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Video: Facebook supera Youtube. E non solo per visualizzazioni

di Luca Della Dora in News

Negli ultimi mesi i video hanno guadagnato sempre maggior importanza per chiunque consumi contenuti su internet, e – di conseguenza – per chi li crea e li distribuisce.

È qualcosa che ha molto a che fare con il modo in cui le persone usano i propri dispositivi per cercare informazioni, supporto o intrattenimento, ma anche con il modo in cui le piattaforme stanno cambiando (spesso per soddisfare nuovi bisogni, dettati da nuove abitudini).

Facebook F8 Video

Abbiamo visto come Facebook sta facendo in modo di renderli un formato sempre più interessante per i brand, sia in termini di visibilità, sia di opportunità di condivisione (con la possibilità di embed).

Facebook Video Embed

Agosto 2014 ha rappresentato un momento di svolta: per la prima volta i video su Facebook hanno ottenuto più visualizzazioni rispetto a quelli su Youtube (da desktop), e da quel momento abbiamo visto le due piattaforme competere – mese dopo mese – da questo punto di vista.

Facebook VS Youtube - Video Viewed

La crescita – su Facebook – è stata trainata dal numero di video visti da ogni persona sulla piattaforma: più di 107 durante Febbraio 2015, contro i 69.5 visualizzati su Youtube. Il primo ha praticamente raddoppiato i video visti per persona in soli 12 mesi, il secondo ha invece visto diminuire quel numero del 9.9%.

Facebook VS Youtube - Video per person

Non si tratta di un dato trascurabile, e che interessa solo queste due piattaforme, perché il traffico generato dai video rappresenterà l’80% del traffico internet totale entro il 2018, e l’universo di servizi dedicati a questo tipo di contenuti è ormai popolato da piattaforme molto diverse tra loro: basti pensare alla popolarità, guadagnata in poche settimane, da Periscope o Meerkat, o all’attenzione che è stata posta su Instagram quando ha introdotto la possibilità di caricare video di 15” sulla piattaforma, senza scordare servizi completamente diversi, come Snapchat, o il neonato Riff.

Servizi diversi, adatti a essere fruiti da dispositivi differenti quindi: a dicembre 2014 il 38% di tutti i video sono stati visti da smartphone e tablet, per dare un’idea del volume di traffico di cui stiamo parlando.

OOYALA - The rise of mobile video

Non si tratta soltanto di una tematica di “quale dispositivo”, ma del tipo di contenuto più adatto a essere fruito a seconda del momento, di dove ci si trova e di quanto tempo si ha a disposizione per un video: è sempre più importante conoscere l’audience con cui si desidera interagire, in termini di abitudini e di momenti in cui le persone consumano effettivamente i contenuti.

SHARE OF TIME WATCHED BY DEVICE AND VIDEO LENGTH

Ma come stanno reagendo i brand a questo cambiamento?



Uno studio condotto da Mixpo evidenzia 3 aspetti molto interessanti:

  • la crescente attenzione verso la creazione di video su tutte le maggiori piattaforme da parte dei brand;
  • il sorpasso di Facebook nei confronti di Youtube;
  • la quasi totale assenza di soggetti che non investiranno in nessuna di queste piattaforme.

Lo studio ha coinvolto 125 tra agenzie, brand e publisher: l’87% hanno dichiarato di aver pianificato campagne di video adv su Facebook (contro il 63% dell’anno scorso), mentre l’81.5% su Youtube (12 mesi il 77.8%).

Advertisers Video Ads

È quindi interessante notare come sia sempre più importante per i brand essere in grado di comprendere i cambiamenti imposti dal modo in cui le persone accedono e consumano i contenuti, e saper offrire – di conseguenza – esperienze in linea con queste abitudini.

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Thank God We Are Social #200

di Jacopo Pulcini

Come sempre sabato = Thank God We Are Social, e proprio durante questo week-end di Pasqua arriviamo all’edizione #200. Numeri che fanno girare la testa, come diceva l’ingegner Cane.

Nel TGWAS di questa settimana protagonista assoluto il 1° di Aprile, negli ultimi anni sempre di più un’occasione per i brand per comunicare in modo creativo con le persone. Spazio anche al lancio di Tidal, il nuovo possibile rivale di Spotify e al trend dei video 360°.

April fool’s day per tutti:

Google

Anche quest’anno hanno vinto loro. Se durante la settimana del 1° Aprile 2014 erano stati disseminati Pokemon su Maps (ne abbiamo parlato nel TGWAS #148), questa volta le mappe si sono trasformate in un vero e proprio campo da gioco. Tema? Pac-Man!

Praticamente qualsiasi strada del mondo si trasforma con un click nel celebre videogioco anni ’80. Se siete tra i pochi che non ci hanno ancora giocato, correte su Maps.

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Qui sotto mentre faccio una partita in Corso San Gottardo, sede dei nostri uffici:

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L’April Fool’s day è una ricorrenza molto sentita dalle parti di Montain View, Pac-man non è stato infatti l’unico colpo di genio proposto quest’anno. Da com.google a Smartbox by Inbox, a Google Panda, fino a #ChromeSelfie è stato un susseguirsi di epic win (qui una raccolta pubblicata da independent).

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Amazon Dash Button:

Sembrava il classico pesce d’aprile, la presentazione di un prodotto talmente innovativo da sembrare uno scherzo, ma pare che Amazon abbia confermato la veridicità dell’operazione.

Parliamo di Dash Button, un pulsante di piccole dimensioni, che consentirebbe di acquistare online e farsi recapitare a domicilio cibo e altri prodotti che si utilizzano quotidianamente. Il tutto con un semplice tocco, date un’occhiata.

Pesci ovunque:

Mai come quest’anno abbiamo assistito ad una vera e propria invasione di pesci d’Aprile. Ve ne proponiamo alcuni, ma se non fossero abbastanza vi rimandiamo alla top 40 di TechCrunch.

La pagina Facebook di Vespa, nostro cliente, annuncia un nuovo modello:

Together is the best way to travel. And even more if we are in #Vespa!Our new model lets you bring who you want, there’s a ton of space! ;)

Posted by Vespa on Mercoledì 1 aprile 2015

 

TimeHop provoca Facebook e lancia “Timebook” (approfondisci qui la storia)

Milka e DMAX (clienti) danno un triste notizia alla propria community…

Comunicato ufficialeCi spiace annunciare a tutti i nostri affezionati clienti che abbiamo interrotto la produzione di…

Posted by Milka on Mercoledì 1 aprile 2015

 

 

Domani DMAX Italia non ci sarà più. Sarebbe bello che ognuno di voi ci scrivesse un messaggio d’addio, un ricordo…

Posted by DMAX Italia on Mercoledì 1 aprile 2015

 

 

Il CERN di Ginevra conferma l’esistenza della “forza” (chi è fan di Star Wars sa di cosa parliamo).

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Is Tidal the new Spotify?

Per qualcuno si. Il nuovo servizio, del quale Jay-Z è il principale proprietario, si propone come piattaforma di streaming musicale capace di scombussolare lo scenario discografico. I suoi punti di forza? Qualità del suono elevata e alcune “esclusive” importanti (vedi caso Taylor Swift). Il lancio ha coinvolto star del calibro di Madonna, Rihanna e Daft Punk, non solo testimonial ma anche azionisti della società.

Il modello che propone Tidal è infatti artista-centrico e non prevede più intermediari tra musicisti e distribuzione della musica, almeno nel caso delle superstar coinvolte in prima persona nel progetto. Per il lancio tutti gli artisti coinvolti hanno caricato un’immagine azzurra come foto profilo e invitato i propri follower a fare altrettanto:

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Sarà davvero una rivoluzione o un guadagno esclusivamente per le superstar? Tidal risulterà un flop o un diventerà un degno rivale di Spotifiy? Staremo a vedere.

Il primo videoclip a 360°

Il trend dei video 360° è in forte crescita, dopo le novità raccontate da Facebook durante l’F8 di San Francisco e la recente implementazione da parte di Youtube di questa funzionalità, è il turno del primo videoclip musicale sferico.

“Graffiti” di Noa Neal, caricato proprio su Youtube, è stato realizzato in collaborazione con Intel e Kolor, è fruibile in 4k ed è navigabile in tutte le direzioni desiderate durante la riproduzione.

Il 200° TG WAS, termina qui, appuntamento alla prossima settimana.
Buon weekend e buona Pasqua a voi.

 

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Mercoledì social #259

di Matteo Vassallo

Buon pomeriggio, come ogni mercoledì eccoci pronti a deliziarvi con le news più interessanti provenienti dal mondo dei social!

Eclissi Solare 2015

Iniziamo l’appuntamento numero 259 parlando di eclissi solare: venerdì 20 marzo la luna ha transitato davanti al sole, dando vita ad uno spettacolo sorprendente e affascinante che è stato possibile osservare da tutta Europa. Moltissimi i brand che hanno cavalcato l’evento, di seguito trovate alcuni contenuti che ci sono particolarmente piaciuti:

 

Vigorsol

 

Dal canto nostro non siamo stati a guardare. Di seguito trovate alcuni contenuti realizzati ad hoc per i nostri clienti:

REALTIME

 

VodafoneIT

Ve la siete persa? Niente paura, potrete documentare la prossima eclissi nel 2017!

Nuova app targata Instagram, Layout  

Instagram ha appena lanciato sul mercato Layout, una nuova app per realizzare collage fotografici. Dato che una persona su 5 ricorreva ad applicazioni esterne scomode e macchinose, gli sviluppatori hanno ben pensato di crearne una ad hoc che potesse sopperire a questa mancanza.

La meccanica di Layout è molto semplice: basta selezionare le foto che si vogliono inserire nel collage (massimo 9), scegliere un template, aggiungere gli effetti che si desiderano e – dulcis in fundo – condividere il risultato finale su Instagram. Di seguito trovate un esempio, come modello ovviamente la nostra fidata mascotte Ambrogino!

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Potete scaricare Layout qui.

Facebook punta in alto: New York Times, Buzzfeed e National Geographic nel mirino. 

Stando ad alcune voci, pare che Facebook sia in trattativa con testate quali The New York Times, Buzzfeed e National Geographic per la pubblicazione esclusiva di alcuni loro articoli. Non solo editoria, ma anche contenuti video, dato che il colosso californiano sta portando avanti una trattativa simile anche con Vice e Vox. Nei mesi a venire ci aspetta quindi un Facebook sempre meno social network, sempre più piattaforma a 360°.

Restando in tema, concludiamo con una piccola chicca: è stato lanciata oggi On This Day, un’applicazione che permette di ripercorrere le proprie pubblicazioni sul social network avvenute lo stesso giorno, in anni però passati. Al momento l’app non è ancora disponibile in Italia, ma molto presto anche noi saremo in grado di concederci un bel tuffo nel passato.

YouTube manda in pensione le “note”. 

Basta alle note su YouTube, quei cartelli cliccabili che gli utenti potevano sovrapporre ai propri video. La piattaforma sta infatti lanciando una nuova feature chiamata Cards: questo nuovo servizio sarà ottimizzato per la visione da mobile, sarà rinnovato nelle grafiche (che appariranno alla destra del video) e permetterà l’uso di sei differenti tipi di testo/immagine: Merchandise, Fundraising, Video playlist, Website associato e Aumento di fan.

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Per questo mercoledì è tutto, alla prossima!

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5 insegnamenti dal 2014, per affrontare il 2015

di Luca Della Dora in News

Orwell Quote

E allora, nonostante non sia un amante dei resoconti di fine anno (o di inizio anno nuovo), è interessante dare un’occhiata a quello che è stato il 2014 sui social media, in modo da capire qual è il punto di partenza di questo 2015.

Partiamo dal dato numerico complessivo: oggi quasi 3 persone su 10 sono utenti attivi di almeno una piattaforma social. I social media hanno infatti raggiunto una penetrazione del 28% sulla popolazione globale, superando così i 2 miliardi di utenti attivi:

Facebook conta 1.3 miliardi di utenti
Google+ 343 milioni
Linkedin 300 milioni
Instagram 300 milioni
Twitter 280 milioni
Tumblr 230 milioni

Social Media Addiction
Qui l’infografica completa

Si tratta di persone che accedono frequentemente a queste piattaforme, e lo fanno utilizzandone sempre di più, dedicandovi – complessivamente – sempre più tempo: il 28% del tempo trascorso online è oggi speso sui canali social (i ragazzi tra 15 e 19 anni spendono, mediamente, 3 ore al giorno interagendo sui social network; quelli tra i 20 e i 29, mediamente, 2 ore al giorno).

Social Media Addiction

L’Italia è il paese dove, rispetto al 2013, è cresciuto maggiormente l’utilizzo di canali social nel 2014: 3 utenti internet su 4 hanno interagito sui social media almeno una volta a settimana (contro il 69% registrato nel 2013, secondo questo studio di Ofcom).

Ofcom

Le aziende stanno reagendo all’evoluzione dello scenario in cui si trovano a interagire con le persone, e lo stanno facendo ridefinendo alcuni concetti molto importanti: eccone 5, frutto di una razionalizzazione che potete trovare in quest’infografica, e che abbiamo voltuo approfondire di seguito.

1. Real-time ≠ Right-time

“Real-time marketing” è stato uno dei termini più usati (e spesso abusati) degli ultimi mesi, ma il focus si sta spostando oggi sull’individuazione del right-time, piuttosto che del real-time (seguendo la definizione di Monica BhandarkarVP, Social Media di KSHA&A Communications): ci sono stati alcuni casi – come il morso di Suarez durante i Mondiali di calcio in Brasile – che hanno visto molte aziende competere tra loro per guadagnare l’attenzione delle persone sfruttando un singolo episodio, ma il 2014 è stato anche l’anno in cui è stata sancita l’importanza di pensare a come distribuire al pubblico giusto, il miglior contenuto nel momento in cui poteva creare un vero valore delle persone.

adidas #allin

È il caso della campagna #allin che abbiamo realizzato insieme ad Adidas durante la manifestazione brasiliana, che Christian Purser, chief digital officer di M&C Saatchi Group, ha definito:

“An industry defining campaign that shows the power of well planned, well-conceived and well delivered social media at scale.”

2. Media e contenuto non sono due mondi separati

Il 2014 è stato anche l’anno in cui sono cambiate le dinamiche di distribuzione dei contenuti: la qualità dei contenuti necessita oggi di una strategia media dedicata, che non faccia più leva su un approccio di campagna, ma di pianificazione always-on. Ogni giorno cresce il numero di singoli contenuti prodotti e condivisi non soltanto dagli utenti, ma anche dai brand, ed è quindi sempre più importante che la strategia media e quella di contenuto vengano sviluppate insieme, in modo da assicurare visibilità in momenti importanti, per i contenuti che si desidera vengano fruiti da audience specifiche.

Questo non riguarda soltanto Facebook, ma anche Instagram (che ha annunciato, e iniziato il roll-out, i propri promoted products) e di Twitter, che con l’introduzione della feature “While you were away” punta a creare un’esperienza basata anche sugli interessi dei propri utenti, oltre che sulla distribuzione “temporale” dei contenuti.

Organic vs Paid

I brand focalizzati sulla generazione di lead, che hanno già iniziato a sviluppare una strategia di contenuto legata a quella di pianificazione media, hanno visto incrementare le conversioni: l’impatto dei contenuti che hanno potuto contare su un sostegno media hanno ottenuto risultati migliori del 25%. La promozione di contenuti permette infatti di segmentare in maniera più precisa ed efficace l’audience e di far sì che sia possibile raggiungere persone effettivamente interessanti (e interessate) in momenti specifici, con contenuti adatti alle loro esigenze.

3. L’approccio editoriale è sempre più importante

I brand sono sempre più consapevoli dell’importanza di creare contenuti di qualità: basti pensare a come sta cambiando un’azienda come RedBull (il cui business è sempre più sbilanciato verso la creazione di un mondo in grado di emozionare e coinvolgere le persone attraverso i contenuti creati, come un vero e proprio broadcaster), o di Volvo (che attraverso un progetto di contenuto ha saputo comunicare con il proprio pubblico in modo completamente nuovo – anche considerando la tipologia di target che aveva la sua campagna).

Il 59% delle aziende prevede di incrementare i budget dedicati alla creazione di contenuto durante i prossimi 12 mesi.

4. Video non significa soltanto Youtube

Gli ultimi mesi dello scorso anno hanno visto verificarsi un sorpasso “storico”: per la prima volta sono stati visti più video su Facebook che su Youtube. Non si tratta solo del dato numerico in sé, ma di una tendenza sempre più diffusa di fruire di contenuti video da piattaforme diverse: video non significa più soltanto Youtube, ma anche Vine e Instagram, oltre a Facebook appunto.

Facebook vs Youtube Video Views

È sempre più importante capire l’audience che si desidera raggiungere e il tipo di progetto di contenuto che si desidera realizzare: Youtube rimane una piattaforma unica e con una penetrazione elevatissima, ma ci sono diversi fattori che oggi è sempre più importante tenere in considerazione, anche viste le diverse modalità di accesso ai contenuti da parte delle persone.

E non sono soltanto le visualizzazioni a rendere Facebook un canale sempre più importante per la creazione di video, ma anche le condivisioni – come ci racconta questo studio di Socialbakers.

Youtube vs Facebook Shares

Non stupisce quindi l’introduzione, anche da parte di Twitter, dei video nativi, annunciati poche ore fa al #CES2014, come anticipato da The Verge:

5. Visual, visual, visual

Durante gli scorsi mesi abbiamo parlato spesso della sempre maggior importanza dei contenuti visuali, fondamentali per conquistare l’attenzione delle persone: sempre più contenuti fanno sì che sia sempre minore la soglia di attenzione per il singolo “pezzo di contenuto” e impongono ai brand di capire al meglio il linguaggio con cui parlare all’audience (e il canale su cui farlo).

Instagram ha superato i 300 milioni di utenti, ma ha registrato soprattutto un incremento dell’engagement del 416% in soli 24 mesi (come riportato da Simply Measured).

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✔︎ BONUS. Chat apps on the rise

Il 2014 è stato anche l’anno in cui le applicazioni di messaggistica hanno saputo imporsi, sia a livello numerico (WhatsApp conta oggi più di 700 milioni di utenti – con un incremento di 200 milioni da quando è stato acquisito da Facebook – che inviano qualcosa come 30 miliardi di messaggi ogni giorno), sia in termini di nuovi linguaggi attraverso cui le persone interagiscono (basti pensare a Snapchat, e al modo in cui alcuni brand hanno già iniziato a usarlo – o ancora a WhatsApp e al modo in cui è stato in grado di fungere da ulteriore fonte di traffico – ad esempio – per FTW, sezione dedicate allo sport di USA Today).

FTW Share

La crescita di queste piattaforme è un segnale molto chiaro del grado di maturità raggiunto dai social media in senso più ampio: la presenza ormai trasversale su tutte le fasce d’età della popolazione sui canali più diffusi impone una sorta di auto-segmentazione che permetta di esprimersi, di volta in volta, nel modo più adatto. È quindi evidente che – soprattutto i ragazzi più giovani – utilizzino Facebook o Instagram in modo diverso, e preferiscano relegare a luoghi più “privati” determinate conversazioni.

GWI - Social Apps vs Messaging Apps

Facebook rimane un luogo di relazione fondamentale, ma non è più popolato soltanto dai propri coetanei, e le persone sono sempre più coscienti del suo utilizzo, così come Twitter: piattaforme di instant messaging offrono la possibilità di “eludere” le restrizioni imposte da questi canali, e di creare delle micro-reti di relazione con cerchie più ristrette di amici, dove condividere informazioni privati, ma anche i contenuti più divertenti trovati sui canali social “tradizionali” o opinioni “delicate”.

Sarà sempre più importante per i brand favorire e facilitare la distribuzione di contenuti anche su queste piattaforme, facendo sì che siano poi gli utenti – spontaneamente – a voler interagire, ma senza commettere l’errore di voler invadere quello spazio così prezioso proprio perché considerato privato dagli utenti. Si tratta di un terreno decisamente interessante soprattutto per i publisher, che dovranno preoccuparsi di rendere sempre più semplice e immediata la possibilità di condividere i contenuti che creano anche su queste piattaforme, ma - in fondo - i social media stanno rendendo l’approccio di moltissimi brand sempre più vicino a quello dei publisher, quindi l’evoluzione di queste piattaforme riguarda molto da vicino chiunque desideri mantenere una presenza davvero rilevante.

Ah, buon 2015. :)

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Mercoledì Social #247

di Alessandra Maffei

31 dicembre: l’ultimo giorno e l’ultimo Mercoledì Social del 2014. Se avete scelto di leggerci dalle misteriose ed esotiche destinazioni del vostro Capodanno, benvenuti alla rassegna delle più recenti novità dal social web.

Promoted Pins per tutti nel 2015

Partiamo con un aggiornamento da Pinterest, che ci porta direttamente all’anno prossimo. Dopo una fase beta riservata a una ristretta cerchia di inserzionisti (ve ne avevamo parlato a maggio qui), a partire dal primo gennaio 2015 i Promoted Pins – unico formato adv della piattaforma – saranno aperti, per ora solo con offerte basate su CPM, per tutti i partner in territorio statunitense.

Pinstitute - promoted pins

Si tratta di pin in tutto e per tutto identici a quelli che siamo abituati a vedere sul canale, differenziati solo dal disclaimer “Promoted By”. La comunicazione dell’opportunità arriva insieme a un bilancio sulle performance della fase beta – positivo per impression, engagement e durata – e al lancio di Pinstitute: un programma dedicato ai partner (grandi brand, agenzie, PMI) interessati a ottimizzare la propria presenza su Pinterest, sia dal punto di vista della creatività che della misurazione dei risultati.

“Year in Review” di Facebook (e i suoi rischi)

A fine anno, come vi abbiamo mostrato qualche sabato fa, i principali canali social amano mostrare di aver presidiato gli eventi mondiali più memorabili degli ultimi dodici mesi. Facebook ha però fatto un passo ulteriore, permettendo a ogni utente – a partire dal CEO – di condividere con gli amici il proprio personale “Year In Review”.

Trattandosi di uno slideshow inizialmente generato in automatico – con un algoritmo che attinge alla Timeline di ognuno di noi – per alcuni il risultato è stato però il forzato ricordo di eventi dolorosi avvenuti nel 2014. Un esempio è quello del web designer Eric Meyer, cui Facebook ha poi fatto le sue scuse. Lesson learned: più le persone condividono la propria vita online, più diventa cruciale comprendere la natura delle loro conversazioni prima di prenderne parte.

#MyAmex, un esempio di “social media takeover” su Instagram

Ci spostiamo ora su Instagram, dove una recente operazione di coinvolgimento influencer può aiutarci a capire come usare questo canale in modo sempre più efficace. A novembre (prima che Instagram venisse inondato da foto di abeti illuminati, tavole imbandite e piste da sci) American Express ha lasciato “le chiavi” del proprio account a sei Instagrammer: graphic e fashion designer, cuochi e imprenditori, che tramite le loro foto e l’hashtag #MyAmex hanno mostrato il ruolo di AmEx nello sviluppo del loro business.

Come risultato, i contenuti degli influencer dall’account del brand hanno ricevuto il 23% di engagement in più rispetto alle altre foto pubblicate da @americanexpress; hanno inoltre permesso di duplicare per due settimane il numero di follower giornalieri, generando più di 10 milioni di impression. Un’attività che è riuscita a comunicare, tramite contenuti di qualità, l’impatto positivo di AmEx sulla vita quotidiana delle persone.

L’evoluzione del mobile video nel mondo

Pochi giorni fa abbiamo condiviso con voi dati e riflessioni sull’evoluzione dei video, in ottica di integrazione con la conversazione sui canali social. Arricchiamo questo approfondimento con uno studio recente, focalizzato sui dispositivi da cui le persone – a livello globale – fruiscono dei video digitali in relazione alla loro durata.

EMarketer Mobile Video

Gli smartphone vengono utilizzati principalmente per formati più brevi, con un focus (52%) sui video da meno di 10 minuti; il quasi 70% del tempo trascorso nella fruizione di video via tablet, invece, si concentra su contenuti più lunghi di 10 minuti. Da notare infine che, nei video tra i 30 e i 60 minuti, la visione via tablet ha superato quella tramite desktop.
La rilevanza dei dispositivi mobile continua dunque ad aumentare: lo conferma una ricerca di GlobalWebIndex ripresa da eMarketer, per cui il 39% degli utenti internet nel Mondo ha dichiarato di aver visitato YouTube da mobile nel Q3 2014. La percentuale era 33% nel Q3 2013 e 36% nel Q2 2014.

2014 was social: cosa è successo e cosa abbiamo imparato?

Approfittiamo infine delle ultime ore dell’anno per una rassegna delle iniziative più memorabili realizzate, nel corso del 2014, dai brand sui social media. Abbiamo iniziato a gennaio con Mom Song (Old Spice)#BeautyIs (Dove): poi? Vi basta cliccare sull’immagine per rivivere i mesi successivi.

Awesome Things Brands Did on Social Media in 2014
[Per visualizzare l'infografica completa >> qui]

Come mostra l’infografica di Unmetric qui sopra, il 2014 è stato ricco di traguardi raggiunti per chi come noi si dedica ogni giorno alle conversazioni tra brand e persone: ma quali trend del 2014 sono il migliore punto di partenza per l’anno prossimo?
SimplyMeasured ci ha lasciato 6 possibili spunti, segnalando che alla fine di quest’anno

  1. la rilevanza del “Visual Content” è ancora in ascesa
  2. i Blog non sono morti
  3. Google+ continua ad attrarre (ma necessita di una content strategy ad hoc)
  4. i Disappearing Media come Snapchat sono diventati interessanti
  5. il Podcast è tornato
  6. il Calcolo del ROI è diventato più fattibile.

La lista vi convince o cambiereste qualche elemento? Avete qualche ora per rifletterci su. Ci vediamo nel 2015!

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