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Mercoledì Social #162

di Luca Della Dora in News

Il 14 Maggio 1984 nasceva Mark Zuckerberg, che 22 anni dopo avrebbe dato vita a Facebook, ma la vera notizia è che il 14 Maggio 1981 fa nascevo io :D , che 32 anni dopo vi avrei augurato un buon mercoledì. Un mercoledì che non può considerarsi tale se non dopo aver letto il nostro mash-up settimanale legato alle notizie del mondo del social web, del marketing e della comunicazione.
 
 
Il 51% degli utenti internet utilizza Facebook
La penetrazione dei social network tra gli utenti che accedono ad internet è in continuo aumento: Facebook guida questa classifica con il il 51% (ci si aspetta che raggiunga il 60% entro la fine dell’anno), seguito da Google+ (26%), Youtube (25%) e Twitter (22%). Altri canali come Sina Weibo, QZone e Tencent hanno numeri decisamente alti se si considera che sono frequentati da persone di precise aree geografiche.

Social Network penetration

Un altro dato molto interessante – pubblicato anch’esso da GlobalWebIndex – ci fornisce lo split per paese degli utenti attivi su Google+ e la relativa penetrazione rispetto agli utenti internet.

Google+ usage

In Italia sono quasi 4 milioni gli utenti attivi mensili, con una penetrazione del 14%.
 
 
L’approccio personale è sempre più importante
Lo è nella vita reale, in cui una persona si sente molto più gratificata e invogliata ad interagire se capisce di essere trattata in modo unico, sulla base dei propri interessi e a quelle che sono le proprie abitudini, ma lo è ancora di più sul social web, dove conquistare l’attenzione delle persone è molto difficile, vista la quantità di stimoli cui tutti sono sottoposti continuamente.

Screen Shot 2013-05-14 at 5.05.25 PM

La personalizzazione dei contenuti proposti dai brand è uno dei maggiori trend che chi si occupa di marketing ha individuato come cruciale (il 94% degli intervistati da eMarketer su questo tema).

Personalization

Pardot ha condiviso un’infografica che spiega in modo molto semplice quali sono i benefici portati dalla personalizzazione e quali sono le opportunità legate al modo in cui è approcciata oggi.

Qui potete trovare l’infografica completa.
 
 
Meglio star su Youtube che innamorati
Lo dichiara il 22% degli intervistati (tra 14 e 30 anni) di uno studio condotto da Pulse Survey. L’infografica si riferisce ad una domanda molto semplice posta a 750 ragazzi con due opzioni di risposta: “cosa preferiresti ti succedesse quest’estate?”

Youtube vs Love

Oltre alla percentuale decisamente alta di chi preferirebbe essere famoso su Youtube piuttosto che innamorarsi, è curioso come 1 persona su 10 dichiari di preferire superare i 10.000 follower su Twitter piuttosto che vincere un’automobile nuova. Questo dimostra come sia sempre più viva nelle persone la volontà di avere una presenza rilevante sul social web, ed una relativa influenza sulla propria cerchia di contatti. Lo studio è interessante perché riferito ad una fascia di popolazione con un’età bassa, che consente di capire in che modo stanno cambiando le abitudini, sempre meno distinte tra social web e “vita reale”.
 
 
Cosa si nasconde dietro a un commento? E dietro ad 1 miliardo di commenti?
Ce lo racconta un’infografica creata da JESS3 e condivisa da Disqus per celebrare il miliardo di commenti pubblicati sulla piattaforma. Una delle prime evidenze riguarda la lunghezza dei commenti, ed è interessante notare come il 57% di questi sia twittabile (non supera cioè i 140 caratteri), ed aumentino così la diffusione non soltanto del commento, ma anche del contenuto cui è legato.

Disqus

Potete approfondire il resto dello studio direttamente sul blog di Disqus.
 
 
Foursquare è morto. Lunga vita a Foursquare.
Fin dalla sua nascita Crowley si è trovato a dover cercare investitori e un business model sostenibile con una mano, e smentire i detrattori sull’imminente chiusura del social network con l’altra. Qualche settimana fa, per l’ennesima volta, ha spiegato come non sia assolutamente nell’aria una smobilitazione del servizio, e che sia anzi ben chiara la direzione che la piattaforma sta seguendo: sempre meno location based game, sempre più luogo attraverso cui scoprire i locali più adatti alle proprie esigenze ed ai propri gusti (nel frattempo aboutfoursquare sottolinea come – in USA – il 75% dei ristoranti e delle catene di retail abbiano una presenza attiva sul canale).

Foursquare Explore

Come detto poco sopra, la personalizzazione è uno degli aspetti chiave per le persone che si trovano ad interagire con i brand e la nuova menu bar presente su foursquare.com/expolore lo testimonia: è ora possibile filtrare la ricerca per range di prezzo, per special disponibili in determinati locali, ma anche per negozi aperti in quel determinato momento, per luoghi non ancora visitati o per locali in cui i propri amici vorrebbero andare.
 
 
E anche per questa settimana è tutto. Vi diamo appuntamento anche su Twitter e Facebook, dove potete seguirci e dirci la vostra sui temi che quotidianamente trattiamo e condividiamo con voi.

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[INFOGRAPHIC] Quanto (e come) sono presenti le aziende sui social media?

di Luca Della Dora in News

I social media giocano un ruolo sempre più importante nelle strategie di marketing delle marche: se fino a qualche anno fa venivano visto come un terreno da esplorare, attraverso cui entrare in contatto con segmenti di consumatori specifici, oggi rappresentano il luogo grazie è possibile prendere parte alle conversazioni delle persone e influenzarne comportamenti ed abitudini.

L’utilizzo dei social network impone ai business di considerare determinante una presenza strutturata.
Internet users spend 22.5% of their time social networking while online
La consapevolezza da parte dei brand è crescente, così come la capacità di parlare un linguaggio vicino a quello delle proprie community. Invesp ha condiviso un’infografica che raccoglie dati provenienti da diversi studi che analizzano in che modo i business sono presenti sul social web, quali sono le opportunità già colte, e quali invece sono le aree in cui è possibile migliorare.

Tra le TOP100 Fortune Companies, sono 87 quelle ad essere presenti su almeno un social network, con Facebook e – soprattutto – Twitter a farla da padrona. Sono invece 1 su 2 ad essere presenti su Youtube e Linkedin, e 1 su 3 su Pinterest e Google+.

Il dato è ovviamente molto legato all’utilizzo dei canali da parte delle persone: è naturale che le marche prediligano attivare una presenza in quei luoghi che le persone vivono quotidianamente rispetto agli altri, che in molti casi vengono attivati per obiettivi specifici o attività tattiche.
 
87% of Fortune 100 companies have a presence on at least one social media website, with Twitter being the most popular

Una crescente consapevolezza dicevo, una consapevolezza che nel 62% dei casi ha portato i responsabili di marketing a dichiarare che i social media sono diventati un elemento vitale delle proprie attività durante gli ultimi 6 mesi.
La presa di coscienza dell’importanza del social web non è però sufficiente ad affermare che i brand stiano gestendo al meglio la propria presenza, come dimostra il fatto che solo il 25% degli Small Business presenti afferma di aver implementato una strategia utile al raggiungimento dei propri obiettivi di comunicazione, marketing o di business.
62% of marketers say social media has become more vital to their marketing campaigns within the last six months

Ma non si tratta soltanto della definizione di una strategia e di obiettivi che vadano oltre al brevissimo periodo, perché anche la gestione operativa dei canali nel day-by-day rappresenta ancora un territorio molto delicato per i brand: in media solo il 30% delle interazioni delle persone trova una risposta, e soltanto il 44% delle domande poste dai consumatori trova una risposta entro 24 ore, per arrivare ai tweet rivolti alle aziende, che vengono completamente ignorati nel 56% dei casi.
 
56% of customer tweets to companies are ignored; only 44% of customer question tweets are answered within 24 hours
 
In we are social siamo convinti dell’importanza di definire a priori una strategia che consenta di ottimizzare la presenza dei clienti con cui lavoriamo quotidianamente, e che permetta di raggiungere e misurare obiettivi utili a migliorare il rapporto con le persone che le marche desiderano coinvolgere.

Per questo è molto interessante osservare non soltanto i dati relativi alla presenza delle marche, ma anche le opportunità non colte, evidenziate dall’infografica che potete trovare qui.

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[STUDIO] Il 62% dei consumatori ha già utilizzato i social media per customer service

di Luca Della Dora in News

L’utilizzo del social web come luogo attraverso cui fornire supporto ai consumatori è un’attività sempre più importante per i brand: consente di ottimizzare tutto il processo di customer service e di fornire un servizio di valore tangibile per le persone.

Non è quindi un caso che siano più del 60% le persone che hanno utilizzato i social media per ottenere assistenza. Canali come Twitter e Facebook permettono ai brand di interagire in modo diretto e umano con gli utenti, e secondo uno studio sarà addirittura il 90% dei brand ad aver integrato il proprio customer care con la presenza sul social web entro il 2020.

Social Customer Service - Make Every Interaction More Personal

I social media offrono l’opportunità di interazioni rapide, quasi in tempo reale, ed è per questo che il 55% delle persone si aspettano un feedback entro le 24 ore dalla loro richiesta: una sfida molto impegnativa, che in we are social affrontiamo quotidianamente per tutti quei brand che siamo felici di aiutare nella gestione della propria presenza online.

Parlare di sfida non è casuale, perché ad oggi più della metà delle marche a non rispondere (o a no farlo adeguatamente) attraverso la propria Facebook Page, mentre sono addirittura tre brand su quattro ad ignorare le richieste formulate dalle persone attraverso Twitter. Questo nonostante il 66% delle persone sottolinei come sia proprio il tempo di risposta ad essere la variabile più importante per valutare la qualità del servizio.

Social Customer Service - Make Every Interaction More Personal

Parlavamo di integrazione con il reparto di customer care “tradizionale” perché quasi 9 interazioni su 10 si verificano ancora telefonicamente (per un totale di +45 miliardi di telefonate ogni anno): questo significa che l’opportunità è enorme proprio portando i due touchpoint ad incontrarsi ed a lavorare insieme, ottimizzando costi e effort di tutte le parti coinvolte.

Ma perché il customer care è così importante a livello di business? Perché quasi il 60% dei consumatori dichiara di abbandonare un brand per provarne un altro per capire se questo è in grado di offrire un miglior supporto, o perché il 45% dice di interrompere il proprio processo d’acquisto se non riesce ad ottenere rapidamente le risposte che stava cercando.

Social Customer Service - Make Every Interaction More Personal

Qui potete trovare l’infografica completa pubblicata da Five9, basata su alcuni studi condotti a livello globale nel corso degli ultimi anni, mentre potete usare lo spazio dedicato ai commenti – qui sotto – o la nostra Facebook Page per darci il vostro parere sulla direzione che secondo voi prenderà questo tipo di attività nei prossimi mesi.

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[INFOGRAPHIC] Il 75% delle persone preferisce acquistare prodotti di brand presenti sui social media

di Luca Della Dora in News

Abbiamo discusso più volte di quanto e come i social media siano in grado di influenzare le abitudini delle persone.

Non c’è nulla di strano in tutto questo: da sempre i comportamenti e le opinioni si basano sulle interazioni, sui consigli e le raccomandazioni dei propri familiari, dei propri amici o di persone ritenute autorevoli (specialisti di settore, ma anche personaggi molto conosciuti apparentemente poco affini ai prodotti di cui parlano – insomma, i testimonial).

Quello che Mass Relevance ha fatto è rendere concreta, attraverso i numeri, l’influenza che i social media hanno sulle persone, fino a modificare le intenzioni d’acquisto. E sono dati sicuramente interessanti visto che il 75% delle persone parla di brand sui social media (il 91% se consideriamo il range di età 18-34).

75% of People Talk About Brands on Social Media [INFOGRAPHIC]

Il fatto che il 59% delle persone dichiari di fidarsi di più dei brand che hanno una presenza social è uno dei dati che più fa pensare, così come quello legato alla predisposizione delle persone a condividere la propria esperienza con i propri contatti (o con persone con interessi affini): il 60% lo fa più volentieri se il brand in questione è attivo sul social web.

75% of People Talk About Brands on Social Media [INFOGRAPHIC]

Ma alla fin fine quello che interessa davvero a qualsiasi azienda è vendere, ed è proprio il dato relativo all’intenzione d’acquisto che deve far riflettere: il 75% delle persone tra 18-34 anni preferisce acquistare prodotti di marche che integrano le proprie attività anche sui social media.

75% of People Talk About Brands on Social Media [INFOGRAPHIC]

In un contesto in cui le persone sono sempre più immerse in flussi di informazioni maggiori, è determinante la capacità di guadagnare l’attenzione dei consumatori. L’attenzione è però una risorsa scarsa, e la possibilità di guadagnarla passa sempre più per la creazione di esperienze coinvolgenti e che non si limitino a comunicare prodotti o servizi, ma che creino valore.

Da qui potete scaricare il pdf dell’infografica completa, mentre potete usare lo spazio qui sotto per considerazioni legate a questo studio, o se pensate che una ricerca di questo studio, in Italia, avrebbe portato risultati diversi.

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Mercoledì Social #150

di Giovanni Balsamo in News

Come ogni settimana è giunto il momento del Mercoledì Social, che nel mio caso è anche il primo! Partiamo subito con la nostra overview.

Twitter: Burger King e alcune raccomandazioni sulle password

Come molti di voi sapranno negli ultimi giorni l’account Twitter di Burger King (seguito poi da quello di Jeep) ha subito un brutto scherzo da alcuni hacker. Dopo aver cambiato la visual identity – inserendo il simbolo di McDonald’s – hanno annunciato che Burger King era stata comprata dalla casa della M gialla, oltre a pubblicare alcuni messaggi pieni di insulti, offese e oscenità varie. Dopo mezzora fuori controllo l’account è stato chiuso. Tutto ciò ovviamente ha fatto parlare della sicurezza delle password e questa mattina il blog ufficiale di Twitter ha portato l’attenzione sul tema, con alcuni consigli che ogni utente e brand dovrebbe seguire.

Vine: prime sperimentazioni dei brand

Sono bastate poche settimane a Vine per attirare l’attenzione dei brand e degli esperti del settore. Vine con i suoi video di sei secondi rappresenta infatti un’autentica sfida per realizzare piccoli contenuti di conversazione e condivisione dal forte impatto emotivo. Per le aziende questo si traduce nella possibilità di realizzare dei veri e propri video teasing su prodotti e servizi istantaneamente condivisibili con la propria community. Ecco alcuni esempi per comprendere le potenzialità e le modalità di utilizzo di questa nuova applicazione.

Gap ha scelto di realizzare una clip incentrata sul prodotto, raccontando in soli sei secondi l’evoluzione dei modelli dei jeans dal passato al presente.

Un altro fashion brand su Vine è il nostro cliente Asos, che utilizza l’applicazione non come una semplice vetrina dei prodotti, ma per stimolare i propri follower a generare contenuti. Asos infatti invita i follower a realizzare e condividere le proprie clip di unboxing, utilizzando l’hashtag #ASOSUnbox. Per vedere un esempio cliccate qui.

In conclusione: Vine sembra aprire strade nuove all’interno della comunicazione web dei brand, rappresentando uno strumento innovativo di storytelling e d’interazione con gli utenti. La case history di Asos ci mostra come poter sfruttare in maniera semplice ed efficace le potenzialità di questa nuova applicazione.

Facebook conferma il primato nel social commerce

Grandi o piccole che siano, sono sempre meno le aziende che non hanno una presenza su Facebook. Dopo tutto sul social network di Palo Alto ci sono più di 1 miliardo di persone, cioè un larghissimo bacino di consumatori potenziali. Per identificare una strategia social efficace è necessario porsi una domanda importante: perché le persone decidono di seguire un brand su Facebook? Ecco un’infografica di Ambassador che ci dà alcuni insight interessanti a riguardo, passando in rassegna anche i numeri sempre più significativi per le aziende del social commerce. 

I dati più interessanti per i brand raccolti in quest’infografica sono i seguenti:

  • 70% segue un brand su Facebook per essere aggiornato o ricevere offerte speciali
  • 38% considera Facebook uno strumento di shopping online
  • 38% per tenersi aggiornato sugli eventi promossi dal brand
  • 29% per commentare prodotti e servizi
  • 52% segue su Facebook tra i 2 e i 5 brand
  • 63% condivide news e immagini di prodotto.

L’ultimo punto sottolinea il ruolo di endorser che le persone hanno all’interno dei social network. I brand possono cogliere questa importante opportunità e creare, attraverso una strategia di contenuto, una community di ambassador legata al prodotto.

Differenze di engagement nel video sharing

I video sono un tipo di contenuto molto efficace da utilizzare per creare conversazione nelle pagine Facebook, aumentando l’awareness delle marca. Come sapete, esistono due opzioni per postare i video: facendo un upload direttamente su Facebook, oppure tramite la condivisione di un link che rimanda a YouTube. Queste due modalità di pubblicazione generano dei risultati differenti in termini di engagement. Ecco le peculiarità di entrambi:

Video Facebook

  • I video hanno un tasso di engagement superiore del 40% (0,25%) rispetto ai link di YouTube (0.151%)
  • I fan possono essere taggati all’interno del video
  • I video suggeriscono agli utenti di cliccare mi piace alla pagina direttamente dal post

Link YouTube

  • YouTube è il più popolare sito di video-sharing ed è in grado di aggregare, non solo i video, ma anche i dati riguardanti le visualizzazioni e le condivisioni. Gli Insight di Facebook invece non ci dicono nulla su quante volte un video sia stato visto e questo è un enorme svantaggio.
  • È possibile condividere il link di YouTube ovunque, cosa che non avviene per i video caricati e pubblicati direttamente da Facebook, che non possono essere condivisi al di fuori del social network.
Questa tabella mostra le differenze di azioni social generate a seconda della tipologia di contenuto:

LinkedIn e l’importanza di un approccio personale

A quanti di voi la settimana scorsa è capitato di ricevere su LinkedIn un messaggio del genere: “Congratulazioni! Il tuo profilo è nel x% dei profili Linkedin più visitati in Italia nel 2012!”? Alcuni ne sono rimasti inorgogliti, molti altri perplessi, dubitando di essere utenti così attivi o ritenendo di aver ricevuto un messaggio standard.

La perplessità degli utenti deriva dal fatto che il contenuto condiviso dal brand non era veramente personalizzato, ma si basava su logiche di misurazione approssimative, senza fare una vera selezione degli utenti. Ciò induce a porre l’attenzione su quanto sia importante, per chi opera sui canali social, offrire agli utenti dei contenuti che siano realmente personalizzabili. Un approccio personale è la base per creare un contenuto rilevante e affine agli interessi delle persone che lo ricevono, stimolandole ad interagire con esso e generando quindi conversazione attorno all’iniziativa proposta. Fateci sapere nella sezione commenti come reagite ai contenuti proposti dalle pagine che seguite.

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Mercoledì Social #149

di Nicolò Dus in News

Le novità di questa settimana riguardano: Facebook, Twitter, LinkedIn e immancabilmente Spotify. Approfondiamole insieme.

Ciao Italia, qui Spotify!

Questo è il titolo del video che la casa madre svedese ha lanciato su YouTube per introdurre, dopo un’attesa di ben 4 anni, la piattaforma che ha rivoluzionato il music business. Anche in Italia Spotify mantiene il modello che sta decretandone il successo in Europa e negli Stati Uniti – 20 milioni di utenti attivi, di cui 5 abbonati a pagamento – prevedendo ascolti illimitati, un catalogo corposo e un meccanismo di creazione e condivisione di playlist funzionale sia all’ascolto individuale che alla dimensione social del web.
Con un clic, infatti, si può decidere se pubblicare su siti, blog e social network le tracce appena ascoltate e monitorare l’attività dei propri amici, dando un’occhiata ai loro ultimi ascolti. La musica è sicuramente un touch point interessante per diversi target e i brand avranno l’occasione di sfruttare questo strumento sui canali social per facilitare l’incontro tra le persone e la marca attraverso la condivisione di playlist personalizzate o attività tattiche che prevedono l’interazione con i brani preferiti dagli utenti. Per esempio, si può integrare il feed di status e immagini su Facebook, con un flusso musicale e invitare gli utenti a costruire una playlist interattiva. Oppure potete pensare di diventare i talent scout di nuove band o gli esperti di pezzi sconosciuti e vintage.
L’aspetto social è alla base di Spotify e i brand potranno puntare sulle feature attualmente disponibili oltre che alle nuove funzioni disponibili a breve tra cui “Follow” e “Discovery”. Il lancio della prima è previsto a marzo e permetterà di seguire i gusti musicali dei propri amici e di diversi artisti e “celebrities”; la seconda invece proporrà agli utenti nuova musica sulla base dei loro ascolti e dei contatti che seguono.

Gli Eventi su Facebook e anche i biglietti A proposito di musica, Facebook ha in cantiere una nuova feature che potrebbe rivoluzionare il business della musica dal vivo. La nuova feature permetterebbe infatti di acquistare il biglietto per un concerto o una festa, direttamente dalla pagina dell’evento generata su Facebook. Paesi come Olanda e Israele l’hanno già testata, il che significa che Facebook ha deciso di sperimentarla in mercati limitati e scelti ad hoc per controllare al meglio sia il funzionamento che i risultati. La transazione richiesta per l’acquisto del biglietto, però, pare non sia gestita direttamente da Facebook, poiché cliccando sul pulsante “Compra biglietto” che appare sula pagina di un determinato evento, si verrà rimandati ad un sito di terze parti. Tuttavia a prescindere da chi gestisce la transazione, l’idea di fondo di questa nuova funzione sembra destinata ad avere successo perché renderebbe l’esperienza d’acquisto più naturale e interna ad una piattaforma conosciuta. Sarà inoltre più facile convincere qualcuno a venire al concerto con voi se tutto quello che dovrà fare sarà accettare l’invito su Facebook e comprare il biglietto con un semplice clic :)


LinkedIn supera i 200 milioni di utenti

Il social network dedicato alle relazione professionali supera il tetto dei 200 milioni di utenti e non accenna a fermarsi. L’Italia è il quinto paese in termini di crescita di utilizzo da mobile di questa piattaforma. L’infografica qui sotto ci dà un’idea concreta della potenza di questo canale e dell’impatto che ogni giorno ha nella vita di oltre 200 milioni di persone.

LinkedIn è un canale in cui si sviluppano conversazioni rilevanti e di qualità attorno a temi di carattere professionale. Le persone accedono ad un luogo di conversazione tematico, scegliendo i loro interessi in base all’ambito professionale d’interesse. Lo strumento principale è la Company Page con cui il brand può comunicare in modo articolato la propria identità alla community. Questo si traduce in un’opportunità di targetizzare in modo efficace i contenuti solo sulle persone interessate al tema trattato, moltiplicando le occasioni di generare una conversazione rilevante attorno al brandì e capitalizzare la presenza attiva degli utenti.

Facebook for every phone: numeri da capogiro

L’utilizzo di Facebook e in generale dei canali social da mobile diventa sempre più incisivo tanto da superare quello da desktop.  Quando pensiamo a smartphone e tablet il pensiero va subito a dispositivi iPhone, iPad e Android e Blackberry ma in realtà si parla di numeri che vanno oltre queste macro categorie. Lo dimostra anche il fatto che la pagina ufficiale dell’applicazione ‘Facebook for every phone’ ha superato i 200 milioni di fan e la sua crescita sembra inarrestabile. La pagina è di gran lunga la più popolata e stacca di più di 100 milioni la seconda in classifica – che per la cronaca è la pagina di Facebook. L’applicazione è compatibile con oltre 3600 tipi di device che supportano Java. La pagina, e di conseguenza l’applicazione è utilizzatissima soprattutto tra i più giovani, tra i 18 e i 24 anni, e per country come la Thailandia in cui, probabilmente, l’utilizzo dei canali social ma anche la tipologia di device mobile utilizzati è soggetta a trend diversi rispetto a quelli dei paesi occidentali o early adopter.

Se è vero che l’utilizzo di Facebook da mobile è assolutamente determinante, allora le scelte strategiche di Zuckerberg and Co. non possono che muoversi proprio nella direzione per cui l’esperienza di fruizione mobile diventi sempre più completa ed efficace e che i brand possano sfruttarne al meglio le evoluzioni. La user experience che passo dopo passo sta prendendo e prenderà forma vedrà una differenziazione sempre più netta rispetto a quella disponibile da desktop in primis perché il tipo di utilizzo che fanno le persone del mezzo a partire da mobile è diverso da quello che ne fanno da computer e proprio queste diversità possono essere sfruttate per la creazione di servizi e funzionalità esclusive che non sono possibili o utili da desktop.

Facebook offers da Mobile: esperienza d’acquisto senza frizioni

Abbiamo già detto che è evidente la migrazione su mobile degli utenti di Facebook, questo non è una sorpresa. Ma uno shift come questo fa sì che le persone acquisiscano una familiarità sempre più forte con le funzioni native di questo canale, imparando a capirne i meccanismi, lasciando alle spalle la diffidenza e abbracciando nuovi comportamenti di consumo. È il caso delle Facebook Offers. Acquistare tramite Facebook sta diventando un’esperienza molto più naturale rispetto a quella di cliccare su un banner e dover accedere ad un altro canale. Entrare in contatto con un’offerta su un canale con cui si ha familiarità e su cui possiamo valutare immediatamente la reputazione del brand oltre che dell’offerta, rende  l’esperienza d’acquisto più simile a quella reale. Le persone, entrando in contatto con una Offer, possono infatti percepire subito l’impatto che ha avuto sugli altri – guardando il numero di utenti che l’hanno già richiesta – e sopratutto sui propri amici, guardando quanti hanno interagito con l’offerta e con il brand. Questo approccio fa sì che il brand possa scavalcare lo scoglio della diffidenza, utilizzando le persone e gli amici degli utenti come endorser del prodotto che promuovono.

Novità per i risultati di ricerca di Twitter

Da circa una settimana Twitter ha finalmente dato il via al rollout di una nuova funzionalità che consente di visualizzare nei risultati di ricerca anche Tweet antecedenti agli ultimi 7 giorni, sia che si ricerchi per hashtag sia per chiave di ricerca di argomento composta. Effettuando una ricerca specifica sarà quindi possibile ottenere risultati più rilevanti, completi ed efficaci. Occorre comunque specificare che anche scegliendo la visualizzazione dei risultati come “Tutto” e non come “Top” non avremo comunque lo spaccato completo dei tweet inerenti un dato hashtag o argomento ma solo una piccola percentuale degli stessi selezionata da Twitter in base alla popolarità dei contenuti, calcolata tenendo conto dell’engagement generato in termini di retweet, aggiunta ai favourites e così via. Qui trovate i dettagli rilasciati dal blog ufficiale di Twitter.

 

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Thank God We Are Social #87

di Matteo Brignoli in News

Buongiorno a tutti e benvenuti al nostro TGWAS numero #87, l’unico blog post che fa passare gli effeti negativi dell’hangover e combatte lo stress accumulato durante la settimana! Qualsiasi piano abbiate per il weekend, ritagliate un minuto della vostra giornata per leggerci, non rimarrete delusi. ;)

Investire sugli account Twitter… Sì, ma per gioco!

Non so quanti di voi siano appassionati di stock exchange, borsa e mercati, ma se ci state leggendo sono sicuro che siate invece interessati al mondo dei social media e, probabilmente, dei “cinguettatori” provetti! Per chi vuole divertirsi nel provare a identificare i prossimi trend e gli utenti più seguiti su Twitter nel corso del 2013, segnaliamo TwiDAQ: un simpatico “business” game che vi permetterà di investire in un mercato puramente di fantasia, dove al posto delle azioni di gruppi multinazionali troverete gli account Twitter degli utenti. Chi saranno i protagonisti dei 140 caratteri quest’anno? Se pensate di conoscere la risposta, siete pronti ad investire tutti i vostri dollari virtuali grazie all’app mobile di TwiDAQ! (nota: si tratta di una valuta immaginaria, non di soldi veri… per fortuna!) ;)

Guarda cosa succede in tempo reale su Vine, grazie a Vinepeek

Una delle principali notizie della settimana è stato senza dubbio il lancio da parte di Twitter di Vine, l’app dedicata al social sharing di micro-video da 6 secondi già disponibile in tutto il mondo per iPhone (ne abbiamo parlato di recente nel nostro Mercoledì Social). Com’era prevedibile, gli utenti che l’hanno provata si sono già divisi tra chi è molto scettico sull’utilità concreta dell’applicazione e chi invece non può farne a meno (incluso chi – come il sottoscritto – ha cercato di improvvisarsi documentarista dei poveri, con scarsi esiti artistici). Se siete anche voi incollati da qualche giorno allo schermo dell’iPhone mentre fate tap sullo schermo con la frenesia di un telegrafista del Far West, o se più semplicemente vorreste saperne di più sui contenuti che si possono produrre grazie a Vine, vi segnaliamo Vinepeek, un website di semplice uso sviluppato da PXi Ventures per vedere tutti i contenuti caricati dagli utenti su Vine in tempo reale, e salvare fino a 30 secondi di video (cioè 5 filmati) tra i preferiti. Avete già provato Vine? Segnalateci i vostri video con un commento!

Arriva il Super Bowl, anche sui social media

Se amate lo sport, saprete già che questo weekend negli Stati Uniti gli occhi di tutti saranno puntati sul Super Bowl, l’evento più importante per gli appassionati di football americano che si terrà Domenica 3 Febbraio al Mercedes-Benz Superdrome di New Orleans. Questo evento, al di là della sua importanza per il mondo dello sport, rappresenta di consueto uno dei picchi d’investimento media da parte dei brand attivi nel continente americano, proprio grazie all’attenzione che gli viene dedicata dal grande pubblico. Potevano quindi mancare i social media? Ovviamente no! Se volete scoprire gli account e le pagine da seguire, gli hashtag imperdibili per dire la vostra e i commentatori più attivi online, non perdetevi questa infografica realizzata da Sysomos! Voi per chi tifate, Baltimore Ravens o San Francisco 49ers?

Per vedere l’infografica completa, cliccate qui. Buon weekend!

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Mercoledì Social #144

di Riccardo Caputo in News

Hello everybody!

Benvenuti nel nostro consueto appuntamento di metà settimana con le ultime news sul social web: parleremo di diversi argomenti con un unico denominatore comune, la conversazione. Mettetevi comodi, cominciamo con…

Social TV: “The new power of television”

Un’attenta analisi curata da Initiative a livello internazionale sulla Social TV ha evidenziato l’impatto estremamente positivo sugli ascolti televisivi della conversazione online, grazie a un nuovo gruppo di appassionati telespettatori che, commentando e condividendo la loro esperienza sul social web, influenza le scelte e le opinioni riguardo ai contenuti e, soprattutto, ai brand.

 

La fruizione televisiva combinata ai social media, secondo questa ricerca, ha contribuito a creare un gruppo molto influente di nuovi telespettatori, i “TV Talkers”. Questa nuova realtà è composta da utenti di età compresa tra i 16 e i 54 anni,  e tende a condividere sui social network contenuti sui programmi e sui personaggi protagonisti dei TV Show, contribuendo in maniera determinante ad influenzare il sentiment della conversazione.

Come si muoveranno i broadcaster nel nuovo anno,  per capitalizzare a proprio vantaggio questo trend ormai ampiamente consolidato nel 2012?  La ricerca consiglia quattro step:

  • Sostenere la conversazione non solo durante la trasmissione ma, in maniera strategica, anche prima e dopo
  • Creare un’esperienza multischermo e multi contenuto che permetta agli utenti di  condividere e approfondire la conoscenza del brand;
  • Implementare strategie social per mantenere una relazione con i TV Talkers di rilievo;
  • Investire in analisi volte a misurare il valore del TV Talking sulla brand equity;
  • Muoversi in ottica “test & learn” all’interno nuove tecnologie per assicurare al brand il vantaggio del “first mover”.

 

Voi vi sentite parte dei Tv Talkers? Quale programma seguite e commentate attraverso i vostri profili social? Rispondete nei commenti.

Multi-taskers & Multi-screeners

Orami è consolidato: siamo utenti sempre più multi-tasker. Mentre state leggendo questo articolo, probabilmente state facendo anche altro o state intervallando la lettura con altre attività. Non solo, secondo l’ultima ricerca di Google “The New Multiscreen World” siamo sempre di più multi-screener, ovvero creiamo, condividiamo e consumiamo contenuti attraverso diversi device nello stesso momento.

 

Secondo BigG il 90% delle interazioni degli utenti  sono “screen based“, sviluppate attraverso smartphone, tablet, laptop e TV ed in media ogni utente utilizza 3 differenti screen al giorno. Diverse attività su diversi screen, ma svolte in simultanea.

Quali sono le attività sviluppate contemporaneamente più gettonate dai multi-screener? Fare un check alla casella mail, visitare un website e utilizzare i social media sono le principali, ma è interessante il dato sul gaming (25%) che, anche a livello mobile, sta assumendo un’importanza sempre più rilevante.

 

Social Media 2012. un anno da record

L’anno che ci lasciamo spalle per il social web è stato un anno di grandi traguardi raggiunti e di nuovi record infranti, una serie impressionante di dati che Creotivo ha provato a riassumere in questa interessante  infografica.

(per l’infografica completa, clicca qui)

100 mila tweet, 2 milioni di ricerche su Google, 3600 foto su instagram e 48 ore di video caricati su Youtube, 684.478 contenuti condivisi su Facebook: è quanto accade in un minuto sui social network. Secondo voi che cifre verranno raggiunte nel 2013? Dite la vostra nei commenti al post.

Waze, nuovi traguardi per nuovi obiettivi

Waze, la celebre piattaforma gratuita di navigazione stradale per dispositivi mobile aggiornata in tempo reale dalla community, ha annunciato di aver raggiunto la cifra record di 34 milioni di utenti attivi.  Nell’infografica in seguito, la company israeliana ha voluto celebrare il traguardo identificando l’obiettivo per il 2013, ovvero il raddoppio della user base (70 milioni di utenti).

Voi utilizzate Waze? Secondo voi è un traguardo raggiungibile? Nei commenti potete partecipare alla conversazione.

Meno soli, grazie a Facebook

Chiudiamo con una notizia che non ci sorprenderà, ma che fa sorridere. L’Università di Berlino ha provato scientificamente, grazie ad uno studio su un campione di 100 studenti, che postare un update su Facebook migliora l’umore e fa sentire meno soli.

Gli studenti sono stati divisi in due gruppi e ad uno dei due è stato chiesto di incrementare in una settimana il numero di post pubblicato. Il gruppo più attivo su Facebook ha poi dichiarato di essere più sereno, più soddisfatto e più sicuro grazie alle interazioni ricevute dai propri amici e alla quantità di nuove connessioni ottenute. Tutto ciò ha avuto risvolti positivi, e provati, sulla loro vita sociale e sui risultati degli esami universitari.

Che dire, non ci resta che chiudere qua il nostro Mercoledì Social invitandovi a sentirvi tutti più felici, condividendo attraverso i vostri canali social questo post ;-)

Grazie a tutti!

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