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Hello everybody!
Bentornati al nostro consueto appuntamento di metà settimana con le ultime news sul social web. Cercate un modo per sopravvivere alle prime alte temperature in ufficio? Prendiamo una boccata d’aria con l’attesissimo Twitter Music, Social Caring, Bad Ads, EdgeRank spiegato da un testimonial d’eccezione (spoiler) e chiudiamo con gli avvenimenti di Boston.
Twitter Music
Twitter music non è ancora disponibile ufficialmente, ma continuano ad uscire indiscrezioni sul nuovo servizio di digital music streaming. Le prime voci riguardano la data di uscita, ormai davvero prossima: si parlava di un possibile lancio in occasione del Coachella music festival, di fatto non avvenuto, mentre altri parlano della prossima settimana.
La mancanza di informazioni contribuisce a far crescere l’attesa e a far nascere diverse ipotesi tra la community, come la doppia interfaccia (web e app separata) e l’integrazione tra questa app e Youtube, iTunes, Spotify, Vevo e SoundCloud. Chissà se i ragazzi di Jack Dorsey avranno guardato al successo di Spotify per sviluppare o migliorare il proprio progetto, dite la vostra nei commenti
Social Caring
La tendenza dei consumatori di ricercare un contatto con i brand attraverso i canali social è sempre più diffusa: per gli utenti ricevere assistenza diretta e personalizzata è un valore aggiunto, anche in fase di decisione d’acquisto, mentre per i brand è un servizio che se strutturato permette di gestire la conversazione online al meglio, evitando crisis e perdite in reputation. L’ultima analisi di SocialBakers ci segnala quanto sia stato recepito il tema dai brand ed i grandi passi avanti, su scala worldwide, in termini di Response Rate negli ultimi tre trimestri.
Negli ultimi nove mesi la crescita del Response Rate, ovvero il numero di richieste della community gestite e moderate in rapporto al tempo impiegato per rispondere, è cresciuto del 100%, con particolare incremento nel settore finance, fashion e fast-moving consumer goods.
Quale settore secondo voi in Italia dovrebbe investire di più in social caring? Segnalatelo nei commenti.
L’impatto del Customer Service
Sappiamo da tempo che la brand reputation e la gestione del caring online influiscono direttamente su brand preference, vendite e loyalty. Ma qual è esattamente l’impatto del customer service sul vostro business? A questa domanda ha cercato di rispondere Zendesk che ha cercato di quantificarne le conseguenze sul lungo termine, riassunte in un’infografica.
Interessante il dato riguardante il ruolo dei social media, canale dove i rapporti tra persone>brand, brand>persone e tra le persone portano a sviluppare in maniera naturale la conversazione e a condividere le esperienze.
Facebook EdgeRank
EdgeRank è per definizione l’algoritmo sviluppato da Facebook per gestire i contenuti visualizzati dagli utenti nel newsfeed; ma come funziona nello specifico? Per rispondere a questa domanda ci sono ormai diversi articoli disponibili online (come questo) che presentano i vari parametri da cui è influenzato e come comparire con più frequenza nel newsfeed degli utenti ma nessuno, prima d’ora, aveva mai pensato di coinvolgere uno dei supereroi più celebri, Batman, per semplificare il concetto e renderlo comprensibile a tutti. Riuscirà il Cavaliere Oscuro in questa difficile missione? La creatura di Zuckerberg si dimostrerà un avversario più ostico di Jocker o Pinguino? Giudicate voi stessi!
Bad ads & Social media
Ok, mettiamo il caso che Batman abbia risolto ogni vostro dubbio su EdgeRank e siete pronti per condividere dalla vostra Facebook Page un contenuto, come fare per promuoverlo sui social ed incrementare reach/interazioni? Come spesso accade nell’evoluzione dei media, anche per i social si sta verificando un fenomeno tipico dei canali tradizionali, come TV, radio e stampa, ovvero l’interruzione dell’esperienza e la conseguente perdita dell’attenzione dell’utente. Non basta difatti comprare visualizzazioni ed interazioni per ottenere una campagna efficace, ma bisogna focalizzarsi sulla creazione del contenuto e la cura del suo formato, che sono sempre più importanti per non annoiare la community con update poco rilevanti. Proprio sul tema della noia è incentrata l’ultima analisi di InsightsOne che ha portato alla luce come sempre più utenti sono sottoposti a messaggi noiosi, artefatti e fastidiosi.
I canali in cui questo fenomeno si presenta più spesso sono TV e strumenti web tradizionali, come banner, pop-up ads e direct email, ma non è da sottovalutare il dato, in crescita nel 2013, dedicato ai social media. Un motivo in più per investire sui social con un approccio diverso dal web tradizionale, volto a promuovere la conversazione.
Pixel Dropr
Un nuovo plug in per Photoshop ha tutta l’aria di voler rivoluzionare il mondo dei tool per web designer, inserendo un nuovo livello social, basato sulla condivisione e sulla open source. Il software, creato da UI Parade, permette ai designer di creare delle e proprie collezioni di icone, illustrazioni, foto e bottoni che possono essere caricate ed utilizzate gratuitamente. Scopriamo come funziona:
#prayforBoston
Come abbiamo visto più volte, le dinamiche social si innescano sempre di più nella vita quotidiana delle persone come nei grandi avvenimenti che la sconvolgono. Nelle prime ore successive alla tragedia di Boston Google ha lanciato lo strumento di ricerca Person Finder per coloro che vogliono ricevere notizie su persone scomparse tra le strade della maratona. Il Boston Marathon Person Finder consente di scegliere tra le opzioni “Sto cercando qualcuno” oppure “Ho informazioni su qualcuno” per lasciare tracce importanti e utili durante le ricerche di persone disperse. Nella pagina sono anche presenti indicazioni per mettersi in contatto con le autorità locali. Lo strumento era già stato lanciato con successo nel gennaio 2010 a seguito del terremoto di Haiti.
Pochi minuti dopo le esplosioni, le persone hanno cominciato ad utilizzare Facebook non solo per condividere news sull’attentato, ma anche per sostenere chi ne è stato coinvolto e donare alla American Red Cross. La pagina Facebook ufficiale della Boston Marathon è stata utilizzata dagli organizzatori per confermare che le esplosioni sono state causate da due bombe:
Su Twitter è stato lanciato dalla Boston Police Department l’hashtag #tweetfromthebeat per raccogliere tutte le foto ed i video creati dai testimoni diretti, in modo da aiutare le forze dell’ordine a ricostruire l’accaduto. Ogni contributo creato dagli utenti può essere utile per ricostruire questo complesso puzzle di informazioni ed identificare gli autori.
Testimonianze che sono state pubblicate anche da Dennis Crowley, co-founder di Foursquare, che trovandosi a correre la maratona ha dato vita ad un vero e proprio live tweet direttamente dal suo profilo personale. Dopo le esplosioni, Crowley ha rassicurato i suoi familiari ed i suoi quasi 63.000 follower ed ha aggiornato la community in tempo reale sugli eventi.
Infine, ci sentiamo di dedicare un pensiero alle vittime dell’attentato. Bersagli innocenti di chi ha voluto trasformare una giornata di sport per famiglie in un evento così drammatico. Probabilmente è banale, ma davanti a queste scene non ci stancheremo mai di provare sconcerto e commuoverci.
La cosa migliore da fare per onorare le vittime? Iscriversi alla Boston Marathon 2014.
Grazie a tutti, non dimenticate di farci sapere cosa ne pensate del nostro Mercoledì Social nei commenti.. alla prossima!
Bentornati con il nuovo Mercoledì Social. Siete pronti a scoprire le principali novità del social web? Eccole!
I numeri dei social media
Sembra proprio che i social media acquisiscano sempre più valore per le aziende: uno studio di Gartner riporta dei numeri interessanti sull’anno in corso. Per il 2012 si prevede che l’investimento su questi canali supererà del 43% quello dello scorso anno, arrivando a 16,9 miliardi di dollari. La social advertising continuerà ad essere il contributo più significativo con un totale previsto di 8,8 miliardi dollari. Anche il social gaming continua a segnare una forte crescita e dovrebbe raggiungere i 6,2 miliardi di dollari quest’anno. Dati incoraggianti dunque, che evidenziano un trend di crescita significativo e che rendono sempre più evidente, per le aziende che non l’hanno ancora fatto, l’importanza di affacciarsi sui social media per (per dirlo con le parole di Robin Grant), “parlare con le persone, non alle persone”.
I promoted updates di Foursquare
Da buona Foursquare addicted, non potevo che iniziare raccontandovi che è da poco stato annunciato il lancio pilota dei “promoted updates”, che permettono alle aziende di comunicare offerte o prodotti disponibili agli utenti. Questi saranno di due tipi: Promoted updates, con comunicazioni puntuali sulle novità, e Promoted specials, riguardanti le offerte del momento. Per ora sono disponibili per 20 fortunate aziende partner, come Gap, Hilton, BestBuy, che hanno attivato questi promoted update con modalità “cost per action”.
Una nuova opportunità per i local business e un passo avanti per Foursquare. Voi cosa pensate di questa nuova feature? Quale evoluzione concreta porterà questa novità?
Mobile Ads VS Desktop Ads: quale più efficace?
Da un report di AdParlor sullo stato dell’advertising mobile su Facebook emerge che, rispetto a un utente che clicca sui desktop ads, i mobile user commentano il 22% in più e fanno il 63% dei like in più sul post sponsorizzato. Le cose cambiano però quando si tratta di azioni più “complesse”- come scrivere wall post, aprire link, guardare video, visualizzare foto: in questo caso si inverte la tendenza e i desktop ads si rivelano da 6 a 8 volte più efficaci. A cosa è dovuta, secondo voi, questa differenza? Ritenete che questi risultati cambierebbero se l’applicazione mobile fosse più user friendly? Qui potete vedere la versione completa del report.
E-commerce in Italia
Qual è il rapporto fra italiani e acquisti online? Secondo uno studio di eMarketer, spendiamo molto ma l’abitudine non è ancora troppo diffusa fra la popolazione. Il ritmo di crescita è sostenuto: nel 2011 c’è stato un incremento del 32%, ben il 38% delle persone online ha effettuato acquisti per un totale di quasi 13 miliardi. Per il 2012 si prevede una crescita del 25%, che porterà al 41% la percentuale di utenti web che avranno fatto almeno un acquisto per un totale di oltre 16 miliardi. Le previsioni parlano di oltre 31 miliardi spesi in e-commerce dagli italiani nel 2016. I siti preferiti? Amazon, LeGuide.com e Apple.
Smartphone VS Tablet nel Regno Unito
Deloitte ha condotto un’interessante ricerca sull’uso del mobile nel Regno Unito: dall’infografica emerge che il 52% della popolazione possiede uno smartphone, mentre solo 16% possiede un tablet. Pare però che le persone preferiscano il tablet quando si tratta di acquistare applicazioni dedicate: la spesa media in questo caso è di £2.50 al mese, contro i £0.80 spesi per arricchire il proprio smartphone.
Per quanto riguarda l’impiego dei due device, smartphone batte tablet (seppur di poco) quando si tratta di usare le e-mail, fare ricerca su internet, accedere ai social network e utilizzare le mappe; viceversa, si preferisce il tablet per usare i servizi di online banking, guardare video o ascoltare musica, fare acquisti online e giocare.
Ritenete che le abitudini degli italiani possano essere paragonate a quelle degli inglesi? Alla luce di queste considerazioni, in che modo le aziende dovrebbero ottimizzare la loro presenza nel mobile?
+1 batte Like nel search ranking
La non-sorpresa della settimana arriva da Econsultancy: pare che nel posizionamento fra i risultati di ricerca di Google, ogni +1 abbia più peso di un Like. Lo studio, basato su più di 7000 pagine web, ha dimostrato che avere almeno 63 +1 garantisce un posto fra il primo 20% dei risultati; per raggiungere lo stesso obiettivo ci vogliono circa 160 Like.
Youtube incoraggia l’uso del proprio nome completo
Cattiverie gratuite? Violenza e maleducazione? Mai più, secondo Youtube: la piattaforma di video sharing invita i propri utenti ad utilizzare il proprio nome e cognome, e non un nickname, per identificarsi nell’upload dei propri video o nei commenti. Se l’utente decide di mantenere comunque il nickname, è tenuto a specificarne la motivazione (ad esempio, posta per conto di un brand o altro). Questo rappresenta un ulteriore passo nell’ottica dell’integrazione con Google+ e della sempre maggiore tutela degli utenti e dei contenuti postati.
Social support: cosa si aspettano gli utenti?
Secondo uno studio di Arnold Worldwide, in media il 59% degli utenti, quando contattano i loro brand preferiti sui social media per ricevere assistenza, si aspettano una risposta esaustiva. Crescono dunque le aspettative degli utenti nei confronti delle marche presenti sui social media. I cinesi sembrano essere i più esigenti ma anche i più attivi: il 74% ha dichiarato di aver espresso pubblicamente un’opinione a proposito di un servizio ricevuto. Seguono i brasiliani, con il 68%, che superano del 20% circa gli americani e gli inglesi.
Con queste succose news vi lascio e vi invito come sempre a dire la vostra opinione sugli argomenti trattati nei commenti, qui sotto.
















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