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Mercoledì Social #251

di Gabriele Naia

Come ogni mercoledì, anche oggi è arrivato il momento di dare uno sguardo a cosa sta accadendo sul web. Parleremo delle nuove feature di Ello, Snapchat, Twitter, di messaggi che si autodistruggono e della nuova app rilasciata da Virgin.

Ello tenta la carta dei contenuti audiovisivi
Quanti di voi ricordano Ello? Pochi, probabilmente. Lanciata lo scorso settembre, la piattaforma voleva offrire agli utenti un social network privo di pubblicità, in controtendenza all’incremento esponenziale degli sponsored post di Facebook. Ma, a quanto pare, questo non ha minimamente scalfito il monopolio di Zuckerberg, e l’hype su Ello è scemata nel giro di poche settimane. Qualche giorno fa la notizia: su Ello è ora possibile condividere contenuti audio e video.

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L’impressione, però, è che sia andato storto qualcosa alla radice, e che l’idea secondo cui gli utenti rifuggirebbero dalla pubblicità dei brand sia semplicemente incorretta. Sempre di più, infatti, gli utenti utilizzano i social network per interagire con le marche, ricevere consigli d’acquisto, usufruire di sconti, sentirsi parte di una community. La domanda quindi sorge spontanea: basterà questa nuova feature a risollevare le sorti di Ello?

Snapchat introduce la nuova funzione “Discover”
Snapchat, l’ormai rinomata applicazione per scambiare foto che scompaiono automaticamente nel giro di pochi secondi, rilascerà a fine mese una nuova funzione “Discover”. Secondo quanto riportato, la feature consentirà di diffondere contenuti originali creati dalla piattaforma stessa sotto forma di testi, foto e video. Questa operazione dimostra l’intento del fondatore Evan Spiegel di trasformare Snapchat in una vera e propria publishing platform, supportata dal lavoro di giornalisti precedentemente reclutati da News Corp, MTV e The Verge. Interessante sarà capire se e come Snapchat vorrà smarcarsi dal target di utenti prettamente adolescenziale, o se viceversa punterà a consolidare ulteriormente questa relazione con contenuti pensati ad hoc.

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Quickie: i messaggi scompaiono
Una nuova app mobile sviluppata per iOS e Android consente di mandare messaggi testuali che si autodistruggono una volta letti. Quickie, questo il nome dell’app, trasporta la feature che ha reso famosa Snapchat nell’ambito del text messaging, proponendo una forma comunicativa che dovrebbe ricalcare, in teoria, le dinamiche della vita reale.

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Di fatto, però, Quickie riprende e mette assieme due trend ampiamente sdoganati: 1) la “scadenza” dei contenuti (lanciata appunto da Snapchat, ripresa per certi versi da app come Wiper, testata recentemente da Facebook); 2) la centralità di un’unica, semplice funzione (si pensi in primis a Yo, ma anche alle meno conosciute Beer e HERE). Come per alcuni dei casi citati, quindi, la curiosità è: riuscirà Quickie a imporsi nel mercato delle app, oppure sarà l’ennesimo clone destinato, passate il gioco di parole, a scomparire nel giro di poco?

Twitter ci riprova con Bing Translator
Dopo l’annuncio, pochi giorni fa, della funzione “While You Were Away”, Twitter comunica un’altra novità imminente: la possibilità di tradurre i tweet grazie a Bing Translator. Dopo vari tentativi (ricordiamo la funzione traduzione per l’app mobile, ritirata pochi mesi dopo l’uscita, e quella dedicata agli utenti di TweetDeck), Twitter ci riprova.

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Considerato che solo il 33% degli utenti proviene da territorio statunitense, si tratta di una feature senza dubbio utile, tanto agli utenti stessi, quanto ai brand multinazionali, che a questo punto potrebbero non avere più bisogno di account distinti per rivolgersi a platee linguistiche differenti. Se pensiamo, poi, al ruolo che Twitter ha ricoperto anche in circostanze giornalistiche (un esempio tra tutti: la Primavera araba), è evidente come l’integrazione di Bing Translator possa essere davvero un tassello importante nella crescita globale della piattaforma.

Virgin lancia una nuova app mobile
La settimana scorsa, a Chicago, Virgin ha inaugurato il suo primo hotel. Contestualmente ha rilasciato anche Lucy, un’app mobile (iOS e Android) che permette agli ospiti di interagire con i servizi dell’albergo in modo nuovo. Oltre a effettuare prenotazioni, Lucy dà consigli su locali e ristoranti della città, consente di controllare il termostato della camera e di comunicare via chat con la reception. Grazie allo streaming, inoltre, permette di visualizzare i contenuti audio e video del proprio smartphone direttamente sulla TV (anche questa controllabile da remoto tramite app).

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Lucy dimostra come Richard Branson abbia ben chiara la direzione da prendere con questa nuova catena di alberghi: dare alle persone il controllo della propria esperienza, renderle a tutti gli effetti partecipi, farle sentire, nel vero senso della parola, a casa.

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Thank God We Are Social #188

di Luca Malgara

Buon sabato a tutti con un nuovo TGWAS! Il menù di oggi prevede: stickers, messaggi di aiuto tramite Twitter e ritorni imprevisti. Buona lettura!

LINE, stickers e taxi a Tokio

Non solo più parole, ma anche immagini. E’ quello che hanno pensanto in casa LINE con il lancio della nuova app: LINE Adesivi. Di che cosa si tratta?

La nuova applicazione, lanciata da poco, è stata progettata per consentire agli utenti di condividere messaggi pubblicamente attraverso più di 1.000.000 di adesivi messi a disposizione gratuitamente tramite l’app. L’utilizzo degli stickers non è però l’unica funzionalità prevista: infatti è possibile creare il vostro adesivo e metterlo in vendita sullo store di LINE.

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Le novità di LINE però non si fermano qui: la società ha infatti recentemente lanciato anche un servizio di taxi.

LINE Taxi (attualmente disponibile per la città di Tokyo) non richiede alcuna applicazione esterna e permette agli utenti di chiamare facilmente un taxi utilizzando la funzionalità GPS, inserendo informazioni sulla zona in cui si trovano o designare punti di prelievo direttamente dalla app LINE.

Potrà secondo voi competere con  il famoso servizio di Uber?

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Tweetdeck e il ritorno del tool di Bing per tradurre

A volte ritornano“: questa potrebbe essere la migliore definizione per la funzione di traduzioni di Bing rimossa da Twitter lo scorso anno e riapparsa recentemente su Tweetdeck per tutti gli utenti.

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Lo strumento di traduzione, da quanto dichiarato da Twitter, è stato in “fase di sperimentazione” per la sola durata della Coppa del Mondo in estate dello scorso anno. Ecco perché scomparve dietro la conclusione del torneo. Quanto al motivo per cui sia tornato disponibile solo su Tweetdeck al momento rimane poco chiaro, ma sembra aver trovato già il favore di alcuni utilizzatori.

Tweetdeck è uno degli strumenti preferiti dei giornalisti, in quanto permette  di organizzare i flussi di tweet in colonne allineate e tradurre in modo tempestivo notizie dell’ultima ora provenienti da tutto il mondo, come ad esempio avvenuto anche con i recenti omicidi di Parigi al giornale satirico Charlie Hebdo.

Naturalmente la funzionalità è ancora da perfezionare e non restituisce al 100% la miglior traduzione, ma può facilitare la comunicazione internazionale tra gli utenti che non parlano la stessa lingua.

 

Virgin Trains e un insolito customer care

Fino a che punto i social network possono supportare le aziende nel customer care? La risposta ci arriva direttamente da questa curiosa storia dalla Scozia con protagonisti un ragazzo di 16 anni e la compagnia Virgin Trains.

Adam Greenwood, nome del protagonista di questa storia, dopo esser salito sul treno delle 19.30 si è recato alla toilette. Raggiunta la zona dove normalmente risiede la carta igienica, con orrore, Adam si rese conto che non era stata sostituita. In difficoltà, ha deciso di affidarsi ai social network e di chiedere aiuto alla compagnia di treni direttamente con un Tweet.

Qui potete trovare la conversazione:

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Entro due minuti la compagnia di treni ha risposto chiedendo all’adolescente in quale carrozza fosse. La risposta del ragazzo non si è fatta attendere e
in poco tempo un  dipendente Virgin con le iniziali MW poi risposto dicendo ad Adam che qualcuno sarebbe venuto in suo aiuto.

La storia è finita velocemente e positivamente sia per la compagnia sia per Adam, come testimonia il suo ultimo tweet:

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E voi, come vi sareste comportati in questa situazione?

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5 insegnamenti dal 2014, per affrontare il 2015

di Luca Della Dora in News

Orwell Quote

E allora, nonostante non sia un amante dei resoconti di fine anno (o di inizio anno nuovo), è interessante dare un’occhiata a quello che è stato il 2014 sui social media, in modo da capire qual è il punto di partenza di questo 2015.

Partiamo dal dato numerico complessivo: oggi quasi 3 persone su 10 sono utenti attivi di almeno una piattaforma social. I social media hanno infatti raggiunto una penetrazione del 28% sulla popolazione globale, superando così i 2 miliardi di utenti attivi:

Facebook conta 1.3 miliardi di utenti
Google+ 343 milioni
Linkedin 300 milioni
Instagram 300 milioni
Twitter 280 milioni
Tumblr 230 milioni

Social Media Addiction
Qui l’infografica completa

Si tratta di persone che accedono frequentemente a queste piattaforme, e lo fanno utilizzandone sempre di più, dedicandovi – complessivamente – sempre più tempo: il 28% del tempo trascorso online è oggi speso sui canali social (i ragazzi tra 15 e 19 anni spendono, mediamente, 3 ore al giorno interagendo sui social network; quelli tra i 20 e i 29, mediamente, 2 ore al giorno).

Social Media Addiction

L’Italia è il paese dove, rispetto al 2013, è cresciuto maggiormente l’utilizzo di canali social nel 2014: 3 utenti internet su 4 hanno interagito sui social media almeno una volta a settimana (contro il 69% registrato nel 2013, secondo questo studio di Ofcom).

Ofcom

Le aziende stanno reagendo all’evoluzione dello scenario in cui si trovano a interagire con le persone, e lo stanno facendo ridefinendo alcuni concetti molto importanti: eccone 5, frutto di una razionalizzazione che potete trovare in quest’infografica, e che abbiamo voltuo approfondire di seguito.

1. Real-time ≠ Right-time

“Real-time marketing” è stato uno dei termini più usati (e spesso abusati) degli ultimi mesi, ma il focus si sta spostando oggi sull’individuazione del right-time, piuttosto che del real-time (seguendo la definizione di Monica BhandarkarVP, Social Media di KSHA&A Communications): ci sono stati alcuni casi – come il morso di Suarez durante i Mondiali di calcio in Brasile – che hanno visto molte aziende competere tra loro per guadagnare l’attenzione delle persone sfruttando un singolo episodio, ma il 2014 è stato anche l’anno in cui è stata sancita l’importanza di pensare a come distribuire al pubblico giusto, il miglior contenuto nel momento in cui poteva creare un vero valore delle persone.

adidas #allin

È il caso della campagna #allin che abbiamo realizzato insieme ad Adidas durante la manifestazione brasiliana, che Christian Purser, chief digital officer di M&C Saatchi Group, ha definito:

“An industry defining campaign that shows the power of well planned, well-conceived and well delivered social media at scale.”

2. Media e contenuto non sono due mondi separati

Il 2014 è stato anche l’anno in cui sono cambiate le dinamiche di distribuzione dei contenuti: la qualità dei contenuti necessita oggi di una strategia media dedicata, che non faccia più leva su un approccio di campagna, ma di pianificazione always-on. Ogni giorno cresce il numero di singoli contenuti prodotti e condivisi non soltanto dagli utenti, ma anche dai brand, ed è quindi sempre più importante che la strategia media e quella di contenuto vengano sviluppate insieme, in modo da assicurare visibilità in momenti importanti, per i contenuti che si desidera vengano fruiti da audience specifiche.

Questo non riguarda soltanto Facebook, ma anche Instagram (che ha annunciato, e iniziato il roll-out, i propri promoted products) e di Twitter, che con l’introduzione della feature “While you were away” punta a creare un’esperienza basata anche sugli interessi dei propri utenti, oltre che sulla distribuzione “temporale” dei contenuti.

Organic vs Paid

I brand focalizzati sulla generazione di lead, che hanno già iniziato a sviluppare una strategia di contenuto legata a quella di pianificazione media, hanno visto incrementare le conversioni: l’impatto dei contenuti che hanno potuto contare su un sostegno media hanno ottenuto risultati migliori del 25%. La promozione di contenuti permette infatti di segmentare in maniera più precisa ed efficace l’audience e di far sì che sia possibile raggiungere persone effettivamente interessanti (e interessate) in momenti specifici, con contenuti adatti alle loro esigenze.

3. L’approccio editoriale è sempre più importante

I brand sono sempre più consapevoli dell’importanza di creare contenuti di qualità: basti pensare a come sta cambiando un’azienda come RedBull (il cui business è sempre più sbilanciato verso la creazione di un mondo in grado di emozionare e coinvolgere le persone attraverso i contenuti creati, come un vero e proprio broadcaster), o di Volvo (che attraverso un progetto di contenuto ha saputo comunicare con il proprio pubblico in modo completamente nuovo – anche considerando la tipologia di target che aveva la sua campagna).

Il 59% delle aziende prevede di incrementare i budget dedicati alla creazione di contenuto durante i prossimi 12 mesi.

4. Video non significa soltanto Youtube

Gli ultimi mesi dello scorso anno hanno visto verificarsi un sorpasso “storico”: per la prima volta sono stati visti più video su Facebook che su Youtube. Non si tratta solo del dato numerico in sé, ma di una tendenza sempre più diffusa di fruire di contenuti video da piattaforme diverse: video non significa più soltanto Youtube, ma anche Vine e Instagram, oltre a Facebook appunto.

Facebook vs Youtube Video Views

È sempre più importante capire l’audience che si desidera raggiungere e il tipo di progetto di contenuto che si desidera realizzare: Youtube rimane una piattaforma unica e con una penetrazione elevatissima, ma ci sono diversi fattori che oggi è sempre più importante tenere in considerazione, anche viste le diverse modalità di accesso ai contenuti da parte delle persone.

E non sono soltanto le visualizzazioni a rendere Facebook un canale sempre più importante per la creazione di video, ma anche le condivisioni – come ci racconta questo studio di Socialbakers.

Youtube vs Facebook Shares

Non stupisce quindi l’introduzione, anche da parte di Twitter, dei video nativi, annunciati poche ore fa al #CES2014, come anticipato da The Verge:

5. Visual, visual, visual

Durante gli scorsi mesi abbiamo parlato spesso della sempre maggior importanza dei contenuti visuali, fondamentali per conquistare l’attenzione delle persone: sempre più contenuti fanno sì che sia sempre minore la soglia di attenzione per il singolo “pezzo di contenuto” e impongono ai brand di capire al meglio il linguaggio con cui parlare all’audience (e il canale su cui farlo).

Instagram ha superato i 300 milioni di utenti, ma ha registrato soprattutto un incremento dell’engagement del 416% in soli 24 mesi (come riportato da Simply Measured).

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✔︎ BONUS. Chat apps on the rise

Il 2014 è stato anche l’anno in cui le applicazioni di messaggistica hanno saputo imporsi, sia a livello numerico (WhatsApp conta oggi più di 700 milioni di utenti – con un incremento di 200 milioni da quando è stato acquisito da Facebook – che inviano qualcosa come 30 miliardi di messaggi ogni giorno), sia in termini di nuovi linguaggi attraverso cui le persone interagiscono (basti pensare a Snapchat, e al modo in cui alcuni brand hanno già iniziato a usarlo – o ancora a WhatsApp e al modo in cui è stato in grado di fungere da ulteriore fonte di traffico – ad esempio – per FTW, sezione dedicate allo sport di USA Today).

FTW Share

La crescita di queste piattaforme è un segnale molto chiaro del grado di maturità raggiunto dai social media in senso più ampio: la presenza ormai trasversale su tutte le fasce d’età della popolazione sui canali più diffusi impone una sorta di auto-segmentazione che permetta di esprimersi, di volta in volta, nel modo più adatto. È quindi evidente che – soprattutto i ragazzi più giovani – utilizzino Facebook o Instagram in modo diverso, e preferiscano relegare a luoghi più “privati” determinate conversazioni.

GWI - Social Apps vs Messaging Apps

Facebook rimane un luogo di relazione fondamentale, ma non è più popolato soltanto dai propri coetanei, e le persone sono sempre più coscienti del suo utilizzo, così come Twitter: piattaforme di instant messaging offrono la possibilità di “eludere” le restrizioni imposte da questi canali, e di creare delle micro-reti di relazione con cerchie più ristrette di amici, dove condividere informazioni privati, ma anche i contenuti più divertenti trovati sui canali social “tradizionali” o opinioni “delicate”.

Sarà sempre più importante per i brand favorire e facilitare la distribuzione di contenuti anche su queste piattaforme, facendo sì che siano poi gli utenti – spontaneamente – a voler interagire, ma senza commettere l’errore di voler invadere quello spazio così prezioso proprio perché considerato privato dagli utenti. Si tratta di un terreno decisamente interessante soprattutto per i publisher, che dovranno preoccuparsi di rendere sempre più semplice e immediata la possibilità di condividere i contenuti che creano anche su queste piattaforme, ma - in fondo - i social media stanno rendendo l’approccio di moltissimi brand sempre più vicino a quello dei publisher, quindi l’evoluzione di queste piattaforme riguarda molto da vicino chiunque desideri mantenere una presenza davvero rilevante.

Ah, buon 2015. :)

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Thank God We Are Social #187

di Nicolò Dus in News

Oggi nel TGWAS:
1. Linguaggio e come si sta evolvendo
2. Cinema e social media
3. Selfie e come ha influenzato il 2014
4.
Pronostico 2015: podcast is back
5. Ispirazioni e… basta in realtà

1. Linguaggio
1.1. La parola più usata del 2014 non è una parola
Emoji Heart
È una emoji, quella del ♥ (<3). La notizia arriva dal Global Language Monitor: è la prima volta che un ideogramma diventa il simbolo più condiviso dalle persone del mondo. La crescita esponenziale di conversazioni ha un impatto enorme sul linguaggio, accelerando il ritmo al quale si sta evolvendo. The Noun Project si è resa conto dell’importanza dei simboli che ogni giorno usiamo per arricchire o sintetizzare concetti complessi, creando il più importante progetto di semplificazione del linguaggio attraverso le icone.

2. Cinema
2.1. “The Interview” rivoluzione social del cinema
The Interview

Forse chiamarla “rivoluzione” è ancora prematuro, ma la bagarre mediatica attorno a questo film fatta di cyber attacchi e minacce, sembra aver fatto più bene che male alla pellicola. Sony ha reagito al problema con una soluzione intelligente: ha reso visibile il film online (a pagamento) su diverse piattaforme, scavalcando quasi totalmente la classica distribuzione cinematografica. “The Interview” è infatti disponibile su iTunes, Youtube, Google Play e la piattaforma proprietaria seetheinterview.com. Inoltre Seth Rogen e James Franco, da sempre consapevoli della potenza promozionale della conversazione online, hanno sfruttato al massimo i canali social e il loro ruolo di influencer in un’operazione di marketing  senza precedenti. A soli 2 giorni dall’uscita del film, alle 2 del pomeriggio, hanno organizzato una proiezione virtuale del film, invitando tutti i possessori di una copia (digitale) a guardare e commentare la pellicola durante un live twitting con l’hashtag #TheInterview.

2.2. “The Wolf of Wall Street – pirati nella baia
The Wolf Of Wall Street
Sicuramente non vale  una statuetta, ma il film con il mitico Leo di Caprio è la pellicola più scaricata (illegalmente) del 2014. Il modello di distribuzione esplorato da Sony sembra essere più efficace nell’evitare la diffusione illegale dei suoi prodotti rispetto a quella di altri case di produzione. Sul podio troviamo anche Frozen al secondo posto e Gravity al terzo.

3. Selfie
3.1. L’impatto dei selfie nel 2014
Eletta parola del 2013 secondo l’Oxford Dictionary, ha avuto però il suo impatto più forte nel 2014, plasmando il modo che abbiamo di esprimerci e comunicare al mondo chi siamo e cosa facciamo. La/il selfie ha influenzato non solo la fotografia, ma anche l’advertising, la musica e i regali di natale. Lo hanno capito anche i brand e qui sotto ci sono gli esempi più eclatanti dell’impatto che i selfie hanno avuto nel 2014.

3.2. Advertising: Beats by Dre – #SOLOselfie
Nasce e vive nel web. La campagna prende ispirazione da un contenuto UGC, un video tutorial su Youtube chiamato “Donut Selfie”. Il lancio dell’hashtag #SOLOselfie ha a sua volta stimolato le persone a produrre decine di migliaia di video in cui le cuffie sono protagoniste, amplificando esponenzialmente la portata di questa iniziativa.

3.3. (Almost) Advertising: The Oscar Selfie
Sappiamo tutti la storia: alla fine della notte degli Oscar, Samsung diede in mano un Galaxy Note 3 a Ms. DeGeneres, creando lo scatto più condiviso sul web.
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3.4. Regali di natale – selfie stick
La sua utilità e la sua popolarità non è ancora del tutto riconosciuta e il suo utilizzo non ancora sdoganato dai puristi, però il selfie stick è stato il regalo più acquistato di questo natale
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Sì, quella nella foto è la cinese di Shutterstock

3.5. Musica: Chainsmokers – #Selfie
Una delle canzoni più tamarre dell’anno passato, ma l’operazione che ci sta dietro è una delle più intelligenti. Il duo ha sfruttato la popolarità del termine per il titolo e il testo della sua canzone, poi ha creato un tutorial per stimolare le persone a creare il loro video di “#Selfie”, mettendo addirittura a disposizione la base musicale. Il risultato: migliaia di UGC creati dagli utenti che aumentato a dismisura la popolarità del pezzo.

4. Pronostici
4.1. Podcast is back, abbiamo le prove: SERIAL
Ci aveva avvertito Alessandra nel suo ultimo post: il podcast è tornato, confermando che il contenuto è centrale, al di là del media con cui viene trasmesso e che le persone vogliono il controllo di ciò che fruiscono, potendo decidere quando e quanto fruirne. Ma cos’è SERIAL? “A story told week by week”. Come una serie televisiva il racconto si divide in diverse puntate, registrate e distribuite tramite podcast, una volta a settimana. Dodici episodi che hanno tenuto incollati alle cuffie centinaia di migliaia di persone, battendo ogni record di download conosciuto su iTunes e rendendolo il podcast più popolare in USA, UK, Canada e Australia. Se siete curiosi, qui c’è il primo episodio.

Per chi di voi ha già finito la serie, ecco una fantastica parodia dal SNL.

5. Ispirazioni
5.1. I propositi di Mark
Se come Mark Zuckerberg avete bisogno di ispirazione, ecco due persone che hanno ispirato nel bene e nel male, il mondo intero.

5.2. Twitter e la Saggezza [nonsense] di Jaden Smith
Spero lo conosciate già. Twitter è il suo ambiente naturale. Qui, il figlio di Will Smith, ama snocciolare le sue perle di saggezza adolescenziale. Il risultato è il più delle volte… discutibile, infatti sul web la discussione è molto accesa tra gli utenti. Qui sotto un esempio delle sue domande esistenziali e qui un bel approfondimento per chi è davvero in crisi.
Jaden Smith

5.3. Faith in humanity: restored [by Taylor Swift] su Youtube
Non solo la star più promettente del USA con il disco più venduto del 2014 e nemico giurato della musica in streaming; Taylor Swift sa anche come dialogare con i suoi fan e sopratutto, capitalizzare questo dialogo per un produrre un video natalizio che ha fatto il giro del mondo.

Se volete ritrovare la vostra fiducia nel mondo, qui c’è una importante playlist di Youtube per accompagnarvi nei primi giorni dell’anno.

Vi lascio con il mio punto di riferimento personale per il 2015 e non solo: Aaron Paul
Aaron Paul

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Mercoledì Social #246

di Federico Mulas

Ci siamo, è la vigilia di Natale! Il Mercoledì Social di oggi sarà quindi dedicato ai festeggiamenti e ai buoni propositi per l’anno nuovo.

Instagram: Citygroup valuta l’app 35 milioni di dollari

In Facebook si festeggia già da giorni dopo che Instagram – acquistata da Zuckeberg nel 2012 per un miliardo di dollari – è stata valutata ben trentacinque volte di più! Il 19 dicembre, dopo che l’app ha superato i 300 milioni di utenti attivi, Citygroup ha rivalutato Instagram da 19 miliardi a 35 miliardi di dollari. L’articolo continua con un’interessante osservazione: Instagram, avendo raggiunto quota 300 milioni di utenti attivi, di cui il 70% non-USA, si porta avanti a Twitter che fino a sei settimane fa contava 284 milioni utenti attivi.

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Twitter: accesso agli analytics da mobile

Se siete già in montagna a godervi l’aria fresca ma, vi rendete conto che, nonostante il panorama, vi manca il fiato al pensiero di non poter costantemente controllare la performance dei vostri tweet, non vi allarmate! Da oggi si può. A darne notizia è TechCrunch: Twitter ha aperto ai suoi utenti l’accesso agli analytics direttamente da mobile. La nuova funzione è attualmente disponibile per iOS e permette di visualizzare su dispositivi mobili le impression e l’engagement relativi ad uno specifico tweet. Inoltre, consente agli utenti di esplorare altre metriche interessanti quali: il numero di persone che hanno cliccato sul tweet, quanti click ha ricevuto il link e quante persone hanno cliccato sull’immagine e sul nome del proprio profilo.

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Facebook: buoni propositi per l’anno nuovo

Quali saranno le novità per l’anno prossimo? Su quanti nuovi progetti lavoreranno i big player del settore? La risposta arriva dal primo della classe: Mark Zuckeberg. In questo articolo Mashable ci espone i buoni propositi del colosso di Menlo Park per il 2015:

  •  La messaggistica: Facebook si concentrerà su come capitalizzare l’acquisizione di Watsapp con l’obiettivo di diventare leader nel settore dell’ephemeral messaging (i messaggi che si autodistruggono) attualmente governato da Snapchat, la quale, ha rifiutato l’offerta d’acquisto da parte di Facebook per 3 miliardi di dollari.
  • La Realtà Virtuale: Vi ricordate l’acquisizione di Oculus Rift da parte di Facebook? Gli sviluppatori stanno ancora pensando cosa farne, meglio non aspettarsi troppo dato che l’investimento è orientato verso il lungo periodo.
  • Droni per l’accesso a Internet: Ultimo proposito avveniristico è quello di portare l’Internet dove l’Internet non c’è attraverso l’uso di droni capaci di bombardare intere aree con un potente segnale Wi-Fi. Facebook ha già acquistato Ascenta, una casa produttrice di droni ad energia solare e prevede il lancio dei primi dispositivi, entro il 2015.

Auguri di buon Natale!

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