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Thank God We Are Social #149

di Giulio Bordonaro in News

Buon sabato a tutti gli appassionati del TGWAS, anche questa settimana siamo pronti per raccontarvi le notizie più curiose dal mondo dei social media.

This must be the place: Google Street View musicale

Iniziamo questo weekend come si deve, con un po’ di musica: alcuni dei nostri album preferiti sono stati inseriti nelle schermate di Google Street View per mostrarci il mondo da una prospettiva diversa. Dalla Londra degli Oasis alla New York di Bob Dylan, ovviamente non poteva mancare Abbey Road. Potete vederle tutte sul sito del Guardian. Vi vengono in mente copertine italiane per proseguire la serie?

Classic album covers in Google Street View

 

Emoji-nation, arte e social media

L’artista Ucraina Nastya Nudnik ha cercato di reinterpretare opere d’arte classiche inserendo i simboli della cultura di Internet come emoticon, aggiornamenti e notifiche dai social media, in una serie chiamata Emoji-Nation. Un progetto che ci fa riflettere su quanto alcune icone informatiche siano per noi cariche di significato.

Emoji-nation di Nastya Nudnik

 

Emoji e Twitter

Che le emoticon permettano di connotare meglio una frase, aggiungendo sentimenti, sfumature e colori senza dilungarsi, lo ha capito anche Twitter: da pochi giorni infatti anche da desktop è possibile includere e visualizzare smile, animaletti e cuoricini nei tweet. E sul sito Emoji Tracker potete seguire l’aggiornamento in tempo reale delle icone più utilizzate: mentre scriviamo l’emoji più utilizzata è png-1, invece la meno utilizzata è . Chissà come mai.

emoji su twitter

 

Condividi per una buona causa

Ecco una bella campagna contro il bullismo: nel video “Share it to end it” sentiamo il lamento di un bambino che si sente solo e insicuro. L’invito è di condividere il video, diffondere il messaggio al posto di chi ha troppa paura di farlo: con ogni condivisione su Facebook il video si accorcerà di un millisecondo e, quando il messaggio sarà diffuso in modo massiccio, il video finirà. Al momento è già stato postato da oltre 20.000 utenti.

Share it to end it

 

Selfie mirror: un futuro possibile

Immaginate uno specchio che scatta automaticamente il vostro autoritratto e lo condivide sul social network che preferite: ecco la nuova frontiera delle selfie, un’invenzione che cambierà per sempre il mondo della fotografia autoinflitta. Non fatevi prendere dall’entusiasmo però: al momento si tratta solo di un esperimento di iStrategy Labs, un’agenzia digital già già famosa per la rivoluzionaria tecnologia BeardSwipe.

 

L’instagrammer della settimana

E a proposito di selfie, anche questa settimana vi suggeriamo un account Instagram da seguire: quello di Peter Griffin! La Fox, in vista del lancio del gioco mobile “Family Guy” ha aperto l’account del protagonista della serie, dove i fan potranno trovare anticipazioni sul gioco, sugli episodi futuri e altre foto di famiglia imbarazzanti.

Peter Griffin su Instagram

 

Escape from XP

Concludiamo il nostro TGWAS con una punta di tristezza, facendo un saluto speciale a un amico che, dopo anni di onorata carriera, ci ha lasciato in questi giorni. Stiamo parlando di Windows XP: dall’8 aprile Microsoft ha infatti cessato il supporto tecnico e gli aggiornamenti per il sistema operativo lanciato nel 2001, invitando gli utenti a migrare verso sistemi più aggiornati.
Per un’ultima avventura insieme, Microsoft ha creato un  videogame, “Escape from XP”, in cui vestirete i panni dell’ultimo eroe rimasto a difendere Windows XP e Internet Explorer 6. Un’epica battaglia per la sopravvivenza è alle porte…

Escape from XP

Volete sapere se sul vostro computer è ancora installato Windows XP? Potete visitare l’utilissimo sito ufficiale amirunningxp.com. Se invece volete sapere se oggi è il giorno di Natale visitate isitchristmas.com. In caso di risposta positiva tanti auguri, altrimenti un semplice buon weekend!

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Mercoledì Social #207

di Desirée Ferrari in News

Iniziamo questo mercoledì con il nostro appuntamento settimanale.

Oggi vi parliamo di giovani e Facebook, dell’importanza delle foto su Twitter, della censura di Twitter in Turchia, di come sono evoluti i social media negli ultimi 10 anni e della fresca partnership tra Luxottica e Google.

 

Thank God teens are not leaving Facebook!

Iniziamo subito con una notizia rassicurante: i giovani non stanno abbandonando Facebook.

Gli studi condotti fino ad ora si sono sempre basati su considerazioni come “Mia nipote dice che Facebook non è cool. Loro usano Snapchat, Instagram, Tumblr”, quindi più orientate a come gli adolescenti sono soliti vedere Facebook e non dati reali.

Ma basta considerare un punto essenziale per capire che queste affermazioni non sono del tutto corrette.

Secondo Webster l’80% dei giovani tra i 12 e i 24 usa Facebook per condividere foto dai loro smartphone.

 

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Se consideriamo che nella maggior parte delle piattaforme elencate nella ricerca di Edison per eseguire l’accesso si utilizza Facebook Login, questa percentuale è presto fatta.

Ma se questo non vi basta, a dirla tutta i teens sono addirittura il segmento più attivo su Facebook.

 

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I giovani tra i 18 e i 24 controllano il loro profilo di media 8 volte al giorno e sicuramente l’ascesa degli smartphone e l’utilizzo da mobile hanno incrementato la frequenza di pari passo a una diminuzione del tempo trascorso su Facebook.

Inoltre, i teens sono coloro ad avere di media il più elevato numero di amici su Facebook.

 

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Questo dato ci fa pensare a quanto sia difficile in effetti, pensare di lasciare un social network dove si hanno così tanti contatti, quando  sarebbe di lunga più complicato raggiungere lo stesso numero su altre piattaforme.

 

L’impatto delle immagini nei tweet di news

Twitter ha recentemente analizzato milioni di tweet di utenti americani per comprendere che cosa funzioni meglio tra link, foto, video, hashtag e tweet di numeri, tra coloro che seguono account di news.

 

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Quello che ne è emerso è che le foto sono il formato di tweet più coinvolgente in assoluto seguite dai link. In altre parole se un giornalista riceve di media 100 retweet con un tweet + foto ne otterrebbe 127.

Questo ci aiuta a comprendere come i contenuti di news che produciamo su Twitter debbano andare gradualmente in una direzione che privilegi le immagini, ad esempio, utilizzando una foto per lanciare una call to action ai propri follower.

Lo stesso Vine si presta bene a dimostrare come in questo caso un video della possa essere una fonte innovativa per presentare un report di dati della CNN #datavine

 

 

Come hanno risposto gli utenti al Twitter ban in Turchia

Non è passata inosservata la notizia di pochi giorni fa relativa a ciò che è successo in Turchia. Il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ha infatti bloccato l’accesso a Twitter per mettere a tacere le controversie legate alla sua figura, in previsione delle imminenti elezioni del 30 marzo. Nonostante il divieto gli utenti non hanno smesso di twittare per fare sentire la loro voce. Secondo un’analisi di We are social, Brandwatch e Hootsuite c’è stato un aumento di tweet pari addirittura al 138%. Gli utenti che ancora possono usare il social network da sms e strumenti come Hootsuite hanno risposto al divieto con una serie di meme.

Eccone alcuni:

 

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Google e Luxottica, una partnership…da tenere d’occhio.

Annunciata ieri fa la partnership tra Google e Luxottica che collaboreranno insieme per ridefinire l’aspetto dei futuristici Glass. Quello che è certo è che se i Google Glass dovessero prendere le sembianze di un paio di Ray-Ban vintage sarebbero sicuramente adottati da una più ampia fetta di mercato. Così ha commento Luxottica sulla nascita di un team di high-tech developers, fashion designers e eyewear professionals:

We live in a world where technological innovation has dramatically changed the way in which we communicate and interact in everything that we do. More importantly, we have come to a point where we now have both a technology push and a consumer pull for wearable technology products and applications. Seeing such a future, over the last years, Luxottica invested heavily in building-out our technology platforms and digital solutions to combine with our products excellence. We believe that a strategic partnership with a leading player like Google is the ideal platform for developing a new way forward in our industry and answering the evolving needs of consumers on a global scale.

 

 

 

 

I social media in 10 anni

Concludiamo questo mercoledì social con un’infografica realizzata da Engadget in cui si ripercorre la storia dei social media negli ultimi 10 anni a partire dal lancio di Facebook nel 2004.

Uno sguardo ai maggiori cambiamenti, attori e successi della decade che ha rivoluzionato le nostre esistenze.

 

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Google+: in Italia lo usano 3.8 milioni di persone al mese (2 milioni da mobile)

di Luca Della Dora in News

Google+ è il social layer lanciato da Google nel 2011. A quasi 3 anni dalla sua introduzione, abbiamo voluto analizzare la sua crescita in termini di utenti registrati, di persone che lo utilizzano attivamente (cioè che interagiscono con i contenuti all’interno dello stream, che ne creano o ne condividono) e dal punto di vista del comportamento. L’abbiamo fatto prendendo in esame dati e statistiche globali, ma focalizzandoci anche sull’andamento in Italia.

Sono emersi alcuni spunti molto interessanti, che confermano come il prodotto di Google sia utilizzato da un elevato numero di persone, e stia crescendo in maniera molto decisa mese dopo mese. Le sue modalità di utilizzo e fruizione sono diverse da quelle offerte – e richieste – da Facebook o Twitter, proprio per la diversa natura del canale: fin dalla sua nascita Google l’ha definito un social layer e non un social network, per la sua integrazione con tutti gli altri prodotti di Google.

Non stupisce quindi che il tempo di permanenza delle persone all’interno dello stream sia molto basso se confrontato con quello di altri canali (appena 6 minuti e 47 secondi, contro – ad esempio – i 170 minuti che le persone spendono su Twitter). È poi interessante notare come si sia abbassata la percentuale di utenti attivi sul totale delle persone registrate: le motivazioni sono da attribuirsi sia al fatto che gli early adopter erano composti quasi esclusivamente da persone molto attive sui social media e con interessi verticali (tecnologia e marketing, ad esempio), sia al fatto che gran parte degli utenti registrati siano vincolati all’utilizzo di altri prodotti Google molto diffusi (Android, Gmail e Youtube su tutti).

Google+, per la maggior parte del tempo, viene utilizzato senza essere fisicamente all’interno della piattaforma: è questo il motivo per cui il tempo di permanenza e le visualizzazioni del feed non saranno – probabilmente – mai comparabili con quelle di Facebook o Twitter.

Speriamo che quest’infografica possa esservi utile a comprendere più a fondo l’evoluzione di una piattaforma che risulterà sempre più importante grazie all’impatto che la sua presenza garantisce anche in termini di visibilità ai brand che decidono di utilizzarla in modo attivo e sfruttandone le feature che la differenziano da tutti gli altri canali.

The state of Google+
Qui la versione in inglese

Se volete approfondire l’evoluzione e lo stato attuale di altri canali, abbiamo pubblicato infografiche dedicate a Facebook, Twitter e Instagram, oltre a un’analisi molto dettagliata sull’evoluzione dello scenario Digital, Social & Mobile in Europa, che comprende molti di questi dati.

Metodologia: tutti i dati relativi al numero di utenti, ai loro comportamenti e alla loro segmentazione demografica sono stati raccolti utilizzando GlobalWebIndex (sono stati presi in analisi Q42012 e Q42013, e confrontati). I dati relativi al numero di brand attivi sul canale sono un’elaborazione di SimplyMeasured, e tengono conto dei TOP100 Interbrands.

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Mercoledì Social #200

di Giovanni Balsamo in News

Se è vero che l’unico vero lettore è il lettore attento, fermatevi un attimo, distogliete il pensiero da tutto ciò che potrebbe distrarvi e dedicate cinque minuti del vostro tempo prezioso a questo Mercoledì social, che per la cronaca è il numero 200. Un traguardo importante, ma ogni traguardo – come diceva Stephen Littleword – altro non è che un nuovo inizio. Passiamo quindi in rassegna alcune delle news più interessanti, utili e di rilievo degli ultimi giorni.

Facebook introduce i Trending Topics anche in Italia

Sono passati poco più di sette mesi dall’introduzione degli hashtag su Facebook, che all’interno della strategia di Zuckerberg dovevano da una parte aggregare i post per argomento – rendendo facile e immediato scoprire le conversazioni che si sviluppano intorno ad una parola chiave – dall’altra rappresentare uno strumento utile e di un certo appeal per gli inserzionisti. Con gli hashtag, infatti, essi hanno la possibilità d’inserirsi in maniera funzionale all’interno di determinate conversazioni considerate d’interesse e raggiungere in modo più immediato il proprio target o interlocutore di riferimento. Niente di nuovo rispetto a quanto accadeva e accade da tempo su altri social network vedi Twitter, Pinterest, Tumblr e – dulcis in fundo - Instagram.

Gli hashtag però erano – il 12 giugno scorso – solo una delle diverse novità annunciate dall’headquarter di Palo Alto, che a breve, per mantenere la promessa fatta, lancerà anche in Italia i Trending Topics (già disponibili agli utenti Facebook americani, canadesi e inglesi). Anche questi ultimi non rappresentano di certo una novità rivoluzionaria rispetto a Twitter, tuttavia delle differenze ci sono.

Trending Topic.002

Su Twitter gli argomenti più popolari del momento sono individuati in base agli hashtag e alle parole più condivise, su Facebook – invece – sono gli utenti a scegliere le tematiche da seguire. A seconda poi delle preferenze di ognuno, saranno enfatizzati gli argomenti più ricercati del momento con tanto di commenti e notizie (per approfondire la tematica, consiglio questo articolo di Techcrunch.comFacebook Launches Trending Topics On Web With Descriptions Of Why Each Is Popular).

Che scenario si prospetta per gli inserzionisti a cui Facebook da sempre strizza l’occhio? La domanda è per ovvie ragioni retorica, dato che la risposta consiste in una pubblicità più mirata e capace di raggiungere con efficacia maggiore il segmento di mercato a cui si fa riferimento.

Facebook Paper, l’alter ego di Google Reader, lancia la sfida a Flipboard

Da due giorni – sfruttando la chiusura di Google Reader – Facebook ha lanciato un aggregatore molto simile negli USA. Facebook Paper è di fatto un’app che si pone l’obiettivo di permettere alle persone di creare il proprio magazine digitale completamente customizzabile. La nuova App di Facebook è composta da una prima sezione dov’è visibile il proprio News Feed e da cui è possibile postare e condividere foto, video e messaggi e da sezioni tematiche personalizzabili per seguire ogni notizia relativa ai propri interessi principali.

Saranno disponibili, inoltre, più di dodici aree diverse e riguardanti argomenti disparati come: fotografia, sport, food, scienza e design, per creare come si diceva il proprio paper. I contenuti delle sezioni saranno generati a partire da un ampio e differenziato mix di informazioni provenienti non solo dalla propria rete di contatti, ma anche da influencer e testate autorevoli nel panorama editoriale.

Facebook Paper.003

Particolare non indifferente, Facebook Paper – così come proprio i Trending Topics – rappresenta per Zuckerberg un ottimo mezzo sia per dare vita a flussi di informazioni e condivisioni sempre più mirati, sia per contrastare il monopolio del grande rivale Twitter nel campo del citizen journalism.

Twitter punta dritto sull’e-commerce?

Se si parla di Facebook, sembra che in quel di San Francisco stiano seguendo il motto dantesco “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Sembra, appunto, ma non è così. Novità importanti all’orizzonte potrebbero esserci eccome. Twitter, infatti, a sei mesi di distanza dallo sbarco in Borsa, pare voler provare a diversificare le sue fonti di ricavi. Oltre alla ormai fedele compagna pubblicità, secondo Financial Times, starebbe seriamente valutando lo sbarco nell’e-commerce insieme a Fancy.

Twitter E-commerce

L’idea di inviare un tweet con la foto di un oggetto e la scritta “Compralo su Fancy“ è allettante, soprattutto ora che le App per mobile, di cui Twitter è specialista incontrastato, sono individuate come il prossimo Eldorado dell’e-commerce. Resta da capire come – nel caso diventasse realtà – potrebbero reagire gli utenti nel vedersi inondati di foto con prodotti da acquistare.

A volerla dire tutta, Twitter ha già sperimentato un servizio di acquisti simile, attraverso un tweet in collaborazione con American Express, senza però mai manifestare l’intenzione di aprire un vero e proprio canale e-commerce. Forse la crew di San Francisco, dopo aver fatto i conti con la difficoltà di generare utili dalla semplice raccolta pubblicitaria, ha preso in seria considerazione un aumento e una diversificazione delle proprie fonti di ricavi? Se così fosse, Fancy – gruppo americano di vendite online con articoli originali che spaziano dalla casa alla moda – potrebbe rivelarsi un ottimo alleato. Per approfondire il tema trattato, consiglio il seguente articolo di  recode.net: Is This What Twitter Commerce Will Look Like?.

Super Bowl 2014, la sfida nella sfida!

Febbraio è tempo di RBS 6 Nazioni e soprattutto di Super Bowl. Si poteva mai chiudere questo duecentesimo Mercoledì social senza toccare la sfida più attesa? E non ci riferiamo a quella tra i Seattle Seahawks e i Denver Broncos (43-8 il risultato finale), finita agli archivi con il terzo scarto (35 punti) più ampio di sempre, ma all’ancora più sentita sfida in campo social fra Facebook e Twitter. I due giganti dei social network si giocavano, infatti, il primato del second screen più utilizzato dai 111.5 milioni di telespettatori. Facebook – stando ai dati raccolti da Marketingland – ha ricevuto più mention rispetto a Twitter.

I veri vincitori, però, sono stati gli hashtag, utilizzati nel complesso nel 57% dei messaggi pubblicitari trasmessi a livello nazionale nel corso del match. Rispetto all’edizione precedete del Super Bowl la crescita è stata del 7%! I due principali social network, per contro, si sono fermati rispettivamente al 9% e al 7% degli spot, mentre YouTube non è andato oltre il 6%. Interessante notare come Google+ non abbia trovato sponsor.

Superbowl-hashtags-info-01-2014

Hyundai è il marchio che più di tutti ha investito sul Super Bowl 2014 per avere una visibilità degna dell’evento. Nella sua scia si è inserita Subway, catena di ristoranti fast food, e T-Mobile che ha approfittato dell’occasione per lanciare una campagna online utilizzando come vetrina tutti i canali social più popolari: Facebook, Twitter, YouTube, Instagram e Google+.

L’ultimo dato, ma non per questo meno importante, che vorrei menzionare è l’imponente numero di tweet inviati nel corso della gara, intervallo compreso, con l’hashtag #SB48, 24.9 milioni! L’ultima edizione si fermò a 24.1 milioni. Nel salutarvi e ringraziarvi per l’attenzione, vi lascio con un’interessantissima infografica elaborata da Nielsen che vi permetterà di avere una visione d’insieme chiara di come i broadcaster televisivi si sono comportati su Twitter durante l’evento sportivo più amato d’America.

Twitter TV Ratings

 

 

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Thank God We Are Social #130

di Marco Cassanmagnago in News

Se ieri vi siete dati ad acquisti pazzi per approfittare del black friday, oggi probabilmente sarete molto felici. Starà piangendo il vostro portafoglio, ma voi sarete felici. Quindi su, non ci pensate più e preparatevi per leggere  il Thank God We Are Social #130.

Ok Google
Vi piace cimentarvi nel fai da te, nel bricolage, o in cucina? Se sì, troverete questa news parecchio utile.
Big G ha annunciato una bella novità, disponibile nello store di Chrome. Dopo aver scaricato questa extension vi basterà pronunciare le parole magiche “Ok Google”, prima di fare la vostra domanda. Quindi, perché utile per cuochi provetti o meccanici improvvisati? Beh dai, bella comodità poter parlare con il computer, senza dover digitare sulla tastiera in mezzo ad una ricetta o con le mani impastate.

 

Facebook sempre più News Reader
Durante l’arco di una giornata, quante volte date un’occhiata al vostro news feed, su Facebook? E per quanto?
Già, è un bel po’ di tempo.
Non che questa sia una novità, anzi, è sicuramente un’abitudine. Però, spesso, il tempo che abbiamo da dedicare al nostro feed è brevissimo. 30 secondi in ascensore, due fermate di metro, 10 secondi fermi al rosso. Due o tre news al massimo. Il resto scorre.
Se vi è mai capitato, quindi, di voler cercare una cosa che avevate visto per 5 secondi – il tipico: “Non mi ricordo chi l’ha postata, di cosa trattava e nemmeno se l’ho vista stamattina o ieri, ma era una cosa pazzesca!” – sarete felici di sapere che Facebook sta testando il “Save for Later Reading”, un nuovo bottone che permetterà di salvare gli update e di leggerli in un secondo momento.

Parentesi per i brand: potranno essere salvati anche update delle marche? E se così fosse, ci sarà un valore misurabile che potrà far sapere quanti “save” ha ricevuto un post? Vedremo ;)

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Gattini vs Cagnolini: chi vince?
Prima di abbandonare Facebook, soffermiamoci un attimo sul tipo di contenuto più condiviso in assoluto: le immagini. Ci piace così tanto condividere foto, che ne pubblichiamo (noi utenti e i brand) più di 350 milioni al giorno. Niente male vero?
Date un’occhiata a quest’infografica per capire a che categoria appartengono le immagini più gettonate e, soprattutto, chi vince tra gattini e cagnolini.

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Tra i due litiganti, il terzo gode
Perché Twitter è fantastico? Perché permette cose come quella appena successa a Jay Rooney, un ragazzo statunitense.
Se vi è capitato di voler cambiare banca, palestra, macchina, operatore telefonico o quant’altro vi venga in mente, di sicuro avrete chiesto ad amici e parenti. Ma potreste anche fare di più, ad esempio condividendo i vostri dubbi su Twitter.
Così ha fatto Jay Rooney, che ha chiamato in causa AT&T, la sua compagnia telefonica, e T-Mobile, il maggior competitor. Il risultato?
Una conversazione che ha avuto come protagonisti i due brand e persino il CEO di T-Mobile! Qui potete leggere l’intero dibattito.

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Grazie alla rete, siamo diventati un po’ tutti dei maximizer*. Cerchiamo online mille informazioni, confrontiamo i prodotti e i servizi offerti dalle marche, chiediamo pareri in ogni dove. Non che questo non si facesse anche prima. Adesso è più facile, si fa comodamente con un click e si spreca meno tempo.
Grazie ai canali social, però, il confronto avviene su di un piano diverso. Su scala globale, prima di tutto, e con uno scambio di informazioni paritario tra la marca e il suo pubblico.
Ciò che questo caso rende evidente, invece, è un livello ancora più profondo nel rapporto che canali come Twitter hanno permesso di costruire tra brand e persone.
La conversazione si estende su più livelli: tra persone e persone, tra persone e brand e tra brand e brand.

We Are Social / Marco Cassanmagnago

*Si definisce maximizer una persona che, per compiere delle scelte, cerca sempre di trovare la soluzione più vantaggiosa per sé, impegnando tempo ed energie  nelle ricerche. Al contrario, si definisce satisficer chi preferisce risparmiare il proprio tempo, preferendo la scelta più comoda da raggiungere. Voi da che parte state? Provate con questo quiz ;)

 

World AIDS Day
Chiudiamo questo TGWAS parlando di una cosa molto importante. Fino alla mezzanotte di Domenica primo dicembre, grazie a Lifestyles Condoms, potrete donare un preservativo alla AIDS Healthcare Foundation semplicemente con uno status update, su Facebook, Instagram o Twitter. Lifestyles suggerisce questi update, ma potete scrivere ciò che preferite: l’importante è usare l’hashtag #LetsChangeEverything.

  • #LetsChangeEverything I’m donating my status to promote #WorldAIDSDay and to change the way the world thinks about HIV and AIDS.
  • I just donated a condom to @AIDSHealthcare to support #WorldAIDSDay #LetsChangeEverything
  • #LetsChangeEverything together. Start by getting tested. To find a HIV testing center near you visit freehivtest.net.

LetsChangeEverything650

 

Anche per questo sabato è tutto, buon weekend!

P.s.: regalo!:D

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