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Mercoledì Social #162

di Luca Della Dora in News

Il 14 Maggio 1984 nasceva Mark Zuckerberg, che 22 anni dopo avrebbe dato vita a Facebook, ma la vera notizia è che il 14 Maggio 1981 fa nascevo io :D , che 32 anni dopo vi avrei augurato un buon mercoledì. Un mercoledì che non può considerarsi tale se non dopo aver letto il nostro mash-up settimanale legato alle notizie del mondo del social web, del marketing e della comunicazione.
 
 
Il 51% degli utenti internet utilizza Facebook
La penetrazione dei social network tra gli utenti che accedono ad internet è in continuo aumento: Facebook guida questa classifica con il il 51% (ci si aspetta che raggiunga il 60% entro la fine dell’anno), seguito da Google+ (26%), Youtube (25%) e Twitter (22%). Altri canali come Sina Weibo, QZone e Tencent hanno numeri decisamente alti se si considera che sono frequentati da persone di precise aree geografiche.

Social Network penetration

Un altro dato molto interessante – pubblicato anch’esso da GlobalWebIndex – ci fornisce lo split per paese degli utenti attivi su Google+ e la relativa penetrazione rispetto agli utenti internet.

Google+ usage

In Italia sono quasi 4 milioni gli utenti attivi mensili, con una penetrazione del 14%.
 
 
L’approccio personale è sempre più importante
Lo è nella vita reale, in cui una persona si sente molto più gratificata e invogliata ad interagire se capisce di essere trattata in modo unico, sulla base dei propri interessi e a quelle che sono le proprie abitudini, ma lo è ancora di più sul social web, dove conquistare l’attenzione delle persone è molto difficile, vista la quantità di stimoli cui tutti sono sottoposti continuamente.

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La personalizzazione dei contenuti proposti dai brand è uno dei maggiori trend che chi si occupa di marketing ha individuato come cruciale (il 94% degli intervistati da eMarketer su questo tema).

Personalization

Pardot ha condiviso un’infografica che spiega in modo molto semplice quali sono i benefici portati dalla personalizzazione e quali sono le opportunità legate al modo in cui è approcciata oggi.

Qui potete trovare l’infografica completa.
 
 
Meglio star su Youtube che innamorati
Lo dichiara il 22% degli intervistati (tra 14 e 30 anni) di uno studio condotto da Pulse Survey. L’infografica si riferisce ad una domanda molto semplice posta a 750 ragazzi con due opzioni di risposta: “cosa preferiresti ti succedesse quest’estate?”

Youtube vs Love

Oltre alla percentuale decisamente alta di chi preferirebbe essere famoso su Youtube piuttosto che innamorarsi, è curioso come 1 persona su 10 dichiari di preferire superare i 10.000 follower su Twitter piuttosto che vincere un’automobile nuova. Questo dimostra come sia sempre più viva nelle persone la volontà di avere una presenza rilevante sul social web, ed una relativa influenza sulla propria cerchia di contatti. Lo studio è interessante perché riferito ad una fascia di popolazione con un’età bassa, che consente di capire in che modo stanno cambiando le abitudini, sempre meno distinte tra social web e “vita reale”.
 
 
Cosa si nasconde dietro a un commento? E dietro ad 1 miliardo di commenti?
Ce lo racconta un’infografica creata da JESS3 e condivisa da Disqus per celebrare il miliardo di commenti pubblicati sulla piattaforma. Una delle prime evidenze riguarda la lunghezza dei commenti, ed è interessante notare come il 57% di questi sia twittabile (non supera cioè i 140 caratteri), ed aumentino così la diffusione non soltanto del commento, ma anche del contenuto cui è legato.

Disqus

Potete approfondire il resto dello studio direttamente sul blog di Disqus.
 
 
Foursquare è morto. Lunga vita a Foursquare.
Fin dalla sua nascita Crowley si è trovato a dover cercare investitori e un business model sostenibile con una mano, e smentire i detrattori sull’imminente chiusura del social network con l’altra. Qualche settimana fa, per l’ennesima volta, ha spiegato come non sia assolutamente nell’aria una smobilitazione del servizio, e che sia anzi ben chiara la direzione che la piattaforma sta seguendo: sempre meno location based game, sempre più luogo attraverso cui scoprire i locali più adatti alle proprie esigenze ed ai propri gusti (nel frattempo aboutfoursquare sottolinea come – in USA – il 75% dei ristoranti e delle catene di retail abbiano una presenza attiva sul canale).

Foursquare Explore

Come detto poco sopra, la personalizzazione è uno degli aspetti chiave per le persone che si trovano ad interagire con i brand e la nuova menu bar presente su foursquare.com/expolore lo testimonia: è ora possibile filtrare la ricerca per range di prezzo, per special disponibili in determinati locali, ma anche per negozi aperti in quel determinato momento, per luoghi non ancora visitati o per locali in cui i propri amici vorrebbero andare.
 
 
E anche per questa settimana è tutto. Vi diamo appuntamento anche su Twitter e Facebook, dove potete seguirci e dirci la vostra sui temi che quotidianamente trattiamo e condividiamo con voi.

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Thank God We Are Social #97

di Pierluca Lino in News

Buongiorno a tutti e benvenuti al consueto appuntamento social del Sabato, il #tgwas che tra pochissimo festeggierà il suo 100° compleanno!

I Classici della pubblicità, reinventati

Eoin Conlon su Behance ha re-interpretato (in chiave leggermente ironica) alcune delle più famose pubblicità di sempre immaginando come potrebbero apparire oggi.

VW Thinksmall

Questo è il motivo per cui, come i nostri clienti sanno bene, per avviare una conversazione non è sufficiente aprire una pagina su Facebook o un profilo su Twitter (o inserire un QR code nei manifesti). Vi rimando alla fonte per gli altri esempi di riadattamenti. Ricordate però di tornare qui e lasciarci un commento facendoci sapere cosa ne pensate.

La vita da sviluppatore

Il mio ruolo in we are social è quello di Social Media Tecnologist e questa settimana, voglio segnalarvi l’intervista a Syd Lawrence su econsultancy, contenente preziosi insight sulle giornate di noi sviluppatori (la differenza principale è che io tendo ad essere più colorito prima della fase in cui si medita se lanciare il laptop dalla finestra) Giorgio e Cristian potranno senz’altro confermare (o smentire ;) ).

Responsive Web Design
Responsive Web Design

Al momento come dimostra anche l’interesse di Mashable una delle aree più innovative nello sviluppo di applicazioni web è il Responsive Web Design.


Senza entrare troppo nei dettagli tecnici nel termine coniato da Ethan Marcotte in un articolo del 2010 sono racchiuse un insieme di tecniche CSS3 che permettono alla pagina web di presentarsi in maniera ottimale a seconda del device che la sta visualizzando. Per i nostri clienti abbiamo realizzato diversi progetti, ma come tutti i developer sono ancora più carico per i progetti che abbiamo in cantiere al momento… stay tuned :-)

La fine di Windows XP (e Internet Explorer 8)
Tra gli elementi che, nel campo degli sviluppatori, rappresentano una grande mole di lavoro vi è la compatibilità con i diversi browser, in particolare le vecchie versioni del browser di Microsoft sono capaci di generare dei grossi grossi mal di testa. L’azienda di Redmond è ben consapevole del problema infatti sono diversi anni che cerca di sensibilizzare i propri clienti affinché abbandonino le vecchie versioni.

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Sta per succedere lo stesso con Internet Explorer 8, destinato ad andare in pensione assieme a Windows XP tra circa un anno (l’8 Aprile 2014 finirà il supporto esteso).
Alcune aziende, tra cui Google hanno politiche più restrittive per cui non viene garantita la compatibilità con versioni antecedenti alla 9 da già qualche mese.

Microsoft è consapevole dal partire svantaggiata e dover ribaltare una percezione acquisita per ciò che riguarda il proprio browser, infatti la (bella) campagna che accompagna da qualche mese Internet Explorer 10 si chiama il browser che amavi odiare. Questo è il mio video preferito:

Pianifica la tua fine
Come detto siamo a meno di un anno dalla morte di Internet Explorer 8 e Windows XP. Cosa succederà ai loro profili social dopo che avranno esalato l’ultimo respiro? Dall’aldilà sarà difficile gestirli…
Questo solo se non si è fruitori di servizi Google: l’ultimo tool lanciato da Mountain View infatti serve per pianificare cosa succederà dopo la propria fine. Il suo nome è Inactive Account Manager.

Fino a questo momento ho scherzato, ma la crescente importanza nella vita di ciò che facciamo sui servizi on-line rende, questo tool un’aggiunta molto importante che colma una grossa lacuna: come premesso anche nel post a non molti di noi piace pensare alla morte, tantomeno alla propria, pianificare però quello che succederà dopo è importante per chi rimane.

Voi cosa pensate? Credete che anche altri servizi seguiranno questo trend?

E anche per questo sabato social è arrivata la fine, non nel senso drammatico che abbiamo visto sopra fortunatamente… A presto.

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Mercoledì Social #155

di Paolo Rognoni

Bentornati al consueto appuntamento settimanale con il Mercoledì Social. Anche questa settimana è stata molto ricca di novità provenienti dal mondo social. Vediamole nel dettaglio!

Facebook lancia un’interessante novità
Era nell’aria da qualche mese il lancio di questa nuova feature da parte di Facebook: la possibilità offerta agli amministratori della fan page di intervenire in maniera diretta e personale nelle conversazioni che si sviluppano sulle pagine. Nello specifico le threaded replies consentono di inserire una risposta all’interno di un commento postato da un utente, rendendo sempre più personale il contatto tra azienda e fan soprattutto in ottica customer service. Una feature molto attesa dalle aziende che così hanno a disposizione un nuovo strumento per interagire in maniera ancora più efficiente con i propri fan. Perché questa funzionalità è molto importante? Consente di mantenere un livello di engagement elevato sulle singole conversazioni e soprattutto consente ai brand di fornire assistenza in modo più diretto e personale.

Ecco un esempio di come funzioneranno le threaded replies:

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L’importanza dei social influencer
Obizmedia – utilizzando i dati di Technorati 2013 – ha creato un’interessantissima infografica sull’effettiva possibilità per le aziende di riuscire ad ingaggiare i maggiori social influencer, sfruttando così il word of mouth generato sui loro blog/siti personali. Gli influencer sono quelle persone che in rete hanno un grande seguito e godono di una buona reputazione, riuscendo così ad influenzare le altre persone, magari in una decisione d’aquisto. Da qui si evince l’importanza strategica per le aziende di tenere in considerazione gli influencer più in linea con le esigenze dei brand.

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Qui potete trovare l’intera infografica.

Quali sono i principali obiettivi nel Social Media Marketing?
Ascend2 con una ricerca condotta nel febbraio 2013 rivolta alle aziende B2B e B2C – e ripresa da emarketer –  ha chiesto ai direttori marketing quali sono gli obiettivi da raggiungere grazie alle strategie sui social media. Come si può notare dall’immagine qui sotto, possiamo notare che l’engagement è al primo posto tra i focus di investimento delle aziende sui social network. I brand stanno dimostrando di volersi avvicinare alle persone e i social media sono il luogo ideale. È interessante notare come i due mondi B2B e B2C, spesso piuttosto distanti uno dall’altro, quando si parla di Social Media risultano tatticamente quanto mai vicini abbandonando le classiche regole del marketing tradizionale.

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100 milioni di blog per Tumblr!
Come già riportato in un precedente post sul nostro blog, Tumblr continua a sfornare numeri impressionanti. Merita quindi una piccola menzione anche in questo appuntamento. È recente la notizia che annuncia il superamento dei 100 milioni di blog presenti sulla piattaforma di David Karp che fa quindi segnare un netto +3 milioni di blog nell’arco di due settimane. Visto il trend in continua ascesa Tumblr si conferma un’ottima piattaforma per quelle aziende che si rivolgono in particolare ad un target più giovane.

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I social media e il lavoro
Passiamo adesso ad un’interessante ricerca realizzata da Adecco Italia – agenzia leader nel mercato del lavoro – con la quale siamo lieti di collaborare qui in We Are Social. Lo studio, dal titolo “Il lavoro ai tempi del #socialrecruiting e della #digitalreputation”, ha evidenziato alcune tendenze nell’utilizzo dei social media per la ricerca e offerta di lavoro. Agli intervistati – jobseeker e responsabili HR – è stato chiesto, tra l’altro, quali sono i social media che utilizzano di più, sia a livello personale che per finalità lavorative, e in che modo li utilizzano. Vediamo insieme alcuni dei dati più interessanti del sondaggio:

  • il 94% dei selezionatori utilizza i canali online come Azienda, cioè per cercare nuovi candidati. Nel dettaglio LinkedIn si conferma come il social più utilizzato (41%) per ricercare talenti
  • il 53% dei candidati utilizza i canali online per cercare lavoro

Quali sono invece le motivazioni che spingono entrambi le categorie di intervistati ad utilizzare i canali online?

  • il 16% dei responsabili HR utilizza i canali online “per verificare i CV” e “allargare il bacino dei candidati”
  •  il 44% dei candidati utilizza i canali online per “trovare più offerte di lavoro sulle pagine aziendali” e il 28% “per dare visibilità al mio CV”

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Un altro dato da sottolineare riguarda quel 34% di selezionatori che hanno assunto un candidato utilizzando i social network. Come evidenzia questa ricerca, i social media hanno una rilevanza sempre più importante nella ricerca di lavoro: prestare cura alla propria reputazione online può fare la differenza per le persone che si candidano per una posizione lavorativa.

Google mobile-first strategy
La fruizione di contenuti da mobile è sempre più diffusa tra i web users. Tante persone accedono ai social network o navigano in rete attraverso smartphone o tablet. Google sembra aver previsto questo trend già da molti anni, e come dimostra questa infografica quasi tutti i servizi che Big G offre sono ottimizzati anche per il mobile: dalle app all’advertising fino al mobile content – con Youtube e Google Play. Questa tendenza rappresenta un’opportunità anche per quelle aziende che vogliono sperimentare nuovi canali di comunicazione dei loro prodotti o servizi.

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Anche per questa settimana siamo giunti alla termine di questo appuntamento. Alla prossima per altre interessanti news! E non dimenticate di dire la vostra nei commenti ;)

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Thank God We Are Social #90

di Gabriele Caeti in News

Finalmente ritorna il TGWAS! Oddio, ritorna ogni sabato, però ritorno a scriverlo io, quindi sono molto contento, e voi, siete molto contenti?

Per premiarvi della vostra contentezza iniziamo subito con le nostre notizie.

Essendo il TGWAS numero 90, non potevo che partire con una notizia di spaventosa (una battuta che fa rabbrividire) importanza.

La social PS4.

Essendo un nerd di vecchia data non potevo non parlare dell’annuncio dell’imminente uscita della nuova Playstation 4, ma perché ne parliamo qua? Perché dai rumours e dalle notizie assodate, si evince che il nuovo gioiello Sony andrà a potenziare la propria componente social (che prima non era poi così interessante), aggiungendo un processo di seamless sharing attraverso il nuovo Joypad, il Dualshock 4.

Cosa ha di particolare il Joypad? Bé, ha un pulsante “share” integrato, per il quale qualsiasi dato (prendete queste notizie con le pinze però) presente all’interno del gioco, quindi una schermata, un video, una musica, un record, può essere condiviso in tempo reale con i propri amici e non solo, grazie al pulsante è possibile chiedere aiuto per superare determinati livelli. Inoltre l’intera interfaccia della Play 4 è stata ridisegnata in modo da supportare al massimo Facebook e Ustream.
Insomma, anche la Play (finalmente) si adatta ad un modello di gioco ormai sempre più integrato e social.

Quali saranno le contromosse delle concorrenti?

joypad ps4!

 

 

Harlem Shake Hack

 

Ormai tutti conoscono il fenomeno Harlem Shake, se non sapete di cosa stiamo parlando cliccate qui, il meme, nato in questo mese, ormai sta conquistando la rete a furia di spoof (qua una bella compilation) e se volete cliccate anche quo. A questo punto noi non potevamo mancare, ma siccome siamo stra pigri, abbiamo utilizzato un Hack trovato in rete, per shakerare la nostra homepage

Aspettate un po’ per vedere l’effetto che ha sulla nostra pagina.

Comunque potete farlo pure voi e divertirvi, magari con il vostro blog: http://hsmaker.com/

 

 

 

Google? Glass!

 

Dopo esserci divertiti, emozioniamoci un pochino.

Se vi dico Google Glass, voi a cosa pensate?

Ok, ok era facile, è arrivato il nuovo video dedicato alle potenzialità dei super Google occhiali e, se non lo avete visto, ve lo proponiamo.

Qual è la parte che vi carica di più? A me fa impazzire l’incipit di “Ok do that“, come se si stesse parlando ad un computer intelligente, alla 2001 Odissea nello spazio.
Potevano risparmiarsi la parte delle montagne russe, almeno per me, visto che il solo pensiero mi fa venire la nausea :D .

Allora, state già mettendo i soldini da parte per comprarli?

 

INTERMEZZO

Facciamo un piccolo intervallo cliccando qui

Will it blend? Goodbye!

 

Chiudiamo il nostro sabato con una notizia che mi rende un panda triste (Ancora? Non sapete veramente cosa è il panda triste? informatevi e diventate tutti dei sad panda!) , il CEO di Blendtec ha annunciato il suo ritiro, quindi il faccione del famoso format di Youtube “Will it blend?” ci lascia. Non sappiamo ancora se il format sarà cancellato o se qualcun altro prenderà il suo posto come protagonista, ma sappiamo che non sarà più lo stesso.

Se non l’avete mai visto vi consigliamo alcuni video, ecco qui una bella carrellata.

Lo so, sono stato molto professionale nella stesura di questo TGWAS, ma dopo la battuta iniziale sulla paura non ho avuto il coraggio di spingermi oltre. Quindi chiudiamo pure cliccando qua.

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Mercoledì Social #147

di Gabriele Caeti in News

Benvenuti e benritrovati! È mercoledì e questo vuol dire Mercoledì Social!

Come al solito ciancio alle bande e partiamo subito con la nostra overview.

Vine, 6 secondi per stupire, o infastidire?

Come tutti sapranno è stato lanciato Vine da parte di Twitter, l’Instagram dei video, come tanti lo hanno rinominato.
Ma cosa è Vine? È un’applicazione per realizzare piccoli video (del massimo di 6 secondi), da condividere con i propri amici.
So già cosa state per dire: “Ma se ne sentiva veramente il bisogno?”
Rispondere a questa domanda non è facile, però, come tutte le cose dipende da come le utilizzi.

Vine potrebbe essere un ottimo mezzo per creare piccoli contenuti di conversazione, su Twitter e Facebook ad esempio, o anche per le marche al fine di creare dei video teasing creativi.

Come era prevedibile, però, Vine ha fatto storcere il naso a Youtube e Facebook.
Il primo ha risposto lanciando la sua app per condividere i video in tempo reale (Youtube Capture), mentre il secondo ha bloccato lo sharing diretto dei contenuti dell’app, giustificando il tutto dicendo che “i contenuti dell’applicazione non sono interessanti per gli utenti in quanto replicano funzioni già esistenti sul social network.

Ma la WarVine non si ferma qua, anche Apple si sta scagliando contro l’app, in quanto recentemente sono stati caricati dei contenuti a sfondo sessuale, cosa che è, ovviamente, contro le policy dell’Apple store.
Per ora le contromisure si limitano ad avere tolto Vine dalle featured app, ma come si evolverà la situazione? Prendete in considerazione anche il fatto che Twitter è partner di Apple in questo caso, quindi dovranno trovare un accordo che non vada a minare quest’alleanza.
Nel frattempo Vine sta filtrando i criteri di ricerca e sta aggiungendo uno strato ulteriore di moderazione per ogni upload, riuscirà questo a bloccare il microporning in atto?

Insomma ad ogni novità corrisponde sempre una reazione, a volte uguale e positiva e, a volte, negativa.
In ogni caso Vine potrebbe essere una killer app, in quanto mette la basi per una nuova forma di storytelling video, e, soprattutto, grazie alla breve durata del contenuto sono dei video che gli utenti vedranno, quasi sicuramente, sempre per intero.

Possiamo dire che per ora siamo di fronte ad un Win farcito con qualche Fail, ma chi ha fatto dei grandi Fail sono questi brand, gustiamoci le loro storie in una piccola infografica.

(fate un bel click per guardarla tutta)

A dirla tutta, Google plus non c’entra molto con i Fail, visto che il ruolo del social network non è quello di opporsi a Facebook, ma piuttosto di rendere più facili e immediate una serie di interazioni e soprattutto, dagli ultimi studi, G+ è risultato il secondo social network per attività di utenti, superando persino Twitter.
I dati che ci fornisce Global Web Index sono molto chiari:

Molti potrebbero non credere ai loro occhi, ma la crescita di G+ era ampiamente prevedibile e scontata.
C’è da dire che ancora oggi gode di molti detrattori che, a poco a poco, stanno cambiando idea. L’importante, come detto prima, è non commettere l’errore di sovrapporlo a Facebook.

Grazie all’approfondita connessione tra Google search e G+, si è in grado di offrire agli utenti un’esperienza sempre più tarata sui propri interessi.
Man mano che questa interpolazione crescerà ci troveremo di fronte a sempre più opportunità di marketing e conversazione, siete sicuri di potervi permettere il lusso di ignorare questo social network?

Passiamo di infografica in infografica, ma questa volta parliamo dei metodi per poter arrivare al successo grazie ai social media, che utilizzati nella maniera giusta possono portare a grandi soddisfazioni.


(Anche qui il click è vostro amico)

Con quest’ultimo consiglio il nostro appuntamento si esaurisce, vi auguro un buon mercoledì e anche un buon giovedì.
Alla prossima!

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Mercoledì Social #145

di Andrea Savarino in News

Eccoci giunti al nostro immancabile appuntamento del mercoledì, vi siete finalmente ripresi dai festeggiamenti di fine anno? Considerato che la risposta sarà molto probabilmente “no”, inizieremo la nostra carrellata di notizie partendo proprio da un festeggiamento 100% social:

LinkedIn raggiunge i 200 milioni di utenti

Il famoso network dei lavoratori vanta ormai una media di 2 nuovi iscritti al secondo, ovvero ben 172.800 utenti ogni giorno! Pensate che dal 2011 ad oggi, LinkedIn è cresciuto di ben 13 milioni di utenti. Volete sapere quali sono i paesi più “LinkedIn” del mondo? US in testa con 74 milioni di utenti, seguiti da India e UK (11 milioni di utenti ciascuno). L’Italia non si contraddistingue per la sua presenza sul canale ma spicca ai primi posti per l’ampio utilizzo dell’APP Mobile, a conferma della forte ascesa della fruizione “on the go” del Web nel nostro paese.

Per tutti coloro che ancora non sono su LinkedIn, ricordatevi: ogni secondo che esitate a iscrivervi ci sono 2 persone che decidono di farlo!

Twitter si vuole “motorizzare”

Siamo ormai tutti consapevoli dell’enorme flusso di informazioni che transita su Twitter…i suoi sviluppatori si sono dunque chiesti: “Perché non farlo diventare un potente aggregatore di notizie?”. Poco tempo fa vi abbiamo parlato delle “Social Network Wars“, e questa sarà la battaglia di Twitter contro niente di meno che Google News! L’obiettivo di Twitter è infatti quello di ottimizzare la propria capacità di classificare le informazioni, avvalendosi del contributo di alcuni soggetti che saranno preposti a questa attività. Si andranno quindi a perfezionare ed integrare le analisi dei picchi di ricerca, che fino ad ora venivano fatte esclusivamente mediante sofisticati algoritmi.

La cosa più interessante è che questi sviluppi avranno un impatto notevole anche sugli ADS gestiti da Twitter: una migliore comprensione delle conversazioni generate sul canale consentirà infatti a Twitter di proporre contenuti “promozionali” nel luogo e nel momento più opportuno. Gli utenti saranno così più soddisfatti nel vedersi proporre ADS in linea con le ricerche effettuate, mentre i Brand potranno contare su un maggiore engagement delle proprie campagne pubblicitarie. Insomma, dove non arrivano le “macchine” arrivano le menti…e a quel punto anche un colosso come Google può tremare!

Facebook non è sempre il leader

Già che siamo in tema di “guerre”, proseguiamo in questa direzione allargando l’osservazione ai social network nel mondo. A partire dal 2008, con l’esplosione di Facebook, sono sorti numerosissimi social network ma soltanto pochi (molto pochi) sono poi riusciti a sopravvivere nel tempo: nel 2009 i principali social network erano 17, sono diventati 14 nel 2010, 11 nel 2011.

Ad oggi, i sopravvissuti si sfidano per cercare di conquistare i territori ancora scoperti e sebbene Facebook sia in vantaggio su tutti, la battaglia è ancora aperta. Nel paese più grande e in quello più popoloso del mondo, ovvero in Russia ed in Cina, ad esempio, Facebook non è il social network principale sebbene il colosso stia cercando di espandersi proprio in quelle aree. Cosa preferiscono dunque i Cinesi? QZone. E i Russi? Odnoklassniki e Vkontacte; quest’ultimo in particolare rappresenta la minaccia principale per Facebook, non tanto per l’aspetto grafico (piuttosto simile a quello del competitor) quanto piuttosto per la sua funzionalità in più lingue (tra cui anche l’italiano) e per la sua dimensione: è il più grande network europeo, con più di 100 milioni di iscritti. Chi vincerà dunque questa guerra digitale?

Tecnologiche sì…ma poco “social”

Una recente ricerca di EML Wildfire ha messo in luce il fatto che le principali aziende operanti nella tecnologia in UK (si spazia dal mondo dei software, ai media tradizionali, al Web…) non sanno ancora fare un buon uso dei social network. Strano a dirsi, trattandosi di aziende all’avanguardia, eppure è proprio così, vediamo più in dettaglio:

  • Twitter: è ormai evidente il forte potenziale del canale nel consentire ai Brand di comunicare con gli utenti, coi media e con le altre aziende; eppure soltanto il 24% delle migliori aziende “tech” dimostrano di saperlo sfruttare. Il 46% delle aziende analizzate, infatti, usa Twitter come one-way channel…come se fosse un media tradizionale. Non è finita: solo il 4% offre customer service tramite il canale e solo il 12% lo sfrutta per attività di recruitment.
  • Facebook: sul colosso dei social network le cose vanno ancora peggio perchè solo una delle 50 aziende analizzate dimostra di avere una Pagina realmente “attiva”, mentre solo il 38% usa il canale per attività di engagement rivolte a clienti e altri media.
  • LinkedIn: anche questo canale non viene sfruttato al meglio in quanto solo la metà delle aziende “tech” hanno impostato dei newsfeed in cui dettagliare le proprie attività o notificare le ricerche di nuove figure professionali.
  • Google+: solo il 42% delle aziende possiede un proprio Account sul canale; inoltre, meno della metà di queste sono “attive”. Meritano tuttavia una considerazione a parte (con relativa nota di merito) le aziende B2C: il 66% di queste è presente sul canale e il 38% tenta di mantenere una relazione con la propria user base.

Volete sapere come se la cavano le aziende “tech” italiane (o la vostra azienda) sui social network? Se vi interessa avere le idee chiare e fare il punto della situazione, non avete che da chiedercelo.

Se hai troppi preferiti, non hai un preferito

A tutti coloro che sono soliti praticare il microblogging, sarà sicuramente capitato almeno una volta di segnare come “preferito” un Tweet, oppure di ricevere un “preferito” da parte di altri per un proprio Tweet. Una recente analisi di Business Insider ha messo in evidenza che negli ultimi 2 anni l’uso dei “preferiti” ha avuto una crescita esponenziale.

La ragione di questo va cercata nel cambiamento adottato da Twitter nel recente passato, ovvero quando le interazioni di ogni Account sono state racchiuse nella sezione “@” (“connetti”). Così facendo, il “favoriting” che fino ad allora era rimasto un’attività privata, è diventato più pubblico perché la sua consultazione è stata resa facile ed immediata. C’è chi dice che i “preferiti” di Twitter corrispondono ai “likes” di Facebook e che pertanto nel prossimo futuro non verranno più notificati solo i “preferiti” ai propri Tweet ma bensì anche quelli espressi dalle persone “followed” rispetto ai Tweet di altri. Non è possibile prevedere il futuro, ma possiamo sicuramente trarre degli insegnamenti da questo fenomeno:

  • Occorre fare un buon uso dei “preferiti” perchè il loro effetto è ben diverso da quello dei “likes”; i “preferiti” che esprimiamo infatti rimarranno per sempre (ben visibili) tra le sezioni che compongono il nostro profilo, come se fossero il nostro biglietto da visita. Non sarebbe quindi meglio se la lista dei Tweet “preferiti” fosse ben curata e contenuta?
  • I cambiamenti, anche minimi, nelle funzionalità e nella struttura di un social network possono indurre gli utenti a cambiare anche radicalmente il loro modo di utilizzare il canale stesso. Allo stesso modo può però succedere che un social network cambi in funzione delle esigenze degli utenti; per questo motivo è fondamentale effettuare un monitoraggio costante dell’evoluzione dei social network, che deve però essere analizzata in relazione all’evoluzione degli utenti che lo popolano.

Grazie a tutti per averci seguito fino a qui e arrivederci al prossimo post!

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Mercoledì Social #144

di Riccardo Caputo in News

Hello everybody!

Benvenuti nel nostro consueto appuntamento di metà settimana con le ultime news sul social web: parleremo di diversi argomenti con un unico denominatore comune, la conversazione. Mettetevi comodi, cominciamo con…

Social TV: “The new power of television”

Un’attenta analisi curata da Initiative a livello internazionale sulla Social TV ha evidenziato l’impatto estremamente positivo sugli ascolti televisivi della conversazione online, grazie a un nuovo gruppo di appassionati telespettatori che, commentando e condividendo la loro esperienza sul social web, influenza le scelte e le opinioni riguardo ai contenuti e, soprattutto, ai brand.

 

La fruizione televisiva combinata ai social media, secondo questa ricerca, ha contribuito a creare un gruppo molto influente di nuovi telespettatori, i “TV Talkers”. Questa nuova realtà è composta da utenti di età compresa tra i 16 e i 54 anni,  e tende a condividere sui social network contenuti sui programmi e sui personaggi protagonisti dei TV Show, contribuendo in maniera determinante ad influenzare il sentiment della conversazione.

Come si muoveranno i broadcaster nel nuovo anno,  per capitalizzare a proprio vantaggio questo trend ormai ampiamente consolidato nel 2012?  La ricerca consiglia quattro step:

  • Sostenere la conversazione non solo durante la trasmissione ma, in maniera strategica, anche prima e dopo
  • Creare un’esperienza multischermo e multi contenuto che permetta agli utenti di  condividere e approfondire la conoscenza del brand;
  • Implementare strategie social per mantenere una relazione con i TV Talkers di rilievo;
  • Investire in analisi volte a misurare il valore del TV Talking sulla brand equity;
  • Muoversi in ottica “test & learn” all’interno nuove tecnologie per assicurare al brand il vantaggio del “first mover”.

 

Voi vi sentite parte dei Tv Talkers? Quale programma seguite e commentate attraverso i vostri profili social? Rispondete nei commenti.

Multi-taskers & Multi-screeners

Orami è consolidato: siamo utenti sempre più multi-tasker. Mentre state leggendo questo articolo, probabilmente state facendo anche altro o state intervallando la lettura con altre attività. Non solo, secondo l’ultima ricerca di Google “The New Multiscreen World” siamo sempre di più multi-screener, ovvero creiamo, condividiamo e consumiamo contenuti attraverso diversi device nello stesso momento.

 

Secondo BigG il 90% delle interazioni degli utenti  sono “screen based“, sviluppate attraverso smartphone, tablet, laptop e TV ed in media ogni utente utilizza 3 differenti screen al giorno. Diverse attività su diversi screen, ma svolte in simultanea.

Quali sono le attività sviluppate contemporaneamente più gettonate dai multi-screener? Fare un check alla casella mail, visitare un website e utilizzare i social media sono le principali, ma è interessante il dato sul gaming (25%) che, anche a livello mobile, sta assumendo un’importanza sempre più rilevante.

 

Social Media 2012. un anno da record

L’anno che ci lasciamo spalle per il social web è stato un anno di grandi traguardi raggiunti e di nuovi record infranti, una serie impressionante di dati che Creotivo ha provato a riassumere in questa interessante  infografica.

(per l’infografica completa, clicca qui)

100 mila tweet, 2 milioni di ricerche su Google, 3600 foto su instagram e 48 ore di video caricati su Youtube, 684.478 contenuti condivisi su Facebook: è quanto accade in un minuto sui social network. Secondo voi che cifre verranno raggiunte nel 2013? Dite la vostra nei commenti al post.

Waze, nuovi traguardi per nuovi obiettivi

Waze, la celebre piattaforma gratuita di navigazione stradale per dispositivi mobile aggiornata in tempo reale dalla community, ha annunciato di aver raggiunto la cifra record di 34 milioni di utenti attivi.  Nell’infografica in seguito, la company israeliana ha voluto celebrare il traguardo identificando l’obiettivo per il 2013, ovvero il raddoppio della user base (70 milioni di utenti).

Voi utilizzate Waze? Secondo voi è un traguardo raggiungibile? Nei commenti potete partecipare alla conversazione.

Meno soli, grazie a Facebook

Chiudiamo con una notizia che non ci sorprenderà, ma che fa sorridere. L’Università di Berlino ha provato scientificamente, grazie ad uno studio su un campione di 100 studenti, che postare un update su Facebook migliora l’umore e fa sentire meno soli.

Gli studenti sono stati divisi in due gruppi e ad uno dei due è stato chiesto di incrementare in una settimana il numero di post pubblicato. Il gruppo più attivo su Facebook ha poi dichiarato di essere più sereno, più soddisfatto e più sicuro grazie alle interazioni ricevute dai propri amici e alla quantità di nuove connessioni ottenute. Tutto ciò ha avuto risvolti positivi, e provati, sulla loro vita sociale e sui risultati degli esami universitari.

Che dire, non ci resta che chiudere qua il nostro Mercoledì Social invitandovi a sentirvi tutti più felici, condividendo attraverso i vostri canali social questo post ;-)

Grazie a tutti!

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Thank God We Are Social #81

di Nicolò Dus in News

Se state leggendo questo articolo significa che il mondo non è finito.

Quindi il Natale è in arrivo e se siete come me, avreste quasi preferito la fine del mondo. Non è che odio le lucine, lo zenzero e gli alberelli decorati, però quando sento le canzoncine e tutto il resto, il mio mood è più o meno questo:

Da queste poche righe avete già imparato un paio di cose importanti: non a tutti piace il Natale e il meme della settimana in We Are Social è Gumpy Cat.

Per fortuna c’è altro da celebrare e il social web ci offre diversi candidati. Quattro posizioni, nessun vincitore. Dai!

Quarta posizione: Il QR code più grande della storia
È così gigante da essere entrato nel Guinness dei Primati. Ma facciamo un passo indietro: siamo ad Alberta in Canada, una famiglia di coltivatori diretti locale si diverte ogni anno a creare un labirinto nel suo campo di mais. Il 2012 però è l’anno della svolta, perché la famiglia Kraay ha deciso di superarsi e creare un QR Code grande 29.000 metri quadri! Il codice è perfettamente funzionante, per utilizzarlo vi basterà solo prendere un aereo per il Canada, andare ad Alberta, noleggiare un elicottero e sporgervi dal finestrino per fotografare con il vostro smartphone questa meraviglia. In pochi secondi sarete rediretti nel sito aziendale della famiglia Kraay e potrete farvi un’idea della pregiata qualità del loro mais. Ma, io mi chiedo, per promuovere la loro attività non era più efficace una bella campagna di Social Ads su Facebook, targetizzata sulle persone residenti in Alberta amanti dei cereali e dei labirinti?

Terza posizione: videoclip girato con Instagram
Per un soffio sale sul podio il primo video musicale filtrato interamente con Instagram! La storia del video è originalissima: coppia caucasica – etero –  al mare – con il sole – si innamorano – primi piani – tramonti – palloncini. Avrete capito che la peculiarità di questo videoclip non è la trama, ma il regista Art Perez è riuscito a creare il prodotto perfetto per ogni hipster: musica indie – filtri vintage – sfocature pazze – outfit skinny e t-shirt bianche col collo a V. Il risultato è sicuramente da vedere, ecco quindi ”Invasión” by the Plastics Revolution con le loro 1905 foto processate con Instagram.

Seconda posizione: il brand più twittato al mondo
I 100 marchi più prestigiosi nel mondo e i migliori 50 brand brasiliani, secondo la relazione del 2012 BrandZ, sono quelli considerati per creare questa interessante infografica/istogramma. Come funziona: tutte le mention generate su Twitter nelle ultime 24 ore e riferite a queste aziende, sono monitorate. Il grafico si aggiorna in tempo (quasi) reale e mostra un ranking dei più popolare sulla piattaforma di microblogging. Facebook numero uno, Google secondo ed Apple in terza posizione. Il resto scopritelo da soli :) Inutile dire che Twitter non compare nella classifica e i motivi sono due: non è tra i 100 marchi più prestigiosi ma sopratutto si verificherebbe un mega tweet-ception se monitorassimo Twtitter su Twitter per stabilire la popolarità su Twitter….

Prima posizione: 1.000.000.000 (un miliardo) di views per Gangnam Style
Lo so che vi esce dalle orecchie, però io lo amo e questo traguardo è davvero pazzesco. Primo perché Justin Bieber è stato definitivamente umiliato in termini di views. Ma a mio modesto parare (detto come Stanis la Rochelle in Boris - minuto 1:23 del video), la cosa più importante è la portata sociale di questo fenomeno: grazie ai canali social accade che un semplice video musicale diventi un social object capace di costituire un terreno di conversazione comune con oltre un miliardo di persone. Significa che se io incontro 1 persona su 7 nel mondo (non è del tutto vero perché non sono visite uniche :) ) e non la conosco e non so niente di lei, potrò comunque parlare almeno di una cosa: un videoclip esagerato di una canzone tamarra coreana. L’argomento non è dei più aulici, lo so, però ci aiuta a percepire come le opportunità di condivisione offerte dal social web siano in continua espansione. Cosa ne pensate?

Basta pipponi. Vi lascio con il video Rewind Youtube Style che coinvolge gli Youtuber più importanti del 2012. Buone feste a tutti!

 

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