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Google+: in Italia lo usano 3.8 milioni di persone al mese (2 milioni da mobile)

di Luca Della Dora in News

Google+ è il social layer lanciato da Google nel 2011. A quasi 3 anni dalla sua introduzione, abbiamo voluto analizzare la sua crescita in termini di utenti registrati, di persone che lo utilizzano attivamente (cioè che interagiscono con i contenuti all’interno dello stream, che ne creano o ne condividono) e dal punto di vista del comportamento. L’abbiamo fatto prendendo in esame dati e statistiche globali, ma focalizzandoci anche sull’andamento in Italia.

Sono emersi alcuni spunti molto interessanti, che confermano come il prodotto di Google sia utilizzato da un elevato numero di persone, e stia crescendo in maniera molto decisa mese dopo mese. Le sue modalità di utilizzo e fruizione sono diverse da quelle offerte – e richieste – da Facebook o Twitter, proprio per la diversa natura del canale: fin dalla sua nascita Google l’ha definito un social layer e non un social network, per la sua integrazione con tutti gli altri prodotti di Google.

Non stupisce quindi che il tempo di permanenza delle persone all’interno dello stream sia molto basso se confrontato con quello di altri canali (appena 6 minuti e 47 secondi, contro – ad esempio – i 170 minuti che le persone spendono su Twitter). È poi interessante notare come si sia abbassata la percentuale di utenti attivi sul totale delle persone registrate: le motivazioni sono da attribuirsi sia al fatto che gli early adopter erano composti quasi esclusivamente da persone molto attive sui social media e con interessi verticali (tecnologia e marketing, ad esempio), sia al fatto che gran parte degli utenti registrati siano vincolati all’utilizzo di altri prodotti Google molto diffusi (Android, Gmail e Youtube su tutti).

Google+, per la maggior parte del tempo, viene utilizzato senza essere fisicamente all’interno della piattaforma: è questo il motivo per cui il tempo di permanenza e le visualizzazioni del feed non saranno – probabilmente – mai comparabili con quelle di Facebook o Twitter.

Speriamo che quest’infografica possa esservi utile a comprendere più a fondo l’evoluzione di una piattaforma che risulterà sempre più importante grazie all’impatto che la sua presenza garantisce anche in termini di visibilità ai brand che decidono di utilizzarla in modo attivo e sfruttandone le feature che la differenziano da tutti gli altri canali.

The state of Google+
Qui la versione in inglese

Se volete approfondire l’evoluzione e lo stato attuale di altri canali, abbiamo pubblicato infografiche dedicate a Facebook, Twitter e Instagram, oltre a un’analisi molto dettagliata sull’evoluzione dello scenario Digital, Social & Mobile in Europa, che comprende molti di questi dati.

Metodologia: tutti i dati relativi al numero di utenti, ai loro comportamenti e alla loro segmentazione demografica sono stati raccolti utilizzando GlobalWebIndex (sono stati presi in analisi Q42012 e Q42013, e confrontati). I dati relativi al numero di brand attivi sul canale sono un’elaborazione di SimplyMeasured, e tengono conto dei TOP100 Interbrands.

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Mercoledì Social #200

di Giovanni Balsamo in News

Se è vero che l’unico vero lettore è il lettore attento, fermatevi un attimo, distogliete il pensiero da tutto ciò che potrebbe distrarvi e dedicate cinque minuti del vostro tempo prezioso a questo Mercoledì social, che per la cronaca è il numero 200. Un traguardo importante, ma ogni traguardo – come diceva Stephen Littleword – altro non è che un nuovo inizio. Passiamo quindi in rassegna alcune delle news più interessanti, utili e di rilievo degli ultimi giorni.

Facebook introduce i Trending Topics anche in Italia

Sono passati poco più di sette mesi dall’introduzione degli hashtag su Facebook, che all’interno della strategia di Zuckerberg dovevano da una parte aggregare i post per argomento – rendendo facile e immediato scoprire le conversazioni che si sviluppano intorno ad una parola chiave – dall’altra rappresentare uno strumento utile e di un certo appeal per gli inserzionisti. Con gli hashtag, infatti, essi hanno la possibilità d’inserirsi in maniera funzionale all’interno di determinate conversazioni considerate d’interesse e raggiungere in modo più immediato il proprio target o interlocutore di riferimento. Niente di nuovo rispetto a quanto accadeva e accade da tempo su altri social network vedi Twitter, Pinterest, Tumblr e – dulcis in fundo - Instagram.

Gli hashtag però erano – il 12 giugno scorso – solo una delle diverse novità annunciate dall’headquarter di Palo Alto, che a breve, per mantenere la promessa fatta, lancerà anche in Italia i Trending Topics (già disponibili agli utenti Facebook americani, canadesi e inglesi). Anche questi ultimi non rappresentano di certo una novità rivoluzionaria rispetto a Twitter, tuttavia delle differenze ci sono.

Trending Topic.002

Su Twitter gli argomenti più popolari del momento sono individuati in base agli hashtag e alle parole più condivise, su Facebook – invece – sono gli utenti a scegliere le tematiche da seguire. A seconda poi delle preferenze di ognuno, saranno enfatizzati gli argomenti più ricercati del momento con tanto di commenti e notizie (per approfondire la tematica, consiglio questo articolo di Techcrunch.comFacebook Launches Trending Topics On Web With Descriptions Of Why Each Is Popular).

Che scenario si prospetta per gli inserzionisti a cui Facebook da sempre strizza l’occhio? La domanda è per ovvie ragioni retorica, dato che la risposta consiste in una pubblicità più mirata e capace di raggiungere con efficacia maggiore il segmento di mercato a cui si fa riferimento.

Facebook Paper, l’alter ego di Google Reader, lancia la sfida a Flipboard

Da due giorni – sfruttando la chiusura di Google Reader – Facebook ha lanciato un aggregatore molto simile negli USA. Facebook Paper è di fatto un’app che si pone l’obiettivo di permettere alle persone di creare il proprio magazine digitale completamente customizzabile. La nuova App di Facebook è composta da una prima sezione dov’è visibile il proprio News Feed e da cui è possibile postare e condividere foto, video e messaggi e da sezioni tematiche personalizzabili per seguire ogni notizia relativa ai propri interessi principali.

Saranno disponibili, inoltre, più di dodici aree diverse e riguardanti argomenti disparati come: fotografia, sport, food, scienza e design, per creare come si diceva il proprio paper. I contenuti delle sezioni saranno generati a partire da un ampio e differenziato mix di informazioni provenienti non solo dalla propria rete di contatti, ma anche da influencer e testate autorevoli nel panorama editoriale.

Facebook Paper.003

Particolare non indifferente, Facebook Paper – così come proprio i Trending Topics – rappresenta per Zuckerberg un ottimo mezzo sia per dare vita a flussi di informazioni e condivisioni sempre più mirati, sia per contrastare il monopolio del grande rivale Twitter nel campo del citizen journalism.

Twitter punta dritto sull’e-commerce?

Se si parla di Facebook, sembra che in quel di San Francisco stiano seguendo il motto dantesco “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Sembra, appunto, ma non è così. Novità importanti all’orizzonte potrebbero esserci eccome. Twitter, infatti, a sei mesi di distanza dallo sbarco in Borsa, pare voler provare a diversificare le sue fonti di ricavi. Oltre alla ormai fedele compagna pubblicità, secondo Financial Times, starebbe seriamente valutando lo sbarco nell’e-commerce insieme a Fancy.

Twitter E-commerce

L’idea di inviare un tweet con la foto di un oggetto e la scritta “Compralo su Fancy“ è allettante, soprattutto ora che le App per mobile, di cui Twitter è specialista incontrastato, sono individuate come il prossimo Eldorado dell’e-commerce. Resta da capire come – nel caso diventasse realtà – potrebbero reagire gli utenti nel vedersi inondati di foto con prodotti da acquistare.

A volerla dire tutta, Twitter ha già sperimentato un servizio di acquisti simile, attraverso un tweet in collaborazione con American Express, senza però mai manifestare l’intenzione di aprire un vero e proprio canale e-commerce. Forse la crew di San Francisco, dopo aver fatto i conti con la difficoltà di generare utili dalla semplice raccolta pubblicitaria, ha preso in seria considerazione un aumento e una diversificazione delle proprie fonti di ricavi? Se così fosse, Fancy – gruppo americano di vendite online con articoli originali che spaziano dalla casa alla moda – potrebbe rivelarsi un ottimo alleato. Per approfondire il tema trattato, consiglio il seguente articolo di  recode.net: Is This What Twitter Commerce Will Look Like?.

Super Bowl 2014, la sfida nella sfida!

Febbraio è tempo di RBS 6 Nazioni e soprattutto di Super Bowl. Si poteva mai chiudere questo duecentesimo Mercoledì social senza toccare la sfida più attesa? E non ci riferiamo a quella tra i Seattle Seahawks e i Denver Broncos (43-8 il risultato finale), finita agli archivi con il terzo scarto (35 punti) più ampio di sempre, ma all’ancora più sentita sfida in campo social fra Facebook e Twitter. I due giganti dei social network si giocavano, infatti, il primato del second screen più utilizzato dai 111.5 milioni di telespettatori. Facebook – stando ai dati raccolti da Marketingland – ha ricevuto più mention rispetto a Twitter.

I veri vincitori, però, sono stati gli hashtag, utilizzati nel complesso nel 57% dei messaggi pubblicitari trasmessi a livello nazionale nel corso del match. Rispetto all’edizione precedete del Super Bowl la crescita è stata del 7%! I due principali social network, per contro, si sono fermati rispettivamente al 9% e al 7% degli spot, mentre YouTube non è andato oltre il 6%. Interessante notare come Google+ non abbia trovato sponsor.

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Hyundai è il marchio che più di tutti ha investito sul Super Bowl 2014 per avere una visibilità degna dell’evento. Nella sua scia si è inserita Subway, catena di ristoranti fast food, e T-Mobile che ha approfittato dell’occasione per lanciare una campagna online utilizzando come vetrina tutti i canali social più popolari: Facebook, Twitter, YouTube, Instagram e Google+.

L’ultimo dato, ma non per questo meno importante, che vorrei menzionare è l’imponente numero di tweet inviati nel corso della gara, intervallo compreso, con l’hashtag #SB48, 24.9 milioni! L’ultima edizione si fermò a 24.1 milioni. Nel salutarvi e ringraziarvi per l’attenzione, vi lascio con un’interessantissima infografica elaborata da Nielsen che vi permetterà di avere una visione d’insieme chiara di come i broadcaster televisivi si sono comportati su Twitter durante l’evento sportivo più amato d’America.

Twitter TV Ratings

 

 

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Thank God We Are Social #130

di Marco Cassanmagnago in News

Se ieri vi siete dati ad acquisti pazzi per approfittare del black friday, oggi probabilmente sarete molto felici. Starà piangendo il vostro portafoglio, ma voi sarete felici. Quindi su, non ci pensate più e preparatevi per leggere  il Thank God We Are Social #130.

Ok Google
Vi piace cimentarvi nel fai da te, nel bricolage, o in cucina? Se sì, troverete questa news parecchio utile.
Big G ha annunciato una bella novità, disponibile nello store di Chrome. Dopo aver scaricato questa extension vi basterà pronunciare le parole magiche “Ok Google”, prima di fare la vostra domanda. Quindi, perché utile per cuochi provetti o meccanici improvvisati? Beh dai, bella comodità poter parlare con il computer, senza dover digitare sulla tastiera in mezzo ad una ricetta o con le mani impastate.

 

Facebook sempre più News Reader
Durante l’arco di una giornata, quante volte date un’occhiata al vostro news feed, su Facebook? E per quanto?
Già, è un bel po’ di tempo.
Non che questa sia una novità, anzi, è sicuramente un’abitudine. Però, spesso, il tempo che abbiamo da dedicare al nostro feed è brevissimo. 30 secondi in ascensore, due fermate di metro, 10 secondi fermi al rosso. Due o tre news al massimo. Il resto scorre.
Se vi è mai capitato, quindi, di voler cercare una cosa che avevate visto per 5 secondi – il tipico: “Non mi ricordo chi l’ha postata, di cosa trattava e nemmeno se l’ho vista stamattina o ieri, ma era una cosa pazzesca!” – sarete felici di sapere che Facebook sta testando il “Save for Later Reading”, un nuovo bottone che permetterà di salvare gli update e di leggerli in un secondo momento.

Parentesi per i brand: potranno essere salvati anche update delle marche? E se così fosse, ci sarà un valore misurabile che potrà far sapere quanti “save” ha ricevuto un post? Vedremo ;)

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Gattini vs Cagnolini: chi vince?
Prima di abbandonare Facebook, soffermiamoci un attimo sul tipo di contenuto più condiviso in assoluto: le immagini. Ci piace così tanto condividere foto, che ne pubblichiamo (noi utenti e i brand) più di 350 milioni al giorno. Niente male vero?
Date un’occhiata a quest’infografica per capire a che categoria appartengono le immagini più gettonate e, soprattutto, chi vince tra gattini e cagnolini.

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Tra i due litiganti, il terzo gode
Perché Twitter è fantastico? Perché permette cose come quella appena successa a Jay Rooney, un ragazzo statunitense.
Se vi è capitato di voler cambiare banca, palestra, macchina, operatore telefonico o quant’altro vi venga in mente, di sicuro avrete chiesto ad amici e parenti. Ma potreste anche fare di più, ad esempio condividendo i vostri dubbi su Twitter.
Così ha fatto Jay Rooney, che ha chiamato in causa AT&T, la sua compagnia telefonica, e T-Mobile, il maggior competitor. Il risultato?
Una conversazione che ha avuto come protagonisti i due brand e persino il CEO di T-Mobile! Qui potete leggere l’intero dibattito.

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Grazie alla rete, siamo diventati un po’ tutti dei maximizer*. Cerchiamo online mille informazioni, confrontiamo i prodotti e i servizi offerti dalle marche, chiediamo pareri in ogni dove. Non che questo non si facesse anche prima. Adesso è più facile, si fa comodamente con un click e si spreca meno tempo.
Grazie ai canali social, però, il confronto avviene su di un piano diverso. Su scala globale, prima di tutto, e con uno scambio di informazioni paritario tra la marca e il suo pubblico.
Ciò che questo caso rende evidente, invece, è un livello ancora più profondo nel rapporto che canali come Twitter hanno permesso di costruire tra brand e persone.
La conversazione si estende su più livelli: tra persone e persone, tra persone e brand e tra brand e brand.

We Are Social / Marco Cassanmagnago

*Si definisce maximizer una persona che, per compiere delle scelte, cerca sempre di trovare la soluzione più vantaggiosa per sé, impegnando tempo ed energie  nelle ricerche. Al contrario, si definisce satisficer chi preferisce risparmiare il proprio tempo, preferendo la scelta più comoda da raggiungere. Voi da che parte state? Provate con questo quiz ;)

 

World AIDS Day
Chiudiamo questo TGWAS parlando di una cosa molto importante. Fino alla mezzanotte di Domenica primo dicembre, grazie a Lifestyles Condoms, potrete donare un preservativo alla AIDS Healthcare Foundation semplicemente con uno status update, su Facebook, Instagram o Twitter. Lifestyles suggerisce questi update, ma potete scrivere ciò che preferite: l’importante è usare l’hashtag #LetsChangeEverything.

  • #LetsChangeEverything I’m donating my status to promote #WorldAIDSDay and to change the way the world thinks about HIV and AIDS.
  • I just donated a condom to @AIDSHealthcare to support #WorldAIDSDay #LetsChangeEverything
  • #LetsChangeEverything together. Start by getting tested. To find a HIV testing center near you visit freehivtest.net.

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Anche per questo sabato è tutto, buon weekend!

P.s.: regalo!:D

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Mercoledì Social #189

di Giovanni Balsamo in News

Per scrivere bene, non c’è niente di meglio che avere qualcosa da dire. E siccome questa settimana le cose da dire non sono poche, i presupposti per un Mercoledì Social di qualità sembrano esserci tutti. Detto ciò, non perdiamoci nei meandri della retorica e partiamo subito con la nostra consueta carrellata di news tratte dal mondo dei social media.

10 migliori brand su YouTube

Sono molti i brand che pensano che il social video sia lo strumento più diretto per entrare in contatto con quello che ancora oggi si indica come “target di riferimento” e che invece ci piace pensare, considerare e descrivere in primis come un prezioso interlocutore e in un secondo momento come un consumatore di un prodotto e/o servizio. Tuttavia per i brand non è mai semplice e immediato mettere in atto un’efficace strategia di marketing. A supporto di quanto appena detto, abbiamo l’ultimo studio Touchstorm, The Touchstorm Video Index. Questa ricerca, oltre a rivelarci che solo 74 dei primi 5.000 canali di YouTube appartengono ai brand (circa il 2%), ci dimostra che la più diffusa piattaforma di condivisione di social video sia ancora un territorio semibattuto dalle aziende. E pensare che YouTube ha ben sette anni di vita!

A questo link trovate la Top Ten dei migliori brand su YouTube.

Ci sono altri dati interessanti di questa ricerca targata Touchstorm, passiamoli subito in rassegna:

- Pepsi e Coca-Cola sorprendentemente non compaiono nella Top Ten dei migliori brand su YouTube, ma c’è per esempio Blendtec (in 8° posizione) grazie al successo della famosa serie di video Will It Blend?.

- I brand di make-up sono assenti, anche se su YouTube sono presenti in abbondanza video amatoriali di bellezza.

- Samsung ha ben cinque canali indicizzati e dedicati a diverse tipologie di prodotto. Questo risultato è nettamente superiore rispetto a quello raggiunto da molti altri brand di pari livello.

- L’agenzia di modelle Ford Models è messa meglio nel ranking Touchstorm dell’omonima e storica casa automobilistica americana Ford. Stesso discorso vale per La Chiesa Mormone, che risulta ben posizionata rispetto a veri e propri giganti quali Apple, Microsoft e IBM.

Detto ciò, è vero che i dati e le classifiche sono importanti, ma prima di misurare la valenza social di un brand su YouTube (attraverso parametri quali: visite totali sul canale ed engagement effettivo sui video caricati) bisognerebbe prendere in considerazione la qualità che esso esprime attraverso i contenuti proposti su tale piattaforma. In fondo è sempre dalla qualità che nasce il successo. E per qualità s’intende l’innovazione, l’originalità, l’astrazione concettuale che si cela dietro un contenuto – di qualunque tipologia esso sia – e che gli permette di avere una rilevanza all’interno della strategia di marketing di un’azienda.

YouTube ha lanciato Fan Finder

Restando in tema, andiamo ora a parlare brevemente dell’iniziativa messa in atto da YouTube per aiutare i youtuber ad acquisire fan. Come vi abbiamo già anticipato nell’ultimo Mercoledì Social, stiamo parlando di Fan Finder, che si potrebbe inquadrare come una campagna pubblicitaria, resa disponibile da YouTube ai propri migliori utenti e cioè quelli che effettivamente producono video. In sintesi, Google sta effettuando un test per migliorare i suoi annunci ed è facile immaginare che un brand in un futuro non troppo lontano possa offrire questa tipologia di servizio ad inserzionisti disposti ad acquistarla.

Ecco un esempio di Fan Finder Ads:

 

LinkedIn lancia la “Showcase Page”

LinkedIn continua a mantenere il proprio primato come miglior piattaforma per professionisti, offrendo di continuo nuovi aggiornamenti che migliorano i profili aziendali soprattutto in termini di visibilità. È di ieri la notizia del lancio della funzionalità denominata Showcase Page, che in pratica permetterà alle aziende sulle proprie Company Pages di indirizzare e raggruppare i follower di un prodotto, servizio o brand specifico. L’obiettivo di LinkedIn è semplice: evitare che aziende – con un elevato numero di prodotti, diversi tra loro – sviluppino conversazioni e creino contatti su una singola pagina, correndo il rischio di diventare “un po’ opprimenti” agli occhi della propria rete di contatti. Una rete variegata di persone che non è necessariamente interessata ad ognuno dei contenuti proposti.

Ogni azienda può creare fino a 10 Showcase Page, che sono destinate a funzionare allo stesso modo di una Company Page e quindi anche ad essere supportate da Follower Ads e Sponsored Updates. Il fine di questa nuova funzionalità dimostra ancora una volta che LinkedIn non possa più essere pensata solo come una piattaforma di social recruiting, ma anche come una professional publishing platform.

Detto ciò, LinkedIn ha lanciato anche una nuova funzionalità denominata Talent Updates, che permetterà agli esperti di selezione dei personale delle aziende di pubblicare aggiornamenti di stato mirati direttamente ai follower della Company Pages.

Tornando alla Showcase Page, ecco come per esempio Microsoft abbia provveduto a sfruttarla al meglio:

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Quanto fatto da LinkedIn con la Showcase Page e i Talent Updates dimostra quanto stia puntando con sempre più decisione al target business, rendendo ormai indispensabile la presenza dei brand e dei singoli professionisti sul suo canale.

Tutto quello che dovreste sapere su LinkendIn

Wayne Breitbarth, che lavora come consulente per LinkedIn, due giorni fa ci ha aiutato a capire meglio, attraverso un’infografica pubblicata su Forbes, come e perché le persone usano questo social network per trovare lavoro e instaurare una rete di contatti professionali utili.

Ecco alcuni dei dati salienti emersi:

- L’84% utilizza gli strumenti gratuiti messi a disposizione dalla piattaforma.

- La maggior parte degli utenti partecipa e/o aderisce a 1-9 gruppi di discussione e la metà di essi (circa il 52%) trascorre fino a 2 ore a settimana su LinkedIn.

- Secondo gli intervistati, lo strumento più utile messo a disposizione è la possibilità di sapere chi visita il proprio profilo, seguito dai suggerimenti per entrare in contatto con le “persone che potresti conoscere”.

- In cosa LinkedIn si è dimostrato più utile? Nel favorire la ricerca di aziende e persone (75,8%), ma anche di vecchi colleghi e datori di lavoro (70,6%).

E per voi, qual è il motivo più valido per cui usare LinkedIn?

Nel salutarvi vi lascio con questa bellissima infografica:

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Mercoledì Social #188

di Antonella Franzoni

Champagne! Sì perché siete tutti benvenuti al mio primo Mercoledì Social che corrisponde al mercoledì #188Venendo dal “magico” mondo della pubblicità, oggi inizierò con alcune novità sul “fare” advertising sui social network.

Foursquare Ads: nuove forme di adv in ottica geo-marketing

Dallo champagne passiamo alla birra e parliamo subito di Barcade, un bar conosciuto per la sua birra artigianale e i classici giochi arcade. La sfida di Barcade era quella di attirare nuove persone e raggiungere un target più allargato, senza passare dai soliti annunci stampa, sempre meno efficaci, ma sfruttando nuove forme di advertising a livello locale.

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Da poco Foursquare ha lanciato gli ads, una modalità per cui le realtà che utilizzano Foursquare possono ottenere nuovi clienti direttamente alla loro porta!

Vediamo come funziona.

Dopo che l’Azienda ha creato l’annuncio, il potenziale consumatore ha la possibilità di interagire cliccando per vedere i dettagli dell’annuncio oppure eseguendo il check-in all’attività proposta. Il 78% dei consumatori che effettua delle ricerche con il cellulare é già predisposto all’acquisto nella zona in cui si trova in quell’istante e i Forsquare Ads lavorano proprio in quest’ottica, ossia vengono mostrati alle persone che si trovano nelle vicinanze dell’Azienda promotrice e che stanno cercando qualcosa di simile e/o collegato a quel brand, attirandole in modo estremamente tattico.

Altra peculiarità è data dal fatto che l’Azienda pagherà gli ads solo nel caso in cui qualcuno agisca sul proprio annuncio.

Un esempio di redemption? Ogni cliente che Foursquare Ads ha portato a Barcade aveva un costo di $ 1,71, e ogni persona entrata nel bar ha mediamente speso $ 20.  Non male se si pensa ai classici conteggi in GRP’s , no? Peccato quindi che per il momento i Forsquare Ads siano disponibili solo per il mercato USA.

 

YouTube: minispot per auto-promuovere il proprio canale YT

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Google sta sperimentando nuove modalità per rendere migliori le campagne pubblicitarie attraverso YouTube. Proprio oggi YouTube ha lanciato Fan Finder, una nuova iniziativa per aiutare i proprietari di un canale YT a raccogliere gratuitamente nuovi fan. Fan Finder è rivolto sostanzialmente agli utenti YT più importanti: ossia quelli che effettivamente producono video.

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Tutti i proprietari di canali YT non devono fare altro che creare e caricare un video auto-promozionale, cosa che la maggior parte di loro fa già abitualmente. La differenza sta nel contenuto: il video è mirato a stimolare gli utenti a diventare nuovi fan del proprio canale YT.

Una volta caricati i video su Fan Finder, YouTube farà poi girare il video sotto forma di un ad-video in True View. Per vedere il  video gratuitamente per intero l’utente sarà invitato ad andare sul canale YT di riferimento.

Ecco le 5 regole d’oro direttamente da YouTube per usufruire di questa nuova modalità:

1) Mantieni il tuo video-annuncio in un formato breve e con alto potenziale engaging, stimolando lo spettatore ad andare sul tuo canale YT, senza dare nulla per scontato. Ricorda che il tuo annuncio verrà eseguito come un video TrueView quindi  lo spettatore lo potrà saltare dopo soli 5 secondi. 

2) Intrattieni lo spettatore: il video dovrà rispettare quelle che sono le tematiche del tuo canale YT, con una forte componente entertainment. Se disponi ad es di un canale musicale assicurati che il tuo video-annuncio parli di musica.

3) Focalizzati su un messaggio forte da dare: gli spettatori dovranno ritrovarsi rispetto ai contenuti promossi.

4) Non dimenticare  soprattutto la call to action. Cosa vuoi che gli spettatori facciano dopo avere visto il tuo video?

5) Parola d’ordine branding: ricorda che il tuo brand deve essere ben visibile e facilmente memorabile.

Twitter: ‘Timeline personalizzata’, per collezionare tweet su qualsiasi argomento

Twitter ha annunciato una nuova funzionalità di Timeline personalizzata che consentirà agli utenti di creare delle vere e proprie collezioni personalizzate di tweet. La funzione sarà lanciata nei prossimi giorni tramite TweetDeck (che qualche mese fa aveva divorziato da Facebook) e disponibile su Web, Chrome e PC, mentre un aggiornamento per Mac “is coming soon”.

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Questa soluzione dovrebbe costituire una valida alternativa alla funzione delle liste esistenti e potrebbe mettere un po’ di pressione a Storify. Per esempio, la funzione potrà essere utilizzata per la creazione di sezioni Q&A, breaking news e per il monitoraggio dei commenti su varie tematiche come sport e intrattenimento.

Attraverso questa funzione sarà possibile aggiungere una nuova colonna nella Tweetdeck dove trascinare i vari tweet dalle altre colonne per popolare la propria Timeline personalizzata.

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Questa soluzione potrebbe trovare il gradimento da parte degli utenti tradizionali, ma anche di Aziende/brand per le loro esigenze di business. Twitter potrebbe implementare ulteriormente questa soluzione con ad esempio anteprime delle immagini e dei thread di conversazione.

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