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Thank God We Are Social #102

di Alice De Ferrari in News

È iniziato il weekend, ma le previsioni del tempo vi hanno messo di cattivo umore? Non preoccupatevi, a portare il sole nel vostro fine settimana ci pensa il Thank God We Are Social #102.

La battaglia tra i sessi su Facebook 

Gli stereotipi a volte hanno un fondo di verità: alle ragazze piacciono gli smalti e ai ragazzi i motori, o almeno così dicono le nostre preferenze su Facebook. In questa infografica di CompassLabs vediamo come le donne seguano soprattutto brand di moda, pagine dedicate al food o al ballo, mentre gli uomini fanno like ad argomenti più virili, come la caccia e la pesca, la tecnologia e la mountain bike.

Schermata 2013-05-16 alle 17.46.35

 

Atari Breakdown
Stando all’infografica qui sopra quindi, questa dovrebbe essere una notizia per maschietti, ma credo che appassionerà anche le geek girls: provate a digitare “Atari Breakout” nella sezione Google Immagini e vedrete trasformarsi il famoso motore di ricerca in un gioco vintage (datato 1976) a tutti molto familiare. Un’altra delle sorprese di Google, che spesso nasconde tra i suoi meandri giochi e trabocchetti: inserite nella barra di ricerca Do a Barrel Roll e tenetevi forte!

 

Schermata 2013-05-16 alle 17.50.10

 

Indovinelli su Google Maps 
Se vi siete stufati di giocare con Atari Breakdown, vi proponiamo un indovinello: riuscite a capire dove si trova il posto nella fotografia?

 

Schermata 2013-05-16 alle 18.01.36

 

Mettetevi alla prova con GeoGuessr. Il gioco, firmato Google, vi propone un’immagine del mondo, senza alcuna indicazione geografica. Sta a voi localizzarla sulla mappa e vedere quanto ci siete andati vicini. Buona fortuna! [ɐɔıɹɟɐ pns ןǝp ɐıbbɐıds ɐun ɐʇuǝsǝɹddɐɹ oʇoɟ ɐן]
Facebook: stufi dei cambiamenti? 
Quand’è l’ultima volta che avete sbuffato per l’ennesima modifica all’interfaccia di Facebook, dicendo che non se ne sentiva proprio l’esigenza? Quante volte avete dovuto reimpostare la privacy, che era stata automaticamente cambiata da Facebook? In questo video vediamo come ci sentiremmo se queste trasformazioni avvenissero nella nostra vita reale

 

Il quiz di We Love Cinema 
Questa settimana per la prima volta in Italia è stata celebrata la Festa del Cinema, durante la quale il biglietto per il cinema costa 3 €. Grazie a BNL [cliente], la Festa si può prolungare fino a domenica sera: basterà giocare al quiz  per appassionati di cinema sulla pagina We Love Cinema, e si riceverà automaticamente un codice per avere il biglietto scontato. Viste le previsioni del tempo, perché non andare a vedere i film in gara a Cannes?

 

Schermata 2013-05-16 alle 19.00.10

 

E con questo non ci resta che augurarvi: Good night and good luck!

 

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Mercoledì Social #162

di Luca Della Dora in News

Il 14 Maggio 1984 nasceva Mark Zuckerberg, che 22 anni dopo avrebbe dato vita a Facebook, ma la vera notizia è che il 14 Maggio 1981 fa nascevo io :D , che 32 anni dopo vi avrei augurato un buon mercoledì. Un mercoledì che non può considerarsi tale se non dopo aver letto il nostro mash-up settimanale legato alle notizie del mondo del social web, del marketing e della comunicazione.
 
 
Il 51% degli utenti internet utilizza Facebook
La penetrazione dei social network tra gli utenti che accedono ad internet è in continuo aumento: Facebook guida questa classifica con il il 51% (ci si aspetta che raggiunga il 60% entro la fine dell’anno), seguito da Google+ (26%), Youtube (25%) e Twitter (22%). Altri canali come Sina Weibo, QZone e Tencent hanno numeri decisamente alti se si considera che sono frequentati da persone di precise aree geografiche.

Social Network penetration

Un altro dato molto interessante – pubblicato anch’esso da GlobalWebIndex – ci fornisce lo split per paese degli utenti attivi su Google+ e la relativa penetrazione rispetto agli utenti internet.

Google+ usage

In Italia sono quasi 4 milioni gli utenti attivi mensili, con una penetrazione del 14%.
 
 
L’approccio personale è sempre più importante
Lo è nella vita reale, in cui una persona si sente molto più gratificata e invogliata ad interagire se capisce di essere trattata in modo unico, sulla base dei propri interessi e a quelle che sono le proprie abitudini, ma lo è ancora di più sul social web, dove conquistare l’attenzione delle persone è molto difficile, vista la quantità di stimoli cui tutti sono sottoposti continuamente.

Screen Shot 2013-05-14 at 5.05.25 PM

La personalizzazione dei contenuti proposti dai brand è uno dei maggiori trend che chi si occupa di marketing ha individuato come cruciale (il 94% degli intervistati da eMarketer su questo tema).

Personalization

Pardot ha condiviso un’infografica che spiega in modo molto semplice quali sono i benefici portati dalla personalizzazione e quali sono le opportunità legate al modo in cui è approcciata oggi.

Qui potete trovare l’infografica completa.
 
 
Meglio star su Youtube che innamorati
Lo dichiara il 22% degli intervistati (tra 14 e 30 anni) di uno studio condotto da Pulse Survey. L’infografica si riferisce ad una domanda molto semplice posta a 750 ragazzi con due opzioni di risposta: “cosa preferiresti ti succedesse quest’estate?”

Youtube vs Love

Oltre alla percentuale decisamente alta di chi preferirebbe essere famoso su Youtube piuttosto che innamorarsi, è curioso come 1 persona su 10 dichiari di preferire superare i 10.000 follower su Twitter piuttosto che vincere un’automobile nuova. Questo dimostra come sia sempre più viva nelle persone la volontà di avere una presenza rilevante sul social web, ed una relativa influenza sulla propria cerchia di contatti. Lo studio è interessante perché riferito ad una fascia di popolazione con un’età bassa, che consente di capire in che modo stanno cambiando le abitudini, sempre meno distinte tra social web e “vita reale”.
 
 
Cosa si nasconde dietro a un commento? E dietro ad 1 miliardo di commenti?
Ce lo racconta un’infografica creata da JESS3 e condivisa da Disqus per celebrare il miliardo di commenti pubblicati sulla piattaforma. Una delle prime evidenze riguarda la lunghezza dei commenti, ed è interessante notare come il 57% di questi sia twittabile (non supera cioè i 140 caratteri), ed aumentino così la diffusione non soltanto del commento, ma anche del contenuto cui è legato.

Disqus

Potete approfondire il resto dello studio direttamente sul blog di Disqus.
 
 
Foursquare è morto. Lunga vita a Foursquare.
Fin dalla sua nascita Crowley si è trovato a dover cercare investitori e un business model sostenibile con una mano, e smentire i detrattori sull’imminente chiusura del social network con l’altra. Qualche settimana fa, per l’ennesima volta, ha spiegato come non sia assolutamente nell’aria una smobilitazione del servizio, e che sia anzi ben chiara la direzione che la piattaforma sta seguendo: sempre meno location based game, sempre più luogo attraverso cui scoprire i locali più adatti alle proprie esigenze ed ai propri gusti (nel frattempo aboutfoursquare sottolinea come – in USA – il 75% dei ristoranti e delle catene di retail abbiano una presenza attiva sul canale).

Foursquare Explore

Come detto poco sopra, la personalizzazione è uno degli aspetti chiave per le persone che si trovano ad interagire con i brand e la nuova menu bar presente su foursquare.com/expolore lo testimonia: è ora possibile filtrare la ricerca per range di prezzo, per special disponibili in determinati locali, ma anche per negozi aperti in quel determinato momento, per luoghi non ancora visitati o per locali in cui i propri amici vorrebbero andare.
 
 
E anche per questa settimana è tutto. Vi diamo appuntamento anche su Twitter e Facebook, dove potete seguirci e dirci la vostra sui temi che quotidianamente trattiamo e condividiamo con voi.

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[INFOGRAPHIC] Quanto (e come) sono presenti le aziende sui social media?

di Luca Della Dora in News

I social media giocano un ruolo sempre più importante nelle strategie di marketing delle marche: se fino a qualche anno fa venivano visto come un terreno da esplorare, attraverso cui entrare in contatto con segmenti di consumatori specifici, oggi rappresentano il luogo grazie è possibile prendere parte alle conversazioni delle persone e influenzarne comportamenti ed abitudini.

L’utilizzo dei social network impone ai business di considerare determinante una presenza strutturata.
Internet users spend 22.5% of their time social networking while online
La consapevolezza da parte dei brand è crescente, così come la capacità di parlare un linguaggio vicino a quello delle proprie community. Invesp ha condiviso un’infografica che raccoglie dati provenienti da diversi studi che analizzano in che modo i business sono presenti sul social web, quali sono le opportunità già colte, e quali invece sono le aree in cui è possibile migliorare.

Tra le TOP100 Fortune Companies, sono 87 quelle ad essere presenti su almeno un social network, con Facebook e – soprattutto – Twitter a farla da padrona. Sono invece 1 su 2 ad essere presenti su Youtube e Linkedin, e 1 su 3 su Pinterest e Google+.

Il dato è ovviamente molto legato all’utilizzo dei canali da parte delle persone: è naturale che le marche prediligano attivare una presenza in quei luoghi che le persone vivono quotidianamente rispetto agli altri, che in molti casi vengono attivati per obiettivi specifici o attività tattiche.
 
87% of Fortune 100 companies have a presence on at least one social media website, with Twitter being the most popular

Una crescente consapevolezza dicevo, una consapevolezza che nel 62% dei casi ha portato i responsabili di marketing a dichiarare che i social media sono diventati un elemento vitale delle proprie attività durante gli ultimi 6 mesi.
La presa di coscienza dell’importanza del social web non è però sufficiente ad affermare che i brand stiano gestendo al meglio la propria presenza, come dimostra il fatto che solo il 25% degli Small Business presenti afferma di aver implementato una strategia utile al raggiungimento dei propri obiettivi di comunicazione, marketing o di business.
62% of marketers say social media has become more vital to their marketing campaigns within the last six months

Ma non si tratta soltanto della definizione di una strategia e di obiettivi che vadano oltre al brevissimo periodo, perché anche la gestione operativa dei canali nel day-by-day rappresenta ancora un territorio molto delicato per i brand: in media solo il 30% delle interazioni delle persone trova una risposta, e soltanto il 44% delle domande poste dai consumatori trova una risposta entro 24 ore, per arrivare ai tweet rivolti alle aziende, che vengono completamente ignorati nel 56% dei casi.
 
56% of customer tweets to companies are ignored; only 44% of customer question tweets are answered within 24 hours
 
In we are social siamo convinti dell’importanza di definire a priori una strategia che consenta di ottimizzare la presenza dei clienti con cui lavoriamo quotidianamente, e che permetta di raggiungere e misurare obiettivi utili a migliorare il rapporto con le persone che le marche desiderano coinvolgere.

Per questo è molto interessante osservare non soltanto i dati relativi alla presenza delle marche, ma anche le opportunità non colte, evidenziate dall’infografica che potete trovare qui.

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Mercoledì Social #156

di Matteo Brignoli in News

Buongiorno a tutti e benvenuti al nostro consueto Mercoledì social, la rassegna di news sul social web più frizzante della rete!

Twitter aiuta i brand ad ottimizzare la propria attività in 140 caratteri

Il social network ha da poco rinnovato la piattaforma business.twitter.com per supportare tutte quelle marche che vogliono sfruttare al meglio le potenzialità della comunicazione in 140 caratteri: tra consigli utili e case history “di successo”, Twitter spiega alle aziende come gestire in maniera proficua la propria embassy, dall’engagement della community fino alle campagne di advertising. Non manca, tra le altre cose, la possibilità per tutti di indicare il proprio consiglio con un tweet all’account @TwitterAds o utilizzando l’hashtag #TwitterTips. E voi, quale consiglio dareste a un’azienda ancora alle prime armi con Twitter?

L’uso degli hashtag da dispositivo mobile e la scoperta di contenuti interessanti

Un recente survey di RadiumOne ha messo in evidenza come il 70% degli utenti che accedono a Twitter da mobile sia propenso all’uso degli hashtag quando si trova a creare un contenuto o ad interagire con un account. Lo stesso report sottolinea che il 43% degli utenti intervistati trova gli hashtag molto utili per scoprire contenuti interessanti e per seguire o prendere parte a conversazioni rilevanti. Quali sono quindi le opportunità per i brand? Senza dubbio questo survey conferma la possibilità per le aziende di attivare una conversazione con gli utenti mediante l’uso di hashtag, aumentando il reach della conversazione stessa grazie ad uso proficuo di questo strumento e coinvolgendo sempre più persone interessate all’attività del brand. Inoltre, sono interessanti gli scenari legati agli strumenti messi a disposizione dai Twitter Ads, come Promoted Content e Promoted Trend, che aiutano ad accrescere la visibilità di hashtag e contenuti mediante un investimento media oculato: pensiamo ad esempio alla promozione di un hashtag da parte dell’account di un canale televisivo, in uno scenario come quello attuale in cui sono sempre più numerosi gli utenti che guardano la TV sfruttando il proprio smartphone come second screen e mezzo d’interazione.

The Twitter cheat sheet

Continuiamo a parlare di Twitter con un’infografica realizzata da LinchpinSeo che contiene una serie di dati molto interessanti sull’engagement e sugli orari migliori per l’attività su questo canale: sapevate ad esempio che i tweet lunghi meno di 100 caratteri sono oggetto del 17% di engagement in più rispetto a tweet più lunghi di quella misura? E che i tweet che contengono un link hanno una probabilità di essere retwittati molto più elevata rispetto a quelli privi di link? L’infografica non vuole ovviamente fornire la “ricetta perfetta” per utilizzare Twitter (anche perché si tratta di una ricetta che non esiste, l’attività dovrebbe essere sempre gestita ad hoc secondo gli obiettivi da raggiungere ed il rispetto dei valori e del tono di voce del brand), ma ci aiuta a visualizzare una serie di dati che possono essere decisamente utili per ottimizzare la gestione di un account aziendale. Rimane aperta un’annosa questione: se e quando sia giusto per un brand inserire in un tweet la richiesta esplicita di ReTweet. Voi che ne dite? ;)

Trovate l’infografica completa a questo link.

Twitter cheat sheet

5 buoni esempi sull’uso di Vine

Chiudiamo la nostra carrellata di news Twitter-centered con la menzione di una simpatica top 5 redatta da eConsultacy su 5 buoni esempi dell’uso fatto di Vine da parte dei brand: l’app lanciata ormai qualche mese fa da Twitter infatti continua a dividere il social web tra entusiasti e detrattori, e sono molte le aziende che si sono cimentate in questi video da 6 secondi con esiti decisamente altalenanti. Da parte nostra, il consiglio che possiamo dare è di evitare di comporre un numero troppo elevato di fotogrammi o frammenti di video, per evitare un montaggio troppo frenetico quando l’app va ad assemblarli. Tutto qui? No, non basta: è importante – ovviamente – essere molto creativi per generare un contenuto che sia interessante da condividere, ma anche avere ben chiaro il tipo di storia che si vuole raccontare (6 secondi sono una storia? Ebbene sì, una storia con una misura temporale da sfruttare al meglio). Un video con una generica ripresa del packaging di un prodotto, magari fatta a scatti, non è decisamente sufficiente.

Non perdetevi la top 5 di eConsultancy a questo link (ci sono anche 5 bad examples, nonostante io mi permetta di dissentire sul Vine-trailer di Wolverine), io nel frattempo ne approfitto per salutarvi con il video realizzato da Doritos per una vera e propria competizione: voi riuscite a riconoscere la canzone suonata dai mariachi in 6 secondi?

P.s. È Mercoledì, giro di boa!

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[INFOGRAPHIC] Il 75% delle persone preferisce acquistare prodotti di brand presenti sui social media

di Luca Della Dora in News

Abbiamo discusso più volte di quanto e come i social media siano in grado di influenzare le abitudini delle persone.

Non c’è nulla di strano in tutto questo: da sempre i comportamenti e le opinioni si basano sulle interazioni, sui consigli e le raccomandazioni dei propri familiari, dei propri amici o di persone ritenute autorevoli (specialisti di settore, ma anche personaggi molto conosciuti apparentemente poco affini ai prodotti di cui parlano – insomma, i testimonial).

Quello che Mass Relevance ha fatto è rendere concreta, attraverso i numeri, l’influenza che i social media hanno sulle persone, fino a modificare le intenzioni d’acquisto. E sono dati sicuramente interessanti visto che il 75% delle persone parla di brand sui social media (il 91% se consideriamo il range di età 18-34).

75% of People Talk About Brands on Social Media [INFOGRAPHIC]

Il fatto che il 59% delle persone dichiari di fidarsi di più dei brand che hanno una presenza social è uno dei dati che più fa pensare, così come quello legato alla predisposizione delle persone a condividere la propria esperienza con i propri contatti (o con persone con interessi affini): il 60% lo fa più volentieri se il brand in questione è attivo sul social web.

75% of People Talk About Brands on Social Media [INFOGRAPHIC]

Ma alla fin fine quello che interessa davvero a qualsiasi azienda è vendere, ed è proprio il dato relativo all’intenzione d’acquisto che deve far riflettere: il 75% delle persone tra 18-34 anni preferisce acquistare prodotti di marche che integrano le proprie attività anche sui social media.

75% of People Talk About Brands on Social Media [INFOGRAPHIC]

In un contesto in cui le persone sono sempre più immerse in flussi di informazioni maggiori, è determinante la capacità di guadagnare l’attenzione dei consumatori. L’attenzione è però una risorsa scarsa, e la possibilità di guadagnarla passa sempre più per la creazione di esperienze coinvolgenti e che non si limitino a comunicare prodotti o servizi, ma che creino valore.

Da qui potete scaricare il pdf dell’infografica completa, mentre potete usare lo spazio qui sotto per considerazioni legate a questo studio, o se pensate che una ricerca di questo studio, in Italia, avrebbe portato risultati diversi.

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Mercoledì Social #149

di Nicolò Dus in News

Le novità di questa settimana riguardano: Facebook, Twitter, LinkedIn e immancabilmente Spotify. Approfondiamole insieme.

Ciao Italia, qui Spotify!

Questo è il titolo del video che la casa madre svedese ha lanciato su YouTube per introdurre, dopo un’attesa di ben 4 anni, la piattaforma che ha rivoluzionato il music business. Anche in Italia Spotify mantiene il modello che sta decretandone il successo in Europa e negli Stati Uniti – 20 milioni di utenti attivi, di cui 5 abbonati a pagamento – prevedendo ascolti illimitati, un catalogo corposo e un meccanismo di creazione e condivisione di playlist funzionale sia all’ascolto individuale che alla dimensione social del web.
Con un clic, infatti, si può decidere se pubblicare su siti, blog e social network le tracce appena ascoltate e monitorare l’attività dei propri amici, dando un’occhiata ai loro ultimi ascolti. La musica è sicuramente un touch point interessante per diversi target e i brand avranno l’occasione di sfruttare questo strumento sui canali social per facilitare l’incontro tra le persone e la marca attraverso la condivisione di playlist personalizzate o attività tattiche che prevedono l’interazione con i brani preferiti dagli utenti. Per esempio, si può integrare il feed di status e immagini su Facebook, con un flusso musicale e invitare gli utenti a costruire una playlist interattiva. Oppure potete pensare di diventare i talent scout di nuove band o gli esperti di pezzi sconosciuti e vintage.
L’aspetto social è alla base di Spotify e i brand potranno puntare sulle feature attualmente disponibili oltre che alle nuove funzioni disponibili a breve tra cui “Follow” e “Discovery”. Il lancio della prima è previsto a marzo e permetterà di seguire i gusti musicali dei propri amici e di diversi artisti e “celebrities”; la seconda invece proporrà agli utenti nuova musica sulla base dei loro ascolti e dei contatti che seguono.

Gli Eventi su Facebook e anche i biglietti A proposito di musica, Facebook ha in cantiere una nuova feature che potrebbe rivoluzionare il business della musica dal vivo. La nuova feature permetterebbe infatti di acquistare il biglietto per un concerto o una festa, direttamente dalla pagina dell’evento generata su Facebook. Paesi come Olanda e Israele l’hanno già testata, il che significa che Facebook ha deciso di sperimentarla in mercati limitati e scelti ad hoc per controllare al meglio sia il funzionamento che i risultati. La transazione richiesta per l’acquisto del biglietto, però, pare non sia gestita direttamente da Facebook, poiché cliccando sul pulsante “Compra biglietto” che appare sula pagina di un determinato evento, si verrà rimandati ad un sito di terze parti. Tuttavia a prescindere da chi gestisce la transazione, l’idea di fondo di questa nuova funzione sembra destinata ad avere successo perché renderebbe l’esperienza d’acquisto più naturale e interna ad una piattaforma conosciuta. Sarà inoltre più facile convincere qualcuno a venire al concerto con voi se tutto quello che dovrà fare sarà accettare l’invito su Facebook e comprare il biglietto con un semplice clic :)


LinkedIn supera i 200 milioni di utenti

Il social network dedicato alle relazione professionali supera il tetto dei 200 milioni di utenti e non accenna a fermarsi. L’Italia è il quinto paese in termini di crescita di utilizzo da mobile di questa piattaforma. L’infografica qui sotto ci dà un’idea concreta della potenza di questo canale e dell’impatto che ogni giorno ha nella vita di oltre 200 milioni di persone.

LinkedIn è un canale in cui si sviluppano conversazioni rilevanti e di qualità attorno a temi di carattere professionale. Le persone accedono ad un luogo di conversazione tematico, scegliendo i loro interessi in base all’ambito professionale d’interesse. Lo strumento principale è la Company Page con cui il brand può comunicare in modo articolato la propria identità alla community. Questo si traduce in un’opportunità di targetizzare in modo efficace i contenuti solo sulle persone interessate al tema trattato, moltiplicando le occasioni di generare una conversazione rilevante attorno al brandì e capitalizzare la presenza attiva degli utenti.

Facebook for every phone: numeri da capogiro

L’utilizzo di Facebook e in generale dei canali social da mobile diventa sempre più incisivo tanto da superare quello da desktop.  Quando pensiamo a smartphone e tablet il pensiero va subito a dispositivi iPhone, iPad e Android e Blackberry ma in realtà si parla di numeri che vanno oltre queste macro categorie. Lo dimostra anche il fatto che la pagina ufficiale dell’applicazione ‘Facebook for every phone’ ha superato i 200 milioni di fan e la sua crescita sembra inarrestabile. La pagina è di gran lunga la più popolata e stacca di più di 100 milioni la seconda in classifica – che per la cronaca è la pagina di Facebook. L’applicazione è compatibile con oltre 3600 tipi di device che supportano Java. La pagina, e di conseguenza l’applicazione è utilizzatissima soprattutto tra i più giovani, tra i 18 e i 24 anni, e per country come la Thailandia in cui, probabilmente, l’utilizzo dei canali social ma anche la tipologia di device mobile utilizzati è soggetta a trend diversi rispetto a quelli dei paesi occidentali o early adopter.

Se è vero che l’utilizzo di Facebook da mobile è assolutamente determinante, allora le scelte strategiche di Zuckerberg and Co. non possono che muoversi proprio nella direzione per cui l’esperienza di fruizione mobile diventi sempre più completa ed efficace e che i brand possano sfruttarne al meglio le evoluzioni. La user experience che passo dopo passo sta prendendo e prenderà forma vedrà una differenziazione sempre più netta rispetto a quella disponibile da desktop in primis perché il tipo di utilizzo che fanno le persone del mezzo a partire da mobile è diverso da quello che ne fanno da computer e proprio queste diversità possono essere sfruttate per la creazione di servizi e funzionalità esclusive che non sono possibili o utili da desktop.

Facebook offers da Mobile: esperienza d’acquisto senza frizioni

Abbiamo già detto che è evidente la migrazione su mobile degli utenti di Facebook, questo non è una sorpresa. Ma uno shift come questo fa sì che le persone acquisiscano una familiarità sempre più forte con le funzioni native di questo canale, imparando a capirne i meccanismi, lasciando alle spalle la diffidenza e abbracciando nuovi comportamenti di consumo. È il caso delle Facebook Offers. Acquistare tramite Facebook sta diventando un’esperienza molto più naturale rispetto a quella di cliccare su un banner e dover accedere ad un altro canale. Entrare in contatto con un’offerta su un canale con cui si ha familiarità e su cui possiamo valutare immediatamente la reputazione del brand oltre che dell’offerta, rende  l’esperienza d’acquisto più simile a quella reale. Le persone, entrando in contatto con una Offer, possono infatti percepire subito l’impatto che ha avuto sugli altri – guardando il numero di utenti che l’hanno già richiesta – e sopratutto sui propri amici, guardando quanti hanno interagito con l’offerta e con il brand. Questo approccio fa sì che il brand possa scavalcare lo scoglio della diffidenza, utilizzando le persone e gli amici degli utenti come endorser del prodotto che promuovono.

Novità per i risultati di ricerca di Twitter

Da circa una settimana Twitter ha finalmente dato il via al rollout di una nuova funzionalità che consente di visualizzare nei risultati di ricerca anche Tweet antecedenti agli ultimi 7 giorni, sia che si ricerchi per hashtag sia per chiave di ricerca di argomento composta. Effettuando una ricerca specifica sarà quindi possibile ottenere risultati più rilevanti, completi ed efficaci. Occorre comunque specificare che anche scegliendo la visualizzazione dei risultati come “Tutto” e non come “Top” non avremo comunque lo spaccato completo dei tweet inerenti un dato hashtag o argomento ma solo una piccola percentuale degli stessi selezionata da Twitter in base alla popolarità dei contenuti, calcolata tenendo conto dell’engagement generato in termini di retweet, aggiunta ai favourites e così via. Qui trovate i dettagli rilasciati dal blog ufficiale di Twitter.

 

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Thank God We Are Social #85

di Giovanna Minini

Se non ve ne foste accorti, oggi è sabato! Potete alzarvi tardi, poltrire nel letto e dedicarvi al giardinaggio, oppure, come per molti di noi, sobbarcarvi di mille impegni che non siete riusciti a smaltire durante la settimana lavorativa!
Se avete un po’ di tempo quindi, tra la potatura dei susini e la pulizia degli scarichi domestici, potete leggere il “Thank God We Are Social” di questa settimana.

Bene, non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo la nostra carrellata di notizie!

Social Media Power!

Forse avete messo anche voi un bel like alla foto di un allegro gruppetto di bambini che vi chiedeva di arrivarne almeno ad un milione per ottenere un cucciolo.

In breve, sembrerebbe che il loro amato papà, forse poco fiducioso nel potere di diffusione e condivisione dei social network, abbia avanzato questa richiesta ai pargoli come vincolo per poter avere un nuovo cane dopo la morte del precedente.

Forse il padre non credeva che i bimbi ci sarebbero riusciti davvero, invece, in pochissimo tempo i pargoletti non solo hanno raggiunto un milione di like, ma hanno anche sforato di gran lunga il tetto stabilito. Caro papà mi sa che ora ti tocca!

Morale della favola? Quando una foto viene pubblicata se ha il giusto messaggio e la giusta carica emotiva può arrivare davvero molto lontano. Bravi bambini!

Vota Antonio, vota Antonio!

Anche il Monopoli, di cui probabilmente avrete perso metà delle pedine e disegnato su carta le tessere mancanti, cambia look e lo fa con l’aiuto degli utenti di Facebook e Twitter.

Infatti, fino al 5 febbraio, è possibile votare quali tra le classiche pedina del gioco da tavola salvare dall’eliminazione e quale tra le nuove proposte inserire! Il giorno per scoprire la pedina vincitrice è fissato al 6 febbraio.

Il Monopoli, questa volta, ha puntato tutto sui social network e la condivisione, che si sia consultato con i bambini del milione di like? La campagna rappresenta un cambiamento significativo nella memoria storica del gioco. Io ho già votato e intanto incrocio le dita! Vai carriola, vai!

Con chi sei a San Valentino?

San Valentino è una di quelle ricorrenze che ami o odi, nella migliore delle ipotesi tolleri con indifferenza. Si tratta di uno di quei giorni in cui, se non lo hanno già fatto gli altri, ti domandi: ma quando ti trovi la ragazza/o?

Ora, ammettiamo che tu non abbia attualmente trovato l’anima gemella, caro amico/a della rete, non devi disperare, perché puoi usare dei programmi, come NamoroFake capaci di creare sulla tua pagina Facebook una serie di status e riferimenti come se fossero stati creati proprio dalla tua compagna/o. Quindi il gioco è fatto e non dovrai nemmeno preoccuparti di organizzare cenette a lume di candela o spendere soldi in regali e cioccolatini.

Un consiglio? Adottate un gatto, non vorrà mai presentarvi i suoi genitori e non pretenderà di andare a cena fuori quando c’è la partita in TV!

L’infografica che non può mancare

Per finire vi lascio (finalmente in pace) con un’infografica che mostra le tendenze più recenti e interessanti in termini di tecnologia secondo il CES ( la fiera di tecnologie di consumo).
Ecco il link per vedere l’infografica completa. Ah dimenticavo, questa non è la stagione adatta per potare il vostro susino ;)

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Mercoledì Social #144

di Riccardo Caputo in News

Hello everybody!

Benvenuti nel nostro consueto appuntamento di metà settimana con le ultime news sul social web: parleremo di diversi argomenti con un unico denominatore comune, la conversazione. Mettetevi comodi, cominciamo con…

Social TV: “The new power of television”

Un’attenta analisi curata da Initiative a livello internazionale sulla Social TV ha evidenziato l’impatto estremamente positivo sugli ascolti televisivi della conversazione online, grazie a un nuovo gruppo di appassionati telespettatori che, commentando e condividendo la loro esperienza sul social web, influenza le scelte e le opinioni riguardo ai contenuti e, soprattutto, ai brand.

 

La fruizione televisiva combinata ai social media, secondo questa ricerca, ha contribuito a creare un gruppo molto influente di nuovi telespettatori, i “TV Talkers”. Questa nuova realtà è composta da utenti di età compresa tra i 16 e i 54 anni,  e tende a condividere sui social network contenuti sui programmi e sui personaggi protagonisti dei TV Show, contribuendo in maniera determinante ad influenzare il sentiment della conversazione.

Come si muoveranno i broadcaster nel nuovo anno,  per capitalizzare a proprio vantaggio questo trend ormai ampiamente consolidato nel 2012?  La ricerca consiglia quattro step:

  • Sostenere la conversazione non solo durante la trasmissione ma, in maniera strategica, anche prima e dopo
  • Creare un’esperienza multischermo e multi contenuto che permetta agli utenti di  condividere e approfondire la conoscenza del brand;
  • Implementare strategie social per mantenere una relazione con i TV Talkers di rilievo;
  • Investire in analisi volte a misurare il valore del TV Talking sulla brand equity;
  • Muoversi in ottica “test & learn” all’interno nuove tecnologie per assicurare al brand il vantaggio del “first mover”.

 

Voi vi sentite parte dei Tv Talkers? Quale programma seguite e commentate attraverso i vostri profili social? Rispondete nei commenti.

Multi-taskers & Multi-screeners

Orami è consolidato: siamo utenti sempre più multi-tasker. Mentre state leggendo questo articolo, probabilmente state facendo anche altro o state intervallando la lettura con altre attività. Non solo, secondo l’ultima ricerca di Google “The New Multiscreen World” siamo sempre di più multi-screener, ovvero creiamo, condividiamo e consumiamo contenuti attraverso diversi device nello stesso momento.

 

Secondo BigG il 90% delle interazioni degli utenti  sono “screen based“, sviluppate attraverso smartphone, tablet, laptop e TV ed in media ogni utente utilizza 3 differenti screen al giorno. Diverse attività su diversi screen, ma svolte in simultanea.

Quali sono le attività sviluppate contemporaneamente più gettonate dai multi-screener? Fare un check alla casella mail, visitare un website e utilizzare i social media sono le principali, ma è interessante il dato sul gaming (25%) che, anche a livello mobile, sta assumendo un’importanza sempre più rilevante.

 

Social Media 2012. un anno da record

L’anno che ci lasciamo spalle per il social web è stato un anno di grandi traguardi raggiunti e di nuovi record infranti, una serie impressionante di dati che Creotivo ha provato a riassumere in questa interessante  infografica.

(per l’infografica completa, clicca qui)

100 mila tweet, 2 milioni di ricerche su Google, 3600 foto su instagram e 48 ore di video caricati su Youtube, 684.478 contenuti condivisi su Facebook: è quanto accade in un minuto sui social network. Secondo voi che cifre verranno raggiunte nel 2013? Dite la vostra nei commenti al post.

Waze, nuovi traguardi per nuovi obiettivi

Waze, la celebre piattaforma gratuita di navigazione stradale per dispositivi mobile aggiornata in tempo reale dalla community, ha annunciato di aver raggiunto la cifra record di 34 milioni di utenti attivi.  Nell’infografica in seguito, la company israeliana ha voluto celebrare il traguardo identificando l’obiettivo per il 2013, ovvero il raddoppio della user base (70 milioni di utenti).

Voi utilizzate Waze? Secondo voi è un traguardo raggiungibile? Nei commenti potete partecipare alla conversazione.

Meno soli, grazie a Facebook

Chiudiamo con una notizia che non ci sorprenderà, ma che fa sorridere. L’Università di Berlino ha provato scientificamente, grazie ad uno studio su un campione di 100 studenti, che postare un update su Facebook migliora l’umore e fa sentire meno soli.

Gli studenti sono stati divisi in due gruppi e ad uno dei due è stato chiesto di incrementare in una settimana il numero di post pubblicato. Il gruppo più attivo su Facebook ha poi dichiarato di essere più sereno, più soddisfatto e più sicuro grazie alle interazioni ricevute dai propri amici e alla quantità di nuove connessioni ottenute. Tutto ciò ha avuto risvolti positivi, e provati, sulla loro vita sociale e sui risultati degli esami universitari.

Che dire, non ci resta che chiudere qua il nostro Mercoledì Social invitandovi a sentirvi tutti più felici, condividendo attraverso i vostri canali social questo post ;-)

Grazie a tutti!

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