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Più importanza ai contenuti social: una nuova versione della timeline Facebook?

di Stefano Maggi in News

Oggi Facebook ha iniziato a rendere disponibile un nuovo layout per la timeline, secondo una notizia resa pubblica da The Next Web. Si tratta però di una novità che solo gli utenti neozelandesi possono apprezzare: Facebook al momento non garantisce che la nuova soluzione verrà estesa al resto del mondo.

Potrebbe trattarsi di un’evoluzione preannunciata, o di un semplice test localizzato geograficamente.

Le immagini, presentate da The Next Web, mostrano un’evoluzione leggera, non un cambiamento radicale come quello che ha portato all’introduzione del formato “Timeline”, prima per le persone, poi per i brand. Se anche si trattasse di un test localizzato, è interessante capire quale sia la direzione che Facebook sta considerando.

In cosa consistono i cambiamenti?

  • Più spazio ai contenuti social provenienti da connessioni: amici, brand e altre pagine seguite
  • Tutti i contenuti e le conversazioni sono ora nella colonna di sinistra, più grandi
  • Nella colonna di destra, ridotta di dimensioni, si trovano le attività recenti e box di approfondimento, tra cui, ad esempio: il box con gli amici o quello con le foto;
  • Le tab sotto la header con l’icona sono sostituite da tab testuali, che permettono di navigare tra le sezioni del profilo dell’utente, ma consentono di focalizzare l’attenzione sul contenuto sottostante in modo più immediato;
È ipotizzabile che questi cambiamenti, se estesi, possano avere un impatto anche sulle brand page.
Quali sono gli insight interessanti che le marche possono derivare da questo cambiamento (o da questo test)?
  • La conversazione è sempre più importante, soprattutto quando abbinata al contenuto;
  • I contenuti delle marche per essere rilevanti e sfruttare al meglio lo spazio (ora più consistente) a disposizione dovranno prevedere un lavoro sempre più efficace a livello di creatività: ricordiamoci che i brand non “competono” solo con altri brand per l’attenzione delle persone. Le marche competono anche con l’ultima “foto di gattini” o l’ultimo mashup di Gangnam Style;
  • È sempre più rilevanti analizzare come il contenuto viene percepito dagli utenti, implementando un costante approccio scientifico e di misurazione dei risultati, adattando la conversazione e la strategia di engagement;
  • La logica di promozione del contenuto rimarrà interessante perché permetterà di raggiungere un audience più estesa di persone per cui i singoli contenuti e le singole conversazioni sono rilevanti, in un ambiente che offre ancora più visibilità a questi elementi;
Semplice test o inizio di un’implementazione? Scopriremo presto il futuro di questa evoluzione della timeline, ricavando però spunti utili allo sviluppo delle strategie di coinvolgimento future su questo canale.

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Gli utenti Facebook sono anche su altri social network: ecco perché e come coinvolgerli

di Stefano Maggi in News

Un report di ComScore pubblicato pochi giorni fa lascia intuire una tendenza interessante: gli utenti di Facebook sono sempre più interessati anche ad altri social network. La chiave per leggere questo cambiamento è la complementarietà dei canali: Google Plus, LinkedIn, Tumblr, Twitter e Pinterest non sono considerati competitor del social network più diffuso al mondo, ma vengono utilizzati in abbinamento ad esso, sempre di più.

Per quasi tutti questi canali è facile intuire come non si tratti di una sovrapposizione, quanto piuttosto di un’integrazione, un completamento: se il canale è specifico e specializzato su un tema o un tipo di interazione è facile che conviva efficacemente con Facebook.

Non si tratta di una “perdita di terreno” da parte di Facebook, ma piuttosto di un cambiamento graduale nell’utenza che abbina un approccio “di nicchia” a un approccio mainstream ai social media.

L’opportunità per Facebook e per i brand attivi su questo canale è molto importante: il social network fondato da Zuckerberg ha i numeri per divenire l’hub centrale per la conversazione, il punto di riferimento nello sviluppo di una relazione. I canali più specialistici, come Pinterest, hanno un valore molto rilevante soprattutto quando sono legati a un’esigenza specifica di nicchia. Quando una marca vuole rivolgersi a un gruppo di utenti che predilige un tipo di interazione specifica o che utilizza un canale specifico in modo preferenziale, è utile che sfrutti lo stesso canale per interagire con le persone.

Facebook sta integrando nella Timeline degli utenti in modo sempre più forte le azioni che nascono su canali esterni (come Instagram, Twitter o Pinterest), favorendo così la diffusione di altri canali e permettendo di rivolgersi a un target decisamente trasversale attraverso i milioni di nicchie che lo compongono.

Nessuno dei canali che crescono anche grazie a Facebook è sostitutivo per il social network più grande del mondo: ognuno ha una serie di caratteristiche peculiari che lo rendono unico e importante per un utilizzo specifico. Anche Google Plus, che ha alcuni elementi in sovrapposizione con Facebook, presenta dei punti di differenziazioni rilevanti, come ad esempio gli “Hangout”: asset che Google potrà sfruttare per fare parte dell’ecosistema social degli utenti.

Gli utenti Facebook sono sempre più attivi anche su altri canali social, ma le loro esperienze vengono integrate all’interno del social network che si è appena quotato in borsa, rendendolo un hub di conversazione molto importante.

Per i brand è importantissimo esplorare vie parallele a Facebook, tenendo però sempre in considerazione l’enorme valore di coordinamento e di connessione reso possibile dal social network più frequentato al mondo e sviluppando la propria strategia di canale come un vero e proprio ecosistema, piuttosto che come una serie di canali che procedono in autonomia.

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Le aziende italiane e l’utilizzo dei social media [dati]

di Stefano Maggi in News

Tre aziende su quattro utilizzano i canali social, quasi tutte per motivi di marketing e di comunicazione. Secondo uno studio di eCircle pubblicato oggi, l’utilizzo dei social media è molto diffuso per le aziende italiane e si avvicina al 100% per le imprese che hanno una componente di vendita online.

Secondo la ricerca, i social media sono molto importanti perché

  • Aumentano l’interazione con le persone;
  • Permettono di raccogliere feedback;
  • Migliorano la awareness e la reputazione;
  • Consentono attività di marketing efficaci;
  • Agevolano la fidelizzazione;
Dall’analisi emerge che le aziende meno affini ai canali digitali hanno più margine di miglioramento nel coltivare i propri risultati, mentre quelle che hanno una componente di conversazione attraverso i canali digitali nel proprio DNA, come le aziende di eCommerce, percepiscono maggiormente il valore dei canali social.

I canali più utilizzati sono i social network (94%), seguiti da blog e da canali video e foto.

I motivi principali del contatto sono legati alla conversazione: la metà delle persone interagiscono per scambiarsi opinioni.

Per le aziende italiane, insomma, emerge un fortissimo interesse nei confronti dei canali social.

Si tratta di un riflesso delle abitudini delle persone a cui le imprese si rivolgono nel nostro paese, ormai molto focalizzate sui canali social. Un altro aspetto molto evidente è l’esigenza di una strategia per approcciare il social web, che renda coerenti le numerose attività tattiche sviluppate dalle marche.

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Unire persone e marche: il community management

di Stefano Maggi in News

Le marche e le persone sono sempre più vicine, in contatto, grazie ai social media. Lo percepiamo nell’esperienza di tutti i giorni, lo leggiamo e lo ascoltiamo ormai da qualsiasi canale di informazione. Ma, qual è il vero punto di contatto tra queste due realtà? Dove avviene l’incontro, lo scambio, la conversazione?

La risposta è “ovunque”: è difficile individuare un luogo principale. In alcuni casi è una piattaforma di conversazione, come un blog, a volte è una Facebook Page, a volte è Twitter, a volte è un mix di canali social. L’aspetto tecnologico, però, non è così importante per capire questo fenomeno: le tecnologie cambiano, si evolvono, si adattano al nostro comportamento.

L’elemento fondamentale, come sempre, è umano: una delle attività principali al centro di questo scambio tra marca e consumatore è senza dubbio il “community management”. E i community manager sono le persone responsabili di questo contatto: hanno un ruolo sempre più importante nel rapporto tra brand e consumatori, considerata la centralità che hanno assunto canali social.

Community management

Community management - l’elemento di connessione tra marche e consumatori

Dire che “community management” significa gestione di una community è sicuramente riduttivo e fuorviante. Un’attività di community management ha molte componenti:

  • Strategia: la definizione delle modalità di coinvolgimento più utili e interessanti per il target;
  • Creatività: lo sviluppo di idee creative alla base dello scambio tra marca e persone;
  • Pianificazione editoriale: il disegno di un piano che articoli tematiche, contenuti e interazioni e che definisca “l’ossatura” della conversazione;
  • Contenuto: uno degli elementi centrali della conversazione. La rinnova costantemente e favorisce lo scambio;
  • Interazione: l’attività di dialogo basata su azioni semplici (come un “like”) o complesse (come una conversazione articolata a seguito di un post);
  • È proprio questo tipo di attività, che ha elementi più strategici, di pianificazione, e elementi più pratici, di interazione quotidiana, che costituisce il centro dell’interazione tra marche e persone.

    L’ecosistema della marca

    Jeremiah Owyang (Industry Analyst di Altimeter Group), uno dei riferimenti principali a livello mondiale per la ricerca sul social web, ha pubblicato pochi giorni fa alcuni risultati di una sua analisi, che evidenzia l’importanza della collaborazione tra azienda e agenzia (come ad esempio We Are Social) nello sviluppo di un’attività di community management. Questo tipo di collaborazione crea un “ecosistema di marca” in cui le persone dell’azienda e dell’agenzia collaborano alla stessa attività (a diversi livelli) e si presentano (dichiarando la propria identità in modo esplicito) alle persone.

    Sono numerose le funzioni dell’azienda che possono prendere parte al community management (a livello strategico o a livello tattico): comunicazione, marketing, CRM, customer care, PR, ricerca e sviluppo, HR.

    Il rapporto con le persone

    Sono varie le esigenze che spingono le persone a interagire con le marche attraverso una conversazione: l’intrattenimento, il dialogo, la volontà di partecipazione, l’esigenza di supporto, l’acquisto di prodotti, l’informazione e la socializzazione. Il rapporto con la marca può essere individuale (one-to-one) o pubblico, con interazioni dedicate a community caratterizzate da interessi comuni.

    Cosa pensate del community management? Raccontateci le vostre esperienze (dal punto di vista personale o professionale).

    Se vi è piaciuto questo post, considerate la possibilità di iscrivervi al blog We Are Social, per rimanere sempre aggiornati sul social web. Se vi è piaciuto il visual, condividetelo liberamente, vi chiediamo solo di citare We Are Social e inserire il link a questo post.

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    Mercoledì social #60

    di Pierluca Lino in News

    Eccoci al consueto appuntamento con le novità che arrivano dal social web, questa volta un po’ particolare perché pur essendo mercoledì è come se fosse venerdì!

    Facebook raggiunge 700 milioni di utenti
    Il mese di Maggio ha portato, secondo le analisi di socialbakers il social network di Mark Zuckerberg a tagliare un nuovo, impressionante, traguardo: sarebbero infatti 700 milioni gli utenti registrati! È interessante notare che a guidare la crescita sono stati paesi in via di sviluppo, molto popolosi, tra essi spicca il Brasile (+11,37% e quasi 2 milioni di nuovi iscritti), la particolarità del paese sudamericano è quella di essere uno degli ultimi luoghi dove Facebook non è il social network più diffuso: se Facebook dovesse “sfondare” anche in questi paesi, la sua crescita diventerebbe ancora più inarrestabile: osservando i dati degli ultimi sei mesi non ci resta che aspettare.

    La crescita di Facebook in Brasile negli ultimi 6 mesi

    Thinglink: un social network di oggetti?
    Ci sono stati molteplici tentativi per collegare gli oggetti con la loro rappresentazione virtuale nel web, ma i loro risultati sono stati spesso altalenanti; Thinglink, con il suo ultimo aggiornamento forse riuscirà a dare il dovuto valore a queste idee. Il funzionamento è molto semplice, data un’immagine è possibile aggiungere dei tag su di essa, contenenti informazioni e link, ad esempio possiamo segnalare le informazioni su un prodotto e aggiungere un link al negozio dove è possibile acquistarlo, il sistema è flessibile al punto da permettere il collegamento di elementi multimediali.

    Nuovo tracciamento delle condivisioni in thinglink

    Le immagini taggate possono poi essere condivise sui vari canali social di cui ciascun utente dispone (Facebook, Twitter e i plug-in per le più diffuse piattaforme di blogging), la novità è che da venerdì queste condivisioni possono essere tracciate, per cui gli utenti possono vedere come le loro immagini si diffondono nel mondo.

    Google offers
    Google ha attivato questa settimana un nuovo servizio di offerte che si pone come forte alternativa a Groupon.
    Vediamo come funziona:

    La parte più interessante è l’integrazione con i sistemi di pagamento di Google – ovvero Google Checkout e quando arriverà con il Google Wallet. In particolare questa seconda opzione di integrazione con gli smartphone Android è ricca di opportunità perché, ad esempio, trovandoci all’interno di un centro commerciale ci verrebbero presentate le dei negozi del centro stesso.

    La musica tra le nuvole
    È chiaro già da tempo che il prossimo campo di battaglia per le imprese più innovative del social web sarà la musica on-line, da qualche tempo si rumoreggia di un possibile accordo tra Spotify e Facebook, Google Music è stato lanciato recentemente alla I/O Conference del colosso di Mountain View; Apple, l’azienda che con l’iPod ha cambiato il nostro modo di ascoltare la musica nell’ultimo decennio, sta – da parte sua – preparando sorprese che, probabilmente, scopriremo tra il 6 e il 10 Giugno prossimi alla WWDC di San Francisco.
    Amazon, ha però battuto tutti sul tempo i competitor, lanciando per prima il suo servizio di streaming e ora per mantenere questo vantaggio sta scegliendo tenere dei prezzi molto bassi in maniera tale da aumentare la sua quota di mercato prima che gli altri player riescano ad entrare in campo.

    Il vostro museo personale
    Questa settimana vogliamo segnalarvi anche un’applicazione di Intel che ci è piaciuta moltissimo: si chiama museum of me, e una volta connessi fa esattamente quello che promette il suo nome: dopo essersi connesso a facebook crea un museo virtuale con voi come soggetto principale, qui vi proponiamo un generico video dell’esperienza, ma vi consigliamo fortemente di provarla.

    Twitter follow button
    L’ultima notizia per questa settimana è l’introduzione da parte di Twitter del pulsante “segui”, questa notizia ci è piaciuta talmente tanto che le abbiamo dedicato un post.

    Se leggendo questo articolo vi è venuta in mente una domanda, un’idea, un commento… non esistate a lasciare un scriverlo qui sotto! E se non volete perdervi neanche un articolo del nostro blog, avete a disposizione il nostro feed RSS!

    A mercoledì prossimo!

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    Le marche automobilistiche e i social media in Italia

    di Stefano Maggi in News

    I social media giocano un ruolo fondamentale nella nostra vita, in particolare quando si tratta di decidere un acquisto, anche impegnativo.
    Ci sono numerose analisi che lo dimostrano e eMarketer ha evidenziato di recente come questo trend sia in crescita.

    Abbiamo analizzato, durante l’ultimo anno, la conversazione su uno dei settori per cui la raccomandazione è più importante: quello automobilistico. Abbiamo raccolto numerose informazioni pubblicate e individuato molte conversazioni rilevanti. Le abbiamo quindi analizzate, ricavando molti insight utili a capire il mercato e il target. I risultati di questo studio vengono utilizzati per definire strategie e tattiche con i nostri clienti, ma abbiamo deciso di rendere pubblico uno di questi dati, riguardo il volume di conversazione.

    Ecco la classifica dei brand più menzionati nell’ultimo anno sui social media in Italia.
    La classifica delle marche automobilistiche più menzionate in Italia negli ultimi 12 mesi: FIAT, FERRARI, MERCEDES, SMART, BMW, FORD, HONDA, AUDI, RENAULT, VOLKSWAGEN, CHRYSLER, MINI, TOYOTA, SUZUKI, SEAT, ALFA ROMEO, NISSAN, PEUGEOT, CITROEN, PORSCHE, LAMBORGHINI, LOTUS, LANCIA, OPEL, TATA, CHEVROLET, JEEP, VOLVO, HYUNDAI, MASERATI, DODGE, MITSUBISHI, JAGUAR, KIA, ABARTH, BENTLEY, DACIA, ASTON MARTIN, MAZDA, DR, SUBARU, SKODA, SAAB, LEXUS, LAND ROVER, ROLLS ROYCE, CORVETTE, MAYBACH, DAIHATSU, SSANGYONG, MAHINDRA, LADA, SHUANGHUAN

    Non stupiscono alcune “entry” tipicamente italiane, come Fiat e Ferrari, che sono in testa alla classifica. È molto interessante il piazzamento di Mercedes, che con il proprio brand principale e con Smart occupa il terzo e quarto posto. Seguono BMW, Ford, Honda, Audi, Renault e Volkswagen.

    Nissan è diciassettesima, seguita da Citroën. Tra le entry relativamente nuove per questo mercato, spiccano Chevrolet, con l’1,21% delle mention e l’emergente DR, con 0,51%.

    Considerata l’importanza dei social media nello sviluppo di una relazione e nelle decisioni di acquisto è molto importante per le marche considerare questi parametri e capire come influenzarli positivamente. Non si tratta solo di “volume” di conversazione, ma è importantissima anche la qualità della relazione associata e sviluppata con il proprio target.

    Cosa pensate di questa classifica? Ci sono delle sorprese o prevedevate un volume di conversazione di questo tipo per le varie marche? Vi interessa approfondire questo aspetto della conversazione, magari per il vostro brand? Contattateci. Utilizzate il grafico come volete, vi chiediamo solo di inserire un link a questo post.

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    Di chi ti fidi?

    di Stefano Maggi in News

    Fiducia

    L’opinione delle persone a noi più vicine è fondamentale, anche sul social web, questo lo sapevamo. La nuova tendenza, confermata da una ricerca dell’agenzia di PR Edelman, è l’aumento di fiducia nelle marche e nei loro rappresentanti.

    Ha fatto parlare molto questa slide tratta dallo studio, in cui si evidenzia come tra il 2009 e il 2011 l’autorevolezza del CEO sia aumentata.

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    Di riflesso, molti si sono soffermati su come sembri diminuita la fiducia in persone definite “like yourself”.

    Questo è vero solo in parte: la fiducia negli amici e persone vicine non è generalmente bassa. È molto importante considerare la domanda alla base della slide: “Se senti un’informazione riguardo un’azienda da una di queste persone, quanto sarebbe credibile?”. Risulta subito molto chiaro il motivo per cui l’amministratore delegato ha un punteggio di fiducia molto alto, insieme agli accademici, agli analisti e agli esperti: la domanda riguarda un’azienda specifica. Il CEO di un’azienda è spesso la persona più affidabile a parlare dell’azienda, ma i nostri amici sono spesso le persone più affidabili a parlare di un prodotto dell’azienda in questione.

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    Questi dati – di pochi mesi fa – pubblicati da eMarketer, confermano che la fiducia è riposta principalmente negli amici e nelle connessioni, anche se le marche e gli “indipendenti” hanno un buon livello di autorevolezza. Interessante l’analisi di Jeremiah Owyang in proposito.

    Una delle motivazioni della leggera perdita di autorevolezza relativa di alcune delle persone a noi vicine è dovuto all’allargamento del nostro “social graph”: il numero di persone con cui siamo connessi. Questo genera molto valore, ma anche molto “rumore” perché alcune delle connessioni devono essere “scremate”: è normale che tutti siano più affidabili su alcuni temi che su altri. In Italia, l’utente dei social network (come rivelano questi dati) ha mediamente 88 amici, il numero più alto in Europa.

    In questo scenario quindi è importante sottolineare tre temi:

    • Aumenta l’autorevolezza delle marche e dei relativi rappresentanti;
    • Rimane da considerare la grande importanza dei “peers”, in generale in termini di fiducia;
    • È importante aiutare gli utenti a “filtrare” i segnali dai rumori, vista la continua espansione del numero medio di amici e connessioni;

    Cosa pensate dell’importanza e dell’autorevolezza delle marche sul social web? Considerate autorevole il ruolo degli amici e delle connessioni più strette su tutti i temi?

    I commenti sono a vostra disposizione per raccontarcelo. Se vi è piaciuto questo posto, considerate la possibilità di iscrivervi al blog We Are Social.

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    Facebook presenta i nuovi messaggi: il centro di controllo della vita “social”

    di Stefano Maggi in News

    L’e-mail è troppo lenta“. Ha esordito così Mark Zuckerberg all’evento Facebook tanto atteso, in programma per oggi al web 2.0 Summit di San Francisco, che ha creato una grandissima aspettativa negli ultimi giorni. In effetti, chi si attendeva semplicemente il lancio degli indirizzi @facebook.com è stato piacevolmente sorpreso con altre novità potenzialmente rivoluzionarie.

    Oltre ad annunciare gli indirizzi @facebook.com, il CEO di Facebook ha introdotto queste tre nuove caratteristiche legate ai messaggi di Facebook:

    • Seamless messaging – la possibilità di scambiarsi messaggi in maniera fluida tra vari canali (ad esempio instant messenger e e-mail);
    • Conversation history – la cronologia permanente di tutte le conversazioni;
    • Social inbox – la casella di posta in arrivo filtrata in base ai propri amici. Tutto ciò che viene dal proprio network è prioritario rispetto agli altri messaggi, come notifiche, messaggi dalle aziende o dalle Fan Page;

    Non si tratta di e-mail“, ha detto Zuckerberg: si tratta di gestire in modo continuo e uniforme e-mail, instant message, sms e altri canali di comunicazione.

    Il centro di controllo della vita “social”, insomma.

    È molto interessante come Facebook stia cercando di rendere il più possibile trasparente la tecnologia. L’obiettivo è avere solo due elementi: le persone e i messaggi. Il canale scelto non è importante: è una variabile contestuale, ma non deve influenzare la conversazione. L’obiettivo della nuova inbox è quello di fornire un aggregatore di canali che serva da riferimento unico per chi vuole comunicare con i propri contatti.

    La nuova funzione di messaging verrà rilasciata nelle prossime settimane, gradualmente, su invito, ma mostra già alcuni spunti sulla direzione che Facebook vuole prendere e alcune opportunità per le marche:

    • Facebook vuole proporsi come intermediario di riferimento nelle conversazioni tra persone: per le marche sarà sempre più importante saper aggiungere valore alle conversazioni per potervi prendere parte e non rischiare di essere escluse da scambi privati tra utenti;
    • Facebook attribuisce peso alle conversazioni private in modo crescente: basta pensare ai nuovi gruppi, con funzioni private migliorate e ai nuovi messaggi – annunciati poco fa. Esistono sempre maggiori alternative di comunicazione per gli utenti Facebook, diventa importantissimo per le marche sviluppare esperienze utili, interessanti e “conversazionali”, in modo che gli utenti le possano considerare come integrative rispetto alle esperienze personali “one-to-one” sempre più facili da realizzare sul social network;
    • L’approccio personale è sempre più importante su Facebook: secondo quanto ha dichiarato Zuckerberg, si parla di 350 milioni di utenti che utilizzano i messaggi e che inviano 4 miliardi di messaggi ogni giorno. Le marche devono considerare che le persone sono sempre più il focus di Facebook e lavorare quindi sempre più su un approccio personale per sviluppare coinvolgimento;
    • Sviluppare una base di contatti Facebook (fan) per le marche diventa sempre più importante: in alcuni casi più del database di e-mail. È fondamentale ovviamente che questi fan siano interessati, di valore e profilati. La quantità conta relativamente rispetto alla qualità;
    • L’e-mail, come ricorda Jeremiah Owyang, è il primo e più grande social network del mondo. Facebook decide di cavalcare questo concetto e fornire un’esperienza continua agli utenti. Questo motivo rende ancora più importante la presenza delle marche in questo contesto di conversazione: se la mossa di Facebook avrà successo, diminuirà il numero di canali attraverso cui raggiungere un singolo utente, aumentando la concentrazione dell’attenzione all’interno dell’esperienza di social networking;

    Oggi, come nota Charlene Li, è il giorno in cui Facebook diviene un portale del livello di Google, Yahoo e MSN.

    Sfruttando la rete di amici degli utenti Facebook si propone come vero e proprio centro di controllo della vita “social” e oggi, in questo, ha davvero pochi concorrenti.

    Volete ricevere un invito per i nuovi messaggi Facebook e per avere il vostro indirizzo @facebook.com? Potete richiederlo qui.

    Ecco il video di presentazione dei nuovi “messages” (e il post di Facebook che introduce le nuove funzionalità).

    

    Cosa pensate delle novità presentate? I commenti sono a vostra disposizione per raccontarcelo.

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