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Metà del traffico internet legato ai video sarà mobile entro 3 anni

di Luca Della Dora in News

Abbiamo discusso spesso di come stia cambiando molto rapidamente il modo in cui le persone accedono ai contenuti, della sovrabbondanza di informazioni prodotte (e condivise) e del sempre minor tempo a disposizione per fruirne.

Quando paliamo di informazioni, parliamo sempre più spesso di immagini e video: si tratta di formati in grado di guadagnare l’attenzione delle persone e di spingerle ad approfondire tematiche che, se legate esclusivamente a del testo, non saprebbero attirare in modo così diretto l’audience.

Piattaforme come Instagram, Pinterest, Vine e Youtube (ma anche Snapchat e Whatsapp, in modo diverso) hanno contribuito in modo decisivo a guidare questo tipo di comportamento (insieme all’accessibilità “ovunque e sempre” offerta dai dispositivi mobile), e infatti i consumatori che hanno avuto una buona esperienza legata alla fruizione di video prodotti da brand dichiarano che:

  • sono più propensi a cercare maggiori informazioni sul brand o sul prodotto (39%)
  • sono maggiormente incentivati a parlare della marca in questione ad amici e familiari (36%)
  • sono più inclini a condividere altri contenuti di quel brand sui social media (19%)

Come detto, la piattaforme che offrono la possibilità di condividere video (anche con formati e linguaggi nuovi, come Vine o Instagram) sono sempre più diffuse e utilizzate: entro il 2020 il 75% del traffico internet (consumer) sarà costituito da video.

La fruizione  mobile è un driver fondamentale da questo punto vista, come testimonia il 25% del totale delle view di questi contenuti, che avviene proprio da tablet e smartphone: secondo le previsioni di Ooyala questa percentuale crescerà fino a superare il 50% entro i prossimi 3 anni.

Video Mobile Share

La percentuale di video fruiti da mobile è cresciuta del 127% anno-su-anno, e del 400% negli ultimi 2 anni: a Febbraio i video fruiti da online rappresentavano il 21% del totale, per crescere fino al 27% in soli 4 mesi.

La tematica riguarda molto da vicino l’Italia: il tempo speso dagli italiani davanti alla TV è infatti minore a quello trascorso su dispositivi mobile:

TV vs Mobile

Il contenuto è un elemento di interazione fondamentale, ma assume un valore reale soltanto nel momento in cui si comprende il contesto in cui viene fruito: chi accede a un contenuto da smartphone lo fa in maniera molto diversa (e in situazioni differenti) rispetto a quando vi accede dalla TV, o dal proprio computer.

Time Spent on different channels

È quindi importante pensare a formati che sappiano offrire all’audience un valore diverso dal semplice adattamento di un contenuto: sarà questa la sfida, sempre più importante, che durante i prossimi mesi dovranno affrontare le marche: far leva sul contenuto in quanto tale ha sempre meno senso, se non pensato per il contesto in cui viene fruito.

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Video, conversazione e social media

di Stefano Maggi in News

Il modo di utilizzare Facebook si è evoluto nel tempo: si è concentrato sul contenuto testuale agli albori del social network, per dare poi spazio all’aspetto visivo, incrementandone il peso con la diffusione di soluzioni tecnologiche in grado di supportarlo, sia in termini di banda e velocità di connessione, sia in termini di esperienza utente. Il focus sulle immagini si è allargato, offrendo un peso importante anche al video, che è diventato oggi una componente fondamentale dell’esperienza social.

Secondo Facebook, nei due mesi tra maggio e luglio, la visualizzazione di video è aumentata del 50% sul social network, con un miliardo di visualizzazioni video ogni giorno in media. Più del 65% di queste visualizzazioni sono su dispositivi mobili.

In particolare, da quando Facebook ha introdotto modi più semplici di fruire video e integrati nell’esperienza utente, come il play automatico all’interno del feed.

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Il successo di questa scelta ha spinto Facebook a dare ancora più enfasi a questo strumento, con tre piccole (grandi) novità.

Per iniziare, i video avranno un contatore del numero di visualizzazioni: utile alla “social proof”, a fare immediatamente capire all’utente quanta attenzione il contenuto abbia generato. La funzionalità di “auto-play“, per cui i video sono automaticamente mostrati attivi allo scorrere, diventa più frequente. Non solo: Facebook ha dichiarato che l’algoritmo che regola il news-feed privilegerà sempre di più i video.

Si tratta di un cambiamento del modo in cui i video vengono classificati all’interno del news feed, la vera e propria home page di Facebook: da poco le logiche di attribuzione di priorità  si sono evolute in modo consistente, favorendo la visualizzazione più frequente di video e tipologie di video più affini ai contenuti con cui gli utenti interagiscono. In altre parole: chi visualizza video e interagisce, li visualizzerà sempre di più e sempre più mirati rispetto ai temi preferiti.

La possibilità di abbinare i video a una call to action, spingendo le persone a compiere un’azione o a visualizzare altri video correlati è un altro elemento importante dell’esperienza utente che Facebook non ha trascurato tra le novità proposte: i brand potranno integrare video e azioni in un’unica, continua conversazione con le persone.

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Fidji Simo, che in Facebook è Project Management Director ha dichiarato

The goal of News Feed is to deliver the right stories to the right people at the right time, from the people and things you care about. And more people than ever before are seeing, sharing and expressing themselves with video on Facebook. We’re committed to making Facebook the best place to share, discover and watch videos, and we’ll keep listening to feedback to improve video on Facebook.

Questa evoluzione non si lega solo a Facebook: basti pensare ai cambiamenti di Twitter (con l’introduzione di Vine e dei video caricati direttamente sul social network) e a quelli di Instagram, che valorizza sempre di più l’utilizzo di video, attribuendo a questa forma espressiva un focus sempre maggiore anche attraverso strumenti dedicati (come Hyperlapse).

I post video dimostrano una capacità di coinvolgimento vicina a quella dei contenuti che contengono immagini (come dimostra un’analisi di SocialBakers).

fb-photos-3-2-È molto importante tenere in considerazione che i contenuti più efficaci sui canali social sono quelli pensati in modo specifico per il canale. Facebook, ad esempio, rende molto più visibili (attraverso gli share, i commenti e i like) i contenuti caricati in modo nativo sul canale social rispetto ai post di link YouTube.

tabulka-the-organic-and-viral-reach-of-videos-posted-by-brands-on-facebookSono molti i brand che stanno lavorando (anche insieme a noi) per partecipare a questo cambiamento, attraverso l’ideazione, la scrittura, la produzione di contenuti video dedicati alla conversazione sui canali social: raramente l’utilizzo di produzioni televisive o l’adattamento di uno spot raggiunge i risultati desiderati. Così come le immagini statiche sono diventate parte integrante del linguaggio e dell’interazione tra marche e persone, l’espressione attraverso video è diventata differenziante e rimane importante definirla in modo efficace dal punto di vista creativo e strategico.

Solo in questo modo potrà essere in linea con le esigenze delle persone a cui le marche si rivolgono, tenendo in considerazione anche gli obiettivi dei brand e soprattutto creando una conversazione e una storia di cui le persone desiderano parlare, di cui desiderano essere parte e con cui desiderano interagire.

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Thank God We Are Social #158

di Giovanni Balsamo in News

Siamo destinati ad un grande sabato perché si aprono contemporaneamente le porte del weekend e del Mondiale azzurro. Prima però di dar fiato alle trombette, fermatevi un istante e dedicate cinque minuti del vostro tempo a questo TG WAS.

ESPN, poster Mondiali da urlo

Partiamo subito con un po’ di roba da designer, ma che siamo certi apprezzeranno tutti. D’altronde si sa, quando una cosa è bella è bella. Che siate appassionati o no di calcio, vi consigliamo di dare uno sguardo a questi poster realizzati da ESPN per celebrare i Mondiali Fifa 2014. Sono da urlo e speriamo che portino bene, ma solo agli Azzurri!

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TOK ITALIA: il Mondiale visto da una nuova forma di Social TV

A proposito d’Italia, se siete all’estero e volete ricreare l’atmosfera magica del Mondiale con i compagni di mille avventure calcistiche, sappiate che è possibile. L’app TOK ITALIA, infatti, permette di guardare la Nazionale in TV mentre parliamo con i nostri amici (massimo quattro), vediamo le statistiche della partita live, e magari ci scattiamo un selfie! Insomma un’esperienza di second screen rivoluzionaria che potrete provare qui.

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Nuovi loghi NHL ispirati ai Simpson

Restando sempre in tema sport, guardate cosa ha tirato fuori dal cilindro Mark Avery Kenny. Questo talentuoso Graphic Designer ha creato un pacchetto di loghi ispirati ai Simpson per i team più importanti della National Hockey League. Pensate se qualcuno avesse fatto qualcosa di simile per le squadre di Serie A, saremmo impazziti tutti! Di seguito alcuni esempi, sul suo profilo Instagram, invece, trovate l’intera gallery.

BOSTON BRUINS – HOMER

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PTTSBURGH PENGUINS – BART

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ST. LOUIS BLUES – MARGE

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CALGARY FLAMES - KRUSTY

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#RCZRace Peugeot: 140 caratteri e meno di 11 secondi per battere una supercar

Andiamo avanti con la nostra carrellata di news e curiosità legate al mondo dei social network parlando di un’iniziativa promozionale che definire creativa è poco. Siamo certi che a breve sarete già pronti a twittare come dei pazzi per un’inedita sfida di velocità con un’auto dalle prestazioni indomabili. Stiamo parlando della nuova Peugeot RCZ R, che potrete sfidare in una corsa virtuale, sapendo che per batterla dovrete digitare 140 caratteri in meno di 11 secondi. Questo bolide, infatti, è in grado di passare da 0 a 140 km/h in soli 10.94 secondi.

Siete pronti a twittare più veloci della luce? Tre, due, uno, fermi tutti! Non staccate gli occhi da questo TG WAS, poiché c’è un’altra chicca per chi ama il calcio.

Facebook: top ten dei campioni dei Mondiali e mappa dei tifosi

Date uno sguardo alla mappa che mostra i giocatori più apprezzati su Facebook nel mondo. Tranquilli, vince a mani basse Cristiano Ronaldo e tanto per cambiare nei primi dieci non c’è un italiano. Chissà che il destino degli azzurri ai Mondiali non possa modificare la graduatoria.

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 24 libri di fantascienza che hanno anticipato il futuro

Dopo tanto sport, ci avviamo verso la fine di questo TG WAS a parlare di fantascienza. Sapevate che molti scrittori di fantascienza del passato hanno previsto il futuro con un livello di dettaglio incredibilmente accurato? Anche se sono stati derisi ai loro tempi, la loro immaginazione aveva previsto alcune delle più grandi invenzioni dei giorni nostri.

Ecco un’infografica realizzata da Printerinks.com che riassume i 24 libri di fantascienza che sono riusciti a predire o addirittura a influenzare invenzioni che sarebbero arrivate solo molti anni dopo. Attenzione, gli autori e le invenzioni citate sono dei veri pezzi da novanta. Per approfondire andate qui.

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1000 anni di Europa in 3 minuti

Vi lasciamo con una chicca finale: un video imperdibile che ripercorre 1000 anni di Europa in 3 minuti. Una timelapse map che piacerà a tutti gli appassionati di storia e non solo.

Buon weekend e buon Mondiale carioca a tutti!

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Ripensare i contenuti video come parte di una conversazione

di Stefano Maggi in News

L’aumento della fruizione di video online è costante, da desktop ma soprattutto da mobile e tablet, anche in Italia.

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Significa che gli italiani continuano a guardare film o video online nel modo in cui l’hanno sempre fatto, ma utilizzando mezzi digitali? Non solo.

L’aumento costante della fruizione video online è influenzato da un profondo cambiamento del modo in cui le persone utilizzano i canali social e i device mobile. Le persone non hanno portato modelli tradizionali su canali diversi, hanno radicalmente modificato il proprio rapporto con il contenuto video. Il modo di guardare la televisione non si è trasferito online, immutato, su canali video – come YouTube. Si è evoluto il comportamento delle persone.

Il concetto di “clip” è fondamentale: contenuti brevi, pensati per essere visti in mobilità e non corti estratti di un contenuto più ampio (come ad esempio un programma televisivo). Ma ancora più importante è il concetto di “condivisione”: sono contenuti che fanno parte di una conversazione, che stimolano le persone a interagire tra loro attraverso dinamiche social. Il suggerimento del contenuto ai propri amici, il like, il commento, l’attivazione di una conversazione pubblica o di una conversazione one-to-one.

Insomma, il contenuto video, sta entrando nel modello di utilizzo dei canali social e online in generale con una presenza che diventa sempre più simile e pervasiva come quella delle immagini.

Non solo: ogni video all’interno di una conversazione non solo racconta una storia, ma fornisce gli strumenti per interagire. Facebook, cogliendo questa tendenza, ha introdotto oggi un nuovo strumento: la call to action personalizzata alla fine dei video, per consentire alle persone che hanno visto di compiere un’azione.

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Molti brand finora hanno inteso YouTube come un “repository” di spot televisivi o una leggera evoluzione, con la pubblicazione di contenuti di approfondimento rispetto a tematiche informative e commerciali, limitandone così il potenziale. Le marche che hanno interpretato meglio il cambiamento sono partite da un’analisi profonda di come la fruizione video si inserisca nella vita di tutti i giorni del proprio target.

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Sono nati così molti esperimenti interessanti, in cui il video è pensato proprio come parte di una conversazione e non come la pubblicazione su un canale digitale di un contenuto immaginato per un mezzo monodirezionale e broadcast come la televisione.

Facebook, Twitter, Vine e Instagram, stanno offrendo ogni settimana nuove modalità per rendere la fruizione video sempre più integrata con le abitudini delle persone. Anche YouTube è consapevole del cambiamento e si sta muovendo per evolvere il proprio tipo di proposta. Ad esempio, facendo leva sul tema informativo: sempre più persone utilizzano YouTube per informarsi, trovare soluzioni e capire temi verticali. In modo provocatorio, YouTube sta rimpiazzando Google come motore di ricerca per alcune esigenze di conoscenza specifica.

Come ha detto Susan Wojcicki, CEO di YouTube, ”If people want to learn about the world today, they should look it up on YouTube, that’s how the world is learning about the world around us.”

Insomma, i brand che stanno andando oltre il semplice utilizzo di YouTube come repository di video e che pensano a questo tipo di contenuti come parte di una conversazione, colgono il meglio da questo mutamento nel comportamento delle persone e riescono a rendere i video una parte di una conversazione e di rapporto più ampio, non una semplice azione di visualizzazione passiva.

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Mercoledì Social #206

di Davide Gonzato

Il giorno della settimana è quello giusto, quindi sotto con un nuovo mercoledì social che con oggi sale a quota #206!

Agenda di oggi: peso dei social media in ambito business, video che impattano sul processo di acquisto e che governeranno a breve l’interno web, di Favourite People su Twitter e infine del mio adorato Foursquare che ha in serbo grandi cose per tutti i suoi più assidui utilizzatori.

 

Social media Business.

Se vi dicessi che, come trend generale, i social media sono sempre più una delle leve centrali all’interno del marketing mix di un’azienda, non direi certamente a voi attenti lettori di questo blog nulla di nuovo. Se dovessimo invece iniziare a snocciolare meticolosamente dati e numeriche, la cosa si farebbe sicuramente più interessante e precisa. E’ quello che ha fatto Somemto in una delle sue ultime infografiche, dandoci una chiara visione di quanto i social media siano ormai per il consumatore il punto di ingresso preferenziale nel percorso d’acquisto.

 

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Con una percentuale di penetrazione sul totale degli utenti internet che ormai si assesta sull’85% per Facebook e di quasi il 50% per Twitter, e soprattutto con la loro peculiarità di media che “accompagna” l’utente in tutte le fasi della giornata, è facile intuire come questo tipo di social media sites siano in grado di generare una conversion rate doppia rispetto a molti strumenti di marketing online e offline, e soprattutto di averla più alta di quasi il 50% rispetto alla media di lead generati da tutti gli strumenti di marketing.

Qui tutta l’infografica.

 

Impatto dei video nel campo business. 

Bene, stabilito quanto piattaforme come Facebook e Twitter siano effettivamente un ottimo strumento di conversione per il business, sapete qual è un altro strumento che si sta rendendo fondamentale quando si parla di decisione d’acquisto? Esatto, i video online. Tre quarti dei consumatori, ce lo dice l’ultimo studio di Animoto, sembra essere infatti più incline all’acquisto di un prodotto quando ha avuto la possibilità di vedere prima un video sul prodotto stesso.

 

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Questa forza è data da un insieme di caratteristiche, che vanno dalla possibilità di racchiudere in un solo video molte informazioni sul prodotto, al fatto di farlo in modo veloce, coinvolgente e volendo anche molto divertente

 

 

State dunque pensando di avviare o consolidare la presenza online del vostro business, il suggerimento allora non può che essere quello di non dimenticarvi di prevedere anche un supporto video. E, con il sempre maggior numero di persone che utilizzano i loro smartphone per vedere i video, non scordatevi di utilizzare come host piattaforme video che siano già ottimizzate per il mobile come YouTube e Vimeo. Caricare infatti video su YouTube significa anche avere accesso diretto a un social network che già supera Facebook e Twitter per attenzione e per tempo trascorso sulla pagina (in media quasi 4 minuti) e soprattuto per pagine viste oltre quella inizialmente di atterraggio (in media altre 5 pagine).

 

Social Video.

Va bene, probabilmente non avete (ancora?) nessun business personale da supportare con il mezzo video, ma ne sarete comunque interessati visto che la stima è che entro il 2017 il 67% del traffico dell’intero web sarà rappresentato dai video Vale la pena essere quindi preparati, e aver ben chiare quali sono le principali caratteristiche e possibilità che le diverse piattaforme social garantiscono.

 

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Vi consiglio quindi questa infografica di Mediabistro che analizza oltre a Youtube (che vi ricordo essere già oggi il secondo website più visitato al mondo), anche Vimeo, Google Hangouts, Instagram e Vine. Buona visione.

 

Facciamo un po’ di ordine su Twitter.

Nei mesi, e poi anni, vi siete lasciati un po’ sfuggire la situazione di mano sul pulsante “Segui” e ora avete un profilo Twitter che segue centinaia e centinaia di altri account, tanto che ormai non riuscite più a riconoscere nello scorrere senza fine del vostro feed quelli veramente interessanti da tutto i restanti. Tranquilli, è successo anche a me. E se la situazione era in parte già migliorata con l’introduzione da parte di Twitter della sezione “Liste”, ora il sito di micro-blogging ci viene ulteriormente incontro.

Pare infatti sia in test in questi giorni una timeline di “Favourite People”, che raggruppa e rende visibile in un sezione ad-hoc gli account selezionati come “preferiti”.

Questi sono i primi screenshot apparsi su TechCrunch.

 

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E se proprio sarete tra coloro che proprio non vorranno perdersi nemmeno un cinguettio fatto da uno dei vostri profili “preferiti”, è in test anche la possibilità di ricevere delle notifiche push ogni qualvolta questi posteranno un nuovo tweet.

Mi raccomando, questa volta però riflettiamo bene sul chi indicare come “preferito”, altrimenti ci ritroveremo inevitabilmente nella situazione di partenza!

 

Il futuro di Foursquare, costruito sul presente.

“We realize that even though check-in was really interesting in the right tense, what was really interesting was if you had all this check-in data going back to months or years. What could you do with that?”

Con questa domanda è iniziata nel 2009 l’avventura di Foursquare per Dennis Crowley, che ne è co-founder e CEO.

E sembra che la risposta piano piano stai affiorando, anche grazie a un approccio crowd-founding garantito dagli utenti della piattaforma, visto che Foursquare sta diventando sempre meno uno strumento di alert su dove si trovano i tuoi amici, e sempre più un aggregatore di dati che contengono informazioni riguardo le abitudini degli utenti, siano essi privati o business. Il fine ultimo è sempre più quello di trasformare questi dati in nuovi servizi per l’utente (e ovviamente anche per gli advertising partners che saranno lì pronti a promuovere i loro prodotti).

 

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Con i suoi 45 milioni di utilizzatori, che esprimono quotidianamente preferenze su locali e ristoranti (e non solo), sugli orari in cui li frequentano, su quello che preferiscono e/o sconsigliano del menù, l’azienda sta immagazzinando milioni di dati con l’intenzione poi di trasformali in un prossimo futuro in consigli su venue che potrebbero interessare l’utente in base alla sua posizione, filtrandoli rispetto a scelte (e quindi check-in e commenti) fatte precedentemente.

Quello che Dennis Crowley contesta, o comunque su cui punta come differenziazione rispetto a piattaforme come Google Maps o website come TripAdvisor, è la mancanza di personalizzazione partendo dallo storico di abitudini e informazioni già espresse dall’utente, che porta gli stessi risultati di ricerca indipendentemente da chi la stia facendo.

Ovvero: avete mangiato una pizza la sera prima? Bene, Foursquare sapendo quanto sia importante avere un’alimentazione diversificata, vi suggerirà magari su un cinese o un greco.

 

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Cosa ne pensate dunque di un futuro dove noi spenderemo sempre meno tempo a decidere quale esperienza fare, e sempre più invece a viverla grazie al costante lavoro di profilazione fatto ogni volta sui nostri interessi e preferenze tramite semplici interazioni da smartphone?

Vi lascio con la lettura qui dell’intervista integrale fatta da Readwrite a Mr. Foursquare, in cui si entra nel dettaglio di aspetti del passato che hanno fatto Foursquare quello che è oggi, e di altri che appunto lo trasformeranno un domani.

A presto!

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