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Un contenuto, infiniti canali

di Stefano Maggi in News

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Il modo in cui ogni giorno scopriamo informazioni, notizie, conversazioni e, più in generale, contenuti sta cambiando.

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Si modificano le tecnologie (hardware e software) che utilizziamo ogni giorno e siamo portati a a scegliere gli strumenti più efficaci e meglio integrati con il nostro modo di vivere per trovare ciò che può interessarci.

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Sono più di cinque i device utilizzati mediamente ogni giorno dalle persone sotto i 25 anni ed è facile intuire come questo trend si stia espandendo anche ad altre fasce demografiche: smartphone, tablet, laptop, TV e – recentemente – smartwatch sono sempre più spesso parte della nostra vita.

Cambia anche il concetto di “contenitore” dal punto di vista digitale. I contenuti vengono visti, utilizzati e condivisi anche al di fuori della loro piattaforma “nativa”. Molte applicazioni utilizzano le notifiche come principale punto di contatto con gli utenti, mostrando i contenuti direttamente nel “sistema operativo”, quindi al di fuori dell’applicazione per cui sono nati.

Non solo: sempre più spesso i sistemi operativi consentono di interagire con queste notifiche, senza necessariamente dover accedere all’applicazione a cui si riferiscono. È molto interessante il punto di vista di Paul Adams su questo tema.

Contenuti integrati nel sistema operativo, fuori dalle app. Visualizzazione di Paul Adams

Contenuti integrati nel sistema operativo, fuori dalle app. Visualizzazione di Paul Adams

Con la moltiplicazione dei device che utilizziamo e con la crescita di importanza delle notifiche cambia radicalmente il modo in cui i contenuti si adattano all’esperienza delle persone.

Il “contenitore”, l’applicazione di riferimento, diventa così meno importante, mettendo in primo piano, invece, il contenuto.

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Contenuti integrati nel sistema operativo, fuori dalle app. Visualizzazione di Paul Adams

Questo tipo di approccio è importantissimo, specialmente se pensiamo a come i canali social che utilizziamo tutti i giorni siano fondamentali per la scoperta di notizie e informazioni. Il modo in cui fruiamo i contenuti provenienti da questi canali influenza l’idea che abbiamo delle persone con cui interagiamo, della nostra community e della società più in generale.

Questa situazione rappresenta un’opportunità per chi produce contenuti: brand in particolare e publisher, più in generale. I contenuti sono più “liquidi”: devono essere pensati per adattarsi al meglio al “contenitore”, al contesto in cui verranno fruiti. È importante tenere conto di questo cambiamento su livelli diversi.

Yo - un esempio di interazione social studiata per smart watch

Yo – un esempio di interazione social studiata per smart watch

Prima di tutto, il formato: da un punto di vista di design il contenuto non può essere pensato in modo indipendente da tutte le possibili declinazioni. La soluzione scelta dovrà essere il più possibile adattabile al contesto, in particolare, in linea coi tempi e col luogo in cui le persone verranno a contatto con il contenuto e le possibilità che potremo proporre per condividerlo con le proprie community. È importante approfondire le abitudini delle persone a cui si rivolge il contenuto per prevederne potenziali azioni e facilitarne la condivisione. Un terzo elemento importante è la tecnologia utilizzata: un impatto fortissimo sulla condivisione del contenuto deriva dalla semplicità con cui le persone possono interagire. Per i brand è differenziante scegliere una strategia di canale che privilegi soluzioni tecnologiche vicine alle abitudini di condivisione delle nicchie a cui si rivolgono.

Per questi motivi è indispensabile un team di specializzato, per produrre contenuto rilevante tenendo in considerazione formato, contesto e tecnologia. Professionisti che possano studiare le persone e generare insight sul modo in cui utilizzano i canali e i device e su come un contenuto possa essere utile o interessante per i suoi destinatari. Chi produce contenuto ha un fortissimo focus dal punto di vista strategico e creativo,per poter definire le strade narrative e le azioni concrete con cui realizzarlo, scegliendo i canali e le modalità più efficaci, in linea con le abitudini di chi ne fruirà. Ma non basta: la competenza nel design e dal punto di vista tecnologico diventa ancora più centrale oggi. Conoscere gli strumenti e le declinazioni che ne derivano consente di scegliere soluzioni creative che facciano leva sul tipo di utilizzo del canale.

Formato, studio del contesto e tecnologia sono tre elementi fondamentali, che, con l’aumento dei canali, degli schermi e dei device, diventano ancora più importanti per chiunque desideri creare contenuto rilevante per una community. Le combinazioni tra questi fattori sono quasi infinite e non possono essere ignorate: sono tra i fattori principali che influenzano la visibilità e la condivisione.

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Il futuro creativo del contenuto social

di Stefano Maggi in News

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Chi utilizza internet in Italia, trascorre in media sei ore ogni giorno su canali online: sono ampiamente il mezzo più utilizzato in assoluto, mentre alla TV tradizionale dedichiamo mediamente poco meno di tre ore. La maggior parte di questo tempo è speso in attività social, come social networking, blogging e micro blogging.

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Il peso di questi canali è molto forte e in crescita costante in tutto il mondo. Non solo: l’esperienza mobile ha un impatto sempre più significativo nelle nostre vite. Un recente studio di SalesBrain commissionato da Facebook ha evidenziato come l’impatto emotivo della fruizione di video da mobile sia più forte rispetto alla fruzione televisiva tradizionale.

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L’evoluzione

Ogni singolo, minimo, cambiamento nell’esperienza proposta agli utenti ha un impatto sul modo in cui milioni e milioni di persone si informano, comunicano e vivono. Ecco perché social network come Facebook introducono cambiamenti e innovazioni con un approccio sperimentale e graduale: prima di estenderli a tutti, effettuano test solo su aree specifiche del proprio business e su gruppi contenuti di persone.

Da molti di questi “esperimenti” però, si può intravedere una strada che realisticamente questi canali stanno intraprendendo in modo più continuativo e strutturato.

I primi passi di Paper

Stanno emergendo nuove possibilità espressive, che consentono un impatto creativo ancora più ampio sui contenuti che i brand possono proporre alle persone. Prendiamo Facebook come esempio. Il social network ha introdotto, più di un anno e mezzo fa, Paper: un’applicazione che ha permesso di sperimentare un’esperienza del tutto nuova e più approfondita di fruizione dei post. Paper ha un focus su un utilizzo mobile, su un uso dell’intero schermo per visualizzare il contenuto, propone interazioni attivate da movimenti (come la possibilità di vedere immagini inclinando il device), e più spazio a contenuti video e a interazioni social.

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Questo esperimento ha aperto la strada a una serie di nuove possibilità creative legate a un maggiore approfondimento dei contenuti. È emerso un ruolo sempre più importante dei contenuti video: oggi le persone guardano – solo su Facebook – 4 miliardi di video ogni giorno. Chris Cox, Chief Product Officer di Facebook, ha anche dichiarato che l’ispirazione per il News Feed di Facebook deriva in parte dal “Daily Prophet”, il quotidiano animato di Harry Potter.

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Gli instant articles

Il percorso verso contenuti social più creativi ha avuto un ulteriore evoluzione il mese scorso, quando Facebook ha presentato gli Instant Articles, una soluzione adottata in questa fase solo da alcuni publisher, che permette di approfondire un post in modi mai visti prima. Video, interazioni e conversazioni sono diventati parte di un’esperienza completamente nuova che nasce dal contenuto e si estende alla condivisione social. Il numero di Instant Articles che sarà possibile vedere nel feed è destinato a aumentare sensibilmente secondo i publisher coinvolti da questo formato.

Chris Cox, pochi giorni fa a Cannes, ha mostrato un utilizzo dei contenuti Facebook simile a quello di Instant Articles, ma applicato a un brand. L’esempio che ha portato va inteso come una simulazione, non un vero prodotto presentato da Facebook. Infatti, è da considerare più la modalità di fruizione che il contenuto mostrato.

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Uno sguardo al futuro

Il contenuto nell’esempio è poco più di un advertising standard a cui sono state aggiunte alcune interazioni. Il formato mostrato, però, lascia intuire future possibilità molto interessanti: la proposta di contenuti che le persone possono approfondire in modo verticale all’interno di Facebook attraverso esperienze che non sono più solamente testo, immagini o video, ma un insieme di tutto questo, integrato con interazioni e conversazione. Va evidenziato come questo tipo di contenuto privilegi la “non interruzione”: sono le persone che decidono – se interessate – di approfondire e visualizzare tutte le sfaccettature che l’esperienza mette a disposizione.

Per i brand la sfida sarà creare un contenuto che stimoli l’attenzione e porti all’approfondimento, amplificando ciò che già oggi avviene per tutti i contenuti che hanno un tempo di fruizione prestabilito, come i video.

Insomma, ci aspetta un futuro (prossimo) in cui i contenuti social evolveranno ancora in maniera sostanziale, lasciando spazio a forme espressive sempre più creative e basate sugli interessi delle persone.

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Thank God We Are Social #209

di Michele Morici in News Google+

Per questo TGWAS ho deciso di rompervi le scatole. No, non vi renderò il weekend insopportabile, parleremo invece di packaging, scatole e imballaggi di ogni tipo e dell’uso creativo da parte di alcuni brand.
Non semplici “scatole” quindi, ma qualcosa di più, strumenti di comunicazione tanto semplici quanto efficaci che continuano a sorprendere.

UN PROIETTORE AI QUATTRO FORMAGGI

Partiamo proprio dalla “scatola” più usata: quella della pizza. Un packaging tanto utile quanto di breve durata: dopo aver mangiato finisce direttamente nella pattumiera. Almeno fino ad oggi.

Pizza Hut dice no allo sperpero dei pizza box e inventa la Blockbuster Box! Un’idea tanto geniale quanto pratica e semplice da realizzare: ordini, mangi, e in poche mosse trasformi la scatola della pizza in un proiettore per smartphone davvero cool. E non solo, grazie ad un QRcode puoi scegliere uno dei film proposti e guardarlo mentre mangi la tua pizza sul divano.

In questo caso il packaging si trasforma passando da rifiuto a oggetto funzionale. Una campagna vincente quella di Pizza Hut che, partendo da un connubio ancestrale come Pizza&Film, è riuscita a realizzare un’operazione di forte impatto trasformando il cartone della pizza in oggetto da collezione.

 

CI FACCIAMO UNA TAZZA DI CARTA?

Quando entro in libreria non posso mai fare a meno di sfogliare qualche libro Pop-Up che, nonostante l’età, riesce sempre ad affascinarmi. Per questo sono stato letteralmente stregato dalla campagna Pop-Up Cafè di Nescafè.

Fresca di vittoria nella categoria Print Power dell’ultimo International GrandPrix Advertising Strategies, la campagna di Nescafè ha il semplice obiettivo di portare una tazza di caffè in ogni angolo del mondo. Come? Ma con delle tazze Pop-Up, ovvio!

Nescafè, con una campagna stampa sui principali quotidiani free press, regala ai lettori due mug pop-up con una chiara call to action: condividi un caffè insieme a qualcuno. In questo caso il packaging è sinonimo di divertimento e condivisione ricordandoci che c’è sempre tempo per un caffè con gli amici.

 

GOOGLE HA VENDUTO UN MILIONE DI SCATOLE

Non c’è niente di più gratificante che costruirsi le cose da solo. A meno che tu non abbia 5 anni, poca pazienza e una costruzione Lego di Indiana Jones da montare… ma questa è un’altra storia che potete leggere nella mia biografia.

Torniamo a Google e all’idea geniale dei Cardboard: un visore per la realtà aumentata fatto interamente di cartone. I vantaggi? Costa pochissimo (dai 15$ in su), puoi costruirlo tu (anche se sei imbranato come il sottoscritto), si usa con il tuo smartphone Android ed è totalmente personalizzabile.

Talmente geniale come idea che le vendite dei modelli Cardboard hanno superato quota un milione. In questo caso ci troviamo difronte ad un rovescio della medaglia: il packaging è diventato prodotto!

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TESORO, CI HANNO IMPACCHETTATO CASA

Probabilmente è questa la frase pronunciata da un abitante della palazzina “impacchettata” a Stoccolma. O forse no. Fatto sta che l’artista Erik Johansson ha deciso di superare i limiti del packaging realizzando un’opera d’arte davvero singolare.

In occasione del restauro di una palazzina, il comune di Stoccolma ha deciso di chiedere l’intervento dell’artista per “decorare” la copertura esterna dell’impalcatura. Il risultato? Un incredibile effetto 3D iper realistico dove la palazzina sembra avvolta da una gigantesca scatola di cartone.

Con un sapiente mix di scatti, chroma key e foto ritocco, Erik Johansson è riuscito a trasformare il packaging in opera d’arte!

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Distributed publishing: cosa significa e come cambia il nostro modo di fruire i contenuti

di Stefano Maggi in News

Fino a pochi mesi fa, la scelta più comune per pubblicare un video online passava per YouTube. Publisher, brand e persone utilizzavano la piattaforma di Google per caricare il proprio video, integrandolo poi all’interno di tutti gli altri canali: Facebook, Twitter, blog e piattaforme proprietarie.


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Oggi invece, la scelta ricade sempre più spesso su un utilizzo “nativo” del canale: i video per Facebook caricati direttamente sulla piattaforma, così come accade per Twitter e per molti altri canali. A livello globale, la quantità di video da parte di brand e persone presente nel news feed è aumentata di 3,6 volte in un anno. Si tratta, in pratica, di un linguaggio sempre più importante e addirittura irrinunciabile per chi utilizza i canali social. Guardando questo trend da un punto di vista più ampio, vediamo come non sia limitato solo ai video: le piattaforme social hanno incoraggiato questo cambiamento in modo consistente anche per le immagini. Instagram, che in passato consentiva la preview delle immagini su Twitter, ha deciso di sospenderla ormai più di due anni fa, favorendo invece il caricamento diretto sui canali. Chi pubblica contenuto ha seguito queste evoluzioni. Alcuni publisher non le hanno accolte di buon grado immediatamente, perché rappresentano uno spostamento del contenuto da piattaforme proprietarie a canali altrui, dove il controllo sul contenuto e sulle revenue associate non è più completo. Altri invece, ne hanno fatto un punto di forza, con una strategia di distribuzione innovativa, che prevede la pubblicazione in modo “nativo” del contenuto direttamente sul canale.

TIME's new cover: Never Offline. The Apple Watch is just the start. How wearable tech will change your life—like it or not. http://ti.me/1qiDf9Q

Posted by TIME on Wednesday, September 10, 2014

 
I brand che hanno saputo sfruttare questo cambiamento hanno ottenuto senza dubbio alcuni vantaggi. Da un punto di vista creativo, la pubblicazione “nativa” e diretta sulle piattaforme consente una conoscenza più puntuale del modo in cui le persone verranno a contatto con il contenuto. Permette di adattare il contenuto al contesto in cui viene fruito: ad esempio sviluppando contenuti diversi per tecnologie e device differenti o individuando soluzioni di interazione che sono specifiche e tipiche del canale in cui vengono pubblicate. Pensiamo ad esempio alle call-to-action specifiche che si possono proporre a una persona che guarda un video che parte in autoplay su Facebook su un tablet in cucina e a come possono essere diverse da chi sta vedendo un contenuto video su Twitter in metropolitana o da chi, invece, fruisce il contenuto via YouTube, sul divano guardando la televisione con Apple TV. Sono contesti radicalmente diversi, in cui le persone si aspettano modelli di interazione profondamente differenti.

  
Diversi tipi di contenuto per diversi tipi di fruizione: un esempio di un nostro cliente: Olivia e Marino La pianificazione editoriale dei brand deve tenere in considerazione le esigenze delle persone che fruiscono contenuto e fare così in modo che la conversazione che si crea sia ancora più rilevante nella vita delle persone. Le scelte creative, di art direction e di contenuto possono essere pensate oggi con molta più consapevolezza del contesto in cui le persone della community fruiranno il contenuto.

Ecco ciò che può nascere da una magica unione…Benvenuta primavera!

Posted by Fanta on Saturday, March 21, 2015

 
Il contenuto può essere pensato in modo verticale per una community specifica e per una fruizione tramite un canale preciso: un esempio di un nostro cliente, Fanta Il vantaggio della pubblicazione distribuita su più canali, poi, ha un impatto anche dal punto di vista “media”: le performance di diffusione dei post video “nativi” rispetto ai link sono molto più forti, anche grazie alle caratteristiche delle piattaforme (ad esempio autoplay per Facebook o per Instagram). Non dimentichiamo però che una pubblicazione distribuita e “nativa” è possibile anche su YouTube: soprattutto per contenuti pensati per chi utilizza il social network video di Google come canale di scoperta contenuti e fruizione diretta. Vanno poi considerate le numerose possibilità creative differenti e specifiche fornite da tutte le piattaforme, tra cui anche YouTube come le nuove “card” interattive introdotte all’interno dei video o per casi in cui il video non può che vivere nella piattaforma, per la modalità espressiva che lo caratterizza.

Un esempio di utilizzo creativo delle funzionalità del canale YouTube, con relativo “bahind the work”: Honda Type R In altre parole: a guidare la scelta del canale non è più principalmente la tecnologia (ormai disponibile trasversalmente su tutti i canali), ma le persone e il proprio modo di entrare a contatto e interagire con il contenuto.

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Facebook si evolve: le principali novità dall’F8 di San Francisco

di Luca Malgara

Ieri, durante il primo giorno di F8, la conferenza degli sviluppatori annuale di Facebook, sono state annunciate numerose novità sull’evoluzione del social network. Vediamo le principali.

Facebook Messenger App
Le prime interessanti novità riguarda Messenger: l’app di messaggistica di Facebook si aprirà agli sviluppatori, permettendo l’integrazione di numerose app (come ad esempio Giphy, app per la ricerca di GIF sul web) per la creazione di nuovi modi per condividere contenuti.

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Non solo maggiore interazione tra gli utenti: Facebook punta anche a utilizzare Messenger per reinventare la comunicazione con le aziende. Attraverso Messenger sarà possibile infatti fornire assistenza clienti grazie all’integrazione di tool già esistenti di customer care oppure consentire di modificare, monitorare, o restituire il vostro ordine online (su cui sta lavorando con una prima serie di partner, tra cui Everlane e Zulily).

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Un nuovo sistema di commenti in real time
La seconda novità riguarda l’introduzione di un nuovo sistema di commenti che permetterà di visualizzare in tempo reale i commenti che appaiono sia sulle pagine web dove sono consentite le interazioni con Facebook sia quelli condivisi sulle pagine.

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L’unificazione dei commenti su entrambi i siti che li utilizzano e le loro pagine dovrebbe aiutare i gestori di piattaforme di social a monitorare le conversazioni più facilmente, aiutando ad esempio ad affrontare alcune delle lamentele che le persone fanno in luoghi diversi. I nuovi strumenti di commento sono attualmente in fase di test con Huffington Post, BuzzFeed.


I video Facebook ovunque
Vuoi caricare un video su Facebook, ma lo vorresti anche sul tuo blog? In generale, questo significava caricarlo una volta su Facebook e una volta su piattaforme come YouTube. Ora avrete solo bisogno di Facebook, incrementando quindi la possibilità di visualizzazioni dei propri video.Schermata 2015-03-26 alle 11.48.44
Facebook ha infatti introdotto la possibilità di incorporare i video di Facebook su altri siti web. Sarà sufficiente cliccare sul pulsante “embed”, ottenere un codice e incollarlo sul proprio blog o altri siti, come avviene già con YouTube. Questa piccola, ma intelligente mossa, mostra come il contenuto video acquisisca sempre più un ruolo importante nelle strategie di Facebook.


Nuovi formati video
Video immersivi che consentiranno di avere una visione “a 360 gradi” di luoghi reali come in un videogioco in 3D. Questa è una delle altre novità di Facebook relative ai video che potranno apparire nel newsfeed. Per la versione di prova del servizio sono state scelte Venezia e Riomaggiore nel quale l’utente «naviga» tra le strade come se fosse teletrasportato e passeggiasse.
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Zuckerberg ha spiegato che questi video consentiranno all’utente di muoversi nel video e vederlo da punti di vista differenti.  I video immersivi, sono solo il primo passo di Facebook nel mondo della realtà virtuale. Seguiranno infatti i video “sferici”, grazie alle tecnologie di Oculus Rift, azienda produttrice di occhiali per i videogiochi in 3D.



LiveRail
Lo scorso anno, Facebook ha acquistato LiveRail, un sistema che riempie lo spazio pubblicitario all’interno di applicazioni e siti al miglior offerente. Da ieri sono state apportate due modifiche: supporteranno annunci display mobile oltre al video, e sarà in grado di attingere a un pool di dati anonimi di Facebook per determinare quale annuncio mostrare.

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Analytics per le App
Facebook sa molto circa gli utenti delle loro applicazioni. Ora vogliono aiutare gli sviluppatori a capire chi sta usando le loro applicazioni. La maggior parte delle persone che giocano il gioco è di target femminile? Sono adolescenti? Chi spende i soldi con per quel gioco specifico? La nuova piattaforma di analisi di Facebook aiuterà a capirlo meglio.

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I cambiamenti introdotti da Facebook sono molti, in alcuni casi piccole novità, in altri casi invece aree di sviluppo con un altissimo potenziale per i brand. Ma soprattutto il più grande messaggio è la crescita sempre più significativa di Facebook come un vero e proprio ecosistema di canali che va a coprire una gamma delle esigenze delle persone molto varia, focalizzandosi sulla conversazione e le sue sempre più numerose sfaccettature “social”.

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