Here are all of the posts tagged ‘Instagram’.
Ne abbiamo parlato qualche mese fa: Facebook sembrava vicino a proporre l’utilizzo degli hashtag agli utenti. Tipici di Twitter, ma adottati da numerosi canali social come Tumblr o Instagram, gli hashtag permettono di identificare un tema “etichettandolo” con l’ormai onnipresente simbolo “#”.
Poche ore fa è accaduto: il social network più grande del mondo ha annunciato l’introduzione graduale degli hashtag, che permettono di cercare un tema specifico (ad esempio #NBAFinals), di seguire gli hashtag che provengono da servizi esterni (come Instagram) e interagire direttamente nel luogo dove vengono aggregati gli hashtag.
Perché questo piccolo cambiamento è in realtà molto importante? Le connessioni (tra amici o tra persone e brand) su Facebook sono sempre state caratterizzate da un rapporto diretto. La persona interessata a una marca o legata con un’altra persona poteva attivare una connessione diretta su Facebook, ma difficilmente questa connessione poteva avvenire grazie agli interessi condivisi tra le parti.
Ora, gli hashtag permettono a persone che non hanno necessariamente un legame diretto e ai brand non connessi direttamente con le persone, di attivare una conversazione riguardo un tema, proprio come avviene su Twitter.
Sarà possibile quindi partecipare a temi comuni, per esempio a eventi condivisi, con persone e marche che possono aggiungere valore alla conversazione anche se non sono connessioni dirette. Questa nuova caratteristica permetterà anche di scoprire persone normalmente fuori dal proprio network.
La nuova caratteristica sarà molto importante per le iniziative di SocialTV, su cui Twitter si è concentrato con successo: le persone e i brand potranno commentare, interagire, scoprire community interessanti e interessate ai contenuti televisivi. Questa logica apre anche la strada ad azioni di second screen mediate da Facebook, in cui il social network può diventare un punto di riferimento utile a chi vuole integrare la fruizione sul primo schermo, televisivo, con il secondo schermo, mobile, sempre più dedicato alla conversazione.
Da un punto di vista di business, è molto probabile che Facebook proporrà modalità per promuovere gli hashtag, come avviene per Twitter. Questa scelta darà la possibilità a Facebook di competere per i budget destinati ad azioni di real-time marketing.
Sarà interessante vedere come la conversazione si diffonderà, tra piccoli gruppi focalizzati sulle conoscenze e gruppi molto più grande e pubblici, focalizzati sugli interessi. I brand che riusciranno a costruire valore rispetto ai temi delle proprie community saranno quelli che più facilmente raggiungeranno e coinvolgeranno le persone interessate. Come vediamo nella nostra esperienza quotidiana con marche e community, è sempre più importante essere pronti a produrre contenuto social rilevante, che possa alimentare una conversazione. Questo cambiamento rende la necessità di social content rilevante e affine alle community ancora più prioritaria.
Mercoledì Social #163
Ciao Socials! Vi eravamo mancati vero? Eccoci qui con il nostro appuntamento settimanale del mercoledì in cui si parla di restyling e nuove funzionalità sviluppate da diversi social network e non.
Google+ si rinnova con le immagini
Iniziamo con il grande “tuttologo” del web, ovvero Google.
A Mountain View il lavoro per vincere la sfida sui social network non ha mai fine e così, nel giro di una settimana, Google presenta delle novità sia desktop sia mobile per il suo Google Plus.

Punto fermo di questo restyling è l’importanza data alle immagini (come avevamo già visto in precedenza sul nostro blog) riprendendo, in sostanza, quanto fatto da Facebook e da Pinterest.
Partiamo dal layout della pagina che nella versione desktop non sarà più basato su una sola colonna ma su tre colonne enfatizzando le immagini che troveranno visibilità nella colonna centrale.
Su G+, ora, i post saranno visualizzati nel flusso delle news come delle vere e proprie card facilitandone così la lettura, la condivisione e l’apprezzamento con un bel +1.
Un’interessante novità, lato comunicazione, riguarda l’introduzione di una sorta hashtag in stile Twitter, abbinato alle immagini, che consente una miglior fruizione dei contenuti di interesse grazie ad una categorizzazione efficace. Cliccando sull’hashtag, infatti, l’utente viene reindirizzato ad una search web in grado di mostrare tutti i contenuti a cui è stato associato lo stesso hashtag.
Ma la possibilità di feed non si limita a questo, Google infatti introduce anche un highlight per i migliori contenuti visivi che verranno postati con l’intento di mostrare per primi i contenuti che dovrebbero essere di maggior interesse per l’utente finale.
Le novità, però, non finiscono qui! L’importanza data alle immagini vale anche per le foto personali dei singoli utenti.
Grazie alle funzione Auto Enhance Google potrà agire automaticamente sulla qualità degli scatti postati migliorandone contrasto, brillantezza, saturazione e, inoltre, immagini simili potranno diventare una gif animata.
Insomma, Google per guadagnare visibilità nell’ampio panorama dei social network prende spunto dai competitor e punta deciso sulla comunicazione visiva sempre più mirata sul singolo utente. Un tipo di comunicazione molto efficace perchè in linea con lo spirito dei social network, ovvero catturare l’attenzione nel tempo di un semplice scroll.
Flickr cambia immagine

Parlando di immagini non si può trascurare Flickr.
In questo caso le immagini sono sempre state il core del servizio grazie alle otto milioni di foto caricate dal 2005 a oggi.
La logica più evidente nel rinnovamento del servizio è l’abbattimento dei limiti attuato tenendo conto di due parametri.
Il primo è l’ampliamento delle spazio messo a disposizione per l’upload che passa a un terabyte senza più distinzione tra account pro e account free.
Il secondo riguarda la qualità delle immagini stesse. Non vi saranno più limiti di pixel per caricare una foto, professionisti del settore o semplici amatori potranno caricare immagini in alta definizione senza più preoccuparsi dei limiti di storage della piattaforma grazie all’innalzamento gratuito a un terabyte.
Non solo foto, anche per i video vi è un innalzamento dei limiti. Ora sarà possibile caricare tutti i video che si ritiene necessario tenendo conto che il limite per filmati in HD è stato fissato a tre minuti.
Bene, ma qui si sta parlando solo di tecnicismi! Dove sono le novità social che ci interessano?
Detto fatto, con la nuova versione Flickr ha introdotto un nuovo feed delle attività che sarà in grado di mostrare in homepage, grazie ad una barra laterale, gli ultimi upload dei contatti personali nonché le attività che gli amici fanno sulle foto personali dell’utente.
Il tutto viene concentrato in una nuova veste grafica dell’homepage che pone al centro, e ancora più grandi, le immagini.
Anche in questo caso, quindi, appare evidente come anche Flickr si stia evolvendo verso una modalità di interazione che privilegi sempre di più le immagini e soprattutto la proposizione di contenuti che siano rilevanti per gli utenti.
Cambia anche la pagina personale dei singoli richiamando le principali caratteristiche che contraddistinguono gli spazi dei singoli sui social network. Ora è possibile caricare un’immagine di copertina e una foto profilo ad alta risoluzione.
Aspetto social presente anche grazie alle applicazioni mobile rivisitate secondo la nuova grafica con l’intento sia di dare maggior spazio a uno dei principali canali di upload delle foto, sia cercando di facilitare e agevolare la natura stessa del mezzo ovvero la condivisione delle foto.
Basta con la solita TV!
Parlare di social non significa solamente trattare di Facebook, Google Plus e Twitter, solo per citarne alcuni.
Lo sviluppo del mobile ha aperto infinite possibilità di marketing e comunicazione grazie soprattutto alle applicazioni che consentono a ciascun brand di sviluppare contenuti speciali in modo da poter differenziare sempre più l’offerta rispetto ai competitor oltre a creare e implementare la propria brand identity o possibilità di engagement dei prospect.

Tali applicazioni consentono anche di cambiare radicalmente il modo di fruizione dei media in primis della televisione, regina incontrastata del panorama media tradizionale, sfruttando la logica della personalizzazione ed elaborazione dei contenuti messa a disposizione dal web e dai social network.
Non solo Social Tv quindi!
Un esempio interessante di utilizzo di applicazioni mobile rapportate alla cara e vecchia televisione ci viene fornito da Sky.
Lo spunto per questo articolo ci viene offerto dall’ultima novità nata in casa BSkyB (British Sky Broadcasting).
Ma andiamo con ordine.
La costola inglese del noto gruppo multimediale cerca di attrarre nuovi clienti grazie a Sky Sports TV, applicazione per iPhone che consente ai non abbonati Sky di vedere lo sport sul proprio smartphone in modo gratuito per un mese.
Per i già clienti troviamo l’ormai nota Sky Go che consente un accesso cross-platform ai servizi previsti dal singolo abbonamento.
Ok, ma come fare per chi vuole un consumo personalizzato? Ecco Now TV che consente di visualizzare, pagando, solo i contenuti che interessano all’utente.
Bene, in questo modo abbiamo visto come l’offerta possa arricchirsi e differenziarsi per andare incontro alle esigenze dei singoli.
Si ma…la personalizzazione da social network dove la trovo!?
Per rispondere a questa domanda troviamo Sky Sports for iPad.
Grazie a questa applicazione lo spettatore può guardare una partita di calcio visualizzando guide e moduli, profilo dei giocatori, statistiche del match in tempo reale, dividere lo schermo come meglio crede seguendo le sue esigenze.
Ultima novità interessante che verrà introdotta con la prossima finale di Champions League sarà la possibilità di personalizzare la visualizzazione della partita scegliendo l’inquadratura che più ci piace tra venti disponibili fornendo, inoltre, la possibilità di rivedere contrasti, goal, azioni salienti a nostro piacimento.
Grazie alle applicazioni, quindi, la marca non solo riesce a coprire al meglio la domanda dei clienti o potenziali tali ma consente anche agli stessi di salire in cabina di regia personalizzando, a piacimento, il modo di fruizione della “non più così immobile” televisione.
Lunga vita a Facebook
Facebook è spesso protagonista dei nostri post nei quali vi spieghiamo quanto sia diventato uno dei social network più usati, ma avete davvero idea di quanti utenti riesca davvero a raggiungere? A darci una stima delle percentuali ci aiuta uno studio condotto da Pew Internet & American Life Project che, insieme a Harvard’s Berkman Center, ha condotto un’indagine su di un campione di teeneger negli USA.
Secondo questo studio, infatti, ben il 95% dei teenager americani utilizza internet e l’81% di questi usa Facebook come sito di social networking preferito.
Attenzione! Questo non significa che Facebook sia l’unico social network su cui puntare gli occhi, soprattutto per quei brand che voglio comunicare con efficacia agli utenti. Infatti Twitter e Instagram stanno conquistando sempre più terreno aumentando considerevolmente la loro schiera di fedelissimi, soprattutto a partire dallo scorso anno. Sempre secondo lo studio di Pew, se nel 2011 erano il 12% gli adolescenti che usavano Twitter, nel 2012 sono il 26%. Ancora più sensibili i dati relativi a Instagram che nel 2011 non poteva essere classificato mentre nel 2012 raggiunge l’11% del totale del campione utilizzato.

Facebook dalla sua ha però il vantaggio di proporre frequenti e interessanti novità di cui noi vi parliamo frequentemente per tenervi sempre aggiornati come in questo post ed in questo solo per fare degli esempi.
Ma torniamo allo studio condotto da Pew. Un altro dato interessante emerso dalla ricerca è il cambiamento dell’atteggiamento degli adolescenti nei confronti dei social network. Questi, intatti, tendono a condividere molte più informazioni di quanto non fossero disposti a fare nel 2006 anche se sono sempre pochi quelli che hanno contenuti totalmente pubblici caricati sui propri profili.
Arrivano le pins “arricchite”
Pinterest ha appena sfornato una novità di grande interesse per i brand e per le loro strategie di marketing sul canale, sono nate infatti le “rich pins”, ovvero delle pins alle quali i brand possono allegare numerose informazioni. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e che cosa implica questa novità. Al momento ci sono tre possibili ambiti in cui i brand possono usare le rich pins: prodotti, ricette e film.
Nel primo caso i brand (ad esempio) di abbigliamento potranno pubblicare la foto di una t-shirt e specificarne il prezzo o la disponibilità per l’acquisto. Nel caso delle ricette, tutte le marche che operano nel food potranno rendere più appealing le proprie pins integrandole con ricette, suggerimenti e (ovviamente) rimandi al proprio sito.

Per i movies, infine, sarà possibile specificare informazioni sui cast, nonché inserire recensioni e giudizi.
Che implicazioni ha tutto questo per i brand? Le “rich pins” consentiranno un maggiore livello di engagement e di interattività da parte degli utenti sulle immagini postate; gli utenti infatti non saranno più semplici fruitori e “divulgatori” di pins, bensì saranno parte di un sistema che spazia da Pinterest agli altri social network e ai branded sites e che mette al centro l’esperienza e le necessità dell’utente stesso.
E’ chiaro quindi come questo tipo di approccio possa impattare positivamente sull’acquisto finale dei prodotti e in questo senso si possono già fare delle ipotesi sui prossimi sviluppi delle rich pins, ad esempio la possibilità di acquistare i biglietti per il cinema semplicemente facendo click sulla pin.
Per oggi abbiamo finito, ci rivediamo al prossimo post!
Il social web sta cambiando molto rapidamente il ruolo delle marche, rendendole sempre più media company. Basti pensare a Red Bull ed all’impatto mediatico che ha avuto l’impresa di Felix Baumgartner, ma anche a Heineken, capace di appropriarsi del territorio della musica attraverso eventi che vivono in maniera integrata sul social web e offline, o a Starbucks, sempre più distributore di contenuti oltre che di caffè.

Questa premessa è importante per rendersi conto di quale sia l’importanza che oggi ricopre la creazione e la condivisione di contenuti di qualità, capaci di mettere al centro le persone, offrendo loro un’esperienza completa. Prendiamo in considerazione per un attimo soltanto Facebook: in poco più di un anno la % di foto presenti nei newsfeed delle persone è cresciuta dal 20% al 50% (un incremento del +150%), come testimonia una recente ricerca di PostRocket.

Quando qualche mese fa Facebook ha acquisito Instagram, quest’ultimo contava poco più di 20 milioni di utenti (ed era disponibile solo per iOS): oggi sono più di 100 milioni le persone che utilizzano il servizio, ed il 67% dei TOP100 Brand intervistati da Interbrand ha colto l’opportunità di offrire a queste persone contenuti con cui interagire (era il 59% a Febbraio). Pensate che MTV ha assunto un fotografo dedicato esclusivamente ad Instagram per condividere con la community le immagini provenienti dagli MTV Movie Awards di qualche settimana fa.

La forza di Instagram è la semplicità di utilizzo e di fruizione dei contenuti. Questo è il motivo per cui anche rispetto a canali più utilizzati, o dove i brand sono più presenti, mantiene un grado di interazione più elevato: Pinterest, ad esempio, è utilizzato dal 76% dei TOP100 brand di Interbrand, ma l’aggregato dei follower di queste marche non raggiunge le 500.000 persone, contro i più di 7 milioni di Instagram.
Oltre alla frequenza di utilizzo, ed alla maggior “mobilità” di Instagram, il motivo è da ricercarsi nel modo in cui le marche mantengono la propria presenza su Pinterest: è vero che il 76% di quei brand hanno un account, ma solo il 55% lo utilizza attivamente per condividere contenuti. Instagram è utilizzato in maniera molto più frequente dalle marche, e questo ovviamente contribuisce a coinvolgere maggiormente le persone (il 27% dei brand presenti ha più di 20.000 follower, ed il 16% addirittura più di 100.000).

Quello che sarà interessante capire è se in futuro ci sarà un’ulteriore integrazione con Facebook, non soltanto a livello di condivisione delle immagini (oggi il 98% delle immagini pubblicate sono condivise anche su Facebook), ma anche a livello di funzionalità. Il ruolo dei brand è – e dovrà sempre più essere – quello di offrire alle persone un’esperienza continua a prescindere dai canali, dai momenti e dai dispositivi con cui entreranno in contatto con i contenuti.
Per un approfondimento sullo studio relativo all’utilizzo di Instagram da parte delle marche potete consultare lo studio pubblicato da Simply Measured, mentre potete usare lo spazio dedicato ai commenti per segnalarci brand che seguite e che secondo voi stanno sfruttando nel modo migliore le potenzialità del canale.
Il sabato è arrivato e ha portato con sé il sole (almeno a Milano): vi consigliamo di sedervi sull’erba con i vostri smartphone o tablet e godervi qualche news prima del tramonto. Pronti? Via!
Cibo, foto e social network
La volontà di condividere diversi aspetti della propria personalità attraverso attività svolte ogni giorno è sempre più diffusa: la creazione di contenuto è infatti una delle principali abitudini di alcune fasce di target online, e gli hashtag sul tema sono infiniti. (Devo ammettere di essere una perfetta rappresentante di questo tipo di persona, come dimostra il mio account Instagram).
Ma perché fotografare solo i propri piatti, quando tutt’intorno a noi c’è un altro gran numero di sconosciuti che ha davanti piatti diversi? Un’ottima occasione per continuare a scattare e condividere, migliorando le proprie skills fotografiche!
Cheers… friends!
Certo, fotografare i piatti di sconosciuti potrebbe essere un ottimo sistema per fare nuove amicizie. Niente di più semplice se nel frattempo avete davanti a voi una birra da bere nella nuova Buddy Cup di Budweiser. Basterà un brindisi per entrare immediatamente in contatto su Facebook, creando nuove occasioni di interazione con le persone. Importante: non lasciare il proprio bicchiere incustodito per non ritrovarsi con “amici indesiderati”…
No spoiler, please!
Gli appassionati di serie TV si dividono fra chi ama e chi odia gli spoiler. C’è chi non vede l’ora di conoscere i futuri sviluppi per immaginarsi l’evoluzione del plot, chi invece preferisce l’attesa impaziente della prossima puntata per scoprire cosa ci sarà dopo. La 17enne Jennie Lamere, evidentemente appartenente alla seconda categoria, ha avuto un’idea che le ha fatto vincere il TVnext Hack: Twivo, un’estensione per Google Chrome capace di bloccare in modo selettivo i tweet relativi ad attori, show o altri topic, e di sbloccarli in seguito per andare a leggere cosa hanno detto le altre persone e prendere quindi parte alla conversazione. Semplice ed efficace, questa dinamica può essere declinata secondo diverse modalità per scegliere come e quando fruire di specifici contenuti.
Censura sì, censura no
Sulla più nota carta stampata si torna a parlare di Twitter in relazione al tema della censura. L’ha fatto qualche giorno fa Mentana, e ora lo fa anche Saviano in un articolo su La Repubblica, in cui si parla di “diritto ai social network”, chiedendosi se non sia più efficace censurare, chiudere i rubinetti, impedire alle persone di comunicare attraverso piattaforme e modalità che ormai fanno parte della vita quotidiana di tutti noi.
Lasciamo a voi la lettura delle argomentazioni, ma quello che ci chiediamo è: non sarebbe, piuttosto, più utile comprenderne in modo approfondito le dinamiche sociali, promuovere uno scambio leale di opinioni per una conversazione pacata e trasparente?
#mothersday
Per chiudere in dolcezza, non dimenticate che domani si festeggia la festa della mamma. Avete già pensato a qualcosa di speciale? Un pranzo fuori, un piccolo viaggio insieme? Tutte ottime idee… E se la vostra mamma non è vicino a voi? Che fare? In questo caso, Twitter ha già fornito il migliore dei consigli in modo molto efficace. Siete d’accordo?
Mercoledì social #161
Buongiorno a tutti e bentornati al consueto appuntamento con il mercoledì di We Are Social.
Partiamo subito con le notizie di questa settimana che riguardano Facebook, LinkedIn, Youtube, Instagram, mentre finiremo con alcuni numeri che riguardano internet.
Spieghiamo l’algoritmo EdgeRank di Facebook
Partiamo con un’interessante infografica in cui viene identificata l’anatomia dei fan su Facebook secondo l’algoritmo EdgeRank. Come si comportano gli utenti nel momento in cui entrano in contatto con le nostre pagine?

Esistono tre modi diversi per interagire con loro e creare engagement:
- Un metodo leggero: grazie a Facebook Connect i fan possono fare like ad un contenuto o alla pagina direttamente su un sito web. A questo punto il like diventa un contenuto condiviso sulla bacheca del fan e quindi verrà visto nel newsfeed dei suoi amici;
- Un metodo intermedio: si fa like direttamente sulla pagina del brand su Facebook. In questo modo i contenuti del brand saranno visibili sul newsfeed del fan, con una portata in potenza molto alta ogni volta che il fan stesso interagisce con l’update;
- Un metodo più pesante: è il caso delle Facebook Apps. L’utente può ormai sempre più spesso registrarsi su siti terzi grazie a Facebook Connect. Questo permette al brand di interagire con il proprio fan in maniera più diretta, con una campagna di comunicazione più mirata e meno dispersiva.
L’infografica prosegue con una suddivisione dei diversi tipi di fan che interagiscono con le pagine.
In quest’altra infografica ci si sofferma sul funzionamento di EdgeRank e le modalità per sfruttare al meglio tale algoritmo.

LinkedIn: una storia lunga 10 anni
Sapevate che LinkedIn ha compiuto 10 anni? Per ricordarci questo importante traguardo, il social network più famoso per il business ha creato una Timeline sottoforma di infografica in cui ripercorre il suo decennio e i successi che lo hanno portato a contare più di 200 milioni di iscritti nel mondo.
All’interno dei festeggiamenti si inserisce anche questo video celebrativo.
Chi di voi si ricorda l’anno di iscrizione a LinkedIn?
Youtube: ad aprile un miliardo di utenti unici
Veniamo alla classifica mensile sulle pagine YouTube fatta da Socialbakers. Partiamo dai numeri complessivi. Il social network ha totalizzato un miliardo di utenti unici e più di sei miliardi di visite nel mese di aprile (i dati si riferiscono al periodo 2 aprile – 2 maggio 2013). Quali sono stati i brand con le performance più alte?
Prendendo in esame il numero di contenuti visti c’è de registrare l’exploit di Evian che ha superato 50 milioni di visite con il nuovo spot. È interessante notare la scelta dell’azienda di veicolare il contenuto prima su YouTube e poi sui canali televisivi standard, senza che questo abbia comportato una diminuzione della portata dello spot stesso.
Per quanto riguarda il numero di iscritti, la performance maggiore è registrata dal canale ufficiale di SMTOWN, con più di 2.5 milioni di utenti, seguito da Red Bull.
Sempre sul fronte YouTube, riportiamo la notizia che Google ha lanciato una mappa interattiva, per ora circoscritta agli Stati Uniti, in cui vengono mostrati i video più popolari del Paese. La mappa, c’è da scommettere, può diventare un utilissimo strumento per captare i video più visualizzati in relazione ad un determinato periodo di tempo e capire i flussi dei diversi mercati.
Instagram: è arrivato il nuovo logo
Come spiegato in questo post di qualche giorno fa, continuano a piccoli passi i cambiamenti dell’applicazione di photo-sharing più famosa al mondo.
Instagram nei giorni scorsi ha silenziosamente modificato il carattere del proprio logo, rendendolo più elegante. Il progetto è stato curato da Mackey Saturday, un brand strategist e designer di Denver, Colorado. Nel suo post spiega come è arrivato al nuovo logo e il percorso che sta dietro alla scelta di un font diverso.
Infatti non molti sanno che Instagram usava il font Billabong. Con questo nuovo corso, si è deciso di usare un carattere più fluido, più commerciale. E voi quale logo preferite? Raccontatecelo nei commenti.
Un giorno nella vita di Internet
Concludiamo il mercoledì social di oggi con una simpatica e nello stesso tempo interessante infografica sui numeri di Internet.

Sono cifre impressionanti, che rendono l’idea del fenomeno. Eccone alcune:
- America del Nord, Australia e Europa sono i continenti con la maggiore percentuale di utenti internet, superiore al 50%;
- Gli utenti usano internet per fare ricerche, per le operazioni bancarie e per lo shopping;
- Il tempo speso in media sui social network è di 3.2 ore: Facebook la fa da padrona, mentre seguono YouTube e Twitter;
- Google rappresenta il motore di ricerca più popolare, con un 88% di quota di mercato e più di 3 miliardi di ricerche giornaliere.
Per avere un quadro completo sugli altri numeri potete visualizzare l’infografica completa qui.
Per questo mercoledì è tutto, stay tuned!
Poche ore fa, Instagram ha proposto un aggiornamento della propria applicazione con la nuova funzione di “tagging” all’interno delle foto. È simile al meccanismo di Facebook per segnalare quali amici sono presenti in un’immagine: permette di selezionare un volto e indicare a quale utente Instagram corrisponde.
La mossa di Instagram rappresenta più che una semplice aggiunta di funzionalità: è tra le soluzioni più efficaci per diffondere un contenuto, perché:
- attiva una notifica;
- stimola facilmente una reazione da parte di chi è “taggato”;
- permette di costruire connessioni tra persone e immagini che durano nel tempo (e non si limitano al periodo per cui la foto è visibile nella timeline)
In questo contesto, non va dimenticata la fortissima integrazione di Instagram con Facebook, che permette di ampliare ancora di più il reach, coinvolgendo anche le persone che non accedono direttamente al social network basato su immagini, ma che sono presenti sul social network più grande del mondo.
Per i brand
La novità è molto interessante anche per le marche: la funzionalità “Photos of you” permette alle persone di scoprire tutte le foto in cui un brand è stato taggato. Le persone infatti potranno aggiungere tag anche relativi alle marche: dalle sneaker indossate, al ristorante preferito, alla caramella che stanno gustando. Si tratta in pratica di un modo di raccontare un brand attraverso gli scatti delle persone.
Per questo motivo, è fondamentale che le marche mantengano monitorate le “mention” e i “tag” su tutti i canali social, incluso Instagram. Ora su questo social network, le foto che riguardano una marca non saranno più visibili solamente tramite ricerca, ma verranno anche aggregate nel profilo della marca stessa, dando evidenza di come i brand vengono percepiti dalle proprie community.
L’ascolto è il primo passo, ma questa nuova funzionalità permette anche di stimolare la partecipazione della community, attraverso inviti a raccontare il brand, taggandolo all’interno delle immagini.
Microtargeting
Questa scelta da parte di Instagram è importante al di là del puro aspetto tecnologico e funzionale: permette di costruire community di persone con connessioni e interessi in comune (il “tagging” va a indicare un brand o una persona con cui abbiamo un livello di vicinanza). Anche per questo motivo è sempre più importante favorire lo sviluppo di community con un alto livello di affinità, piuttosto che cercare di “piacere a tutti” in modo indistinto.
Avere una community ampia funziona bene quando è possibile parlare con le persone che ne fanno parte in modo diretto e personale, attraverso un “microtargeting” focalizzato sugli interessi di chi partecipa. Questo permette di avere un livello di engagement più alto e una diffusione più efficace delle conversazioni. Non solo: fa si che la community sia molto più coinvolta e che il contributo delle persone (ad esempio attraverso il tagging delle foto della marca) sia positivo e in linea con la conversazione che si sta sviluppando.
Una nota importante riguardo il nuovo canale: in questo momento i controlli della privacy relativi al tagging per Instagram hanno un grandissimo margine di miglioramento e saranno oggetto di dibattito tra i primi sperimentatori: come prevenire tagging non desiderati e come gestire la propria immagine sul social network? Come insegna Facebook, sarà importante per Instagram investire per migliorare questa caratteristica nei prossimi giorni.
Oggi è un giorno speciale per due motivi: in primis perché è la festa dei lavoratori e poi perché quello che state leggendo è il 160esimo “Mercoledì social”, un bel traguardo per noi. Non possiamo non ringraziare tutti voi che continuate a seguirci mostrando il vostro interesse per le nostre rassegne settimanali.
Ma partiamo subito con le news di questi ultimi giorni che riguardano Facebook, Pinterest, Foursquare e Instagram.
Niente più visualizzazione “Post degli amici” sulle pagine Facebook
Il perché di questa scelta non è facile da interpretare, ma molto probabilmente – come suggerisce AllFacebook – questo cambiamento presuppone l’arrivo di nuove feature che consentiranno agli utenti di scoprire cosa i loro amici pensano di una determinata pagina o persona. Ora sulle brand page è dunque possibile visualizzare gli “highlights”, i “post della pagina” e i “post degli altri”.
Il lancio del “Graph search” di qualche mese fa lascia intravedere delle ottime opportunità per conoscere ciò che i propri contatti amano fare, i posti nei quali sono stati o le pagine alle quali hanno fatto Like, sempre ovviamente nel rispetto della loro privacy (a proposito di privacy su Facebook, vi consigliamo la lettura di questa interessante infografica riportata da Mashable).
Abbiamo già raccontato in un post di quale che settimana fa le potenzialità di questa feature per i brand, mostrando come Facebook strizzi l’occhio soprattutto ai business locali che possono farsi trovare proprio nel momento in cui le persone effettuano una determinata ricerca.
Qual è la vostra opinione su questo tema? Ditecelo pure nei commenti.
I social media nel 2013
Qualche giorno fa, GlobalWebIndex ha rilasciato un report sullo stato dell’arte del social web relativo al primo trimestre 2013. Lo studio evidenza come alcuni trend di crescita annunciati in passato vengono anche questa volta confermati. In particolare, l’inarrestabile incremento del numero di utenti attivi su Facebook (+35% rispetto al 2012) e l’aumento degli accessi ai social da mobile (+60,3% rispetto al 2011).
Come leggere questi dati? È chiaro che si tratta di due tendenze che camminano di pari passo e che nessun brand può più ignorare. Adottare un approccio “mobile first” significa pensare in un’ottica completamente diversa rispetto al passato, quando era il desktop il principale punto d’accesso alla rete. Oggi smartphone, tablet e game consolle la fanno da padrone, in linea con le abitudini di consumo delle informazioni e delle esperienze online.
Ma vediamo nel dettaglio quali sono i trend più interessanti riportati dallo studio GWI:
- cresce l’engagement su tutte le piattaforme. Ciò significa che le persone sono sempre più attive sui social network partecipando alle conversazioni con altri utenti e con i brand;
- i social network locali continuano il loro declino, tranne i casi particolari di Giappone e Russia. Il forte nazionalismo in questi casi si riverbera anche in rete, anche se ad impedire l’esplosione di social come Facebook o Twitter sono anche le diversità linguistiche e la censura;
- Google+ si conferma il secondo social network al mondo con 259 milioni di utenti attivi ogni mese. Al di là del generale scetticismo, il social di Big G non ha mai smesso di crescere. Questo per ovvi motivi legati alle sue peculiarità (gli hangout in primo luogo) e alla Search Engine Optimization (SEO).
Secondo voi qual è il motivo principale della costante crescita di Google+?
Foursquare e l’advertising
In una recente intervista, Dennis Crowley – CEO di Foursquare – ha bollato come false le affermazioni riguardo l’incapacità di monetizzazione della sua piattaforma. Interessante inoltre è un’indiscrezione secondo la quale Foursquare stia per lanciare due formati di social ads che avrebbero come scopo proprio quello di iniziare a generare revenue e di offrire anche alle piccole attività la possibilità di raggiunere in modo mirato nuovi clienti. Ecco le due presunte tipologie di ads:
- Check-in retargeting: consentirà di targettizzare gli utenti online in base ai loro check-in fatti nella vita reale, quindi anche al di fuori dell’app di Foursquare (da capire in termini di privacy in che modo Foursquare riuscirà ad affrontare le critiche, che certamente non mancheranno);
- Post check-in ads: consentirà di proporre un messaggio dopo che le persone hanno fatto check-in in un determinato posto, rendendo così l’ads molto rilevante e pertinente.
Nuove modifiche al look di Pinterest
Dopo l’annuncio di qualche settimana fa relativo al suo restyling, Pinterest negli ultimi giorni ha annunciato – attraverso il suo blog – un nuovo miglioramento del layout. Al di là dei cambiamenti che andremo ad elencare tra un secondo, è interessante vedere come il team di Silbermann ascolti la propria community e ne tragga degli ottimi spunti per apportare le modifiche alla piattaforma sulla base delle esigenze degli utenti.
Ecco le principali novità:
- dopo aver pinnnato un contenuto è adesso possibile scoprire altri contenuti affini;
- è possibile risalire alla prima persona che ha pinnato un’immagine;
- è possibile menzionare una persona in un pin attraverso la @.
Con il lancio di queste nuove funzionalità, Pinterest sembra da un lato prestare maggiore attenzione alle interazioni sia tra gli utenti che tra questi ultimi e i brand, dall’altro invece conferma la sua volontà di detenere la leadership tra le piattaforme mirate alla scoperta di nuovi contenuti. Il miglioramento del suo motore di ricerca – altra feature introdotta insieme ad un migliore sistema di notifiche – conferma questa interpretazione.
Il valore degli hashtag su Instagram
Che gli hashtag siano fondamentali per l’aggregazione di contenuti, esperienze e conversazioni su un determinato topic, lo dimostra la recente scelta da parte di Facebook di utilizzarli sulla sua piattaforma. Ora una ricerca di Dan Zarrella evidenza come su Instagram gli hashtag favoriscano una maggiore interazione in termini di like:
Si tratta di un dato molto incoraggiante per quei brand che vogliono coinvolgere le persone su Instagram e possono appunto farlo apportando valore nelle conversazioni attraverso l’uso degli hashtag.
Gli spunti sono interessanti e non vediamo l’ora di sapere cosa ne pensate: ditecelo nei commenti!
Ed è tutto per questo mercoledì
Buon primo maggio a tutti e alla prossima!
Ormai è arrivato il week-end, reso ancora più bello dall’inizio della primavera. Quindi prima di uscire di casa a godervi il bel tempo, prendetevi qualche minuto per il nostro Thank God We Are Social #94!
What your Instagram Filter says about You
Cominciamo subito con questa interessante infografica, che mostra quanto in realtà i filtri che scegliete di utilizzare su Instagram dicano di voi più della foto stessa che scattate. Voi in che profilo vi identificate?
Youtube: 1 miliardo di viewers al mese
Tanti, vero? Sono i viewers che attualmente ottiene Youtube al mese. Significa che circa metà degli utenti che solitamente navigano su Internet, visitano regolarmente Youtube. Non male per un sito che ha solamente 8 anni di vita e che dopo l’acquisizione da parte di Google ha registrato una crescita del 25%.
D’altra parte, si sa che il comportamento di molti di questi utenti non sia dei più corretti. Oltre a questo dato positivo infatti, Youtube pare abbia registrato anche un altro primato, quello di aver raggiunto il trilione di commenti a sfondo razzista.
Google vi fa volare
Se state pensando di organizzare un viaggio in giro per il mondo, oggi vi viene in aiuto Google Flights. Big G ha lanciato questo nuovo servizio che vi consente di prenotare un volo confrontando i prezzi delle varie compagnie aeree. Fateci sapere quale destinazione avete scelto
E con questo vi auguro un felice weekend!












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