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Mercoledì Social #225

di Luca Della Dora in News

Mercoledì Social numero 225. 225 settimane in cui abbiamo condiviso con voi la raccolta di notizie più interessanti legate a comunicazione, marketing e social media. Questo mercoledì non sarà differente, quindi non perdiamo altro tempo, e buona lettura.

 

Instagram introduce Bolt (per ora solo in 3 paesi)
Le indiscrezioni dei giorni scorsi hanno trovato conferma: Instagram ha lanciato Bolt, un’applicazione standalone che punta a competere con Snapchat, Slingshot (di Facebook stesso) e di Taptalk nel territorio delle “ephemeral one-to-one video & photo sharing messaging”.

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Per ora l’App è disponibile soltanto in Nuova Zelanda, a Singapore e in Sud Africa, ma nelle prossime settimane – dopo i primi test – sarà diffusa gradualmente anche in altri paesi su iOS e Android.

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Il suo funzionamento è molto semplice – e non è collegato al login via Facebook o Instagram. Sostanzialmente con Bolt si possono condividere immagini (o video) con i propri contatti attraverso un singolo tap, senza bisogno (né possibilità) di caricare immagini dalla libreria. Una volta ricevuto un messaggio (o meglio, un’immagine/video), la si potrà vedere e poi sparirà per sempre dal nostro dispositivo (proprio come accade per gli altri servizi di questo tipo). Per capire in modo più approfondito di cosa si tratta, potete leggere la descrizione fornita da Techcrunch.

 

Per mandare Messaggi Privati sarà necessario scaricare Facebook Messenger
Quello che invece è certo è che a partire dai prossimi giorni non sarà più possibile usare l’App di Facebook per scambiarsi messaggi privati: se fino a oggi installare Messenger è stato un invito da parte di Facebook, dai prossimi giorni sarà l’unica opzione per mandare messaggi istantanei.

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Techcrunch riporta:

“In the next few days, we’re continuing to notify more people that if they want to send and receive Facebook messages, they’ll need to download the Messenger app. As we’ve said, our goal is to focus development efforts on making Messenger the best mobile messaging experience possible and avoid the confusion of having separate Facebook mobile messaging experiences. Messenger is used by more than 200 million people every month, and we’ll keep working to make it an even more engaging way to connect with people.”

Oggi Facebook Messenger è usato da circa 200 milioni di persone (+5 milioni in Italia) che mandano più di 12 miliardi di messaggi ogni giorno attraverso l’applicazione.

 

WhatsApp supera Facebook Messenger
Nel corso degli ultimi mesi abbiamo osservato un importante sorpasso tra le applicazioni di messaggistica istantanea: il 39% di chi accede a internet da dispositivi mobile utilizza WhatsApp, superando così Facebook Messenger, che si assesta al 38%.

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Si tratta di un dato molto importante, soprattutto se si considera il volume sempre crescete di persone che usano questo tipo di applicazioni: durante Q2 2014 sono state più di 600 milioni le persone ad aver usato servizi di instant messaging a livello globale (come riportato da Global Web Index nel report GWI Trends: Mobile Messaging Q3 2014).

Non esiste un’applicazione in grado di dominare il mercato a livello globale, e ogni paese ha le proprie specificità sia in termini di tipo di utilizzo che viene fatto dalle persone, sia in termini di penetrazione delle applicazioni stesse. L’Italia è decima, per penetrazione, per quanto riguarda WhatsApp, ad esempio.

GWI - Instant Messaging apps

Qui il report completo.

 

Prenotare Uber attraverso Facebook Messenger?
Facebook sta esplorando nuovi modi per mantenere sulla propria piattaforma persone con diverse esigenze, fornendo loro un beneficio reale nell’utilizzare Facebook Messenger. Come? Ad esempio permettendo agli utenti di prenotare la propria corsa con Uber direttamente dall’app, come riportato da Re/Code.

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Photo Credits: Vjeran Pavic / Re/Code

Sembra andare in questa direzione l’incontro tra Zuckerberg e Travis KalanickCEO di Uber: “Siamo ancora in una fase molto preliminare e lontana da qualsiasi ipotesi di fattibilità reale, ma la direzione di Facebook Messenger dovrà essere questa”, dichiara una persona a conoscenza dei fatti. I responsabili di Facebook e Uber invece non hanno voluto commentare la notizia.

Sembra, in ogni caso, che Zuckerberg stia osservando molto da vicino quello che accade per applicazioni di questo tipo nel mercato asiatico: WeChat permette ai suoi utenti di chiamare un taxi, grazie all’integrazione con un servizio chiamato Didi Dache.

 

Le Mobile Ads generano il 62% delle revenue di Facebook
Pare lontanissimo il giorno in cui Zuckerberg annunciò che Facebook sarebbe dovuta diventare un’azienda sempre più orientata al mobile se avesse voluto continuare a guidare il mercato, continuando ad essere attrattiva sia per gli investitori, sia per nuovi utenti. Sembra un giorno lontano perché secondo il report Facebook Q2 2014 Earnings le revenue sono state di $2.62 miliardi, e il 62% provengono da adv via mobile.

Facebook Now Makes 62% of Its Ad Money in Mobile: What the New Earnings Mean
Fonte: AdAge

Questo è chiaramente dovuto al numero sempre crescente di persone che accedono ogni mese e ogni giorno alla piattaforma da mobile app (sia tablet sia smartphone): il 30% degli utenti accede a Facebook soltanto via tablet o smartphone.

Facebook Now Makes 62% of Its Ad Money in Mobile: What the New Earnings Mean
Fonte: AdAge

Facebook dichiara oggi 829 milioni di utenti attivi ogni giorno, e l’Asia guida la crescita in termini di nuove persone registrate su base giornaliera: potete trovare il dettaglio del Q2 2014 Earnings Report qui.

 

Twitter ha ora 271M di utenti attivi al mese
Si tratta del 24% in più rispetto a 12 mesi fa, con una crescita costante a livello globale (+21% negli USA). La crescita è ancora più interessante se si osservano i valori relativi all’ultimo quadrimestre, durante il quale l’incremento è stato di 16M di utenti attivi. Altro dato molto importante riguarda le persone che accedono da dispositivi mobile: 211M, il 78% tra tutti gli utenti attivi.

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Questi numeri spiegano molto bene il motivo per cui ben l’81% delle revenue provengano da mobile advertising (le revenue durante Q2 sono incrementate del 124% rispetto a 1 anno fa – in Q2 2013 erano di $139.3 milioni, ieri è stato dichiarato un valore di $312 milioni (qui trovate il report completo).

I dati diffusi da Twitter hanno superato le aspettative degli investitori, come riporta Business Insider:

Revenue: $312 milioni contro i $283.7 attesi
EPS: $0.02 contro -$0.01
Utenti attivi al mese: 271 milioni contro 267 milioni attesi
Q3 Revenue: $330/340 milioni contro $324

 

Il 75% delle condivisioni effettuate da Twitter e Pinterest avvengono via mobile
Qualche settimana fa ComScore ha dichiarato che – in USle persone spendono più di metà del proprio tempo usando applicazioni mobile, ma un altro dato molto interessante è fornito da ShareThis: la condivisione di contenuti da device mobile è cresciuta del 27.8% durante gli ultimi 3 mesi, mentre quella da desktop è diminuita del 5.5%.

Mobile Sharing Growth Continues with Pinterest and Twitter Leading the Way

Il report di ShareThis analizza poi nel dettaglio le condivisioni dai singoli canali social: quelle relative a Facebook sono distribuite piuttosto equamente tra smartphone (44%) e desktop (46%), mentre Twitter e Pinterest sono completamente sbilanciati su azioni compiute via smartphone (su Twitter il 63% delle condivisioni avviene via smartphone; su Pinterest solo il 25% avviene via desktop, mentre il 52% sono via smartphone).

Mobile Sharing Growth Continues with Pinterest and Twitter Leading the Way

Potete trovare maggiori dettagli, come la tipologia di contenuti condivisi, o un approfondimento sui sistemi operativi più utilizzati leggendo il report completo da qui.

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Thank God We Are Social #163

di Matteo Starri

Scusate, i mondiali sono finiti. Non è colpa nostra, davvero.

Mai più senza filtro.
No, non parliamo di un buon proposito di capodanno di non vedere mai più quel capolavoro* che è il film con J-Ax, bensì la nuovissima funzione di Snapchat, che consente di aggiungere dei filtri pazzi alle vostre foto e ai vostri video, basati sulla location in cui vengono snappati. Naturalmente è necessario attivare la localizzazione del device, ma da Snapchat dicono che la location non sarà loggata sui loro server.

(*: potremmo non pensarla proprio tutti tutti così in We Are Social)

La prima foto su Instagram (spoiler: non è un gattino)
Non sorprende naturalmente che la foto “più antica” su Instagram sia di Kevin Systrom, co-founder della piattaforma. Quello che sorprende è che non si tratti di gattini, risaputi paladini dell’internet. La foto, invece, ritrae il suo cane (/sadtrombone). La curiosità che vi vogliamo segnalare sta nell’URL: la foto è infatti /p/C/, dove /p/ rappresenta i contenuti (spiace, ma se volevate iscrivervi a Instagram e chiamarvi semplicemente “p” potreste avere brutte notizie…), e /C/ è l’identificativo della foto in questione. La particolarità è che la foto è seguita da /D/ (un bar di tacos) ed /E/, dolce compagnia, e così via.

Le nostre menti da CSI quindi ci portano a chiederci cosa ci fosse nelle foto /B/ e soprattutto /A/, che immaginiamo essere le prime due foto pubblicate sulla piattaforma, ma poi cancellate. Forse gattini?

It’s complicated
Come combinare 7 settimane all’Analog Research Lab di Facebook e un incarico di creare artwork per i pavimenti del campus? Con dei passi di danza, naturalmente. Stefanie Posavec ha creato quattro visualizzazioni che rappresentano un mese di interazioni di altrettante coppie su Facebook, tra post, commenti e tag. Caschè finale?
Facebook

$o£di!
Sempre restando nel mondo dataviz, Evermerchant ha creato una grafica dinamica raffigurante, in real time, la spesa mondiale sui siti di eCommerce. Nella loro speciale classifica, l’Italia si piazza al decimo posto, mentre non è una sorpresa vedere Facebook, Pinterest e Twitter nella top 3 delle piattaforme social.


Click on the above preview to view the full interactive graphic, or go to Ever Merchant).

Ehm… Mondiali
Ok ok ok, un ultimo post sui mondiali concedetecelo dai. Vorremmo infatti segnalarvi un altro esperimento di dataviz, direttamente da Twitter, sull’utilizzo delle hashflags dei Paesi in gara. Vediamo ad esempio che l’Italia è stata menzionata molto da utenti in Inghilterra e Uruguay, ma anche Svizzera, Australia e Spagna (quasi tutta gente che al Mondiale ha fatto benissimo…). Al contrario, di chi abbiamo parlato in Italia? Non sorprende vedere Germania, Argentina e Brasile tra i primi 5. Ma, sorpresa, al primo posto gli Stati Uniti.

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I vincitori del Mondiale Social

di Matteo Starri

Nel caso vi fosse sfuggito, domenica sera la Germania ha vinto il suo quarto titolo mondiale, primo della storia della Germania unita, battendo l’Argentina al Maracanã. In parallelo, però, si è disputato un mondiale completamente diverso, il mondiale social.

Abbiamo parlato con i nostri osservatori, condotto le analisi post-partita e catturato l’opinione del pubblico nelle ultime 5 settimane, per cercare di capire chi ha avuto la meglio nel migliorare il proprio profilo prima della finestra di mercato estiva, che sarà sicuramente molto viva come sempre dopo un torneo di questo livello.

Social superstar

Diversi giocatori hanno visto le loro community crescere di oltre 1 milione di fan: Neymar è l’unico sopra i 2 milioni (2,1), seguito da David Luiz (1,6), Cristiano Ronaldo (1,5), Mesut Ozil (1,3) e James Rodriguez (1,3).

Si tratta di numeri impressionanti, aiutati da prestazioni ai massimi livelli sul piano del calcio giocato. Ma se ci spingiamo oltre il valore assoluto e andiamo ad analizzare la crescita percentuale, scopriamo esiti del tutto diversi.

Paul Pogba – indicato come uno degli astri nascenti del calcio che conta, e alla prima grande manifestazione su scala mondiale – ha visto la sua community crescere del 584%, fermandosi a poche migliaia di nuovi follower dal milione.

 

Se consideriamo che la Francia ospiterà i Campionati Europei tra 2 anni, è la nostra prima scelta per il titolo di Social Superstar per questi mondiali e per il futuro.

Naturalmente c’è stata un’altra, forse leggermente meno umana, protagonista indiscussa di questo Mondiale: @brazuca ha visto la sua community crescere di quasi 3 milioni di follower, un incremento del 1.044%. Non male, per un oggetto inanimato…

 

Instagratification

Tornando al mondo dei viventi, le nostre ricerche evidenziano come le crescite più significative a livello di piattaforme non si siano viste su Twitter. Il profilo Instagram di Neymar è cresciuto di 3,8 milioni di follower, quasi il doppio rispetto alla sua – peraltro già impressionante – crescita su Twitter.

James Rodriguez ha visto 2,3 milioni di nuovi follower (più che su Twitter) e anche l’uomo partita della finale, Mario Gotze, rientra in questo club esclusivo. Al contrario, Cristiano Ronaldo e Robin Van Persie hanno visto una crescita su Instagram più ridotta rispetto a Twitter: un indice che queste giovani star sono più “sul pezzo” in quanto a piattaforma più in voga?

Anche dal punto di vista contenutistico, è chiaro come i giocatori più giovani siano pienamente a proprio agio con il divertimento, la genuinità e la naturalezza tipiche di Instagram.

Selfie, selfie, selfie

La facilità d’utilizzo e immediatezza delle piattaforme di condivisione di immagini ha voluto dire soltanto una cosa: siamo stati inondati di selfie. Giocatori, commentatori, giornalisti, VIP: da Angela Merkel all’intera nazionale messicana.

Difficile comunque trovarne una più bella della parata dei vincitori:

Fan fiction

Ma non è stato solo un mondiale di community in crescita e selfie. Per gli amanti di meme, reaction-GIFs e montaggi, è stato un mondiale stupendo. Tra i nostri preferiti, @CheapPanini, l’imbarazzante incrocio di braccia, e il Sabella pendente di Pisa.

Per tutti questi motivi, sarà un mondiale difficile da dimenticare. Almeno fino all’inizio di quella cosa meravigliosa che è il calcio d’agosto.

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Mercoledì Social #223

di Paola Tonetti

Ed eccoci arrivati al mercoledì social #223. Per dare il boost a questa settimana e arrivare lisci al weekend, vi delizieremo con un primo piatto di news su Linkedin e Twitter, un secondo a base di una nuova startup App chiamata Hashtack, e un dolce su una nuova feature di Pinterest.

Linkedin acquisisce Newsle

La notizia è fresca-fresca: Linkedin ha annunciato l’acquisizione ufficiale di Newsle, una startup che aiuta gli utenti a districarsi nella miriade di informazioni provenienti dai social network  fornendo solo le news più interessanti sulla base della propria cerchia di “amici”. Newsle permette infatti di  importare i propri contatti di Facebook e Linkedin, notificando l’utente nel momento in cui uno qualsiasi dei propri conoscenti di rete viene nominato online. Fondata nel 2011, oggi Newsle ha raggiunto 2.6 milioni di dollari dagli investitori, tra i quali figurano Transmedia Capital e Draper Fisher Juvetson. Stando al comunicato rilasciato da Linkedin, Newsle continuerà a vivere in modo indipendente, mentre entrambi i team porteranno avanti il processo di integrazione fra le due piattaforme.

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Twitter introduce l’Analytics per i Tweet organici

Twitter ha aggiornato la propria dashboard di analisi con una nuova feature che permette di capire effettivamente quanto bene funzionano i propri Tweet organici; la dashboard è dedicata agli advertiser  e agli account verificati fornendo così un insight più dettagliato sulle strategie editoriali adottate. La nuova dashboard include specifiche quali impression, engagement totale e anche l’engagement per ogni singolo tweet, con la possibilità di comparare le performance dei diversi mesi di gestione editoriale. Oltre a questo, la nuova feature permette di capire quante volte sono stati visualizzati i propri tweet, sia da smartphone (Android e iOS) che dalla piattaforma.

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Hashtack: Facebook, Twitter e Instagram in un’unica App

Hashtack  nasce dalla mente brillante di Jeremy Greenfiled  che ha presentato la sua piccola startup al TechCrunch meetup di Seattle di quest’anno. Hastack è un’applicazione ibrida di foto e video sharing, che ingloba in un’unica App la possibilità di fare like, share, comment e repost (o retack per essere precisi) di qualsiasi contenuto. La feature importante di Hashtack, a differenza di Instagram, è che rende molto semplice il retack, incentivando così gli utenti  a dare credito alle immagini che stanno appunto re-postando. Un altro aspetto interessante è la possibilità data dall’applicazione di creare  uno stream personalizzato di hashtag, una feature che potrebbe fare gola ai social media manager e ai creatori di contenuti. Questa funzionalità rende il lavoro delle compagnie più facile, permettendo di rispondere in modo efficace agli utenti che stanno interagendo con loro. Per ora Hashtack è disponibile solo su iOS, mentre sembra essere in dirittura d’arrivo la versione Android.

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Pinterest lancia il nuovo Follow Button 

Pinterest conta ad oggi 60 milioni di utenti attivi, e ultimamente si è data un gran da fare per migliore il modo in cui le persone fanno ricerca e navigano all’interno della piattaforma. L’ultima novità riguarda il modo in cui Pinterest ingaggia gli utenti mentre stanno facendo web surfing su altri siti: il nuovo Follow button non rimanda semplicemente gli utenti a Pinterest, ma apre un’anteprima pop-up che consente di visualizzare il profilo interessato insieme ad una serie di top Pins dell’account. Disegnato in primis per i Brand e per le attività di Business, questa nuova feature arricchisce la navigazione dell’utente con contenuti pertinenti, senza distoglierli dal loro focus primario, ovvero le pagine su cui stanno navigando in quel momento.

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#WorldCup: non ha vinto (solo) la Germania

di Luca Della Dora in News

Poco prima dell’inizio dei Mondiali Facebook aveva dichiarato che sono più di 500 milioni gli utenti attivi appassionati di calcio presenti sulla piattaforma.

Ma quanti di questi hanno poi effettivamente preso parte alla conversazione durante la manifestazione? Secondo lo studio condiviso da Facebook sono stati più di 350 milioni gli utenti ad aver discusso della Coppa del Mondo tra il 12 Giugno (giorno della partita di esordio Brasile – Croazia) e il 13 Luglio (notte in cui si è disputata la finale tra Argentina e Germania).

2014 World Cup Breaks Facebook Records
Qui l’infografica completa

350 milioni di persone che hanno generato più di 3 miliardi di interazioni (tra post, commenti e like), con un picco durante la finale di domenica, che ha visto prendere parte alla conversazione 88 milioni di persone (che hanno creato 280 milioni di interazioni).

2014 World Cup Breaks Facebook Records

Il Brasile è stato – per ovvie ragioni – al centro della maggior parte delle conversazioni: vuoi perché nazione ospitante (il 57% dei brasiliani presenti su Facebook ha creato e condiviso contenuti relativi alla #WorldCup), vuoi perché il giocatore più rappresentativo è stato al centro delle conversazioni stesse, prima per aver trascinato i Verdeoro fino alla semifinale, poi per l’infortunio di cui è stato vittima (la Facebook Page di Neymar è cresciuta di 15 milioni di fan durante l’ultimo mese), vuoi – infine – per la storica sconfitta subita per mano della Germania (il goal del 5-0 – segnato da Khedira – è stato il momento capace di generare il maggior numero di conversazioni durante il torneo).

È stato l’evento con il più alto volume di conversazioni mai registrato su Facebook: questo evidenzia, ancora una volta, come per le persone sia sempre più naturale utilizzare i social media per commentare eventi globali che seguono in televisione (basti pensare alla Notte degli Oscar, alle Olimpiadi, e – appunto – ai Mondiali di Calcio).

Se era ipotizzabile il coinvolgimento di un numero così alto di persone, è invece sorprendente il volume di interazioni che queste persone hanno creato (come sottolinea anche Nick Grudin – Facebook’s Director of Global Media Partnerships): “Facebook è stato lo stadio globale grazie a cui le persone hanno potuto assistere alla #WorldCup 2014”.

Le conversazioni spontanee generate dalle persone hanno avuto un enorme impatto sui numeri condivisi da Facebook, ma non possiamo non menzionare l’enorme lavoro da parte di moltissimi brand che hanno deciso di prendere parte a questo mese di calcio e conversazioni: un esempio di cui siamo molto orgogliosi è rappresentato da Adidas, che – oltre ad aver vestito entrambe le squadre finaliste – ha generato +1.6 milioni di interazioni su Twitter durante il Torneo (finale esclusa).

Business Insider racconta in che modo We Are Social ha collaborato con Adidas per preparare al meglio quello che è stato un enorme successo, sia in termini di conversazioni (è stato il brand più menzionato durante la World Cup 2014), sia di risultato sportivo (con, appunto, due squadre in finale).

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