Here are all of the posts tagged ‘Open Graph’.

Conoscere meglio gli utenti delle applicazioni Facebook

di Pierluca Lino in News

Ieri sera Facebook ha introdotto delle novità negli insights delle applicazioni, che – se sfruttate bene – possono aumentare l’efficienza dell’integrazione di Open Graph e migliorare la conversione.

Grazie a questi nuovi insights è sicuramente aumentata la conoscenza che abbiamo di ciascun utente delle nostre applicazioni, ma vediamo cosa è cambiato in dettaglio:

Utenti unici su open graph

Fino a oggi era possibile estrarre dagli insights il totale delle azioni Open Graph, ma senza sapere il numero di utenti coinvolti – questo significa che un singolo utente che pubblicava 10 volte era indistinguibile da 10 utenti che pubblicavano 1 volta.
Ora, con questa informazione a disposizione, abbiamo un miglioramento della misura dell’engagement: questo ci guida nell’evoluzione dell’integrazione di Open Graph e di conseguenza nel miglioramento dell’esperienza utente.

Accettazione dei permessi

L’altra novità è che ora sono disponibili statistiche avanzate sull’accettazione dei permessi da parte degli utenti. In particolare, se sono disponibili diversi “gruppi” di permessi è possibile capire quale di questi da un riscontro – in termini di accettazioni – migliore.
Con questi dati a disposizione è possibile selezionare il sottoinsieme ottimale di permessi per aumentare in maniera diretta il numero di installazioni e quindi di utenti.

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Mercoledì Social #104

di Matteo Brignoli in News

Ed eccoci arrivati al nostro consueto appuntamento del Mercoledì, dedicato alle news sul social web: la più grande novità di questi giorni sembra essere il definitivo passaggio al formato timeline di moltissime brand pages. Quali sono secondo voi le pagine con una cover più creativa e originale? E quelle che fanno il migliore uso strategico delle nuove feature come milestone, starred e pinned post?

Facebook e il “timeline look” anche per i gruppi
I gruppi di Facebook mi ricordano un po’ le musicassette: tutti le abbiamo usate e molti di noi ne avevano parecchie, ma sono ormai cadute quasi completamente nel dimenticatoio. Lo stesso sembra essere successo con i gruppi del popolare social network, che però ha di recente svecchiato il loro look avvicinandolo a quello della nuova timeline. Già un paio di mesi fa era stata introdotta una top image per comunicare anche da un punto di vista visivo l’identità del gruppo, mentre è di questi giorni l’aggiunta delle tab About, Events, Photos e Docs, per fare spazio alle quali è stata molto ridimensionata la classica search box “Search this group”. Riusciranno questi cambiamenti a restituire un po’ di appeal a tanti vecchi gruppi ormai caduti in disuso? E soprattutto, un giorno stamperanno magliette da hipster con la top image dei gruppi Facebook come si fa oggi per le musicassette C-90?

Fb groups new look and tabs

Tumblr si integra con Facebook grazie ad Open Graph
Sicuramente sapete già tutto su Open graph (se non fosse così, potete approfondire leggendo questo post), e nel caso siate dei fanatici di Tumblr come me e parecchi altri miei colleghi di We Are Social, potrebbe interessarvi la nuova opzione introdotta tra i vostri blog settings: flaggando “Share posts on Facebook”, potrete facilmente mettere in evidenza su Facebook i vostri post, condividendo anche Like e Replies sulla timeline. Tumblr ha di recente annunciato di aver raddoppiato il proprio volume rispetto ai sei mesi precedenti, e la scelta di optare per una sempre maggiore integrazione con Facebook dovrebbe auspicabilmente portare ad un ulteriore crescita in termini di traffico e visibilità. Voi che ne dite? Avete già attivato l’opzione per connettere Tumblr alla timeline?

Tumblr - Facebook open graph

LinkedIn e le nuove “Persone che potresti conoscere”
A proposito di novità e aggiornamenti, il social network per professionisti più famoso al mondo ha annunciato l’introduzione di alcuni miglioramenti alla feature che consente di entrare in contatto con persone potenzialmente interessanti per la nostra vita lavorativa. Il principale di questi cambiamenti comporta quella che LinkedIn sul suo blog ufficiale ha definito “streamlined user experience”, che consentirà di individuare più facilmente i collegamenti attraverso uno stream di profili preselezionati dal social network sulla base di fattori come l’occupazione attuale e precedente, la sede di lavoro, gli studi fatti. A questo si aggiunge la possibilità di filtrare i profili limitandosi a cliccare sul logo dell’azienda o della scuola/università frequentata. Volete provare in prima persona la nuova feature? Ecco il link per scoprire tutte le persone che potreste conoscere!

I nuovi Ads di Twitter per gli small business
Chiudiamo con una nota più leggera ma – spero – non meno interessante per chi segue il social web “per lavoro”: grazie ad una partnership con American Express, Twitter ha consentito ad alcuni small business di testare i nuovi ads, e ha scelto di spiegarne il funzionamento con un video molto semplice ed immediato, oltre che piacevole da vedere. Molto interessante la possibilità di targettizzare il contenuto promosso sulla base degli interessi degli utenti, aspetto che senza dubbio eviterà di imbattersi in promoted tweets estremamente invasivi nelle timeline di tutti noi. Personalmente sono sempre affascinato dall’uso che potrebbero fare dei social media le piccole imprese locali, soprattutto in un paese come il nostro dove è ancora una strada in fondo poco battuta: siete d’accordo con me? Avete qualche caso interessante da segnalarci?

Come dico sempre, il Mercoledì è il giorno del “giro di boa”: da domani inizia il weekend! (ci piacerebbe, eh?) Da via De Amicis 28 è tutto, alla prossima!

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Mercoledì Social #98

di Arianna Dellera in News

Ciao a tutti e buon mercoledì. Anche questa settimana sono pronta a condividere con voi tutte le news più interessanti provenienti dal social web. Non perdiamo tempo, ed iniziamo subito!

I fashion brand sfilano sui social network
Tempo di moda, anzi di fashion week che inizia proprio oggi qui a Milano. Mi sembra quindi un’ottima occasione per analizzare il modo in cui i brand di moda stanno evolvendo il loro stile comunicativo sviluppando una presenza sempre più concreta sui social media.

Grandi marchi come Burberry, Louis Vuitton e Urban Outfitters stanno diventando sempre più “umani” e accessibili al pubblico attraverso i principali social network instaurando, in alcuni casi, una conversazione con i loro clienti che si trasformano così in fan e brand ambassadors.

Devo per forza iniziare con Burberry, vero e proprio pioniere del digital branding. Per Christoper Bailey, direttore creativo della maison, “l’innovazione digitale fa parte integrante della cultura d’azienda”. E non sono solo parole, il brand ha investito il 60% del loro marketing budget nel digitale (come ci racconta il Financial Times).

L’anno scorso Burberry strinse una partnership con Twitter per creare la prima sfilata “Tweetwalk” dal vivo: ogni look, ancora prima di andare in passerella, veniva condiviso dal backstage con gli utenti di Twitter e Instagram. Il risultato? “#Burberry” e “Christopher Bailey” diventarono presto trending topic in tutto il mondo. Quest’anno hanno fatto di più: le immagini che verranno condivise su Twitter saranno gif animate come quella che vedete qui:

E non finisce qui perché, durante la settimana della moda londinese Burberry, posterà immagini delle nuove collezioni sul suo profilo Pinterest e su Polyvore – community leader per lo stile online – e renderà le musiche delle sfilate disponibili su iTunes. Inoltre, a poche ore dalla fine dell’evento, attiverà un canale di vendita attraverso cui sarà possibile acquistare in anteprima le nuove collezioni, dimostrando un forte segnale di rottura rispetto alla tradizionale strategia di distribuzione del settore.

Senza dubbio Burberry è il brand che ha dimostrato, più degli altri, di saper sfruttare in modo creativo e coraggioso i social media, ma ci sono anche altri marchi che si stanno dando da fare. Basta guardare ad esempio la Facebook Tab “Follow us” di Dolce e Gabbana per notare come la maison italiana abbia ormai sviluppato una presenza capillare su tutti i principali social network.

Con l’obiettivo di aumentare l’awareness sul mercato inglese Bourjois, beauty brand francese, segue il trend della “gamification” e crea un gioco interattivo sulla propria Facebook Page. Si chiama Spot the Belle e si rifà al meccanismo della caccia al tesoro. La missione degli utenti (è disponibile solo per i fan inglesi della pagina) sarà quella di trovare la “Bourjois Belle” per le strade di Londra attraverso un’applicazione mobile dotata di tecnologia di geolocalizzazione. Una volta trovata potranno entrare in uno store Bourjois a ritirare alcuni prodotti omaggio.

Queste sono solo alcune delle iniziative che mi hanno colpito di più nel mondo della moda, se volete potete segnalarmene altre utilizzando lo spazio per i commenti in fondo a questo post. Credete davvero che il futuro del marketing dei fashion brand sia sul digitale? O pensate che avvicinandosi troppo alle persone potrebbero rischiare di intaccare la loro brand reputation?

L’umore degli utenti di Twitter
Cambiando argomento, lo sapevate che alcuni ricercatori sono riusciti a scoprire il mood degli utenti di Twitter? Attraverso un’analisi del sentiment, effettuata su milioni di tweet, sono stati in grado di disegnare una mappa dell’umore delle persone negli USA durante l’arco di un’intera giornata. Si scopre così che le persone sono più contente al mattino presto e alla sera quando rientrano dal lavoro (strano vero? :) ). Se state organizzando un viaggio negli States sappiate anche che la Florida e la California sono gli stati più felici. Vi consiglio di dare un’occhiata al video qui sotto creato in time lapse:

Timeline di Facebook
Sulla base di anticipazioni diramate da AdAge, sembra che per fine mese avverrà il tanto atteso aggiornamento delle brand page con la nuova interfaccia grafica introdotta da Timeline. Ecco quali saranno i principali cambiamenti:

- Open Graph consentirà maggiore libertà di azione grazie alla possibilità di sviluppare app in grado di registrare i dati degli utenti in modo funzionale poi alla creazione di annunci maggiormente targetizzati.
- Aumentano le possibilità di personalizzazione della propria brand page sia a livello visuale (ad esempio caricando una foto di copertina) che a livello di contenuto, permettendo agli utenti di viaggiare nel tempo e ripercorrere la storia dell’azienda.
- Le varie tab potrebbero diventare dei box integrati, proprio come accade ora per alcune applicazioni come Spotify
- I brand potranno creare i propri verbi personalizzati – diversi dal classico Like – per rendere più virali le azioni compiute dai fan, sulla scia di quanto avviene già su Pinterest dove si fa “pin” anziché “link”.

Ecco un esempio di come potrebbe essere la Timeline per le Brand Page (sì, lo ammetto, sono una grande fan di Burberry :)):

Risulta evidente che con la Timeline “esserci” non basterà più. Un’eventuale scarsa attività o una mancanza di strategia e coerenza a livello di comunicazione rimarrà segnata nel tempo facendo passare un messaggio potenzialmente negativo.

I dubbi e i timori dei brand sicuramente non mancano, e anche io per esempio mi chiedo: che fine faranno le Welcome Tab e le applicazioni? Si perderanno o verrà introdotta una nuova modalità di visualizzazione? Per saperne di più non ci resta che seguire il prossimo fMC, che si terrà a New York il 29 febbraio.

Per oggi è tutto. Come sempre vi invitiamo a dirci la vostra! Buona giornata a tutti :)

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Migliaia di micro social network

di Stefano Maggi in News

Nelle prime fasi di crescita di Facebook, mentre il social network iniziava a acquisire utenti con un ritmo mai visto per qualsiasi mezzo di comunicazione nella storia dell’umanità, una delle riflessioni più diffuse tra chi si occupa di marketing sui canali social riguardava cosa avrebbero scelto le persone. Cosa sarebbe successo? Gli utenti si sarebbero accentrati verso un solo canale senza particolari focus tematici oppure avrebbero distrutto l’egemonia di Facebook diversificando la propria attenzione e il proprio tempo verso numerosissimi social network molto specializzati su temi singoli?

Oggi abbiamo la risposta. Nessuna delle due ipotesi si è realizzata, almeno non singolarmente: infatti, entrambi gli scenari si sono realizzati contemporaneamente.

Oggi Facebook ha quasi 845 milioni di utenti attivi in tutto il mondo (8 su 10 sono fuori da Stati Uniti e Canada) e più di 425 milioni di utenti ogni mesi si collega via mobile, rendendo l’utilizzo di questo social network un’abitudine totalmente integrata nelle proprie giornate.

Parallelamente, iniziano a nascere social network di nicchia o basati su interessi, come Instagram (divenuto il social network mobile più grande del mondo) e Pinterest (un network basato su interessi, ancora in beta, ma in crescita fortissima). Accanto a questi network di nicchia con un’ampia diffusione, si sviluppano canali ancora più focalizzati.

Come possono convivere questi due trend? Sembra strano anche solo da ipotizzare, ma il secondo è il risultato del primo. Il social network più diffuso al mondo, Facebook, ha messo a disposizione una serie di tecnologie (conosciute come Open Graph), che permettono di integrare Facebook in qualsiasi esperienza online. Questo ha permesso a tutti i social network (anche al più piccolo del mondo) di avvantaggiarsi di una serie di tool che consentono agli utenti di utilizzare le proprie identità, dati e profili ovunque, senza doversi sempre registrare a qualsiasi nuovo canale.

Facebook Open Graph

I brand iniziano a intuire questo trend e capiscono come, spesso, costruire un social network di nicchia, significhi facilitare un’aggregazione sfruttando tecnologie già esistenti (come quella di Facebook), piuttosto che creare website o “destinazioni” dedicate.

Nascono così esperimenti molto focalizzati, campagne, come l’ormai celebre “Museum of Me” di Intel, come il video personalizzato degli Arcade Fire “The Wilderness Downtown” o come la campagna “Take This Lollipop“.

Ma anche social network molto articolati, come la community di RunKeeper, dedicata ai runner o alla community Fitocracy, dedicata a individuare e superare obiettivi di fitness, a cui RedBull partecipa attivamente da pochi giorni.

Insomma, l’accentramento verso Facebook non significa aggregazione verso un solo luogo (come Facebook.com o le applicazioni mobile), anzi. Significa parallelamente espansione verso canali esterni, verso nuove community e verso interessi verticali, utilizzando il proprio “Social Graph” portatile (l’aggregazione di identità, contenuti e interazioni). Facebook stessa indica le “App all’interno di Facebook” come una delle tre principali modalità in cui Open Graph può essere utilizzato, oltre all’utilizzo all’interno del web o per mobile.

Il futuro di Facebook, quindi, è sempre più “open” e le marche che lo capiranno per prime riusciranno a sfruttare questa tendenza per aggregare community di persone interessate, agendo come facilitatrici di una conversazione, creando un social network e contemporaneamente migliaia di micro social network.

PS: Anche i programmi TV diventano micro social network. Questa caratteristica potrà avere impatti anche sul modo in cui guardiamo la televisione. BBC sta sperimentando i “Perceptive media”: contenuti televisivi personalizzati sulla base delle informazioni dell’utente. Dall’inserimento all’interno del contenuto di immagini, video e elementi dello spettatore fino allo sviluppo di storytelling differenziati sulla base di chi sta guardando. Le potenzialità sono molto interessanti e Facebook Open Graph è una delle tecnologie attualmente più utili a sviluppare questo approccio.

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Facebook Open Graph, cos’è? Come si sta evolvendo?

di Ottavio Nava in News

In questi giorni, ne siamo sicuri, sentirete parlare di Facebook soprattutto in relazione alla recente ufficializzazione della sua IPO (offerta pubblica iniziale) per una somma pari a 5 miliardi di dollari. Se non volete farvi scappare la possibilità di comprare i titoli dell’azienda (e abitate negli Stati Uniti) potrete chiederli alla vostra banca con una sigla piuttosto scontata: FB.

(Questa foto, presa direttamente dal profilo di Mark Zukerberg ci racconta come si preparano all’attesa i ragazzi di Facebook)

Un altro dei motivi per cui sentirete parlare di Facebook in questo periodo è indubbiamente il rilascio delle prime applicazioni che sfruttano pienamente il “nuovo Open Graph”. Che cos’è esattamente Open Graph? Come è cambiato?

Open Graph è un protocollo (introdotto nel 2010) che permette di estende l’efficacia del Social Graph a tutto il social web esterno a Facebook, attraverso la condivisione di contenuti, website e applicazioni di terze parti con il proprio network di amici. Recentemente Facebook ha deciso di evolvere Open Graph offrendo la possibilità ad applicazioni e contenuti di terze parti di integrarsi profondamente con l’esperienza di fruizione della piattaforma e personalizzare le azioni che possono essere compiute da chi le utilizza. Non più solo Mi Piace quindi ma Ho letto, Ho mangiato, Ho corso, Ho visto, Ho cucinato, Ho comprato e così via.

Citando testualmente:

Dopo che gli utenti avranno aggiunto la vostra applicazione alle loro Timeline, le azioni specifiche che possono essere svolte grazie all’applicazione potranno essere condivise attraverso Open Graph. Dal momento che le vostre App diventeranno una parte importante del modo in cui gli utenti si esprimono, queste azioni avranno sempre maggiore visibilità nelle Timeline, nel Ticker e nei News Feed. Questo permetterà alle vostre applicazioni di diventare una parte fondamentale dell’esperienza Facebook degli utenti e dei loro amici.

L’interazione delle persone con le vostre applicazioni avverrà quindi seguendo questa logica: Azione (Ho cucinato) e Oggetto (Ricetta).

Cosa significa questo cambiamento da un punto di vista di marketing?

Pensare a lungo termine (oltre alla singola campagna)
Poiché le Timeline App condivideranno in modo automatico una grande quantità di azioni e informazioni, le persone presteranno sempre più attenzione alla condivisione di questi dati e opteranno per applicazioni in grado di offrire un’esperienza rilevante. La nuova dinamica di interazione tra Applicazioni, Timeline, Ticker e News Feed consentirà ai brand di aumentare (quantitativamente) l’esposizione attraverso la conversazione su Facebook. Ma dal momento che le Timeline App sono molto utili nel raccogliere ed interpretare dati se utilizzate in modo continuativo, non saranno lo strumento ideale per progetti tattici di breve periodo e imporranno una progettazione di esperienze in grado di soddisfare esigenze e interessi reali delle persone.

Più attenzione alla privacy
Facebook ha recentemente modificato le regole alla base della richiesta di permessi da parte delle applicazioni, consentendo agli utenti di sapere esattamente il motivo della richiesta di ogni singolo permesso e lasciandoli liberi di decidere con chi condividere le informazioni prodotte. È stato inoltre reso opzionale il permesso di creare eventi per conto dell’utente e postare mentre l’utente è offline, non sarà quindi più possibile vincolare la partecipazione ad un’attività a questi due permessi. Questo cambiamento renderà lo scopo di ogni singola richiesta molto più chiaro ed è plausibile aspettarsi che le persone premieranno con una maggiore propensione alla condivisione le applicazioni più rilevanti, penalizzando molto quelle volte a “carpire informazioni” a puro scopo promozionale.

Progettare esperienze “portatili”
È ragionevole pensare che molte delle migliori Open Graph App verranno sviluppate come integrazioni web o applicazioni mobile, per diverse ragioni. In parte perché le applicazioni che si sviluppano nelle tab sono meno adatte ad un utilizzo ripetuto (ad esempio non sono accessibili da mobile) e le Open Graph App hanno bisogno di questa caratteristica per dare il massimo (Pensate ad un’applicazione per condividere cosa si sta ascoltando o una in grado di misurare le vostre performance di corsa). Aggiungiamoci che tra gli oltre 60 partner che hanno sviluppato applicazioni in anteprima, alcuni hanno utilizzato delle Canvas App ma quasi tutti hanno preferito applicazioni cross piattaforma, accessibili dunque sia da mobile sia da desktop. Diventa quindi fondamentale ragionare in modo agnostico rispetto alla tecnologia e semplicemente offrire la migliore esperienza e renderla fruibile in modo “portatile”.

Considerare le partnership
Potrebbe rivelarsi utile non ragionare solo in termini di creazione di applicazioni in grado di suscitare l’interesse del pubblico ma considerare partnership strategiche, sfruttando applicazioni già esistenti, per generare word of mouth per il proprio brand. Immaginate di essere un noto fastfood e voler premiare i vostri clienti con un contenuto esclusivo (un film gratis?) per ogni menù acquistato, generando passaparola grazie al frictionless sharing, ecco che una partnership con Hulu potrebbe rivelarsi molto interessante. Si dovrà fare quindi sempre più attenzione alla conversazione grazie alla quale aumentare la percezione del brand come facilitatore di un’esperienza.

Cosa aspettarsi dal futuro
Leggendo di queste novità, qualcuno potrebbe pensare ad tentativo di Facebook di dominare l’intera esperienza sociale delle persone online a discapito della nascita di nuove iniziative e invece siamo convinti che accadrà proprio il contrario; se assumiamo infatti che Facebook voglia diventare sempre di più un ecosistema non è difficile immaginare che nasceranno centinaia di nuove piattaforme in grado di sviluppare un’esperienza verticale in modo consistente, facendo leva sul Social Graph di Facebook. Un’esempio: Pinterest.
Nei prossimi giorni torneremo a parlare di questo argomento, nel frattempo fateci sapere se avete già sperimentato il nuovo Open Graph e cosa ne pensate.

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