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Mercoledì social #161
Buongiorno a tutti e bentornati al consueto appuntamento con il mercoledì di We Are Social.
Partiamo subito con le notizie di questa settimana che riguardano Facebook, LinkedIn, Youtube, Instagram, mentre finiremo con alcuni numeri che riguardano internet.
Spieghiamo l’algoritmo EdgeRank di Facebook
Partiamo con un’interessante infografica in cui viene identificata l’anatomia dei fan su Facebook secondo l’algoritmo EdgeRank. Come si comportano gli utenti nel momento in cui entrano in contatto con le nostre pagine?

Esistono tre modi diversi per interagire con loro e creare engagement:
- Un metodo leggero: grazie a Facebook Connect i fan possono fare like ad un contenuto o alla pagina direttamente su un sito web. A questo punto il like diventa un contenuto condiviso sulla bacheca del fan e quindi verrà visto nel newsfeed dei suoi amici;
- Un metodo intermedio: si fa like direttamente sulla pagina del brand su Facebook. In questo modo i contenuti del brand saranno visibili sul newsfeed del fan, con una portata in potenza molto alta ogni volta che il fan stesso interagisce con l’update;
- Un metodo più pesante: è il caso delle Facebook Apps. L’utente può ormai sempre più spesso registrarsi su siti terzi grazie a Facebook Connect. Questo permette al brand di interagire con il proprio fan in maniera più diretta, con una campagna di comunicazione più mirata e meno dispersiva.
L’infografica prosegue con una suddivisione dei diversi tipi di fan che interagiscono con le pagine.
In quest’altra infografica ci si sofferma sul funzionamento di EdgeRank e le modalità per sfruttare al meglio tale algoritmo.

LinkedIn: una storia lunga 10 anni
Sapevate che LinkedIn ha compiuto 10 anni? Per ricordarci questo importante traguardo, il social network più famoso per il business ha creato una Timeline sottoforma di infografica in cui ripercorre il suo decennio e i successi che lo hanno portato a contare più di 200 milioni di iscritti nel mondo.
All’interno dei festeggiamenti si inserisce anche questo video celebrativo.
Chi di voi si ricorda l’anno di iscrizione a LinkedIn?
Youtube: ad aprile un miliardo di utenti unici
Veniamo alla classifica mensile sulle pagine YouTube fatta da Socialbakers. Partiamo dai numeri complessivi. Il social network ha totalizzato un miliardo di utenti unici e più di sei miliardi di visite nel mese di aprile (i dati si riferiscono al periodo 2 aprile – 2 maggio 2013). Quali sono stati i brand con le performance più alte?
Prendendo in esame il numero di contenuti visti c’è de registrare l’exploit di Evian che ha superato 50 milioni di visite con il nuovo spot. È interessante notare la scelta dell’azienda di veicolare il contenuto prima su YouTube e poi sui canali televisivi standard, senza che questo abbia comportato una diminuzione della portata dello spot stesso.
Per quanto riguarda il numero di iscritti, la performance maggiore è registrata dal canale ufficiale di SMTOWN, con più di 2.5 milioni di utenti, seguito da Red Bull.
Sempre sul fronte YouTube, riportiamo la notizia che Google ha lanciato una mappa interattiva, per ora circoscritta agli Stati Uniti, in cui vengono mostrati i video più popolari del Paese. La mappa, c’è da scommettere, può diventare un utilissimo strumento per captare i video più visualizzati in relazione ad un determinato periodo di tempo e capire i flussi dei diversi mercati.
Instagram: è arrivato il nuovo logo
Come spiegato in questo post di qualche giorno fa, continuano a piccoli passi i cambiamenti dell’applicazione di photo-sharing più famosa al mondo.
Instagram nei giorni scorsi ha silenziosamente modificato il carattere del proprio logo, rendendolo più elegante. Il progetto è stato curato da Mackey Saturday, un brand strategist e designer di Denver, Colorado. Nel suo post spiega come è arrivato al nuovo logo e il percorso che sta dietro alla scelta di un font diverso.
Infatti non molti sanno che Instagram usava il font Billabong. Con questo nuovo corso, si è deciso di usare un carattere più fluido, più commerciale. E voi quale logo preferite? Raccontatecelo nei commenti.
Un giorno nella vita di Internet
Concludiamo il mercoledì social di oggi con una simpatica e nello stesso tempo interessante infografica sui numeri di Internet.

Sono cifre impressionanti, che rendono l’idea del fenomeno. Eccone alcune:
- America del Nord, Australia e Europa sono i continenti con la maggiore percentuale di utenti internet, superiore al 50%;
- Gli utenti usano internet per fare ricerche, per le operazioni bancarie e per lo shopping;
- Il tempo speso in media sui social network è di 3.2 ore: Facebook la fa da padrona, mentre seguono YouTube e Twitter;
- Google rappresenta il motore di ricerca più popolare, con un 88% di quota di mercato e più di 3 miliardi di ricerche giornaliere.
Per avere un quadro completo sugli altri numeri potete visualizzare l’infografica completa qui.
Per questo mercoledì è tutto, stay tuned!
Come ogni settimana è giunto il momento del Mercoledì Social, che nel mio caso è anche il primo! Partiamo subito con la nostra overview.
Twitter: Burger King e alcune raccomandazioni sulle password
Come molti di voi sapranno negli ultimi giorni l’account Twitter di Burger King (seguito poi da quello di Jeep) ha subito un brutto scherzo da alcuni hacker. Dopo aver cambiato la visual identity – inserendo il simbolo di McDonald’s – hanno annunciato che Burger King era stata comprata dalla casa della M gialla, oltre a pubblicare alcuni messaggi pieni di insulti, offese e oscenità varie. Dopo mezzora fuori controllo l’account è stato chiuso. Tutto ciò ovviamente ha fatto parlare della sicurezza delle password e questa mattina il blog ufficiale di Twitter ha portato l’attenzione sul tema, con alcuni consigli che ogni utente e brand dovrebbe seguire.
Vine: prime sperimentazioni dei brand
Sono bastate poche settimane a Vine per attirare l’attenzione dei brand e degli esperti del settore. Vine con i suoi video di sei secondi rappresenta infatti un’autentica sfida per realizzare piccoli contenuti di conversazione e condivisione dal forte impatto emotivo. Per le aziende questo si traduce nella possibilità di realizzare dei veri e propri video teasing su prodotti e servizi istantaneamente condivisibili con la propria community. Ecco alcuni esempi per comprendere le potenzialità e le modalità di utilizzo di questa nuova applicazione.
Gap ha scelto di realizzare una clip incentrata sul prodotto, raccontando in soli sei secondi l’evoluzione dei modelli dei jeans dal passato al presente.
Un altro fashion brand su Vine è il nostro cliente Asos, che utilizza l’applicazione non come una semplice vetrina dei prodotti, ma per stimolare i propri follower a generare contenuti. Asos infatti invita i follower a realizzare e condividere le proprie clip di unboxing, utilizzando l’hashtag #ASOSUnbox. Per vedere un esempio cliccate qui.
In conclusione: Vine sembra aprire strade nuove all’interno della comunicazione web dei brand, rappresentando uno strumento innovativo di storytelling e d’interazione con gli utenti. La case history di Asos ci mostra come poter sfruttare in maniera semplice ed efficace le potenzialità di questa nuova applicazione.
Facebook conferma il primato nel social commerce
Grandi o piccole che siano, sono sempre meno le aziende che non hanno una presenza su Facebook. Dopo tutto sul social network di Palo Alto ci sono più di 1 miliardo di persone, cioè un larghissimo bacino di consumatori potenziali. Per identificare una strategia social efficace è necessario porsi una domanda importante: perché le persone decidono di seguire un brand su Facebook? Ecco un’infografica di Ambassador che ci dà alcuni insight interessanti a riguardo, passando in rassegna anche i numeri sempre più significativi per le aziende del social commerce.
I dati più interessanti per i brand raccolti in quest’infografica sono i seguenti:
- 70% segue un brand su Facebook per essere aggiornato o ricevere offerte speciali
- 38% considera Facebook uno strumento di shopping online
- 38% per tenersi aggiornato sugli eventi promossi dal brand
- 29% per commentare prodotti e servizi
- 52% segue su Facebook tra i 2 e i 5 brand
- 63% condivide news e immagini di prodotto.
L’ultimo punto sottolinea il ruolo di endorser che le persone hanno all’interno dei social network. I brand possono cogliere questa importante opportunità e creare, attraverso una strategia di contenuto, una community di ambassador legata al prodotto.
Differenze di engagement nel video sharing
I video sono un tipo di contenuto molto efficace da utilizzare per creare conversazione nelle pagine Facebook, aumentando l’awareness delle marca. Come sapete, esistono due opzioni per postare i video: facendo un upload direttamente su Facebook, oppure tramite la condivisione di un link che rimanda a YouTube. Queste due modalità di pubblicazione generano dei risultati differenti in termini di engagement. Ecco le peculiarità di entrambi:
Video Facebook
- I video hanno un tasso di engagement superiore del 40% (0,25%) rispetto ai link di YouTube (0.151%)
- I fan possono essere taggati all’interno del video
- I video suggeriscono agli utenti di cliccare mi piace alla pagina direttamente dal post
Link YouTube
- YouTube è il più popolare sito di video-sharing ed è in grado di aggregare, non solo i video, ma anche i dati riguardanti le visualizzazioni e le condivisioni. Gli Insight di Facebook invece non ci dicono nulla su quante volte un video sia stato visto e questo è un enorme svantaggio.
- È possibile condividere il link di YouTube ovunque, cosa che non avviene per i video caricati e pubblicati direttamente da Facebook, che non possono essere condivisi al di fuori del social network.
LinkedIn e l’importanza di un approccio personale
A quanti di voi la settimana scorsa è capitato di ricevere su LinkedIn un messaggio del genere: “Congratulazioni! Il tuo profilo è nel x% dei profili Linkedin più visitati in Italia nel 2012!”? Alcuni ne sono rimasti inorgogliti, molti altri perplessi, dubitando di essere utenti così attivi o ritenendo di aver ricevuto un messaggio standard.
La perplessità degli utenti deriva dal fatto che il contenuto condiviso dal brand non era veramente personalizzato, ma si basava su logiche di misurazione approssimative, senza fare una vera selezione degli utenti. Ciò induce a porre l’attenzione su quanto sia importante, per chi opera sui canali social, offrire agli utenti dei contenuti che siano realmente personalizzabili. Un approccio personale è la base per creare un contenuto rilevante e affine agli interessi delle persone che lo ricevono, stimolandole ad interagire con esso e generando quindi conversazione attorno all’iniziativa proposta. Fateci sapere nella sezione commenti come reagite ai contenuti proposti dalle pagine che seguite.
Le novità di questa settimana riguardano: Facebook, Twitter, LinkedIn e immancabilmente Spotify. Approfondiamole insieme.
Ciao Italia, qui Spotify!
Questo è il titolo del video che la casa madre svedese ha lanciato su YouTube per introdurre, dopo un’attesa di ben 4 anni, la piattaforma che ha rivoluzionato il music business. Anche in Italia Spotify mantiene il modello che sta decretandone il successo in Europa e negli Stati Uniti – 20 milioni di utenti attivi, di cui 5 abbonati a pagamento – prevedendo ascolti illimitati, un catalogo corposo e un meccanismo di creazione e condivisione di playlist funzionale sia all’ascolto individuale che alla dimensione social del web.
Con un clic, infatti, si può decidere se pubblicare su siti, blog e social network le tracce appena ascoltate e monitorare l’attività dei propri amici, dando un’occhiata ai loro ultimi ascolti. La musica è sicuramente un touch point interessante per diversi target e i brand avranno l’occasione di sfruttare questo strumento sui canali social per facilitare l’incontro tra le persone e la marca attraverso la condivisione di playlist personalizzate o attività tattiche che prevedono l’interazione con i brani preferiti dagli utenti. Per esempio, si può integrare il feed di status e immagini su Facebook, con un flusso musicale e invitare gli utenti a costruire una playlist interattiva. Oppure potete pensare di diventare i talent scout di nuove band o gli esperti di pezzi sconosciuti e vintage.
L’aspetto social è alla base di Spotify e i brand potranno puntare sulle feature attualmente disponibili oltre che alle nuove funzioni disponibili a breve tra cui “Follow” e “Discovery”. Il lancio della prima è previsto a marzo e permetterà di seguire i gusti musicali dei propri amici e di diversi artisti e “celebrities”; la seconda invece proporrà agli utenti nuova musica sulla base dei loro ascolti e dei contatti che seguono.
Gli Eventi su Facebook e anche i biglietti A proposito di musica, Facebook ha in cantiere una nuova feature che potrebbe rivoluzionare il business della musica dal vivo. La nuova feature permetterebbe infatti di acquistare il biglietto per un concerto o una festa, direttamente dalla pagina dell’evento generata su Facebook. Paesi come Olanda e Israele l’hanno già testata, il che significa che Facebook ha deciso di sperimentarla in mercati limitati e scelti ad hoc per controllare al meglio sia il funzionamento che i risultati. La transazione richiesta per l’acquisto del biglietto, però, pare non sia gestita direttamente da Facebook, poiché cliccando sul pulsante “Compra biglietto” che appare sula pagina di un determinato evento, si verrà rimandati ad un sito di terze parti. Tuttavia a prescindere da chi gestisce la transazione, l’idea di fondo di questa nuova funzione sembra destinata ad avere successo perché renderebbe l’esperienza d’acquisto più naturale e interna ad una piattaforma conosciuta. Sarà inoltre più facile convincere qualcuno a venire al concerto con voi se tutto quello che dovrà fare sarà accettare l’invito su Facebook e comprare il biglietto con un semplice clic ![]()

LinkedIn supera i 200 milioni di utenti
Il social network dedicato alle relazione professionali supera il tetto dei 200 milioni di utenti e non accenna a fermarsi. L’Italia è il quinto paese in termini di crescita di utilizzo da mobile di questa piattaforma. L’infografica qui sotto ci dà un’idea concreta della potenza di questo canale e dell’impatto che ogni giorno ha nella vita di oltre 200 milioni di persone.
LinkedIn è un canale in cui si sviluppano conversazioni rilevanti e di qualità attorno a temi di carattere professionale. Le persone accedono ad un luogo di conversazione tematico, scegliendo i loro interessi in base all’ambito professionale d’interesse. Lo strumento principale è la Company Page con cui il brand può comunicare in modo articolato la propria identità alla community. Questo si traduce in un’opportunità di targetizzare in modo efficace i contenuti solo sulle persone interessate al tema trattato, moltiplicando le occasioni di generare una conversazione rilevante attorno al brandì e capitalizzare la presenza attiva degli utenti.
Facebook for every phone: numeri da capogiro
L’utilizzo di Facebook e in generale dei canali social da mobile diventa sempre più incisivo tanto da superare quello da desktop. Quando pensiamo a smartphone e tablet il pensiero va subito a dispositivi iPhone, iPad e Android e Blackberry ma in realtà si parla di numeri che vanno oltre queste macro categorie. Lo dimostra anche il fatto che la pagina ufficiale dell’applicazione ‘Facebook for every phone’ ha superato i 200 milioni di fan e la sua crescita sembra inarrestabile. La pagina è di gran lunga la più popolata e stacca di più di 100 milioni la seconda in classifica – che per la cronaca è la pagina di Facebook. L’applicazione è compatibile con oltre 3600 tipi di device che supportano Java. La pagina, e di conseguenza l’applicazione è utilizzatissima soprattutto tra i più giovani, tra i 18 e i 24 anni, e per country come la Thailandia in cui, probabilmente, l’utilizzo dei canali social ma anche la tipologia di device mobile utilizzati è soggetta a trend diversi rispetto a quelli dei paesi occidentali o early adopter.
Se è vero che l’utilizzo di Facebook da mobile è assolutamente determinante, allora le scelte strategiche di Zuckerberg and Co. non possono che muoversi proprio nella direzione per cui l’esperienza di fruizione mobile diventi sempre più completa ed efficace e che i brand possano sfruttarne al meglio le evoluzioni. La user experience che passo dopo passo sta prendendo e prenderà forma vedrà una differenziazione sempre più netta rispetto a quella disponibile da desktop in primis perché il tipo di utilizzo che fanno le persone del mezzo a partire da mobile è diverso da quello che ne fanno da computer e proprio queste diversità possono essere sfruttate per la creazione di servizi e funzionalità esclusive che non sono possibili o utili da desktop.
Facebook offers da Mobile: esperienza d’acquisto senza frizioni
Abbiamo già detto che è evidente la migrazione su mobile degli utenti di Facebook, questo non è una sorpresa. Ma uno shift come questo fa sì che le persone acquisiscano una familiarità sempre più forte con le funzioni native di questo canale, imparando a capirne i meccanismi, lasciando alle spalle la diffidenza e abbracciando nuovi comportamenti di consumo. È il caso delle Facebook Offers. Acquistare tramite Facebook sta diventando un’esperienza molto più naturale rispetto a quella di cliccare su un banner e dover accedere ad un altro canale. Entrare in contatto con un’offerta su un canale con cui si ha familiarità e su cui possiamo valutare immediatamente la reputazione del brand oltre che dell’offerta, rende l’esperienza d’acquisto più simile a quella reale. Le persone, entrando in contatto con una Offer, possono infatti percepire subito l’impatto che ha avuto sugli altri – guardando il numero di utenti che l’hanno già richiesta – e sopratutto sui propri amici, guardando quanti hanno interagito con l’offerta e con il brand. Questo approccio fa sì che il brand possa scavalcare lo scoglio della diffidenza, utilizzando le persone e gli amici degli utenti come endorser del prodotto che promuovono.
Novità per i risultati di ricerca di Twitter
Da circa una settimana Twitter ha finalmente dato il via al rollout di una nuova funzionalità che consente di visualizzare nei risultati di ricerca anche Tweet antecedenti agli ultimi 7 giorni, sia che si ricerchi per hashtag sia per chiave di ricerca di argomento composta. Effettuando una ricerca specifica sarà quindi possibile ottenere risultati più rilevanti, completi ed efficaci. Occorre comunque specificare che anche scegliendo la visualizzazione dei risultati come “Tutto” e non come “Top” non avremo comunque lo spaccato completo dei tweet inerenti un dato hashtag o argomento ma solo una piccola percentuale degli stessi selezionata da Twitter in base alla popolarità dei contenuti, calcolata tenendo conto dell’engagement generato in termini di retweet, aggiunta ai favourites e così via. Qui trovate i dettagli rilasciati dal blog ufficiale di Twitter.
Eccoci giunti al nostro immancabile appuntamento del mercoledì, vi siete finalmente ripresi dai festeggiamenti di fine anno? Considerato che la risposta sarà molto probabilmente “no”, inizieremo la nostra carrellata di notizie partendo proprio da un festeggiamento 100% social:
LinkedIn raggiunge i 200 milioni di utenti
Il famoso network dei lavoratori vanta ormai una media di 2 nuovi iscritti al secondo, ovvero ben 172.800 utenti ogni giorno! Pensate che dal 2011 ad oggi, LinkedIn è cresciuto di ben 13 milioni di utenti. Volete sapere quali sono i paesi più “LinkedIn” del mondo? US in testa con 74 milioni di utenti, seguiti da India e UK (11 milioni di utenti ciascuno). L’Italia non si contraddistingue per la sua presenza sul canale ma spicca ai primi posti per l’ampio utilizzo dell’APP Mobile, a conferma della forte ascesa della fruizione “on the go” del Web nel nostro paese.
Per tutti coloro che ancora non sono su LinkedIn, ricordatevi: ogni secondo che esitate a iscrivervi ci sono 2 persone che decidono di farlo!
Twitter si vuole “motorizzare”
Siamo ormai tutti consapevoli dell’enorme flusso di informazioni che transita su Twitter…i suoi sviluppatori si sono dunque chiesti: “Perché non farlo diventare un potente aggregatore di notizie?”. Poco tempo fa vi abbiamo parlato delle “Social Network Wars“, e questa sarà la battaglia di Twitter contro niente di meno che Google News! L’obiettivo di Twitter è infatti quello di ottimizzare la propria capacità di classificare le informazioni, avvalendosi del contributo di alcuni soggetti che saranno preposti a questa attività. Si andranno quindi a perfezionare ed integrare le analisi dei picchi di ricerca, che fino ad ora venivano fatte esclusivamente mediante sofisticati algoritmi.
La cosa più interessante è che questi sviluppi avranno un impatto notevole anche sugli ADS gestiti da Twitter: una migliore comprensione delle conversazioni generate sul canale consentirà infatti a Twitter di proporre contenuti “promozionali” nel luogo e nel momento più opportuno. Gli utenti saranno così più soddisfatti nel vedersi proporre ADS in linea con le ricerche effettuate, mentre i Brand potranno contare su un maggiore engagement delle proprie campagne pubblicitarie. Insomma, dove non arrivano le “macchine” arrivano le menti…e a quel punto anche un colosso come Google può tremare!
Facebook non è sempre il leader
Già che siamo in tema di “guerre”, proseguiamo in questa direzione allargando l’osservazione ai social network nel mondo. A partire dal 2008, con l’esplosione di Facebook, sono sorti numerosissimi social network ma soltanto pochi (molto pochi) sono poi riusciti a sopravvivere nel tempo: nel 2009 i principali social network erano 17, sono diventati 14 nel 2010, 11 nel 2011.
Ad oggi, i sopravvissuti si sfidano per cercare di conquistare i territori ancora scoperti e sebbene Facebook sia in vantaggio su tutti, la battaglia è ancora aperta. Nel paese più grande e in quello più popoloso del mondo, ovvero in Russia ed in Cina, ad esempio, Facebook non è il social network principale sebbene il colosso stia cercando di espandersi proprio in quelle aree. Cosa preferiscono dunque i Cinesi? QZone. E i Russi? Odnoklassniki e Vkontacte; quest’ultimo in particolare rappresenta la minaccia principale per Facebook, non tanto per l’aspetto grafico (piuttosto simile a quello del competitor) quanto piuttosto per la sua funzionalità in più lingue (tra cui anche l’italiano) e per la sua dimensione: è il più grande network europeo, con più di 100 milioni di iscritti. Chi vincerà dunque questa guerra digitale?
Tecnologiche sì…ma poco “social”
Una recente ricerca di EML Wildfire ha messo in luce il fatto che le principali aziende operanti nella tecnologia in UK (si spazia dal mondo dei software, ai media tradizionali, al Web…) non sanno ancora fare un buon uso dei social network. Strano a dirsi, trattandosi di aziende all’avanguardia, eppure è proprio così, vediamo più in dettaglio:
- Twitter: è ormai evidente il forte potenziale del canale nel consentire ai Brand di comunicare con gli utenti, coi media e con le altre aziende; eppure soltanto il 24% delle migliori aziende “tech” dimostrano di saperlo sfruttare. Il 46% delle aziende analizzate, infatti, usa Twitter come one-way channel…come se fosse un media tradizionale. Non è finita: solo il 4% offre customer service tramite il canale e solo il 12% lo sfrutta per attività di recruitment.
- Facebook: sul colosso dei social network le cose vanno ancora peggio perchè solo una delle 50 aziende analizzate dimostra di avere una Pagina realmente “attiva”, mentre solo il 38% usa il canale per attività di engagement rivolte a clienti e altri media.
- LinkedIn: anche questo canale non viene sfruttato al meglio in quanto solo la metà delle aziende “tech” hanno impostato dei newsfeed in cui dettagliare le proprie attività o notificare le ricerche di nuove figure professionali.
- Google+: solo il 42% delle aziende possiede un proprio Account sul canale; inoltre, meno della metà di queste sono “attive”. Meritano tuttavia una considerazione a parte (con relativa nota di merito) le aziende B2C: il 66% di queste è presente sul canale e il 38% tenta di mantenere una relazione con la propria user base.
Volete sapere come se la cavano le aziende “tech” italiane (o la vostra azienda) sui social network? Se vi interessa avere le idee chiare e fare il punto della situazione, non avete che da chiedercelo.
Se hai troppi preferiti, non hai un preferito
A tutti coloro che sono soliti praticare il microblogging, sarà sicuramente capitato almeno una volta di segnare come “preferito” un Tweet, oppure di ricevere un “preferito” da parte di altri per un proprio Tweet. Una recente analisi di Business Insider ha messo in evidenza che negli ultimi 2 anni l’uso dei “preferiti” ha avuto una crescita esponenziale.
La ragione di questo va cercata nel cambiamento adottato da Twitter nel recente passato, ovvero quando le interazioni di ogni Account sono state racchiuse nella sezione “@” (“connetti”). Così facendo, il “favoriting” che fino ad allora era rimasto un’attività privata, è diventato più pubblico perché la sua consultazione è stata resa facile ed immediata. C’è chi dice che i “preferiti” di Twitter corrispondono ai “likes” di Facebook e che pertanto nel prossimo futuro non verranno più notificati solo i “preferiti” ai propri Tweet ma bensì anche quelli espressi dalle persone “followed” rispetto ai Tweet di altri. Non è possibile prevedere il futuro, ma possiamo sicuramente trarre degli insegnamenti da questo fenomeno:
- Occorre fare un buon uso dei “preferiti” perchè il loro effetto è ben diverso da quello dei “likes”; i “preferiti” che esprimiamo infatti rimarranno per sempre (ben visibili) tra le sezioni che compongono il nostro profilo, come se fossero il nostro biglietto da visita. Non sarebbe quindi meglio se la lista dei Tweet “preferiti” fosse ben curata e contenuta?
- I cambiamenti, anche minimi, nelle funzionalità e nella struttura di un social network possono indurre gli utenti a cambiare anche radicalmente il loro modo di utilizzare il canale stesso. Allo stesso modo può però succedere che un social network cambi in funzione delle esigenze degli utenti; per questo motivo è fondamentale effettuare un monitoraggio costante dell’evoluzione dei social network, che deve però essere analizzata in relazione all’evoluzione degli utenti che lo popolano.
Grazie a tutti per averci seguito fino a qui e arrivederci al prossimo post!
È passata un’altra settimana ed è tornato anche il nostro Mercoledì Social.
Social Media Statistics and Facts 2012
Partiamo subito con una interessante infografica, che ci mostra alcune statistiche legate ai più famosi social network attualmente utilizzati. Il 25% degli utenti di Facebook, ad esempio, non si cura minimamente di proteggere le informazioni personali che condividono online, mentre su LinkedIn si registrano circa due nuovi utenti al secondo. Non poteva mancare neanche Twitter, che se fosse uno Stato sarebbe il dodicesimo al mondo.

Se volete visualizzare interamente l’infografica potete andare a questo indirizzo.
Instagram Web Profile
Passiamo ora a parlare di Instagram, perché una delle novità più interessanti di questi giorni è l’annuncio dell’introduzione dei profili Web, che saranno pienamente operativi fra poche settimane. I nuovi profili danno la possibilità agli utenti di esplorare direttamente da Web le foto degli amici, anche se l’upload di foto rimane, per ora, appannaggio esclusivo della versione mobile.
Il nuovo profilo Web, per i brand, può essere una buona possibilità per sfruttare una piattaforma non ancora strutturata dal punto di vista pubblicitario, utilizzandola per farsi conoscere in maniera efficace prima dell’inserimento (presumibilmente il prossimo anno) delle nuove feature di promozione dei contenuti, che daranno maggiore visibilità a Instagram e aumenteranno la presenza delle marche.

Foursquare Explore e l’uragano Sandy
Se siete assidui utilizzatori di Foursquare vi sarete sicuramente accorti dell’upgrade dell’app per iOS, in cui la feature Explore è stata modificata, permettendo agli utenti di scoprire nuovi luoghi grazie ad un nuovo sistema di rating.
Sarà quindi molto più facile trovare luoghi o locali di qualità grazie alle informazioni condivise dagli altri utenti e dalla combinazione di like, dislike, popolarità e check-in. Ogni volta che l’utente effettuerà una ricerca tramite Explore, apparirà un voto compreso tra 1 e 10 che rifletterà le valutazioni degli altri users su quella venue.
Sempre a proposito di Foursquare, ecco un video che mostra i check-in effettuati a Manhattan durante l’uragano Sandy, che crollano vertiginosamente durante il periodo in cui nel famoso quartiere di New York non era disponibile energia elettrica.
Elezioni presidenziali in USA e i social media
Diamo un’occhiata più da vicino all’evento che ha tenuto con il fiato sospeso tutto il mondo: le elezioni presidenziali americane tra il democratico Obama e il repubblicano Romney.
Vi siete mai chiesti quanto siano importanti i social media per entrare con successo alla Casa Bianca? Questa infografica vi mostra qualche dato sull’utilizzo dei canali social da parte dei due candidati e, in maniera più specifica, quale sia dei due contendenti quello con maggiore presenza online.
Le elezioni su Facebook, Twitter e Foursquare
Anche i cittadini hanno avuto la possibilità di trasformare l’atto del voto in un’esperienza ancora più social, grazie a diverse iniziative ad hoc. Facebook, ad esempio, ha permesso agli utenti di condividere in tempo reale con il proprio social graph il fatto di aver votato, grazie ad un modulo apposito, presente sia nella versione desktop che mobile.
Anche Foursquare e Twitter hanno dato risalto alla giornata elettorale, il primo con una “voting map” che mostrava i check-in effettuati dagli utenti votanti nei vari stati e il secondo creando una pagina speciale dedicata alle elezioni.
Il Tweet di Obama
Subito dopo la certezza della vittoria, Obama ha informato tutti i suoi elettori tramite un tweet, che è stato retwittato ben 337.000 volte nell’arco di un minuto, sbriciolando il precedente record di 116.000 dell’annuncio della reunion delle Spice Girls in occasione della chiusura delle olimpiadi di Londra 2012.
Four more years. twitter.com/BarackObama/st…
— Barack Obama (@BarackObama) November 7, 2012
Tornando alla sfida presidenziale, ormai sappiamo tutti che ha vinto Obama. Pensate che la componente social abbia avuto un peso importante per la sua rielezione? Fatecelo sapere in un commento!
Il social web offre ai brand un’opportunità unica: comunicare con le persone, ascoltandole e osservando i loro comportamenti, consentendo un approccio completamente diverso rispetto al passato. Partecipare alle conversazioni e prendere parte alle discussioni significa attivare delle relazioni reali con gli utenti, proprio per lo scambio bi-direzionale tipico delle dinamiche del social web.

Le persone si differenziano per interessi, per abitudini, ma non solo, perché i comportamenti sono sempre frutto di emozioni, che definiscono gli atteggiamenti e i rapporti reciproci che si sviluppano.
Una delle sfide più affascinanti che ci troviamo ad affrontare ogni giorno in we are social è proprio questa: trovare la miglior soluzione per i clienti con cui abbiamo il piacere di lavorare, partendo dalla comprensione degli atteggiamenti delle persone nei loro confronti.
LinkedIn ha pubblicato un interessante studio, svolto insieme a TNS, che tratta proprio queste tematiche e lo fa analizzando le differenze di atteggiamento mentale tra quando i social media sono utilizzati in ambiente professionale e quando invece sono fruiti a livello personale.
L’assunto di partenza è che ciò che accade sul social web riflette fedelmente quello che si verifica nella vita offline: le persone tendono a voler mantenere separate le proprie attività legate alla professione che svolgono da quello che riguarda la propria sfera personale, non solo a livello di tipologia di relazioni, ma soprattutto di motivazioni ed emozioni:

Le persone desiderano restare in contatto con chi amano, ma anche passare del tempo divertendosi e condividendo contenuti coinvolgenti: è per questo che i brand che vogliano sviluppare con loro un rapporto devono essere in grado di intrattenerle.
È interessante osservare come lo studio differenzi in “tempo speso” e “tempo investito” l’attitudine alla frequentazione del social web degli intervistati individuando in volontà di comunicare la propria identità professionale, costruire un network di contatti utili al proprio lavoro e cercare offerte lavorative interessanti, come i maggiori driver per l’utilizzo dei social network con fini professional.
Il primo pensiero per ogni brand che decida di comunicare servendosi delle opportunità offerte dal social web dovrebbe essere quello di rispondere a ciò che le persone vogliono, ed è quindi interessante osservare la differenza di atteggiamento legata al tipo di supporto che le persone desiderano:

Potete avere accesso alla ricerca “The Mindset Divide” compilando questo form, mentre cliccando l’immagine qui sotto potete avere un’idea d’insieme di tutti gli aspetti più interessanti emersi dallo studio, grazie all’infographic condivisa da LinkedIn, che si chiude con alcuni tips su come ottimizzare le relazioni tra brand e persone legando questi due momenti di fruizione:
Clicca per l’infographic completa
È un’analisi che offre spunti decisamente interessanti legati all’utilizzo e all’attitudine che ognuno di noi ha quando vive il social web per motivi personali o professionali. È impossibile separare in maniera netta questi due momenti, così come lo è nella vita offline: esistono molti casi di successo che testimoniano come i brand interessati ad entrare in contatto con le persone dal punto di vista professionale, siano stati in grado di attivare e mantenere una presenza su canali considerati più adatti alla sfera personale (come ad esempio Facebook), offrendo così un touchpoint per proseguire poi la conversazione su altri canali più affini ad una fruizione professionale (come LinkedIn, o piattaforme di proprietà del brand).
Se siete interessati ad approfondire questo tema per il brand che rappresentate, o volete conoscere più da vicino il nostro approccio, potete scriverci a ti.laicoseraewnull@ionnocalrap: saremo felici di analizzare insieme a voi in che modo prendere parte alle conversazioni interessanti per la vostra attività, entrando in contatto con le persone, senza interrompere le loro interazioni, ma arricchendole.
Questa ricerca ci offre, ancora una volta, la possibilità di sottolineare come la comunicazione sul social web non possa prescindere dalle emozioni e debba quindi far leva su queste per rendere la presenza delle marche interessante e non invasiva: è una regola che dovrebbe interessare tutti gli ambiti della comunicazione, ma che con i media tradizionali è stata spesso dimenticata.
Buongiorno a tutti, com’è stato il vostro rientro dalle ferie? Siete stati assaliti da Beatrice o fate parte dei fortunati ancora in vacanza che in Beatrice riconoscono solo l’amata di Dante? Ad ogni modo se leggete ben trovati, noi come sempre siamo qui per farvi un piccolo riassunto di quanto ci ha colpito mentre passavano Scipione, Lucifero e Beatrice!
Linkedin in crescita la fiducia dei Business Decision Makers
Parliamo un’altra volta di Linkedin, che continua la sua ascesa non solo dal punto di vista di miglior social network in termini di lead generation ma anche dal punto di vista di tipologia di contatto.
Una recente ricerca condotta da CEO.com ha dimostrato come i Business Decision Makers operanti nelle PMI prediligano questo canale con il 25.9% contro il 7.6 di facebook, 3.8% di twitter, 1.2% blog, 0.8% google+ e addirittura lo 0% dell’ultimo nato Pinterest che pare non abbia nessun appeal per il target.
Ricerca confermata da Linkedin che afferma che l’83% dei Business Decision Makers lo utilizzano per connettersi ad altri professionisti e aprire nuove opportunità di business mentre un 69% lo utilizza per cercare informazioni. Percentuali di tutto rispetto se consideriamo che solo il 12% lo usa esclusivamente per ricercare opportunità di carriera, funzionalità ormai nota per il canale.
È inoltre interessante l’informazione riguardo alla fiducia estrapolata da una ricerca condotta da Linkedin basata su 16.995 membri 18+, reclutati globalmente tra Agosto e Dicembre 2011: Linkedin infatti risulta affidabile nelle informazioni quasi alla pari di CNNMoney.com o Businessweek.com che lo superano di pochi punti percentuale.
Motivo quindi per cui l’audience di professionisti delle PMI cresce più velocemente su Linkedin rispetto ad altri social networks, Linkedin stesso riporta il 61% di crescita sul canale rispetto a il 25% di Facebook e il 23% di Twitter e il 3% di Google+.
Content creation e curation una chiave per creare fiducia
È da tempo che supportiamo e crediamo nella creazione di contenuto di valore come punto di partenza per una strategia che mira a creare una relazione duratura con il target.
Questa infografica creata da ContentPlus uk esplora in modo chiaro come attraverso una strategia incentrata sul content possa aiutare a crescere anche delle piccole medie imprese in espansione.
Il Mobile e la tecnologia NFC (Near Field Communication)
Il 28 giugno RIM, in controtendenza con il mercato, annunciava il ritardo nel rilascio della nuova versione Blackberry e a conferma della crisi dichiarava perdite nel primo trimestre di 5 volte superiori alle aspettative. Dall’altra parte Samsung ed Apple si battono a colpi di billion per mantenere il posizionamento di innovatori sul mercato. Ma quali sono i trend del momento e cosa sta occupando la scena?
Sicuramente la penetrazione del mobile è in crescita ma sono soprattutto in crescita le possibilità che il mobile può offrire in termini di servizi tanto che le aziende si stanno adattando e mentre in passato era il giappone ad avere il primato dell’advertising da mobile ora pare che gli Stati Uniti li supereranno entro il termine del 2012 quadruplicando il mercato advertising entro il 2016, fatto ormai noto e chiaro per tutti soprattutto a Facebook che non smette di rilasciare versioni nuove che permettano la miglior ottimizzazione dell’advertising da mobile.
Tuttavia uno dei tool più interessanti nella panoramica attuale è quello legato alla tecnologia NFC, brevettata nel lontano 1984 ma effettivamente sviluppata congiuntamente da Philips, Sony e Nokia solo nel 2004. Sono molte le sperimentazioni in atto, quelle più note sono relative al riconoscimento e pagamento tramite mobile attivate ad esempio per piccoli pagamenti in punto vendita (vedi ad esempio Mc Donalds o la più recente Visa durante le Ompiadi), per l’attivazione e pagamento di abbonamenti sui mezzi pubblici (vedi ad esempio ATM Milano) oppure sostituzione di badge di riconoscimento aziendale (vedi ad esempio Wind).
Tuttavia la tecnologia NFC ha la possibilità di fare molto di più, vi siete mai immaginati di comprare delle Tag NFC e programmarle in autonomia per permettervi di automatizzare i vostri movimenti in casa, al lavoro, in macchina? Beh non è fantascienza ed è decisamente molto facile, se volete approfondire l’argomento iniziate a scaricare Tag Writer e comprare qualche Tag della forma e peso che più vi piace e ovviamente seguire i blog e gli innumerevoli tutorial più aggiornati in materia.
Una volta fatto, fateci sapere se al vostro rientro a casa avete optato per una tag che faccia partire in fila partita derby on demand e la conferma dell’ordine al sushi preferito formato maxi o se la scelta è stata più social e invece che il sushi nella tag avete collegato la vostra pizzeria preferita con ordine multiplo per i 10 amici invitati quando ancora eravate in ufficio!
Instagram unisce i creativi di tutto il mondo
La passione per la fotografia non smette di crescere e Instagram dal rilascio della versione per Android non ha mai visto flessioni anzi ha addirittura favorito la nascita di ulteriori app che interfacciate con il canale permettono di creare stickers (Stickygram), stampare magliette (InstaShirt) , barrette di cioccolata (Cocoagraph) o addirittura stampare e inviare cartoline cartacee (Postagram) ai propri amici senza la problematica di doversi ricordare l’indirizzo che saranno loro stessi ad inserire (oltre all’italianissimo Followgram che porta Instagram sul vostro desktop).
Sull’onda di un’altra iniziativa di qualche mese fa Scoopshot in cui una persona poteva decidere di scattare delle foto e venderle a favore di un articolo giornalistico, nasce ora i-am-cc iniziativa che permette di aderire ad una creative common license in cui tutti gli instagrammers possono entrare a fare parte e in qualche modo tutelare le proprie immagini. Per scoprirne di più leggi il manifesto.
Forrester Groundswell Awards 2012
Infine, è partita la nuova edizione del Forrester Groundswell Awards 2012 che mira a premiare tutti quei progetti che non solo attivano i canali social per promuovere le loro campagne ma soprattutto che riescono a provare come hanno dato valore ai progetti e al business in generale.
Se credete di poter essere un vincitore 2012 per una delle categorie a disposizione Business to Consumer, Business to Business, and Business to Employee è meglio che vi affrettiate perché la deadline è il 5 settembre e non fanno eccezioni! Se non avete chiaro come funziona vi suggeriamo di leggere le FAQ a disposizione in cui potrete trovare tutte le risposte alle vostre domande.
Se invece avete bisogno di un pò di ispirazione, ecco una winner case dell’edizione 2011 a cura dei nostri colleghi UK che hanno trovato un modo più che stravagante e appeal per dare valore ad un prodotto ” particolare”. Leggi la case history qui.
Le vacanze sono ormai un dolce ricordo? Dovete ancora partire per godervi il meritato riposo? In ogni caso non perdetevi il mercoledì social per conoscere tutte le novità provenienti dal social web!
Social media e recruitment
Che impatto stanno avendo i social media sulla ricerca di candidati per le offerte di lavoro? Questo articolo pubblicato da The Drum lascia spazio a diverse considerazioni.
LinkedIn prende, con pieno diritto, il titolo di sovrano in questo ambito e, se da un lato può eliminare dei passaggi nell’ambito del recruitment per la gioia delle aziende (meno per gli intermediari), dall’altro può essere una grande risorsa utile agli HR specialist per individuare profili assolutamente coerenti con quanto ricercato.
Non solo LinkedIn, ma anche Facebook, Twitter, Pinterest, YouTube, Google Plus e blog, aiutano i selezionatori a costruire immagini dei candidati sempre più tridimensionali, individuando così sfaccettature utili per stilare shortlist quanto più possibile vicine all’obiettivo. Tra l’altro, è anche molto più facile pubblicizzare le offerte e attrarre candidati.
Novità per gli utenti di iOS
Tutti gli utenti di dispositivi mobili Apple saranno contenti di sapere che (finalmente!) è possibile condividere foto tramite l’app di Skype. Non meno importante, sembrano essere risolti i problemi relativi al consumo della batteria, un grave deterrente all’uso dell’app. Finora almeno.
Novità anche per gli automobilisti: utilizzando l’app di Tom Tom, ora, sarà possibile navigare verso gli indirizzi trovati online (tramite browser o app) semplicemente copiandoli e incollandoli nell’app. Comodo!
Inoltre, collegando Foursquare al navigatore, sarà semplicissimo impostare la destinazione del Tom Tom direttamente dal social network. Come sostiene Corinne Vigreux, Managing Director Consumer presso Tom Tom (The Next Web) “Drivers now have new ways to find places with their Tom Tom app. They can find great place to visit and get there fast with Foursquare or a quick copy-paste”. Un utilizzo dei device mobili sempre più rapido e intuitivo!
“Metti giù il telefono, comincia il film!” - “Appunto!”
Continuiamo a parlare di device mobili: circa il 24% delle persone (su 2.000 intervistati, dati pubblicati da Econsultancy) usa qualche dispositivo connesso in rete mentre guarda la tv, per discutere di ciò che stanno osservando.
Da un certo punto di vista, non è una grossa novità. In fondo, è sempre stato normale parlare con qualcuno durante o nelle pause di un film/programma/reality o quant’altro. Adesso però quel qualcuno non è esattamente in quella stanza. Conversazioni sempre più grandi, nelle quali gli interlocutori interagiscono spontaneamente sulla base di un tema condiviso. Siano le #Olimpiadi, sia #Sanremo, sia #TronoDiSpade.
Differenti programmi, inoltre, veicolano la conversazioni su argomenti diversi, mostrando diversi tipi di comportamento online. Dai dati risalta come i programmi TV in diretta, quali Reality Show o incontri sportivi, si prestino maggiormente a stimolare dibattiti strettamente legati all’evento (non-commerce related activities). Vogliamo dire la nostra!
All’opposto, sono i programmi in differita, i film e le serie TV a stimolare maggiormente a far registrare incrementi nelle attività commerciali online (commerce related activities).
Loccit
Quanti post avete pubblicato su Facebook? Quante foto su Instagram? Difficile ricordarli tutti… Dei tweet non parliamone. Sarebbe bello poterli riunire tutti!
Bene, Loccit è nata (ieri) proprio per rispondere a questo scopo. Raccoglie all’interno di una scatola quanto abbiamo condiviso tramite i social, da Facebook a Flickr, da LinkedIn a Foursquare, passando per Twitter e Instagram, ricostruendo una storia. E non finisce qui, perché questa storia potrà essere stampata su diari, calendari, tazze… Vi piace l’idea?
Who’s that girl
Siamo giunti al termine di questo appuntamento ma, prima dei saluti, gustiamoci questa bella infografica riguardo al comportamento tenuto sui social dalle girls. Lontani i tempi delle telefonate notturne di nascosto e dei bigliettini scritti a mano…
Ancora un buon rientro a chi è già rientrato e buone vacanze a chi ancora non è partito!


























La_Dedi
elisasileb
Luca2D
Distinto68
stefanomaggi
manager2be
giorgiomarziani


















