Here are all of the posts tagged ‘social media marketing’.

Un nuovo capitolo per We Are Social

di Robin Grant in News


we-are-social-italy-team-500

Quando io e Nathan abbiamo fondato We Are Social a giugno del 2008 volevamo creare la miglior social media agency al mondo e tutto ciò che avevamo erano un paio di laptop e qualche grande idea.

Dopo poco tempo abbiamo conosciuto Gabriele, Stefano e Ottavio che condividevano con noi non solo la visione di come avrebbe dovuto essere questa agenzia ma anche la passione e la voglia di contribuire attivamente alla creazione di un grande brand.

Insieme al nostro team di più di 400 persone in otto nazioni in tutto il mondo, sentiamo di poter dire che questo primo obiettivo è stato raggiunto. Siamo incredibilmente fieri del lavoro fatto in questi anni dal nostro team, a partire da una lista di clienti che poche altre agenzie nel nostro settore possono vantare.

Ora siamo pronti per il prossimo capitolo della storia di We Are Social. Vogliamo portare il “social thinking” al centro del marketing. In questo percorso non saremo soli, abbiamo infatti annunciato oggi che BlueFocus, il più grande gruppo nei marketing service in Cina, acquisirà una quota di maggioranza di We Are Social (operazione soggetta all’approvazione regolatoria).

We Are Social rimarrà un brand indipendente, guidato dall’attuale management team in tutto il mondo. Forse la più grande motivazione che ci ha spinti a scegliere BlueFocus come partner è stata proprio la libertà di poter continuare ad essere We Are Social. Il nostro brand e la nostra cultura rimarranno invariate ma questa nuova partnership ci renderà migliori, più grandi e ancora più solidi.

Per entrambe le aziende, questa non è solo un’acquisizione ma una partnership strategica che ci darà la possibilità di attuare la nostra visione. Grazie ad un potenziamento dell’ infrastruttura internazionale e all’ingresso in nuovi mercati, potremo accelerare ulteriorimente la nostra traiettoria di crescita straordinaria. Avremo insight e possibilità di accesso senza eguali nel mercato cinese, una realtà in crescita e mutamento continuo, qualcosa che i nostri clienti global ci chiedevano già da diverso tempo.

Saremo il principale brand in ambito digital/social del gruppo BlueFocus nel mercato occidentale, portando in dote la nostra expertise a livello internazionale, e offrendo a BlueFocus uno straordinario potenziale di crescita, trasformando il gruppo in un grande network globale.
Per molti di voi il nome BlueFocus potrebbe non dire molto ora – non sarà così per molto. Condividono con noi di We Are Social le stesse ambizioni di espansione internazionale, hanno fatto registrare una crescita incredibile in pochissimo tempo, possiedono un grande spirito imprenditoriale e hanno già affermato e consolidato la loro posizione di leadership nel mercato cinese della comunicazione e del marketing. Con un obiettivo già dichiarato di aumentare le loro revenue di 10 volte nel corso dei prossimi 10 anni stanno diventando rapidamente una realtà significativa a livello mondiale; ancora di più dopo l’annuncio di oggi.

Insomma, BlueFocus crede nella nostra strategia e nella nostra visione sul futuro di questa agenzia e sta investendo nel nostro team per portarla a compimento. Questa visione è di continuare a lavorare per i migliori brand al mondo, mettendo il “social thinking” al centro del marketing.

Abbiamo grandi ambizioni per il futuro di We Are Social e con il supporto di BlueFocus siamo sicuri di poterle realizzare.

tags: , , ,

Mercoledì Social #189

di Giovanni Balsamo in News

Per scrivere bene, non c’è niente di meglio che avere qualcosa da dire. E siccome questa settimana le cose da dire non sono poche, i presupposti per un Mercoledì Social di qualità sembrano esserci tutti. Detto ciò, non perdiamoci nei meandri della retorica e partiamo subito con la nostra consueta carrellata di news tratte dal mondo dei social media.

10 migliori brand su YouTube

Sono molti i brand che pensano che il social video sia lo strumento più diretto per entrare in contatto con quello che ancora oggi si indica come “target di riferimento” e che invece ci piace pensare, considerare e descrivere in primis come un prezioso interlocutore e in un secondo momento come un consumatore di un prodotto e/o servizio. Tuttavia per i brand non è mai semplice e immediato mettere in atto un’efficace strategia di marketing. A supporto di quanto appena detto, abbiamo l’ultimo studio Touchstorm, The Touchstorm Video Index. Questa ricerca, oltre a rivelarci che solo 74 dei primi 5.000 canali di YouTube appartengono ai brand (circa il 2%), ci dimostra che la più diffusa piattaforma di condivisione di social video sia ancora un territorio semibattuto dalle aziende. E pensare che YouTube ha ben sette anni di vita!

A questo link trovate la Top Ten dei migliori brand su YouTube.

Ci sono altri dati interessanti di questa ricerca targata Touchstorm, passiamoli subito in rassegna:

- Pepsi e Coca-Cola sorprendentemente non compaiono nella Top Ten dei migliori brand su YouTube, ma c’è per esempio Blendtec (in 8° posizione) grazie al successo della famosa serie di video Will It Blend?.

- I brand di make-up sono assenti, anche se su YouTube sono presenti in abbondanza video amatoriali di bellezza.

- Samsung ha ben cinque canali indicizzati e dedicati a diverse tipologie di prodotto. Questo risultato è nettamente superiore rispetto a quello raggiunto da molti altri brand di pari livello.

- L’agenzia di modelle Ford Models è messa meglio nel ranking Touchstorm dell’omonima e storica casa automobilistica americana Ford. Stesso discorso vale per La Chiesa Mormone, che risulta ben posizionata rispetto a veri e propri giganti quali Apple, Microsoft e IBM.

Detto ciò, è vero che i dati e le classifiche sono importanti, ma prima di misurare la valenza social di un brand su YouTube (attraverso parametri quali: visite totali sul canale ed engagement effettivo sui video caricati) bisognerebbe prendere in considerazione la qualità che esso esprime attraverso i contenuti proposti su tale piattaforma. In fondo è sempre dalla qualità che nasce il successo. E per qualità s’intende l’innovazione, l’originalità, l’astrazione concettuale che si cela dietro un contenuto – di qualunque tipologia esso sia – e che gli permette di avere una rilevanza all’interno della strategia di marketing di un’azienda.

YouTube ha lanciato Fan Finder

Restando in tema, andiamo ora a parlare brevemente dell’iniziativa messa in atto da YouTube per aiutare i youtuber ad acquisire fan. Come vi abbiamo già anticipato nell’ultimo Mercoledì Social, stiamo parlando di Fan Finder, che si potrebbe inquadrare come una campagna pubblicitaria, resa disponibile da YouTube ai propri migliori utenti e cioè quelli che effettivamente producono video. In sintesi, Google sta effettuando un test per migliorare i suoi annunci ed è facile immaginare che un brand in un futuro non troppo lontano possa offrire questa tipologia di servizio ad inserzionisti disposti ad acquistarla.

Ecco un esempio di Fan Finder Ads:

 

LinkedIn lancia la “Showcase Page”

LinkedIn continua a mantenere il proprio primato come miglior piattaforma per professionisti, offrendo di continuo nuovi aggiornamenti che migliorano i profili aziendali soprattutto in termini di visibilità. È di ieri la notizia del lancio della funzionalità denominata Showcase Page, che in pratica permetterà alle aziende sulle proprie Company Pages di indirizzare e raggruppare i follower di un prodotto, servizio o brand specifico. L’obiettivo di LinkedIn è semplice: evitare che aziende – con un elevato numero di prodotti, diversi tra loro – sviluppino conversazioni e creino contatti su una singola pagina, correndo il rischio di diventare “un po’ opprimenti” agli occhi della propria rete di contatti. Una rete variegata di persone che non è necessariamente interessata ad ognuno dei contenuti proposti.

Ogni azienda può creare fino a 10 Showcase Page, che sono destinate a funzionare allo stesso modo di una Company Page e quindi anche ad essere supportate da Follower Ads e Sponsored Updates. Il fine di questa nuova funzionalità dimostra ancora una volta che LinkedIn non possa più essere pensata solo come una piattaforma di social recruiting, ma anche come una professional publishing platform.

Detto ciò, LinkedIn ha lanciato anche una nuova funzionalità denominata Talent Updates, che permetterà agli esperti di selezione dei personale delle aziende di pubblicare aggiornamenti di stato mirati direttamente ai follower della Company Pages.

Tornando alla Showcase Page, ecco come per esempio Microsoft abbia provveduto a sfruttarla al meglio:

Schermata 2013-11-20 alle 09.54.26

 

Quanto fatto da LinkedIn con la Showcase Page e i Talent Updates dimostra quanto stia puntando con sempre più decisione al target business, rendendo ormai indispensabile la presenza dei brand e dei singoli professionisti sul suo canale.

Tutto quello che dovreste sapere su LinkendIn

Wayne Breitbarth, che lavora come consulente per LinkedIn, due giorni fa ci ha aiutato a capire meglio, attraverso un’infografica pubblicata su Forbes, come e perché le persone usano questo social network per trovare lavoro e instaurare una rete di contatti professionali utili.

Ecco alcuni dei dati salienti emersi:

- L’84% utilizza gli strumenti gratuiti messi a disposizione dalla piattaforma.

- La maggior parte degli utenti partecipa e/o aderisce a 1-9 gruppi di discussione e la metà di essi (circa il 52%) trascorre fino a 2 ore a settimana su LinkedIn.

- Secondo gli intervistati, lo strumento più utile messo a disposizione è la possibilità di sapere chi visita il proprio profilo, seguito dai suggerimenti per entrare in contatto con le “persone che potresti conoscere”.

- In cosa LinkedIn si è dimostrato più utile? Nel favorire la ricerca di aziende e persone (75,8%), ma anche di vecchi colleghi e datori di lavoro (70,6%).

E per voi, qual è il motivo più valido per cui usare LinkedIn?

Nel salutarvi vi lascio con questa bellissima infografica:

Schermata 2013-11-20 alle 10.36.43

tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Thank God We Are Social #116

di Giovanni Balsamo in News

Quando si è in vacanza il tempo passa senza che ce ne accorgiamo. Agosto infatti sta per salutarci, ma non è detto che le vacanze siano finite per tutti. Per chi fosse rientrato in ufficio questa settimana, ecco in arrivo un altro weekend per riprendersi una buona dose di relax e divertimento. Prima però di tornare in spiaggia, in montagna, o sul lago, passiamo brevemente in rassegna ciò che è successo d’interessante nel frenetico social web in questi ultimi giorni!

Roba da rocker: Robert Plant sbarca ufficialmente sui social

Robert Plant, il leggendario vocalist dei Led Zeppelin, ha aperto account su Twitter (@RobertPlant), Instagram e Google Plus. Ai primi 25mila follower su Twitter è anche arrivato un bel regalo: una versione live di “What Is and What Should Never Be” eseguita da Plant insieme alla sua nuova band, i Sensational Space Shifters. Questa è l’ennesima prova di come la musica sia diventata un’esperienza sempre più social: lo è a partire dalle sue modalità di scoperta, transitando dalle caratteristiche di fruizione (accesso VS possesso), fino alla condivisione dei brani e dei video. Una trasformazione il cui impatto è destinato a farsi sentire sempre di più all’interno di strategie di marketing digitale, che puntano ad instaurare un rapporto diretto, spontaneo e allo stesso tempo esclusivo tra i protagonisti del mondo della musica e i loro fan.

Account Twitter Robert Plant.053

 

 

Nel mondo nascono più bambini o profili Facebook?

Se Facebook domina incontrastato nell’Olimpo dei social network, rappresentando per le aziende la piattaforma di riferimento nel momento in cui si vuole lanciare e supportare un prodotto o servizio, è perché ha dalla sua numeri impressionanti. Lo sapevate, per esempio, che ogni minuto sul social network per antonomasia vengono postati 510 commenti, scritti 293.000 status e caricate 136.000 foto? Tuttavia i numeri del gigante di Palo Alto non finiscono qui! Infatti, se nel mondo ogni secondo nascono 4,5 bambini, su Facebook nello stesso risicatissimo lasso di tempo vengono creati 5 nuovi profili. Questi e altri dati interessanti li trovate in una divertente infografica realizzata da Woobox. Essa ha come obiettivo comparare la vita su Facebook a quella nel mondo reale. Dateci uno sguardo!

Facebook_infographic.053

Facebook e il bug della discordia

A proposito di Facebook, la notizia della settimana è che un hacker palestinese, Khalil Shreateh, dopo aver scoperto un bug nel suo codice, denunciatone l’esistenza e sperato in una lieta ricompensa, per dimostrare il problema ha pensato di violare l’account di un certo Mark Zuckerberg! Tutto ciò gli ha fatto guadagnare solo un bel ban. A volte è dunque vero che chi troppo vuole nulla stringe!

Privacy Facebook.053

Ecco il video pubblicato su YouTube da Shreateh in cui si descrivono i dettagli della vulnerabilità di Facebook, spiegando come sia possibile violare la privacy degli utenti.



Vine VS Instagram, uno scontro con due vincitori

Dopo le immagini, sono i video lo strumento più popolare per condividere informazioni di prodotto e contenuti aspirazionali legati ad un determinato brand. Ultimamente le aziende si pongono la seguente domanda: quale di queste due piattaforme è più efficace, Vine o Instagram? Bene, diciamo subito che il quesito è mal posto! Ciò che dovremmo chiederci forse è come ognuna di queste due piattaforme, che offrono funzionalità incredibili per le aziende, potrebbero o dovrebbero essere usate per raggiungere il nostro obiettivo? Una volta fatto questo, possiamo dire di essere sulla strada giusta per una strategia social di successo.

Vine VS Instagram.053Di seguito trovate due esempi differenti, e soprattutto di successo, di utilizzo di Vine e Instagram. Il primo esempio ci viene offerto dalla più grande azienda nipponica del mondo dei motori, Honda, che ha trovato un modo molto divertente di comunicare con i propri follower di Twitter attraverso un Vine.



Il secondo esempio si lega, invece, ad Instagram e rappresenta un modo geniale per coinvolgere continuamente gli utenti attraverso non uno, ma una serie di video. Date uno sguardo a questi tutorial realizzati da Starbucks sui propri prodotti e diteci cosa ne pensate.


 

Nuovo record per Twitter

Chiudiamo questa carrellata di news e curiosità legate al social web parlando di Twitter. Il 3 Agosto scorso è stata una data storica per il social network di San Francisco, poiché ha raggiunto un nuovo record di tweet per secondo! Questo record, registrato in Giappone durante la messa in onda di Castle in The Sky (film d’animazione giapponese di Hayao Miyazaki), ha portato in dote una mole di 143.199 tweet per secondo! Da considerare che mediamente i tweet pubblicati in un secondo sono 5.700 e quotidianamente passano sulla piattaforma più di 500 milioni di tweet. Twitter ha reso noto, attraverso un post di Raffi Krikorian (@raffi), sul suo blog ufficiale il dato registrato in Giappone, che risulta essere 25 volte più alto rispetto alla media.

Twitter Record.053

 

Il tutto, ha sottolineato Raffi Krikorian, è avvenuto senza che la piattaforma andasse in crisi. Questo fatto dimostra come i tecnici di Twitter abbiano lavorato sodo per limitare al minimo i disagi e per rendere il social network sempre più resistente di fronte a casi del genere. Inoltre il record di tweet non si è verificato per puro caso in Giappone, vista la crescita costante e imponente di Twitter in Asia in termini di diffusione nella popolazione attiva online. Detto ciò non mi resta che augurarvi un buon weekend all’insegna del divertimento e del relax senza tregua!

tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

adidas #boostmi, il lancio di una rivoluzione

di Davide Gonzato

Non fa una piega: per celebrare l’uscita di una grande rivoluzione ci vuole un grande lancio.

Detto, fatto. L’occasione per applicare questa buona regola è stata il lancio di un nuovo prodotto adidas, con cui abbiamo lavorato per presentare un’importante innovazione che sta rivoluzionando il modo di vivere il running: Energy Boost.

Sarà stato per aver messo insieme la proiezione di live content (aggregando sotto l’hashtag #boostmi i tweet e le foto instagram) e il video mapping più grande mai realizzato in Italia (Grattacielo Pirelli, 7.000 mq), o l’averli contemporaneamente condivisi in live streaming su YouTube e Facebook.

Sarà stato per l’aver documentato e proiettato live sulla medesima superficie anche l’ennesima impresa del campione di vertical run Thomas Dold, che è stato capace di salire in 3 minuti e 32 secondi i 31 piani del “Pirellone”. Ovviamente con le adidas Energy Boost ai piedi.

Ma soprattutto crediamo che la vera riuscita di questo progetto sia stata aver fatto vivere un’esperienza continua tra online e offline a tutte le persone che si sono trovate a interagire con adidas in questo ultimo mese. Un’esperienza iniziata sul social web, proseguita in store e in un evento finale, mantenendo sempre e comunque la community adidas running al centro di tutta l’operazione. Insomma una attività di comunicazione integrata, ma integrata veramente.

Attività che ha consentito ad adidas di coinvolgere le persone facendo leva su elementi tipici del nostro approccio: quello di pensare anzitutto alla centralità delle persone, e di comunicare valori e messaggio del brand in modo da creare una vera esperienza alla quale possano partecipare in prima persona. Una regia capace di combinare e far convivere al meglio tutte le piattaforme di comunicazione oggi a disposizione.

Forse avrete già letto qualcosa su Style & Fashion, Assodigitale o Think.BigChief, ma nella pratica, come si è svolta l’operazione?

Semplice. Siamo partiti appunto dal coinvolgimento delle persone online, lanciando un’applicazione Facebook dedicata alla community adidas running che permettesse ai partecipanti di esprimere il proprio concetto di energia, elemento fondamentale e caratterizzante della tecnologia Boost, utilizzata per la prima volta proprio sulle Energy Boost ma che verrà introdotta anche su altri modelli della famiglia running adidas.
In palio un invito al party esclusivo al 31° piano del Grattacielo Pirelli, ricco di ospiti d’eccezione e di grandi sorprese.

Abbiamo coinvolto e invitato gli influencer fornendo loro un primo assaggio di ciò che Boost rappresenta per il mondo del running, inviando loro un outreach box personalizzato, e soprattutto un invito esclusivo al party.

adidas #boostmi influencer outreach

Un’ulteriore spinta all’operazione è stata data dalla disponibilità dei testimonial adidas (da Montolivo a Nocerino, da Castrogiovanni a Gallinari) che hanno stimolato la community a partecipare condividendo il proprio concetto di energia con il resto del mondo attraverso video personalizzati.

E poi c’è stato l’evento finale che vi raccontiamo con questo video:

Ringraziamo il team adidas per averci coinvolto in questo bellissimo progetto, e per il supporto Elena Terrini (Event Manager), i ragazzi di Recipient (proiezioni/video mapping), STS (produzione tecnica proiezioni), Kaizeen (streaming e riprese), Luigi Acerra e Giacomo Carnaghi (fotografi).

tags: , , , , , , , , , , , , , ,

Come si diffondono le conversazioni?

di Stefano Maggi in News

Le conversazioni esistono da sempre e si diffondono: alcuni le hanno paragonate a un “virus” per il modo in cui si propagano, altri hanno ipotizzato che esistesse un “tipping point“, un momento in cui un fenomeno precedentemente raro diviene comune. I social media ci consentono di analizzare le conversazioni e le modalità in cui nascono e si sviluppano.

Anatomia di una conversazione: come si diffonde?

Secondo Paul Adams (Global Head of Brand Design di Facebook) sono i “piccoli gruppi” a consentire la diffusione di informazioni e scambi tra le persone. Non esiste un unico “collo di bottiglia”, analogo al “VIP” televisivo, che raggiunge una audience enorme grazie a modalità “broadcast”. Si tratta invece di “tribù” di persone accomunate da una o più caratteristiche (demografiche, psicografiche o sociografiche).

Attraverso numerose microinterazioni, i piccoli gruppi creano un rapporto continuativo al proprio interno, una condizione che permette alle conversazioni di sviluppare “resonance“: di alimentarsi grazie al proprio allinamento con valori e interessi della micro-community. Questo aspetto è molto interessante per i brand che vogliono sviluppare una relazione rilevante con le persone: è indispensabile rivolgersi a nicchie di interessi comuni, piuttosto che sviluppare un messaggio comune, generico e “mainstream”.

Il nostro connazionale Emilio Ferrara, ricercatore alla Indiana University, ha analizzato le relazioni su Facebook e ha pubblicato una ricerca dai risultati molto interessanti: sono i gruppi piccoli e medi il motore delle relazioni sui social network.

We discovered that the average degree of communities and their size put into evidence the tendency to self-organization of users into small- or medium-size communities well-connected among each other

Questa illustrazione tratta dalla ricerca evidenzia queste unità all’interno delle relazioni sui social network.

Ma come si sviluppa la conversazione e come si propaga all’interno dei social network?

  • Affinità: se l’oggetto e il contenuto della conversazione ha un livello di affinità alto con gli interessi della persona, è molto probabile che generi interazioni (pensiamo ai like, ai commenti o alle condivisioni). Queste interazioni generano visibilità rispetto alla conversazione;
  • Resonance: se la conversazione è in linea con i valori, le passioni e le aspettative del piccolo gruppo in cui si genera, si attiva semplicemente un fenomeno di “risonanza”, la partecipazione si estende a chi fa parte del gruppo in modo veloce;
  • Relevance: alcune persone del piccolo gruppo sono punti di contatto con altri piccoli gruppi. La conversazione e il contenuto ad essa associato viene preso in considerazione da un individuo appartenente a un nuovo gruppo se è “rilevante”, in linea con i propri interessi. Per questa dinamica è molto importante la content curation (individuazione e contestualizzazione di contenuto rilevante): pensiamo a come l’algoritmo EdgeRank di Facebook fa in modo che emergano gli elementi più rilevanti per noi nel news feed;
  • Reach: questo processo, moltiplicato per tutti i “piccoli gruppi” che ne prendono parte, genera il livello di reach complessivo della conversazione;
Le marche che vogliono raggiungere il maggior numero di persone in modo rilevante, creando valore condiviso, hanno l’opportunità di interpretare efficacemente ogni singola fase di questo processo per creare contenuti e conversazioni notevoli e predisposte per la diffusione. Ogni singola fase ha un impatto sulla strategia di diffusione del contenuto di ogni progetto, di ogni idea, di ogni conversazione.

tags: , , , , , , , , , , , , ,