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Il futuro creativo del contenuto social

di Stefano Maggi in News

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Chi utilizza internet in Italia, trascorre in media sei ore ogni giorno su canali online: sono ampiamente il mezzo più utilizzato in assoluto, mentre alla TV tradizionale dedichiamo mediamente poco meno di tre ore. La maggior parte di questo tempo è speso in attività social, come social networking, blogging e micro blogging.

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Il peso di questi canali è molto forte e in crescita costante in tutto il mondo. Non solo: l’esperienza mobile ha un impatto sempre più significativo nelle nostre vite. Un recente studio di SalesBrain commissionato da Facebook ha evidenziato come l’impatto emotivo della fruizione di video da mobile sia più forte rispetto alla fruzione televisiva tradizionale.

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L’evoluzione

Ogni singolo, minimo, cambiamento nell’esperienza proposta agli utenti ha un impatto sul modo in cui milioni e milioni di persone si informano, comunicano e vivono. Ecco perché social network come Facebook introducono cambiamenti e innovazioni con un approccio sperimentale e graduale: prima di estenderli a tutti, effettuano test solo su aree specifiche del proprio business e su gruppi contenuti di persone.

Da molti di questi “esperimenti” però, si può intravedere una strada che realisticamente questi canali stanno intraprendendo in modo più continuativo e strutturato.

I primi passi di Paper

Stanno emergendo nuove possibilità espressive, che consentono un impatto creativo ancora più ampio sui contenuti che i brand possono proporre alle persone. Prendiamo Facebook come esempio. Il social network ha introdotto, più di un anno e mezzo fa, Paper: un’applicazione che ha permesso di sperimentare un’esperienza del tutto nuova e più approfondita di fruizione dei post. Paper ha un focus su un utilizzo mobile, su un uso dell’intero schermo per visualizzare il contenuto, propone interazioni attivate da movimenti (come la possibilità di vedere immagini inclinando il device), e più spazio a contenuti video e a interazioni social.

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Questo esperimento ha aperto la strada a una serie di nuove possibilità creative legate a un maggiore approfondimento dei contenuti. È emerso un ruolo sempre più importante dei contenuti video: oggi le persone guardano – solo su Facebook – 4 miliardi di video ogni giorno. Chris Cox, Chief Product Officer di Facebook, ha anche dichiarato che l’ispirazione per il News Feed di Facebook deriva in parte dal “Daily Prophet”, il quotidiano animato di Harry Potter.

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Gli instant articles

Il percorso verso contenuti social più creativi ha avuto un ulteriore evoluzione il mese scorso, quando Facebook ha presentato gli Instant Articles, una soluzione adottata in questa fase solo da alcuni publisher, che permette di approfondire un post in modi mai visti prima. Video, interazioni e conversazioni sono diventati parte di un’esperienza completamente nuova che nasce dal contenuto e si estende alla condivisione social. Il numero di Instant Articles che sarà possibile vedere nel feed è destinato a aumentare sensibilmente secondo i publisher coinvolti da questo formato.

Chris Cox, pochi giorni fa a Cannes, ha mostrato un utilizzo dei contenuti Facebook simile a quello di Instant Articles, ma applicato a un brand. L’esempio che ha portato va inteso come una simulazione, non un vero prodotto presentato da Facebook. Infatti, è da considerare più la modalità di fruizione che il contenuto mostrato.

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Uno sguardo al futuro

Il contenuto nell’esempio è poco più di un advertising standard a cui sono state aggiunte alcune interazioni. Il formato mostrato, però, lascia intuire future possibilità molto interessanti: la proposta di contenuti che le persone possono approfondire in modo verticale all’interno di Facebook attraverso esperienze che non sono più solamente testo, immagini o video, ma un insieme di tutto questo, integrato con interazioni e conversazione. Va evidenziato come questo tipo di contenuto privilegi la “non interruzione”: sono le persone che decidono – se interessate – di approfondire e visualizzare tutte le sfaccettature che l’esperienza mette a disposizione.

Per i brand la sfida sarà creare un contenuto che stimoli l’attenzione e porti all’approfondimento, amplificando ciò che già oggi avviene per tutti i contenuti che hanno un tempo di fruizione prestabilito, come i video.

Insomma, ci aspetta un futuro (prossimo) in cui i contenuti social evolveranno ancora in maniera sostanziale, lasciando spazio a forme espressive sempre più creative e basate sugli interessi delle persone.

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Mercoledì Social #271

di Francesca Crescentini

Visto che nulla potrà mai aiutarci a metabolizzare l’ultima puntata di Game of Thrones, consoliamoci con un tonificante Mercoledì Social – e con svariate tonnellate di biscotti al cioccolato, magari.
Brace yourselves… social news are coming!

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🇮🇹 Kickstarter arriva in Italia!

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L’Europa di Kickstarter è appena diventata un po’ più grande. Italia, Austria, Belgio, Lussemburgo e Svizzera si aggiungono alla già nutrita lista di nazioni “servite” dalla piattaforma di crowdfunding. Da pochi giorni, infatti, anche i creativi, gli artisti, i makers – e gli scienziati pazzi – di questi cinque paesi avranno la possibilità di presentare i loro progetti e di provare a raccogliere, a livello globale, i fondi necessari per realizzarli. Qualche idea nel cassetto? Fate un giro qui.

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📷 Facebook lancia Moments, un’app per la condivisione privata di foto

Celebrare un momento felice con una foto di gruppo è comprensibilissimo, ma dover stare in posa per ventidue minuti perché tutti bramano il medesimo scatto – sul loro telefono, però – è meno piacevole. Così come ritrovarsi con una chat collettiva intasata da foto disorganizzate – e spesso identiche – della serata appena trascorsa. O svegliarsi la mattina, non senza una certa difficoltà, con il feed sconvolto da un tornado di immagini poco lusinghiere – quasi sicuramente postate contro la nostra volontà.
Per rendere le cose più facili, Facebook lancia Moments, un’app standalone per la condivisione privata di foto. Le funzionalità base? L’applicazione, sincronizzandosi con il rullino del vostro telefono (o con la “fonte” che vi pare), organizza le foto in album/gruppi. Ciascun album viene costruito in base alla presenza dei vostri amici (utilizzando il sistema di face-recognition già implementato da Facebook) e al luogo in cui è stata scattata la foto. A quel punto, potrete scegliere che cosa condividere… e con chi. E dovreste ritrovarvi sul telefono tutte le foto della festa… anche se non le avete scattate voi. Per approfondire, fate un salto qui.

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🎥 Auto-play per video e GIF anche su Twitter

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A cominciare dalle dimissioni del CEO, per Twitter è stata una settimana di annunci e novità. Cominciamo da quella più scenografica. Sia per desktop che per l’applicazione iOS – e presto anche per Android -, Twitter ha lanciato l’auto-play per GIF, clip Vine e contenuti video caricati direttamente sulla piattaforma. Scorrendo la timeline, i video partiranno in automatico, come già accade su Facebook.
La funzionalità è già stata testata su un gruppo selezionato di utenti, ma – da ora – verrà resa disponibile a tutti gli account. Dal lato advertising, Twitter addebiterà il costo della sponsorizzazione solo per i video visualizzati interamente o – in maniera diversa – per quelli visti per almeno tre secondi. Per saperne di più, ecco qua il link.

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📪 Twitter e i DM senza limiti

Twitter ha annunciato una novità anche sul fronte dei Messaggi Diretti. Mentre il limite per i tweet pubblici rimarrà invariato, fra un mesetto non dovrete più preoccuparvi di spezzettare i vostri DM. Da luglio, infatti, sarà possibile inviare e ricevere DM più lunghi di 140 caratteri.

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💸 Facebook aggiunge la funzionalità BUY anche per Shopify

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Il Facebook Buy Button permette ai consumatori di fare shopping direttamente dal proprio News Feed – o da una Pagina -, senza bisogno di uscire dal social-network. Fino a pochi giorni fa, solo pochi e selezionati siti di e-commerce potevano aggiungere ai loro prodotti il pulsante Buy… ma le cose stanno cambiando – soprattutto dopo il debutto del Buyable Pin di Pinterest e dell’annuncio da parte di Instagram del formato sponsorizzato Shop Now. Tutti i retailer di Shopify, infatti, potranno ora testare la funzionalità Buy, mettendo ancora più in pericolo i nostri vacillanti conti in banca – e trattenendoci sempre più a lungo su Facebook. Volete approfondire? Ecco qui.

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🔇 Twitter e la condivisione delle liste degli utenti bloccati

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A tutti è capitato di bloccare qualcuno – o qualcosa, in caso di incontri ravvicinati con uno Spam Bot – su Twitter. I più fortunati non fanno frequentemente ricorso a questa funzionalità, ma per altri – spesso gli utenti con un alto volume di interazioni, non tutte piacevoli – la lista degli account bloccati può diventare piuttosto affollata… e potenzialmente molto utile ed istruttiva per il resto della “community”. Grazie a un nuovo aggiornamento, su Twitter è ora possibile esportare e condividere pubblicamente la lista degli utenti bloccati. Come? Ecco tutte le informazioni. Troll, tempi duri in arrivo! 

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🎉 La classifica delle 100 #Emoji più usate su Instagram 

A fine aprile, Instagram ha dato la possibilità all’universo intero di trasformare le Emoji in #. E gli utenti non si sono fatti certo pregare. Le Emoji sono state hashtaggate – verbo imperdonabile – più di 6 milioni di volte in poco più di un mese. L’identikit che emerge dall’analisi di Curalate – e vi lasciamo divertire con la loro infografica – è molto interessante: romanticismo… e un pizzico di pigrizia. L’icona più usata, infatti, è il cuore. Ma in top10, bisogna dirlo, ci sono solo Emoji che si trovano nel primo cluster tematico…

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🐑 Tumblr bellissimi? Googlesheepview! 

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Per concludere – rovinando quanto di utile si era detto fino a questo momento -, ecco un prezioso consiglio per migliorare moltissimo la qualità della vostra dashboard: Googlesheepview, il primo Tumblr interamente dedicato alla mappatura dei luoghi più frequentati dalle pecore di ogni latitudine. Prego, non c’è di che.

 

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Thank God We Are Social #209

di Michele Morici in News Google+

Per questo TGWAS ho deciso di rompervi le scatole. No, non vi renderò il weekend insopportabile, parleremo invece di packaging, scatole e imballaggi di ogni tipo e dell’uso creativo da parte di alcuni brand.
Non semplici “scatole” quindi, ma qualcosa di più, strumenti di comunicazione tanto semplici quanto efficaci che continuano a sorprendere.

UN PROIETTORE AI QUATTRO FORMAGGI

Partiamo proprio dalla “scatola” più usata: quella della pizza. Un packaging tanto utile quanto di breve durata: dopo aver mangiato finisce direttamente nella pattumiera. Almeno fino ad oggi.

Pizza Hut dice no allo sperpero dei pizza box e inventa la Blockbuster Box! Un’idea tanto geniale quanto pratica e semplice da realizzare: ordini, mangi, e in poche mosse trasformi la scatola della pizza in un proiettore per smartphone davvero cool. E non solo, grazie ad un QRcode puoi scegliere uno dei film proposti e guardarlo mentre mangi la tua pizza sul divano.

In questo caso il packaging si trasforma passando da rifiuto a oggetto funzionale. Una campagna vincente quella di Pizza Hut che, partendo da un connubio ancestrale come Pizza&Film, è riuscita a realizzare un’operazione di forte impatto trasformando il cartone della pizza in oggetto da collezione.

 

CI FACCIAMO UNA TAZZA DI CARTA?

Quando entro in libreria non posso mai fare a meno di sfogliare qualche libro Pop-Up che, nonostante l’età, riesce sempre ad affascinarmi. Per questo sono stato letteralmente stregato dalla campagna Pop-Up Cafè di Nescafè.

Fresca di vittoria nella categoria Print Power dell’ultimo International GrandPrix Advertising Strategies, la campagna di Nescafè ha il semplice obiettivo di portare una tazza di caffè in ogni angolo del mondo. Come? Ma con delle tazze Pop-Up, ovvio!

Nescafè, con una campagna stampa sui principali quotidiani free press, regala ai lettori due mug pop-up con una chiara call to action: condividi un caffè insieme a qualcuno. In questo caso il packaging è sinonimo di divertimento e condivisione ricordandoci che c’è sempre tempo per un caffè con gli amici.

 

GOOGLE HA VENDUTO UN MILIONE DI SCATOLE

Non c’è niente di più gratificante che costruirsi le cose da solo. A meno che tu non abbia 5 anni, poca pazienza e una costruzione Lego di Indiana Jones da montare… ma questa è un’altra storia che potete leggere nella mia biografia.

Torniamo a Google e all’idea geniale dei Cardboard: un visore per la realtà aumentata fatto interamente di cartone. I vantaggi? Costa pochissimo (dai 15$ in su), puoi costruirlo tu (anche se sei imbranato come il sottoscritto), si usa con il tuo smartphone Android ed è totalmente personalizzabile.

Talmente geniale come idea che le vendite dei modelli Cardboard hanno superato quota un milione. In questo caso ci troviamo difronte ad un rovescio della medaglia: il packaging è diventato prodotto!

Google Cardboard

 

TESORO, CI HANNO IMPACCHETTATO CASA

Probabilmente è questa la frase pronunciata da un abitante della palazzina “impacchettata” a Stoccolma. O forse no. Fatto sta che l’artista Erik Johansson ha deciso di superare i limiti del packaging realizzando un’opera d’arte davvero singolare.

In occasione del restauro di una palazzina, il comune di Stoccolma ha deciso di chiedere l’intervento dell’artista per “decorare” la copertura esterna dell’impalcatura. Il risultato? Un incredibile effetto 3D iper realistico dove la palazzina sembra avvolta da una gigantesca scatola di cartone.

Con un sapiente mix di scatti, chroma key e foto ritocco, Erik Johansson è riuscito a trasformare il packaging in opera d’arte!

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Mercoledì Social #268

di Luca Della Dora in News

Buon mercoledì a tutti, un mercoledì – come sempre – ricco di notizie dal mondo della comunicazione, del marketing e dei social media. Iniziamo subito quindi.

Google I/O

Uno degli appuntamenti più interessanti dell’anno è sicuramente il Google I/O – la conferenza annuale dedicata agli sviluppatori, che offre però spunti di riflessione interessanti in senso molto più ampio. Cosa dobbiamo aspettarci quest’anno? Secondo The Next Web non verrà annunciato nulla di davvero rivoluzionario, ma una serie di aggiornamenti a prodotti esistenti.
Qui potete trovare una breve raccolta di previsioni, da The Next Web appunto.

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3.2 miliardi di persone su internet

Questo il dato, frutto di uno studio dell’ITU (International Communication Union): entro il 2015, 3.2 miliardi di persone saranno connesse a internet. Si tratta di un dato che può essere letto da due punti di vista, perché evidenzia anche che 4 miliardi di persone – nei paesi in via di sviluppo – non hanno ancora possibilità di sfruttare le opportunità offerte dal web. Ed è probabilmente questa una delle sfide più importanti che Facebook, Google e altri attori si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi.

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Instagram e gli altri

Chi usa Instagram è un utente attivo – mediamente – di altri 5 social network: non sorprende che il 97% utilizzi anche Facebook, ma è interessante notare che gli utenti Instagram siano particolarmente propensi ad essere attivi anche su altre piattaforme, come riportato da Global Web Index.
Altro dato saliente, anche questo prevedibile, è il forte utilizzo di piattaforme di mobile messaging, come Facebook Messenger e WhatsApp.

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Facebook e l’estate

Sappiamo molto bene quanto sia importante analizzare il modo in cui si comportano le persone per creare contenuti ed esperienze rilevanti per loro, e per i brand con cui desideriamo attivino una relazione.

L’estate è un momento particolare, in cui le persone si dedicano ad attività diverse rispetto al resto dell’anno, e in cui cercano innanzitutto di rilassarsi, ma anche di esplorare in termini di luoghi, ma anche di nuovi argomenti di discussione – e di socializzare.

La maggior parte delle persone dichiara che l’obiettivo primario, durante l’estate, è mettersi in forma, ma anche di passare più tempo all’aperto, o provare nuove attività e hobby.

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Qui lo studio completo da Facebook IQ.

 

Youtube, sempre più luogo di apprendimento

Il 67% dei millennials dichiarano infatti che su Youtube è possibile trovare qualsiasi cosa desiderino imparare: e se pensiamo che – soltanto negli USA – durante lo scorso anno sono state guardate più di 100 milioni di ore relative di How-To, capiamo quali sono le dimensioni del fenomeno. Questi dati sono frutto dello studio I Want-to-Do Moments: From Home to Beauty” che potete trovare qui.

I Want-to-Do Moments: From Home to Beauty

Si tratta di un trend molto interessante, che testimonia – ancora una volta – come Youtube sia a tutti gli effetti un motore di ricerca considerato fondamentale in occasioni molto diverse, e capace di rispondere al modo in cui le persone accedono alle informazioni: un comportamento sempre più diffuso durante qualsiasi momento della giornata, come testimonia il dato che ci racconta che il 91% delle persone che usano uno smartphone, lo facciano per cercare supporto e idee quando devono portare a termine un compito.

 

Di nuove emoji e modi in cui (non) usarle

Proprio così, come riporta Yahoo! Tech, nel 2016 verranno aggiunte 38 nuove emoji a quelle esistenti: da quella raffigurante il selfie a quella con il bacon (qui trovate la lista completa).

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Ma siamo sicuri di conoscere abbastanza bene quelle esistenti? Questo post, di Wired, confronta il modo in cui la maggior parte delle persone usano le emoji, e il loro significato originale.

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Social Media sempre più strumento di Customer Service

I social media hanno ridefinito profondamente il rapporto tra aziende e consumatori: le persone utilizzano i luoghi presidiati dai brand per ottenere informazioni, per ricevere supporto, ma anche per esprimere il proprio disappunto e per lamentarsi.

Piattaforme come Facebook e Twitter stanno diventando sempre più centrali nelle strategie di customer service: lo testimonia – anche – questo studio condotto da Institute of Customer Service e ripreso da The Guardian, che sottolinea come il 12% delle persone abbiano usato i social media per esprimere un parere negativo, ma anche che il 39% ha utilizzato questi canali per fornire un feedback, mentre il 31% per informarsi prima di un acquisto.

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Video: Facebook supera Youtube. E non solo per visualizzazioni

di Luca Della Dora in News

Negli ultimi mesi i video hanno guadagnato sempre maggior importanza per chiunque consumi contenuti su internet, e – di conseguenza – per chi li crea e li distribuisce.

È qualcosa che ha molto a che fare con il modo in cui le persone usano i propri dispositivi per cercare informazioni, supporto o intrattenimento, ma anche con il modo in cui le piattaforme stanno cambiando (spesso per soddisfare nuovi bisogni, dettati da nuove abitudini).

Facebook F8 Video

Abbiamo visto come Facebook sta facendo in modo di renderli un formato sempre più interessante per i brand, sia in termini di visibilità, sia di opportunità di condivisione (con la possibilità di embed).

Facebook Video Embed

Agosto 2014 ha rappresentato un momento di svolta: per la prima volta i video su Facebook hanno ottenuto più visualizzazioni rispetto a quelli su Youtube (da desktop), e da quel momento abbiamo visto le due piattaforme competere – mese dopo mese – da questo punto di vista.

Facebook VS Youtube - Video Viewed

La crescita – su Facebook – è stata trainata dal numero di video visti da ogni persona sulla piattaforma: più di 107 durante Febbraio 2015, contro i 69.5 visualizzati su Youtube. Il primo ha praticamente raddoppiato i video visti per persona in soli 12 mesi, il secondo ha invece visto diminuire quel numero del 9.9%.

Facebook VS Youtube - Video per person

Non si tratta di un dato trascurabile, e che interessa solo queste due piattaforme, perché il traffico generato dai video rappresenterà l’80% del traffico internet totale entro il 2018, e l’universo di servizi dedicati a questo tipo di contenuti è ormai popolato da piattaforme molto diverse tra loro: basti pensare alla popolarità, guadagnata in poche settimane, da Periscope o Meerkat, o all’attenzione che è stata posta su Instagram quando ha introdotto la possibilità di caricare video di 15” sulla piattaforma, senza scordare servizi completamente diversi, come Snapchat, o il neonato Riff.

Servizi diversi, adatti a essere fruiti da dispositivi differenti quindi: a dicembre 2014 il 38% di tutti i video sono stati visti da smartphone e tablet, per dare un’idea del volume di traffico di cui stiamo parlando.

OOYALA - The rise of mobile video

Non si tratta soltanto di una tematica di “quale dispositivo”, ma del tipo di contenuto più adatto a essere fruito a seconda del momento, di dove ci si trova e di quanto tempo si ha a disposizione per un video: è sempre più importante conoscere l’audience con cui si desidera interagire, in termini di abitudini e di momenti in cui le persone consumano effettivamente i contenuti.

SHARE OF TIME WATCHED BY DEVICE AND VIDEO LENGTH

Ma come stanno reagendo i brand a questo cambiamento?



Uno studio condotto da Mixpo evidenzia 3 aspetti molto interessanti:

  • la crescente attenzione verso la creazione di video su tutte le maggiori piattaforme da parte dei brand;
  • il sorpasso di Facebook nei confronti di Youtube;
  • la quasi totale assenza di soggetti che non investiranno in nessuna di queste piattaforme.

Lo studio ha coinvolto 125 tra agenzie, brand e publisher: l’87% hanno dichiarato di aver pianificato campagne di video adv su Facebook (contro il 63% dell’anno scorso), mentre l’81.5% su Youtube (12 mesi il 77.8%).

Advertisers Video Ads

È quindi interessante notare come sia sempre più importante per i brand essere in grado di comprendere i cambiamenti imposti dal modo in cui le persone accedono e consumano i contenuti, e saper offrire – di conseguenza – esperienze in linea con queste abitudini.

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