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Buon mercoledì a tutti, per la 159esima volta siamo felici di condividere con voi la rassegna settimanale delle notizie più interessanti legate ai social media, al marketing ed alla comunicazione. Questo mercoledì è – per molti – particolarmente atteso, perché precede un periodo di vacanza che una volta tanto il calendario concede. Ah, mancano 250 giorni alla fine dell’anno (ndr).
Un tweet fa tremare la Casa Bianca, e i mercati

È bastato questo tweet a far tremare Dow Jones. Si è trattato, ovviamente, di un hack subito dall’account Twitter di Associated Press, che si è affrettata a smentire la notizia ed a comunicare l’attacco subito, ma i mercati hanno reagito immediatamente: 2 minuti sono stati sufficienti a bruciare più di 136 miliardi di dollari (sì, avete letto bene, miliardi).

Qui potete leggere i dettagli di ciò che è successo, ma la considerazione che ci impone quanto accaduto è legata, ancor prima che alla sempre maggior importanza dei social media oggi, al ruolo sempre più centrale che deve svolgere un supporto umano a ciò che viene monitorato da tool di ascolto della rete. In questo caso è stato sufficiente che l’algoritmo identificasse il tweet di Associated Press come critico, per provocare un terremoto tra i trader. Lo stesso discorso, in scala ovviamente ridotta, potrebbe essere portato su qualsiasi brand e sulla sua reputazione: è per questo motivo che riteniamo la componente umana fondamentale nel nostro lavoro di ricerca, monitoraggio e analisi delle conversazioni, e siamo certi che sarà sempre più questo il valore aggiunto, che può supportare l’attività svolta dagli strumenti scelti.
Facebook lancia un nuovo layout per le Facebook Page, da mobile
Più di 680 milioni di persone accedono ogni mese a Facebook utilizzando smartphone e tablet, e, come Zuckerberg ha ribadito diverse volte, la direzione di Facebook è sempre più quella di offrire un’esperienza che permetta di vivere in modo continuo la fruizione, a prescindere dal dispositivo utilizzato. Il lancio di Facebook Home, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa, va proprio in questa direzione, così come l’annuncio di ieri: le Facebook Page, fruite da mobile, avranno un nuovo design.

Le maggiori novità riguardano la disposizione delle informazioni della pagina ed il modo in cui vengono presentate le call to action alle persone. Sarà anche più semplice la gestione delle pagine da parte degli amministratori, utilizzando dispositivi mobile, ma per leggere nel dettaglio tutti i cambiamenti introdotti potete leggere l’annuncio direttamente da qui.
Fruizione di contenuti: Digital vs Traditional
Uno studio di GlobalWebIndex racconta quali sono le differenze, in termini di tempo speso, tra accesso ai media tradizionali rispetto a quelli digitali. Emergono alcuni trend molto interessanti, che chiunque lavori in ambiti vicini al marketing ed alla comunicazione non può ignorare, e che devono per forza di cose essere osservati con occhi sempre più attenti anche dai brand.

Lo scenario italiano è allineato con la media globale quando si tratta di media tradizionali, mentre dimostra una minor esposizione ai contenuti digitali (poco più di 5 ore, contro le quasi 6 della media globale). Qui trovate lo studio completo.
Mobile ads per Tumblr
Tumblr sta crescendo molto rapidamente, e con più di 104 milioni di blog attivi e 30 milioni di visitatori al mese(Marzo 2013) è una piattaforma sempre più interessante anche per i brand, come dimostra anche la presenza di GE, Warner Bros, ABC o di Adidas (per cui abbiamo lavorato al lancio di adidasfootball.tumblr.com e myformula.tumblr.com).

È di poche ore fa la notizia che Tumblr ha iniziato il rollout di un nuovo sistema di ads, integrato nello stream di chi fruirà della piattaforma da iOS o Android. È la prima volta dal 2007 che l’advertising viene portato nello stream degli utenti (fino ad oggi era possibile spingere i propri contenuti attraverso Radar, che li inseriva in una sezione dedicata).

Secondo quanto riporta AdAge, gli utenti visualizzeranno un massimo di 4 ads al giorno, e li potranno riconoscere da un’icona rappresentante un dollaro in alto a destra del contenuto.
Più di un terzo dei link condivisi via Twitter sono immagini
Che le immagini siano i contenuti che aiutano maggiormente a coinvolgere le persone è cosa risaputa e testimoniata da molti studi, ma l’infografica pubblicata da LTU Technologies ci dice qualcosa di più, evidenziando il tipo di link maggiormente condivisi attraverso Twitter. Sapete, vero, qual è il tweet più popolare di sempre?
Four more years. twitter.com/BarackObama/st…
— Barack Obama (@BarackObama) November 7, 2012
Tra i link più condivisi le immagini coprono il 36% del totale, seguite molto da lontano da tutti gli altri tipi di contenuti.

E quali sono i brand e le categorie di prodotto più condivise?

Qui trovate l’infografica completa, che racconta altri fatti interessanti sulle tipologie di contenuti condivisi.
Il 26% dei consumatori pubblicano recensioni e commentano prodotti via mobile
Come riporta infatti eConsultancy – citando uno studio di Reevoo (effettuato sui website di Currys e PcWorld), a Settembre 2011, questa percentuale non toccava il 10% (precisamente l’8%), mentre oggi sono più di 1 su 4 le recensioni pubblicate utilizzando un dispositivo mobile.

Quello che emerge da questo studio è che non soltanto la diffusione di smartphone e tablet ha cambiato le abitudini di utilizzo del web per le persone, ma ne ha completamente influenzato anche il modo di interagire con i brand e con altre persone con cui desiderano scambiare opinioni e ricevere consigli.
È importante per i brand dimenticare l’assunto “mobile first”, e pensare ad un’esperienza continua tra mobile e non-mobile, proprio come quella che le persone stanno già vivendo: un approccio che imponga una strategia mobile prima di quella “tradizionale” sottintende che ci si stia riferendo a due diversi paradigmi, e non dev’essere così se si desidera offrire un’esperienza rilevante alle persone che interagiscono con il proprio brand.
Le esperienze di customer service influenzano altre persone nell’88% dei casi
È soltanto uno dei dati che emerge da uno studio condotto da dimensionalresearch.com e che ZenDesk ha pubblicato in forma di infografica. Interessante è anche il dato riguardante la differenza tra propoensione a condividere con la propria cerchia di contatti – o pubblicamente – esperienze di customer service negative rispetto a quelle positive.

I social media giocano, ovviamente, un ruolo primario nella condivisione di questo tipo di contenuti, ed è quindi sempre più importante per i brand tenerlo in considerazione: il 58% degli intervistati ha infatti dichiarato di essere molto più propenso a raccontare e condividere la propria esperienza rispetto a 5 anni fa.

È evidente come questa sia da una parte una potenziale criticità per le marche, dall’altra una grande opportunità di entrare in contatto e valorizzare il rapporto con i propri consumatori più entusiasti e soddisfatti.
Poche ore fa, Facebook ha presentato Facebook Home, una novità molto interessante. Si tratta di un gruppo di applicazioni pensato per mettere le persone al centro dell’esperienza mobile. Una delle caratteristiche principali la personalizzazione della schermata visibile quando lo schermo non è ancora stato sbloccato: durante la presentazione di ieri, Zuckerberg, ha dichiarato che mediamente guardiamo il “lock screen” 100 volte al giorno.
Perché non utilizzare la schermata che si vede più spesso quindi per dare visibilità a ciò cui teniamo di più? I nostri amici, le nostre connessioni e le nostre conversazioni. Attraverso Facebook Home, il più grande social network del mondo non si propone di diventare un sistema operativo mobile per essere sempre presente nell’esperienza delle persone. Fa un passo ancora più importante: si pone come primo elemento dell’esperienza mobile, prima di tutto il resto.
Un’altra funzionalità importante è quella di Chat Heads: una soluzione che permette alla chat di Facebook di comparire durante l’utilizzo di altre app, attraverso i volti delle persone che parlano con noi: compaiono quando ci parlano.
Facebook Home presenta anche una soluzione per mostrare le notifiche di Facebook più rilevanti e un “app launcher” per gestire le proprie applicazioni.
In una intervista a Wired, Zuckerberg ha dichiarato, riguardo Facebook Home:
Facebook occupa una posizione interessante a livello mobile. Non siamo un sistema operativo, ma non siamo solo una app. Su Facebook le persone passano il 23% del tempo speso sugli smartphone. Le applicazioni che vengono dopo Facebook sono Instagram e Google Maps, che sono al 3%. Durante gli ultimi 18 mesi, ci siamo concentrati nel costruire versioni migliori delle nostre app mobile. Ma il design era ancora molto vicino a ciò che avevamo nella versione desktop. Sapevamo di poter fare meglio.
La soluzione oggi è solo per Android e non è facile immaginarsi come politicamente sia possibile integrarla in iOS, considerato l’approccio di Apple alla supervisione di tutta la user experience, ma si intravedono già alcune potenzialità molto importanti:
- Facebook lavora sempre di più sulla propria mission: mantenere tutti in contatto con le conversazioni, gli interessi e le persone più importanti in ogni momento della propria vita;
- Facebook Home non mostrerà “ads” come li immaginiamo oggi (almeno inizialmente, stando alle dichiarazioni di Zuckerberg);
- La nuova soluzione sarà un punto di contatto importante per le persone con tutto ciò che è importante per loro. Solo i brand che riusciranno a essere più rilevanti e a costruire una community coinvolta potranno partecipare a un’esperienza così pervasiva nella vita delle persone;
Qual è chiave per le marche che desiderano attivare una relazione rilevante e diretta con le persone, anche in un contesto così integrato con ogni momento della nostra vita? Mantenere un alto livello di engagement, sviluppando contenuto con un targeting molto preciso, per nicchie, con un forte peso alla componente creativa e visiva sarà molto importante nella conversazione tra brand e community. Le componenti di analisi, di strategia e di creatività applicate alla conversazione e ai social media sono, in questo senso, ancora più importanti.
Mercoledì Social #155
Bentornati al consueto appuntamento settimanale con il Mercoledì Social. Anche questa settimana è stata molto ricca di novità provenienti dal mondo social. Vediamole nel dettaglio!
Facebook lancia un’interessante novità
Era nell’aria da qualche mese il lancio di questa nuova feature da parte di Facebook: la possibilità offerta agli amministratori della fan page di intervenire in maniera diretta e personale nelle conversazioni che si sviluppano sulle pagine. Nello specifico le threaded replies consentono di inserire una risposta all’interno di un commento postato da un utente, rendendo sempre più personale il contatto tra azienda e fan soprattutto in ottica customer service. Una feature molto attesa dalle aziende che così hanno a disposizione un nuovo strumento per interagire in maniera ancora più efficiente con i propri fan. Perché questa funzionalità è molto importante? Consente di mantenere un livello di engagement elevato sulle singole conversazioni e soprattutto consente ai brand di fornire assistenza in modo più diretto e personale.
Ecco un esempio di come funzioneranno le threaded replies:
L’importanza dei social influencer
Obizmedia – utilizzando i dati di Technorati 2013 – ha creato un’interessantissima infografica sull’effettiva possibilità per le aziende di riuscire ad ingaggiare i maggiori social influencer, sfruttando così il word of mouth generato sui loro blog/siti personali. Gli influencer sono quelle persone che in rete hanno un grande seguito e godono di una buona reputazione, riuscendo così ad influenzare le altre persone, magari in una decisione d’aquisto. Da qui si evince l’importanza strategica per le aziende di tenere in considerazione gli influencer più in linea con le esigenze dei brand.
Qui potete trovare l’intera infografica.
Quali sono i principali obiettivi nel Social Media Marketing?
Ascend2 con una ricerca condotta nel febbraio 2013 rivolta alle aziende B2B e B2C – e ripresa da emarketer – ha chiesto ai direttori marketing quali sono gli obiettivi da raggiungere grazie alle strategie sui social media. Come si può notare dall’immagine qui sotto, possiamo notare che l’engagement è al primo posto tra i focus di investimento delle aziende sui social network. I brand stanno dimostrando di volersi avvicinare alle persone e i social media sono il luogo ideale. È interessante notare come i due mondi B2B e B2C, spesso piuttosto distanti uno dall’altro, quando si parla di Social Media risultano tatticamente quanto mai vicini abbandonando le classiche regole del marketing tradizionale.
100 milioni di blog per Tumblr!
Come già riportato in un precedente post sul nostro blog, Tumblr continua a sfornare numeri impressionanti. Merita quindi una piccola menzione anche in questo appuntamento. È recente la notizia che annuncia il superamento dei 100 milioni di blog presenti sulla piattaforma di David Karp che fa quindi segnare un netto +3 milioni di blog nell’arco di due settimane. Visto il trend in continua ascesa Tumblr si conferma un’ottima piattaforma per quelle aziende che si rivolgono in particolare ad un target più giovane.
I social media e il lavoro
Passiamo adesso ad un’interessante ricerca realizzata da Adecco Italia – agenzia leader nel mercato del lavoro – con la quale siamo lieti di collaborare qui in We Are Social. Lo studio, dal titolo “Il lavoro ai tempi del #socialrecruiting e della #digitalreputation”, ha evidenziato alcune tendenze nell’utilizzo dei social media per la ricerca e offerta di lavoro. Agli intervistati – jobseeker e responsabili HR – è stato chiesto, tra l’altro, quali sono i social media che utilizzano di più, sia a livello personale che per finalità lavorative, e in che modo li utilizzano. Vediamo insieme alcuni dei dati più interessanti del sondaggio:
- il 94% dei selezionatori utilizza i canali online come Azienda, cioè per cercare nuovi candidati. Nel dettaglio LinkedIn si conferma come il social più utilizzato (41%) per ricercare talenti
- il 53% dei candidati utilizza i canali online per cercare lavoro
Quali sono invece le motivazioni che spingono entrambi le categorie di intervistati ad utilizzare i canali online?
- il 16% dei responsabili HR utilizza i canali online “per verificare i CV” e “allargare il bacino dei candidati”
- il 44% dei candidati utilizza i canali online per “trovare più offerte di lavoro sulle pagine aziendali” e il 28% “per dare visibilità al mio CV”
Un altro dato da sottolineare riguarda quel 34% di selezionatori che hanno assunto un candidato utilizzando i social network. Come evidenzia questa ricerca, i social media hanno una rilevanza sempre più importante nella ricerca di lavoro: prestare cura alla propria reputazione online può fare la differenza per le persone che si candidano per una posizione lavorativa.
Google mobile-first strategy
La fruizione di contenuti da mobile è sempre più diffusa tra i web users. Tante persone accedono ai social network o navigano in rete attraverso smartphone o tablet. Google sembra aver previsto questo trend già da molti anni, e come dimostra questa infografica quasi tutti i servizi che Big G offre sono ottimizzati anche per il mobile: dalle app all’advertising fino al mobile content – con Youtube e Google Play. Questa tendenza rappresenta un’opportunità anche per quelle aziende che vogliono sperimentare nuovi canali di comunicazione dei loro prodotti o servizi.
Anche per questa settimana siamo giunti alla termine di questo appuntamento. Alla prossima per altre interessanti news! E non dimenticate di dire la vostra nei commenti ![]()
Buongiorno a tutti e benvenuti al 153° appuntamento con il nostro Mercoledì Social. Sono diverse le news uscite negli ultimi giorni che andremo ad approfondire insieme. La notizia che ha fatto il giro del mondo nei giorni scorsi, riguarda il rollout del nuovo newsfeed da parte di Facebook, già definito come uno dei cambiamenti più interessanti degli ultimi anni da parte del social del buon Zuck.
Ma gli altri social, come Pinterest o Tumblr, non stanno certo a guardare, e annunciano importanti cambiamenti con l’obiettivo di offrire nuove opportunità per brand e utenti. Ma partiamo subito con la nostra rassegna!
Pinterest lancia (finalmente) gli analitycs
Dopo il lancio dei profili business di qualche mese fa, ieri Pinterest ha annunciato tramite il suo blog il rollout degli analytics per tutti quei profili che hanno un sito certificato sulla piattaforma.
Una notizia tanto attesa da tutti quei brand che, pur avendo intravisto le opportunità che Pinterest offre, fino ad ora hanno preferito non investire sul social di Silbermann proprio perché mancavano gli strumenti per misurare i risultati della propria attività.
Ecco alcune parole riportate sul blog di Pinterest che ben sintetizzano l’obiettivo di questa nuova feature:
Cos’è possibile misurare adesso? Vediamolo insieme:
- quante persone hanno “pinnato” contenuti da un sito;
- quante sono state le visualizzazioni in merito a questi pin;
- quante persone hanno visitato un sito arrivando da Pinterest.
Questi dati sono fondamentali per capire cosa sta funzionando o meno in una strategia. Capire quale contenuto è stato più apprezzato rispetto ad un altro, può aiutare un brand ad apportare maggiore valore alla propria community. Siete d’accordo con me? Inoltre, credete che questa mossa possa dare un’ulteriore spinta alla crescita di Pinterest?
Tumblr lancia il mobile advertising
Ecco l’altra importante notizia di cui vi parlavo prima. Tumblr – che sembra stia allargando sempre di più le sue fila grazie all’appeal che ha sui giovani – è pronto ad offrire ai brand la possibilità di promuovere i propri post o blog tramite l’app mobile. Un’opportunità non da poco, se pensiamo all’importanza che le applicazioni hanno nella fruizione di informazioni da parte di milioni di persone – di questo parleremo tra un po’.
Il founder David Karp continua quindi la sua strada verso la monetizzazione della piattaforma. E i dati sembrano dargli ragione: più di 97 milioni di blog aperti, per un totale di 44,6 miliardi di post. Certo, Tumblr non potrà mai competere con Facebook – e credo non sia questo il suo obiettivo – ma certamente si sta ritagliando un ruolo di tutto rispetto nel social web, dando vita ad una propria identità che lo differenzia da tutti gli altri competitor. Secondo voi, qual è il principale rivale di Tumblr nel social web?
Meglio un mobile site o un’app?
Riallacciandoci a quanto detto poco fa – e cioè che le app hanno una rilevanza sempre più importante nella fruizione delle informazioni da parte delle persone – una ricerca condotta da Compuware e ripresa da Econsultancy, dimostra come gli utenti preferiscono utilizzare le app più che i siti mobile (the web is dead?!). Per quale motivo? Ecco i risultati:
Come evidenzia lo studio, le persone preferiscono le app perché sono più veloci e offrono una user experiene migliore – lo conferma quel 55% che le ritiene più utili. Questi dati sembrano indicare la strada non solo per le grandi aziende, ma anche per quei piccoli o medi brand che vogliono implementare dei nuovi canali per offrire i loro servizi/prodotti – come appunto le app.
The state of social ads
Nel corso degli ultimi anni, gli investimenti in advertising online sono cresciuti in maniera esponenziale. I brand intravedono un’opportunità nel poter promuovere i propri prodotti/servizi attraverso i social network, dove le dinamiche pubblicitarie non si basano sull’interruzione dell’esperienza utente. Le aziende hanno invece la possibilità di partecipare alle conversazioni che si attivano tra le persone, apportando valore attraverso contenuti di valore.
Questa infografica - realizzata da Uberflip - sullo stato dei social ads sembra confermare quanto appena detto:
Le aziende credono in queste forme di advertising perché consentono una targettizzazione tale da trasformare un messaggio push – che potrebbe risultare invadente in altri contesti – in un contenuto di valore per le persone alle quali è indirizzato.
Ma vediamo insieme i risultati più interessanti di questa ricerca:
- Facebook, Twitter e LinkeIn sono rispettivamente le piattaforme più utilizzate per i social ads;
- In totale sulle tre piattaforme ci sono stati investimenti per circa 5,5 miliardi di dollari;
- Tra i top advertiser ci sono AT&T, Inc, Microsoft, Just Faboulus, Disney e Amazon.
Qual è la vostra opinione su questi dati? Credete anche voi che queste forme di advertising possano apportare benefici sia alle aziende che alle persone? Ditecelo pure nei commenti.
YouTube One Channel
Qualche giorno fa, YouTube ha annunciato il lancio del nuovo look per tutti i canali. Questo restyling consente di ottimizzare la visualizzazione dei canali su qualsiasi schermo o device. La novità più interessante? A mio avviso, la possibilità di utilizzare un video come trailer da mostrare a tutti coloro che arrivano sul canale, ma non sono ancora iscritti. Vi lascio questo video che vi aiuterà a scoprire maggiori dettagli su questa interessante novità lanciata da YouTube:
E con questo è tutto. Ci vediamo la prossima settimana con nuovo appuntamento del mercoledì ![]()
Facebook ha annunciato il rollout (che sarà disponibile per tutti gli utenti durante le prossime settimane) del redesign del News Feed.
Si tratta di un cambiamento che va molto oltre alla semplice rivisitazione del layout del luogo in cui le persone trascorrono la maggior parte del tempo quando accedono a Facebook.

L’obiettivo dichiarato da Zuckerberg è quello di creare un’esperienza sempre più immersiva e personalizzata per le persone diventando un vero e proprio giornale su misura, anzi “the best personalised newspaper in the world”: permettere alle persone di essere certe di trovare i contenuti importanti per loro, questo è in sostanza quello che Facebook intende ottenere con le novità introdotte ieri.
Rich Stories
Fino a ieri Facebook ha dato enorme centralità ai contenuti testuali, pur comprendendo l’importanza delle immagini ed il loro impatto a livello emozionale (come testimonia anche la – non esattamente economica – acquisizione di Instagram). Da oggi il News Feed darà enorme spazio alle immagini, che – come dichiarato da Zuckerberg – costituiscono ormai più del 50% dei contenuti del Feed delle persone.

Interessante in questo senso la considerazione di Josh Bernoff – autore di Groundswell – che definisce il redesign come un tentativo di avvicinarsi all’esperienza di Tumblr (e Google+, aggiungo io).
My take: Facebook is redesigning itself to be Tumblr. nytimes.com/2013/03/07/tec…
— Josh Bernoff (@jbernoff) March 7, 2013
Questa, a livello visivo, è sicuramente la novità più impattante, e sarà fondamentale per i brand riuscire ad essere rilevanti, offrendo contenuti che sappiano guadagnare l’attenzione delle persone: la sfida per le marche sarà quella di offrire un’esperienza che immerga le persone in ciò che vogliono comunicare, proprio perché l’impatto di contenuti di scarsa qualità sarebbe ancora più evidente ora per gli utenti.
Choice of feeds
Parliamo di News Feed, ma è – da oggi – più corretto di parlare di News Feeds: le persone avranno la possibilità di scegliere di fruire di informazioni tra diversi feeds. Gli utenti avranno sostanzialmente un maggior controllo su ciò di cui vorranno fruire e potranno scegliere se filtrare i contenuti tra:
- All Friends Feed (i post di tutti i loro amici)
- Music Feed (che mostrerà i contenuti pubblicati degli artisti musicali che le persone seguono, ma anche quello che stanno ascoltando i propri contatti o i concerti in programma)
- Photos Feed (consente alle persone di vedere, in un unico stream) tutte le immagini pubblicate da amici e pagine che si seguono)
- Following Feed (mostra tutto ciò che viene condiviso dalle pagine di cui le persone sono fan)

L’idea di Zuckerberg è quella di continuare a consentire alle conversazioni di brand, amici e familiari di vivere nello stesso luogo, immergendo le persone in un’esperienza a 360°, ma di permettere anche di scegliere visto che – ad oggi – il 25% dei contenuti nel News Feed è condiviso da Facebook Page e non da persone.
Mobile inspired
L’App Mobile di Facebook è da sempre al centro delle critiche degli utenti, ed il fatto che questa volta il redesign sia partito proprio dalla versione per tablet e smartphone testimonia l’impegno del team di Facebook per offrire finalmente alle persone un’esperienza molto simile a prescindere dal tipo di device con cui stanno navigando, creando continuità e spingendole a restare sempre più a lungo all’interno di Facebook.

MA COSA CAMBIA PER I BRAND?
Cambia soprattutto l’attenzione che andrà posta sulla qualità dei contenuti visuali pubblicati. La maggior rilevanza delle immagini offre alle marche di comunicare in modo più impattante e immersivo con le persone, e sarà quindi fondamentale non annoiarle offrendo loro qualcosa di ridondante o di scarso appeal.
L’aspetto visuale impatterà anche sugli Ads, come riporta il MIT Technology Review, e sarà anche in questo caso fondamentale pianificare al meglio che tipo di messaggi targettizzare all’audience corretto. Ora è anche molto più chiara la questione legata alla policy che impone immagini che non contengano più del 20% di testo.

Sarà poi ancora più importante per i brand curare la propria visual identity, utilizzando anche un’immagine di copertina coerente con i valori del proprio business o di ciò che si desidera comunicare: nello stream verrà infatti visualizzata a tutta larghezza la cover image della Facebook Page, e non soltanto la sua immagine profilo o i contenuti condivisi.
Insomma, come dicevo, è molto più di un redesign fine a sé stesso: è sicuramente il cambiamento più rilevante dal lancio della Timeline e sarà fondamentale per le marche essere in grado di essere sempre più attente a ciò che le persone amano e con cui vogliono interagire, proprio per l’opportunità data loro di scegliere che Feed seguire. Anche il livello di frequenza di pubblicazione dei contenuti andrà ora valutato in base al caso specifico, perché nel momento in cui gli utenti vorranno seguire solo il Feed delle pagine che seguono, si troveranno a fruire dei contenuti in ordine cronologico di pubblicazione.
Lascio la conclusione a Jordan Stone, Strategy Director del nostro ufficio di Londra, che sintetizza perfettamente ciò che questo rappresenterà per i brand:
Increased visibility means that brands need to be more relevant than ever. They still need to work hard to make the experience more immersive and engaging. A stream of irrelevant content or ill-conceived sponsored posts will be noticed quickly by consumers.
Chiunque di voi abbia già avuto l’opportunità di provare il nuovo News Feed ci può dire la sua partecipando alla discussione sulla nostra Facebook Page, o condividendo la sua esperienza commentando questo post.
Buongiorno a tutti e benvenuti al nostro TGWAS numero #87, l’unico blog post che fa passare gli effeti negativi dell’hangover e combatte lo stress accumulato durante la settimana! Qualsiasi piano abbiate per il weekend, ritagliate un minuto della vostra giornata per leggerci, non rimarrete delusi.
Investire sugli account Twitter… Sì, ma per gioco!
Non so quanti di voi siano appassionati di stock exchange, borsa e mercati, ma se ci state leggendo sono sicuro che siate invece interessati al mondo dei social media e, probabilmente, dei “cinguettatori” provetti! Per chi vuole divertirsi nel provare a identificare i prossimi trend e gli utenti più seguiti su Twitter nel corso del 2013, segnaliamo TwiDAQ: un simpatico “business” game che vi permetterà di investire in un mercato puramente di fantasia, dove al posto delle azioni di gruppi multinazionali troverete gli account Twitter degli utenti. Chi saranno i protagonisti dei 140 caratteri quest’anno? Se pensate di conoscere la risposta, siete pronti ad investire tutti i vostri dollari virtuali grazie all’app mobile di TwiDAQ! (nota: si tratta di una valuta immaginaria, non di soldi veri… per fortuna!)
Guarda cosa succede in tempo reale su Vine, grazie a Vinepeek
Una delle principali notizie della settimana è stato senza dubbio il lancio da parte di Twitter di Vine, l’app dedicata al social sharing di micro-video da 6 secondi già disponibile in tutto il mondo per iPhone (ne abbiamo parlato di recente nel nostro Mercoledì Social). Com’era prevedibile, gli utenti che l’hanno provata si sono già divisi tra chi è molto scettico sull’utilità concreta dell’applicazione e chi invece non può farne a meno (incluso chi – come il sottoscritto – ha cercato di improvvisarsi documentarista dei poveri, con scarsi esiti artistici). Se siete anche voi incollati da qualche giorno allo schermo dell’iPhone mentre fate tap sullo schermo con la frenesia di un telegrafista del Far West, o se più semplicemente vorreste saperne di più sui contenuti che si possono produrre grazie a Vine, vi segnaliamo Vinepeek, un website di semplice uso sviluppato da PXi Ventures per vedere tutti i contenuti caricati dagli utenti su Vine in tempo reale, e salvare fino a 30 secondi di video (cioè 5 filmati) tra i preferiti. Avete già provato Vine? Segnalateci i vostri video con un commento!
Arriva il Super Bowl, anche sui social media
Se amate lo sport, saprete già che questo weekend negli Stati Uniti gli occhi di tutti saranno puntati sul Super Bowl, l’evento più importante per gli appassionati di football americano che si terrà Domenica 3 Febbraio al Mercedes-Benz Superdrome di New Orleans. Questo evento, al di là della sua importanza per il mondo dello sport, rappresenta di consueto uno dei picchi d’investimento media da parte dei brand attivi nel continente americano, proprio grazie all’attenzione che gli viene dedicata dal grande pubblico. Potevano quindi mancare i social media? Ovviamente no! Se volete scoprire gli account e le pagine da seguire, gli hashtag imperdibili per dire la vostra e i commentatori più attivi online, non perdetevi questa infografica realizzata da Sysomos! Voi per chi tifate, Baltimore Ravens o San Francisco 49ers?
Per vedere l’infografica completa, cliccate qui. Buon weekend!
Eccoci giunti al nostro immancabile appuntamento del mercoledì, vi siete finalmente ripresi dai festeggiamenti di fine anno? Considerato che la risposta sarà molto probabilmente “no”, inizieremo la nostra carrellata di notizie partendo proprio da un festeggiamento 100% social:
LinkedIn raggiunge i 200 milioni di utenti
Il famoso network dei lavoratori vanta ormai una media di 2 nuovi iscritti al secondo, ovvero ben 172.800 utenti ogni giorno! Pensate che dal 2011 ad oggi, LinkedIn è cresciuto di ben 13 milioni di utenti. Volete sapere quali sono i paesi più “LinkedIn” del mondo? US in testa con 74 milioni di utenti, seguiti da India e UK (11 milioni di utenti ciascuno). L’Italia non si contraddistingue per la sua presenza sul canale ma spicca ai primi posti per l’ampio utilizzo dell’APP Mobile, a conferma della forte ascesa della fruizione “on the go” del Web nel nostro paese.
Per tutti coloro che ancora non sono su LinkedIn, ricordatevi: ogni secondo che esitate a iscrivervi ci sono 2 persone che decidono di farlo!
Twitter si vuole “motorizzare”
Siamo ormai tutti consapevoli dell’enorme flusso di informazioni che transita su Twitter…i suoi sviluppatori si sono dunque chiesti: “Perché non farlo diventare un potente aggregatore di notizie?”. Poco tempo fa vi abbiamo parlato delle “Social Network Wars“, e questa sarà la battaglia di Twitter contro niente di meno che Google News! L’obiettivo di Twitter è infatti quello di ottimizzare la propria capacità di classificare le informazioni, avvalendosi del contributo di alcuni soggetti che saranno preposti a questa attività. Si andranno quindi a perfezionare ed integrare le analisi dei picchi di ricerca, che fino ad ora venivano fatte esclusivamente mediante sofisticati algoritmi.
La cosa più interessante è che questi sviluppi avranno un impatto notevole anche sugli ADS gestiti da Twitter: una migliore comprensione delle conversazioni generate sul canale consentirà infatti a Twitter di proporre contenuti “promozionali” nel luogo e nel momento più opportuno. Gli utenti saranno così più soddisfatti nel vedersi proporre ADS in linea con le ricerche effettuate, mentre i Brand potranno contare su un maggiore engagement delle proprie campagne pubblicitarie. Insomma, dove non arrivano le “macchine” arrivano le menti…e a quel punto anche un colosso come Google può tremare!
Facebook non è sempre il leader
Già che siamo in tema di “guerre”, proseguiamo in questa direzione allargando l’osservazione ai social network nel mondo. A partire dal 2008, con l’esplosione di Facebook, sono sorti numerosissimi social network ma soltanto pochi (molto pochi) sono poi riusciti a sopravvivere nel tempo: nel 2009 i principali social network erano 17, sono diventati 14 nel 2010, 11 nel 2011.
Ad oggi, i sopravvissuti si sfidano per cercare di conquistare i territori ancora scoperti e sebbene Facebook sia in vantaggio su tutti, la battaglia è ancora aperta. Nel paese più grande e in quello più popoloso del mondo, ovvero in Russia ed in Cina, ad esempio, Facebook non è il social network principale sebbene il colosso stia cercando di espandersi proprio in quelle aree. Cosa preferiscono dunque i Cinesi? QZone. E i Russi? Odnoklassniki e Vkontacte; quest’ultimo in particolare rappresenta la minaccia principale per Facebook, non tanto per l’aspetto grafico (piuttosto simile a quello del competitor) quanto piuttosto per la sua funzionalità in più lingue (tra cui anche l’italiano) e per la sua dimensione: è il più grande network europeo, con più di 100 milioni di iscritti. Chi vincerà dunque questa guerra digitale?
Tecnologiche sì…ma poco “social”
Una recente ricerca di EML Wildfire ha messo in luce il fatto che le principali aziende operanti nella tecnologia in UK (si spazia dal mondo dei software, ai media tradizionali, al Web…) non sanno ancora fare un buon uso dei social network. Strano a dirsi, trattandosi di aziende all’avanguardia, eppure è proprio così, vediamo più in dettaglio:
- Twitter: è ormai evidente il forte potenziale del canale nel consentire ai Brand di comunicare con gli utenti, coi media e con le altre aziende; eppure soltanto il 24% delle migliori aziende “tech” dimostrano di saperlo sfruttare. Il 46% delle aziende analizzate, infatti, usa Twitter come one-way channel…come se fosse un media tradizionale. Non è finita: solo il 4% offre customer service tramite il canale e solo il 12% lo sfrutta per attività di recruitment.
- Facebook: sul colosso dei social network le cose vanno ancora peggio perchè solo una delle 50 aziende analizzate dimostra di avere una Pagina realmente “attiva”, mentre solo il 38% usa il canale per attività di engagement rivolte a clienti e altri media.
- LinkedIn: anche questo canale non viene sfruttato al meglio in quanto solo la metà delle aziende “tech” hanno impostato dei newsfeed in cui dettagliare le proprie attività o notificare le ricerche di nuove figure professionali.
- Google+: solo il 42% delle aziende possiede un proprio Account sul canale; inoltre, meno della metà di queste sono “attive”. Meritano tuttavia una considerazione a parte (con relativa nota di merito) le aziende B2C: il 66% di queste è presente sul canale e il 38% tenta di mantenere una relazione con la propria user base.
Volete sapere come se la cavano le aziende “tech” italiane (o la vostra azienda) sui social network? Se vi interessa avere le idee chiare e fare il punto della situazione, non avete che da chiedercelo.
Se hai troppi preferiti, non hai un preferito
A tutti coloro che sono soliti praticare il microblogging, sarà sicuramente capitato almeno una volta di segnare come “preferito” un Tweet, oppure di ricevere un “preferito” da parte di altri per un proprio Tweet. Una recente analisi di Business Insider ha messo in evidenza che negli ultimi 2 anni l’uso dei “preferiti” ha avuto una crescita esponenziale.
La ragione di questo va cercata nel cambiamento adottato da Twitter nel recente passato, ovvero quando le interazioni di ogni Account sono state racchiuse nella sezione “@” (“connetti”). Così facendo, il “favoriting” che fino ad allora era rimasto un’attività privata, è diventato più pubblico perché la sua consultazione è stata resa facile ed immediata. C’è chi dice che i “preferiti” di Twitter corrispondono ai “likes” di Facebook e che pertanto nel prossimo futuro non verranno più notificati solo i “preferiti” ai propri Tweet ma bensì anche quelli espressi dalle persone “followed” rispetto ai Tweet di altri. Non è possibile prevedere il futuro, ma possiamo sicuramente trarre degli insegnamenti da questo fenomeno:
- Occorre fare un buon uso dei “preferiti” perchè il loro effetto è ben diverso da quello dei “likes”; i “preferiti” che esprimiamo infatti rimarranno per sempre (ben visibili) tra le sezioni che compongono il nostro profilo, come se fossero il nostro biglietto da visita. Non sarebbe quindi meglio se la lista dei Tweet “preferiti” fosse ben curata e contenuta?
- I cambiamenti, anche minimi, nelle funzionalità e nella struttura di un social network possono indurre gli utenti a cambiare anche radicalmente il loro modo di utilizzare il canale stesso. Allo stesso modo può però succedere che un social network cambi in funzione delle esigenze degli utenti; per questo motivo è fondamentale effettuare un monitoraggio costante dell’evoluzione dei social network, che deve però essere analizzata in relazione all’evoluzione degli utenti che lo popolano.
Grazie a tutti per averci seguito fino a qui e arrivederci al prossimo post!
Buongiorno a tutti e benvenuti al nostro Mercoledì Social di S.Stefano, l’unico che arriva direttamente dopo la stella cometa! Diamo il via alla nostra carrellata di news dal social web per smaltire i bagordi natalizi, che ne dite?
Tumblr e le nuove app ottimizzate per tablet
Quanti di voi hanno ricevuto un tablet in regalo a Natale? E quanti invece, tra quelli che ne hanno già uno, hanno approfittato di questo device per sottrarsi alla noia di pranzi/cene in famiglia al primo momento di distrazione del parentado?
Ebbene, se amate Tumblr quanto lo amiamo noi in We Are Social sarete felici di sapere che il social network ha rilasciato un’ottimizzazione della sua app per iPad, preceduta a breve distanza dal primo rilascio di un’app per i tablet Android. Queste app miglioreranno l’esperienza della fruizione di contenuti visivi da parte degli utenti iOS/Android: una scelta che conferma l’attenzione di Tumblr per le esigenze di chi si connette da mobile, in un contesto web e – soprattutto – social web, dove sono sempre di più smartphone e i tablet a farla da padroni!

Facebook aggiorna la sua policy sulle cover photo delle pagine
Il colosso di Palo Alto ha da poco aggiornato le sue guidelines sulla gestione delle pagine, inserendo una definizione più netta di ciò che è possibile fare o non fare con la propria cover photo in termini di contenuto e elaborazione grafica. Queste guidelines diventeranno effettive, pare, a partire dal Gennaio 2013, con addirittura una serie di controlli da parte di Facebook stesso sul rispetto della policy. In particolare, le copertine NON potranno contenere:
- Testi che occupino più del 20% della superficie totale della cover;
- Info su prezzi o acquisti (es. indicazioni su eventuali sconti);
- Informazioni di contatto, come link a website o indirizzi e-mail, da inserire invece nella sezione About;
- Riferimenti ad azioni di Facebook da condurre sulla pagina (quindi no a “Like”, “Condividi”, etc.);
- Call To Action (es. “Dillo ai tuoi amici”) o elementi grafici che invitino ad azioni specifiche (es. frecce);
Augurando buon lavoro a tutti coloro che dovranno rivedere la propria cover photo, vi ricordiamo inoltre che la regola sul testo “che occupi meno del 20% dell’immagine totale” si applicherà anche ai contenuti visivi che saranno oggetto di sponsorizzazione nel newsfeed degli utenti (Promoted content), i quali però potranno contenere CTA e informazioni d’acquisto.
Il 2012 di YouTube con le social news
Sono sicuro che se chiedessi a quale canale vi siete rivolti nel corso di quest’anno per essere aggiornati su quello che succede nel mondo, la stragrande maggioranza risponderebbe Twitter e.. YouTube! Il network video più famoso del mondo ha dedicato ai principali momenti in tema “news” di quest’anno un’infografica che celebra i volumi di traffico raggiunti: prevalgono, su tutti, l’uragano Sandy e la corsa per le presidenziali americane, ma non mancano momenti più leggeri come il salto nel vuoto del buon Felix Baumgartner. Questi dati mostrano come il social web ricopra un ruolo sempre più importante nella vita delle persone anche nell’ambito dell’informazione, realizzando nel caso di YouTube un perfetto incontro tra testate ufficiali, citizen journalism e social TV.
Trovate l’infografica completa a questo link.
Cos’è successo nel mondo del social web durante l’ultimo anno?
Nell’ultimo Mercoledì Social del 2012 non potevamo non parlare di questo anno ormai prossimo alla fine: vi consigliamo questa ottima infografica di SEO Company per ripercorrere mese dopo mese tutto quello che è successo. Si va dalla nomina di Pinterest a “Best startup of 2011″ nel Gennaio scorso fino al miliardo di visualizzazioni di “Gangnam style” pochi giorni fa, ricordando che “What was once considered a trend has become a way of life – and now the way we do business”. Qual è stata secondo voi la più grande novità social del 2012?
Volete vedere l’infografica completa? Cliccate qui, e di nuovo Buone Feste da We Are Social!


























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