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Ecco la consueta classifica delle principali pagine Facebook, selezionate in base a ampiezza della community, livello di coinvolgimento e prestazioni nella risposta. I dati si riferiscono al mese di aprile 2013 e sono stati rilevati da Socialbakers.
Come si evolve lo scenario? Rispetto a marzo cresce l’engagement rate medio, passando da 0,161% a 0,178%, mostrando quindi una partecipazione maggiore alla conversazione da parte delle community. Aumenta globalmente il tasso di risposta, da 62,32% a 63,07%, nonostante il peggioramento di alcuni brand presi singolarmente.
Le novità introdotte nelle ultime settimane nel news feed si stanno inserendo come abitudini nell’esperienza degli utenti. Anche in questo contesto è interessante vedere come i brand che lavorano molto bene a livello di creatività nello sviluppo di social content sono premiati da una partecipazione interessante da parte della community.
Come ogni mese SocialBakers ha pubblicato il Local Report dedicato alle Facebook Page di tutti i Paesi: ecco quello relativo all’Italia durante Febbraio 2013.
Rispetto a Gennaio è aumentato il valore di Engagement Rate (da 0.191% a 0.207%), ma il dato ancor più interessante riguarda il Tasso di risposta, che passa dal 56.74% al 63.44% a dimostrazione di una crescente attenzione per i brand per ciò che viene chiesto loro dai consumatori.
Siamo felici di constatare che sia uno dei clienti per cui gestiamo le conversazioni tutti i giorni ad essere stato segnalato come Most Devoted Brand: Wind ha infatti il più alto numero di risposte fornite alle persone ed un Tasso di Risposta molto alto rispetto alla media (l’80%).
Ecco il report completo:

Come ogni mese, vi proponiamo la classifica delle migliori Facebook Page in Italia, elaborata da Socialbakers. A gennaio 2013 il livello di engagement medio si è mantenuto relativamente stabile rispetto al mese precedente (0,191% da 0,196%), mentre il tasso di risposta è passato da 58,09% a 56,74%.
Sviluppare un livello di engagement alto e essere attivi nella risposta è sempre più determinante per i brand che vogliono raggiungere la propria community in maniera organica e utilizzare i social media come strumento per offrire un servizio.

Ampiezza della community, livello di engagement e reattività nella risposta: sono questi i parametri presi in considerazione nel report mensile pubblicato da SocialBakers. Nell’edizione di novembre alcuni cambiamenti interessanti rispetto al mese scorso. In particolare, sale il valore dell’engagement rate medio (da 0,1548% a 0,256%) e aumenta il valore medio del tasso di risposta (da 48% a 54,70%).
Insomma, in Italia a novembre abbiamo visto pagine più reattive e un livello di coinvolgimento medio più alto da parte delle community: due tendenze che si muovono spesso in parallelo.
Tutti i contenuti dovrebbero essere così coinvolgenti come i post della nostra famiglia e dei nostri amici
Così Facebook immagina il coinvolgimento da parte delle marche. È sempre più importante, su ogni canale social, che i brand scelgano un approccio il più possibile “umano” al modo in cui attivano un contatto, stimolano la fiducia e la simpatia delle persone, definiscono il proprio posizionamento, fino a facilitare l’azione (anche di acquisto) e la condivisione (intesa anche come advocacy).
Perché è importante? Prima di tutto, perché i canali social sono un ambiente caratterizzato da interazioni tra persone, in cui le marche (anch’esse costituite da persone) possono partecipare e creare valore condiviso non secondo una logica di “interruzione” di conversazioni o di esperienze, ma secondo una logica di “partecipazione”. Un altro motivo per cui è fondamentale un approccio umano è il livello di integrazione che i social media hanno ormai raggiunto rispetto alle nostre vite: l’unica modalità di interazione utile e interessante per interazioni così significative e costanti è la conversazione.
Vale anche per gli italiani? Alcuni dati, resi pubblici pochi giorni fa da ComScore sembrano confermarlo. Ecco alcuni dettagli:
- Il 94,5% della popolazione online italiana è attiva sui social media
- 1 minuto su 3 online viene speso su Facebook
- Non si tratta più di canali solo “per giovanissimi”: un utente su tre ha più di 45 anni
- Più della metà dichiara di leggere post di organizzazioni / marche / eventi
- Le donne trascorrono mediamente più tempo degli uomini sui canali social
Questi dati, oltre a evidenziare l’importanza di capire la frammentazione che caratterizza le community e le tribù a cui le marche vogliono rivolgersi, permettono di capire come ormai i canali social siano a tutti gli effetti una serie di punti di contatto significativi per gli italiani, a prescindere da sesso e età.
Il tempo delle persone è limitato e ogni giorno per le marche è più difficile guadagnare l’attenzione delle persone più interessanti: la concorrenza non viene solo dai competitor o da altri brand che partecipano alle conversazioni, ma da tutti gli input con cui gli utenti vengono a contatto. Questo include i post di “amici e parenti”.
In altre parole, le marche devono diventare sempre più specializzate nel coinvolgimento delle persone da un punto di vista strategico, creativo e editoriale per un semplice motivo: l’attenzione di chi si vuole raggiungere si divide tra numerosissimi input, tra cui l’ultimo video di gattini. Solo chi riesce a essere più utile e interessante attiva una conversazione e crea un valore condiviso con la propria community.
Benvenuti al nostro consueto appuntamento del Mercoledì dedicato a tutte le news più interessanti sul social web: guarda caso, è anche il primo Mercoledì di Agosto, quindi ne approfittiamo per augurare buone vacanze a tutti voi che ci leggete!
Twitter raggiunge i 500 milioni di account
Un recente studio di Semiocast ha mostrato il dettaglio sul numero e la provenienza geografica degli account attivi su uno dei social network più amati da tutti noi: per l’esattezza sono 517 milioni i profili creati su Twitter fino ad ora, con una larga maggioranza di utenti dagli Stati Uniti (140 milioni). Molto interessante notare la crescita registrata da paesi del continente sudamericano e del sud est asiatico, che superano abbondantemente in numero di account la vecchia Europa: fanalino di coda della top 20 è proprio l’Italia, al ventesimo posto. Secondo voi Twitter è ancora relativamente poco utilizzato nel Bel Paese rispetto a quanto non lo sia in altre nazioni del mondo?

Audiweb: i dati di audience online di Giugno 2012
A proposito di social media e di italiani online, Audiweb Database ha appena pubblicato una stima dell’utilizzo effettivo di internet nel nostro paese: in un giorno medio del mese di Giugno 2012 sono risultati essere online 14 milioni di utenti, +8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il tempo medio di collegamento è stato di 1 ora e 20 minuti circa e – udite udite - ogni giorno questi utenti hanno messo a segno 1,5 milioni di stream views (visualizzazioni online) di contenuti video. Un dato assolutamente rilevante per tutti quei brand impegnati nella produzione di contenuti video per instaurare una conversazione con le persone online. Ma qual è la strategia migliore per coinvolgere il target interessante tra quei 14 milioni di italiani che ogni giorno non possono fare a meno di internet?

Le performance dei Facebook Ads da mobile – Il report di AdParlor
Uno studio di AdParlor, agenzia che negli Stati Uniti cura la pianificazione di campagne di advertising su Facebook per brand come American Express e Audi, ha mostrato di recente la particolare propensione delle persone a cliccare sugli ads visualizzati da mobile rispetto a quelli visualizzati “da desktop”. Il click-through rate dei mobile ads è inoltre particolarmente alto: ben 1,32%, contro uno 0,086% dei classici desktop ads a cui siamo ormai abituati. I device con una migliore performance in termini di click-through rate sono i telefoni Android, che distanziano in positivo iPhone e BlackBerry. Per visualizzare il report completo potete cliccare qui: si tratta indubbiamente di una serie di dati interessanti, che lasciano presagire come il futuro dell’adv Facebook da Mobile sia ancora tutto da scrivere (anche grazie a strumenti come le sponsored stories). Voi che ne dite?
Facebook e il nuovo layout per le foto del vostro profilo
Facebook ha annunciato oggi una serie di cambiamenti importanti per la sezione Foto dei profili personali: il social network starebbe infatti testando una nuova modalità di visualizzazione a collage, che comprenderà la possibilità di individuare come highlight e mettere in evidenza alcune immagini rispetto ad altre, proprio come già avviene sulla timeline. Questo cambiamento contribuirà indubbiamente a rendere anche la cara vecchia sezione Foto più dinamica, e porrà l’accento sui contenuti visivi che spesso sono al centro della conversazione tra gli utenti. Unico appunto – già notato da vari commentatori – sembra essere l’aspetto di questa sezione (almeno nelle preview disponibili), in effetti molto simile a quello del suo equivalente su Google+.
La straordinaria crescita di Instagram
Instragram ha da poco annunciato di aver superato a Luglio 2012 gli 80 milioni di utenti registrati, con più di 4 miliardi di foto condivise dai suoi iscritti: una crescita notevole se pensate che ad Aprile gli utenti registrati erano circa 30 milioni. Il merito è in senza dubbio anche della release della versione per Android e ovviamente della profonda integrazione con Facebook, che ad Aprile come ricorderete ha acquisito la popolare app di photosharing. La previsione è che Instagram riesca a raggiungere i 100 milioni di utenti già nell’inverno di quest’anno, superando in prospettiva i tempi di crescita che hanno toccato colossi come Twitter, Facebook e Google prima di raggiungere lo stesso volume di registrazioni. Una crescita record che ribadisce l’importanza fondamentale del contenuto visivo, in questo caso di grande valore personale e “a portata di clic” per gli utenti.

Social login e social sharing: l’impatto sull’eCommerce [Infografica]
Numerosi i progressi registrati negli ultimi tempi dalla vendita online, che un po’ ovunque si sta evolvendo da eCommerce a Social commerce grazie alla possibilità degli utenti di commentare e condividere notizie su prodotti interessanti mediante il login da uno dei propri profili social. Una feature che, come ci mostra questa infografica di Monetate, è molto utile a chi si occupa di eCommerce per evitare l’abbandono del “carrello” nel corso dell’iter di acquisto a causa di particolari difficoltà nella registrazione (un problema ben noto a chi lavora in questo settore). Non dimentichiamo, inoltre, l’importanza fondamentale dello scambio di pareri con altri utenti online prima di procedere ad una decisione d’acquisto. E voi, grazie ai social media “comprate” di più?
Creare valore sui social media: l’importanza del social sharing
A proposito di social media e acquisti online, Beyond ha di recente pubblicato pubblicato questa presentazione realizzata in occasione della Facebook Marketing Conference 2012. Il futuro della condivisione di contenuti interessanti da parte degli utenti appare essere il frictionless sharing legato all’uso di applicazioni perfettamente integrate con Facebook, a cui tutti noi siamo più o meno soliti accedere, ad esempio, per leggere un articolo o ascoltare musica. Ma che cosa condivideranno maggiormente le persone con i propri contatti? Secondo una proiezione realizzata da Beyond, il 43% degli utenti condividerà i propri traguardi personali grazie allo strumento delle milestone, mentre il 30% ed il 28% si concentrerà rispettivamente su piani per i propri viaggi e sui biglietti acquistati. Un dato molto interessante per tutti quei brand legati al settore dei viaggi che vorrebbero attivare una presenza di valore su Facebook, non credete? Non perdetevi la presentazione, che contiene anche un’analisi sulle categorie di utenti particolarmente propensi a condividere contenuti online:

I social media sono un ottimo strumento per costruire un dialogo tra le marche e le persone: sono ideali da un punto di vista di marketing e di comunicazione per sviluppare una relazione. I canali social, però, hanno un’altra caratteristica che li rende unici: il marketing e la comunicazione sviluppati su questi canali vanno spesso oltre i propri confini abituali.
Capita sempre più di frequente di imbattersi in iniziative sui social media che hanno un impatto importantissimo sul prodotto o sul servizio a cui si riferiscono. Il valore generato dai canali social spesso è così forte che viene percepito come parte integrante di ciò che le persone acquistano.
Le marche che interpretano meglio questo ruolo dei canali social creano esperienze di marketing e di comunicazione che vanno oltre la promozione e lo stimolo alla vendita. Nella maggior parte dei casi questo scenario si sviluppa in un “adaptive marketing“: “un approccio flessibile in cui i marketer rispondono velocemente al proprio ambiente per allineare gli obiettivi del brand e delle persone, massimizzando il ritorno sul valore marca“. In altre parole, grazie alle tecnologie social e alla conversazione, l’offerta e la comunicazione di prodotto varia e si adatta alle esigenze delle persone.
Gli esempi sono sempre più comuni, eccone alcuni:
- In Italia, nei settori più focalizzati sul servizio (come quello telefonico e bancario) è sempre più diffuso il concetto di caring attraverso i canali social. Sempre più utenti, infatti, ricorrono a canali non tradizionali per ricevere supporto rispetto alle proprie esigenze: con molti clienti stiamo sviluppando direttamente programmi di questo tipo su Facebook, Twitter e sull’intero social web;
- KLM ha creato un’iniziativa chiamata “Meet & Seat“, che permette – attraverso LinkedIn e Facebook – di scoprire e incontrare persone interessanti a bordo del proprio volo;
- Heinz insieme a noi di We Are Social ha creato “Get Well Soup”, che consente di inviare ai propri amici attraverso i canali social una porzione personalizzata di zuppa Heinz;
- Kleenex consente, su Facebook, di scegliere il design e condividere una confezione di fazzolettini personalizzata con i propri amici;
- Adidas (cliente We Are Social) miCoach consente di allenarsi e condividere i propri risultati con un approccio social, confrontandoli con quelli della community;
Come in molti altri paesi del mondo, anche in Italia Facebook è il social network più diffuso. Questo significa che, anche se ci sono altri canali social media molto rilevanti, Facebook è abbastanza presente da evidenziare di una tendenza del nostro paese a partecipare alla conversazione sul social web.
Ci siamo chiesti quali siano le città più “social” e abbiamo analizzato i dati messi a disposizione da Facebook incrociandoli con i numeri di Wikipedia.
Ecco cosa abbiamo scoperto.
Le città con più utenti Facebook
Tra tutti i capoluoghi di provincia italiani, le città con più utenti Facebook sono Roma, Milano e Napoli. Interessante, nella top ten, la presenza di Cagliari e Catanzaro, considerata anche la popolazione delle due città.
Le città con più utenti Facebook per abitante
Facebook permette a tutti di dichiararsi abitanti di una città. Per questo motivo, anche chi non vive in un capoluogo, può indicare la città come propria.
La top ten dei capoluoghi su Facebook che hanno più utenti per abitante è quindi dominata da città che hanno più di un utente Facebook per abitante. In questo caso le sorprese sono ancora più interessanti: con il dominio assoluto di Catanzaro (con più di due utenti Facebook per abitante), seguita da Cagliari e da Ancona. A quanto pare, anche chi non vive in questi capoluoghi ama dichiararli come propria città su Facebook.
Cosa pensate di questi dati? Sorprendenti o attesi? Raccontatecelo nei commenti.
Update: Qual è l’elemento più interessante che si ricava da questi dati? Visto che ne ho parlato in diversi casi su Twitter e nei commenti di questo post, aggiungo alcune considerazioni utili lato brand:
L’insight principale della classifica è che esiste una differenza (anche consistente) nell’utilizzo di Facebook tra le città italiane. Questo insight può essere un’indicatore parziale anche dell’utilizzo dei social media in generale (se consideriamo la penetrazione di Facebook nel nostro paese).
Nel ricavare i “top 10″ abbiamo potuto definire un database filtrabile per provincia, o per regione o per area geografica. Anche se l’obiettivo di questo post è trasferire l’importanza di un approccio personalizzato anche a livello geografico interno all’Italia, in quanto cambiano molto i comportamenti tra le varie aree.
L’iscrizione a un social network è uno dei numerosissimi indicatori che devono essere considerati nello studio di un target, ma è comunque indicativa di un comportamento. Forrester stessa definisce persone che hanno un profilo sui social network come “Joiner”, comunque persone non completamente inattive a livello social. E – con una approssimazione realistica – possiamo ritenere valido questo approccio, considerati i numeri che abbiamo rilevato.
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