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Mercoledì Social #237

di Andrea Savarino in News

Benvenuti al nostro consueto Mercoledì Social, quale giorno migliore se non il 22 ottobre per parlare di comunicazione e di ascolto delle conversazioni? Dovete infatti sapere che proprio il 22 ottobre 1924, in California, nasceva Toastmasters International, l’organizzazione operante attraverso migliaia di club nel mondo, che offre programmi di progetti educativi di comunicazione e di leadership, con lo scopo di aiutare uomini e donne ad imparare l’arte del parlare e dell’ascoltare.

Tanti più fan, quanti più clienti

E’ un dilemma che ormai attanaglia qualunque brand presente su Facebook, nonché tutti gli attori che come noi ruotano attorno alla presenza social dei brand: avere più fan, significa davvero avere più clienti/consumatori? Come avrete intuito si tratta della famosa questione del calcolo del ROI per quanto riguarda le attività intraprese da un brand sui social.

ROI

Proviamo a fare un po’ di chiarezza e a lanciare qualche stimolo, parlando di un interessante studio fatto da Collective Bias e YetiData per conto di un’importante catena di supermercati. In breve sono stati analizzati per un anno i comportamenti di acquisto dei possessori di loyalty card della catena, mettendo però a confronto coloro che sono fan del brand rispetto a coloro che invece non lo sono. L’idea di fondo era quindi quella di capire se effettivamente i clienti con un legame “social” al brand, evidenziassero comportamenti di acquisto migliori rispetto agli altri clienti.

Volete sapere cosa è emerso? Riportiamo solo qualche dato e vi rimandiamo alla notizia per saperne di più:

- I Fan più attivi del brand hanno speso il 95% in più rispetto ai clienti “not engaged” sui profili social della catena

- I Fan del brand hanno acquistato in media il 35% di articoli in più

- I Fan del brand hanno visitato i punti vendita il 30% di volte in più

La conclusione in questo caso è palese: esiste sicuramente un ROI legato al social media engagement, ovvero (per tornare al dilemma citato all’inizio) i fan di un brand possono rappresentare un bacino di clienti di maggiore valore per il brand, rispetto ai non fan.

Come spesso ricordiamo, perché questo avvenga non è tuttavia sufficiente che un brand sia presente sui social e abbia quindi una propria community: la partita si gioca nella relazione che il brand saprà instaurare coi propri fan, per farli sentire partecipi, per intuire i loro bisogni, per entrare in contatto con loro usando i mezzi, i modi e i tempi più adatti.

Proviamo ad approfondire ulteriormente il tema del ROI, parlando anche di uno studio di eMarketer. Lo studio evidenzia come, nel mercato US, circa 9 brand su 10 utilizzano i social media per alimentare il proprio business; emerge anche l’intenzione di incrementare per i prossimi anni il budget allocato sul social media marketing…tuttavia il 52% dei brand afferma di avere difficoltà nel misurare il ROI delle attività intraprese.

eMarketer

Come uscire quindi dall’impasse e approcciare i social media con maggiore consapevolezza anziché fare un atto di fede sulla loro efficacia ai fini di business? La soluzione risiede nell’identificare dei metri di misura interni (alla singola azienda) anziché esterni, ovvero dei criteri di misurazione che siano specifici per il mercato del brand e per gli obiettivi specifici che il brand vuole perseguire in quel mercato. Come sappiamo, le statistiche e i dati forniti dai social media sono plurimi ma il più delle volte sono utilizzati in modo autoreferenziale: aiutano principalmente a gestire meglio la presenza social stessa e non ci dicono quindi se e quanto la presenza social stia contribuendo al business. Ad esempio, ci sono ormai modelli di analisi complessi che misurano il valore (anche economico) di ogni singola paid impression…ma quanto vale invece l’earned media? E quanto vale un “like” rispetto a un commento sui post del brand? La stessa identica cosa vale anche per le azioni che un utente (cliente o prospect che sia) può fare al di fuori dei canali social del brand: ad esempio per un brand di automotive, quanto vale un test drive fatto da un potenziale cliente? E il fatto che ad esempio un potenziale cliente riesca a reperire sul sito del brand il numero di una concessionaria?

Concordiamo con Joe McCaffrey, di Huge, sul fatto che siamo ormai in un mercato abbastanza maturo perché i modelli di misurazione più tradizionali vengano ampliati e raffinati, affinché possano includere le nuove metriche offerte dai social, nonché adattarsi meglio alle finalità di business dei singoli brand e mercati.

Quando il tweet è suggerito

Risale ormai a quest’estate il fenomeno dei tweet suggeriti da Twitter: se non ci avete fatto ancora caso, agli utenti sta capitando sempre più spesso di vedere nella propria timeline dei contenuti che non sono relativi alle persone seguite. In altre parole vengono proposti all’utente dei contenuti prodotti da “estranei”, con la motivazione (fino a poco fa solo presunta) che una persona seguita da quell’utente ha “preferito” il contenuto di quell’estraneo, oppure, più semplicemente, lo segue. Inizialmente le reazioni degli utenti non sono state troppo positive perché l’istinto è stato quello di chiedersi subito il perché della presenza di contenuti “estranei” all’interno della propria timeline.

Finalmente, la scorsa settimana, Twitter ha fatto ulteriore chiarezza su questo nuovo algoritmo, che corrisponde ovviamente a una nuova strategia del network. L’idea infatti è quella di cercare di stimolare e incuriosire gli utenti, proponendo nuovi contenuti e account che vanno aldilà della propria cerchia più ristretta di contatti. Una logica che, se vogliamo, contrasta con l’approccio iniziale di Twitter, che prevedeva appunto la connection tra due utenti perché questi potessero mandarsi messaggi privati e ovviamente vedere l’uno i contenuti dell’altro. All’interno di questa nuova strategia c’è invece, ad esempio, il fatto che quando un utente non ha nulla di nuovo da visualizzare nella propria timeline (relativamente alle persone che segue) Twitter propone automaticamente una serie di tweet suggeriti.

Twitter

Dal punto di vista dell’utente, queste novità possono rendere l’uso di Twitter più stimolante e dinamico, dal punto di vista dei brand invece riconferma quanto sia cruciale riuscire a proporre contenuti interessanti e mirati sul canale: gli algoritmi di Twitter, infatti, non suggeriscono i tweet basandosi sul semplice criterio dell’amicizia tra utenti, bensì sulla capacità dei tweet di generare interazioni e di diventare quindi potenzialmente rilevanti per l’utente.  Sono questi gli obiettivi che, ancora più di prima, deve perseguire un brand se vuole incrementare le proprie possibilità di essere visto da più utenti, ovvero di essere “suggerito” da Twitter.

L’inarrestabile ascesa del digital advertising

Vogliamo condividere con voi l’ultimo report rilasciato da Adobe sul digital ADV, aggiornato al terzo trimestre 2014. Se non li avete ancora visti, i report di Adobe sono molto utili poiché raccolgono milioni di consumer data sui branded site e li confrontano con l’anno precedente, così da individuare i trend più interessanti e azzardare anche dei forecast. Vi riportiamo qui solo alcuni dati interessanti mentre vi rimandiamo al report per approfondire l’analisi di Adobe.

- Rispetto allo scorso anno, la spesa per il Search AD ha avuto un andamento differente a seconda dei mercati: per l’automotive ad esempio è cresciuta del 30%, mentre per il finance è scesa del 9%

SearchAD

- Il Click Through Rate sta aumentando, trasversalmente ai paesi e ai motori di ricerca: nell’insieme è aumentato del 18%. Le campagne dei brand risultano infatti più performanti grazie alla maggiore efficacia dei SEM ads in termini di targeting

CTR

- Lato social è interessante notare il netto incremento di post su Facebook e delle interazioni generate. In particolare, per il settore media ed entertainment, il posting sul canale è aumentato del 100%, mentre è il mercato retail ad avere generato l’incremento maggiore di interazioni (+13%)

FBpost

Le ragioni di questi trend sono diverse ma probabilmente accomunate da una cosa sola: il calo del reach organico sul canale. E’ a fronte di questo calo infatti, che i brand hanno da una parte incrementato la frequenza di posting, dall’altra hanno intensificato il paid media (proponendo quindi i propri contenuti ad un pubblico sempre più allargato) e si stima infatti un incremento del 10%-20% nel prossimo trimestre; infine Facebook stesso ha privilegiato una selezione più accurata dei contenuti da mostrare gli utenti, che se da una parte ha comportato appunto il calo del reach organico, dall’altra ha impattato positivamente sulle interazioni con gli stessi.

Dal reale al virtuale e viceversa

Nell’arco dell’anno abbiamo più volte trattato il tema dei teenager e del loro rapporto coi social network; in particolare abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza (qui e qui) sul loro presunto abbandono graduale di Facebook. Ciò che emerge, in realtà, è che i giovani rappresentano ancora una parte fondamentale dell’audience di Facebook, nonché degli utenti più attivi sul canale…parallelamente però è anche vero che si stanno allargando anche ad altri territori, quali ad esempio la fruizione internet da Mobile, l’uso di Instagram e soprattutto dell’instant messaging.

Ma cosa si cela dietro a questo fenomeno? Alcuni suggerimenti ci vengono dati da un sondaggio online realizzato in UK,  su circa 1000 teenagers, da Comres.

Tra i dati più interessanti ritroviamo infatti che:

- Il 25% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi più felice online che nella vita reale

- Il 25% si definisce “social media addicted”

- Il 10% ritiene di essere compreso (e conosciuto) di più dagli amici online piuttosto che da quelli reali

Teenager

Eppure emergono anche queste altre evidenze:

- il 66% ha dichiarato di ritenere più importanti gli amici reali

- il 33% ha incontrato di persona almeno una volta qualcuno conosciuto inizialmente tramite i social network

Non è facile ovviamente avere un quadro completo (e corretto) di un fenomeno così complesso quale quello delle relazioni tra teenagers; quello che si evince da questi pochi dati è che c’è sicuramente un conflitto di interessi e di aspettative tra le amicizie reali e quelle virtuali: da una parte i teenager tentano probabilmente di mettersi in gioco nelle relazioni reali, tuttavia a fronte o a seguito di difficoltà e delusioni approdano al mondo virtuale, dove però si ritrovano nuovamente a desiderare una relazione vera, correndo di conseguenza il rischio di incontrare un estraneo.

L’uso crescente di Instagram (dove, grazie alle immagini, i teenager raccontano di sé e della propria vita in modo diretto e immediato) e dell’instant messaging (dove, nuovamente, i teenager hanno trovato una modalità di comunicazione immediata e diretta ma stando nel contempo al riparo da un confronto diretto con l’interlocutore) costituiscono in sostanza lo scenario di questo conflitto di interessi e di aspettative.

La sfida per i brand che vogliono parlare a questo target è quindi quella di riuscire ad inserirsi in un rapporto “personale” col teenager e tra i teenager, consentendo loro di esprimersi e di interagire (sia tra di loro sia col brand) offrendo dei contenuti che possano essere ritenuti rilevanti.

Per questo mercoledì social è tutto, ci vediamo alla prossima!

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Durante il 2013 il numero di follower dei brand è aumentato del 43%: ecco come

di Luca Della Dora in News

279 milioni di utenti attivi. 8 su 10 accedono da dispositivi mobile. Il 94% cerca informazioni su prodotti da acquistare dal proprio smartphone o tablet, e il 56% è influenzato – nel proprio processo d’acquisto – dai contenuti che trova sulla piattaforma tutti i giorni.

Twitter Users

Sono solo alcuni dei dati che chiariscono come in 8 anni Twitter sia stato in grado di cambiare il significato della parola tweet, e – soprattutto – del modo in cui le persone hanno accesso a informazioni che contribuiscono a incrementare la loro consapevolezza su ciò che accade nel mondo che le circonda.

Ma Twitter ha anche modificato profondamente i comportamenti delle persone quando si devono relazionare con le marche: il 66% degli utenti lo utilizza infatti mentre guarda la TV, e il 25% cerca informazioni relative a ciò che sta vedendo, mentre il 40%in quel momento – esegue ricerche legate a prodotti che desidera acquistare, influenzando – come detto – il processo d’acquisto di altre persone (il 31% degli utenti dichiara infatti di twittare a proposito dei propri acquisti recenti).

Twitter TV

Tutto questo contribuisce alla condivisione di 4 miliardi di tweet a settimana (mediamente): SalsesForce ne ha analizzati più di 3 milioni e ha creato il Social Engagement Benchmark Report, che ci aiuta a capire come questo enorme volume di contenuti viene creato e che tipo di conversazioni genera (e in che momenti).

Il primo dato che emerge è relativo alle differenze in termini di engagement rate e di volume di tweet prodotti in riferimento a industry diverse (SalesForce ha suddiviso l’analisi in 7 settori merceologici): i tweet legati a tematiche di Media e Intrattenimento generano un tasso di interazioni più che doppio (in alcuni casi triplo) rispetto a tutti gli altri settori; se osserviamo invece il volume di tweet prodotti, sono Retail ed E-Commerce a guidare la graduatoria, spinti – probabilmente – dal grande volume di contenuti atti a promuovere e a portare le persone direttamente in luoghi dove convertire il contatto immediatamente.

Twitter Engagement Rates per Tweet by Industry

Ci sono momenti in cui le persone sono più propense a interagire, e altri in cui è importante stimolare invece le conversazioni: Ottobre e Novembre sono - mediamente - i mesi in cui si twitta di più, ma il mese in cui il tasso di risposta ai tweet è più alto è Maggio (o almeno lo è stato nel 2013). A Dicembre si registra invece il tasso più elevato di RT, probabilmente anche grazie ai contenuti “celebrativi” che si prestano molto alla ri-condivisione, se contenenti messaggi apprezzati dalle persone.

Twitter Engagement Rates per Tweet by Month: All Industries

L’analisi che riguarda invece un arco temporale più circoscritto (la settimana) ci dice invece che martedì e venerdì sono le giornate in cui viene prodotto il maggior numero di tweet, mentre è la domenica il giorno in cui c’è il maggior tasso di risposte ai singoli tweet (così come il maggior tasso di RT).

Twitter Engagement Rates per Tweet by Day of Week: All Industries

Lo studio di SalesForce evidenzia in modo molto chiaro come esistano enormi differenze tra mercati diversi, e come sia impossibile implementare una strategia di presenza del proprio brand su Twitter che esuli da una profonda analisi del mercato e del comportamento dell’audience che si desidera coinvolgere: le persone interessate in Media e Intrattenimento -ad esempio - dimostrano una forte propensione all’interazione durante tutti i mesi dell’anno, mentre per i brand legati al mondo del Retail e dell’E-Commerce è cruciale il periodo di avvicinamento alle festività (il numero di reply registrate a Dicembre è più che doppio rispetto a quello registrato in altri mesi dell’anno).

Twitter Engagement Rates per Tweet by Month: Media and Entertainment

Twitter Engagement Rates per Tweet by Month: Retail and E-Commerce

Qui potete scaricare il report completo per approfondire verticalmente le informazioni relative a tutti e 7 i mercati analizzati.

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Mercoledì Social #236

di Daniele Piazza

Pronti a partire con un nuovo Mercoledì Social: parleremo di mobile advertising, money transfer, social login, dello stato dell’industria tecnologica e dell’ormai ufficiale conquista del mondo da parte dei dispositivi mobili.



Cresce l’advertising mobile e Snapchat è pronto ad approfittarne

Cresce molto velocemente l’investimento dei brand sull’advertising ottimizzato per mobile tanto che secondo le previsioni di BI Intellingence nel 2018 duplicherà quello degli altri formati digitali.

forecast digital advertising

È pronto ad approfittare di questa tendenza Snapchat che lo scorso giovedì dal Vanity Fair New Establishment Summit ha annunciato, tramite il suo CEO Evan Spiegel, l’ingresso nel mercato dell’advertising.

Spiegel racconta che gli ads saranno integrati a Stories, la feature che permette di pubblicare e vedere contenuti creati live presso uno stesso evento (la Coppa del Mondo piuttosto che l’Oktoberfest), e gli utenti potranno decidere se vederli o meno.

I brand avranno quindi la possibilità di partecipare alla conversazione in tempo reale inserendo i propri contenuti all’interno delle storie più adatte a promuovere il proprio prodotto e messaggio di comunicazione.

Spiegel aggiunge che gli ads non saranno targettizati sugli utenti sui quali l’app raccoglie meno informazioni rispetto ad altri social network come Facebook o Twitter.



Money transfer & Social Media

Groupe BPCE, una delle più grandi banche francesi, ha rivelato ufficialmente ieri che permetterà, in collaborazione con Twitter, di trasferire denaro via tweet.

Ai cittadini francesi basterà un account Twitter e una credit/debit card per scambiarsi denaro con un semplice tweet indipendentemente da quale sia la loro banca, senza bisogno di indicare i dettagli bancari del beneficiario e senza pagare alcuna fee per il servizio.

Twitter batte sul tempo Facebook che, secondo gli screenshot rivelati dallo studente di Stanford Andrew Aude, avrebbe pronto un sistema di pagamento che utilizza il suo Messenger, l’app di di messaggistica istantanea più usata negli Stati Uniti.

La notizia era nell’aria fin dallo scorso giugno quando Facebook annunciò l’assunzione di David Marcus, ex presidente di Paypal, come VP responsabile del reparto di messaggistica.

Mancherebbe quindi solo un “via libera” perché sia possibile scambiare denaro tra amici come avviene per una foto.



Facebook guida la gara al social login

Secondo la misurazione di Janrain Facebook continua a crescere e si conferma meccanismo preferito per il social login nel Q3 2014.

Con il 46% Zuckerberg stacca il colosso di Mountain View di ben 12 punti mentre Twitter si attesta come terza preferenza con il 7%.

Social Login Preferences



Il mondo invaso dai dispositivi mobili

Noi italiani probabilmente lo sospettavamo ma da qualche giorno abbiamo dati concreti che suggeriscono che al mondo ci siano più device mobili che persone.

Nel momento in cui scrivo GSMA Intelligence conta 7.239.338.872 connessioni mobile contro i 7.197 milioni di persone rappresentanti la popolazione mondiale secondo il United States Census.

GSMA

Lo scorso maggio il nostro Luca Della Dora ci raccontava del costante aumento del traffico internet proveniente da mobile e il numero impressionante misurato da GSMA ribadisce ulteriormente l’importanza di produrre contenuti ottimizzati per una fruizione mobile.



Network 4G e fruizione video

Sempre a proposito di connessioni mobile, secondo Citrix il 52% del traffico mobile è costituito da visioni video.

Il consumo via 4G già oggi supera quello da 3G e con l’espansione del network prevista da 451 Research diventa evidente l’importanza sempre maggiore che avrà in futuro il formato video.

4g connection



The View from the Valley

The Atlantic ha raccolto le opinioni di 50 executives, innovators e pensatori della Silicon Valley sullo stato dell’industria tecnologica.

La più eccitante start-up è Uber, Twitter è la tech company con il valore di mercato più ingiustificato, la maggiore barriera all’innovazione negli Stati Uniti è rappresentata dal Governo e l’azienda in cui preferirebbero lavorare è Google.

The Atlantic - The View from th Valley

Trovate tutti i risultati sul sito dell’Atlantic a questo link.



Facebook Vs. Twitter

Chiudiamo con un’infografica realizzata da Forbes con Statista che ci racconta quanti sono gli utenti attivi, i profili più seguiti e altri dati interessanti sui nostri social network preferiti.

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Source:http://www.forbes.com/sites/niallmccarthy/2014/10/14/facebook-versus-twitter-infographic/



Per questo mercoledì è tutto, a settimana prossima.

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Search e social media: parlare, cercare e condividere

di Stefano Maggi in News

Il numero di strumenti che utilizziamo per rimanere in contatto con le persone, per trovare informazioni e per conversare è impressionante: uno studio ha dimostrato che, nell’arco di un’ora, la nostra attenzione si sposta da un device all’altro 21 volte.

Durante tutto il giorno, grazie a laptop, smartphone, tablet, phablet (e, presto, smart watch) siamo continuamente connessi.

Jumptap.comScore_Screen_Jumping_Study_InfographicSpesso l’esigenza di contatto e conversazione con i nostri amici e conoscenti sui canali social, si combina con l’esigenza di individuare informazioni. Quante volte capita di voler richiamare un post che abbiamo visto qualche giorno prima o di ricordare quale locale abbiamo visitato con un nostro amico o magari scoprire un ristorante che è piaciuto a un nostro contatto in una città che stiamo visitando per la prima volta.

Insomma, device, search e canali social sono sempre più parte di un’unica esperienza. Un esempio viene dal nuovo sistema operativo mobile Apple, iOS 8: la nuova versione rende la ricerca centrale grazie alla funzione Spotlight, e permette di individuare i risultati più rilevanti senza dover accedere alla pagina di risultati Google. Si tratta di risultati eterogenei, che possono riferirsi ad applicazioni, film, libri, canzoni, ristoranti e news. Tutto senza aprire un browser.

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L’accesso diretto alle informazioni, dove è possibile, può aggiungere un valore all’esperienza che le persone hanno con il device. Anche Google sta evolvendo in questa direzione e in alcuni casi mostra le informazioni ricercate direttamente nella pagina dei risultati.

Anche i canali social si evolvono e lavorano per avvicinare l’esperienza di ricerca alla conversazione. Facebook sta raffinando il proprio targeting per fornire strumenti in grado di raggiungere chi ha compiuto ricerche specifiche (ad esempio di prodotto o di tema). Rob Creekmore (Advertising Research Manager di Facebook) ha confermato questo trend, con particolare riferimento al comportamento su device mobile

The research that we’ve done to date has focused on the cross-channel aspect, particularly on how Facebook makes search work harder.

We’re really seeing consumer behavior shift in a way that hasn’t happened before. Mobile is taking off, not just from a Facebook ads perspective, but really from a consumer perspective. People are spending more time than ever before on their mobile devices and on Facebook on mobile. We want to understand that better.

L’attenzione di Facebook per questa tematica si evidenzia anche in nuove funzionalità che rientrano nei test del social network: ad esempio, la possibilità di ricercare vecchi post utilizzando keyword specifiche.

Non si limita a Facebook questa evoluzione: Twitter, da diverso tempo, dedica effort al migliorare il modo in cui le persone scoprono contenuti (e prodotti), sia incontrandoli forniti in modalità “push” che richiedendoli in modalità “pull“.

Cosa significa per i brand che desiderano sviluppare una conversazione continuativa con le persone? Dare sempre più importanza alla strategia di contenuto: ciò che raggiunge le persone sarà individuabile sempre di più anche nel momento della ricerca (ancora più interessante perché spesso coincide con il momento di valutazione di una scelta d’acquisto). Non solo: è importante per i brand analizzare in profondità il percorso di acquisto e l’esperienza che i propri clienti hanno con il prodotto, per individuare i momenti e i canali migliori per sviluppare un’interazione, considerando anche la ricerca come un elemento importantissimo di questa relazione.

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Thank God We Are Social #172

di Antonella D'Alessio in News

Se cercate un motivo in più per poltrire a letto in un grigio sabato di fine estate, eccovi accontentati: è uscito il nuovo Thank God We Are Social, il centosettantaduesimo, per la precisione. Restate quindi comodi sotto le vostre lenzuola colorate e gustatevi le ultime pazze – e leggere – novità dal social web.

Settimana intensa, quella appena passata. Reduci dalla Festa della Rete, e presi tra Fashion Week, novità no-stop in casa Apple e attese per referendum indipendentisti, non ci si ferma davvero mai.

Vi bastano “9 minutes”? 

Anche quest’anno, la Settimana della Moda milanese si conferma tra gli appuntamenti più seguiti sul web in Italia e nel mondo. Vi sarà capitato, soprattutto in questo periodo, di entrare in un negozio, di vedere una nuova bellissima borsa o un paio di scarpe della nuova collezione, e di essere indecisi se acquistarli o no. Beh, se siete fra quelli che hanno bisogno di consigli prima di comprare, vi segnaliamo un’app che fa proprio al caso vostro: 9minutes, un’applicazione gratuita che consente di creare dei sondaggi online quando si è indecisi sull’acquisto di un prodotto.

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Il procedimento è semplice: fotografate un oggetto che vorreste acquistare, condividete la foto tramite l’app e in pochissimo tempo (9 minuti, appunto) i vostri amici potranno promuovere o bocciare la vostra scelta. Un modo alternativo, veloce e divertente per chiedere opinioni a tante altre persone che, come voi, amano fare shopping.

Twitter, in arrivo il pulsante “Buy now”

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Restando in tema di acquisti, ecco una novità fresca fresca da uno dei nostri social network preferiti. Dopo mesi di indiscrezioni sulla volontà di Twitter di entrare nell’Olimpo dell’e-commerce, la società che cinguetta lancia il tasto “Buy” per permettere ai followers di acquistare direttamente dalla piattaforma. La nuova funzionalità verrà incorporata nei post, permettendo così agli utenti di avere accesso alle offerte e ai prodotti che non saranno disponibili altrove e di interagire con questi direttamente dalle app mobile. L’acquisto viene completato in pochi click. Una volta premuto il pulsante “Buy”, compariranno alcuni dettagli aggiuntivi sul prodotto e il modulo in cui inserire le informazioni di pagamento e spedizione. Completati i campi e confermati i dati, l’ordine sarà effettuato e inoltrato al venditore per la consegna. Per ora, la fase di beta testing è partita solo negli USA, ma siamo fiduciosi che – presto o tardi – arriverà anche in Italia.

“Hashtag My Ass”, il clip interattivo di Etienne de Crécy 

C’è chi sperimenta bottoni per acquistare online, e chi lancia video-app interattivi per vendere. Stiamo parlando di Etienne de Crécy, uno dei grandi dj e producer della musica elettronica francese che, per promuovere il suo album “Superdiscount 3”, previsto per il prossimo inverno, ha lanciato il nuovo spezzone dal titolo provocatorio Hashtag My Ass, con una web app che ci piace tantissimo. Previo accesso ad Instagram, l’app in 2 minuti crea un video con le vostre foto, sostituendole a copertine di dischi. I video saranno automaticamente uploadati su un canale YouTube dedicato. Qui trovate il mio, voi potete farlo qua.

 

Piccola curiosità: il sito è già a quota 145.370 visualizzazioni. Non male, no?

Nomination: l’ossessione del momento

Non solo musica, ma anche libri. Dopo l’ultima tendenza musicale dell’amico dj Etienne, non possiamo non parlarvi di quella – che più che tendenza, è un’ossessione – delle nomination book, ovvero la classifica dei libri della nostra vita. Quante volte in questi ultimi giorni siete stati nominati? Non dal Grande Fratello, s’intende, ma da uno dei vostri amici di Facebook che, insieme ad altre persone, vi avrà molto probabilmente chiesto di citare i 10 libri della vostra vita. L’effetto della catena culturale è stato talmente dirompente che Facebook ha realizzato un algoritmo per calcolare i 100 libri più citati dagli utenti. Facebook Data Sciences ha analizzato più di 130.000 stati pubblicati nel periodo di agosto. Questi i risultati:

  • la maggior parte dei post proviene dagli Stati Uniti,
  • a partecipare sono state di più le donne,
  • l’età media dei partecipanti è di 37 anni,
  • il libro antico più citato è la Bibbia,
  • il primo posto della classifica è occupato da Harry Potter e tutta la sua saga.

Che sia utile o meno, potete sempre prendere spunto dalle classifiche dei vostri amici per leggere un buon libro in una fredda sera d’autunno.

Aprite bene le orecchie: ultime novità dal mondo iOS8

Cosa c’è di meglio dell’inverno per smanettare con i vostri iPhone e scoprire le centinaia di novità portate dall’aggiornamento di iOS8? Tranquilli, non staremo a tediarvi con noiosi tecnicismi. Vogliamo solo darvi un paio di tips e farvi scoprire 2 app che secondo noi vale la pena provare.

PopKey, la tastiera per le GIF

 

Avete presente Relay? Per chi non la conoscesse, Relay GIF Messenger è un’app di chat, totalmente gratuita, che rende particolari e divertenti le conversazioni tramite l’inserimento di GIF animate. Vi chiederete forse cosa c’entri Relay con l’aggiornamento di iOS8. Ve lo diciamo subito. Fra le varie novità che iOS8 si porta dietro, ci sarà anche la possibilità di installare PopKey, una tastiera che permette di inserire al volo nei messaggi le GIF animate più pazze che scorrazzano nel web, scegliendole fra un archivio di centinaia di immagini comodamente organizzate in base a diverse categorie. Esattamente come Relay, ma integrate nella keyboard del vostro iPhone.

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Mix, la piattaforma per i più creativi

Altra novità dell’aggiornamento di iOS8 per cui ne vale la pena, è la nota applicazione Paper di FiftyThree, aggiornata alla versione 2.0. Attenzione, Paper non è da confondersi con l’applicazione di Facebook per le notizie social, ma è un’applicazione per il disegno che accompagna la famosa stylus pen Pencil. Con la versione 2.0 di Paper viene introdotta Mix, la prima piattaforma aperta al mondo per la creazione condivisa, utile punto di partenza per l’evoluzione della creatività. Con Mix potete prendere un’idea condivisa e utilizzarla come starting point per un remix e per farla evolvere. Non occorre essere grandi artisti per divertirsi su Mix, basta scaricarla qui, registrarvi e iniziare a creare.

 

Per oggi è tutto, potete finalmente alzarvi dai vostri letti. Che il vostro weekend sia pazzo e leggero come le news di oggi. Have a lovely day!

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