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Mercoledì Social #163
Ciao Socials! Vi eravamo mancati vero? Eccoci qui con il nostro appuntamento settimanale del mercoledì in cui si parla di restyling e nuove funzionalità sviluppate da diversi social network e non.
Google+ si rinnova con le immagini
Iniziamo con il grande “tuttologo” del web, ovvero Google.
A Mountain View il lavoro per vincere la sfida sui social network non ha mai fine e così, nel giro di una settimana, Google presenta delle novità sia desktop sia mobile per il suo Google Plus.

Punto fermo di questo restyling è l’importanza data alle immagini (come avevamo già visto in precedenza sul nostro blog) riprendendo, in sostanza, quanto fatto da Facebook e da Pinterest.
Partiamo dal layout della pagina che nella versione desktop non sarà più basato su una sola colonna ma su tre colonne enfatizzando le immagini che troveranno visibilità nella colonna centrale.
Su G+, ora, i post saranno visualizzati nel flusso delle news come delle vere e proprie card facilitandone così la lettura, la condivisione e l’apprezzamento con un bel +1.
Un’interessante novità, lato comunicazione, riguarda l’introduzione di una sorta hashtag in stile Twitter, abbinato alle immagini, che consente una miglior fruizione dei contenuti di interesse grazie ad una categorizzazione efficace. Cliccando sull’hashtag, infatti, l’utente viene reindirizzato ad una search web in grado di mostrare tutti i contenuti a cui è stato associato lo stesso hashtag.
Ma la possibilità di feed non si limita a questo, Google infatti introduce anche un highlight per i migliori contenuti visivi che verranno postati con l’intento di mostrare per primi i contenuti che dovrebbero essere di maggior interesse per l’utente finale.
Le novità, però, non finiscono qui! L’importanza data alle immagini vale anche per le foto personali dei singoli utenti.
Grazie alle funzione Auto Enhance Google potrà agire automaticamente sulla qualità degli scatti postati migliorandone contrasto, brillantezza, saturazione e, inoltre, immagini simili potranno diventare una gif animata.
Insomma, Google per guadagnare visibilità nell’ampio panorama dei social network prende spunto dai competitor e punta deciso sulla comunicazione visiva sempre più mirata sul singolo utente. Un tipo di comunicazione molto efficace perchè in linea con lo spirito dei social network, ovvero catturare l’attenzione nel tempo di un semplice scroll.
Flickr cambia immagine

Parlando di immagini non si può trascurare Flickr.
In questo caso le immagini sono sempre state il core del servizio grazie alle otto milioni di foto caricate dal 2005 a oggi.
La logica più evidente nel rinnovamento del servizio è l’abbattimento dei limiti attuato tenendo conto di due parametri.
Il primo è l’ampliamento delle spazio messo a disposizione per l’upload che passa a un terabyte senza più distinzione tra account pro e account free.
Il secondo riguarda la qualità delle immagini stesse. Non vi saranno più limiti di pixel per caricare una foto, professionisti del settore o semplici amatori potranno caricare immagini in alta definizione senza più preoccuparsi dei limiti di storage della piattaforma grazie all’innalzamento gratuito a un terabyte.
Non solo foto, anche per i video vi è un innalzamento dei limiti. Ora sarà possibile caricare tutti i video che si ritiene necessario tenendo conto che il limite per filmati in HD è stato fissato a tre minuti.
Bene, ma qui si sta parlando solo di tecnicismi! Dove sono le novità social che ci interessano?
Detto fatto, con la nuova versione Flickr ha introdotto un nuovo feed delle attività che sarà in grado di mostrare in homepage, grazie ad una barra laterale, gli ultimi upload dei contatti personali nonché le attività che gli amici fanno sulle foto personali dell’utente.
Il tutto viene concentrato in una nuova veste grafica dell’homepage che pone al centro, e ancora più grandi, le immagini.
Anche in questo caso, quindi, appare evidente come anche Flickr si stia evolvendo verso una modalità di interazione che privilegi sempre di più le immagini e soprattutto la proposizione di contenuti che siano rilevanti per gli utenti.
Cambia anche la pagina personale dei singoli richiamando le principali caratteristiche che contraddistinguono gli spazi dei singoli sui social network. Ora è possibile caricare un’immagine di copertina e una foto profilo ad alta risoluzione.
Aspetto social presente anche grazie alle applicazioni mobile rivisitate secondo la nuova grafica con l’intento sia di dare maggior spazio a uno dei principali canali di upload delle foto, sia cercando di facilitare e agevolare la natura stessa del mezzo ovvero la condivisione delle foto.
Basta con la solita TV!
Parlare di social non significa solamente trattare di Facebook, Google Plus e Twitter, solo per citarne alcuni.
Lo sviluppo del mobile ha aperto infinite possibilità di marketing e comunicazione grazie soprattutto alle applicazioni che consentono a ciascun brand di sviluppare contenuti speciali in modo da poter differenziare sempre più l’offerta rispetto ai competitor oltre a creare e implementare la propria brand identity o possibilità di engagement dei prospect.

Tali applicazioni consentono anche di cambiare radicalmente il modo di fruizione dei media in primis della televisione, regina incontrastata del panorama media tradizionale, sfruttando la logica della personalizzazione ed elaborazione dei contenuti messa a disposizione dal web e dai social network.
Non solo Social Tv quindi!
Un esempio interessante di utilizzo di applicazioni mobile rapportate alla cara e vecchia televisione ci viene fornito da Sky.
Lo spunto per questo articolo ci viene offerto dall’ultima novità nata in casa BSkyB (British Sky Broadcasting).
Ma andiamo con ordine.
La costola inglese del noto gruppo multimediale cerca di attrarre nuovi clienti grazie a Sky Sports TV, applicazione per iPhone che consente ai non abbonati Sky di vedere lo sport sul proprio smartphone in modo gratuito per un mese.
Per i già clienti troviamo l’ormai nota Sky Go che consente un accesso cross-platform ai servizi previsti dal singolo abbonamento.
Ok, ma come fare per chi vuole un consumo personalizzato? Ecco Now TV che consente di visualizzare, pagando, solo i contenuti che interessano all’utente.
Bene, in questo modo abbiamo visto come l’offerta possa arricchirsi e differenziarsi per andare incontro alle esigenze dei singoli.
Si ma…la personalizzazione da social network dove la trovo!?
Per rispondere a questa domanda troviamo Sky Sports for iPad.
Grazie a questa applicazione lo spettatore può guardare una partita di calcio visualizzando guide e moduli, profilo dei giocatori, statistiche del match in tempo reale, dividere lo schermo come meglio crede seguendo le sue esigenze.
Ultima novità interessante che verrà introdotta con la prossima finale di Champions League sarà la possibilità di personalizzare la visualizzazione della partita scegliendo l’inquadratura che più ci piace tra venti disponibili fornendo, inoltre, la possibilità di rivedere contrasti, goal, azioni salienti a nostro piacimento.
Grazie alle applicazioni, quindi, la marca non solo riesce a coprire al meglio la domanda dei clienti o potenziali tali ma consente anche agli stessi di salire in cabina di regia personalizzando, a piacimento, il modo di fruizione della “non più così immobile” televisione.
Lunga vita a Facebook
Facebook è spesso protagonista dei nostri post nei quali vi spieghiamo quanto sia diventato uno dei social network più usati, ma avete davvero idea di quanti utenti riesca davvero a raggiungere? A darci una stima delle percentuali ci aiuta uno studio condotto da Pew Internet & American Life Project che, insieme a Harvard’s Berkman Center, ha condotto un’indagine su di un campione di teeneger negli USA.
Secondo questo studio, infatti, ben il 95% dei teenager americani utilizza internet e l’81% di questi usa Facebook come sito di social networking preferito.
Attenzione! Questo non significa che Facebook sia l’unico social network su cui puntare gli occhi, soprattutto per quei brand che voglio comunicare con efficacia agli utenti. Infatti Twitter e Instagram stanno conquistando sempre più terreno aumentando considerevolmente la loro schiera di fedelissimi, soprattutto a partire dallo scorso anno. Sempre secondo lo studio di Pew, se nel 2011 erano il 12% gli adolescenti che usavano Twitter, nel 2012 sono il 26%. Ancora più sensibili i dati relativi a Instagram che nel 2011 non poteva essere classificato mentre nel 2012 raggiunge l’11% del totale del campione utilizzato.

Facebook dalla sua ha però il vantaggio di proporre frequenti e interessanti novità di cui noi vi parliamo frequentemente per tenervi sempre aggiornati come in questo post ed in questo solo per fare degli esempi.
Ma torniamo allo studio condotto da Pew. Un altro dato interessante emerso dalla ricerca è il cambiamento dell’atteggiamento degli adolescenti nei confronti dei social network. Questi, intatti, tendono a condividere molte più informazioni di quanto non fossero disposti a fare nel 2006 anche se sono sempre pochi quelli che hanno contenuti totalmente pubblici caricati sui propri profili.
Arrivano le pins “arricchite”
Pinterest ha appena sfornato una novità di grande interesse per i brand e per le loro strategie di marketing sul canale, sono nate infatti le “rich pins”, ovvero delle pins alle quali i brand possono allegare numerose informazioni. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e che cosa implica questa novità. Al momento ci sono tre possibili ambiti in cui i brand possono usare le rich pins: prodotti, ricette e film.
Nel primo caso i brand (ad esempio) di abbigliamento potranno pubblicare la foto di una t-shirt e specificarne il prezzo o la disponibilità per l’acquisto. Nel caso delle ricette, tutte le marche che operano nel food potranno rendere più appealing le proprie pins integrandole con ricette, suggerimenti e (ovviamente) rimandi al proprio sito.

Per i movies, infine, sarà possibile specificare informazioni sui cast, nonché inserire recensioni e giudizi.
Che implicazioni ha tutto questo per i brand? Le “rich pins” consentiranno un maggiore livello di engagement e di interattività da parte degli utenti sulle immagini postate; gli utenti infatti non saranno più semplici fruitori e “divulgatori” di pins, bensì saranno parte di un sistema che spazia da Pinterest agli altri social network e ai branded sites e che mette al centro l’esperienza e le necessità dell’utente stesso.
E’ chiaro quindi come questo tipo di approccio possa impattare positivamente sull’acquisto finale dei prodotti e in questo senso si possono già fare delle ipotesi sui prossimi sviluppi delle rich pins, ad esempio la possibilità di acquistare i biglietti per il cinema semplicemente facendo click sulla pin.
Per oggi abbiamo finito, ci rivediamo al prossimo post!
Il social web sta cambiando molto rapidamente il ruolo delle marche, rendendole sempre più media company. Basti pensare a Red Bull ed all’impatto mediatico che ha avuto l’impresa di Felix Baumgartner, ma anche a Heineken, capace di appropriarsi del territorio della musica attraverso eventi che vivono in maniera integrata sul social web e offline, o a Starbucks, sempre più distributore di contenuti oltre che di caffè.

Questa premessa è importante per rendersi conto di quale sia l’importanza che oggi ricopre la creazione e la condivisione di contenuti di qualità, capaci di mettere al centro le persone, offrendo loro un’esperienza completa. Prendiamo in considerazione per un attimo soltanto Facebook: in poco più di un anno la % di foto presenti nei newsfeed delle persone è cresciuta dal 20% al 50% (un incremento del +150%), come testimonia una recente ricerca di PostRocket.

Quando qualche mese fa Facebook ha acquisito Instagram, quest’ultimo contava poco più di 20 milioni di utenti (ed era disponibile solo per iOS): oggi sono più di 100 milioni le persone che utilizzano il servizio, ed il 67% dei TOP100 Brand intervistati da Interbrand ha colto l’opportunità di offrire a queste persone contenuti con cui interagire (era il 59% a Febbraio). Pensate che MTV ha assunto un fotografo dedicato esclusivamente ad Instagram per condividere con la community le immagini provenienti dagli MTV Movie Awards di qualche settimana fa.

La forza di Instagram è la semplicità di utilizzo e di fruizione dei contenuti. Questo è il motivo per cui anche rispetto a canali più utilizzati, o dove i brand sono più presenti, mantiene un grado di interazione più elevato: Pinterest, ad esempio, è utilizzato dal 76% dei TOP100 brand di Interbrand, ma l’aggregato dei follower di queste marche non raggiunge le 500.000 persone, contro i più di 7 milioni di Instagram.
Oltre alla frequenza di utilizzo, ed alla maggior “mobilità” di Instagram, il motivo è da ricercarsi nel modo in cui le marche mantengono la propria presenza su Pinterest: è vero che il 76% di quei brand hanno un account, ma solo il 55% lo utilizza attivamente per condividere contenuti. Instagram è utilizzato in maniera molto più frequente dalle marche, e questo ovviamente contribuisce a coinvolgere maggiormente le persone (il 27% dei brand presenti ha più di 20.000 follower, ed il 16% addirittura più di 100.000).

Quello che sarà interessante capire è se in futuro ci sarà un’ulteriore integrazione con Facebook, non soltanto a livello di condivisione delle immagini (oggi il 98% delle immagini pubblicate sono condivise anche su Facebook), ma anche a livello di funzionalità. Il ruolo dei brand è – e dovrà sempre più essere – quello di offrire alle persone un’esperienza continua a prescindere dai canali, dai momenti e dai dispositivi con cui entreranno in contatto con i contenuti.
Per un approfondimento sullo studio relativo all’utilizzo di Instagram da parte delle marche potete consultare lo studio pubblicato da Simply Measured, mentre potete usare lo spazio dedicato ai commenti per segnalarci brand che seguite e che secondo voi stanno sfruttando nel modo migliore le potenzialità del canale.
Oggi è un giorno speciale per due motivi: in primis perché è la festa dei lavoratori e poi perché quello che state leggendo è il 160esimo “Mercoledì social”, un bel traguardo per noi. Non possiamo non ringraziare tutti voi che continuate a seguirci mostrando il vostro interesse per le nostre rassegne settimanali.
Ma partiamo subito con le news di questi ultimi giorni che riguardano Facebook, Pinterest, Foursquare e Instagram.
Niente più visualizzazione “Post degli amici” sulle pagine Facebook
Il perché di questa scelta non è facile da interpretare, ma molto probabilmente – come suggerisce AllFacebook – questo cambiamento presuppone l’arrivo di nuove feature che consentiranno agli utenti di scoprire cosa i loro amici pensano di una determinata pagina o persona. Ora sulle brand page è dunque possibile visualizzare gli “highlights”, i “post della pagina” e i “post degli altri”.
Il lancio del “Graph search” di qualche mese fa lascia intravedere delle ottime opportunità per conoscere ciò che i propri contatti amano fare, i posti nei quali sono stati o le pagine alle quali hanno fatto Like, sempre ovviamente nel rispetto della loro privacy (a proposito di privacy su Facebook, vi consigliamo la lettura di questa interessante infografica riportata da Mashable).
Abbiamo già raccontato in un post di quale che settimana fa le potenzialità di questa feature per i brand, mostrando come Facebook strizzi l’occhio soprattutto ai business locali che possono farsi trovare proprio nel momento in cui le persone effettuano una determinata ricerca.
Qual è la vostra opinione su questo tema? Ditecelo pure nei commenti.
I social media nel 2013
Qualche giorno fa, GlobalWebIndex ha rilasciato un report sullo stato dell’arte del social web relativo al primo trimestre 2013. Lo studio evidenza come alcuni trend di crescita annunciati in passato vengono anche questa volta confermati. In particolare, l’inarrestabile incremento del numero di utenti attivi su Facebook (+35% rispetto al 2012) e l’aumento degli accessi ai social da mobile (+60,3% rispetto al 2011).
Come leggere questi dati? È chiaro che si tratta di due tendenze che camminano di pari passo e che nessun brand può più ignorare. Adottare un approccio “mobile first” significa pensare in un’ottica completamente diversa rispetto al passato, quando era il desktop il principale punto d’accesso alla rete. Oggi smartphone, tablet e game consolle la fanno da padrone, in linea con le abitudini di consumo delle informazioni e delle esperienze online.
Ma vediamo nel dettaglio quali sono i trend più interessanti riportati dallo studio GWI:
- cresce l’engagement su tutte le piattaforme. Ciò significa che le persone sono sempre più attive sui social network partecipando alle conversazioni con altri utenti e con i brand;
- i social network locali continuano il loro declino, tranne i casi particolari di Giappone e Russia. Il forte nazionalismo in questi casi si riverbera anche in rete, anche se ad impedire l’esplosione di social come Facebook o Twitter sono anche le diversità linguistiche e la censura;
- Google+ si conferma il secondo social network al mondo con 259 milioni di utenti attivi ogni mese. Al di là del generale scetticismo, il social di Big G non ha mai smesso di crescere. Questo per ovvi motivi legati alle sue peculiarità (gli hangout in primo luogo) e alla Search Engine Optimization (SEO).
Secondo voi qual è il motivo principale della costante crescita di Google+?
Foursquare e l’advertising
In una recente intervista, Dennis Crowley – CEO di Foursquare – ha bollato come false le affermazioni riguardo l’incapacità di monetizzazione della sua piattaforma. Interessante inoltre è un’indiscrezione secondo la quale Foursquare stia per lanciare due formati di social ads che avrebbero come scopo proprio quello di iniziare a generare revenue e di offrire anche alle piccole attività la possibilità di raggiunere in modo mirato nuovi clienti. Ecco le due presunte tipologie di ads:
- Check-in retargeting: consentirà di targettizzare gli utenti online in base ai loro check-in fatti nella vita reale, quindi anche al di fuori dell’app di Foursquare (da capire in termini di privacy in che modo Foursquare riuscirà ad affrontare le critiche, che certamente non mancheranno);
- Post check-in ads: consentirà di proporre un messaggio dopo che le persone hanno fatto check-in in un determinato posto, rendendo così l’ads molto rilevante e pertinente.
Nuove modifiche al look di Pinterest
Dopo l’annuncio di qualche settimana fa relativo al suo restyling, Pinterest negli ultimi giorni ha annunciato – attraverso il suo blog – un nuovo miglioramento del layout. Al di là dei cambiamenti che andremo ad elencare tra un secondo, è interessante vedere come il team di Silbermann ascolti la propria community e ne tragga degli ottimi spunti per apportare le modifiche alla piattaforma sulla base delle esigenze degli utenti.
Ecco le principali novità:
- dopo aver pinnnato un contenuto è adesso possibile scoprire altri contenuti affini;
- è possibile risalire alla prima persona che ha pinnato un’immagine;
- è possibile menzionare una persona in un pin attraverso la @.
Con il lancio di queste nuove funzionalità, Pinterest sembra da un lato prestare maggiore attenzione alle interazioni sia tra gli utenti che tra questi ultimi e i brand, dall’altro invece conferma la sua volontà di detenere la leadership tra le piattaforme mirate alla scoperta di nuovi contenuti. Il miglioramento del suo motore di ricerca – altra feature introdotta insieme ad un migliore sistema di notifiche – conferma questa interpretazione.
Il valore degli hashtag su Instagram
Che gli hashtag siano fondamentali per l’aggregazione di contenuti, esperienze e conversazioni su un determinato topic, lo dimostra la recente scelta da parte di Facebook di utilizzarli sulla sua piattaforma. Ora una ricerca di Dan Zarrella evidenza come su Instagram gli hashtag favoriscano una maggiore interazione in termini di like:
Si tratta di un dato molto incoraggiante per quei brand che vogliono coinvolgere le persone su Instagram e possono appunto farlo apportando valore nelle conversazioni attraverso l’uso degli hashtag.
Gli spunti sono interessanti e non vediamo l’ora di sapere cosa ne pensate: ditecelo nei commenti!
Ed è tutto per questo mercoledì
Buon primo maggio a tutti e alla prossima!
Come ogni settimana è giunto il momento del Mercoledì Social, che nel mio caso è anche il primo! Partiamo subito con la nostra overview.
Twitter: Burger King e alcune raccomandazioni sulle password
Come molti di voi sapranno negli ultimi giorni l’account Twitter di Burger King (seguito poi da quello di Jeep) ha subito un brutto scherzo da alcuni hacker. Dopo aver cambiato la visual identity – inserendo il simbolo di McDonald’s – hanno annunciato che Burger King era stata comprata dalla casa della M gialla, oltre a pubblicare alcuni messaggi pieni di insulti, offese e oscenità varie. Dopo mezzora fuori controllo l’account è stato chiuso. Tutto ciò ovviamente ha fatto parlare della sicurezza delle password e questa mattina il blog ufficiale di Twitter ha portato l’attenzione sul tema, con alcuni consigli che ogni utente e brand dovrebbe seguire.
Vine: prime sperimentazioni dei brand
Sono bastate poche settimane a Vine per attirare l’attenzione dei brand e degli esperti del settore. Vine con i suoi video di sei secondi rappresenta infatti un’autentica sfida per realizzare piccoli contenuti di conversazione e condivisione dal forte impatto emotivo. Per le aziende questo si traduce nella possibilità di realizzare dei veri e propri video teasing su prodotti e servizi istantaneamente condivisibili con la propria community. Ecco alcuni esempi per comprendere le potenzialità e le modalità di utilizzo di questa nuova applicazione.
Gap ha scelto di realizzare una clip incentrata sul prodotto, raccontando in soli sei secondi l’evoluzione dei modelli dei jeans dal passato al presente.
Un altro fashion brand su Vine è il nostro cliente Asos, che utilizza l’applicazione non come una semplice vetrina dei prodotti, ma per stimolare i propri follower a generare contenuti. Asos infatti invita i follower a realizzare e condividere le proprie clip di unboxing, utilizzando l’hashtag #ASOSUnbox. Per vedere un esempio cliccate qui.
In conclusione: Vine sembra aprire strade nuove all’interno della comunicazione web dei brand, rappresentando uno strumento innovativo di storytelling e d’interazione con gli utenti. La case history di Asos ci mostra come poter sfruttare in maniera semplice ed efficace le potenzialità di questa nuova applicazione.
Facebook conferma il primato nel social commerce
Grandi o piccole che siano, sono sempre meno le aziende che non hanno una presenza su Facebook. Dopo tutto sul social network di Palo Alto ci sono più di 1 miliardo di persone, cioè un larghissimo bacino di consumatori potenziali. Per identificare una strategia social efficace è necessario porsi una domanda importante: perché le persone decidono di seguire un brand su Facebook? Ecco un’infografica di Ambassador che ci dà alcuni insight interessanti a riguardo, passando in rassegna anche i numeri sempre più significativi per le aziende del social commerce.
I dati più interessanti per i brand raccolti in quest’infografica sono i seguenti:
- 70% segue un brand su Facebook per essere aggiornato o ricevere offerte speciali
- 38% considera Facebook uno strumento di shopping online
- 38% per tenersi aggiornato sugli eventi promossi dal brand
- 29% per commentare prodotti e servizi
- 52% segue su Facebook tra i 2 e i 5 brand
- 63% condivide news e immagini di prodotto.
L’ultimo punto sottolinea il ruolo di endorser che le persone hanno all’interno dei social network. I brand possono cogliere questa importante opportunità e creare, attraverso una strategia di contenuto, una community di ambassador legata al prodotto.
Differenze di engagement nel video sharing
I video sono un tipo di contenuto molto efficace da utilizzare per creare conversazione nelle pagine Facebook, aumentando l’awareness delle marca. Come sapete, esistono due opzioni per postare i video: facendo un upload direttamente su Facebook, oppure tramite la condivisione di un link che rimanda a YouTube. Queste due modalità di pubblicazione generano dei risultati differenti in termini di engagement. Ecco le peculiarità di entrambi:
Video Facebook
- I video hanno un tasso di engagement superiore del 40% (0,25%) rispetto ai link di YouTube (0.151%)
- I fan possono essere taggati all’interno del video
- I video suggeriscono agli utenti di cliccare mi piace alla pagina direttamente dal post
Link YouTube
- YouTube è il più popolare sito di video-sharing ed è in grado di aggregare, non solo i video, ma anche i dati riguardanti le visualizzazioni e le condivisioni. Gli Insight di Facebook invece non ci dicono nulla su quante volte un video sia stato visto e questo è un enorme svantaggio.
- È possibile condividere il link di YouTube ovunque, cosa che non avviene per i video caricati e pubblicati direttamente da Facebook, che non possono essere condivisi al di fuori del social network.
LinkedIn e l’importanza di un approccio personale
A quanti di voi la settimana scorsa è capitato di ricevere su LinkedIn un messaggio del genere: “Congratulazioni! Il tuo profilo è nel x% dei profili Linkedin più visitati in Italia nel 2012!”? Alcuni ne sono rimasti inorgogliti, molti altri perplessi, dubitando di essere utenti così attivi o ritenendo di aver ricevuto un messaggio standard.
La perplessità degli utenti deriva dal fatto che il contenuto condiviso dal brand non era veramente personalizzato, ma si basava su logiche di misurazione approssimative, senza fare una vera selezione degli utenti. Ciò induce a porre l’attenzione su quanto sia importante, per chi opera sui canali social, offrire agli utenti dei contenuti che siano realmente personalizzabili. Un approccio personale è la base per creare un contenuto rilevante e affine agli interessi delle persone che lo ricevono, stimolandole ad interagire con esso e generando quindi conversazione attorno all’iniziativa proposta. Fateci sapere nella sezione commenti come reagite ai contenuti proposti dalle pagine che seguite.
Come concludere nel migliore dei modi questa settimana? Una buona dormita, un aperitivo con gli amici e… l’ultimo numero della nostra rubrica Thank God We Are Social. Ma vediamo senza esitazioni quali sono le notizie di oggi.
InstaCat
È online da poche ore il primo social network dedicato ai… gatti! Se, come me, siete allergici a questi adorabili animali, su Catmoji ne potrete ammirarne a migliaia senza mai rischiare uno starnuto. Definito come “il Pinterest dei gatti“, nasce come luogo di condivisione e conversazione per gli amanti di questi animali. Una volta iscritti potrete creare il vostro “catavatar”, pubblicare le foto del vostro micio e scoprire quelle di altri utenti. Ah dimenticavo… per non farci mancare nulla, i frequentatori più abituali potranno guadagnare speciali badge felini. Per il momento però è possibile accedervi solo su invito.
Una buona azione, un follower VIP
Avete tra i vostri follower Twitter qualche personaggio famoso? Vi piacerebbe che Lady Gaga o Justin Bieber rispondessero con una faccina all’ennesimo video di gattini che avete pubblicato? Volete condividere con loro l’invito per Catmoji? Un giorno potrebbe succedere. Qualcuno infatti ha pensato che avere un follower Very Important Person. possa rappresentare un vero e proprio premio per le persone e la cosa sembra funzionare. Joshua Malina, star americana delle serie NBC West Wind e Scandal, ha promesso il suo “follow” a tutti coloro che doneranno una cifra di almeno 10$ all’associazione benefica Mazon. Con un video di presentazione della causa, Joshua ha comunicato il suo impegno a seguire e ad interagire con i donatori per un anno.
Gamification: un trend sempre in crescita
Il 2012 è stato sicuramente l’anno della “gamification“. I cosiddetti “social e casual games” (Angry Birds, Temple Run, Farmville…) hanno registrato un numero impressionate di utenti attivi: la compagnia cinese QZone ha toccato la quota di 700 milioni di giocatori attivi mensilmente. Le previsioni dicono che la industry dei casual games raggiungerà, da qui a pochi mesi, 8,64 miliardi di dollari. Rebel Entertainment e Dungeon Rampage hanno illustrato questo trend in un’infografica (cliccate sull’immagine per ingrandirla).
Ma non è una novità. Una ricerca di Google del 2011 mostrava già questo trend: il 43% dei possessori di tablet, passava più tempo a giocare con quest’ultimo piuttosto che guardando la TV o stando al PC. E ne è passato di tempo (e di tablet) dalla raccolta di questi dati. Resta da chiedersi: che fine faranno i titoli disegnati per i giocatori più “hardcore”?
“Xbox go big!”
Restiamo in tema video giochi lasciandovi il piacere di scoprire in questo video quale potrebbe essere il futuro della console di Redmond dimostrato al Consumer Electronic Show di Las Vegas in questi giorni dai ricercatori Microsoft:
Questa potrebbe essere una delle strade alternative per far fronte all’avanzata del casual gaming? Fateci sapere il vostro parere aggiungendo un commento qui sotto.
Rinascimento Social
Quando è nato il primo social network? Se avete risposto dando una data compresa tra il 1970 ed oggi beh… avete sbagliato. Sì, perché secondo uno studio a sei mani della British Library, della Royal Holloway University of London e della Reading University, gli antenati dei social network erano le Accademie Italiane Rinascimentali. Nella prima metà del ’500 erano infatti molte le accademie che registravano i loro membri utilizzando pseudonimi (proprio come i nickname di oggi) e mettendo in contatto le diverse menti per dibattere di scienze, matematica, arte e letteratura. E per alleggerire la discussione capitava lo scambio di battute divertenti e facezie, proprio come oggi.
Virgin out of ordinary
La nuova campagna di comunicazione di Virgin Atlantic sembra essere un elogio ai suoi dipendenti: Fly In The Face of Ordinary. E il video racconta una cabine crew d’eccezione…
Se volete segnalarci anche voi qualcosa di “out of ordinary” del mondo social, lasciate un commento a questo post.
Non mi resta che dirvi: buon week end!
I social network sono in competizione per una delle risorse più scarse sulla terra: la nostra attenzione.
I canali social sono attratti da due forze contrastanti: una, legata all’integrazione, li avvicina alle esigenze delle persone, che vogliono condividere i propri contenuti e sviluppare conversazioni, a prescindere dal mezzo. L’altra forza che ispira i social network è la separazione: per fare in modo che gli utenti percepiscano il posizionamento unico e scelgano un canale, ignorandone un altro.
Nelle ultime settimane Facebook, Instagram, Twitter e Pinterest sono stati protagonisti di una serie di azioni e reazioni che se non sono una vera e propria guerra, sicuramente rappresentano piccole battaglie.
5 novembre 2012 - Instagram si espande dal territorio “app mobile” e inaugura la propria presenza “web”: da questo momento Instagram mostra le immagini e i profili in modo completo anche sul website e non più solo tramite la propria applicazione.
9 dicembre 2012 - Instagram (acquisito da Facebook 8 mesi prima) disattiva il supporto per le “card” di Twitter. Non è più possibile vedere la preview delle foto Instagram all’interno del feed Twitter, ma l’unico modo è cliccare il link abbinato al tweet per vedere l’immagine. Uno dei motivi di questa scelta è sicuramente legato al luogo: le foto Instagram integrate nel feed di Twitter generano engagement su Twitter, ma non sul canale di origine. Avere più persone sulle piattaforme Instagram serve al social network per aumentare le possibilità di interazione e di condivisione contenuto, oltre che a introdurre maggiori opportunità di monetizzazione. Instagram vuole che il maggior numero possibile dei 200 milioni di utenti Twitter mensili visiti anche la propria piattaforma.
Goodbye, Instagram in my twitter stream. Le sigh. twitter.com/MikeIsaac/stat…
— Mike Isaac (@MikeIsaac) December 9, 2012
10 dicembre 2012 - Twitter non tarda a rispondere e introduce una nuova funzionalità (prima fino a questo momento caratteristica di Instagram): i filtri fotografici. E Dick Costolo, CEO di Twitter dichiara che disabilitare le card è stata una scelta di Instagram.
A questo punto il clima di guerra è evidente e Instagram si affretta a rilasciare la nuova versione della propria app.
11 dicembre 2012 - Instagram introduce Instagram 3.2 con numerosi miglioramenti: un app più veloce e affidabile, con un nuovo filtro e con alcune funzionalità che rendono ancora più interessante l’esperienza che prima poteva essere vissuta su Twitter.
Contemporaneamente, Pinterest attiva il supporto per le Twitter card: permettendo di vedere le immagini dei “Pin” anche all’interno del feed Twitter, proprio come avveniva per Instagram fino a qualche giorno prima.
A questo si aggiunge il recente cambio di policy da parte di Instagram, interpretato dalla community come una potenziale “svendita” dei propri dati. Instagram ha spiegato che il tema è un aggiornamento delle regole e una possibilità di sperimentare nuove soluzioni, anche per le marche che vogliono prendere parte alla conversazione in modo rilevante, ma ha smentito l’interpretazione inizialmente più diffusa presso la community, rassicurando chi temeva per la ownership delle proprie immagini.
@stefanomaggi feature wars will continue to persist (filters to video to augmented reality) and the battleground is the social data.
— Jeremiah Owyang (@jowyang) December 12, 2012
Come sostiene Jeremiah Owyang, le guerre sulle feature continueranno a esistere. Il campo di battaglia è e sarà sempre più chiaramente quello dei social data: le interazioni, le connessioni, le informazioni che le persone decidono apertamente di condividere con gli altri e con le marche nell’ambito di una relazione. In ultima analisi, il campo di battaglia sarà l’attenzione delle persone.
I brand hanno la possibilità di rimanere rilevanti e non essere penalizzati da questi cambiamenti: definendo un ecosistema a partire dalle persone. Scegliere i canali che utilizzano le community di riferimento per il brand, considerando le interazioni e le attività a cui la marca può aggiungere valore: ecco il modo che permetterà di rimanere rilevanti al di là dello sviluppo delle social network wars.
Update: Pinterest ha dichiarato che l’integrazione delle card nella timeline Twitter rappresentava un test e che il social network sta valutandone i risultati.
Dimenticavo: i photo credit per l’immagine di apertura sono tutti per Ottavio.
Rientrati dal ponte dell’Immacolata (come lo avete passato?) è il momento di tuffarsi tra le novità provenienti dal social web. Mettete da parte per qualche minuto quello che state facendo… si comincia!
Responsive Design, questo sconosciuto
Che i device mobili siano oggetti ormai immancabili nelle nostre vite, è assodato. E il dato numerico (entro la metà del 2013 smarphone e tablet saranno 1,5 miliardi, superando i computer – dati completi all’interno del AdRreaction 2012 Global Report, pubblicato da Millward Brown), sebbene sia gigantesco, non è nemmeno lil fattore più importante.
Perché? Perché se avete dimenticato a casa il vostro smartphone anche solo una volta, sapete che ci sente esattamente come lei.
Non parliamo di semplici oggetti, ma dei dispositivi più intimi di sempre. Sono sempre con noi. Ci permettono di raggiungere le persone, ovunque, a qualsiasi ora. Di lavorare, dappertutto. Soprattutto, hanno sempre una risposta.
L’opportunità, per chi si occupa di marketing, è quella di dialogare con le persone attraverso un touch point estremamente personale, in diversi ambiti. Dalla ricerca di informazioni, all’acquisto, attraverso un’interazione percorribile in due direzioni, dal brand alle persone e viceversa.
“Here’s the thing. If you have a website, it’s already mobile, whether you know it or not. People are visiting your sites through mobile devices every day.” – Richard Hill, in questo post.
Visitare il sito web di un brand significa vivere un’esperienza di marca, che può essere ottimizzata per i diversi dispositivi che le persone decidono di utilizzare. Il Responsive Web Design soddisfa proprio a questa esigenza.
Non si tratta di ottimizzare semplicemente il layout rispetto alle dimensioni dello schermo, ma di migliorare l’intera user experience rendendo l’ambiente intuitivo e user friendly. Social plug-in, strumenti di ricerca, una diversa disposizione dei contenuti. Si tratta, quindi, di essere pronti ad accogliere le persone, a prescindere dal dispositivo che decidono di utilizzare per raggiungere il brand.
Questo è l’approccio con cui, insieme a BNL, abbiamo costruito www.factory.bnl.it: una piattaforma di conversazione dedicata allo scambio aperto di opinioni in merito ai temi della ricerca, dello sviluppo e delle nuove tecnologie.
Twitter introduce i filtri fotografici
Qualche giorno fa Instagram ha tagliato i ponti che lo univano a Twitter. Le foto realizzate con Instagram, infatti, possono ancora essere condivise sul social network, ma appaiono solamente con link e descrizione, senza anteprima.
Twitter, per contro, ha annunciato una nuova versione dell’app che introduce diversi filtri da applicare alle fotografie. Se l’obiettivo di Instagram, quindi, è quello di aumentare l’attenzione verso la propria versione web, spostando il traffico in quella direzione, Twitter cerca di integrarsi, offrendo agli utenti un nuovo stimolo a rimanere all’interno della piattaforma.
Nella pratica, questa nuova feature non è il massimo dell’innovazione, ma risponde ad un esigenza ormai radicata nel comportamento delle persone, aumentando ulteriormente le potenzialità del social network.
Instagram non sta a guardare
La risposta di Instagram all’innovazione introdotta da Twitter non si fa aspettare: una nuova versione dell’app rinnova il layout e introduce alcune nuove feature (anche in questo caso, non esattamente un salto nel futuro), tra cui il filtro “Willow“. Qui potete trovare tutte le novità.
Intanto, se volete continuare a vedere l’anteprima delle fotografie instagrammate su Twitter, ecco come fare. Micheal Schonfeld ha sviluppato una Chrome extension che permette di visualizzare le preview sul social network: InstaTwit.
Ora rimane da chiedersi, chi avrà la meglio tra i due contendenti? Continuerete a usare Instagram, o “filtrerete” le vostre foto con Twitter?
Il detto “tra i due litiganti il terzo gode“, per altro, potrebbe non essere nemmeno così banale in questo caso. Anche Google, infatti, ha deciso di giocare la partita acquisendo Snapseed (come lo trovate?) e rendendolo gratuito, mentre prima costava 5 dollari. Neanche a dirlo, è stato integrato con Google+ per completare l’esperienza.
Meanwhile, Pinterest…
Morto un Papa se ne fa un altro (poi giuro che la smetto con i detti). Neanche il tempo di digerire la rottura tra Instagram e Twitter, che Pinterest si mette in mezzo. Da ora in avanti, infatti, potremo vedere gli shared pins in anteprima all’interno dei tweet, senza la necessità di passare da pinterest.com o dall’applicazione. Esattamente come accadeva con Instagram.
Rimane da capire quanto sia impattante questa novità, dato la condivisione dei propri pin, su Twitter, non è un comportamento così diffuso.
The mobile photo explosion
Tra le diverse possibilità fornite dai dispositivi mobili (per ricollegarci a quanto detto sopra), scattare fotografie è una delle più rilevanti. L’affermazione di Instagram (e delle diverse alternative) è la prova della crescete volontà delle persone di creare e condividere contenuti sempre più personalizzati.
Per concludere rimanendo in tema, non resta che ripercorre i diversi step dell’evoluzione della fotografia, attraverso quest’infografica.
È tutto per questo appuntamento, alla prossima!
Qualche giorno fa, Pinterest ha annunciato, attraverso il suo blog, il rilascio di una feature molto attesa dai brand (e non solo): i profili business. Dopo aver offerto a chiunque abbia un sito la possibilità di certificarlo anche sul social network, Pinterest fa un ulteriore passo in avanti per confermare la sua volontà di posizionarsi come piattaforma di conversazione tra brand e persone. Vediamo allora insieme quali sono le novità introdotte e in che modo i brand possono sfruttarle al meglio.
Chi può aprire un account business
Come riportato sul blog di Pinterest, ovviamente non tutti possono usufruire di questo tipo di account. I profili business sono infatti riservati soltanto ai brand, retail, designer, blogger, siti di e-commerce, organizzazioni no-profit, istituzioni o local business. Al fine di migliorare l’esperienza di uso di questa tipologia di profili, Pinterest ha riservato una sezione di supporto con case history, branding guidelines e altro.
Quali sono le novità
Se dal punto di vista del layout non ci sono particolari differenza rispetto ai profili personali (un po’ come la timeline di Facebook), due sono le novità più interessanti introdotte da Pinterest: il profile widget e il board widget. La prima consente di embeddare gli ultimi pin postati sul social network nel proprio sito, mentre la seconda dà la possibilità di integrare un’intera board.
Ritengo interessanti queste nuove feature perché facilitano la condivisione dei contenuti presenti sul sito del brand. Altro aspetto da segnalare, i nuovi “termini di servizio” pensati appositamente per i profili business.
Alcuni consigli per le marche
Come dicevo prima, Pinterest offre supporto a chi decide di aprire un account business. Infatti, il team del social network suggerisce alcune best practices che proviamo a sintetizzare nei seguenti 5 punti:
- Tell your story: su Pinterest è fondamentale che il brand racconti la propria storia e i propri valori attraverso un’immagine di profilo chiara ed una descrizione dettagliata, con keyword ben precise.
- Share your values: ogni brand si fonda su alcuni valori fondamentali. Pinterest è il luogo ideale per comunicarli attraverso immagini belle e significative, che spingano gli utenti a condividerle con il loro network.
- Highlith specials: riservare qualcosa di speciale ai propri follower è un ottimo modo per creare un forte legame su qualsiasi social. Pensiamo a particolari offerte o semplicemente ad una dinamica di reward esclusiva per la propria fanbase. Questo vale appunto anche su Pinterest: prevedere una board ad hoc è sicuramente il miglior modo per sperimentare quanto appena detto.
- Make it personal: anche i brand possono esprimere ciò che li ispira, la loro personalità, le idee che danno vita ai prodotti o servizi. Le immagini, con la loro forza comunicativa, sono un medium perfetto per questo scopo.
- Build a community: ci sono diversi modi per creare una community su Pinterest. Pensiamo alle board condivise, nelle quali un brand può invitare altre persone a postare contenuti relativi ad un particolare topic. Oppure alla possibilità di organizzare un contest e premiare alcuni follower in base ad una dinamica prestabilita, comunicata in modo chiaro ed efficace.
Conclusioni
Il roll out delle pagine aziendali avvicina Pinterest ai grandi social network come Facebook e Twitter. I brand potrebbero utilizzarlo per conversare con una nicchia ben precisa della loro audience, segmentando in modo strategico i canali utilizzati. Anche se in Italia Pinterest non ha i numeri di Facebook o Twitter, rimane comunque una buona piattaforma dove poter impostare degli obiettivi precisi, integrati con la strategia che si sviluppa anche sugli altri canali social.























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