Here are all of the posts tagged ‘Twitter’.

Thank God We Are Social #170

di Fabiola Miccone

Buongiorno e buon sabato a tutti!

Il TGWAS di oggi è il numero 170 e per iniziare la giornata in modo positivo ed energico vi comunichiamo che oggi a Milano ci sarà la Color Run. Giustamente non potevamo farci scappare quest’occasione dopo un’estate all’insegna del relax, di grasse mangiate e di tanto mare per dimostrare a tutti quanto fossimo ancora in forma!

Quindi se vedrete un gruppo di ragazzi destreggiarsi tra la folla colorata con facce felici e andature molto lente, sappiate che siamo noi di We Are Social anzi per l’occasione WeAreColorRunning. Fateci un super in bocca al lupo :)

Dopo quest’update sportivo, possiamo passare ad argomenti più social e tecnologici.

iPhone 6: – 3 giorni

Come saprete tutti, Apple presenterà il suo 6° figlioletto il 9 settembre e ormai i fan più devoti non stanno più nella pelle. Infatti ci sono già persone in fila fuori dall’Apple Store sulla 5th Avenue a New York.

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Foto di @eliblumenthal

Chissà se resisteranno anche fino alla vera e propria distribuzione, che è prevista per il 19 settembre per il modello a 4.7 pollici e più avanti per il 5.5 pollici. Inoltre si vocifera che questa bellissima creatura sia munita del chip NFC  e che oltre alle versioni da 32 GB e 64 GB ci sarà anche quella da 128 GB. Staremo a vedere… al 9 settembre mancano solo 3 lunghissimi giorni.

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Quanta fedeltà e devozione per Dunkin’ Donuts

A proposito di file, che ve ne pare di quella di Santa Monica per l’apertura del nuovo negozio di Dunkin’ Donuts? Niente male direi! Il negozio ha aperto martedì pomeriggio e i veri golosi si sono accampati da domenica sera fuori dal negozio. Ovviamente i fan più devoti al brand di ciambelle zuccheratissime, che di solito ci immaginiamo in mano al nostro amato Homer Simpson, non hanno rinunciato a condividere sui social il loro entusiasmo, le loro esperienze “gourmet” e gli aggiornamenti sulla lunghissima e inaspettata fila, ecco solo qualche esempio ;)

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Chi ha detto che non esiste più il baratto…?

Dopo le file fuori dai negozi, adesso parliamo di cose ancora più appetitose, cioè del Freemarket, aperto qualche settimana fa a Copenaghen. Immagino che la parola Free vi faccia già venire l’acquolina in bocca, e in effetti questo market fa gola un po’ a tutti. Perché, come funziona? In pratica al Freemarket si fa la spesa gratis, piuttosto che pagare in modo tradizionale, si paga facendo pubblicità sui social network, pubblicando su Twitter, Facebook o Instagram una foto del prodotto scelto. Questa è decisamente un’ottima idea e con quest’iniziativa Simon Taylor, il fondatore di Freemarket, ha rivoluzionato il modo di fare la spesa. Bene dopo questa notizia, che ne dite di un weekend a Copenaghen per rifarsi “l’armadio” alimentare? ;)

Freemarket

E voi a quale oggetto assomigliate?

Anche se il cibo è sempre tra gli argomenti più apprezzati, adesso però è ora di farsi qualche risata pensando a quale oggetto potremmo assomigliare di più. In Malesia sembra una pratica molto semplice e divertente. Un mese fa infatti è stato lanciato un contest per rilanciare lo store di Ikea di Mutiara Damansara. Il contest chiedeva ai fan del brand di postare una foto su Facebook mostrando a quale oggetto di Ikea assomigliassero. Guardate quanta cratività!

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La campagna, ideata da BBH Asia – Pacific, è durata 2 settimane ed ha ottenuto ottimi risultati, raggiungendo 1.5 milioni di utenti su Facebook in Malesia e 20.000 like, commenti e condivisioni. Anche i premi non erano niente male, al vincitore è stato dato un voucher di €194 (RM 800). E voi a quale prodotto di Ikea assomigliate?

Font e colori

Per concludere il TGWAS di questa settimana, l’ultima juicy news riguarda Twitter. Il gigante del microblogging, ha cambiato il font: Gotham Narrow SSm per migliorare la leggibilità, ha messo più colori a disposizione per personalizzare i propri profili e ha aggiunto 2 bottoni per Twittare e mandare messaggi privati.

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Con questo è tutto e con l’occasione auguro a tutti un bellissimo weekend!

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Mercoledì Social #230

di Giulia Parisi

Mercoledì Social #230. Facciamo l’en plein: si parla di Youtube, di Twitter, di Facebook e Whatsapp. E della relazione tra benessere e social, con uno studio e l’app “Somebody” che gli risponde a tono. #230, ovvero il prefisso internazionale delle Mauritius. Buona lettura, sempre che non abbiate chiamate urgenti per l’Oceano indiano.

Videomakers: preparate il barattolo delle offerte per il vostro canale Youtube

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Individuata una nuova funzione di Youtube, per il momento in beta in US, Australia, Giappone e Messico. Si tratta di fan funding, una sorta di barattolo delle offerte pensato per i gestori di canali Youtube che non intendono disturbare il loro pubblico con overlay e preroll.

Gli account su cui la funzione è già attiva mostrano una piccola icona con un cuoricino nell’angolo del video, e sarà possibile donare cliccando sia su questa icona oppure cliccando sul bottone “Support” nel riquadro delle informazioni dell’autore. Youtube conferma la release e specifica il dettaglio delle fee.

 

E alla fine arriva lui, Twitter Analytics. 

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Twitter Analytics per tutti! Per chi vuole andare al sodo, iniziamo da: come si fa? Scorrendo fino a “statistiche” dopo aver cliccato sulla rotellina in alto a destra (oppure cliccando qui se siete già loggati). E comunque no, non è possibile guardare le statistiche di un altro account. 

La dashboard era già disponibile per gli advertisers da luglio, ma solo da settimana scorsa è  attiva su tutti gli account. La struttura rimane la stessa però, e mostra informazioni sull’account a tutto tondo.

Sarà possibile ricavare dettagli sui followers (info socio-demografiche ma anche i followers generati da un tweet), fino ai dettagli relativi ai alle twitter card e ai tweet, come le visualizzazioni ottenute da un tweet, il numero di clic su “Espandi” o il numero di clic al profilo originati da uno specifico tweet. A questo si aggiungono le statistiche in tempo reale: 24 ore su 24, un buffet di reply, follows, click su hashtag e “stelline”.

Twitter Analytics dashboard

 

Checkup completo per l’acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook

La Commissione europea vuole andare a fondo dopo le prime analisi di luglio 2014, quando aveva inviato ai diretti competitor europei di Facebook (Telegram, Line, WeChat, Snapchat) un primo documento d’indagine, più breve. Invia adesso un nuovo questionario, anomalo nel suo genere per lunghezza e dettaglio, facendo un primo passo verso un’investigazione formale. 

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70 pagine di domande, rivolte non solo a competitor di Facebook ma anche a consumatori di un certo livello del social network (operatori di telcom, creatori di app e  fornitori di servizi internet). Infatti la notizia arriva dal Wall Street Journal che ha ricevuto ieri il documento, mentre per il momento nessuno tra Facebook, Commissione Europea e Whatsapp ha commentato ufficialmente.

Competizione, Privacy, Dati personali. L’intento dichiarato è comprendere del panorama competitivo e approfondire cosa distingue un social network da una app di messaggistica istantanea. Ovviamente tra le righe, ma neanche troppo, si tratta di tutelare privacy e dati personali. Ma si indaga anche su come una fusione tra i due giganti possa influenzare l’efficacia degli strumenti adv su mobile e desktop. 

Alcune domande riportate dal Journal e da Register:

  • Do you consider traditional electronic communications services, such as voice calls, SMS, MMS, emails, etc., to be substitutable with the consumer communications services functionalities offered by your app(s)?
  • Which is the difference “between services primarily designed to enable users to keep in touch with their existing friends / relatives as opposed to services primarily designed to enable users to enter into contact with new people”
  • In your view, what would be the likely impact on WhatsApp and its user base, if post-transaction WhatsAp were to start collecting increased amount of data about its users (e.g. user location, age, gender, message content, etc.)?
  • Which of the following websites/apps in your view can be described as a provider of social networking services? Please tick as many boxes as you consider appropriat,” elencando poi piattaforme e servizi come Flickr, Foursquare, Google+, LinkedIn, Myspace, Meetup, Tumblr, Twitter, Skyrock, Pinterest, Ask.FM.

 

Benessere e social, ma non solo digital per carità!

Parliamo della ricerca “Online networks and subjective well-being” in collaborazione tra Università la Sapienza di Roma e Statec Lussemburgo. 

Condotta su un campione di 50.000 italiani appartenenti ad una banca dati Istat, la ricerca intreccia il benessere individuale con dati come la  frequenza con cui le persone si incontrano e la fiducia verso il prossimo in relazione all’uso di Facebook e Twitter. Domanda: l’uso di reti online riduce il benessere soggettivo? e in che modo?

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Come gli autori spiegano direttamente alla rivista del MIT risulta che “il networking online gioca un ruolo positivo nel benessere individuale quando è associato a interazioni fisiche”. Quando la relazione resta solo online, la fiducia verso il prossimo ne risente negativamente.

E se la distanza non è accorciabile? Se non vogliamo per forza abbassare il livello di fiducia, i detentori di iPhone possono sempre usare Somebody App.

 

Everybody need Somebody (app)

Giusto giovedì scorso Miranda July presentava la sua app che permette di consegnare fisicamente messaggi istantanei, attraverso la persona più vicina al destinatario.

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Come funziona? Primo, individuare a quale amico inviare un messaggio (è stata anche prevista  la possibilità per il destinatario di confermare se è un buon momento o meno per ricevere il messaggio). A questo punto scegliere il messaggero, il vostro avatar, in base a reviews e rating. Next step: mandare una foto del destinatario e i dettagli del messaggio, incluse le “actions” da compiere: abbracci e sbadigli, canzoni o strepiti.

Se l’app rientra sotto l’ombrello della Public Art e se è vero che non è nemmeno il massimo della comodità, bisogna ammettere che abbatte la barriera impersonale della chat.

Forse non sarà più solo lei, la chat impassibile, ad assistere a tutti i nostri picchi emotivi.

 

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Mercoledì Social #228

di Mila Ligugnana

Buongiorno a tutti e bentrovati per il mercoledì social numero 228.

Il menù di oggi è davvero ricchissimo con stop al Like Gate,  nuovo accordo tra Tumblr e Ditto Labs e Twitter Preferiti e l’invasione delle Timeline.

Facebook rimuove il Like Gate

Il social network ha recentemente pubblicato un aggiornamento delle Graph API che abolisce il cosiddetto metodo del “Like Gate” sulle pagine. Dimentichiamoci quindi (almeno per ora) delle richieste di apprezzamenti per accedere a giochi e concorsi.

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La notizia si rivolge in particolar modo agli addetti ai lavori dei social media, ma arriverà ad impattare notevolmente sull’utilizzo quotidiano della piattaforma. Diminuirà infatti lo SPAM fino ad oggi generato dalle richieste di apprezzamenti non spontanei.

La mossa di Facebook è volta a restituire credibilità al coinvolgimento dei fan, che spesso si dichiarano tali solo per accedere a un concorso.

Tumblr e il riconoscimento dei brand

Tumblr sta firmando un accordo con Ditto Labs, società in grado di scovare i brand nelle foto pubblicate sui social media, riconoscendo per esempio qualcuno in possesso di una felpa di marca o con in mano un noto succo di frutta.

Fonte immagine: http://static3.thedrum.com

Fonte immagine: static3.thedrum.com

L’accordo permetterà agli inserzionisti di vedere cosa pensano i fan del proprio brand, attraverso l’analisi del contesto fotografico e dei commenti.

(Qui un video esplicativo dei Photo Insights di Ditto.)

T.R. Newcomb, responsabile del business development di Tumblr, ha dichiarato: “Se Coke vuole capire la natura delle conversazioni [relative alla propria azienda su Tumblr] Ditto può analizzarla e consegnarla a Coke.”

Tuttavia, ha aggiunto che questo non significa che le persone saranno targhettizzate in base a ciò che indossano nelle proprie foto su Tumblr: “In questo momento, non stiamo pensando di fare nulla di ad-related.”

Twitter Preferiti e l’invasione delle Timeline

Pare proprio che presto potremmo vedere, nella pagina principale del social in questione, i tweet aggiunti ai preferiti dagli utenti che seguiamo, e anche suggerimenti sugli account seguiti dai nostri following.

L’ultimo esperimento di casa Twitter non sta facendo impazzire di gioia gli utenti, che lo reputano confusionario e di scarsa utilità.

L’uso di Internet all’epoca degli Smartphone

Si sa, i telefoni cellulari sono ormai in tutto il mondo il dispositivo principale di accesso a Internet. Ecco un grafico affascinante che mostra  l’aumento di utilizzo degli smartphone nel corso degli ultimi tre anni.

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Qui
 il grafico in movimento.

 

LeBron James lancia la Ice Bucket Challenge

 

Dopo Mark Zuckerberg che sfida Bill Gates a rovesciarsi addosso un secchiello di acqua gelata per sostenere la ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica (ve ne parliamo nel nostro Thank God We Are Social #167), vi lasciamo con la sfida lanciata da LeBron James a Barack Obama.

Accetterà?

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Thank God We Are Social #166

di Alessandra Maffei

Il Thank God We Are Social numero 166 vi dà il buongiorno con le ultime news dal social web: le più curiose e leggere, perfette per un sabato di agosto.
Vi parleremo di bizzarre offerte di lavoro, di Star Trek, di macachi che scattano selfie (generando polemiche), di remix artistici e di come rendere facile il pagamento delle bollette. 

“GIF Content Specialist”: apply now.

La vostra giornata si divide tra una visita a Tumblr, a 9GAG e a imgur? Usate le GIF come modo per comunicare al mondo? Qui in We Are Social Italia, so che la risposta di almeno l’87% del miei colleghi sarebbe .
Questo rende noi (e voi che ci leggete) candidati perfetti per l’offerta di lavoro di Betaworks, in cerca di un “GIF content specialist”.

Questo nuovo job title non ci stupisce: in un mondo dove l’overload di contenuti incontra soglie di attenzione sempre più basse, è fondamentale saper individuare contenuti pop, rilevanti e brevi, che le persone sappiano riconoscere e apprezzare all’istante.

(Purtroppo l’offerta di Betaworks è scaduta. Tenete gli occhi aperti per la prossima!)

Buongiorno Nasa, qui il Capitano Kirk

Amiamo Twitter per un’infinità di ragioni. Una è che ci permette di assistere a incontri prima impensabili, quasi epici, tra brand, istituzioni e persone, reali e fittizie.
L’incontro di cui parliamo oggi ha un che di ultraterreno. Cosa succede quando William Shatner, attore canadese reso leggendario dal ruolo di Kirk in Star Trek, si rivolge per un saluto all’account ufficiale della NASA?

Adorabili macachi, selfie e copyright

Animali simpatici e i loro autoscatti: non sono una novità (abbiamo scelto un esempio su tutti), ma a noi piacciono sempre come fosse la prima volta.
Recentemente un adorabile selfie peloso si è trasformato in un caso di copyright: la storia inizia in Indonesia, con un macaco nero – o cinopiteco – che si impossessa dell’equipaggiamento del fotografo David Slater, scattandosi foto che dire meravigliose è poco (qui potete vederle tutte).

Macaco Wikipedia

Un contributor di Wikipedia ha caricato alcune di queste immagini sul sito: secondo le leggi USA il macaco, che ha scattato la foto, non può infatti reclamarne il copyright. La richiesta di cancellazione da parte del fotografo è stata rifiutata dalla Wikimedia Foundation.
Meno fama e royalties per Slater, più macachi sorridenti per noi.

La moda si intrufola nell’arte (su Instagram)

Nel 2014 neanche i quadri più famosi della storia sono al riparo da remix e ritocchi originali, più o meno riusciti. Se il nostrano Se i quadri potessero parlare è ormai da mesi un appuntamento irrinunciabile, l’account Instagram da seguire della settimana è l’americano @copylab: loghi, icone, trend e dettagli di moda si intrufolano nelle opere d’arte.


Se avete gradito “La ragazza con l’orecchino di Chanel”, ci sentiamo di consigliarvi anche Frida Kahlo con gli occhiali specchiati.

Haus, l’app che ti aiuta a pagare e condividere le bollette

Tre delle peggiori maledizioni della vita adulta: le bollette, i coinquilini che non pagano le bollette, i coinquilini che non sanno fare i conti per le bollette.
Forse una soluzione c’è, almeno a New York: è aperto a tutti il beta di Haus, che si promuove come “hub unico” per la gestione di tutte le bollette di casa. Ricordare le scadenze, coordinare i coinquilini, inviare i pagamenti: tutto in una sola mobile app.

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Chiudiamo questa settimana di agosto con un augurio: che il vostro weekend sia assurdo, adorabile e divertente come una foca che fa surf. Alla prossima!

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Non c’è più l’engagement di una volta

di Stefano Maggi in News

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Quasi ogni giorno un social network sperimenta una nuova funzionalità e, a piccoli passi, nell’arco di pochi mesi, ci troviamo a interagire con strumenti cambiati in maniera sostanziale. A aggiornarsi non sono solo i canali attraverso cui comunichiamo: è il nostro modo di interagire che cambia, mentre collettivamente acquisiamo nuove abitudini o condividiamo nuovi comportamenti.

I brand, per sviluppare una conversazione rilevante con le persone, devono misurare il modo in cui le persone reagiscono e interagiscono agli stimoli proposti. Per questo motivo, anche le metriche a cui fanno riferimento devono aggiornarsi quando cambia il modo che le persone scelgono per relazionarsi con un canale.

Ci sono due tipi di cambiamento che ci stanno portando a rivedere l’approccio all’engagement rate come metrica di riferimento nell’ambito di una conversazione tra brand e persone: il primo è di natura comportamentale, il secondo è tecnologico.

Il mutamento comportamentale si verifica su tutti quei canali in cui il modo di interagire delle persone si modifica gradualmente e continuamente fino a diventare radicalmente differente. Un esempio in questo caso è dato da Instagram, in cui l’interazione con le immagini è sempre più frequente per gli utenti, come dimostrano questi dati, relativi al secondo trimestre 2014, riferiti agli USA.

  • Facebook ha raccolto 2,5 milioni di brand post, crescendo del 22% anno su anno;
  • Su Instagram sono stati pubblicati 493.000 brand post, con una crescita del 49% anno su anno;
  • Facebook ha raccolto 6 miliardi di azioni (like, comment, share);
  • Instagram ha contato 3,4 milioni di azioni (like, comment);
  • Facebook ha avuto 2.396 azioni per post;
  • Su Instagram le persone hanno fatto 6.932 azioni per post;

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È chiaro come per entrambi i social network l’interazione sia consistente, ma come il livello di engagement tra Facebook e Instagram sia completamente differente. Misurarlo con la stessa metrica significherebbe non considerare le differenze che caratterizzano i due canali.

Il secondo tipo di cambiamento, il mutamento tecnologico, è alla base di come sta cambiando il livello di engagement per i brand su Facebook. Sappiamo bene che il social network ha diminuito il reach organico, cioè il numero di persone raggiunte da un post non promosso. Questo ha aumentato l’importanza del reach a pagamento, tanto che è poco indicativo continuare a misurare l’engagement esclusivamente sulle reazioni della community ai post cui le persone sono esposte in modo organico.

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È molto più rilevante misurare tutte le interazioni che le persone hanno avuto con i contenuti, anche quando sono state esposte ai post grazie a una logica “promossa”, o a pagamento. Ecco l’impatto di questo mutamento tecnologico, se visto da un punto di vista più ampio (e non dal solo punto di vista del reach organico): le interazioni su Facebook sono aumentate sostanzialmente per le pagine con un forte focus sul contenuto, sono aumentate generalmente per le pagine di brand e la media mensile di interazioni totali è sempre in crescita.

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Esistono anche situazioni “ibride”, risultato di questi due tipi di mutamento: è il caso di Twitter che, grazie al recente redesign, ha influito positivamente su come le persone interagiscono con i post (anche quelli di brand). Ad influire sull’impatto positivo, sicuramente il numero di persone che non avevano dimestichezza con il Twitter e hanno avuto accesso più facile grazie a nuove caratteristiche dell’esperienza utente, più semplice e immediata.

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Dati raccolti da Socialbakers su 11.000 account Twitter accounts relativi al periodo giugno 2013 – giugno 2014

 

In sintesi, è sempre meno utile avere un approccio standardizzato a tutti i progetti, a tutti i brand e a tutti i canali. È importante capire, per ogni situazione, cosa significhi “engagement”, prima di poter individuare delle metriche utili a capirne la variazione e a intervenire per migliorare la conversazione.

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