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Thank God We Are Social #199

di Claudio Mattiello

Ciao a tutti, come ogni buon sabato che si rispetti eccoci con il consueto appuntamento del fine settimana.
Appuntamento che, questa volta, prevede notizie serie e semiserie (è pur sempre iniziato il weekend!).

Autoplay anche per Twitter

Facebook, anche grazie alle novità presentate alla conferenza F8, corre, mentre Twitter per ora insegue.
Se l’autoplay dei contenuti video è ormai una realtà consolidata su Facebook, per Twitter inizia solo ora la sperimentazione (al momento limitata alle solo utenze USA) attraverso l’utilizzo delle app per iPad e iPhone.

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Il test prevede due opzioni che in comune hanno solamente la riproduzione in loop dei contenuti. Con la prima, il video sarà riprodotto interamente, mentre con la seconda sarà possibile visualizzare una preview di sei secondi.
Se i due social network condividono la logica alla base dell’autoplay, ovvero facilitare il coinvolgimento degli utenti, quello che cambia è la modalità di quantificazione del coinvolgimento generatosi.
Per Facebook un video viene considerato come “visto” dopo 3 secondi di autoplay, mentre per Twitter, stando alle prime indiscrezioni, il conteggio avviene solo nel momento in cui si clicca sul contenuto per vederne la versione completa. Non è ancora chiaro se l’intera visione dell’autoplay sarà conteggiata o meno come visualizzazione.

Nuova partnership per Twitter

Dopo la partnership con Rhapsody, della quale vi abbiamo parlato nell’ultimo TGWAS, Twitter annuncia una nuova partnership, questa volta con Foursquare.

Fino ad ora, infatti, i servizi di localizzazione su Twitter funzionavano utilizzando il solo GPS del telefono. Grazie alla collaborazione con Foursquare, l’utente avrà a disposizione un menù che offrirà anche una lista dei luoghi presenti nelle vicinanze consentendo di visualizzare con un clic tutti i tweet generati nel luogo che ci interessa.

#gattini

Si sa, per vincere facile sui social, condividere foto di gatti e gattini è sempre la soluzione migliore.
Idea: e se fossero gli stessi gatti a condividere contenuti sui social?!
Bene, ci ha pensato Whiskas grazie a Catstacam.

Catstacam

Si tratta di una fotocamera che, attaccata al collare del gatto, scatta automaticamente sei foto al minuto che verranno poi pubblicate sul profilo Instagram che il padrone avrà prontamente attivato per il proprio gatto.
Quindi, amanti dei gatti, wifi sempre accesso e connessione anche in giardino per controllare le perlustrazioni del vostro gatto e gli amici che incontrerà nelle sue passeggiatine.

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Finalmente il teletrasporto!

F8 non è stato solo l’evento con il quale Facebook ha presentato le novità più interessanti. È stata anche la conferenza con la quale è stata annunciata la svolta che tutto il mondo stava aspettando… la cabina per il teletrasporto!

teletrasporto

Ovviamente, si tratta di una semplice scelta stilistica che ha spoilerato i contenuti della seconda giornata di incontri. Si tratta dei nuovi formati video messi a disposizione dalla tecnologia di Oculus Rift, tema che potete approfondire nel nostro precedente post fruibile cliccando qui o con un semplice scroll.

E ora, buon weekend!

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Mercoledì Social #255

di Luca Della Dora in News

Come non iniziare questo Mercoledì Social parlando della notte degli Oscar? Semplice, parlando di Instagram, ad esempio.
A parte gli scherzi, ben ritrovati con il nostro appuntamento settimanale dedicato alle notizie più interessanti legate al marketing, alla comunicazione e ai social media. Iniziamo subito (e sì, parleremo anche di Oscar).

Instagram: tutti i numeri che vi servono (e alcuni consigli utili)

300 milioni di utenti attivi ogni mese, +70 milioni di contenuti (tra foto e video) pubblicati e +2.5 miliardi di Like ogni giorno, per un totale di +30 miliardi di foto condivise dal 2010 a oggi: sono solo alcuni dei numeri condivisi da SalesForce attraverso quest’infografica, che racconta lo stato attuale di Instagram, evidenziando anche come i brand possono sfruttare al meglio la piattaforma.

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Emerge, ad esempio, che i Millennials – in Canada – tendono a ricordare di più i contenuti condivisi dall’account Instagram di un brand, piuttosto che uno spot TV, o che il 28.2% degli utenti Instagram (sempre canadesi) ha acquistato un prodotto dopo averlo visto sulla piattaforma, durante gli ultimi 6 mesi.

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Qui l’infografica completa, dal blog di SalesForce.

Scegli la stanza su Instagram, e prenotala (da Instagram)

E dopo aver osservato alcuni dati relativi al suo utilizzo, ecco un caso interessante di come un brand ha saputo sfruttare l’elemento ispirazionaletipico di Instagram - e renderlo efficace per fini di business: Conrad Hotels & Resortsdi Hilton WorldWide – offre alle persone la possibilità di prenotare la propria stanza (scegliendo tra i 24 hotel a disposizione).

Il funzionamento è molto semplice: dal link presente nel profilo Instagram di Conrad Hotels & Resorts si accede a una schermata in cui sono presenti le stanze suggerite, ma anche tutte quelle per cui è stata espressa la propria preferenza attraverso un Like su Instagram (la tecnologia sfruttata, in questo caso, è Like2Buy di Curalate).

http://like2b.uy/conradhotels

Qui la dashboard che permette di prenotare partendo da Instagram.

#LFW: Burberry porta i suoi follower in passerella


Per il lancio della collezione Autunno/Inverno 2015 Burberry ha offerto alle persone la possibilità di vivere più da vicino la sfilata: lunedì 23 Febbraio era infatti sufficiente menzionare @Burberry, includendo nel tweet l’hashtag #Tweetcam, per far sì che l’account rispondesse con un’immagine personalizzata che mostrasse un’anteprima della collezione stessa.

Ed ecco un esempio di tweet di risposta:

Burberry ha anche creato uno live streaming dell’evento, grazie a una partnership stipulata con Line, nell’ottica di avvicinare sempre più le persone al suo mondo, permettendo loro di godere di un punto di vista speciale su un evento esclusivo come quello della #LFW.

13 milioni di persone hanno seguito gli Oscar su Twitter (in USA)


La settimana che si chiude è quella che ha visto Birdman trionfare all’87esima edizione degli Oscar: sappiamo molto bene che eventi di questo tipo sono un’occasione di conversazione che i brand difficilmente si lasciano sfuggire, anche per l’enorme volume di interazioni che si sviluppano.

Nielsen - Twitter Oscar

Nielsen ha dichiarato che quest’anno sono stati circa 13 milioni le persone che hanno seguito la Notte degli Oscar via Twitter: si tratta di un decremento del 6.5% rispetto all’anno scorso. Si potrebbe pensare che Twitter stia perdendo appeal da questo punto di vista, o che le persone stiano smettendo di commentare gli show televisivi in questo modo. È esattamente il contrario: il volume di tweet è sì diminuito del 6.5%, ma il numero di spettatori in TV è stato del 16% per inferiore rispetto al 2014.

Questo dato ci dice qualcosa di molto chiaro: le persone che usano Twitter sono molto più propense a seguire show (come gli Oscar) rispetto al resto degli americani (i dati rilevati sono infatti relativi agli USA).

C’è anche da considerare quello che potremmo chiamare “Ellen Selfie Effect”: il famoso selfie dell’anno scorso ha contribuito alle +3.3 miliardi di impression dell’edizione, e quest’anno non c’è stato un momento paragonabile, e – di conseguenza - i numeri rilevati non sono stati influenzati da questo punto di vista.

E con alcuni dei momenti più divertenti e interessanti condivisi su Twitter e Vine vi diamo appuntamento alla prossima settimana con il prossimo Mercoledì Social.

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Reverse engineering per la strategia di canale

di Stefano Maggi in News

Ogni giorno veniamo a contatto con un numero di canali di comunicazione sempre in crescita, attraverso device talmente diversi tra loro che possono seguirci in qualsiasi situazione. Per questo motivo è fondamentale che i brand definiscano una strategia di canale, individuando i punti di contatto (fisici o digitali) in cui sia possibile dialogare con le persone.

Sui canali social questi punti di contatto sono connessi, contaminati tra loro, al punto che i contenuti creati e pubblicati per un canale, oggi, possono essere fruiti all’interno di canali completamente differenti, cambiandone radicalmente il contesto. I cambiamenti degli ultimi mesi nell’ambito dell’integrazione tra le piattaforme danno valore a questo approccio.

Un esempio emblematico è la partnership annunciata tra Google e Twitter, che consentirà di visualizzare i tweet rilevanti tra i risultati delle ricerche Google. Così, ad esempio, chi desidera informarsi su un evento, potrà trovare informazioni e tweet in tempo reale nello stesso luogo. Al tempo stesso, i contenuti pubblicati su Twitter, non vivranno solo sul social network, ma estenderanno la propria visibilità all’esterno.

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Un altro esempio sono i contenuti che derivano da una “content curation” e vengono inclusi in canali diversi da quelli nativi. Twitter può essere un valido esempio anche in questo caso, con il lancio del proprio tool “Curator“, che permette di creare vere e proprie rassegne tematiche in tempo reale, a partire da tweet.

Come cambia quindi l’approccio alla strategia di canale?

Il primo passo fondamentale per definire una strategia di canale è studiare le persone a cui il brand vuole rivolgersi, ricavando insight sui loro comportamenti, sulle esigenze e sulle motivazioni che le caratterizzano.

Il cambiamento avviene al secondo step. Quando le contaminazioni tra canali non erano così forti come oggi, un contenuto pubblicato su un canale (ad esempio Facebook), verosimilmente sarebbe stato visto nello stesso contesto (ad esempio news feed Facebook). La scelta del canale, quindi influenzava la tipologia di contenuti prodotti e la modalità in cui il contenuto poteva raggiungere il target.

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Oggi, grazie a questa contaminazione, è importante tenere in considerazione le numerose modalità diverse in cui un contenuto può entrare a contatto con le persone per cui è pensato. Un contenuto Facebook, ad esempio, può essere fruito attraverso news feed, ma oggi,  tramite Graph Search potrebbe essere individuato tramite una ricerca oppure potrebbe comparire come contenuto contestuale a un luogo specifico dove si trova l’utente.

Introducing Place Tips in News Feed from Facebook on Vimeo.

È utile quindi che il secondo step sia dedicato al contenuto, perché – in modo sempre più forte - è la strategia di contenuto a influenzare la strategia di canale. Soprattutto se consideriamo come oggi sia possibile diffondere il contenuto anche all’esterno del canale per cui nasce.

La modalità di distribuzione, dunque, deriva dal target e dal contenuto e – anche grazie alle strategie di paid media – può raggiungere le persone e attivare una conversazione in modo sempre più granulare, che sia attraverso search, in un feed temporale (come quello di Twitter) o in un feed gestito da un algoritmo (come quello di Facebook).

A questo aspetto si legano le funzioni di “scoperta” (discover) del contenuto. Sia Twitter che Snapchat stanno sperimentando in questa direzione. Nel primo caso attraverso una selezione di contenuti potenzialmente rilevanti proposti agli utenti, nel secondo attraverso un’operazione di contenuto che seleziona prodotti video particolarmente rilevanti per il target.

Tutti questi motivi concorrono a cambiare il modo in cui i brand concepiscono la propria strategia di canale, con un approccio che può partire oggi da dove gli utenti possono venire a contatto con il contenuto, identificando solo come conseguenza i possibili canali da coinvolgere.

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Mercoledì Social #252

di Paola Tonetti

Come si fa ad odiare il mercoledì? Punto 1: è quel giorno della settimana abbastanza lontano dal lunedì, quel giorno che ti aiuta a dire “Sì, ci siamo quasi, vedo la luce. E vedo anche un bel Vodka sour che mi aspetta sul bancone del mio bar preferito”. Punto 2: è quel giorno della settimana in cui possiamo raccontarci tutto quello che è successo nei giorni precedenti e, perché no, fare un po’ di sano spetteguless. Benvenuti, quindi, al nostro mercoledì social #252: se vi siete persi l’evento dell’anno, nessun problema. Ve lo raccontiamo noi per filo e per segno: si parla del Super Bowl XLIX ovviamente.

Facebook e Twitter: chi ha vinto?

A quante pare, si è trattato del Super Bowl più Twittato in assoluto, superando anche il record registrato l’anno precedente: si calcolano più di 28 milioni di cinguettii legati al tema, dove l’hashtag #SB49 è stato senza dubbio quello più utilizzato. Twitter ha anche realizzato una mappa interattiva che mostra come la partita è stata “giocata online”.

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Di seguito invece i tweet che hanno generato i picchi più alti di conversazione durante tutto il Super Bowl:

1. Malcolm Butler (@Mac_BZ) intercepts a pass by Russell Wilson (@DangeRussWilson) 1 yard from the goal line with 20 seconds left in the game: 395,000 TPM

2@Patriots defeat @Seahawks to become #SB49 champions: 379,000 TPM

3. End of @KatyPerry’s halftime performance: 284,000 TPM

E Facebook? È forse rimasto a guardare? Niente affatto: secondo le statistiche, più di 65 milioni di persone si sono unite alla grande conversazione, con un totale di 265 milioni di post, commenti e like tutti sul grande evento. La presenza femminile ha dato del filo da torcere ai maschietti: al primo, al secondo e al terzo posto ci sono infatti le donne a farla da padrone. Uno dei momenti di cui si è parlato di più indovinate qual è? Sì, di nuovo la nostra California Girl.

 

 Lost Dog

Per il terzo anno di fila, Budweiser ha sfornato l’AD più condiviso su Facebook, Twitter e blog in generale. Lo stesso cagnolino che l’anno scorso faceva amicizia con un cavallo, quest’anno viene ri-utilizzato e, indovinate un po’, lo spot ha raggiunto 41.9 milioni di views su Youtube e Facebook. Ecco, inteneritevi un pochino anche voi

La novità, comunque, non sta tanto nell’uso dei piccoli amici del cuore per fare click: Facebook è diventato negli ultimi anni un grande promotore di video. Secondo iSpot, quest’anno le visualizzazioni video durante il Super Bowl si aggirano intorno al 60%, e ben  il 40% di queste visualizzazioni arriva direttamente da Facebook. Altri spot degni di nota sono stati quelli di T-Mobile con protagonista la tutta-curve Kim Kardashian e il Real-Life Pac-Man di Bud Light.

 

Real time marketing

Quest’anno il real time marketing ha registrato una crescita considerevole, sia a livello di numeri che a livello qualitativo.

Cheerios sul passaggio fra Russel Wilson e Malcolm Butler che ha portato alla vincita dei Patriots.

Skittles, Brand molto attivo sui social, ha dato un twist ai suoi Tweet dopo il touchdown di Marshawn Lynch.

 

E non tralasciamo le interazioni fra Brand

 

 

 

Premio Tenerezza

Il premio tenerezza però non possiamo che darlo a Doritos: il loro spot “Puppy Dad” non è solo carino, dolce e, appunto tenero (guardate quel muso!).

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Non solo riunisce un “padre e un figlio”.

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Ma tira su soldi per aiutare gli animali in difficoltà.

 

 

 

Ma poi, com’è finito sto Super Bowl?

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Mercoledì Social #251

di Gabriele Naia

Come ogni mercoledì, anche oggi è arrivato il momento di dare uno sguardo a cosa sta accadendo sul web. Parleremo delle nuove feature di Ello, Snapchat, Twitter, di messaggi che si autodistruggono e della nuova app rilasciata da Virgin.

Ello tenta la carta dei contenuti audiovisivi
Quanti di voi ricordano Ello? Pochi, probabilmente. Lanciata lo scorso settembre, la piattaforma voleva offrire agli utenti un social network privo di pubblicità, in controtendenza all’incremento esponenziale degli sponsored post di Facebook. Ma, a quanto pare, questo non ha minimamente scalfito il monopolio di Zuckerberg, e l’hype su Ello è scemata nel giro di poche settimane. Qualche giorno fa la notizia: su Ello è ora possibile condividere contenuti audio e video.

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L’impressione, però, è che sia andato storto qualcosa alla radice, e che l’idea secondo cui gli utenti rifuggirebbero dalla pubblicità dei brand sia semplicemente incorretta. Sempre di più, infatti, gli utenti utilizzano i social network per interagire con le marche, ricevere consigli d’acquisto, usufruire di sconti, sentirsi parte di una community. La domanda quindi sorge spontanea: basterà questa nuova feature a risollevare le sorti di Ello?

Snapchat introduce la nuova funzione “Discover”
Snapchat, l’ormai rinomata applicazione per scambiare foto che scompaiono automaticamente nel giro di pochi secondi, rilascerà a fine mese una nuova funzione “Discover”. Secondo quanto riportato, la feature consentirà di diffondere contenuti originali creati dalla piattaforma stessa sotto forma di testi, foto e video. Questa operazione dimostra l’intento del fondatore Evan Spiegel di trasformare Snapchat in una vera e propria publishing platform, supportata dal lavoro di giornalisti precedentemente reclutati da News Corp, MTV e The Verge. Interessante sarà capire se e come Snapchat vorrà smarcarsi dal target di utenti prettamente adolescenziale, o se viceversa punterà a consolidare ulteriormente questa relazione con contenuti pensati ad hoc.

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Quickie: i messaggi scompaiono
Una nuova app mobile sviluppata per iOS e Android consente di mandare messaggi testuali che si autodistruggono una volta letti. Quickie, questo il nome dell’app, trasporta la feature che ha reso famosa Snapchat nell’ambito del text messaging, proponendo una forma comunicativa che dovrebbe ricalcare, in teoria, le dinamiche della vita reale.

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Di fatto, però, Quickie riprende e mette assieme due trend ampiamente sdoganati: 1) la “scadenza” dei contenuti (lanciata appunto da Snapchat, ripresa per certi versi da app come Wiper, testata recentemente da Facebook); 2) la centralità di un’unica, semplice funzione (si pensi in primis a Yo, ma anche alle meno conosciute Beer e HERE). Come per alcuni dei casi citati, quindi, la curiosità è: riuscirà Quickie a imporsi nel mercato delle app, oppure sarà l’ennesimo clone destinato, passate il gioco di parole, a scomparire nel giro di poco?

Twitter ci riprova con Bing Translator
Dopo l’annuncio, pochi giorni fa, della funzione “While You Were Away”, Twitter comunica un’altra novità imminente: la possibilità di tradurre i tweet grazie a Bing Translator. Dopo vari tentativi (ricordiamo la funzione traduzione per l’app mobile, ritirata pochi mesi dopo l’uscita, e quella dedicata agli utenti di TweetDeck), Twitter ci riprova.

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Considerato che solo il 33% degli utenti proviene da territorio statunitense, si tratta di una feature senza dubbio utile, tanto agli utenti stessi, quanto ai brand multinazionali, che a questo punto potrebbero non avere più bisogno di account distinti per rivolgersi a platee linguistiche differenti. Se pensiamo, poi, al ruolo che Twitter ha ricoperto anche in circostanze giornalistiche (un esempio tra tutti: la Primavera araba), è evidente come l’integrazione di Bing Translator possa essere davvero un tassello importante nella crescita globale della piattaforma.

Virgin lancia una nuova app mobile
La settimana scorsa, a Chicago, Virgin ha inaugurato il suo primo hotel. Contestualmente ha rilasciato anche Lucy, un’app mobile (iOS e Android) che permette agli ospiti di interagire con i servizi dell’albergo in modo nuovo. Oltre a effettuare prenotazioni, Lucy dà consigli su locali e ristoranti della città, consente di controllare il termostato della camera e di comunicare via chat con la reception. Grazie allo streaming, inoltre, permette di visualizzare i contenuti audio e video del proprio smartphone direttamente sulla TV (anche questa controllabile da remoto tramite app).

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Lucy dimostra come Richard Branson abbia ben chiara la direzione da prendere con questa nuova catena di alberghi: dare alle persone il controllo della propria esperienza, renderle a tutti gli effetti partecipi, farle sentire, nel vero senso della parola, a casa.

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