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Cosa significa Instagram oggi. Per le persone e per i brand.

di Luca Della Dora in News

Quando Facebook ha annunciato di aver acquisito Instagram per 1 miliardo di dollari, in molti si sono chiesti se una cifra del genere non fosse spropositata, e quale fosse la reale motivazione dietro questa mossa.

Oggi Instagram è valutato più di 35 miliardi di dollari, e i ragazzi tra 13 e 17 anni dichiarano di considerarlo il social network più importante: un dato che ha ancora più valore se osserviamo in che modo sta mutando la user base di Facebook, sempre più “matura” e più incline a usare la piattaforma in modo completamente diverso rispetto a quanto accadeva solo qualche mese fa.

Facebook Demographics

Facebook rimane – di gran lunga – il canale più utilizzato, ma il tasso di penetrazione di Instagram è ora tale da spiegare perché molti brand stanno iniziando a sfruttarne le potenzialità nell’ottica della creazione di un mutuo scambio di valore con la propria community: questa sta diventando qualcosa di sempre meno effimero, sia grazie all’introduzione di prodotti sponsored, sia di soluzioni tecnologiche in grado di creare lead dirette in luoghi in cui i brand possono capitalizzare il contatto con le persone.

Social Network Growth

Non si tratta soltanto del numero degli utenti presenti su Instagram a renderlo uno strumento sempre più interessante, ma – soprattuttoil modo e la frequenza con cui le persone lo usano: soltanto Facebook registra una % di utilizzo quotidiano più elevata.

Frequenza di utilizzo social network

Sappiamo molto bene come la modalità di accesso ai contenuti stiano cambiando: le persone si trovano di fronte a un numero sempre maggiore di contenuti, a cui accedono da dispositivi molto diversi, in qualsiasi momento, e in “sessioni” spesso molto brevi.

Questo impone l’individuazione di modalità espressive – e messaggi – che sappiano conquistare l’attenzione di persone davvero interessanti per il brand stesso (per non “disperdere” energie e investimenti): il tempo speso su media digitali è sempre maggiore, soprattutto se osserviamo quello relativo ai dispositivi mobile.

Attention is shifting on digital

Il racconto della propria marca (o di mondi affini) è un’attività che potrebbe apparire più naturale (e semplice) per marche che operano in determinati mercati, piuttosto che altri, ma la verità è che per qualsiasi brand è fondamentale individuare il tipo di racconto in cui si desidera coinvolgere i propri consumatori.

“Più i brand coinvolgono le persone a un livello più profondo e visuale, più le immagini diventano una parte fondamentale di tutta la storia della marca: una storia capace di portare le persone all’interno di un’esperienza”
- Pau Sabria, CEO e Co-Founder di Olapic

L’altro aspetto molto importante riguarda la capacità di dare la possibilità alle persone di contribuire a questa storia, per far sì che lo scambio di valore reciproco sia effettivo, e non soltanto una dichiarazione d’intenti.

I brand che registrano un tasso di interazione più alto sono quelli capaci di emozionare le proprie community, creando dei mondi a cui aspirare e in cui le interazioni rappresentano un modo per prenderne parte: auotmotive e marche di abbigliamento sportivo dimostrano infatti l’engagement rate medio più alto.

Ecco una panoramica di come sono distribuiti i brand su Instagram per categoria:

Community Instagram per categoria

Abbiamo visto come Facebook stia sempre di più favorendo la pubblicazione di video direttamente sulla piattaforma, e di come il loro reach organico sia superiore a qualsiasi altro formato: su Instagram la % di video condivisi – rispetto alle foto – è rimasto sostanzialmente invariato da quando sono stati introdotti.

Immagini vs Video su Instagram

Anche in questo caso, ovviamente, ci sono differenze molto evidenti a seconda della categoria dei brand presi in esame: quelli che condividono più video sono i produttori di elettronica di consumo, dove per le persone è molto importante capire in che modo determinati prodotti possono migliorare le loro vite – o, più banalmente, possono capire il loro funzionamento.

Immagini vs Video Instagram per categoria

Questo conferma, ancora una volta, come sia fondamentale comprendere il tipo di persone con cui si desidera interagire e con che finalità: soltanto questi due elementi possono assicurare di individuare il punto di connessione tra “cos’è rilevante per le persone” e “cosa desidera comunicare il brand stesso”, poco cambia se per rivolgersi a audience molto ampie o a piccoli gruppi di persone.

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Mercoledì Social #253

di Michele Morici Google+

La parola mercoledì deriva dal latino Mercurĭi dies, giorno dedicato a Mercurio dio della loquacità, del commercio e dei bugiardi. Un ottimo giorno per parlare di comunicazione dei brand su Tumblr, il nuovo acquisto di Google Toyota che torna dallo spazio con un robot.

Tumblr & Marketing: un connubio vincente

Procediamo con ordine e cominciamo questo Mercoledì Social parlando di Tumblr e dell’interesse per molti brand a conquistare questo social network in continua crescita.

Secondo i dati di QuickSprout, nell’ultimo anno il traffico su Tumblr è cresciuto del 74% con 300 milioni di visitatori unici. Inoltre, come riportato dai Social Intelligence Report, il social si piazza al primo posto tra i social con sentiment positivo nei confronti dei brand.

Ok, fin qui tutto bello, ma perché aprire una pagina brand su Tumblr? Primo perché è un terreno ancora fertile e libero dov’è possibile arrivare prima dei competitors. Secondo è un social rivolto alle nicchie, che parla alle nicchie e amatissimo dalle nicchie: il social ideale per parlare ad un target specifico. Terzo la possibilità di creare delle campagne adv.

Queste potenzialità hanno già attirato l’attenzione di diversi brand che hanno deciso di puntare anche su questo social. Ecco alcuni esempi:

Apple
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Vans
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Google compra l’app Odysee

La voglia di shopping colpisce ancora e Google acquista Odysee, l’app che permette di archiviare, condividere e gestire le foto e i video su tutti i vostri dispositivi.

Il 23 febbraio sarà l’ultimo giorno di vita dell’app che, molto probabilmente, si fonderà con Google+ implementando il social network di interessanti e pratiche funzionalità. Una tra tante? La funzione che determina automaticamente la qualità con cui il media viene salvato in base allo spazio disponibile sul device.

Quindi assisteremo ad una evoluzione di Google+? Chi può dirlo! Certo, le probabilità sono molto alte ma possiamo aspettarci tutto da Google che, molto spesso, intraprende percorsi paralleli e imprevedibili.

 

Il robot astronauta di Toyota torna sulla Terra

Dopo diciotto mesi nell’International Space Station, Kirobo torna a casa. No, non stiamo parlando della versione 2.0 di Lessie ma di un robottino alto circa 33 centimetri che, proprio oggi, torna dal suo viaggio spaziale.

Nato da un progetto tra Dentsu e Toyota, Kirobo è un simpatico robottino antropomorfo che è stato spedito nello spazio. Perché? Semplice, per fare una chiacchierata con l’astronauta giapponese Koichi Wakata!

Ok, i giapponesi sono stravaganti ma non è così folle come sembra. L’obiettivo dell’esperimento era vedere come i robot umanoidi parlanti potessero intrattenere e allietare le persone che vivono in solitudine. Questa ricerca ha trovato terreno fertile nello spazio dove gli astronauti sono costretti a vivere per lungo tempo isolati e lontani da tutti.

Kirobo si è lanciato oggi all’interno di un CRS-5 Dragon atterrando nell’Oceano Pacifico. Tranquilli, prima di partire Kirobo ha salutato il suo compagno di viaggio con la promessa di rivedersi a maggio quando anche lui tornerà sulla Terra.

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Mercoledì Social #236

di Daniele Piazza

Pronti a partire con un nuovo Mercoledì Social: parleremo di mobile advertising, money transfer, social login, dello stato dell’industria tecnologica e dell’ormai ufficiale conquista del mondo da parte dei dispositivi mobili.



Cresce l’advertising mobile e Snapchat è pronto ad approfittarne

Cresce molto velocemente l’investimento dei brand sull’advertising ottimizzato per mobile tanto che secondo le previsioni di BI Intellingence nel 2018 duplicherà quello degli altri formati digitali.

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È pronto ad approfittare di questa tendenza Snapchat che lo scorso giovedì dal Vanity Fair New Establishment Summit ha annunciato, tramite il suo CEO Evan Spiegel, l’ingresso nel mercato dell’advertising.

Spiegel racconta che gli ads saranno integrati a Stories, la feature che permette di pubblicare e vedere contenuti creati live presso uno stesso evento (la Coppa del Mondo piuttosto che l’Oktoberfest), e gli utenti potranno decidere se vederli o meno.

I brand avranno quindi la possibilità di partecipare alla conversazione in tempo reale inserendo i propri contenuti all’interno delle storie più adatte a promuovere il proprio prodotto e messaggio di comunicazione.

Spiegel aggiunge che gli ads non saranno targettizati sugli utenti sui quali l’app raccoglie meno informazioni rispetto ad altri social network come Facebook o Twitter.



Money transfer & Social Media

Groupe BPCE, una delle più grandi banche francesi, ha rivelato ufficialmente ieri che permetterà, in collaborazione con Twitter, di trasferire denaro via tweet.

Ai cittadini francesi basterà un account Twitter e una credit/debit card per scambiarsi denaro con un semplice tweet indipendentemente da quale sia la loro banca, senza bisogno di indicare i dettagli bancari del beneficiario e senza pagare alcuna fee per il servizio.

Twitter batte sul tempo Facebook che, secondo gli screenshot rivelati dallo studente di Stanford Andrew Aude, avrebbe pronto un sistema di pagamento che utilizza il suo Messenger, l’app di di messaggistica istantanea più usata negli Stati Uniti.

La notizia era nell’aria fin dallo scorso giugno quando Facebook annunciò l’assunzione di David Marcus, ex presidente di Paypal, come VP responsabile del reparto di messaggistica.

Mancherebbe quindi solo un “via libera” perché sia possibile scambiare denaro tra amici come avviene per una foto.



Facebook guida la gara al social login

Secondo la misurazione di Janrain Facebook continua a crescere e si conferma meccanismo preferito per il social login nel Q3 2014.

Con il 46% Zuckerberg stacca il colosso di Mountain View di ben 12 punti mentre Twitter si attesta come terza preferenza con il 7%.

Social Login Preferences



Il mondo invaso dai dispositivi mobili

Noi italiani probabilmente lo sospettavamo ma da qualche giorno abbiamo dati concreti che suggeriscono che al mondo ci siano più device mobili che persone.

Nel momento in cui scrivo GSMA Intelligence conta 7.239.338.872 connessioni mobile contro i 7.197 milioni di persone rappresentanti la popolazione mondiale secondo il United States Census.

GSMA

Lo scorso maggio il nostro Luca Della Dora ci raccontava del costante aumento del traffico internet proveniente da mobile e il numero impressionante misurato da GSMA ribadisce ulteriormente l’importanza di produrre contenuti ottimizzati per una fruizione mobile.



Network 4G e fruizione video

Sempre a proposito di connessioni mobile, secondo Citrix il 52% del traffico mobile è costituito da visioni video.

Il consumo via 4G già oggi supera quello da 3G e con l’espansione del network prevista da 451 Research diventa evidente l’importanza sempre maggiore che avrà in futuro il formato video.

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The View from the Valley

The Atlantic ha raccolto le opinioni di 50 executives, innovators e pensatori della Silicon Valley sullo stato dell’industria tecnologica.

La più eccitante start-up è Uber, Twitter è la tech company con il valore di mercato più ingiustificato, la maggiore barriera all’innovazione negli Stati Uniti è rappresentata dal Governo e l’azienda in cui preferirebbero lavorare è Google.

The Atlantic - The View from th Valley

Trovate tutti i risultati sul sito dell’Atlantic a questo link.



Facebook Vs. Twitter

Chiudiamo con un’infografica realizzata da Forbes con Statista che ci racconta quanti sono gli utenti attivi, i profili più seguiti e altri dati interessanti sui nostri social network preferiti.

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Source:http://www.forbes.com/sites/niallmccarthy/2014/10/14/facebook-versus-twitter-infographic/



Per questo mercoledì è tutto, a settimana prossima.

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Thank God We Are Social #158

di Giovanni Balsamo in News

Siamo destinati ad un grande sabato perché si aprono contemporaneamente le porte del weekend e del Mondiale azzurro. Prima però di dar fiato alle trombette, fermatevi un istante e dedicate cinque minuti del vostro tempo a questo TG WAS.

ESPN, poster Mondiali da urlo

Partiamo subito con un po’ di roba da designer, ma che siamo certi apprezzeranno tutti. D’altronde si sa, quando una cosa è bella è bella. Che siate appassionati o no di calcio, vi consigliamo di dare uno sguardo a questi poster realizzati da ESPN per celebrare i Mondiali Fifa 2014. Sono da urlo e speriamo che portino bene, ma solo agli Azzurri!

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TOK ITALIA: il Mondiale visto da una nuova forma di Social TV

A proposito d’Italia, se siete all’estero e volete ricreare l’atmosfera magica del Mondiale con i compagni di mille avventure calcistiche, sappiate che è possibile. L’app TOK ITALIA, infatti, permette di guardare la Nazionale in TV mentre parliamo con i nostri amici (massimo quattro), vediamo le statistiche della partita live, e magari ci scattiamo un selfie! Insomma un’esperienza di second screen rivoluzionaria che potrete provare qui.

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Nuovi loghi NHL ispirati ai Simpson

Restando sempre in tema sport, guardate cosa ha tirato fuori dal cilindro Mark Avery Kenny. Questo talentuoso Graphic Designer ha creato un pacchetto di loghi ispirati ai Simpson per i team più importanti della National Hockey League. Pensate se qualcuno avesse fatto qualcosa di simile per le squadre di Serie A, saremmo impazziti tutti! Di seguito alcuni esempi, sul suo profilo Instagram, invece, trovate l’intera gallery.

BOSTON BRUINS – HOMER

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PTTSBURGH PENGUINS – BART

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ST. LOUIS BLUES – MARGE

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CALGARY FLAMES - KRUSTY

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#RCZRace Peugeot: 140 caratteri e meno di 11 secondi per battere una supercar

Andiamo avanti con la nostra carrellata di news e curiosità legate al mondo dei social network parlando di un’iniziativa promozionale che definire creativa è poco. Siamo certi che a breve sarete già pronti a twittare come dei pazzi per un’inedita sfida di velocità con un’auto dalle prestazioni indomabili. Stiamo parlando della nuova Peugeot RCZ R, che potrete sfidare in una corsa virtuale, sapendo che per batterla dovrete digitare 140 caratteri in meno di 11 secondi. Questo bolide, infatti, è in grado di passare da 0 a 140 km/h in soli 10.94 secondi.

Siete pronti a twittare più veloci della luce? Tre, due, uno, fermi tutti! Non staccate gli occhi da questo TG WAS, poiché c’è un’altra chicca per chi ama il calcio.

Facebook: top ten dei campioni dei Mondiali e mappa dei tifosi

Date uno sguardo alla mappa che mostra i giocatori più apprezzati su Facebook nel mondo. Tranquilli, vince a mani basse Cristiano Ronaldo e tanto per cambiare nei primi dieci non c’è un italiano. Chissà che il destino degli azzurri ai Mondiali non possa modificare la graduatoria.

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 24 libri di fantascienza che hanno anticipato il futuro

Dopo tanto sport, ci avviamo verso la fine di questo TG WAS a parlare di fantascienza. Sapevate che molti scrittori di fantascienza del passato hanno previsto il futuro con un livello di dettaglio incredibilmente accurato? Anche se sono stati derisi ai loro tempi, la loro immaginazione aveva previsto alcune delle più grandi invenzioni dei giorni nostri.

Ecco un’infografica realizzata da Printerinks.com che riassume i 24 libri di fantascienza che sono riusciti a predire o addirittura a influenzare invenzioni che sarebbero arrivate solo molti anni dopo. Attenzione, gli autori e le invenzioni citate sono dei veri pezzi da novanta. Per approfondire andate qui.

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1000 anni di Europa in 3 minuti

Vi lasciamo con una chicca finale: un video imperdibile che ripercorre 1000 anni di Europa in 3 minuti. Una timelapse map che piacerà a tutti gli appassionati di storia e non solo.

Buon weekend e buon Mondiale carioca a tutti!

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Mercoledì Social #200

di Giovanni Balsamo in News

Se è vero che l’unico vero lettore è il lettore attento, fermatevi un attimo, distogliete il pensiero da tutto ciò che potrebbe distrarvi e dedicate cinque minuti del vostro tempo prezioso a questo Mercoledì social, che per la cronaca è il numero 200. Un traguardo importante, ma ogni traguardo – come diceva Stephen Littleword – altro non è che un nuovo inizio. Passiamo quindi in rassegna alcune delle news più interessanti, utili e di rilievo degli ultimi giorni.

Facebook introduce i Trending Topics anche in Italia

Sono passati poco più di sette mesi dall’introduzione degli hashtag su Facebook, che all’interno della strategia di Zuckerberg dovevano da una parte aggregare i post per argomento – rendendo facile e immediato scoprire le conversazioni che si sviluppano intorno ad una parola chiave – dall’altra rappresentare uno strumento utile e di un certo appeal per gli inserzionisti. Con gli hashtag, infatti, essi hanno la possibilità d’inserirsi in maniera funzionale all’interno di determinate conversazioni considerate d’interesse e raggiungere in modo più immediato il proprio target o interlocutore di riferimento. Niente di nuovo rispetto a quanto accadeva e accade da tempo su altri social network vedi Twitter, Pinterest, Tumblr e – dulcis in fundo - Instagram.

Gli hashtag però erano – il 12 giugno scorso – solo una delle diverse novità annunciate dall’headquarter di Palo Alto, che a breve, per mantenere la promessa fatta, lancerà anche in Italia i Trending Topics (già disponibili agli utenti Facebook americani, canadesi e inglesi). Anche questi ultimi non rappresentano di certo una novità rivoluzionaria rispetto a Twitter, tuttavia delle differenze ci sono.

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Su Twitter gli argomenti più popolari del momento sono individuati in base agli hashtag e alle parole più condivise, su Facebook – invece – sono gli utenti a scegliere le tematiche da seguire. A seconda poi delle preferenze di ognuno, saranno enfatizzati gli argomenti più ricercati del momento con tanto di commenti e notizie (per approfondire la tematica, consiglio questo articolo di Techcrunch.comFacebook Launches Trending Topics On Web With Descriptions Of Why Each Is Popular).

Che scenario si prospetta per gli inserzionisti a cui Facebook da sempre strizza l’occhio? La domanda è per ovvie ragioni retorica, dato che la risposta consiste in una pubblicità più mirata e capace di raggiungere con efficacia maggiore il segmento di mercato a cui si fa riferimento.

Facebook Paper, l’alter ego di Google Reader, lancia la sfida a Flipboard

Da due giorni – sfruttando la chiusura di Google Reader – Facebook ha lanciato un aggregatore molto simile negli USA. Facebook Paper è di fatto un’app che si pone l’obiettivo di permettere alle persone di creare il proprio magazine digitale completamente customizzabile. La nuova App di Facebook è composta da una prima sezione dov’è visibile il proprio News Feed e da cui è possibile postare e condividere foto, video e messaggi e da sezioni tematiche personalizzabili per seguire ogni notizia relativa ai propri interessi principali.

Saranno disponibili, inoltre, più di dodici aree diverse e riguardanti argomenti disparati come: fotografia, sport, food, scienza e design, per creare come si diceva il proprio paper. I contenuti delle sezioni saranno generati a partire da un ampio e differenziato mix di informazioni provenienti non solo dalla propria rete di contatti, ma anche da influencer e testate autorevoli nel panorama editoriale.

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Particolare non indifferente, Facebook Paper – così come proprio i Trending Topics – rappresenta per Zuckerberg un ottimo mezzo sia per dare vita a flussi di informazioni e condivisioni sempre più mirati, sia per contrastare il monopolio del grande rivale Twitter nel campo del citizen journalism.

Twitter punta dritto sull’e-commerce?

Se si parla di Facebook, sembra che in quel di San Francisco stiano seguendo il motto dantesco “Non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Sembra, appunto, ma non è così. Novità importanti all’orizzonte potrebbero esserci eccome. Twitter, infatti, a sei mesi di distanza dallo sbarco in Borsa, pare voler provare a diversificare le sue fonti di ricavi. Oltre alla ormai fedele compagna pubblicità, secondo Financial Times, starebbe seriamente valutando lo sbarco nell’e-commerce insieme a Fancy.

Twitter E-commerce

L’idea di inviare un tweet con la foto di un oggetto e la scritta “Compralo su Fancy“ è allettante, soprattutto ora che le App per mobile, di cui Twitter è specialista incontrastato, sono individuate come il prossimo Eldorado dell’e-commerce. Resta da capire come – nel caso diventasse realtà – potrebbero reagire gli utenti nel vedersi inondati di foto con prodotti da acquistare.

A volerla dire tutta, Twitter ha già sperimentato un servizio di acquisti simile, attraverso un tweet in collaborazione con American Express, senza però mai manifestare l’intenzione di aprire un vero e proprio canale e-commerce. Forse la crew di San Francisco, dopo aver fatto i conti con la difficoltà di generare utili dalla semplice raccolta pubblicitaria, ha preso in seria considerazione un aumento e una diversificazione delle proprie fonti di ricavi? Se così fosse, Fancy – gruppo americano di vendite online con articoli originali che spaziano dalla casa alla moda – potrebbe rivelarsi un ottimo alleato. Per approfondire il tema trattato, consiglio il seguente articolo di  recode.net: Is This What Twitter Commerce Will Look Like?.

Super Bowl 2014, la sfida nella sfida!

Febbraio è tempo di RBS 6 Nazioni e soprattutto di Super Bowl. Si poteva mai chiudere questo duecentesimo Mercoledì social senza toccare la sfida più attesa? E non ci riferiamo a quella tra i Seattle Seahawks e i Denver Broncos (43-8 il risultato finale), finita agli archivi con il terzo scarto (35 punti) più ampio di sempre, ma all’ancora più sentita sfida in campo social fra Facebook e Twitter. I due giganti dei social network si giocavano, infatti, il primato del second screen più utilizzato dai 111.5 milioni di telespettatori. Facebook – stando ai dati raccolti da Marketingland – ha ricevuto più mention rispetto a Twitter.

I veri vincitori, però, sono stati gli hashtag, utilizzati nel complesso nel 57% dei messaggi pubblicitari trasmessi a livello nazionale nel corso del match. Rispetto all’edizione precedete del Super Bowl la crescita è stata del 7%! I due principali social network, per contro, si sono fermati rispettivamente al 9% e al 7% degli spot, mentre YouTube non è andato oltre il 6%. Interessante notare come Google+ non abbia trovato sponsor.

Superbowl-hashtags-info-01-2014

Hyundai è il marchio che più di tutti ha investito sul Super Bowl 2014 per avere una visibilità degna dell’evento. Nella sua scia si è inserita Subway, catena di ristoranti fast food, e T-Mobile che ha approfittato dell’occasione per lanciare una campagna online utilizzando come vetrina tutti i canali social più popolari: Facebook, Twitter, YouTube, Instagram e Google+.

L’ultimo dato, ma non per questo meno importante, che vorrei menzionare è l’imponente numero di tweet inviati nel corso della gara, intervallo compreso, con l’hashtag #SB48, 24.9 milioni! L’ultima edizione si fermò a 24.1 milioni. Nel salutarvi e ringraziarvi per l’attenzione, vi lascio con un’interessantissima infografica elaborata da Nielsen che vi permetterà di avere una visione d’insieme chiara di come i broadcaster televisivi si sono comportati su Twitter durante l’evento sportivo più amato d’America.

Twitter TV Ratings

 

 

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