Here are all of the posts tagged ‘marketing’.

Thank God We Are Social #97

di Pierluca Lino in News

Buongiorno a tutti e benvenuti al consueto appuntamento social del Sabato, il #tgwas che tra pochissimo festeggierà il suo 100° compleanno!

I Classici della pubblicità, reinventati

Eoin Conlon su Behance ha re-interpretato (in chiave leggermente ironica) alcune delle più famose pubblicità di sempre immaginando come potrebbero apparire oggi.

VW Thinksmall

Questo è il motivo per cui, come i nostri clienti sanno bene, per avviare una conversazione non è sufficiente aprire una pagina su Facebook o un profilo su Twitter (o inserire un QR code nei manifesti). Vi rimando alla fonte per gli altri esempi di riadattamenti. Ricordate però di tornare qui e lasciarci un commento facendoci sapere cosa ne pensate.

La vita da sviluppatore

Il mio ruolo in we are social è quello di Social Media Tecnologist e questa settimana, voglio segnalarvi l’intervista a Syd Lawrence su econsultancy, contenente preziosi insight sulle giornate di noi sviluppatori (la differenza principale è che io tendo ad essere più colorito prima della fase in cui si medita se lanciare il laptop dalla finestra) Giorgio e Cristian potranno senz’altro confermare (o smentire ;) ).

Responsive Web Design
Responsive Web Design

Al momento come dimostra anche l’interesse di Mashable una delle aree più innovative nello sviluppo di applicazioni web è il Responsive Web Design.


Senza entrare troppo nei dettagli tecnici nel termine coniato da Ethan Marcotte in un articolo del 2010 sono racchiuse un insieme di tecniche CSS3 che permettono alla pagina web di presentarsi in maniera ottimale a seconda del device che la sta visualizzando. Per i nostri clienti abbiamo realizzato diversi progetti, ma come tutti i developer sono ancora più carico per i progetti che abbiamo in cantiere al momento… stay tuned :-)

La fine di Windows XP (e Internet Explorer 8)
Tra gli elementi che, nel campo degli sviluppatori, rappresentano una grande mole di lavoro vi è la compatibilità con i diversi browser, in particolare le vecchie versioni del browser di Microsoft sono capaci di generare dei grossi grossi mal di testa. L’azienda di Redmond è ben consapevole del problema infatti sono diversi anni che cerca di sensibilizzare i propri clienti affinché abbandonino le vecchie versioni.

ie6countdown

Sta per succedere lo stesso con Internet Explorer 8, destinato ad andare in pensione assieme a Windows XP tra circa un anno (l’8 Aprile 2014 finirà il supporto esteso).
Alcune aziende, tra cui Google hanno politiche più restrittive per cui non viene garantita la compatibilità con versioni antecedenti alla 9 da già qualche mese.

Microsoft è consapevole dal partire svantaggiata e dover ribaltare una percezione acquisita per ciò che riguarda il proprio browser, infatti la (bella) campagna che accompagna da qualche mese Internet Explorer 10 si chiama il browser che amavi odiare. Questo è il mio video preferito:

Pianifica la tua fine
Come detto siamo a meno di un anno dalla morte di Internet Explorer 8 e Windows XP. Cosa succederà ai loro profili social dopo che avranno esalato l’ultimo respiro? Dall’aldilà sarà difficile gestirli…
Questo solo se non si è fruitori di servizi Google: l’ultimo tool lanciato da Mountain View infatti serve per pianificare cosa succederà dopo la propria fine. Il suo nome è Inactive Account Manager.

Fino a questo momento ho scherzato, ma la crescente importanza nella vita di ciò che facciamo sui servizi on-line rende, questo tool un’aggiunta molto importante che colma una grossa lacuna: come premesso anche nel post a non molti di noi piace pensare alla morte, tantomeno alla propria, pianificare però quello che succederà dopo è importante per chi rimane.

Voi cosa pensate? Credete che anche altri servizi seguiranno questo trend?

E anche per questo sabato social è arrivata la fine, non nel senso drammatico che abbiamo visto sopra fortunatamente… A presto.

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Facebook Home: le persone e le conversazioni prima di tutto

di Stefano Maggi in News

facebook-home-stock

Poche ore fa, Facebook ha presentato Facebook Home, una novità molto interessante. Si tratta di un gruppo di applicazioni pensato per mettere le persone al centro dell’esperienza mobile. Una delle caratteristiche principali la personalizzazione della schermata visibile quando lo schermo non è ancora stato sbloccato: durante la presentazione di ieri, Zuckerberg, ha dichiarato che mediamente guardiamo il “lock screen” 100 volte al giorno.

home

Perché non utilizzare la schermata che si vede più spesso quindi per dare visibilità a ciò cui teniamo di più? I nostri amici, le nostre connessioni e le nostre conversazioni. Attraverso Facebook Home, il più grande social network del mondo non si propone di diventare un sistema operativo mobile per essere sempre presente nell’esperienza delle persone. Fa un passo ancora più importante: si pone come primo elemento dell’esperienza mobile, prima di tutto il resto.

Un’altra funzionalità importante è quella di Chat Heads: una soluzione che permette alla chat di Facebook di comparire durante l’utilizzo di altre app, attraverso i volti delle persone che parlano con noi: compaiono quando ci parlano.

chatheads

Facebook Home presenta anche una soluzione per mostrare le notifiche di Facebook più rilevanti e un “app launcher” per gestire le proprie applicazioni.

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In una intervista a Wired, Zuckerberg ha dichiarato, riguardo Facebook Home:

Facebook occupa una posizione interessante a livello mobile. Non siamo un sistema operativo, ma non siamo solo una app. Su Facebook le persone passano il 23% del tempo speso sugli smartphone. Le applicazioni che vengono dopo Facebook sono Instagram e Google Maps, che sono al 3%. Durante gli ultimi 18 mesi, ci siamo concentrati nel costruire versioni migliori delle nostre app mobile. Ma il design era ancora molto vicino a ciò che avevamo nella versione desktop. Sapevamo di poter fare meglio.

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La soluzione oggi è solo per Android e non è facile immaginarsi come politicamente sia possibile integrarla in iOS, considerato l’approccio di Apple alla supervisione di tutta la user experience, ma si intravedono già alcune potenzialità molto importanti:

  • Facebook lavora sempre di più sulla propria mission: mantenere tutti in contatto con le conversazioni, gli interessi e le persone più importanti in ogni momento della propria vita;
  • Facebook Home non mostrerà “ads” come li immaginiamo oggi (almeno inizialmente, stando alle dichiarazioni di Zuckerberg);
  • La nuova soluzione sarà un punto di contatto importante per le persone con tutto ciò che è importante per loro. Solo i brand che riusciranno a essere più rilevanti e a costruire una community coinvolta potranno partecipare a un’esperienza così pervasiva nella vita delle persone;

Qual è chiave per le marche che desiderano attivare una relazione rilevante e diretta con le persone, anche in un contesto così integrato con ogni momento della nostra vita? Mantenere un alto livello di engagement, sviluppando contenuto con un targeting molto preciso, per nicchie, con un forte peso alla componente creativa e visiva sarà molto importante nella conversazione tra brand e community. Le componenti di analisi, di strategia e di creatività applicate alla conversazione e ai social media sono, in questo senso, ancora più importanti.

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5 caratteristiche del marketing di domani, da Austin – SXSW 2013

di Stefano Maggi in News
wearesxsw - We Are Social al south by southwest

Il global leadership team di We Are Social al SXSW 2013

“Tra poco il South by Southwest sarà finito e potremo ritornare a viver nel presente”. Così Gary Vaynerchuck ha commentato la settimana appena trascorsa a Austin, e ha ragione: durante il SXSW è fantastico partecipare alla conversazione sul domani e si vive continuamente circondati da grandi idee, spunti geniali (e anche qualche clamoroso “fail”) legato al mondo dell’innovazione.

Bonin Bough, Gary Vaynerchuk, Albert Chou, David Berkowitz, Steve Doan e David Teicher.

Bonin Bough, Gary Vaynerchuk, Albert Chou, David Berkowitz, Steve Doan e David Teicher in uno dei migliori panel di SXSW 2013.

Gabriele, Ottavio e io non potevamo mancare, come avrete notato seguendo il nostro account Twitter e l’hashtag #wearesxsw. Come da tradizione, il SXSW è anche un’occasione per incontrare i colleghi We Are Social dai nostri uffici nel mondo, mettere a fattore comune le esperienze e capire come si stanno evolvendo marketing e la conversazione.

Per chi non c’era (o per chi c’era e ama i recap), ecco alcuni dei temi più interessanti, soprattutto per chi si occupa di marketing.

  • La “socially-led idea“. È sempre più chiaro come le marche siano in cerca di idee profondamente “social”, ispirate e rese possibili dall’ascolto e dalla comprensione delle conversazioni. Idee che consentono alle marche di partecipare in modo rilevante alla vita delle persone, non solo attraverso la diffusione di messaggi in modalità “broadcast”;
  • Lo spirito imprenditoriale. Le aziende che sono presenti al SXSW cercano di trarre il massimo dall’incontro con le persone rilevanti per il proprio business. Questo avverrebbe senso se avessero un approccio chiuso, di autocelebrazione. Al contrario, lo spirito è orientato “all’hacking” del proprio business e mettersi in gioco (e in discussione) per migliorare. Uno dei panel più coinvolgenti è stato quello organizzato dal nostro cliente Mondelez insieme a Expion, per discutere il futuro del contenuto sui social media in modo aperto e condividendo le proprie esperienze;
  • I dati social. Abbiamo a disposizione dati di ogni tipo creati, modificati, aggiornati dalle persone, ogni giorno. Dati che esprimono ciò che le persone desiderano, ciò che preferiscono evitare, informazioni che possono aiutarci a creare conversazioni, prodotti e servizi migliori. Pochi brand sfruttano tutte le possibilità a disposizione per conoscere le esigenze delle persone, ma è ancora più interessante vedere cosa ci aspetta nel prossimo futuro. Molti chiamano questo trend con l’etichetta non troppo precisa di “big data”, in realtà questo futuro inizia oggi, da analisi, considerazioni e insight che è già possibile sviluppare sulle persone e che si andranno ad ampliare ogni giorno di più. È fantastico avere la possibilità in We Are Social di costruire questo nuovo approccio insieme ai nostri clienti che credono nel valore di questa ricerca e che raccolgono già ottimi risultati in termini di business;
  • Contenuto e real-time marketing. È ormai famosissimo il tweet “You can still dunk in the dark“, di Oreo, pubblicato quando durante l’ultimo SuperBowl, con mezza America davanti allo schermo, si è verificato un blackout. Il caso è preso da esempio come azione di “Real-Time Marketing”. L’attenzione verso questo fenomeno non ha fatto altro che confermarne la natura: non si tratta di una tattica completamente nuova, ma è parte di quell’azione di produzione di social content che caratterizza la conversazione delle marche. Il tema non è radunare un designer e un copy in una stanza per rispondere in tempo reale con contenuto creativo. Si tratta invece di ascoltare e reagire con gli strumenti e le persone a disposizione del brand in un modo rilevante per la community. Può cambiare il ritmo delle interazioni (fino a diventare “live” in alcuni casi), per cui è molto importante la capacità di ascolto e di reazione, così come la collaborazione all’interno del team e un approccio flessibile alla creatività;
  • Addio interruption marketing. È sempre più chiaro come tutte le strategie di marketing che si basano sull’interruzione di un’esperienza stiano perdendo importanza. Tutte le esperienze che bloccano una conversazione, una fruizione o una condivisione sono sempre meno efficaci perché le persone hanno milioni di alternative verso cui concentrare la propria attenzione. Timothy Jordan di Google ha presentato alcuni dettagli su come progettare interfacce per Google Glass. Anche se il panel ha deluso chi aspettava di vedere nuove funzionalità o magari di provare la nuova tecnologia Google, l’incontro è stato molto interessante per capire come questa tecnologia potrebbe sviluppare le proprie funzionalità in futuro. Le regole d’oro erano quattro: design (specifically) for Glass, don’t get in the way, be timely e don’t be unexpected. Quindi partecipazione, non interruzione. Praticamente tutti gli usi di Glass presentati avevano una componente social: Path, Google+, Gmail;
Timothy Jordan racconta le regole per l'interfaccia Google Glass

Timothy Jordan racconta le regole per l’interfaccia Google Glass

Insomma, sopravvivere al “closing party” con Deadmau5 si rivelerà molto utile, anche per vedere di persona queste novità. Non manca molto al “marketing del futuro” e in We Are Social siamo contenti di essere parte di questo cambiamento.

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Cambia il News Feed di Facebook: ecco le novità e le opportunità per i brand

di Luca Della Dora in News

Facebook ha annunciato il rollout (che sarà disponibile per tutti gli utenti durante le prossime settimane) del redesign del News Feed.

Si tratta di un cambiamento che va molto oltre alla semplice rivisitazione del layout del luogo in cui le persone trascorrono la maggior parte del tempo quando accedono a Facebook.

Facebook News Feed

L’obiettivo dichiarato da Zuckerberg è quello di creare un’esperienza sempre più immersiva e personalizzata per le persone diventando un vero e proprio giornale su misura, anzi “the best personalised newspaper in the world”: permettere alle persone di essere certe di trovare i contenuti importanti per loro, questo è in sostanza quello che Facebook intende ottenere con le novità introdotte ieri.

 

Rich Stories
Fino a ieri Facebook ha dato enorme centralità ai contenuti testuali, pur comprendendo l’importanza delle immagini ed il loro impatto a livello emozionale (come testimonia anche la – non esattamente economica – acquisizione di Instagram). Da oggi il News Feed darà enorme spazio alle immagini, che – come dichiarato da Zuckerberg – costituiscono ormai più del 50% dei contenuti del Feed delle persone.

Facebook News Feed

Interessante in questo senso la considerazione di Josh Bernoff – autore di Groundswell – che definisce il redesign come un tentativo di avvicinarsi all’esperienza di Tumblr (e Google+, aggiungo io).

 

Questa, a livello visivo, è sicuramente la novità più impattante, e sarà fondamentale per i brand riuscire ad essere rilevanti, offrendo contenuti che sappiano guadagnare l’attenzione delle persone: la sfida per le marche sarà quella di offrire un’esperienza che immerga le persone in ciò che vogliono comunicare, proprio perché l’impatto di contenuti di scarsa qualità sarebbe ancora più evidente ora per gli utenti.

 

Choice of feeds
Parliamo di News Feed, ma è – da oggi – più corretto di parlare di News Feeds: le persone avranno la possibilità di scegliere di fruire di informazioni tra diversi feeds. Gli utenti avranno sostanzialmente un maggior controllo su ciò di cui vorranno fruire e potranno scegliere se filtrare i contenuti tra:

  • All Friends Feed (i post di tutti i loro amici)
  • Music Feed (che mostrerà i contenuti pubblicati degli artisti musicali che le persone seguono, ma anche quello che stanno ascoltando i propri contatti o i concerti in programma)
  • Photos Feed (consente alle persone di vedere, in un unico stream) tutte le immagini pubblicate da amici e pagine che si seguono)
  • Following Feed (mostra tutto ciò che viene condiviso dalle pagine di cui le persone sono fan)

Facebook News Feed

L’idea di Zuckerberg è quella di continuare a consentire alle conversazioni di brand, amici e familiari di vivere nello stesso luogo, immergendo le persone in un’esperienza a 360°, ma di permettere anche di scegliere visto che – ad oggi – il 25% dei contenuti nel News Feed è condiviso da Facebook Page e non da persone.

 

Mobile inspired
L’App Mobile di Facebook è da sempre al centro delle critiche degli utenti, ed il fatto che questa volta il redesign sia partito proprio dalla versione per tablet e smartphone testimonia l’impegno del team di Facebook per offrire finalmente alle persone un’esperienza molto simile a prescindere dal tipo di device con cui stanno navigando, creando continuità e spingendole a restare sempre più a lungo all’interno di Facebook.

Facebook News Feed

 

MA COSA CAMBIA PER I BRAND?

Cambia soprattutto l’attenzione che andrà posta sulla qualità dei contenuti visuali pubblicati. La maggior rilevanza delle immagini offre alle marche di comunicare in modo più impattante e immersivo con le persone, e sarà quindi fondamentale non annoiarle offrendo loro qualcosa di ridondante o di scarso appeal.

L’aspetto visuale impatterà anche sugli Ads, come riporta il MIT Technology Review, e sarà anche in questo caso fondamentale pianificare al meglio che tipo di messaggi targettizzare all’audience corretto. Ora è anche molto più chiara la questione legata alla policy che impone immagini che non contengano più del 20% di testo.

Faceboon News Feed Ads

Sarà poi ancora più importante per i brand curare la propria visual identity, utilizzando anche un’immagine di copertina coerente con i valori del proprio business o di ciò che si desidera comunicare: nello stream verrà infatti visualizzata a tutta larghezza la cover image della Facebook Page, e non soltanto la sua immagine profilo o i contenuti condivisi.

Insomma, come dicevo, è molto più di un redesign fine a sé stesso: è sicuramente il cambiamento più rilevante dal lancio della Timeline e sarà fondamentale per le marche essere in grado di essere sempre più attente a ciò che le persone amano e con cui vogliono interagire, proprio per l’opportunità data loro di scegliere che Feed seguire. Anche il livello di frequenza di pubblicazione dei contenuti andrà ora valutato in base al caso specifico, perché nel momento in cui gli utenti vorranno seguire solo il Feed delle pagine che seguono, si troveranno a fruire dei contenuti in ordine cronologico di pubblicazione.

Lascio la conclusione a Jordan Stone, Strategy Director del nostro ufficio di Londra, che sintetizza perfettamente ciò che questo rappresenterà per i brand:

Increased visibility means that brands need to be more relevant than ever. They still need to work hard to make the experience more immersive and engaging. A stream of irrelevant  content or ill-conceived sponsored posts will be noticed quickly by consumers.

Chiunque di voi abbia già avuto l’opportunità di provare il nuovo News Feed ci può dire la sua partecipando alla discussione sulla nostra Facebook Page, o condividendo la sua esperienza commentando questo post.

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Come costruire un ecosistema sui social media

di Stefano Maggi in News

Quando Arthur Tansley ha immaginato la definizione di ecosistema non era ancora stato pubblicato l’ultimo report Technorati sulla digital influence, Twitter non esisteva ancora e Facebook non era il primo social network al mondo. Secondo Wikipedia:

Ogni ecosistema è costituito da una comunità di organismi ed elementi non viventi con il quale si vengono a creare delle interazioni reciproche in equilibrio dinamico.

Gli ecosistemi hanno diverse caratteristiche distintive, tra cui:

  • Sono sistemi aperti;
  • Sono strutture interconnesse con altri ecosistemi;
  • Tendono a raggiungere e a mantenere nel tempo una certa stabilità;

Nonostante Tansley abbia formulato la definizione nel 1935, ha descritto molto bene la direzione verso cui le marche e le loro community si stanno evolvendo oggi.

Il “2013 Digital Influence Report” pubblicato recentemente da Technorati, lo dimostra:

Per i brand, è molto frequente la presenza contemporanea su canali social vari: ma il valore reale di questa differenziazione nasce quando i canali sono integrati in un’unica strategia di conversazione. Essere presenti su numerosi canali è un modo per integrarsi con le abitudini nelle persone che fanno parte delle community, non un semplice “moltiplicatore” del messaggio in ottica “broadcast”. In altre parole: essere su molti canali è utile a stimolare la conversazione in modalità diverse a seconda del momento e delle esigenze delle persone, ma una strategia inutile o addirittura aggressiva e dannosa se si limita a riproporre lo stesso messaggio sui canali differenti, senza alcun tipo di adattamento.

Pensare in ottica di “ecosistema” significa, per le marche, essere “utili e interessanti”: avere un messaggio di comunicazione coinvolgente, divertente, commovente è importante, ma non è più abbastanza.

I brand che riescono a essere “utili” riescono a diventare davvero “rilevanti” e “notevoli” per le proprie community. È proprio questa utilità che permette di attivare i quattro elementi che permettono a una conversazione di diffondersi: raggiungere un reach elevato è possibile se il messaggio non è solo affine alla community, ma se genera una “risonanza” con i valori di chi ne fruisce. È questa l’unica via per essere rilevanti e sviluppare un reach organico efficace.

Anatomia di una conversazione: come si diffonde?

Essere utili non significa sempre, necessariamente, creare un servizio insieme alla community, ma creare un valore che va oltre la semplice ricezione di un messaggio, ripetuto e identico a se stesso. Le marche lo hanno capito e misurano il successo delle proprie attività in modo sempre più “multicanale”. Non solo: quando i brand considerano il coinvolgimento di persone con un elevato livello di influence rispetto alle proprie community, tengono in considerazione parametri vari e coordinati tra loro (non solo i “like” di Facebook o i “follower” di Twitter).

Per questo motivo, in We Are Social, quando analizziamo il livello di social influence teniamo in considerazione vari parametri: alcuni legati al reach, altri al livello di engagement e alcuni legati alla visibilità. Bilanciare questi parametri ci consente di elaborare calcolare il livello di “REV” (reach, engagement, visbility) e di capire chi ha più senso coinvolgere in un’attività specifica.

L’aspetto di “utilità” di un ecosistema si rileva anche nelle motivazioni per cui le persone seguono le marche sui social media: rimanere aggiornato, scoprire il prodotto o il servizio e contribuire in modo utile sono tra le ragioni più forti nel legame quotidiano tra i brand e le loro community.

Tansley non avrebbe mai pensato a questo utilizzo della sua definizione di ecosistema, ma è proprio l’equilibrio tra utilità e interesse alla base di ogni ecosistema che nasce e si sviluppa sui social media.

 

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Cresce Twitter, anche in Italia [Dati]

di Stefano Maggi in News

I nostri amici di GlobalWebIndex hanno pubblicato oggi i risultati di uno studio che evidenzia un dato molto interessante: Twitter è la piattaforma social che cresce più velocemente al mondo, con un incremento del 40% in 6 mesi.

L’Italia, in particolare, ha una crescita degli utenti attivi Twitter intorno al 50%, e si posiziona tra i paesi in cui il social network si sta sviluppando più velocemente, subito dopo Hong Kong, USA, Russa e Cina.

È interessante vedere come la crescita sia distribuita su diverse fasce demografiche: un segnale che il social network non è più un fenomeno di nicchia, ma sempre più un connettore universale.

Anche i comportamenti cambiano: cresce la percentuale dei fruitori di contenuto e coloro che condividono. Twitter è ormai integrato nella vita delle persone, anche nella relazione con le marche: qualche mese fa, il social network ha dichiarato che l’88% degli utenti segue almeno un brand.

Capire come le persone utilizzano questo canale e individuare la strategia corretta per sfruttarlo è molto importante: considerarlo una semplice declinazione di attività implementate altrove o un “feed” di notizie è un approccio limitativo e spesso percepito male dalla community. È importante sviluppare conversazioni rilevanti e mirate per questo canale, ma sincronizzate con la strategia della marca.

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Le migliori Facebook Page in Italia: Gennaio 2013

di Stefano Maggi in News

Come ogni mese, vi proponiamo la classifica delle migliori Facebook Page in Italia, elaborata da Socialbakers. A gennaio 2013 il livello di engagement medio si è mantenuto relativamente stabile rispetto al mese precedente (0,191% da 0,196%), mentre il tasso di risposta è passato da 58,09% a 56,74%.

Sviluppare un livello di engagement alto e essere attivi nella risposta è sempre più determinante per i brand che vogliono raggiungere la propria community in maniera organica e utilizzare i social media come strumento per offrire un servizio.

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Thank God We Are Social #86

di Giovanni Balsamo in News

Ci siamo, è arrivato l’attesissimo fine settimana e siamo tutti pronti a godercelo dal primo all’ultimo istante! Tuttavia prima di dare inizio agli svaghi e rigenerarci dopo un’intensa settimana di lavoro, ci piacerebbe passare in rassegna le notizie più interessanti di questi ultimi giorni. Rompiamo quindi gli indugi e iniziamo subito con la carrellata di notizie dell’ultimo numero della nostra rubrica Thank God We Are Social!

Politica e Social Media: anche Mario sbarca su Facebook!

È tempo di campagna elettorale e dalla mattina alla sera veniamo tempestati da annunci, slogan elettorali e trasmissioni televisive con le solite comparsate di politici. Fin qui tutto torna, ma a destare gli animi ci ha pensato Mario Monti, con un annuncio ad effetto: “Ho deciso di utilizzare i social media perché sono convinto dell’assoluta centralità di questi mezzi per porsi in ascolto dei contributi, delle proposte, dei suggerimenti, anche delle critiche dei cittadini. Vi invito a partecipare”.

Dunque anche il leader di Scelta Civica si lancia nella mischia e lo fa con un videomessaggio postato sul proprio profilo Facebook attivo da un paio di settimane. Questa notizia è un’ulteriore prova di come il legame tra politica e social network anche in Italia si stia consolidando sempre di più a garanzia di valori come: trasparenza, autenticità e fiducia.

Se volete dare uno sguardo alle reazioni scatenate da questo video su Facebook cliccate qui, ne vedrete delle belle!

Il Papa benedice Twitter e Facebook

Dopo Monti anche il Papa ha detto la sua sui social network definendoli “non un mondo parallelo o puramente virtuale, ma parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani”. Sembra proprio che Benedetto XVI, dopo il debutto su Twitter col profilo @Pontifex, ci abbia preso gusto! E con questa benedizione abbiamo tutti un motivo in più per smanettare come dei pazzi sui social media!

Scuola verso il futuro e oltre…

Meglio tardi che mai! La scuola pubblica italiana ha sposato la rivoluzione digitale e dal 21 di gennaio – fatta eccezione per gli istituti infantili e quelli privati – è scattata l’iscrizione online. C’è tempo fino al 28 febbraio per inoltrare il documento attraverso il sito messo in piedi dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Pertanto, niente più file, lunghe attese e carte da firmare, è andato in pensione l’andirivieni invernale alle segreterie degli istituti scolastici italiani! Speriamo sia il primo grande passo affinché internet e le nuove tecnologie inizino veramente a cambiare il volto del mondo dell’istruzione in Italia. Noi siamo fiduciosi e voi?

A dramatic surprise on an ice-cold day

Dopo aver parlato di politica, Papa e scuola, ci concediamo un po’ di svago! Vi piacerebbe premere un semplice pulsante rosso e essere letteralmente catapultanti in un “drama”? È proprio quello che succede con il sequel di Push to Add Drama di TNT!

Dire che questa nuova azione di ambient marketing sia adrenalinica è poco: rapimenti, esplosioni, sparatorie e tanto altro vi terranno col fiato sospeso. Mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo!

YouPorn incorona Milano!

Siamo così giunti ai titoli di coda di questo mio primo appuntamento con la rubrica Thank God We Are Social e allora perché non chiudere col botto? Per chi se la fosse persa ecco l’infografica di YouPorn pubblicata da Wired. Indovinate un po’ chi c’è al primo posto tra le città che bazzicano maggiormente sul sito porno per antonomasia? Milano! Tuttavia le sorprese non finiscono qui: la città meneghina infatti è seguita a ruota da Roma e Parigi.

Per quel che riguarda i Paesi invece si piazzano al primo posto gli USA con più di un miliardo di visite all’anno, seguiti da Germania (575.514.420) e Francia (400.127.101). L’Italia si posiziona appena dopo la Top 3, al quarto posto della classifica mondiale sfiorando così il podio. Tuttavia c’è sempre tempo per rifarsi!

Per visualizzare l’intera infografica cliccate qui.

E dopo questa chicca, non mi resta che augurarvi: buon weekend!

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