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Mercoledì Social #200

di Giovanni Balsamo in News

Se è vero che l’unico vero lettore è il lettore attento, fermatevi un attimo, distogliete il pensiero da tutto ciò che potrebbe distrarvi e dedicate cinque minuti del vostro tempo prezioso a questo Mercoledì social, che per la cronaca è il numero 200. Un traguardo importante, ma ogni traguardo – come diceva Stephen Littleword – altro non è che un nuovo inizio. Passiamo quindi in rassegna alcune delle news più interessanti, utili e di rilievo degli ultimi giorni.

Facebook introduce i Trending Topics anche in Italia

Sono passati poco più di sette mesi dall’introduzione degli hashtag su Facebook, che all’interno della strategia di Zuckerberg dovevano da una parte aggregare i post per argomento – rendendo facile e immediato scoprire le conversazioni che si sviluppano intorno ad una parola chiave – dall’altra rappresentare uno strumento utile e di un certo appeal per gli inserzionisti. Con gli hashtag, infatti, essi hanno la possibilità d’inserirsi in maniera funzionale all’interno di determinate conversazioni considerate d’interesse e raggiungere in modo più immediato il proprio target o interlocutore di riferimento. Niente di nuovo rispetto a quanto accadeva e accade da tempo su altri social network vedi Twitter, Pinterest, Tumblr e – dulcis in fundo - Instagram.

Gli hashtag però erano – il 12 giugno scorso – solo una delle diverse novità annunciate dall’headquarter di Palo Alto, che a breve, per mantenere la promessa fatta, lancerà anche in Italia i Trending Topics (già disponibili agli utenti Facebook americani, canadesi e inglesi). Anche questi ultimi non rappresentano di certo una novità rivoluzionaria rispetto a Twitter, tuttavia delle differenze ci sono.

Trending Topic.002

Su Twitter gli argomenti più popolari del momento sono individuati in base agli hashtag e alle parole più condivise, su Facebook – invece – sono gli utenti a scegliere le tematiche da seguire. A seconda poi delle preferenze di ognuno, saranno enfatizzati gli argomenti più ricercati del momento con tanto di commenti e notizie (per approfondire la tematica, consiglio questo articolo di Techcrunch.comFacebook Launches Trending Topics On Web With Descriptions Of Why Each Is Popular).

Che scenario si prospetta per gli inserzionisti a cui Facebook da sempre strizza l’occhio? La domanda è per ovvie ragioni retorica, dato che la risposta consiste in una pubblicità più mirata e capace di raggiungere con efficacia maggiore il segmento di mercato a cui si fa riferimento.

Facebook Paper, l’alter ego di Google Reader, lancia la sfida a Flipboard

Da due giorni – sfruttando la chiusura di Google Reader – Facebook ha lanciato un aggregatore molto simile negli USA. Facebook Paper è di fatto un’app che si pone l’obiettivo di permettere alle persone di creare il proprio magazine digitale completamente customizzabile. La nuova App di Facebook è composta da una prima sezione dov’è visibile il proprio News Feed e da cui è possibile postare e condividere foto, video e messaggi e da sezioni tematiche personalizzabili per seguire ogni notizia relativa ai propri interessi principali.

Saranno disponibili, inoltre, più di dodici aree diverse e riguardanti argomenti disparati come: fotografia, sport, food, scienza e design, per creare come si diceva il proprio paper. I contenuti delle sezioni saranno generati a partire da un ampio e differenziato mix di informazioni provenienti non solo dalla propria rete di contatti, ma anche da influencer e testate autorevoli nel panorama editoriale.

Facebook Paper.003

Particolare non indifferente, Facebook Paper – così come proprio i Trending Topics – rappresenta per Zuckerberg un ottimo mezzo sia per dare vita a flussi di informazioni e condivisioni sempre più mirati, sia per contrastare il monopolio del grande rivale Twitter nel campo del citizen journalism.

Twitter punta dritto sull’e-commerce?

Se si parla di Facebook, sembra che in quel di San Francisco stiano seguendo il motto dantesco “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Sembra, appunto, ma non è così. Novità importanti all’orizzonte potrebbero esserci eccome. Twitter, infatti, a sei mesi di distanza dallo sbarco in Borsa, pare voler provare a diversificare le sue fonti di ricavi. Oltre alla ormai fedele compagna pubblicità, secondo Financial Times, starebbe seriamente valutando lo sbarco nell’e-commerce insieme a Fancy.

Twitter E-commerce

L’idea di inviare un tweet con la foto di un oggetto e la scritta “Compralo su Fancy“ è allettante, soprattutto ora che le App per mobile, di cui Twitter è specialista incontrastato, sono individuate come il prossimo Eldorado dell’e-commerce. Resta da capire come – nel caso diventasse realtà – potrebbero reagire gli utenti nel vedersi inondati di foto con prodotti da acquistare.

A volerla dire tutta, Twitter ha già sperimentato un servizio di acquisti simile, attraverso un tweet in collaborazione con American Express, senza però mai manifestare l’intenzione di aprire un vero e proprio canale e-commerce. Forse la crew di San Francisco, dopo aver fatto i conti con la difficoltà di generare utili dalla semplice raccolta pubblicitaria, ha preso in seria considerazione un aumento e una diversificazione delle proprie fonti di ricavi? Se così fosse, Fancy – gruppo americano di vendite online con articoli originali che spaziano dalla casa alla moda – potrebbe rivelarsi un ottimo alleato. Per approfondire il tema trattato, consiglio il seguente articolo di  recode.net: Is This What Twitter Commerce Will Look Like?.

Super Bowl 2014, la sfida nella sfida!

Febbraio è tempo di RBS 6 Nazioni e soprattutto di Super Bowl. Si poteva mai chiudere questo duecentesimo Mercoledì social senza toccare la sfida più attesa? E non ci riferiamo a quella tra i Seattle Seahawks e i Denver Broncos (43-8 il risultato finale), finita agli archivi con il terzo scarto (35 punti) più ampio di sempre, ma all’ancora più sentita sfida in campo social fra Facebook e Twitter. I due giganti dei social network si giocavano, infatti, il primato del second screen più utilizzato dai 111.5 milioni di telespettatori. Facebook – stando ai dati raccolti da Marketingland – ha ricevuto più mention rispetto a Twitter.

I veri vincitori, però, sono stati gli hashtag, utilizzati nel complesso nel 57% dei messaggi pubblicitari trasmessi a livello nazionale nel corso del match. Rispetto all’edizione precedete del Super Bowl la crescita è stata del 7%! I due principali social network, per contro, si sono fermati rispettivamente al 9% e al 7% degli spot, mentre YouTube non è andato oltre il 6%. Interessante notare come Google+ non abbia trovato sponsor.

Superbowl-hashtags-info-01-2014

Hyundai è il marchio che più di tutti ha investito sul Super Bowl 2014 per avere una visibilità degna dell’evento. Nella sua scia si è inserita Subway, catena di ristoranti fast food, e T-Mobile che ha approfittato dell’occasione per lanciare una campagna online utilizzando come vetrina tutti i canali social più popolari: Facebook, Twitter, YouTube, Instagram e Google+.

L’ultimo dato, ma non per questo meno importante, che vorrei menzionare è l’imponente numero di tweet inviati nel corso della gara, intervallo compreso, con l’hashtag #SB48, 24.9 milioni! L’ultima edizione si fermò a 24.1 milioni. Nel salutarvi e ringraziarvi per l’attenzione, vi lascio con un’interessantissima infografica elaborata da Nielsen che vi permetterà di avere una visione d’insieme chiara di come i broadcaster televisivi si sono comportati su Twitter durante l’evento sportivo più amato d’America.

Twitter TV Ratings

 

 

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Mercoledì Social #196

di Luca Malgara

Ed eccoci al momento del 196° Mercoledì Social, il primo dal rientro al lavoro dopo le feste di Natale! Come è iniziato il 2014? Scopriamolo con un rapido viaggio attraverso le principali news  di questo inizio anno provenienti dal mondo dei Social Media: oggi parliamo di Twitter, Pinterest e… Millennials!

 

Twitter e i #Selfie da medaglia d’oro

E’ stato uno dei trend principali del 2013 e l’inizio dell’anno non poteva che essere ancora tutto suo. Se scattare una foto di te è stato un piacevole divertimento, ora è diventata una attività agonistica. Non siamo sicuri se sia frutto di qualche campagna virale o di qualche utente particolarmente creativo, ma le #SelfieOlympics sono tra i principali trend su Twitter del 2014. Come funzionano?

#SelfieOlympics

La premessa è semplice: prendere la parola ufficiale dell’anno 2013 del Dizionario di Oxoford (che è “selfie”) e combinarlo con uno degli eventi sportivi più attesi del 2014 (le Olimpiadi invernali). Unite questi due termini insieme e otterrete alcune delle più elaborate, estreme e addirittura casuali selfies che stanno colpendo il web. Lasceremo che i risultati parlino da soli. Qui troverete le 15 “discipline” migliori fino ad oggi.

E voi siete tutti medaglia d’oro? Diteci cosa ne pensate nei commenti!

 

Kahlua e il potere di Pinterest

Pinterest è diventato un grande sollievo da stress “natalizio” con cene e pranzi spesso difficili da realizzare per mancanza di tempo. E non c’è da stupirsi, giusto? Ci sono tante ricette e altre soluzioni fai da te disponibili sulla piattaforma che ispirano e facilitano in cucina. Partendo da questo pensiero, Kahlua, ha ritenuto che questo fosse il momento perfetto per una campagna su Pinterest e costruire la propria brand awareness.

Kahlua e Pinterest
La campagna ha previsto un concorso a premi in cui i followers sono stati invitati a fare un pin sulla loro ricetta preferita ispirata da Kahlua. Il brand, praticamente nuovo su Pinterest, ha ottenuto risultati abbastanza sorprendenti: 16.000 nuovi abbonati via e-mail, 3.800 nuovi follower su Pinterest (da 267 al mese precedente) e più di 10.000 pin legati al contest.

Il successo è da attribuire alla potenza della “lunga coda” di Pinterest come piattaforma di scoperta. La parte più difficile è iniziare, ma una volta che il contenuto inizia a essere condiviso sulla piattaforma crea ciò che il CEO dell’azienda ha chiamato “un ciclo di rinforzo”: se esponi a migliaia di persone il tuo contenuto e questo parla realmente alle persone, queste inizieranno a condividerlo portando altre migliaia di persone scoprirlo.

 

Facebook e i “Millennials”

Sappiamo fin dalla sua nascita che Facebook è stato il catalizzatore di milioni di persone con i cuori spezzati, che volevano parlare delle loro “fortune” sul posto di lavoro e desideravano conservare contatti con vecchi amici o lontani parenti. Per questi motivi, Facebook è senza dubbio una parte importante dei “Millennials“, ossia la generazione di persone nate tra gli anni ottanta e i primi anni duemila, ma sembra (da recente ricerca) che proprio da loro stia partendo una lenta ma costante tendenza al ribasso di utilizzo di questa piattaforma rispetto ad altre.

Facebook e Millenials

Sembra dunque partire dalla “Generazione Y“, che diede un forte impulso alla crescita del “Social Network” qualche anno fa, l’inizio di un nuovo trend. Molti di loro infatti  stanno lasciando Facebook per passare più tempo su Twitter, piattaforme di blogging, messaging, foto e applicazioni di condivisione video. Appaiano essere molteplici le ragioni per cui i Millennials stanno lasciando Facebook: si sentono sopraffatti, ansiosi e vogliono nascondersi da potenziali datori di lavoro, ex fidanzati e membri della famiglia allargata . In un certo senso tutti questi motivi possono essere collegati a una nuova gestione della propria “reputazione e presenza online” o più semplicemente a un nuovo modo di comunicare con gli altri.

E voi, cosa ne pensate di questo nuovo trend? Anche voi state cambiando le vostre abitudini sui social media? Ditecelo nei commenti!

Per questa settimana è tutto! Al prossimo mercoledì!

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Mercoledì Social #192

di Pietro Zambetti

Ed eccoci al momento del Mercoledì Social, il 192°  (nel mio caso però il primo!), che anche questa settimana vi guiderà in un rapido viaggio attraverso le principali news provenienti dal mondo dei Social Media: oggi parliamo di Twitter, Pinterest, Internet e…hamburger!

Twitter svela i “tailored audiences”

Dopo una fase di studio nella scorsa estate, Twitter è pronto ad aprire ufficialmente all’utilizzo dei nuovi “tailor audiences” (annunci pubblicitari mirati).

Partendo dalla assegnazione di un cookie dedicato, Twitter terrà monitorati i movimenti degli utenti sulle pagine degli inserzionisti. Così facendo, questi ultimi avranno la possibilità di veicolare i loro tweet sponsorizzati agli account che abbiano mostrato interesse per il loro marchio (o per la sua categoria di appartenenza).

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In questo modo gli utenti non si troveranno ad essere sommersi da tweet sponsorizzati, ma semplicemente a visualizzare quelli di più alto interesse per loro.

I risultati in fase beta di questi nuovi annunci, tra i tester selezionati durante la scorsa estate, sono stati impressionanti:

  • Hubspot ha visto crescere del 45% la risposta alle proprie campagne pubblicitarie;
  • Krossover ha abbassato del 75% i costi sostenuti per l’acquisizione di nuovi clienti;
  • New Relic  ha constatato una crescita del proprio tasso di conversione del 195%.

Ad ogni modo, per una completa tutela della privacy degli utenti, questi ultimi potranno scegliere di disabilitare la ricezione degli annunci “tailored audiencies” agendo sulle impostazioni dell’account, in modo tale da non essere considerati nelle pubblicazioni adv.

Come sta Pinterest?

Dopo un anno ricco di attività, innovazione e crescita, Pinterest ha trovato un collocamento rilevante nel panorama dei social network globali. Per comprendere al maglio l’attuale posizionamento di Pinterest, Dashburst ha ideato un’interessante infografica. Di seguito i dati di maggior rilievo:

  • 70 milioni: gli utenti registrati
  • 500.000: i Pinterest Business Account attivati
  • 2,5 miliardi: le pagine visitate in media ogni mese
  • 5 milioni circa: gli “article pin” condivisi ogni giorno
  • 340 milioni: gli investimenti raccolti fino ad ora

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Numeri importantissimi che testimoniano come Pinterest stia diventando, giorno dopo giorno, sempre più rilevante e come non possa essere trascurato nel processo di definizione di una strategia integrata di presenza sui social media.

Fine 2013: dov’è Internet oggi?

A oltre 53 anni dalla sua nascita nel dipartimento della difesa del governo degli Stati Uniti, Internet ha fatto moltissima strada.

Partita dalla connessione di pochi computer per la condivisione di informazioni strategiche, Internet oggi permette a quasi 5 miliardi di devices (computer, smartphone, tablet …) di rimanere in costante collegamento e interazione.

I numeri collegati a questa crescita, la tecnologia sempre più avanzata e le strutture coinvolte sono veramente impressionanti. Questa infografica utile ed immediata (fonte: WhoIsHostingThis) ci permette di rispondere alla domanda che ci siamo posti nel titolo al  paragrafo: dov’è Internet oggi? Semplicemente ovunque!

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Potete trovare l’infografica completa qui

BurgerKing: una nuova, aggressiva campagna su Facebook

Già dai tempi della campagna Whopper Sacrifice  in cui gli utenti venivano invitati a “eliminare” 10 amici in cambio di un panino omaggio, BurgerKing è diventato noto per aver lanciato  campagne Facebook sempre molto aggressive e provocatorie.

Oggi la divisione norvegese del marchio, dopo aver raggiunto oltre 35.000 fan, e, dopo alcuni ripetuti insulti ricevuti dalla pagina “McLovers”, ha lanciato una nuova iniziativa decisamente al limite, mettendo i suoi consumatori davanti a una scelta importante:

  • I am a true fan: resto iscritto alla pagina
  • I am a sallout: lascio definitivamente la pagina e ricevo un buon per Big Mac McDonalds

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In una sola settimana di attività, questa iniziativa ha prodotto un calo di 30.000 fan, ma il tasso di engagement è aumentato di 5 volte rispetto alle attività precedenti.

Come già detto, porre gli utenti davanti ad una scelta così drastica non è certo un’attività “standard”, ma questa campagna ci pone davanti ad un bivio importante: meglio una pagina con un numero di fan più basso ma con un alto tasso di engagement, o una pagina meno attiva ma con un numero più importante di fan?

E voi cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti.

Per questa settimana è tutto! Al prossimo Mercoledì!

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Mercoledì Social #187

di Cristina Forlani in News

Chi ha letto Papà Gambalunga ricorderà l’incipit: “Il primo mercoledì del mese era, da sempre, una giornata terribile. Una di quelle giornate che aspetti con angoscia. Una di quelle giornate che devi affrontare con coraggio e speri di dimenticare presto”. Certo, ai tempi non era ancora stato inventato il Mercoledì Social.

Instagram per i brand
Sempre di più, Instagram rappresenta una piattaforma capace di creare una relazione efficace fra i brand e le persone (con oltre 150 milioni di utenti attivi al mese). Un recente studio di Simply Measured mostra come, nonostante l’introduzione dei video, i contenuti capaci di stimolare maggiore engagement rimangano le foto, probabilmente grazie alla loro fruizione più immediata. Gli hashtag si confermano anche su questo canale uno strumento molto efficace per fare in modo che i propri contenuti vengano scoperti dagli utenti: l’83% dei post dei brand ne contiene almeno uno. I settori che dominano in termini di engagement sono quelli delle automobili, dei media e dei brand di lusso: insieme rappresentano il 22% dei top brand, ma generano il 59% del totale dei post e l’83% dell’engagement totale.

Il dato curioso è che solo il 30% dei post dei top brand utilizzano i filtri per editare le immagini; fra i più usati, in ordine, Valencia, Amaro e Mayfair. Sono anche i vostri preferiti?

Ads su Instagram: dati e alcuni punti aperti
La scorsa settimana, l’account Instagram di Michael Kors è stato il primo a sperimentare le inserzioni su questo canale. Con qualche giorno di distanza, ecco i primi risultati raggiunti grazie a questo investimento. Lo sponsored post ha avuto un reach stimato in oltre 6 milioni di views e ha ottenuto quasi 220 mila like (circa 4 volte la media dei post precedenti). Guardando alle conversazioni generate, invece, il risultato non è entusiasmante: numerosi i commenti negativi di utenti che non hanno gradito la campagna. Forse un effetto dato dalla scarsa targettizzazione? Ciò che sappiamo, infatti, è che in sole 18 ore la follower base è cresciuta di oltre 33 mila nuovi utenti: ma come stabilire se questo target è effettivamente rilevante per il brand?

Come già detto da David Gilbert, ci sono ancora alcuni punti poco chiari sul futuro delle inserzioni su Instagram: quale sarà la ratio fra sponsored ed organic post fruiti dagli utenti nel news feed? Riusciranno i brand a garantire un livello di qualità e creatività nelle immagini capace di non generare frizioni fra i contenuti sponsorizzati e quelli organici?

Contest su Pinterest: do’s and don’ts
Pinterest è un canale decisamente interessante per i brand, i quali hanno la possibilità di esprimersi attraverso le immagini. I contest, qui come su altri canali social, hanno la capacità di coinvolgere le persone in modo divertente ed efficace grazie al reward che possono garantire all’utente. Per chi decide di stimolare l’engagement sul canale attraverso i contest, ci sono regole sempre più stringenti, che vietano: di chiedere ai partecipanti di pinnare da una precisa selezione di immagine; di organizzare un concorso a premi in cui l’iscrizione preveda di fare dei pin, board, like o follow; di incoraggiare lo spam, ad esempio chiedendo ai partecipanti di commentare le immagini; di richiedere un numero minimo di pin; e molto altro ancora. In questo modo, Pinterest vuole preservare l’esperienza degli utenti assicurandosi che si sentano liberi di pinnare solo ciò che veramente li rappresenta, generando un engagement basato sull’effettivo interesse verso i contenuti e non sulla possibilità di avere qualcosa in cambio.

Il ruolo dei social media negli acquisti online nel Q4
Come avrete capito dalle prime luminarie comparse in città, il Natale si avvicina. Oltre ad essere il periodo dell’anno preferito da grandi e piccini, probabilmente è anche il preferito di Facebook. Uno studio di Adobe  mostra infatti come i social media nel Q4 avranno un ruolo chiave nella decisione d’acquisto per il 36% delle persone. Questo significa che l’investimento sul canale da parte dei brand è destinato a crescere, e questo significa più inserzioni e di conseguenza più competizione fra i contenuti. È fondamentale dunque che questi siano sempre più rilevanti e che la targettizzazione sia sempre più efficace.

Contenuti Trending Now in arrivo su Facebook?
All Facebook ha recentemente mostrato un’immagine che lascia intendere che Facebook sia al lavoro su un nuovo tipo di contenuto: i post “Trending Now”. Per ora il team di Zuckerberg non si espone con informazioni ufficiali, ma come sempre ci penseremo noi a tenervi aggiornati.

Da piccola volevo essere un LEGO

Calendario alla mano (parlo dell’app mobile, ovviamente), segnatevi questa data: 7 febbraio 2014, ovvero l’uscita negli USA della produzione Hollywoodiana per l’attesissimo film LEGO. Tutti avrete già visto il bellissimo primo trailer teaser, oppure il secondo: quello su cui vorrei soffermarmi oggi è la campagna attivata per il lancio del film evento del prossimo anno. Siete pronti a vedervi trasformati in piccoli LEGO per sognare di vivere mille avventure? Allora divertitevi a creare le vostre minifigure da condividere su Facebook e Twitter e, se siete dei veri sfegatati, diventerete i prossimi The LEGO Movie fan of the week.  E ricordate: il destino del mondo è nelle nostre piccole mani gialle.

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Mercoledì Social #175

di Pierpaolo Rizzo

Mercoledì social prima della giornata più calda dell’anno: a ferragosto tutta l’Italia è in vacanza, ma i social, si sa, non riposano mai e noi siamo qui a parlarvi delle notizie più succulente della settimana. A partire ovviamente da Facebook.

Facebook rende l’esperienza multimediale più ricca
Facebook ha annunciato che il prossimo 30 settembre non abiliterà più Adobe Flash direttamente sul news feed. L’idea è quella di rendere i contenuti video e non più interattivi già all’interno dello stesso news feed, in modo da concentrare l’esperienza di utilizzo all’interno del social network. Attualmente infatti il contenuto multimediale viene postato tramite link che, se cliccato, conduce all’esterno della pagina o del profilo Facebook che si sta visualizzando.

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La mossa di Zuckerberg si inserisce all’interno di una strategia precisa di arricchire l’esperienza di utilizzo del social network da mobile, in modo da avere una continuità sempre più stringente con la versione desktop.
Già oggi infatti il 71% di tutta l’attività su Facebook proviene da smartphone e tablet e con una tale crescita non è fantascienza ipotizzare che a breve saranno più gli utenti Facebook che accederanno ai contenuti del social network solo da mobile che gli iscritti complessivi di Twitter.
Lo standard utilizzato per incrementare le nuove funzioni multimediali è il già collaudato HTML5, che permette un engagement maggiore degli update.

Nuovo aggiornamento di Instagram: i video possono essere caricati dal rullino
Instagram ha presentato un nuovo aggiornamento nei giorni scorsi. Con la versione 4.1 introduce una funzione molto richiesta dai suoi utenti, dopo l’introduzione della ripresa video: la possibilità di caricare un contenuto video direttamente dal rullino del proprio smartphone. Se un tempo la ripresa era one-shot, dovendo davvero cogliere l’attimo di un momento, da oggi è possibile uploadare un video, tagliarlo della lunghezza desiderata, all’interno dei 15 secondi disponibili, e apportare tutti i filtri che si vuole.

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Non solo, l’aggiornamento per dispositivi iOs aggiunge anche il sistema “Automatic Straightening” che consente, dalla fotocamera di Instagram, di inclinare le foto e renderle quindi allineate all’orizzonte. È riservata agli utenti Android la possibilità, con il nuovo aggiornamento, di usufruire della registrazione video anche per i dispositivi con sistema operativo 4.0.
Che ne pensate di queste nuove funzionalità?

Quali contenuti condividiamo? E come?
Secondo uno studio di ShareThis, pubblicato da eMarketer.com, si condivide sempre di più da mobile. Lo studio rileva interessanti punti, che meglio di altri esprimono le tendenze in atto nel mondo dei social network e della tecnologia in generale. Così si evince che, sia su desktop, sia su mobile, Facebook domina le condivisioni in rete, con una percentuale che su smartphone e tablet è di oltre il 60%. Sono molto interessanti le performance di Pinterest su mobile (18,9%), mentre le email vengono condivise maggiormente da desktop.
Rimanendo sul piano della condivisione, ShareThis ha anche analizzato i sistemi operativi più utilizzati per la condivisione. Così si rileva che gli utenti di iPhone condividono più contenuti rispetto a quelli con OS Android e BlackBerry.

La guerra di Internet: il report 2013
Kissmetric ha presentato un’interessante infografica con dati molto utili riguardo lo stato dell’arte del mondo internet, analizzando le quote di mercato dei principali browser, sistemi operativi desktop e mobile, social network, etc.

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Questi i dati più interessanti:
- Chrome rappresenta il browser più diffuso tra pc e tablet, con oltre il 43% di market share. Seguono Internet Explorer e Firefox;
- Il social network più diffuso è Facebook che ha il 70% di quota di mercato mentre Twitter si trova al terzo posto, preceduto da Pinterest;
- Tra i produttori di telefonia, Samsung si conferma il più grande, seguito da Apple, che però rimane il primo nel Stati Uniti e in UK. Sulla stessa linea anche il mercato dei sistemi operativi, con Android che ha il 38% di quota di mercato. iOs però si conferma il sistema operativo più diffuso negli USA e nel Regno Unito.

Lo stato dell’arte del marketing spiegato in un’inforgrafica
ArCompany e Sensei Marketing all’inizio dell’anno hanno condotto un sondaggio per evidenziare le tendenze in campo marketing e le strategie che aziende e agenzie di comunicazione mettono in pratica per coinvolgere gli influencer all’interno del processo di branding value. Come si sta evolvendo l’influence marketing?

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Il 68% degli intervistati dimostra di guardare con favore a questa tattica, che aggiunto ad un 74% che rivela di volerla attuare nel corso dei prossimi 12 mesi aiuta a comprendere come l’influence marketing stia sempre più prendendo piede nelle strategie delle imprese. Bisogna invece ancora lavorare sulle piattaforme da cui ricavare i nomi degli influencer più adatti per la propria strategia di marketing (solo il 4,9% usa i social network ad esempio), così come sulla destinazione del budget complessivo: il 99% degli intervistati ha dichiarato infatti di allocare solo il 10% del proprio portafoglio. Non resta che vedere come si evolverà questa tattica e se diventerà una voce importante per le aziende per indirizzare i consumi e aumentare il proprio valore di brand.

Social Contest: molto più che un gioco
Chiudiamo il mercoledì social ferragostano parlando di giochi. Su Facebook si moltiplicano le aziende che propongono ai propri utenti contest per acquisire nuovi fan o per fidelizzare quelli esistenti. Kontestapp ha creato un’infografica in cui rappresenta i dati dei contest sul social network, partendo da un numero che sottolinea la popolarità di questo strumento: il 70% delle aziende userà la gamification nelle proprie strategie del 2014.

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I soggetti interessati sono per lo più maschi (il 53%) con un’età media di 30 anni. Le tipologie di contest più utilizzate sono lotterie e quiz, ma anche gli Instant Win o Photo Contest hanno una buona percentuale. Per rendere il gioco online più appetibile e di successo è bene tenere a mente tre regole:
- Durata del contest e periodo di lancio: secondo i dati di Kontestapp un gioco deve durare tra i 25 e i 60 giorni. Inoltre la maggior parte delle aziende i Europa lanciano i propri contest a Giugno e a Novembre, considerati i mesi più appetibili;
- Applicazione: un buon contest deve essere supportato da una buona applicazione su Facebook, in modo da rappresentare l’hub del gioco stesso. In questo modo l’utente può avere lo storico delle proprie azioni;
- ADV: è necessario destinare parte del budget, durante la definizione delle tattiche di un contest, all’advertising. È inoltre importante targettizzare l’adv in modo da raggiungere una community davvero interessata al gioco e quindi alla marca.

Con questo è tutto. Non ci rimane che augurarvi di trascorrere un buon Ferragosto fatto di sole e tanto divertimento!

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