stato segnato da un terribile terremoto.

Una scossa di magnitudo 7.8 ha sconvolto la quotidianità di moltissimi villaggi del Paese e di parte della capitale, Kathmandu.  La torre di Dharahara, patrimonio Unesco, è stata seriamente danneggiata, così come la storica piazza Durbar.

Le persone e i brand, ovviamente, non sono rimasti a guardare e si sono tutti attivati per trasmettere messaggi di solidarietà e raccogliere fondi per la popolazione.

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I social network assumono sempre più importanza durante le calamità naturali. I giorni dei bollettini sui disastri come uniche fonti ufficiali sono ormai un ricordo lontano.

Nel 2005 (10 anni fa, vi rendete conto? Sembra ieri), quando l’uragano Katrina sommerse la città di New Orleans, Facebook faceva i suoi primi passi, Twitter era ancora un sogno nella mente di Jack Dorsey, mentre Google acquistava Android.

Già nel 2012, gli smartphone e i social network diventarono l’unica fonte di informazione per le persone rimaste senza corrente elettrica durante l’uragano Sandy.

Anche YouTube ha fatto la sua parte: venne creata una mappa di crisi che segnalava informazioni d’emergenza nei luoghi più colpiti. In particolare, a New York City vennero mappati i rifugi aperti e pronti ad accogliere la popolazione.  Inoltre, è interessante ricordare come crollarono vertiginosamente i check-in effettuati a Manhattan su Foursquare.

Dal 2012 sono cambiate molte cose, i social network e la tecnologia giocano un ruolo sempre più importante durante le operazioni di soccorso e i momenti di crisi.

La macchina social si è puntualmente attivata in occasione del terremoto in Nepal.

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Facebook ha prontamente attivato Safety Check, un’applicazione che permette agli utenti di far sapere ai propri cari che sono fuori pericolo nel caso in cui si trovassero in zone calamitate.

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Anche Google ha attivato un tool per la condivisione di informazioni e la ricerca delle persone: Person Finder, creato in risposta al terribile terremoto di Haiti del 2010.


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Skype e Viber non sono state da meno: telefonate e chiamate da e verso il Nepal sono state rese gratuite fin da subito.

Anche numerose compagnie aeree, prima fra tutte Air India, si sono subito attivate per fornire trasporto gratuito e assistenza ai terremotati.

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Purtroppo però, molte persone, incuriosite dal Safety Check, hanno cambiato dalle impostazioni del profilo la loro città attuale, attivando così l’applicazione. Questo ha generato molta indignazione da parte degli utenti.

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Anche alcuni brand sono stati decisamente inopportuni.

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Ad oggi resta ancora molto da fare. Ognuno di noi può contribuire effettuando una donazione tramite il World Food Program

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Mercoledì Social #266

di Gabriele Naia

Buongiorno a tutti e benvenuti al canonico, imperdibile appuntamento del mercoledì. Anche oggi vi aggiorniamo sulle novità più interessanti in campo digital e, ovviamente, social.

Periscope si “sgancia” da Twitter
Qualche giorno fa Meerkat aveva annunciato una serie di update, tra cui la possibilità di far apparire i live sul proprio account Facebook. Il rivale Periscope non è stato a guardare, e ha prontamente ribattuto introducendo la possibilità di registrarsi anche con il proprio numero di telefono. Questa mossa dovrebbe consentire all’app di ampliare, potenzialmente, il proprio bacino di utenti, facendole guadagnare quindi ulteriore terreno nei confronti dell’avversario.

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Snapchat spinge Discover con la condivisione di clip video
Dopo aver riscontrato un calo di fruizione dei contenuti di Discover, la sezione di news che raggruppa foto, video e testi confezionati da vari publisher (tra cui MTV, National Geographic, CNN e Yahoo), Snapchat spinge l’acceleratore introducendo la possibilità di condividere i clip all’interno dell’app. Questa feature, oltre a integrare maggiormente le news nel flusso di contenuti prodotti dagli utenti, permette di “interagire” con i video e di personalizzarli attraverso emoji e disegni.

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Reddit lancia una divisione video per produrre contenuti propri
Il format video, lo sappiamo, sta guadagnando sempre più rilevanza all’interno dei social network. Reddit, il noto sito di social news e intrattenimento (che a gennaio scorso ha raggiunto ben 170 milioni di visitatori, con 6.7 miliardi di page view), ha deciso di cavalcare il fenomeno lanciando una divisione che si occuperà di produrre contenuti video originali. Questa scelta, oltre a intercettare un trend espressivo ormai sdoganato, consentirà alla piattaforma di capitalizzare grazie a contenuti sponsorizzati.

Facebook e gli oggetti di seconda mano
Dopo aver testato, a dicembre scorso, la funzione “Sell something”, ora Facebook sta sperimentando un’ulteriore estensione utile ai gruppi dedicati alla vendita. Questa novità consentirà di effettuare le ricerche all’interno di tutti i gruppi a cui l’utente è iscritto, avvalendosi di un motore di ricerca vero e proprio e di una serie di filtri specifici. La notizia lascia intendere come, da parte di Facebook, ci sia l’intenzione di conquistare territori finora appartenuti a eBay e (quantomeno all’estero) Craigslist, dando un nuovo ruolo al concetto di social commerce.

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Arriva The Net Set: un social network per tutti gli amanti dello shopping
Viene lanciata oggi The Net Set, un’app dallo spirito marcatamente social sviluppata dall’e-store di lusso Net-a-Porter assieme a Yoox. L’app consente a tutti gli amanti del fashion di condividere i propri outfit. E fino a qui nulla di diverso da Instagram. La particolarità (a dire il vero già testata da ASAP54) sta nel fatto che l’app riconosce i capi d’abbigliamento e li collega ai modelli (identici o in qualche modo analoghi) presenti all’interno dell’e-commerce, consentendo così agli utenti di procedere immediatamente all’acquisto.

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Google e Nestlé di nuovo insieme
Dopo aver collaborato alla versione Android 4.4 “KitKat”, Google e Nestlé tornano a lavorare insieme per celebrare l’anniversario dei 10 anni, il primo, quello degli 80, il secondo. Come? In Irlanda e Regno Unito verranno commercializzate 600.000 barrette di cioccolato recanti la scritta “YouTube Break“, al posto del tradizionale logo di KitKat. La cosa interessante è l’estensione pensata per smartphone (questa, invece, disponibile worldwide): effettuando una ricerca vocale con Google Now e pronunciando “KitKat YouTube my break”, verranno mostrati i 4 top trending videos di YouTube.

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Domino’s introduce un’emoji per ordinare la pizza
🍕 > A breve potrebbe essere sufficiente questa emoji per ordinare una pizza. È la notizia rilasciata ieri da Patrick Doyle, CEO di Domino’s. Non è ancora chiaro se si tratti di una boutade per alimentare le PR, o di un vero e proprio progetto in cantiere. Comunque sia, è la conferma del fatto che le emoji – più che un trend passeggero – si configurano sempre più come un vero e proprio linguaggio, che gradualmente sta modificando il nostro modo di comunicare.

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Ordinare la cena direttamente da Google
Cerca, trova, ordina: Google sta testando negli Stati Uniti una funzione che permette di ordinare cibo da asporto o domicilio direttamente dai risultati di una ricerca. Questo servizio, per ora offerto solo da alcuni ristoratori, è fruibile attraverso un pulsante posizionato subito dopo le informazioni del ristorante.

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