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Thank God We Are Social #87

di Matteo Brignoli in News

Buongiorno a tutti e benvenuti al nostro TGWAS numero #87, l’unico blog post che fa passare gli effeti negativi dell’hangover e combatte lo stress accumulato durante la settimana! Qualsiasi piano abbiate per il weekend, ritagliate un minuto della vostra giornata per leggerci, non rimarrete delusi. ;)

Investire sugli account Twitter… Sì, ma per gioco!

Non so quanti di voi siano appassionati di stock exchange, borsa e mercati, ma se ci state leggendo sono sicuro che siate invece interessati al mondo dei social media e, probabilmente, dei “cinguettatori” provetti! Per chi vuole divertirsi nel provare a identificare i prossimi trend e gli utenti più seguiti su Twitter nel corso del 2013, segnaliamo TwiDAQ: un simpatico “business” game che vi permetterà di investire in un mercato puramente di fantasia, dove al posto delle azioni di gruppi multinazionali troverete gli account Twitter degli utenti. Chi saranno i protagonisti dei 140 caratteri quest’anno? Se pensate di conoscere la risposta, siete pronti ad investire tutti i vostri dollari virtuali grazie all’app mobile di TwiDAQ! (nota: si tratta di una valuta immaginaria, non di soldi veri… per fortuna!) ;)

Guarda cosa succede in tempo reale su Vine, grazie a Vinepeek

Una delle principali notizie della settimana è stato senza dubbio il lancio da parte di Twitter di Vine, l’app dedicata al social sharing di micro-video da 6 secondi già disponibile in tutto il mondo per iPhone (ne abbiamo parlato di recente nel nostro Mercoledì Social). Com’era prevedibile, gli utenti che l’hanno provata si sono già divisi tra chi è molto scettico sull’utilità concreta dell’applicazione e chi invece non può farne a meno (incluso chi – come il sottoscritto – ha cercato di improvvisarsi documentarista dei poveri, con scarsi esiti artistici). Se siete anche voi incollati da qualche giorno allo schermo dell’iPhone mentre fate tap sullo schermo con la frenesia di un telegrafista del Far West, o se più semplicemente vorreste saperne di più sui contenuti che si possono produrre grazie a Vine, vi segnaliamo Vinepeek, un website di semplice uso sviluppato da PXi Ventures per vedere tutti i contenuti caricati dagli utenti su Vine in tempo reale, e salvare fino a 30 secondi di video (cioè 5 filmati) tra i preferiti. Avete già provato Vine? Segnalateci i vostri video con un commento!

Arriva il Super Bowl, anche sui social media

Se amate lo sport, saprete già che questo weekend negli Stati Uniti gli occhi di tutti saranno puntati sul Super Bowl, l’evento più importante per gli appassionati di football americano che si terrà Domenica 3 Febbraio al Mercedes-Benz Superdrome di New Orleans. Questo evento, al di là della sua importanza per il mondo dello sport, rappresenta di consueto uno dei picchi d’investimento media da parte dei brand attivi nel continente americano, proprio grazie all’attenzione che gli viene dedicata dal grande pubblico. Potevano quindi mancare i social media? Ovviamente no! Se volete scoprire gli account e le pagine da seguire, gli hashtag imperdibili per dire la vostra e i commentatori più attivi online, non perdetevi questa infografica realizzata da Sysomos! Voi per chi tifate, Baltimore Ravens o San Francisco 49ers?

Per vedere l’infografica completa, cliccate qui. Buon weekend!

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Thank God We Are Social #84

di Valentina Zaini in News

Come concludere nel migliore dei modi questa settimana? Una buona dormita, un aperitivo con gli amici e… l’ultimo numero della nostra rubrica Thank God We Are Social. Ma vediamo senza esitazioni quali sono le notizie di oggi.

InstaCat

È online da poche ore il primo social network dedicato ai… gatti! Se, come me, siete allergici a questi adorabili animali, su Catmoji ne potrete ammirarne a migliaia senza mai rischiare uno starnuto. Definito come “il Pinterest dei gatti“, nasce come luogo di condivisione e conversazione per gli amanti di questi animali. Una volta iscritti potrete creare il vostro “catavatar”, pubblicare le foto del vostro micio e scoprire quelle di altri utenti. Ah dimenticavo… per non farci mancare nulla, i frequentatori più abituali potranno guadagnare speciali badge felini. Per il momento però è possibile accedervi solo su invito.

Una buona azione, un follower VIP

Avete tra i vostri follower Twitter qualche personaggio famoso? Vi piacerebbe che Lady Gaga o Justin Bieber rispondessero con una faccina all’ennesimo video di gattini che avete pubblicato? Volete condividere con loro l’invito per Catmoji? Un giorno potrebbe succedere. Qualcuno infatti ha pensato che avere un follower Very Important Person. possa rappresentare un vero e proprio premio per le persone e la cosa sembra funzionare. Joshua Malina, star americana delle serie NBC West Wind e Scandal, ha promesso il suo “follow” a tutti coloro che doneranno una cifra di almeno 10$ all’associazione benefica Mazon. Con un video di presentazione della causa, Joshua ha comunicato il suo impegno a seguire e ad interagire con i donatori per un anno.

Gamification: un trend sempre in crescita

Il 2012 è stato sicuramente l’anno della “gamification“. I cosiddetti “social e casual games” (Angry Birds, Temple Run, Farmville…) hanno registrato un numero impressionate di utenti attivi: la compagnia cinese QZone ha toccato la quota di 700 milioni di giocatori attivi mensilmente. Le previsioni dicono che la industry dei casual games raggiungerà, da qui a pochi mesi, 8,64 miliardi di dollari. Rebel Entertainment e Dungeon Rampage hanno illustrato questo trend in un’infografica (cliccate sull’immagine per ingrandirla).

Ma non è una novità. Una ricerca di Google del 2011 mostrava già questo trend: il 43% dei possessori di tablet, passava più tempo a giocare con quest’ultimo piuttosto che guardando la TV o stando al PC. E ne è passato di tempo (e di tablet) dalla raccolta di questi dati. Resta da chiedersi: che fine faranno i titoli disegnati per i giocatori più “hardcore”?

“Xbox go big!”

Restiamo in tema video giochi lasciandovi il piacere di scoprire in questo video quale potrebbe essere il futuro della console di Redmond dimostrato al Consumer Electronic Show di Las Vegas in questi giorni dai ricercatori Microsoft:

Questa potrebbe essere una delle strade alternative per far fronte all’avanzata del casual gaming? Fateci sapere il vostro parere aggiungendo un commento qui sotto.

Rinascimento Social

Quando è nato il primo social network? Se avete risposto dando una data compresa tra il 1970 ed oggi beh… avete sbagliato. Sì, perché secondo uno studio a sei mani della British Library, della Royal Holloway University of London e della Reading University, gli antenati dei social network erano le Accademie Italiane Rinascimentali. Nella prima metà del ’500 erano infatti molte le accademie che registravano i loro membri utilizzando pseudonimi (proprio come i nickname di oggi) e  mettendo in contatto le diverse menti per dibattere di scienze, matematica, arte e letteratura. E per alleggerire la discussione capitava lo scambio di battute divertenti e facezie, proprio come  oggi.

Virgin out of ordinary

La nuova campagna di comunicazione di Virgin Atlantic sembra essere un elogio ai suoi dipendenti: Fly In The Face of Ordinary. E il video racconta una cabine crew d’eccezione…

Se volete segnalarci anche voi qualcosa di “out of ordinary” del mondo social, lasciate un commento a questo post.

Non mi resta che dirvi: buon week end!

 

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Mercoledì Social #136

di Matteo Brignoli in News

Buongiorno a tutti e benvenuti alla nostra consueta rassegna del Mercoledì su tutto ciò che si muove nell’ambito del mirabolante social web. Siete pronti a partire? Forza ragazzi, alla fine del post c’è un giro di boa verso il weekend!

Pinterest lancia le board private

È di pochi giorni fa la notizia che Pinterest, uno degli interest network di matrice “visual” più diffusi al mondo, stia testando la possibilità di creare delle board private sul proprio account: sembra che queste board non potranno in ogni caso essere più di tre, e che sarà ovviamente possibile invitare altri utenti a “pinnare” in gran segreto. Una novità interessante sotto tanti punti di vista: pensate ad esempio alla possibilità di condividere informazioni su un progetto o un prodotto con una cerchia ristretta di persone, tutte invitate a pinnare nella stessa board esclusiva. Chissà quali saranno i primi brand ad approfittare di questa novità! Voi che ne dite? ;)

Facebook e i ranked comments

A proposito di rumors e notizie interessanti, sembra che il colosso di Palo Alto, dopo aver annunciato il test di una nuova opzione per rispondere in maniera localizzata ad ogni specifico commento (threaded comments), stia pensando di introdurre un’inaspettata novità: la possibilità di dare rilevanza ai commenti che hanno determinato un maggiore engagement (rilevato sulla base di Like e risposte, da ciò il nome ranked comments) allineandoli verso l’alto, al di sotto del page post a cui fanno riferimento. Questa novità comporterebbe da una parte un maggiore focus sul coinvolgimento degli utenti (con l’accento su chi propone contenuti più interessanti), dall’altra un miglioramento complessivo dell’engagement di ogni pagina, dettato proprio dalla particolare importanza data a commenti che generano maggiori reazioni. Ecco una preview di come potremmo vedere i commenti al di sotto di ogni page post:

 

Quanto dura la vita media di un tweet?

La tempistica di sopravvivenza media dei contenuti che diffondiamo sul social web è una metrica su cui molti analisti si interrogano, e un recente studio pubblicato da SeoMoz attribuisce alla vita di ogni tweet una durata di circa 18 minuti, sulla base di una rilevazione effettuata analizzando tweet e retweet di 2.116 utenti. Questa ricerca non considera ovviamente il circuito di vita un tweet non retwittato, ma ci mostra invece come il dato considerato alla stregua di “vita media” del tweet sia rapportabile all’arco temporale in cui si concentra una maggiore propensione di altri account a retwittare un nostro contenuto. L’insight fondamentale? Rimane comunque la capacità di produrre e condividere contenuti interessanti e prendere parte alle conversazioni il più possibile real time, come vuole la best practice di questo canale.

Cinque doti per un buon community manager

Si parla spesso di questa nuova figura professionale e devo dire che se c’è stato un periodo della mia vita in cui sembrava che ogni persona di mia conoscenza suonasse in una band, ultimamente sembra che ogni persona che conosco faccia il lavoro del community manager. Ma quali sono cinque doti fondamentali per un buon community manager? Le elenca Econsultancy in un articolo, e noi ve le proponiamo chiedendovi: se fate i community manager, queste doti vi rispecchiano? Cosa credete che manchi da questo breve elenco?

  • Sicurezza e fiducia in sè stessi nell’interagire con gli utenti;
  • Passione per il proprio lavoro, ma anche per il brand e per la sua identità/valori fondamentali;
  • Onestà, per interfacciarsi in maniera concreta e trasparente con le persone;
  • Capacità di concentrazione sull’engagement per stringere legami forti con la community;
  • Creatività per produrre contenuti e interagire con gli utenti in modo unico e distintivo;

Vimeo lancia i video a pagamento

Ebbene sì, uno dei network più amati da videomaker e appassionati di tutto il mondo ha appena lanciato il proprio servizio a pagamento al grido di “Vimeo now has movies!”: si tratta infatti della possibilità per ogni utente di fruire dietro pagamento (o finanziamento, con il Tip Jar) una serie di contenuti selezionati direttamente dallo staff di Vimeo. Il principio fondamentale che presiede questa novità è la possibilità di offrire supporto agli utenti in grado di produrre i contenuti più originali e meritevoli, fornendo loro un sostegno economico concreto di modo da consentirgli di mettere a frutto liberamente la loro arte. Come? Con l’ottimo pacchetto dei Creator Services che vi invito a scoprire!

Il customer care si conferma un elemento importante dell’attività sui social media

Secondo una recente ricerca condotta da SAP e Social Media Today, il 71,2% dei brand a livello mondiale fornisce supporto e caring ai propri clienti sui canali social che ha attivato: il canale con un’attività di customer care più consistente è proprio Facebook secondo la maggior parte dei brand intervistati, seguito da Twitter. Un dato estremamente importante che conferma il percorso di ampliamento dei canali attivi per il servizio clienti che molte aziende, anche in Italia, hanno portato avanti in maniera consistente negli ultimi anni. Approfittiamo di questo spunto per chiedervi quali sono, secondo voi, i migliori brand italiani sui social media dal punto di vista del customer care: potete farcelo sapere con un commento a questo post! ;)

Siete arrivati a leggere fino a qui? Bene, allora significa che il weekend sta per cominciare, perché come dico sempre: “Oggi è Mercoledì, giro di boa!”

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Thank God We Are Social #64

di Pierluca Lino in News

Ciao a tutti e benvenuti all’appuntamento con le notizie più giocose dell’ultima settimana.

A cosa giocate voi?

…quando ero piccolo e andavo in macchina immaginavo di tenere in mano una grossa falce e di abbattere tutti gli alberi e i pali e persino affettare tutte le colline che passavano veloci davanti al finestrino.

Jack KerouacSulla strada

È questo l’incipit del video di followthefoot che racconta una serie di giochi che, da bambini, abbiamo giocato tutti…

Raccontateci nei commenti se anche voi giocavate a qualcuno di questi o se ne avete inventati altri, ricordate di segnalarlo però anche a followthefoot ;-)

La storia dei LEGO

Continuiamo a parlare di giochi, spostandoci però sulla storia di una delle aziende che li produce: andiamo in Danimarca a vedere come è nato il “sistema di gioco” della LEGO e celebriamo gli 80 anni dalla sua fondazione.

Anche voi siete cresciuti giocando con i mattoncini LEGO? Raccontatecelo nei commenti.

Football contro Football

Sapete senz’altro che la stessa parola “Football” indica un gioco da un lato dell’atlantico e un’altro dall’altro, il calcio e il football americano.
Questa infografica, creata da confused ci racconta le differenze tra le due: vediamo come nel vecchio continente sono più forti i brand delle singole squadre, mentre negli States la lega è più seguita.

Secondo voi quali sono le motivazioni di queste differenze?

Cosa ha trovato veramente Curiosity su Marte?

Come ci ha già segnalato Nicolò nel mercoledì, il rover della NASA Curiosity è atterrato su Marte, e i brand hanno sempre più interesse a stare “sul pezzo”. Per questo vediamo in (quasi) anteprima cosa ha trovato su Marte:

Anche questa settimana siamo arrivati alla fine, non mi resta che ringraziarvi e ricordarvi ancora di raccontarci la vostra opinione su queste notizie nei commenti qui sotto.

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Mercoledì Social #121

di Matteo Brignoli in News

Benvenuti al nostro consueto appuntamento del Mercoledì dedicato a tutte le news più interessanti sul social web: guarda caso, è anche il primo Mercoledì di Agosto, quindi ne approfittiamo per augurare buone vacanze a tutti voi che ci leggete!

Twitter raggiunge i 500 milioni di account

Un recente studio di Semiocast ha mostrato il dettaglio sul numero e la provenienza geografica degli account attivi su uno dei social network più amati da tutti noi: per l’esattezza sono 517 milioni i profili creati su Twitter fino ad ora, con una larga maggioranza di utenti dagli Stati Uniti (140 milioni). Molto interessante notare la crescita registrata da paesi del continente sudamericano e del sud est asiatico,  che superano abbondantemente in numero di account la vecchia Europa: fanalino di coda della top 20 è proprio l’Italia, al ventesimo posto. Secondo voi Twitter è ancora relativamente poco utilizzato nel Bel Paese rispetto a quanto non lo sia in altre nazioni del mondo?

 

Audiweb: i dati di audience online di Giugno 2012

A proposito di social media e di italiani online, Audiweb Database ha appena pubblicato una stima dell’utilizzo effettivo di internet nel nostro paese: in un giorno medio del mese di Giugno 2012 sono risultati essere online 14 milioni di utenti, +8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il tempo medio di collegamento è stato di 1 ora e 20 minuti circa e – udite udite -  ogni giorno questi utenti hanno messo a segno 1,5 milioni di stream views (visualizzazioni online) di contenuti video. Un dato assolutamente rilevante per tutti quei brand impegnati nella produzione di contenuti video per instaurare una conversazione con le persone online. Ma qual è la strategia migliore per coinvolgere il target interessante tra quei 14 milioni di italiani che ogni giorno non possono fare a meno di internet?

Le performance dei Facebook Ads da mobile – Il report di AdParlor

Uno studio di AdParlor, agenzia che negli Stati Uniti cura la pianificazione di campagne di advertising su Facebook per brand come American Express e Audi, ha mostrato di recente la particolare propensione delle persone a cliccare sugli ads visualizzati da mobile rispetto a quelli visualizzati “da desktop”. Il click-through rate dei mobile ads è inoltre particolarmente alto: ben 1,32%, contro uno 0,086% dei classici desktop ads a cui siamo ormai abituati. I device con una migliore performance in termini di click-through rate sono i telefoni Android, che distanziano in positivo iPhone e BlackBerry. Per visualizzare il report completo potete cliccare qui: si tratta indubbiamente di una serie di dati interessanti, che lasciano presagire come il futuro dell’adv Facebook da Mobile sia ancora tutto da scrivere (anche grazie a strumenti come le sponsored stories). Voi che ne dite?

Facebook e il nuovo layout per le foto del vostro profilo

Facebook ha annunciato oggi una serie di cambiamenti importanti per la sezione Foto dei profili personali: il social network starebbe infatti testando una nuova modalità di visualizzazione a collage, che comprenderà la possibilità di individuare come highlight e mettere in evidenza alcune immagini rispetto ad altre, proprio come già avviene sulla timeline. Questo cambiamento contribuirà indubbiamente a rendere anche la cara vecchia sezione Foto più dinamica, e porrà l’accento sui contenuti visivi che spesso sono al centro della conversazione tra gli utenti. Unico appunto – già notato da vari commentatori – sembra essere l’aspetto di questa sezione (almeno nelle preview disponibili), in effetti molto simile a quello del suo equivalente su Google+.

La straordinaria crescita di Instagram

Instragram ha da poco annunciato di aver superato a Luglio 2012 gli 80 milioni di utenti registrati, con più di 4 miliardi di foto condivise dai suoi iscritti: una crescita notevole se pensate che ad Aprile gli utenti registrati erano circa 30 milioni. Il merito è in senza dubbio anche della release della versione per Android e ovviamente della profonda integrazione con Facebook, che ad Aprile come ricorderete ha acquisito la popolare app di photosharing. La previsione è che Instagram riesca a raggiungere i 100 milioni di utenti già nell’inverno di quest’anno, superando in prospettiva i tempi di crescita che hanno toccato colossi come Twitter, Facebook e Google prima di raggiungere lo stesso volume di registrazioni. Una crescita record che ribadisce l’importanza fondamentale del contenuto visivo, in questo caso di grande valore personale e “a portata di clic” per gli utenti.

Social login e social sharing: l’impatto sull’eCommerce [Infografica]

Numerosi i progressi registrati negli ultimi tempi dalla vendita online, che un po’ ovunque si sta evolvendo da eCommerce a Social commerce grazie alla possibilità degli utenti di commentare e condividere notizie su prodotti interessanti mediante il login da uno dei propri profili social. Una feature che, come ci mostra questa infografica di Monetate, è molto utile a chi si occupa di eCommerce per evitare l’abbandono del “carrello” nel corso dell’iter di acquisto a causa di particolari difficoltà nella registrazione (un problema ben noto a chi lavora in questo settore). Non dimentichiamo, inoltre, l’importanza fondamentale dello scambio di pareri con altri utenti online prima di procedere ad una decisione d’acquisto. E voi, grazie ai social media “comprate” di più?

Creare valore sui social media: l’importanza del social sharing

A proposito di social media e acquisti online, Beyond ha di recente pubblicato pubblicato questa presentazione realizzata in occasione della Facebook Marketing Conference 2012. Il futuro della condivisione di contenuti interessanti da parte degli utenti appare essere il frictionless sharing legato all’uso di applicazioni perfettamente integrate con Facebook, a cui tutti noi siamo più o meno soliti accedere, ad esempio, per leggere un articolo o ascoltare musica. Ma che cosa condivideranno maggiormente le persone con i propri contatti? Secondo una proiezione realizzata da Beyond, il 43% degli utenti condividerà i propri traguardi personali grazie allo strumento delle milestone, mentre il 30% ed il 28% si concentrerà rispettivamente su piani per i propri viaggi e sui biglietti acquistati. Un dato molto interessante per tutti quei brand legati al settore dei viaggi che vorrebbero attivare una presenza di valore su Facebook, non credete? Non perdetevi la presentazione, che contiene anche un’analisi sulle categorie di utenti particolarmente propensi a condividere contenuti online:

Cresce l’engagement su Facebook per i brand di alcoolici
È notizia recente l’ottima performance in termini di engagement registrata su Facebook da alcuni dei brand di alcolici più noti al mondo (e in We Are Social): le Facebook page costituiscono infatti per questi brand un’occasione particolarmente utile per instaurare una relazione di valore con le persone, promuovendo sui canali social gli eventi e le iniziative realizzate offline e condividendo con la community contenuti interessanti legati alla propria tradizione (con un occhio di riguardo alle feature offerte dalla Timeline per le brand pages). Un’attività che permette di ottenere ottimi risultati anche in termini di vendite, secondo questo studio pubblicato da eMarketer. Di seguito, la top 15 degli alcohol brand che hanno raggiunto le migliori performance in termini di total engagement e engagement per post nel corso del 2012:
Che dire, questa era l’ultima news di oggi quindi cheers e… Alla prossima! ;)

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Video e social media: live e micro interazioni

di Stefano Maggi in News

Poche ore fa è nato Airtime: un video social network fondato da Sean Parker e Shawn Fanning. Il nuovo canale ha alcune caratteristiche interessanti: consente di attivare una chat video velocemente con persone del proprio network o sconosciute, grazie a un abbinamento basato sugli interessi. Le differenze sostanziali rispetto a Chatroulette sono i punti di forza di Airtime:

  • L’abbinamento degli interlocutori sulla base degli interessi;
  • La privacy garantita a chi non vuole condividere i propri dettagli;
  • L’utilizzo delle proprie identità reali;

Airtime è molto giovane e al momento mostra alcune caratteristiche di base. Saranno i prossimi mesi a definirne l’importanza per brand e persone, sulla base dell’integrazione con gli altri canali social e dello sviluppo di funzionalità in linea con le richieste della community.
Video + Micro interazioni
Airtime è solo l’ultima delle novità che nelle ultime settimane stanno delineando il panorama video sui canali social: l’interesse verso le piattaforme per video brevi e micro interazioni come Socialcam e Viddy è cresciuto notevolmente.
Video + Live

Contemporaneamente, Google ha investito molto negli Hangouts: la soluzione che consente a più utenti di interagire via video attraverso i canali social (in particolare Google+). Il lancio di “Hangouts On Air”, con la possibilità di estendere lo streaming e la conversazione live relativa a un evento a un pubblico allargato, ha preparato il terreno per la crescita di adozione di questo strumento.

Live + Micro interazioni
Facebook, oltre ad abilitare l’implementazione di servizi come Airtime, mette a disposizione strumenti dedicati per l’interazione spesso utilizzati in abbinamento a dirette video (come il widget “Comments“).

 

Per le marche è molto importante considerare il trend emergente dell’integrazione tra video, micro interazioni e live: scegliendo le piattaforme più utilizzate dal proprio target e individuando le forme di distribuzione del contenuto più rilevanti per le persone di riferimento. Soprattutto nei casi in cui la marca sviluppi eventi e esperienze concrete, questi strumenti, se scelti in modo coerente all’interno di una strategia, consentono di estendere nel tempo e nello spazio l’impatto delle proprie attività.

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Evoluzione dei social media in Italia e implicazioni sulle attività dei brand

di Andrea Savarino in News

È stata appena presentata una ricerca di Demoskopea e comScore sui trend emergenti dell’universo digitale in Italia. All’interno di questo studio vi sono ovviamente parecchi risvolti “social” e non potevamo certo esimerci dal sottoporvi le nostre osservazioni in merito, come sempre “fresche di giornata”.

Giusto per darvi una panoramica su quanto sta succedendo in Italia: i canali social hanno raggiunto ormai 27 milioni di utenti, pari al 94% della popolazione online.

Ma chi sono i protagonisti della scena? E per quali ragioni?

Facebook è sicuramente il leader in termini di penetrazione sulla popolazione online:

  • Vi si passa 1/3 del tempo totale speso online
  • Per il 50% degli utenti è il sito visitato per primo durante la propria sessione di navigazione

Il dato più interessante però è relativo all’audience di Facebook: rispetto al passato, questo canale social sta abbracciando sempre di più anche la popolazione più adulta; 1/3 dei visitatori del canale ha infatti più di 45 anni, mentre gli over 55 sono aumentati del 15%. Questi trend sono ancora più evidenti se si guardano gli accessi a Facebook mediante Smarthpone: aumentano del 144% gli accessi dei 45-54 enni, +130% per quelli degli over 55.

Facebook si conferma pertanto come canale social fortemente strategico e che andrebbe presidiato anche dai brand che hanno un target meno giovane.

Aldilà di Facebook, che spicca sempre grazie alla sua forte penetrazione, è in realtà Twitter a mostrare il potenziale maggiore, nell’ultimo anno il numero di visitatori unici al canale è infatti triplicato e un utente su 10 frequenta il canale.
E’ interessante notare inoltre che la visita media di un utente su Twitter dura circa 3 minuti e questo vale sia per gli utenti più giovani che per gli adulti.
Da questi dati si evince che Twitter è certamente diventato un canale sul quale i brand dovrebbero focalizzare la loro attenzione, ma per poterlo presidiare non basta che il brand “ci sia”, occorre invece che il brand sappia farsi sentire mediante un’attività costante e pianificata, in modo da riuscire a catturare l’attenzione degli utenti, anche nel nel breve periodo di tempo che viene dedicato alla consultazione del canale.

Un altro grande protagonista del mondo digitale è senza dubbio lo Smartphone, il quale ha ovviamente un forte impatto sulla frequenza e la modalità di fruizione dei canali social:

  • Circa il 50% degli italiani muniti di cellulare possiede uno Smartphone e il consumo di Mobile Media è cresciuto del 26% rispetto all’anno scorso
  • Facebook si riconferma il leader poichè è il social network al quale si accede di più mediante Smartphone (67%)
  • Altro dato interessante è il trend positivo mostrato dal target femminile (si registra +43% di donne che usano Smartphone)

Grazie agli Smartphone aumentano ulteriormente per i brand le possibilità di comunicare in modo diretto ed efficace col proprio target: più del 60% di coloro che accedono ai social network da Smartphone, leggono infatti i post dei brand e cliccano sui link che portano ai siti dei brand stessi (almeno una volta alla settimana). Si riconferma comunque cruciale il ruolo di amici e conoscenti nella diffusione delle informazioni: i post delle persone conosciute personalmente vengono infatti letti tutti i giorni dal 50% degli utilizzatori di Smartphone. Ogni azienda/brand dovrebbe quindi cercare di porsi sui social media come “essere umano”, sviluppando contatti personali con gli utenti, avvalendosi di attività di Research & Insight per individuare e coinvolgere le persone in target e in grado di incrementare il reach delle comunicazioni e delle attività proposte.

Ultimi, ma non meno importanti: anche i video online possono ormai essere definiti come dei veri e propri generatori di traffico “social”: 1 spettatore su 3 infatti commenta i video online, 1 su 2 è solito condividere video, mentre 2 utenti su 5 sono soliti caricare video sulla rete.

 

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Thank God We Are Social #38

di Matteo Brignoli in News

Buongiorno a tutti e benvenuti al nostro consueto appuntamento del sabato: l’unico post che può farvi passare l’hangover dopo un venerdì sera impegnativo! Che piani avete per il weekend? Qualsiasi cosa facciate, ricordatevi che è importante avere sempre la colonna sonora giusta per ogni occasione. Come? Ecco qualche dritta! ;)

Come creare la vostra playlist in crowdsourcing
Vi ricordate quando da ragazzini si preparavano i cd compilation (e per i più “grandi”, le musicassette) da ascoltare durante i party a casa di amici? Ecco, oggi invece c’è Anthm, una nuova app per iOS che consente a tutte le persone munite di un iDevice di aggiungere brani all’elenco delle canzoni selezionate da voi per la festa. Una soluzione sicuramente innovativa per condividere le proprie passioni musicali, e che potrebbe creare qualche siparietto divertente se i vostri amici provano a mixare i Rancid con George Michael! (ogni riferimento ai gusti musicali di alcuni miei amici di We Are Social è puramente casuale)
Anthm Logo Anthm Logo

 

The social music revolution [infografica]
A proposito di musica da condividere, sono sempre di più i servizi di streaming on-demand che stanno prendendo piede anche tra chi, come me, è ancora affezionato ai cari vecchi dischi in vinile. Vi segnalo un’interessante infografica realizzata da gplus.com sui principali player del settore della social music, alcuni dei quali, come Spotify, purtroppo devono ancora arrivare in Italia. Qual è la vostra social music app preferita? Io ormai non posso vivere senza Soundcloud sia per i mix che per i singoli brani!
Infograph
(potete cliccare qui per vedere l’infografica completa)

Il video di Durex per “How in-sync are you?”
Concludiamo in bellezza, è proprio il caso di dirlo, con questo video realizzato da Durex UK (proprio loro, quelli che dovete usare se vi piace ballare ma non vi piace l’idea di fare figli con persone a caso conosciute alla serata) per pubblicizzare la Facebook app “Durex in Sync”: un ottimo esempio di come non servano per forza effetti speciali sbalorditivi o sceneggiature da festival del cinema per creare video originali e accattivanti.

Bene, siete riusciti a leggere fino a questo punto senza riaddormentarvi e senza prendere caffè e aspirina per il mal di testa da Coca&Rum? Questa è la fine del nostro Thank God We Are Social #38: per questo sabato è tutto, e non mi resta che augurarvi un buon weekend! Alla prossima!

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